giovedì 1 giugno 2017

Il tema “Etica e politica” è stimolante: ecco le domande che ci piacerebbe rivolgere ai candidati sindaco

Ci piacerebbe porre qualche domanda rimasta ai margini dell’incontro “Etica e politica” dell'altra sera (30.06.17), tanto per cambiare infatti i cittadini sono stati esclusi dalla discussione e ammessi solo come spettatori. Ai cittadini viene richiesto nelle date canoniche un voto, ma una volta eletti gli organi rappresentativi, sembra proprio che agli amministratori dei loro elettori importi molto poco: si impossessano del loro ruolo e si dimenticano delle persone che amministrano, che non hanno più voce.
In questi anni il Forum ha provato a stabilire con le Istituzioni un rapporto paritario di trasparenza, di porre domande a nome dei cittadini, ma non ha avuto risposte. Abbiamo chiesto quanti soldi sono stati spesi per il famigerato ascensore al castello, abbiamo chiesto di conoscere la situazione patrimoniale della Fondazione Palazzo Coronini Kromberg (patrimonio dei Goriziani da quasi 27 anni), abbiamo chiesto di avere informazioni sulla fantomatica “Università popolare di Gorizia”, abbiamo chiesto di avere informazioni circostanziate a proposito di qualche dato della salata tariffa (o meglio “tassa”) sui rifiuti e su altri temi.
Non siamo mai stati considerati interlocutori degni di una risposta. E allora chiediamo: è etico che chi amministra ignori in questo modo le persone che amministra, neghi in maniera plateale la trasparenza, malgrado leggi dello stato del 2013 e del 2016, e renda impossibile la partecipazione alla vita della città?
E ancora, è etico sperperare il denaro pubblico, oltretutto in momenti di grave crisi come quella attuale e con tanti cittadini in difficoltà?
E non parliamo solo del denaro versato per il famigerato ascensore in Castello, di cui abbiamo conosciuto l’entità non certo dal Sindaco Romoli, che si è limitato a promettere di farlo in interviste ripetutamente promesse e mai concesse. Ma abbiamo appreso solo da un’indagine del Ministero per le Infrastrutture che l’esborso è stato di 8.200.000 euro per un manufatto tutt’altro che terminato.
Casualmente siamo venuti a conoscenza di un altro esborso tenuto segreto al cittadino e di cui possiamo solo immaginare l’entità. Si tratta della liquidazione di una società partecipata, Iris. Già qualche anno fa l’allora Commissario alla Spendig Rewiev, Carlo Cottarelli, nel suo “Programma di razionalizzazione delle partecipate locali” sosteneva che uno degli strumenti per “gonfiare” la spesa pubblica è quello di dilatare i tempi di liquidazione.
Ebbene Iris è in liquidazione a partire dal 1.1.2011, quindi siamo nel settimo anno!! Ma la cosa che a noi sembra ancora più grave è la segretezza con la quale il sindaco Romoli, l’assessore Pettarin e Iris hanno avvolto tutte le operazioni.
In sé la società partecipata è per legge soggetta alla trasparenza, ma Iris e le istituzioni comunali affermano che, essendo in liquidazione, non sarebbe più trasparente, senza spiegare per quale motivo e a nostro parere in modo arbitrario.
E così noi sappiamo che in questi sei anni e mezzo Iris ha speso circa 800.000 euro per gli organi collegiali, ma probabilmente ha speso molto di più per consulenze. E non sappiamo se complessivamente siamo nell’ordine di migliaia o di milioni di euro. Infatti è lo stesso assessore Pettarin (in una risposta del 22.1.2015, prot. 2846/15, ad una interrogazione scritta di un consigliere comunale) ad assegnare ad Iris la “libertà” di consulenze: da quelle fiscali a quelle legali, da quelle giuridiche a quelle amministrative, da quelle organizzative alla gestione dei consigli di amministrazioni ecc.
E si tratta di una “libertà” inquietante.
Rosamaria Forzi
 

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