venerdì 28 novembre 2014

Cormonslibri 2014, ALL'APPARIR DEL BELLO

Inizia Cormonslibri 2014, con il suggestivo titolo All'apparir del bello. festival del libro e dell'informazione. Il programma è ricchissimo e spazia dalla presentazione di importanti volumi all'incontro con i loro autori, da proposte poetiche e teatrali ai mercatini dell'artigianato, dalla presenza di personaggi politici a quella di significativi esponenti della cultura italiana. C'è anche un ampio spazio dedicato alle scuole e all'educazione ambientale, in particolare il seminario-laboratorio Piantiamo milioni di alberi in ogni paese del mondo, che occuperà i partecipanti tutta la giornata di domenica 30 novembre. Il programma completo e ogni altra informazione si possono reperire sul sito www.cormonslibri.it, anche semplicemente "cliccando" sul link nella parte destra di questo blog.

Tre saranno gli interventi che coinvolgono persone del Forum per Gorizia: sabato 29 novembre, alle ore 17.30, Tutte le anime del mio corpo, presentazione del Diario di Maria Antonietta Moro da parte della figlia Lorena Fornasir e della storica Anna Di Gianantonio (libro di grande interesse, da non perdere soprattutto da parte di chi non ha partecipato all'incontro sullo stesso tema organizzato nella sede di via Ascoli 10 nell'ambito di Novecento Inedito). Giovedì 4 dicembre, alle 17.30 Renata Kodilja presenterà L'Isonzo, edito da Libreria Editrice Goriziana, scritto da Andrea Bellavite con (splendide) fotografie di Massimo Crivellari. Martedì 9 dicembre, alle ore 17.30, Andrea Bellavite dialogherà con Adriana Valerio, autrice di un assai interessante testo riguardante Le ribelli di Dio. Donne e Bibbia tra mito e storia (Feltrinelli 2014).

giovedì 27 novembre 2014

Il secolo lungo, nel Museo Santa Chiara

Il titolo sintetizza molto bene la proposta: Il secolo lungo, un itinerario fotografico nel Novecento goriziano.
Quella che verrà inaugurata venerdì 28 novembre alle ore 18 nello spazio espositivo del Museo di Santa Chiara in Corso Verdi a Gorizia, è un'importante mostra, proposta dalla rivista Isonzo Soča in collaborazione con il Comune di Gorizia. Oltre alle immagini e ai testi, saranno esposti anche alcuni documenti, tra essi senz'altro il più significativo è l'enorme stella rossa che dominava la stazione della Transalpina, reperto gentilmente messo a disposizione dal Goriški Muzej di Nova Gorica.
Molte persone hanno collaborato alla realizzazione di questo obiettivo, quello cioè di portare nel cuore della città un'occasione di riflessione sulle molto complesse vicende che hanno accompagnato i cittadini goriziani dall'epoca austro-ungarica ai giorni nostri, attraverso guerre e confini, ma anche gesti di pace e abbattimento di mura divisorie.
Sarà possibile visitare l'esposizione fino al prossimo 25 gennaio 2015, venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Davvero, da non perdere!

Luci della città

In una città come Gorizia, dove la crisi sta portando alla chiusura tanti esercizi e dove camminando la sera sembra di essere in un film sugli uomini invisibili, il sindaco Romoli annuncia un dispendio di finanze superiore a quello del passato, per "renderla più allegra" in occasione delle feste natalizie. E' lo stesso proclama degli anni passati, seguito in quelle occasioni da "geniali" installazioni in piazza Vittoria, quali la pista di ghiaccio di plastica o la pista di sci sintetica, del tutto trascurate dai cittadini. In questa circostanza tuttavia la spesa finalizzata al divertimento dei goriziani cozza con il contestuale annuncio della totale impotenza dell'amministrazione di fronte alle questioni sociali, tornate alla ribalta dopo la segnalazione del Piccolo sui numerosi "residenti" nel parco della Rimembranza (questione peraltro già conosciuta dai venticinque lettori di questo blog). Il consigliere comunale Gentile propone il rinnovo della norma "antiaccattoni" (tra l'altro Romoli rivela oggi, dopo cinque anni, che era stata dichiarata anti-costituzionale, come suggerirono "quelli del Forum" all'epoca della sua emanazione). Il sindaco ne rileva l'inutilità e spiega che l'unica soluzione è che i richiedenti asilo "vadano in un'altra città", mentre dei "clochard" (sic) si dovranno occupare i servizi sociali. Al primo cittadino risponde indirettamente la assessore al welfare che candidamente afferma che il ben noto caso della signora di Sassari può essere risolto solo se "accetta un biglietto di sola andata per la Sardegna".
Insomma, mentre la gente dorme sulle panchine e si ripara come può dal freddo e dalla pioggia, l'amministrazione non sa che pesci pigliare e nel frattempo invita i cittadini a divertirsi, grazie alle più intense luci e ai più forti suoni del Natale. Come non ricordare il meraviglioso film di Charlie Chaplin, Luci della città, scritto e prodotto nel 1931?
Qualcuno chiederà: "e voi, cosa proponete?" La risposta è semplice: un biglietto di sola uscita dal palazzo comunale per l'attuale amministrazione e l'avvio di una nuova fase, ri-costituente e strutturale, per la vita del territorio. Anche se forse è davvero già troppo tardi.
ab

mercoledì 26 novembre 2014

Al Forum la storia di Rita Rosani

Livio Isaak Sirovich ha presentato ieri sera al Forum per Gorizia il suo libro Non era una donna, era un bandito. 
Presente un pubblico numeroso e molto partecipe, dialogando con Anna Di Gianantonio l'autore ha raccontato la vicenda di Rita Rosani, ebrea triestina, partigiana combattente uccisa in uno scontro a fuoco sulle montagne sovrastanti Verona e medaglia d'oro della Resistenza.
Con un linguaggio avvincente, Sirovich ha ricostruito il tessuto sociale e politico degli anni '30 del Novecento triestino, in particolare le diverse anime dell'ebraismo messe a dura prova dalla proclamazione delle leggi razziste del 1938. In questo contesto è stata delineata anche la semplicità di una vita quotidiana caratterizzata dai gesti ordinari tipici di una famiglia del tempo, prossimi ad essere oscurati dalle nuvole sempre più cupe, trascinate dai venti dell'ormai vicina tragedia della seconda guerra mondiale.
La storia personale si intreccia con quella generale e sullo sfondo di un mondo minacciato scorrono sulla scena le speranze e le delusioni, le gioie e le sofferenze, i progetti e le incertezze della vita di una giovane, la cui storia è stata bruscamente interrotta dai mitra nazisti, il 17 settembre 1944. Non aveva ancora compiuto 24 anni.

Processi amianto: Monfalcone come Casale Monferrato?

Chi si attendeva un salto di qualità intorno ai processi sull'amianto a Monfalcone è rimasto raggelato. Dopo la prescrizione dei reati connessi all'Eternit di Casale Monferrato, è stato infatti annunciato che le motivazioni della sentenza goriziana (di condanna, datata 15 ottobre 2013!) saranno depositate "fra alcuni mesi", ovvero molto al di là dei tempi previsti, dopo la conclusione del procedimento oltre un anno fa. In parole semplici, ciò comporta la difficoltà di proporre eventuali ricorsi in tempi utili e l'apertura, anche in questo caso, della strada della prescrizione. Non occorre essere giuristi per scandalizzarsi: il più importante processo tenuto a Gorizia dal dopoguerra ad oggi viene di fatto insabbiato dall'incredibile prolungarsi dei tempi di deposito delle motivazioni della sentenza.

venerdì 21 novembre 2014

La Luna e le altre espressività

Continua in questi giorni la rassegna Altre espressività, la più longeva manifestazione di teatro sociale d'Italia. Ieri sera, sul palco del Kulturni dom, sono stati rappresentati due spettacoli dedicati alla salute mentale: il primo, avvincente e commovente, dedicato a Franco Basaglia dalla compagnia della "Signora delle fiabe"; il secondo, incentrato sui percorsi di liberazione della persona dalle varie gabbie nella quale si trova spesso rinchiusa, è stato proposto dalla compagnia dei "Senza soldi", di stanza presso il Centro di Salute Mentale di Gorizia. Martedì mattina c'è stata una rappresentazione per le scuole (Voglio la luna, della compagnia teatrale "Teatro pirata" di Jesi), così commentata da adg:
Voglio complimentarmi con lo spettacolo Volevo la luna in cui uno splendido e intelligente regista ha fatto recitare Fabio, affetto da sindrome Down, che è stato talmente bravo da conquistare i miei alunni, non sempre facili ed educati. Un grande insegnamento di come, attraverso delle relazioni non necessariamente famigliari, l'handicap diventi un modo di comunicare differente ma ugualente efficace. I ragazzi ne hanno poi parlato in classe e per loro vedere che i limiti possono essere superati e che chiunque può fare qualcosa di eccellente è stato un grande insegnamento. Bravi veramente! 
adg

giovedì 20 novembre 2014

Torneranno i prati: la guerra secondo Ermanno Olmi

Torneranno i prati, il film di Ermanno Olmi dedicato alla prima guerra mondiale, è davvero straordinario.
La scena è essenziale: una trincea scavata nella neve, su una montagna che potrebbe trovarsi in qualsiasi luogo sul fronte di un non meglio specificato nord-est. Una squadra di soldati vive le ansie derivate dal freddo, dai topi, dalla mancanza di cibo, dalla paura della presenza incombente della morte. La loro vita è scandita dal sopraggiungere di ordini assurdi, provenienti da altri mondi terribilmente distanti da quello "reale": quello cioè ritagliato nel cuore della terra da poveri esseri umani che cercano di sopravvivere in un inferno senza volti e senza nomi. Un piccolo universo che appare talmente reale da suggerire pensieri metafisici, senza per questo che vengano meno la compassione e l'orrore: la vicenda di quegli uomini è la storia dell'Uomo sulla terra. Possono essere italiani, austriaci, turchi o bosniaci. I sentimenti che si agitano nel loro cuore sono gli stessi che accompagnano ogni umana esistenza, là dove la vicinanza costante della fine altro non fa che accentuare quello che il "quotidiano" cerca di stemperare nella ripetizione rituale dei gesti ordinari.
C'è spazio anche per la poesia, la cui delicatezza è accentuata dalla splendida fotografia e dal ritmo meditativo della narrazione. Nell'orizzonte limitato dello sguardo transitano la bellezza e la severità della Natura, le illusioni che essa suscita e le delusioni che l'accompagnano, la potenza e la fragilità, la suggestione del sogno e la concretezza di una violenza - quella della guerra, mai così folle e mai così misteriosa - che non si può, in alcun caso frenare.
Un film da vedere, un inno alla pace, senza alcuna retorica, schierato da un'unica parte: quella della maestà della vita di ogni persona, ovunque si trovi e qualunque divisa porti.
ab 

Galleria Bombi a rischio


"L'avevamo detto noi!" E' fin troppo facile utilizzare questa antipatica espressione che Renzi definirebbe "gufesca". Tuttavia non si può resistere quando a esternare sull'argomento non sono i "disfattisti" del Forum o del Comitato di riferimento, ma un ex consigliere comunale di Gorizia che in altri tempi sostenne con decisione la costruzione degli ascensori da Piazza Vittoria al Castello.
Franco Zotti dichiara infatti oggi ai giornali che le vistose crepe che si sono aperte nella sottostante galleria Bombi, rendendola "pericolosa al punto che sarebbe meglio pensare di chiuderla", possono essere spiegate dai lavori che da parecchi anni si stanno trascinando avanti (Quasi tre anni anni il ritardo finora accumulato!) sulla collina.
Sì, proprio il tunnel ciclo-pedonale, inaugurato un paio d'anni fa in pompa magna, presentato come un gioiellino tecnologico, addirittura possibile sede di mostre e mercati, fa letteralmente "acqua da tutte le parti". E, secondo Zotti, adesso è in condizioni critiche, dal momento che - questa è un'aggiunta del redattore - deve sopportare il peso delle tonnellate di cemento "sparato" nel cuore del colle per evitare frane causate dallo sconvolgimento del terreno provocato dall'invasivo e dispendioso intervento intensamente voluto dall'amministrazione Romoli ("il volano dell'economia goriziana") e dalle precedenti che lo hanno progettato e avviato.
Insomma, funiculì funiculà, questa vicenda mangiasoldi e mangiatempo sta andando sempre più come era facile e ovvio prevedere, cioè come "avevamo detto noi".
ab

mercoledì 19 novembre 2014

La signora della Rimembranza

Il Parco della Rimembranza di Gorizia sta diventando sempre più rifugio di fortuna per i poveri. Alcuni dormono tra le pietre del monumento, altri sulle panchine. Tra questi anche la signora che "soggiornò" per mesi ai Giardini di Corso Verdi, fu poi ospitata per quasi quattro anni - su richiesta del Comune, come disse l'assessore, "per al massimo un mese" - in un alloggio gestito dalla Comunità Arcobaleno e ora sta sotto una specie di tenda realizzata con gli ombrelli.
E' una situazione che interpella un po' tutti, anche se non è alla ribalta dell'attenzione generale come la questione dei richiedenti asilo e del loro lungo soggiorno sulle sponde dell'Isonzo.
L'amministrazione comunale non è stata in realtà capace di risolvere neppure un caso isolato, di persona italiana approdata ormai da oltre un lustro in città. Si potrebbe forse immaginare qualcosa più dell'inerzia e - se possibile - del silenzio, rispetto alla richiesta di accoglienza espressa dalla presenza di decine di rifugiati?

lunedì 17 novembre 2014

Ritornano in questi giorni le "Altre espressività"

Si svolge in questi giorni nella Provincia di Gorizia la rassegna teatrale "Altre espressività", uno dei più importanti appuntamenti nazionali di teatro sociale. Nella colonna destra del blog è possibile leggere il ricchissimo programma degli spettacoli che si svolgeranno in diverse ore della giornata, rivolti a un pubblico di studenti, di operatori del settore, di amanti del buon teatro e di tutti i cittadini.
Il teatro sociale svolge un molteplice ruolo. Da una parte è infatti teatro a tutti gli effetti, rappresentazione simbolica della realtà portata in scena da ottime compagnie, provenienti dall'Italia e dalla Slovenia. Dall'altra parte è occasione di valorizzazione delle persone che si trovano impegnate ad uscire da sé stesse per comunicare - in forma artistica - i loro spesso molto complessi vissuti. La rassegna si svolge grazie al sostegno di alcuni sponsor pubblici e privati, soprattutto grazie all'impegno del Cisi, con la direzione artistica di Vito Dalò e Erica Gasparinic.

domenica 16 novembre 2014

Emozioni multimediali al Forum Cultura

Da sx: Gianna, Maria Antonietta, Giovanna
Gianna, Maria Antonietta e Giovanna sono le tre pittrici di Bologna che hanno presentato al Forum le loro "emozioni da Gorizia". Lo hanno fatto attraverso l'arte, in particolare una ventina fra acquarelli e altre forme di pittura con le quali hanno voluto raccontare ciò che la ha colpite del loro incontro con il territorio.
Il coro Ars Musica di Gorizia
All'inaugurazione dell'evento ha partecipato un numeroso pubblico, con persone che hanno raggiunto le artiste perfino da Bologna e da Milano. Dopo l'introduzione, nel corso della quale le ospiti hanno spiegato il senso del loro impegno nell'ambito della pittura, il coro Ars Musica, diretto da Lucio Rapaccioli, ha eseguito alcuni canti della tradizione friulana e slovena. L'ultimo, composto proprio dall'apprezzato musicista e compositore, è stato dedicato al Maestro Marco Sofianopulo, recentemente scomparso dopo una breve malattia.
Le tre artiste sono molto diverse, quanto a temperamento, a tecnica pittorica e a scelta dei soggetti. Eppure l'esposizione offre la sensazione di un percorso unitario, nel quale il messaggio raggiunge direttamente il cuore e la mente dei visitatori.
Da Maria Antonietta, la "Creazione" dell'Isonzo
Maria Antonietta, nata e cresciuta a Gorizia prima del trasferimento a Bologna, rappresenta le mani: servono a stringere, ma anche a dividere, a donare vita ma anche a toglierla, a offrirsi ma anche a difendersi. un po' come il fiume Isonzo, alveo di popoli e culture.
Da Gianna, uno sguardo sulla sofferenza mentale
Gianna si dedica alla contemplazione dei volti scavati dal dolore e dalla segregazione, riflettendo in particolare sulla realtà dei manicomi prima della riforma del 1978 e sul ruolo liberatorio svolto da Franco Basaglia, a partire proprio da Gorizia.
   
Da Giovanna, un cammino nella storia
Giovanna racconta storie di cammino, piedi che calpestano i selciati della storia, punti di vista di viandanti che restano affascinati dai colori del Carso e dalla dolcezza dei paesi sloveni, ma che percepiscono anche il grido dei soldati morenti e l'orrore della guerra.
Straordinarie anche le immagini, trovate nella classica "cassa in una soffitta" del quartiere di San Rocco. Accompagnate da un'armoniosa musica, scorrono sulle pareti della sede una cinquantina di fotografie e cartoline d'epoca: aiutano a ricostruire la vita del territorio tra la prima e la seconda guerra mondiale, nel ricordo di momenti gioiosi e drammatici. Particolarmente interessanti le immagini dell'arrivo dei soldati americani a Gorizia, accolti da una folla festosa, con i volti segnati dalla gioia per la fine del un periodo terribile della guerra.
L'evento al Forum continua oggi, domenica, nella sede del Forum in via Ascoli 10, con l'"acquarellone", pittura collettiva a partire dalle 10.30 e, alle 15.30, la performance poetica con Gianni Fierro e altri importanti compositori goriziani.
Testo Andrea Bellavite, foto Nevio Costanzo

sabato 15 novembre 2014

Al forum gran week end, tra pittura e poesia

Tre donne a zonzo e Forum per Gorizia propongono un week end nell'arte. La sede di Via Ascoli 10 ospita una mostra d'acquarelli dipinti da tre donne che vivono a Bologna e che nel corso di un viaggio nel goriziano sono rimaste oltremodo colpite dalla storia culturale e sociale del territorio.
Le opere d'arte rappresentano alcune caratteristiche del "nostro" Novecento, i momenti di guerra ma soprattutto l'abbattimento dei muri e dei confini, tra le persone e tra gli Stati. Il percorso espositivo, breve ma molto intenso, è un'occasione di incontro. Le tre artiste infatti saranno presenti sabato e domenica, per raccontare la loro visione di Gorizia e in particolare per ascoltare idee, proposte e suggestioni dai cittadini che vorranno onorare l'iniziativa con una visita o con la partecipazione a qualcuno degli eventi collaterali in programma.
L'esposizione sarà già allestita dalle 10 del mattino, ma l'inaugurazione ufficiale è fissata per le ore 16 di questo sabato, con diversi interventi e alcuni "pezzi" musicali eseguiti dal coro Ars Musica di Gorizia. Domenica mattina, alle 10.30, la proposta di un'opera d'arte collettiva: chiunque lo desidererà potrà cimentarsi nella realizzazione di un grande acquarello, sotto la guida esperta delle tre artiste. Infine, domenica pomeriggio alle 15.30, gran finale con lo "sposalizio" tra la pittura e la poesia, con la partecipazione di alcuni valenti poeti goriziani.
Durante tutto l'orario di apertura saranno proiettate suggestive immagini, recentemente ritrovate in una soffitta cittadina: una del tutto inedita e sorprendente corsa dentro la complessa storia goriziana, tra la prima e la seconda guerra mondiale. Davvero, un'iniziativa da non perdere!

venerdì 14 novembre 2014

Romoli asfaltato (!) da Traini

E' vero. Da un po' di tempo le esternazioni di Ettore Romoli sono irresistibili.
Il consigliere comunale Traini invia un comunicato stampa ai giornali. In esso sostanzialmente critica l'assenza del sindaco alle celebrazioni del 4 novembre a Redipuglia, propone una linea politica di accoglienza piuttosto che di rifiuto nei confronti degli immigrati e richiama gli amministratori sulla situazione pietosa di Piazza Vittoria.
A tali interrogativi il piccato primo cittadino risponde:
a) E' fiero di non essere stato a Redipuglia perché ha voluto evitare l'ascolto delle "sciocchezze" che la Presidente della Camera Boldrini avrebbe di sicuro detto.
b) Traini non può definirsi amante della propria patria perché difende i diritti di coloro che vogliono venire ad abitare in essa.
c) La pavimentazione di piazza Vittoria è stata decisa nel 2001 e quindi - sembra aggiungere - "io cosa centro?".
Dunque:
. il rappresentante ufficiale di una città può rifiutarsi di essere presente a quella che forse è la più importante manifestazione nazionale sul territorio provinciale, per antipatia personale nei confronti di chi ricopre la terza carica dello Stato.
- chi ritiene più efficace la politica d'accoglienza degli immigrati invece di quella del respingimento non ama la propria patria.
- dopo 13 anni - gli ultimi sette dei quali amministrati da Romoli - le responsabilità su Piazza Vittoria sono tutte e solo di chi amministrava allora (il sindaco Valenti, sul quale - ormai inciampato sulle note questioni dei rimborsi regionali - i vecchi amici possono onorevolmente riversare ogni responsabilità!).
Un po' come l'eterna questione degli ascensori al Castello, dove i lavori sono ancora fermi, probabilmente per colpa di qualche sprovveduto amministratore del XII o XIII secolo che ha pensato di costruire un muro di recinzione senza pensare che proprio in quel luogo avrebbe dovuto transitare la funicolare.
ab

giovedì 13 novembre 2014

Rifugiati: finita l'emergenza, è il momento dei progetti

La cosiddetta "emergenza profughi" a Gorizia sembra essere per il momento rientrata. Nella sala grande del capannone di via Trieste restano solo i giacigli di un centinaio di persone trasferite nei "centri" della Lombardia, nelle stanze sovrastanti rimangono - in condizioni decisamente più umane - "soltanto" 19 richiedenti asilo, la maggior parte dei quali provenienti dall'Afghanistan. Non si capisce come il sindaco di Gorizia possa attribuirsi il merito o accusare chi comunque si è dato da fare; se fosse stato per lui, ben più di cento esseri umani sarebbero stati per oltre due mesi sulle sponde dell'Isonzo, affrontando con estremo rischio i disagi dell'inquinamento, del clima e delle piene del fiume. L'auspicio è che il trasferimento fuori dal Friuli Venezia Giulia porti giovamento agli immigrati, ma anche che la situazione maggiormente sotto controllo possa convincere gli operatori locali della necessità di passare dall'"emergenza" alla progettualità. Chi ripete che "Gorizia non deve essere la città dei profughi" (amara ironia della sorte, per una città che si è sempre distinta proprio per l'accoglienza di persone fuggite dalla propria terra per timore di persecuzioni o rappresaglie) deve adoperarsi nella ricerca di soluzioni alternative, senza continuare a gettare benzina sul fuoco di un razzismo costruito ad arte. Chi invece è convinto che Gorizia possa e debba segnalarsi come la "città dell'accoglienza", ha ora il tempo di costruire programmi e progetti sostenibili. Il lavoro non manca, nella speranza di non considerare più "emergenza" una situazione provocata dai conflitti planetari che hanno insanguinato il mondo negli ultimi vent'anni.
ab

Piccoli racconti caraibici (da Vito Dalò)

Per oggi, un piccolo racconto di Vito Dalò:
Nella regione in cui vivo, il Friuli Venezia Giulia, è da qualche tempo in atto una vera e propria "guerra" sul mais. Anche l'altro giorno un’emittente televisiva ne discuteva. Il problema è: mais transgenico, sì o no? Ho colto lo spunto per ricordare una mia esperienza di viaggio. Sul mio caminetto è collocata da anni una statuetta verde che comprai nel mercato indio, davanti alla chiesa di S. Domingo nella città di San Cristobal de Las Casas, nel Chiapas. L’indio che mi vendette la statuetta era  un Tzotzil, etnia discendente dagli antichi Maya.  Me ne innamorai subito, appena la vidi. Non trattai neanche sul prezzo che mi pareva equo, settantacinque dollari. E' una statua dipinta, con varie tonalità di verde . L’indio mi disse che il suo nome era Yum Kaa, il Dio del Mais dei Maya. Mi raccontò che per loro il Mais era ed è una pianta sacra. Quando il mais giunse in Europa, fu battezzato con diversi nomi: Granoturco, Grano Saraceno, Grano  d’Egitto, e persino Grano d’India. Chissà perché. Fu considerato cibo  per gli animali, infatti fu dato in pasto ai maiali. Non era degno delle bocche cattoliche e cristiane nonostante sia un ottimo nutrimento. Anche la patata, come il mais, nei primi decenni di arrivo dalle Americhe, era disprezzata e considerata un frutto proibito nel vecchio mondo. La patata cresceva sotto terra, dove vive il diavolo, questo era il pensiero religioso e comune in quel periodo. Per questo solo chi stava vicino al diavolo poteva mangiarla: i carcerati, i pazzi e i disabili figli del demonio. Persino i medici sentenziarono che la patata produceva la lebbra e la sifilide. Nei secoli successivi questi prodotti salvarono gli europei dalla fame. Qualcuno però si pose una domanda alla quale nessuno ha mai risposto. La domanda era: ”Se la patata e i mais sono il cibo del Diavolo, perché mai la Bibbia non li menziona?”. Io intanto continuo ad ammirare la mia statuetta sul caminetto. E penso alla saggezza dei Maya che ha dedicato al loro Dio Yum Kaa, il prodotto che li ha sempre sfamati.

mercoledì 12 novembre 2014

Al Forum, in via Ascoli 10, una mostra da non perdere!

EMOZIONI DA GORIZIA
Nella sede del Forum: pittura, dialogo, poesia, sabato 15 e domenica 16 novembre


Vernice: sabato 15 novembre ore 16.00 


Forum - Goriška.si: un ottimo incontro!

Piena consonanza di vedute tra forum per Gorizia e goriška.si. L'incontro di martedì sera ha permesso alle persone che fanno parte delle due associazioni di incontrarsi, scambiandosi idee, proposte e individuando alcuni progetti comuni. Si è rimasti tutti colpiti dall'intelligenza creativa e dalle idee chiare dimostrate da Luka Manojlovic, candidato sindaco alle ultime elezioni di Nova Gorica e dagli altri membri del suo gruppo. E ci si è sentiti un po' a disagio, constatando il fatto che tutti gli esponenti di goriška conoscono così bene la lingua italiana e nessun italiano conosce invece lo sloveno. Al di là dell'evidente e immediata consonanza si è deciso di cominciare da subito a lavorare insieme, cercando di costruire dei progetti comuni sui temi della scuola, del'informazione e dell'urbanistica. Ma ci si è detti anche tutti disponibili a sostenere in territorio italiano le idee e i percorsi che Luka e collaboratori hanno deciso di portare avanti dentro e fuori dal consiglio comunale della città. Tutti si sono sentiti abitanti della "Goriška", una regione storica e affettiva ben più che un mero dato geografico. Il prossimo appuntamento, in tempi plausibilmente brevi, si terrà a Nova Gorica dove il forum è stato invitato per portare avanti la strada appena intrapresa.

martedì 11 novembre 2014

Srečanje forum/goriška.si. Stasera l'incontro fra forum e goriška.si

Questa sera (martedì 11) nella sede del Forum in via Ascoli 10 si terrà l'atteso incontro con gli esponenti del gruppo culturale goriška.si, di Nova Gorica. La riunione nasce dalla constatazione di una singolare consonanza tra i temi e le proposte avanzate dal gruppo sloveno e quelli portati avanti dal Forum per Gorizia. Ci sarà lo spazio per un confronto aperto ed efficace, finalizzato a una maggior conoscenza reciproca e soprattutto all'individuazione di alcuni progetti culturali e politici da portare avanti insieme nel territorio di Gorizia e Nova Gorica. Sarà presente anche Luka Manojlovic, il candidato sindaco dell'associazione alle recenti elezioni amministrative del Comune sloveno: il risultato che lo ha proiettato in un del tutto inatteso ballottaggio con il sindaco uscente Matej Arčon è stata una grande sorpresa, portatrice di una ventata di novità e di impegno.

lunedì 10 novembre 2014

In ricordo di tutti gli uccisi nella prima guerra mondiale

Nel corso della celebrazione proposta lo scorso sabato dall'Arcidiocesi, il vescovo Redaelli ha voluto ricordare tutte le vittime della prima guerra mondiale. Sono stati citati i civili e i soldati, quelli schierati su un fronte e quelli sull'altro, chi ha ricevuto la medaglia di eroe e chi è stato accusato di diserzione, chi è partito convinto di servire la rispettiva patria e chi è stato falciato nella trincea "senza sapere un perché". Ricordare in questo modo la morte, accomunando gli uccisi di ogni parte e sottolineando l'assurdità della guerra, significa ribadire un giudizio di addolorata condanna di ogni catastrofe bellica, da quella che Benedetto XV definì "orrenda carneficina" e "inutile strage" alla "follia" di cui ha parlato recentemente Francesco a Redipuglia. Con pieno rispetto e stima nei confronti delle innumerevoli manifestazioni che si svolgono ovunque per ricordare i cento anni dall'inizio del conflitto, è giusto notare come l'Arcivescovo indichi l'incondizionato orrore per la violenza e la pietas per tutti i defunti quali premessa indispensabile a ogni adeguata "memoria". Un insegnamento da accogliere!

venerdì 7 novembre 2014

Con gli immigrati senza calcoli, senza timore, con tenerezza e comprensione

Come si è affrontato in questi ultimi mesi il tema dei richiedenti asilo giunti a Gorizia? Come stanno ora nei capannoni dove sono stati trasferiti dalle pericolose sponde dell'Isonzo?
Val la pena ricordare parole autorevoli che non hanno il compito di indicare indispensabili soluzioni politiche, ma di verificare l'"umanità" di atteggiamenti, prese di posizione, decisioni e linguaggi che stanno caratterizzando il "momento" goriziano e internazionale.
A distanza di un anno il problema dell’immigrazione si sta aggravando e altre tragedie si sono purtroppo susseguite ad un ritmo incalzante. Il nostro cuore fa fatica ad accettare la morte di questi nostri fratelli e sorelle, che affrontano viaggi estenuanti per fuggire da drammi, povertà, guerre, conflitti, spesso legati a politiche internazionali. Mi reco ancora una volta spiritualmente al largo del mare Mediterraneo per piangere con quanti sono nel dolore e per gettare i fiori della preghiera di suffragio per le donne, gli uomini e i bambini che sono vittime di un dramma che sembra senza fine. Esso richiede di essere affrontato non con la logica dell’indifferenza, ma con la logica dell’ospitalità e della condivisione al fine di tutelare e promuovere la dignità e la centralità di ogni essere umano.
Incoraggio le comunità cristiane e ogni persona di buona volontà a continuare a chinarsi su chi ha bisogno per tendergli la mano, senza calcoli, senza timore, con tenerezza e comprensione. Al tempo stesso, auspico che le Istituzioni competenti, specialmente a livello Europeo, siano più coraggiose e generose nel soccorso ai profughi.
Francesco, Messaggio all'Arcivescovo di Agrigento, 23 giugno 2014

mercoledì 5 novembre 2014

Quando si può usare lo stemma del Comune...

Solo un piccolo promemoria, dal sito del Governo, che propone la risposta a domande frequenti in tema di araldica: http://www.governo.it/Presidenza/onorificenze_araldica/araldica/faq.html

11) Per pubblicizzare un prodotto commerciale si può sfruttare l’immagine dello stemma di un Ente? 
Assolutamente no. Lo stemma è un bene immateriale dell’Ente ed è salvaguardato dalle leggi dello Stato alla stregua del cognome delle persone e di altri diritti immateriali.

12) Una Associazione di volontariato può usare come logo lo stemma del Comune dove ha sede? 
E’ fatto divieto assoluto di appropriarsi dello stemma del Comune, ciò anche se le finalità sono umanitarie, senza scopi di lucro; pur se approvate dal Comune stesso.

13) Per una manifestazione culturale una Associazione onlus ottenendo il patrocinio del Comune, sulla locandina di presentazione può inserire lo stemma comunale? 
Può essere presente lo stemma dell’Ente patrocinante, ma ne va richiesta comunque l’autorizzazione all’Ente stesso.

martedì 4 novembre 2014

Una nuova Università, tra gli edifici del Comune a Gorizia?


Ben vengano iniziative finalizzate a far crescere il livello culturale di una città come Gorizia. E ben vengano volti nuovi e giovani a favorire la nascita e la crescita di nuove possibilità di ricerca scientifica e approfondimento accademico. Il post non riguarda l'opportunità di una simile iniziativa privata, ma la sua collocazione in un ambiente che è quanto di più "pubblico" ci si potrebbe immaginare.
E' stata infatti solennemente inaugurata l'Università Popolare di Gorizia che ha sede al piano terra dell'edificio del Comune di Via Garibaldi 7.
Sul palazzo, dove sono ubicati molti uffici comunali, campeggia già da qualche giorno l'invitante scritta UNIVERSITA' POPOLARE DI GORIZIA, "patrocinata" dallo stemma dello stesso Comune.
L'iniziativa è ampiamente descritta nel sito www.unigo.it ed è stata presentata alla stampa un paio di settimane fa, nella Sala Bianca del Municipio, presente il vicesindaco Sartori.
Sulla base di quale delibera i pubblici locali sono stati affidati a tale istituzione? La 181/2014, del 4 settembre 2014, emessa sulla base della manifestazione d'interesse da parte del soggetto interessato.
In essa si afferma che per ricevere in affitto i locali "in uso promiscuo al 50%" - 126 mq per 350 euro al mese più 2080 di oneri accessori - occorre tra l'altro essere un'Associazione senza fine di lucro svolgere attività di: 
attivazione di servizi informativi, comunicativi e divulgativi, finalizzati all’arricchimento dell’attrattività complessiva della Città nello specifico e richiesto contenuto di cittadella universitaria multidisciplinare con un utilizzo che privilegi il collegamento e le possibili interazioni con le realità già presenti sul territorio, con particolare riferimento al 
potenziamento dell’offerta formativa e didattica della presenza universitaria e al suo 
possibile sviluppo, all’interno del già avviato percorso di potenziamento.
Fino a questo punto non c'è nulla da eccepire, salvo appunto il dubbio sull'opportunità di affidare a un ente privato dei locali nell'edificio del Comune, accanto a uffici che "servono" gli interessi di ogni cittadino.
Non si intende in alcun modo entrare in merito alla qualità e all'interesse delle materie proposte, bensì porre alcuni interrogativi al Comune di Gorizia che affitta a un ente privato i propri locali.
Sull'assenza dei fini di lucro, occorre consultare lo statuto e l'atto costitutivo del... Del cosa? Mentre in tutti i siti e nei libretti annuali delle "Università delle Terza Età" o delle "Tre Età" - ma anche in quelli di altre Università Popolari, come ad esempio quella di Trieste - sono facilmente reperibili statuto e atto costitutivo ed è riportata con evidenza la ragione sociale (per esempio di APS senza scopo di lucro per quanto concerne Ute e Unitre), dalla consultazione del sito dell'Università Popolare di Gorizia risulta per il momento impossibile risalire agli uni e all'altra. Di certo è che l'attività è presentata sui giornali come quella di un'"Università", ma il soggetto che sottoscrive l'accordo con il Comune risulta essere una non meglio specificata "Associazione". E' possibile saperne qualcosa di più?
In secondo luogo, le possibili interazioni con le realità già presenti sul territorio, sono già in atto o - come sembra dalle parole dei responsabili riportate oggi sul quotidiano locale - sono ancora appunto "possibili", cioè per il  momento inesistenti e in fase di costruzione? Il dubbio è lecito: scorrendo l'elenco dei corsi proposti, davvero le istituzioni accademiche cittadine potrebbero concepire la nuova "Università" come "complemento" al servizio della loro offerta formativa (il che giustificherebbe l'assegnazione dei locali) e non come "concorrenza sponsorizzata" nei confronti loro e di altri istituti privati goriziani che tra i loro corsi ne offrono molti assai simili, quanto a contenuti e a percorsi di ricerca?
Un'ultima domanda - almeno per il momento - si possono usare lo stemma e il logo del Comune non in quanto semplice compartecipazione, ma come parte integrante dello stemma e del logo di un'iniziativa privata?
Si resta in attesa di una risposta a questi interrogativi, per metterla a disposizione dei tanti lettori che passando davanti all'edificio di Via Garibaldi 7 si sono chiesti che cosa sia questa "Università Popolare di Gorizia", con evidente entusiasmo condivisa dall'amministrazione comunale.
ab

lunedì 3 novembre 2014

Una bella escursione a piedi: il Sabotino

Nebbie mattutine sulla valle del Vipacco

Rocce sotto la vetta

L'Isonzo dal Sabotino. sullo sfondo la sella di Grgar
Spesso si cercano lontano luoghi, suoni e colori in grado di riconciliare la mente e il cuore con la quotidianità dell'esistenza. Chi vive a Gorizia non ha questo problema: il mare è a venti chilometri, l'altipiano coperto da freschi boschi a venticinque, l'alta montagna a sessanta. Ma ci sono posti che si possono raggiungere anche a piedi, partendo dalla propria casa, un paio d'ore al massimo dal centro della città. E' il caso del Sabotino, la cui vetta può essere raggiunta da Solkan attraverso la "via sud", che inizia circa duecento metri dopo il ponte stradale. In autunno il sentiero si inerpica circondato dal rosso sommaco e conduce alla cresta dopo aver offerto la possibilità di una sosta presso l'antico eremo di San Valentino. Il passaggio sulla sommità (609 metri) consente di ammirare un panorama stupendo, da una parte verso Gorizia, la pianura e il mare, dall'altra verso il Monte Santo e le Alpi Giulie. Presso i rifugi in territorio sloveno, raggiungibili anche in bicicletta con un non troppo ripido percorso di circa 20 km attraverso San Floriano, Kojsko e Goniače, si possono visitare le impressionanti fortificazioni della prima guerra mondiale. E poi si può scendere per un ripido sentiero, la via nord, fino al livello dell'Isonzo e rientrare al ponte di Solkan, percorrendo quella che tra breve sarà una parte importante della pista ciclabile dalla foce alla sorgente. Insomma, in una giornata di Sole, è possibile immergersi nella natura e nella storia e tornare a casa rinrancati e rasserenati. Buon cammino!
ab

sabato 1 novembre 2014

La questione dei rifugiati risvegli la sinistra goriziana

Come facilmente prevedibile, le dichiarazioni del prefetto Zappalorto intorno ai richiedenti asilo "furbetti" hanno suscitato perplessità ed esplicita contrarietà, sia da una parte del mondo politico che da quelli del volontariato e dell'assistenza. La vicenda dei rifugiati sull'Isonzo, balzata all'onore delle cronache solo dall'inizio di settembre, è emblematica e introduce numerose più generali riflessioni. L'affermazione del rappresentante del governo secondo il quale "il Cie sarà riaperto" riempiono poi chi ha seguito queste vicende da anni, di preoccupazione e di stupore. Chi può avere interesse a riaprire strutture troppo simili ai lager, chiuse dopo la constatazione della loro disumanità e pericolosità?
E' evidente che le normative sull'immigrazione e sulla richiesta d'asilo sono da riformare, dal momento che il fenomeno migratorio attuale ha caratteristiche e dimensioni molto diverse rispetto a quelle del periodo in cui sono state emanate le (già allora) famigerate leggi.
E'evidente che nonostante sia passato un bel po' di tempo, le realtà locali non hanno mai preso sul serio la questione, salvo poi "risvegliarsi", lamentandosi, nel momento di quella che difficilmente potrebbe essere definita un'imprevedibile emergenza.
E' evidente che la situazione goriziana è caratterizzata da un'ulteriore forma di confusione: la prefettura non riesce a svolgere un'opera di efficace coordinamento tra gli enti e realtà locali che sembrano disposti a compiere soltanto il minimo sforzo, possibilmente con il massimo di rendimento. Il sindaco Romoli e tutto il "suo" centro destra sono passati dall'"ignoranza" assoluta del problema al ritornello secondo il quale "Gorizia non deve diventare la città dei profughi", senza produrre - almeno per il momento - altre proposte che non siano incentrate sul "ci pensino gli altri".
In questa situazione la sinistra e il centro sinistra di Gorizia, confortati dalle costruttive scelte del tandem provinciale Gherghetta-Cecot, potrebbero smarcarsi dalle posizioni di chiusura dei tradizionali avversari politici. Potrebbe essere il momento di cambiare marcia e direzione, ribadendo la vocazione di Gorizia quale "città dell'accoglienza e della fraternità", cercando forme e strutture adeguate per realizzare questo obiettivo. "Potrebbe", se questa parte politica ha ancora un minimo di forza, creatività e è passione.
ab