lunedì 30 maggio 2016

Rotonda via Orzoni

Sono iniziati i lavori per realizzare la rotonda tra le vie Orzoni, Skodnik e Mighetti. Senz'altro necessaria, per la mancanza di visibilità in certe situazioni,  ma si è pensato a chi usa la bici, oppure si ripeterà il clamoroso errore, tra i tanti, della rotonda tra via Kugy/Alviano o la viabilità ciclopedonale da Sant'Andrea verso l'aeroporto? Eppure a Grado, con uno spazio più ristretto, due nuove rotonde appena realizzate hanno anche una ciclabile!
NC


A Cormons, una vera Festa della Repubblica

Il 2 giugno, come tutti sanno, ricorre la festa della Repubblica. E' opportuno ricordare gli appuntamenti che si susseguiranno durante tutta la giornata a Cormons, promossi da Culturaglobale insieme al Comune di Cormons. Link: https://festivalambientecormons.files.wordpress.com/2016/05/sconfinando-web.pdf
Si segnalano in particolare i quattro incontri consecutivi del pomeriggio: alle 16.30 Stefano Minin e Luciano Patat sul valore della cooperazione; alle 17.30 Roberta Sorgato e Marta Daneluzzi sulla dignità del lavoro; alle 18.30 il giudice Paolo Maddalena (e Andrea Bellavite) sul ripudio della guerra; alle 19.30 Emiliano Fittipaldi e Luana De Francisco sulla libertà di parola e di espressione.
Complimenti a Renzo Furlano e collaboratori, un gran bel modo per celebrare la Repubblica, meditando con i cittadini sul dettato della Costituzione!

Una discussione imbarazzante

Riguardo all'ormai lunga discussione sulla "foiba mobile" di Rosazzo, sembra che le sempre più ricorrenti esternazioni di Luca Urizio abbiano suscitato imbarazzo anche tra i membri della Lega Nazionale. La sua appare sempre più infatti come la battaglia solitaria di un capitano che ha sbagliato la manovra e si è trovato assediato, abbandonato anche dagli scudieri che - vista la mal parata - se la sono data a gambe. Logica vorrebbe un'onorevole capitolazione: "ho sbagliato, chiedo scusa, non sono uno storico, non ho consultato le persone giuste..." Invece no, il signor Urizio ancora ieri pontifica sulle pagine del Piccolo dichiarando di avere in mano carte "presumibilmente" interessanti che però non può ancora mostrare perché le sta ancora cercando, riguardanti delle cavità che dovrebbero contenere tanti cadaveri ma che ancora non si sa bene dove siano e quindi non si possono esplorare. Dice poi che i morti non dovrebbero essere 800 ma molti di meno (e chi ha detto che potevano essere 800, se non lui?), anche se ne basterebbe uno per dimostrare le sue tesi. Riguardo al numero delle persone infoibate "si stanno incrociando i dati" (è un paio d'anni che si legge questa espressione), ma sono senz'altro tantissime, anche se non lo si può sapere perché le ricerche " richiederanno diversi anni". Nel frattempo non si possono cancellare i nomi scritti sul Lapidario perché occorre verificare i documenti per avere la certezza di non sbagliare (veramente i documenti di solito servono per inserire i nomi, non per toglierli, tanto più che la ricerca avviata anni fa da Isonzo Soča è stata ben supportata dall'opera di valenti storici). Insomma, un nugolo di contraddizioni, di "si dice" e "si presume" che se non fossero riferiti a una questione molto seria e dolorosa susciterebbero più ironia che imbarazzo e indignazione.
ab

giovedì 26 maggio 2016

Fvg lontano dalla Rai nazionale

A una settimana dalle amministrative la Rai annuncia ancora che in tutta Italia si voterà domenica 5 giugno dalle 7 alle 23, mentre in Friuli Venezia Giulia si potrà votare solo dalle 8 alle 22 [dal notiziario di questa sera, ore 19.30]. Ora chi legge i giornali sa che non è così: anche in fvg si vota dalle 7 alle 23. Ma chi lo deve comunicare al servizio pubblico nazionale? Perché non è stato ancora fatto? C'è forse qualcuno che teme l'affluenza alle urne?

mercoledì 25 maggio 2016

Bandiere italiane in onore di un'orrenda carneficina

Ma perché tutto il Corso è imbandierato? Non penso sia per l'arrivo degli alpini, saranno a Gorizia appena dopo metà giugno. Che non sia per il centenario della trista conquista di Gorizia, l'8 e il 9 agosto 1916? Eppure sarebbe una buona occasione per ricordare qualcosa come 150mila giovani che hanno perso la vita per raggiungere o difendere il Calvario e il Sabotino, prima dell'impresa del buon Baruzzi. 150.000!!! Italiani, sloveni, austriaci, bosniaci, tutti giacciono sulla collina. Pazzesco!
E allora, invece di imbandierare, ricordiamoli e chiediamo perdono per l'assurdità di un'inutile strage. Adesso si usa pregare e ricordare "i caduti di tutte le guerre". Prima i governi li hanno mandati a massacrarsi senza pietà fra loro e adesso brindano "ai caduti di tutti i fronti". Non sarebbe il caso di dire "abbiamo sbagliato! Lo stesso potere che ora esercitiamo vi ha privato del dono più prezioso, della vostra stessa vita!".
E se proprio si vuole imbandierare la città per questa inutile strage e orrenda carneficina, mettiamo fuori almeno anche la bandiera europea, insieme a quel che resta della speranza che il Vecchio Continente, insanguinato da due guerre mondiali e dalla barbarie nazi-fascista abbia un sussulto e ritornio alal costruzione dei ponti... e alla distruzione dei muri.
Andrea Bellavite

Nuovo centro per senza tetto a Nova Gorica

Con un bello spettacolo, tenutosi la mattina di mercoledì 25 maggio, è stato inaugurato il Centro per senza tetto del Comune di Nova Gorica. Si tratta di un'interessante iniziativa che consente a dodici persone che non hanno dimora di poter trascorrere la serata in serenità e una notte tranquilla, lontano dai disagi della strada. L'organizzazione non governativa slovena "Šent", specializzata nella presa in cura dei soggetti con maggiori difficoltà esistenziali, ha ricevuto l'incarico di importare il lavoro, consistente nell'accoglienza dei "brezdomci", in pratica dal tramonto fino alle 8 della mattina successiva. Tre competenti operatori si alternano per garantire a tutti gli ospiti un coinvolgente, empatico e sicuro soggiorno. L'importanza del "rifugio" è stata evidenziata dal sindaco di Nova Gorica Arčon, dal responsabile nazionale di Šent Nace Kovač e dal ministro per gli affari sociali della Repubblica di Slovenia. Tra gli altri, in un clima di grande familiarità al quale hanno contribuito con grande simpatia anche gli utenti del nuovo centro, si è esibita anche l'ormai famosa cantante di Nova Gorica Tatjana Mihel.

lunedì 23 maggio 2016

Un governo che non ammette dissenso

Se uno avesse ancora dubbi su come votare al referendum di ottobre, credo che la sparata della Boschi fornisca un grosso assist. Maria Elena sostiene che i veri partigiani voteranno si, evidentemente ignorando le decisioni del consiglio nazionale dell'organizzazione che ha votato compattamente per il no. Ora, è evidente che in un'organizzazione di quasi 170 mila persone, ci siano dissensi ed essi si possano anche esprimere con il sì nella cabina elettorale. Ma è altrettanto vero che l'organizzazione come tale ha dato questa indicazione e la Boschi non può in alcun modo commentare, dando i voti a questo e a quel partigiano. La sua infelice uscita, che non è la prima, visto che paragona chi vota no a uno di casa pound, dimostra come questo governo faccia del dibattito sulla Costituzione una competizione sul loro indice di gradimento. E di che statisti parliamo! Invece si tratta di una legge che non solo non abolisce il senato, ma con l'Italicum assegna un premio di maggioranza che neppure la legge truffa del 53 si era azzardata a fare. Quindi quattro gatti governeranno il paese e faranno quello che vogliono sulle spalle di cittadini che si vedo no triplicare il numero delle firme per le leggi di iniziativa popolare. Insomma, un restringimento secco della rappresentanza e della democrazia in nome della governabilità( sai che goduria con le leggi che fanno, dal jobs act alla buona scuola che assegna il potere ai dirigenti di selezionare il personale).  Noi  continuiamo a raccogliere le firme e potete vedere dove sul sito io voto no Gorizia. E' interessante capire come la fiducia riposta nel primo ministro si stia rivelando per alcuni una cocente delusione.
Ma un' ultima considerazione vorrei fare sulle ricadute locali di quanto accade. L'Anpi è sotto continuo attacco del presidente della Lega nazionale, sostenitore di Renzi, e nessuno, dico nessuno delle forze politiche, ha preso una penna in mano per rispondere qualcosa. Nella battaglia antifascista siamo rimasti soli, così pure in quella sui lavori pubblici, per non parlare dei migranti, della scuola e potrei andare ancora avanti. Di quale unità del centro sinistra vogliamo parlare, se non c'è neppure il minimo comune denominatore di non ospitare più la Decima mas in comune?
Purtroppo la natura del PD è cambiata da un bel po' e dunque partigiani, gente di sinistra, democratici difensori della Costituzione, gente che ama la collegialità, ambientalisti sono costretti a prendere un'altra strada.
adg

domenica 22 maggio 2016

EurHope, perché non ci siano barriere

EurHope. Questo è il titolo dell'importante incontro tenutosi sabato pomeriggio alla Transalpina, promosso dalle Associazioni del Friuli Venezia Giulia che si prendono cura delle persone e dei diritti dei migranti. Dopo il racconto delle forti testimonianze di richiedenti asilo dal Pakistan e dall'Afganisthan - particolarmente coinvolgente quella di un bambino - c'è stato il tempo per alcune riflessioni politiche e culturali. L'appello di Pierluigi Di Piazza alla riscoperta delle autentiche radici accoglienti dell'Europa è stato riproposto da tutti i relatori: la speranza per l'Europa sta nella definitiva rimozione e non nella costruzione di nuovi muri. Un auspicio: lo stesso evento potrebbe essere riproposto in un momento più favorevole per ciò che concerne la partecipazione dei cittadini. Proporre una riflessione su un tema così importante contestualmente allo svolgimento della più importante manifestazione culturale di Gorizia - tra l'altro dedicata a un tema delicato come quello delle antiche e nuove schiavitù - significa ridurre la presenza ai soli "addetti ai lavori". Inoltre, la scelta di un luogo così significativo come la Piazza della Transalpina/Trg Evropa implicherebbe un coinvolgimento delle realtà associative di Nova Gorica non all'ultimo minuto ma fin dall'inizio della progettazione dell'avvenimento. Sono due idee integrative, affinché il messaggio di EurHope possa essere trasmesso ben al di là degli ex-confini goriziani.

venerdì 20 maggio 2016

Benvenuta Storia!

Auguri a E' Storia. Inizia questa mattina il festival goriziano della cultura, un evento dedicato a un tema delicato come quello delle schiavitù. Il programma è ricchissimo, un centinaio di incontri, ciascuno dei quali potrebbe essere considerato in sé stesso un evento. Come ogni attività che implichi creatività, lavoro, impegno finanziario e di risorse umane, l'iniziativa, promossa di fatto da Adriano Ossola e collaboratori, suscita ogni volta grandi discussioni. I tanti entusiasti sostenitori del "più importante momento culturale della città di Gorizia" si confrontano con i (non molti) critici che - quasi sempre in modo costruttivo - sottolineano qualche motivo di perplessità. In realtà, contra factum non datur argumentum. Nessuno può negare l'importanza di un simile avvenimento per la città di Gorizia e per questo non si può che trasmettere un grandissimo "grazie" agli organizzatori. Molto importante - in un momento così difficile per tutti e anche per la città (per rendersi conto del livello di preoccupazione, si pensi alla polemica pazzesca e scandalosa innescata da Urizio intorno alla non-foiba di Corno di Rosazzo) - valorizzare tutto l'esistente, cercando le massime collaborazioni possibili: su tutto ciò che c'è di buono è meglio far prevalere la logica dell'et et piuttosto che quella dell'aut aut. Già che ci si è, tra tutti gli appuntamenti (nella parte destra il link con il calendario completo), si segnalano quelli in cui sono coinvolte persone vicine al Forum per Gorizia: oggi (venerdì 20) alle ore 12 presso il Palazzo De Bassa, Anna Di Gianantonio si confronterà con Mauro Campus e Eliana De Caro su "Donne della Repubblica"; domani (sabato 21), alle ore 18.30 nell'Auditorium di Via Roma, Andrea Bellavite dialogherà con Giovanni Filoramo e Farian Sabahi del "dominio del Sacro"; Gabriella Gabrielli sarà tra i protagonisti dell'incontro di oggi pomeriggio sulla "libertà terapeutica" (ore 15.30, tenda Apih, nel ricordo di Franco Basaglia); Alessio Sokol coordinerà un interessante confronto su "La schiavitù nel mondo antico, dalla Grecia a Roma" (venerdì, ore 11.30). Altre segnalazioni saranno più che gradite...
Buon lavoro e buona Storia!
ab

domenica 15 maggio 2016

La "foiba mobile" di Rosazzo e le "sparate" di Urizio

Salvare il soldato Urizio!
Dopo aver diffuso, con l'aiuto della stampa, le sue incredibili sparate sulla foiba di Corno di Rosazzo contenente tra i 200 e gli 800 morti, dopo avere spostato la ricerca nel raggio di una decina di chilometri, toccando Rosazzo, Manzano e Premariacco e inaugurando così il concetto di “foiba mobile”,  il presidente della Lega Nazionale denuncia la presenza di 60 scomparsi in quest'ultimo paese, Premariacco. Peccato che i morti non fossero 60 ma 42, deceduti in un arco di tempo di tre anni e non in seguito alla venuta dei titini che non hanno mai liberato la zona, che tre dei defunti fossero partigiani, uno dei tre insignito di medaglia d'oro e di laurea”honoris causa” dall'Università di Padova. Non solo, ma questi scomparsi sono già segnalati, nomi e cognomi, in un volume edito alla fine degli anni '80 dall'Istituto Friulano per la storia del movimento di Liberazione. Ennesimo tentativo di speculazione di Urizio, il quale ritiene che gonfiando muscoli e numeri le cose si modifichino secondo la sua ideologia. Ma non è così e dunque, inviperito e scosso dai risultati sempre più modesti (da 800 a 42!),  anche per l'abbandono di Ivan Buttignon, che lo ha accusato subito di diffondere documenti privi di contestualizzazione e ben noti agli storici già dalla metà degli anni '70, sbrocca senza limite sulla stampa parlando di intimidazioni da parte dell'ANPI, di 53 minacce di morte, di farneticazioni e di estremismi ai suoi danni.  Francamente mi pare che de te fabula narratur. Le denunce a Urizio certamente sono probabili, avendo indicato come colpevoli delle foibe che non ci sono due partigiani, Vanni e Sasso, che non c'erano nemmeno loro perchè a liberare Lubiana. Ma per quanto riguarda le farneticazioni che ci attribuisce forse esse si chiamano semplicemente libri, già scritti, già pubblicati e che Urizio, troppo impegnato a girare le sue carte, non conosce e non ha studiato. Di Buttignon e della lettera pubblicata sulla rivista Isonzo Soca mi occuperò successivamente. Ma qui ripeto il mio mantra cui nessuno risponde: perchè il Comune ha finanziato questa traballante missione? Perchè non si è affidato alle Università a cui tiene tanto e che non utilizza? Perchè, e questo è l'aspetto che più mi brucia, con i soldi anche miei devo pagare le missione dei “ricercatori”? Se Romoli giudica Urizio il De Felice de noarti, se lo pagasse di tasca sua.
adg

giovedì 12 maggio 2016

EURHOPE - per un’Europa senza muri

Si terrà sabato 21 maggio dalle ore 16.00 alle ore 20.00 in Piazza Transalpina a Gorizia l'iniziativa EURHOPE - per un’Europa senza muri, evento promosso da associazioni - compreso il Forum per Gorizia - e cittadini che si occupano di accoglienza sul territorio del Friuli Venezia Giulia. Questo l'appello degli organizzatori:

"Siamo cittadini europei che credono in un un’Europa unita e solidale. Siamo uomini e donne, giovani ed anziani, come le persone che da mesi cercano di raggiungere l’Europa per trovare un futuro lontano da guerre e fame. 
L’Europa è uscita dal secolo scorso affermando principi di pace, cooperazione e diritti umani a cui non vogliamo rinunciare.
Oggi invece alcune scelte politiche ci stanno riportando indietro, verso egoismi e paure che generano conflitti e nazionalismi.
In particolare, il riemergere di nuovi muri non è solo preoccupante, è per noi inaccettabile.
Perché abbiamo già conosciuto le lacerazioni degli steccati imposti tra i popoli.
Anche i respingimenti ed il filo spinato che abbiamo visto in questi mesi, così come l’accordo con la Turchia, non rispecchiano l’idea dell’Europa accogliente e fondata sui diritti umani che abbiamo visto nascere.
Oggi è in gioco il futuro stesso dell’Europa in cui viviamo e vogliamo vivere.
La viva memoria di due conflitti mondiali e della partenza di tanti migranti anche dalle nostre terre,
rinforza in noi il desiderio di essere parte attiva oggi nel ribadire l'idea di un'Europa libera e solidale.
Per questo, invitiamo tutti coloro che nel loro piccolo si impegnano per una società più umana e fraterna, a cogliere l’occasione di incontrarsi e riaffermare insieme la centralità dell'accoglienza e della pace per il futuro dell'Europa."

Per aderire come partecipanti potrete inviare una mail al seguente indirizzo, ma anche come sostenitori dell'iniziativa: we.eurhope@gmail.com

Ascensori al Castello, Caporetto di Romoli

Quindi, secondo Romoli, le disavventure degli assurdi ascensori al castello di Gorizia, deriverebbero da un 'incredibile serie di imprevisti. Peccato che tali "imprevisti" siano stati ampiamente previsti: la bonifica dai residuati bellici, la presenza di reperti archeologici nell'area più antica della città, la necessità di violare il piano regolatore per consentire ai camion di risalire la via alternativa d'accesso al colle, le questioni legate alla valutazione d'impatto ambientale, la non sicura "tenuta" della ditta poi fallita, anche il sospetto delle fatture gonfiate o il "pagamento di lavori non ancora effettuati"... tutto questo e molto altro era stato ampiamente previsto e denunciato anticipatamente, dal Forum per Gorizia che aveva proposto prima un documento di iniziativa popolare e un referendum consultivo, da un comitato di associazioni qualificate cittadine e, non ultimo, da questo blog, con i post sull'argomento risalenti in origine a ben prima dell'affidamento dei lavori.
Destino cinico e baro? Colpa del direttore dei lavori che non avrebbe controllato? Eh no, troppo semplice riversare su una sola persona colpe che risalgono invece a scelte sciagurate e reiterate, ribadite - questo purtroppo è vero! - da ben quattro amministrazioni (Valenti Brancati Romoli Romoli) che si sono succedute e che hanno coinvolto in votazioni "senza se e senza ma" le rispettive maggioranze consiliari.
Gli ascensori al Castello sono il simbolo di questi anni di crisi goriziana, la Caporetto di Ettore Romoli, lavori iniziati in tempi di sprechi, senza previsioni di spesa di conclusione e di gestione, senza proiezioni sul rapporto costi/benefici e poi impantanati da prevedibilissimi intoppi nella palude di una povertà crescente che ha aperto gli occhi anche dei più ottimisti sulla realtà: una desolante striscia di cemento che deturpa - probabilmente per sempre - l'importante colle che ha dato il nome alla città.

lunedì 9 maggio 2016

Non solo richiedenti asilo...

Domani, martedì 10 maggio alle ore 18, il Forum per Gorizia ospiterà il direttore della Caritas diocesana don Paolo Zuttion e l'assessore alle politiche sociali della Provincia di Gorizia Ilaria Cecot.
Sarà un'ottima occasione per fare il punto sulla situazione sociale del territorio, affrontando tutti i temi relativi alle antiche e nuove povertà che caratterizzano Gorizia e dintorni. L'incontro è aperto a tutti coloro che ne siano interessati, anche come utile strumento di conoscenza delle problematiche che riguardano il welfare e l'assistenza ai soggetti maggiormente in difficoltà. Le due realtà - la Caritas come referente importante del privato sociale e la Provincia come ente istituzionale anche se in via di chiusura - consentono di riflettere sulle indispensabili collaborazioni e sulle possibili sussidiarietà.

Dalla parte dei Salesiani

Attacco senza precedenti di un consigliere comunale ai Salesiani. Nelle parole di Gentile si rileva una pesante ironia nei confronti de La Viarte (cooperativa sociale legata al mondo dei discepoli di don Bosco), "colpevole" di guadagnare di più con i minori stranieri non accompagnati piuttosto che con il centro estivo per i fanciulli indigeni. Il "San Luigi" di Gorizia è diventato, secondo il nostro, "una specie di Cara", costringendo i poveri italici a emigrare - per i giochi e i doposcuola estivi - negli angusti locali delle comunità cattoliche cittadine.
Sul merito della questione non vale la pena neppure discutere, non resta che allargare le braccia sconsolati: secondo alcuni consiglieri comunali cittadini questo è evidentemente un grande problema, a fronte degli enormi spazi messi a disposizione dalle parrocchie cittadine!
Sulla critica, più pesante ma anche più seria, dei guadagni da parte delle cooperative sociali, le domande sono invece ben diverse. Rilevato che esistono delle leggi in materia e dato per scontato, fino a prova contraria, che tali leggi siano osservate, perché mai chi lavora non dovrebbe essere retribuito? O si pensa che situazioni che richiedono competenza e professionalità debbano essere riservate soltanto all'intervento del volontariato (salvo poi addirittura insultarlo quando mette in campo infinite energie per togliere le castagne dal fuoco all'istituzione pubblica)? Nessuno nega che in questo campi ci siano stati degli abusi a livello nazionale, ma fare di ogni erba un fascio significa colpire pericolosamente anche la stragrande parte delle cooperative sociali che svolgono più che onorevolmente il loro mestiere.
Lucrano sulla sofferenza della povera gente? Beh, insomma, allora si dovrebbe chiedere anche all'operatore sanitario di rinunciare alla propria paga perché alla fin fine il suo guadagno deriva dall'alleviare il dolore di chi soffre. A lucrare qualche consenso in più sulla pelle della povera gente è invece proprio chi strumentalizza il disagio di bambini e adolescenti stranieri in terra straniera, assistiti molto bene da una realtà solidale e di lunga tradizione come quella della cooperativa sociale "La Viarte", nell'orbita socio-culturale del movimento salesiano.
ab 

domenica 8 maggio 2016

Verso il referendum d'autunno

Venerdì 13 maggio alle ore 18, presso il Forum di Gorizia in via Ascoli 10 si terrà una riunione per discutere sulla costituzione, anche nella nostra città, di un comitato per il NO alle riforme costituzionali. L'analisi che in questi mesi si è fatta porta molti alla convinzione che si tratti di una riforma che non abolisce il senato e che con la concomitante legge elettorale Italicum, il premio di maggioranza e le liste bloccate riduce fortemente lo spazio democratico del nostro paese. Nel momento della crisi economica, politica e sociale grave che stiamo attraversando, la manovra sembra proprio sbagliata, in quanto ci sarebbe necessità di maggiore partecipazione e rappresentanza. Invitiamo tutti quelli che vogliono impegnarsi da qui a ottobre su questo tema!

giovedì 5 maggio 2016

La Regione contro Romoli sui richiedenti asilo

Anche la Regione "attacca" Romoli sulla questione dei rifugiati e richiedenti asilo. Sottolinea l'immobilismo e l'ostruzionismo nei confronti di Medici senza Frontiere. E' una presa di posizione importante, da parte dell'assessore regionale competente, inserita nel contesto della ricerca di nuove strade per affrontare e possibilmente risolvere la questione dei profughi, attualmente sul territorio e prevedibilmente ancora in arrivo. Il problema è posto sul piano logico e non ideologico. Non si tratta di affermare se si sia d'accordo o meno con l'accoglienza o di proclamare la peraltro ragionevole proposta dell'accoglienza diffusa, bensì di prendere atto di una situazione che il Comune - volente o nolente - non può far finta di non vedere. I richiedenti asilo ci sono e alla loro presenza occorre dare una risposta precisa, quella che Romoli non ha ancora dato con convinzione e chiarezza perché altri (Caritas, Msf, Insieme con voi, Volontari vari, tutti senza guadagnarci neppure mezzo euro, alla faccia dei calunniatori seriali) - sollecitati da un naturale sentimento di umanità e giustizia - hanno messo a disposizione un alloggio confortevole al posto delle sdraie e delle tende sulle rive dell'Isonzo o delle frasche nei parchi cittadini.
ab

mercoledì 4 maggio 2016

Verso le amministrative di Gorizia 2017

Interessante l'intervento di Franco Perazza e Bruno Crocetti, oggi sul Piccolo. Segretario e vice segretario del Pd goriziano propongono sostanzialmente un patto del centro sinistra che unisca le forze vive di Gorizia in vista delle elezioni del 2017. Non è che si tratti di qualcosa di nuovo, tuttavia l'argomento merita di essere ripreso, anche perché interseca numerosi commenti apparsi recentemente su questo blog.
Cosa impedisce un accordo per il bene della città?
Non una pregiudiziale ideologica. Il sottoscritto - e suppongo anche buona parte dei partecipanti all'esperienza cultural-politica del Forum per Gorizia - ritiene pessima la riforma costituzionale, inefficace e inopportuna l'azione di Renzi, promuoverà e parteciperà ai comitati referendari. Numerose sono le perplessità anche a livello regionale. Tuttavia in sede locale gli accordi o i disaccordi non possono essere determinati dal punto di vista delle scelte nazionali, bensì sulla base dei programmi specifici e delle persone che li portano avanti.
La mancanza di un accordo con il Pd goriziano non dipende quindi dal giudizio sul governo Renzi, bensì dall'evidente distanza di posizioni su molte questioni chiave della situazione locale. Sui lavori pubblici - dagli ascensori al castello ai mille rifacimenti dei "salotti buoni" (Corso Verdi rifatto per la terza volta in poco più di un anno!) - sull'accoglienza agli immigrati, sul Gect e le relazioni transfrontaliere, sulla trasparenza e la partecipazione, sulle piste ciclabili, la cura dell'Isonzo, le battaglie portate avanti dai comitati civici e su molto altro... non c'è mai stata non soltanto la ricerca di un punto di vista comune, ma spesso ci si è trovati in netto disaccordo.
Quindi, allo stato attuale delle cose, quelle di Perazza e di Crocetti sono delle buone intenzioni alle quali - per poter iniziare un dialogo - occorre aggiungere fatti concreti, prese di posizione e una chiarezza programmatica che non è certo la migliore qualità del Pd goriziano.
Allo stato attuale delle cose... Sì, perché lo scenario politico nazionale è in rapido cambiamento e ci attendono sfide enormi a livello internazionale. Mentre i partiti tradizionali dovranno fare i conti con tale complessa transizione, il Forum propone a tutti coloro che lo desiderano di avviare un laboratorio su Gorizia, non incentrato su strategie elettorali, ma sulla necessità di cambiare realmente la vita della città. Quanto prima sarà "lanciata" una road map - con tanto di candidato sindaco, progetto e percorsi per raggiungere l'obiettivo - verso le amministrative del 2017. E chi vorrà aggregarsi - nella condivisione delle linee programmatiche fondamentali - sarà il benvenuto!
Andrea Bellavite

lunedì 2 maggio 2016

L'imprescindibile esigenza di alimentarsi non è un reato

Ringraziando per gli ultimi commenti sui post precedenti, si riprende uno spunto fornito da una commentatrice nell'ultima ora. A Genova un giovane senza fissa dimora era stato condannato dalla Corte d'assise per il furto di un paio di wurstel in un supermercato, per un valore complessivo di circa 4 euro. La Corte di Cassazione ha oggi annullato la sentenza, dichiarando assolto l'imputato in quanto il reato non sussiste. Fondamentale la giustificazione della sentenza. Secondo i giudici il ragazzo avrebbe agito per far fronte all'"imprescindibile esigenza di alimentarsi". E' facile immaginare le reazioni: la più saggia sarebbe quella di contrastare le piccole a questo punto legittime appropriazioni da parte di chi non ha nulla da mangiare attraverso un'oculata politica di welfare. Nessuno in Italia si deve trovare nelle condizioni di essere costretto a sottrarre un pezzo di pane nel supermercato per poter sopravvivere! E adesso, commentatori di tutto il mondo, scatenatevi...

domenica 1 maggio 2016

Caso Regeni e Primo Maggio

Altro tema in primo piano in questo piovoso Primo Maggio è quello relativo al caso Regeni. Serracchiani ieri ha affermato che "non ci fermeremo fino al raggiungimento della verità". Per il momento tuttavia non c'è stato altro che un'umiliante serie di contraddizioni. L'unica verità per il momento è la terribile morte di un giovane in gamba, studioso di fenomeni internazionali, amante del popolo egiziano e dell'umanità. È stato insomma un uomo di pace, attento alla giustizia, come si può desumere da tutta la sua vita e dai suoi scritti. Offeso come spia, mandato pubblicamente al diavolo sulla TV nazionale e raccontato ogni giorno in modo diverso dagli organi governativi egiziani, "scambiato" mediaticamente da Al Sisi con un egiziano scomparso in Italia in tutt'altre circostanze... Senza l'impegno straordinario dei suoi familiari e la conseguente mobilitazione internazionale oggi il tragico evento sarebbe già nel dimenticatoio della storia e il tema della tortura sepolto sotto un silenzio che coinvolge troppi Paesi, compresa l'Italia. Per questo, dopo oltre tre mesi, il roboante annuncio della Serracchiani non spaventa nessuno se non è accompagnato da azioni concrete e da prese di posizione in grado di impensierire il Potere in Egitto. Al di là delle minacciate e mai attuate ritorsioni commerciali, il Governo non ha ancora deciso ciò che da molte settimane propone il senatore Manconi, ovvero l'inserimento dell'Egitto nell'elenco del Ministero degli Esteri relativo ai Paesi pericolosi. Il turismo   rappresenta oltre il 10% del prodotto interno lordo: un nervo assai sensibile da toccare per richiamare ciascuno alle proprie responsabilità e per uscire dal clima di incertezza e mancanza di rispetto determinato dall'atteggiamento non collaborativo delle autorità. Altrimenti, senza segnali forti, i proclami servono davvero poco, anzi sono dannosi perché determinano la costruzione di due parti contrapposte e in quella colpevole non viene inserito soltanto il sistema di potere, ma l'intero popolo egiziano, anch'esso vittima dello stesso regime. Il contrario di ciò per cui ha lavorato e ha perso la vita Giulio Regeni.

Buon Primo Maggio

Buon Primo Maggio, in tutto il mondo. La festa del lavoro diventa di anno in anno occasione sempre più importante di rendersi conto della crescente disoccupazione, della difficile integrazione fra diritto al lavoro e tutela dell'ambiente, della carenza di sicurezza e del rischio di una guerra fra poveri tra autoctoni e immigrati. Il tema dovrebbe essere al primo posto nell'agenda nazionale e internazionale, solo un adeguata politica del lavoro potrebbe risolvere la miriade di preoccupazioni del momento. Invece - almeno in Italia - sembra prevalere la questione strategica cosicché governanti e governati sono portati a discutere ininterrottamente su strategie elettorali piuttosto che su concreti programmi di valorizzazione del lavoro. Da Parigi arrivano notizie - abbastanza tacitate dai media e dai partiti italiani - di grandi manifestazioni di protesta incentrate proprio sul diritto al lavoro umiliato dagli interessi dei potentati economici europei e mondiali. Che sia l'inizio di una rivoluzione, auspicabilmente nonviolenta, un nuovo Sessantotto a partire dal diritto al lavoro, sicuro e per tutti? Infine, per ciò che concerne la dimensione interculturale, si ripropone l'interessante "carta di Palermo", segnalata da un commentatore di questo blog, con la proposta di abolire ovunque il permesso di soggiorno e di riconoscere il diritto civile alla libera circolazione delle persone le quali, come scritto, "possano scegliere dove vivere dal momento che non possono scegliere dove nascere". Interessante, vero?