lunedì 31 marzo 2014

Commissione Cultura: il "cappotto" del centro destra

E' così è cappotto: la giunta affida la presidenza della commissione cultura al giovane UDC Cagliari e non a Rosi Tucci, che pure è giovane e le competenze le ha. Non voglio giudicare l'esponente dell'UDC che non conosco, ma il comportamento del sindaco e della giunta. Possibile che si tengano sempre tutto in mano e che non sentano il dovere di far circolare un po' di aria diversa in quelle stanze? Possibile che abbiano bisogno della catena di comando politica anche nelle questioni della cultura? Possibile che non capiscano di rappresentare una parte della città, non tutta, e che questa parte altra può esprimere qualcosa che a Gorizia può servire? Hanno tanta paura di punti di vista diversi? Evidentemente sì, visto che convocano il consiglio comunale ogni quattro mesi, che il sindaco incarna la trinità e la trimurti e non molla niente, che hanno bisogno di avere in mano la filiera di tutto, tranne sapere da che parte è l'uscita. 
adg

I fucilati sul Castello di Gorizia

Si riceve dall'Anpi di Gorizia e volentieri si pubblica:
Dal dicembre 1943 e fino a metà aprile 1945 al castello di Gorizia i nazisti fucilarono oltre cinquanta partigiani e antifascisti, italiani e sloveni, catturati durante le operazioni militari o presi in seguito alle delazioni. Portati dapprima nelle carceri di via Barzellini e sottoposti a torture, venivano poi processati dal Comando tedesco per la provincia di Gorizia, Reparto di giustizia, che aveva sede alla Prefettura. Nella ricorrenza della Festa di Liberazione del 25 aprile 1964 il Comune di Gorizia provvide a porre due lapidi rievocative, una alle carceri e l’altra sul Piazzale delle Milizie sul Castello. Come già per la targa sulla Stazione ferroviaria a Gorizia, su nessuna delle due viene indicato che le vittime erano partigiani o loro sostenitori, né che i carnefici erano fascisti e nazisti. Nella seduta del Consiglio comunale il sindaco Gallarotti, però, ricordò la Resistenza e fece distribuire il proprio messaggio a 4500 studenti delle scuole di Gorizia. Allo scoprimento delle targhe parteciparono tutte le autorità, dal prefetto al presidente della Provincia, al procuratore della Repubblica, un picchetto di fanteria dell’esercito, carabinieri, polizia, vigili urbani, varie associazioni civili e militari. La targa fu posta sul muro del castello, a lato del quale venne innalzato successivamente il teatro tenda, dove fino ad alcuni anni addietro si svolgevano spettacoli e concerti. Per allestirlo dovettero abbattere un grande platano, al quale venivano legati i condannati che non riuscivano a stare in piedi per le torture subite. Li bendavano e all’ altezza del cuore veniva loro posto un foglio bianco che serviva ad indicare al plotone di esecuzione il bersaglio. Venivano poi dissanguati per non lasciare tracce sul percorso dei camion che li portavano verso destinazioni non note per la tumulazione. Non si conosce il numero esatto degli uccisi. Dalle testimonianze del frate cappuccino padre Ermacora delle Vedove, che li assistette nelle carceri prima del loro avvio sul Castello, si indicano in oltre cinquanta, dei quali soltanto di ventisei sono noti i nomi. Dalle stesse carceri venivano portati anche al poligono di Panovec e a Trnovo e il numero complessivo degli incarcerati, fucilati dai nazisti in quegli anni, si aggira sui 110-120 partigiani e civili. L’Anpi e l’Avl di Gorizia commemoreranno l’11 aprile, nel 70° della ricorrenza del maggior numero di esecuzioni sul Castello e nel 50° della posa della lapide, queste vittime dell’occupatore nazifascista della città, che fu inclusa, insieme ad altri territori dell’odierna regione Friuli –Venezia Giulia e ad essa limitrofi, nell’Adriatisches Küstenland del Terzo Reich nazista.

Ustreljeni na Goriškem Gradu

Od decembra 1943 vse do polovice aprila 1945 leta so nacisti na goriškem gradu ustrelili čez 50 italijanskih in slovenskih partizanov in antifašistov, ki so jih zajeli med vojaškimi pregoni ali zaradi izdaj. Po zaprtju v mestne ječe v ul.Barzellini, kjer so jih zasliševali in mučili, jim je sodilo Poveljstvo nemške vojske za Goriško, katerega sedež je bil na Prefekturi. Ob proslavi Dneva Osvoboditve, 25. aprila 1964, jim je goriška občinska uprava postavila dve spominski plošči, eno ob vhodu v zapor, drugo na spodnjem dvorišču na goriškem gradu. Kot že za ploščo na Južni železniški postaji, na nobeni od dveh ni zabeleženo, da so žrtve bili pripadniki partizanskih sil in antifašisti, kot tudi, da so njihovi krvniki bili nacifašisti. Vendar pa je tedanji župan Galarotti proslavil Odporniško gibanje in je svoj proglas v zvezi z njim poslal 4500 študentom vseh goriških šol. Postavitvi spominskih plošč so prisostvovali vsi predstavniki oblasti v Gorici, od prefekta do predsednika Pokrajine, republiškega sodnega prokuratorja, častnega voda italijanske vojske, orožnikov, sil javnega reda, civilnih in vojaških združenj. Na gradu so ploščo vgradili na zid njegove severne stene, ob kateri so streljali obsojence. Tja so kasneje postavili šotor, kjer so do pred nekaj leti potekale gledališke predstave in koncerti. Za njegovo postavitev so morali požagati veliko staro platano, h kateri so privezovali one obsojence, ki se zaradi mučenja niso uspeli držati na nogah. Vsem so prekrili oči in v višino srca namestili bel papirnat list s katerim so označili tarčo za ciljanje, in jih po ustrelitvi izkrvaveli, da niso puščali sledov, ko so jih s kamioni vozili na pokopališča. Kraji teh pokopov niso bili nikoli označeni. Točnega števila tam ustreljenih še danes ne poznamo. Po navedbah kapucinskega redovnika Ermacorja delle Vedove, ki jim je v zaporu dal odvezo preden so jih odvedli na morišče, jih je bilo čez 50, od katerih se samo za 26 poznajo imena. Iz istih zaporov so vozili obsojence tudi na strelišče v Panovec in na Trnovo, tako da se število vseh umorjenih partizanov in antifašistov giblje med 110 in 120. Goriški združenji partizanov VZP - ANPI in AVL se bosta 11. Aprila, ob 70. obletnici največjega števila ustreljenih na gradu in ob 50. obletnici postavitve spominske plošče, poklonili spominu žrtev nacifašističnega okupatorja , ki je Gorico in ostale dele današnje dežele Furlanije – Julijske Krajine, skupaj z bližnjimi področji, vključil v Jadransko Primorje -Adriatisches Küstenland- v sklop nacističnega Tretjega Rajha.

Il capo ha sempre ragione?

Di tutto si può dire di Renzi, tranne che non si stia dando da fare. Tutto si può criticare, tranne la volontà di imprimere un'accelerazione, sulla strada di riforme che tutti ritengono urgenti e indispensabili. Detto questo, è insostenibile la sua permanente minaccia, ripetuta di fronte a qualsiasi obiezione: se non così me ne vado, o così o l'Italia va in rovina, o così o non c'è alternativa...
Nell'ultimo caso, la posizione espressa dal Presidente del Senato Grasso sembra alquanto ragionevole: che senso ha creare un organismo, le cui funzioni devono ancora essere determinate, non legittimato da alcun consenso popolare? Se ad esso venisse conferito un reale potere legislativo, si avrebbe un nuovo soggetto istituzionale non eletto da nessuno, accanto al Governo, che è però scelto dal presidente della Repubblica sulla base dei rapporti di forza determinati dalle elezioni.  Se non avesse tale potere, si tratterebbe di un inutile carrozzone, funzionante a seconda degli emolumenti previsti per garantirne l'esistenza.
I dubbi di Grasso non toccano dogmi e verità intangibili, peraltro inesistenti nello spazio della democrazia, ma propongono ciò che è proprio di un'attività parlamentare: la discussione, il confronto, la costruzione insieme di percorsi e proposte.
Fa un po' impressione inoltre che Serracchiani inviti Grasso all'imparzialità, nel rispetto delle scelte del Partito grazie al quale riveste la seconda carica dello Stato. Tale richiamo conferma l'impressione degli ultimi mesi: ci si siede sugli scranni alti della politica nazionale nel rispetto delle scelte interne del Partito Democratico, della quale il presidente del FVG è ora vice-segretaria nazionale, non nel rispetto delle scelte dei cittadini. E' vero che questi ultimi, almeno tanti di loro, sembrano entusiasti dell'attivismo di un premier che nessuno ha votato e sembrano incoraggiare il suo cipiglio antipartitico: tuttavia il suo atteggiamento da "il capo ha sempre ragione e se qualcuno ritiene che non sia così se ne vada", non depone a favore di un'autentica democrazia.
ab

domenica 30 marzo 2014

Il (duro) pane d'ogni giorno

Cassa integrazione quadruplicata in un mese. Il settore meccanico di Gorizia sta scomparendo, ed assieme ad esso il piccolo commercio, le pompe di benzina, i bar, i ristoranti. Si sfalda il tessuto produttivo della città e a questo assistiamo con un senso di impotenza e con spirito rassegnato. Dietro a queste situazioni ci sono donne che non trovano posto di lavoro, ragazzi che devono interrompere gli studi, ansie quotidiane delle famiglie che si riducono a parlare esclusivamente dei soldi che non ci sono. E' chiaro che la crisi non solo non è finita, ma presenta il suo conto salatissimo. Forse sarebbe il caso di concentrare le nostre energie per vedere in che modo qualche posto di lavoro potrebbe essere recuperato, ad esempio nel turismo giovanile e scolastico, nella valorizzazione del nostro paesaggio, nell'utilizzazione di un museo come il Santa Chiara, negli incentivi a chi vuole aprire negozi e si trova a dover affrontare affitti incredibili, nella creazione di piste ciclabili che attirino un certo tipo di visitatori, nella creazione di servizi accessibili agli anziani, nella decisione di far diventare Gorizia un luogo qualificato dove parlare di storia tutto l'anno. Insomma si può partire da qualsiasi punto per almeno tentare di invertire una rotta. In questo contesto leggiamo che il consiglio comunale non si riunisce da dicembre e la città, sempre più povera, non ha luoghi dove discutere. Nel momento in cui tutti i cittadini di Gorizia dovrebbero essere sollecitati a mettere in campo la loro creatività e le loro proposte, le uniche idee sono quelle di incrementare gli atteggiamenti caritativi, mentre la giunta ritiene di essere autosufficiente e in grado di affrontare l'emergenza, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. adg

Il Papa della porta accanto

"Il mio Papa": è il settimanale che Mondadori dedica a colui che "ha conquistato tutti". Sì, proprio così: settimana per settimana si può seguire tutto ciò che fa "Papa Francesco" (all'inizio preferì la più importante e semplice dizione "vescovo di Roma"). Interessante no? Un'editrice fortemente connotata politicamente e culturalmente - che in altri tempi aveva sponsorizzato "il mio papi" - "lancia" sul mercato un prodotto all'apparenza scomodo, si fa (apparentemente) portavoce di una posizione che tradizionalmente dovrebbe essere controcorrente, a tutti i livelli. Scorrendo i titoli che indicano gli articoli più importanti dei primi "numeri", si trova la spiegazione: del Papa i lettori troveranno "le parole più belle, le foto più emozionanti" e potranno conoscere il look, la "fede" (sic) calcistica, i momenti più "lol" (= imprevisti con il vento). L'operazione - complice il prezzo di copertina di 0,50 euro - ha avuto un successo strepitoso e dopo poche settimane il giornale sbarca anche online. Va bene che la strategia comunicativa della Chiesa di Bergoglio punta evidentemente all'attrazione delle masse da parecchio tempo disaffezionate alle questioni religiose, ma non si sta un po' esagerando? Non è che questo pressoché unanime consenso risulti un po' contraddittorio con l'accorata notazione evangelica, "guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi" (Lc.6,22)? Soprattutto, non c'è il rischio che la simpatia e la semplicità di Francesco risultino - sicuramente contro le sue intenzioni - un formidabile tranquillante nel momento in cui il sistema economico mondiale impone ai popoli scelte drammatiche per il futuro stesso del Pianeta?
In fondo la sapienza teologica di Papa Ratzinger - clamorosamente affossato da "fuoco amico" - indicava una strada, una possibile soluzione alla sofferenza di un mondo che - secondo lui - aveva smarrito la strada verso l'autentico progresso non solo spirituale. Si poteva dissentire, ma si capiva bene verso dove egli proponeva di andare. Papa Bergoglio - dopo un inizio sorprendente, caratterizzato da proposte diametralmente opposte a quelle del predecessore (a Scalfari dichiara che "il proselitismo è una stupidaggine" e che è indispensabile il dialogo perché "non esiste nulla di assoluto") - sembra aver accettato più miti consigli, limitandosi a dire con uno stile indiscutibilmente nuovo, affermazioni tutto sommato quasi ovvie: è meglio la pace che la guerra, non si devono giudicare gli altri, è meglio perdonare che vendicarsi, assumendo quotidianamente la "misericordina". E così, non si comprende più bene quale sia la strada della Chiesa nel mondo, ma si può conoscere qualcosa che interessa molto di più le folle, per che squadra il Papa tiene, il numero di scarpe, il contenuto della sua valigetta o le emozioni affettive della sua gioventù... Difficilmente si potrà uscire da questo cliché, senza accettare il rischio di provocare un'ondata di gigantesca delusione.
Andrea Bellavite

sabato 29 marzo 2014

Al via "Altre Espressività 2014"

Vito Dalò, ideatore e co-organizzatore di Altre Espressività
Inizia oggi, con i primi "Laboratori" a Staranzano, la sedicesima edizione della rassegna internazionale di teatro sociale “Altre espressività”, che vede coinvolte 12 compagnie di teatro che operano nei campi della disabilità, del disagio mentale e dell’esclusione sociale, sperimentando diversi generi artistici e teatrali.
«Un ringraziamento va alla professionalità dei dipendenti della Provincia – ha sottolineato l’assesore Ilaria Cecot – che si impegnano da anni nella realizzazione di questa manifestazione teatrale, che promuove e sviluppa nuovi processi di relazione sociale».

Come comunicato dalla Provincia, sono 14 gli appuntamenti in programma, dal 29 marzo all’11 aprile, in varie località di Gorizia e dell’Isontino, inclusi due laboratori di formazione, sabato 29 e sabato 5 marzo.

La rassegna si chiuderà con una serata di gala, alla quale parteciperanno tutte le compagnie teatrali con la possibilità di presentare le loro esperienze, integrandosi e collaborando tra loro.

L’evento è promosso dal Cisi, con il sostegno di Provincia di Gorizia e la Fondazione Carigo e la collaborazione dei Comuni di Monfalcone, Cormons, Staranzano e Gradisca, dell’Ass Isontina, della Consulta delle associazioni per i disabili e del Forum Cultura.
Il primo appuntamento teatrale è previsto per martedì 1 aprile, alle ore 10.15, presso la sala Pio X di Staranzano, con "Alla Stazione" della compagnia "Se no i xe mati no li volemo", per la regia di Albino Pavlic e, a seguire, "Sul filo del rasoio", della compagnia teatrale degli studenti dell'ISIS Pertini di Monfalcone.
Tutti gli altri appuntamenti possono essere visionati nella specifica "finestra", nella colonna destra di questo blog. A Vito e a tutti i suoi collaboratori, Buon Lavoro!

domenica 23 marzo 2014

Forum per Gorizia, una vivace forza culturale nel cuore del territorio goriziano

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La sede del Forum Cultura per Gorizia, in Via Ascoli 10. Sulla sinistra la Sinagoga
Martedi' sera si terra' nella sede di Via Ascoli 10 l'assemblea annuale ordinaria del Forum per Gorizia. E' un appuntamento statutario, nel corso del quale vengono approvati i bilanci consuntivo e preventivo. Ma e' anche un'occasione per riflettere sulla vita del territorio goriziano, sulle prospettive del Forum per Gorizia, sui programmi in vista dei prossimi appuntamenti.
Il Forum nasce negli anni dell'amministrazione comunale Brancati, come strumento di collegamento fra le persone che volevano offrire un contributo critico e costruttivo a quella Giunta, nata sotto la stella delle grandi speranze e portata a repentino tramonto da oscuri giochetti di partito con i quali l'allora Ulivo aveva defenestrato - oggi si direbbe rottamato - clamorosamente il candidato naturale.
Alle elezioni del 2007, presentatosi con lista propria in una coalizione a cinque, ha condiviso con gli altri un risultato storico, con il candidato sindaco arrivato fino al 20%, per duecento voti escluso dal ballottaggio con Romoli, con ben sei candidati entrati in Consiglio Comunale e con un risultato di lista intorno al 9%. evidente la scelta dei cittadini, premianti le intuizioni di quella coalizione, molto penalizzanti le decisioni prese nei cubicoli della partitica locale.
I cinque anni di Consiglio hanno visto la dissoluzione della coalizione, ma i quattro "sopravissuti" hanno sostenuto un'opposizione civile, democratica, ma nello stesso tempo incisiva e forte, soprattutto in occasione di alcune "lotte", portate avanti con competenza e acume: le rette delle scuole dell'infanzia, i lavori pubblici goriziani, il "buco nero" (tuttora irrisolto!) di via Trento, le politiche della cultura, le ex case di confine, la valorizzazione del ruolo di Basaglia, le relazioni internazionali transfrontaliere, l'ospedale San Giovanni di Dio e tante tante altre. Senza dimenticare la grande azione per evitare - in tempi assolutamente possibili - lo scempio poi perpetuato per la costruzione degli ascensori sulla collina del Castello (da notare che il ritardo accumulato sulla tabella di marcia supera ormai i due anni, che i costi sono levitati, che il blocco da parte della Soprintendenza era assolutamente prevedibile, che non esistono tuttora previsioni di spesa mauntentiva e proiezioni costi/benefici), con i successi della raccolta delle firme, prima per la petizione, poi per l'indizione di un referendum consultivo inopinatamente "bocciato" da due dei tre "saggi" nominati dal Comune per l'occasione.
Le vicende piu' recenti sono ancora controverse; la partecipazione alle "Primarie" del Centro Sinistra, nel mese di novembre del 2011, e' stata da alcuni salutata come una doverosa e leale forma di collaborazione, da altri come l'inizio della fine: sta di fatto che il progetto politico del Forum interessava chi voleva un percorso politico innovativo e propositivo, l'inserimento in una coalizione guidata da partiti "storici" e composta da nuove "civiche" collaterali, sia pur con un candidato sindacogiovane e innovativo, ha finito con il portare la lista del Forum a una debacle senza precedenti, tutti esclusi dal Consiglio Comunale.
La scelta di andare avanti, sottolineando la necessita' di ricostruire un fondamento culturale all'azione politica, sembra essere stata illuminata e di fatto il Forum, dopo le "amministrative" del 2012, ha iniziato una "nuova vita", impegnativa ma foriera dei primi evidenti risultati. L'inaugurazione della nuova sede di Via Ascoli 10, lo scorso 6 settembre, ha avviato una serie di incontri con personalita' della cultura e della vita sociale goriziana. I primi risultati di tale azione e la prospettive per il prossimo futuro, saranno illustrate nella relazione consuntiva e programmatica, che sara' discussa all'inizio dell'assemblea di martedi'.
L'incontro e' pubblico e tutti possono partecipare, anche se, per ovvie ragioni, il diritto di voto su relazioni e bilanci sara' riservato ai soli soci.
Andrea Bellavite

sabato 22 marzo 2014

Giornata della Memoria e dell'Impegno per la legalità


Matteo Roiz presenta l'niziativa

Autorità e cittadini, uniti nella memoria e nell'impegno

Uno scorcio del non numeroso ma assai attento pubblico
Venerdì sera Via Garibaldi ha ospitato un momento eccezionale: per la prima volta a Gorizia è stata celebrata la "Giornata della Memoria della vittime innocenti e dell'Impegno contro l'illegalità e la mafia". Si tratta di un evento che ha accomunato gran parte delle città d'Italia e che si ripete ovunque ormai da oltre dieci anni. Il "rito" è estremamente semplice, ma profondo e toccante. Uno alla volta, vengono letti tutti i nomi delle centinaia di persone cadute sotto i colpi della violenza mafiosa: i lettori si alternano e con voce commossa declamano semplicemente un nome e un cognome, dietro al quale si può immaginare  l'intensità del dolore, il vuoto lasciato nelle famiglie, le relazioni e i progetti di vita interrotti. Matteo Roiz, a nome del neo-costituito presidio goriziano dell'Associazione "Libera", costituito soprattutto da giovani, ha introdotto l'incontro, con poche ma assai efficaci parole. Il primo lettore è stato il Prefetto Vittorio Zappalorto, che ha tenuto anche una profonda riflessione. Molti altri rappresentanti dei cittadini, delle forze dell'ordine, dei sindacati, del mondo culturale e associativo, hanno voluto portare la propria presenza, sentendosi onorati di essere stati come lettori: quasi tre quarti d'ora di ininterrotta elencazione, un numero impressionante di persone innocenti morte per difendere le ragioni della legalità. Da altre località italiane è giunta l'eco del rinnovarsi dell'iniziativa, in particolare da Roma, dove la veglia di riflessione promossa da Libera ha avuto come ospite d'eccezione il Vescovo Francesco, che ha innalzato un vero e proprio grido di dolore per invitare i mafiosi a ravvedersi e a cambiare vita. Come ha detto bene Matteo Roiz in chiusura, il senso dell'incontro non è stato solo quello di ricordare i morti, ma soprattutto quello di raccogliere la loro memoria in funzione di un impegno quotidiano, portato avanti con convinzione da ciascuno, a favore della giustizia, della legalità e della pace.
Andrea Bellavite

giovedì 20 marzo 2014

Alle 17.57: è Primavera!


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Hunebbeden: lunghi e misteriosi monumenti funerari del Drenthe, in Olanda. Sono stati costruiti (forse) 5000 anni fa, con enormi pietre portate dai ghiacciai: sono "orientati", disposti sull'asse est-ovest, cioè alba-tramonto.
Tonocov Grad, presso Kobarid: i recenti scavi archeologici hanno portato alla luce le fondamenta di due piccole chiese cristiane del V-VI secolo, con l'abside chiaramente orientata verso il luogo dove sorge il Sole. 

Oggi, alle ore 17.57, inizia la Primavera: è il momento esatto di uno dei due annuali equinozi, quando il Sole è allo zenit dell'equatore e i suoi raggi raggiungono perpendicolarmente la Terra. Nell'emisfero nord la fine dell'inverno è accompagnata da temperature progressivamente più miti e soprattutto dal risveglio della Natura. L'importanza degli equinozi e dei solstizi è testimoniata dall'architettura, dalla letteratura e dalla storia di tutte le religioni. Per ciò che concerne l'inizio della Primavera, gli esempi sono innumerevoli, quelli più noti sono legati alla celebrazione della Pasqua ebraica, collegata al ciclo lunare e al conseguente rompicapo della scelta della data della Pasqua cristiana, da non far coincidere con quella ebraica. La questione fu definita sotto l'egida dell'imperatore Costantino nel Concilio di Nicea del 325 (primo Concilio Ecumenico della storia della Chiesa): il giorno di Pasqua è la prima domenica successiva al plenilunio di primavera. Quest'anno il plenilunio sarà il 15 aprile, il che spiega la Pasqua piuttosto "alta" del 20 aprile. Un'altra curiosità: il 25 marzo, il calendario liturgico celebra l'annunciazione del concepimento di Gesù, fatto che lega strettamente l'idea della rinascita primaverile con le feste "cristianizzate" dall'istituzione del Natale, il saluto alla "rinascita" del Sole, nove mesi dopo, intorno al solstizio d'inverno.
In poche parole, buona primavera a tutti!
Andrea Bellavite

mercoledì 19 marzo 2014

I segni del gelicidio, un vero disastro ambientale




Per chi ama la natura, il viaggio da Postojna a Ljubljana è veramente impressionante. Il "gelicidio" di fine gennaio ha infatti colpito gli splendidi boschi che coprono una cospicua parte della Slovenia. Si ha l'impressione che una mano gigantesca abbia strappato i rami dagli alberi più esposti e che una forza devastante abbia portato lo scompiglio nelle fino ad allora ordinate foreste. Molti tralicci dell'alta tensione hanno subito la stessa sorte, anche se rapidamente ripristinati: un monito a chi crede che le elettrovie aeree possano essere una soluzione al fabbisogno energetico delle nostre terre... E' un danno enorme per la vicina Repubbica, colpita anche dall'innalzarsi delle acque carsiche che hanno trasformato in laghi interi villaggi. E' un fenomeno strano, in un inverno in cui la colonnina di mercurio non è scesa mai sotto zero. Salvo appunto una breve e devastante settimana.

21 marzo, inizio di primavera, memoria delle vittime della mafia e impegno per la legalità

Venerdì 21 marzo, alle ore 17, in via Garibaldi davanti al Teatro Verdi, si celebrerà per la prima volta anche a Gorizia la "Giornata della Memoria e dell'Impegno". E' un'iniziativa promossa dal locale neo-costituito presidio dell'Associazione Libera, già presentata nell'affollato e intenso incontro, tenutosi martedì 11 marzo al Kulturni Dom. L'obiettivo è la sensibilizzazione della cittadinanza intorno alle tematiche legate alla legalità, dagli atteggiamenti personali e familiari alle inquietanti infiltrazioni che stanno verificandosi anche nella nostra Regione, ingiustamente considerata finora una sorta di "isola felice". L'incontro consisterà in un rito semplice e sobrio: il ricordo di tutte le vittime innocenti della mafia, il cui nome sarà scandito, uno alla volta, da personaggi goriziani che hanno dato la disponibilità. La stessa "cerimonia" si ripeterà in tutte le piazze principali d'Italia, con la partecipazione di figure importanti, a Roma è stata assicurata la presenza del vescovo Francesco. L'augurio è che Libera - promossa in provincia di Gorizia da un gruppo di giovani alquanto motivati e competenti - diventi un punto di riferimento importante per un territorio dove purtroppo si vanno moltiplicando i segnali di presenza della criminalità organizzata, ma anche gli indici di perseguimento degli interessi privati e personali nella vita delle città e dello Stato. Partecipare all'incontro di venerdì significa iniziare con un gesto di giustizia una nuova primavera.
ab

martedì 18 marzo 2014

Via Alvarez/Diaz, tra il XIX e il XXI secolo...

Gorizia nella prima metà del XIX secolo

Gorizia nella prima metà del XXI secolo

La bella e trascurata Villa Louise (ex palazzo Studeniz, sec. XVII-XIX)
Il bravo artista che ha rappresentato nella stampa in alto uno scorcio dell'antica Gorizia, aveva contemplato il panorama da una delle finestre del palazzo Studeniz, uno dei tanti poco valorizzati gioielli architettonici della città. Da notare il fiume Corno che attraversa ancora libero la Valletta, l'ampio spazio agricolo al cui centro oggi sono i Giardini Pubblici e anche - perché no? - l'evidente cerchia muraria che fascia la collina del Castello, forse la stessa che i supporter degli ascensori al Castello affermano di non averne sospettato l'esistenza.
La foto in mezzo rappresenta esattamente lo stesso scorcio, un paio di secoli dopo: una specie di gioco dentro una Storia che osserva l'umano affannarsi nel costruire nel distruggere e nel costruire nuovamente...
ab

domenica 16 marzo 2014

Lista Tsipras: chi cosa e perché...

Domenica 16 si è tenuta la prima riunione del comitato promotore della lista “L'altra Europa con Tsipras”. Alexis Tsipras, leader del movimento Syrizas, che in Grecia si sta battendo contro le politiche europee del rigore, è candidato alla presidenza della Commissione Europea. In Italia si è creato un fronte di partiti e associazioni che ne appoggiano la candidatura. Il comitato promotore è formato, tra gli altri, da Luciano Gallino, Barbara Spinelli, Moni Ovadia, Marco Revelli.
La lista si pone diversi obiettivi, il primo dei quali è l'eliminazione del fiscal compact, il patto di bilancio europeo che dal prossimo anno ci farà restituire 50 milioni di euro, la ricontrattazione del debito pubblico, il rilancio di una nuova economia finanziata direttamente dagli stati europei, la creazione di una banca europea in grado di finanziare gli stati e non solo, come accade oggi, gli istituti di credito. Avremo modo di illustrare in modo approfondito il programma nel corso delle iniziative che verranno fatte, anche per presentare i candidati della nostra circoscrizione, persone davvero competenti e intelligenti ( tra gli altri Adriano Prosperi, storico, Paola Morandin, operaia dell'Eletctrolux, Ivano Marescotti, attore). La lista può essere un'occasione per far ripartire il dibattito a sinistra sulla crisi, senza subalternità, né rotture. In Europa vogliamo starci, ma in modo radicalmente diverso. Facciamo appello a tutti coloro che non sono definitivamente rassegnati al leaderismo, alle promesse, alla velocità e alla comunicazione come valori politici, di farsi parte attiva nella preparazione delle prossime europee, aderendo al comitato e dando una mano. adg

Uno, nessuno? No, Centomila!

100.000 visitatori da quando, nel Maggio 2008, si è iniziato a tenere il conto. Si può fare di piu, ma un piccolo augurio "ad majora" al blog del forum lo si può anche fare!

Autodeterminazione dei popoli: a volte va bene, a volte no...

E' facile prevedere che il referendum in Crimea avra' un risultato scontato e che la stragrande maggioranza dei votanti scegliera' l'indipendenza e il legame con Mosca piuttosto che con Kiev. E' altrettanto facile, purtroppo, prevedere conseguenze poco felici, in particolare dopo le prese di posizione degli USA e dell'Unione Europea a favore dei manifestanti di Piazza Maidan e contro ogni ingerenza russa. Come accade sempre piu' spesso, le scelte di politica internazionale sono determinate dalla necessita' di garantire grandi interessi economici, non certo dalla ricerca delle soluzioni piu' corrispondenti ai diritti della persona e alla liberta' dei popoli. E cosi', pur consapevoli delle non certo ignote mire espansionistiche e antidemocratiche di Putin e delle molto poco chiare "paternita'" della "rivoluzione ucraina", le diplomazie "occidentali" si avventurano su un terreno alquanto minato: dopo aver sostenuto in tutti i modi possibili - per esempio con gli interventi armati in Kosovo, in Bosnia e anche, la prima volta, in Iraq - l'autodeterminazione delle Nazioni, si preparano a una "linea del Piave" per contrastare l'autodeterminazione della Crimea e non innervosire quell'Ucraina attraverso la quale transita molta parte del gas diretto nei Paesi dell'Unione. Una linea del Piave che si spera rimanga soltanto a livello diplomatico e non degeneri... Per il momento, non si puo' che constatare la presenza di una nuova zona del mondo destabilizzata, dopo le tante gia' avviate sulla stessa strada dall'inizio della guerra infinita di bushiana memoria, o meglio, dai tempi lontani della "caduta dei Muri".
ab

sabato 15 marzo 2014

Anhovo e Monfalcone, intorno all'amianto

Lo stabilimento di Anhovo, visto da Kanal
Se Monfalcone piange i propri morti e le profonde ferite provocate dall'amianto, la Valle dell'Isonzo non è da meno. Lo stabilimento di Anhovo, come i Cantieri di Monfalcone, è stato la ricchezza e la disgrazia di Plava, Deskle e Kanal. La gente, fino all'inizio degli anni '90, veniva a lavorare da tutto il circondario e ora i dati dell'incidenza delle malattie derivate dall'amianto sono impressionanti. Certo. adesso la parola "sicurezza" è al primo posto ovunque, ma il prezzo che è stato pagato in vite umane è stato veramente troppo, ma troppo alto. Lunedì 24 marzo, alle ore 18 presso il Kulturni Dom di Deskle. per la prima volta a livello di incontro pubblico, si parlerà nello stesso luogo dei problemi di Monfalcone e della Valle dell'Isonzo: l'occasione sarà la presentazione del libro di Roberto Covaz "Amianto. I polmoni dei cantierini". L'iniziativa è promossa dal Kulturni Dom di Gorizia, dall'associazione DOZA di Deskle, dal sindacato SO Brda e dal Forum Cultura per Gorizia: due realtà distanti meno di quaranta chilometri cominciano ad incontrarsi per condividere problemi e prospettive.

mercoledì 12 marzo 2014

Finalmente LIBERA! Anche a Gorizia...

Il tavolo dei relatori, con Silvia Stener, Marina Osenda, Matteo Roiz, Roberto Declich e Antonio Svezia
Uno scorcio del pubblico
Martedì sera al Kulturni Dom, ha preso forma la realtà dell'Associazione LIBERA nella provincia di Gorizia. E' stato un incontro pieno di sensazioni. Anzitutto la soddisfazione per la nascita, sul nostro territorio, di un "gruppo di gruppi" che ha come scopo la denuncia dell'ingiustizia e l'educazione alla legalità: la referente regionale Marina Osenda ha ampiamente illustrato finalità e metodi di Libera, a livello nazionale e locale. Poi la preoccupazione per un fenomeno tutt'altro che assente dal panorama del FVG: Antonio Svezia ha illustrato la sua documentata tesi relativa proprio alla diffusione della criminalità organizzata in quella che tuttora molti si ostinano a considerare "un'isola felice". Ancora, la sicurezza di un cammino intrapreso: il racconto di Roberto Decliche ha permesso a tutti di sentire come da parte delle forze dell'ordine e delle persone più sensibili sul territorio, il fenomeno non è sottovalutato, ma seguito con preoccupazione e competenza. E infine l'incontro ha suscitato grande emozione, soprattutto nel corso dell'ultimi intervento, quello di Silvia Stener, nipote di Edi Cosina, agente di scorta ucciso nell'attentato di Via D'Amelio a Palermo: con parole semplici e toccanti, ha consentito a tutti di entrare nel "vissuto" di una storia familiare così determinata dal terribile evento dell'estate 1992. Una parola particolare va al moderatore del dibattito, colui grazie al quale il tutto si è realizzato, Matteo Roiz, che con il suo entusiasmo, la sua serenità e la competenza ha aperto uno squarcio di luce e di grande speranza sul mondo giovanile goriziano. La presenza del vice-Questore, del Capitano dei Carabinieri e del Presidente della Provincia, insieme ai messaggi augurali del Prefetto e dell'Assessore del Comune di Gorizia, hanno dimostrato il grande interesse delle istituzioni per questa nuova tappa della cultura della legalità cittadina. Il prossimo appuntamento di Libera è la "Memoria ed impegno nel ricordo della vittime della mafia": un evento che si terrà per la prima volta anche a Gorizia, in via Garibaldi, davanti al Teatro Verdi, venerdì 21 marzo, alle ore 17. Tutta la cittadinanza è invitata ad intervenire.

lunedì 10 marzo 2014

Vietato calpestare i sogni...


Mentre ancora incerto è il futuro dell'Istituto di Musica, sul portone di Palazzo De Grazia in via Oberdan compaiono ogni giorno nuove scritte. Al di là delle opinioni che ciascuno può essersi fatto sulla vicenda, le parole dimostrano un attaccamento alla scuola che non può essere sottovalutato. Perché non cogliere l'occasione della prossima consegna del premio Ilario e Taziano 2014, conferito quest'anno - questa volta molto, davvero molto meritatamente! - a Fabio Beltram, per una semplice menzione d'onore allo storico istituto goriziano? Potrebbe essere un modo per coinvolgere i cittadini in una vicenda artistica e culturale che riguarda tutti... coloro che sanno ancora sognare.
ab

domenica 9 marzo 2014

Sui contributi "obbligatori", interviene l'ufficio scolastico provinciale

Ancora un interessante spunto sui contributi scolatici "facoltativi" richiesti alle famiglie: Giuseppe Cingolani porta a conoscenza di tutti l'intervento dell'Ufficio Scolastico Provinciale.
Utilizzare tutti gli opportuni canali per comunicare in modo inequivocabile alle famiglie che i contributi scolastici non sono obbligatori ma facoltativi: è la decisa richiesta che Arturo Campanella, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, rivolge ai dirigenti scolastici dell'Isontino in una circolare inviata loro il 7 marzo. Si tratta di un intervento che taglia la testa al toro e spazza via ogni pretesto e scusante per quelle scuole che continuano a fuorviare le famiglie pur di incassarne a tutti i costi i contributi.
Campanella stesso dichiara di intervenire in seguito alla mia segnalazione riportata sulla stampa, e di essere stato informato anche dall'assessore provinciale all'istruzione, Ilaria Cecot, circa il problema della “carente chiarezza e trasparenza nelle richieste di contributi scolastici”.
Campanella ribadisce quanto già avevo segnalato, e cioè che i dirigenti, nelle comunicazioni alle famiglie, devono riportare con chiarezza gli importi delle spese sostenute dalla scuola per cui è previsto il rimborso obbligatorio. Tali spese sono esclusivamente quelle riguardanti le assicurazioni sugli infortuni e la responsabilità civile degli alunni e i libretti personali, oltre a un “modesto concorso” circa i costi delle materie prime consumate nei laboratori.
Si tratta di importi ben inferiori a quegli 80 euro per ciascun alunno che al Cossar-da Vinci sono stati incredibilmente richiesti come “erogazione liberale obbligatoria”. Per ammissione stessa del dirigente dell'Istituto professionale, quell'importo serve anche a coprire i costi per la manutenzione e l'aggiornamento delle attrezzature didattiche, le fotocopie e altro: tutte voci per cui non è consentito chiedere un contributo obbligatorio.
L'Ufficio scolastico provinciale ha anche richiesto a tutti i dirigenti di fargli pervenire a stretto giro di posta tutte le delibere dei consigli di istituto e le comunicazioni fatte alle famiglie circa i contributi scolastici, per verificarne la legittimità e la correttezza.
Auspichiamo che l'intervento di Campanella ponga fine ad abusi e pratiche illecite che purtroppo anche a Gorizia hanno danneggiato l'immagine della scuola pubblica e tradito quel rapporto di fiducia con le famiglie che dovrebbe stare alla base di ogni azione educativa. Ora ci attendiamo che lo Stato intervenga in fretta per rimediare alla vergognosa carenza di finanziamenti che in questi anni ha prostrato le scuole, minato la sicurezza dei nostri figli e abbassato il livello dell'offerta formativa.
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd di Gorizia

sabato 8 marzo 2014

In preparazione alla Giornata della memoria delle vittime della mafia (21 marzo)

Grande e bella novita' nel panorama culturale goriziano: anche nella provincia di Gorizia, per iniziativa di giovani in gamba, da oltre un anno esiste l'Associazione Libera. E' un coordinamento di realta' associative del territorio che vuole promuovere la cultura della legalita' e della giustizia. Martedi' la prima grande iniziativa špubblica, promossa in collaborazione con Forum, Kulturni Dom e molti altri enti e gruppi del territorio.

Martedì 11 marzo 2014, alle ore 18.30 presso il Kulturni dom di Gorizia (Via Italico Brass 20), si terrà un importante incontro dedicato alla legalità in Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un’assemblea promossa dall’Associazione Libera, che muove i primi passi anche nella provincia di Gorizia, in preparazione all’”evento” che si terrà, in tutta Italia e anche per la prima volta nel Centro di Gorizia, il prossimo 21 marzo, Giornata del ricordo delle vittime della mafia.

Nel corso dell’incontro parleranno: il dott. Antonio Svezia, master su mafie in Fvg, il dott. Roberto Declich, ispettore capo della Digostriestina e uno dei massimi esperti di mafie in FVG, Silvia Stener, nipote di Eddie Cosina, ucciso nel 1992 nell’attentato di Via D’Amelio, Marina Osenda, coordinatrice di Libera in Fvg.

Moderatore sarà il goriziano Matteo Roiz, di Libera.

Hanno aderito alla manifestazione di Libera, quali co-organizzatori, il Kulturni dom di Gorizia e l’Associazione Forum Cultura per Gorizia,nonché molte altre associazioni della Provincia di Gorizia. Hanno assicurato la loro partecipazione i rappresentanti del Comune e della Provincia di Gorizia, oltre che il Prefetto e il Questore della Città.

venerdì 7 marzo 2014

"Altre espressività": teatro sociale da non perdere

Lo scorso martedì Vito Dalò ha raccontato al Forum la sua esperienza di regista teatrale e di organizzatore della rassegna internazionale di teatro sociale "Altre espressività". Il lavoro che è stato portato avanti ha dell'incredibile: prima l'intuizione del teatro come strumento di riabilitazione sociale, poi la formazione di una compagnia teatrale formata da persone con disabilità e la soddisfazione del raggiungimento di obiettivi molto alti, infine la proposta di una rassegna che ha portato in quindici anni a Gorizia decine di compagnie teatrali e migliaia di spettatori. Al fondo la grande constatazione di Franco Basaglia: non esiste un mondo di se-dicenti "normali" distinto da quello di presunti "non normali", ma tutti si è cittadini chiamati a contribuire alla crescita della comunità sociale, ciascuno condividendo con gli altri le proprie abilità e disabilità. Il teatro di Vito Dalò trasmette quindi un messaggio che va al di là della pur notevole qualità artistica e diventa un punto di vista per "leggere" la società e per immaginarne un futuro autenticamente sostenibile. L'unico problema è che non sempre si ha la percezione delle grandi idee e che esse per "camminare" hanno bisogno spesso di sostegni, anche da parte delle amministrazioni pubbliche. Fatto sta che la rassegna "Altre espressività" quest'anno si terrà ancora, tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile, con programma che verrà tra qualche giorno divulgato a mezzo stampa; ma ciò è reso possibile dal ridimensionamento del progetto e soprattutto dall'impegno gratuito delle compagnie che vengono da fuori Gorizia; nel prossimo futuro c'è il concreto rischio che questa grande opportunità venga definitivamente cancellata per mancanza di fondi. E dire che l'investimento è minimo, a fronte di quindici giorni di performance e laboratori teatrali in grado di contribuire in modo enorme alla vita culturale della Città. Grazie Vito...
ab

giovedì 6 marzo 2014

"L'erogazione liberale... deve ritenersi obbligatoria" (?!?)

Giuseppe Cingolani ripropone opportunamente la questione dei "contributi scolastici fatti passare per obbligatori": nonostante si tratti di una pratica illegittima, lo scrivente riporta nuove segnalazioni delle famiglie al Cossar-da Vinci di Gorizia.
Fuorviare le famiglie facendo passare per un versamento obbligatorio quello che invece dovrebbe essere un contributo volontario: non è certo un comportamento che ci aspetteremmo da un'istituzione pubblica a cui è affidato il compito di formare i nostri figli, eppure è quanto accaduto anche nelle scuole di Gorizia, e sembra essersi appena ripetuto all'Istituto professionale Cossar–da Vinci.
Le polemiche che l'anno scorso hanno riempito i giornali locali e i media nazionali, le interrogazioni parlamentari, i ripetuti richiami ai dirigenti scolastici da parte del Ministero e dell'Ufficio scolastico regionale: incredibilmente nulla di tutto ciò sembra essere servito, a sentire le segnalazioni di alcuni genitori. Segnalazioni che sembrano confermate da quanto si legge nella circolare, pubblicata anche sul sito della scuola, che il dirigente del Cossar-da Vinci ha rivolto ai genitori e agli studenti lo scorso 3 febbraio: “l'erogazione liberale finalizzata all'innovazione tecnologica della scuola, di importo pari a 80 euro, che è stata deliberata dal Consiglio d'Istituto nella seduta del 29 novembre, deve ritenersi obbligatoria in quanto riguarda le spese che la scuola sostiene per: l’assicurazione personale integrativa, il libretto personale, il materiale di consumo dei laboratori, le fotocopie, l’aggiornamento delle aule speciali e dei laboratori, la manutenzione delle attrezzature didattiche, e tutte quelle spese necessarie per assicurare un adeguato supporto tecnologico all’azione didattico-formativa dei docenti.”.
La grossolana contraddizione di una “erogazione liberale obbligatoria” rivela già da sola la fallacia della richiesta. La circolare del dirigente, in modo del tutto improprio, pone sotto la voce “erogazione liberale” alcune spese di natura molto diversa. Le famiglie sono tenute a rimborsare solo le spese che la scuola sostiene per loro conto, come quelle per l'assicurazione personale integrativa e per l'acquisto del libretto personale, oppure una parte delle spese per il materiale consumato nei laboratori. Il contributo per tutte le altre voci elencate nella circolare, invece, non può essere obbligatorio. Il Ministero ha ribadito, nella comunicazione del 20 marzo 2012, che le scuole possono chiedere un contributo per l'ampliamento dell'offerta formativa, ma solo chiarendo alle famiglie che si tratta di un versamento “assolutamente volontario”. Nella nota del 7 marzo 2013 il Ministero invita “tutti i dirigenti scolastici ad astenersi da qualunque comportamento volto ad esigere coattivamente il versamento di contributi”, in quanto un simile comportamento “non solo è illegittimo, ma si configura come una grave violazione dei propri doveri d'ufficio” e lede il principio costituzionale della gratuità dell'istruzione.
Secondo quanto mi hanno riferito alcuni genitori del Cossar-da Vinci, la scuola ha comunicato loro che l'obbligatorietà del contributo sarebbe la conseguenza di una delibera del consiglio d'istituto. Ma la già citata nota del Ministero afferma che “i consigli di istituto, pur potendo deliberare la richiesta alle famiglie di contributi di natura volontaria”, non hanno alcun “potere di imposizione che legittimi la pretesa di un versamento obbligatorio”.
La circolare del Cossar–da Vinci prevede anche delle esenzioni per motivi economici, peraltro assai ristrette e da cui sono esclusi gli alunni ripetenti. Ad esempio una famiglia di 4 persone vi ha diritto solo se il suo reddito annuo non supera i 13.160 euro.
È vero che da anni la scuola è devastata da tagli che spesso rendono difficile persino lo svolgimento delle attività essenziali, ma non per questo gli istituti possono continuare a rivalersi in modo iniquo sulle famiglie.
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd di Gorizia

mercoledì 5 marzo 2014

Ciclabile sull'Isonzo/Soča, la grande bellezza...

E’ iniziata la bella stagione, si spera, dopo questo lungo periodo piovoso. Avremo prati color verde irlandese riccamente macchiati di fiori. Il paesaggio darà, quindi, spettacolo di sé anche per questo. Il goriziano, il Collio nonché il litorale sono luoghi che conosciamo, ma potrebbero aumentare l'offerta turistica.
Sarebbe opportuno, pertanto, considerare con più impegno il turismo in bicicletta.
Il cicloturismo è un modi di viaggiare in crescita, che non conosce crisi. Sulla regina delle ciclabili qual’è il Danubio/Donau/Duna/Dunay/Dunărea, ogni cicloescursionista contribuisce all’economia locale spendendo mediamente € 50,00 nel territorio che attraversa. 
Il cicloturista ha più esigenze di carattere logistico: necessita di trovare più spesso trattorie, alloggi con un minimo di servizi per la propria bici. In altre parole si ferma più spesso, se si esclude dal computo chi sceglie di percorre itinerari a piedi, rispetto a chi viaggia con altri mezzi.
La Provincia di Gorizia ha “sulla carta” il progetto della ciclovia dell’Isonzo. Il tracciato, già inserito nella Rete ciclabile della Regione, contraddistinto dalla sigla FVG3, ha la sua origine indicativamente dal quartiere fieristico di Gorizia, sulla sponda sinistra dell’Isonzo. L’itinerario raggiungerà il mare e si collegherà, con opportune deviazioni, alle ciclabili che si trovano lungo il tracciato. Il cicloturista, inoltre, avrebbe anche la possibilità di raggiungere Grado. Da non sottovalutare che viene posta l’opportunità, a chi si trovi a Grado, di arrivare a Gorizia!
In Slovenia, sulla sponda destra dell’Isonzo, c’è un tracciato che da Salcano/Solkan collega Canale/Kanal. Entro qualche anno, con fondi europei, il percorso diventerà una ciclabile, con il vantaggio di offrire al turista anche la “grande bellezza” dei colori del fiume.
Sarebbe quindi importante che le Amministrazioni locali, italiane e slovene, nella fattispecie i comuni di Salcano/Solkan, Gorizia e Nova Gorica, trovino un accordo e si impegnino, per realizzare un itinerario ciclabile intercomunale per collegare i due tratti della ciclabile lungo le sponde dell’Isonzo, tra quello che va verso le Alpi e quello va verso l’Adriatico, dal gulasch al “boreto di pesce” assaggiando la rosa di Gorizia.

Se questa considerazione avesse un seguito, ne beneficerebbe l’economia di questo territorio.
Nevio Costanzo, Presidente Fiab Gorizia

martedì 4 marzo 2014

E' ancora possibile una ricerca storica sulle "foibe"?

Ho trovato veramente fuori luogo la proposta del consigliere regionale Ziberna su “Il Piccolo” che propone di togliere i contributi pubblici “a favore di associazioni o case editrici con le quali collaborano le storiche Alessandra Kersevan e Claudia Cernigoi e con quelle che contribuiscono a espandere tesi negazioniste sulle efferatezze commesse dai partigiani di Tito”. Ziberna invoca leggi repressive che devono punire chi nega il genocidio e fa istigazione o apologia di reati di terrorismo o crimini contro l'umanità. In questo caso l'assoluzione per le due studiose sarebbe certa. Attribuire alle foibe una volontà di pulizia etnica è una tesi contrastata ormai da tutta la storiografia che si è occupata del problema. Genocidio - secondo la definizione dell'ONU -  è un termine che si usa per descrivere “gli atti commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte un gruppo nazionale etnico, razziale o religioso”. Non è questo il caso degli scomparsi da Trieste e da Gorizia, perché fra di essi ci furono anche degli sloveni che avevano collaborato con gli occupatori tedeschi. I motivi degli arresti e delle detenzioni furono di natura politica e furono la conseguenza delle pratiche razziste del “fascismo di frontiera” che ebbe come caratteristica la volontà di perseguitare coloro che si ostinavano a voler mantenere la loro identità nazionale e della guerra sciagurata voluta dai nazisti e dai loro collaboratori che aveva come obiettivo la “soluzione finale” per gli ebrei e l'asservimento dell'Europa dell'est alla potenza hitleriana. In quella guerra le vittime jugoslave furono più di un milione. Fu anche grazie al sacrificio dei partigiani di Tito che la guerra ebbe l'esito che conosciamo. Ma il problema è un altro. Ha senso criminalizzare chi ha delle opinioni diverse e non nega affatto le foibe ma vuole contestualizzare il fenomeno, mettere in discussione il numero delle vittime, soprattutto della foiba di Basovizza sulla quale gli stessi angloamericani espressero dubbi nel secondo dopoguerra? Non è forse vero che su questi argomenti è in atto da anni una dura strumentalizzazione che ha portato ad esempio nel salotto di Bruno Vespa a spacciare la foto di una fucilazione di contadini sloveni da parte di soldati italiani per l'immagine di un infoibamento? Non è con le leggi e con la galera che si sviluppa il dibattito storico, ma con la discussione, anche se dura e faticosa.
Anna Di Gianantonio

Serracchiani a Gorizia: ascoltare il territorio!

Leggendo le parole pronunciate ieri dalla presidente Serracchiani, ieri in Camera di Commercio a Gorizia, si ha la sensazione del dejà vu. Poche certezze, qualche promessa e poco altro... Ma non dipende solo da lei, anzi, il suo invito a cogliere le opportunità che il territorio offre, evidenzia la responsabilità della politica cittadina. Tanto più se - come opportunamente segnalato nell'articolo sulla stessa pagina a firma Francesco Fain - già dieci fa Illy aveva sostanzialmente proposto lo stesso auspicio. 
In realtà non è vero che manchino le proposte e le opportunità, non c'è invece una reale volontà di perseguire l'unica strada possibile, quella di una collaborazione con tutto il territorio goriziano: cioè con le realtà culturali, sociali, religiose, economiche e politiche dei Comuni limitrofi - di qua e di là del vecchio confine. 
Tale obiettivo - come purtroppo ampiamente dimostrato - non si può realizzare costruendo un tetto su una casa che non ha ancora le fondamenta (il Gect, per esempio), ma avviando una grande processo di consultazione di base che interessi tutte le categorie del suddetto territorio. Non è certo una proposta nuova, ma la sua realizzazione è possibile soltanto a partire da un coordinamento tecnico e politico delle amministrazioni locali, senza il quale le buone idee non possono che restare confinate nel campo del senno di poi.
Perché tra dieci anni il futuro presidente della Regione (ammesso che esista ancora la Regione fvg) non ponga le stesse domande e non ripeta gli stessi "desideranda", accanto alle idee occorre un autentico profondo rinnovamento della classe dirigente: il recente cambio della presidenza alla Camera di Commercio sembra aver avviato una stagione nuova, più dinamica e attenta alle esigenze di tutti, in un Ente che da troppi anni sembrava prigioniero di se stesso. 
E' questo l'augurio e la speranza per una città - per la Gorizia/Gorica recentemente delineata dal prof. Gasparini - che non merita di scomparire dall'orizzonte europeo.
ab

lunedì 3 marzo 2014

Nasce a Gorizia il Comitato Isonzo

Ecco il testo integrale del comunicato stampa sottoscritto da diverse realtà culturali e politiche goriziane, tra le quali anche Forum Cultura per Gorizia, intorno ai primi passi del "Comitato Isonzo":

Le anime ecologiste e culturalmente  attente alla conservazione della città e delle sue risorse ambientali e paesaggistiche hanno ritenuto di  costituire un tavolo di coordinamento e una cassa di risonanza sulla questione della tutela dell’Isonzo contro interventi invasivi: la risposta  alla proposta è stata corale, ed ha riunito le più diverse voci che da tempo, e da prospettive diverse, sostengono l’inutilità, l’incongruenza dei fondamenti giuridici e scientifici, e il danno ambientale che verrebbero causati dalla realizzazione di un bacino nel tratto goriziano del fiume.
Si è pertanto costituito il Comitato Isonzo, che riunisce i delegati di partiti politici, associazioni e esperti:  sono rappresentati SEL, Movimento 5 Stelle, Associazione radicale Trasparenza è Partecipazione, Federazione provinciale dei Verdi, Associazione Essere Cittadini, Forum Cultura per Gorizia .
E’ attesa e auspicata l’adesione di altre organizzazioni  e associazioni.
L’identità del Comitato Isonzo è neutra rispetto le sue eterogenee componenti ma è politica nel senso più profondo  del concetto : intende cioè agire in difesa di un bene comune, in nome dell’interesse della comunità e delle generazioni future e in alternativa agli interessi economici e mercantili che pilotano la gestione delle risorse in direzione opposta a quella indicata dalle attuali fonti normative e dalle linee guida nazionali e comunitarie in tema di sviluppo e tutela ambientale e, nello specifico, all’interno di un bacino idrografico internazionale.
Il Comitato intende produrre , coordinare e sostenere nelle prossime settimane occasioni di approfondimento , rivolte alla cittadinanza, sugli aspetti tecnici, scientifici e giuridici che motivano la volontà di impedire la realizzazione di infrastrutture sull’Isonzo, indicando le alternative per tutelare l’ambiente e la vita del fiume e per ripensare i meccanismo diretti a fronteggiare le carenze d’acqua e i sempre crescenti fabbisogni idrici del comparto agricolo.  A cominciare dal fatto che le norme del Trattato di Osimo relative alla gestione dell’Isonzo – oltre a prevedere  situazioni e relazioni tra le due nazioni confinanti diverse da quelle poi  realizzate – è  completamente avulso rispetto l’evoluzione del diritto nazionale, del diritto comunitario e internazionale,  e dalle condizioni oggettive del fiume già sottoposto alla pressione del cambiamento climatico in atto.  I cittadini, enti ed associazioni interessati possono prendere contatto, in questa prima fase organizzativa, scrivendo a : comitatoisonzo@gmail.com

Martedì da non perdere: Vito Dalò e "Altre espressività" al Forum

Nell'ambito del progetto culturale del Forum, martedì 4 marzo, alle ore 18 presso la sede del Forum per Gorizia in Via Ascoli 10, il regista Vito Dalò presenterà la rassegna teatrale “Altre espressività”.
Si tratta di uno dei fiori all’occhiello del calendario annuale della Cultura goriziana, in grado di unire la valorizzazione delle capacità comunicative di ogni persona alle esigenze di un pubblico competente, amante del buon teatro. Su diversi palcoscenici della Provincia di Gorizia e dei Comuni limitrofi in Slovenia, si alternano gruppi internazionali, che offrono straordinarie performance artistiche: esse aprono la porta del mondo del disagio giovanile e adulto, quello rappresentato dalla disabilità fisica o psichica, come quello dell’esclusione sociale. Partecipando alle rappresentazioni, non soltanto si assiste alla messa in scena di opere di alto livello artistico, ma anche ci si sente direttamente coinvolti nella verità dell’aforisma basagliano, secondo il quale “visto da vicino, nessuno è normale”. In altre parole, ogni essere umano in quanto tale è portatore di qualche specifica disabilità: essa può essere fonte di emarginazione, ma anche di ispirazione artistica; può costringere a una vita caratterizzata dalla fatica, come al contrario trasformarsi in occasione di relazione e di costruzione di una società migliore. Gli artisti che operano con il regista Dalò lanciano un significativo messaggio e auspicano che ogni spettatore lo sappia raccogliere: la vita è bella e vale la pena di essere vissuta, il compito di ciascuno – in qualunque situazione si trovi – è fare della propria storia una grande opera d’arte.
Insomma, un appuntamento da non perdere!

Il rovesciamento delle istituzioni nel tempo della comunicazione globale

Come al solito, la prima sensazione che si prova davanti alla crescita della tensione tra Ucraina e Russia, è quella dell'impotenza. Nell'era della comunicazione globale, è sempre più difficile capire quali sono i reali valori in gioco, acquisire un'adeguata informazione e di conseguenza prendere una posizione.
Nello specifico, Yanucovich viene defenestrato dalle manifestazioni di piazza represse nel sangue e dall'immediato appoggio dei governanti dell'Unione europea alla nuova dirigenza. Bene, ma che cosa sia accaduto realmente in piazza Maidan a Kiev, quali siano i "numeri" della repressione e chi abbia organizzato le proteste (certa la presenza di gruppi neo-nazisti) non è dato di saperlo.
Così come è difficile districarsi nel cosiddetto (ma di fatto inesistente) diritto internazionale: la "rivoluzione" di piazza Maidan è sostenuta in base al principio di autodeterminazione, mentre si nega il diritto all'indipendenza della Crimea sulla base dell'opposto principio di integrità territoriale dell'Ucraina. Evidenti i due pesi e le due misure che caratterizzano la politica dell'Unione, alla quale sembrano interessare maggiormente le questioni legate alle condotte del gas che la tutela dei diritti umani, nell'Ucraina di Yanucovich come nella Russia di Putin, il "grande amico" di una nota personalità politica italiana.
In questa situazione di non-conoscenza non resta che associarsi ai più, i quali altro non possono fare se non incrociare le dita, con Renzi e Mogherini che auspicano "che Putin sia responsabile e non usi la forza" e che "si trovi una soluzione politica". Oppure pregare con papa Francesco che invoca "dialogo e concordia". Amen
ab

sabato 1 marzo 2014

Le piaghe del territorio nel Convegno di Palazzo Attems



Veramente molto interessante il convegno di ieri sera in Palazzo Attems, dedicato allo sviluppo eco sostenibile del nostro territorio, agli errori del passato e alle prospettive per il futuro. Sono stati passati in rassegna diversi esempi di urbanistica e architettura, centrando l'attenzione su come gestire un corretto rapporto tra strutture e materiali del passato, del presente e del futuro. Insieme alle questioni relative all'Isonzo in Gorizia, presentate da due architetti molto competenti come Luisa Codellia e Elisa Trani, Roberto Raccanello e Claudio Mennino hanno presentato due punti di vista diversi sulla complessa realtà del "riciclo" in architettura, sia dal punto di vista funzionale che - soprattutto - culturale. Particolarmente coinvolgente è stato l'intervento introduttivo di Adelvis Tibaldi (nella foto), del Comitato per la difesa del Friuli rurale: ha evidenziato tre punti critici nella Regione Friuli Venezia Giulia e ha spiegato con dovizia di documentazione l'"assurdità" del progetto Tav in Fvg, dell'incredibile progettata devastazione della storica "rosta" di Sagrado e della realizzazione di tralicci d'alta tensione per i nuovi elettrodotti, previsti nel bel mezzo del greto dell'Isonzo. Avvincente e inquietante, l'unico rammarico è l'assenza dei livelli politici decisionali. Un "bravo!" convinto al Lions club di Gorizia per il coraggio dimostrato nel mettere il dito su autentiche piaghe del nostro territorio.
ab