domenica 31 luglio 2016

Aglio, frattaglio, capadice e capodoglio...


Ascensore al Castello: grande opera incompiuta di Gorizia (assieme ad altre indicate sul giornale).
Costo finora: oltre 8 milioni (OTTO MILIONI) di euro.
Tempi di conclusione: mai
Commento del sindaco: ci si è messa la malasorte.

Nota: bastava dirlo prima e i goriziani si sarebbero muniti di corno rosso, avrebbero gettato sale dietro le spalle, sterminato i gatti neri. Ma se non sappiamo niente...
Ma invece io un approfondimento sulle grandi opere incompiute lo farei, ma non dal punto di vista della cabala, ma degli interessi concreti. 

adg

Dura E-lectio


Intervengo a titolo strettamente personale su alcune questioni che hanno sollevato Portelli e Cecot non tanto sulle pagine della stampa, ma su fb. Una, posta da Ilaria, riguarda la gavetta che chi vuole amministrare la macchina burocratica dovrebbe avere preventivamente fatto per essere maggiormente efficiente. Certo, è meglio sapere che non sapere, ma ci troviamo davanti a realtà paradossali. Chi più di Romoli, che ha percorso l'intero cursus honorum della politica locale e nazionale, che ha rapporti, relazioni, strategie, avrebbe dovuto governare meglio?

Purtroppo non è cosi'. “Contano le persone”, - aggiunge - appunto è questo il secondo problema. Vogliamo che altre persone giovani possano imparare l'ars governanandi, vogliamo che anche i giovani possano entrare nelle segrete stanze o esse saranno occupate solo da esperti navigati che formeranno inevitabilmente quello che con orribile parola veniva chiamata “Casta”? Io personalmente credo che la politica abbia bisogno di un reale cambiamento, di stile, di facce, di modi di intenderla. 


Affettuosamente, a uno che potrebbe essere mio figlio, Federico Portelli, suggerisco di non parlare del “settarismo” della sinistra, di non indulgere nel sottolineare i difetti, i buchi nell'acqua, ecc. Il Forum è un gruppo talmente aperto e frequentato da rischiare l'infiltrazione della digos; i buchi nell'acqua, caro Federico, li abbiamo fatti tutti, ma come dice il nostro, non è che da un errore si giudica un giocatore. Evitiamo di sottolineare i difetti, le mancanze,i limiti, che abbiamo tutti, dico tutti, ma che è bon ton strategico non sottolineare, perché, come dici, siamo magari d'accordo su molte cose, e poi l'avversario è la destra. 
adg

giovedì 28 luglio 2016

Gorizia, la piccola fiammiferaia

Oh ma veramente il goriziano comincia ad avere il complesso della piccola fiammiferaia, dell'abbandonata di Cluny, dell'orfanella di Napoli, della trovatella di Secondigliano. Dico, una ce ne andasse bene, una. Gorizia ha perso pure il bando regionale sulla prima guerra mondiale, dietro a Fogliano e al Consorzio culturale del monfalconese. Francamente un po' di paranoia viene anche a chi cerca di mantenere i nervi saldi. Se non è Gorizia a vincere il bando, ma chi lo deve fare? Abbiamo storici, studiosi, ricercatori, collezionisti, musei, non c'è persona che non abbia cimeli della guerra, che non compri ai mercatini. Possibile che non si riesca a fare un progetto che vinca? E' veramente incredibile. Comunque le alternative sono due: o a Torrenti stiamo proprio antipatici, ma bisogna comunque andare a dire che le continue frustrazioni non ci faranno crescere ma ci deprimeranno sempre di più, oppure il progetto non ha rispettato alcune clausole, come dice l'assessore regionale. In ogni caso cerchiamo di porre rimedio a questa ennesima umiliazione.
adg

Il Forum per Gorizia e le elezioni amministrative

La simpatica sintesi delle posizioni politiche goriziane proposta l'altro giorno sul Piccolo dal bravo Alessandro Cattaruzza fa pensare alla griglia di partenza di un gran premio di Formula 1. Ricordando opportunamente che non sempre chi è in pole position vince la gara, viene tirata in ballo anche la squadra del Forum per Gorizia, riconosciuta come possibile outsider anche se con l'indicazione dei piloti sbagliati.
L'associazione goriziana ha infatti le idee chiare non solo per ciò che concerne programmi e prospettive, ma anche l'identità del candidato sindaco. Per quanto riguarda i primi il percorso verso le elezioni si aprirà alla fine di settembre con la presentazione delle idee per il futuro del territorio goriziano maturate in dieci anni di riflessioni e discussioni. Alcune delle linee fondamentali sono state già più volte indicate: solo per portare qualche esempio, la Cultura come fondamento dell'azione politica, la difesa dell'ambiente e la lotta alle scandalose cattedrali nel deserto di cui gli ascensori al castello sono simbolo efficace, la relazione con Nova Gorica e gli altri comuni limitrofi in Slovenia e in Italia come condizione per un rilancio produttivo e imprenditoriale, un welfare comunitario fondato sulla tutela e sul l'accoglienza di tutti i cittadini, italiani o stranieri che siano, la valorizzazione della presenza degli istituti accademici.
In un sistema elettorale a doppio turno si ritiene inoltre un valore e non una criticità la presentazione di diverse liste, anche di almeno apparentemente simile orientamento politico. Per questo il Forum non ritiene di appoggiare al primo turno alcun candidato che sia espressione del Partito Democratico o di altri partiti del centro sinistra con i quali in questi ultimi anni c'è stata scarsa condivisione di intenti e praticamente nessun confronto sui temi principali della vita cittadina. Il Forum è convinto invece di poter offrire al gran numero di cittadini che hanno perso fiducia nell'autentica politica amministrativa un punto di riferimento importante, in grado di poter competere anche in caso di un eventuale ballottaggio contro il candidato del centro destra. 
Il candidato del Forum per Gorizia è un artista giovane e nel cobtempo molto competente, impegnato nella Politica ma lontano da qualsiasi appartenenza partitica, operatore sociale con una forte conoscenza delle tematiche del welfare, in rapporto con l'imprenditoria locale come con la realtà culturale, aperto alle istanze della modernità, conoscitore della realtà slovena da una parte e dall'altra del confine. Insomma, una vera possibile rivelazione, in grado di conquistare la pole nel gran premio delle prossime elezioni. Come si chiama questo pilota che raccoglierà l'eredità politica di Anna Di Gianantonio, Andrea Bellavite, Rosamaria Forzi e tanti altri esponenti del Forum? Ancora qualche giorno di pazienza e lo saprete, non si vuole correre il rischio di bruciare il motore prima ancora di essere in gara. 
Forum per Gorizia

martedì 26 luglio 2016

La rivoluzione della nonviolenza

È stato ucciso un parroco, nel nord della Francia. Si tratta di un'altra vittima di questa estate che sta portando nel cuore dell'Europa la sensazione di terrore che molti popoli e nazioni hanno vissuto negli ultimi decenni. Davanti a questo stillicidio di morti provocati da una folle ideologia pseudo religiosa o dal disagio esistenziale postmoderno il primo pensiero deve andare alle vittime, il secondo alle strategie per evitare che esse si moltiplichino ancora. L'invocazione della vendetta, l'ignorante denigrazione di una religione professata da un terzo dell'umanità, il rifiuto dell'accoglienza degli immigrati stabilendo la proporzione tra gli ingressi e gli atti terroristici... tutto ciò, oltre che propaganda priva di qualsiasi proposta alternativa, rischia di gettare molta benzina su un fuoco che il razzismo e l'egoismo hanno già abbastanza alimentato. Non servono a molto neppure i proclami di chi afferma che "la situazione non è più tollerabile" e che "le forze del male saranno sconfitte". Sono prese di posizione consolatorie, anch'esse prive di qualsiasi proposta concreta. Una soluzione possibile può giungere proprio dalla morte di un prete, di un uomo cioè che ha dedicato la sua vita alla causa del Vangelo della pace, della nonviolenza attiva e della giustizia sociale. Nessuna arma può fermare la follia omicida, soltanto quella della consapevolezza che solo le ragioni della fraternità e della solidarietà planetaria possono vincere la brutalità del terrorismo e della guerra. Invocare vendetta di fronte all'assassinio di un prete significa calpestarne la memoria, scegliere di lottare per un mondo più equo e giusto vuol dire rendere meno assurdo il suo sacrificio.

lunedì 25 luglio 2016

Ronde

Leggo che esponenti della destra fanno ronde, alcune con cani, al Parco di Piuma o sul greto dell'Isonzo. Ma chi autorizza questi signori, illustri sconosciuti, a ergersi a tutela dell'ordine pubblico? Hanno una divisa? Hanno un mandato e di chi? Tutelano chi e da che cosa? Io non voglio essere difesa da Casapound o da chicchessia, per farlo ci sono le persone competenti e titolate. Non scherziamo con il fuoco ragazzi, perché si rischia di questi tempi di scatenare violenza, proprio quella che si dice di voler evitare. Sento crescere un clima intollerante, persecutorio e irrazionale che non fa per nulla bene al vivere quotidiano. Di apprendisti stregoni ne abbiamo visto troppi all'opera e ancora ne paghiamo le conseguenze. Quindi le ronde non possono essere autorizzate, punto.
adg

domenica 24 luglio 2016

La trasparenza non è di casa a Irisacqua, così come nelle altre società partecipate.

       
La tariffa per il servizio idrico integrato si compone di tre voci: acquedotto, depurazione e fognature, quota fissa; mentre le prime due si riferiscono a consumi e variano a seconda dell’area territoriale di riferimento, la terza (ex nolo contatori) non ha contenuti predeterminati. Gorizia detiene il non invidiabile primato della “quota fissa” più alta in Italia, che rappresenta più di un terzo dell’intera tariffa (€ 315,00). L’associazione indipendente Cittadinanza attiva, nella sua ultima indagine sul sistema idrico integrato in Italia, ha evidenziato rispettivamente una tariffa minima, media e massima.  In particolare, questa è la situazione:
voce “quota  fissa“ 2016 nelle province italiane
  • tariffa minima € 3,7 Milano
  • tariffa media € 30,00
  • tariffa massima € 108,00 Gorizia
E il primato non è solo di quest’anno: già lo scorso anno la “quota fissa” di  Gorizia, ammontava a 99 euro, mentre a Udine era di 23 euro. In un’intervista al Piccolo del gennaio scorso il Direttore Lanari sosteneva che l’alta quota fissa gli permetteva di fare agevolazioni tariffarie alle famiglie numerose e a quelle con ISEE inferiore a 7.200 euro: ma Udine e Pordenone si comportano allo stesso modo e danno le stesse agevolazioni con una quota fissa molto inferiore.
Nello scorso mese di gennaio il Forum per Gorizia ha chiesto al dott. Lanari, direttore generale e responsabile per la trasparenza: “quali effettive voci di spesa comprende la “quota fissa”? In altri termini, come viene calcolata la  “quota fissa”? Il dott. Lanari ha risposto alla nostra lettera, ma quanto ha scritto è sostanzialmente una “non risposta”. Infatti ci ha detto che 1) l’articolazione tariffaria del sistema idrico integrato è competenza dell’ente d’ambito, 2) quando la gestione era in affido ai Comuni o ai loro Consorzi, gli interventi strutturali venivano svolti a fronte di specifici stanziamenti statali o regionali, 3) Irisacqua ha una media di investimento per abitante superiore alla media in Italia.

Quindi nessuna risposta che entrasse nel merito delle informazioni richieste; ci è stato risposto con parole, quando noi invece chiedevamo numeri.
A pagina 11 del Bilancio di Irisacqua 2015, leggiamo che le utenze servite nell’Isontino sono 62.013. E siccome i numeri hanno un’immediatezza che alle parole talvolta manca, proviamo a moltiplicare le utenze per 108 euro, cioè la “quota fissa” per singola utenza. Complessivamente si tratta di  6.697.404 euro: questa è la somma che Irisacqua riscuote dai cittadini dell’Isontino con la quota fissa ed è una cifra di non poco peso.

Secondo il Forum per Gorizia, a questo proposito ci sono due problemi seri.  Il primo è l’ammontare esorbitante della quota fissa che rispetto alla media delle altre province è più del triplo: come abbiamo visto la giustificazione di aiutare con quella cifra gli indigenti non tiene, ma neppure quella di fare elevati investimenti, che dovrebbero ridurre le perdite dalle condutture . Se consideriamo le perdite, la provincia di Gorizia ha tuttora il 37% delle perdite d’acqua a fronte di una media nazionale del 26%. Senza contare che le perdite della vicina Udine sono solo al 10%.

Il secondo problema è legato al primo ed è la mancanza di trasparenza.  Irisacqua incassa ogni anno complessivamente dai cittadini utenti la cifra ragguardevole di 6.697.404 euro con la quota fissa e non dà ai cittadini stessi nessuna rendicontazione, neppure a fronte di una richiesta specifica.   Il Forum per Gorizia si è rivolto al dott. Lanari  anche per chiedere di pubblicare sul sito i compensi e i premi di risultato dei dirigenti, come da leggi vigenti. Ci è stato risposto che ci sono, ma noi non li vediamo: vediamo soltanto il compenso del Presidente. Ricordiamo di averli visti in passato, ma ora sono scomparsi e vorremmo sapere esattamente sotto quale voce si troverebbero.

Abbiamo un’altra domanda: se le risposte in merito alla trasparenza del responsabile della trasparenza non sono esaurienti, a chi dobbiamo rivolgerci? forse al Presidente? o al sindaco Romoli, azionista di maggioranza ?
Rosamaria Forzi

venerdì 22 luglio 2016

Dopo di noi... il welfare ai privati

La speranza dei genitori di garantire al figlio disabile le migliori condizioni di vita possibili, anche quando loro non ci saranno più, diventa oggetto di accorato interesse da parte del governo Renzi, tanto da rivolgerle una legge, la 112/2016, denominata "Dopo di noi".
Stabilendo una serie di misure per le persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare, in quanto mancanti di entrambi i genitori, il provvedimento fa entrare in gioco, accanto ai soggetti istituzionali (che già le leggi precedenti avevano individuato), anche assicurazioni, ONLUS e altri privati, da coinvolgere, utilizzando finanziamenti specifici.

La somma, stanziata a suo tempo dalla legge di stabilità 208/2015, ammonta a 270 milioni di euro, cioè 90 milioni per ciascun anno, nel triennio 2016-2018. Di questa cifra, in base alla 112/2016, solo 184 milioni vanno a far parte di un Fondo, da ripartire fra le Regioni, da utilizzare per progetti che favoriscano l'autonomia e l'inclusione sociale dei disabili, evitando la loro istituzionalizzazione. I residuali 84 milioni (ben quasi un terzo della cifra complessiva) vanno invece a coprire le minori entrate fiscali dovute alle agevolazioni previste. La 112/2016 infatti prevede forme di finanziamento aggiuntive, provenienti dalle tasche delle stesse  famiglie (o da eventuali altri privati benefattori), come la stipula di polizze assicurative a favore della persona disabile, la costituzione di fondi privati, e modalità di affidamento di beni assoggettati a vincolo di destinazione. Stabilisce, a tal fine, particolari agevolazioni fiscali (nello specifico, più vantaggiose detrazioni nella dichiarazione dei redditi ed esenzioni dalle imposte di successione e donazione), rappresentando, in tal modo,  un invito, per ora implicito, a stipulare contratti privati a tutela dei propri cari; cosa che diventerà ben presto esplicita, visto l'impegno del governo ad avviare "campagne informative al fine di diffondere la conoscenza delle disposizioni della presente legge..." (art. 7). Un favore dunque a istituti bancari, assicurazioni ed enti privati.

Quale futuro per i disabili privi di un adeguato sostegno economico familiare?

Dovranno sperare nella mutua solidarietà delle famiglie più ricche, nel volontariato o nella filantropia di privati, visto che, essendo le risorse ripartite fra più soggetti, il ruolo delle istituzioni pubbliche, garanti dell' uguaglianza  sociale di tutti i cittadini, verrà sminuito. Un governo garante di tali diritti avrebbe utilizzato quei 270 milioni di euro per potenziare e migliorare quei servizi che già operano, con metodo e professionalità, per l'autonomia, l'integrazione sociale ed il benessere di tutti i disabili (con o senza genitori), e che stanno gradualmente perdendo le loro risorse.
dc

Cos'è il blog del Forum?


Lo spazio che costantemente il Forum occupa con i suoi commenti o proposte politiche non vuole essere il luogo dove persone anonime insultano, tra l'altro sempre con gli stessi argomenti, chi scrive, oppure, quando si parla di un problema, ne introducono sempre un altro, che, al 99% dei casi, riguarda il tema dei profughi. 

Come ci hanno insegnato alle scuole elementari e medie, non si possono sommare mele con pere, né andare fuori tema, per cui, pur consentendo l'anonimato, taglieremo tutti quei post volgari, offensivi, razzisti, anche per rispetto a chi vuole scrivere sul blog ma non essere sommerso da aggressività e irrazionalità. 

In attesa del 25 luglio ripuliamo le strade


Si avvicina la ricorrenza del 25 luglio, data della caduta del fascismo che nel 1943 suscitò l'entusiasmo della popolazione, da anni coinvolta in una guerra spaventosa che tutti speravano finisse con la rimozione di Mussolini dal governo. Purtoppo gli anni che seguirono furono quelli duri dell'occupazione nazista. La fine del fascismo ed il suo risorgere nella Repubblica Sociale Italiana riacutizzarono le sofferenze della gente e del territorio occupato da nazisti pieni di odio verso gli italiani “traditori” dell'alleanza.

Nel recente volume di Gorgio Liuzzi “Violenza e repressione nazista nel Litorale Adriatico” vengono rievocati tutti gli incendi, le uccisioni, i rastrellamenti e le deportazioni che avvennero in quel terribile biennio, alcune dei quali, come l'eccidio di Torlano in Friuli, venne esaminato dalla magistratura di Padova appena nel 1995, perchè faceva parte di un fasciscolo contenuto nel cosiddetto “armadio della vergogna” in cui furono nascosti i crimini tedeschi ma anche quelli dei collaborazionisti italiani che li guidarono nelle loro azioni. 

Questo per sottolineare quanto ancora si debba studiare la società di quel tempo, le connivenze, le delazioni, come ha fatto per Trieste Roberto Curci in “Via S. Nicolò 30”  o gli atti di rispetto reciproco, come sottolinea per Gorizia Roberto Covaz nel suo recente “La casa del duce”. Che la politica nei confronti degli sloveni e dei croati da parte del fascismo sia un esempio di escalation razzista che non ha paragoni nel resto del paese è una realtà presente ormai anche nei libri di storia. Per questo in un territorio sensibile come il nostro vanno rimosse tutte le scritte che inneggiano al fascismo, al suo ritorno e alla sua ideologia.

Una ne compare da tempo all'imbocco della rampa  che porta al ponte 9 agosto che risale probabilmente al 25 aprile, quando fu concessa ad una organizzazione che si richiama al fascismo di manifestare nel giorno della Liberazione; un'offesa che gli antifascisti difficilmente dimenticheranno, anche perchè proprio quel giorno, nell'Auditorium di via Roma, la Prefettura di Gorizia assieme all'Anpi provinciale, consegnava le medaglie a circa 110 partigiani isontini. Ci appare doverosa e urgente, dopo tanti mesi,  la cancellazione di quella scritta volgare ed oltraggiosa da parte di chi ne ha le competenze.
adg

martedì 19 luglio 2016

... sono passati 15 anni

Questo è  il volantino che il Forum sta distribuendo in città. Venerdì 22 dalle 18:30 saremo in piazza S. Antonio.

La storia dell’ascensore al castello inizia in occasione del Millenario della città (1001-2001) ed è una storia complicatissima che vede progetti fatti e rifatti, perchè, come era prevedibile, sono stati scoperti reperti archeologici che hanno mutato l’iniziale progetto di ascensore in verticale e prevedono ora addirittura una “struttura in sotterraneo” che oltrepassi i resti del muro ritrovato sottoterra.

Nel frattempo sono passati 15 anni, i costi previsti sono lievitati dai due milioni iniziali e sono a tutt’oggi difficilmente quantificabili, dato il dilatarsi dei tempi, il cambio del progetto, il fallimento o la rescissione del contratto di ben due ditte che si erano aggiudicate i lavori.

L’ascensore non si doveva fare: è un’opera inutile, costosa, e di difficile realizzazione, ma le giunte che si sono succedute, fino al decennio di Romoli, non hanno mai abbandonato il progetto, sventrando la collina del castello e consegnando alle generazioni successive costi esorbitanti di gestione o la collina deturpata. La voce di chi, come il Forum, ha chiesto per anni di bloccare i lavori e di indire una consultazione popolare su questo tema, non è mai stata presa in considerazione.


I goriziani da 16 anni non sanno:
• quanto è costato finora l’ascensore
• quando finirà l’opera
• quanto costerà alla fine
• quali saranno i costi di gestione e, se ci sarà, quanto si prevede d’utile.


Il sindaco risponda con chiarezza ai cittadini che vedono la collina deturpata, i lavori fermi, milioni di euro buttati via.

lunedì 18 luglio 2016

Una riflessione di Pier Paolo Pasolini

Il coraggio di chiamare per nome...

Costo dei servizi


Le società partecipate monopoliste che forniscono servizi ai cittadini non hanno interesse a tenere sotto controllo i costi e non lo fanno. E’ un dovere dei sindaci diventare rappresentanti dei cittadini e controparte delle società partecipate, per ottenere i servizi migliori e i costi più bassi per i cittadini.
Le società partecipate sono aziende monopoliste e per definizione non hanno concorrenza. Non hanno bisogno di confrontarsi con il mercato e di verificare periodicamente le loro strategie per migliorarle, in funzione dei  loro risultati; non saranno mai soppiantate da altre aziende, capaci di ottenere migliori performance. E non hanno neppure bisogno di porsi come obiettivo quello di contenere i costi per l’utente. Ad esempio, a pag. 7 del bilancio 2014 di Irisacqua si dice: “L’incremento tariffario è stato deliberato, per ciascun anno, pari al 9% rispetto alle tariffe applicate l’anno precedente”. Nelle aziende private la situazione sarebbe ben diversa: se non si raggiungono i criteri di efficienza o di risparmio richiesti, i dirigenti non percepiscono il premio di risultato previsto o magari perdono anche il posto. A Irisacqua, che prendiamo qui come esempio di società partecipata, questo non vale: non sappiamo se ci sono e quali sono gli obiettivi concreti e i parametri fissati, ma si prevedono tranquillamente costanti aumenti tariffari e  non si sente neppure la necessità di dire a che cosa serviranno. E quindi le tariffe aumentato costantemente, anno dopo anno. 
Da alcuni mesi sul quotidiano locale Il Piccolo leggiamo notizie relative al disagio economico e sociale di tante famiglie di Gorizia e dell’Isontino che non riescono a pagare l’affitto o il mutuo e hanno bisogno di aiuto per non perdere la casa o per pagare le bollette. E siamo convinti che sia un dovere istituzionale, oltre che etico, tenere sotto controllo il costo dei servizi.  Ma a chi spetta farsi carico di questo dovere nei confronti dei servizi forniti dalle società partecipate, ma pagati dai cittadini ? Noi pensiamo che sia un compito dei sindaci che compongono il Consiglio di Amministrazione delle società partecipate e in particolare del Sindaco di Gorizia, che è l’azionista di maggioranza. E questo perché riteniamo che ragionamenti di controllo delle spese a carico del cittadino non facciano parte della mentalità delle società partecipate monopoliste. Ricordiamo, ad esempio, di aver letto un’intervista del Piccolo al presidente Gherghetta e al direttore Lanari il 6.1.2016, in cui si diceva “Va detto che le bollette (di Irisacqua ) non sono affatto le più care d’Italia. Siamo a metà classifica.” Non si può lasciare che le partecipate si autocompiacciano della loro “aurea mediocritas”. Attualmente la tariffa media del servizio idrico integrato nell’Isontino è di 315 euro (291 euro lo scorso anno). Occorre che le Istituzioni impongano alla partecipata, presa ad esempio, di confrontarsi con le migliori società del settore; nel nostro caso con quelle di Isernia, Milano, Campobasso, Cosenza, Caserta e Varese, che riescono a contenere il costo medio tra 117 e 198 euro. Esattamente come farebbero buone società private, che vogliano stare sul mercato. 

Rosamaria Forzi 

domenica 17 luglio 2016

Il perseveratore diabolico.

Quindi anche il Palabigot chiude. Romoli lascerà una città invasa da manufatti non completati, serrati, cadenti o puntellati con orrendi pezzi di legno (come in via Nizza). Dovrebbe di tasca sua pagare un salario minimo agli afgani e pachistani che distraggono l'opinione pubblica dalla catastrofica gestione di questo mandato. Ma al male non c'è fine. Sapendo che non farà nulla, giusto per questione di bon ton, il sindaco dichiara che si potrebbe adibire il Pala a luogo per concerti, naturalmente installando un montacarichi per sollevare le strutture e gli strumenti. Montacarichi?! Come ai bambini si tolgono le forbici e i coltelli, al sindaco vanno tolte dalle mani tutte le cose che vanno in su: ascensori, aerei, aquiloni, palloni areostatici, palline da tennis e qui mi fermo. Lui li fa precipitare, sprofondare, interrarsi, infoibarsi in cunicoli da cui non emergono mai più. 
adg

Nonviolenza e fraternità, contro terrorismo, guerra e razzismo

Quanto tempo è passato dai tempi della canzone mettete dei fiori nei vostri cannoni e dello slogan ogni uomo è mio fratello! Quello che spaventa nei commenti ai drammatici avvenimenti degli ultimi giorni è l'assuefazione alla simbolica della propaganda di guerra per sottolineare la diversità tra un "noi" e un "loro" condita da ignoranza, indebita generalizzazione e violenza. Anche alcuni commenti su questo blog, naturalmente rigorosamente anonimi, offrono questa sensazione: mentre si critica l'esposto ufficiale con il quale si chiede di verificare se l'inazione possa essere considerata un reato, qualche commentatore trova similitudini tra l'orrenda strage di Nizza e la (per l'amor del cielo senz'altro deprecabile, chi scrive deplora anche l'uccisione di una zanzara!) fine di un cigno sulle sponde dell'Isonzo. Come si è giunti a questa inquietante esplosione di violenza verbale e fisica, soprattutto nei confronti di chi è più debole e indifeso (da una parte e dall'altra, per usare il linguaggio di chi vuol separare i buoni dai cattivi)? È penetrata pian piano, senza che ce ne accorgessimo, veicolata da mass media compiacenti e da apparentemente ingenue battute quotidiane. È diventata mentalità e nel vuoto di una politica impelagata nella palude della burocrazia e dei personalismi post ideologici è cresciuta fino a raggiungere dimensioni impensabili. Il fascismo è stato sdoganato e affermazioni che vent'anni fa avrebbero fatto inorridire la stagrande maggioranza dei cittadini trovano spazio sulla prima pagina dei giornali e nelle vetrine delle librerie. È vero, chi lo avrebbe dovuto fare non l'ha fatto. Fenomeni importanti come quello delle migrazioni avrebbero dovuto essere affrontati con competenza e serietà già da trent'anni, invece di impelagarsi in stucchevoli e inconcludenti dibattiti tra le battute di chi invoca i bombardieri e la superficialità di chi nega l'esistenza stessa della questione. Si è ancora in tempo per evitare guerre di religione che mascherano interessi macroeconomici e razzismi di stampo neofascista e neonazista? O non resta altro che la via della profezia nonviolenta che nasce dai valori della libertà, dell'uguaglianza e della fraternità?
ab

venerdì 15 luglio 2016

Vincere la paure per sconfiggere la morte

La morte violenta sembra dominare la cronaca di queste ultime due settimane. Non si parla della guerra che insanguina molte Nazioni del mondo, ma della tragedia che si insinua nelle pieghe più ordinarie dell'esistenza umana. Donne e uomini a cena in un ristorante di Dacca, persone uccise una a una da altre persone animate da una crudeltà impressionante. Lavoratori su due treni di pendolari che nell'era della comunicazione ipertecnologica si scontrano frontalmente sul binario unico tra Andria e Corato. E ieri sera, questo camion misterioso che avanza come elefante impazzito, seminando terrore fra la folla assiepata sulla Passeggiata a Mare di Nizza per assistere ai festeggiamenti in onore della libertà, dell'uguaglianza e della fraternità. E, in questi giorni, sono stati riversati fiumi di parole pronunciate e scritte per comprendere dinamiche, motivazioni e responsabilità: un vero diluvio all'interno del quale ciascuno si può permettere di sostenere e accentuare la propria parziale verità assumendola a criterio universale di giudizio. Forse a volte è necessario compiere un passo indietro e fermarsi di fronte al Fatto. E' indispensabile lasciare il tempo a un pensiero, a un inchino deferente, a una preghiera per chi è credente, prima di gettarsi di nuovo nella girandola delle spiegazioni. Come fare per riaggiustare un Pianeta che a partire dalla drammatica ouverture delle Twin Towers sta mancando uno dopo l'altro tutti gli "obiettivi del millennio" che si era prefisso contestualmente al Grande Giubileo del Duemila? Come riaffermare le ragioni della nonviolenza contro chi vuole dividere il mondo in nuovi blocchi contrapposti, dove alle pseudoideologie si sono sostituite le pseudointerpretazioni religiose? Come andare controcorrente sconfiggendo il terrorismo nel vincere ogni paura e rompendo la logica della divisione affermando quella dell'accoglienza? Sono domande politiche, autenticamente politiche che ci giungono dal troppo sangue versato, dai bambini distesi sul selciato di Nizza, dalla risate trasformate in grida di dolore in una notte di festa. A esse occorre rispondere, tutti, ciascuno con il proprio piccolo o grande grado di responsabilità, affinchè la frase "jamais plus" non rischi di essere soltanto un grottesco ritornello ripetuto all'indomani dell'ennesima strage.
ab

giovedì 14 luglio 2016

Dopo la conferenza stampa sugli ascensori al castello...



Riguardo ai presunti gravi attacchi che avrei fatto al Movimento 5 Stelle durante la conferenza stampa sull'ascensore al castello, vorrei precisare alcune cose. E' evidente che quando si è parlato di un “un sistema di potere” che governa le sorti cittadine non si è pensato di certo al M5S che non era neppure presente sulla scena politica negli anni in cui il progetto è stato elaborato. Quindi non c'è alcun”giochino di insinuazione”. Quello che è stato detto, e che è stato riportato correttamente dalla stampa, è che sulla questione ascensore (ma è solo uno dei problemi, potrei citare il tema dell'immigrazione, o quello dell'antifascismo in una città lacerata come la nostra o delle imbarazzanti posizioni politiche di certi inamovibili amministratori) l'opposizione, PD compreso, a mio avviso è stata troppo silente ed è intervenuta sempre in ritardo. Non è affatto vero che il M5S sia stato il primo a sollevare la questione dell'ascensore: lo ha fatto il Forum ben prima che il Movimento fosse attivo,  con un'attività intensa di conferenze, video, volantinaggi, raccolte di firme. Non mi pare che da quando siamo fuori dal Consiglio la battaglia di denuncia dello spreco enorme di denaro pubblico, di mancanza di trasparenza, di democrazia sia andata avanti con la forza che avrebbe meritato. Abbiamo attaccato solo Romoli? Il fatto è che è lui il sindaco della città da dieci anni e che, con i fallimenti che ci sono stati, con la giunta Tondo e” l'allineamento dei pianeti”, come lui chiamava le favorevoli condizioni politiche, con la crisi economica che c'è stata, con il mondo che ci è cambiato sotto gli occhi, avrebbe potuto recarsi in Regione e ricontrattare l'opera, rivedere il progetto, ridimensionarlo o cassarlo del tutto. Abbiamo criticato molte volte in Consiglio comunale le scelte delle altre giunte Valenti e Brancati, ci sono i verbali che parlano. Per quanto riguarda il resto delle accuse rimango esterefatta.  Lo spazio politico di cui si parla con una certa supponenza non è solo quello nelle stanze del Consiglio Comunale, che mi pare francamente producano poco, e il Forum è invece presente nella vita culturale e politica cittadina senza avere alcuno sponsor alle spalle. Mi pare che l'esistenza di un gruppo fuori dai giochi politici tradizionali e critico sulle dinamiche politiche cittadine sia una grande ricchezza democratica che tutti dovrebbero valorizzare. 
Anna Di Gianantonio

martedì 12 luglio 2016

lunedì 11 luglio 2016

Desert Storm


Triste consolazione pensare che noi è da anni che lo diciamo. Gli articoli di questi due giorni di F. Fain ci dimostrano che la destra non aveva ragione – e ci ha attaccato su questo blog più volte – a parlare della crisi di Gorizia come crisi globale e internazionale. A 20 chilometri da noi, a Monfalcone, l'occupazione cresce, noi siamo fanalini di coda. Le ultime industrie sono state chiuse nell'indifferenza generale, le nuove non aprono per motivi oscuri. Gorizia non riesce a darsi una prospettiva, seppure minima, di sopravvivenza.

Eppure avevamo indicato, quando eravamo in consiglio comunale, diverse possibilità di rilancio turistico e culturale che sarebbero costate davvero poco, dal turismo scolastico, all'utilizzo dei valichi, al turismo ciclabile, alla spinta culturale forte su Gorizia che riflette sul Novecento.

Ma siccome non eravamo ammanicati con nessuno, nulla è stato fatto, nulla ci è stato chiesto. L'unica proposta “Gusti di Frontiera”, anche “E' storia” funestata da polemiche e da cortei di Casapound. E oggi la città sta perdendo l'occasione di essere centrale nelle celebrazioni della prima guerra mondiale. Finora solo iniziative sporadiche, che mancano di un'idea complessiva. Per il '16 ci aspettano (forse) i paracadutisti. Altroché destino cinico e baro, altroché poteri forti della finanza, qui vediamo il fallimento di una classe politica locale senza idee, senza voglia, senza entusiasmo. 
adg 

domenica 10 luglio 2016

Tassa sulla tassa

Il Forum per Gorizia ha sempre visto con fastidio l’addizionale provinciale sulla tassa dei rifiuti. Troviamo assurdo che il  legislatore,  nel momento in cui istituiva la raccolta differenziata, desse contemporaneamente all’Ente Provincia la possibilità di imporre una ulteriore tassa dallo 0 al 5%: insomma, al cittadino è stata imposta, oltre a quella sui rifiuti (già di per sé onerosa), una “tassa sulla tassa”. Ora l’istituzione Provincia chiude e sembra che il Presidente Gherghetta abbia “dimenticato” di cancellare la tassa, così i cittadini continueranno a pagarla, non si sa proprio a chi.
Da “Il Piccolo” di qualche giorno fa  abbiamo letto che nell’ultimo bilancio consuntivo della Provincia c’è un avanzo di 29.089.713,34  euro: oltre 21.000.000 euro sarebbero poste vincolate, mentre 7.200.000 euro sarebbero fondi non vincolati.
Abbiamo una proposta. Il ricavo dall’addizionale sulla tassa per la raccolta differenziata, per affermazione della stessa Provincia, è stato all’incirca di 700.000 euro annuali;  siccome questa imposizione dura da 11 anni (dall’inizio cioè della raccolta differenziata nel 2005), si può piuttosto realisticamente stimare che la Provincia abbia prelevato fino ad oggi, dalle  tasse dei rifiuti dei cittadini dell’Isontino, circa 7.700.000 di euro. Probabilmente si tratta di una stima per difetto, perché la tassa ha continuato a crescere fino al 2010 e l’addizionale provinciale è cresciuta con essa per il meccanismo perverso della tassa percentuale. Poiché  sullo stesso quotidiano il sindaco Romoli  ha dichiarato  di essere pronto a rinunciare alla sua quota del “tesoretto” lasciato dalla Provincia, purché venga cancellato il balzello sui rifiuti, proponiamo che i 7.200.000 euro di avanzo non vincolato vengano restituiti ai cittadini dell’Isontino, titolari della tassa sui rifiuti e della relativa sovratassa. Ancora meglio sarebbe se si studiasse il modo di destinarli alle persone che hanno problemi economici, quelle che più soffrono del diffuso e crescente disagio sociale. Alle persone che hanno subito sfratti per morosità “incolpevole”, perché non più in grado di pagare l’affitto, alle persone   che non riescono a pagare le bollette perché troppo onerose.

Rosamaria Forzi

giovedì 7 luglio 2016

In memoria di Emanuel Chidi Namdi



Quanti padri e quante madri ha l'atroce delitto del giovane nigeriano che ha tentato di difendere la moglie dagli insulti di un gruppo di ragazzotti che la chiamavano “scimmia africana”? Chi ha armato le menti di estremisti e fascisti? Innanzitutto politici come Salvini, ma anche giornali che parlano di invasione, premier che mettono reti, leader di estrema destra che inneggiano all'odio contro l'islam, alla paura di quello che viene da fuori e si tengono in casa loro ladri, corrotti, usurai e terroristi veri e spietati come Tony Blair (cui tanti politici italiani vorrebbero assomigliare) e Bush junior. Ma responsabili sono anche i cittadini nostri vicini di casa che vogliono prima i tagliani, che Gorizia ha già dato, che come mai hanno il cellulare. Ci siamo talmente abituati che lasciamo stare per non farci venire l'ulcera. Tolleriamo tutto, talvolta pensiamo che la vera democrazia sia consentire la rinascita del fascismo e del nazismo senza dire né fare nulla. In questo siamo sì troppo molli, troppo permissivi, troppo smemorati. 
adg