lunedì 30 giugno 2014

Punto nascita e Tribunale: due facce della stessa medaglia

Riguardo al Punto Nascita, si sono già espressi su questo blog dei punti interrogativi irrisolti: la "verità" della questione sicurezza, la necessità di distribuire le risorse anche e soprattutto sull'assistenza domiciliare, il mancato ormai pluriennale funzionamento del Gect. L'Associazione Essere Cittadini esprime legittimamente un parere diverso, ma il seguente intervento tocca problematiche più ampie e generali, sulle quali realmente vale la pena di discutere. Anche nella differenza di opinioni sui singoli problemi: non buttandola in rissa politica, come sembrano testimoniare le cronache sui quotidiani, ma parlandone serenamente, con competenza e criticità.
C’è un filo conduttore che unisce indissolubilmente la vicenda della chiusura del punto nascita presso l’Ospedale o, meglio, quel poco che resta ormai della struttura goriziana (c'è da chiedersi se si possa ancora parlare di “ospedale”!), e la decadenza inesorabile – a quando la chiusura?- del tribunale. Il legame  - tra queste  ed altre simili vicende tra cui la scarsità di risorse per l’edilizia scolastica tanto per citarne una – è facilmente individuabile: la classe politica goriziana che ha governato negli ultimi 30 anni. Se c’era e c’è un motivo per cui la Costituzione italiana ha riconosciuto alla Regione FVG uno Statuto speciale è proprio dato dalla situazione di quei territori, la provincia di Gorizia e quella di Trieste, situati sul confine nazionale e così drammaticamente penalizzati dalle note vicende belliche. Oggi i governi regionali, di destra e sinistra, non solo invocano per i loro interessi di partito la specialità della nostra Regione ma, nello stesso tempo, perseguono con determinazione il progetto dell’eliminazione dalla geografia regionale, della Provincia di Gorizia e, in particolare, della città di Gorizia, quale realtà politica, amministrativa e storico-culturale, un tempo tenuta in ben altra considerazione…ma erano, appunto, altri tempi. Motivo? I territori "di periferia", le "minori realtà locali" sono un intollerabile e insopportabile fonte di sperpero per le avide e insaziabili lobbi politiche più forti. E così tutti a ripetere quell'insopportabile e insignificante frase: "Gorizia non ha i numeri!" . Frase troppe volte orami ripetuta proprio dai politici locali a cui è affidato il compito di portare avanti l'ingrato ma ben remunerato compito di affossare la terra che rappresentano.
All’ultimo convegno sulle sorti del tribunale è emerso in tutta evidenza l’imbarazzo dei rappresentanti del PD (parlamentari, assessori regionali, politici locali) di fronte ad un problema a cui la loro appartenenza politica, di fatto, inibisce ogni iniziativa: o con il partito o con le ragioni, in questo caso, nemmeno di Gorizia, ma addirittura della Giustizia (ricordiamo l’ampliamento della competenza territoriale del tribunale di Gorizia – che ne avrebbe risollevato le sorti – non è un privilegio chiesto da Gorizia ma l’evidente strumento di riassetto e riequilibrio della gestione giudiziaria della Regione FVG).
Sul punto nascita la situazione non cambia, da una parte il centro destra che in vent’anni ha di fatto, lavorato per la distruzione della sanità goriziana (senza tornare alle vicende dell’ospedale, basti pensare alla riforma Tondo votata dal centro destra goriziano) e dall’altra il centro sinistra che grazie ai voti dei goriziani – molti dei quali pensiamo ricevuti proprio con un preciso mandato sul tribunale e sul punto di nascita – oggi governa la Regione ma che, proprio sul tribunale e sul punto nascita (meglio, su tutta la sanità goriziana), in nome di irrazionali e menzogneri principi, senza alcun fondamento socio-giuridico per il tribunale e scientifico per il punto nascita, dà a Gorizia e a tutto l’isontino, il colpo di grazia. In tal senso la Presidente Serracchiani ci appare in perfetta sintonia con il  “renziano” governo del fare e del fare velocemente. Complimenti!
Il punto nascita, come abbiamo già espresso, deve rimanere sia a Gorizia che a Monfalcone, un unico reparto con due sedi e relative strutture di supporto alla maternità e alla pediatria; si mettano i soldi anzi per potenziare le sedi in termini di adeguamento delle strutture e potenziamento del personale: gli sprechi della sanità sono ben altri e a tutti noti! Anche in questo caso non si chiede un privilegio, ma un diritto imprescindibile per una comunità, quello della nascita.
Come Associazione di cittadini ci appelliamo al popolo goriziano affinchè alle prossime elezioni abbia memoria di siffatti eventi: si voti chiunque ma non chi ha combinato tutti questi danni e segnato la fine politica, sociale e economica del territorio in cui siamo nati e viviamo, cioè gli attuali partiti del centro sinistra e quelli del centro destra che hanno governato precedentemente!
Infine rinnoviamo il nostro invito agli attuali  politici locali di restituire le loro tessere ai rispettivi partiti – si proprio quelli di cui sopra – e di dedicarsi allo sport, al giardinaggio, insomma vedano loro a che cosa, per lasciare ad altri cittadini, associazioni e agli  altri partiti che non hanno partecipato a questo trentennale scempio, la libertà di gestire in un modo diverso questa comunità: faranno meglio o faranno peggio? Non è possibile dirlo, ma l’alternanza è un cardine della democrazia altrimenti si ha la dittatura.
Associazione Essere Cittadini Gorizia

Il museo dell'autostop a Kanal


Da alcuni mesi è aperto a Kanal ob Soči un piccolo museo, interessante e originale quanto colui che lo ha allestito: Miran Ipavec, già imprenditore, sindaco del paese e soprattutto appassionato autostoppista. Le due stanze si trovano presso il famoso ponte e raccontano "un secondo luce", cioè i 300mila chilometri percorsi sulle strade di tutta Europa con il sistema del pollice verso. Il personaggio, autore di un bel libro di racconti di viaggio che sarà presto pubblicato anche in lingua italiana, è disponibile a "guidare" i visitatori, illustrando i suoi cimeli e, per i più piccoli, impegnandoli in divertenti ed istruttivi giochi geografici. In tempi di smarrimento antropologico, anche una riflessione sull'autostop può portare una ventata di fiducia, oltre che, per chi è oltre gli "anta", un po' di nostalgia del tempo che fu...

Ancora una strage nel Mediterraneo

Altro barcone alla deriva, nuova strage di migranti. Esseri umani, ciascuno unico e irripetibile, degni dello stesso rispetto di ogni altro, morti per asfissia nella stiva dei pescherecci dei trafficanti.
Intanto i redattori goriziani de Il Piccolo hanno pubblicato ieri le immagini dei lavori che si stanno svolgendo all'interno del famigerato Centro di Identificazione ed Espulsione di Gradisca: le gabbie sono state ancor più rafforzate e soprattutto è stato confermato che il sito non solo non è chiuso per sempre, ma riaprirà presto e sarà molto peggiore di prima.
Ecco il trattamento riservato a chi rischia (e spesso trova) la morte nel Sahara o nel Mediterraneo: una specie di lager, dove si può stare rinchiusi per un anno e mezzo, pur senza aver compiuto alcune reato. Davvero indegno di un paese se-dicente civile...

domenica 29 giugno 2014

Crisi economica ed emergenza-casa: più aiuti alle famiglie

Tempo di approvazione del bilancio comunale. Ecco un'importante proposta per il bene delle famiglie goriziane...
Aiutare le numerose famiglie attanagliate da difficoltà economiche sempre più gravi, destinando a questo scopo una parte del milione di euro di maggiori trasferimenti che arriveranno al Comune dalla dalla Regione: è quanto propone il Partito democratico attraverso due emendamenti tra quelli presentati al bilancio di previsione (25 in tutto da parte del Pd), che sarà votato lunedì e martedì prossimi.
Il motivo della proposta è il doppio grave effetto della crisi economica: l'aumento della disoccupazione estende le situazioni di indigenza, in cui si trovano risucchiate anche molte famiglie che appartenevano al ceto medio, e contemporaneamente vengono tagliate impietosamente le risorse pubbliche destinate all'assistenza sociale, proprio quando ce ne sarebbe più bisogno. Il Comune di Gorizia non fa eccezione: nell'ultimo anno sono aumentate del 20% le persone che hanno chiesto aiuti, sussidi, contributi, e le le risorse per l’assistenza provenienti dalla Regione quest'anno sono in calo quasi del 3%. In questo quadro ci pare doveroso che il Consiglio comunale, nel destinare la cifra di 1.020.000 euro in più che otterrà dalla Regione, non dimentichi le fasce più deboli, dando ossigeno al settore del sociale.
Perciò proponiamo innanzitutto di aumentare di 100mila euro, rispetto alla proposta di bilancio della Giunta, i contributi economici del Comune, sia ordinari che straordinari, per le famiglie che versano in gravi difficoltà economiche. Per mantenere il livello delle risorse destinate a questo scopo nell'ultimo anno sarebbe necessario un aumento di almeno 50mila euro.
Il secondo emendamento riguarda l'emergenza-casa: chiediamo di accrescere di 50mila euro i contributi per l'abbattimento dei canoni di affitto per le famiglie in difficoltà. Indicativo della situazione di crisi è il fatto che fino a 5-6 anni le domande per accedere a questi contributi per l'80% erano di cittadini extracomunitari, mentre oggi la maggioranza sono di nuclei familiari autoctoni. L'assessore al welfare Silvana Romano aveva rimarcato che “sarebbero necessari più stanziamenti” per rispondere alle richieste. Il Comune compartecipa con una sua quota ai finanziamenti regionali per il sostegno alle locazioni nel proprio territorio, e per mantenere il contributo comunale sui livelli del 2013 (12%) sarebbe necessario un aumento almeno di 20mila euro delle risorse a ciò destinate nel bilancio.
In Italia in dieci anni gli sfratti sono raddoppiati, raggiungendo nel 2013 la cifra record di 70.000, e la nostra provincia è la seconda in regione per gravità del fenomeno, con un aumento di sfratti del 20% rispetto all'anno precedente. Nel 90% dei casi il motivo dello sfratto è il mancato pagamento dell'affitto: da 8 mesi esiste un fondo sociale nazionale per la morosità incolpevole, ma manca ancora il decreto attuativo.
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd di Gorizia

venerdì 27 giugno 2014

Sarajevo, nella vigilia dei 100 anni...

L'Arciduca Francesco Ferdinando, con la moglie Sofia e i figli

Gavrilo Princip

Il ponte di  Sarajevo, teatro dell'attentato del 28 giugno 1914
Cento anni. Cento anni sono passati dall'attentato di Sarajevo, la scintilla che porterà poco dopo allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Milioni di morti, distruzioni a catena e l'avvio di un processo venefico che insanguinerà ancora, e ancor di più, il XX secolo.
Un ricordo, alla vigilia di questo giorno, con le parole di Benedetto XV, scritte il 28 luglio 1915, un anno dopo...
"Scongiuriamo Voi (governanti) a porre termine finalmente a questa orrenda carneficina, che ormai da un anno disonora l'Europa. E' sangue fraterno quello che si versa sulla terra e sui mari! Le più belle regioni dell'Europa, di questo giardino del mondo, sono seminate di cadaveri e ruine: dove poc'anzi fervevano l'industrie opera delle officine e il fecondo lavoro dei campi, ora tuona spaventoso il cannone e nella sua furia demolitrice non risparmia villaggi, né città, ma semina ovunque e strage e morte (...) Né si dica che l'immane conflitto non può comporsi senza la violenza delle armi. depongasi il mutuo proposito di distruzione, riflettasi che le Nazioni non muoiono: umiliate e oppresse, portano frementi il giogo loro imposto, preparano la riscossa e trasmettono di generazione in generazione un triste retaggio di odio e di vendetta".
Fosse stato ascoltato!!!

La Chiesa di Francesco alla prova delle relazioni

Nel prossimo mese d'ottobre, la Chiesa cattolica celebrerà l'atteso Sinodo sulla famiglia. L'Instrumentum Laboris, il testo base della discussione, offre spunti molto innovativi. La linea Francesco sembra trovare importanti consensi.
La prima grande novità consiste nel metodo di preparazione: non più la commissione di porporati e laici più clericali dei preti, ma un'inchiesta generale tra i fedeli. Il questionario proposto in tutte le comunità ecclesiali del mondo - accolto con molta freddezza solo nella Chiesa Italiana - ha consentito di farsi un'idea di ciò che "pensa" realmente la gente che frequenta le parrocchie e di ricavarne spunti molto importanti.
Ecco qualche esempio, tratto dall'importante documento preparatorio.
Non si propone la legittimazione del "matrimonio gay", ma si sottolinea la necessità di un'"attenzione pastorale alle coppie dello stesso sesso": ciò significa un formale riconoscimento all'esistenza e all'intrinseca bontà della "coppia" e non soltanto l'invito alla delicatezza nei confronti della "singola" persona omosessuale.
Non si parla più di "matrimonio sbagliato", in riferimento a quello successivo al primo e indissolubile. "La pastorale familiare - si afferma - lungi dal chiudersi in uno sguardo legalista, ha la missione di ricordare la grande vocazione all’amore a cui la persona è chiamata, e di aiutarla a vivere all’altezza della sua dignità”. E ancora:  "La misericordia di Dio apre alla continua conversione e alla continua rinascita", dove viene superato il concetto di trasgressione e proposto quello - antropologicamente pregnante - di "rinascita".
Infine, una nota filosofica che dovrebbe far sobbalzare sulle sedie tutti i convinti sostenitori del ratzinger-pensiero: "il concetto di “legge naturale” “risulta essere come tale, oggi nei diversi contesti culturali, assai problematico, se non addirittura incomprensibile”. E' un'affermazione che per i più sembrerà ovvia, in realtà potrebbe portare delle conseguenze enormi, tali da prefigurare una nuova sintesi teologica, non più legata ad Aristotele e Tommaso d'Aquino. E, con ogni probabilità, potrebbe aprire una nuova epoca di relazioni costruttive: una Chiesa libera e liberante in un mondo contemporaneo non più luogo del venefico relativismo, ma spazio dell'incontro, del dialogo, della giustizia e della pace.
Andrea Bellavite

Campionato goriziano di "sparapromesse"

Ma gli intoppi non dovevano essere rimossi entro "brevissimo tempo" e i lavori conclusi, "forse", "entro il 2014"?
Sic dixit Romoli non più tardi di un paio di mesi fa. Ieri, a quanto riferiscono i quotidiani locali, ha affermato che gli intoppi dovrebbero essere rimossi "entro brevissimo tempo, anche se non prima di settembre" e i lavori conclusi entro "metà 2015". Si riferisce naturalmente agli ascensori al Castello di Gorizia, pozzo mangiasoldi e mangiatempo, in ritardo ormai di tre anni sulla tabella di marcia.
E' lecito attendersi che l'ennesima previsione del Sindaco, nella prossima occasione utile, sarà che gli intoppi dovrebbero essere rimossi "entro brevissimo tempo" e che i lavori si concluderanno "entro la fine del 2015"?
Insomma, langue il "volano del turismo goriziano", mentre il Castello - sono parole del Sindaco - riscontra un aumento di visitatori del 60% rispetto all'anno scorso. Il numero assoluto non viene fornito, non giustificherebbe una spesa enorme (ascensori) per una media - ammesso e non concesso che venga utilizzato dal 100% degli ospiti per superare i 60 metri di dislivello - di 5-6 visitatori all'ora. La ragguardevole crescita percentuale compensa in realtà la perdita del 2013, quando la fine dei lavori per la risistemazione della Via d'Alviano e la realizzazione della ristrutturata Piazza Seghizzi rendevano pressoché irraggiungibile il portone del maniero.
Perché spararle sempre grosse, quando basterebbe riconoscere umilmente che sugli ascensori al Castello si è sbagliato proprio tutto: progetto, previsioni, proiezioni, valutazioni sull'impatto ambientale, numero di residuati bellici, rilievi archeologici, struttura geologica del colle, ecc.? Con buona pace dei contribuenti-aventi diritto al voto, che comunque hanno voluto a maggioranza la bicicletta (Romoli) e ora non possono far altro che pedalare...
ab

giovedì 26 giugno 2014

Alberi ai Giardini, scelta ecologica o "avviso" ai naviganti?

Ma gli alberi piantati nei Giardini Pubblici fanno parte della strategia di Romoli, quella cioè di portare tutte le attività culturali cittadine in quello che lui definisce il "salotto buono" di Piazza Vittoria?
Si piantano alberi dove già ci sono, ostacolando fior di attività che si svolgono serenamente all'ombra, per portare la gente dove gli alberi proprio non ci sono, nella piazza d'armi che un tempo fu il Travnik (o Traunik, come simpaticamente sottolinea un altro interessante blog goriziano).
Non è che sia un tentativo di intimidire chi svolge attività, soprattutto chi per qualche giorno all'anno trasforma i Giardini Pubblici in evento internazionale sulla Storia, un siluretto lanciato per costringere gli organizzatori a emigrare sull'arido selciato davanti a sant'Ignazio?

R-estate a Gorizia

E poi dicono che l'amministrazione comunale di Gorizia fa molto poco! In realtà dai quotidiani odierni veniamo a sapere alcune sorprendenti verità.
1. Il prossimo giornale locale si chiamerà probabilmente "L'Arena di Gorizia", data la nuova costruzione che dovrebbe sorgere nella Piazza Grande. Una gran bella notizia, polesani e veronesi sono avvisati, non sono più gli unici custodi di maestosi anfiteatri... Naturalmente ci sarà solo in estate, e (forse) dalla prossima estate, perché in questa "alcune manifestazioni non siamo riuscite a portarle in Piazza Vittoria" (così il Romoli). 
2. Poi il Comune ha presentato una serie di attività straordinariamente interessanti, dal Festival Vegetariano alla rassegna Amidei, dai  concorsi corali alle manifestazioni del folklore. Non si è capito bene quale sia il ruolo specifico del Comune, se non quello di fornire il normale servizio tecnico organizzativo e una bacheca per far conoscere iniziative e tempistiche. Ma, visto che il tutto viene presentato come una prova della "bontà" amministrativa, perché non inserire anche l'apertura serale delle gelaterie, le vacanze in Istria della signora Maria, l'orario delle Messe domenicali e- già che ci si è - lo scorrere dell'Isonzo dalla sorgente alla foce o il prevedibile spettacolo dei temporali estivi?
3. L'assessore alla cultura (cioè il sindaco nonché assessore ai lavori pubblici), promette naturalmente l'evento clou per ricordare il centenario della "Grande Guerra" (si consenta l'uso di questa orribile espressione, evitata finché possibile, ma qui virgolettata in quanto citazione). Quale che sia, non si capisce bene: mentre Cormons prepara il prossimo week end nel ricordo dei 100 anni di Sarajevo, Redipuglia si appresta a ricevere Muti e Napolitano, in settembre addirittura il Vescovo di Roma Francesco, Gorizia è ancora in attesa... del programma per i cento anni dall'8 agosto 1916, probabilmente per i "nostri" il resto non conta poi molto.
Insomma, "r-estate a Gorizia" (non se ne può più di questi giochi di parole...) è una raccolta di proposte già da tempo collaudate e un'occasione per invocare un nuovo assessore alla Cultura, degno di questo nome.


Per i nostri figli scuole sicure, funzionali e belle

Per chi non lo ha letto sul Piccolo, ecco il comunicato stampa del centro sinistra goriziano relativo al bilancio e all'edilizia scolastica:
Stanziare una buona parte del tesoretto Iris per l'edilizia scolastica: è questa una delle proposte principali che lanciamo in vista del voto sul bilancio previsionale 2014. Le risorse che dedichiamo alle scuole sono lo specchio del futuro che prepariamo per i nostri figli e per l'intera società, perciò garantire delle scuole sicure, funzionali e belle dev'essere una priorità per ogni amministrazione.
Ebbene, secondo la mappatura realizzata dal Comune di Gorizia per il “Piano provinciale dell'edilizia scolastica”, pubblicato nel febbraio 2013, servirebbero ben 16 milioni e 625mila euro per realizzare tutti gli interventi necessari di adeguamento, messa a norma e ristrutturazione degli attuali 24 edifici scolastici di competenza del Comune, tra scuole dell'infanzia, elementari e medie.
Il Comune in questi anni ha già avviato alcuni degli interventi necessari, ma moltissimo resta da fare: nel 2013 sono stati stanziati 1 milione e 260mila euro per interventi sulle scuole esistenti, e la proposta della Giunta per il bilancio del 2014 prevede a questo scopo solo 250mila euro: decisamente troppo poco. Noi proponiamo di quadruplicare questa cifra, attraverso ulteriori 600mila euro presi dal tesoretto Iris.
È noto che la vendita del settore energia di Iris ha fruttato parecchi soldi ai Comuni della nostra provincia, che nel 2014 incasseranno l'ultima tranche: a Gorizia spetteranno circa 3milioni di euro. Nella proposta della Giunta sull'utilizzo di questi soldi ci sono dei lavori che ci sembrano meno prioritari rispetto a quelli delle scuole. Ad esempio si prevede di ristrutturare l'edificio comunale di via Mazzini, adiacente al Municipio e oggi vuoto, per facilitare in futuro il trasferimento degli uffici comunali oggi collocati nella sede di via Garibaldi, anch'esso di proprietà del Comune. Ma se fino a qualche tempo fa pareva che la Questura fosse molto interessata a subentrare nell'edificio di via Garibaldi pagando l'affitto, oggi questa eventualità si sta allontanando, e quindi non ha molto senso spendere fior di quattrini per ristrutturare l'edificio di via Mazzini al fine di liberare dai dipendenti comunali l'edificio di via Garibaldi, rischiando di lasciarlo vuoto e abbandonato al degrado.
Prevediamo quindi di stralciare 450mila euro da questo lavoro, 100mila da una riserva destinata ad interventi generici sul patrimonio comunale e 50mila euro (su 750mila) dai lavori per ristrutturare il Lenassi: in questo modo si libereranno 600mila euro per venire incontro ai bisogni delle scuole della città. Ci auguriamo che anche la maggioranza riconosca l'opportunità di questo emendamento che persegue il benessere e la sicurezza dei tanti bambini e ragazzi che frequentano le scuole della nostra città.
Giuseppe Cingolani a nome dei Gruppi consiliari del centrosinistra: Pd, Gorizia è tua, SEL; IdV, Federazione della Sinistra.

martedì 24 giugno 2014

Meglio tardi che mai...

Il copione è sempre lo stesso, da decenni.
Uno dei pezzi sopravvissuti dalla Gorizia dell'assistenzialismo postbellico viene staccato e si producono più o meno sempre gli stessi effetti. Centro sinistra e centro destra. Ci si straccia le vesti, si inveisce contro Trieste e Udine, un po' contro Monfalcone e un po' meno contro la Slovenija, dal sostegno della quale ci si attende qualche aiuto inatteso. Chi non ricorda le infuocate assemblee all'(ormai chiuso) Auditorium di Via Roma nella breve epoca brancatiana? E come non ricordare le performance podistiche e le minacce di occupazione del governo regionale nella più recente e ormai lunga era romoliana?
Risultato di queste vibranti proteste? Nessuno, solo l'attesa del taglio successivo.
Eppure... Eppure Gorizia avrebbe potuto prosperare, invertire il declino e anche l'impietosa sequenza dei numeri che parlano di un impressionante calo demografico. Lo avrebbe potuto, se i cittadini e i loro rappresentanti politici avessero preso sul serio due possibilità: quella di collaborare con i vicini comuni sloveni e gli altri della sopprimenda provincia, non sull'una o sull'altra iniziativa, ma sull'elaborazione di un progetto unitario, di un punto franco internazionale; e quella di individuare una o due specifiche qualità sulle quali investire tempo ed energie, non "contro" gli altri cattivoni che vogliono papparsi tutto ciò che resta, ma "insieme" ad essi, chiedendo e ottenendo sostegno.
Non è un'idea nuova, qualcosa si era mosso oltre una ventina d'anni fa, quando con lungimiranza Darko Bratina aveva preconizzato le conseguenze degli allora ancora incredibili, ma già prossimi scenari geopolitici e aveva - insieme ad altri - proposto il progetto di una sanità transfrontaliera incentrata su pochi e iperspecializzati reparti e discipline. La sciagurata scelta del San Giovanni di Dio - sottoscritta anche da chi, allora seduto nelle stanze decisionali della Regione, oggi si propone come il campione locale di stracciamento di vesti - segnò la fine di quell'illuminata prospettiva.
E' troppo tardi? tardi di sicuro è, ma forse non troppo. Ci sono due anni e mezzo di tempo per dare forma a un progetto politico per il territorio goriziano, condiviso con i "vicini" e sostenibile in sede elettorale, sia a Gorizia che a Nova Gorica. Un progetto da centravanti e non da difensori o portieri, per usare anche in questo contesto la stra-abusata metafora in tempo di "mondiali".
ab

lunedì 23 giugno 2014

Il due di coppe

La generazione italiana nata negli anni '50 e '60 è molto particolare. I suoi membri non hanno ancora finito di sentirsi dire di non potersi accollare responsabilità perché "troppo giovani e privi di esperienza" che hanno cominciato a sentirsi dire di essere "troppo vecchi e da rottamare". Osservati con diffidenza dai più anziani, con fastidio dai più giovani. Ci si può accontentare, eccome, di aver vissuto il boom economico, tecnologico e politico, di non essere stati coinvolti in guerre o di non aver neanche immaginato cosa sia la fame. Ma dal punto di vista dell'incidenza sui processi di sviluppo del mondo... come il due di coppe quando briscola è bastoni!
ab

domenica 22 giugno 2014

Estendere gli abbattimenti della tariffa rifiuti per le famiglie povere

Ecco un assai condivisibile emendamento:
Estendere l'abbattimento della tariffa rifiuti per le famiglie in forti difficoltà economiche: è questo uno degli emendamenti più importanti che il Pd presenterà al regolamento sulle imposte comunali per il 2014, che verrà votato nel Consiglio del 30 giugno. Il sindaco si era impegnato già un anno fa su questa mia proposta, ma nel regolamento sulle tariffe dei rifiuti elaborato dalla Giunta non ve n'è traccia. L'obiettivo è alzare la soglia che permette di avere diritto agli abbattimenti, fissata a un ISEE annuo di 6.448 euro nelle previsioni della Giunta e portata nella mia proposta a 8.238 euro: si tratta di persone che spesso vivono al di sotto della soglia di povertà assoluta. Il sindaco un anno fa non aveva inserito il mio emendamento nel regolamento 2013, ma lo aveva accolto come ordine del giorno, impegnandosi a vagliarne la fattibilità per il 2014. Grazie alla disponibilità operosa degli uffici comunali, abbiamo verificato che l'emendamento è accoglibile per quest'anno, dunque torneremo alla carica, nella speranza che il sindaco tenga fede all'impegno.
C'è da ricordare che le tariffe sui rifiuti possono risultare molto pesanti per le famiglie che si trovano in condizioni di povertà: ad esempio una famiglia di 3 componenti che vive in una casa di 70 metri quadri nel 2014 dovrà pagare ben 230,88 euro.
Le famiglie prostrate dalla crisi economica sono sempre di più, e dunque aumenta il numero di coloro che chiedono aiuto. Nel 2012 erano state 200 le persone che avevano ottenuto l'esenzione dalla tariffa rifiuti, aumentate a 459 nel 2013: per venire incontro ai loro bisogni il Comune aveva utilizzato 112mila euro. Nel presentare l'emendamento, quindi, chiederò anche che lo stanziamento annuale previsto a bilancio dal Comune sia ampliato, in modo da garantire la completa copertura delle tariffe pagate dai nuclei familiari che avranno diritto all'abbattimento. Il milione in più che il Comune di Gorizia riceverà dalla Regione, notizia dei giorni scorsi, potrà permettere di venire incontro alle famiglie oggettivamente più bisognose.
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd di Gorizia

Punto Nascita: qualche domanda, poco politicamente corretta

L'annunciata soppressione del cosiddetto Punto Nascita di Gorizia ha suscitato un'ondata di proteste tra i comitati e tra i gruppi partitici della Città. Al di là dell'ordinario "tutti contro tutti" che caratterizza questo tipo di vicende, restano irrisolte tante domande.
Ad esempio, il motivo "ufficiale" della cancellazione sarebbe la mancata sicurezza delle donne e dei nascituri in una struttura dove si verifica un numero di parti troppo esiguo. Dunque: se il dato ha un fondamento scientifico, che senso ha contestare una decisione che va nella direzione della salvaguardia della salute degli interessati? Se non lo ha, quali prove scientifiche vengono presentate per controbattere e in questo caso sbugiardare chi afferma di preoccuparsi del maggior bene delle persone?
Se poi la questione è finanziaria - difficilmente si può negare il costo per la collettività di un servizio che si attiva mediamente meno di una volta al giorno - non sarebbe forse urgente un investimento sui servizi territoriali, finalizzati a migliorare la qualità della vita di molte migliaia di cittadini, afflitti da mali incurabili o comunque da malattie legate all'età? Un anziano non più autosufficiente sta diventando un lusso che poche famiglie si possono permettere, tenuto conto anche della "crisi" delle strutture d'accoglienza comunali (vedi Culot...). Dunque: d'accordo con la critica ai "doppioni" udinesi e triestini, ma quella del Punto Nascita è davvero la "linea del Piave" della sanità goriziana?
C'è poi il punto di vista para-etico, sostenuto a suo tempo da Romoli che rivendicava a chi viene al mondo il diritto di nascere in Italia e adesso da Del Sordi, il quale ricorda che "dopo un millennio, per la prima volta i bambini non nasceranno più a Gorizia". Se è per questo, da circa cinquant'anni non nascono più a Gradisca, a Cormons, a Grado... Cioè da quando le esigenze della società hanno portata alla medicalizzazione del parto. Non è forse un po' debole come argomentazione, nel momento in cui le esigenze della società richiedono nuove e diverse soluzioni?
Infine la collaborazione transfrontaliera, che quando fa comodo viene cavalcata con convinzione perfino dalla destra più destra, che nel recente passato è arrivata fino a promettere ai goriziani che "chi nasce in Slovenia può essere registrato all'anagrafe come nato in Italia"(!!!). "E' stato vilipeso il lavoro a testa bassa del Gect", tuona il Sindaco. Parafrasando il premier, "Gect chi?" Concretamente, cosa è nato finora dal Gect, al di là dei frequenti richiami sui quotidiani e della solenne inaugurazione della sede? Sono passati più di quattro anni dalla sua istituzione, quelli che sono stati sufficienti al Gect ispano-francese per realizzare - dal progetto all'inaugurazione - non un reparto, ma un intero ospedale, tra i più rinomati d'Europa... Non è un po' tardivo appellarsi a un Gect che a quanto risulta non ha ancora presentato agli organi competenti alcun progetto da finanziare?
Insomma, ecco qualche interrogativo controcorrente. Senza risposta a queste domande, sembra difficile schierarsi senza se e senza ma. E soprattutto, sembra difficile che si possa ottenere qualche risultato.
Andrea Bellavite

venerdì 20 giugno 2014

Altra Europa in fvg: prospettive

Consapevoli delle difficoltà, dei problemi, ma anche dei desideri e delle idee di chi ha promosso sul territorio i comitati regionali per la lista Tsipras, abbiamo deciso di organizzare per mercoledì 25 giugno alle ore 20 presso il Kulturni Dom  di Gorizia la prima assemblea regionale di coloro che si riconoscono nell'impresa che ha portato Alexis Tsipras al Parlamento Europeo, raggiungendo in Italia la soglia del 4%. Considerata la scarsissima visibilità televisiva e le modeste risorse, il risultato è stato considerato, nella riunione locale, un punto di partenza che sarebbe stupido disperdere. Abbiamo accanto a noi compagni sloveni ed austriaci che si sono candidati e mobilitati contro le politiche dell'austerità e della precarietà, della miseria e del restringimento degli spazi democratici, che abbiamo invitato e che ci hanno garantito la loro presenza. Il territorio che ci circonda ha dei problemi comuni e necessita di un ripensamento globale e unitario della sua economia, dei problemi del lavoro, dello sviluppo urbano e sanitario. Accanto a temi territoriali parleremo di come organizzare il comitato e, ovviamente, del travaglio della sinistra che, pur essendo essenziale al paese, sembra amare il cupio dissolvi più che la costruzione del progetto. Farcela ed andare avanti sarà un'impresa ardua, ma molti sentono che è l'unica alternativa possibile. Tutti coloro che sono interessati sono invitati a partecipare. adg

giovedì 19 giugno 2014

Al Forum, un percorso di dialogo sulla cura del disagio psichico

Una parte del pubblico presente

Una parte dei relatori: da destra, fuori immagine, Mascoli, Stocco e Agostinis del CSM di Gorizia; poi, nella foto, Careddu, Signorelli, Corvi, Bettiol, Bolterstein
Tutto esaurito, martedì sera al Forum, in occasione dell'incontro dedicato a persona e servizi nell'ambito della salute mentale. Ben coordinato da Daniela Careddu, sono intervenuti diversi operatori del passato e del presente della psichiatria: una raccolta di esperienze culminate nella forte comunicazione di Assunta Signorelli, che ha portato una ventata di autentico spirito basagliano. Non sono mancati momenti di intensa dialettica, ma l'obiettivo dell'incontro è stato raggiunto: portare intorno allo stesso tavolo una parte dei protagonisti della cura, rilevando la diversità di approcci, ma nel contempo sottolineando il desiderio di ascoltarsi gli uni con gli altri. Senz'altro un cammino da riprendere e intensificare.

lunedì 16 giugno 2014

Disagio mentale: Persone e servizi

Domani, martedì 17 giugno 2014, alle ore 18.00, presso il giardino Bruno Farber, in via Ascoli, accanto alla Sinagoga di Gorizia, si terrà l'incontro con la psichiatra dott.ssa Assunta Signorelli sul tema: Persone e servizi. Il ruolo dell'istituzione nel sostegno ai soggetti con disagio mentale: strutture, strumenti, e competenze professionali. In caso di maltempo l'incontro si terrà presso la sede dell'associazione Forum Cultura, via Ascoli 10/A.
La proposta del Forum, nell'offrire agli operatori del settore un momento di condivisione e confronto di esperienze diverse, intende favorire la conoscenza della problematica ad un pubblico allargato ed è rivolto a tutti i cittadini interessati. La psichiatra Assunta Signorelli, impegnata già negli anni Settanta come volontaria al seguito di Franco Basaglia nel manicomio di Colorno e in quello di Trieste, partecipò al lavoro di smantellamento dell'OPP di Trieste e all'apertura, nel 1980, del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Trieste, caratterizzato sin da subito come servizio senza mezzi di contenzione e a porte aperte. Fu tra i fondatori della Cooperativa Sociale
“Il Posto delle Fragole”, tuttora attiva a Trieste. Ha diretto e seguito progetti a favore di nomadi e donne migranti, si è occupata della questione femminile in salute mentale. È stata dirigente dei Dipartimenti di Salute Mentale di Siena e  di Trieste. Oltre a lei interverranno qualificati operatori professionali del passato e del presente dei "centri" del territorio: in particolare parleranno Arianna Bettiol, Jasmina Bolterštein, Mariarosa Corvi, Simona Agostinis, Elisa Stocco e Adriano Mascoli. Da non perdere!

domenica 15 giugno 2014

Renzi, Mineo e la retorica da sacrestia

Imperdonabile in Renzi è l'uso terroristico del politicamente corretto con il quale impedisce di parlare a chiunque gli si opponga. In Italia dove disoccupazione, disuguaglianze, ruberie e soperchierie ci rendono un paese feudale il problema diventa non pronunciare invano parole come “autistico”, “ebreo”, “gay”, “donna”. Nel paese più ipocrita del mondo una donna non può essere cretina. Non si può dire “Maria Elena Boschi non è all'altezza della situazione”, perchè si è maschilisti. Invece se il 60% delle donne non trova lavoro e dipende dal marito o dalla famiglia non interessa nulla a nessuno. Davanti a riforme costituzionali che dovranno essere legittimate da un parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale, Mineo non può dire che “Renzi è come un bambino autistico” per significare la mancanza di discussione collettiva, perchè Matteo tira in ballo la nipote down, espone il petto dicendo “attaccate me, non i poveri bimbi”  Ma chi li attacca! Come possiamo pensare che Mineo ce l'abbia con i diversamente abili! E' semplicemente una tattica ignobile di Renzi per impedire al giornalista di dire le sue idee, salvo poi a non fare nulla nelle scuole dove ogni anno si fanno salti mortali per garantire il sostegno. Ma intanto Mineo se ne sta in un angolo, vergognoso per la sua frase e chiede scusa. In questi momenti il turpiloquio di Grillo è musica per le orecchie abituate alla retorica da sacrestia del premier. 
adg 

Ronchi dei Partigiani: perché sì

Il tavolo dei relatori

Il numeroso pubblico
Affollato il convegno sulla “provocazione” di Marco Barone di togliere “dei Legionari” dal toponimo Ronchi e di sostituirlo con “dei partigiani”. Dopo la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, la richiesta è un passo avanti per porre una questione che spesso viene dimenticata:il fatto che oltre ai cognomi, il regime modificò anche la toponomastica del territorio che si voleva italianissimo, rinominando Dolina in San Dorligo (santo peraltro inesistente) Sdraussina in  Poggio Terza Armata, ecc. La nominazione diversa ha nascosto la composizione etnica del territorio, negando la presenza degli sloveni e dei croati. Il convegno ha messo in evidenza come Ronchi con i legionari non c'entri per nulla, sia perché dal paese non partì nessuno per la spedizione alla conquista di Fiume, sia perchél'impresa non coinvolse la cittadina che a quegli avvenimenti rimase quasi del tutto estranea, come sostenne peraltro lo stesso poeta. Molto più interno alla comunità di Ronchi è invece la partecipazione alla Resistenza e l'altro numero di vittime e di deportati. La grande partecipazione al convegno dimostra l'interesse a riflettere ancora su quanto è successo durante il fascismo e sul fatto che nel dopoguerra fu scarsa la volontà di liberarsi dalle scorie del passato regime, anzi,  non solo il personale politico rimase, non solo si crearono immediatamente organizzazioni clandestine che controllavano il territorio (vedi Gladio), ma i nomi rimasero immutati al fine di continuare a rimuovere la presenza slava. Complimenti a Luca Meneghesso che è stato un eccellente organizzatore e che avremo tra poco ospite al Forum. 
adg

Gioco d'azzardo patologico: interessante convegno di Libera a Udine

Interessante convegno, quello che è stato organizzato lo scorso sabato da Libera, presso il Palazzo D'Aronco a Udine. Il tema "Vite in gioco" è stato trattato da molti punti di vista: se nel saluto iniziale il sindaco Honsell lo ha definito "tassa sulla stupidità", il gioco d'azzardo si è rivelato in realtà l'occasione di giganteschi "affari", all'interno dei quali lo Stato spende di fatto più di quanto guadagna, soltanto nella complessa e ipertecnologica lotta alla criminalità organizzata. I "numeri" relativi alle persone che si avvicinano ai giochi d'azzardo e ai proventi derivati sono impressionanti, in Italia 86 miliardi di incassi lordi nel 2012 (che corrisponde, più o meno a 1500 euro a testa), solo per riferire un dato ufficiale. Sono stati evidenziati in particolare i "trucchi" informatici ai quali ricorrono i "controllori" delle slot machine, per frodare il fisco con sofisticati e ben difficilmente controllabili programmi; ma anche per frodare il giocatore, al quale secondo disposizione di legge dovrebbe spettare potenzialmente il 75% degli incassi, cosa che assolutamente non accade quando il "sistema" è gestito da chi riesce a sfuggire ad ogni verifica. Interessante è stata anche l'analisi dei videopoker, con l'indicazione dei mezzi utilizzati per sfuggire a qualsiasi possibile analisi e con la constatazione che chi gioca online normalmente non è consapevole del fatto che il computer suo interlocutore gioca già conoscendo le sue carte. Al di là della questione etica, sono stati trattati anche i temi relativi alla prevenzione e alla formazione, soprattutto dei giovani, ma da tutti gli interventi è stato rilevato come sia difficile che uno Stato di fatto interessato ai grandi proventi dell'azzardo, possa essere anche contemporaneamente impegnato a contrastare efficacemente il gioco. Un'ultima notazione, fra le mille che si dovrebbero sottolineare: parlando di chi non riesce più a staccarsi dal gioco, si è suggerito il superamento della parola "ludopatia", tendente a qualificare come sofferenza psichica qualunque forma di gioco, elemento invece indispensabile all'equilibrio della persona. Il termine scientifico da utilizzare è "gioco d'azzardo patologico", malessere psichico riconosciuto già dagli anni '80 del Novecento. Da segnare nel proprio vocabolario personale: i cambiamenti più profondi iniziano anche dalla conoscenza del significato delle parole.

sabato 14 giugno 2014

Lo stanziamento per la casa di riposo “Culot” arriverà in assestamento di bilancio

Impegno confermato dall'assessore regionale Telesca!
Ora il Comune può procedere con l'appalto per affidare i lavori e il servizio di assistenza
Arriverà dalla Regione lo stanziamento per rimettere a norma la casa di riposo “Angelo Culot”: l'importante conferma è giunta in questi giorni dall'assessore al Welfare Maria Sandra Telesca. La posta sarà inserita nell'assestamento di bilancio, che sarà votato entro il 24 luglio. La notizia giunge opportunamente per rassicurare gli ospiti, i loro familiari e i lavoratori presenti nella Casa di riposo, la cui chiusura a questo punto è definitivamente scongiurata. Il Comune potrà così procedere con la progettazione e l'affidamento dei lavori, che costeranno complessivamente un milione di euro ed entro 2 anni garantiranno l'adeguamento di una porzione dell'edificio in grado di ospitare 60 anziani. L'Amministrazione potrà portare avanti anche le procedure per l'affidamento del servizio di assistenza agli ospiti, che oggi è svolto da 23 lavoratori della cooperativa “L'onda nova”, il cui appalto scade il 31 gennaio 2015 ed era già stato prorogato di un anno. Ricordiamo che gli ospiti attualmente presenti nella struttura sono scesi a 37, dieci in meno di un anno fa, a causa del blocco degli accessi che dura ormai da due anni. Continuando di questo passo, tra due anni la casa di riposo sarà quasi vuota, con il conseguente aggravio nei costi di gestione, che già oggi (2 milioni di euro) sono circa il doppio delle entrate. Di fronte alla conferma dell'impegno economico della Regione per l'adeguamento strutturale, il Comune dovrebbe prendere in considerazione la riapertura degli accessi fino a raggiungere il numero di 45 ospiti, viste le numerose richieste: il sindaco stesso si era impegnato a verificare questa possibilità nel giugno scorso, facendo propria una raccomandazione da me presentata in sede di votazione del bilancio.
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd di Gorizia

giovedì 12 giugno 2014

Ronchi dei Partigiani

In collaborazione con l'editrice Kappavu e con la Libreria La linea d'ombra, si terrà sabato 14 giugno, nell'area feste di Selz di Ronchi, si terrà la Giornata della Cultura Resistente.
Il titolo dell'iniziativa è DI COS'E' IL NOME UN NOME? Sulla toponomastica nel Friuli Venezia Giulia.
Dalle 16.30 alle 19 ci sarà un interessante convegno storico, sociale e culturale, sullo scottante argomento con l'adesione di ANPI, ANED, Istituto Gasparini, SKRD Jadro, Circolo Arci Curiel e circolo culturale Olmo.
Anche dal Forum per Gorizia l'invito a partecipare, sabato pomeriggio, naturalmente a Ronchi dei Partigiani.

Corradino Mineo, ko

Quando Beppe Grillo epurava il suo movimento dai dissidenti, uno degli argomenti di Renzi era quello di presentare il M5S come l'anticamera del partito fascista, mentre nel pd c'era viceversa un clima di dialogo aperto, di rispetto reciproco, di democrazia delle primarie. Dunque come spiegano gli amici del dialogo la cacciata di Corradino Mineo dalla Commissione Affari costituzionali, perchè non d'accordo con la riforma del Senato proposta da Boschi e definita dallo stesso giornalista “ un testo da dilettanti alla sbaraglio”? Spero e mi auguro che gli iscritti del pd si arrabbino e chiedano a gran voce la stessa democrazia che invocano per gli altri gruppi. Comunque il renzismo – stalinismo mancava ancora nel panorama politico, alla faccia di chi non crede che Matteo porti il nuovo. 
adg

Lavori pubblici in-finiti? Niente paura, il sindaco "crede" e "spera"...

Il ritardo nel completamento dei lavori pubblici è davvero un tristo ritornello, per ciò che concerne la vita goriziana. Gli ascensori al castello viaggiano già con un ritardo che si aggira intorno ai tre anni, ma ogni previsione non si basa su dati oggettivi; il tratto di Corso Verdi davanti ai Giardini, che a momenti dovrebbe essere riaperto al traffico veicolare, avrebbe dovuto essere inaugurato quattro mesi fa; gli edifici di via Trento, che hanno coperto quello che per un lustro fu scherzosamente denominato ground zero, sono ben lontani dall'essere completati, nonostante siano trascorsi quasi dieci anni dall'avvio delle pratiche; la variante alla Statale 56 per Udine, da tempo immemorabile giustamente richiesta dagli abitanti di Lucinico, sembra essere ancora paralizzata dagli intoppi burocratici. E si potrebbe andare avanti ancora un bel po', con esempi che ognuno facilmente può individuare.
Il "capolavoro negativo" rimane comunque piazza Vittoria, in particolare l'incredibile porfido perennemente sconnesso davanti alla chiesa di Sant'Ignazio. Mentre i cittadini presentano legittimi ricorsi per gomme squarciate e inconvenienti d'ogni tipo, il sindaco reagisce alla sua maniera: accantonato il rovesciamento delle responsabilità sul predecessore, il cui ricordo è ormai confinato nella notte dei tempi, promette - per la verità senza molta convinzione - tempi migliori. "Credo e spero" che entro il 2014 il problema sarà risolto, afferma. E' una magra consolazione quella che il primo cittadino nonché assessore ai lavori pubblici offre a chi è preoccupato per l'immagine della città. La fede e la speranza possono albergare nel cuore di ogni uomo, anche di chi non ha alcuna responsabilità nell'andamento dei lavori; da un amministratore non ci si aspettano inviti al credere e allo sperare, ma la delineazione di concrete iniziative finalizzate a superare le difficoltà del presente. Altrimenti, memori degli ultimi sette anni, è difficile "credere e sperare" che quello che il sindaco dice, in qualche modo poi si realizzi.
ab

mercoledì 11 giugno 2014

Un'occasione perduta

Era stata annunciata solennemente come un'iniziativa antifascista a carattere regionale, per contrastare i "nazionalisti friulani" in campagna di arruolamento a Gorizia e per ribadire la convinzione democratica messa in discussione in tutta Europa. In realtà, la manifestazione che si è tenuta l'altra sera nello spiazzo tra Via Mazzini e Via Crispi è stata un gesto di rara tristezza. Al massimo venti persone, slogan d'altri tempi e Bella Ciao replicata da un magnetofono improvvisato, in varie lingue e arrangiamenti recenti. Come si suol dire, il numero dei membri delle forze dell'ordine era largamente superiore a quello dei manifestanti. E' davvero preoccupante la crescita della nostalgia nazi-fascista nel Vecchio Continente. Ma la prossima volta sarà necessario organizzare meglio quelli che dovrebbero essere i segni di una nuova, nonviolenta, ma efficace e consapevole, resistenza.

E la Slovenia?

A 100 metri dalla nuova, provvisoria e utile rotonda del Piazzale della Casa Rossa. A destra si va in centro, avanti verso Trieste e Udine, e a sinistra?
A sinistra c'è il principale ex confine, si entra subito nella Slovenia. Ma il "nostro" nuovo cartello lo ha del tutto ignorato. Dieci anni dopo l'ingresso in Unione Europea e quasi sette anni dopo l'eliminazione delle barriere confinarie, non esistono in città segnali che indichino al visitatore come si fa per arrivare a Nova Gorica.
Alla faccia dei bei discorsi sulla collaborazione transfrontaliera.
ab

Barbara Spinelli in Europa: un onore per tutti

Il caso Spinelli ha offerto all'"Altra Europa" l'occasione per un ampio dibattito interno. 
Cosa ne uscirà non è dato ancora di saperlo, tuttavia sembra che i circoli costituiti "alla base" in occasione delle "europee" siano orientati ad andare oltre l'attuale fase. E' ben più urgente affrontare il tema della collocazione in Europa e delle relazioni politiche in Italia e, nel nostro piccolo, nel territorio goriziano. 
Il Forum per Gorizia guarda con interesse a ciò che sta accadendo, nella Lista Tsipras ma anche negli altri gruppi partitici, mantenendo la propria posizione di luogo di approfondimento culturale e offrendo il proprio spazio per un dibattito costruttivo tra le diverse "anime" della vita politica territoriale.
Per ciò che riguarda la figlia di Altiero Spinelli, è logico e giusto che la competenza e il prestigio siano premiati con una presenza nel Parlamento Europeo che valorizza l'intera compagine italiana. L'errore semmai è stato prima, quando la candidata ha dichiarato la propria volontà di rinunciare al "posto" in caso di elezione. E' una pratica consueta e riprovevole, quella dello "specchietto delle allodole": l'elettore - ignaro delle dichiarazioni "a latere" dei candidati - vota un partito perché crede nel valore di una persona, alla fine scopre che colui o colei in cui aveva riposto fiducia si fa da parte, per di più in modo premeditato.
Eh no, così non va. Ben sia Barbara Spinelli in Parlamento Europeo, ma basta con questi giochetti strategici di antica memoria.
ab

domenica 8 giugno 2014

L'Altra Europa c'è. Anche a Gorizia

Riunione interessante e “partecipata” al Forum, di bilancio del lavoro fatto per la lista L'Altra Europa per Tsipras. L'esigenza dei presenti è non far morire un movimento che ha visto insieme intellettuali preziosi per la cultura italiana ( Salzano, Ovadia, Gallino, Spinelli), persone di partito e non, che hanno collaborato senza problemi identitari, convinti che le politiche e le “riforme” proposte da Renzi non saranno sufficienti ad evitare il dramma sociale che sta svolgendosi sotto i nostri occhi: corruzione strutturale che investe tutti i partiti politici, disoccupazione, mancanza di progetti di rilancio del paese, restringimento degli spazi democratici( se passa la riforma della legge elettorale con soglia di sbarramento al 8%). Durante la campagna elettorale l'incontro con i sostenitori della stessa lista, austriaci e sloveni, ha prefigurato almeno un embrione di unità tra forze politiche affini. La prima iniziativa che il comitato prenderà sarà quindi quella di invitare i rappresentanti sloveni della lista Tsipras a parlare di Europa, di crisi economica italiana e slovena e dei progetti comuni per il rilancio del nostro territorio.
adg

lunedì 2 giugno 2014

Se Romoli fosse rimasto commercialista...

Non ha senso dare una risposta a un interrogativo che nessuno ha proposto. Questo è ciò che si evince dalle ultime due polemiche goriziane che hanno coinvolto il consigliere comunale Giuseppe Cingolani e il sindaco Ettore Romoli. Il primo ha sollevato due questioni, i cui contorni sono riscontrabili nei post pubblicati anche su questo blog: la storia infinita del futuribile canile municipale e il fallimento dell'Istituto di Musica. Il secondo, sul canile prudentemente tace, sull'Istituto di Musica attacca duramente Cingolani, riversando la colpa del mancato controllo dei conti su tutto l'universo mondo, escluso il Comune di Gorizia che nomina la stragrande maggioranza dei membri del Consiglio di Amministrazione.
Le pagine locali dei quotidiani riportano oggi il sostegno alla posizione di Cingolani, pubblicando un intervento del segretario cittadino del Pd: Crocetti ribadisce sostanzialmente quanto già sostenuto dal consigliere comunale e stigmatizza l'eccesso verbale del sindaco. Sulla questione del canile, invece, non prende posizione, almeno per ora.
Anche da questo blog giungano la piena solidarietà a Cingolani e il plauso per la sua opposizione, costante, documentata e sistematica: il Romoli perde il controllo di sé solo quando si sente alle corde, cioè quando l'evidenza dei fatti può rischiare di mettere in discussione il presunto consenso dei cittadini. 
"Meglio che si dedichi alla filosofia, di cui mi sembra insegnante", ha detto il sindaco riferendosi a Cingolani, non si capisce se per sminuire l'importanza della disciplina o della persona che la insegna. Se questi sono i termini del dibattito, tanto vale "spararla grossa": se Romoli avesse continuato a svolgere il lavoro di commercialista, avrebbe danneggiato solo i suoi clienti e non quel 70% di cittadini che non l'hanno scelto come amministratore.

domenica 1 giugno 2014

L'assessore si vergogni di vergognarsi!

Incredibile affermazione dell'assessore Pettarin “Mi vergogno di fare parte di questo stato” perchè il governo chiede al comune di pagare l'extra gettito IMU. Se l'assessore si vergogna di fare parte dello Stato non fa altro che dimettersi e ritornare ad essere un privato cittadino, il quale al bar Sport può chiacchierare contro la casta, contro Roma, contro la politica, ecc. ecc. Non lo può fare invece un amministratore pubblico, nonché autorevole esponente di Forza Italia,  partito al governo da un bel po' di anni  e dunque responsabile della crisi economica del paese e dei suoi effetti anche sui comuni. Considerando poi il peso dell'evasione fiscale di Berlusconi e il danno al paese che deriva dalla corruzione fatta anche dai Verdini, Scajola e Dell'Utri è da essere contenti che il paese non sia stato ancora del tutto spolpato. 
adg