domenica 30 aprile 2017

panorami, profumi, suoni, colori







Dopo le cospicue piogge di questa settimana, la giornata di sole di questa ultima domenica di Aprile non poteva non invitare ad uscire, per trovare la Primavera. E cosa non è meglio se non un bel giro in bici? Detto fatto.

Dalla stazione, il viaggio in treno da Gorizia a Monfalcone è comodo per evitare le strade troppo trafficate. Le bici sono assicurate al vagone mentre il panorama scorre veloce.
Stazione di Monfalcone, si scende e si affrontano, purtroppo, le scale del sottopassaggio, unico neo del viaggio. Di fronte alla stazione, un caffè corroborante, prima di partire in sella alla bici. Incontriamo già ciclisti in senso opposto, appena fatti i primi chilometri della ciclabile del litorale, adeguatamente segnalata. Dopo poco, il mare di Marina Julia. Non ci sono bagnanti. In uno spiazzo c'è chi fa la griglia.

La strada ciclabile si inoltra in un bosco misto di latifoglie e conifere. Non ci sono rumori, forse uno solo, se considerato tale: il rotolamento delle ruote sul terreno.
Panorami stupendi ma anche il profumo del mare, dell’acacia e del sambuco in fiore, del bosco. Suoni della cinciallegra, del frosone, del gabbiano, del pavone ed anche del grillo. Colori dei fiori come il lilla o il giallo dell’iris, i punti colorati nei prati come un quadro impressionista o il colore della rosa canina. Le innumerevoli sfumature di verde come sono solo in questa stagione e altre sfumature, questa volta blu del mare salato che incrocia le acque dell’Isonzo.

Grado, poi, invita al piacere del mangiare con i battuti di prezzemolo ed aglio che escono dai ristoranti lungo il canale del porto. Ma è già ora di prendere il bus per il ritorno. 

Lungo il percorso, vista su un parcheggio pieno, zeppo di auto, un centro commerciale aperto: panorami, profumi, suoni, colori uguali?
@NevioCostanzo

sabato 29 aprile 2017

E il Comune rispose al Forum... "prima i 'taljani"

E' interessante il resoconto della conferenza stampa tenuta ieri in Comune a Gorizia, per illustrare la destinazione dei 145.000 euro gentilmente donati dallo Stato, a libera destinazione, quale premio per l'accoglienza dei richiedenti asilo.
Detto fra parentesi, tali parole sono un implicito riconoscimento alla responsabilità e alla competenza amministrativa del Forum e del suo candidato sindaco Andrea Picco, che in un'ampia intervista pubblicata anche su questo blog ha sollevato la questione. Checché ne dica il sindaco Romoli, senza le sue domande, adeguatamente riprese dai quotidiani locali, i cittadini non saprebbero neppure dell'esistenza di tale somma. Invece primo cittadino, assessore al welfare e responsabile del settore personale sono stati "costretti", in fretta e furia, a mettere in piedi un proficuo incontro con i giornalisti nel corso del quale hanno spiegato che la cifra sarà destinata a procurare lavoro per sei mesi a 30 disoccupati goriziani.
Ben venga un'attenzione particolare a chi è privo d'occupazione, sarà interessante esaminare il bando per comprendere i criteri di assegnazione degli incarichi e di scelta di 30 tra centinaia di interessati. Tuttavia non si comprende bene come un contributo finalizzato di fatto a risarcire le spese sostenute per l'accoglienza sia inoltrato a tutt'altro settore del welfare, quasi a voler ribadire il ritornello leghista e della destra "prima gli italiani". Le proposte di Picco sono molto più articolate e sono risposta diretta alle domande sollevate dai cittadini intorno a un fenomeno - quello dell'impegno d'accoglienza di richiedenti asilo - che non sembra certo destinato a esaurirsi in tempi brevi.
E' vero, risulta un po' strano immaginare uno Stato che offra "premi" a libera destinazione - cioè senza la necessità di presentare un progetto o una relativa rendicontazione - ai Comuni che per necessità o per virtù si trovano impegnati a ricevere chi dichiara di fuggire da guerre e persecuzioni. Ma è altrettanto sorprendente scoprire che i vertici del Comune di Gorizia, da sempre preoccupati più di denunciare i presunti danni subiti che di programmare interventi costruttivi, non ne approfittano per migliorare la situazione, investendo la cifra piovuta dall'alto in progetti di integrazione sul territorio.  Per dirla con suggestioni care a una certa parte politica, è come una persona che riceve in dono un'offerta caritatevole per pagare l'affitto e invece di usarla per questo scopo corre a comprarsi il satellitare...

venerdì 28 aprile 2017

Perché il Forum vincerà le elezioni...

Qualche giorno fa un simpatico signore mi ha domandato: “Ma a voi del Forum chi ve lo fa fare?”
Il tono non era provocatorio, anzi, nel suo sguardo mi è sembrato di scorgere addirittura una vena di tenerezza.
Questa non è “una” domanda è “la” domanda.
Perché lo facciamo? Perché abbiamo deciso di sottrarre tempo, energie, risorse alla famiglia, al lavoro, al riposo, allo svago?
Siamo un gruppo di amici, ognuno con la sua occupazione, i suoi interessi, i suoi perché.
Quello in cui tutti, penso, ci riconosciamo è la consapevolezza che la comunità in cui viviamo, sia la città, la nazione, il mondo o l’universo intero, non è “altro” da noi ma “siamo noi stessi”.
Per questo cerchiamo di avere un’attenzione particolare per le persone più fragili, di essere accoglienti, di rispettare l’ambiente, di promuovere l’arte, la storia, la cultura in genere.
Per questo riteniamo doveroso proporre una testimonianza diversa, forse scomoda, ma certamente appassionata.
Già. La passione, la grande assente nella vita politica italiana degli ultimi anni!
Ecco, caro signore, il motivo per cui lo facciamo ed anche il motivo per cui abbiamo già vinto.

Dice un antico proverbio arabo: “Nessuna carovana ha mai raggiunto il suo miraggio ma sono i miraggi che fanno muovere le carovane” 
SoSa 

giovedì 27 aprile 2017

ANDREA PICCO. BIOMASSE IN CITTA: NON SI PUO’ FARE.

L’ Amministrazione comunale ha il dovere di continuare ad opporsi con tutti gli strumenti politici e amministrativi e chiudere fuori dalla città iniziative analoghe per il futuro: ci sono i luoghi per vivere e quelli per fare sviluppo economico industriale.

"Il Comune di Gorizia avrebbe dovuto resistere e opporsi strenuamente all’intero progetto industriale grazie al quale oggi rischiamo di veder installati tra popolosi quartieri cittadini un impianto di smaltimento rifiuti metallici in leghe di alluminio e due centrali a biomasse: se per opporsi serviva spendere dei soldi, sarebbero stati soldi ben spesi, a tutela non solo dei diritti fondamentali delle persone direttamente coinvolte ma di quelli di tutta la comunità cittadina. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, quelli che vivono in curate aree residenziali e quelli che stanno nelle periferie, quelli da tutelare e quelli sacrificabili alle esigenze dello sviluppo economico scollegato dalle istanze della collettività, quelli che vengono ascoltati e quelli che non hanno diritto di parola. E continueremo ad opporci, sul piano politico e su quello delle azioni amministrative.

L’ha detto Andrea Picco, nella duplice veste di candidato sindaco del Forum Gorizia e componente del comitato NoBiomasseGO, durante l’affollato incontro con la cittadinanza svoltosi a Sant’Andrea sulla questione biomasse ( e smaltimento rifiuti) in città. 

“ La nostra futura amministrazione cittadina, in nome della visione urbanistica, sociale e ambientale da sempre propugnata dal Forum Gorizia, si doterà di un regolamento che terrà fuori dai confini urbani della città gli impianti a biomasse, impianti di rifiuti e attività industriali: ci sono i luoghi per vivere, in condizioni di benessere fisico, sociale e psicologico, e i luoghi per produrre, rispettando ovunque il limite ecologico imposto ad ogni attività umana affinchè essa sia sostenibile per ogni componente dell’ecosistema.” 

“Anche la più piccola amministrazione comunale, insieme a tutti gli enti locali ed alle istituzioni pubbliche preposte alla cura delle comunità – ha spiegato Picco -  deve essere partecipe dello sforzo globale per invertire la tendenza al disastro ambientale e intervenire concretamente  per il miglioramento delle condizioni ambientali complessive del territorio del quale è rappresentante, custode e responsabile. Tre parole che inquadrano un programma politico in cui lo sviluppo economico e sociale diventa circolare, inclusivo e sostenibile per l’ambiente e le persone che di esso fanno parte. 

Un progetto industriale come quello che stiamo subendo di fatto sdogana anche per il futuro una modalità di abuso e pessima gestione dello sviluppo del territorio, somma le emissioni e i fattori inquinanti di tre impianti singolarmente autorizzati e non sottoposti ad una valutazione di impatto ambientale complessiva, rappresenta un meccanismo che sconfigge la politica rappresentativa e che non intendiamo più accettare: produrre un reddito imprenditoriale senza alcuna utilità sociale, comprimendo il diritto a vivere  in un ambiente sano e dignitoso, e determinando un pregiudizio non solo all’integrità fisica ma alla qualità di interessi attinenti la sfera dei diritti personali e sociali delle persone.” 

Ha concluso Andrea Picco: “Troveremo il modo di fermarlo, perlomeno nelle sue attuali caratteristiche progettuali, e salvaguarderemo con fermezza il futuro cittadino ad esperienze analoghe.”  

martedì 25 aprile 2017

Non-azione = 145 mila euro.

Il Comune di Gorizia ha saputo ufficialmente  alcuni giorni fa dell’erogazione a suo favore di 145 mila e 500 euro. Li ha ricevuti, senza muovere un dito, da parte del Ministero dell’Interno, attraverso il Fondo nazionale “Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti” sul  programma “Flussi migratori”.

Lo comunica il candidato sindaco del Forum Gorizia, che riferisce anche degli ulteriori e diversi importi erogati ad altri otto comuni della provincia a valere sullo stesso Fondo.
“La cifra  - spiega Picco - è collegata ai numeri di presenze a Gorizia alla data del 24 ottobre 2016, conteggiando i richiedenti asilo accolti nelle strutture governative di prima accoglienza, nelle strutture temporanee e nello SPRAR.  L’ Amministrazione incasserà la  somma quale “ concorso agli oneri che sostengono i Comuni che accolgono richiedenti protezione internazionale. La norma che lo prevede sta nel Decreto  del Ministero dell’Interno del 30 dicembre , pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 febbraio scorso. Gli altri Comuni  beneficiari sono San Pier d’Isonzo, Monfalcone, Cormòns, San Canzian d’Isonzo, Savogna, Staranzano, Romans d’Isonzo, Gradisca d’Isonzo.”

Prosegue Andrea Picco: “Dobbiamo essere più precisi: il Comune di Gorizia  incassa nonostante non abbia mosso un dito per organizzare e gestire gli afflussi dei richiedenti asilo a Gorizia, usando la non-azione quale metodo per aggravare e rendere in apparenza insostenibile per una comunità di 35 mila abitanti la presenza di alcune centinaia di persone.  Le volte in cui ha deciso di agire,  lo ha fatto per esprimere lamenti infiniti sui richiedenti asilo presenti a Gorizia, per emanare ordinanze antibivacco, per ostacolare in ogni modo possibile chi tentava di promuovere un’accoglienza rispettosa dei diritti umani e della decenza (come ad esempio Medici Senza Frontiere), per attuare provvedimenti molto più che discutibili (come delle grandi pulizie al Parco della Rimembranza in occasione della quale finirono irrecuperabilmente nelle immondizie effetti personali dei profughi senza tetto), per alimentare ogni tipo possibile di ostilità e paura nella cittadinanza, per classificare il volontariato, istituzionale e spontaneo, come pericoloso e destabilizzante per l’ordine della pacifica e asettica Gorizia.”

“I richiedenti asilo che risiedono temporaneamente a Gorizia non sono italiani e non pagano nemmeno la tassa di soggiorno,  ma ognuno di loro ha prodotto un introito non indifferente per le casse comunali. Che ovviamente non fa parte degli importi  dei bandi di accoglienza, erogati attraverso la Prefettura ai diversi enti gestori: denaro che evidentemente non si volatilizza, ma serve a pagare personale, servizi,  materiali necessari alla gestione. Resta da chiedersi che cosa l’Amministrazione comunale intenda fare di questi 145 mila euro.”

Conclude Picco: “Esistesse già l’Ufficio comunale immigrazione che il Forum Gorizia si propone di attivare, quella sarebbe la destinazione ideale della somma. E’ una cifra di una certa rilevanza,  da utilizzare tanto per far fronte alle eventuali problematiche cittadine collegate alla presenza dei richiedenti asilo, in coordinamento con gli altri servizi comunali, quanto ad organizzare  iniziative utili a migliorare i contesti dell’accoglienza (ad esempio realizzando un’area attrezzata in un’area decentrata ma sicura dove le persone possano sostare e cucinare all’aperto) e a favorire la reciproca conoscenza e integrazione, anche e in particolare offrendo un minimo di sostegno economico alle iniziative lodevolissime, autogestite e mai realmente coordinate del volontariato sociale.”

25 aprile 1947-2017

Buon 25 aprile...
... con un pensiero a Wilma e a tutti coloro che hanno dedicato la loro vita prima a combattere il nazismo e il fascismo, poi a testimoniare la loro esperienza per mantenere viva la memoria.
... con un pensiero alla pace, in un mondo nel quale le armi sono sempre più sofisticate e la guerra diffusa ovunque nel mondo rischia di trasformarsi in nuovo conflitto generale.
... con un pensiero a chi oggi fugge dalle guerre e dalla fame, alle colonne di profughi che nell'Europa della libera circolazione delle merci trovano ostacoli insormontabili alla libera circolazione delle persone.
... con un pensiero al Pianeta, all'inquinamento crescente, alla cementificazione globale voluta dagli interessi finanziari di pochi, con il consumo sistematico del suolo a scapito della salute e della sicurezza di tutti.
... con un pensiero alla Politica, in particolare italiana, nobile arte da riconquistare, mentre sembra ridotta spesso a teatrino per la difesa degli interessi di una parte o dell'altra, se non semplicemente a produzione di poltrone sulle quali sedersi, ingurgitando fiumi di denaro pubblico e prendendo decisioni spesso del tutto avulse dalla realtà.
... con un pensiero a coloro che hanno perso la vita per conquistare la libertà, la democrazia e la giustizia, perché 72 anni dopo si riesca ancora a dare concretezza e novità a quegli ideali e a quei grandi valori.
... Per tutto questo e per molto altro, Buon 25 aprile.

lunedì 24 aprile 2017

Ziberna, stupiti del suo stupore

C'è da stupirsi dello stupore di Ziberna. Le notizie sull'indagine della Corte dei Conti erano sul Gazzettino da settimane... Mentre la stampa locale ha dato recentemente ampio risalto al procedimento penale, che si è appena concluso per intervenuta prescrizione.
Il procedimento riguardava alcune ipotesi di turbativa d’asta nel conferimento di incarichi affidati dal CONI regionale alla Società Alan Normann. 
Nella richiesta di rinvio a giudizio viene riportato parzialmente il testo di una mail che Ziberna, all’epoca dei fatti presidente dell’Unione Province Italiane, scrive a Lombardo, titolare della Alan Normann.
Scrive testualmente Ziberna (riportato dai quotidiani nel 2015): “Il CONI ha necessità come la volta scorsa di tre preventivi…scrivi a Luana e dalle anche due recapiti di società che faranno un’offerta superiore, così ti viene assegnato in fretta l’incarico”.
Appare, dunque, evidente che quella effettuata dal CONI è stata soltanto una parvenza di gara poiché le offerte presentate sono state confezionate sul presupposto che, in ogni caso, ad aggiudicarsi la gara avrebbe dovuto essere la Alan Normann, come puntualmente è stato.
Ma se la gara è stata truccata questo significa che il prezzo pagato dal CONI non è quello più basso che si potessespuntare sul mercato.
E se il CONI ha pagato un prezzo più alto del dovuto vuol dire che ha subito un danno e siccome il CONI è un ente pubblico di questo danno dovrà necessariamente occuparsi la Corte dei Conti.
Il fatto poi che Ziberna ricordi di non essere stato presidente del CONI rende ancora più grave la situazione, dal momento che le pressioni, se dimostrate, sarebbero state effettuate dal presidente dell'UPI, cioè da un organismo politico. Peccato davvero che Ziberna non abbia rinunciato alla prescrizione, un processo sarebbe stato l'unico modo per fugare dei dubbi più che legittimi sull'imparzialità di un potenziale sindaco di una città importante come Gorizia.

domenica 23 aprile 2017

Vilma Braini

Cara Vilma...

...ci ha lasciato Vilma Braini, un punto di riferimento per l'antifascismo regionale, proprio nei giorni precedenti alle cerimonie del 25 aprile che lei da anni curava a S. Andrea. La stessa cura la dedicava alla manutenzione del monumento alla Resistenza, a cui si dedicava come fosse il giardino della sua casa. Dolce e apparentemente fragile, Vilma è stata una grande combattente nella lotta di Liberazione. Era nata nel 1928 a Štandrež, il piccolo comune alle porte di Gorizia. La famiglia si occupava di commercio di frutta e verdura. Nel 1943 il padre di Vilma venne arruolato forzatamente nei Battaglioni Speciali e mandato prima a Melfi e poi in Sardegna. Sarà questo traumatico allontanamento e la presa di coscienza dell'oppressione razziale nei confronti degli sloveni, a prescindere dalle loro idee politiche, a far maturare l'antifascismo di Vilma.

Dopo l'8 settembre, insieme ai ragazzi che come lei collaboravano con i partigiani, raccolse le armi che i militari italiani abbandonavano per tornarsene a casa e le inviò ai combattenti in montagna. Mentre una parte di Goriziani applaudì all'entrata dell'esercito tedesco in città - come lei stessa ricordava - un'altra parte si organizzava contro gli occupatori. La dolce Vilma scelse per sé un nome di battaglia che ci faceva sorridere. Si chiamò Brzostrelka “Mitragliatrice” e il nome la dice lunga sulla determinazione della sua scelta. Fu incarcerata due volte a Gorizia per la sua attività di staffetta e di informatrice del movimento partigiano.

Commovente è il racconto della dura vita in carcere delle donne arrestate con il rischio di essere fucilate o mandate in Germania. Il 24 febbraio 1945 Vilma fu deportata prima a Ravensbrüch e poi a Bergen Belsen. Aveva appena 16 anni. Gli anni che ricordava come i più duri furono però quelli del dopoguerra, quando passava per la città e le gridavano “Slava e comunista”. Il sogno di una società più giusta era considerato tradimento della patria, anche se Vilma aveva rischiato la vita combattendo contro i fascisti e i tedeschi. Ma non era persona da perdersi d’animo.

Fu sindacalista, militante del PCI, per anni consigliere comunale, membro attivo dell'ANPI, madre di Alessandro, nonna di nipoti che amava tantissimo. Nelle scuole ha lasciato un grande ricordo, perché aveva un modo di spiegare la storia ai giovani e di raccontare la sua esperienza che incantava. Aveva accompagnato più volte i ragazzi con il Treno della Memoria a visitare i lager. Per fortuna ci rimangono le sue interviste e alcuni video in cui la fragile donna d'acciaio ha raccontato la sua vita. Le abbiamo voluto tutti un gran bene e non la dimenticheremo mai. Buon viaggio forte e dolce Vilma. 


adg

giovedì 20 aprile 2017

Verso il 25 aprile...

Il 25 aprile l’Italia celebra la Liberazione dall’incubo del nazi-fascismo e la fine della II guerra mondiale da esso scatenata.
La ricorrenza non può essere limitata al generico ricordo delle atroci sofferenze patite durante il conflitto. La memoria di coloro che hanno perso la vita per la giustizia e la libertà deve essere tenuta viva, per evitare qualsiasi pericolosa confusione tendente a equiparare il giudizio della Storia sulle vittime e sugli oppressori.
Il ricordo è tanto più importante se confrontiamo la situazione di quel periodo con quella attuale. Anche oggi c’è bisogno di una vera e propria Resistenza, affinché i valori intorno ai quali è stata scritta la Costituzione continuino a essere riconosciuti fondanti la coscienza civile delle nostre Comunità.
Resistenza significa oggi rifiuto della produzione e del commercio delle armi, ritenute purtroppo ancora strumento di risoluzione dei problemi tra le Nazioni e all’interno di esse; solo la nonviolenza attiva può calmare i venti di guerra che spirano forti sul mondo.
Resistenza significa rifiuto di ogni discriminazione su base ideologica, religiosa, culturale o sessuale e riconoscimento dei diritti di cittadinanza per tutti.
Resistenza significa opposizione al sistematico consumo del suolo e alla cementificazione dell’ambiente naturale asservito agli interessi commerciali e finanziari, con i tanti danni già apportati anche al nostro territorio.
Resistenza significa accoglienza creativa e rispettosa della legalità, in nome della libertà di circolazione delle persone sul territorio europeo, di tutti coloro che bussano alla porta dell’Occidente ricco per fuggire dalla fame, dalla persecuzione e dalla guerra.
Resistenza significa oggi impegnare tutti i nostri sforzi per consentire alle giovani generazioni di avere un futuro, garantendo loro un’occupazione sicura, un’abitazione degna di questo nome, una valorizzazione delle loro competenze e potenzialità.

mercoledì 19 aprile 2017

Non ti ricordi quel mese d'aprile...

21 aprile 2017, via Ascoli 10, dalle ore 18 in poi: sottoscrizione della lista del Forum per Gorizia, ma anche. FESTA PER TUTTI. Anche in ricordo della primavera 2007...
...Dieci anni. Sono passati dieci anni da quel primo pomeriggio d'inizio aprile, nella sede del periodico Isonzo Soča, in Via San Giovanni. Una stanza affollata, decine di persone in attesa e poi la decisione attesa... Fu l'inizio dell'avventura politico amministrativa del Forum per Gorizia, nato un paio d'anni prima come movimento d'opinione e critico osservatorio dei percorsi della giunta Brancati. Due mesi di campagna elettorale, con il botto finale. Contro le aspettative e le previsioni di tutti, il candidato sindaco sfiorò uno storico ballottaggio per un centinaio di voti, sei persone delle liste che lo sostenevano entrarono in Consiglio Comunale, il 20% di un raggruppamento nato all'ultimo momento con un ambizioso programma politico fu superiore al risultato di tutte le liste, ben più blasonate, dell'allora centro sinistra goriziano.
Sono passati dieci anni e ora... lo stesso entusiasmo di quella volta, lo stesso nome del Forum per Gorizia, lo stesso ambizioso programma e anche tanti degli stessi protagonisti di allora. Quale altro gruppo politico e culturale cittadino può vantare una simile coerenza, fedeltà, preparazione ed esperienza? Eppure dieci anni dopo il Forum è anche del tutto nuovo, e non soltanto per la sede, spostata di qualche decina di metri in Via Ascoli o per il colore dominante, passato dal blu al giallo... E' del tutto nuovo perché nuovo e innovatore è il candidato sindaco Andrea Picco, nuovi sono i volti di almeno metà dei quaranta che hanno deciso di mettere il loro nome sulla lista, nuovi sono i tempi e i problemi, a livello internazionale nazionale regionale e locale, nuove le risposte, nuovo l'impeto creativo e il desiderio intenso di raggiungere l'obiettivo. Andrea Picco sarà un grande sindaco, avrà una Giunta competente ed esperta, alle spalle avrà un grande sostegno. Porterà l'arte e la bellezza nel cuore di una Città stanca e aiuterà tutti i cittadini a sentirsi finalmente protagonisti del proprio futuro.
Ecco cosa si farà - oltre alla sottoscrizione ufficiale della lista - tutti insieme e con gioia, la sera dell'ormai prossimo venerdì 21 aprile.
ab

Neve d'aprile...

Foto Nevio Costanzo. Pausa nella primavera

martedì 18 aprile 2017

Per non dire, dopo, "tanto sono sempre gli stessi..."


Nove. Tanti sembrano essere i candidati sindaco che si presenteranno agli elettori di Gorizia il prossimo 11 giugno. Come in un rito quinquennale, i verbi della campagna elettorale sono quasi sempre uguali. Alcuni puntano sul "rinnovamento" e sul "cambiamento" - e suscitano un sorriso i volti di politici di lungo e lunghissimo corso che promettono la trasformazione generale. Altri rivendicano la "competenza" e l'"esperienza" - e anche qua non ci si può impedire un moto di perplessità di fronte alla situazione desolante della Città.
Il Forum per Gorizia, come sempre in controtendenza, unisce clamorosamente esperienza e competenza all'autentico rinnovamento e cambiamento.
Da una parte infatti è stato da oltre dieci anni e continua a essere laboratorio politico e osservatorio attento sulla vita cittadina. I numeri sono impressionanti: partecipazione significativa in termini numerici e di qualità riconosciuta da tutti in Consiglio Comunale dal 2007 al 2012, senza dimenticare il diretto impegno amministrativo di un assessore a Villesse dal 2015 e del presidente del Forum sindaco ad Aiello dal 2016, oltre 500 riunioni ordinarie settimanali - con presenze al minimo di dieci persone ogni volta - incentrate sulle più complesse situazioni del territorio, più di 100 incontri con esperti italiani e sloveni, di storia, economia, politica locale e globale, turismo sostenibile, accoglienza a tutti i livelli, oltre 200mila accessi al blog dedicato a partire dal 2009 e molti di più alla pagina Facebook, visite guidate ai siti più rilevanti per la comprensione delle vicende passate e presenti... E come dimenticare le importanti pacifiche battaglie, condivise con impegnati comitati cittadini, contro la centrale a biomasse di sant'Andrea, contro le antenne telefoniche di Sant'Anna, a favore dell'accoglienza dignitosa di tutte le persone, a favore della salvaguardia del meraviglioso ma minacciato Isonzo per non parlare della "madre di tutte le devastazioni" ovvero la triste avventura degli ascensori al castello?
Dall'altra parte il Forum si presenta all'appuntamento di giugno con un candidato che è veramente una nuova entrata nel panorama amministrativo. Andrea Picco, insieme alla parte anagraficamente più giovane della lista che sta per essere presentata, porta una ventata di simpatia e di novità nel cuore di una Gorizia molto, ma molto invecchiata negli ultimi decenni. E' una persona che unisce la conoscenza della realtà sociale alla creatività artistica, una rara capacità comunicativa a un'intelligenza immediata delle diverse situazioni e delle risposte più efficaci da dare alle più complesse domande. Anche se "nuovo", non per questo è inesperto. E' molto stimato da coloro che lo conoscono, anche i competitori politici ne riconoscono con convinzione (e anche con un po' di timore!) la serenità, la gioiosa convinzione, la forza espressiva...
Insomma, Andrea Picco è il candidato sindaco ideale, l'unico oggettivamente in grado di unire tradizione e innovazione, esperienza e creatività.

domenica 16 aprile 2017

Pasqua di Vita...

BUONA PASQUA, VESELA VELIKA NOČ VSEM

giovedì 13 aprile 2017

Forum per Gorizia: trasparenza, partecipazione, concretezza e alti ideali

Escludendo tutto ciò che può odorare di interesse privato o di parte, ci sono due modi per amministrare una città. Si può cercare di agire meglio che si può nell'ambito dei vincoli fissati dalle normative vigenti. In questo caso ci si impegna in tutti i modi possibili nell'arte di reperire fondi per investimenti necessari a rendere più bello il territorio e a realizzare opere corrispondenti ai programmi predisposti. E' la teoria del buon "amministratore di condominio", preoccupato giustamente di utilizzare bene i beni pubblici ma fondamentalmente privo di una visione d'insieme.
Oppure - ed è il caso del Forum per Gorizia - si può improntare un'azione amministrativa a partire da una solida visione culturale e politica, alla luce della quale determinare le scelte fondamentali, con il contributo indispensabile di ogni cittadino. La trasparenza e la partecipazione democratica sono il faro di riferimento, condizione per il coinvolgimento di ciascuno. Non si tratta di un "volare alto" contradditorio rispetto all'attenzione al quotidiano, al contrario, in questa seconda prospettiva ai grandi ideali corrispondono gli impegni alla realizzazione anche dei piccoli obiettivi quotidiani. Un esempio a caso: posso impiegare un'enormità di tempo, soldi ed energie per portare a termine un'impresa già avviata da altri ("altrimenti si perde il finanziamento"), senza domandarmi a cosa essa serva nell'economia generale della vita cittadina. Oppure posso partire da un'idea di convivenza e solidarietà tra i cittadini per comprendere che gli ascensori al castello sono una voragine che inghiotte denari senza alcun corrispettivo e immaginare come riaffidare ai legittimi proprietari (tutti i cittadini) tutto ciò che è stato loro da ormai dieci anni sottratto.
La campagna elettorale del Forum per Gorizia e l'azione del sempre più efficace candidato sindaco Andrea Picco sono il risultato di dieci anni di incontri settimanali, nel corso dei quali si sono affrontati tutti i temi vitali della città. Per questo dare fiducia a questo progetto significa mettersi nelle buone mani di chi conosce molto bene il territorio, ha un'idea concreta di come pensare a un futuro sostenibile, ha proposte chiare ed efficaci su tutti i versanti del vivere civile.
ab

mercoledì 12 aprile 2017

Picco a Lubiana, per una Gorizia/Gorica unita nelle diversità

La delegazione del Forum per Gorizia ricevuta in Parlamento a Ljubljana

Il viaggio di Andrea Picco a Ljubljana si pone come una tappa importante nel percorso del Forum per Gorizia. L'incontro con i deputati di Združena Levica è infatti nello stesso tempo un punto di arrivo e un punto di partenza.
E' un punto di arrivo perché l'accoglienza ricevuta nel Parlamento sloveno è l'esito di un lungo cammino, iniziato ben prima della fondazione del Forum per Gorizia. La rivista Isonzo Soča da quasi tre decenni, poi tutto il cammino della nostra associazione culturale ( http://forumgorizia.blogspot.it/2008/12/gorizia-e-nova-gorica-citt-unite.html ) hanno infatti operato a diversi livelli per affermare ciò che avrebbe dovuto essere da decenni ovvio: esiste un'unica Gorizia/Gorica/Gurissa, con tante diverse caratteristiche storiche, culturali, linguistiche, urbanistiche, ambientali, sociali, politiche, economiche, commerciali...
E la convinzione che solo le relazioni di base possono fondare un nuovo modo di concepirsi tutti insieme "goriziani" si è trasformata in tante iniziative atte a favorire una reciproca conoscenza e solidarietà.
Ma la visita di Picco a Lubiana è anche un punto di partenza, un salto di qualità nelle relazioni sul nostro ex confine. Infatti da ora in poi ciò che era prima un ideale ai limiti dell'utopia, poi la costruzione di una serie di buone pratiche e costruttive relazioni, ora diventa vero e proprio progetto politico che irrompe in forma originale e importante nella campagna elettorale in vista delle ormai prossime amministrative. Il Forum per Gorizia riprende sentieri già noti e intraprende nuove strade insieme a interlocutori politici e amministrativi di alto livello rappresentativo in Slovenia.
Finalmente si comincia a "pensare insieme", in vista dell'elezione dei sindaci di Gorizia e di Nova Gorica (il prossimo anno). Il "sogno" della costruzione dei tavoli comuni sui quali progettare il futuro di un territorio unito nella sua diversità si sta per realizzare, soltanto unite le due entità amministrative potranno "contare", in Italia e in Slovenia.
Andrea Bellavite

lunedì 10 aprile 2017

Andrea Picco in Parlamento a Lubiana

Il Forum per Gorizia con il suo candidato Andrea Picco è sbarcato oggi nella sede del Parlamento sloveno, a Lubiana, per un incontro con il deputato Nikola Janovec Kolenc, rappresentante della Združena levica. “Si tratta di un’occasione importante per noi ma soprattutto per instaurare una collaborazione basata sulla centralità del ruolo di Gorizia e Nova Gorica, due città che unite possono rappresentare qualcosa. Si tratta di accorciare le distanze tra la Slovenia e l’Italia in una comune ottica transfrontaliera. La discussione verterà anche su temi che condividiamo con il partito di Janovec, come l’ambiente e i diritti. La Združena levica è una formazione di sinistra, attualmente all’opposizione ed è affine a noi su determinate tematiche”. Si tratta, in sintesi, di un incontro che vuole avvicinare anche Gorizia a Lubiana. Il Forum domani inviterà ufficialmente lo stesso rappresentante del Parlamento sloveno in visita nel capoluogo isontino nelle prossime settimane per continuare a lavorare proprio in questa direzione. La collaborazione transfrontaliera sarà infatti uno degli argomenti cardine di questa campagna elettorale per la lista civica e il suo candidato Andrea Picco.

Proposta: il Comune adotti il “bilancio ambientale”.

Ogni attività umana ha un impatto sull'ambiente. Oggi, a causa del tenore di vita e del consumo sfrenato delle risorse ambientali, acqua, terra e aria, che non sono illimitate, è indispensabile, adottare degli strumenti di amministrazione che misurino e quantifichino l'utilizzazione di queste risorse. 
Qualsiasi pubblica amministrazione veramente “moderna e intelligente”, in primis proprio il comune, ha il dovere di integrare le proprie politiche con le tematiche ambientali e di interagire, a questo fine, con la comunità di riferimento: Il benessere di una comunità si misura in termini di limitata e razionale gestione dei beni comuni, non del loro illimitato e irrazionale consumo.
Il bilancio ambientale è lo strumento più adatto per attuare questa idea di amministrazione innovativa e, oggigiorno, indispensabile: è un sistema atto a rilevare, organizzare, gestire e comunicare informazioni e dati ambientali, espressi in unità fisiche e monetarie. Esso permette di migliorare i processi di governance locale favorendo l'integrazione delle politiche (urbanistiche, commerciali, sociali, sanitarie, ecc.), la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, rendendoli più trasparenti, migliorando l'attuazione delle azioni e degli impegni assunti e rappresentando un formidabile strumento di supporto per l'efficacia e l'efficienza di tutta l'azione amministrativa. In particolare permette di aumentare l'efficienza nella gestione delle politiche ambientali, di monitorare il rapporto tra spesa di risorse pubbliche e risultati conseguiti dalle politiche ambientali e di avere a disposizione informazioni e statistiche confrontabili nello spazio e nel tempo.
La costruzione di un bilancio ambientale richiede un impegno notevole da parte di un'amministrazione che deve, innanzitutto, partire dalle “condizioni organizzative” quali la costituzione di un gruppo di lavoro (assessore di riferimento, uffici, ecc.), l'individuazione dei ruoli e delle responsabilità, la mappatura degli attori coinvolti e le modalità di partecipazione.
Insomma uno strumento di amministrazione che è anche un progetto per gestire e promuovere il territorio comunale che è già una realtà in molti comuni italiani e che, si auspica, lo diventi anche a Gorizia, meglio ancora se in un'ottica di integrazione e collaborazioni tra comuni contermini.

In tempo di guerra, Gorizia capitale di pace?

Decine di vittime falciate dagli attentati in Egitto, un camion investe la folla a Stoccolma, missili sparati dalla Corea del Nord verso il mare del Giappone, gli Stati Uniti tornano a mostrare i muscoli del "gendarme del mondo" e intervengono i Siria con i bombardamenti mirati... E' proprio l'ora della violenza sistematica, rivestita di manti religiosi o ideologici per nascondere interessi egemonici di diverso colore.
Ciò che stupisce è il Silenzio, anche dei movimenti per la pace che in altri tempi avrebbero invaso le piazze planetarie per simili azioni terroristiche e militari. Sembra che al tempo dell'impegno sia seguito quello della rassegnazione, riscontrando con impotente tristezza la macabra contabilità relativa al "successo" dell'una o dell'altra impresa bellica.
Perché ci si trova in questa situazione? Perché manca un pensiero sistematico e coerente sulla Pace. Non ci sono più i fermenti filosofici e culturali degli anni '60 e '70, gli interventi forti di autentici costruttori di pace come Balducci, Galtung o la Klein e tanti altri, le marce e le iniziative pubbliche sono ridotte a poco più che nostalgici raduni di resistenti. Le voci "per la pace" mancano di spessore propositivo, limitandosi a ovvie denunce o a sterili auspici che chiunque - anche i più accaniti guerrafondai - potrebbero tranquillamente sottoscrivere.
Ecco perché Gorizia potrebbe essere il luogo ideale per lanciare un messaggio in controtendenza. Con l'aiuto dei centri accademici e degli istituti di ricerca si potrebbe costituire un vero e proprio "laboratorio" di pace, favorendo la ristrutturazione delle caserme abbandonate come centri di addestramento dei corpi civili di pace europei. La città potrebbe diventare - come "rischiò" di essere nei primi anni '90 senza che nessun politico sembrasse accorgersene - centro di elaborazione, ma anche ambito fisico di incontro diplomatico tra delegazioni di popoli o schieramenti in guerra. Là dove tanto sangue è stato sparso potrebbe trovare il proprio inizio un nuovo percorso di pace e di giustizia, a favore di tutto il mondo...
Utopia? Sì, ma come avrebbe detto Basaglia, "utopia della realtà".
Andrea Bellavite

domenica 9 aprile 2017

Per una sanità pubblica sul territorio

Le attuali politiche sanitarie sono rivolte ad una riorganizzazione strutturale dei servizi, con il potenziamento dei servizi territoriali, cioè quelli più prossimi al cittadino, e la concentrazione dei servizi ospedalieri in pochi centri più lontani da raggiungere.

Gli ospedali quindi verrebbero ridotti numericamente, mentre le strutture cardine della riforma saranno i cosiddetti CAP: dei poliambulatori dove si potrà accedere ai servizi di medicina generale (i medici di base, per intenderci), a piccole prestazioni come prelievi e medicazioni, e agli accertamenti diagnostici di primo livello, in seguito ai quali o verrà erogata direttamente la cura, oppure verrà effettuato l'invio del paziente verso strutture più specializzate (riabilitative o ospedaliere).
Vi opereranno quindi, accanto a medici di base ed infermieri, anche medici specialisti come cardiologi, fisiatri, ortopedici, ecc.

E qui sorge una domanda.
Da dove verranno attinti gli specialisti?
Si tratterà di figure assunte a tempo pieno per lavorare nei diversi CAP territoriali? L'ipotesi è poco probabile, anche perché svantaggiosa in termini di maturazione professionale (all'interno dei CAP questi specialisti avrebbero un' esperienza qualitativamente troppo limitata).
Si tratterà allora di medici specialisti già in pensione con un contratto ad hoc? Oppure di professionisti che svolgono un doppio lavoro, cioè sia presso i CAP che presso strutture private?
In questo ultimo caso è evidente che nel momento in cui essi dovranno commissionare le cure favoriranno le stesse strutture private in cui già lavorano.
Quindi dalla riforma in atto sembra favorita la sanità privata... e abbiamo così compiuto un passo in più verso la privatizzazione dei servizi sanitari.

E' possibile salvarsi da questo pericolo?
Vengano utilizzati presso i CAP gli stessi specialisti che già operano negli ospedali. Ci si riferisce non certo ai grandi ospedali hub di Udine o Trieste, le cui figure, super-specializzate e impegnate a pieno ritmo, non potrebbero spostarsi in giro per la regione ad effettuare diagnosi e a indirizzare i pazienti verso le strutture più adeguate, bensì ai piccoli ospedali.

Solo gli ospedali di I° livello, come quello di Gorizia, sarebbero utili allo scopo.
Li si mantengano attivi ed efficienti, valorizzandone le specialità e i servizi di emergenza. Essi sono una miniera di professionalità da impegnare anche nei CAP, per un raccordo ottimale fra servizi territoriali e servizi ospedalieri. Si avrebbe così una sanità efficiente, prossima al cittadino, e soprattutto... pubblica.
dc

venerdì 7 aprile 2017

7 aprile 2017: Giornata internazionale della salute.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il contributo in termini di salute riconosciuto ai servizi sanitari non sia superiore al 15%.
I determinati di salute più importanti risultano essere gli stili di vita, che possono giocare a favore o contro la salute, ad esempio l’alimentazione, l’attività fisica, il fumo e l’abuso di alcol.
L’inquinamento ambientale inoltre gioca un ruolo molto importante sia in termini di inquinamento atmosferico, che delle acque e degli alimenti che assumiamo.
Vi sono chiare evidenze che il livello socio economico e culturale è direttamente  correlato con una vita più lunga e più sana, come anche l’abitudine di sottoporsi regolarmente a screening oncologici di provata efficacia.
Un’amministrazione saggia che ha a cuore la salute dei cittadini deve rivolgere prioritariamente la propria attenzione a mantenere un ambiente sano, creare opportunità di svolgere attività fisica, aumentare il livello culturale dei cittadini, favorire sane abitudini alimentari, creare occasioni di socializzazione, migliorare la rete sociale anche informale.







giovedì 6 aprile 2017

Non c'è alternativa all'Accoglienza

“Bisogna porre un argine ad un flusso di migranti incontrollato" e “Ora basta all’immigrazione incontrollata”: è il ritornello di Ziberna e del centro destra, sorprendentemente ripreso negli ultimi giorni anche da Serracchiani, che su rifugiati e richiedenti asilo non la dovrebbe pensare certo allo stesso modo.
Già, ma oltre lo slogan, si vede qualcosa?
Sul versante PD sarebbe da aprire un capitolo a parte, relativamente ai decreti Minniti e Minniti-Orlando; sulla sponda del centro destra, e dalle rive dell’Isonzo, invece quello che possiamo fare è capire da dove si parte, a Gorizia, su questo tema.
Cosa lascia la giunta Romoli? Ora, che l’erede designato occupi 18 metri quadrati di muro per dire basta all’immigrazione incontrollata significa che fino ad ora l’immigrazione in città è stata fuori controllo: limitarsi ad alimentare l’ostilità, produrre una narrazione sempre fondata sulla contrapposizione e opporsi a qualsiasi iniziativa non significa gestire un problema.
Aver rinunciato allo Sprar (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) e demandato l’intera gestione alla Prefettura, utilizzando come tampone gli enormi sforzi del volontariato, ha creato questa situazione. E’  bene che si sappia che a Gorizia ci sono molti più richiedenti asilo di quanti ce ne sarebbero se fossimo entrati nel meccanismo dello SPRAR .Sono decisioni di Romoli e della sua giunta, ripetute negli anni, mentre  i richiedenti asilo arrivavano indipendentemente dalle prese di posizione locali e sulla base di dinamiche che travalicano non solo i confini comunali ma quelli dell’intera Nazione.
Ma cosa significa “fuori controllo” per i cittadini, per la gente comune?
Significa questo: “questi non fanno niente dalla mattina alla sera, girano per le strade, usano il wifi di Oreti, stanno in riva la fiume, non mi fido più di andare in giro di sera” e concetti simili. In realtà chi controlla c’è, ed è la Prefettura, che, ha la facoltà di decidere, visto che non siamo vincolati alla distribuzione stabilita per lo SPRAR,  quanti richiedenti asilo posso stare sul territorio. Ecco quindi i bandi per i CAS da 100 posti a botta, inoppugnabili tecnicamente. 
Questa non gestione da parte dell’amministrazione comunale ha due possibilità di lettura:  a pensar male, serve a mantenere e incrementare il consenso elettorale,  a pensar bene è il frutto dell’incapacità di capire come va il mondo.
Cosa potrà fare chi amministrerà da giugno in poi per governare  le questioni relative ai flussi migratori? Il minimo sindacale è l’adesione allo Sprar. Ma non basta. Se il sindaco ha a cuore il benessere della comunità, deve avviare percorsi virtuosi, di reciproca conoscenza, per abbassare la percezione di paura che la comunità sta innalzando come un muro.  
Un’amministrazione che alza il livello di paura delle persone, non è una buona amministrazione. Si deve occupare della propria comunità non attraverso gli slogan,ma con azioni concrete di accoglienza diffusa, nei quartieri, nei condomini della città in cui queste persone andranno a vivere, coinvolgendo  le associazioni sportive e l’associazionismo in generale in piccoli progetti di integrazione e di scoperta di nuove risorse e potenzialità, sapendo che il processo è difficile ma si può fare tantissimo per la città intera.
Deve in poche parole destinare proprie risorse, attraverso una vera e propria articolazione nell’ambito degli uffici comunali, con specifiche competenze professionali dedicate,  per costruire il sistema di accoglienza, utilizzando tutti gli strumenti messi a disposizione dalla normativa nazionale e regionale. Non si tratta di condiscendenza, la legge è uguale per tutti e come tale va fatta rispettare, ma di affrontare un problema fuori dalle contrapposizioni, con realismo, lungimiranza, umanità e senso di civiltà.
“Prima i goriziani!” è ormai un mantra…Mettiamola così, allora: in questi anni di pessima gestione dei flussi migratori, ed in cambio della pessima gestione, quali vantaggi sono stati assicurati ai goriziani nell’ambito del welfare, della sanità, dell’ascolto del disagio, del confronto sulle proteste civili, delle istanze a maggiori tutele ambientali, della ricostruzione del legame sociale?
 La mia convinzione è che prima avremo meno paura gli uni degli altri, prima staremo meglio.Tutti quanti insieme.

domenica 2 aprile 2017

Rude banca e rude politica.


Tutti mi ripetono che in campagna elettorale non si può criticare nessuno, ma qualche volta, almeno dopo mangiato o di domenica o quando si è con amici... anche perchè se si tiene tutto dentro viene il male che non nomino. Dunque oggi l'ennesimo articolo sui piccoli negozi che chiudono. Anche le merceria di via Diacono. E' un peccato non solo per l'economia, ma per i rapporti sociali, perchè gli anziani che non se la sentono di guidare la macchina, hanno paura delle rotonde nuove dove imboccano direzioni sbagliate, chiedono passaggi per andare in cimitero, vedono nel negoziante un punto di riferimento per chiedere informazioni, aiuti, ecc. Un presidio sociale la bottega, che andava  tutelata in ogni modo.

Noi del Forum lo abbiamo detto, denunciando l'osceno e inutile consumo di suolo, l'assurdità di parlare di ulteriori aperture di centri commerciali come occasione di lavoro, non comprendendo che altro lavoro più qualificato si sarebbe perso, progetti tra l'altro che non sono più redditizi e che nessuno vuole finanziare, ma che ci hanno fatto gettare via soldi. Ma chi ha voluto i vari Leonardo, multi piano Manzoni, zona commerciale in via Terza Armata e adesso la variante 41? Quelli che adesso affiggono manifesti invocando genericamente Turismo e Commercio, e da dove proclamano i loro slogan? Dai palazzi dismessi delle banche, banche succhiasoldi che producono crisi finanziarie e poi taglieggiano i servizi sociali per ripagare il debito. Dunque cementificazione è uguale a distruzione dei piccoli negozi e dei centri commerciali è uguale a manifestoni con faccioni di uomini soli al comando che usano siti di banche vampiresche per convincere i cittadini. 

Non funziona più così: parlano di modelli di sviluppo vecchi come il cucco, di istituzioni che andrebbero riformate, di one man show, di esibizione muscolare che non affascina più nessuno. PICCOlo è invece bello, è nuovo, sorride senza Photoshop e sta al fresco in una sede simile ad una cantina, ma assomiglia alla gente comune, a quelli come noi. 
adg