martedì 30 dicembre 2014

Pensieri di fine anno

Si sta per concludere un altro anno, tra una quarantina di ore il 2014 sarà consegnato agli archivi della storia e sarà aperta una pagina nuova. Tutti ci augureremo felicità e buona fortuna, tutti consapevoli delle ragioni del leopardiano venditore di almanacchi.
Come ogni anno si cerca di raccogliere qualche memoria dell'anno trascorso. Chi vuole, può offrire il proprio contributo proponendo un evento per lui importante, a livello globale e locale.
Per quanto mi riguarda, sottolineo i segnali di pace tra Usa e Cuba, la nascita e la crescita del "renzismo napolitaniano", il macroscopico "caso" dei richiedenti asilo a Gorizia lungo il fiume e in città, il grande impegno culturale-politico del Forum per Gorizia per immaginare su basi sostenibili il futuro di un territorio in grave crisi.
ab

APPELLO AL PREFETTO

Sono almeno cinquanta, forse anche più, i richiedenti asilo che dormono all'aperto o in strutture d'emergenza messe a disposizione dal volontariato sociale e culturale. Queste persone, giunte a Gorizia perché sede dell'unica commissione deputata a determinare il loro status, ricevono in dono coperte e giacconi e possono mangiare esclusivamente grazie a un enorme impegno gratuito di alcune persone che hanno investito in questa impresa il proprio tempo, il proprio denaro e le proprie energie. Hanno evitato grandi guai a Gorizia, una possibile morte per fame o per freddo renderebbe difficile mantenere l'aggettivo "civile" accanto al nome della città.
Tuttavia non è giusto che il volontariato sostituisca chi ha il compito istituzionale di agire e che copra le lacune di chi ha per mansato la responsabilità di tutelare chi ha un diritto all'accoglienza sancito dalla Convenzione di Ginevra e dalla Costituzione.
Per questo, è indispensabile agire subito. Prima di tutto occorre che la commissione si riunisca tutti i giorni e non con gli incredibili ritmi biblici attuali che provocano la concentrazione di centinaia di persone in attesa di essere ascoltate. Poi occorre "costringere" i comuni della provincia a dare attuazione agli impegni sottoscritti, requisendo strutture adeguate e avviando le previste convenzioni. Inoltre è indispensabile prevedere luoghi di riparo "a bassa soglia", in grado di sostituire i parchi, "vietati" da un'ordinanza che ha aggeavato la situazione senza individuare alcuna alternativa. Si potrebbe utilizzare una palestra? Si potrebbe imporre l'apertura notturna della stazione, come già accaduto in molte altre città italiane, almeno inquesto periodo caratterizzata da temperature rigide e da intemperie invernali?
Indipendentemente dalle posizioni politiche e dalla concezione dell'accoglienza, a nessuno può far comodo accettare supinamente una simile situazione e tutti non potrebbero che guardare con soddisfazione il superamento dell'attuale incredibile disorganizzazione.
ab

domenica 28 dicembre 2014

Cento persone alla visita del "secolo lungo" goriziano

Straordinaria partecipazione di pubblico alla prima delle due visite guidate proposte da Isonzo Soča e Forum per Gorizia. Circa ottanta persone hanno ascoltato con grande attenzione le spiegazioni di Anna Di Gianantonio, intervenendo e interagendo con competenza e passione. La presenza così numerosa e varia per composizione culturale e ideologica dà ragione all'intuizione di chi ha voluto questa mostra: la diversità di posizioni e punti di vista non impedisce, anzi fonda una maggior conoscenza che consente, oggi, una nuova stagione di leale e costruttiva collaborazione. È l'inizio di un nuovo percorso oppure soltanto una rondine che non necessariamente fa primavera? La risposta dipende da ogni abitante del territorio "goriziano".

venerdì 26 dicembre 2014

Il Natale muti il rifiuto in accoglienza

Dal discorso di Francesco, a mezzogiorno di Natale:
"Sì, fratelli, Gesù è la salvezza per ogni persona e per ogni popolo!
A Lui, Salvatore del mondo, domando oggi che guardi i nostri fratelli e sorelle dell’Iraq e della Siria che da troppo tempo soffrono gli effetti del conflitto in corso e, insieme con gli appartenenti ad altri gruppi etnici e religiosi, patiscono una brutale persecuzione. Il Natale porti loro speranza, come ai numerosi sfollati, profughi e rifugiati, bambini, adulti e anziani, della Regione e del mondo intero; muti l’indifferenza in vicinanza e il rifiuto in accoglienza, perché quanti ora sono nella prova possano ricevere i necessari aiuti umanitari per sopravvivere alla rigidità dell’inverno, fare ritorno nei loro Paesi e vivere con dignità."

giovedì 25 dicembre 2014

Il razzismo è l'anticamera dell'eversione nera

Una donna che dal centro deve andare in stazione, percorre il marciapiede a destra o a sinistra? Alla sua sinistra, al parco della rimembranza, ci sono gli assembramenti degli afghani, a destra, proprio di fronte, in un negozio di oggettistica c'erano le riunioni di Aquila Nera, un gruppetto di bianchi che progettavano nell'ordine: un nuovo attentato simile a quello dell'Italicus, una bomba in Equitalia piena di impiegati e utenti, violenza contro donne di colore con spargimento di benzina sul corpo e relativo incendio ( vedasi intercettazioni telefoniche). Sappiamo che uno dei perquisiti era aderente della Lega, con cui si era candidato alle ultime elezioni a Capriva: ottima persona a detta degli amici. Ora, tra i seguaci di Allah e gli adoratori del dio Po, del pensiero di Rutilio Sermonti - per cui le donne devono essere cacciate dal posto di lavoro per tornare alla loro missione naturale di procreatrici di figli e angeli del focolare -  della runa celtica e del razzismo, una donna da chi si deve guardare? Di chi deve avere più paura? adg

NATALE 2014, SORGENTE DI VITA


mercoledì 24 dicembre 2014

Giustizia, pace, accoglienza, salvaguardia dell'ambiente

E' stata presentata la scorsa settimana alla stampa l'undicesima "Lettera di Natale", scrittura collettiva di undici preti residenti a Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone e Padova.
Procedendo da un'analisi accorata della situazione del mondo e del Friuli Venezia Giulia, il testo si sofferma su alcune tematiche particolarmente coinvolgenti. Agli evidenti motivi di preoccupazione si affiancano i segnali di speranza, l'indicazione del percorso verso una nuova umanità proposta da chi fa della nonviolenza attiva e della lotta contro ogni violenza e guerra la propria ragione di vita. Viene sottolineato in modo speciale il tema della giustizia, in un momento in cui la corruzione sembra aver minato perfino le fondamenta del sistema sociale. E c'è una speciale attenzione alla questione dell'accoglienza dei richiedenti asilo e degli immigrati in generale, vero banco di prova della fraternità evangelica. Non mancano i riferimenti al consumo del suolo e alla sofferenza della terra, espropriata delle sue funzioni, vilipesa e cementificata. L'esperienza di una rinnovata profondità, silenzio e interiorità può suggerire la via della speranza, l'unica che può consentire un futuro sostenibile. Vale la pena dedicare dieci minuti alla lettura del testo integrale, che si può facilmente scaricare dal sito del Centro Balducci di Zugliano (www.centrobalducci.org) facilmente accessibile anche dal link nella parte destra di questo blog.

martedì 23 dicembre 2014

Visite guidate al "secolo lungo"

Il secolo lungo
"Il secolo lungo", è il titolo della mostra sul Novecento goriziano che continua ad essere molto visitata in questi mesi presso il Museo di Santa Chiara in Corso Verdi. E' un vero e proprio viaggio nei meandri di un periodo nel corso del quale il tessuto culturale, politico e sociale del territorio è stato radicalmente trasformato. Ed è un'occasione di riflessione e di dibattito, dal momento che molti degli episodi raccontati sono stati letti e interpretati sempre con molta passionalità, da punti di vista sempre diversi e a volte non ancora del tutto pacificati.
Per addentrarsi meglio nel percorso espositivo, il periodico Isonzo Soča e il Forum per Gorizia propongono un'approfondita visita del tutto gratuita, che si terrà in due edizioni, domenica 28 dicembre, dalle 16 alle 18 e domenica 4 gennaio 2015, sempre dalle 16 alle 18. Esperta guida in questo viaggio nelle memorie sarà Anna Di Gianantonio. Un'iniziativa da non perdere e da riproporre anche ad altri, nel cuore delle festività natalizie.

Chi può e chi deve, faccia qualcosa!

Ecco il comunicato stampa - appello che il Forum ha presentato questa mattina, anche in vista delle prossime feste natalizie.
I richiedenti asilo accorrono numerosi a Gorizia non perché trovano accoglienza in città, ma perché è la sede dell’unica Commissione del Triveneto. E’ evidente che il flusso degli arrivi, molto aumentato in questi ultimi mesi, dipende da strategie internazionali difficili da individuare e impossibili da modificare. Al di là della complessa discussione sulla gestione delle enormi migrazioni che interessano tutto il Pianeta, resta un fatto: che piaccia o meno, centinaia di persone sono già arrivate e altre continueranno ad arrivare a Gorizia per presentarsi davanti a una Commissione che dovrà decidere sulla legittimità della loro richiesta di asilo. Fino a quando non sarà emessa la “sentenza”, esse sono tutelate dalle convenzioni internazionali e dalla Costituzione italiana.
La domanda concreta è: questi esseri umani devono rimanere senza un tetto, dormire all’addiaccio in queste notti di gelo senza coperte e vestiti pesanti, mangiare l’erba dei parchi o si possono trovare altre soluzioni?
Quella proposta dal sindaco di Gorizia con l’ordinanza anti-bivacchi ha avuto un unico risultato, quello di rendere ancora meno dignitosa la permanenza di coloro che attendono giorni prima di essere visitati dalle strutture sanitarie, certificati dagli organi di polizia ed eventualmente entrare – fino all’ormai molto prossimo esaurimento dei posti - nei luoghi “convenzionati” messi a disposizione dalla Chiesa diocesana.
La convenzione firmata dalla stragrande maggioranza dei Comuni della Provincia di Gorizia sembra essere un pio auspicio, in un’attesa del reperimento e dell’allestimento dei luoghi di accoglienza che sembra richiedere tempi lunghi e complessi adempimenti.
Il volontariato sociale, che si è impegnato in questo ultimo periodo organizzando a proprie spese ed energie fisiche centinaia di pasti e mettendo a disposizione le proprie precarie sedi per fornire un ricovero temporaneo di fortuna, è ai limiti delle proprie capacità d’azione e inoltre non è giusto che si sostituisca sistematicamente alle mancanze delle istituzioni preposte.
Senza la buona volontà di questi ultimi, chi darà un tetto e un pasto a decine e decine di persone che nei prossimi giorni – ordinanza o non ordinanza – raggiungeranno infreddolite ed affamate la città e con ogni probabilità non potranno far altro che stazionare di nuovo nei parchi pubblici? Come già accaduto, invitati a spostarsi, passeranno la Notte di Natale vagando da uno spiazzo all’altro, cercando di sfuggire l’inclemenza del tempo e l’insipienza degli umani?

lunedì 22 dicembre 2014

Il crepuscolo di un'amministrazione

Un altro fronte si riapre, evidenziando la stanchezza dell'amministrazione Romoli.
Interessante l'odierna protesta degli esercenti che gestiscono i distributori di benzina. La domanda di uno di loro - che fine hanno fatto tutte le promesse di area franca? - si infrange contro la constatazione del ritardo dei pagamenti da parte della Regione, con un ulteriore notevole sacrificio imposto a una categoria già messa in ginocchio dalla situazione contingente.
L'interrogativo è rivolto a chi aveva preso in mano il Comune di Gorizia nel 2007 contestando l'immobilismo dell'amministrazione precedente. E si affianca a tanti altri: chi è responsabile del disastroso rattoppo di Piazza Vittoria, dei lavori per gli ascensori al Castello che viaggiano (o meglio, sono fermi) con un ritardo di oltre tre anni sulla tabella di marcia, delle buche - per non dire voragini - aperte in tutte le zone lontane più di duecento metri dal centro cittadino, degli edifici dismessi, dell'interminabile vicenda della variante della strada per Udine che sta penalizzando sempre più Lucinico e Mossa, della sistematica chiusura dei negozi e della letterale fuga dei giovani dalla città?
E, come diceva re Carlo tornando dalla guerra, anche sul welfare c'è assai da ridire: l'amministrazione non ha saputo far fronte - in cinque anni! - alla situazione di una sola persona "stanziata" nei parchi cittadini. Era prevedibile che andasse totalmente in tilt di fronte alle decine di arrivi delle persone che vengono a Gorizia per la semplice ragione che ivi è l'unica Commissione del Triveneto. Il sindaco dice: il Comune ha già dato! Cosa ha dato, oltre alle ordinanze di divieto che hanno avuto l'unico risultato di complicare ulteriormente la vita dei poveracci costretti a migrare da un campo all'altro e dei volontari che cercano di aiutarli portando loro viveri e generi di conforto? Cosa ha dato se le uniche strutture che sono state messe a disposizione sono quelle della Caritas, della Croce Rossa o delle associazioni di volontariato?
L'inadeguatezza del Sindaco e della sua amministrazione non sono mai state così clamorose ed evidenti come in questa circostanza. Se Romoli dopo quasi otto anni è stanco e ha perso lucidità nell'agire e motivazione, non sarebbe ora di passare la mano?
ab

domenica 21 dicembre 2014

Anche gli altri Comuni si mettano in movimento...

Ed ecco il testo integrale della nota inviata alla stampa ieri pomeriggio, con la quale si chiede a tutti i sindaci che hanno firmato la convenzione con la Prefettura di attivarsi in tempi brevissimi:
L’ordinanza del sindaco di Gorizia Romoli ha un’ottima premessa e una pessima conclusione. Da una parte infatti sottolinea l’estrema pericolosità del soggiorno all’addiaccio in pieno inverno e riconosce il disagio di coloro che sono costretti ad “albergare” nei parchi cittadini, dall’altra propone come unica soluzione l’allontanamento coatto. E’ evidente quanto tale disposizione oltre che disumana sia anche inapplicabile: chi viene mandato via, dove andrà se non in una altro parco nelle vicinanze? E chi trasgredirà, come sarà punito? Con l’arresto per un reato non commesso? Per un foglio di via che il Comune senz’altro non ha l’autorità di emettere? Con una multa che nessuno potrà neanche sognarsi di pagare?
In assenza di autentiche politiche di accoglienza e di un adeguato sistema di riconoscimento dei nuovi venuti, dallo “spirito” dell’ordinanza si può ricavare comunque un condivisibile auspicio, quello cioè che ad affrontare la questione non ci sia soltanto il Comune di Gorizia. Pertanto, ribadita la contrarietà a provvedimenti che sembrano utili soltanto a suscitare simpatia in un elettorato molto teso, è giusto chiedere agli amministratori degli Enti locali che hanno recentemente sottoscritto l’accordo in Prefettura come si siano attivati per metterlo in pratica. Non potendo ragionevolmente prevedere la diminuzione dell’afflusso dei richiedenti asilo nella città dove risiede la Commissione incaricata di accertare il loro status, è urgente che siano immediatamente messi a disposizione luoghi adatti all’accoglienza convenzionata, in tutti i Comuni dell’Isontino. Non è giusto e sostenibile che sia soltanto la presenza precaria del mondo del volontariato ad evitare il freddo delle notti invernali e la fame di coloro che giungeranno e non avranno neppure un luogo in cui trascorrere non soltanto le notti, ma anche le giornate d’attesa.
Si individuino e mettano a disposizione ambienti e si attivino risorse. Ma lo si faccia subito!
Forum per Gorizia
Circolo Sel Gorizia futura

Si revochi immediatamente...

Ecco il testo della presa di posizione di Rc e Federazione della Sinistra intorno all'ormai famosa ordinanza del Sindaco di Gorizia:
L'ordinanza del sindaco Romoli sugli insediamenti di fortuna dei richiedenti asilo è inaccettabile, e presenteremo immediatamente formale richiesta di revoca. Verificheremo a breve se sia incostituzionale e quale sia l'iter per ottenerne la cancellazione, come del resto immaginiamo possa aspettarsi lo stesso sindaco, visto che nel corso dell'ultima seduta del Consiglio Comunale, rispondendo ai consiglieri della sua maggioranza che gli chiedevano un provvedimento per ripristinare il decoro del Parco della Rimembranza, ha affermato che altri comuni che avevano emesso ordinanze similari hanno dovuto revocarle a fronte di una sentenza della Corte di Cassazione. Il sindaco quindi, dopo una settimana in cui alcune associazioni hanno dato i loro spazi e molti cittadini il loro tempo e a volte anche il loro denaro per risolvere i problemi urgentissimi di queste persone affrontando una vera e propria emergenza umanitaria in sostituzione ad un'amministrazione assente, dà una risposta istituzionale clamorosamente stridente, e sceglie la militarizzazione del territorio. L'ordinanza trae motivazione da una nota del dipartimento di Prevenzione dell'ASS Isontina che descrive in modo molto chiaro quali siano le necessità, ma decide di tralasciare l'ultimo paragrafo, nel quale si esprime la proposta di collocare i richiedenti asilo in edifici adeguati, perché "Gorizia ha già dato". Non si capisce però cosa abbia già dato, visto che le strutture che ospitano i profughi sono proprietà della chiesa e le convenzioni sono economicamente a carico del Ministero dell'Interno. E' peraltro del tutto evidente che quest'emergenza è assai lontana dal concludersi, vista la situazione geopolitica e i paesi da cui la maggior parte dei richiedenti asilo provengono. I profughi, piaccia o non piaccia, continueranno a venire. Sono necessarie ben altre misure per far fronte alla situazione.
Roberto Criscitiello, Segretario provinciale di Rifondazione comunista
Emanuele Traini, Consigliere comunale della Federazione della Sinistra

Alla fine dell'autunno...

A metà dell'emisfero Nord, quello di oggi è il giorno più breve dell'anno. Il Sole appare lontano e molto basso all'orizzonte e l'irradiazione è minima, la temperatura dovrebbe essere più rigida, soprattutto in assenza di nubi. Questa sera alle 23.03 ci sarà il solstizio e da quel momento inizierà l'inverno, la stagione del riposo della terra e dell'attesa del risveglio della Natura. E' anche il momento vicino al perielio (il prossimo 4 gennaio), cioè il momento in cui il Pianeta è maggiormente vicino alla sua Stella.
Gli antenati, molto legati ai cicli del tempo, hanno sempre celebrato con particolare entusiasmo questo periodo: dai riti ancestrali delle religioni naturali alle architetture egizie, dagli antichi abitanti nativi americani, dalla mitologia greca alle celebrazioni dei romani, dalle tradizioni del Nord alle suggestive pratiche rituali dei popoli slavi o alle significative esplosioni di gioia dei nomadi... Tutti hanno espresso in diversi modi la consapevolezza che da questo momento in poi la luce tornerà a illuminare le giornate e il calore farà germogliare di nuovo la vita dalla terra.
I cristiani collocano in questo periodo (le varie confessioni propongono date diverse, tra il 25 dicembre e il 6 gennaio), la data della nascita di Gesù. E' una festa che viene celebrata solo a partire dalla metà del IV secolo, istituita probabilmente per "cristianizzare" i grandi festeggiamenti che coinvolgevano tutti, in onore del Sole e della Vita, identificando nell'"astro del ciel, pargol divin, mite agnello redentor" la Luce della giustizia e della pace.
In conclusione, a tutti un augurio di un proficuo inverno, nella costruttiva attesa di un'autentica primavera.

sabato 20 dicembre 2014

Ordinanza dalle buone premesse e dalle pessime conclusioni

L'ordinanza del sindaco di Gorizia inizia bene. La permanenza in un parco senza servizi è pericolosa per tutti, soprattutto per chi non ha altro alloggio. La conclusione ovvia dovrebbe essere: chi "alberga" nel parco trovi subito una sistemazione meno precaria e l'ente pubblico si attivi immediatamente per trovarla. Invece... la conclusione reale è un'altra, confusa e sicuramente inapplicabile. Tutti coloro che stanno all'aperto se ne devono andare e la polizia cittadina deve far rispettare la legge. Domande (evidenti): espulsi dalla Rimembranza, dove vanno i richiedenti asilo? E se non se ne vanno, cosa accade? Una multa? L'arresto? Il foglio di via? Anche un bambino potrebbe capire che l'ordinanza aggrava e non risolve i problemi. Solo la scelta di costruire una politica di reale accoglienza integrata (pubblico-privato sociale) potrebbe aprire una stagione veramente nuova. Per il bene degli antichi cittadini e dei nuovi ospiti.
ab

giovedì 18 dicembre 2014

Coraggio e fiducia




Si riceve e si pubblica volentieri. 
"Don Paolo Zuttion mi ha detto che oggi era un po' giù per tante situazioni difficili e irrisolte, ma che vedere la cena di stasera gli ha restituito coraggio e fiducia. Credo che questo basti, per tutti coloro che hanno aiutato, cucinato, portato, distribuito, sovvenzionato, contribuito in vario modo e con bellissimi sorrisi e tanta sollecitudine.
Un'impresa così ce la ricorderemo per un bel po', io di sicuro, che ho lanciato un SOS (don Paolo ci credeva e non ci credeva, che ci saremmo riusciti) e ho trovato così tanti pronti a rispondere concretamente, con semplicità, generando una rete tra persone che nemmeno si conoscevano di persona. 
Grazie: non so se ha senso dirvelo, ci hanno già tanto ringraziato i ragazzi (che volevano anche aiutarci a ripulire), e in realtà quelli che forse stasera stanno un po' meglio di prima siamo innanzitutto noi."
Martina 

Onore a Chico, l'"Uomo verde"

Oggi alcune interessanti riflessioni di Vito Dalò...
L'altro giorno circa 200 nazioni hanno approvato a Lima, in Perù, l’ennesimo accordo sul clima. Accordo senza senso e che nessuno rispetterà mai perché non prevede né controllo né sanzioni. Così come era accaduto a Kyoto, anche questo è stato un incontro intellettuale senza intelletto. Allora meglio ricordare chi ha sacrificato la vita per la difesa dell’ambiente. Il 15 dicembre sarebbe stato il suo compleanno. Chico è nato e morto in dicembre e ha vissuto solo 44 anni. Lo chiamavano l’UOMO VERDE, lo assassinarono per difendeva l’ambiente. Ringrazio i NOMADI. Loro l’hanno ricordato con una bellissima canzone  a lui dedicata. Gli assassini dell’Amazzonia non uccidono solo gli alberi ma anche e soprattutto chi li tutela. Nel mio secondo viaggio in Brasile attraversai il deserto dello stato di Cearà. La guida m’informò che in quel deserto erano nati i genitori di Chico. Erano schiavi per debito e si trasferirono nell’Amazzonia per riscattare la loro schiavitù. Il loro lavoro era estrarre caucciù dagli alberi della gomma, lo stesso lavoro che ereditò Chico. Quest’uomo imparò a leggere a 24 anni e subito dopo creò il sindacato, organizzò gli schiavi, gli operai, i braccianti e gli indios sgombrati contro i divoratori di terre, i loro mercenari assassini e gli esperti  della Banca Mondiale che finanziano l’avvelenamento dei fiumi e l’incendio delle foreste. Chico provò ad opporsi con la gente che organizzava. Ma era destinato a morire, giovane. I colpi entrarono dalla finestra della sua baracca. ONORE A CHICO. Non ho la stessa considerazione di chi ha firmato l’accordo di Lima.

lunedì 15 dicembre 2014

Accoglienza, fra volontariato d'emergenza e professionalità di largo respiro

Sembra che (finalmente) qualcosa si muova e che nella riunione tra prefettura e sindaci, domani, verrà formulata qualche proposta concreta. Nel frattempo ha ragione, purtroppo, chi dice che il parco della Rimembranza si è riempito di nuovo di persone che dormono all'addiaccio sotto la pioggia o a rischio di assideramento. Cosa poter fare per loro? La speranza è che veramente nell'incontro di martedì qualche soluzione venga individuata.
E' vero che ieri gli "esponenti del Forum" hanno incontrato per caso il sindaco Romoli e hanno condiviso un "franco e vivace" scambio di vedute davanti a un caffè, descrivendo l'esperienza dell'ospitalità nella sede e richiedendo di accelerare i tempi dell'intervento d'emergenza condizionato dalla firma del famoso accordo Comune - Arcidiocesi.
A scanso di equivoci, è anche vero che gli hanno chiesto sarcasticamente di provvedere alle spese sostenute, ottenendo un altrettanto sarcastico invito a "fare la domandina". Era un contesto di evidente ironia, alla base stava l'invito - questo sì, serio e pressante - rivolto all'ente locale a scegliere la via dell'accoglienza piuttosto che quella del rifiuto o dello scaricabarile.
Gli interventi d'emergenza avviati da associazioni o enti che promuovono azioni volontarie sono per lo più gratuiti ed è giusto che siano svolti a spese di chi li sostiene. Ma un'impresa come l'accoglienza dei richiedenti asilo, molto delicata per quanto riguarda i numeri e la qualità dell'approccio, richiede una professionalità e competenza che non possono che essere retribuite, ovviamente nell'ambito di un controllo rigoroso delle spese. L'esistenza di strutture criminali, mafiose e truffaldine che lucrano sulla sofferenza di tanta povera gente, non può far dimenticare che esistono molte altre realtà trasparenti e solidali che hanno saputo trasformare l'idealità della fraternità universale in concrete azioni professionali. Queste hanno garantito ottimi servizi a costi contenuti per la collettività. Del resto fa impressione notare che in Mafia Capitale si sono scandalosamente arricchiti proprio coloro che politicamente erano schierati contro l'accoglienza, salvo poi sfruttare senza scrupoli la "miniera".
Al di là di tutto ciò, l'impressione è comunque che - a Gorizia e in tutta Italia - la situazione sia del tutto fuori controllo e che i quotidiani proclami renziani rispetto alla presunta ri-partenza dell'Italia si scontrino con una ben diversa realtà, della quale i parchi cittadini trasformati in campeggi a cielo aperto, senza servizi e senza tende, sono una delle tante e tristi manifestazioni.
ab

domenica 14 dicembre 2014

Grazie, amici afghani...

Questa sera i "nostri" tredici amici afghani, pakistani e somali sono stati accolti nella ben più confortevole struttura dell'Istituto Nazareno. Con loro altri dodici richiedenti asilo precedentemente "alloggiati" nel parco della Rimembranza. In due giorni si è risolta - con la sola iniziativa delle associazioni e la collaborazione del privato sociale - una situazione che perdurava da quasi un mese: la presenza di tante persone abbandonate nel parco, senza coperte e senza vestiti pesanti, prive di qualsiasi supporto igienico, era un grave rischio all'incolumità fisica dei profughi e un'evidente violazione della loro dignità. Certo che non si è risolta definitivamente la questione, le persone continueranno ad arrivare e a stanziarsi nei giardini della città. E' stata una goccia nell'Oceano, ma il segnale forte è stato inviato; ora la palla passa al "pubblico", alla prefettura e agli enti locali: possibile che debbano essere i singoli cittadini a promuovere proposte sostenibili, quando ormai da anni la cosiddetta "emergenza" non trova alcuna risposta dalle istituzioni, se non il ritornello "non qui, vadano da un'altra parte"?
Per quanto riguarda il Forum, non si può che ringraziare i tredici che hanno trascorso due giorni e due notti nella sede: ci è stata riconsegnata perfettamente pulita e in ordine, con sguardi commoventi e colmi di gratitudine. Una vera lezione di vita, sulla quale val la pena di riflettere, come ha proposto adg in un commento di questa mattina: 
Quando oggi sono entrata al Forum dove ci sono gli afghani ed altri stranieri, pensando di trovare un casino terribile e ho visto le scarpe da ginnastica messe perfettamente in ordine, le scovazze ben accatastate, tutto a posto e loro che, distrutti dalla stanchezza, sorridono e dicono buongiorno ho pensato, ma che razza di popolo siamo diventati noi italiani, che razza di gente senza dio e senza pietà, senza quei valori pre politici e pre religiosi per cui le persone vengono accolte comunque e non lasciate crepare di freddo ai giardini senza chiedersi se sono furbi o furbetti? poi ho pensato anche agli amici che hanno portato le coperte ai giardini, richiamati dagli sms di Andrea. Non siamo tutti uguali, per fortuna! Assomigliamo noi ai Tartari o Mongoli, terribili guerrieri, che hanno accolto Marco Polo, ed è molto bello essere gli eredi di Gengis Khan piuttosto che di Matteo Salvini

Armata rossa al confine orientale: lunedì alla Leg

Si riceve dalla Libreria Editrice Goriziana e molto volentieri si pubblica:
Le vicende dei battaglioni russi nella Resistenza europea, in particolare al confine orientale, questo il tema inedito in Italia di “Soldati dell'Armata rossa al confine orientale. 1941-1945”, il nuovo libro della storica triestina Marina Rossi appena uscito nella collana Novecento della Leg. Lunedì 15 dicembre alle 18, l'autrice sarà ospite nella stessa sede della Leg, corso Verdi, 67 per spiegare la genesi e i contenuti di questo studio, il cui argomento è ancora poco conosciuto non solo in Italia ma anche all'estero ed è il frutto di una ricerca su svariate fonti archivistiche provenienti dalla Slovenia, Russia e memorialistica  in lingua slovena, russa, inglese e italiana. La storica, che converserà con la professoressa Anna Di Giannantonio, offre con questa pubblicazione un movimentato quadro di sintesi sulle vicende dei battaglioni russi sul fronte orientale e in particolare nei nostri territori. Il volume sviscera la storia dei partigiani sovietici nelle fila della Resistenza italiana, le  strategie di propaganda nazista verso i prigionieri dei lager dell'Austria e della Germania, la resistenza slovena e italiana, il ruolo delle missioni alleate al confine orientale, le ultime battaglie decisive e l'inizio della guerra fredda. La seconda parte è dedicata alla traduzione del diario inedito del partigiano Grigoij Ziljaev, tra il 1943-1945. La storia del II Battaglione russo della 18° Snoub Bazoviska 349 occupa invece la terza e ultima parte. Il volume è corredato da un inserto fotografico. Si tratta di un capitolo di storia noto per molto tempo solo ai diretti protagonisti e ai compagni di lotta italiani, sloveni e croati, e sul quale si è riacceso l'interesse solo dopo il crollo del comunismo.  

venerdì 12 dicembre 2014

Per una notte, sconfitto il generale inverno!

Serata thrilling a Gorizia.
Circa cinquanta sono i richiedenti asilo che dimorano da parecchio tempo a cielo aperto nel parco della Rimembranza (un accampamento senza tende che - chissà perché? - ha suscitato in Romoli molto meno scandalo di quello con le tende allestito in via Brass).
Qualcuno si è accorto che non soltanto avrebbero dovuto sopportare un'altra notte a qualche grado sotto zero, ma anche che non avevano neppure una coperta per difendersi dal freddo.
E' scattata la solidarietà e alle 20.30 ogni profugo era avvolto in una calda coperta, fornita dalla disponibilità dei cittadini. Poi, alle 21, l'idea: perché non ospitarli nelle sedi delle associazioni?
E così, dopo rapide consegne organizzative, i cinquanta sono stati accompagnati, chi nella sede del Forum per Gorizia, chi in quella di Sel, chi alla Comunità Arcobaleno, chi nella parrocchia della Madonnina.
In un quarto d'ora si è risolto il problema e si è evitato l'assideramento di qualche "ospite" del parco cittadino. Non si è trovata la Soluzione (con la S maiuscola), ma si è indicata alle istituzioni la strada maestra: chiacchiere o non chiacchiere, è scandaloso pensare che in una città come Gorizia decine di esseri umani possano rischiare la morte "al freddo e al gelo".
Insomma, questa sera è stata fatta una cosa buona!
ab

Comune indaffarato a far cosa?

Il Comune, dopo aver tenuto i migranti sulle rive dell'Isonzo per mesi, sperando che scomparissero solo chiudendo gli occhi, dopo aver ignorato i problemi di salute pubblica che derivano dal tenere gente in quelle condizioni, dopo che lascia sulle panchine, accanto agli uffici, nei portoni, gente a dormire per terra, quando c'è la riunione in provincia per decidere come fare davanti al problema dell'immigrazione, che potrebbe diventare una risorsa (vedi il Comune di Nimis e il suo protocollo per farli lavorare gratuitamente in servizi di pulizia e giardinaggio, con la regione che paga gli oneri assicurativi), manda un vigile “perchè impegnato in altre cose”. La domanda è non tanto sulla presenza del vigile ad una riunione sull'immigrazione, ma sulla scusa del Comune. Ma cosa avevano da fare? No, perchè a tutto ci hanno abituati tranne che all'attivismo che dicono di avere. 
adg

lunedì 8 dicembre 2014

Disoccupazione in provincia

Dati allarmanti quelli offerti dal segretario della CGIL, Paolo Liva, sulla disoccupazione in provincia. Su 140.000 abitanti, 14.000 sono i senza lavoro. Togliendo bambini e vecchi, sono dati simili a quelli post bellici. La disoccupazione è un dramma soprattutto per Gorizia, dove sta chiudendo tutto e non c'è nessuna idea, né alcuna prospettiva di rilancio. Tutto si muove con lentezza, mentre negozi vuoti e piazze dissestate, inutili e incompiuti ascensori, fanno capire quanto è stata dissennata e miope la classe dirigente locale a non aver approfittato, se non per mordere e fuggire, delle occasioni avute con i soldi che lo stato ha dato a Gorizia, le agevolazioni, gli sgravi, ecc. Adesso bisognerebbe mettersi intorno ad un tavolo a ragionare, dice Liva, destra e sinistra assieme. Ma non risultano consigli comunali convocati ad hoc, non risultano mobilitazioni di alcun genere. Ora sarebbe il momento di coinvolgere forze politiche, associazioni, cittadini e discutere dell'emergenza, cercando di formulare un'idea sul possibile futuro della città. Proprio la recente presentazione del volume sull'Isonzo di Bellavite e Crivellari offre spunti non solo culturali, ma economici su quello che il turismo potrebbe dare ai goriziani.
Il 12 dicembre c'è uno sciopero generale: perché la CGIL non coglie l'occasione per organizzare lei stessa questo tavolo di discussione e di proposta sul tema dell'occupazione? 
adg

venerdì 5 dicembre 2014

Presentato venerdì in Palazzo Attems


Anteprima

E' stato presentato lo scorso venerdì in Palazzo Attems il volume edito da Libreria Editrice Goriziana L'Isonzo, con testi di Andrea Bellavite e splendide foto di Massimo Crivellari. Dopo un'intensa introduzione della vice presidente della provincia di Gorizia Mara Černic e il saluto dell'editore Adriano Ossola, ha parlato Quirino Principe. Spaziando nei meandri della cultura europea, il noto musicologo ha collegato la vicenda del fiume a quella più generale della storia umana e dell'esistenza di ogni uomo. L'attore Luciano Virgilio ha letto con grande esperienza e passione alcune pagine del libro, rendendolo vivo e affascinante. Hanno parlato anche gli autori e perfino il fiume, il cui fragore registrato ha raggiunto il cuore di tutti i presenti. Sono state inoltre proiettate le più belle immagini. E' il racconto - letterario e fotografico - della vicenda di un fiume, inteso come metafora della vita di ogni persona e dei popoli che hanno abitato e continuano ad abitare le sue sponde. Una storia di sanguinose lotte di conquista o di difesa, ma anche di ponti costruiti per rendere possibili le relazioni di pace. Nella meravigliosa cornice naturale di quello che è stato definito "il più bel fiume d'Europa.

giovedì 4 dicembre 2014

Federico Tenca Montini al Novecento inedito del Forum

Il prossimo Martedì 9 dicembre alle ore 18 presso il Forum di Gorizia in via Ascoli 10, verrà presentato il volume di Federico Tenca Montini  Fenomenologia di un martirologio mediatico. Le foibe nella rappresentazione pubblica dagli anni 90 ad oggi, edito dalla Kappa Vu. A presentarlo sarà Tommaso Montanari.

La ricerca del giovane studioso mette in luce il dibattito sulla questione delle foibe nel secondo dopoguerra, focalizzando la sua ricerca sulla costruzione decennale di una memoria pubblica sulle foibe, soprattutto  ad opera dei mass media. Successivamente Tenca Montini analizza le tappe che hanno portato all'istituzione del Giorno del Ricordo e il dibattito parlamentare che ha accompagnato tale iniziativa. Un volume che parla soprattutto di formazione dell'opinione pubblica e di meccanismi che costruiscono il consenso attorno ad alcune idee sulla storia. 

martedì 2 dicembre 2014

Gorizia, dai vertici ai bassifondi

Nell'annuale "classifica" del Sole 24 ore sulla "vivibilità" delle città italiane, Gorizia precipita dalle vette alla pianura. Anche se - come dice il sindaco Romoli - queste graduatorie devono essere prese con le molle, i segnali di un crescente disagio ci sono tutti. Il più evidente è il calo demografico, continuo e costante da ormai due decenni, indice evidente di una preoccupante mancanza di potenzialità e soprattutto di prospettive. Ciò che rende ancor più opaco il panorama è la sostanziale assenza di proposte importanti, anche sul piano di quell'unica ma fondamentale chance che potrebbe fermare un processo altrimenti inarrestabile: la piena collaborazione, in tutti i campi della vita sociale, culturale, economica e politica, con i Comuni contermini di Nova Gorica e della Valli dell'Isonzo e del Vipacco. Insomma, il malato è grave, è deleterio far finta di non vedere o cercare di attutire il suono dei campanelli d'allarme; occorrono interventi urgenti e terapie efficaci.

lunedì 1 dicembre 2014

Pensieri autunnali

Siamo tutti coinvolti nelle preoccupazioni del tempo in cui viviamo. La crisi “morde” forte e molti di noi sono incerti riguardo al futuro lavorativo, così legato al senso della propria dignità e all’inserimento attivo nella società. La politica sembra aver perso ogni punto di riferimento e il progressivo disimpegno dei cittadini trova un’evidente spiegazione nella perdita del confronto tra diverse concezioni del mondo, della convivenza sociale e della strategia pratica. La stessa società muta rapidamente sotto i nostri occhi e la crescita del fenomeno migratorio porta da una parte a intravvedere un mondo occidentale sempre più multiforme, dall’altra a scorgere gravi segnali di risorgente razzismo e di guerra fra poveri, nell’interesse esclusivo dei pochi sempre più ricchi. Anche le nostre città, in particolare Gorizia, sembrano avviate a un progressivo degrado e si ha la sensazione di una profonda impotenza.
Anche le nostre esistenze personali sono attraversate da molteplici punti interrogativi. Lunghi decenni di post e ultra-modernità ci hanno portato a sperimentare una libertà “assoluta” finora inimmaginabile, ma ci hanno anche privato di basi filosofiche solide, sulle quali edificare i nostri progetti e programmi di vita, individuale e sociale. Il dramma della divisione e della guerra, così ancora drammaticamente presente in tante parti del mondo, attraversa anche la nostra quotidianità e se non ci trascina in una spirale di violenza, provoca tristezza, sofferenza interiore apparentemente incurabile, incomprensione reciproca.
In questo quadro è indispensabile dirsi qualche parola di speranza, affermare cioè che questa situazione non è ineluttabile, frutto di concatenazioni naturali incontrollabili, ma dipende dalle scelte concrete e quotidiane che ognuno di noi compie. Il “Sistema” sembra talmente potente da essere prossimo a schiacciarci come formichine impazzite. Ma è vero che gli ingranaggi più sofisticati possono essere messi in crisi da un granello di polvere. Quale?

C'è un forte desiderio di stare insieme, non solo per confortarsi a vicenda, ma anche per costruire una società più giusta. Occorre certamente ritrovare la responsabilità di avere un’idea sulla quale impegnare le scelte personali e politiche, possedere la forza di seguire il dettame della propria coscienza, essere consapevoli dell’importanza di un’appartenenza, con tutti i limiti che essa può comportare. Occorre urgentemente ritornare all’arte della partecipazione, del confronto costruttivo e della decisione, senza le quali sarà inevitabile la strada della dittatura e della violenza nei confronti di chi non sarà “inquadrato” in uno schema precostituito. Per quanto riguarda questo territorio, non si può prescindere da una Politica che sia in grado di proporre uno sviluppo senza confini: italiani, sloveni, friulani, insieme a tutti coloro che sono giunti fra noi, fuggendo dai conflitti e dalla fame e proponendo accoglienza e reciproca integrazione.