sabato 31 dicembre 2016

Twenty top ten (con un limite)

Non poteva mancare il nostro amato Presidente nella top ten delle 20 persone che hanno lasciato un segno nel 2016. Andrea Bellavite, scrittore, camminatore, uomo di cultura e giornalista sarebbe stato un ottimo sindaco di Gorizia: avrebbe portato la città ad una maggiore apertura e modernità che ci avrebbe fatto conoscere oltre le sponde dell'Isonzo. Giustamente gli astuti aiellesi non se lo son lasciato scappare. Noi del Forum prepariamo in cucina deliziosi manicaretti, sforniamo personaggi in gamba, senza i difetti dei politici locali – narcisismo, trasversalità paracula, sinistra ton sur ton, baciapilismo de sacrestia – ma i nostri concittadini hanno il palato rovinato dalla polpette indigeste e stantie e dal tavernello in tetrapack che ingurgitano da 70 anni. Ma noi non ci arrendiamo e continuiamo a proporre novità da leccarsi i baffi, perchè tanto sappiamo che se qui non avranno successo, saranno richiestissimi altrove. Un'ultima amara osservazione. Come è possibile che tra i 20 ottimati non ci sia una donna? Possibile che non ci distinguiamo mai in niente? O passiamo troppo tempo ai fornelli?
adg

Yin e Yang

Ecco come il Maestro cinese spiega ai cittadini goriziani, in procinto di votare, la cristallina presenza nell'Unico di due aspetti apparentemente contraddittori.

Primo esempio: la coppia civico/ ingrato. Un tempo -spiega il Maestro- civico significava “che appartiene ai cittadini, della città”, oggi, come il giorno trascolora nella notte e la notte nel giorno, civico significa politico che, messa nel cassetto la tessera che gli ha garantito prestigio nella pubblica amministrazione, rinnega il piatto che pur gli consente di ricandidarsi come civico nella pubblica amministrazione per ottenere uguale prestigio.
Secondo esempio: sinistra/do cojo cojo. Un tempo sinistra significava schieramento che tutelava gli interessi delle grandi masse di deboli per garantire uguaglianza ed equilibrio sociale; oggi significa schieramento che garantisce equilibrio elettorale alle liste civiche che rappresentano gli interessi massicci dei grandi della città. Nel vedere come il bianco diventa nero e il nero muta nell'opposto, i discepoli rimasero muti e meditarono sul grande Mistero della Vita e sulla difficoltà a mantenere la Retta Via. cin-cin.

venerdì 30 dicembre 2016

Andrea Picco è la vera novità vincente

Le tradizionali proiezioni di fine anno sul futuro scenario politico goriziano suscitano una forte sensazione di "già visto". Immaginare, come attribuito oggi dal quotidiano locale a uno dei candidati sindaco, un ballottaggio Portelli-Ziberna significa infatti non avere alcuna consapevolezza della disillusione quasi generale degli elettori, certamente molto più attratti dai movimenti realmente "civici" piuttosto che dalle strategie dei soliti (da decenni!!!) noti. E pensare, come prevede lo stesso Ziberna, un patto nascosto Collini (sindaco), Portelli (vicesindaco), Cernic (assessora), vuol dire correre con lo sguardo alla data del giornale per scoprire se per sbaglio non si sia incappati in un'edizione di venti anni fa. L'auspicio è che la campagna elettorale faccia presto un salto di qualità e si "modernizzi", parlando a quell'oltre 50% degli aventi diritto che non va più a votare perché non si sente rappresentata da nessuno. E, piaccia o meno, nel panorama attuale l'unica vera novità, dal punto di vista dei contenuti e delle persone, è la proposta del Forum per Gorizia: Picco sindaco, sostenuto da una coalizione politica varia, includente comitati e movimenti civici ma aperta all'apporto di tutti coloro che vogliono una vera svolta innovativa per la città, è la possibilità di uscire dalle paludi e dalle sabbie mobili del passato. Volti nuovi, freschezza propositiva, apertura al dialogo concreto internazionale, città a misura di ogni cittadino.
ab

mercoledì 28 dicembre 2016

Le affermazioni dell’Assessore all’Ambiente sul caso “Costi spazzamento e lavaggio strade 2005-2016”

Dopo oltre due mesi di silenzio ufficiale da parte della Giunta Comunale di Gorizia in relazione alla nostra interrogazione del 01.09.16 all’Assessore all’Ambiente Del Sordi e al Sindaco Romoli sulla voce “CSL – Costi spazzamento e lavaggio strade” del Piano Finanziario relativo alla tassa sui rifiuti del Comune di Gorizia (negli anni denominata TIA, TARES e TARI, rispettivamente fino al 2012, nel 2013 e dal 2014), il 07.11.16 abbiamo appreso dal quotidiano Il Piccolo, nell’articolo a pag. 29 intitolato “Pulizia sagre e fiere, pagano i cittadini”, che l’Assessore all’Ambiente Del Sordi, intervistato dal giornalista e autore dell’articolo Fain a proposito della nostra interrogazione e della relativa richiesta di dati, commenta le nostre osservazioni sul sospetto incremento dei costi affermando: “La verità è un’altra: le spese sono sì salite ma perché i goriziani sporcano molto. Ci sono rifiuti dappertutto.” Reagendo ad una serie di nostre domande riprese dal giornalista e relative al fatto se siano i goriziani a pagare i costi delle pulizie dopo manifestazioni straordinarie come “Gusti di frontiera” e Fiera di Sant’Andrea, Del Sordi risponde come segue: “Prima capitava proprio così: lo smaltimento di tutti i rifiuti prodotti in feste e sagre veniva imputato al cittadino. Poi, con il nostro arrivo all’amministrazione della città, le cose sono cambiate e a pagare sono gli organizzatori. Riguardo “Gusti di frontiera” a pagare, nella fattispecie, è il Comune di Gorizia che organizza la manifestazione. Quest’anno la cifra ha superato abbondantemente i 20mila euro. L’aumento dei costi, semmai, è determinato dal fatto che sono aumentati gli “sporcaccioni” in città. Abbiamo e stiamo effettuando più passaggi di raccolta per tenere pulita la città. Più che Gusti di frontiera, il Forum per Gorizia dovrebbe prendersela con chi sporca la città, non utilizza i cestini dei rifiuti, lascia i rifiuti dove capita.” 
Le affermazioni fatte alla stampa da Del Sordi, fra l’altro non smentite e quindi assecondate dal silenzio del Sindaco Romoli nei giorni a seguire, sono ben lungi dall’essere una risposta formale, circostanziata e corredata dai dati e dai documenti richiesti nella nostra interrogazione del 01.09.16, che ricordiamo è stata fatta con esplicito riferimento al Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle amministrazioni pubbliche: piuttosto generiche e approssimative, tali affermazioni sono anche particolarmente evasive, al punto che, se l’ingiustificata mancanza della dovuta risposta formale alla nostra interrogazione ci aveva semplicemente delusi, le affermazioni fuorvianti e le relative accuse tendenziose fatte dall’Assessore all’Ambiente ai cittadini hanno offeso il nostro senso civico. A seguire le ragioni nel dettaglio.
Da una parte, Del Sordi parla di un non preciso “prima” e di un “poi” relativo al “nostro arrivo all’amministrazione della città” a riguardo del passaggio di attribuzione dei costi degli eventi straordinari dai cittadini agli organizzatori degli eventi in questione – invece di specificare puntualmente in base a che delibera di quale Giunta Comunale (Romoli I o Romoli II), in quale anno ciò sarebbe avvenuto e soprattutto nel bilancio comunale di che anno ciò sarebbe divenuto effettivo. Il dato temporale trascurato da Del Sordi è un dettaglio tutt’altro che irrilevante e realmente fondamentale per poter capire con documentata certezza da quando e come (ovverosia se in modo positivo o negativo dal punto di vista delle tasche del contribuente goriziano) i costi relativi alla voce di costo “interventi straordinari” avrebbero influenzato il capitolo di spesa “CSL – Costi spazzamento e lavaggio strade” nel Piano Finanziario relativo alla tassa sui rifiuti del Comune di Gorizia tra il 2005 (anno di inizio della raccolta differenziata e conseguentemente “anno zero” per la nostra indagine) ed il 2016.
D’altra parte, offendendo e colpevolizzando in modo piuttosto indefinito e generalizzato i cittadini goriziani, che definisce “sporcaccioni” e pertanto sempre più maleducati, e che addita senza mezzi termini come particolarmente irriverenti del bene e del suolo pubblico, l’Assessore parla genericamente di un aumento dei “passaggi di raccolta” che il personale di Isontina Ambiente dovrebbe fare per reagire al comportamento inadeguato della cittadinanza e le sue immondizie selvagge – invece di precisare e supportare la sua affermazione con cifre, dati e fatti documentati e comprovabili, come suggerito dal buon senso ma anche e soprattutto dai D. Lgs. n. 33/2013 e D. Lgs. n. 97/2016 su pubblicità e trasparenza della pubblica amministrazione. Altro che trasparenza, questa è opacità vera e propria. Senza sfoggiare alcuna prova delle sue affermazioni, Del Sordi scarica infatti con notevole disinvoltura anche la benché minima responsabilità dalla gestione del Comune di Gorizia e di Isontina Ambiente per lo sproporzionato e sì vertiginoso aumento del dato di costo annuo in questione del 211,97% dal 2005 ad 2016, giustificando ben 475.587,90 euro di spese annuali in più rispetto al già rispettabile livello di 424.739 euro annui del 2005 per lo stesso capitolo di spesa CSL, e per un totale di 900.326,90 euro annui nel 2016; e ciò nonostante una città fondamentalmente immutata nella sua topologia urbana e ben 1.574 residenti in meno (ovvero un calo documentato della popolazione da 36.418 residenti il 31.12.05 a 34.844 il 31.12.15, ultimo rilevamento Istat disponibile, e quindi pari al -4,32%), da cui a rigore ci si dovrebbe attendere una diminuzione o per lo meno un non aumento dei costi – o al massimo, e solo nel caso peggiore, un aumento dei costi non slegato dall’inflazione che, sempre secondo i dati Istat, tra il 2005 ed il 2016 compresi (valore medio annuo per il 2016 all’ultimo rilevamento di ottobre) è cresciuta mediamente solo del 1,54% annuo e non certo del 10,18% annuo (che è un multiplo del fattore 6,61 del suddetto dato medio dell’inflazione), come è invece accaduto alla voce di costo CSL negli 11 anni di pianificazione finanziaria successivi al “Piano Finanziario TIA 2005”. I dati si commentano da sé. Le parole dell’Assessore anche.
E noi stiamo ancora aspettando da Assessore all’Ambiente e Sindaco una risposta ufficiale con i dati ed i documenti richiesti nella nostra interrogazione del 01.09.2016 a riguardo dei dettagli della voce di costo CSL.


Rosamaria Forzi, Forum per Gorizia, Tomaso Forzi, Indipendente

sabato 24 dicembre 2016

Electoral confusion

Ciò che genera confusione nell'inizio di questa campagna elettorale non è tanto il numero di candidati (il primo turno funziona esso stesso come primarie, al secondo si discuterà ed è meglio adesso che l'elettore possa scegliere tra più opzioni) ma una cosa più importante: la politica. Oggi tutti sono civici, anche persone che per ricoprire cariche istituzionali e politiche hanno dovuto avere la tessera fino ad un secondo prima. Chiariamo una volta per tutte:civico non significa apolitico, ci mancherebbe, significa fuori dagli schieramenti politici tradizionali in cui altri hanno legittimamente militato sino a 24 ore prima della discesa in campo. Altro elemento di confusione sono i vecchi partiti che tornano imbellettati per sembrare giovani e slegati dal potere, nascondendo i vecchi simboli politici che ormai sono zavorra. Infine ci sono candidati che la gente crede, almeno un po', di sinistra e che invece, all'ultimo momento, passano allo schieramento opposto che appoggia Ziberna. 
Insomma ne vedremo delle belle, e siamo solo all’inizio.

adg

martedì 20 dicembre 2016

La Fuffa di Rosazzo.


Come volevasi dimostrare la magistratura ha chiuso l'inchiesta sulla cosiddetta foiba di Rosazzo, perché non c'è alcun elemento concreto che dimostri l'esistenza di 200-800 morti uccisi dai partigiani in quella sede, come invece sosteneva con accanimento il presidente della Lega nazionale di Gorizia. Dunque è stata appoggiata e finanziata una “missione” di studio a Roma, facilitata da politici locali, finanziata dal sindaco e poi sbattuta con una serie di articoli sensazionalistici su un quotidiano locale, del tutto inutile e propagandistica. Non ci voleva molto a capire che si trattava di una bufala, la quale è stata subito smascherata dall'analisi dei documenti e denunciata dall'ANPI e da storici locali, infine sbugiardata da uno dei componenti del terzetto di studiosi. Si è trattato del solito tentativo che, con scadenza annuale, si ripete per denigrare le donne e gli uomini che hanno combattuto, con grandi sacrifici personali, una guerra contro tedeschi e fascisti. Adesso speriamo che qualcuno si assuma la responsabilità di un procurato allarme, dell'offesa ai partigiani che non c'entravano, del dolore ai parenti ancora vivi di Vanni e Sasso, neanche presenti nella zona al momento dei fatti inesistenti a loro imputati. E' ora di finirla con manipolazioni, falsità e propaganda fatta da persone che non hanno a cuore la storia di queste terre, ma solo un immediato tornaconto politico e una piccola visibilità personale fatta sulla pelle di altri.

adg 

Contro la violenza, la nonviolenza...

Quanta tristezza, un altro simbolo viene trascinato nel vortice del terrorismo e della violenza globale! Con una sequenza da film dell'orrore un enorme camion nero irrompe tra i mercatini di Natale a Berlino e semina distruzione e morte. Solidarietà alle vittime di questo ennesimo sfregio all'umanità, ai loro parenti e al popolo tedesco! E' difficile non pensare alla guerra, a quella terribile che da decenni insanguina quotidianamente il Medio Oriente e che raggiunge le prime pagine dei nostri interessi solo quando ci si chiede che fare delle maree di profughi che cercano di fuggire dall'inferno; a quella subdola che genera il panico nell'apparente tranquillità delle metropoli dell'Europa e negli altri luoghi tipici del ricco Occidente. Come sempre, the day after, ci si straccia le vesti cercando responsabilità, profondendosi in analisi, invocando vendetta. Si intensificano le distanze tra le parti, si rafforzano i "noi" chiamati a resistere contro i "loro". Si strumentalizzano le naturali paure e si propongono improbabili generalizzazioni dell'avversario di turno. Insomma, si fa quello che caratterizza ogni guerra, si "costruisce" il nemico per poterlo combattere e si temono le armi prodotte dalle industrie degli stessi Paesi colpiti. C'è un'alternativa al "se vuoi la pace prepara la guerra"? L'alternativa c'è ed è una sola, quella del rifiuto sistematico e pratico di ogni violenza fisica, forza questa in grado di disinnescare qualsiasi bomba confezionata dalla miseria e dal desiderio di vendetta. E' tempo di riprendere la lezione di Gandhi dove lui l'ha lasciata, all'indomani di Hiroshima e Nagasaki: l'inizio dell'era nucleare non indebolisce, ma convince ancor di più che l'unica via per garantire un futuro all'umanità è quella della nonviolenza attiva.
ab

lunedì 19 dicembre 2016

Riflessione di Natale (dal periodico Tam Tam)

Fra tutti i giorni dell’anno, quello di Natale sintetizza meglio la contraddizione tra la bellezza e la drammaticità dell’umana esistenza.
Ciò vale fin dall’inizio, raccontato nei miti evangelici di Matteo e Luca. La poesia della nascita di Gesù nel caravanserraglio di Betlemme evidenzia la delicata partecipazione dei poveri pastori e l’ottusa chiusura dei palazzi del Potere, ma anche la scarsa lungimiranza del misero gestore dell’”albergo” e l’omaggio da parte dei potenti magi d’Oriente. La gioia di Maria per una nuova vita è temperata dal persistente dubbio di Giuseppe su una maternità poco comprensibile. E che dire della rabbia degli abitanti della città di Davide, travolti da un fiume di sangue scaturito da una crudele strage di infanti mentre la sacra famiglia ha evitato il massacro non trovando di meglio che fuggire senza avvisare nessuno, verso l’Egitto? Anche il calendario liturgico cristiano ci mette del proprio, unendo la celebrazione del Natale a quella del giorno dopo, dedicata a Stefano, primo discepolo di Cristo lapidato a causa della propria fede.
Questa sensazione di equivocità attraversa lo spazio e il tempo. Il freddo e il gelo del solstizio si mescolano con la speranza della rinascita del Sole. Il senso di rinnovamento e di speranza in un nuovo inizio continuano a riproporre antichi riti e a generare nuovi gesti. Il trionfo del Sole invincibile viene sostituito dall’attesa del ritorno del misterioso Mitra dal copricapo frigio, Papa Leone quasi istintivamente fissa in questo giorno la memoria dell’inizio dell’epopea cristiana, la postmoderna civiltà dei consumi si scatena nell’ondata pubblicitaria più remunerativa dell’anno. E mentre il focolare riunisce le famiglie disperse nel calore delle chiese dove nella notte si espandono gli inni commoventi, la solitudine provoca una tristezza inconsolabile in chi non ha nessuno con il quale festeggiare, in chi ricorda un proprio caro strappato alla vita, in chi si rode nella gelosia ossessiva pensando dove e con chi stia festeggiando la ex o l’ex ormai per sempre perduti.
Anche la politica riesce a lasciare il proprio zampino nella temperie natalizia. Non c’è anno in cui non si scateni la polemica sul presepio, sostenuta dagli opposti estremismi: quello dei pasdaran dell’integralismo cattolico secondo i quali la statuetta del bambino Gesù deve essere la linea del Piave di un’identità minacciata dall’arrivo di nuovi popoli e culture; e quello dei partigiani di un’iconoclastia “senza se e senza ma”, convinti che nello Stato laico non debba trovare cittadinanza alcun rimando a forme e tradizioni religiose, qualunque sia la loro provenienza.  Nei percorsi formativi ed educativi validi insegnanti tentano interessanti vie di inclusione piuttosto che esclusione invitando i propri studenti a condividere la ricchezza delle abitudini dei riti, dei miti e elle visioni ideologiche delle rispettive famiglie. Tanti sedicenti politici si proiettano invece in improbabili arzigogoli filosofici e teologici dove crocifissi e presepi vengono branditi contro i nuovi arrivati nella venefica illusione di poterli ricacciare nel dolore della guerra o della fame.
E allora, in questo coacervo, che cosa rimane? La certezza della Vita, quella di Gesù è la memoria di una nascita, della fiducia umana – e per chi ci crede della fede nel trascendente – nella forza irresistibile dell’”esserci” che continua, si trasmette nella consapevolezza della sua bellezza e della sua tragicità. La Vita che si intreccia con la Morte in una danza permanente che ha avuto il suo inizio misterioso nella notte della preistoria del Mondo o del nostro concepimento e che un giorno avrà fine, nella fusione del Sole divenuto supernova o nella nostra “sorella morte corporale dalla quale nullo homo può skappare”.
Forse tutto questo ha un senso e forse no, è comunque nella domanda esistenziale, nell’attesa di una risposta e nel desiderio di una pace in grado di conciliare gli opposti, che trova ancora una direzione l’umano procedere. In questo Cammino ha ancora un valore augurarsi reciprocamente un “buon Natale!”.
Andrea Bellavite

domenica 18 dicembre 2016

La Bomba proletalia.

Non ho visto nelle foto pubblicate su fb né il sindaco di Gorizia,  né un suo rappresentante alla fiaccolata di sostegno al sindaco Enrico Bullian di Turriaco, al quale è stata appesa ad un albero una molotov con un cartello che gli “sconsigliava” di accogliere un gruppetto di profughi nel suo comune. Altri sindaci hanno accolto e altri si preparano a farlo, realizzando così, come Gorizia chiede da tempo, l'accoglienza diffusa: piccoli numeri in tante realtà consentono di fare programmi di inserimento concreti, mettendo i richiedenti asilo nelle condizioni di svolgere lavori socialmente utili, come l'assistenza agli anziani a Cormons. Grandi assembramenti non consentono progetti realizzabili. L'accoglienza diffusa, che da anni chiede il prefetto e il sindaco Romoli, se attuata da tutti come sostiene l'Anci, eviterebbe gli ingestibili assembramenti che creano disagio a rifugiati e cittadini. Questa è l'unica strada possibile, visto che le guerre, la miseria e le disuguaglianze non solo non diminuiscono, ma si allargano e si centuplicano. La molotov messa a Turriaco cosa esprime? La solita violenza e irrazionalità di chi pensa che la crisi sia dovuta all'immigrazione e non a problemi finanziari di diversa natura. La molotov è una bomba proletalia perchè induce letalmente a pensare che il problema economico e sociale stia in quelli che sono vittime come noi di un sistema più complesso e ingiusto. Sono sicura dunque che il nostro sindaco si senta vicino a Bullian e ne abbia condiviso il discorso. 
adg



lunedì 12 dicembre 2016

Schiaffi referendari

Incredibile che Maria Elena Boschi, la madrina della riforma costituzionale che per un anno ha tenuto il paese in uno stallo, che ha prodotto l'Italicum inapplicabile, che ha diviso il paese in fazioni perdendo clamorosamente, sia confermata nel ruolo di ministro. Se l'intenzione di Gentiloni era quella di svelenire il clima del paese, mai scelta fu meno azzeccata. Il governo non tiene neppure formalmente conto della volontà dei cittadini e del loro desiderio di cambiare classe dirigente. Adesso il paese sarà attraversato da cortei di leghisti e grillini e piomberà in una campagna elettorale infuocata. Almeno la Boschi, con la sconfitta sul groppone e banca Etruria da sanare, potevano farla stare ferma per un giro.
adg

Lo Struzzo Democratico

Davanti ad un risultato così sconvolgente, come il trionfo del No sul Si al referendum, tutti si sarebbero aspettati che il PD, che per bocca del suo presidente si era speso in modo dissennato su questo tema, facesse un'analisi del voto, per esempio pensando a come mai i giovani, gratificati dal bonus per i 18enni (dato indistintamente a ricchi e poveri), abbiano votato compatti no, oppure perchè il partito abbia perso il consenso degli insegnanti, dei precari, anche se con loro ha fatto il gioco delle mancette. Comunque, al di là dell'analisi del voto, utile sarebbe stato approfondire lo stato del partito, aprire un dibattito serio sulla sovrapposizione delle cariche (Renzi e Serracchiani hanno dimostrato che non funziona e che li danneggia anche a livello d'immagine perchè ruolo politico e istituzionale è bene che rimangano divisi). Insomma di carne al fuoco ce n'era parecchia: invece sia nella direzione nazionale che, a quanto pare, nell'assemblea regionale, non si è discusso di nulla, se non a chi far pagare le responsabilità politiche delle numerose sconfitte; alla Grim o all'intero gruppo dirigente? Preliminare sarebbe stato, prima di discutere della pena, parlare delle colpe. Invece silenzio, rimando, esitazione, paralisi. In questo modo il PD si sta assumendo una responsabilità molto grande: quella di favorire il totale distacco e sfiducia dei cittadini nei confronti dei partiti, incapaci non solo di rinnovarsi, ma anche di parlare.
adg

giovedì 8 dicembre 2016

Contro il fascismo, oltre ogni frontiera

“Contro il fascismo, oltre ogni frontiera” ricostruisce le vicende di una delle famiglie più in vista del monfalconese, i Fontanot. La famiglia è parte integrante dell'antifascismo al confine orientale e di quello europeo. Un ramo di essa rimane a Ronchi dove i fratelli Vinicio, Licio e Armido combattono contro i fascisti e i nazisti in montagna e nelle formazioni di pianura. Licio e Armido andranno incontro ad una terribile morte durante la guerra. Un altro ramo della famiglia si trasferisce nel 1924 in Francia, a Nanterre, dove nella casa piena di cunicoli nascosti per lavorare nella Resistenza, saranno ospiti esponenti comunisti di primissimo piano. Durante la Resistenza francese, combattuta nel MOI, un'organizzazione che raccoglieva i lavoratori immigrati, guidati dall'armeno Manouchian, persero la vita Nerone e Jacques, fratelli di Nerina, e il cugino Spartaco, successivamente insigniti di medaglia d'oro al valor militare dal governo francese. Sull'esperienza dei Fontanot e dei loro compagni Robert Guédiguian ha girato un film proiettato all'Amidei dal titolo l'Armée du crime.

Nerina, l'ultima superstite della famiglia, ha raccolto nel tempo documenti e una ricchissima documentazione, su cui hanno lavorato Marco Puppini e Anna Di Gianantonio. Il volume sarà presentato martedì 13 dicembre, alle ore 18 presso la sala Dora Bassi di Gorizia, in via Garibaldi. Introdurrà il volume Alessandra Kersevan, che ne è l'editrice, alla presenza degli autori. L'iniziativa è promossa dal Forum cultura di Gorizia e dalla sezione locale dell'ANPI.

Il Forum e le sue decisive battaglie

Grazie alla determinazione e all'impegno del Forum ed in particolare di Rosamaria Forzi la nostra associazione ha ottenuto la diminuzione della quota fissa per il servizio idrico. La Forzi da tempo denunciava l'esosità della quota fissa (circa 108 euro) che poneva Gorizia tra le province in cui si pagava di più, a fronte di una cifra che a Milano era di 3,5 euro. Tale importo era giustificato con la possibilità di ottenere mutui a tasso agevolato dalle banche, che hanno permesso, secondo il presidente Gherghetta, di svolgere lavori ed investimenti nel settore. Eppure la quota è sempre apparsa troppo alta e poco trasparente. La quota fissa ha permesso un introito davvero alto per le casse di Irisacqua, alla quale è stato chiesto molte volte di specificare tutte le voci di spesa che contribuivano a determinare la somma che ogni cittadino versava. Oggi, secondo quanto afferma il giornale locale, si provvede a diminuire la quota a 40 euro, facendo risparmiare al cittadino ben 60 euro sulla bolletta. Una domanda sorge spontanea. Senza la mobilitazione di Cittadinanzattiva e del Forum che ha battuto e ribattuto su tale questione, si sarebbe abbassata la quota o questa è la dimostrazione che l'impegno di base dei cittadini, la richiesta di chiarezza, la puntigliosità a guardare le carte, la determinazione a chiedere senza guardare in faccia a nessuno pagano in termini di risultati politici? Speriamo che la diminuzione resti tale, che non sia uno dei soliti magheggi per cui il cittadino, sollevato da una parte, si vede poi penalizzato dall'altra. In ogni caso la nostra attenzione sul tema sarà sempre massima. 
Forum per Gorizia

lunedì 5 dicembre 2016

SI' alla Costituzione. E ora una nuova stagione politica

Il NO che ha vinto è stato un SI' alla Costituzione e alla Democrazia. Le dimissioni annunciate da Renzi sono una logica conseguenza di una Riforma mal fatta, di un'arroganza frettolosa che ha caratterizzato tutto il periodo del suo governo, di una legislatura paradossale caratterizzata da una maggioranza parlamentare opposta a quella scelta dagli elettori. La campagna elettorale referendaria ha diviso gli italiani scavando un solco profondo perfino all'interno degli stessi partiti, primo fra tutti il Partito Democratico che esce devastato dalle tensioni interne di questi ultimi anni. La soddisfazione per un voto sulla Costituzione corrispondente evidentemente al desiderio di un'ampia maggioranza dei (tanti) votanti è mitigata dalla preoccupazione per il prossimo futuro. Molti sono coloro che si sono appropriati della "vittoria" prima ancora dell'esito del voto e tra essi ci sono anche i neofascisti e i leghisti, uniti nella ricerca di spazi possibili di Potere. Anche la loro minaccia alla Costituzione - con i suoi valori di accoglienza, di uguaglianza di dignità, di rispetto nei confronti del lavoro e del potere del popolo, di riconoscimento della libertà di opinione e di professione religiosa - è pericolosa e il momento richiede delicatezza e vigilanza. E' giusto andare finalmente alle elezioni per sanare l'anomalia di un Parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata non costituzionale, ma è anche tempo di riflettere sulla direzione verso la quale muoversi, in un momento drammatico per la storia dell'Europa e del Mondo. La sinistra ha un'occasione storica e una particolare responsabilità nell'offrire un'alternativa sostenibile e credibile alle derive xenofobe e autoritarie. Ma è indispensabile che vada oltre l'incredibile frammentazione e ritrovi unità di mezzi e d'intenti, a livello nazionale come a livello locale. La vittoria del NO appartiene a tutti coloro che hanno deciso di indicare tale opzione sulla scheda elettorale, ma i protagonisti del successo sono tanti ed è bene, da subito, rimarcare la distanza dagli scomodi condomini...
ab

domenica 4 dicembre 2016

Le top five della depressione

Quali sono le notizie del giorno che deprimono ancora di più il ciclotimico border line? Io dico le mie:

1 la candidatura di Ziberna a sindaco di Gorizia. La sola idea di fare una campagna elettorale che rinverdisce i temi delle foibe, dei lapidari, dei crimini dello slavo comunismo e dell'italianità di Gorizia mi fa venire male allo stomaco. A Gorizia gli anni'50 non passano mai. Anche quando speri che il mondo sia andato avanti c'è sempre chi ti ricorderà Porzus, i 40 giorni, le deportazioni e Borovnica, dimenticando ovviamente il resto. Non ci si schioda da qui, non cambia mai niente.

2 Vedere a Monfalcone gente che militava nel PD di Bersani o era assessore con Pizzolitto cambiare casacca e mettersi con la Cisint. La coerenza sembra la virtù dei fessi. La diaspora dei bersaniani verso Renzi o il centro destra è agghiacciante.

3 Leggere che il nuovo assessore alla cultura del comune di Monfalcone cancella il ciclo teatrale di ContrAzioni, una rassegna che portava in regione nuove sperimentazioni teatrali, monologhi e spettacoli innovativi. Ci rimane Sior Todero brontolon e l'operetta.

4 Vedere l'Istituto di musica di Gorizia riaperto per fare degustazione vini. Un passato glorioso di Gorizia che finisce all'osteria; girare l'angolo e vedere la collina del castello deturpata e non vedere nessuno in piazza che protesta per l'enorme sperpero di denaro pubblico

5 Sentire che Romoli vuole mettere una recinzione lungo l'Isonzo per impedire ai migranti di fermarsi. Consiglio il riutilizzo del filo spinato della Transalpina, così rimaniamo in tema e non gettiamo al vento altre centinaia di migliaia di euro.
 
adg

giovedì 1 dicembre 2016

Info point Transalpina

I dati dell'Infopoint della Transalpina, l'ufficio che dà informazioni turistiche ai viaggiatori che arrivano a Gorizia e Nova Gorica, inaugurato alcuni mesi fa, sono davvero sorprendenti. Leggendo i numeri si scopre che nel periodo dal 7 giugno al 5 ottobre 2016 centinaia di turisti sono arrivati da varie parti dell'Europa e del mondo: dal Regno Unito, dall'Irlanda, dal Canada, dalla Nuova Zelanda, hanno chiesto informazioni per proseguire poi il loro viaggio in località della Slovenia e del circondario goriziano. Spesso, sollecitati dai giovani che lì lavorano, hanno deciso di fare un giro anche a Gorizia, nonostante le agenzie turistiche cui si erano rivolti, avessero avvertito “che a Gorizia non c'era nulla da vedere”. Ben indirizzati invece hanno potuto vedere parti interessanti della città. Dunque alla Transalpina, luogo simbolo di due città prima divise, i viaggiatori si fanno fotografare al  centro della piazza, provando una certa emozione dopo che si è loro spiegato sommariamente che Gorizia e Nova Gorica sono due città, tra le poche in Europa, ad avere avuto un confine che ormai non esiste più, e poi proseguono il loro viaggio. Le ricadute economiche sulla città dell'ingente flusso turistico sono dunque scarse. Se coloro che lavorano in Transalpina fossero supportati da gite organizzate, percorsi raccomandati, pacchetti turistici, i turisti potrebbero fare tappa in città per qualche giorno, a conoscere la storia di due città che possono diventare simbolo della storia del Novecento europeo, dei nazionalismi, dei conflitti, delle violenze e del periodo della guerra fredda. Questa è la strada per il rilancio economico delle due Gorizie: immaginarsi in un territorio unico che per storia e ambienti naturali può diventare attrattivo in Italia e all'estero. adg