sabato 31 dicembre 2016

Twenty top ten (con un limite)

Non poteva mancare il nostro amato Presidente nella top ten delle 20 persone che hanno lasciato un segno nel 2016. Andrea Bellavite, scrittore, camminatore, uomo di cultura e giornalista sarebbe stato un ottimo sindaco di Gorizia: avrebbe portato la città ad una maggiore apertura e modernità che ci avrebbe fatto conoscere oltre le sponde dell'Isonzo. Giustamente gli astuti aiellesi non se lo son lasciato scappare. Noi del Forum prepariamo in cucina deliziosi manicaretti, sforniamo personaggi in gamba, senza i difetti dei politici locali – narcisismo, trasversalità paracula, sinistra ton sur ton, baciapilismo de sacrestia – ma i nostri concittadini hanno il palato rovinato dalla polpette indigeste e stantie e dal tavernello in tetrapack che ingurgitano da 70 anni. Ma noi non ci arrendiamo e continuiamo a proporre novità da leccarsi i baffi, perchè tanto sappiamo che se qui non avranno successo, saranno richiestissimi altrove. Un'ultima amara osservazione. Come è possibile che tra i 20 ottimati non ci sia una donna? Possibile che non ci distinguiamo mai in niente? O passiamo troppo tempo ai fornelli?
adg

Yin e Yang

Ecco come il Maestro cinese spiega ai cittadini goriziani, in procinto di votare, la cristallina presenza nell'Unico di due aspetti apparentemente contraddittori.

Primo esempio: la coppia civico/ ingrato. Un tempo -spiega il Maestro- civico significava “che appartiene ai cittadini, della città”, oggi, come il giorno trascolora nella notte e la notte nel giorno, civico significa politico che, messa nel cassetto la tessera che gli ha garantito prestigio nella pubblica amministrazione, rinnega il piatto che pur gli consente di ricandidarsi come civico nella pubblica amministrazione per ottenere uguale prestigio.
Secondo esempio: sinistra/do cojo cojo. Un tempo sinistra significava schieramento che tutelava gli interessi delle grandi masse di deboli per garantire uguaglianza ed equilibrio sociale; oggi significa schieramento che garantisce equilibrio elettorale alle liste civiche che rappresentano gli interessi massicci dei grandi della città. Nel vedere come il bianco diventa nero e il nero muta nell'opposto, i discepoli rimasero muti e meditarono sul grande Mistero della Vita e sulla difficoltà a mantenere la Retta Via. cin-cin.

venerdì 30 dicembre 2016

Andrea Picco è la vera novità vincente

Le tradizionali proiezioni di fine anno sul futuro scenario politico goriziano suscitano una forte sensazione di "già visto". Immaginare, come attribuito oggi dal quotidiano locale a uno dei candidati sindaco, un ballottaggio Portelli-Ziberna significa infatti non avere alcuna consapevolezza della disillusione quasi generale degli elettori, certamente molto più attratti dai movimenti realmente "civici" piuttosto che dalle strategie dei soliti (da decenni!!!) noti. E pensare, come prevede lo stesso Ziberna, un patto nascosto Collini (sindaco), Portelli (vicesindaco), Cernic (assessora), vuol dire correre con lo sguardo alla data del giornale per scoprire se per sbaglio non si sia incappati in un'edizione di venti anni fa. L'auspicio è che la campagna elettorale faccia presto un salto di qualità e si "modernizzi", parlando a quell'oltre 50% degli aventi diritto che non va più a votare perché non si sente rappresentata da nessuno. E, piaccia o meno, nel panorama attuale l'unica vera novità, dal punto di vista dei contenuti e delle persone, è la proposta del Forum per Gorizia: Picco sindaco, sostenuto da una coalizione politica varia, includente comitati e movimenti civici ma aperta all'apporto di tutti coloro che vogliono una vera svolta innovativa per la città, è la possibilità di uscire dalle paludi e dalle sabbie mobili del passato. Volti nuovi, freschezza propositiva, apertura al dialogo concreto internazionale, città a misura di ogni cittadino.
ab

mercoledì 28 dicembre 2016

Le affermazioni dell’Assessore all’Ambiente sul caso “Costi spazzamento e lavaggio strade 2005-2016”

Dopo oltre due mesi di silenzio ufficiale da parte della Giunta Comunale di Gorizia in relazione alla nostra interrogazione del 01.09.16 all’Assessore all’Ambiente Del Sordi e al Sindaco Romoli sulla voce “CSL – Costi spazzamento e lavaggio strade” del Piano Finanziario relativo alla tassa sui rifiuti del Comune di Gorizia (negli anni denominata TIA, TARES e TARI, rispettivamente fino al 2012, nel 2013 e dal 2014), il 07.11.16 abbiamo appreso dal quotidiano Il Piccolo, nell’articolo a pag. 29 intitolato “Pulizia sagre e fiere, pagano i cittadini”, che l’Assessore all’Ambiente Del Sordi, intervistato dal giornalista e autore dell’articolo Fain a proposito della nostra interrogazione e della relativa richiesta di dati, commenta le nostre osservazioni sul sospetto incremento dei costi affermando: “La verità è un’altra: le spese sono sì salite ma perché i goriziani sporcano molto. Ci sono rifiuti dappertutto.” Reagendo ad una serie di nostre domande riprese dal giornalista e relative al fatto se siano i goriziani a pagare i costi delle pulizie dopo manifestazioni straordinarie come “Gusti di frontiera” e Fiera di Sant’Andrea, Del Sordi risponde come segue: “Prima capitava proprio così: lo smaltimento di tutti i rifiuti prodotti in feste e sagre veniva imputato al cittadino. Poi, con il nostro arrivo all’amministrazione della città, le cose sono cambiate e a pagare sono gli organizzatori. Riguardo “Gusti di frontiera” a pagare, nella fattispecie, è il Comune di Gorizia che organizza la manifestazione. Quest’anno la cifra ha superato abbondantemente i 20mila euro. L’aumento dei costi, semmai, è determinato dal fatto che sono aumentati gli “sporcaccioni” in città. Abbiamo e stiamo effettuando più passaggi di raccolta per tenere pulita la città. Più che Gusti di frontiera, il Forum per Gorizia dovrebbe prendersela con chi sporca la città, non utilizza i cestini dei rifiuti, lascia i rifiuti dove capita.” 
Le affermazioni fatte alla stampa da Del Sordi, fra l’altro non smentite e quindi assecondate dal silenzio del Sindaco Romoli nei giorni a seguire, sono ben lungi dall’essere una risposta formale, circostanziata e corredata dai dati e dai documenti richiesti nella nostra interrogazione del 01.09.16, che ricordiamo è stata fatta con esplicito riferimento al Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle amministrazioni pubbliche: piuttosto generiche e approssimative, tali affermazioni sono anche particolarmente evasive, al punto che, se l’ingiustificata mancanza della dovuta risposta formale alla nostra interrogazione ci aveva semplicemente delusi, le affermazioni fuorvianti e le relative accuse tendenziose fatte dall’Assessore all’Ambiente ai cittadini hanno offeso il nostro senso civico. A seguire le ragioni nel dettaglio.
Da una parte, Del Sordi parla di un non preciso “prima” e di un “poi” relativo al “nostro arrivo all’amministrazione della città” a riguardo del passaggio di attribuzione dei costi degli eventi straordinari dai cittadini agli organizzatori degli eventi in questione – invece di specificare puntualmente in base a che delibera di quale Giunta Comunale (Romoli I o Romoli II), in quale anno ciò sarebbe avvenuto e soprattutto nel bilancio comunale di che anno ciò sarebbe divenuto effettivo. Il dato temporale trascurato da Del Sordi è un dettaglio tutt’altro che irrilevante e realmente fondamentale per poter capire con documentata certezza da quando e come (ovverosia se in modo positivo o negativo dal punto di vista delle tasche del contribuente goriziano) i costi relativi alla voce di costo “interventi straordinari” avrebbero influenzato il capitolo di spesa “CSL – Costi spazzamento e lavaggio strade” nel Piano Finanziario relativo alla tassa sui rifiuti del Comune di Gorizia tra il 2005 (anno di inizio della raccolta differenziata e conseguentemente “anno zero” per la nostra indagine) ed il 2016.
D’altra parte, offendendo e colpevolizzando in modo piuttosto indefinito e generalizzato i cittadini goriziani, che definisce “sporcaccioni” e pertanto sempre più maleducati, e che addita senza mezzi termini come particolarmente irriverenti del bene e del suolo pubblico, l’Assessore parla genericamente di un aumento dei “passaggi di raccolta” che il personale di Isontina Ambiente dovrebbe fare per reagire al comportamento inadeguato della cittadinanza e le sue immondizie selvagge – invece di precisare e supportare la sua affermazione con cifre, dati e fatti documentati e comprovabili, come suggerito dal buon senso ma anche e soprattutto dai D. Lgs. n. 33/2013 e D. Lgs. n. 97/2016 su pubblicità e trasparenza della pubblica amministrazione. Altro che trasparenza, questa è opacità vera e propria. Senza sfoggiare alcuna prova delle sue affermazioni, Del Sordi scarica infatti con notevole disinvoltura anche la benché minima responsabilità dalla gestione del Comune di Gorizia e di Isontina Ambiente per lo sproporzionato e sì vertiginoso aumento del dato di costo annuo in questione del 211,97% dal 2005 ad 2016, giustificando ben 475.587,90 euro di spese annuali in più rispetto al già rispettabile livello di 424.739 euro annui del 2005 per lo stesso capitolo di spesa CSL, e per un totale di 900.326,90 euro annui nel 2016; e ciò nonostante una città fondamentalmente immutata nella sua topologia urbana e ben 1.574 residenti in meno (ovvero un calo documentato della popolazione da 36.418 residenti il 31.12.05 a 34.844 il 31.12.15, ultimo rilevamento Istat disponibile, e quindi pari al -4,32%), da cui a rigore ci si dovrebbe attendere una diminuzione o per lo meno un non aumento dei costi – o al massimo, e solo nel caso peggiore, un aumento dei costi non slegato dall’inflazione che, sempre secondo i dati Istat, tra il 2005 ed il 2016 compresi (valore medio annuo per il 2016 all’ultimo rilevamento di ottobre) è cresciuta mediamente solo del 1,54% annuo e non certo del 10,18% annuo (che è un multiplo del fattore 6,61 del suddetto dato medio dell’inflazione), come è invece accaduto alla voce di costo CSL negli 11 anni di pianificazione finanziaria successivi al “Piano Finanziario TIA 2005”. I dati si commentano da sé. Le parole dell’Assessore anche.
E noi stiamo ancora aspettando da Assessore all’Ambiente e Sindaco una risposta ufficiale con i dati ed i documenti richiesti nella nostra interrogazione del 01.09.2016 a riguardo dei dettagli della voce di costo CSL.


Rosamaria Forzi, Forum per Gorizia, Tomaso Forzi, Indipendente

sabato 24 dicembre 2016

Electoral confusion

Ciò che genera confusione nell'inizio di questa campagna elettorale non è tanto il numero di candidati (il primo turno funziona esso stesso come primarie, al secondo si discuterà ed è meglio adesso che l'elettore possa scegliere tra più opzioni) ma una cosa più importante: la politica. Oggi tutti sono civici, anche persone che per ricoprire cariche istituzionali e politiche hanno dovuto avere la tessera fino ad un secondo prima. Chiariamo una volta per tutte:civico non significa apolitico, ci mancherebbe, significa fuori dagli schieramenti politici tradizionali in cui altri hanno legittimamente militato sino a 24 ore prima della discesa in campo. Altro elemento di confusione sono i vecchi partiti che tornano imbellettati per sembrare giovani e slegati dal potere, nascondendo i vecchi simboli politici che ormai sono zavorra. Infine ci sono candidati che la gente crede, almeno un po', di sinistra e che invece, all'ultimo momento, passano allo schieramento opposto che appoggia Ziberna. 
Insomma ne vedremo delle belle, e siamo solo all’inizio.

adg

martedì 20 dicembre 2016

La Fuffa di Rosazzo.


Come volevasi dimostrare la magistratura ha chiuso l'inchiesta sulla cosiddetta foiba di Rosazzo, perché non c'è alcun elemento concreto che dimostri l'esistenza di 200-800 morti uccisi dai partigiani in quella sede, come invece sosteneva con accanimento il presidente della Lega nazionale di Gorizia. Dunque è stata appoggiata e finanziata una “missione” di studio a Roma, facilitata da politici locali, finanziata dal sindaco e poi sbattuta con una serie di articoli sensazionalistici su un quotidiano locale, del tutto inutile e propagandistica. Non ci voleva molto a capire che si trattava di una bufala, la quale è stata subito smascherata dall'analisi dei documenti e denunciata dall'ANPI e da storici locali, infine sbugiardata da uno dei componenti del terzetto di studiosi. Si è trattato del solito tentativo che, con scadenza annuale, si ripete per denigrare le donne e gli uomini che hanno combattuto, con grandi sacrifici personali, una guerra contro tedeschi e fascisti. Adesso speriamo che qualcuno si assuma la responsabilità di un procurato allarme, dell'offesa ai partigiani che non c'entravano, del dolore ai parenti ancora vivi di Vanni e Sasso, neanche presenti nella zona al momento dei fatti inesistenti a loro imputati. E' ora di finirla con manipolazioni, falsità e propaganda fatta da persone che non hanno a cuore la storia di queste terre, ma solo un immediato tornaconto politico e una piccola visibilità personale fatta sulla pelle di altri.

adg 

Contro la violenza, la nonviolenza...

Quanta tristezza, un altro simbolo viene trascinato nel vortice del terrorismo e della violenza globale! Con una sequenza da film dell'orrore un enorme camion nero irrompe tra i mercatini di Natale a Berlino e semina distruzione e morte. Solidarietà alle vittime di questo ennesimo sfregio all'umanità, ai loro parenti e al popolo tedesco! E' difficile non pensare alla guerra, a quella terribile che da decenni insanguina quotidianamente il Medio Oriente e che raggiunge le prime pagine dei nostri interessi solo quando ci si chiede che fare delle maree di profughi che cercano di fuggire dall'inferno; a quella subdola che genera il panico nell'apparente tranquillità delle metropoli dell'Europa e negli altri luoghi tipici del ricco Occidente. Come sempre, the day after, ci si straccia le vesti cercando responsabilità, profondendosi in analisi, invocando vendetta. Si intensificano le distanze tra le parti, si rafforzano i "noi" chiamati a resistere contro i "loro". Si strumentalizzano le naturali paure e si propongono improbabili generalizzazioni dell'avversario di turno. Insomma, si fa quello che caratterizza ogni guerra, si "costruisce" il nemico per poterlo combattere e si temono le armi prodotte dalle industrie degli stessi Paesi colpiti. C'è un'alternativa al "se vuoi la pace prepara la guerra"? L'alternativa c'è ed è una sola, quella del rifiuto sistematico e pratico di ogni violenza fisica, forza questa in grado di disinnescare qualsiasi bomba confezionata dalla miseria e dal desiderio di vendetta. E' tempo di riprendere la lezione di Gandhi dove lui l'ha lasciata, all'indomani di Hiroshima e Nagasaki: l'inizio dell'era nucleare non indebolisce, ma convince ancor di più che l'unica via per garantire un futuro all'umanità è quella della nonviolenza attiva.
ab

lunedì 19 dicembre 2016

Riflessione di Natale (dal periodico Tam Tam)

Fra tutti i giorni dell’anno, quello di Natale sintetizza meglio la contraddizione tra la bellezza e la drammaticità dell’umana esistenza.
Ciò vale fin dall’inizio, raccontato nei miti evangelici di Matteo e Luca. La poesia della nascita di Gesù nel caravanserraglio di Betlemme evidenzia la delicata partecipazione dei poveri pastori e l’ottusa chiusura dei palazzi del Potere, ma anche la scarsa lungimiranza del misero gestore dell’”albergo” e l’omaggio da parte dei potenti magi d’Oriente. La gioia di Maria per una nuova vita è temperata dal persistente dubbio di Giuseppe su una maternità poco comprensibile. E che dire della rabbia degli abitanti della città di Davide, travolti da un fiume di sangue scaturito da una crudele strage di infanti mentre la sacra famiglia ha evitato il massacro non trovando di meglio che fuggire senza avvisare nessuno, verso l’Egitto? Anche il calendario liturgico cristiano ci mette del proprio, unendo la celebrazione del Natale a quella del giorno dopo, dedicata a Stefano, primo discepolo di Cristo lapidato a causa della propria fede.
Questa sensazione di equivocità attraversa lo spazio e il tempo. Il freddo e il gelo del solstizio si mescolano con la speranza della rinascita del Sole. Il senso di rinnovamento e di speranza in un nuovo inizio continuano a riproporre antichi riti e a generare nuovi gesti. Il trionfo del Sole invincibile viene sostituito dall’attesa del ritorno del misterioso Mitra dal copricapo frigio, Papa Leone quasi istintivamente fissa in questo giorno la memoria dell’inizio dell’epopea cristiana, la postmoderna civiltà dei consumi si scatena nell’ondata pubblicitaria più remunerativa dell’anno. E mentre il focolare riunisce le famiglie disperse nel calore delle chiese dove nella notte si espandono gli inni commoventi, la solitudine provoca una tristezza inconsolabile in chi non ha nessuno con il quale festeggiare, in chi ricorda un proprio caro strappato alla vita, in chi si rode nella gelosia ossessiva pensando dove e con chi stia festeggiando la ex o l’ex ormai per sempre perduti.
Anche la politica riesce a lasciare il proprio zampino nella temperie natalizia. Non c’è anno in cui non si scateni la polemica sul presepio, sostenuta dagli opposti estremismi: quello dei pasdaran dell’integralismo cattolico secondo i quali la statuetta del bambino Gesù deve essere la linea del Piave di un’identità minacciata dall’arrivo di nuovi popoli e culture; e quello dei partigiani di un’iconoclastia “senza se e senza ma”, convinti che nello Stato laico non debba trovare cittadinanza alcun rimando a forme e tradizioni religiose, qualunque sia la loro provenienza.  Nei percorsi formativi ed educativi validi insegnanti tentano interessanti vie di inclusione piuttosto che esclusione invitando i propri studenti a condividere la ricchezza delle abitudini dei riti, dei miti e elle visioni ideologiche delle rispettive famiglie. Tanti sedicenti politici si proiettano invece in improbabili arzigogoli filosofici e teologici dove crocifissi e presepi vengono branditi contro i nuovi arrivati nella venefica illusione di poterli ricacciare nel dolore della guerra o della fame.
E allora, in questo coacervo, che cosa rimane? La certezza della Vita, quella di Gesù è la memoria di una nascita, della fiducia umana – e per chi ci crede della fede nel trascendente – nella forza irresistibile dell’”esserci” che continua, si trasmette nella consapevolezza della sua bellezza e della sua tragicità. La Vita che si intreccia con la Morte in una danza permanente che ha avuto il suo inizio misterioso nella notte della preistoria del Mondo o del nostro concepimento e che un giorno avrà fine, nella fusione del Sole divenuto supernova o nella nostra “sorella morte corporale dalla quale nullo homo può skappare”.
Forse tutto questo ha un senso e forse no, è comunque nella domanda esistenziale, nell’attesa di una risposta e nel desiderio di una pace in grado di conciliare gli opposti, che trova ancora una direzione l’umano procedere. In questo Cammino ha ancora un valore augurarsi reciprocamente un “buon Natale!”.
Andrea Bellavite

domenica 18 dicembre 2016

La Bomba proletalia.

Non ho visto nelle foto pubblicate su fb né il sindaco di Gorizia,  né un suo rappresentante alla fiaccolata di sostegno al sindaco Enrico Bullian di Turriaco, al quale è stata appesa ad un albero una molotov con un cartello che gli “sconsigliava” di accogliere un gruppetto di profughi nel suo comune. Altri sindaci hanno accolto e altri si preparano a farlo, realizzando così, come Gorizia chiede da tempo, l'accoglienza diffusa: piccoli numeri in tante realtà consentono di fare programmi di inserimento concreti, mettendo i richiedenti asilo nelle condizioni di svolgere lavori socialmente utili, come l'assistenza agli anziani a Cormons. Grandi assembramenti non consentono progetti realizzabili. L'accoglienza diffusa, che da anni chiede il prefetto e il sindaco Romoli, se attuata da tutti come sostiene l'Anci, eviterebbe gli ingestibili assembramenti che creano disagio a rifugiati e cittadini. Questa è l'unica strada possibile, visto che le guerre, la miseria e le disuguaglianze non solo non diminuiscono, ma si allargano e si centuplicano. La molotov messa a Turriaco cosa esprime? La solita violenza e irrazionalità di chi pensa che la crisi sia dovuta all'immigrazione e non a problemi finanziari di diversa natura. La molotov è una bomba proletalia perchè induce letalmente a pensare che il problema economico e sociale stia in quelli che sono vittime come noi di un sistema più complesso e ingiusto. Sono sicura dunque che il nostro sindaco si senta vicino a Bullian e ne abbia condiviso il discorso. 
adg



lunedì 12 dicembre 2016

Schiaffi referendari

Incredibile che Maria Elena Boschi, la madrina della riforma costituzionale che per un anno ha tenuto il paese in uno stallo, che ha prodotto l'Italicum inapplicabile, che ha diviso il paese in fazioni perdendo clamorosamente, sia confermata nel ruolo di ministro. Se l'intenzione di Gentiloni era quella di svelenire il clima del paese, mai scelta fu meno azzeccata. Il governo non tiene neppure formalmente conto della volontà dei cittadini e del loro desiderio di cambiare classe dirigente. Adesso il paese sarà attraversato da cortei di leghisti e grillini e piomberà in una campagna elettorale infuocata. Almeno la Boschi, con la sconfitta sul groppone e banca Etruria da sanare, potevano farla stare ferma per un giro.
adg

Lo Struzzo Democratico

Davanti ad un risultato così sconvolgente, come il trionfo del No sul Si al referendum, tutti si sarebbero aspettati che il PD, che per bocca del suo presidente si era speso in modo dissennato su questo tema, facesse un'analisi del voto, per esempio pensando a come mai i giovani, gratificati dal bonus per i 18enni (dato indistintamente a ricchi e poveri), abbiano votato compatti no, oppure perchè il partito abbia perso il consenso degli insegnanti, dei precari, anche se con loro ha fatto il gioco delle mancette. Comunque, al di là dell'analisi del voto, utile sarebbe stato approfondire lo stato del partito, aprire un dibattito serio sulla sovrapposizione delle cariche (Renzi e Serracchiani hanno dimostrato che non funziona e che li danneggia anche a livello d'immagine perchè ruolo politico e istituzionale è bene che rimangano divisi). Insomma di carne al fuoco ce n'era parecchia: invece sia nella direzione nazionale che, a quanto pare, nell'assemblea regionale, non si è discusso di nulla, se non a chi far pagare le responsabilità politiche delle numerose sconfitte; alla Grim o all'intero gruppo dirigente? Preliminare sarebbe stato, prima di discutere della pena, parlare delle colpe. Invece silenzio, rimando, esitazione, paralisi. In questo modo il PD si sta assumendo una responsabilità molto grande: quella di favorire il totale distacco e sfiducia dei cittadini nei confronti dei partiti, incapaci non solo di rinnovarsi, ma anche di parlare.
adg

giovedì 8 dicembre 2016

Contro il fascismo, oltre ogni frontiera

“Contro il fascismo, oltre ogni frontiera” ricostruisce le vicende di una delle famiglie più in vista del monfalconese, i Fontanot. La famiglia è parte integrante dell'antifascismo al confine orientale e di quello europeo. Un ramo di essa rimane a Ronchi dove i fratelli Vinicio, Licio e Armido combattono contro i fascisti e i nazisti in montagna e nelle formazioni di pianura. Licio e Armido andranno incontro ad una terribile morte durante la guerra. Un altro ramo della famiglia si trasferisce nel 1924 in Francia, a Nanterre, dove nella casa piena di cunicoli nascosti per lavorare nella Resistenza, saranno ospiti esponenti comunisti di primissimo piano. Durante la Resistenza francese, combattuta nel MOI, un'organizzazione che raccoglieva i lavoratori immigrati, guidati dall'armeno Manouchian, persero la vita Nerone e Jacques, fratelli di Nerina, e il cugino Spartaco, successivamente insigniti di medaglia d'oro al valor militare dal governo francese. Sull'esperienza dei Fontanot e dei loro compagni Robert Guédiguian ha girato un film proiettato all'Amidei dal titolo l'Armée du crime.

Nerina, l'ultima superstite della famiglia, ha raccolto nel tempo documenti e una ricchissima documentazione, su cui hanno lavorato Marco Puppini e Anna Di Gianantonio. Il volume sarà presentato martedì 13 dicembre, alle ore 18 presso la sala Dora Bassi di Gorizia, in via Garibaldi. Introdurrà il volume Alessandra Kersevan, che ne è l'editrice, alla presenza degli autori. L'iniziativa è promossa dal Forum cultura di Gorizia e dalla sezione locale dell'ANPI.

Il Forum e le sue decisive battaglie

Grazie alla determinazione e all'impegno del Forum ed in particolare di Rosamaria Forzi la nostra associazione ha ottenuto la diminuzione della quota fissa per il servizio idrico. La Forzi da tempo denunciava l'esosità della quota fissa (circa 108 euro) che poneva Gorizia tra le province in cui si pagava di più, a fronte di una cifra che a Milano era di 3,5 euro. Tale importo era giustificato con la possibilità di ottenere mutui a tasso agevolato dalle banche, che hanno permesso, secondo il presidente Gherghetta, di svolgere lavori ed investimenti nel settore. Eppure la quota è sempre apparsa troppo alta e poco trasparente. La quota fissa ha permesso un introito davvero alto per le casse di Irisacqua, alla quale è stato chiesto molte volte di specificare tutte le voci di spesa che contribuivano a determinare la somma che ogni cittadino versava. Oggi, secondo quanto afferma il giornale locale, si provvede a diminuire la quota a 40 euro, facendo risparmiare al cittadino ben 60 euro sulla bolletta. Una domanda sorge spontanea. Senza la mobilitazione di Cittadinanzattiva e del Forum che ha battuto e ribattuto su tale questione, si sarebbe abbassata la quota o questa è la dimostrazione che l'impegno di base dei cittadini, la richiesta di chiarezza, la puntigliosità a guardare le carte, la determinazione a chiedere senza guardare in faccia a nessuno pagano in termini di risultati politici? Speriamo che la diminuzione resti tale, che non sia uno dei soliti magheggi per cui il cittadino, sollevato da una parte, si vede poi penalizzato dall'altra. In ogni caso la nostra attenzione sul tema sarà sempre massima. 
Forum per Gorizia

lunedì 5 dicembre 2016

SI' alla Costituzione. E ora una nuova stagione politica

Il NO che ha vinto è stato un SI' alla Costituzione e alla Democrazia. Le dimissioni annunciate da Renzi sono una logica conseguenza di una Riforma mal fatta, di un'arroganza frettolosa che ha caratterizzato tutto il periodo del suo governo, di una legislatura paradossale caratterizzata da una maggioranza parlamentare opposta a quella scelta dagli elettori. La campagna elettorale referendaria ha diviso gli italiani scavando un solco profondo perfino all'interno degli stessi partiti, primo fra tutti il Partito Democratico che esce devastato dalle tensioni interne di questi ultimi anni. La soddisfazione per un voto sulla Costituzione corrispondente evidentemente al desiderio di un'ampia maggioranza dei (tanti) votanti è mitigata dalla preoccupazione per il prossimo futuro. Molti sono coloro che si sono appropriati della "vittoria" prima ancora dell'esito del voto e tra essi ci sono anche i neofascisti e i leghisti, uniti nella ricerca di spazi possibili di Potere. Anche la loro minaccia alla Costituzione - con i suoi valori di accoglienza, di uguaglianza di dignità, di rispetto nei confronti del lavoro e del potere del popolo, di riconoscimento della libertà di opinione e di professione religiosa - è pericolosa e il momento richiede delicatezza e vigilanza. E' giusto andare finalmente alle elezioni per sanare l'anomalia di un Parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata non costituzionale, ma è anche tempo di riflettere sulla direzione verso la quale muoversi, in un momento drammatico per la storia dell'Europa e del Mondo. La sinistra ha un'occasione storica e una particolare responsabilità nell'offrire un'alternativa sostenibile e credibile alle derive xenofobe e autoritarie. Ma è indispensabile che vada oltre l'incredibile frammentazione e ritrovi unità di mezzi e d'intenti, a livello nazionale come a livello locale. La vittoria del NO appartiene a tutti coloro che hanno deciso di indicare tale opzione sulla scheda elettorale, ma i protagonisti del successo sono tanti ed è bene, da subito, rimarcare la distanza dagli scomodi condomini...
ab

domenica 4 dicembre 2016

Le top five della depressione

Quali sono le notizie del giorno che deprimono ancora di più il ciclotimico border line? Io dico le mie:

1 la candidatura di Ziberna a sindaco di Gorizia. La sola idea di fare una campagna elettorale che rinverdisce i temi delle foibe, dei lapidari, dei crimini dello slavo comunismo e dell'italianità di Gorizia mi fa venire male allo stomaco. A Gorizia gli anni'50 non passano mai. Anche quando speri che il mondo sia andato avanti c'è sempre chi ti ricorderà Porzus, i 40 giorni, le deportazioni e Borovnica, dimenticando ovviamente il resto. Non ci si schioda da qui, non cambia mai niente.

2 Vedere a Monfalcone gente che militava nel PD di Bersani o era assessore con Pizzolitto cambiare casacca e mettersi con la Cisint. La coerenza sembra la virtù dei fessi. La diaspora dei bersaniani verso Renzi o il centro destra è agghiacciante.

3 Leggere che il nuovo assessore alla cultura del comune di Monfalcone cancella il ciclo teatrale di ContrAzioni, una rassegna che portava in regione nuove sperimentazioni teatrali, monologhi e spettacoli innovativi. Ci rimane Sior Todero brontolon e l'operetta.

4 Vedere l'Istituto di musica di Gorizia riaperto per fare degustazione vini. Un passato glorioso di Gorizia che finisce all'osteria; girare l'angolo e vedere la collina del castello deturpata e non vedere nessuno in piazza che protesta per l'enorme sperpero di denaro pubblico

5 Sentire che Romoli vuole mettere una recinzione lungo l'Isonzo per impedire ai migranti di fermarsi. Consiglio il riutilizzo del filo spinato della Transalpina, così rimaniamo in tema e non gettiamo al vento altre centinaia di migliaia di euro.
 
adg

giovedì 1 dicembre 2016

Info point Transalpina

I dati dell'Infopoint della Transalpina, l'ufficio che dà informazioni turistiche ai viaggiatori che arrivano a Gorizia e Nova Gorica, inaugurato alcuni mesi fa, sono davvero sorprendenti. Leggendo i numeri si scopre che nel periodo dal 7 giugno al 5 ottobre 2016 centinaia di turisti sono arrivati da varie parti dell'Europa e del mondo: dal Regno Unito, dall'Irlanda, dal Canada, dalla Nuova Zelanda, hanno chiesto informazioni per proseguire poi il loro viaggio in località della Slovenia e del circondario goriziano. Spesso, sollecitati dai giovani che lì lavorano, hanno deciso di fare un giro anche a Gorizia, nonostante le agenzie turistiche cui si erano rivolti, avessero avvertito “che a Gorizia non c'era nulla da vedere”. Ben indirizzati invece hanno potuto vedere parti interessanti della città. Dunque alla Transalpina, luogo simbolo di due città prima divise, i viaggiatori si fanno fotografare al  centro della piazza, provando una certa emozione dopo che si è loro spiegato sommariamente che Gorizia e Nova Gorica sono due città, tra le poche in Europa, ad avere avuto un confine che ormai non esiste più, e poi proseguono il loro viaggio. Le ricadute economiche sulla città dell'ingente flusso turistico sono dunque scarse. Se coloro che lavorano in Transalpina fossero supportati da gite organizzate, percorsi raccomandati, pacchetti turistici, i turisti potrebbero fare tappa in città per qualche giorno, a conoscere la storia di due città che possono diventare simbolo della storia del Novecento europeo, dei nazionalismi, dei conflitti, delle violenze e del periodo della guerra fredda. Questa è la strada per il rilancio economico delle due Gorizie: immaginarsi in un territorio unico che per storia e ambienti naturali può diventare attrattivo in Italia e all'estero. adg

lunedì 28 novembre 2016

Altre Espressività. Grazie!



Si è concluso con una cena buona e partecipata la rassegna del festival Altre Espressività, giunta ormai alla diciannovesima edizione. 14 compagnie italiane e straniere, che intervengono e che fan recitare persone con diversi disagi, una presenza teatrale in gran parte dei comuni e in molte scuole della provincia ma non solo, studenti che partecipano come attori accanto ai loro compagni con qualche problema in più e studenti che guardano giovani meno fortunati di loro, ma che sul palco abbandonano timidezze e paure, dando il meglio di se stessi e arrivando in taluni casi ad eccellenze espressive che spesso il normodotato si sogna. In questo modo le parole tolleranza e inclusione sembrano vecchi arnesi filantropici: questi ragazzi e ragazze “problematici”, hanno risorse personali e individuali, spesso fuori dal comune, hanno qualcosa da insegnare a livello di coraggio e di determinazione a tutti i ragazzi, sanno far ridere e scherzare e non suscitano affatto pietà o paternalismo: sono realmente una parte di noi, a pieno titolo. Io quindi non posso che ripetere fino allo sfinimento quello che ho detto altre volte. Vito Dalo', Erika Gasparinic e i loro collaboratori sono operatori degni di stare accanto a Franco Basaglia. Non solo hanno dimostrato che i ragazzi con problemi hanno dentro di loro enormi risorse, ma li hanno aiutati a esprimerle, ad acquisire una loro individualità, a conoscere l'affetto e il calore del pubblico.  Grazie a loro l'handicap non è più un altro mondo ma è lo stesso in cui tutti abitiamo. Non è un'enorme conquista questa? Non è qualcosa di cui Gorizia deve andare fiera e dovrebbe pubblicizzare ancora di più, facendone un vero e proprio slogan, perchè Gorizia è davvero per molti la città che accoglie e che cura con l'attenzione e la cultura degli anni '60. Dunque grazie a Vito e Erica, grazie alle istituzioni che credono alla manifestazione e sentiamola più nostra ciascuno di noi.
adg

giovedì 24 novembre 2016

Un programma per la mobilità sostenibile...

Martedì scorso, nella settimanale riunione del Forum l’incontro in calendario doveva essere dedicato all’urbanistica, ma per un impedimento improvviso, la riunione ha affrontato comunque un tema che è strettamente legato al tema prescelto, cioè la mobilità sostenibile. Premesso che non sono un tecnico, ovvero architetto o ingegnere, sono comunque un portatore di interesse, come spero ognuno di voi. Quale interesse: avere una città più a misura d’uomo, meno inquinata sia dal punto di vista atmosferico che acustico. 

Anche il 2016 è stato considerato l’anno più caldo di sempre, così come lo era il 2015 (fonte: WMO agenzia meteorologica delle Nazioni Unite). Purtroppo ci sembra sia una cosa molto lontana pensare che anche noi contribuiamo all’aumento della temperatura, aumento della CO2, quindi effetto serra.

Noi nel nostro quotidiano, cosa possiamo fare? Per esempio, ridurre l’uso della nostra automobile, chiedendoci se è sempre necessaria, quando potremmo andare a piedi, in bici o utilizzando i mezzi pubblici facendoli riorganizzare con altri percorsi e frequenza. La distanze a Gorizia non sono considerevoli. Provate a tracciare un itinerario dal centro città alla stazione ferroviaria: km 2,1… e provate anche a misurare quanto si cammina in un centro commerciale.

Parlare di rinunciare alla propria automobile tocca sempre un nervo scoperto, quando invece non è molto popolare incoraggiare il camminare o incentivare ad usare la bici. Un’auto trasporta mediamente 1,3 persone ed occupa spazio dove stanno ben dieci bici.

Chi governa una città deve tener conto della salute dei propri cittadini, inoltre, in questo territorio, è necessario avere una visione extracomunale.

Considerazione: è un’utopia proporre nella futura campagna elettorale un punto di programma sulla mobilità sostenibile per migliorare la qualità della vita e fare di Gorizia un bel luogo, senza troppe “macchine”?
Nevio Costanzo


 

lunedì 21 novembre 2016

Il ministro della paura.

Se il mattino ha l'oro in bocca possiamo già aspettarci quali saranno gli argomenti e i toni della campagna elettorale della destra. Il consigliere regionale Ziberna preconizza per Gorizia un futuro simile a quello di Milano, con bande di extra comunitari che combattono tra di loro e i cittadini goriziani, come i milanesi, impauriti e costretti a chiamare l'esercito. “Non vogliamo che Gorizia, Trieste, Udine, Pordenone divengano teatro di violenze tali da porre a rischio l'incolumità dei cittadini...non vogliamo essere costretti a vivere in una città ed in una regione militarizzata...” (cit.)

Alla faccia della moderazione e dell'equilibrio! In tutti questi mesi in cui la città è piena di richiedenti asilo non mi pare siano successe risse o guerre per bande, neppure quando ci sono stati colossali assembramenti come a Gusti di Frontiera. Certo Gorizia ha bisogno di una mano da parte di tutti i comuni, compresi quelli retti dalla destra, che devono farsi carico di un problema che è generale, certo è necessario fare dei progetti per impiegare almeno parte delle persone in lavori socialmente utili, come già fanno alcuni comuni, ma non solo non serve, ma è politicamente sbagliato creare paura e destare allarme. Purtroppo questo non è altro che un effetto secondario della vittoria di Trump: gli emuli locali non ci daranno tregua.

adg

giovedì 17 novembre 2016

Canto d’amore alla follia

Venerdì 18 novembre al Kulturni Dom di via Brass a Gorizia, nell’ambito della rassegna “Altre espressività”, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Canto d’amore alla follia”, per la regia di Alessandro Gazzella della compagnia “Animali celesti”.

Lo spettacolo porta in scena due figure ossessionate da subbugli visionari. Caricature di sofferenza e talvolta anche di inconsapevole ilarità. Una coppia paradossale. Lui storpio e invasato, irriverente e solo; lei forse badante di mercimoni o vecchia Lolita decaduta nell’accudire disperazioni e gioie altrui oppure dea evocata alla grazia più pura del donarsi. Entrambi prede di qualche fobia o perversione onirica oppure costretti a esorcizzare lo sciacallaggio del dolore. Storie evocate con accenni, crudezza e pudore, per la tenerezza e la violenza che contengono e per tanti naufragi e tentativi di ribellione o forse perché i protagonisti di quest’opera mettono in discussione la cosiddetta normalità e forse saranno proprio queste due strampalate figure, col canto dei loro corpi, con l’ostinato amore del loro sogno e con la follia della loro saggezza a ritrovare il profumo che c’è nell’esistenza di tutti noi. 


Inizio alle ore 20.30, con ingresso gratuito. Da non perdere!

Ai lettori (e soprattutto ai commentatori) del precedente post

Riprendendo le questioni sollevate dai commenti al precedente post, vorrei precisare la mia posizione. Sono convinto che Dario Stasi abbia svolto un lavoro straordinario negli ultimi trent'anni, in particolare attraverso il periodico da lui diretto, le innumerevoli iniziative, la mostra sul Novecento goriziano e la presenza costante nel panorama culturale del territorio. L'apprezzamento e la stima non coincidono necessariamente con l'essere sempre d'accordo. Non ho condiviso alcune sue scelte e lo stesso Forum per Gorizia, del quale è stato fondatore, ha preso spesso recentemente posizioni diverse dalle sue. Per quanto riguarda le sue ultime proposte si può essere d'accordo o meno sull'invito rivolto a Paolo Mieli. Personalmente sono tra coloro che ritengono che non si debba perseguire la "sala piena" a ogni costo chiamando personaggi dal nome altisonante. Tuttavia rispetto il lavoro di chi si prodiga per incentivare il dibattito cittadino, anche quando propone iniziative che suscitano perplessità. Si è troppo ordinariamente abituati a chiamare i sostenitori della propria parte - puntualmente acclamati all'unanimità - e per questo si resta stupiti davanti all'invito all'ascolto e al dialogo con uno che certamente è lontano dai propri schemi e dalle proprie prospettive politiche e culturali. Io non avrei chiamato Mieli, ma non mi dispiace la sua presenza a Gorizia, soprattutto se ci sarà la possibilità di confrontarsi e di offrire a un pubblico vasto ed eterogeneo pensieri e punti di vista altrimenti costretti nell'ambito della propria cerchia. E riguardo al termine "imbecilli" che ha comprensibilmente offeso qualcuno, mi sembra - leggendo attentamente il commento di Stasi - che sia una citazione da non decontestualizzare, riguardante atteggiamenti di chiusura o di incomprensione generici e non certo un insulto che non mi pare appartenga al linguaggio del direttore di Isonzo Soča. Al quale ribadisco stima anche nella diversità di opinioni e del quale pubblicherò volentieri i comunicati stampa e le opinioni, anche quando non condividerò. Almeno fino a quando coordinerò questo blog.
Andrea Bellavite

mercoledì 16 novembre 2016

Paolo Mieli e la Storia: appuntamenti di novembre

Il nuovo libro del giornalista e storico Paolo Mieli dal titolo “IN GUERRA CON IL PASSATO” verrà presentato venerdì prossimo 18 novembre alle ore 18 alla libreria Antonini in Corso Italia a Gorizia dal direttore della rivista Isonzo Soča Dario Stasi e dalla redattrice della stessa rivista Anna Di Gianantonio. Con la consueta arguzia e lucidità l'autore in questo suo ultimo lavoro conduce il lettore in un viaggio lungo i secoli durante il quale affronta e demolisce alcuni dei nostri miti più comuni alla luce di fatti e documenti, offrendo spesso una visione alternativa a quella ufficiale. Il libro ha come il sottotitolo “Le falsificazioni della storia”.

Questa presentazione ha luogo alcuni giorni prima della conferenza che Paolo Mieli terrà al teatro Verdi di Gorizia domenica 27 novembre alle ore 17.30 dal titolo “L'ITALIA, GORIZIA E IL CONFINE ORIENTALE”, la prima fra le quattro lezioni di storia del Novecento goriziano organizzate da Isonzo Soča e dall'associazione Amici di Isonzo Soča con il sostegno del Comune di Gorizia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e di Transmedia S.r.l.  

lunedì 14 novembre 2016

Pance, cuori e teste.

In politica sta passando l'idea che per vincere si debba passare per la pancia degli elettori. Mai messaggio è stato più devastante di questo. Parlare alla pancia significa infatti esaltare gli appetiti individuali, l'interesse particolare del singolo. “Prima gli italiani”, “Prima gli americani, prima i bianchi, prima i maschi, prima i cristiani”, insomma prima io e la mia famiglia, poi il resto del mondo. Questa idea non solo è egoista, ma è concettualmente assurda. Come è possibile stare bene in una società dove le disuguaglianze inevitabilmente generano odio e rivalsa, dove le guerre inevitabilmente generano fughe e migrazioni, dove la smania di arricchirsi produce corruzione, sprechi, danni ambientali irreversibili? Da una crisi come quella in cui è immerso l'occidente intero si esce solamente cambiando la mentalità dell'interesse privato e affermando le ragioni del bene comune, come unica via d'uscita. E' proprio l'interesse predatorio che ci ha fatto precipitare in queste condizioni. Ma non è possibile nemmeno parlare solo ai cuori, evocando i valori di giustizia, solidarietà, ecc. senza far capire in pratica che perseguire il bene comune è un vantaggio reale e concreto per tutti, che ci si guadagna di più che pensando solo agli affari propri. Invece oggi la politica inizia a disputarsi le nuove nomine ad Iris acqua o alla Fondazione Cassa di Risparmio, senza porsi l'obiettivo prioritario di far scendere il costo delle bollette, di diminuire la quota fissa, di rendere trasparenti gli obiettivi di buon funzionamento. Ma allora se chi fa politica pensa solo al pro panza mea, non si lamenti se poi cittadini disperati e senza rappresentanza politica votano anche loro usando lo stesso metodo suicida.
adg

mercoledì 9 novembre 2016

Un linguaggio nuovo con alti obiettivi...

Linguaggio del tutto nuovo, quello portato da Andrea Picco nell'assemblea di presentazione delle prospettive e del candidato sindaco del Forum in vista delle amministrative di Gorizia 2017. Davanti a quasi 150 persone che hanno affollato la sala del ridotto del Kulturni dom, attente e in buona parte partecipi, ha infatti delineato la città del futuro, uno spazio affidato a un vero e proprio laboratorio di pace e convivenza dove mettere al primo posto la vita di ogni cittadino. Nel suo appassionato intervento Andrea ha toccato molti temi, sottolineando soprattutto la necessità di un coinvolgimento di tutti nella costruzione della comunità civile e di una valorizzazione del ruolo di ciascuno - in particolare del bambino, dell'anziano, di chi è più fragile - come prospettato dalla "profezia" di Franco Basaglia. Prima di Picco ha preso la parola lo scrittore Pino Roveredo, che ha auspicato una vera  propria rivoluzione civile, indicando nel sostegno al candidato del Forum l'occasione per avviare una nuova stagione politica, anche a livello regionale e nazionale. Per sottolineare il rinnovamento di volti, stili e linguaggi inteso non come venefica "rottamazione" ma come "continuità", nella prima parte dell'incontro è stata proiettata una suggestiva carrellata preparata da Nevio Costanzo sulle iniziative realizzate dal Forum per Gorizia negli ultimi sette anni. E dopo il saluto iniziale del bravo Eltjon Griza, Anna Di Gianantonio e Andrea Bellavite hanno ribadito le ragioni culturali che hanno portato l'associazione a un riconosciuto ruolo di importante riferimento politico nel contesto un po' asfittico dell'attuale realtà goriziana. L'incontro dell'8 novembre al Kulturni dom era decisivo per ciò che concerne il futuro del gruppo. Alla luce della capacità di coinvolgimento di persone e gruppi si doveva cogliere l'indicazione se continuare una presenza esclusivamente culturale o se decidere di avviarsi con coraggio e determinazione verso un impegno politico amministrativo preceduto da una certamente molto impegnativa e lunga campagna elettorale. Il risultato dell'assemblea non lascia dubbi di sorta. Non ci saranno primarie di schieramento o civiche; è invece tempo di mettersi in cammino e in ascolto attento della vita degli abitanti, con la consapevolezza di poter raggiungere insieme la vetta...
ab

Chi sa "far presa" sull'elettore

Ciò di cui la cosiddetta "sinistra" non si è accorta, negli ultimi anni, è del livello culturale degli elettori. Forte di una presunta superiorità nell'approfondimento delle questioni e di una presunta maggiore onestà nella gestione della cosa pubblica, non ha tenuto conto di tanti fattori, tra i quali due particolarmente delicati. Il primo, scontato!, è che la non correttezza di chi si dichiara dalla parte degli "onesti" trascina con sé tutti nel baratro dell'incoerenza mascherata dal moralismo. Il secondo, più importante, è l'incapacità di considerare le "fonti" che ispirano il pensiero e l'azione delle persone. Il fatto che in Italia i rotocalchi televisivi e sportivi siano letti da milioni di cittadini, mentre i più potenti quotidiani stentano a oltrepassare la soglia delle 800 vorrà pure dire qualcosa. E che dire delle trasmissioni televisive indigeste all'uomo "di sinistra" che ottengono ascolti da capogiro, a fronte di interventi politici culturali totalmente fuori dalla portata dei non addetti ai lavori? Naturalmente l'elettore percepisce la differenza e difficilmente si dichiara incolto o ignorante, ma nel segreto dell'urna preferisce seguire l'indicazione diretta o indiretta del rotocalco, considerando la sua crocetta quasi una tacita protesta contro la sicumera di quelli che ritiene irraggiungibili detentori della Cultura con la C maiuscola. Irraggiungibili loro dagli elettori, ma anche gli elettori irraggiungibili da loro. E così, smentendo sondaggi e unanimità mediatiche, Trump fa fuori la Clinton in America, così come Cisint batte l'Altran a Monfalcone o Dipiazza elimina Cosolini a Trieste. E c'è poco da chiedersi che cosa faranno adesso che hanno vinto, forse non potranno far nulla di diverso dai loro predecessori perché i sistemi di potere non sono certo controllati dagli organi democraticamente eletti. Tuttavia, anche se non faranno niente, si presenteranno come dei "simboli" che hanno facile presa sull'immaginario collettivo, utilizzabili e strumentalizzabili dagli interessi più forti. E i simboli, si sa, sono più pericolosi delle azioni perché forniscono all'inconscio la materia oscura dalla quale prendono poi forma i fantasmi dell'odio, della separazione razziale e della divisione tra le persone e i popoli.
ab

Il Forum verso le elezioni: entusiasmo e attesa!

Una parte del folto pubblico presente martedì al Kulturni dom

L'intervento di Andrea Picco. Dietro lo scrittore Pino Roveredo

lunedì 7 novembre 2016

Martedì scorso al Kulturni dom: tutti insieme per cambiare la città

Assemblea Pubblica

Un’interrogazione ancora inevasa dall’assessore all’ambiente del Comune di Gorizia

Nell’ultimo “Piano Finanziario TARI 2016” c’è un dato per il quale è necessaria una spiegazione da parte di Isontina Ambiente e del Comune di Gorizia. La voce “Costi spazzatura e lavaggio strade” nel Piano finanziario del 2005 ammontava a 424.739 euro; negli anni ha continuato a crescere e quest’anno è di 900.326,90 euro, cioè è più che raddoppiata rispetto all’anno di inizio della raccolta differenziata. Nel Piano Finanziario sopra indicato, il servizio previsto da quel costo, a pag. 13, è così schematizzato: “1) spazzamento centro città; 2)spazzamento festivo centro; 3) servizio operatore manuale centro città; 4) interventi straordinari (sagre, manifestazioni, eventi, interventi su richiesta)”. Non riusciamo a capire la ragione del vertiginoso aumento di questa voce di costo: gli abitanti della città continuano a diminuire e non ci risulta che la città si sia estesa o che ci sia stato qualche anomalo insediamento.
Per capire meglio e per allontanare il sospetto che il costo degli “interventi straordinari” per sagre, fiere e manifestazioni varie sia a carico dei cittadini, il giorno 1.9.16 (con lettera consegnata al comune e protocollata lo stesso giorno) abbiamo chiesto all’assessore Del Sordi e al Sindaco Romoli di conoscere nel dettaglio il costo delle singole quattro voci sopra indicate, in particolare quello degli “interventi straordinari”.
Si è recentemente conclusa la grande manifestazione “Gusti di Frontiera”, che ha visto affluire in città centinaia di migliaia di visitatori. Sul Piccolo ci è stata raccontata la grande soddisfazione del sindaco, che si compiaceva del fatto che per il Comune la manifestazione fosse stata a costo zero, perché le entrate avevano pareggiato le uscite. Ma soprattutto ci si rallegrava che il giro d’affari nel suo complesso avesse sfiorato i dieci milioni: incassi degli stand, introiti di bar e ristoranti, ma anche degli altri negozi, in particolare di quelli di abbigliamento.
Sarebbe proprio paradossale che a fronte di tanti guadagni e di nessuna spesa da parte del Comune, fossero i Goriziani a pagare con la loro tassa sui rifiuti la pulizia della città dopo “Gusti di Frontiera”. Tuttavia nessuna risposta è giunta alla nostra lettera né dall’assessore né dal sindaco e i 30 giorni previsti dalla legge sono scaduti.
Di conseguenza restiamo con i nostri interrogativi: qual è l’ammontare delle singole voci del costo dello spazzamento e lavaggio delle strade? Sono i Goriziani a pagare i costi delle pulizie dopo manifestazioni come “Gusti di frontiera”, Fiera di S.Andrea, mercati ecc. Se così fosse, ci chiediamo: ma la filosofia della legge che disciplina la raccolta differenziata dei rifiuti non è che “chi sporca, paga” ?
Rosamaria Forzi

domenica 6 novembre 2016

La protesta degli educatori: presidio il 7 novembre davanti al municipio


Lunedì 7 novembre, alle 17.00, prima del consiglio comunale, si terrà davanti al municipio di Gorizia un presidio degli educatori operanti nei servizi educativi, socio educativi e socio assistenziali del comune di Gorizia/Ambito Alto Isontino. 
I servizi educativi e socio-educativi sono appaltati ogni cinque anni a società esterne (cooperative) e il trattamento economico modesto (1.100 euro circa per 38 ore settimanali, orario spezzato, cambiamenti di sede, mancata retribuzione in assenza dell’utente...) pone questi lavoratori già al limite della sopravvivenza. All’avvicinarsi della prossima gara per l’aggiudicazione dei servizi e vista la concreta possibilità che essa venga divisa in due, gli educatori chiedono all’ente locale che l’appalto dei servizi in cui operano rimanga unico. Solo così sarà possibile garantire la continuità educativa agli utenti e la piena occupazione ai lavoratori, che continuerebbero a operare durante l’anno scolastico e in orario mattutino negli istituti d’istruzione di ogni grado, durante l’estate nei centri estivi e in orario pomeridiano nei servizi comunali come doposcuola e ludoteca.
Avendo un contratto a tempo indeterminato non è possibile infatti per questi lavoratori accedere nei mesi estivi al sussidio di disoccupazione né alla cassa integrazione, pensate per sopperire a improvvise situazioni di crisi. Per questo hanno inviato al Sindaco una petizione, che ha raccolto più di 1.000 firme. La questione sarà discussa martedì 8 in Consiglio Comunale, in seguito a una mozione nata su iniziativa degli stessi operatori. 

dc

giovedì 3 novembre 2016

I don't remember.


Così il sindaco - preso da mille impegni - dimentica di inserire Gorizia tra le città turistiche della regione. Al di là della possibile apertura dei negozi nei giorni festivi, essere città turistica significa poter usufruire di un occhio di riguardo regionale per progetti che potrebbero portare turisti tutto l'anno in città. “Gorizia città del Novecento”, con valorizzazione di luoghi, monumenti ed edifici, del fiume Isonzo con le sue peculiarità paesaggistiche e storiche, turismo scolastico e culturale nei luoghi della guerre e del secondo dopoguerra, rappresenterebbero un volano anche economico per la città che potrebbe diventare un luogo di visite e riflessioni su quello che è stato definito il secolo breve. Sia la rivista Isonzo- Soča, sia il Forum di idee a proposito ne hanno avanzate parecchie, come l'utilizzo delle casette dei valichi che gli amici sloveni hanno invece saputo riprogettare al meglio.

Persa dunque la vocazione industriale, quella artigianale, quella commerciale e ora quella turistica, con buona pace del sindaco e dei suoi amici, l'unica credibile vocazione appare quella dell'accoglienza, grazie ai soldi che la regione darà per ogni richiedente asilo e che il comune potrà spendere come vuole.

Quindi la giunta si prepari ad accogliere i richiedenti asilo con il tappeto rosso: sono loro che porteranno denaro fresco alla destra che magari delle idee le ha, ma se le dimentica subito. 
adg

Primarie? No grazie

Ma perché le primarie delle liste civiche? Le posizioni politiche all'interno del centro sinistra goriziano sono troppo diversificate per non offrire agli elettori - a tutti gli elettori e non soltanto a quello sparuto numero di attivisti che parteciperebbe alle primarie - un'ampia possibilità di scelta. Come ribadito più volte su questo blog, il Forum ritiene un esercizio di democrazia la scelta del candidato da inviare a un eventuale ballottaggio, effettuata nel primo turno elettorale e non nelle urne ufficiose allestite dai partiti o dai movimenti civici. E' un vantaggio per tutti, un incentivo a non trascurare le urne e a scegliere davvero quello che si ritiene il candidato migliore. Per questo il Forum per Gorizia ha presentato oggi in conferenza stampa alcune linee programmatiche e soprattutto il proprio candidato, con una posizione aperta a tutti coloro che si riconoscono in tale progetto politico per la città di Gorizia. E invita tutti i cittadini a partecipare all'importante assemblea di "lancio" della campagna elettorale che si terrà martedì 8 novembre, alle ore 18 presso il Kulturni dom di Gorizia.

martedì 1 novembre 2016

Gomblotto?



Prima le scritte sul muro del Forum, adesso il manifesto grande, posto in via duca d'Aosta, che pubblicizzava la nostra assemblea, staccato e poi “sbregato” dal muro e reso così illeggibile. Atti di puro vandalismo? Francamente si potrebbe pensare a questo solo se gli episodi non si susseguissero ormai da tempo con periodicità sistematica. Prima sul blog del Forum, spacciandosi per un anonimo che metteva in luce i difetti dell'uno per farlo inimicare con l'altro, poi le scritte, adesso il manifesto. Non c'è che un'unica spiegazione. Non grido al Gomblotto, che mi ha sempre fatto molto ridere, ma credo invece che la nostra presenza stia dando fastidio a parecchi. Prima di tutto siamo un gruppo coeso che preferisce l'azione alle chiacchiere da bar, abbiamo idee diverse su cosa significhi “candidato forte”, ma soprattutto crediamo che il cambiamento in città debba essere radicale ed investire destra e sinistra.

Lo abbiamo detto più volte. Se si vuole che Gorizia provi a  uscire dalla gabbia che la mummifica da 70 anni, una gabbia intrisa di conservatorismo, paura del nuovo, ossequio a chi comanda, riproposizione fino allo sfinimento dei soliti ai posti di potere, clericalismo parrocchiale, deve decidere di farlo con persone che con quel sistema non abbiano nulla da spartire e vedano la città con occhi nuovi, ne riescano a cogliere le potenzialità e a entusiasmare i cittadini. Devono essere quarantenni che non hanno fatto anticamera, non sono stati portaborse dell'uno o dell'altro e nemmeno gente che ha passato la sua giovinezza a combattere gli aspetti prima elencati. Cambiare significa fare un bel passo di danza, alcuni ne fanno uno indietro, altri uno avanti. Così avvengono i cambi generazionali, da che mondo è mondo. Solo qui il ricambio è post mortem e per mantenere questa fatale tradizione, tagliano i manifesti e imbrattano i muri. 
adg

domenica 30 ottobre 2016

Ma guarda, guarda chi ha ragione

Come Forum ai tempi della prima consiliatura Romoli abbiamo fatto decine di interrogazioni, interpellanze, richieste di poter usare le vecchie casette confinarie come luoghi turistici, adatti anche ad ospitare classi che venissero in zona per studiare il secolo breve, le guerre e i nazionalismi. Tra l'altro, la dimensione, la collocazione e l'originalità delle casette in sè ne avrebbe fatto un luogo di attrazione forte, se pensiamo al fascino che esercita il confine in coloro che visitano Gorizia. Naturalmente la risposta è stata nulla da parte del comune, che aveva in mente la valorizzazione del castello e la falconeria, progetti i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Invece i nostri vicini, più pragmatici dei goriziani, hanno ristrutturato e reso fruibili gli edifici sia a San Pietro che in via S. Gabriele, come ci dimostra il Piccolo di oggi. Anche noi goriziani in verità abbiamo fatto la nostra parte in via del Rafut, dove la casetta è stata data ad una serie di associazioni, ma è sempre perennemente chiusa. Interessante sarà verificare come mai una ristrutturazione costata quasi 90 mila euro sembra non serva assolutamente a nulla.Cosa ci insegna questa ennesima storia di trascuratezza, mancanza di iniziativa, passività intellettuale? 

Che i problemi di bilancio, le coperte corte, la crisi economica non c'entrano nulla. Alcuni interventi a costi ridotti si potevano fare benissimo in questi anni, ma l'ignavia dei nostri governanti locali ci ha fatto perdere molte occasioni che gli altri invece hanno recepito benissimo.
adg

La morte di Bruno Crocetti

E' morto Bruno Crocetti, persona mite e saggia, esponente di primo piano nel panorama politico della città di Gorizia e del locale Partito Democratico. Lo si vuole ricordare anche in questo blog, compagno di tante battaglie su diversi fronti della vita cittadina. Mancheranno senz'altro a tutti la sua intelligenza e la sua sapienza. Da questo blog la partecipazione convinta del Forum per Gorizia e la vicinanza ai suoi familiari.

mercoledì 26 ottobre 2016

Nessun timore, tanta amarezza...


La sede del Forum per Gorizia è stata fatta segno di un atto vandalico, ieri pomeriggio. Niente di drammatico, per l'amor del cielo: due scritte con il pennarello ovviamente nero. La prima dimostra una buona conoscenza della lingua latina, il genitivo è appropriato e il concetto espresso denota una certa capacità di ragionamento intorno a una particolare parte del corpo: si tratta forse della firma del writer? La seconda ripropone i partecipanti all'esperienza del Forum come "titini". E' una dizione non nuova che si aggiunge a tante altre, tipo cattocomunisti, ciellini, slavo-comunisti, tradizionalisti, papisti e via dicendo. E' un onore essere insultati da chi non ha il coraggio di far vedere la propria faccia e comunica imbrattando i muri (e forse anche i monumenti...). Restano una grande amarezza per il livello sempre più basso del dibattito politico in città e la seccatura di dover ripulire gli stipiti delle porte di una sede che non è proprietà del Forum, ma dell'Ater e di conseguenza - almeno in teoria - di tutti i cittadini. Il rozzo atto del (o dei) writer fascista spinge il Forum a procedere con ancora maggior coraggio e convinzione sulla strada intrapresa. A cominciare da martedì 8 novembre, alle ore 18 al Kulturni dom, quando si darà ufficiale inizio alla lunga campagna elettorale verso le amministrative 2017, con la presentazione dei programmi e del candidato sindaco Andrea Picco.
Andrea Bellavite

martedì 25 ottobre 2016

Dobrodošel predsednik Pahor, benvenuto presidente Mattarella

La presenza dei due Presidenti, Pahor e Mattarella, il prossimo 26 ottobre a Doberdò e a Gorizia è un evento di straordinaria importanza. Non si tratta infatti di uno dei soliti a volte un po' formali incontri tra autorità, ma del doloroso ricordo di avvenimenti che hanno diviso in modo drammatico i popoli e le nazioni da essi rappresentati.
A Doberdò, paese simbolo della sofferenza di un'intera generazione di giovani sloveni durante la prima guerra mondiale, la massima autorità dello Stato italiano accompagna il pari grado della vicina Repubblica nell'onorare i caduti sloveni sul fronte dell'Isonzo. Ciò accadrà nel contesto dell'inaugurazione di un bel monumento scolpito nella dura pietra carsica, immagine molto efficace della tragedia della violenza bellica.
Prima di giungere nel paese del Carso i due Presidenti ricorderanno anche la drammatica vicenda legata all'8 agosto 1916: che si sia trattato di una "presa" o di una "caduta", la sostanza non cambia, la città di Gorizia è uscita totalmente devastata da quasi un anno e mezzo di bombardamenti e dall'ultimo assalto delle truppe italiane. Mattarella e Pahor faranno mesta memoria delle vittime civili e militari di tale tragedia, uniti nel proclamare, cento anni dopo, la necessità che ovunque nel mondo tacciano le armi e parlino la concordia e la convivenza tra le genti.
Tali manifestazioni sono state rese possibili anche grazie all'iniziativa del Kulturni dom e più in generale della minoranza slovena in Italia. Ciò dimostra che la pace e la concordia sono obiettivi raggiungibili. Il laboratorio sloveno-italiano-friulano realizzato sull'ormai cancellato confine fra Slovenia e Italia può diventare un modello esportabile ovunque per realizzare con convinzione un futuro di armonia e di unità nel rispetto delle diverse culture e lingue che caratterizzano ogni territorio. 
Igor Komel & Andrea Bellavite

domenica 23 ottobre 2016

Vogliamo la verità anche noi. E voi?

Pubblichiamo la lettera che Claudia Cernigoi ha inviato al Piccolo sulla richiesta di verità sui deportati fatta da Rodolfo Ziberna.

Spettabile Redazione,

ho letto che Rodolfo Ziberna intende domandare al Presidente Mattarella di attivarsi per fare finalmente chiarezza sulla questione dei deportati da Gorizia nel maggio 1945.

Noi ricordiamo che un anno fa tre membri della Lega nazionale goriziana (Luca Urizio, Ivan Buttignon, Lorenzo Salimbeni) erano andati, con finanziamenti pubblici e con il supporto del senatore Maran, negli archivi romani e ne erano tornati con "migliaia" (secondo Urizio) di documenti, dai quali sarebbe emerso anche il reale numero dei deportati goriziani. Lo stesso Urizio dichiarò, il 20/11/15, che ci sarebbero voluti "un paio di mesi" per studiare i dati in loro possesso e che avrebbero reso noti i risultati della ricerca il 10 febbraio successivo (ciò otto mesi fa).

Ma a parte la pervicace quanto infruttuosa ricerca della foiba mobile della zona di Rosazzo, null'altro è trapelato dalle ricerche annunciate da Urizio.

Domandiamo pertanto al consigliere Ziberna (che è anch'egli membro della Lega nazionale, se non andiamo errati) se, prima di scomodare il Presidente della Repubblica, non sarebbe più semplice che si rivolga ai suoi sodali per sapere che fine hanno fatto le loro ricerche.


Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.

giovedì 20 ottobre 2016

Andrea Picco per una nuova Gorizia

L'8 novembre alle ore 18 al Kulturni Dom il Forum presenterà il suo progetto per le prossime elezioni comunali di Gorizia e il suo candidato sindaco, Andrea Picco. E' per noi un momento molto importante che giunge al termine di una lunga riflessione politica che è partita da una considerazione di fondo. La città è profondamente in crisi sotto l'aspetto demografico, sociale, economico. I motivi sono tanti e differenti, ma non c'è dubbio che la classe politica che ha gestito la città non sia stata all'altezza dei problemi da affrontare. Se desideriamo il cambiamento, al cambiamento dobbiamo crederci per primi noi. Esso non può avvenire con le stesse logiche e con le stesse persone che hanno portato la città in questa situazione di grande crisi. E'necessario, secondo noi, che si formi una nuova classe dirigente, distante dai vecchi apparati spartitori, dai vecchi potentati che si tramandano il potere da alcuni decenni. Chi ha governato sinora deve fare un passo indietro e da questo punto di vista la nostra idea di “candidato forte” è del tutto diversa da quella che va per la maggiore. Forte non è il candidato che ha accumulato incarichi e esperienza nel sistema, forte è chi è in grado di intercettare e di unire nuovi elettori, stanchi della politica conosciuta, che desiderino partecipare ed impegnarsi per costruire una città diversa. C'è bisogno, in questa fase di profonda crisi, di linguaggi nuovi, di nuovi stili politici. Il Forum ha lavorato da un decennio su alcuni temi importanti: il rapporto con la Slovenia, la cultura, la trasparenza amministrativa, il welfare, il disagio, la viabilità, i lavori pubblici, l'ambiente, l'accoglienza. Abbiamo idee ed esperienze che mettiamo a disposizione di Andrea Picco, perchè siamo convinti che sarà in grado di portarle avanti con la squadra che sceglierà. La proposta che presenteremo l'8 novembre è aperta a tutti quelli che la vorranno condividere. Ma ragioneremo sui temi, sul futuro e sulle prospettive, sui passi concreti per mettere in pratica ciò che pensiamo da anni. Invece che alle percentuali e ai calcoli delle preferenze, in un mondo che sta rapidamente cambiando in modo del tutto inaspettato sino a qualche anno fa, crediamo piuttosto nelle squadre e nell'assunzione di responsabilità di tanti che dalla politica si sentono distanti. 
adg

mercoledì 19 ottobre 2016

Le (non) ragioni del Sì

Lunedì 17 ottobre in via Garibaldi c’è stato un appassionato intervento di Moni Ovadia, organizzato dal Comitato goriziano per il NO. Mi ha colpito molto suscitandomi riflessioni che Vi propongo. Il succo è più o meno questo: o amici che a dicembre voterete NO, vi piacerebbe capire le ragioni del SI? E’ impossibile. Anche se ve le spiegano non capireste e meno male. Non c’è niente da spiegare, c’è solo da scegliere.
Insomma le argomentazioni di Moni Ovadia nella loro semplicità mi hanno conquistato. Ovviamente ero per un NO assoluto anche prima ma ora vedo la situazione in modo più chiaro, o almeno così mi sembra. Mi sono reso conto che i dibattiti e le analisi articolo-per-articolo (sono 47!) non possono spostare molti voti. Più la posta sul piatto è importante e più conta la pancia, o se preferite il cuore. E qui la posta é altissima.
Aggiungo mie personali considerazioni sui sostenitori del SI. Anche se non li capisco posso cercare di capire chi siano. 
Semplificando penso che i sostenitori il SI siano di 3 tipi:
1. Quelli con un preciso interesse politico/economico nella cosa (Renzi &C, Confindustria, ABI,  Marchionne, JP Morgan, RCS, Confcommercio, il governo americano….). Questi sanno bene perché vogliono il SI, ed infatti ci sommergono di menzogne per impedirci di capire le loro vere ragioni. I peggiori sono quelli che sostengono la schiforma per impulso ‘robotico’ (Serracchiani, Rosato…..).
2. Poi ci sono quelli del SI ‘di pancia’ che non cercano argomenti, tantomeno argomenti di sinistra. Infatti trovare qualcosa di sinistra nel DDL Boschi è oggettivamente impossibile. Questi voteranno SI perché ammaliati dalla narrativa renziana, sperando in un ‘cambiamento’ di cui non sanno dire niente. Io umanamente li rispetto, ma politicamente non li capisco proprio. Temo che saranno in molti, anche vista la occupazione militare del governo sui media.
Non dimentichiamo gli  ‘ibridi’ tra 1 e 2, come Benigni o Jovannotti: intellettuali (?) organici al PD ed empaticamente renziani. In quanto a Nanni Moretti questo se ne sta ben zitto, e fa bene se ci tiene al suo pubblico.
3. Ci sono poi i  SI non ‘per’ ma ‘contro’  qualcuno o qualcosa: contro Grillo, o contro le baronìe di magistrati e universitari, contro  la sinistra radical alla Vendola e Cuperlo…vai tu a sapere. Questi poi accusano noialtri di votare NO perché detestiamo Renzi (bé, nel mio caso devo proprio dire che……). Penso che siano pochini ma a dicembre potrebbero fare la differenza.
Ma dal fronte del SI ci rinfacciano: per il NO non sono anche Brunetta, Sgarbi, Salvini, Meloni, Casa Pound….? Certamente, ma ciò dimostra solo che il Paese é profondamente, trasversalmente spaccato, come lo stesso PD. Altro che Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci. Comunque vada dopo il 4 dicembre ci staremo tutti un po' più sulle palle, come argutamente dice Moni Ovadia. A causa di una riforma della quale nessuno sentiva il bisogno.
Scusate il lungo sfogo, per me alquanto insolito. Ma è questione di pancia……
Leonardo Milocco

giovedì 13 ottobre 2016

Il ricorso contro la formulazione della scheda referendaria

Il Professor Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale, ha presentato ricorso contro la formulazione della scheda referendaria che, come ormai tutti sanno, prevede che l’elettore esprima il suo voto riguardo le nuove “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.
Com’è facile notare, si tratta di argomenti complessi ma, soprattutto, estremamente eterogenei, che poco o nulla hanno a che fare l’uno con l’altro. Non c’è, infatti, alcuna attinenza tra il superamento del bicameralismo paritario, la soppressione del CNEL (sulla quale tutti concordano) e la revisione del titolo V, che è quello che disciplina le autonomie locali.
Come potrà, dunque, l’elettore esprimere davvero la sua volontà dal momento che dovrà pronunciarsi su questi temi complessivamente, senza poter differenziare le sue preferenze?
E’ evidente che, così impostato il quesito, ciò non potrà in alcun modo avvenire.
Il paradosso è che, in effetti, la formulazione del quesito è in linea con quanto previsto dal testo della Costituzione, che chiama l’elettore a pronunciarsi sulla legge di revisione costituzionale, e il virgolettato riportato più su è esattamente il titolo della legge di revisione costituzionale. 
Ma, allora, com’è possibile che, pur rispettando le norme, si addivenga ad un risultato così palesemente iniquo?
Questa banale constatazione rende chiaro ed evidente ciò che tutti, o quasi, avvertivamo d’istinto ma non riuscivamo ad esprimere concretamente:
a)     Che riforme così complesse ed eterogenee non dovrebbero essere proposte dal Governo ma dovrebbero essere elaborate dal Parlamento, se non, addirittura, da un’Assemblea costituente;
b)    Che riforme di questa portata dovrebbero essere maggiormente condivise e non approvate a colpi di maggioranze, più o meno risicate. Ricordo, infatti, che “ Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti”;
c)     Che le leggi di revisione della Costituzione devono avere un contenuto omogeneo e che, se si intende intervenire su aspetti così diversi tra loro, è necessario farlo con più leggi distinte e non con una legge “omnibus”.
ss