lunedì 30 gennaio 2017

Tasse addizionali e trasparenza dei candidati sindaco

Non solo tutti i membri dell’ultima Giunta della Provincia di Gorizia dovrebbero rispondere alle domande formulate nel post "Perché i Cittadini devono pagare delle tasse imposte da una Provincia che non esiste più?", ma tutti i candidati sindaco dovrebbero prendere una chiara posizione a riguardo, perché non si tratta di domande generiche, astratte o metafisiche. Si tratta di politica vera, di quella che si fa sul serio, e che fin’ora è stata fatta troppo spesso senza la conoscenza e l’informazione dei Cittadini.

Inoltre, tutti i candidati sindaco dovrebbero dire: approfitterebbero di un’imposta addizionale, che magari venisse loro offerta al massimo livello dal legislatore e lasciata alla loro discrezionalità? Lo farebbero per quadrare il bilancio, come sostiene Gherghetta a riguardo delle addizionali della Provincia (paradossalmente anche post mortem)? O penserebbero  alla situazione economica dei Cittadini che amministrano, per i quali è meglio limitare l’onere fiscale al minimo indispensabile? Se decidessero di usufruirne, ne parlerebbero apertamente ai Cittadini, facendo un’operazione di reale trasparenza a riguardo della loro decisione? Accetterebbero l’eventuale parere contrario dei Cittadini?

E qualcuno di loro ha chiaro che cosa significhi amministrare nella trasparenza? Purtroppo quest’ultimo è un termine sconosciuto, nella sua vera essenza, nella politica locale. Dei vecchi politici, Romoli e Gherghetta, conosciamo le vecchie abitudini. Ma nulla sappiamo di chi avanza la propria candidatura, lancia parole reboanti, ma nulla sul modo di governare. Chiarire che cosa significa governare nella trasparenza totale è il vero punto focale di una competizione politica centrata sul Cittadino e sui suoi interessi.


Rosamaria Forzi

sabato 28 gennaio 2017

Uniti si vince? E chi l'ha detto...

In un contesto nel quale il numero degli elettori cala di votazione in votazione e ci si appresta a scendere sotto la fatidica soglia del 50%, ci si può chiedere perché o è vietato? Le alleanze strategiche promosse anche a Gorizia in nome dell'assolutamente indimostrabile "uniti si vince" non sono proprio ciò che tiene i cittadini lontani dalle urne? Chi non vuole il PD (e sono tanti!) e gli altri partiti in crisi, chi non vuole aderire a proposte che presentano volti noti da decenni nel panorama politico e istituzionale goriziano, chi è smarrito dalle esperienze romane dei Cinque Stelle, perché mai dovrebbe andare a votare? Allora, ammesso e non concesso che il centro destra, la destra e la lega si presentino uniti, perché non offrire a chi si reca ai seggi una vasta gamma di possibilità? Perché non ritenere il primo turno la vera "primaria" nel corso della quale il cittadino - ogni cittadino non solo l'iscritto o l'attivista del partito o del gruppo politico - propone al ballottaggio il candidato che ritiene migliore? Molti, di fronte a tanti nomi, potrebbero dire: "Avevo deciso di non andare a votare i soliti noti, ma adesso che vedo volti nuovi e nuove offerte programmatiche ho cambiato idea e scelgo di uscire di casa...". Il discorso del secondo turno è tutt'altro e non vale la pena di affrontarlo adesso, tenendo presente che nel passato - e questo sì che è dimostrabile - non sempre gli elettori hanno apprezzato accordi sottobanco non in linea con la proposta progettuale da essi sostenuta al primo turno. Quindi, avanti con le candidature, la diversità è ricchezza. E non si accampino improbabili paragoni con la situazione di paesi nei quali ha vinto insperatamente un centro sinistra/sinistra unito: sotto i 15.000 abitanti il turno è unico ed è logico che qualsiasi divisione porti alla matematica certezza di una sconfitta. 

giovedì 26 gennaio 2017

...Via dei Matti, civico zero

Il candidato civico Collini, in realtà candidato del PD, attira al suo fianco la civica  Cernic, che dopo avere promesso sogni ai goriziani, li fa tornare alla dura e prosaica realtà dell'alleanza con i forti. La balena bianca democristiana, che fagocita tutto e che tutto assorbe, scomparsa dagli oceani mondiali, cerca di difendersi a nord est e nel tentativo di sopravvivere muta e si trasforma come la giraffa che allunga il collo per mangiare le foglioline dell'albero. Contorsionismi, trasformismi e mutazioni genetiche stanno caratterizzando una campagna elettorale che andrebbe vista dal punto di vista scientifico e biologico, darwiniano, più che da quello politico. Come sopravvivere al diluvio? Questa è la domanda fondamentale dei personaggi dell'agone politico nostrano. Ma alla scienza forse è meglio contrapporre la fantasia letteraria. La scienza è arida e spietata: la letteratura invece ci insegna che per fortuna esistono dei capitani Achab, che magari con la gamba di legno, riescono a vincere sul mostruoso cetaceo.
adg

lunedì 23 gennaio 2017

Tasse: "Perché i Cittadini devono pagare delle tasse imposte da una Provincia che non esiste più?"

Tra le Pubbliche Istituzioni e i Cittadini spesso c’è troppa distanza. E’ comprensibile che le Istituzioni si nutrano di tasse per svolgere le loro funzioni, ma a volte si tratta di tasse davvero ingiustificate e di difficile comprensione come le addizionali. 

Certamente le tasse si devono pagare per l’amministrazione dello Stato, degli Enti Locali e in generale per la gestione dei Servizi Pubblici. Quando però alle tasse si aggiungono sovrattasse, cioè imposte aggiuntive come le addizionali, che Regioni, Province e Comuni possono imporre ai Cittadini, occorrono chiare spiegazioni. Ciò che occorre far sapere ai Cittadini è a che cosa servono quei nuovi soldi che vengono richiesti. E poi sarebbe importante capire anche perché queste addizionali vengono applicate in modi quantitativamente diversi dai vari Enti Locali. Del resto ci sono poi Province virtuose che, pur avendone la possibilità, non applicano alcuna maggiorazione ed altre che approfittano al massimo della loro possibilità di porre delle addizionali, come ad esempio la Provincia di Gorizia che non ha esitato ad esercitare la mano più pesante.

Infatti quando si è trattato dell’addizionale sulla tariffa della raccolta differenziata dei rifiuti fissata dal legislatore dallo 0 al 5%, non ha esitato a scegliere quella più alta (5%) abbassandola solo negli ultimi 6 anni dello 0,1% annuo portandola così al 4,4%. Soprattutto, la Provincia di Gorizia non ha preso in considerazione che si trattava di una tariffa già alta per conto suo e seconda in Regione solo dopo Trieste. Forse sarebbe stato necessario dialogare con il Comune di Gorizia per far contenere la tariffa dei rifiuti, prendendo ad esempio il Comune di Udine che ha terza tariffa più bassa di tutto il Paese (165 contro 267 euro a  Gorizia). Oppure sarebbe stato opportuno decidere anche di abbassare o annullare del tutto l’addizionale, visto che ne aveva il potere.

Analogamente quando si è trattato dell’imposta provinciale di trascrizione delle automobili (IPT), sull’imposta di 150,80 euro, ha deciso di scegliere l’addizionale massima del 30% arrivando ad una imposta cumulativa di 196,08 euro, mentre tutte le altre Province regionali hanno optato per una maggiorazione più contenuta (20%) con una imposta di 180,97 euro. Le cifre introiettate dalla Provincia di Gorizia per l’IPT non sono poca cosa; negli ultimi tre anni sono di 9.783.681,52 euro (2.962.636,09 nel 2013, 3.207.303,46 nel 2014, 3613.746,14 nel 2015). Da questo risulta davvero strano che le stesse Entità Amministrative abbiano comportamenti tanto discordanti e soprattutto non controllati da nessuno.

Per quanto riguarda il ricavo annuale dell’addizionale sulla tassa per la raccolta differenziata, per affermazione della stessa Provincia , è stato all’incirca di 700.000 euro annuali. Siccome questa imposizione dura  dal 2005 e cioè da 11 anni, possiamo realisticamente stimare che la Provincia in questi anni abbia incassato 7.700.000 euro. Tra questa cifra e quella introiettata con l’IPT la Provincia di Gorizia ha incassato in questi anni fior di soldi dai Cittadini dell’Isontino, senza contare quelli arrivati regolarmente dallo Stato e dalla Regione. In relazione alle addizionali i Cittadini non trovano nessuna utilità a fronte dei soldi che  vengono loro sottratti e che considerano una tassa sulla tassa, quale realisticamente è.

Non si capisce proprio che cosa abbia fatto la Provincia di Gorizia per i Goriziani, né a proposito degli automobilisti, né a proposito di chi paga la tassa per i rifiuti. A proposito di questa ultima addizionale la legge tra l’altro prevedeva che le Province istituissero altrettanti Osservatori  per i rifiuti. Qualcuno ne ha mai sentito parlare nei programmi del Presidente Gherghetta o dell’assessore all’’Ambiente Cernic o dell’assessore alla Cultura Portelli (ora candidati sindaco)? Un Osservatorio per i rifiuti avrebbe certamente aiutato il Comune a partire meglio nel 2005 con la raccolta differenziata; a tenere  sotto controllo, insieme al Comune, la vertiginosa crescita dei prezzi dal 2005 val 2010. Ed ora a fine mandato, Gherghetta ha recentemente dichiarato di avere in cassa non vincolati 7.200.000 euro.

Di conseguenza sorgono parecchie domande.

La Provincia ha ricevuto più soldi di quanto le accorressero? Per principio ha applicato le addizionali più alte, pensando che sia doveroso sfruttare i cittadini al massimo? Non ha mai pensato, oltretutto trattandosi di una piccola realtà, di comportarsi come altre provincie virtuose, che evidentemente sanno amministrare meglio, sanno rispettare i Cittadini e rinunciano ad addizionali inique e di stampo medioevale? E il massimo della mancanza di rispetto verso i Cittadini dell’Isontino  Gherghetta e la sua Giunta (compresi i presunti candidati sindaco Cernic e Portelli) lo hanno dimostrato nel momento della loro uscita. Sicuramente hanno riscosso le loro spettanze, ma ai Cittadini hanno lasciato coscientemente le addizionali. E non è una mancanza di senso civico chiudere la esperienza della Provincia  e lasciare ai Cittadini addizionali come l’imposta provinciale di trascrizione  e quella su tariffe dei rifiuti da pagare, ma non si sa proprio a chi?
Non sarebbe stato più logico, più giusto, più equo con la chiusura della Provincia “liberare” gli Isontini di queste inutili gabelle, nate come provinciali, ed ora senza destinatari?


Rosamaria Forzi, Forum Gorizia

Concretezza politica e nostalgia democristiana

Colpisce oggi “Il Piccolo” per la struttura delle sue pagine. Nella prima Fain parla delle tasse e addizionali che ogni cittadino pagava alla Provincia in modo elevato e che adesso, chiuso l'ente, non solo non sono state tolte, ma passano alla regione. La Provincia non ha pensato di eliminare le gabelle una volta finita di esistere ed esse sono ereditate dalla Regione ben contenta di percepire crediti cospicui. L'indagine sulle tasse locali e sulla mancanza di trasparenza delle partecipate, e non solo, la conduce da anni la nostra cara Rosamaria Forzi, che fa vedere concretamente come i cittadini siano tenuti all'oscuro di scelte che poi pagano loro. E non sono costi da poco. Nella pagina del giornale accanto c'è l'intervista al candidato sindaco Roberto Collini. Qui si passa dalla concretezza alla parola impalpabile, polisemantica, che dice tutto e il suo contrario. Collini si sente erede della grande storia della Democrazia Cristiana. Davvero difficile in poche righe fare un bilancio di un'esperienza politica che vide sì De Gasperi e Moro, ma pure Salvo Lima e Andreotti, anni in cui si crebbe economicamente ma la corruzione, il legame con la mafia, il sacco urbanistico portarono le conseguenze in cui ci troviamo ancor oggi. In verità della vecchia DC il candidato apprezza che aveva dentro di tutto, per cui al giornalista che lo intervista è lecito chiedere della discussione, mesi addietro, su un possibile listone unico elettorale  che tenesse insieme destra e sinistra per il “bene della città”. Collini non grida scandalizzato alla sola ipotesi di un possibile inciucio, ma parla di un'idea poi tramontata. Il resto dell'intervista è un capolavoro di equilibrismo, per cui “Romoli non ha governato male ma si può fare meglio”, il programma elettorale è “qualità, coraggio e sicurezza”, Ziberna e Collini, giovani delle nostrane periferiche vie Gluck, hanno respirato la stessa aria. Quindi? Dunque? Allora? Ci sarà un'alternativa se vince lui le elezioni o sarà la stessa cosa di prima? E poi quale è il profilo della città che emerge dalle parole del candidato? Come ho già detto in questo inizio di campagna elettorale a politica stiamo a zero. Si parla solo di uomini, di candidati, di passi indietro, a lato, a destra e a sinistra, in un minuetto dove le idee languono o sono indistinguibili. Viva la Forzi che ci indica la strada per protestare contro bollette troppo alte. Questo conta, il resto sono ciacole o giochi di potere.
adg

Al mercato coperto c'è freddo

Mentre si propongono improbabili centri commerciali e si ipotizzano eleganti negozi nel centro urbano, uno dei gioielli goriziani, il Mercato Coperto tra Corso Verdi e Via Boccaccio, è preda del freddo. E passi per gli avventori, scoraggiati dalla temperatura ma pur sempre di passaggio... I venditori sono costretti a vestirsi con i capi più pesanti e a proteggere la merce dal gelo. Inquietante anche la risposta all'ovvia domanda: ma non c'è il riscaldamento? Sì, certo che c'è, realizzato parecchi anni fa. Ma l'aria calda - come si può immaginare - sale verso l'alto per cui un controllo sul soffitto indicherebbe chissà quanto gradi, mentre alla base si rimane - dato dello scorso sabato - poco più su dello zero. Al freddo quindi si aggiunge la beffa, comprensiva delle decine di migliaia di euro che tale sistema di riscaldamento brucia senza alcuna utilità. Si può rispondere all'appello dei venditori che, a loro modo, tengono viva una parte importante della storia della città?

sabato 21 gennaio 2017

Il presidio dello scorso sabato...

Andrea Picco, candidato sindaco del Forum alla prossime amministrative, annuncia la partecipazione del Forum Gorizia, oggi alle ore 10, al presidio antifascista “No ai fascisti della Decima Mas”, in concomitanza con il ricevimento dei rappresentanti dell’Associazione combattentistica in Comune dal parte del Sindaco.
“Sembra incredibile, ma ancora nel 2017 il Primo Cittadino di una Città medaglia d’oro della Resistenza accoglierà in Comune i rappresentanti di una formazione della Repubblica sociale italiana che ha combattuto nelle nostre terre al fianco dei nazisti fino al gennaio del 1945”, dice Picco, “e poco importa se delegherà l’incombenza al malcapitato Vicesindaco. Ma l’incredulità diventa paradosso se si pensa che il giorno stesso, alle 16, avrà luogo la deposizione di una pietra d’inciampo in Corso Italia in memoria di Anna Paola Luzzatto, arrestata dai nazisti il 23 novembre 1943 e assassinata nel campo di concentramento di Auschwitz. La presenza dell’Amministrazione ad entrambe le manifestazioni avrebbe dell’imbarazzante. Attraverso il suo candidato, il Forum Gorizia sollecita tutte le forze politiche che compongono il consiglio comunale e i candidati sindaci della prossima tornata elettorale ad esprimere pubblicamente il loro dissenso per quest’iniziativa dell’Amministrazione, che fatica a prendere le distanze da tutto ciò che riguarda il fascismo, del secondo o del terzo millennio: non si può dimenticare il “saluto Romano” , ossia il benvenuto in città ai militanti di Casapound dell’assessore Romano, direttamente dal loro palco, lo scorso anno.” 

lunedì 16 gennaio 2017

Il Parco Basaglia di domani

L'edificio dell'ex Centro Diurno, interno al Parco Basaglia, è divenuto oggetto di alcuni articoli apparsi sul Messaggero Veneto della scorsa settimana, a causa di un episodio spiacevole. L'azienda sanitaria infatti, senza preavviso, ne ha cambiato le serrature delle porte di accesso, impedendo così alle associazioni che vi hanno sede, di entrare. Sembra per motivi di ridefinizione delle regole di utilizzo dell'edificio, ma certo ciò non giustifica l'arroganza del gesto. Ciò ha provocato lo sconcerto degli interessati, cui hanno fatto seguito gli interventi del dott. Perazza e dell'ex assessora provinciale Cecot sullo stesso quotidiano.

A commento di tali interventi vorrei sottolineare che rimane confuso l'utilizzo che si vorrà fare del Parco e dei suoi edifici. Essendo di proprietà della Provincia per la maggior parte della sua superficie, nei prossimi mesi ne verrà individuato il nuovo ente proprietario e di conseguenza anche la sua identità futura.
Tale decisione non può non tener conto che il Parco Basaglia appartiene alla città e alla sua storia. Non è ragionevole che i futuri progetti per il Parco vengano gestiti dall'Azienda Sanitaria, o da sue ex figure dirigenziali, con una facciata di apertura garantita dal coinvolgimento delle poche associazioni che lì hanno sede.

La rivalutazione del Parco Basaglia va necessariamente pianificata all'interno di una visione d'insieme della città e in ciò va coinvolto come primo portatore di interessi il Comune, in rappresentanza dei cittadini.
Il Parco venga valorizzato come area urbana di interesse naturalistico, da collegare con percorsi ciclo-pedonali alle aree verdi circostanti (via Terza Armata, il parco dell'ex ospedale civile, l'area ciclabile di Sempeter).
Vengano definiti, al suo interno, degli spazi di aggregazione, per la socialità e la crescita culturale dei Goriziani, con biblioteche e luoghi per conservare la memoria dell'esperienza basagliana nella nostra città.

Rimane tuttavia drammatico il problema delle persone con sofferenza mentale, alle quali, nonostante che la legge 180 e le successive leggi applicative riconoscano il diritto a servizi essenziali quali un servizio ospedaliero per il trattamento delle acuzie, dei centri diurni per percorsi terapeutico-riabilitativi, e un servizio di coordinamento fra gli interventi sanitari, socio-riabilitativi e di assistenza sociale, a queste persone oggi viene offerto un CSM "povero" gestito da un'unica equipe, con tutti i suddetti compiti sovrapposti, entro i quali troppo poco è il tempo dedicato agli utenti.

Aggiungo che l'edificio dell'ex Centro Diurno forse va definito più come "sede di alcune associazioni", piuttosto che Centro Diurno, mancando una progettualità d'insieme, gestita e monitorata dal personale dei servizi di Salute Mentale, all'interno della quale i volontari, il cui lavoro è senz'altro encomiabile, avrebbero un ruolo di collaborazione e non di responsabilità diretta. 

Daniela Careddu

Dalla classifica 24 ore: forza Forum...

La classifica del gradimento dei sindaci dei capoluoghi di provincia italiani (Il Sole 24 ore) mette in evidenza un ulteriore peggioramento del primo cittadino di Gorizia rispetto all'anno precedente. Dal non proprio onorevole 53mo (101 sono i concorrenti) è sceso addirittura al 60mo posto. Proprio per par condicio e per il principio del "mal comune mezzo gaudio", occorre dire che ha preceduto di ben venti piazze il malinconico sindaco di Udine al tramonto (80mo!) rimanendo molto lontano dai colleghi Dipiazza (47mo) e Ciriani di Pordenone (addirittura 20mo, questione migratoria docet e preoccupa!). Al primo posto c'è Chiara Appendino, al penultimo Virginia Raggi, come a dire che al di là degli schieramenti politici conta sempre molto il fattore umano. Insomma, a qualche mese dalle nuove elezioni, anche Il Sole 24 ore decreta la necessità per Gorizia di un urgente cambiamento radicale, non tanto delle persone, soprattutto dei programmi, degli stili di trasparenza e partecipazione, degli atteggiamenti politici. E chi pensa che le amministrative saranno un derby tra Collini e Ziberna, scorra con attenzione la lista delle appartenenze dei sindaci italiani: è una conferma clamorosa della fine del bipolarismo centro sinistra/centro destra e della conseguente concatenazione di risultati imprevedibili e sorprendenti. In altre parole, la partita è tutta da giocare!

sabato 14 gennaio 2017

Bronzo's faces

Incredibile destra!Promette ora quello che non è riuscita a realizzare nei 10 anni precedenti! Devetag, prontamente allineato con Ziberna, reclama un rilancio della cultura dopo che negli anni in cui era assessore tra i più zelanti di Romoli giurava sul Castello volano del turismo e sul festival della falconeria. In degrado il primo, sventrato anche dall'ascensore, e di falchi neppure l'ombra. Del Sordi nel suo programma presentato alla stampa promette di incentivare le celebrazioni del centenario della prima guerra mondiale, cioè del più grande flop della storia culturale della città. Cosa si è fatto per la ricorrenza (2014) di cui si sapeva da anni? C'è stata qualche iniziativa che abbia visto protagonista il nostro Comune? Si è forse realizzato un progetto turistico e didattico che avrebbe potuto portare sui luoghi della guerra centinaia di turisti e scolaresche? Tanto poco si è fatto che addirittura se ne è parlato in un convegno alla Fondazione cassa di Risparmio (assenti ovviamente assessori e sindaco) che aveva come oggetto “l'occasione persa” della ricorrenza! Da noi infatti  si fanno i convegni su cosa NON si fa. Unici e straordinari politici goriziani che hanno come motto “niente fatti, solo ciacole”
adg

venerdì 13 gennaio 2017

Al freddo e al gelo...

Opportuno un commento al post precedente: ieri pomeriggio e sera il Pronto Soccorso dell'Ospedale Civile di Gorizia sembrava, a detta di chi malauguratamente lo ha frequentato "un ospedale di guerra". Decine e decine di persone hanno dovuto infatti rivolgersi al personale sanitario perché vittime di cadute provocate dal sottile strato di ghiaccio disteso soprattutto sui marciapiedi: braccia, gambe, anche volti messi a dura prova dall'inganno di una vera e propria infida lastra di vetro. Si poteva evitare tutto ciò? Probabilmente sì, dal momento che le previsioni davano per certo un simile fenomeno, compresa la stranezza della pioggia caduta con una temperatura inferiore allo 0. Davvero la salute di tutti dovrebbe essere al centro delle attenzioni politiche, tenuto conto anche delle trasformazioni urbanistiche del centro e dei lavori pubblici di abbellimento della città: il porfido nuovo, bianco e scuro, in caso di gelo si trasforma in una vera e propria pista di pattinaggio, con tutto ciò che ne consegue...

giovedì 12 gennaio 2017

La Corazzata Poteromkji


Ben 8 liste sembra si organizzino a sostenere il candidato a sindaco Ziberna, che si mostra sicuro di sé e che - dice in un'intervista -  con Collini farebbe una partita a carte, con gli altri della sinistra neanche a rubamazzetto, perchè tanto non contano nulla. Come erano fedeli a Romoli, gli stessi passano ora a Ziberna, vecchi generali che gli dovrebbero portare un carico di successi e di vittorie ottenute in città. Invece per dieci anni di quelli che hanno amministrato si sa poco o nulla. Quali sono gli obiettivi raggiunti, le proposte politiche, le discussioni avviate? Invece del bottino in battaglia la truppa di Romoli- Ziberna dovrebbe mostrare le ferite: povertà dilagante, disoccupazione, commercio in crisi, nuovi e inutili supermercati, ascensori nel deserto, gente che scappa dalla città, istituzioni storiche (Istituto di Musica) fallite e chiuse. Un esercito allo sbando accompagnerà Ziberna, unito solo da un collante: mantenere la sedia da assessore, presidente, consigliere o qualunque cosa sia, pur di non tornare nel cono d'ombra che li angoscia. Per questo sono disposti a tutto: a fabbricare fotomontaggi da mettere sul giornale in cui appaiono come unici leader, a ritrovare la vis polemica di quando erano assessori alla cultura e parlavano del volano culturale del castello, alcuni sono disposti persino a passare dal PD a Sel al centro destra, o da Grillo ad Oreti. Insomma, come vediamo, una corazzata seria, coerente, preparata, dalla morale adamantina, ma soprattutto che può vantare solidi risultati dopo 10 anni di NON governo e che lealmente auspica che Romoli entri di nuovo in Parlamento. 
adg

domenica 8 gennaio 2017

Montale docet

Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo,

splendidi versi di Montale, da mettere in esergo (guarda dizionario) alla medaglia che l'amministrazione successiva consegnerà all'attuale. In effetti sono più le cose che la giunta non ha voluto che quelle che ha desiderato e realizzato. Ma lo smacco più clamoroso è il convegno di venerdì prossimo alla Fondazione, dove illustri storici, tra l'altro contattabili perchè vivono vicini a noi, discuteranno sulle NON celebrazioni della prima guerra mondiale a Gorizia, cioè sul come la nostra giunta NON abbia sfruttato l'occasione - anche turistica, oltrechè storico culturale – di portare visitatori in città, NONostante i luoghi importanti della prima guerra siano qui. Ma sarebbe troppo facile individuare nel sindaco unoetrino che ha voluto tenere per sé un assessorato strategico nell'anno del centenario la colpa esclusiva, perchè ci si potrebbe chiedere: e la giunta dov'era? Il suo partito? Cosa ha fatto per stimolare il primo cittadino a passare l'incarico della cultura a qualche persona un po' più attiva? Ma forse era anche essa un NON giunta? 
adg

giovedì 5 gennaio 2017

Claudio Bulfoni, un ricordo triste e grato...

Gorizia ha salutato oggi uno dei suoi più amati personaggi. Non si tratta certo di un uomo cercatore  di ribalte o di titoloni sui giornali, ma di un serio, colto e coscienzioso servitore della vita e della cultura cittadine. E' Claudio Bulfoni, indimenticato vigile urbano prima della pensione e poi vera e propria "anima" della Sinagoga di Gorizia. Del luogo di raduno ebraico e del "ghetto" circostante Claudio conosceva veramente tutto e strabiliante era la sua capacità di entusiasmare e interessare tutti - dai più anziani ai più piccoli - con i racconti, gli aneddoti e un gusto speciale per i particolari. Con lui la storia - affascinante e tragica - della comunità ebraica di Gorizia, tornava a farsi presenza e vita. Oltre all'indole del vero uomo di cultura - saggio e proprio per questo umile e capace di trattare tutti con lo stesso rispetto e con la stessa passione - di lui si ricorderà sempre la naturale gentilezza, la simpatia innata, il sorriso sincero sfoderato in ogni momento di incontro. La città si scopre davvero più povera e si stringe - e noi del Forum con essa - attorno alla moglie Marta e al figlio Alberto, in un ricordo colmo di ammirazione e di gratitudine.
Andrea Bellavite

mercoledì 4 gennaio 2017

La post verità dell'assessore

Dicesi post verità quello che in passato si diceva bugia o più volgarmente palla. Alle post verità è da tempo che ci ha abituati questa giunta. L'esempio eclatante: lavori dell'ascensore? Termineranno nel 2017! Adesso ci dicono che la costruzione del nuovo supermercato Coop in via Boccaccio non sarà assolutamente la pietra tombale dei negozi del centro (quelli che ancora rimangono) ma anzi, al contrario, sarà un volano per l'economia, esattamente come doveva essere l'ascensore. Ora non c'è persona che si informi che non sappia che la proliferazione dei supermercati, uniti alle vendite online, hanno cannibalizzato il piccolo commercio e che la nostra regione è tra le prime in quanto a cementificazione del suolo. In termini occupazionali il lavoro che danno i supermercati, spesso precario o malpagato, non ripaga della perdita economica della chiusura di un negozio. Quindi altrochè rivitalizzazione del centro! Qui chiuderanno tutti, tranne i negozi, tutti uguali, che riempiono ormai i centri storici tutti uguali delle città italiane. Progetto Leonardo di sviluppo di un centro commerciale urbano diffuso? Macchè. Altri supermercati che si aggiungono ai tanti che Gorizia ha in centro e in periferia e che vendono tutti le stesse cose. 
adg

martedì 3 gennaio 2017

Kátastropha

Se si sommano le critiche di Giuseppe Cingolani e Antonio Devetag (mai visto così critico verso un sindaco che osannava fino a quando è stato assessore alla cultura nella sua giunta) dell'amministrazione Romoli non si salva praticamente nulla. Anche i successi citati da Cingolani, la Pipistrel e il Gect, francamente non possono soddisfare. Sarebbe molto interessante comprendere chi sono i “vandali” che sistematicamente sfondano la fabbrica e che certo non sono ragazzi che hanno alzato il gomito. Del Gect, oltre che parole, finora si è visto poco o nulla. Per il resto, oltre al fiuto politico del sindaco, che al cittadino cale molto poco, e le tasse locali invariate, le critiche mettono in evidenza una politica cittadina cui manca una bussola, un progetto. La cosa che però sorprende è che nessuno dei due uomini politici citi l'errore più macroscopico del decennale governo cittadino di centro destra: l'ascensore al castello che è costato sinora 8 milioni di euro e su cui bisognerebbe istituire una commissione consiliare d'indagine per comprendere bene le responsabilità. Cingolani su questo è intervenuto; è comprensibile invece che Devetag ne taccia, perchè l'ascensore, secondo quanto sosteneva da assessore, sarebbe stato il volano della crescita della cultura cittadina con epicentro appunto “il maniero” che ormai, come tutti vedono, è in stato di degrado e di abbandono. Poichè però le responsabilità sono di 10 anni di amministrazione, in cui per i 5 anni precedenti c'era stato “l'allineamento dei pianeti”, come lo chiamava il sindaco, cioè l'omogeneità delle giunte regionali e locali, possiamo dire che il centro destra ha fallito clamorosamente il governo della città e che l'amore “sviscerato” di chi l'ha sostenuto non può far dimenticare ai cittadini la pochezza dei suoi risultati. 
adg