mercoledì 30 marzo 2016

Martedì 5 Pierluigi Di Piazza al Kulturni dom

C'è un particolare della tragedia della prima guerra mondiale del quale si parla ancora poco: la riabilitazione dei cosiddetti disertori, cioè di quei soldati che per motivi di coscienza non se la sono sentita di uscire dalle trincee, preferendo la morte certa decretata dal tribunale militare all'obbedienza al comando di andare a uccidere il "nemico". Se ne discuterà il prossimo martedì, 5 aprile, alle ore 18 al Kulturni dom, con la partecipazione di Pierluigi Di Piazza, uno dei più importanti punti di riferimento del movimento per la pace e la giustizia in Friuli Venezia Giulia. Con lui si affronterà il tema dell'obiezione di coscienza nel corso dell'Inutile strage del 1914-1918, ma anche delle prospettive attuali del pacifismo e della nonviolenza attiva. L'incontro sarà anche un'adeguata preparazione al Cammino dei Tre Monti goriziani che si svolgerà la successiva domenica 10 aprile, da Solkan a Solkan toccando le cime del San Gabriele, Sveta Gora e Sabotino.

martedì 29 marzo 2016

Foibe, pozzi e fosse comuni

La questione della foiba di Corno di Rosazzo si complica sempre di più e le nuove dichiarazioni del presidente della lega nazionale non possono che generare sconcerto.
a) la missione a Roma in cerca di documenti del gruppo Urizio, Salimbeni, Buttignon (USB) è durata due giorni in Archivio di stato per Salimbeni, due ore per Buttignon alla Farnesina, il resto per Urizio. Tale “missione” di ricerca è stata finanziata dalla giunta di Gorizia, quindi con i soldi dei contribuenti. In così poco tempo quali risultati possono essere stati conseguiti? Quante ore di lavoro passa un ricercatore quando va all'archivio di stato di Roma a vedere le carte? Ribadisco: se si voleva fare chiarezza non era meglio investire denaro su studiosi più motivati e secchioni che non il gruppo in questione? I consiglieri comunali dovrebbero chiedere conto delle spese sostenute.
b) Non si parlava fino a 15 giorni fa di una foiba che conteneva fino a 800 salme? Oggi apprendiamo che il “faldone di Premariacco” parla di 40 o 60 civili uccisi, che non si parla più di foiba ma di pozzo della miniera o di fossa comune, che tra gli uccisi ci potrebbero essere tedeschi in fuga, finanzieri, militari, poliziotti, quindi persone coinvolte nella guerra a pieno titolo e non le centinaia di vittime innocenti che sembravano all'inizio, anche se ovviamente “non si esclude che altri corpi....”

c) un gruppo di ricerca dovrebbe avere preparazione e obiettivi di studio comuni. Invece Buttignon si sfila subito “per opportunismo” o magari anche perchè ha capito che si voleva fare un'operazione meramente propagandistica, senza supporti realmente scientifici, oppure perchè appena tornato ha capito che i documenti erano una bufala, parlando con qualche storico che ne sapeva di più. Resta da capire perchè uno parta alla volta di Roma con una compagnia di ricercatori che molla quasi subito per profonde divergenze.  Il presidente della Lega nazionale parla degli storici negazionisti, utilizzando una formula di sicuro effetto manipolatorio. Non comprende che nessuno nega le foibe, ma nessuno è disponibile a farsi dare lezioncine di due ore su questi temi da insegnanti che litigano tra di loro sulla veridicità delle cose che vogliono insegnare. 
adg

Scende la pioggia (e non è la canzone...)

Sembra che si faccia di tutto per disincentivare l’uso della bici. L’esempio più evidente è visibile nel piazzale Martiri per la Libertà d’Italia, antistante la stazione ferroviaria di Gorizia. Le bici non hanno alcuna protezione dalla pioggia. Chi usa la bici lo fa sia per  economicità, per una questione ecologica e di buon senso. 

Sarebbe opportuno predisporre un’adeguata struttura per il ricovero delle bici anche per dare un migliore aspetto al luogo. Quali sono i motivi che ne ostacolano la realizzazione?

Analogamente, i parcheggi del complicato bike sharing, difettano di una qualsiasi tettoia perché le bici, acquistate con i nostri soldi, non vengono coperte?

( ...e tralascio quanto si fa in altre città per favorire l'uso della bici!)

NC

domenica 27 marzo 2016

Buona Pasqua 2016, Vesele velikonočne praznike

A tutte a e a tutti - redattori lettori commentatori - un caro augurio di Buona Pasqua.
Una Pasqua coraggiosa, per vincere la paura,
Una Pasqua fraterna, per vincere la divisione,
Una Pasqua pacifica, per vincere la guerra,
Una Pasqua impegnata, per vincere l'inerzia,
Una Pasqua autentica, per vincere la menzogna,
Una Pasqua...

sabato 26 marzo 2016

Invitiamo la Nicolini a Gorizia!

Renzi vola a Lampedusa e conversa sulla riva del mare con la sindaco Giusy Nicolini. E' una delle immagini della cronaca nazionale di oggi.
E' motivo di dispiacere sentire il sindaco Romoli, per quanto a lui possibile di solito abbastanza signorile, scendere al livello delle parole di oggi sulla pagina goriziana del Piccolo. "Sono stati smentiti gli sciacalli che prevedevano un'invasione di profughi". Mentre tutta l'Europa sta cercando con enorme difficoltà una soluzione a un problema che interessa ormai milioni di persone messe in movimento dalle guerre infinite degli ultimi decenni, Romoli è contento perché il blocco delle frontiere balcaniche gli permette di continuare a ignorare i richiedenti asilo presenti in città. E chi, con realismo richiama la mondializzazione della questione, viene definito senza mezzi termini "sciacallo", uno cioè che approfitta di un fenomeno antropologico gigantesco per mettere in discussione la bellezza bontà e verità dell'amministrazione comunale di Gorizia. Ci sarebbe da sorridere davanti a una simile faccia tosta, se la situazione non fosse invece drammatica e ben lontana dall'essere risolta. 
Insomma, dopo non aver fatto assolutamente nulla per strappare i nuovi arrivati dalle rive dell'Isonzo e dai parchi cittadini, dopo aver messo i bastoni fra le ruote ai Medici Senza Frontiere con la richiesta di una licenza talmente anomala da rendere difficile perfino l'individuazione dei documenti da richiedere, dopo aver dichiarato - lui e la sua compagine - che i richiedenti asilo vengono a Gorizia perché qui hanno trovato la tendopoli allestita dalla Provincia, ora definisce "sciacalli" quelli che non si foderano gli occhi di prosciutto locale e richiamano le istituzioni alle loro responsabilità. 
Caro sindaco Romoli, ha mai sentito parlare di Giusy Nicolini? Perché non invitarla a Gorizia a darci qualche lezione, partendo dall'esperienza - di certo mille volte più complessa - di Lampedusa?

giovedì 24 marzo 2016

Un'immagine di Gorizia nell'omelia dell'Arcivescovo

Un passo dell'omelia proposta dall'Arcivescovo Redaelli in occasione della Festa dei Patroni di Gorizia Ilario e Taziano fa riflettere...

Ci sono due età della vita che Gorizia può ancora scegliere come propria identità: quella della donna matura ma ancora nel vigore delle forze e capace di generare e comunque di accogliere figli e quello della donna anziana che progressivamente si chiude alla vita. Forse la strada più semplice e più ovvia per Gorizia - diciamocelo con sincerità mista a dispiacere - è quella di rassegnarsi a una dignitosa vecchiaia. Essere simile a quelle signore anziane che vivono con decoro la loro età, che sono sempre vestite bene, in ordine anche se non più alla moda, che non escono mai senza un filo di rossetto sulle labbra e una spolverata di cipria sulle guance e l'immancabile borsetta nera. Persone che progressivamente si chiudono in se stesse, perdono attività e amicizie, ma non vengono meno alla loro fierezza. Più impegnativo per la nostra città è reagire con realismo ma anche con fiducia verso la vita, come una donna matura e ancora vigorosa, affrontando le proprie responsabilità anche se non si hanno più vent'anni, offrendo speranza ai più giovani, accoglienza e opportunità di lavoro e integrazione a chi viene dal di fuori, ribellandosi al muro che l'ha divisa per tanti anni (e che, se è distrutto fuori, è ancora dentro nella testa e nel cuore) e costruendo invece rapporti e iniziative comuni, valorizzando la ricchezza di lingue e culture, impiegando al meglio le risorse di imprenditorialità, operosità, solidarietà e volontariato che ancora esistono più di quello che sembra...

Ci sono molti spunti da riprendere e commentare, forse anche si può tentare una risposta a un interrogativo che sorge spontaneo: Come?

martedì 22 marzo 2016

Bruxelles, dolore e tristezza...

La guerra continua. Si moltiplicano le notizie su una serie di terribili attentati, all'aeroporto e nella metropolitana di Bruxelles. Il terrore diventa sempre più fatto quotidiano, in un conflitto dalle forme imprecisate, dove agli interventi militari "ufficiali" in Medio Oriente - con il loro carico di morti innocenti - corrispondono le bombe che seminano altre decine di morti innocenti nei luoghi della vita di ogni giorno. E se di giorno in giorno la lezione di Gandhi sembra essere l'unica in grado di poter fermare la spirale di violenza che caratterizza quella che papa Francesco ha definito la terza guerra mondiale, sempre più esiguo è il numero di coloro che richiamano il metodo della nonviolenza attiva. E così apparentemente non resta altro che piangere: oggi sui morti di Bruxelles e su quelli di Palmira, ieri su quelli di Parigi e di Kobane, l'altro ieri su quelli di New York e di Baghdad. Se non vengono fermate le guerre, paralizzate le fabbriche d'armi e impedite le vendite che arricchiscono le mafie ma anche gli Stati (le esportazioni dall'Italia negli ultimi 25 anni hanno fruttato oltre 54 miliardi di euro - http://www.linkiesta.it/it/article/2015/07/09/italia-ipocrita-ripudia-la-guerra-ma-vende-armi-per-54-miliardi-di-eur/26630/ ), è difficile sperare che nel prossimo futuro possa terminare questo stillicidio.

domenica 20 marzo 2016

Lo spirito dei piedi. Piccoli passi alla ricerca della verità

Martedì 22 marzo, alle ore 18 presso la Libreria Editrice Goriziana, ci sarà la prima presentazione ufficiale del libro "Lo spirito dei piedi. Piccoli passi alla ricerca della verità" (Ediciclo 2016). Il testo sarà commentato dall'autore insieme allo scrittore e filosofo Giuseppe O.Longo, con letture di Pierluigi Pintar. L'iniziativa è promossa da Forum per Gorizia, Kulturni dom di Gorizia, Biblioteca Statale Isontina e Società Dante Alighieri. Ecco un'interessante recensione di Adg:

Il sentimento che suscita l'ultimo libro di Andrea Bellavite “ Lo spirito dei piedi” è la nostalgia. Nostalgia di un tempo in cui i temi che lui solleva, il viaggio come scoperta anche spirituale, il cammino per trovare se stessi al di là della meta, il rapporto con la natura, la relazione con gli altri, la vita e la morte erano questioni su cui si discuteva tra amici, litigando per affermare il proprio senso dell'esistenza, la propria idea di significato del vivere. Oggi non è più così. Del senso della vita pare non occuparsi più nessuno, paralizzati come siamo dal vivere qui ed ora, dall'ingiunzione ad essere sereni, a pensare il meno possibile, ad occuparci solo di noi stessi, all'obbligo di camminar ben attrezzati almeno 30 minuti al giorno per scongiurare la morte. Schiacciati da un sistema che trascura del tutto l'anima che si dissolve nell'indifferenza alla tragedie odierne, prima di tutto l'immigrazione, dovremmo accettare i reticolati, gli steccati che ci dividono da esseri umani simili a noi, dovremmo accettare le guerre, la fame, le disuguaglianze come inevitabile prezzo al nostro vivere tranquilli. E siamo indotti a farlo anche se la nostra cultura, quella religiosa ma anche quella laica ha parlato di altro, ha lottato per valori come la fratellanza e l'uguaglianza. Senza l'esistenza di questi valori l'anima però si atrofizza e ci lascia più soli, più poveri, più incapaci di riconoscere le tragedie, più impotenti ad agire. Come diceva Borges chi è l'assassino dell'anima? Il fratello Caino non è ugualmente vittima, come Abele, della perdita violenta del sentimento profondo della fraternità che è alla base dell'essere uomini? Vittime sono anche gli indifferenti perchè perdono come coloro che subiscono i soprusi, l'essenza stessa dell'essere uomini. Bellavite ci richiama anche in questo suo ultimo lavoro, con la leggerezza che gli è propria, a pensare a questi problemi, che sono oggi più che mai fondamentali e alle sue osservazioni siamo chiamati, che lo si voglia o no, a rispondere in fretta. adg  

Grazie, Medici senza Frontiere!

Questa storia della licenza edilizia a Medici senza Frontiere è veramente imbarazzante. Tanto di cappello all'Arcidiocesi che, lottando contro il tempo e soprattutto contro le esternazioni degli esponenti del centro destra goriziano, ha raccolto la documentazione necessaria. Ma che dire dall'atteggiamento di un Comune che invece di ringraziare mette i bastoni fra le ruote a chi fa salti mortali per levare le classiche castagne dal fuoco a chi dovrebbe invece essere in prima fila nel rispondere alle esigenze dei nuovi arrivati e degli stessi cittadini? Ammirevole è la forza d'animo di un'organizzazione che si trova impegnata nella solidarietà sui più delicati fronti mondiali e che nella tranquilla Gorizia deve evitare le insidie burocratiche di un sindaco e di una maggioranza che non fanno che sottolineare la non opportunità di tale presenza. Bene, se il centro destra cittadino riuscisse nella singolare impresa di far perdere la pazienza a msf, decine di persone tornerebbero a soggiornare sulle rive dell'Isonzo e nei parchi cittadini. Forse è ciò che desiderano coloro che vogliono innalzare lo scontro sociale, irridendo chi finora si è dato tanto da fare e non proponendo la benché minima sensata alternativa?

venerdì 18 marzo 2016

21 marzo, Giornata della Memoria e dell'Impegno

Con convinta adesione da parte del Forum per Gorizia si pubblica il comunicato stampa di Libera che propone la celebrazione della memoria delle vittime della mafia per lunedì 21 marzo, alle ore 18 in via Garibaldi:

Dal 1996 il 21 marzo non è solo il primo giorno di primavera; da ventun’ anni, nella stessa data, ricorre la Giornata della Memoria e dell’Impegno in onore delle vittime innocenti delle mafie, organizzata e promossa da Libera. Non si celebra, dunque, solamente la rinascita della natura, ma anche quella delle coscienze. Quest’anno è stata scelta Messina come sede nazionale della commemorazione: una città che ha vissuto sulla propria pelle l’ingiustizia delle perdite e la crudeltà della realtà mafiosa. Il 21 marzo 2016 risuoneranno per le sue vie gli oltre 800 nomi delle vittime innocenti delle mafie di tutta Italia e a questa voce si unirà quella di 900 piazze in tutta la penisola: istituzioni, autorità, associazioni e cittadinanza si stringeranno intorno alle famiglie e agli amici delle vittime, ricordandole una ad una, perché si vedano riconosciuta, nella memoria, la dignità che spetta loro e così che nessuno dimentichi l’orrore che la mafia è in grado di generare.
Anche il Friuli Venezia Giulia parteciperà a questa doverosa manifestazione di umanità e civiltà con iniziative che toccheranno diversi centri (Trieste, Udine, Gorizia, San Vito al Tagliamento, Venzone), con il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
A Gorizia l’evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Gorizia e patrocinato dalla Provincia di Gorizia, avrà inizio alle ore 18:00 in via Garibaldi, all’altezza del Teatro Verdi; vi prenderanno parte le autorità e le associazioni del Terzo Settore che operano sul territorio.
Hanno già confermato la propria partecipazione il Prefetto, il Questore, il Comandante dei Carabinieri, il Comandante della Guardi di Finanza, i rappresentanti della Provincia di Gorizia e dei Comuni di Gorizia, Monfalcone, Staranzano, Gradisca, Sagrado e Villesse, oltre a diverse associazioni operanti sul territorio.

L’invito di Libera è alla partecipazione della comunità, perché senza partecipazione non può esistere Memoria e senza Memoria non c’è Impegno.

giovedì 17 marzo 2016

"Non cambia nulla". E allora, perché prima c'era?

Una domanda semplice semplice. Si legge oggi sulla pagina di Monfalcone del Piccolo che sarà sospeso il servizio dell'"auto medica". Immediate le rimostranze da parte dei cittadini e le risposte da parte dei responsabili: "per gli utenti non cambierà nulla". E' questo ritornello, ripetuto da politici e tecnici il giorno dopo ogni "impoverimento", a suscitare qualche pensiero: se "per gli utenti non cambia nulla", perché e per chi esisteva in precedenza tale servizio? I casi sono due: o non serviva a niente neanche prima e quindi chi lo aveva proposto e gestito per tanti anni in precedenza dovrebbe essere chiamato a risponderne senza se e senza ma; oppure, come ci si permette di pensare, era utile anche prima e questo taglio che risponde soltanto a una logica di risparmio finanziario (?) cambia eccome la situazione degli "utenti". In questo secondo caso, per favore, non si cerchino sedativi per l'opinione pubblica, ma si dicano le cose così come esattamente stanno!
ab

mercoledì 16 marzo 2016

Incredibile richiesta di licenza edilizia a Medici senza Frontiere!!!

Il sindaco Romoli sollecita i Medici senza Frontiere a chiedere la licenza edilizia per i loro container che alloggiano gli afgani. Romoli, molto compreso del suo ruolo, dice che deve fare così, perchè la legge glielo impone e lui, da buon tutore, fa rispettare le regole. Peccato che le regole non le ha mai fatte rispettare quando ha lasciato bivaccare la gente senza servizi igienici nei parchi, sulle rive dell'Isonzo o nelle sedi dei circoli culturali e dei partiti. Ma neppure è stato sufficientemente gentile perchè non ha mai ringraziato né i suoi cittadini che si sono dati da fare nell'emergenza, né i Medici senza Frontiere che gli hanno tolto tante castagne dal fuoco. Come avrebbero affrontato l'inverno i rifugiati senza di loro?  Ma afgani, medici senza frontiere, preti che accolgono, vecchie che si prodigano per gli stranieri, ineleganti giornalisti che si sporcano i mocassini in the jungle, partigiani, non gli sono simpatici. Preferisce storici che vanno negli archivi della Farnesina pensando di essere all'Archivio di stato, criminologi intuitivi che capiscono subito il delitto anche se non muovi muscolo, studiosi di grafologia che selezionano il personale, appartenenti a formazioni repubblichine, ma responsabili, carnivori. 
adg

martedì 15 marzo 2016

ACQUA BENE PUBBLICO. A GORIZIA LA CAMPAGNA H2GO CONTRO LA LEGGE REGIONALE 135 E A SOSTEGNO DELLA LEGGE NAZIONALE SULL’ACQUA PUBBLICA.

Un gruppo di associazioni e comitati goriziani prendono posizione e invitano i cittadini a mobilitarsi contro la proposta di legge 135 della Regione FVG. Piena condivisione da parte di questo blog...      

Con la Campagna H2GO, un gruppo di comitati  e associazioni politiche di Gorizia e provincia  si collega all’azione promossa dal Comitato referendario FVG   - Acqua bene comune, dal Cordicom FVG, dal  Forum per i beni comuni, da vari movimenti regionali e da sindaci e amministratori della regione;     prende posizione  sulla proposta di legge n.135 della Regione FVG e sul disegno di legge nazionale per la ripubblicizzazione dell’acqua, in discussione in commissione Ambiente a Montecitorio;             riafferma il principio per cui anche Gorizia al referendum sull’acqua del 2011 ha scelto la gestione pubblica e al di fuori dalle regole del mercato e della concorrenza.


La legge regionale, che va in consiglio regionale il 16 e 17 marzo, è criticata ed osteggiata relativamente alla partecipazione della società civile ed alla democratica condivisione; ai contenuti che falsano i principi espressi dal referendum sull’acqua del 2011 e configurano un modello organizzativo accentratore , irraggiungibile dalle autonomie locali e sottratto al controllo democratico;
alla visione tecnica del servizio idrico integrato, che prescinde dalla considerazione dei bacini idrografici, non dispone di un’adeguata rilevazione delle risorse idriche e del Ciclo idrico integrato,
  formula norme gestionali senza tener conto delle fisionomie morfologiche dei territori e delle esigenze delle comunità che vi abitano,  non si fonde con un Piano regionale di tutela delle acque, non regola tutti gli usi dell’acqua nel loro complesso ( potabile, agricolo, industriale, idroelettrico).
H2GO chiede AI CONSIGLIERI REGIONALI eletti dai cittadini di FERMARE  LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE N. 135. Chiede inoltre ai partititi politici promotori della legge di giustificare una iniziativa legislativa incoerente  sia rispetto le loro stesse posizioni assunte in occasione del referendum per l’acqua pubblica sia rispetto la volontà dei cittadini inequivocabilmente espressa dai  risultati referendari.Al Comune di Gorizia H2GO  chiede di esprimere e rivendicare nelle sedi opportune la specificità del bacino idrografico dell’Isonzo e le peculiarità del proprio servizio idrico, che attinge a pozzi del proprio territorio e che in parte si rifornisce da sorgenti in territorio Sloveno. 
In attesa di conoscere gli imminenti risultati dei lavori consiliari sulla proposta di legge regionale sul servizio idrico integrato, la Campagna H2GO  preannuncia l’adesione ad eventuali, già preannunciate, iniziative referendarie che siano proposte in regione e la realizzazione di  iniziative informative pubbliche sull’iter della proposta di legge nazionale n.2212 per l’acqua pubblica. Aderiscono alla Campagna H2GO, che rimane aperta a ulteriori adesioni, i comitati #nobiomasseGo,  #CampiElettromagnetici-Gorizia#, Comitato Isonzo, l’associazione Essere Cittadini,  il Coordinamento Stop TTIP Gorizia,  il blog Piazza Traunik, il gruppo locale Go Possibile. 

lunedì 14 marzo 2016

Disinformazione scolastica

Non è una bella storia quella del nuovo dimensionamento degli Istituti Scolastici goriziani. Non lo è per la disinformazione che ha caratterizzato tutta l'operazione, gestita dai vertici politici e scolastici senza alcun coinvolgimento degli insegnanti e del personale di base. Brutta storia anche per i genitori, che hanno scritto una nobile lettera di protesta, sottolineando con sorpresa il trattamento - o meglio il non-trattamento - ricevuto. E quando il vice sindaco Sartori si scaglia sul giornale contro l'assessora provinciale Cecot, rea di aver sostenuto la causa degli "ignorati", aggiunge una pessima pagina a questa narrazione kafkiana. Cosa interessa ai cittadini la polemica tutta pseudo politica contro la Cecot, quando in tutto il suo articolo non si vede una risposta che sia una alle giuste rimostranze dei genitori? Questo blog, dietrologo incallito, non vede l'ora di scovare gli altarini e di comprendere i veri motivi di un cambiamento burocratico imposto da chi di scuola se ne intende poco: modifica che apparentemente crea solo disagi e difficoltà a chi della scuola è direttamente utente, ma che - se c'è stata - a qualcuno dovrà pure far comodo... O no?
Intanto domani alle 17 in Provincia, Assemblea pubblica sull'argomento: sono invitate le famiglie dei bambini, i politici, i sindacati, le associazioni e tutti i cittadini che desiderino sapere qualcosa di più su questa spinosa questione.

Musei Provinciali: l'uovo di Colombo

Forse la maggior parte dei cittadini goriziani non ha gli strumenti tecnici per comprendere la questione dei Musei Provinciali. Forse anzi molti non sanno neppure dove siano o non li hanno visitati dai tempi in cui frequentavano le scuole elementari o medie. Per questo un problema essenzialmente tecnico - dovuto alla prossima soppressione dell'ente Provincia - è stato trasformato in cavallo di battaglia politico-culturale, con l'ennesima lotta tra Gorizia e Monfalcone per la spartizione di un patrimonio rivendicato dall'una e dall'altra. In realtà la soluzione sarebbe molto più semplice di quanto appare, se non ci fossero di mezzo tutt'altri interessi che poco hanno a che fare con un "tesoro" del quale pochi conoscono esattamente la concreta consistenza. Basterebbe distinguere due piani di intervento, quello relativo alla gestione finanziaria - e una legge ha già individuato il livello regionale come quello più adeguato a intervenire - e quello relativo alla direzione e al coordinamento culturale, che dovrebbero essere affidati a un comitato scientifico formato da persone molto competenti (come per esempio gli attuali responsabili), scelte in base anche alla presenza e conoscenza della storia passata e presente del territorio. E' evidente che i due settori d'intervento dovrebbero essere complementari, ma nell'ovvia distinzione di ruoli. Sembra l'uovo di Colombo, ma l'evidenza è cancellata dalla lotta intestina - pre-elettorale? - che utilizza un tema tecnico amministrativo per nascondere i veri "buchi" che minacciano davvero la sopravvivenza di Gorizia.
ab

domenica 13 marzo 2016

Sabotino, patrimonio dell'umanità...



Non rientra tra i siti Unesco, ma se lo meriterebbe! Il Monte Sabotino, sopra Gorizia, è uno scrigno di tesori. Prima barriera tra il mare e le montagne, ospita una vegetazione che coniuga le caratteristiche della pianura con quelle delle Alpi, insieme a una fauna protetta con specie rare di aracnidi, insetti, anfibi e serpenti. Sulla spalla est è possibile visitare ciò che resta - o meglio ciò che è stato molto ben restaurato da volontari - dell'antico eremo di San Valentino, con un'architettura suggestiva che consente scorci indimenticabili sul vicino santuario di Sveta Gora (Monte Santo). Percorrendo l'aerea cresta si ha la sensazione di essere stati proiettati sulle Dolomiti, se non fosse per il panorama aperto sulla piana di Gorizia da una parte e sulla splendida valle dell'Isonzo dall'altra. I rifugi sulla spalla ovest sono assai accoglienti, una parte di un edificio è stata trasformata in piccolo ma istruttivo museo della Prima guerra mondiale, nei dintorni è possibile far memoria dell'inutile strage, immaginando la sofferenza e gli stenti degli "abitanti" delle grotte artificiali scavate nelle rocce sommitali. Insomma, è un vero e proprio patrimonio di storia, geologia, biologia, cultura. Il versante in territorio sloveno propone una strada che può essere percorsa in automobile fino ai rifugi, dalle pendenze abbordabili anche da ciclisti dotati di un po' di allenamento. Ci sono inoltre due ottimi sentieri segnalati, uno molto bello dalla pista ciclabile a nord, l'altro da sud, da imboccare un centinaio di metri sopra il ponte di Salcano. Dalla parte italiana, nonostante le reiterate promesse e le sacrosante proteste di chi ama queste zone, tutto sembra essere lasciato alla generosità di tanti volontari. La caserma sotto la vetta, con il tricolore luminoso per il quale a suo tempo molti goriziani si mobilitarono al punto da provocare trasferimenti eccellenti, è chiusa e abbandonata al suo destino (e un bel museo del Sabotino, no, vero?). L'erba alta rende impraticabile il percorso fra la vetta e la strada militare. Quest'ultima, caratterizzata da un giusto divieto per le automobili, è "salvata" esclusivamente da persone generose che dedicano tanto tempo ed energie nel liberarla dalle foglie, dai rami e dai detriti provocati dai piccoli smottamenti delle giornate di pioggia. Cento anni dalla prima guerra mondiale: quanta retorica, quante parole sono state spese in questo periodo! Quanto sarebbe stato meglio onorare la memoria di una generazione di giovani inghiottiti dalla guerra rimettendo a posto i loro "luoghi", rendendoli più facilmente accessibili a tutti per far comprendere sul posto la violenza assurda del conflitto e la bellezza della pacifica convivenza tra i popoli.
ab 

sabato 12 marzo 2016

Non per essere esterofili...

Non è per essere esterofili, ma è difficile non notare le differenze. L'esperienza è del tutto personale, ma è simile a quella ascoltata da tanti altri pazienti. Visita oculistica, Italia marzo 2015: 15 minuti, ricetta nuovi occhiali speciali, 90 euro (la visita, non gli occhiali!); dicembre 2015: 3 minuti, altri 90 euro per diagnosi e invito a mettersi in lista per operazione agli occhi, con conclusione tra giugno e settembre. Slovenia febbraio 2016: visita in 45 minuti, con apparecchiature sofisticate e specialista oftalmologo di fama europea, 25 euro, a metà marzo tutto sistemato. Ovviamente tutto con fatture, con causale anche in italiano... Molta gratitudine e la domanda fatidica: ammettendo la parità del "così bene", c'è da stupirsi per il "così poco" della Slovenia o per il "così tanto" dell'Italia?
Andrea Bellavite

giovedì 10 marzo 2016

Foiba dei misteri

Nella vicenda della cosiddetta foiba di Corno di Rosazzo molti elementi destano perplessità. In una zona così limitata il fatto che nessuno abbia parlato di un così drammatico eccidio di 200-800 persone appare incredibile. Anche le cifre sono a dir poco sbalorditive: un'oscillazione di 600 persone non è cosa da poco e un tale documento dovrebbe almeno essere confrontato con altri, collocato in un contesto, discusso con gli storici che di tale argomento trattano da anni e che mai nei loro libri hanno accennato ad un misfatto di tali proporzioni. Sono storici orientati a sinistra? Francamente non ci pare, conoscendo e rispettando le loro biografie. Ma su un altro aspetto vale la pena riflettere. 

Per Gorizia l'argomento foibe e deportazione è un tema sensibile, che risveglia dolori e rancori. Dunque, quando ne parla, l'amministrazione pubblica che deve rispettare le sofferenze e le sensibilità collettive, ne deve parlare a ragion veduta, consultando gli studiosi che si occupano da decenni della questione, oppure interpellando le istituzioni pubbliche, le Università o i centri di ricerca che su tali temi possono offrire garanzie di serietà. 

Non si capisce quindi perché il comune di Gorizia abbia sovvenzionato il viaggio di ricerca di un gruppetto di persone (il presidente della Lega nazionale e due giovani ricercatori in vari e contraddittori modi legati alla Lega Nazionale e oratori a convegni di Casapound). Se vuole fare chiarezza su tali problemi non è certo questo il modo migliore per farlo, né per spendere soldi pubblici.

 Auspicabile sarebbe il fatto che il consiglio comunale chiedesse conto di queste “missioni” di ricerca. Chi le ha permesse? Il consiglio ne è stato informato? Come e da chi sono stati valutati i titoli dei ricercatori? Sarebbe grave se l'ente pubblico avesse finanziato una bufala pagata da Pantalone.
adg

lunedì 7 marzo 2016

Solidarietà alle giornaliste minacciate

Ecco un'iniziativa importante, a livello internazionale, a due giorni dall'8 marzo. Un pensiero di solidarietà alle giornaliste minacciate per la libertà d'informazione. Ecco il comunicato stampa degli organizzatori:
Oggi, 7 marzo, alle 10.30 alla Fnsi, a Roma, la Commissione Pari Opportunità della Fnsi, in collaborazione con Amnesty International, Articolo 21, Cpo Usigrai, GiULiA, Gruppo di lavoro pari opportunità Ordine dei Giornalisti, Italians for Darfur, Ossigeno per l’Informazione e Rsf Italia organizza #IoNonStoZitta, incontro con le croniste minacciate per la libertà d'informazione. “Sono almeno 53 le giornaliste che nel 2015 hanno subito minacce, nelle più svariate forme, a causa del loro lavoro. È il dato – osserva la Cpo Fnsi – che si ricava dall’Osservatorio di Ossigeno per l’Informazione. Minacce di morte, aggressioni, avvertimenti, lettere minatorie, attacchi hacker, minacce sui social network, insulti, telefonate minatorie, stalking, citazioni in giudizio per danni considerate strumentali. E c’è una realtà, che i dati non colgono, di minacce tramite web che le colleghe spesso non denunciano”. 
Si tratta di un fenomeno globale: “Secondo un rapporto Osce, il 25% di tutte le minacce alle giornaliste e alle blogger viaggiano in rete, anche sotto forma di commenti ad articoli su temi sensibili. Quasi sempre, poi, quando nel mirino finiscono le giornaliste, le minacce sono anche di carattere sessista”, prosegue la nota della Commissione. 
A questo tema, cruciale per la sicurezza delle giornaliste e la libertà di informazione, la Cpo Fnsi dedica una giornata di riflessione, il 7 marzo, con le colleghe vittime di questa forma di violenza, alcune sotto protezione delle forze dell’ordine, e con Rosi Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, che sui rapporti tra mafia e informazione ha condotto un’inchiesta conclusa nel luglio scorso. 
All’incontro parteciperà anche Ceyda Karan, giornalista turca di Cumhuriyet, sotto processo a Istanbul per avere pubblicato la copertina di Charlie Hebdo, dopo il massacro di Parigi. “Con lei – anticipa la Cpo –, parleremo dei tanti casi di giornaliste coraggiose che dall’Egitto, alla Cina, all’Ucraina sono detenute in modo arbitrario, e delle tre colleghe nigeriane, sequestrate, di cui non si sa più nulla. Storie che si aggiungono alle troppe giornaliste uccise nelle aree più pericolose del mondo. Perché si faccia informazione e si avviino campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni”. 
Un’attenzione che vuole essere costante, attraverso due progetti della Cpo Fnsi: un Osservatorio di genere, e uno Sportello on line contro le discriminazioni e le molestie sul lavoro, con una mail protetta per le segnalazioni. 

La Storia con la S maiuscola

Pubblico attento e numeroso anche alla conferenza di Isnenghi, nella sala grande del Teatro Verdi di Gorizia. Oltre 400 persone hanno scelto di dedicare il pomeriggio della loro domenica a un approfondimento storico, questa volta intorno a un tema avvincente come la generazione dei vecchi e dei nuovi miti che caratterizzano la storia delle società umane. Ancora una volta Dario Stasi ha fatto centro, riuscendo a intercettare l'interesse dei goriziani, evidentemente assetati di autentica cultura e di persone competenti in materia oltre che esperti nella comunicazione scientifica. L'inedita collaborazione con il Comune di Gorizia e altri Enti dimostra la possibilità di offrire ai cittadini motivi di riflessione importanti, dove la competenza dei relatori consente di superare le differenze ideologiche, trasformandole in occasione di confronto e non in motivo di scontro. Insomma, ancora un "bravo" a Stasi, l'invito a lui e ai collaboratori di Isonzo Soča di proporre altri eventi di questo genere, l'auspicio che nel tempo si verifichi anche un abbassamento dell'età media dei partecipanti perché la narrazione della Storia interessa anche - forse soprattutto - le giovani generazioni.
ab

domenica 6 marzo 2016

Altro che legge morale naturale...

Mentre il vescovo di Trieste rispolvera il concetto di legge morale naturale per definire ingiusto ciò che è sopravvissuto del disegno di legge Cirinnà e constata amaramente la fine dei "cattolici senatori sostituiti dai senatori cattolici", in Vaticano vacilla il posto del card. Pell, uno dei leader della chiesa di Bergoglio. La questione è la copertura di casi di pedofilia dei quali, secondo chi lo accusa, non poteva non essere a conoscenza. Nonostante la sua strenua difesa, sarà scaricato, in quanto la linea della Chiesa cattolica, dopo decenni di silenzio assoluto, sembra chiara: ridurre il problema all'etica individuale, chiedendo perdono per gli errori dei preti criminali - una volta smascherati dalle vittime o dai giornalisti d'inchiesta (vedi il bel film Spotlight del 2015) - e per i silenzi dei loro superiori - dopo che sono stati chiamati in giudizio. In questo modo il fenomeno viene ricondotto alla debolezza dei singoli e non viene messa in discussione la santità dell'Istituzione che può continuare così a esercitare tranquillamente il suo potere. Non una riflessione sulla formazione del clero, sulla situazione dei preti, sul ruolo del celibato nella preparazione del brodo di solitudine, depressione e delirio di onnipotenza dal quale spesso si genera il mostro. Quindi, si suggerisce al vescovo di Trieste l'acquisto di occhiali per vedere ciò che accade dentro la sua "casa" piuttosto che riproporre concetti filosofici medievali che danno un evidente fastidio perfino all'attuale number one del Vaticano.
ab

sabato 5 marzo 2016

Papa Francesco, tra luci e ombre

E' vero che papa Francesco sta riscuotendo un grande successo in termini di consenso popolare e sostegno mediatico. E' difficile non guardare con simpatia i suoi gesti e non ammirare il nuovo stile personale con il quale esercita il suo ruolo di guida della Chiesa. Eppure c'è un rischio: se ai forti segnali non corrispondono prese di posizione esplicite a livello pubblico e concreti atti di governo nella Chiesa, la storia ridimensionerà fortemente la sua figura di riformatore. Le sue prese di posizione sono all'apparenza molto forti: "la guerra è una follia", "i narcotrafficanti sono criminali", "la pedofilia nella Chiesa è una vergogna...", gli omosessuali "non sono da giudicare", "basta con i trafficanti d'armi", "tutti i migranti devono essere accolti" e così via. Ma a ben vedere, chi non potrebbe essere d'accordo con queste denunce, nel momento in cui non varcano il confine della genericità? Perché non dire chiaramente che i trafficanti d'armi dipendono anche dai governanti delle Nazioni che incentivano la fabbricazione delle armi e poi le vendono con enormi profitti? Perché non denunciare le relazioni tra il Potere costituito e i narcotrafficanti, in Messico e in altri Paesi? Perché non dire il nome e cognome dei desapericidos, durante viaggi delicati come quello in Messico e in Chiapas? Perché non denunciare esplicitamente non soltanto l'indifendibile Trump, ma anche chi - anche in Italia e addirittura nel nome della "tradizione cristiana" - vorrebbe chiudere le porte ed innalzare muri? E, per quanto riguarda la situazione interna alla Chiesa, i segnali vogliono dire che "il papa è uguale a te", che Dio ama tutte le persone nello stesso modo e "non è cattolico", che l'amore vero è manifestazione piena dell'amore divino. Ma a tali segni non corrispondono finora le normative: l'assurdo (così come è stato espresso nel Concilio Vaticano I) dogma del'infallibilità del papa non è messo minimamente in discussione, il sacerdozio cattolico è ancora considerato "sacro" e "ontologicamente distinto" da quello dei fedeli, della possibilità che siano ammesse al sacerdozio le donne neppure l'ombra, come pure della revisione dell'imposizione dell'obbligo celibatario ai preti di rito latino. E nessun cenno è finora arrivato rispetto al riconoscimento della sacramentalità dell'amore omosessuale: finché sarà considerato "situazione da non giudicare" o addirittura da trattare con misericordia, esso non avrà nella Chiesa (e nella società italiana che tanto dipende dagli umori d'oltre Tevere) la sua giusta collocazione, cioè lo stesso status etico e giuridico di quello eterosessuale. Non si pretendono rivoluzioni, ma almeno si inizi un'ampia discussione. Forse sarebbe il caso di cercare un po' meno consenso e di mettere in sicurezza l'entusiasmo di chi, dal primo giorno, ha creduto in una vera e propria grande duratura Riforma.
ab

venerdì 4 marzo 2016

Grazie Medici Senza Frontiere!

Bello l'intervento sul Piccolo di oggi, scritto da Mario Brancati intorno alle esternazioni del sindaco Romoli sui Medici senza Frontiere. E mentre la Diocesi giustamente chiede la licenza edilizia, i molto professionali operatori della benemerita organizzazione, invece di essere invitati caldamente a restare ancora qualche mese a Gorizia, si sentono pressati dalla burocrazia comunale. Come scrive Brancati, la città dovrebbe premiare o almeno ringraziare chi ha risposto all'emergenza al posto di coloro che l'avrebbero dovuto istituzionalmente fare. Anche perché, a fronte della diminuzione del numero dei nuovi arrivati - il motivo è facile da comprendere, basta leggere i giornali - non sembra essere all'orizzonte alcuna soluzione politica efficace che non sia il ritornello "vadano da un'altra parte". Invece di buttare via il tempo nella ricerca di cavilli, il Comune cerchi di individuare quanto prima altre vie per affrontare una situazione che da un giorno all'altro potrebbe farsi ben più complessa e delicata di quella attuale.

Una breve biografia di Mario Isnenghi

Su richiesta di alcuni lettori alla ricerca di maggiori informazioni, si pubblica il comunicato stampa relativo all'importante iniziativa prevista per domenica 6 marzo, alle ore 17.30 presso il teatro Verdi di Gorizia.
Presenterà la serata Dario Stasi, direttore di Isonzo-Soča.
Mario Isnenghi: conseguita la laurea in Letteratura italiana contemporanea all'Università di Padova, ha insegnato in quella stessa città Storia del giornalismo, afferendo al Dipartimento di Studi storico-politici della facoltà di Scienze Politiche, poi a Torino ed infine a Venezia, dove è stato direttore del Dipartimento di Studi Storici e ha tenuto la cattedra di storia contemporanea, lasciata nell'autunno 2010 a seguito del pensionamento.
Nel 1962 è stato condirettore della Rivista «Progresso veneto» (diretta da Domenico Ceravolo) della federazione regionale del PSI.
I suoi ambiti di ricerca spaziano dalla Grande Guerra, al fascismo, dai conflitti fra le memorie, alla soggettività ed al discorso pubblico. Le sue numerose pubblicazioni sui predetti temi sono considerate punti fermi dalla storiografia contemporanea.
Dal febbraio al maggio 2011 ha tenuto un ciclo di conferenze a Venezia nell'Auditorium di S. Margherita, sulla Storia d'Italia tra Ottocento e Novecento, dal titolo "Centocinquanta, ma non li dimostra. Divisi e uniti dentro uno stivale".
Attualmente è Presidente dell' Iveser, l'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea.

No all'intervento in Libia!

No all'intervento in Libia, non così! La notizia della tragica morte dei due lavoratori italiani va di pari passo con l'annuncio della prossima missione degli agenti dei servizi segreti italiani nel martoriato Paese nordafricano. Il presidente del consiglio Renzi assume sempre più responsabilità e poteri, portando avanti una linea di governo sempre più distante dal Parlamento e dagli organi rappresentativi della Nazione. In questo caso "salta" il passaggio, anche perché probabilmente gli sarebbe difficile spiegare le vere motivazioni di un intervento militare in un'area incandescente, del quale ben pochi sembrano aver conosciuto modalità e obiettivi. Mentre per il momento la richiesta di verità riguardo al caso Giulio Regeni sembra cadere nel vuoto in Egitto e le contromisure nei confronti del già molto lodato Al-Sisi sono state assai tiepide, il premier italiano promette di scatenare l'inferno in Libia, sia pur sotto la forma di un'azione altamente specializzata (almeno, così sembra a sentire i "mandanti"...) nei conflitti ai tempi del terrore. Con quali conseguenze?

giovedì 3 marzo 2016

Segnali strani

Ma cosa significa questo segnale appena collocato nel piccolo parcheggio sterrato fra le vie Santa Chiara e Cadorna a Gorizia? Se infatti volessi immettermi in via Cadorna, non potrei perché c'è un chiaro segnale di senso vietato. Seguendo l'indicazione del senso unico finirei contro il muro che delimita la piazzetta. Senza contare che la via Cadorna, alla quale il segnale sembra rimandare, non è affatto una strada a senso unico. E quindi?

Salita ai Tre Monti Goriziani: primo avviso

Monte Santo dall'eremo di San Valentino, sul Sabotino

I ponti di Salcano, dal sentiero che conduce al Monte Santo
Per ricordare l'anelito di pace che dovrebbe derivare dalla memoria della prima guerra mondiale, viene proposta una marcia impegnativa e di grande significato simbolico e spirituale. In una sola giornata - domenica 10 aprile 2016 - è prevista l'ascesa dei tre monti goriziani, Škabrjel/San Gabriele, Sveta Gora/Monte Santo e Sabotin/Sabotino. E' un percorso di circa 20 km, con oltre 1500 metri di dislivello in salita. Ma chi lo vorrà, potrà aggregarsi ai camminatori anche sulle cime del Monte Smto e del Sabotino, facilmente raggiungibili anche in automobile. Sulle tre vette ci saranno delle brevi rievocazioni storiche che consentiranno a tutti i partecipanti di "fare memoria", in modo leggero e originale. L'evento sarà preceduto, martedì 5 aprile, da un importante incontro con don Pierluigi Di Piazza che parlerà di guerra, ma soprattutto di pace, presso il Kulturni dom di Gorizia.

mercoledì 2 marzo 2016

Tutti a sentire Isnenghi, il Comune rinvii il "tour aquileiese"

Domenica 6 marzo alle 17.30 ci sarà il secondo appuntamento con la Storia (vedi locandina nella parte destra del blog) organizzato da Isonzo Soča con la collaborazione del Comune di Gorizia e di altri Enti. Si tratta di un'iniziativa importante e la presenza di un esperto quale Mario Isnenghi porta a prevedere un afflusso di pubblico nel Teatro Verdi uguale o addirittura superiore a quello verificatosi in occasione del precedente intervento di Barbero. Molto interessante anche l'argomento, introdotto dall'accattivante titolo Miti di ieri, Miti di oggi. Da Trento e Trieste all'inutile strage. Ancora un "bravi!" a Dario Stasi, "anima" dell'evento e ai suoi collaboratori.
Per il Comune di Gorizia la segnalazione di quella che è stata senz'altro soltanto una rimediabile distrazione: è scritto che l'Ente organizza domenica 6 marzo alle ore 16 una visita guidata "della durata di circa due ore" ai luoghi più significativi di Gorizia, in particolare alla ricerca dei segni dell'eredità aquileiese. Si tratta senz'altro di una proposta avvincente che costringerebbe di fatto i cittadini interessati a scegliere tra la Gorizia "aquileiese" e l'ascolto di Insenghi, due avvenimenti "sponsorizzati" dallo stesso Comune. Non si potrebbe rinviare il tour alla settimana successiva?