lunedì 28 novembre 2016

Altre Espressività. Grazie!



Si è concluso con una cena buona e partecipata la rassegna del festival Altre Espressività, giunta ormai alla diciannovesima edizione. 14 compagnie italiane e straniere, che intervengono e che fan recitare persone con diversi disagi, una presenza teatrale in gran parte dei comuni e in molte scuole della provincia ma non solo, studenti che partecipano come attori accanto ai loro compagni con qualche problema in più e studenti che guardano giovani meno fortunati di loro, ma che sul palco abbandonano timidezze e paure, dando il meglio di se stessi e arrivando in taluni casi ad eccellenze espressive che spesso il normodotato si sogna. In questo modo le parole tolleranza e inclusione sembrano vecchi arnesi filantropici: questi ragazzi e ragazze “problematici”, hanno risorse personali e individuali, spesso fuori dal comune, hanno qualcosa da insegnare a livello di coraggio e di determinazione a tutti i ragazzi, sanno far ridere e scherzare e non suscitano affatto pietà o paternalismo: sono realmente una parte di noi, a pieno titolo. Io quindi non posso che ripetere fino allo sfinimento quello che ho detto altre volte. Vito Dalo', Erika Gasparinic e i loro collaboratori sono operatori degni di stare accanto a Franco Basaglia. Non solo hanno dimostrato che i ragazzi con problemi hanno dentro di loro enormi risorse, ma li hanno aiutati a esprimerle, ad acquisire una loro individualità, a conoscere l'affetto e il calore del pubblico.  Grazie a loro l'handicap non è più un altro mondo ma è lo stesso in cui tutti abitiamo. Non è un'enorme conquista questa? Non è qualcosa di cui Gorizia deve andare fiera e dovrebbe pubblicizzare ancora di più, facendone un vero e proprio slogan, perchè Gorizia è davvero per molti la città che accoglie e che cura con l'attenzione e la cultura degli anni '60. Dunque grazie a Vito e Erica, grazie alle istituzioni che credono alla manifestazione e sentiamola più nostra ciascuno di noi.
adg

giovedì 24 novembre 2016

Un programma per la mobilità sostenibile...

Martedì scorso, nella settimanale riunione del Forum l’incontro in calendario doveva essere dedicato all’urbanistica, ma per un impedimento improvviso, la riunione ha affrontato comunque un tema che è strettamente legato al tema prescelto, cioè la mobilità sostenibile. Premesso che non sono un tecnico, ovvero architetto o ingegnere, sono comunque un portatore di interesse, come spero ognuno di voi. Quale interesse: avere una città più a misura d’uomo, meno inquinata sia dal punto di vista atmosferico che acustico. 

Anche il 2016 è stato considerato l’anno più caldo di sempre, così come lo era il 2015 (fonte: WMO agenzia meteorologica delle Nazioni Unite). Purtroppo ci sembra sia una cosa molto lontana pensare che anche noi contribuiamo all’aumento della temperatura, aumento della CO2, quindi effetto serra.

Noi nel nostro quotidiano, cosa possiamo fare? Per esempio, ridurre l’uso della nostra automobile, chiedendoci se è sempre necessaria, quando potremmo andare a piedi, in bici o utilizzando i mezzi pubblici facendoli riorganizzare con altri percorsi e frequenza. La distanze a Gorizia non sono considerevoli. Provate a tracciare un itinerario dal centro città alla stazione ferroviaria: km 2,1… e provate anche a misurare quanto si cammina in un centro commerciale.

Parlare di rinunciare alla propria automobile tocca sempre un nervo scoperto, quando invece non è molto popolare incoraggiare il camminare o incentivare ad usare la bici. Un’auto trasporta mediamente 1,3 persone ed occupa spazio dove stanno ben dieci bici.

Chi governa una città deve tener conto della salute dei propri cittadini, inoltre, in questo territorio, è necessario avere una visione extracomunale.

Considerazione: è un’utopia proporre nella futura campagna elettorale un punto di programma sulla mobilità sostenibile per migliorare la qualità della vita e fare di Gorizia un bel luogo, senza troppe “macchine”?
Nevio Costanzo


 

lunedì 21 novembre 2016

Il ministro della paura.

Se il mattino ha l'oro in bocca possiamo già aspettarci quali saranno gli argomenti e i toni della campagna elettorale della destra. Il consigliere regionale Ziberna preconizza per Gorizia un futuro simile a quello di Milano, con bande di extra comunitari che combattono tra di loro e i cittadini goriziani, come i milanesi, impauriti e costretti a chiamare l'esercito. “Non vogliamo che Gorizia, Trieste, Udine, Pordenone divengano teatro di violenze tali da porre a rischio l'incolumità dei cittadini...non vogliamo essere costretti a vivere in una città ed in una regione militarizzata...” (cit.)

Alla faccia della moderazione e dell'equilibrio! In tutti questi mesi in cui la città è piena di richiedenti asilo non mi pare siano successe risse o guerre per bande, neppure quando ci sono stati colossali assembramenti come a Gusti di Frontiera. Certo Gorizia ha bisogno di una mano da parte di tutti i comuni, compresi quelli retti dalla destra, che devono farsi carico di un problema che è generale, certo è necessario fare dei progetti per impiegare almeno parte delle persone in lavori socialmente utili, come già fanno alcuni comuni, ma non solo non serve, ma è politicamente sbagliato creare paura e destare allarme. Purtroppo questo non è altro che un effetto secondario della vittoria di Trump: gli emuli locali non ci daranno tregua.

adg

giovedì 17 novembre 2016

Canto d’amore alla follia

Venerdì 18 novembre al Kulturni Dom di via Brass a Gorizia, nell’ambito della rassegna “Altre espressività”, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Canto d’amore alla follia”, per la regia di Alessandro Gazzella della compagnia “Animali celesti”.

Lo spettacolo porta in scena due figure ossessionate da subbugli visionari. Caricature di sofferenza e talvolta anche di inconsapevole ilarità. Una coppia paradossale. Lui storpio e invasato, irriverente e solo; lei forse badante di mercimoni o vecchia Lolita decaduta nell’accudire disperazioni e gioie altrui oppure dea evocata alla grazia più pura del donarsi. Entrambi prede di qualche fobia o perversione onirica oppure costretti a esorcizzare lo sciacallaggio del dolore. Storie evocate con accenni, crudezza e pudore, per la tenerezza e la violenza che contengono e per tanti naufragi e tentativi di ribellione o forse perché i protagonisti di quest’opera mettono in discussione la cosiddetta normalità e forse saranno proprio queste due strampalate figure, col canto dei loro corpi, con l’ostinato amore del loro sogno e con la follia della loro saggezza a ritrovare il profumo che c’è nell’esistenza di tutti noi. 


Inizio alle ore 20.30, con ingresso gratuito. Da non perdere!

Ai lettori (e soprattutto ai commentatori) del precedente post

Riprendendo le questioni sollevate dai commenti al precedente post, vorrei precisare la mia posizione. Sono convinto che Dario Stasi abbia svolto un lavoro straordinario negli ultimi trent'anni, in particolare attraverso il periodico da lui diretto, le innumerevoli iniziative, la mostra sul Novecento goriziano e la presenza costante nel panorama culturale del territorio. L'apprezzamento e la stima non coincidono necessariamente con l'essere sempre d'accordo. Non ho condiviso alcune sue scelte e lo stesso Forum per Gorizia, del quale è stato fondatore, ha preso spesso recentemente posizioni diverse dalle sue. Per quanto riguarda le sue ultime proposte si può essere d'accordo o meno sull'invito rivolto a Paolo Mieli. Personalmente sono tra coloro che ritengono che non si debba perseguire la "sala piena" a ogni costo chiamando personaggi dal nome altisonante. Tuttavia rispetto il lavoro di chi si prodiga per incentivare il dibattito cittadino, anche quando propone iniziative che suscitano perplessità. Si è troppo ordinariamente abituati a chiamare i sostenitori della propria parte - puntualmente acclamati all'unanimità - e per questo si resta stupiti davanti all'invito all'ascolto e al dialogo con uno che certamente è lontano dai propri schemi e dalle proprie prospettive politiche e culturali. Io non avrei chiamato Mieli, ma non mi dispiace la sua presenza a Gorizia, soprattutto se ci sarà la possibilità di confrontarsi e di offrire a un pubblico vasto ed eterogeneo pensieri e punti di vista altrimenti costretti nell'ambito della propria cerchia. E riguardo al termine "imbecilli" che ha comprensibilmente offeso qualcuno, mi sembra - leggendo attentamente il commento di Stasi - che sia una citazione da non decontestualizzare, riguardante atteggiamenti di chiusura o di incomprensione generici e non certo un insulto che non mi pare appartenga al linguaggio del direttore di Isonzo Soča. Al quale ribadisco stima anche nella diversità di opinioni e del quale pubblicherò volentieri i comunicati stampa e le opinioni, anche quando non condividerò. Almeno fino a quando coordinerò questo blog.
Andrea Bellavite

mercoledì 16 novembre 2016

Paolo Mieli e la Storia: appuntamenti di novembre

Il nuovo libro del giornalista e storico Paolo Mieli dal titolo “IN GUERRA CON IL PASSATO” verrà presentato venerdì prossimo 18 novembre alle ore 18 alla libreria Antonini in Corso Italia a Gorizia dal direttore della rivista Isonzo Soča Dario Stasi e dalla redattrice della stessa rivista Anna Di Gianantonio. Con la consueta arguzia e lucidità l'autore in questo suo ultimo lavoro conduce il lettore in un viaggio lungo i secoli durante il quale affronta e demolisce alcuni dei nostri miti più comuni alla luce di fatti e documenti, offrendo spesso una visione alternativa a quella ufficiale. Il libro ha come il sottotitolo “Le falsificazioni della storia”.

Questa presentazione ha luogo alcuni giorni prima della conferenza che Paolo Mieli terrà al teatro Verdi di Gorizia domenica 27 novembre alle ore 17.30 dal titolo “L'ITALIA, GORIZIA E IL CONFINE ORIENTALE”, la prima fra le quattro lezioni di storia del Novecento goriziano organizzate da Isonzo Soča e dall'associazione Amici di Isonzo Soča con il sostegno del Comune di Gorizia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e di Transmedia S.r.l.  

lunedì 14 novembre 2016

Pance, cuori e teste.

In politica sta passando l'idea che per vincere si debba passare per la pancia degli elettori. Mai messaggio è stato più devastante di questo. Parlare alla pancia significa infatti esaltare gli appetiti individuali, l'interesse particolare del singolo. “Prima gli italiani”, “Prima gli americani, prima i bianchi, prima i maschi, prima i cristiani”, insomma prima io e la mia famiglia, poi il resto del mondo. Questa idea non solo è egoista, ma è concettualmente assurda. Come è possibile stare bene in una società dove le disuguaglianze inevitabilmente generano odio e rivalsa, dove le guerre inevitabilmente generano fughe e migrazioni, dove la smania di arricchirsi produce corruzione, sprechi, danni ambientali irreversibili? Da una crisi come quella in cui è immerso l'occidente intero si esce solamente cambiando la mentalità dell'interesse privato e affermando le ragioni del bene comune, come unica via d'uscita. E' proprio l'interesse predatorio che ci ha fatto precipitare in queste condizioni. Ma non è possibile nemmeno parlare solo ai cuori, evocando i valori di giustizia, solidarietà, ecc. senza far capire in pratica che perseguire il bene comune è un vantaggio reale e concreto per tutti, che ci si guadagna di più che pensando solo agli affari propri. Invece oggi la politica inizia a disputarsi le nuove nomine ad Iris acqua o alla Fondazione Cassa di Risparmio, senza porsi l'obiettivo prioritario di far scendere il costo delle bollette, di diminuire la quota fissa, di rendere trasparenti gli obiettivi di buon funzionamento. Ma allora se chi fa politica pensa solo al pro panza mea, non si lamenti se poi cittadini disperati e senza rappresentanza politica votano anche loro usando lo stesso metodo suicida.
adg

mercoledì 9 novembre 2016

Un linguaggio nuovo con alti obiettivi...

Linguaggio del tutto nuovo, quello portato da Andrea Picco nell'assemblea di presentazione delle prospettive e del candidato sindaco del Forum in vista delle amministrative di Gorizia 2017. Davanti a quasi 150 persone che hanno affollato la sala del ridotto del Kulturni dom, attente e in buona parte partecipi, ha infatti delineato la città del futuro, uno spazio affidato a un vero e proprio laboratorio di pace e convivenza dove mettere al primo posto la vita di ogni cittadino. Nel suo appassionato intervento Andrea ha toccato molti temi, sottolineando soprattutto la necessità di un coinvolgimento di tutti nella costruzione della comunità civile e di una valorizzazione del ruolo di ciascuno - in particolare del bambino, dell'anziano, di chi è più fragile - come prospettato dalla "profezia" di Franco Basaglia. Prima di Picco ha preso la parola lo scrittore Pino Roveredo, che ha auspicato una vera  propria rivoluzione civile, indicando nel sostegno al candidato del Forum l'occasione per avviare una nuova stagione politica, anche a livello regionale e nazionale. Per sottolineare il rinnovamento di volti, stili e linguaggi inteso non come venefica "rottamazione" ma come "continuità", nella prima parte dell'incontro è stata proiettata una suggestiva carrellata preparata da Nevio Costanzo sulle iniziative realizzate dal Forum per Gorizia negli ultimi sette anni. E dopo il saluto iniziale del bravo Eltjon Griza, Anna Di Gianantonio e Andrea Bellavite hanno ribadito le ragioni culturali che hanno portato l'associazione a un riconosciuto ruolo di importante riferimento politico nel contesto un po' asfittico dell'attuale realtà goriziana. L'incontro dell'8 novembre al Kulturni dom era decisivo per ciò che concerne il futuro del gruppo. Alla luce della capacità di coinvolgimento di persone e gruppi si doveva cogliere l'indicazione se continuare una presenza esclusivamente culturale o se decidere di avviarsi con coraggio e determinazione verso un impegno politico amministrativo preceduto da una certamente molto impegnativa e lunga campagna elettorale. Il risultato dell'assemblea non lascia dubbi di sorta. Non ci saranno primarie di schieramento o civiche; è invece tempo di mettersi in cammino e in ascolto attento della vita degli abitanti, con la consapevolezza di poter raggiungere insieme la vetta...
ab

Chi sa "far presa" sull'elettore

Ciò di cui la cosiddetta "sinistra" non si è accorta, negli ultimi anni, è del livello culturale degli elettori. Forte di una presunta superiorità nell'approfondimento delle questioni e di una presunta maggiore onestà nella gestione della cosa pubblica, non ha tenuto conto di tanti fattori, tra i quali due particolarmente delicati. Il primo, scontato!, è che la non correttezza di chi si dichiara dalla parte degli "onesti" trascina con sé tutti nel baratro dell'incoerenza mascherata dal moralismo. Il secondo, più importante, è l'incapacità di considerare le "fonti" che ispirano il pensiero e l'azione delle persone. Il fatto che in Italia i rotocalchi televisivi e sportivi siano letti da milioni di cittadini, mentre i più potenti quotidiani stentano a oltrepassare la soglia delle 800 vorrà pure dire qualcosa. E che dire delle trasmissioni televisive indigeste all'uomo "di sinistra" che ottengono ascolti da capogiro, a fronte di interventi politici culturali totalmente fuori dalla portata dei non addetti ai lavori? Naturalmente l'elettore percepisce la differenza e difficilmente si dichiara incolto o ignorante, ma nel segreto dell'urna preferisce seguire l'indicazione diretta o indiretta del rotocalco, considerando la sua crocetta quasi una tacita protesta contro la sicumera di quelli che ritiene irraggiungibili detentori della Cultura con la C maiuscola. Irraggiungibili loro dagli elettori, ma anche gli elettori irraggiungibili da loro. E così, smentendo sondaggi e unanimità mediatiche, Trump fa fuori la Clinton in America, così come Cisint batte l'Altran a Monfalcone o Dipiazza elimina Cosolini a Trieste. E c'è poco da chiedersi che cosa faranno adesso che hanno vinto, forse non potranno far nulla di diverso dai loro predecessori perché i sistemi di potere non sono certo controllati dagli organi democraticamente eletti. Tuttavia, anche se non faranno niente, si presenteranno come dei "simboli" che hanno facile presa sull'immaginario collettivo, utilizzabili e strumentalizzabili dagli interessi più forti. E i simboli, si sa, sono più pericolosi delle azioni perché forniscono all'inconscio la materia oscura dalla quale prendono poi forma i fantasmi dell'odio, della separazione razziale e della divisione tra le persone e i popoli.
ab

Il Forum verso le elezioni: entusiasmo e attesa!

Una parte del folto pubblico presente martedì al Kulturni dom

L'intervento di Andrea Picco. Dietro lo scrittore Pino Roveredo

lunedì 7 novembre 2016

Martedì scorso al Kulturni dom: tutti insieme per cambiare la città

Assemblea Pubblica

Un’interrogazione ancora inevasa dall’assessore all’ambiente del Comune di Gorizia

Nell’ultimo “Piano Finanziario TARI 2016” c’è un dato per il quale è necessaria una spiegazione da parte di Isontina Ambiente e del Comune di Gorizia. La voce “Costi spazzatura e lavaggio strade” nel Piano finanziario del 2005 ammontava a 424.739 euro; negli anni ha continuato a crescere e quest’anno è di 900.326,90 euro, cioè è più che raddoppiata rispetto all’anno di inizio della raccolta differenziata. Nel Piano Finanziario sopra indicato, il servizio previsto da quel costo, a pag. 13, è così schematizzato: “1) spazzamento centro città; 2)spazzamento festivo centro; 3) servizio operatore manuale centro città; 4) interventi straordinari (sagre, manifestazioni, eventi, interventi su richiesta)”. Non riusciamo a capire la ragione del vertiginoso aumento di questa voce di costo: gli abitanti della città continuano a diminuire e non ci risulta che la città si sia estesa o che ci sia stato qualche anomalo insediamento.
Per capire meglio e per allontanare il sospetto che il costo degli “interventi straordinari” per sagre, fiere e manifestazioni varie sia a carico dei cittadini, il giorno 1.9.16 (con lettera consegnata al comune e protocollata lo stesso giorno) abbiamo chiesto all’assessore Del Sordi e al Sindaco Romoli di conoscere nel dettaglio il costo delle singole quattro voci sopra indicate, in particolare quello degli “interventi straordinari”.
Si è recentemente conclusa la grande manifestazione “Gusti di Frontiera”, che ha visto affluire in città centinaia di migliaia di visitatori. Sul Piccolo ci è stata raccontata la grande soddisfazione del sindaco, che si compiaceva del fatto che per il Comune la manifestazione fosse stata a costo zero, perché le entrate avevano pareggiato le uscite. Ma soprattutto ci si rallegrava che il giro d’affari nel suo complesso avesse sfiorato i dieci milioni: incassi degli stand, introiti di bar e ristoranti, ma anche degli altri negozi, in particolare di quelli di abbigliamento.
Sarebbe proprio paradossale che a fronte di tanti guadagni e di nessuna spesa da parte del Comune, fossero i Goriziani a pagare con la loro tassa sui rifiuti la pulizia della città dopo “Gusti di Frontiera”. Tuttavia nessuna risposta è giunta alla nostra lettera né dall’assessore né dal sindaco e i 30 giorni previsti dalla legge sono scaduti.
Di conseguenza restiamo con i nostri interrogativi: qual è l’ammontare delle singole voci del costo dello spazzamento e lavaggio delle strade? Sono i Goriziani a pagare i costi delle pulizie dopo manifestazioni come “Gusti di frontiera”, Fiera di S.Andrea, mercati ecc. Se così fosse, ci chiediamo: ma la filosofia della legge che disciplina la raccolta differenziata dei rifiuti non è che “chi sporca, paga” ?
Rosamaria Forzi

domenica 6 novembre 2016

La protesta degli educatori: presidio il 7 novembre davanti al municipio


Lunedì 7 novembre, alle 17.00, prima del consiglio comunale, si terrà davanti al municipio di Gorizia un presidio degli educatori operanti nei servizi educativi, socio educativi e socio assistenziali del comune di Gorizia/Ambito Alto Isontino. 
I servizi educativi e socio-educativi sono appaltati ogni cinque anni a società esterne (cooperative) e il trattamento economico modesto (1.100 euro circa per 38 ore settimanali, orario spezzato, cambiamenti di sede, mancata retribuzione in assenza dell’utente...) pone questi lavoratori già al limite della sopravvivenza. All’avvicinarsi della prossima gara per l’aggiudicazione dei servizi e vista la concreta possibilità che essa venga divisa in due, gli educatori chiedono all’ente locale che l’appalto dei servizi in cui operano rimanga unico. Solo così sarà possibile garantire la continuità educativa agli utenti e la piena occupazione ai lavoratori, che continuerebbero a operare durante l’anno scolastico e in orario mattutino negli istituti d’istruzione di ogni grado, durante l’estate nei centri estivi e in orario pomeridiano nei servizi comunali come doposcuola e ludoteca.
Avendo un contratto a tempo indeterminato non è possibile infatti per questi lavoratori accedere nei mesi estivi al sussidio di disoccupazione né alla cassa integrazione, pensate per sopperire a improvvise situazioni di crisi. Per questo hanno inviato al Sindaco una petizione, che ha raccolto più di 1.000 firme. La questione sarà discussa martedì 8 in Consiglio Comunale, in seguito a una mozione nata su iniziativa degli stessi operatori. 

dc

giovedì 3 novembre 2016

I don't remember.


Così il sindaco - preso da mille impegni - dimentica di inserire Gorizia tra le città turistiche della regione. Al di là della possibile apertura dei negozi nei giorni festivi, essere città turistica significa poter usufruire di un occhio di riguardo regionale per progetti che potrebbero portare turisti tutto l'anno in città. “Gorizia città del Novecento”, con valorizzazione di luoghi, monumenti ed edifici, del fiume Isonzo con le sue peculiarità paesaggistiche e storiche, turismo scolastico e culturale nei luoghi della guerre e del secondo dopoguerra, rappresenterebbero un volano anche economico per la città che potrebbe diventare un luogo di visite e riflessioni su quello che è stato definito il secolo breve. Sia la rivista Isonzo- Soča, sia il Forum di idee a proposito ne hanno avanzate parecchie, come l'utilizzo delle casette dei valichi che gli amici sloveni hanno invece saputo riprogettare al meglio.

Persa dunque la vocazione industriale, quella artigianale, quella commerciale e ora quella turistica, con buona pace del sindaco e dei suoi amici, l'unica credibile vocazione appare quella dell'accoglienza, grazie ai soldi che la regione darà per ogni richiedente asilo e che il comune potrà spendere come vuole.

Quindi la giunta si prepari ad accogliere i richiedenti asilo con il tappeto rosso: sono loro che porteranno denaro fresco alla destra che magari delle idee le ha, ma se le dimentica subito. 
adg

Primarie? No grazie

Ma perché le primarie delle liste civiche? Le posizioni politiche all'interno del centro sinistra goriziano sono troppo diversificate per non offrire agli elettori - a tutti gli elettori e non soltanto a quello sparuto numero di attivisti che parteciperebbe alle primarie - un'ampia possibilità di scelta. Come ribadito più volte su questo blog, il Forum ritiene un esercizio di democrazia la scelta del candidato da inviare a un eventuale ballottaggio, effettuata nel primo turno elettorale e non nelle urne ufficiose allestite dai partiti o dai movimenti civici. E' un vantaggio per tutti, un incentivo a non trascurare le urne e a scegliere davvero quello che si ritiene il candidato migliore. Per questo il Forum per Gorizia ha presentato oggi in conferenza stampa alcune linee programmatiche e soprattutto il proprio candidato, con una posizione aperta a tutti coloro che si riconoscono in tale progetto politico per la città di Gorizia. E invita tutti i cittadini a partecipare all'importante assemblea di "lancio" della campagna elettorale che si terrà martedì 8 novembre, alle ore 18 presso il Kulturni dom di Gorizia.

martedì 1 novembre 2016

Gomblotto?



Prima le scritte sul muro del Forum, adesso il manifesto grande, posto in via duca d'Aosta, che pubblicizzava la nostra assemblea, staccato e poi “sbregato” dal muro e reso così illeggibile. Atti di puro vandalismo? Francamente si potrebbe pensare a questo solo se gli episodi non si susseguissero ormai da tempo con periodicità sistematica. Prima sul blog del Forum, spacciandosi per un anonimo che metteva in luce i difetti dell'uno per farlo inimicare con l'altro, poi le scritte, adesso il manifesto. Non c'è che un'unica spiegazione. Non grido al Gomblotto, che mi ha sempre fatto molto ridere, ma credo invece che la nostra presenza stia dando fastidio a parecchi. Prima di tutto siamo un gruppo coeso che preferisce l'azione alle chiacchiere da bar, abbiamo idee diverse su cosa significhi “candidato forte”, ma soprattutto crediamo che il cambiamento in città debba essere radicale ed investire destra e sinistra.

Lo abbiamo detto più volte. Se si vuole che Gorizia provi a  uscire dalla gabbia che la mummifica da 70 anni, una gabbia intrisa di conservatorismo, paura del nuovo, ossequio a chi comanda, riproposizione fino allo sfinimento dei soliti ai posti di potere, clericalismo parrocchiale, deve decidere di farlo con persone che con quel sistema non abbiano nulla da spartire e vedano la città con occhi nuovi, ne riescano a cogliere le potenzialità e a entusiasmare i cittadini. Devono essere quarantenni che non hanno fatto anticamera, non sono stati portaborse dell'uno o dell'altro e nemmeno gente che ha passato la sua giovinezza a combattere gli aspetti prima elencati. Cambiare significa fare un bel passo di danza, alcuni ne fanno uno indietro, altri uno avanti. Così avvengono i cambi generazionali, da che mondo è mondo. Solo qui il ricambio è post mortem e per mantenere questa fatale tradizione, tagliano i manifesti e imbrattano i muri. 
adg