martedì 30 maggio 2017

Biomasse e industrie insalubri tra i quartieri cittadini: l'etica della politica ha delle risposte alla questione?


All'incontro di stasera, 30 maggio, 20.30, sala Incontri di via Veniero su " Etica e politica", chiederemo si parli, in chiave etica, anche dei procedimenti autorizzatori degli impianti del progetto Three Shades of green, alias due centrali a biomasse un impianto per la lavorazione dei rifiuti metallici non ferrosi, cui da tempo il comitato #NoBiomasseGO si oppone in nome dei cittadini tenuti a distanza dai processi decisionali della politica e dell'amministrazione.

di Martina Luciani


Senza ricorrere alle dissertazioni di Norberto Bobbio su Etica e Politica, poco tempo fa Tomaso Montanari, a proposito del Ministro Marianna Madia e della sua tesi di laurea, scrisse: " Ma se l’Italia non «va avanti» è a causa della corruzione, della disonestà, della furbizia e dei plagi: non certo a causa di un eccesso di etica."

Alle volte però succede il contrario: che si va avanti, in fretta e senza guardarsi indietro, ma nemmeno ai lati o davanti, senza rispondere alle domande, senza rappresentare altri che se stessi nell'esercizio del proprio potere alla faccia di coloro che un giorno lo conferirono, imponendo la tecnica e la schematicità delle norme ed evitando di confrontarle con interessi che peraltro hanno tutele di rango costituzionale.

Il sospetto dunque è che ( crocianamente parlando) l'etica in politica sia un ideale che canta nell’animo di tutti gl’imbecilli. Ovviamente gli imbecilli sono i cittadini, specialmente quelli che si riuniscono nei comitati e movimenti, esprimendo segmenti grandi e piccoli del "grande risentimento collettivo".

Scusate la premessa. Serve a dire che questa sera chiederemo siano poste le seguenti domande:

1)      Se “etica” si riferisce alla politica che, indipendentemente dall’esistenza di specifiche norme, coinvolge i cittadini, li informa e ascolta la loro opinione per attuare concretamente la partecipazione democratica e la rappresentazione di tutte le istanze della comunità,  come valutate l’approvazione della variante 36 (delibera Consiglio comunale 17.12.2012 n. 35) che, all’interno del centro abitato, ha permesso la trasformazione dell’area di proprietà dell’impresa privata Rail services sita in via Trieste 134 da “H2.4-Aree per i concessionari auto e le attività di servizio alle persone e alle imprese” a “D/3- insediamenti industriali esistenti”  dove oggi si sta costruendo la centrale a biomassa SUD e un impianto di trattamento di rifiuti di alluminio?

2)      Quale è l’etica dell’autorizzazione ambientale rilasciata dalla allora Provincia di Gorizia? E ciò con particolare riferimento alla funzione politica  dei suoi diversi organismi per l’ accertamento della funzione sociale di un’impresa, della prevalenza del diritto all’ambiente e alla salute rispetto la libertà dell’iniziativa economica privata  (in particolare sotto il profilo del “principio di precauzione”) e della successiva ponderazione nell’ambito della discrezionalità amministrativa ( e non tecnica) tra i differenti beni/valori tutelati dalla Costituzione (art. 41).

3)      Se “etica” è da considerarsi la politica che si fa promotrice della tutela del bene comune, come in questo caso l’ambiente, la salute, la sicurezza, la dignità delle persone e la vivibilità di una città (Gorizia) e, quindi, se le rispettive liste/organizzazioni politiche intendono chiedere all’attuale Sindaco se:
-          le autorizzazioni  per la centrale SUD e l’impianto di rifiuti di alluminio sono ancora valide e non scadute;
-     se è consentito l’insediamento dei due impianti industriali insalubri all’interno del centro abitato.
-     se intende verificare quanto richiesto e se del caso emettere i provvedimenti conseguenti.

Picco: la Casarossa deve diventare un posto dove è bello arrivare e fermarsi

Riqualificare il piazzale della Casarossa, renderlo un posto dove è bello arrivare e fermarsi e ricollegarlo a un grande circuito ciclabile che parta da via Terza armata. Questa è solo una parte del circuito che il Forum per Gorizia ha in mente per restituire una parte dimenticata della città alla cittadinanza. In particolare si pensa a un piano di piste ciclabili, collegato a una generale revisione del traffico che vada a raccordarsi efficacemente sia con la vicina Slovenia che con altri quartieri periferici di Gorizia che la costeggiano. La piazza in tutto questo dovrebbe diventare uno spazio gradevole, con la presenza di aree verdi e elementi di arredo urbano. “Partendo da dietro via Terza armata ci sono delle zone agricole che vanno a confluire con il Parco Basaglia, un polmone verde dal grande significato storico e potenziale che in futuro sarà oggetto di vari progetti. Dobbiamo anche ripensare al vecchio ospedale, un’area abbandonata che non potrà essere lasciata a sé stessa per sempre”- argomenta il candidato sindaco Andrea Picco. Guardando poi al piazzale della Casarossa, le considerazioni e i collegamenti da fare sono tanti. “Le piste ciclabili in questa zona non sono concluse e non sono connesse adeguatamente con quelle slovene che coprono tutta Nova Gorica e Salcano e che si immettono, oltreconfine, in dei percorsi cicloturistici più ampi. Inoltre, ripensando complessivamente la viabilità del quartiere si potrebbero portare più auto a parcheggiare vicino alla Galleria Bombi”. Casarossa, in questa visione, diventerebbe un nuovo cuore pulsante e finalmente un biglietto da visita per Gorizia, dato che proprio da qui passa buona parte del traffico internazionale cittadino.

lunedì 29 maggio 2017

PROIEZIONE DEL FILM “LEAVING GREECE”


FORUM GORIZIA. IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA: I GRANDI FLUSSI MIGRATORI, L’ACCOGLIENZA E LE BUONE PRATICHE DI INTEGRAZIONE A GORIZIA.

Gorizia 30 maggio 2017 ore 20.30
Sala del Ridotto Kulturni Dom via Italico Brass 20

Forum Gorizia in collaborazione con Associazione Monte Analogo presenta il film Leaving Greece

Documentario della regista tedesca Anna Brass sull’odissea di tre giovanissimi afghani Hossein, Reza e Kaka, fuggiti sperando di trovare la libertà e la pace in Europa. Arriveranno in Grecia, dove il cammino di tanti si interrompe dinnanzi alla Fortezza Europa, si rinchiude in spazi di segregazione dai quali si rischia di non poter più uscire attraverso i meccanismi legali della richiesta di asilo.

Un film sulle contraddizioni della politica europea sui rifugiati, un film cinematograficamente “bello” su un tema politicamente, socialmente e culturalmente inquietante e per nulla bello. Sottotitolato in italiano, è stato presentato al Trento Film Festival e alla 27° rassegna internazionale Alpi Giulie Cinema di Trieste.

Prima della proiezione, una breve introduzione di Marko Mosetti, presidente dell’Associazione Monte Analogo, e di Martina Luciani per Forum Gorizia.

Seguirà un dibattito in cui discuteremo con Andrea Picco, candidato sindaco del Forum Gorizia, alcuni approcci sostanziali e di metodo sulla questione dei flussi migratori, dell’accoglienza nella nostra città e delle buone pratiche dell’integrazione. L’ingresso è libero, tutti i cittadini sono invitati.

Il programma del Forum Gorizia su IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA è consultabile su http://www.lacittachevogliamo.net/category/sociale/

domenica 28 maggio 2017

Due passi ai Giardini, con Andrea Picco

Si conclude oggi èStoria, il festival goriziano dedicato quest'anno all'identità italiana. Centinaia di relatori, decine di conferenze, mostre, rappresentazioni teatrali e cinematografiche hanno riempito di una folla composita e partecipe i Giardini Pubblici e altri spazi goriziani.
Tra i tanti si incrocia anche il candidato sindaco del Forum per Gorizia.
Andrea Picco, che impressione hai di questo festival?
Penso anzitutto al grande lavoro, nascosto dietro a un evento di questo genere. Vedo una miriade di operatori, tra essi anche tanti giovani, che garantiscono un'organizzazione molto efficace. Penso anche a chi ha voluto e preparato il tutto, credo che per impostare un'impresa simile ci vogliano molti mesi di intenso lavoro.
Qualcosa da dire sui contenuti?
I relatori e i temi sono tutti molto interessanti, si ha come l'impressione di un grande contenitore che crea al visitatore l'imbarazzo della scelta, anche a causa della contemporaneità di molte proposte. Del resto le tende principali sono sempre quasi piene...
Cosa pensi di questo "fare cultura"?
Tutto è utile e ovviamente non si può che lodare chi costruisce momenti come questi. Tuttavia secondo me non si tratta solo di "fare" cultura, ma soprattutto di "essere" cultura. Non si può pensare che l'impegno culturale possa essere ristretto solo ad alcuni eventi, sia pur importanti. E non si può delegare a nessuno il compito di comunicare e condividere con gli altri la propria storia e la propria tradizione. Tutti siamo chiamati, ciascuno a suo modo, a essere protagonisti della Cultura goriziana.
Tu cosa proponi?
Non soltanto io, ma l'intero Forum per Gorizia abbiamo posto la Cultura come fondamento dell'agire politico. La riscoperta della storia - in particolare dell'inquieto Novecento goriziano - e la creazione di spazi ordinari di incontro e di dialogo in tutti i quartieri cittadini stanno al centro del nostro programma. E' proprio a partire dalla cultura, cioè dalla concezione che abbiamo della persona e delle relazioni fra le persone, che immaginiamo con creatività e senso della Bellezza tutti gli aspetti del vivere cittadino, dall'economia all'imprenditoria, dall'urbanistica alla salvaguardia dell'ambiente e al welfare di comunità.
Cosa manca alla Cultura goriziana?
La strada è lunga e richiede molto impegno, ma noi siamo pronti per avviare un'amministrazione incentrata sul sostegno a ogni risposta al desiderio di felicità che alberga nel cuore di ogni essere umano. La caratteristica della nostra città è la ricerca dell'unità nella diversità delle lingue e delle culture. Non si può che pensare e pensarsi insieme - Gorizia, Nova Gorica, Vrtojba, le genti che vivono nelle valli dell'Isonzo e del Vipacco. Gorizia senza Nova Gorica non ha futuro, come del resto Nova Gorica senza Gorizia. La nostra proposta presuppone una costruzione condivisa dei nostri percorsi, per questo - seguendo una tradizione ormai decennale del Forum per Gorizia - ho curato particolarmente il rapporto con gruppi politici e culturali sloveni. E per questo ci siamo molto interessati e impegnati nell'accoglienza dei profughi e degli immigrati, perché siamo convinti che la loro storia e la loro cultura fanno da ora in poi parte ineludibile dell'autentica "Cultura goriziana".
Grazie Andrea, in bocca al lupo.
Viva il lupo...

giovedì 25 maggio 2017

Segnaletica e ciclabili cittadine...

Lavori in corso Italia, le ciclabili saranno tracciate per ultime, quando il cantiere di corso Italia sarà chiuso. Così la decisione dell'Assessore ai Lavori Pubblici. Non va bene. Intanto si genera una situazione di provvisorietà e confusione, come è evidenziato nella foto: il semaforo è funzionante e regola anche il traffico ciclistico che tuttavia è impossibilitato ad utilizzare questa parte del controviale del corso.
Nel Codice della Strada, al Titolo I Art. 2. "Definizione e classificazione delle strade", al comma 2, alla lettera F-bis anche l'itinerario ciclopedonale è classificato come strada. Quindi, anche la parte del controviale del corso.
Sempre nel C.d.S. 7., si legge che  "I segnali orizzontali devono essere mantenuti sempre efficienti: in caso di rifacimento della pavimentazione stradale, devono essere ripristinati nei tempi tecnici strettamente necessari. La mancanza dei segnali orizzontali, in caso di riapertura al traffico deve essere opportunamente segnalata con il prescritto segnale verticale."
In questi giorni alcune strade del centro sono state riasfaltate e la segnaletica orizzontale è stata ripristinata quando il manto stradale era ancora caldo. Quindi, se il tratto del controviale del corso è stato aperto, che avrà senz'altro superato la fase di collaudo e tecnicamente conclusa, perché non viene ripristinata la segnaletica anche su questo itinerario ciclopedonale, ma già che ci siamo, perché non su tutte le ciclabili cittadine?
@NevioCostanzo

mercoledì 24 maggio 2017

Innamorarsi a Gorizia

Innamorarsi "a" Gorizia, prima che innamorarsi "di" Gorizia. E' in queste lettere - "a" invece che "di" - la differenza tra la proposta del Forum per Gorizia con il suo candidato Andrea Picco e quelle degli altri candidati.
Gli altri infatti si dichiarano innamorati "di" Gorizia e promettono di rendere la città un luogo del quale ci si può innamorare. Picco invece afferma che ci si innamora delle persone e che le persone si innamorano l'una dell'altra, in un ambiente che rende possibile il realizzarsi del miracolo.
In questo modo viene definita l'autentica politica cittadina: si tratta di lavorare intensamente perché il luogo in cui si vive diventi sempre più àmbito nel quale ci si possa innamorare.
Altro che romanticismo, cosa ci può essere di più reale di tutto ciò? invece di chiedersi come rendere più bella, più vivibile, più aperta, più accogliente una città, proponendo con più o meno convinzione le promesse di sempre, si parte da quella che è l'esigenza più profonda insita nel cuore di ogni essere umano, quella di essere felice, di amare e di sentirsi amato. E a partire da essa urbanistica, concezione dell'ambiente, welfare, cultura, relazioni internazionali, problematiche d'ogni sorta altro non diventano che la traduzione attuativa del desiderio profondo di amare e di essere felici.
Chissà come finirà questa campagna elettorale? Comunque vada, il Forum e Picco hanno permesso a tutti di sognare affermando ciò che ognuno vorrebbe, il desiderio inconfessato anche del politico più incallito: già, innamorarsi a Gorizia!

Profughi in Galleria Bombi: siamo capaci di fare meglio? Si, ci vuol coraggio e organizzazione, ma si può fare.


La vicenda dei profughi scortati e sorvegliati in Galleria Bombi continua ad essere fraintesa. La proposta del Forum Gorizia per evitare che il bivacco istituzionalizzato sia l'unica proposta possibile nella nostra città: le emergenze si prevedono e si governano con strumenti appositi, trasparenti e coordinando pubblico e volontariato.

di Martina Luciani

Uno dei principali problemi della mancata accoglienza dei richiedenti asilo attraverso le convenzioni ( non parlo di principi umanitari, che infastidiscono molti esemplari concittadini, parlo di logistica nuda e cruda) è quello di non farli morire di freddo lasciandoli a dormire per strada durante l'inverno.
Per questo motivo Caritas decide di aprire la sala sotterranea che sta sotto l'edificio all'interno dell'area di prima accoglienza, il campo San Giuseppe di via Grabrizio. I Vigili del Fuoco la dichiarano agibilie per 40 persone, 50 al massimo.

Con uno sforzo enorme da parte del volontariato, questa iniziativa tampona la situazione lungo lo scorso freddo inverno che trascorre relativamente tranquillo, anche se qualche volta, vista la situazione, tocca ricorrere anche al pianoterra della Caritas in piazza San Francesco per dare un rifugio notturno.

Un lavoro faticoso, gratuito, spesso snervante. Sempre più difficile, visto che il numero delle persone accolte aumenta di continuo. Condizioni ingestibili, ben oltre i limiti della sicurezza e della prudenza. Il direttore della Caritas, Paolo Zuttion ( del quale ho enorme stima, e detto da anticlericale vale doppio) ha le spalle larghe, tiene duro, e lo sparuto gruppo di volontari con lui.

Visto che il bunker era stato aperto per fronteggiare la cattiva stagione, l'arrivo della primavera ne fa  venir meno l'esigenza primaria "salvavita". Quindi si pensa di chiudere: attenzione, a me non risulta che si chiuda repentinamente. Caritas ha comunicato la sua intenzione e le ragioni di sicurezza che la motivavano, ha temporeggiato ancora mentre la situazione diventava sempre più difficile, ma in questo nel frattempo nulla accade. Come se nessuno sapesse, nessuno si fosse reso conto della gravità della situazione.

Nessuna alternativa, nessuna preoccupazione da parte di coloro che istituzionalmente dovevano preoccuparsi: il sindaco antibivacco e la sua giunta per primi. Poi si fissa una data. E si chiude.
Chi detiene  la responsabilità di organizzarsi, il tempo l'ha avuto. Se l'istituzione pubblica non ci è riuscita, se non si è presa una decisione in tempo, o se non la si è presa quando si è capito che tutti i richiedenti asilo accolti nel bunker non sarebbo stati sistemati altrove, queste sono variabili che non possono essere lasciate alla capacità risolutoria di Caritas e dei volontari che collaborano.

In extremis si poteva requisire una palestra, dei negozi vuoti. Ma fra il disturbo ed il fastidio di questo tipo di soluzione d'emergenza, si è preferita la Galleria Bombi. Il bivacco istituzionalizzato. Di questa scelta, e della valutazione che sta dietro, il Forum Gorizia ha chiesto conto. Una risposta diretta non l'ho ancora letta. Molteplici, e talvolta vergognose, le speculazioni.
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Come già detto cento volte, lo scopo umanitario che regge l'accoglienza del volontariato raggiunge senza volerlo  anche un'altro obiettivo: rendendo invisibili i bivacchi, si ottiene di evitare il disagio e i dispiaceri della politica e delle pubbliche amministrazioni che non si organizzano e soprattutto non devono prendere decisioni invise al loro elettorato, cioè decidere di trovare una sistemazione per queste persone. Il che non significa non continuare a sollecitare la distribuzione dei profughi in altri luoghi, questo è ovvio. Significa solo assumersi una responsabilità specifica e contingente.  A Trieste, ad esempio, questo succede: la cinquantina di profughi trovati nel camion sul traghetto dalla Turchia non è stata lasciata sotto le stelle.

Il fatto che si insinui che non c'era poi questa fretta a chiudere il bunker, proprio da parte di chi guarda in cagnesco il volontariato e la Caritas e li ha sempre in tutti i modi ostacolati, fa ridere. Manifesta illogicità. Sarebbe coerente a questo punto, visto che nessuno ha la bacchetta magica per interrompere i flussi migratori, riportare la pace nel mondo e dissolvere le ragioni per cui milioni di persone fuggono dalla loro terra, che Comune e Prefettura si adoperassero per trovare un sito con caratteristiche adeguate e lo offrissero a Caritas, supplicando i volontari di continuare a risolvere il problema:  se no, e proprio sotto i riflettori della campagna elettorale, bivacchi, bivacchi e ancora bivacchi.

Nel programma elettorale del Forum Gorizia abbiamo costruito una proposta realistica molto semplice: costituire un ufficio immigrazione in Comune.

Sull'immigrazione e relative criticità bisogna fare proposte concrete ( non basta dire che va gestita, anche costruire un muro di reticolato è una forma di gestione). In quanto ente esponenziale della comunità locale, il Comune deve essere soggetto attivo ( non si può sentire un sindaco che dice " non ne sapevo niente"!), dotarsi di strumenti concreti/ diretti/quotidiani, costituire una propria rete di relazioni operative, intervenire quale garante dei diritti di tutti in un corretto bilanciamento degli interessi e delle istanze, conoscere per poter interagire. Lo scopo non è quello di aumentare a dismisura la presenza dei richiedenti asilo, ma di gestire l'accoglienza quale fenomeno che non possiamo evitare e dobbiamo saper affrontare  nei confronti della cittadinanza e dei profughi stessi,  creando un sistema  capace nel contempo di fronteggiare con civiltà le emergenze che è impossibile escludere si ripresentino ancora.

I dettagli di massima sono qua: http://www.lacittachevogliamo.net/accoglienza-e-immigrazione/

lunedì 22 maggio 2017

Chi vuole la chiusura della Prefettura?

Fa impressione l'assoluta convergenza dei candidati Ziberna e Collini sul problema dell'immigrazione. Una questione epocale, su cui in regione ci sono ottime esperienze (Cormons, Trieste, S. Canzian, Sagrado, Turriaco) che potrebbero essere imitate e professionisti che da decenni lavorano in questo campo ignorati dell'amministrazione. I due candidati, terribilmente all'unisono, propongono di eliminare da Gorizia la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. Posto che di commissioni ce ne sono già altre nel resto della regione, la soluzione del problema viene vista da entrambi nello spostamento del problema stesso in altra zona, dimenticando che l'emigrazione è fenomeno planetario che sta coinvolgendo il mondo intero e che Gorizia non potrà mai esserne indenne, causa la sua posizione geografica.
Proprio su questi temi si era attivata la senatrice Laura Fasiolo, cercando di opporsi al taglio delle Prefetture e al loro accorpamento già nell'agosto 2015, sia ottenendo l'apertura di altre sedi per la Commissione nel Triveneto, sia caldeggiando al Senato il mantenimento della Prefettura di Gorizia, anche in virtù del fatto che ospitava la Commissione che svolgeva un ruolo importante perché “collocata in area confinaria con flussi migratori”.
Se la Prefettura di Gorizia, nel quadro della riorganizzazione della PA ha ragione di esistere lo si deve proprio all'emendamento 7.427 in cui si riconosce il ruolo dell'Ente nella sua funzione di presidio dei migranti sulla rotta balcanica.
La proposta di eliminare la Commissione porterebbe dunque ora al rischio concreto di chiusura della Prefettura, vista anche la scomparsa della Provincia. Come fa il candidato Collini a sostenere una posizione di questo tipo, quando la senatrice opera in modo diametralmente opposto? Non è il PD uno dei soci di maggioranza della sua coalizione?
adg

sabato 20 maggio 2017

PROFUGHI IN GALLERIA BOMBI. FORUM GORIZIA RICHIEDE INCONTRO URGENTE CON PREFETTURA



“Un centinaio di profughi sono stati trasferiti questa notte dalla Valletta del Corno alla Galleria Bombi.  Una scena degna delle peggiori situazioni che vengono documentate lungo la rotta balcanica.

Il Forum Gorizia si è sempre occupato delle varie fasi e problematiche della prima accoglienza dei richiedenti asilo, anche nei momenti di maggior pressione dell’emergenza, ma una situazione di questa gravità ancora non l’avevamo vista.

I richiedenti asilo sono stati scortati dalla Polizia di Stato e dall’Esercito fin dentro la galleria, dove hanno dovuto pernottare trovando riparo dalla pioggia.”

Lo dichiara Andrea Picco, candidato sindaco del Forum Gorizia, che ha assistito personalmente ai fatti , tra la mezzanotte e l’una del 20 maggio.

“ Abbiamo richiesto per iscritto, un incontro urgente con il Prefetto di Gorizia: vogliamo sapere come si è arrivati, da parte della Istituzione che rappresenta il Governo nel nostro territorio, a ritenere congrua la sistemazione di un centinaio di persone sotto la Galleria Bombi; con che tipo di assistenza igienica è stata organizzata questa iniziativa,  e quali siano i piani e la programmazione della Prefettura per la gestione della nuova emergenza di cui la cronaca ci sta dando conto in questi giorni.”

Conclude Andrea Picco: “In galleria Bombi si è celebrato il funerale delle istituzioni. Nel 2017 le autorità di questa città civile decidono che il luogo idoneo per le persone per passare la notte sia una galleria. Chi ha autorizzato questa vergogna non ha rispetto della dignità umana. Non sa cosa sia. È inaccettabile vedere un centinaio di persone stese per terra, è un'immagine di cattiveria umana che non scorderò.”

Altro che accoglienza! Una notte allucinante...

"Quella di stanotte è stata un'esperienza allucinante". Così si è espresso questa mattina Andrea Picco. Rispondendo a una segnalazione si è recato nella Galleria Bombi e ha visto una scena da incubo. Circa cento persone, scortate dalla polizia che le aveva raccolte dai parchi pubblici cittadini, dormivano strette una all'altra per terra, con una coperta per combattere il freddo. "Da una parte, in Piazza Vittoria, la gente faceva festa, rideva e ballava, dall'altra parte del tunnel decine di esseri umani erano costretti in un "rifugio" umido e malsano". E' vero, sono tanti i migranti che arrivano a Gorizia in questi giorni, una sola Commissione nel Friuli Venezia Giulia rende inevitabile l'affollamento nei capoluoghi di provincia. Ma al di là delle problematiche politiche da affrontare con intelligenza e urgenza, "è mai possibile - continua Picco - che in una città sedicente civile, con tante caserme dismesse ma in buono stato e tante palestre, non si trovi un posto decente per accogliere in modo dignitoso le persone che si trovano per la strada a causa di una del tutto prevedibile situazione di sovraffollamento?" E il problema non è certo della Caritas, costretta a chiudere alcuni suoi ricoveri. Senza il volontariato sociale in questi ultimi anni Gorizia sarebbe stata gravemente inadempiente sul piano del rispetto dei diritti dell'uomo. "E' il Comune a dover individuare risposte efficaci e dignitose, collegandosi in modo costruttivo con le altre istituzioni. Non è certo compito del pur encomiabile privato sociale dare concrete soluzioni a un problema (o a un'opportunità?) che ha risvolti di livello planetario." In ogni caso - conclude Andrea invitando la popolazione a mobilitarsi per far sentire la propria voce e la propria indignazione - "non possiamo tollerare che a Gorizia possa ripetersi una notte così".

venerdì 19 maggio 2017

Valutazioni a margine del “Dietro le quinte”

Ecco la prima intervista dedicata alla pagina odierna de "Il Piccolo". Con un particolare ringraziamento per il servizio svolto da Francesco Fain e dagli altri giornalisti locali in questo delicato periodo pre-elettorale.

Andrea Picco, come valuta l'articolo apparso oggi su “Il Piccolo” e dedicato alla sua lista?
Mi sono piaciute due cose. La prima è l'aver sottolineato l'ampio spettro di competenze presenti nella lista. Non saremo forse ufficialmente accreditati tra i favoriti ma direi che, visti i recenti accadimenti, anche a livello mondiale, questo è da considerarsi di buon auspicio. Molto spesso i sondaggi subiscono clamorose smentite e questo potrebbe valere anche per noi. Comunque, come dice l'articolo, in caso di vittoria, saremmo assolutamente in grado di amministrare la città, proprio in virtù di tutte le professionalità presenti nella lista.
Qual è l'altra cosa che le è piaciuta?
L' aver parlato del sorriso. Vede, ci sono cose che vengono prima delle altre. In politica contano sicuramente le idee, contano i programmi, contano le soluzioni che si propongono ai problemi. Tutte cose importantissime però, come dicevo, c'è qualcosa che viene prima e che ispira tutto il resto ed è l'atteggiamento che si ha nei confronti della vita e delle persone. Sorridere al mondo, sorridere a chi ci sta accanto significa trasmettere gioia, fiducia, condivisione. I problemi ci sono, lo sappiamo tutti, ma affrontarli con un sorriso significa, secondo me, aver già fatto la metà del percorso”.
Cos'è, invece,  che la trova meno d'accordo?
Per esempio, sempre a proposito delle competenze presenti, non aver ricordato Rosa Maria Forzi, la paladina della trasparenza e di tante battaglie, a cominciare da quella su Iris per finire a quella sulle addizionali sulle tasse, applicate dalla ormai ex Provincia. E poi la Dott.ssa Maria Teresa Padovan, dirigente dell'Azienda per i Servizi Sanitari, davvero una super esperta in una materia complicatissima come quella sanitariaE' anche vero che lo spazio di un articolo è troppo ristretto per nominare tutti e quindi comprendo la necessità di discernere, ciò non toglie che ciascuno dei miei straordinari compagni d'avventura avrebbe meritato un'ampia citazione. 

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Due importanti novità caratterizzano da oggi il blog del Forum per Gorizia. Fino all'11 giugno si darà la parola al candidato sindaco Andrea Picco il quale, sollecitato da alcuni intervistatori, troverà modo di esprimere il proprio pensiero su diversi argomenti attinenti la vita cittadina e altro. Sempre fino all'11 giugno, per evitare qualsiasi violazione delle leggi sulla comunicazione in tempo di campagna elettorale, si potranno inserire commenti solo come utenti registrati (nella colonna a destra le indicazioni per l'eventuale registrazione) oppure inviandoli direttamente all'indirizzo mail ndrbll@gmail.com

giovedì 18 maggio 2017

Quanto può durare la messa in liquidazione di una società partecipata?

Iris, Isontina Reti Integrate e Servizi di Gorizia, è una società partecipata per la quale valgono gli obblighi di trasparenza previsti dalla legge (art.11 legge 33/2013). Tuttavia Iris afferma che “pur essendo una società a totale partecipazione pubblica, non svolge nessuna attività di interesse pubblico”. Anche l’Amministrazione Comunale di Gorizia, nella persona dell’assessore alle partecipazioni societarie, in risposta ad un’interrogazione scritta in data 22.1.2015 prot.2846/15, sostiene che “…Iris non svolge nessuna attività di interesse pubblico. Ciò premesso, la norma in esame (obbligo di trasparenza) non sembra applicabile a Iris”.
Isontina Ambiente è stata costituita da Iris a fine 2010 e “dall’avvenuta cessione del ramo energia (giugno 2011) Iris ha proseguito la sua attività (ormai non di pubblica utilità) al fine di portare a termine le operazioni di natura strategica per la chiusura definitiva della società”, inoltre “dal 1° gennaio 2011 non ha dipendenti”  (sempre dalla risposta dell’assessore al bilancio).
In sostanza, Iris e Comune di Gorizia sostengono che la società partecipata  non deve essere più trasparente, continuando però a percepire soldi pubblici: per quattro anni, cioè dal 2011 fino a tutto il 2014, ha avuto un C.d.A. con un presidente (compenso di 43.000 euro annui) e tre consiglieri (45.000 euro annui), un collegio sindacale con un presidente (21.000 euro annui) e due sindaci (28.000 euro annui) e un organo di controllo contabile (9.000 euro annui). A partire dal 26.1.2015 Iris ha un collegio dei liquidatori con un presidente (compenso di 38.160 euro annui) e due consiglieri (20.000 euro annui), un collegio sindacale con un presidente (7.500 euro annui) e due sindaci (10.000 euro annui), nonché un organo di controllo contabile (9.000 euro). Quindi per quattro anni (cioè dal 2011 al 2014) c’è stata una spesa per un totale di 589.000 euro e per due anni (2015 e 2016) di 169.320 euro, senza considerare i costi per l’anno in corso. Questi dati ed i relativi calcoli sono basati su dati che sono in nostro possesso e che in passato erano stati pubblicati in rete sulla pagina web di Iris; facciamo notare che ora sullo stesso sito i suddetti dati sono stati rimossi e che l’unica informazione disponibile al pubblico è lo statuto di Iris.

Oltre a questo, poiché Iris non ha più dipendenti, dal gennaio 2011 ad oggi agisce, come afferma nella stessa risposta l’assessore bilancio, a mezzo di “consulenti se e quando necessari (a chiamata) per svolgere e risolvere problemi  di natura giuridica/ legale/ fiscale/finanziaria/amministrativa/ organizzativa/ predisposizione di gare/realizzazioni di operazioni  straordinarie/ gestione consigli di amministrazione e assemblee/ rapporti con gli uffici preposti in caso di verifiche.”
Non capiamo proprio perché venga negata la trasparenza alla partecipata Iris in questa fase e in questo modo venga negata ai cittadini  la possibilità di conoscere e valutare. Che cosa si vuole nascondere con la scelta della segretezza? L’entità delle consulenze attribuite in tutti questi anni? La quantità delle spese fatte con i soldi pubblici? Un’altra informazione che vorremmo avere sono i tempi previsti per la liquidazione: il dott. Cottarelli, già Commissario alla Spendig Rewiev, nel suo “Programma di razionalizzazione delle partecipate locali” di qualche anno fa, sostiene che uno degli strumenti per “gonfiare” la spesa pubblica a danno dello stato e dei cittadini è, tra gli altri, quello di dilatare proprio i tempi della liquidazione. Per Iris siamo entrati nel sesto anno e questo non ci sembra poco, tanto più che si è deciso di avvolgere tutte le operazioni nella segretezza, scelta che ci sembra arbitraria. E perché mai il cittadino che paga i costi della liquidazione non può avere accesso ai dati delle spese di Iris e quindi gli viene negato il diritto di esercitare il controllo dovuto?
Rosamaria Forzi

mercoledì 17 maggio 2017

A vele spiegate, verso l'11 giugno e oltre...

Davvero una bella assemblea, quella di ieri pomeriggio al Kulturni dom. Coordinati da Andrea Picco sulla base di un'attenta regia, alcuni candidati del Forum hanno presentato le linee principali del programma in vista delle elezioni dell'11 giugno. Paolo Sergas ha permesso di sognare "la città che vogliamo", sottolineando come sia possibile che il sogno diventi realtà, semplicemente ponendo la persona e la comunità a fondamento delle scelte urbanistiche. Anna Di Gianantonio ha riproposto la cultura come fondamento dell'azione politica, evidenziando le opportunità di una valorizzazione a tutto campo del Novecento goriziano. Rosa Maria Forzi ha entusiasmato il folto pubblico presente con il richiamo alla trasparenza e al controllo da parte del sindaco, "a nome dei cittadini", dell'azione delle aziende partecipate. Luciano Capaldo ha aperto una porta sui problemi sociali di tante persone che vivono con difficoltà, richiamando la necessità di oltrepassare il clima di lotta tra poveri alimentata da chi ostacola autentiche politiche di accoglienza. Martina Luciani ha proposto di riappropriarsi dell'ambiente e di affermare la salute del cittadino come priorità di qualsiasi azione amministrativa, con una sensibilità globale tradotta in ambito locale. Elthjon Griza, infine, ha raccontato la sua esperienza di immigrazione e integrazione, dimostrando quanto sia vero che la differenza culturale è una straordinaria opportunità di miglioramento della qualità della vita per tutti. Si sono resi presenti con brevi spot filmati alcuni protagonisti della vita culturale locale e regionale, tra i quali anche don Alberto De Nadai, presente anche in sala per ricordare le persone dimenticate nel carcere e nel mondo dell'emarginazione. Andrea, saggio conduttore e protagonista dell'incontro, ha collegato con un pensiero coerente e sistematico i diversi interventi, coniugando ancora una volta con intelligenza e creatività lo sguardo "alto" di una politica al servizio "della felicità" e la concretezza delle proposte e delle scelte immediate. Il messaggio è stato lanciato e accolto dai duecento presenti. Ora ciascuno di essi si trasformerà in testimone e il clima gioioso che si respirava ieri al Kulturni fa ben sperare nel risultato che a questo punto non può essere nulla di meno che l'inizio della prima amministrazione affidata dagli elettori al Forum per Gorizia e ad Andrea Picco.

martedì 16 maggio 2017

Altissimo Picco!

Davvero molto emozionante la serata di ieri al Kulturni Dom di Gorizia, che ha visto, davanti ad un pubblico molto folto e partecipe, il primo confronto tra i candidati a sindaco di Gorizia.
Il dibattito è stato animato dalle provocazioni lanciate dal candidato del Movimento Cinque Stelle, Giancarlo Maraz, e da quelle, più sottili, della candidata di una lista civica, Ilaria Cecot.
In particolare, il candidato dei Cinque Stelle ha giustificato il sensibile ritardo, con il quale si è presentato all’appuntamento, con la necessità di dover lavorare pur essendo in campagna elettorale, a differenza di quanti hanno fatto della politica una professione. 
Per il resto, nell’assoluta banalità e prevedibilità delle risposte degli altri candidati, secondo unanime valutazione,  l’unico che si è nettamente distinto è stato il candidato del Forum, Andrea Picco.
Con grande scioltezza e naturalezza è riuscito ad esprimere in modo efficace il suo pensiero, strappando ripetutamente applausi a scena aperta anche da persone appartenenti ad opposti schieramenti.
A differenza degli interventi degli altri candidati, le sue parole sono state ascoltate con attenzione e rispetto da parte di tutti senza che in sala vi fosse alcun mormorio di dissenso.
Come sempre, ha volato alto per darci la sua visione della città.
Città che deve anzitutto essere una “comunità” fondata su valori come il rispetto delle regole della convivenza civile, il riconoscimento dei diritti umani, l’inclusione sociale e la solidarietà.
A ciò si potrà giungere soltanto attraverso la partecipazione diretta delle persone alla vita della città.
La politica non dovrà più essere intesa come una forma di delega in bianco ma, appunto, come partecipazione attiva di tutti alle decisioni.
L’attività del Comune dovrà essere improntata alla massima trasparenza affinchè quest’ultimo diventi sempre più una casa di vetro e non, come spesso accade, un muro di gomma.
Il senso di “comunità” dovrà, poi, estendersi fino a ricomprendere le “comunità” contermini in un’ottica di collaborazione e di condivisione di obiettivi.
Il punto più alto è stato toccato quando Andrea ha citato l’art. 6 dello Statuto comunale di Gorizia, che pone tra gli obiettivi dell’azione del Comune quello di consentire ai suoi cittadini la ricerca della propria felicità.
A questo punto, ha ricordato come a Gorizia sia altissimo il numero di giovani che fanno uso di sostanze stupefacenti, in particolare di eroina. L’eroina, ha spiegato, è la droga di chi vuole isolarsi dal mondo e sfuggire alla propria angoscia. Altro che ricerca della felicità…!
Ecco, è questo, secondo me, il significato più profondo del messaggio che Andrea ha voluto trasmetterci: non basta la partecipazione, non basta la trasparenza, non basta ricostruire la “comunità”,  bisogna che la comunità “aspiri” alla felicità.
Sembra naturale ma vi assicuro che non è così. Tutti coloro che erano presenti ieri sera se ne sono resi conto.  
So.Sa

lunedì 15 maggio 2017

FORUM GORIZIA PRESENTA AI CITTADINI GORIZIANI IL PROGRAMMA ELETTORALE


FORUM GORIZIA PRESENTA AI CITTADINI GORIZIANI IL PROGRAMMA ELETTORALE A SOSTEGNO DELLA CONDIDATURA A SINDACO DI ANDREA PICCO. 16 MAGGIO 2017, KULTURNI DOM, ORE 18.

Andrea Picco è il candidato a sindaco di Gorizia del Forum Gorizia, con un programma intitolato: La città che vogliamo costruire: pacifica, accogliente, trasparente, inclusiva, sana e vivibile per i cittadini e per le generazioni future.” Un titolo che riassume la decennale attività culturale e politica del Forum Gorizia, coinvolto in tutte le battaglie civiche per i diritti, la trasparenza, la salute, la tutela dell’ambiente, la salvaguardia del territorio, la valorizzazione della comunità e della città nella prospettiva transfrontaliera,  il ruolo del Comune quale custode del patrimonio collettivo e primo garante delle legittime istanze di ogni singolo cittadino, la cultura quale strumento di sviluppo civile e di pacificazione.

L’incontro con la cittadinanza del 16 maggio, al Kulturni Dom di via Brass, è incentrato sulla presentazione da parte di Andrea Picco delle 10 articolazioni del programma e delle 40 persone che hanno condiviso e fatto propria l’articolazione dell’attività politica e amministrativa del candidato sindaco: un appuntamento che gli organizzatori definiscono “interattivo” e che costituirà una novità nei canoni classici di questo tipo di manifestazioni.

Saranno anche illustrate le modalità di accesso dei cittadini al documento, le cui quasi 50 pagine sono state riassunte in una brochure e da domani sera  messe  a disposizione su un sito dedicato www.lacittachevogliamo.net, sia in modalità desktop sia da cellulare.

giovedì 11 maggio 2017

LAVORARE IN RETI EUROPEE PER LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE:“FROM LOCAL IDENTITIES TO EUROPEAN IDENTITY”



DAL MEETING INTERNAZIONALE DI STOLAC, IN BOSNIA ERZEGOVINA, GLI SPUNTI PER INSERIRE GORIZIA IN PROGETTI DI VALORIZZAZIONE E SCAMBIO.

Come intervenire concretamente, oltre che chiedendo il riconoscimento Unesco, per valorizzare a livello europeo, e non solo nazionale, una realtà come quella della Scuola Merletti?

Il Forum Gorizia pensa anche più oltre: come sostenere la trasmissione e la salvaguardia di altre tradizioni e saperi goriziani, che ancora resistono seppur in via di estinzione, riconoscibili quali capisaldi  della costruzione dell’identità europea, e contemporaneamente utilizzarli quali strumenti di rafforzamento dell’identità collettiva, necessaria per un rapporto costruttivo e realmente inter-culturale con ciò che è diverso, straniero e  sconosciuto?

Quando l’identità sociale è definita, quando ci si sente saldi sulle proprie radici  non si teme né l’approccio con quanto ci appare straniero né di finire compressi e relegati in ambito minoritario da parte di altre espressioni culturali e tradizioni.

Abbiamo detto chiaramente, parlando di immigrazione e di richiedenti asilo, che ciò che si conosce non si teme: entrare in relazione e conoscenza con l’altro, di qualunque nazionalità sia, con la consapevolezza di quanto sia grande e antico il nostro patrimonio culturale immateriale, semplifica enormemente il rapporto, perché ci consente di manifestare, condividere senza paura e insegnare ciò che caratterizza  le tradizioni e dunque l’anima della nostra comunità.

Il Forum Gorizia guarda con molto interesse ai progetti europei che focalizzano il ruolo dei cittadini e delle comunità nella tutela del patrimonio culturale intangibile:  pratiche, tradizioni orali, rappresentazioni, espressioni, riti e feste, conoscenze della Natura e dell’universo, abilità, tutto ciò è considerato fattore importante nel mantenere la diversità culturale di fronte alla crescente globalizzazione. Intendiamo perciò rendere partecipe il Comune di Gorizia delle iniziative che siano più affini alla nostra storia ed esperienza locale.

Un progetto molto interessante , attualmente in corso, intitolato “From local identities to European identity”, ha visto, pochi giorni fa, un importante evento in Bosnia Erzegovina, a Stolac, dove sono confluite le rappresentanze  di municipalità serbe, bosniache, croate, slovene. L’Italia è rappresentata da Aquileia, Recanati e Tarcento.

Anche l’Istituto di sociologia di Gorizia porta il suo contributo al progetto e partecipa al network, che è gestito da Adriatic Greenet onlus.

Cardini di seminari e workshop sono il documento della Commissione europea  “Towards an Integrated Approach to Cultural Heritage for Europe” e quello dell’UNESCO ““Convention for the Protection of Intangible Cultural Heritage”.

I partecipanti hanno lavorato sul “ruolo del patrimonio immateriale per favorire la capacità delle comunità locali di agire come "custode" delle loro identità e incubatrici locali di pratiche di sviluppo sostenibile, in particolare nel settore turistico”. Successivamente hanno proposto e concordato azioni concrete per promuovere il patrimonio culturale intangibile locale  e per lo sviluppo turistico integrato e sostenibile delle comunità partner.

Discutendo a Stolac, con gli organizzatori ed i tecnici del workshop, delle opportunità che potrebbero essere raccolte e sviluppate da Gorizia rispetto diversi esempi di tradizioni e saperi  tramandati a livello locale, abbiamo verificato che la nostra Scuola merletti, già inserita in una rete nazionale, potrebbe autonomamente partecipare ad  un percorso progettuale internazionale e rendere più incisivo a livello europeo il proprio contributo di riscoperta, custodia e valorizzazione.

Martina Luciani

mercoledì 10 maggio 2017

Dentro la Basilica

La Basilica è quella di Aquileia.
Dentro” perché la visita che ci viene proposta non è quella del turista ma un percorso che conduce all'incontro con lo Spirito, qualsiasi nome Gli si voglia dare e qualsiasi natura Gli si voglia riconoscere.
Per i cristiani sarà la contemplazione del mistero pasquale, il kerygma, l'annuncio solenne della morte e della risurrezione di Gesù Cristo.
Per i non credenti sarà il fascino di un “altrove” cercato ma mai raggiunto.
Per tutti l'emozione di riconoscersi nella profondità del soprannaturale.
A farci da guida in questo singolarissimo cammino qualcuno che di cammini se ne intende davvero, Andrea Bellavite.

E', infatti, appena uscito il suo ultimo libro intitolato, appunto,“La basilica di Aquileia”, Ediciclo Editore, Circolo Culturale Navarca.
Grazie ad un'immaginaria macchina del tempo, Andrea Bellavite ci conduce attraverso i secoli per raccontarci la lunga storia di questa basilica, dalle case romane preesistenti alla prima chiesa teodoriana alle costruzioni patriarcali. 
Ma ci suggerisce anche di considerare come, pur nella diversità dei linguaggi culturali ed artistici che si sono susseguiti nel tempo, il messaggio più autentico della fede cristiana sia rimasto immutato.

Attira poi la nostra attenzione sui numerosi interrogativi irrisolti, a cominciare dal significato degli affreschi della cripta, che testimonierebbero addirittura l'arrivo dell'evangelista Marco ad Aquileia.
Come forse alcuni ricorderanno, a partire dal VI/VII secolo si era diffusa la cosiddetta “legenda marciana”, secondo la quale la Chiesa aquileiese sarebbe stata fondata proprio dall'evangelista Marco. Non solo. Nel corso del Medioevo si era perfino ritenuto che un manoscritto del Vangelo, considerato l'originale, sarebbe stato stilato proprio ad Aquileia.
Passando ai meravigliosi mosaici della “cripta degli scavi”, si trovano, anche qui, vari enigmi, tuttora insoluti. I cesti dei funghi e le chiocciole che significato possono avere?

Interessante è pure una scritta, che si trova sotto un angolo della torre campanaria e che ci ricorda come un certo Ianuario avrebbe donato una parte del suo terreno non dal suo “possedimento” ma “de Dei dono”, a significare che la proprietà è un dono che Dio ci fa affinchè possiamo condividerlo.
Proseguendo nella visita, il percorso ci conduce a quello che possiamo considerare come un “tesoro d'arte”, costituito da autentici capolavori.
Si tratta di un rettangolo, che rappresenta un meraviglioso giardino, nel quale possiamo osservare animali di ogni specie, dal significato, anche qui, misterioso.
E, poi, una serie di simboli, ancora più misteriosi: quattro alberi a forma di tau, lettera dell'alfabeto greco simile alla croce, che ospitano un nido di pernici ed altri animali.

Questo solo per fare qualche esempio ma la scelta è davvero difficile.
Molte altre ancora sono, infatti, le suggestioni e le emozioni che questo libro riesce a suscitare.
Emozionato ed emozionante” è stato definito e la definizione appare veramente calzante.
Non è possibile trasmettere ad altri ciò che non si ha. Non è possibile emozionare se non si è, a propria volta, emozionati.
La bellezza salverà il mondo”, sembra volerci dire l'autore, “ed io, per quanto posso, voglio fare la mia parte”.

Sì, caro Andrea, grazie al tuo libro, ne siamo più convinti anche noi: davvero la bellezza può salvare il mondo....


So.Sa.

martedì 9 maggio 2017

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Molti ritengono che la Storia, quella con la S maiuscola, sia fatta dai sovrani, dai capi religiosi, dai condottieri, in una parola, da persone potenti, che determinano, con le loro scelte, le sorti dei popoli.
La Storia, quella vera, è fatta in realtà anche da figure meno note ma non per questo meno importanti, che, con la loro testimonianza di vita fanno emergere valori autentici e rendono molto spesso evidente la pochezza proprio di quegli uomini che si sono arrogati il diritto di governare.
E' questo il caso della famiglia Fontanot, la cui avventura umana e politica è raccontata con grande attenzione e delicatezza da Anna Di Gianantonio e Marco Puppini nel bellissimo libro intitolato “Contro il fascismo oltre ogni frontiera”, edito da Kappa Vu.

Il libro trae origine dalla straordinaria testimonianza di Nerina Fontanot, una delle protagoniste, combattente partigiana in Francia.
I Fontanot lavorano come operai nei cantieri navali di Monfalcone.
Parte della famiglia combatte nella Resistenza sul confine orientale mentre un altro ramo si trasferisce in Francia e partecipa attivamente alla Resistenza francese.
Entrambi pagheranno un prezzo altissimo per la fedeltà alle loro idee.
Il libro lascia ampio spazio alla testimonianza diretta di Nerina che, con grande sofferenza, dà voce ai ricordi perchè avverte fortissimo dentro di sé il “dovere della memoria”.

Passo dopo passo si compone la narrazione della vicenda umana di questa famiglia, per molti aspetti eccezionale.
Davvero di grande suggestione l'accostamento proposto dalla Di Gianantonio al coro della tragedia greca.
Nella tragedia greca il coro commenta, interviene, spiega il dramma che viene rappresentato sulla scena.
E il dramma, qui, è evidente e non è nemmeno una rappresentazione, è vita reale.
E' l'orrore della guerra, l'affermarsi del fascismo, l'emigrazione, la Resistenza in Italia e in Francia.

I Fontanot non subiscono passivamente questi avvenimenti. Prendono posizione, si schierano, si ribellano, anche a costo di perdere la vita o di subire torture, come avviene in più occasioni.
Gli ideali cui si ispirano sono quelli della Rivoluzione francese, che troveranno poi sbocco nella Rivoluzione russa.
E' la concezione di un'umanità uguale e fraterna che li porterà a combattere i nazisti anche in Francia, in un Paese che non è il loro e accanto a persone delle più diverse nazionalità.
Vale la pena soffermarsi un attimo sui nomi dei componenti della famiglia, in particolare su quelli che si ripetono con più frequenza come Nerone e Nerina e Spartaco e Sparta.
Nerone perchè considerato dalla storiografia come “amico dei poveri” e inviso al Senato. Spartaco perchè tenne testa per due anni all'esercito romano prima di essere crocifisso.
Una testimonianza, dunque, di altissimo valore civile e politico e un grande esempio per tutti noi.

Un profondo ringraziamento agli autori e all'editore per averci dato l'opportunità di conoscere e di ricordare la Storia di questa famiglia.



So.Sa.     

Città amiche della bici


"Non basta disegnare delle strisce per terra per rendere ciclabile una città. Bisogna avere un piano”. Lo ha affermato il Ministro Graziano Delrio, in un convegno organizzato da Legambiente per presentare il primo rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città. A Gorizia, invece, la maggior parte delle ciclabili cittadine sono fatte, così, con una striscia per terra, quando c’è, e senza la dovuta manutenzione. Pensate per funzionare male e quindi poco usate, ma realizzate per aumentare l’indicatore percentuale sulla mobilità “dolce”.

Invece Bolzano (Trentino Alto Adige) e, sorprendentemente, Pesaro (Marche), si sono guadagnate l’appello di città amiche della bici, dove uno spostamento su tre avviene con la bicicletta. Merito della politica locale che si è impegnata sulla mobilità sostenibile, ovvero come realizzare anche infrastrutture adeguate per una rete di piste ciclabili di qualità.

E’ necessario re-distribuire lo spazio pubblico, non solo a vantaggio dell’automobile e, pertanto, individuare percorsi ciclabili utili per favorire il traffico ciclistico e non quelli liberi o marginali.

Per avere un’idea di quanto è stato fatto a Gorizia fino ad ora, rimando la lettura a questo link   http://nevio58.wixsite.com/bici .
@NevioCostanzo

sabato 6 maggio 2017

Andrea Picco a Lubiana per una manifestazione che ricorda l’occupazione italiana della capitale slovena



Il candidato sindaco del Forum per Gorizia: “Oggi non solo è necessario difendere la pace, ma collaborare per uno sviluppo il più possibile integrato di questa parte importante d'Europa”

Oggi, sabato 6 maggio, il candidato sindaco del Forum per Gorizia, Andrea Picco, è a Lubiana per una manifestazione che si tiene ogni anno nella Capitale slovena per ricordare l’occupazione italiana di una parte del Regno di Jugoslavia, iniziata il 6 aprile del 1941.

Da anni gli antifascisti italiani e sloveni si ritrovano a percorrere a piedi o in bicicletta il perimetro di filo spinato che per oltre 30 chilometri circondava quella che venne chiamata “la provincia di Lubiana”. Oggi, al posto della recinzione, ci sono dei cippi che ricordano questa delimitazione forzata.

Picco testimonierà, con la sua presenza, la vicinanza al popolo sloveno e il rifiuto della guerra e del fascismo che tanto hanno diviso questi territori.

Il messaggio politico è chiaro: oggi non solo è necessario difendere la pace, ma collaborare per uno sviluppo il più possibile integrato di questa parte importante d'Europa.

Questi gli avvenimenti che stanno per essere ricordati. Il 23 febbraio 1942 la popolazione di Lubiana si svegliò prigioniera della sua stessa città. Nella notte i fascisti avevano innalzato un muro di filo spinato che presto fu dotato di torrette di controllo, fari luminosi e posti di blocco.

Per cercare di colpire la Resistenza, tutti i maschi adulti furono arrestati e internati soprattutto nel campo di concentramento di Gonars. Dopo l'8 settembre 1943, con la firma dell'armistizio, Lubiana fu occupata dalle forze armate tedesche, le quali mantennero l'isolamento della città e incrementarono le violenze contro una popolazione già molto provata.

In 29 mesi di occupazione italiana della Provincia di Lubiana vennero infatti fucilati oltre 5.000 civili, ai quali si devono sommare 200 vittime di azioni di violenza quotidiana, 900 partigiani fucilati in prigionia e oltre 7.000 persone - soprattutto anziani, donne e bambini - morti nei campi di concentramento di Arbe e Gonars.

Il bilancio finale è drammatico: circa 13.000 persone uccise su un totale di 340.000 abitanti residenti nella provincia al momento dell'occupazione.

Tanti candidati sono una prova di democrazia

Dieci. Se tutto andrà come dovrebbe andare domenica 11 giugno i goriziani dovranno scegliere il sindaco o i due sfidanti al ballottaggio tra dieci candidati.
Il centro destra si divide solo dalla destra estrema e offre una sensazione di strategica unità. Il centro sinistra e la sinistra sono invece molto frammentati, con ben sette candidati e ancor più liste. Resta l'incognita 5 stelle, sostenuta da un buon vento nazionale.
Da destra si denunciano le "solite" divisioni dell'altra parte, dal centro sinistra partono gli appelli al "voto responsabile", ovviamente a favore del partito o del gruppo del quale si fa parte.
In realtà in un sistema a doppio turno la moltiplicazione delle possibilità è una prova di democrazia. E' un modo per manifestare fiducia nei confronti degli elettori chiamati al primo turno a una sorta di "primarie" ufficiali: il cittadino può scegliere non solo l'orientamento al quale apparitene, ma anche il candidato a suo parere più adatto a rappresentarlo.
Per questo nella prima fase della competizione elettorale essere in tanti costituisce un valore aggiunto e permette un maggior esercizio di democrazia. Riguardo poi al cosiddetto "voto utile", con i tempi che corrono tutti gli schieramenti avrebbero il diritto di rivendicarlo, in particolare i movimenti civici maggiormente favoriti dalla crescita della diffidenza nei confronti dei più tradizionali partiti. La questione del primo turno, per il centro sinistra e la sinistra, è fare in modo che il centro destra e la destra non oltrepassino la soglia del 50% al primo turno. E, da questo punto di vista, più si è meglio è. E si crea inoltre la possibilità di qualche sorpresa...

venerdì 5 maggio 2017

L’Isonzo come il Whanganui?

Chi ha letto il bellissimo libro di Andrea Bellavite dedicato all’Isonzo non farà fatica a comprendere quanto avvenuto in Nuova Zelanda dove, per la prima volta al mondo, è stata riconosciuta personalità giuridica ad un fiume, il Whanganui.
Questo fiume, che scorre per 145 chilometri dal centro dell’Isola del Nord fino al mare, è considerato sacro dal popolo Maori.
La legge che ne riconosce la personalità giuridica deriva dal Trattato di Waitangi, firmato nel 1840 da un rappresentante della Corona inglese e da quaranta capi delle Tribù Maori dell’Isola del Nord.
In base a tale trattato la Nuova Zelanda divenne colonia inglese e fu riconosciuta sostanziale protezione agli interessi e alle proprietà tradizionali dei Maori.
A seguito del riconoscimento della personalità giuridica questo fiume potrà stipulare contratti e stare in giudizio per tutelare i suoi diritti. A tali fini sarà rappresentato da un membro nominato dalla comunità maori e da uno nominato dal governo.
Di grande suggestione è quanto dichiarato da Gerrard Albert, portavoce del popolo maori: “Abbiamo sempre creduto che il fiume Whanganui sia un insieme indivisibile e vivente con tutti i suoi elementi fisici e spirituali, dalle montagne del centro dell’Isola del Nord fino al mare”.
Come non andare con il pensiero a quanto scritto da Andrea Bellavite: “Parlare di un fiume è come raccontare una vita. Mentre ogni esistenza può essere compresa nel suo insieme soltanto al compiersi del suo destino, la storia di un corso d'acqua può essere “letta” dall'inizio alla fine, mentre esso è ancora vivo...”.
Due fiumi ma soprattutto, come per le persone, nella corrente, due vite...
So.Sa.

giovedì 4 maggio 2017

Alcune delle (tante) novità della Lista Forum

Ci sono alcuni aspetti dell'attuale momento del Forum per Gorizia che sono unici e forse irripetibili. Il primo è il rispetto profondo fra le generazioni. L'estrema novità della candidatura Picco & company (e basta scorrere le date di nascita per accorgersene) si coniuga straordinariamente bene con la grande esperienza politica in persone come l'architetto Paolo Sergas, la storica Anna Di Gianantonio, la super competente Sonia Santorelli con giornalisti ed esperti di comunicazione del calibro di una Martina Luciani o di un'Eleonora Sartori, con amministratori ormai navigati come Andrea Bellavite o Tommaso Montanari, sindaco ad Aiello e assessore a Villesse per conto sempre del Forum per Gorizia. E ciò si dice solo per fare qualche esempio, lasciandone da parte mille altri...
Insieme al programma straordinariamente innovativo, sono le persone a suscitare l'entusiasmo e a far pensare che tra un mese e mezzo l'amministrazione di Gorizia sarà capofila di un sistema di enti pubblici che si riconoscono nei valori del Forum e che, insieme, potranno lanciare un messaggio di autentico rinnovamento, anzi si potrebbe quasi dire di pacifica rivoluzione, alla Regione e all'intera Nazione.

Segnare la data: 16 maggio, ore 18 al Kulturni dom di Gorizia

Si avvicina la data del 16 maggio. Cosa accadrà il 16 maggio, alle ore 18 presso il Kulturni dom di Gorizia? Ci sarà la presentazione ufficiale del candidato sindaco del Forum per Gorizia Andrea Picco e delle quaranta persone che sono iscritte nella sua lista.
Sarà illustrato anche il ricco programma che prevede essenzialmente la trasformazione della Politica cittadina. La centralità del cittadino, chiamato a diventare protagonista attraverso la trasparenza e la partecipazione, un welfare di comunità in grado di rendere ciascuno corresponsabile del bene comune di tutti, un'urbanistica incentrata sulla realizzazione di una città a misura di ogni soggetto che la vive, una valorizzazione dell'ambiente meraviglioso, grande risorsa del territorio insieme alla sua storia unica, in particolare quella dell'appena trascorso "secolo breve". Un'attenzione speciale è dedicata al mondo del lavoro, per ciò che concerne naturalmente l'impegno di un'amministrazione di ente locale.
I contatti internazionali di Picco con il mondo sloveno, in specie con i parlamentari di Lubiana, fanno ben sperare anche sul fondamentale e decisivo tema dell'internazionalità del progetto, i vista di un città - di qua e di là del vecchio confine - unita nella ricchezza delle sue diversità.
La forza morale e l'entusiasmo del candidato sindaco, l'esperienza in tutti i campi maturata dai diversi esponenti del Forum, l'autentica gioia di vivere e di impegnarsi di tanti giovani non lasciano dubbi sul futuro della campagna elettorale: probabilmente Andrea non riuscirà a superare il 50% dei consensi al primo turno, come invece accadrà senz'altro al ballottaggio del 25 giugno.

martedì 2 maggio 2017

1 Maggio, festa del lavoro

Si è celebrata ieri la Festa del lavoro.
Come, penso, tutti ricordano, la Costituzione considera il lavoro elemento fondante della democrazia.
Il lavoro conferisce dignità alla persona, le riconosce un ruolo all’interno della società, la legittima alla cittadinanza.
E’ il lavoro, infatti, che promuove la persona alla dignità di cittadino, con ciò riconoscendole il diritto di essere parte attiva nella vita dello Stato.
Questo fino ad oggi ma in un futuro ormai prossimo potrebbe non essere più così.       
Un esercito di robot è alle nostre porte. Ci sono quelli che somministrano i farmaci agli anziani, quelli che aiutano i ragazzi a fare i compiti, che caricano la lavastoviglie, che tolgono la polvere e via di questo passo.
Nelle industrie, per esempio in quelle automobilistiche, un robot svolge il lavoro di dodici operai.
E’ chiaro che, con queste premesse, ci avviamo verso una società nella quale il lavoro non sarà più la principale attività delle persone, per lo meno non di tutte.
Occorre, allora, ripensare i nostri stili di vita e di comportamento e rivedere le stesse basi del vivere comune.    
Il primo problema che si pone è quello del sostentamento di chi un lavoro non potrà averlo.
Varie sono le proposte avanzate anche nel nostro Paese, dal reddito di cittadinanza al reddito di inclusione sociale.
Qualunque sia la forma che le si voglia dare, appare, in ogni caso, imprescindibile che qualche misura vada presa, come già avvenuto nella maggior parte dei Paesi più sviluppati.
Dove trovare le risorse?
La proposta più innovativa è stata quella avanzata da Bill Gates, che ha suggerito di tassare il reddito prodotto dai robot. Le modalità sono tutte da studiare ma è sicuramente un tema da approfondire.
Né questa è l’unica questione sul tappeto.
Recentemente, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che prevede l’istituzione di un regime assicurativo obbligatorio per i danni provocati dai robot, la creazione di un fondo di risarcimento per la riparazione dei danni stessi nonchè l’immatricolazione dei robot con l’iscrizione in un registro specifico dell’Unione. 
E’ stata anche avanzata l’idea del riconoscimento dello status giuridico dei robot, che devono essere considerati “persone elettroniche responsabili di risarcire qualsiasi danno da loro causato, nonché eventualmente il riconoscimento della personalità elettronica dei robot che prendono decisioni autonome o che interagiscono in modo indipendente con terzi”.
Insomma, un mondo nuovo si apre innanzi a noi!
Chissà se le prossime feste del lavoro vedranno sfilare cortei di robottini con i loro striscioni e le relazioni dal palco inizieranno con un bel “C’era una volta…”.
So.Sa.

lunedì 1 maggio 2017

BUON PRIMO MAGGIO 2017

Articolo 23 della Dichiarazione universale dei diritti umani

1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.