mercoledì 31 agosto 2016

Chi paga per le pulizie della città, dopo sagre, manifestazioni come la festa di S.Andrea, Gusti di Frontiera o iniziative analoghe?

Nell’ultimo “Piano Finanziario TARI  2016”  c’è  un dato per il quale è necessaria una spiegazione da parte di Isontina  Ambiente e del Comune di Gorizia.  La voce “Costi spazzatura e lavaggio strade” nel Piano Finanziario del 2005 era di 424.739 euro.  Negli anni ha continuato a crescere e ora è di 900.326,90 euro, cioè è più che raddoppiata. Come è stato possibile? A quali ragioni  è imputabile questa crescita esagerata?
A pag. 13 della relazione di accompagnamento  del Piano Finanziario TARI  2016 del Comune  di Gorizia si legge che “Il servizio può essere così schematizzato :  spazzamento centro città, spazzamento festivo centro, servizio operatore manuale centro città, interventi straordinari ( sagre, manifestazioni, eventi, interventi su richiesta)“.
La lettura di questo passaggio della relazione fa sorgere una domanda:  la spazzatura e il lavaggio delle strade dopo mercati, sagre, festa di S. Andrea, Gusti di Frontiera o altre manifestazioni di questo tipo  viene  pagata dal cittadino?  Ma il Comune non impone una tariffa per l’occupazione del suolo pubblico, che  potrebbe poi adibire alle successive pulizie?  Chi guadagna con i mercati o con le varie manifestazioni  non dovrebbe essere ritenuto responsabile della  ripulitura dello spazio occupato, tanto più che la filosofia alla base dei costi della legge dei rifiuti e che “chi sporca, paga”?
A Gorizia i cittadini pagano una tassa dei rifiuti alta, decisamente superiore a quella di Udine e Pordenone e non vorremmo che  pagassero  anche per la spazzatura dopo interventi straordinari come sagre, manifestazioni, eventi. Provvediamo a chiedere al Comune il costo nel dettaglio dei quattro servizi indicati al secondo capoverso e vogliamo vedere a chi viene addebitato il costo dell’ultimo.
Che cosa ne pensano i Goriziani ?
Rosamaria Forzi

Avanti a tutto vapore...

Il Forum gode di buona salute e ottima coesione. Basta dare uno sguardo alla locandina collocata nella parte destra del blog per scoprire la qualità delle proposte culturali nell'ambito della nuova edizione della rassegna Novecento Inedito. E basta partecipare a una riunione del martedì per trovare l'autentica politica cittadina, quella che si interessa dei problemi più urgenti della città di Gorizia, quella che si confronta con chi lo desidera per pensare al futuro: quello delle elezioni amministrative del 2017 e soprattutto quello del territorio nei prossimi decenni. Il blog è uno strumento di comunicazione interna e anche di dibattito con chiunque. La decisione di proseguire sulla strada dei commenti liberi nasce dalla consapevolezza della forza culturale dell'associazione che si lascia interpellare da tutti, vagliando con attenzione le critiche costruttive e superando lo sconcerto di fronte alle personalizzazioni prive di qualsiasi anche vaga proposta politica. I lettori sanno di sicuro riconoscere l'"originale" del Forum, la potenza delle idee confrontate e condivise, la sanità del confronto fra diverse opinioni da qualsiasi "falso" che nasconda dietro all'assenza della firma obiettivi francamente difficili da comprendere. E ora, avanti a tutto vapore, con Novecento Inedito e le altre collaborazioni culturali, con la delineazione dei contenuti e delle forme programmatiche in vista della campagna elettorale, con l'attenzione permanente al bene comune e ai beni comuni di Gorizia e del suo territorio.
Forum per Gorizia

sabato 27 agosto 2016

Senza direzione

Leggendo la stampa di questi giorni i problemi di Gorizia sono come un quadro del 1200: manca la prospettiva, manca la direzione in cui la città deve avviarsi. Perchè mille strade, dati i tempi e le urgenze, non si possono percorrere. Gorizia vuole essere città universitaria? Allora ci si attivi non solo per garantire la mensa, ma per consentire spazi di aggregazione, locali che tengano aperto di più, evitando le ordinanze che bloccano gli esercizi. Si vuole essere città di anziani? Allora si pensi ad una serie di innovative case di riposo, in piccole unità abitative. Si vuole essere città turistica? E allora si decida qualcosa sull'ascensore, si valorizzi di più il Castello, ci si dia da fare per incentivare un turismo storico e culturale, ma anche legato alla bicicletta o alle passeggiata. Si vuole essere cittadina anche industriale? Si faccia qualcosa per le industrie in crisi, cui scadono gli ammortizzatori sociali tra un anno e si risolva il problema Pipistrel. Sembra invece che la città si muova barcamenandosi in mille diverse e contraddittorie direzioni, promuovendo vecchi modelli di crescita, come il supermercato, facendo piste ciclabili a metà, pensando al turismo solo due o tre volte all'anno. Insomma manca un progetto, una visione, una gerarchia di scelte. E date le risorse sempre più scarse, in questo modo c'è una polverizzazione degli interventi che non producono crescita.
adg

venerdì 26 agosto 2016

Un ricordo del professor Silvano Pagura

E' morto Silvano Pagura. E' stata una delle persone più conosciute di Gorizia, per l'impegno politico originale e autonomo che lo ha portato fino alla Presidenza della Provincia, per le responsabilità all'interno delle associazioni per i non vedenti e soprattutto per un'intera vita lavorativa spesa nell'insegnamento della storia e della filosofia. Sono innumerevoli gli studenti che sono stati introdotti all'arte del pensiero e alla conoscenza delle dinamiche della vicenda umana. Simpatico, sempre pronto alla battuta, dotato di una straordinaria vivace intelligenza, è stato un punto di riferimento pieno di saggezza, di sofferta serenità e di autentica pace. Un caro abbraccio alla moglie Lidia e un ricordo con molto affetto e nostalgia.
ab

Plausi, critiche e panoramiche

Rotonda tra le vie Orzoni, Brass e Mighetti

Panorama di Gorizia dal Calvario

San Floriano, tramonto 
Un plauso e una critica. Il plauso è per la rotonda che è stata realizzata tra le vie Orzoni e Brass, nella zona dell'Istituto d'Arte. Era uno degli incroci più pericolosi di Gorizia, ora è stato - come si suol dre - messo in sicurezza. Bene!
La critica è per il Calvario. Attratti dagli articoli pubblicati sui quotidiani locali relativi alla sistemazione del colle in occasione del centenario della caduta di Gorizia, si può salire con la bicicletta fino all'obelisco e alle Tre Croci. Tuttavia, come si può vedere dalla foto centrale, non si nota nulla di diverso rispetto a come era il Calvario qualche mese fa, invaso dalla vegetazione e con il panorama impedito dai rami verso la piana di Gorizia e le montagne circostanti.
Per rifarsi la vista, ecco u magnifico tramonto verso san Floriano, questa sera.

In bici








L’intenzione era quella di arrivare con il treno dalla stazione della Transalpina a Jesenice, percorrendo poi in bici, prima la ciclabile D2 che partendo da Jesenice, si allaccia a FVG1 - deviazione per Rateče, ovvero lungo il precedente sedime ferroviario dalla Rudolfiana che collegava Lubiana a Tarvisio Bosco verde - e, poi, dalla dismessa stazione ferroviaria di Tarvisio centrale, su un tratto dell’Alpe Adria fino a Gemona del Friuli e, da qui, riprendere il treno fino a Gorizia centrale.

Ma non è andata così! Le linee ferroviarie hanno bisogno di manutenzione e, proprio quel giorno, il treno faceva servizio sino a Bohinjska Bistrica, poi servizio bus. 
Il motivo di tale interruzione parziale, scoperto dopo, era dovuto al fatto che un tratto di linea interessata necessitava di una pulizia della massicciata. Rimandare il viaggio? La giornata era troppo bella, e l’incognita di un percorso sconosciuto, stuzzicava il desiderio dell’avventura. 

Scesi a Bohinjska Bistrica, come tutti gli altri passeggeri, chi andava a fare escursioni in montagna chi passeggiate, inforcate la bici, alle 9.30 si tracciava la rotta verso Bled. Strada statale, non ciclabile, non esistono alternative. Tuttavia, nonostante il periodo vacanziero, il traffico era sopportabile e, gli automobilisti hanno avuto rispetto di noi utenti deboli della strada: freccia a sinistra per superare nei tratti a linea tratteggiata e freccia a destra per rientrare lasciando uno spazio tra “noi” e “loro” di oltre 1,5 m. Perfetto, a parte il rumore, ma era prevedibile. Non prevedibile, invece il numeroso numero di ciclisti che percorreva anche il senso inverso lo stesso itinerario. Buon segno!

Acqua, molta acqua. Bere spesso, prima della sete ed ogni tanto mangiare qualcosa, come barrette di cerali. Evitare la frutta, fermenta, e poi, torni a casa?

Il passaggio è bello, la strada è quasi tutta pianeggiante, qualche breve salita facilmente affrontabile, in quanto molte volte si affianca alla linea ferroviaria. Ed ecco che si svela il mistero della sospensione del servizio: il tratto è percorso da una macchina operatrice che taglia le sterpaglie a fianco della linea ferroviaria, operazione estremamente necessaria poiché con il passaggio della “čiuferska” - locomotiva a vapore - le scintille possono anche attizzare incendi causa le sterpaglie. Il disagio per noi ciclisti è, quindi, giustificato.
L’intensificarsi del traffico segnala che ci stiamo avvicinando a Bled. Fermati per il “selfie” (una volta si chiamava autoscatto) con lo sfondo della chiesa barocca, la prima parlata che sentiamo è… orientale. Cinese, giapponese, o coreano? La bellezza di questi luoghi è conosciuta anche a chi viene da lontano, oltre da chi si trova a pochi chilometri da qui.

La strada, finalmente, diventa ciclabile, anche se per un breve tratto, ma quanto basta per poi apprezzare i paesaggi (proposti in questo video) successivi. Direte voi (scettici): ma che senso ha andare in bici e faticare? A parte il fatto che muoversi fa bene, in bici si possono respirare i profumi della terra, degli alberi di mele, del mais, del frumento, ascoltare i torrenti, le piccole cascate, parlare con le persone che incontri per strada.

In bici si può anche litigare: “bisognava girare prima!”, “No questa è la strada giusta!” Ma volete mettere il litigare in macchina, chiusi tra i finestrini e litigare in bici all’aria aperta: passa prima!

Incredibilmente a Jesenice, località della prevista partenza, troviamo un goriziano in bici. Per lui, il percorso fatto era all’inverso.

Con qualche problema di orientamento, anche qui c’è il cronico difetto di mancanza di indicazioni precise, troviamo la D2, la ciclabile sul vecchio tracciato della Rudolfiana che corre lungo la Sava. Una bella ciclabile che presenta qualche rampa, anche del 17%. Cioccolata ed integratori minerali aiutano a superare le difficoltà, che vengono anche superate dalla bellezza dei luoghi. Non mancano lungo la ciclabile aree di sosta per un pranzo all’aperto (panino). La piana di Rateče, al confine tra il Tarvisiano e l’alta valle della Sava, offre verdi spettacolari: le conifere e la latifoglie, i prati.
Per i più golosi, nell’abitato di Rateče un buon pollo fritto o strudel di mirtilli, frutti veri, non marmellata.

Adesso arriva il meglio, forse il meglio di quanto fino ad ora attraversato. La ciclabile si immerge nel bosco e qui, i profumi testati prima, si sostituiscono con quelli della resina degli alberi e quello di ciclamino. La strade è scorrevole, tutta in discesa e i panorami dall'alto ponte di ferro sono impagabili. Il monte Forno, a nord a sud il Mangart. 

Dopo la discesa, segue il falsopiano in salita da Tarvisio centrale fino alla sella di Camporosso, spartiacque tra il mar Nero e il Mediterraneo, poi ancora discesa e prima di attraversare le gallerie illuminate, il Montasio. La prima di queste quasi sotto il Piper, monte di fronte Malborghetto-Valbruna Malborgeth-Wolfsbach Naborjet-Ovčja vas Malborghet e Valbrune.

Le ore corrono, l’ultimo treno+bici disponibile alla stazione di Pontebba-Pontafel, è intorno le 20.30. La prevista meta di Gemona del Friuli è troppo lontana, poi la fatica e la fame si fanno sentire. C’è il tempo di mangiare qualcosa in una città con una grande ormai vuota stazione, che però, come molte altre, non è ancora attrezzata per chi va in bici e, a maggior evidenza, per chi è in carrozzella: nemmeno uno scivolo… RFI, si sta ravvedendo, dice. Il treno. il Mi.Co.Tra. ci porta fino a Udine e dopo pochi minuti la coincidenza per Gorizia.

Chi pratica il cicloturismo deve mettere in conto che effettivamente fa biathlon: bici e sollevamento pesi, per l’esattezza: non esistono strutture adeguate per caricare agevolmente le bici in treno. Un grazie, comunque, ai ferrovieri, che si prodigano per superare questa mancanza tecnica. Meno grazie, invece a chi progetta alcuni i treni attuali, come quello della tratta dell’orario di ritorno, pur sapendo che il traffico cicloturistico è in notevole espansione: uno scalino passi per accedere in carrozza, ma farne altri quattro dentro in uno spazio angusto,  proprio no!



Alla fine, il contachilometri della bici segnava più di cento.

Qui il link gpx e klm alla traccia del percorso e qui quello del video
Nevio Costanzo

giovedì 25 agosto 2016

Basta consumo di suolo!

Legambiente sul centro commerciale di via Terza Armata: basta consumo di suolo!
8 metri quadrati al secondo! E’ la superficie di aree agricole che ogni secondo viene coperta di cemento in Italia per far spazio a case, centri commerciali e strade. Si tratto di un dato allarmante ufficiale fornito dall'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (ISPRA) che restituisce tutta la gravità di questo fenomeno. E anche la nostra Regione si pone fra le più cementificate d’Italia!



Il centro commerciale di via Terza Armata (da 30 ettari!) è nel piano regolatore da ben 15 anni, ma se ne parla addirittura dalla fine degli anni ‘90 ma non è mai stato realizzato. Pensare di procedere alla sua costruzione, anche se per lotti, è oramai anacronistico. I dati dicono che il mercato è già saturo soprattutto a fronte dell'alta concentrazione di spazi commerciali nel goriziano (IKEA, Supernova, Qlandia, Emisfero, possibile recupero dell’Ipercoop di Gradisca). Il centro commerciale con quelle dimensioni sarà quasi con certezza un altare al consumo di suolo. Su questo tema Legambiente ha avuto modo a più riprese di ribadire che in città abbiamo importanti spazi che attendono di essere convertiti/riqualificati, fra cui 19 ettari di aree militari, l’ex manifattura tabacchi, l’area del mercato coperto, per non parlare di tutta l’area confinaria in gran parte in disuso. Riteniamo pertanto che l’area commerciale di via Terza Armata vada doverosamente stralciata dal Piano Regolatore, perché se dopo 15 anni non si è fatto nulla vuol dire che non è fattibile.



Chiediamo agli amministratori di fare una seria riflessione su quante aree libere effettivamente sfruttabili (ovvero di pianura) restano a Gorizia, in quanto le aree urbanizzate da sole occupano quasi la metà della superficie comunale, i boschi il 24% e il resto sono zone rurali. Vogliamo continuare a cementificare all'infinito quel che resta? Questo sarà sicuramente un tema con cui dovranno confrontarsi i candidati sindaco alle elezioni della primavera prossima. Inoltre a settembre partirà la campagna europea “People for soil” sostenuta dalle principali organizzazioni ambientaliste e dove mediante una petizione si chiederà all'Unione Europea di dotarsi di una direttiva per l’azzeramento del consumo di suolo.

mercoledì 24 agosto 2016

Il Forum per Gorizia unito, verso le elezioni del 2017

Le opinioni espresse su questo blog nei post di adg e le posizioni politiche in vista delle amministrative goriziane del 2017 sono state approfondite e condivise dal presidente e da tutti coloro che si riconoscono nell'esperienza del Forum per Gorizia.
Il numero e la qualità dei commenti ad alcuni degli ultimi post da una parte confermano l'interesse suscitato in Gorizia dal Forum e dai suoi strumenti di comunicazione, dall'altra invitano a qualche precisazione.
Questo blog, avviato ormai da quasi sette anni, ha come referente responsabile il presidente pro tempore del Forum per Gorizia, dal 2012 Andrea Bellavite che ne continua a essere ideatore e moderatore. Come avviene o dovrebbe avvenire per ogni testata, nell'ambito di una linea editoriale condivisa ogni estensore di post scrive con un proprio stile e con una propria posizione autonoma. Il Forum in quanto associazione culturale riconosciuta ha un presidente e un consiglio direttivo, ma proprio la sua struttura leggera fa sì che il luogo delle decisioni sia l'assemblea che si riunisce in pratica, dall'estate del 2007 fino a oggi, ogni settimana. Risulta difficile pensare che qualche partecipante a questa realtà associativa possa non sentirsi coinvolto in tutte le scelte, a livello, politico, culturale e anche giornalistico.
Ciò vale anche per l'attuale momento di avvio della "campagna" verso le elezioni per il comune di Gorizia. Le posizioni espresse ripetutamente intorno alla scelta di proporre un'aggregazione politica "civile" intorno al Forum e la figura del candidato sindaco sono state discusse, vagliate, approfondite da diversi mesi prima di essere definite e condivise. Anche sulle modalità di comunicazione di tali decisioni l'accordo è stato unanime, dopo ampie e articolate discussioni. Si è quindi lanciata l'idea nel cuore dell'estate - attraverso apposita conferenza stampa e interventi sul blog, su facebook e sulla stampa - per avviare un dibattito cittadino che effettivamente poi si è acceso grazie anche alla ripresa dei temi sui quotidiani locali.
Si è anche deciso di limitare al massimo la moderazione dei commenti, proprio per lasciare ampio spazio a un confronto, giustamente dialettico e - si consenta l'espressione - puntuto. Tra le centinaia di commenti ospitati ne sono stati eliminati pochissimi, cinque o sei, perché contenevano offese personali e non espressioni di assolutamente legittimo disaccordo politico. Per il Forum non esistono nemici da dileggiare, ma interlocutori con i quali interagire anche in modo vivace, ma sempre nell'ambito del rispetto della persona.
I post portano diverse firme, tra queste le più frequenti sono quelle del presidente del Forum (quelli con nome e cognome, con ab oppure tutti i post non firmati) e di adg. Nell'ultimo periodo, a causa dei noti impegni amministrativi, la maggior parte degli interventi politici sono di adg e, a dispetto delle illazioni contenute in molti commenti, sono pienamente condivisi dal sottoscritto e da tutti coloro che si riconoscono nell'esperienza del Forum. Anzi, si coglie l'occasione per esprimere piena solidarietà in particolare ad adg e ad Andrea Picco, presi di mira in commenti vicini all'insulto e lontani dall'argomentazione.
Andrea Bellavite

lunedì 22 agosto 2016

Incrocio difficile

Prima del rifacimento della strada, la segnaletica orizzontale al semaforo di via N. Sauro, è stata modificata: dalle tre corsie alle due.

Questo ha già suscitato perplessità da parte degli automobilisti. Ovviamente, e per l’ennesima volta, il Comune di Gorizia non ha preso in considerazione chi usa la bici, come da “tradizione”. Basta vedere l’approssimazione di come viene applicata la segnaletica prevista per i ciclisti e come non venga nemmeno realizzata nemmeno nelle rotonde.

La segnaletica orizzontale dell’incrocio non permette alcuna sicurezza al ciclista, sia nel caso debba andare verso via duca d’Aosta che, peggio, svoltare per via Filzi.

In molti paesi europei sono state realizzate la “case avanzate”, ovvero uno spazio dedicato ai ciclisti prima della linea di arresto: questo eviterebbe al ciclista di respirare i gas di scarico dei mezzi a motore, di liberare prima l’incrocio e di essere incidentalmente urtato.

Purtroppo l’attuale normativa italiana non prevede questo tipo di installazione. Non prevista da alcune norma di legge: ma è vietata? 

Tuttavia delle soluzioni esistono, si tratta di applicarle, se si vuole rendere una città a misura di ciclista, con tutti i benefici che ne conseguono.


A questo link un video, in lingua inglese, una possibile soluzione.


Nevio Costanzo

domenica 21 agosto 2016

Burkini , libertà delle donne e potere del maschio



E' di questi giorni la polemica sull'uso del velo, innescata dalla presenza, alla "Lanterna" di Trieste, di donne islamiche con indosso il burkini, indumento leggero che permette loro di stare in spiaggia e bagnarsi senza l'impaccio del pesante hijab, e nel contempo senza mostrare il corpo, nel rispetto della loro religione.

Assurda l'idea di proibire a queste donne di vestirsi così, se ciò le fa sentire a proprio agio. Ingiusto il ricorrere a divieti e multe, come se ciò rappresentasse un'offesa al pubblico pudore, o chissà quale altro reato.

Ipocrita la presa di posizione di tanti politici e amministratori, quasi tutti..., ci tengo ad evidenziare, di sesso maschile, i quali si fanno paladini della libertà e dell'emancipazione femminile contro i soprusi di società misogine e patriarcali.

Se essi fossero sinceramente interessati al problema, e si documentassero in merito, constaterebbero che la violenza sulle donne è purtroppo molto presente anche fra noi occidentali, vedi l'alto numero di femminicidi e di violenze subite da donne ad opera di uomini a loro vicini. E ciò dovrebbe sollecitare dubbi, interrogativi, e un'approfondita riflessione da parte del mondo maschile... che invece qui si preoccupa di veli e burkini.

Concludo chiedendomi se lo schierarsi in difesa delle donne, in un contesto che comporta, oltre a ciò, anche il doversi interfacciare con una cultura diversa, non nasconda piuttosto la paura del maschio occidentale di perdere il proprio controllo in una società che comunque gli garantisce una posizione di potere.

Ma le donne cosa ne pensano?
Daniela C.

Trapassato commerciale remoto.

Il centro commerciale di via Terza Armata è un progetto che risale a 16 anni fa. Anche allora suscitò perplessità perché si diceva che avrebbe contribuito a desertificare il centro cittadino. Oggi francamente appare del tutto fuori tempo massimo, con la presenza del Tiare, di Qlandia, del fatto che anche i megastore iniziano ad avere problemi e a cannibalizzarsi tra di loro, oppure ad andarsene, lasciando il cemento che poi è il comune a tenere degradato o a dover smaltire.
E che senso ha in un quadro auspicabile di rilancio del centro cittadino e delle sue attività commerciali e artigianali?

Ma soprattutto è un'esigenza che la popolazione goriziana sente? Crede che sia utile un centro fitness con arena dove si esibiranno cantanti?

adg

venerdì 19 agosto 2016

Crudity

Alcuni commentatori rimproverano nostri collaboratori perchè scrivono inavvertitamente i post due volte e uno, essendo uguale al primo, lo cancellano. Entriamo qui in una questione di principio che vale la pena approfondire, con un minimo di senso storico. Come gli aficionados ben sanno il Forum ha raggiunto la veneranda età di dieci anni, che non è poco per una lista civica. Nella sua attività il Forum è stato premiato da un grande ed insperato successo quando, con Andrea Bellavite ,siamo entrati in consiglio comunale con ben 5 consiglieri e da altrettante batoste, quando la volta successiva ci è andata male e non ne abbiamo eletto nessuno. Duro è stato metabolizzare l'insuccesso, di cui abbiamo capito i motivi, e grande la delusione. Non era scontato che un gruppo di questo genere, dopo una simile Caporetto, riprendesse la sua strada, motivato dalla passione politica e civile e dalla critica alle cretinate che faceva l'amministrazione. Con grande impegno abbiamo svolto – come per altro abbiamo fatto in consiglio comunale – la nostra battaglia di opposizione, non solo di denuncia, ma anche di proposta in molti campi (lavori pubblici, turismo, cultura, welfare, immigrazione, ambiente, tariffe). Senza tema di smentita posso dire che qualsiasi membro del Forum, per determinazione, senso morale e intelligenza avrebbe fatto una grande carriera negli esangui partiti goriziani, in uno scenario politico spesso popolato da yesmen, cicisbei, opportunisti che scambiano i loro interessi per realismo, fannulloni, criticoni da bar, comunque sempre amici di chi comanda. Ora è necessario capire che questo modo di far politica, attento solo al proprio particulare, ha portato la città allo sfascio: basta farsi di pomeriggio un giretto in città per essere assaliti dal cupio dissolvi. Ora un aderente al Forum che si firma, quindi ci mette la faccia, solo perchè ha il telefono mal ridotto, deve passare per insicuro? Eh no, cari miei, non solo chi si firma non è mai insicuro perchè si espone, ma poi se è del Forum non è insicuro due volte, perchè vuole cambiare la città senza avere la rete protettiva dei partiti, partitini, famiglie, tribù, poteri e poteruncoli. adg

mercoledì 17 agosto 2016

Il Comune vuole scoraggiare i Goriziani dal consegnare il materiale differenziato alle isole ecologiche?

In passato la Giunta Romoli aveva  “scelto di offrire l’opportunità di un recupero spinto monomateriale dei rifiuti  tramite le isole ecologiche, dove i cittadini più virtuosi hanno la possibilità di conferire direttamente tali rifiuti ottenendo sconti sulla bolletta TARI dell’anno successivo” (delibera 30.3.2007). In città si sente spesso dire che tale conferimento sarebbe ormai poco conveniente e che molti lo hanno abbandonato. Abbiamo voluto vedere se e in che misura i valori dello sconto al cittadino sono cambiati ed ecco i dati che abbiamo trovato:

Materiale Sconto Euro/kg.2008 Sconto Euro kg. 2016
Carta                                   0,09 0,064
Vetro                                   0,11 0,030
Plastica                                0,28 0,175
Imballaggi metallo                1,14 0,040 

I dati del 2016 sono presi dalla delibera di quest’anno, mentre quelli del 2008 dalla delibera dello stesso anno. Da notare: il totale degli sconti che vengono riconosciuti al cittadino lo ritroviamo nel Piano Finanziario; qui diventa uno dei costi che insieme agli altri viene ridistribuito tra tutti i cittadini. In altre parole non è a carico del Comune, ma di tutti noi.

Già qualche tempo fa l’Amministrazione Comunale aveva ventilato la decisione di chiudere le isole ecologiche, ritenute troppo care da mantenere; la contrarietà dei cittadini a questa scelta aveva indotto il Comune ha ritornare sulla sua decisione.

La progressiva diminuzione degli sconti ai cittadini non sarà un modo alternativo per allontanare i Goriziani dalle isole ecologiche, per poi chiuderle ? L’Amministrazione ha considerato che la disaffezione dalle isole ecologiche o il loro abbandono farebbe aumentare il totale dei rifiuti indifferenziati ?  E’ questo che vuole?
R. Forzi

lunedì 15 agosto 2016

Depression baby

Dati allarmanti sul diffondersi della depressione nella società locale. Ne sarebbero colpiti una persona su tre, compresi i ragazzi, moltissime le donne. Avere una società depressa che in alcuni casi, forse troppi, per superare il male di vivere usa alcool e droghe (l'esempio tra i giovani è lampante), dovrebbe suscitare qualche interrogativo più angoscioso di quanto si sia letto. Se ai dati sulla depressione, aggiungiamo quelli sulle violenze alle donne, di cui si occupa SOS Rosa con grande competenza, e le osservazioni che i servizi medici fanno sulla salute mentale degli adolescenti, il quadro comincia a essere preoccupante. Una popolazione depressa, che usa psicofarmaci per arrivare fino a sera, che ha poche speranze, deve interrogarci sulle cause del dolore. Non è solo la mancanza del posto di lavoro o la appartenenza alla Mitteleuropa o la vicinanza del confine che ci rendono malinconici, ma probabilmente una serie di fattori che si tratta di individuare. Ai dati che investono lo stato dell'umore del paese si sommano quelli locali,  che risiedono nella mancanza di lavoro, ma soprattutto nella mancanza di sogni e di progetti personali e collettivi. Di una cosa però si può essere certi. Come si deve conoscere e metabolizzare la storia in modo da comprendere quello che accade oggi, nello stesso modo bisogna comprendere la propria storia e capire i motivi di disagio, e se il malessere è diffuso, allora è la società a dover riflettere, ad aprire una discussione, per ciò che è di sua competenza. Cosa rende tanto triste il goriziano? 
adg

venerdì 12 agosto 2016

Le belle kaplice, gocce di cultura

Venerdì scorso si è conclusa la sesta edizione delle Gocce di cultura, l’iniziativa proposta dalla Zveza slovenskih kulturnih društev - Unione dei Circoli Culturali Sloveni che ha animato le notti goriziane della prima settimana d’agosto. Durante le cinque serate, sostenute dalla Regione, dalla Fondazione CARIGO e patrocinate dal Comune di Gorizia, nei Giardini pubblici di Corso Verdi si sono registrate un numero complessivo di 50 esibizioni con più di 120 artisti partecipanti. Le gocce di cultura hanno dato spazio a tutte le arti e a tutte le espressioni linguistiche del territorio, dallo sloveno all’italiano, dal friulano al bisiacco ed a molto altro ancora. Il numeroso pubblico presente ha potuto ascoltare ogni sera poesie e racconti in friulano, in italiano, in sloveno ed in bisiacco. Anche la musica ha animato le serate con la presenza di vari artisti tra cui la scuola di musica Glasbena matica, l’Università della terza età di Nova Gorica con le allieve del corso di cetra, strumenti meno conosciuti come il Didgeridoo – strumento a fiato degli australiani aborigeni, il Sitar – strumento musicale a corde dell’India settentrionale ed il Tabla - tamburo indiano. Numerose anche le esibizioni canore, alcune accompagnate alla chitarra, che hanno proposto diversi brani in inglese, in italiano e spagnolo. Il canto corale è stato introdotto dal coro femminile “Danica” mentre musica e canti popolari sono stati proposti dall’Associazione Abruzzesi e Molisani. Il Fotoklub di Nova Gorica ha presentato una raccolta di fotografie degli associati, la presidente della Scuola fioristi FVG invece ha spiegato il significato dei fiori creando un centro tavola con fiori freschi usando tecniche antiche. Non è mancato nemmeno il varietà. L’Associazione Assi Magici di Gorizia con la partecipazione di Mago Mark e Mago Ravin ci ha introdotti nel fantastico mondo dell’illusionismo. Nadja Šuligoj del TIK TAK Teater recitando la parte di una clochard ci ha avvicinati al tema della povertà. Nataša Paulin e Marta Zorn hanno rappresentato la vita degli anziani negli ospizi. Il cabaret è stato proposto da Tatjana Malalan ed Irene Pahor mentre l’Associazione Onlus Clown di Corsia VIP di Gorizia ha animato una serata con musica, ballo e tanta allegria. Per la danza ci hanno pensato l’ASD Viento Flamenco di Gorizia, il club Country Dance Iron Boot di Monfalcone e le majorettes della Società filarmonica Kras di Doberdò del Lago. Le prime quattro serate si sono concluse con cortometraggi prodotti dal Kinoatelje nell’ambito del progetto educativo I bambini nella grande guerra. La solidarietà e l’unione dei popoli era il tema della serata finale, proposta dalla compagnia teatrale “I viandanti del mondo” che opera nell’ambito del Forum Gorizia (regia di Vito Dalò). La serata introdotta da Edi Bramuzzo ha visto la partecipazione di migranti - ragazzi afgani e pakistani con balli popolari, lettere e testimonianze sugli orrori della guerra alternati da balli tailandesi, poesie in spagnolo, in sloveno e in italiano.

mercoledì 10 agosto 2016

Uno, nessuno e centomila

Gorizia si riconferma laboratorio politico che anticipa, come è successo nel Novecento, tendenze nazionali.
Quello cui stiamo assistendo in questi giorni è una novità assoluta. Il PD, partito che ha governato per molti anni provincia e comuni importanti del territorio, sta implodendo. A Grado, Monfalcone, Ronchi e Gorizia gli amministratori del PD stanno lottando tra di loro per garantirsi un ruolo o un pezzo di potere. A Monfalcone Gherghetta, sospeso dal PD, fa una lista civica fuori da PD, ma che appoggia il sindaco Altran, di fatto commissariandola, perchè le impone il vicesindaco, a Ronchi Roberto Fontanot vede la giunta dimettersi e medita anche lui di staccarsi dalla “ditta”,a Grado abbiamo visto il presidente della provincia candidare una persona alternativa alla scelta fatta dal partito locale. A Gorizia la fine della provincia produce ciò che vediamo:il conflitto non è affatto tra “società civile” e partiti, ma è tutto interno ad un partito, il PD, che fino a poco tempo fa poteva contare sul 40% di voti alle europee.
Nessuna novità dunque nelle liste civiche proposte: sono gli stessi personaggi che hanno gestito, grazie alla loro appartenenza ai partiti, la politica locale da assessori, da sindaci, da presidenti della provincia, che si delegittimano l'un l'altro per continuare ad avere un posto al sole come fanno da decenni. Se Gorizia vuole cambiare davvero non lo potrà fare con la riproposizione del vecchio camuffato da antipolitica e civismo. Bisogna avere il coraggio della discontinuità, la voglia di girare pagina e candidare persone con idee nuove, libere dai rancori e dai legami con il passato. Gente che faccia politica in modo originale, senza scimmiottare in modo poco credibile il linguaggio del Movimento5Stelle (“né destra né sinistra, il cittadino al centro” di Portelli è l’ultimo esempio)conservando nel portafoglio la vecchia tessera del partito. 
adg, Forum per Gorizia

Centenario dimenticato

Ha ragione Gianluigi Chiozza quando nelle segnalazioni di oggi sul Piccolo rimarca il flop delle celebrazioni in memoria dei cento anni della cosiddetta presa di Gorizia. Ha meno ragione il sindaco Romoli quando se la prende con la Regione per i finanziamenti sulla Grande Guerra mancati per una non adeguata comprensione delle richieste del bando. In realtà quella che doveva essere la "capitale del Centenario" è stata totalmente trascurata, i monti sopra Gorizia, per la parte italiana, sono stati mantenuti in ordine da un più che encomiabile volontariato e mentre migliaia di persone da tutto il mondo vengono alla Transalpina per vivere l'esperienza di quello che è stato considerato uno dei dieci più begli itinerari ferroviari d'Europa la città della quale un tempo fu stazione viene quasi totalmente trascurata. Cosa "salvare" di questo pallido Centenario? Per un'adeguata ricostruzione degli eventi si consiglia il volume di Marina Rossi intitolato proprio La presa di Gorizia. I dati che riporta sono impressionanti: solo per parlare dei morti, 50.000 soldati italiani, 100.000 militari austriaci e circa 4000 civili goriziani caduti sotto le bombe o a causa degli stenti. Il senso di questa carneficina è stato evidenziato da un intervento sul Piccolo del cappellano militare Don Schiavone: andiamo sul Sabotino - ha detto in sostanza - per ricordare un'assurda carneficina, pregando per tutte le vittime da ogni parte del fronte e per ribadire il rifiuto della guerra. E per concludere con una riflessione un po' più lieve vale la pena citare due "racconti", quello che Luciano Cicuttin ha offerto al nostro blog e quello - sembrerà strano ma è così - scritto da Sergio Cosma per Il Piccolo: Aurelio Baruzzi, il conquistatore di Gorizia, due anni dopo la fine della guerra viene conquistato da una giovane austriaca, durante un viaggio di lavoro a Vienna. Insomma, l'amore è più forte della guerra! D' altro da ricordare? Mah, ditelo voi...

martedì 9 agosto 2016

La caduta di Gorizia, una riflessione


Come commento all'inquietante manifesto che pubblicizza le iniziative a ricordo dei cento anni dalla "caduta" di Gorizia, si pubblica questa interessante riflessione di Marco Barone. 

Non voglio qui affermare e ricordare concetti che dovrebbero oramai essere ben noti. Ben note dovrebbero essere le migliaia di morti, italiani ed austriaci, nel caldo agosto del 1916 per la battaglia di Gorizia, ben noti dovrebbero essere i ricordi di una città letteralmente distrutta, e che ha accolto le truppe italiane in un deserto vero e proprio.Ben noto dovrebbe essere che l'interventismo è stata la madre del fascismo, così come ben noto dovrebbe essere che nazionalismo e militarismo, sono l'opposto del patriottismo e solo male all'Italia ed a Gorizia hanno fatto.Voglio qui porre l'attenzione sul fatto che quello che doveva essere l'evento degli eventi, per quanto concerne i fatti della prima guerra mondiale e non solo, è stato praticamente ignorato a livello nazionale. Qualche trafiletto dell'ANSA, una riflessione sul sito dell'Espresso, diversi articoli su siti fascisti, qualche riflessione su siti di sinistra, buona attenzione dalla stampa locale. Così come è stato ignorato a livello istituzionale dal punto di vista nazionale. E' dovuto addirittura andare a Roma il Sindaco di Gorizia per portare un dono per il centenario della prima presa di Gorizia al nostro Presidente della Repubblica. In questi giorni, 8 e 9 agosto, a Gorizia vi dovevano essere non alcune delegazioni, ma le massime autorità dello Stato. Visto il prezzo pagato per conquistare una città, che poi è stata praticamente dimenticata. Vista tutta la propaganda che per anni è stata fatta su Gorizia, e la sua importanza per l'unità d'Italia. Invece nulla di tutto ciò è avvenuto. Il centenario della prima presa di Gorizia, che ha visto sventolare il tricolore in Piazza della Vittoria, con l'arrivo di paracadutisti, ed una scarsa partecipazione di goriziani, circa 2000 riporta la stampa locale, è stato un fallimento clamoroso. Un fallimento per la storia, un fallimento per la memoria delle vittime tutte, un fallimento per la Gorizia d'Italia, ora santa ora maledetta. In sostanza tale evento si è ridotto ad una banale commemorazione di estrema periferia.  Poveri giovani, povere vite spezzate, che hanno dovuto seguire per costrizione i loro comandanti, con ordini criminali, per incontrare una violenta morte, per sottrarre un fazzoletto di terra al nemico di sempre, un fazzoletto di terra bagnato di sangue, un fazzoletto di terra che a causa di politiche vigliacche nazionalistiche e fasciste ha perso tutto per diventare il nulla. Questo centenario,per come gestito, si è tradotto semplicemente in una enorme ed irripetibile occasione persa. Una occasione mancata per restituire a Gorizia quella centralità storica,politica,simbolica,che ha in modo deprimente smarrito .
Marco Barone 

Il giro delle Giulie in bicicletta: una proposta per l'estate

Lo Jof di Montasio dal ponte di Dogna

La bella ciclabile Alpe Adria nei pressi di Tarvisio

L'Isonzo a Tolmin
Chi proviene da Gorizia, dopo aver attraversato Cormons, Cividale, Faedis, Nimis e Tarcento, può entrare nell'Alpe Adria all'altezza di Gemona e percorrerla attualmente per un breve tratto fino a Venzone (circa 80 Km.). Occorrono altri 15 km sulla trafficata statale che lambisce Portis, Carnia e Moggio Udinese per raggiungere Resiutta e immettersi nella parte più bella della ciclovia. Con una pendenza costante che non aggiunge mai il 2% si sale lungo il tracciato dell'antica ferrovia, colpiti sia dai paesaggi straordinari che dall'intelligenza dei costruttori che hanno annullato i dislivelli realizzando piccole gallerie e arditi ponti. E' da ricordare fra gli altri il ponte di Dogna dal quale si può ammirare il panorama che per un istante affascinava Julius Kugy in viaggio verso le "sue" Alpi Giulie: lo Jof di Montasio dominante la dolce Val Dogna. Tra boschi e villaggi con le loro stazioni abbandonate l'itinerario raggiunge Ugovizza e si apre verso la Valbruna incastonata nello scenario dello Jof Fuart e della Madri dei Camosci. Si sfiora Camporosso protetti dal Monte Santo del Lussari e si raggiunge finalmente Tarvisio (48 km. da Resiutta). A questo punto la strada più corta per tornare a Gorizia implica la scelta di raggiungere una non troppo impegnativa Cima Coppi, passando presso le miniere di Cave del Predil, gettando uno sguardo sul bellissimo Lago e inerpicandosi lungo i tornanti del passo (attenzione a una galleria in curva di 200 metri assolutamente non illuminata - molto pericolosa, chissà perché lasciata in quello stato), fino alla quota di 1156 metri. La discesa verso la valle dell'Isonzo è vertiginosa. Sotto lo sguardo del Mangart (i più allenati possono tentare di raggiungere i 2000 metri risalendo una strada militare considerata una "classica" del ciclismo), dello Jalovec e della parete di Bretto, si sfreccia attraverso Strmec, Log pod Mangartom e Bovec, per raggiungere con tanti successivi saliscendi Žaga, Srpenica, Trnovo e finalmente Kobarid. Qui conviene scendere fino al ponte di Napoleone e seguire la ben poco frequentata strada asfaltata che congiunge i paesi disseminati sulla sponda sinistra dell'Isonzo. Un pensiero va inevitabilmente al poeta Simon Gregorčič, sepolto nella chiesa di San Lorenzo, ai tanti morti nella prima guerra mondiale tra i quali molti italiani ricordati a Dalje da un evidente monumento. E si arriva a Tolmin, aggirando la strana collina piramidale di Koslov Rob. Una breve discesa ed eccoci di nuovo sull'Isonzo che qui scorre ampio e maestoso (vedi foto) fino all'abitato di Most na Soči (circa 80 km da Tarvisio). A questo punto chi ha ancora gambe e fiato può affrontare la salita verso Čepovan e la successiva lunga discesa verso Gorizia, passando per Grgar sotto Svta Gora (Km.35). Chi invece preferisce abbreviare senza dover affrontare la salita o il pericoloso tratto della strada dell'Isonzo fino a Kanal (da dove inizia la ciclovia per Plava e la ciclabile del Sabotino), può comodamente salire sul treno caricando la propria bicicletta e scendere alla stazione della Transalpina. E' la proposta di una lunga e affascinante pedalata, circa 230 km percorribili senza troppi affanni in un paio di giorni.

sabato 6 agosto 2016

6 agosto 1916, una domenica nella Gorizia in guerra

Il  6 agosto del 1916 era domenica, nonostante la guerra le funzioni religiose continuavano a svolgersi regolarmente. Anche quella mattina  Augusto Borghes nato nel 1903 assiste alla messa nella chiesa di San Rocco celebrata dal parrocco Mons. Dott. Carlo de Baubela.
A casa, un nucleo di edifici ancora esistenti in via Scuola Agraria n. 5  e storicamente indicati come"Ciasis dalis Orlandos", è presente solo la mamma Francesca Orlando nata nel 1870. I tre figli Ugo del '94, Pepi del '96  e Berto del '99 sono sui Carpazi, la figlia  Maria del '97 è ausiliaria in un ospedale militare austriaco dove conoscerà Albino del '98, suo futuro marito,  ricoverato perchè colpito da un proiettile sul fronte russo.  
Finita la celebrazione, il tredicenne Augusto torna a casa e si siede davanti all'ingresso  a conversare con Francesco Doliach,  un vicino di 48 anni. Una bomba, sparata dal Calvario, li uccide entrambi mentre  la madre che in quel momento è in cucina  si salva nonostante la terribile esplosione.
Due o tre giorni dopo, la salma di Augusto viene trasportata verso il cimitero della Grazigna posto  al nord della città, ma giunti in "Piazza Catterini" arriva la notizia che gli italiani stanno entrando in città. I dipendenti comunali addetti al trasporto funebre, staccano i cavalli e si danno ad una precipitosa fuga piantando sul posto bara e seguito costituito dalla sola madre Francesca, che nulla può se non allontanarsi dopo un po' anche lei. Della salma del ragazzo non si seppe mai più nulla, rimase vivo solo il ricordo ed il dolore di questa scomparsa causata proprio dalla 6^battaglia sull'Isonzo.
Ricordo solo che nel 1976 a distanza di sessanta anni dai fatti la sorella, che io ho sempre chiamato nonna Maria e che perse comunque per l'Italia un figlio nella seconda, mi espresse con tutta la rabbia che ancora aveva in corpo, il suo disappunto leggendo l'invito inviatomi dal Comune a partecipare alle celebrazioni per la cosiddetta "redenzione" della città di Gorizia, presenziate dall'allora presidente del senato onorevole Amintore Fanfani.
Ho voluto dar voce con questo ricordo ai dolori che la "Grande Guerra" ha inflitto alle nostre famiglie, e come ben espresso da Franco Cecotti  "per gli abitanti del Goriziano, di Trieste, dell'Istria e delle valli dell'Isonzo (ora in Slovenia), la memoria della Grande Guerra generalmente non si riflette nella monumentalità di Redipuglia o dei sacrari di Oslavia o Caporetto, poichè essi custodiscono le salme di soldati provenienti da tutte la regioni italiane, ma non dalla Venezia Giulia. Sui monumenti dedicati alla I guerra mondiale in provincia di Gorizia e di Trieste sono scolpiti i nomi dei volontari caduti nell'esercito italiano (pochi ed eroici nella scelta della diserzione dall'esercito austro-ungarico e dell'arruolamento), ma non sono riportati i nomi dei loro concittadini morti a migliaia combattendo nell'esercito austro-ungarico. Ciò comporta che la monumentalità di costruzioni come Redipuglia e Oslavia non rappresenta, per la totalità degli abitanti della Venezia Giulia, un richiamo alla pietà verso chi ha pagato il prezzo più alto per la guerra, ma riveste solamente il ruolo di simbolo della unità nazionale (e per una parte della popolazione locale un simbolo altrui ), a cui con il mutare delle generazioni ci si adegua, per convinzione o per costrizione e in fine per disattenzione...".
Luciano Cicuttin

venerdì 5 agosto 2016

Per una cittadinanza terapeutica...

"Riuscire a riconnettere le risorse della gente con le risorse delle istituzioni: è questa la grande terapia per ricostruire la città, la città che cura, una città capace di trovare la risposta ai nostri bisogni collettivi. Ma que­sta città può rispondere ai bisogni collettivi solo se le sue forze non sono frammentate, se le tribù non sono più tribù, se si buttano giù i muri tra i vari saperi, tra le varie di­scipline, tra i vari poteri, tra i vari ambiti." (F. Basaglia)

Gorizia, 6 agosto 1916 1945 2016

Per più di vent’anni, ogni 6 agosto, ricordando la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki la Comunità Cristiana di base di Gorizia attraverso un “Gruppo di amici” ha proposto alla cittadinanza una possibilità di trovare indicazioni progettuali che vadano nella direzione di una reale trasformazione del vivere sociale. L’anno scorso il tema è stato:
 “ A 70 anni dalla bomba atomica che cosa c’è di nuovo? Niente! Sul mondo è calata la nube della violenza e della paura”!.
 Quest’anno non ci si incontrerà al Parco della Rimembranza per non “intralciare” il programma della “festa per la presa di Gorizia” organizzato dal Comune, ma ci sembra opportuno e doveroso proporre quel messaggio di pace che Giuseppe Ungaretti – pure lui soldato sul Carso durante la guerra 1915-18 – scrisse il 21 maggio 1966 all’allora Sindaco di Gorizia, Michele Martina e a “Iniziativa Isontina”:
 “ Il nome di Gorizia non era il nome di una vittoria, non esistono vittorie sulla terra se non per illusione sacrilega, ma il nome di una comune sofferenza, la nostra e quella di chi ci stava di fronte e che dicevamo il nemico, ma che noi, pur facendo senza viltà il nostro cieco dovere, chiamavamo nel nostro cuore fratello”!.
Queste parole sono per noi rinnovato impegno, auspicio di riconciliazione e  di pace feconda per i popoli coinvolti “nelle inutili stragi”.
Per la Comunità Cristiana di base e per il “Gruppo di amici”,don Alberto De Nadai

mercoledì 3 agosto 2016

Liste "civiche"?

Osservando alla finestra le discussioni e le polemiche sulla discesa in campo di Federico Portelli e Ilaria Cecot e la posizione del PD che critica il comportamento del suo assessore “core ingrato”, offriamo alcuni spunti di riflessione sulla vicenda. Non c'è dubbio che il “caso goriziano” si inserisca in una tendenza nazionale, che è quella della perdita di appeal dei tradizionali partiti, che sembrano giunti al capolinea della loro vicenda politica per diventare, come affermano da sponde opposte Gianni Cuperlo e Stefano Parisi, dei “comitati elettorali” che piazzano persone nei posti decisionali. Il distacco dalle persone è evidente, l'astensionismo è in crescita. In questa fase politica non è affatto sicura la candidatura all'interno di un partito. A Gorizia poi c'è stato un altro fatto: la chiusura della Provincia con la disponibilità di molti ex assessori (anche Mara Cernic sarà della partita, con una propria lista civica) a “correre” per le elezioni comunali, ritenendo legittimamente di avere ancora qualcosa da dire e da dare alla città. Fa sorridere però sentir parlare di “liste civiche” o di “civismo” da parte di persone che, fino a pochi giorni prima, la tessera del partito che garantiva l'essere assessore, ce l'avevano eccome e l'hanno abbandonata al momento della possibile candidatura, anche se i motivi di dissidio con il partito duravano da lungo tempo. Il civismo non può essere, secondo noi, una porta girevole, un taxi che si prende al volo in mancanza del mezzo pubblico, un modo per restare comunque sulla scena, ma una scelta molto più impegnativa e da farsi, eventualmente per essere credibili,  in tempi non sospetti.

Detto questo il Forum che lista civica è da ormai dieci anni ci tiene a chiarire alcuni punti. 1) la città deve cambiare radicalmente: non possono essere i vecchi partiti e le vecchie persone che la governavano in maggioranza o all'opposizione a produrre questo radicale cambiamento 2) c'è dunque bisogno di un sindaco giovane, con nuove idee e nuovo entusiasmo, fuori dalle reti amicali e dei soliti compromessi 3) nessuna alleanza è possibile con forze che non abbiano le caratteristiche di essere energie nuove, che partono dal basso e che possono iniziare davvero un diverso percorso 3) le primarie di coalizione sono un non senso in questo contesto e tra l'altro sarebbero del tutto incontrollabili dal punto di vista organizzativo. Il Forum quindi prosegue la sua strada e sta incontrando diversi gruppi e cittadini interessati. I primissimi di ottobre, sindaco, programmi e prospettive saranno offerti ai cittadini che poi decideranno.

Forum per Gorizia

martedì 2 agosto 2016

Circuito transfrontaliero.




E’ risaputo che muoversi fa bene e, soprattutto, all’aria aperta. La bici è il mezzo che aderisce al meglio nello svolgimento questa attività, al pari del camminare, non dimenticando che, utilizzando la bici, purché esistano ciclabili di qualità, per andare a scuola, al lavoro, al servizio del cicloturismo e dello svago, migliora la propria salute e quella dell’ambiente.

Perché allora non realizzare un circuito ciclabile transfrontaliero?

Il tracciato di quasi 25 Km, è nella quasi totalità in piano, attraversa zone a poco traffico, una buona percentuale su ciclabili esistenti dei comuni di: Gorizia, Solkan (Salcano) Nova Gorica, Šempeter-Vrtojba (San Pietro di Gorizia - Vertoiba), Miren (Merna), Savogna d’Isonzo (Sovodnje ob Soči).


Qualche punto critico esiste, ma un progetto adeguato per superare le difficoltà, porterebbe un valore aggiunto al territorio e migliorerebbe la qualità della vita.


Nevio Costanzo

Per chi desidera, qui il link alla mappa:
https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1FhxPZgU8ntWZ_hgDfdsiCM-d0ys&usp=sharing

e qui il tracciato:
https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1FhxPZgU8ntWZ_hgDfdsiCM-d0ys&usp=sharing
oppure:
https://drive.google.com/file/d/0B7mnwipsaK0Db0RTbTBWTno3Ulk/view?usp=sharing

Sante parole

Non è giusto e non è vero identificare l’islam con il terrorismo e la violenza. A me non piace parlare di violenza islamica perché tutti i giorni sui giornali vedo violenze anche in Italia ad opera di cattolici battezzati.