martedì 28 febbraio 2017

Quando morire diventa una speranza

Si è riacceso in questi giorni il dibattito se sia giusto o meno consentire ad una persona gravemente ammalata, senza possibilità di guarigione e con intensa sofferenza fisica, di porre fine alla sua vita.
Le ipotesi prospettate sono fondamentalmente tre: le dichiarazioni anticipate di fine vita, l’eutanasia e il suicidio assistito.
Con le dichiarazioni anticipate di fine vita la persona indica preventivamente a quali trattamenti sanitari sia o meno disposta a sottoporsi in caso di sua futura incapacità ad esprimersi.
Nell’eutanasia è il medico, su richiesta del paziente, a dare la morte mentre nel suicidio assistito è il paziente ad assumere direttamente il farmaco, con l’assistenza di un medico.
La questione è di quelle da far “tremar le vene e i polsi” perché consiste nel decidere se esista, oltre a un diritto alla vita, anche un diritto alla morte, almeno in alcune circostanze o, detto in altri termini, se esista, oltre che un diritto, anche un dovere di vivere.  
La risposta affonda le radici nelle convinzioni personali di ognuno, religiose o laiche che siano.
Per i credenti, e anche per molti non credenti, la vita è un diritto indisponibile e irrinunciabile e, di conseguenza, non può essere riconosciuto il diritto di porvi fine.
I cosiddetti laici, al contrario, ritengono la vita un diritto che rientra nella disponibilità del singolo individuo e, in quanto tale, rinunciabile. (Si ricordi, in proposito, la dottrina filosofica che va sotto il nome di Stoicismo).   
Questo in astratto.
La realtà è molto più complessa e ci pone, a volte, davanti a situazioni nelle quali la fedeltà incondizionata a un principio si tradurrebbe in dispregio assoluto della persona umana, della sua sofferenza e delle sue esigenze.
Richiederebbe, in altre parole, un atto di eroismo che a nessun ordinamento giuridico è dato pretendere e a nessuna Entità Superiore è dato sperare.     
SoSa  

Conferenza stampa del Comitato NoBiomasseGO

Si è svolta questa mattina l'attesa conferenza stampa di NoBiomasseGO, alla presenza dei responsabili del Comitato, fra i quali il candidato sindaco del Forum Andrea Picco. Ecco il comunicato stampa.
Il Comitato di cittadini NoBiomasseGO, dopo aver appreso dalla stampa che la Rail Service srl sta per iniziare i lavori di costruzione della centrale a biomasse sud, ha presentato una ulteriore segnalazione alla Procura della Repubblica di Gorizia, ad integrazione della precedente consegnata alla fine del 2015.
La segnalazione prende spunto dalle proroghe richieste da Rail Service rispetto le date di inizio e fine lavori della centrale sud e della centrale nord, osservando anche che le motivazioni indicate nelle istanze di proroga non corrispondevano alle ipotesi espressamente previste dalla legge, né le rispettive proroghe concesse dal dirigente dell’Amministrazione provinciale contenevano valutazione delle motivazioni addotte, ai sensi dell’art. 3 della legge 241/1990. 
Per la centrale SUD la motivazione riguarda  le difficoltà economiche che hanno costretto il proponente ad uno slittamento dei termini per la realizzazione delle opere.
 Per la centrale Nord, la motivazione riguarda la mancata attivazione dei registri per l’accesso agli incentivi previsti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Parallelamente, il Comitato intende nuovamente sollecitare la Direzione centrale ambiente energia della Regione Friuli Venezia Giulia, dopo lo scioglimento delle Province e il passaggio delle relative competenze in materia ambientale alla Regione.
Il commento del Comitato è che ulteriormente appare confermato il meccanismo del Business as usual, mascherato sotto una presunta riconversione verde del settore industriale ed energetico: un interesse puramente imprenditoriale e privato, travestito da green economy  ed un progetto che inizialmente era stato spacciato come utile a creare 40 posti di lavoro, una centrale a biomasse funzionale ad alimentare un impianto per il trattamento e recupero di rifiuti di alluminio ( industria insalubre) ed un’altra centrale necessaria in parte alle esigenze del trattamento rifiuti e in parte disponibile a produrre calore per un impianto di teleriscaldamento. Tutto ciò in mezzo alle abitazioni dei quartieri di San’Andrea, San’Anna e Campagnuzza, a fronte di una zona industriale desertificata e alla disperata ricerca di un senso e un ruolo.
Il Comitato, approfittando della campagna elettorale, chiede se la politica locale intenda replicare nel futuro questa esperienza di ponderazione degli interessi in cui quelli diffusi non sono stati adeguatamente considerati e se ritengano rappresenti uno standard l’esercizio della discrezionalità amministrativa pieno di ombre e di mancati chiarimenti.
Il rispetto del limite ecologico deve essere centrale nei processi decisionali a qualunque livello, ed è una necessità impellente, imposta a livello internazionale, migliorare le prestazioni ambientali, non già mantenerle quali sono.  L’Italia, gravemente inquinata,  è sanzionata dall’UE per la pratica costante di spacchettare progetti rilevanti in termini di impatto ambientale in tanti e più piccoli progetti, ognuno singolarmente sotto le soglie previste dalle norme, aggirando il problema del complessivo stress ambientale.
Anche i cittadini, la loro salute, la loro vita quotidiana, i loro figli fanno parte del limite ecologico.
1 - Quante centrali a biomasse si pensa di lasciar costruire all’interno della cinta urbana sottovalutando gli impatti ambientali e senza curarsi dell’utilità sociale dell’iniziativa imprenditoriale e delle istanze dei cittadini?
2 - Basta una millantata offerta di 40 posti di lavoro per sacrificare le esigenze di tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente in cui essi vivono, soprattutto dopo aver verificato che i quaranta posti di lavoro non esistono e nessuna compensazione effettiva è prevista per la collettività?
3 – In quali programmi elettorali stanno scritte a chiare lettere  le buone intenzioni  per una crescita della città sostenibile per le persone e per l’ambiente, per zero consumo di suolo, per il miglioramento delle prestazioni ambientali e per una progettazione e gestione realmente partecipata con la cittadinanza?

sabato 25 febbraio 2017

Ascensori, due milioni e mezzo in più: dove li troveranno?

Dai commenti al post precedente emerge una domanda alquanto pertinente, da inoltrare al Sindaco Romoli e alla Ragioneria del Comune. Se, come dice il primo cittadino, i costi dell'ascensore sono cresciuti di 2 milioni e mezzo di euro rispetto al previsto, dove saranno recuperati in modo da portare a termine l'opera (addirittura entro il 2018, come profetizza l'Ettore cittadino)? Si sa che in realtà il costo reale è ben più alto, se si computa (come è giusto) anche il lavoro dei funzionari e degli uffici. Ma anche ammettendo che si tratti di una maggiorazione di "soli" due milioni e mezzo, in quale posta di bilancio li troveremo in entrata? Trasferimenti dalla Regione alle prese con la Riforma delle amministrazioni locali? O dallo Stato che sembra avere ben altro a cui pensare? Sono soldi pubblici ed è giusto che i cittadini sappiano come entrano e come escono dalle casse comunali.

venerdì 24 febbraio 2017

Ai confini della realtà

Questo post è stato scritto dopo aver letto un giornale inesistente, "ai confini della realtà". Ogni riferimento a persone o cose non è troppo casuale.
Interessante la lettera al giornale firmata da Zibane e Colin. "Apprezziamo il gradimento della nostra campagna elettorale espresso dal giornalista de Le Petit lo scorso mercredi. Ma non possiamo condividere il pesante giudizio dato ai nostri concorrenti. La democrazia non è fuffa e la diversità di opinione e di metodo è un valore che nessuno può mettere in discussione, tanto meno un giornalista che ha delle responsabilità pubbliche. Venga con noi, se ritiene di saper interpretare così bene l'elettorato, ma non offenda i nostri antagonisti". We like anche l'intervento di Porty. "I am outsider? Scherziamo? Io sono il favorito, gli outsider saranno loro! Ma definire fuffa tutto il resto è inaccettabile. E lo dico con profondo rispetto per chi ha opinioni diverse dalle mie. Le lezioni sull'agire politico le cerco altrove, così come i lettori che se vogliono decidere per chi votare cercano nei programmi di ciascuno la posizione ufficiale e sullo Small un sereno confronto e dialogo fra diverse opinioni".
Suvvia, stiamo solo scherzando, tako je govoril Zarathustra (ali LepaTrta)...

giovedì 23 febbraio 2017

“Collini e Ziberna evitano di scontrarsi”

Il Piccolo ha pubblicato ieri uno strano articolo relativo alla campagna elettorale in corso a Gorizia per l’elezione del sindaco.
Dopo aver sottolineato il fatto che due dei candidati, Collini e Ziberna, hanno finora accuratamente evitato lo scontro diretto per concentrarsi ad illustrare i loro progetti per risolvere i problemi reali della città, si afferma che “la partita elettorale si gioca essenzialmente sul tema del lavoro in prima battuta e in seconda sulla questione della sanità”.
Peccato davvero che in entrambi questi settori, nevralgici nella vita dei cittadini, un sindaco possa fare realmente ben poco!
Come tutti sanno, il problema dell’occupazione è strettamente collegato con quello dell’andamento economico dell’intero Paese mentre quello della sanità viene gestito a livello regionale.
Fatte queste ovvie considerazioni, non si riesce a comprendere su cosa mai si stiano concentrando i due candidati e quali soluzioni mirabolanti possano proporre per risolvere i problemi di cui sopra.
Siccome non voglio pensare che un giornalista possa incorrere in un simile errore mi chiedo quale sia lo scopo ultimo di questo articolo.
La risposta appare fin troppo evidente ma è davvero triste esser costretti a concludere che sia così! 

SaSo

domenica 19 febbraio 2017

Ricordo dell'artista Pueroni


Sabato ci ha lasciati, poco più che cinquantenne, Giacomo Pueroni. Fumettista e illustratore di raro talento e professionalità, lavorava per la casa editrice milanese Sergio Bonelli. I suoi lavori vennero pubblicati, a partire dagli anni '90, nelle serie Zona X, Jonathan Steel, Nathan Never e Dragonero. Il suo stile accurato, dal tratto morbido e pulito, conquistò nel 2016 il Premio Italia, importante riconoscimento del mondo del fantasy e della fantascienza, forse il genere che aveva curato di più. Aveva frequentato l'Istituto d'Arte a Gorizia, città che amava, tanto da mantenervi la residenza, nonostante i suoi impegni lo portassero spesso altrove.

Personalmente conobbi Giacomo alcuni anni fa ad una cena fra amici, e fui subito colpita dalla sua personalità pacata, assolutamente non portata a mettersi in evidenza, ma dalla conversazione avvolgente. Avendomi identificata come "una del Forum" ci tenne a comunicarmi una sua idea sul tema dell'ascensore al castello: un suo personaggio che, una volta arrivato in cima al colle si sarebbe chiesto "E adesso?". Quella satira è rimasta nello scrigno della sua fervida e acuta fantasia senza trovare espressione. Infatti la SLA, che lo colpì duramente poco tempo dopo, gli tolse un po' alla volta ogni possibilità di disegnare. Durante il periodo della malattia aveva sperato in un miglioramento, credeva nella ricerca, tanto da devolvervi una parte delle sue magre finanze.

Con lui Gorizia perde una delle sue personalità più interessanti e creative. La nostra partecipazione al dolore di familiari e amici.
dc

mercoledì 15 febbraio 2017

Avanti con Picco, verso le elezioni...

Avanti con Picco. Questa è la decisione dell'assemblea del gruppo Forum/GoPossibile riunita lunedì sera per un necessario confronto sulla situazione politica goriziana.
Anzitutto si è ribadito il valore di una molteplice offerta nel primo turno elettorale. Ciò vale per l'intero schieramento contrapposto alla destra, ma anche per i raggruppamenti dei tradizionali partiti "a sinistra del Pd". La differenza programmatica e la proposta di persone competenti creano dibattito costruttivo e permettono di sottolineare aspetti complementari, con l'impegno di ridiscutere le alleanze nella fase preparatoria al ballottaggio.
In secondo luogo le proposte del raggruppamento sono particolarmente originali e alcuni temi - quali il blocco dei lavori e la risistemazione della collina del Castello, le relazioni internazionali transfrontaliere, le prospettive della sanità, della Cultura e del turismo, la trasparenza e la partecipazione democratica - sono stati trattati approfonditamente e meritano di essere sottoposti direttamente al giudizio di chi andrà a votare.
Infine, è un valore aggiunto da non dilapidare la presentazione di un candidato come Andrea Picco giovane ma non inesperto, volto totalmente nuovo della politica cittadina ma nello stesso tempo del tutto partecipe delle principali dinamiche cittadine, capace di relazioni importanti anche con il mondo dei delusi dalle precedenti esperienze amministrative.
Per questi e tanti altri motivi, pur comprendendo pienamente le altrui ragioni, con entusiasmo e convinzione si decide di proseguire il cammino verso le elezioni, certi di offrire alla Città una chance irripetibile per la sua trasformazione in senso più autentico e più umano.

lunedì 13 febbraio 2017

Scritte sul "trampolino" del Castello

Premessa: ciò che è pubblico appartiene a tutti e quindi nessuno deve ritenersi autorizzato a infrangere le regole, tanto più se tali azioni comportano pericoli per la propria o per l'incolumità degli altri. Per questo non si può in alcun modo approvare la condotta di chi - presumibilmente nella notte tra sabato e domenica - ha realizzato le scritte sulla rampa di quello che avrebbe dovuto essere l'ascensore al Castello e di chi ha trasformato Galleria Bombi in un misero museo degli scarabocchi contemporanei.
Detto questo: se si stigmatizza il comportamento di chi scrive sui muri, cosa dire di chi ha deciso di rovinare in modo ben più indelebile la collina sottostante al Castello? Di coloro che con scelte politiche ed economiche hanno avviato due decenni fa i lavori? Di chi li ha confermati e portati avanti, senza mai presentare preventivi di costi di gestione e rapporti tra spesa e benefici attesi? Di chi ha osteggiato e cancellato il referendum consultivo proposto dal Forum quando ancora si sarebbe potuto fermare il tutto con una minima spesa? Di chi, in nome del "volano del turismo goriziano", ha portato la situazione fino a questo punto, ben sapendo che l'impresa si sarebbe rivelata non una cattedrale, ma un brutto rudere nel deserto? Di chi ha disatteso le indicazioni sulla formazione geologica del colle, sull'indispensabile bonifica bellica, sulla necessità di demolire edifici storici per far passare i camion, sulla possibile scoperta di materiali archeologici importanti (nel terreno della più antica zona di Gorizia?... Oltre ai cittadini, costretti da anni a convivere con simile sfregio, qualcun altro pagherà per questa sciagurata avventura?
Ah sì, cosa è stato scritto? Con un bel click sulla foto lo scoprirete...

Daspo(tin)

Il ministro di centro sinistra amplia e consente ai sindaci di applicare nei comuni il Daspo, un ordine di espulsione per accattoni molesti, alcolisti, ragazzi con le bombolette, ma, data la potestà autonoma dei sindaci, poveracci, pezzentoni, punkabestia, insomma tutti quelli che offendono il “decoro” della città. Decoro è una parola che era bandita da tempo dal vocabolario della contemporaneità. 70 anni fa il decoro della famiglia piccolo borghese consisteva nel nascondere i malati di mente, le ragazze mal maritate, i figli di NN, insomma tutti quelli che erano considerati “scarti” della società. Alla fine degli anni '60 i meccanismi dell'esclusione, i tic piccolo borghesi, la mentalità provinciale era stata messa profondamente in discussione. Nascondere i problemi non è la soluzione. Inutile dare i daspo, diamo magari lavoro, case, inclusione. Altrimenti corriamo il rischio di cacciare dai centri storici i lavoratori del cantiere che dopo essere stati nelle stive delle navi si mangiano il panino seduti per terra, perchè non ci sono più le panchine, e fanno briciole e i muratori che lavorano d'estate e puzzano di sudore. adg

sabato 11 febbraio 2017

L'avvocato Battello ci ha lasciato

Gorizia perde con l'avvocato Nereo Battello uno dei suoi più eminenti punti di riferimento. Non c'è ambiente cittadino che non abbia avuto a che fare con "il senatore". Presente nei diversi settori della vita politica, della gestione della realtà giuridica, del mondo sociale, si è imposto come figura di primo piano anche nella dimensione culturale, spaziando dalla Storia alla letteratura, dall'attenzione ai particolari alla passione per il Cinema. Riconosciuto nella sua autorevolezza da coloro che hanno condiviso ma anche da chi ha avversato le sue idee e la sua visione del mondo, si è sempre schierato e battuto dalla parte dei più deboli. Notevole, negli ultimi anni, è stato l'impegno a favore del riconoscimento del diritto di parola, attraverso la comunicazione facilitata nelle scuole e nella società. Lascia una profonda eredità di valori umani e culturali, insieme a molta tristezza e gratitudine. Anche dal Forum per Gorizia giungano ai familiari il cordoglio e l'affettuosa solidarietà.

giovedì 9 febbraio 2017

Ok, povero consigliere regionale Ziberna, paghiamo noi...

Oggi il povero Ziberna sostiene di non rinunciare alla prescrizione sostanzialmente per mancanza di risorse economiche e si dichiara pronto a farsi processare se il Forum o chi per lui lo aiuta pagando al posto suo.
E perché no? Credendo nella democrazia e nella necessità che i rappresentanti del popolo siano scagionati da qualsiasi ombra, il Forum manifesta la disponibilità a pagare le spese processuali del povero Ziberna, purché questi rinunci alla prescrizione e si faccia processare.
Il candidato sindaco del centro destra ha tutti i nostri riferimenti necessari. Con una colletta interna troveremo il modo di sostenere le spese del misero consigliere regionale, comprendendo bene che i circa 7000 euro mensili netti che riceve per il defatigante lavoro di strenuo oppositore non sono sufficienti ad assicurargli la possibilità di un procedimento che stornerebbe da lui ogni dubbio o perplessità.

mercoledì 8 febbraio 2017

8 febbraio, Prešernov dan

Forse non tutti sanno che... oggi, 8 febbraio, si celebra la Giornata della Cultura Slovena. E' una festa importante, dedicata al ricordo di France Prešeren, il grande poeta del quale in questa data si ricorda l'anniversario della morte, avvenuta nel 1849. Lo scrittore, vissuto solo 49 anni, ha lasciato una traccia profonda nell'anima e nella cultura slovene, al punto che il testo di un suo famoso componimento è quello dell'inno nazionale sloveno. E' sempre interessante notare la passione di un popolo per la propria profonda identità e per le proprie radici: uno Stato che prevede una festa nazionale per ricordare i propri artisti merita un plauso e, almeno da questo punto di vista, suscita una punta di invidia. La crisi finanziaria e la fragilità politica hanno infatti una loro spiegazione nella dimenticanza della Cultura, che dovrebbe essere invece il fondamento di ogni azione a favore del vero benessere di ogni società. Auguri, dunque alla Nazione Slovena, nel Prešernov dan.
ab

lunedì 6 febbraio 2017

Go Possibile appoggia Andrea Picco...

Siamo ormai nel pieno della campagna elettorale per il rinnovo dell'amministrazione comunale di Gorizia. Go Possibile, uno dei duecento comitati locali di Possibile, movimento politico fondato da Giuseppe Civati nel 2015, ha deciso di appoggiare il candidato Sindaco Andrea Picco. La scelta non è casuale. Il progetto iniziato con il Forum ed ora allargato a tantissime altre persone e realtà associative goriziane, ha come obiettivo non quello di fare alleanze tra partiti ma di stabilire relazioni tra cittadini in modo tale da costruire una comunità aperta e solidale, finalmente "costituzionalmente orientata" che metta al centro del proprio obiettivo l'ambiente e i diritti, senza retorica e con grande passione civile. Sono questi i valori e i principi fondanti di Possibile che si riconosce in queste realtà sociali locali e non in un'organizzazione partitica verticistica e burocratica.
Purtroppo non possiamo fare a meno di osservare come, anche questa campagna elettorale, si presenta sin dall'inizio tutta incentrata sui giochi di potere,  sugli accordi di spartizione degli assessorati tra gli schieramenti tradizionali, quello del centro destra e quello del centro sinistra,  con il solito unico e desolante obiettivo di "occupare" gli spazi istituzionali per poi perpetrare il loro dominio sul territorio senza idee e progettualità come si addice ad una classe politica vecchia e ormai decaduta.  Questa volta addirittura ci viene da pensare che la trama della campagna elettorale sia in un certo senso già scritta: ci riferiamo a quella "sconcertante" delibera del Consiglio comunale dell'8 novembre 2016, votata trasversalmente da tutte le forze politiche e di cui nessuno parla, che di fatto ha già ipotecato il futuro prossimo di Gorizia. "Sconcertante", riteniamo sia per la tempistica, sia per i contenuti e sia per la trasversalità politica. Un documento questo che ci sembra la continuazione della politica urbanistica degli ultimi 30 anni improntata sull'edificazione, sulla cementificazione e la grande distribuzione. Non ci aspettiamo, infatti, che gli attuali schieramenti partitici di centro destra e di centro sinistra possano improvvisamente "illuminarsi" e dar vita ad una  proposta politica "di svolta" per questo territorio, basata sulla sua "vocazione" europea, sul meraviglioso paesaggio che lo caratterizza e sull'immenso suo patrimonio culturale.
In questo momento di crisi profonda sul concetto di un'Europa unita, il comitato locale di Possibile pensa, invece, che questa idea debba riprendere vigore a partire proprio dai popoli e dalle realtà locali, dall'idea del rispetto e della valorizzazione del paesaggio e dalla priorità di ripristinare la tutela dei diritti delle persone con decise politiche sociali anche a livello locale. In particolare nel caso di Gorizia, siamo convinti che il Comune, quale ente locale di riferimento più vicino ai cittadini, debba farsi carico e promuovere ogni politica volta all'integrazione del territorio italiano con quello sloveno non più divisi, ormai dal 2004, da un confine ed entrambi parte dell'Unione europea. Ci riferiamo in primis alla necessità di avviare un costante tavolo di confronto con le amministrazioni dei comuni di Nova Gorica e di San Pietro, coinvolgendo i rispettivi consigli comunali e i cittadini per sviluppare in modo condiviso un'economia sostenibile per l'ambiente e per le persone che valorizzi le risorse naturali e la partecipazione attiva del territorio. Pianificazione territoriale, sanità, mobilità, gestione transfrontaliera dell'Isonzo, economia circolare,  filiera corta di autoproduzione del fabbisogno alimentare comune e promozione turistica coinvolgente il comune patrimonio paesaggistico e le rispettive peculiarità storico-culturali: questi sono i principali temi sui quali bisogna incominciare a confrontarsi e progettare il futuro di questo territorio. Abbiamo uno strumento straordinario, il GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Transfrontaliera) che finora non è stato ancora utilizzato proprio perchè non si è mai lavorato sul confronto e sulla condivisione di politiche comuni: occorre superare l'idea di dover gestire solo le "aree di bordo" per pensare, invece, ad un'area vasta comune dove le esigenze primarie delle persone sono beni comuni da gestire e salvaguardare insieme per le attuali e future generazioni.
Nell'attuale e nelle precedenti amministrazioni, al di là di tante parole e qualche discutibile iniziativa, questo "percorso" transfrontaliero non è mai stato veramente intrapreso. Per questo  riteniamo che i candidati dei partiti, anche se mascherati da pseudo liste civiche, non siano più credibili. 
Per Go Possibile Tiziana Vuotto

domenica 5 febbraio 2017

Operose formichine

Ma guarda un po' le attempate maestrine dalla matita rossa e i giovani puffi che osano mettersi contro i collaudati politici di lungo corso, qualcosa alla fine ci azzeccano e nel darwiniano panorama elettorale qualche ideuzza si affaccia per Gorizia: a) la questione delle bollette, delle addizionali e della trasparenza. Come dicono Forzi e Picco senza il Forum nulla si sarebbe saputo e dunque nella prossima amministrazione il tema del controllo del sindaco sulle partecipate sarà molto importante. b) la questione dell'ascensore:adesso qualcuno parla del referendum. Ricordiamo che quando eravamo in consiglio comunale, unici a fare la battaglia contro l'opera più sciagurata della storia locale, raccogliemmo anche le firme per la consultazione popolare che venne bocciata da due su tre garanti nominati dal sindaco, quindi bisognerebbe cambiare nello statuto comunale la norma per cui , pur raccogliendo un importante numero di firme, ci sia anche l'obbligo di passare le forche caudine della commissione dei saggi, che, essendo di nomina della maggioranza, potrebbe non essere del tutto imparziale. Ora tutti si accorgono dell'assurdità dell'opera, ma tutte le volte che parlavamo ci siamo sentiti dire che “ormai bisognava finirla”, si vede come è andata. Dunque: stop ai lavori subito e modifica dello statuto che renda più semplice la consultazione popolare c) il turismo alla transalpina. Qui si parla di fatti, di numeri, come abbiamo affermato molte volte, di pacchetti turistici, di ospitalità che dà lavoro, di percorsi da attivare con poca spesa : concretezza, non bubbole. Solo tre piccoli spunti su cui il Forum lavora da anni, tratti dai giornali di stamattina. Il resto a breve. 
adg

venerdì 3 febbraio 2017

Lo Ziberna “prescritto”

I giornali di oggi riportano la notizia che nell’udienza fissata per il prossimo 5 aprile al Tribunale di Trieste verrà dichiarato estinto per prescrizione il reato di turbativa d’asta contestato al candidato sindaco del centrodestra Rodolfo Ziberna.
Qualche precisazione al riguardo appare necessaria.
L’estinzione del reato per compimento dei termini di prescrizione non è un “accidente” che si abbatte sull’imputato suo malgrado.
Al contrario, essa viene dichiarata dal giudice a condizione che l’imputato non vi si opponga.

Se, come sostenuto dall’avvocato, l’estraneità ai fatti di Ziberna era già emersa al di là di ogni possibile dubbio perché non opporsi alla dichiarazione di intervenuta prescrizione e chiedere, invece, un proscioglimento nel merito? 

giovedì 2 febbraio 2017

Moretti chi?

Sembra di capire che chi non si allinea al cartello Collini/Cernic è "irresponsabile", "protagonista parolaio", "illuminato sfascista" e così via. Tra i malcapitati accusati di tutto ciò Anna Di Gianantonio, colpevole di aver sottolineato dalle righe di questo blog (riportate opportunamente dal Piccolo) la vetustà di certi giochi e alleanze, tanto più tra esponenti politici che, nonostante una lunga e onorata carriera, si erano presentati in un primo momento come "il nuovo che avanza". A distribuire patenti di sfasciacarrozze tal Moretti, consigliere regionale del Pd, che usa parole pesanti dall'alto dell'ampia esperienza di suggeritore di scelte sbagliate nell'agone elettorale goriziano (nel 2007 fu tra coloro che rimediarono una clamorosa batosta non solo da Romoli ma anche dall'allora quasi sconosciuto Forum per Gorizia). In altre parole, chi aderisce al progetto del Pd, accettandone candidato e contenuti, vuole il bene della città. Chi ha altre idee o prospettive, punta allo sfascio e alla distruzione. Bella concezione della democrazia!