venerdì 29 aprile 2016

Un solo ideale, diverse possibili opzioni

La politica è l'arte di amministrare la comunità dei cittadini. Ci sono diversi livelli, da quello internazionale a quello locale e ciascuno di essi richiede un medesimo ideale e diverse proposte di realizzazione. Per questo dallo stesso punto di vista possono derivare differenti opzioni, a seconda dei contesti nei quali vengono prese in considerazione.
Non c'è allora niente di strano se degli appartenenti allo stesso partito della sinistra a livello nazionale contestano il Pd e il primo ministro/segretario, mentre in alcune situazioni locali - come ad esempio Monfalcone o Trieste - ritengono possibile un'alleanza con i rappresentanti dello stesso partito: sono in gioco questioni diverse e per questo le soluzioni possono essere varie. Lo stesso discorso vale per l'accordo con un partito o per il suo rifiuto. Non è detto che partitismo e movimentismo debbano essere l'un contro l'altro armati, è possibile trovare dei punti in comune, a condizione che si lavori nell'esclusivo interesse di tutti i cittadini.
A Gorizia il Forum propone oggi un proprio percorso verso le elezioni amministrative del 2017, aperto all'adesione di tutte le forze politiche e partitiche che si riconoscano nei suoi programmi. Finora non è stato possibile trovare convergenze con il locale Partito Democratico, mentre sono in corso costruttivi dialoghi con altre forze della sinistra e con alcuni movimenti civici. E' impossibile vedere nella sfera di cristallo cosa riserverà il prossimo futuro, allo stato attuale delle cose appare assai improbabile un accordo, dal momento che prospettive e programmi sembrano essere molto lontani. Del resto, come si è peraltro sempre sostenuto, in un'elezione a doppio turno può essere una ricchezza per gli elettori trovare un'ampia gamma di possibilità, salvo poi ovviamente convergere nel momento del ballottaggio al secondo turno.
Ad Aiello la situazione è molto diversa. Il gruppo che ha proposto l'alleanza è composto dal Pd, da una lista civica di orientamento ambientalista e da alcuni singoli non iscritti a partiti, appartenenti a diverse aree politiche, dal centro alla sinistra. L'elezione è a turno unico, per cui è evidente la necessità di trovare degli accordi previ per non andare incontro a sconfitta sicura. L'accettazione della candidatura che mi è stata proposta dipende dalla convinzione della bontà del programma, dalla validità delle persone che lo propongono e dalla conoscenza del paese che già è e potrebbe sempre più diventare un vero e proprio laboratorio politico e culturale, nel cuore del Friuli Venezia Giulia e dell'area Centro Europea.
Andrea Bellavite

giovedì 28 aprile 2016

Non passa lo straniero...

Correva l'anno 1997, il mese era dicembre. Fu la prima volta che attraversai il confine con l'Austria senza alcun controllo, passando in mezzo ai caselli ormai disabitati del passaggio di Coccau. Ricordo che sentii un senso di profondo sollievo e pensai a mio nonno che aveva combattuto sull'Adamello per stabilire quella frontiera. Il ricordo personale si allarga a quello di tutti i goriziani, la notte del 20 dicembre 2007, quando si cercava ogni scusa per valicare i passaggi ormai aperti tra la Vecchia e la Nova Gorica.
Le immagini che giungono dal Brennero fanno pensare che la grande conquista del Trattato di Schengen sia ormai messa in discussione: gli emuli dei nostri Salvini costruiscono le nuove barriere, in una riedizione del "non passa lo straniero" applicata ai disperati che cercano di fuggire dalla guerra e dalla fame. L'Italia è nell'imbarazzo, ancora impreparata a causa dell'inerzia - come si suol dire - bipartisan, anche se di segno opposto: chi non accetta la presenza degli immigrati non ha di fatto proposto alcuna soluzione alternativa e ora deve accettare le conseguenze delle scelte di chi in Austria condivide la stessa linea; chi non è pregiudizialmente contrario non sa che pesci pigliare, consapevole del dilagare nell'opinione pubblica di un razzismo mascherato da pregiudizi d'ogni sorta e da una totale ignoranza sul valore di una grande religione di pace come è l'Islam.
A Gorizia il Comune fa ancora melina intorno alla concessione della licenza edilizia a Medici Senza Frontiere. Non potendo più esprimere il proprio dissenso - anche perché il sindaco sembra cominciare ad accorgersi di quante castagne dal fuoco i volontari gli abbiano tolto negli ultimi due anni - cerca di ritardare un ovvio appoggio basandosi sui cavilli burocratici.
In questo desolante panorama c'è da registrare l'unica alta voce dissonante, quella di Francesco, il vescovo di Roma che non si stanca di richiamare la necessità di andare incontro alle esigenze del "prossimo", chiunque egli sia, soprattutto se in condizioni difficili, alla ricerca di un avvenire migliore. Ma è una voce ascoltata? Riesce a far breccia nel cuore di tutti, in particolare dei più pericolosi, cioè di coloro che vorrebbero imporre a tutti il crocifisso, la morale cattolica e i "valori della cultura cristiana"?
ab

mercoledì 27 aprile 2016

Fermare ogni provocazione neofascista...

Comunicato stampa ufficiale del Forum per Gorizia:
L'antifascismo non è una posizione politica accanto a tante altre, ma una condizione di appartenenza allo Stato democratico, fondato sulla Costituzione Repubblicana. Per questo riteniamo che l'iniziativa proposta il 25 aprile da Casa Pound presso il parco della Rimembranza di Gorizia non abbia nulla a che fare con la pietà nei confronti dei defunti, ma che si sia trattato esclusivamente di una premeditata provocazione. Ci si chiede anche perché tale manifestazione di un gruppo se-dicente neofascista sia stata autorizzata in una data così simbolicamente pregnante, mentre siano stati invocati cavilli burocratici per non autorizzare quella di chi voleva ribadire la storia antifascista della città. Si vorrebbe una chiara dissociazione da tale provocazione da parte di tutte le forze politiche cittadine, ribadendo la necessità che il sindaco e tutti coloro che siedono in consiglio comunale - di sinistra o di destra - riaffermino la loro chiara posizione antifascista, senza la quale si porrebbero al di fuori della legge e del dettato costituzionale. L'unico modo per fermare la deriva neofascista e neorazzista è l'isolamento dei provocatori da parte di tutte le forze partitiche e politiche che si riconoscono nel giuramento di fedeltà alla Costituzione solennemente e pubblicamente proclamato dal sindaco nell'atto d'inizio del suo pluriennale mandato amministrativo.
Forum per Gorizia

lunedì 25 aprile 2016

25 aprile, una memoria quanto mai attuale

Mentre a Gorizia viene proposto un 25 aprile neo fascista, in Austria la destra xenofoba e razzista ottiene uno straordinario successo elettorale e in Serbia si riorganizzano le fila dell'ultradestra. In Croazia si propone la sanzione nei confronti di chi aiuta i richiedenti asilo e ovunque si invocano nuovi muri e reti di filo spinato. Cosa sta succedendo? Come è possibile sentire di nuovo discorsi che si speravano sepolti dalla tragedia di una spaventosa guerra mondiale?
E' in questo quadro che si celebra oggi la ricorrenza della festa della Liberazione dal nazi-fascismo e tutti i segnali inquietanti invitano tutti i cittadini a partecipare. E' indispensabile che la memoria del passato, quella che ricorda la nascita della nostra democrazia, della Costituzione repubblicana, di una lunga epoca di giustizia e di pace, sia più che mai trasformata in impegno presente, per combattere ogni nostalgia del veleno dittatoriale, ogni divisione tra essere umano ed essere umano, ogni violenza e ingiustizia.
Oggi scendiamo nelle piazze, onoriamo i caduti per la libertà, rifiutiamo il revisionismo e ci impegniamo con coerenza e coraggio per isolare i nemici della pace e della fraterna convivenza del genere umano.
Buon 25 aprile, allora, a tutti...

domenica 24 aprile 2016

Scandalosa manifestazione di Casa Pound a Gorizia, il 25 aprile

Scandalosa manifestazione di Casa Pound il 25 aprile alle 13.30 al Parco della Rimembranza dal titolo “In ricordo dell'eccidio comunista nelle nostre terre”. In una giornata in cui si ricorda la liberazione del paese dai nazifascisti che seminarono terrore e morte al confine orientale, in cui si ricordano i tanti partigiani che  morirono per la libertà del paese contro la dittatura di Mussolini, la manifestazione in una città medaglia d'oro della resistenza è una inaccettabile provocazione ed un oltraggio. Viene da chiedersi chi dia l'autorizzazione a simili manifestazioni proprio in questa giornata. Gorizia purtroppo ritorna ad essere un laboratorio di iniziative revisioniste e fasciste che hanno l'unico scopo di lacerare la realtà cittadina. Altrochè pacificazione: qui si vuole offendere i sentimenti democratici di una larga parte della città, proprio nella giornata in cui si ricorda la fine del ventennio fascista e della guerra. Chiediamo alle istituzioni nate dalla Resistenza e alle forze democratiche di opporsi a questa deriva politica della nostra città. 
adg

sabato 23 aprile 2016

La Cassazione contro i falsi scoop pseudostorici

La Corte di Cassazione ha bocciato il ricorso di Gianni Conedera, autore de L'ultima verità. Da Mirko al dopoguerra, contro Giulio Magrini, figlio del partigiano Arturo Magrini, che Conedera sosteneva essere stato ucciso non dai nazisti in Carnia nel 1944, ma dai suoi stessi compagni, per portargli via una valigia piena di denaro. Il Tribunale, nei suoi vari gradi, ha dato ragione al figlio del partigiano e ha condannato l'autore del libro, che si è basato su fonti anonime o non riscontrabili. Insomma su quelle fonti che sono da sempre girate in alcune istituzioni italiane e che recano voci di popolo, chiacchiere, supposizioni mai verificate. Scopo di queste campagne mediatiche è gettare fango sulla Resistenza, descrivendo i partigiani come assassini dilaniati da faide interne, delinquenti comuni che indossano il fazzoletto rosso per coprire meglio i loro delitti. Stessa tecnica che è stata usata per la “scoperta” della foiba di Rosazzo che secondo i ricercatori doveva contenere dai 200 agli 800 cadaveri, la cui morte sarebbe imputabile ai due partigiani Vanni e Sasso, che a quel tempo parteciparono alla liberazione di Lubiana. Il terzetto dei ricercatori si è dissolto quasi subito, litigando sulla attendibilità dei documenti che essi stessi avevano presentato come un enorme scoop storico, in parte finanziato dal Comune di Gorizia. L'Anpi ha dunque presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro il presidente della lega nazionale di Gorizia per “pubblicazione di notizie false e tendenziose, atte a turbare l'ordine pubblico”.  Strane coincidenze in queste due vicende molto simili e strano che la stampa dia credibilità a interpretazioni a dir poco fantasiose. Possibile che gli abitanti di quella zona non carsica e ampiamente dissodata non si siano resi conto di 200-800 cadaveri da 70 anni sepolti sommariamente nelle loro campagne?  Naturalmente, a detta dei ricercatori, gli scoop, sempre a senso unico, verrebbero fatti per arrivare alla pacificazione nazionale. Allora, se si è così ligi alla verità storica, perchè non cancellare gli oltre 100 nomi sul Lapidario di Gorizia di persone morte prima del '45, tornate in Italia dalle zone di guerra oppure vive fino a poco tempo fa, come il signor Scarpin ritrovato dal giornale Isonzo Soca vivo e vegeto a Cormons e perplesso di trovare il suo nome sul monumento? Per 70 anni la storia della città si è fatta su elenchi mai verificati:non sarebbe il caso di incaricare di ricerche serie le istituzioni come l'Università di Udine e Trieste? 
adg

Gorizia, verso le elezioni del 2017

Si va configurando un ampio schieramento politico in grado di affrontare la campagna in vista delle prossime elezioni amministrative goriziane. Tre sono finora i punti acquisiti: la necessità di creare un raggruppamento a sinistra - per così dire - del centro sinistra, una lista civica, ma non pregiudizialmente chiusa alla partecipazione di esponenti di partito; la forza di un programma inter-nazionale in grado di risvegliare il territorio dal torpore da cui sembra essere attanagliato; la ricerca di una o un candidato sindaco in grado di rappresentare le istanze di rinnovamento invocate dall'intera società goriziana. La o il candidato potrebbe essere persona nota nel campo della cultura regionale e goriziana oppure volto "nuovo" da accompagnare con un'efficace campagna fino all'appuntamento della primavera 2017. Dai primi incontri effettuati negli ultimi due mesi e dalle visite d'istruzione a realtà goriziane in grado di illuminare sulla situazione dell'imprenditoria, del welfare e della formazione, sembra che l'entusiasmo e la convinzione di potercela fare non manchino, pur nella consapevolezza della complessità e difficoltà dell'impresa. Il cantiere è aperto, buon lavoro...

martedì 19 aprile 2016

Un po' di colori...

Cinquanta persone hanno partecipato lo scorso sabato alla gita d’istruzione sull’alta valle dell’Isonzo, proposta da Scussons e Circolo Fain di Romans d’Isonzo con la collaborazione dell’associazione Iter Aquileiense, del Forum per Gorizia e del Kulturni dom di Gorizia nell’ambito del progetto Bunker 1915-1918. Dopo una breve sosta a Kobarid/Caporetto, dove ha potuto vedere il monumento dedicato al poeta sloveno Simon Gregorčič e ascoltare alcuni brani dalle sue poesie, il gruppo ha raggiunto la Val Trenta, godendo dei meravigliosi panorami e riflettendo sulle vicende storiche che hanno coinvolto questo territorio. Hanno colpito tutti la bellezza delle sorgenti dell’Isonzo, ma anche la narrazione della vita dura dei valligiani, ampiamente illustrata nel suggestivo Museo di Trenta. Il lavoro delle acque che hanno scavato le forre è stato lo sfondo della visita alla bella chiesa di San Giuseppe a Soča, affrescata dalla mano del grande pittore sloveno Tone Kralj. Naturalmente si è pensato anche alla prima guerra mondiale, sostando nei delicati cimiteri austro-ungarici, contemplando da lontano l’ossario italiano di Caporetto e immaginando la sofferenza dei soldati e della popolazione civile. Insomma, è stata una giornata difficile da dimenticare, lungo le rive di quello che molti hanno definito “il più bel fiume d’Europa”.

lunedì 18 aprile 2016

Diritto alla quiete e diritto al divertimento

La primavera avanza e con essa si ripresenta un problema che mette in correlazione due diritti: quello dei giovani - autoctoni o in città per motivi di studio e di ricerca - che desiderano divertirsi e quello dei residenti che reclamano il rispetto del loro riposo. Da una parte gli esercizi locali promuovono feste di laurea o altri festeggiamenti per vivacizzare un ambiente goriziano alquanto desertico, dall'altra gli abitanti dei dintorni richiedono il rispetto della quiete pubblica, evitando gli eccessi della musica da discoteca all'aperto e proponendo orari di conclusione delle feste in luogo pubblico in orario compatibile. L'ordinanza del Comune del 5.09.2006 (ribadita nel 2009) - con tutte le deroghe autorizzate in alcuni momenti particolari dell'anno - può essere un buon punto di partenza per la ricerca di un necessario accordo per evitare difficoltà e spiacevoli incomprensioni tra esercenti e cittadini http://www3.comune.gorizia.it/sites/default/files/PL_2006_09_05%20-%20Ordinanza%20allietamenti.pdf  Questo "punto di non ritorno" implica comunque da parte del Comune l'impegno a cercare spazi finalizzati alle attività giovanili più rumorose e da parte dei giovani la ricerca creativa di modalità di festeggiamento alternative e non impattanti (come per esempio le originalissime feste "con le cuffie" che da Gorizia hanno cominciato a diffondersi nel resto d'Italia). Cosa ne pensate?

Altri due milioni nel pozzo degli ascensori al castello

Ammesso e non necessariamente concesso che per gli ascensori al castello "fusse che fusse la vorta bbona" si apprende oggi dal giornale il finanziamento di circa due milioni di euro per giungere alla fine dei lavori. Questo cospicuo gruzzolo va ad aggiungersi agli altri sperperati finora, raggiungendo cifre molto superiori a quelle ipotizzate - e a suo tempo violentemente contestate dal sindaco e dalla sua giunta - dai contestatori del progetto, ancora in attesa di cifre certe, di previsioni di spesa per la manutenzione, di studi sul rapporto tra costi e benefici, di reale impatto sul turismo goriziano... Se fosse "passato" il referendum consultivo o - ancor meglio - se i lavori non fossero proprio iniziati, come proposto da tanti cittadini a suo tempo, quanto avrebbe risparmiato la città?

Messaggio da Lesbo. Inequivocabile...

Sabato a Lesbo il vescovo di Roma Francesco e i suoi colleghi ortodossi hanno dato una grande lezione all'Europa. Al di là della commozione suscitata dall'incontro con le persone ammassate in un campo di raccolta fin troppo simile a un lager, il messaggio è stato inequivocabile: accoglienza sempre, si tratti di bambini, donne o uomini, giovani o vecchi, cristiani, buddhisti, atei o musulmani ("tutti figli di Dio"). E il papa, forse per evitare il ritornello "se li porti a casa sua", ha accompagnato nei nuovi alloggi provvisori in Vaticano un gruppo di profughi dalla Siria e dall'Afghanistan. Non sembra che le parole possano essere lette in altro modo: Francesco indica alle chiese, alle società e alla politica la via maestra dell'accoglienza e dell'integrazione, stupito del fatto che tre milioni di persone in fuga da terribili guerre stiano di fatto mettendo in ginocchio un intero continente. L'idea dell'Europa unita rischia di morire definitivamente tra i reticolati e i muri che innalza per difendersi dai poveri, quando potrebbe - come dice il papa - impegnarsi in politiche alternative, finalizzate a creare lavoro, a garantire abitazione dignitosa ed efficace integrazione. I tre eminenti rappresentanti religiosi hanno impostato la visita al campo profughi nel modo più ovvio: non si sono domandati se sia giusta o no la decisione di fuggire, né se sia in teoria giusto o meno accogliere. A differenza della maggior parte degli amministratori "nostrani", sono partiti dal dato concreto - le persone ci sono e vivono in "tanto, tanto dolore" - e si sono chiesti che cosa si possa fare per rispondere alla loro presenza in modo corrispondente alla dignità e come alleviare quel dolore. Belle parole, grandi gesti, saranno presi in considerazione? Intanto giunge la notizia dell'ennesimo naufragio nel Mediterraneo: si parla di 400 morti, ma ormai c'è il rischio di "abituarsi" anche a queste cifre spaventose...

giovedì 14 aprile 2016

Un SI', per i diritti della Terra

Si condivide l'appello dei Beati i costruttori di pace:
Come associazione impegnata assieme a tanti altri per “la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato” desideriamo lanciare un appello per la partecipazione al referendum del 17 aprile.
Andare a votare è un diritto-dovere ed è lo strumento principe per esercitare la nostra cittadinanza in modo attivo e responsabile. Ci sentiamo quindi di rigettare in modo chiaro qualunque appello all’astensione e invitiamo tutti ad andare alle urne per votare, che siate per il SÌ o per il NO, visto che si è obbligati a raggiungere il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto.
Vorremmo sottolineare, accanto a tutte le motivazioni per il sì, la necessità per tutti di porre la priorità dei diritti della Terra, rispetto a tutti gli interessi e a tutte le esigenze umane.
È la Terra che dà la vita a tutti; non siamo noi a dare la vita alla Terra. In tutte le nostre scelte dobbiamo prima chiedere che ne viene alla Terra, al mare, ai pesci alla vita degli altri esseri, e dopo fare le nostre scelte. Per i cambiamenti climatici, per il riscaldamento e l’acidificazione degli oceani siamo vicini al punto di non ritorno.
La COP 21 di Parigi a novembre 2015 ha mostrato che su questo c’è accordo unanime. Anche l’Italia ha sottoscritto l’accordo globale sul clima, impegnandosi a uscire dallo sfruttamento dei combustibili fossili e per investire in maniera seria e concreta sulle fonti rinnovabili.
Invitiamo tutti a moltiplicare in rete i messaggi per la partecipazione e per il sì.
Mostriamo a chi decide che la popolazione è cosciente della gravità e urgenza di scelte nuove.
È tempo di riconversione ora, domani sarà tardi. La nostra casa comune, il pianeta terra, ci chiede un cambio radicale nello stile di vita, ma anche nelle scelte politiche strutturali che riguardano il bene comune per tutti e ce lo chiede adesso.

Beati i Costruttori di Pace

mercoledì 13 aprile 2016

La giornata politica

Due notizie dominano la scena politica nazionale.
La prima, molto triste, riguarda la morte di Gianroberto Casaleggio. Comunque la si possa pensare intorno al Movimento 5 Stelle, non si può non condividere umanamente questo momento di dolore e non si può non riconoscere la forza innovativa del movimento politico del quale è stato co-fondatore e ispiratore. Che cosa accadrà adesso è difficile prevederlo, anche se il raggruppamento - presentato come una specie di fuoco d'artificio in occasione delle ultime elezioni politiche del 2013 - sembra godere di buona salute e di ampi consensi, almeno per ciò che concerne il prossimo futuro.
Tali consensi derivano anche dall'anomalia legata all'altra notizia odierna.
Ricordate Napolitano e Letta, dopo l'ammissione del "blocco" seguito al sostanziale pareggio elettorale di tre anni fa? "Tu governa per il tempo necessario a realizzare la riforma elettorale, poi saranno indispensabili nuove elezioni..." Invece ci si è trovati con un premier paracadutato dall'alto, con un governo - di segno opposto a quello espresso dalle intenzioni degli elettori - sostenuto da inedite larghe intese e impegnato nel varo delle più importanti riforme dal dopoguerra in qua. Certo, ci sarà qualcuno che guarderà con simpatia al Renzi nazionale, affermando che "almeno ha fatto qualcosa!" Ma un'altra ampia parte degli italiani noterà con amarezza che questo modo di procedere si è rivelato tutto meno che "demo-cratico". Se saranno di più i soddisfatti o gli scontenti lo si saprà in occasione del referendum confermativo di ottobre. Insomma, chi vivrà vedrà...

Lavori pubblici e deja vu

L'era Romoli sta procedendo rapidamente verso l'epilogo e a un anno dalle prossime elezioni amministrative il primo cittadino ritorna, dopo un bel po' di tempo, al solito schema delle promesse da realizzare "entro l'anno". Nella sintesi dei lavori previsti compaiono più o meno tutte le proposte già lanciate negli ormai lontani tempi della campagna elettorale del 2007 e a fronte del ritrovato ottimismo da fine mandato i quotidiani ricordano tristemente oggi il ridimensionamento della storica azienda dolciaria "La Giulia" e la chiusura di ben 110 attività negli ultimi anni nella Provincia di Gorizia. Forse il sindaco si rende conto del fatto che pochi siano ormai disposti a credere alle sue visioni, al punto da individuare come soluzione niente meno che "l'incrocio delle dita". L'annuncio infine della conclusone dei lavori per gli ascensori al castello è questa volta talmente sommesso da far pensare che in realtà ormai non ci creda più nessuno, dato anche il ritardo accumulato che sfiora ormai i cinque anni. Sarebbe bello pensare a un percorso pre-elettorale innovativo, senza "sparo" di promesse irrealizzabili da parte di questo o quel candidato, ma con una serena ricerca di soluzioni innovative e sostenibili - in particolare collegate alle realtà amministrative della quasi ex provincia di Gorizia e della vicina Slovenia. Il "lancio" romoliano sembra in realtà un deja vu, con i calendari riportati indietro di quasi dieci anni.

lunedì 11 aprile 2016

Perché votare si


Forum per Aiello...

Andrea Bellavite si candida a sindaco nel comune di Aiello. Presidente del Forum, già capogruppo in consiglio comunale, porta con sé una ricca dote di esperienza, cultura, capacità relazionali. Il Forum è stato evidentemente un luogo di formazione politica che sta dando i suoi frutti in tutta la provincia, Andrea infatti non è il solo ad essere chiamato a dare il suo contributo fuori città: anche Tommaso Montanari è oggi assessore a Villesse. Che dire? Un po' siamo gelosi di questi cervelli in fuga, tanto più importanti in un periodo in cui anche Gorizia tra un po' andrà ad elezioni e sperabilmente sarà in grado di cambiare realmente direzione politica. Ma siamo convinti che il sostegno e la partecipazione di Andrea non verranno meno e che sarà con noi nelle difficili battaglie che si prospettano. Fortunatamente il vivaio del Forum non è vuoto ed altre - giovani - persone stanno scaldando i motori a bordo campo. Tanti auguri Andrea e raccomanda agli abitanti di Aiello di preparare pranzi e libagioni ai generosi goriziani. 
adg

Il bel cammino dei tre monti goriziani


Il coro Monte Sabotino, presso i rifugi del Sabotino

Una parte dei partecipanti, con gli attori del Kulturni dom,  a Solkan
Un gruppo di marciatori lascia la cima del Monte Santo

Il gruppo Komigo, da sin.: Robert Cotič, Nadia Šuligoj, Solange Deghenardt, Manuel Figelj, Andrej Pahor. Sotto, la regista Kristina Di Dio
Circa settanta persone hanno partecipato alla "camminata dei tre monti goriziani", impegnativo percorso di circa 25 chilometri e oltre 1500 metri complessivi di dislivello. L'iniziativa - promossa da Scussons e Circolo Mario Fain di Romans d'Isonzo, in collaborazione con il Kulturni dom nell'ambito del progetto Bunker 1915-1918, Associazione Iter Aquileiense e Forum per Gorizia - ha consentito ai partecipanti di raggiungere a piedi, una dopo l'altra, le vette dei monti Škabrjel/San Gabriele, Sveta Gora/Monte Santo e Sabotin/Sabotino. Si è voluto così da una parte assaporare la bellezza dei panorami offerti dai suggestivi sentieri che si dipanano nei boschi sovrastanti Solkan, dall'altra far memoria di quella che fu definita l'"inutile strage", la prima guerra mondiale che ha versato fiumi di sangue proprio su queste alture che per oltre un anno sono state "il fronte" per gli eserciti in conflitto. Per questo motivo la lunga camminata è stata occasione per meditare sugli eventi di cento anni fa attraverso dei brevi brani teatrali e dei canti appropriati. Sulla sella del Preval e sotto il ponte di Solkan, la compagnia Komigo del Kulturni dom di Gorizia ha eseguito due spettacoli autoprodotti, sulla base di documenti originali dell'epoca uniti in una singolare mescolanza tra comicità ed estrema serietà: il messaggio fortemente pacifista ha toccato il cuore di tutti i marciatori che hanno espresso il loro accordo con un lungo applauso. I due brani, letti in sloveno e italiano con l'accompagnamento della fisarmonica, sono stati anche motivo di apprezzamento della bellezza della multiculturalità che caratterizza il territorio goriziano. Presso i rifugi sloveni del Sabotino si è esibito invece il coro Monte Sabotino, con un toccante repertorio di canti e preghiere tradizionali, intrisi di malinconia e di memoria. Non tutti naturalmente hanno portato a termine l'intero percorso a piedi, un servizio di accompagnamento ha consentito anche ai più affaticati di essere presenti nei momenti di elaborazione artistica. Insomma, una bella giornata di immersione nella cultura, nella storia, nell'arte e nella natura, coniugando ancora una volta la bellezza della pace con l'orrore della guerra. Il prossimo appuntamento - dopo il profondo incontro con Pierluigi Di Piazza lo scorso martedì e il cammino dei tre monti goriziani - è previsto per il prossimo sabato, con una gita d'istruzione nelle retrovie del fronte dell'Isonzo, in particolare con un'immersione nelle sorprese della Val Trenta (vedi locandina nel lato destro del blog).
ab

La persecuzione silenziosa... nel carcere di Gorizia

Ecco un forte intervento di don Alberto De Nadai, relativo alla situazione della Casa Circondariale di Gorizia e alla modalità di comunicazione dei problemi inerenti.
La vita, le esperienze, ma sopratutto gli incontri con le storie delle persone, mi fanno capire quotidianamente che sono i meccanismi culturali, economici, sociali, politici e religiosi
che pretendono di classificare le persone secondo una scala che definisce:  i primi, i secondi, i terzi … fino agli ultimi. Un titolo non cambia la sostanza di una persona: ci si riconosce
per la profondità della propria umanità.Infatti Il Piccolo di oggi, 8 Aprile 2016 titola la pagina di Gorizia: “Apre la sezione gay, carcere nel caos”.
Cosi, tra gli ultimi la società colloca ancora gli omosessuali e i transessuali. E pensare che sono  persone dal vissuto doloroso del sospetto, del giudizio, del pregiudizio, dell’esclusione;
persone che vivono il dramma interiore del proprio essere e dell’avvertire la difficoltà di esprimerlo.
L’aprire una sezione gay nel carcere di via Barzellini, sottolinea che si torna ancora a quella mentalità italiana del 1927, così ben descritta nella mostra visibile nel palazzo della provincia
di Corso Italia, dal titolo “ La persecuzione silenziosa – dove con la politica del silenzio sul tema
degli omosessuali lo Stato Italiano interveniva o con la diffida, o con l’ammonizione, o con il confino, demandandone la repressione alla sfera morale e religiosa.
Solo nel 1936, con l’avvicinamento dell’Italia alla Germania nazista, l’omosessuale da elemento indesiderato, per lo Stato diventa un nemico pubblico, un pericolo. E sappiamo come son finiti
gli omosessuali nei campi di sterminio. E riaprire una sezione per loro a Gorizia, e poi dirigerla come attualmente viene diretta, significa quasi rievocare i drammatici avvenimenti di quel tempo.
Ci vogliono antenne speciali della sensibilità per intercettare quel dolore muto, quel flebile gesto, che solo alle volte diventa un grido, perché, ancora sono considerati gli ultimi nella società
in quanto non sono accettabili i criteri di giudizio che li classificano come tali. I criteri di questa classifica sono decisi da chi occupa e gestisce il potere, da chi si sente primo per poter definire
gli altri ultimi. Ma spesso sono proprio questi primi ad essere gli ultimi, perché privi di umanità, lontani dalla vita delle perone : non le incontrano, non le ascoltano, non ne condividono drammi
e speranze e, rinchiusi nei loro ristretti circuiti da lì pretendono di decidere della vita degli altri.
Don Alberto De Nadai, garante per i diritti dei detenuti nella provincia di Gorizia

Importante non farsi male...

Beh, fa un certo effetto tornare a casa e trovarla circondata da carabinieri e vigili del fuoco. "E' possibile dare un'occhiata?" "Se ci sono le transenne - risponde compunto un giovane in divisa - vuol dire che non si può passare!" "Ma io lì ci abito..." La parete è del tutto annerita dal fumo, i vetri soprastanti la terrazza sono scoppiati e gli infissi fusi dal calore. E' stato provvidenziale l'allarme trasmesso dagli acquirenti del "mercatino" presso i Giardini pubblici e l'intervento tempestivo dei pompieri che hanno evitato guai peggiori. "Le fiamme - raccontano i passanti impressionati - erano alte sette-otto metri e tutto sembrava far pensare al peggio". I danni sono ingenti, importante è che non si sia fatto male nessuno, per il resto sarà indispensabile un buon intervento di restauro.

venerdì 8 aprile 2016

Francesco a Lesbo, nel nome dell'accoglienza

E così, papa Francesco il prossimo 16 aprile si recherà a Lesbo, accompagnato dal patriarca di Costantinopoli Bartolomeo e dall'arcivescovo greco Hieronymos. Un viaggio lampo, ma di grande importanza simbolica. L'isola - molto famosa per vari motivi, dalla patria di Saffo alla bellezza dei paesaggi - è al centro attualmente dei percorsi di avvicinamento e respingimento delle decine di migliaia di profughi che tentano di fuggire dalla guerra e di raggiungere i Paesi dell'unione europea. Con la sua presenza e con l'accento evidentemente ecumenico del gesto Francesco e i suoi compagni di viaggio richiamano il Vecchio Continente alla tradizione dell'accoglienza e della solidarietà. L'iniziativa è talmente eclatante da non poter essere equivocata: i vertici delle Chiese cattolica e ortodossa sono di parte e invitano i propri fedeli a stare dalla stessa parte, quella dei poveri terrorizzati dai conflitti che hanno l'umano desiderio di trovare un po' di serenità e di pace. E' un forte incoraggiamento anche "a casa nostra", rivolto in particolare a Medici Senza Frontiere e alle decine di volontari che da ormai quasi due anni stanno facendo davvero l'impossibile per realizzare l'auspicio del pontefice: accoglienza per tutti, senza se e senza ma...

giovedì 7 aprile 2016

Pierluigi Di Piazza al Kulturni dom

Molto articolato e interessante è stato l'intervento di Pierluigi Di Piazza l'altra sera al Kulturni dom di Gorizia. Procedendo dall'affermazione di Balducci secondo la quale c'è una differenza tra l'essere e l'esistere, ha tracciato una lunga storia dell'obiezione di coscienza al servizio militare, procedendo dai tempi dell'antica Roma per giungere ad analizzare il fenomeno della diserzione nella prima guerra mondiale. Ricordando poi i profeti della nonviolenza italiana - Capitani e Dolci, come pure i giovani che hanno preferito il carcere all'esercizio del servizio militare - Pierluigi ha sottolineato come la coscienza sia il vero santuario delle scelte fondamentali della persona. Sottolineate le forti parole di Papa Francesco a Redipuglia, ha infine evidenziato quanti ambiti di esercizio dell'obiezione di coscienza esistano anche nella nostra società attuale: dall'accoglienza degli immigrati alla resistenza al pensiero unico, negli ambiti politico, sociale e culturale. L'incontro ha suscitato un vivo interesse nei partecipanti che sono volentieri intervenuti con i loro interrogativi e le loro osservazioni.

lunedì 4 aprile 2016

Dal caso Regeni, domande all'Egitto e all'Italia

Mentre continuano le assurde ricostruzioni del governo egiziano, il quale finora è riuscito a dire tutto e il contrario di tutto riguardo al terribile caso che ha coinvolto Giulio Regeni, la famiglia ha rivolto un forte appello al governo italiano affinché non lasci nulla di intentato nella ricerca della verità e della giustizia.
Alla grande dignità e forza d'animo dimostrata dai genitori e dalla sorella di Giulio corrisponde un'enorme ondata di solidarietà, dal paese di Fiumicello - tutto stretto intorno ai Regeni - a tutti coloro che hanno partecipato - in Italia o all'estero, direttamente o attraverso i media - alle diverse tristi fasi della vicenda.
Alcune osservazioni. La prima è che nella confusione delle cosiddette spiegazioni date dal governo egiziano emerge un dato inconfutabile e mai smentito: in quella nazione, tra le protagoniste di quella che fu chiamata "primavera araba", la tortura è uno strumento ordinario di repressione politica, la violenza fisica è utilizzata normalmente negli interrogatori degli arrestati, moltissime persone svaniscono nel nulla. La seconda è che l'Italia, procedendo proprio dal caso che la riguarda direttamente, avrebbe in mano uno strumento politico molto forte per far valere le proprie ragioni, ma anche per richiamare al mondo la necessità di una condanna senza se e senza ma nei confronti dell'Egitto e di tutti gli altri paesi che ancora prevedono la tortura. Potrebbe mettere in discussione accordi politici ed economici, sulla base della richiesta del rispetto dei più elementari diritti della persona. La terza riflessione nasce dall'imbarazzo italiano, dovuto essenzialmente al fatto che nonostante le violenze perpetuate dalle forze dell'ordine contro pacifici manifestanti in occasione del G8 di Genova, un'esplicita condanna dell'Italia da parte del Consiglio d'Europa, gli scandalosi casi relativi alle violenze su Stefano Cucchi, Federico Aldovrandi e molti altri... non è ancora stata approvata una legge che inserisca nel codice penale il reato di tortura. Chi non lo vuole? Chi rema contro? Chi ha impedito che la norma ad hoc - annunciata solennemente ben oltre un anno fa con un tweet dell'onnipresente presidente del consiglio - fosse effettivamente approvata?
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Domenica 10, camminata dei tre monti goriziani. Nedelja 10, aprila: pohod treh goriskih hribov

Sabotin, Sveta Gora, San Gabriele

Domenica 10 aprile 2016 si terrà la "camminata dei tre monti goriziani". Organizzata da Circolo Mario Fain e Scussons di Romans d'Isonzo, con la collaborazione del Kulturni dom di Gorizia (nell'ambito del progetto regionale Bunker 1915-1918), Forum per Gorizia e Iter Aquileiense, l'iniziativa propone ai cittadini di Gorizia e Nova Gorica un suggestivo itinerario verso la cima dei tre monti che circondano le città. Il Skabrijel/San Gabriele, Sveta Gora/Monte Santo e il Sabotin/Sabotino conservano un'enorme quantità di memorie, storiche, geologiche, spirituali e hanno avuto un ruolo fondamentale nell'ambito della tragedia della prima guerra mondiale. Per questo, compiere questa sorta di pellegrinaggio significa far memoria dell'orrore della guerra auspicando per tutto il mondo un futuro di autentica giustizia e pace. Il ritrovo è fissato presso il ponte di Solkan/Salcano alle ore 7.45. Si scaleranno di seguito il San Gabriele, il Monte Santo e il Sabotino. Chi non se la sentirà di proseguire a piedi potrà raggiungere le cime anche grazie a un servizio di raccolta con automezzi privati. Intorno alle ore 10 presso la Sella Preval (Gargaro) e intorno alle 13.30 sotto il ponte di Solkan saranno eseguiti due brevi brani teatrali sulla prima guerra mondiale, prodotti dal Kulturni dom per la regia di Kristina Di Dio con gli attori Sollange Deghenardt, Roberto Cotic e Andrea Pahor. Sulla cima del Sabotino, intorno alle 15.30. è previsto il concerto del coro Monte Sabotino. In caso di pioggia la camminata sarà rinviata a data da destinarsi.


V nedeljo 10.aprila bo na sporedu »pohod treh goriških hribov«. Priredilo ga bo združenje Centro Fain e Scussons iz Romansa v sodelovanju s Kulturnim domom v Gorici (v sklopu deželnega projekta »Bunker 1915-1918«), goriškim Forumom in združenjem Iter Aquileiense; pubuda ponuja prebivalstvu Gorice in Nove Gorice sprehod po slikoviti poti, ki se bo dotaknila treh hribov, ki obkrožajo dve mesti: Škabrijel, Sveta Gora in Sabotin. Gre za območja, ki hranijo veliko zgodovinskih spominov ter geoloških in duhovnih značilnosti, ki so temeljito zaznamovali krajino med tragedijo 1. svetovne vojne. S tem pohodom, že neke vrste  romanjem, si bomo v spomin priklicali grozote vojne v trdni želji, da bi po vsem svetu zavladal mir in družbena pravičnost. 
Zbirališče pohoda bo na parkirišču pri mostu v Solkanu ob 7.45 uri. Sledil bo vzpon na Škabrijel, na Sv. Goro in na Sabotin. Kdor se ne bo čutil prehoditi celotne poti, bo imel na voljo zasebna vozila, ki bodo »pomagala« pri prevozu na vrhove hribov. Ob približno 10. uri na Prevalu (Grgar) in ob prib. 13.30 uri pod solkanskim mostom, bodo odigrani kratki gledališki prizori na temo 1. svetovne vojne. Nastope je pripravil Kulturni dom v režiji Kristine Di Dio s igralci: Solange Degenhardt, Robertom Cotičem in Andrejem Pahorjem. Na vrhu Sabotina, ob prib. 15.30 uri je predviden koncert goriškega pevskega zbora Monte Sabotino. 
V primeru slabega vremena, bo pohod prenešen na nov in še ne določen datum.

venerdì 1 aprile 2016

Via l'addizionale sulla raccolta differenziata, prima che chiuda la Provincia!

Il cosiddetto decreto Ronchi  ( n. 158/199 ) ha introdotto e regolamentato la raccolta differenziata. Contemporaneamente è stata data alle Province italiane la facoltà di imporre sui costi ai cittadini un’addizionale da 0 al 5%. E su questa modalità si potrebbero fare molte serie riflessioni.  Alcune Province virtuose (soprattutto appartenenti a Regioni Autonome) si sono astenute dall’imporre qualsiasi addizionale, altre ne hanno scelto una al di sotto del 5% e la maggioranza ha optato per il massimo e cioè il 5%.  La Provincia di Gorizia  si è allineata naturalmente a queste ultime e così i cittadini si sono trovati a pagare la raccolta dei rifiuti il 15 % in più: 10% per l’IVA e 5% per l’addizionale provinciale.
A Gorizia il costo dei rifiuti ha raggiunto il suo massimo livello nel 2010, passando da 3.648.177 euro  nel 2005  a 5.743.589  euro. A quella data, abbiamo personalmente chiesto al Presidente Gherghetta a nome dei cittadini di togliere l’addizionale provinciale sia in considerazione dell’alto costo della tassa (purtroppo non ancora “tariffa”)  sia per seguire l’esempio più virtuoso di altre province. Egli ci ha risposto che non poteva rinunciare a quell’introito, che in seguito abbiamo verificato essere di circa 700.000 euro.  A dire la verità, da allora Gherghetta ha cominciato a diminuire annualmente l’addizionale di 0,01% (!!!). E attualmente i cittadini dell’Isontino pagano un’addizionale di 4,4% .
Ora  l’istituzione Provincia sta per chiudere. Come cittadini chiediamo al Presidente di rinunciare almeno ora all’addizionale provinciale  e di non lasciare in eredità agli abitanti dell’Isontino una gabella dal sapore medievale, sulla quale per altro ci sarebbe molto da discutere.   
Rosamaria Forzi