venerdì 28 febbraio 2014

Venerdì 28, interessante convegno a Palazzo Attems

Anche se all'ultimo minuto, si segnala l'incontro che si terrà oggi, venerdì 28 febbraio, alle ore 18 a Palazzo Attems in Gorizia, organizzato da Lions club Gorizia con il patrocinio della Provincia e dedicato a Sviluppo eco sostenibile del nostro territorio. Errori del passato e nuove proposte.
Parteciperanno in qualità di relatori Luisa Codellia ed Elisa Trani, Roberto Raccanello, Claudio Meninno e Adelvis Tibaldi. E' un'ottima occasione per incontrare professionisti competenti, per sviluppare tematiche urbanistiche già affrontate anche dal Forum e - perché no? - anche per ascoltare Adelvis Tibaldi, del Comitato per la vita del Friuli rurale, una delle voci più interessanti, coinvolgenti e costruttivamente contro corrente della nostra Regione.

giovedì 27 febbraio 2014

La liquidità della parola nella politica della post-modernità

Post-ideologico e ultra-moderno sono concetti che identificano l'attuale contingenza politica e filosofica. Si tratta in pratica del trionfo del soggetto sull'oggetto, della certezza relativa sulla verità assoluta. Quanto di positivo comporti questa fase del pensiero occidentale è contenuto nella Dichiarazione universale dei diritti della persona e nella coscienza della centralità di ogni essere umano, "unico e irripetibile": come non inchinarsi di fronte a tali acquisizioni, frutto della desolata contemplazione delle macerie di due guerre mondiali, della crescita esponenziale della fame nel mondo, dei terribili genocidi che hanno insanguinato il Novecento mondiale?
Quanti rischi però porti con sé una concezione logica, etica ed estetica svincolata da qualsiasi riferimento oggettivo e universalmente riconosciuto, lo si sperimenta quotidianamente, a livello di relazioni internazionali, dibattiti politici a tutti i livelli o indispensabili scelte d'ogni giorno: ciò che dovrebbe costituire il fondamento della libertà del singolo, facilmente diventa invece una sorta di nuova giungla, dove una mascherata e per questo ancor più subdola legge del più forte (cioè di colui che ha i mezzi per generare consenso) determina di fatto la forma di ogni relazione.
Un esempio di ciò deriva dalla concezione della "parola", fino a non molto tempo fa sinonimo di "fiducia" e di strumento di "confronto": la piazza mediatica ha offerto in quest'ultimo mese diversi esempi di manipolazione della parola, da quelli tragici connessi all'impossibilità di comprendere cosa stia accadendo realmente in Ucraina a quelli meno drammatici riguardanti le politiche nostrane.
Come utilizzare ancora la rassicurazione "ti do la mia parola", dopo che l'attuale Presidente del Consiglio ha garantito leale collaborazione al predecessore fino al giorno prima di defenestrarlo? E come pensare alla "parola" come dialogo tra pari, dopo l'espulsione dal Movimento 5 Stelle di quattro "dissidenti" che non hanno messo in discussione una linea politica, ma soltanto espresso perplessità su un comportamento, quello adottato da Grillo con il neo Presidente del Consiglio?
Come si diceva una volta, cosa possono imparare le nuove generazioni da questi illustri esempi di enfatizzazione dell'individualismo, nell'epoca post-ideologica e post-moderna?
ab

mercoledì 26 febbraio 2014

Novant'anni di storia di Pola rivissuti ieri sera

Livio Dorigo e Roberto Spazzali
Nell'ambito delle iniziative legate alla Giornata del Ricordo, è stato presentato ieri sera nella sede del Forum per Gorizia il libro Pola operaia (1856-1947). I Dorigo a Pola, una storia familiare tra socialismo mazziniano e austro marxismo, edizione Circolo di cultura istro-veneta Istria, Trieste 2010. Introdotti da Anna Di Gianantonio, hanno parlato Livio Dorigo, rappresentante della famiglia al centro del racconto e l'autore, Roberto Spazzali.
Il primo ha narrato le vicende dei suoi avi, proponendo con intelligente vivacità i ricordi del padre e del nonno, oltre che le proprie sensazioni intorno alle vicende alle quali ha direttamente assistito: la forza della comunicazione orale ha avvinto tutti i presenti, accompagnati con simpatia nei frequenti incontri tra la contingenza europea e la quotidianità di una città come Pola.
Spazzali, con la meticolosa passione per la documentazione che caratterizza lo storico di professione, ha ricostruito in un'ora i novanta assai complessi anni ai quali si riferisce il titolo del volume. Come in un film d'azione, sono stati passati in rassegna i momenti (pochi) di pace e (tanti) di guerra, i cambiamenti della struttura di potere, la dialettica politica nelle diverse fasi: tutti sono rimasti coinvolti in un secolo di Pola e della famiglia Dorigo, colpiti anche dall'originale metodo storiografico in grado di far comprendere al lettore - ascoltatore il valore di una documentata realtà familiare quale paradigma del susseguirsi degli avvenimenti in una città e il valore della storia di una città quale paradigma degli eventi nazionali e internazionali.
Prescindendo dallo specifico oggetto dell'incontro, è stata trasmessa la forte sensazione di come tutto ciò che accade sia il frutto di una serie infinita di piccole concatenazioni e di come l'ovvia constatazione dell'esistenza di centrali che "reggono i fili" del teatro mondiale non toglie in alcun modo la responsabilità personale e l'importanza delle quotidiane scelte individuali.
Un grazie non formale e profondo ai due Maestri che hanno donato al Forum una serata speciale.
ab

martedì 25 febbraio 2014

Dal "partitismo" al "cjentismo"

Tra tante, la "cjente" - quella che non lo ha mai votato al Parlamento, ma della quale Renzi si auto-nomina paladino e interprete - si poneva in questi giorni tre domande: perché Renzi ha smentito tutte le proprie dichiarazioni degli ultimi due mesi e ha "silurato" Letta subito dopo averlo rassicurato intorno al suo sostegno?  Perché un Governo sostenuto dalla stessa maggioranza politica dovrebbe riuscire a realizzare ciò che non è riuscito al precedente? Quale è l'obiettivo ideale e qual'è il progetto "culturale" di questo Governo, al di là dei rituali richiami alla "concretezza"?
Chi dal discorso programmatico del nuovo Presidente del Consiglio al Senato si attendeva una sia pur vaga risposta a questi interrogativi è rimasto deluso. E quindi, in mancanza d'altro, non resta che aggiungersi alla schiera di quelli che Napolitano ha chiamato "professionisti delle ricostruzioni fantasiose". Già, perché qualunque risposta "razionale" appare insufficiente: un premier può moltiplicare i pani e i pesci solo in quanto "più giovane e dinamico del predecessore"? il frenato entusiasmo dei senatori arcoretaniani, è davvero l'inizio di un costruttivo dibattito? Una compagine giovane e rispettosa delle pari opportunità è per questo una garanzia di sostenibile governabilità?
Senza dimenticare che anche il Governo Letta era nato sotto la stella di alcune scelte coraggiose, cancellate senza se e senza ma dal successore: la centralità del tema dell'immigrazione con l'istituzione di un referato ministeriale e la nomina di Cécile Kyenge; la decisione di porre a capo del Ministero degli Esteri una persona stimata a livello internazionale come Emma Bonino; la scelta di un ministro dei beni e delle attività culturali come Massimo Bray, una delle persone più umili, semplici, competenti e intelligenti che abbia trovato posto in un Consiglio dei Ministri.
Dunque? Dunque i casi sono due: o Renzi è un totale incosciente e il suo Governo non andrà oltre il "semestre italiano di presidenza europea". O incosciente non lo è affatto e su di lui si è posato lo sguardo di chi "conta": in questo caso ce lo terremo fino al 2018 e oltre, con la benedizione dei Potentati finanziari (ma anche culturali, mediatici e religiosi) che determinano il destino dell'Italia.
Andrea Bellavite

lunedì 24 febbraio 2014

Martedì al Forum, Spazzali e Dorigo su "Pola operaia (1856-1947)"

Martedì 25 febbraio, alle ore 18 nella sede del Forum per Gorizia, in Via Ascoli 10, sarà presentato il volume Pola operaia (1856-1947), scritto dallo storico Roberto Spazzali.
Si tratta della storia di una città, di una famiglia, i Dorigo e della formazione di una classe operaia professionale e di mestiere che inizia a lavorare nelle industrie create dall'Austria. Ma è anche la storia dell'incapacità ad affrontare e a gestire i conflitti nazionali e le proteste operaie da parte delle élite nazionali e degli schieramenti politici cittadini. Le tensioni tra croati, tedeschi e italiani trovano una composizione repressiva sotto il fascismo, ma la dittatura non risolve gli antichi screzi, anzi li aggrava, cercando di imporre una semplificazione nazionale “italiana” che non tiene conto della complessità etnica e sociale della città. Guerra e resistenza come scontro finale, senza esclusione di colpi, saranno l'esito definitivo di problemi irrisolti dagli inizi del secolo. In queste lacerazioni i Dorigo intervengono, partecipano, prendono posizione, ma, come tanti, saranno costretti a fuggire dalla città, emblema, come altre località istriane, dei conflitti alla base delle guerre del Novecento. All’incontro, insieme all’autore, sarà presente Livio Dorigo. Modererà Anna Di Gianantonio.

domenica 23 febbraio 2014

Intorno alla proposta di "Essere cittadini"

Sull'ultimo numero (101) di Isonzo Soča si affronta il problema sollevato da "Essere cittadini", con una proposta complessa e articolata, a nome del Forum per Gorizia. Rinviando alla lettura completa dell'articolo, se ne riporta un passo, allo scopo di continuare il dibattito. Le domande sono "chi?" e "se non ora, quando?"...
     (E' indispensabile) un grande momento di analisi, verifica e proposta in grado di interessare tutte le categorie del Territorio italiano e sloveno intorno al vecchio confine. Si chiamino Stati Generali o con qualche nome più romantico, basta che qualcosa si faccia. Si potrebbe iniziare con un Convegno autunnale preparato dagli Istituti accademici e dai Centri di ricerca della “stara” e della “nova” Gorizia. Persone competenti e qualificate potrebbero offrire un quadro sufficientemente oggettivo della situazione e indicare qualche possibile approccio interpretativo. Nel periodo invernale e primaverile i rappresentanti staro e neo goriziani di ciascun ambito (cultura, attività produttive, commercio artigianato e agricoltura, ambiente, welfare, pianeta scolastico e universitario, immigrazione…) potrebbero incontrarsi assiduamente per verificare e proporre percorsi sostenibili di sviluppo. A termine di questa consultazione ogni settore dovrebbe produrre un documento da discutere in un’assemblea finale di stampo prettamente politico, ognuno per la sua parte dovrebbe prendere atto delle proposte e portarle avanti in modo efficace ed efficiente.

Sulla centrale a carbone: chiudere o rassicurare, tertium non datur...

Alessandro Vescovini, se ne è scritto un paio di giorni fa, aveva denunciato con una pagina a pagamento su Il Piccolo, la pericolosità delle emissioni dalla centrale a carbone di Monfalcone e sottolineato l'insufficienza dei controlli relativi alla concessione dell'autorizzazione ambientale da parte del Comune. Le reazioni non si sono fatte attendere, ieri la minaccia di querela da parte di A2A, oggi la reazione della Sindaco di Monfalcone. Le sue dichiarazioni confermano sostanzialmente l'allarme dell'imprenditore, che in precedenti occasioni era stato tacciato di "disinformazione". La frase finale, nell'odierna intervista sulla pagina di Monfalcone de Il Piccolo, lascia perplessi: il Tavolo tecnico di verifica è stato avviato già dal 2012 e - dice testualmente - "ha già prodotto interessanti risultati". Ora - sperando di non offendere nessuno - ci si può domandare quali siano questi "interessanti risultati"? Di fronte alla possibilità, ventilata da Vescovini, della morte di centinaia di persone, gli "interessanti risultati" di un tavolo che sta "lavorando da due anni", non possono che produrre o l'immediata chiusura della Centrale o la prova dell'assoluta non nocività. Che diamine, non si può perdere un giorno in più, o chiusura o rassicurazione con prove, il resto sono solo parole...
ab

Quando le domande vengono scambiate per offese...

Molte critiche sono state riservate al post (4 febbraio 2014) riguardante i segretari comunale e provinciale del pd goriziano. Critiche sorprendenti perché, se qualsiasi opinione politica viene scambiata per "attacco personale", c'è da domandarsi cosa sia un dibattito in democrazia.
Dopo un convinto elogio nei confronti dell'interessato e del suo ruolo politico amministrativo, si proponevano due interrogativi, che potrebbero essere tradotti in altrettante posizioni politiche:
1. Non sembra opportuno che chi ha svolto un ruolo politico amministrativo importante come quello di assessore ai lavori pubblici in una Giunta di centro sinistra, possa essere il direttore dei principali lavori pubblici affidati dalla Giunta immediatamente successiva di centro destra.
2. Non sembra opportuno che chi guida un partito di centro sinistra, quindi d'opposizione alla Giunta attuale di centro destra, sia anche il direttore dei principali lavori affidati dalla stessa Giunta di centro destra.
Cosa ci sia di "personale" o di denigratorio in questa domande - che molti cittadini si pongono - proprio non si sa: piuttosto, in tempi di renziano "nuovo che avanza", sarebbe interessante ricevere delle risposte...
Andrea Bellavite

sabato 22 febbraio 2014

Punti interrogativi sul piano di riordino delle scuole della Provincia

Molti insegnanti, alcuni genitori e studenti erano presenti ieri all'incontro con l'assessore Cecot, organizzato dal coordinamento degli insegnanti Sùlatesta. Oggetto: l'avvio di un percorso partecipativo per il dimensionamento delle superiori dell'isontino, presentato dalla Provincia.

Vari gli interrogativi posti sulle criticità evidenziate dall'assessore: disomogeneità di indirizzi all'interno dei poli e concorrenza fra istituti. Le testimonianze di alcuni docenti sull'ottimo funzionamento di poli con specificità diverse hanno indicato il contrario, mentre la doppia presenza di un liceo linguistico nel Comune di Gorizia (offerta sia dallo Slataper che dal D'Annunzio) forse non richederebbe uno stravolgimento dell'intero assetto delle scuole provinciali. Anche la soglia numerica richiesta (almeno 400 alunni iscritti per polo) al momento non metterebbe a rischio alcun istituto.

Risultano pesare di più i problemi che il previsto riordino comporterebbe: la dissoluzione di rapporti umani e professionali già avviati, e la necessità di doverne ricostituire di nuovi, assieme a nuovi progetti e piani formativi. Operazioni che richiedono anni di lavoro per entrare a regime, cui si aggiungerebbero i vari costi amministrativi. Non da ultimo preoccupa l'incognita della perdita di posti di lavoro sul territorio.

Da parte dei presenti al dibattito è emerso un invito alla Provincia. Rivolgersi ai diretti portatori di interesse del mondo della scuola: famiglie, docenti e studenti, per chiarire quali siano i suoi reali problemi, e intervenire di conseguenza.

Daniela Careddu

Essere Cittadini si chiede: una "Santa Alleanza" per Gorizia senza i goriziani, dobbiamo preoccuparci?

Sempre molto coinvolgenti, le argomentazioni dell'Associazione Essere Cittadini. forse Gorizia (con Nova Gorica) ha bisogno di un momento generale di confronto costruttivo, trasversale rispetto ai tanti diversi settori. Un momento di analisi e proposta nel quale siano coinvolti tutti i cittadini...

Leggiamo oggi sulla stampa locale che il Presidente della Camera di Commercio G. Madriz ha riunito “tutte le categorie” per costituire una task force per salvare l’economia goriziana (anzi addirittura una “Santa alleanza”). E i cittadini? Evidentemente non esiste una categoria con il nome “cittadini”. E i rappresentanti dei cittadini? Evidentemente non esiste nemmeno una categoria che abbia questo nome. Apprendiamo, sempre dalla stampa che, durante l’incontro, qualcuno ha ricordato alcuni “grandi occasioni perse”, come la Scuola della G. di Finanza, il rigassificatore o il centro commerciale di Gorizia. Da questi esempi che cosa dobbiamo intendere? Che il rilancio dell’economia goriziana dovrà passare per ulteriori centri commerciali, ulteriore cementificazione del territorio, ulteriori opere in  dispregio e rovina dell’ambiente? Ci piacerebbe sapere se in questo incontro si è parlato della situazione disastrosa in cui versano la cultura, l’agricoltura ecocompatibile,  il turismo, i beni paesaggistici, le scuole e l’ambiente, in primis quel patrimonio stupendo che si chiama Isonzo: per noi cittadini, pur non essendo una categoria  evidentemente “rilevante” per i “signori dell’economia” questi sono i settori da mettere al centro di ogni progetto e  soprattutto per un rilancio dell’economia di questa disgraziata provincia isontina. Concludiamo che non ci può essere futuro per questa provincia se non lo si costruisce insieme, in maniera condivisa e rispettosa del pensiero, della dignità e della salute di tutti i cittadini, che non saranno una categoria “rilevante” ma sono pure sempre i destinatari finali di tutte le scelte scellerate che altri, le famose categorie “rilevanti”, deliberano e adottano nelle stanze del potere.
Chissà magari, dopo aver letto queste poche righe, a qualcuno verrà in mente di riunire e ascoltare anche i cittadini singolarmente e nelle varie forme associative.
l’Associazione Essere Cittadini Gorizia

venerdì 21 febbraio 2014

Renzie I

Commento a caldo, su una coalizione di Governo formata in modo opposto rispetto a quello indicato dagli elettori, con un Presidente del Consiglio scelto dai tre milioni di votanti delle "primarie" Pd e con una linea politica sostanzialmente identica a quella del silurato Letta. I ministri noti sono "purtroppo noti": Alfano, che Renzi sindaco avrebbe dimissionato più volte quando il Capo era Letta, rimane tranquillamente ministro dell'Interno, con Lupi e la (incredibile!) Lorenzin. Un partito mai votato da nessuno, quotato intorno al 3%, esprime ben tre ministri - e in ruoli assai importanti - in un Governo di diciotto. Quelli meno noti hanno curriculum da brivido: dal fondamentale Ministero degli Esteri viene letteralmente estromessa una figura di prestigio internazionale come Emma Bonino, sostituita da una persona che nel suo palmares ha un paio d'anni di "responsabile delle Relazioni estere dei Ds". E alla Giustizia, snodo decisivo? Andrea Orlando, partecipe di qualche riunione della Commissione parlamentare antimafia, non soltanto non laureato in materie giuridiche, ma titolato della sola maturità scientifica. La laurea in giurisprudenza l'ha invece Maria Elena Boschi, ministro alle Riforme, altro ruolo chiave: poco più che trentenne, affronta il tema delle riforme da ben circa tre mesi, quando il suo conterraneo Renzia la nomina nel settore ad hoc del nuovo Partito Democratico. Non è un po' poco, per un Governo dell'efficienza, della competenza e dei curricula?
Auguri a Matteo Renzi, anche se, purtroppo per lui, il suo tentativo non sembra destinato ad avere lunga vita e la necessità di tornare a votare si fa sempre più forte ed impellente.
ab

A2A di Monfalcone: i pericoli del carbone

Difficile non rimanere colpiti dalla pagina a pagamento pubblicata oggi sul Il Piccolo. La firma è quella di Alessandro Vescovini, se-firmante "il disinformato", in realtà apprezzato imprenditore. L'argomento è la Centrale A2A di Monfalcone, la nocività delle emissioni della quale sono state dimostrate da uno studio di Eletterogen che non sarebbe stato preso in considerazione in sede di autorizzazione da parte del Comune e dal parere legale dell'avvocato che segue le simili cause relative al carbone di Porto Tolle e Vado Ligure. "Senza la centrale di Vado, tanti decessi (almeno 400 tra il 2000 e il 2007!!!) non ci sarebbero stati" - ha dichiarato l'altro ieri il procuratore capo di Savona. Ebbene, Vescovini, sottolineando di aver già pubblicato una simile, documentata pagina a pagamento oltre un anno fa, "beccandosi" appunto la qualifica di "disinformato", chiede al sindaco di Monfalcone non soltanto perché non sia ancora stata revocata l'autorizzazione, ma anche perché non sia stata realizzata prima quella verifica previa che ora sembra a tutti essere indispensabile e urgente. Quanti morti dovranno registrarsi a Monfalcone - si domanda accorato l'estensore della lettera - perché ci si renda conto della situazione? Una domanda alla quale probabilmente sarà data risposta in breve tempo: comunque un interrogativo tragico, in una città già drammaticamente penalizzata dalle lungaggini sugli accertamenti relativi all'amianto nei Cantieri navali...
ab

giovedì 20 febbraio 2014

20.000 km

In Italia ci sono 7 milioni di cittadini che usano la bici. In base a questo dato, il gruppo interparlamentare sulla mobilità ciclistica, di diversi orientamenti politici, si sta muovendo per rendere più sicuro lo spostarsi in bici sia in ambito urbano che extraurbano. E’ stata presentata una bozza di legge che, se verrà approvata e soprattuto finanziata, porterà un cambiamento epocale tale da far diventare questa nazione “Bike Friendly” (Amica della Bici).
Questa bozza di legge prevede una rete nazionale per le due ruote lunga 20mila km senza interruzioni, che attraverserà tutti i capoluoghi di regione e i luoghi di importanza turistica, poggerà sul recupero della viabilità minore esistente e sarà sostenuta dall'accesso delle bici a stazioni, porti e aeroporti.
A dar forza a questo progetto di legge, oltre al numero di ciclisti sopracitati, ci sono i dati nazionali sulla mobilità dove indicano che Il 60% degli spostamenti in auto ha una distanza non superiore ai 5 km, il 15% inferiore a 1 km! 
Una rete ciclabile diffusa, agevolerebbe gli spostamenti con la bici. Il piano nazionale per la ciclabilità, comprenderà quello delle Regioni ed Enti locali; Provincie e Comuni, inoltre, dovranno realizzare strutture e/o depositi anche per la riparazione delle bici in tutte le stazioni ferroviarie e dei bus extraurbani.
Gorizia ha tutte le caratteristiche per candidarsi a diventare una città Amica della Bici: poche o quasi nulle le salite, distanze di attraversamento della città minime, molto verde. 
Cito quanto ha detto Alfredo Martini (18/2/1921), ex commissario tecnico della nazionale di ciclismo: “…(la bici) Un contributo sociale. E non ha controindicazioni. fa bene al corpo, all’umore. Chi va in bici, fischietta, pensa, progetta, canta, sorride. Chi va in auto, s’incattivisce o s’intristisce.”
Nevio Costanzo

Il Kulturni Dom: Enti pubblici, non tagliate i rami sani…

Si riceve dal Kulturni Dom e molto volentieri si pubblica:
Ancora per questa stagione teatrale, lo sfavillante sipario del Kulturni dom di Gorizia si alzerà per offrire agli appassionati di prosa, in particolare del teatro comico, la magia dello spettacolo di scene, luci e parole.
Si tratta di un’opportunità, occasione che è ormai una tradizione, d'incontro con la cultura, ma anche di svago, divertimento eaggregazione: insomma, è un momento importante di vita sociale.
Su questi contenuti si fonda il festival trilingue “Komigo 2014”, promosso dal Kulturni dom di Gorizia e giunto ormai alla sua 11° edizione. Quest’anno, "in tempo di miracoli” vuole, per la sua originalità, non soltanto “sopravvivere”, ma anche rigenerarsi con le nuove proposte del “Komigo baby” e del "mini-abbonamento" per quattro spettacoli in lingua italiana e friulana. La rigenerazione prevede anche uno sconfinamento in Slovenia, con uno spettacolo in lingua italiana al teatro SNG di Nova Gorica, martedì 27 maggio, quando la "vulcanica" attrice Marina de Juli presenterà il suo Omaggio a Dario Fo, Giorgio Gaber e Enzo Jannacci.
Il festival Komigo, con la stagione del teatro Verdi e quella del teatro sloveno SSG a Gorizia, con le rassegne dell’Associazione Terzo Teatro (Festival teatrale Castello di Gorizia, Un Castello di risate,  Teatri comic furlan ecc.), fa parte della “famiglia teatrale goriziana”, che porta alla città di Gorizia una serie di appuntamenti veramente da non perdere.
I veri protagonisti di ogni spettacolo non sono solo gli attori, il regista, i tecnici, ma soprattutto gli spettatori, che a volte sembrano dei reali officianti di un rito antico che continuamente si rinnova. Pertanto gli operatori culturali sono ben consapevoli che, senza pubblico e senza spettatori non si può "fare teatro" e non si realizza la sua magia.
Inoltre è nostro dovere rivolgere un invito caloroso, in primo luogo agli enti pubblici - con particolare riferimento all’Assessorato alla cultura della Regione FVG - a sostenere e a “non tagliare” i rami sani della cultura isontina. In secondo luogo l'appello al pubblico: la cultura è simbolo di aggregazione, pertanto è bene immergersi in essa, con vivace curiosità e grande passione. Infine, una parola deve essere rivolta anche agli operatori culturali: in questo non facile momento di crisi ci attendono molti appuntamenti, da affrontare congrande energia e tanta buona volontà; unendo le nostre forze, le nostre risorse intellettuali, potremo far fronte ai nuovi impegni e il teatro sarà l'apripista di una vasta gamma d’attività culturali.
Igor Komel – Presidente del Kulturni dom di Gorizia

martedì 18 febbraio 2014

Matteo Renzi, ritorno al passato...

Nonostante la giovane età del presidente del consiglio incaricato, quello con Matteo Renzi è per molti versi un vero e proprio "ritorno" al passato. In primo luogo, è ritorno all'epoca nella quale ogni decisione importante - compresa la scelta del Capo del Governo - veniva decisa nelle stanze dei partiti, sulla base di accordi successivamente ratificati dal Presidente della Repubblica. Una differenza per la verità c'è: al tempo del vituperato proporzionalismo, erano gli elettori a indicare i rapporti di forze sulla base dei quali prevaleva l'una o l'altra corrente. Oggi invece, esautorati gli elettori perfino della possibilità di scegliere i propri rappresentanti, è il partito a rimediare, attraverso l'istituto delle votazioni interne, da qualche anno pomposamente chiamate "primarie", anche se con le più famose "statunitensi" hanno in comune soltanto il nome, dal momento che i "nominati" Usa - a differenza di quello italiano - devono poi vedersela l'uno contro l'altro nelle "presidenziali".
Ma c'è un altro motivo per cui Matteo Renzi ricorda il passato: la forza del cattolicesimo politico italiano, unito nel momento del bisogno, variopinto ed eterogeneo nella sua realtà di base. Ebbene, dopo parecchi anni segnati da un costante interventismo della Conferenza Episcopale nelle vicende politiche, si torna - un po' grazie allo spiazzamento dovuto all'apparente disinteresse di Papa Francesco, un po' grazie al superamento del sistema maggioritario che "costringeva" i politici cattolici a troppi compromessi sui temi "non negoziabili - all'impegno politico autonomo dei rappresentanti dei principali movimenti interni alla Chiesa. Lo scout Matteo Renzi rappresenta una sorta di "centro sinistra", promuovendo - come teorizzato per decenni dall'Azione Cattolica - la presenza "nascosta" come il lievito nella pasta (la metafora è evangelica); i suoi probabili colleghi di governo saranno in parte provenienti dall'area formigoniana (ma con probabile recupero dei Buttiglione e degli altri nel frattempo dispersi nel casinismo montiano) del "centro destra" ecclesiale: la presenza "identitaria" non più contrapposta, ma affiancata all'altra. 
Dopo trent'anni - qualcosa di più di tre giorni, ma pur sempre di resurrezione si tratta - rinasce la da tutti data per defunta Democrazia Cristiana: il progetto, cresciuto di dieci anni in dieci anni nelle grandi assemblee nazionali della Chiesa Italiana di Roma 1976, Loreto 1985, Palermo 1995 e Verona 2006, trova oggi la sua forma. Piantato tra le polemiche il seme è cresciuto e oggi l'albero, unito nella diversità dei suoi rami, ritorna a coprire con la sua ombra le masse disorientate. Con la convinta benedizione del vecchio cardinale Ruini e - probabilmente - con una bonaria ma non troppo ingenua pacca sulla schiena da parte del sorridente Bergoglio.
Che dire, se non un preoccupato Amen?
Andrea Bellavite

domenica 16 febbraio 2014

Fondazione musicale: un fallimento legittimo?

Ecco una riflessione di Giuseppe Cingolani, capogruppo Pd in Consiglio Comunale, sull'inquietante vicenda dell'Istituto di musica di Gorizia:

Inquietante e per molti versi oscura appare la vicenda che ha portato al fallimento dell'Istituto di musica di Gorizia. Nella commissione consiliare che venerdì scorso si è svolta sull'argomento molte domande sono state aggirate dal sindaco Romoli e restano senza risposta.
Fino al 2010 il debito si manteneva intorno ai 250mila euro: come mai in soli 3 anni, dal 2011 al 2013, si è passati ad un buco di 620mila euro?
Perché non si è fatto nulla per modificare una situazione insostenibile, e il problema è esploso solo nel settembre scorso, quando un CdA inadeguato, nominato da Romoli e presieduto da Lo Medico, ha rassegnato le dimissioni in seguito all'interruzione del pagamento degli stipendi degli insegnanti? Il sindaco ha ribadito di non essere intervenuto in questi anni, di fronte allo sfascio, perché si tratta di una fondazione autonoma. Eppure è il sindaco che nomina 4 consiglieri di amministrazione su 5, e la Fondazione musicale, secondo l'articolo 21 del suo Statuto, è obbligata a presentare all'Amministrazione comunale i propri bilanci preventivi e consuntivi, non certo per offrire al sindaco un passatempo, ma evidentemente perché attribuisce al Comune un compito di vigilanza.
Interrogato sui criteri in base ai quali ha nominato il CdA che ha retto l'Istituto dal 2011 al 2013, Romoli ha detto che si “trattava di brave persone”. Una risposta che ignora ogni criterio di competenza e capacità, e basterebbe da sola a spiegare il disastro dell'Istituto.
Enormi dubbi inoltre suscita la vicenda del fallimento. Come lo stesso Romoli aveva annunciato a metà gennaio, c'era la concreta possibilità di ripianare praticamente tutto il debito, grazie anche alla disponibilità della Regione, della Fondazione Carigo e della Camera di Commercio. Il fallimento ha stroncato questo progetto.
Il punto critico è che solo un'impresa che abbia un fine di lucro può fallire. Ebbene nella sentenza si legge che il giudice ha sancito il fallimento perché dice di aver preso atto, in base alla stessa richiesta di fallimento presentata dal CdA dell'Istituto, che la Fondazione musicale sarebbe un'impresa economica, dunque a carattere commerciale. Ma la Fondazione è un ente pubblico istituito con decreto del Presidente della Repubblica, che vive prevalentemente grazie ai contributi degli enti pubblici, ottenuti proprio dichiarando di non essere un'impresa a carattere commerciale. Dunque si baserebbe su un presupposto sbagliato la sentenza di fallimento che cancella la Fondazione musicale, un patrimonio di Gorizia che ha svolto per oltre un secolo un servizio prezioso per la vita culturale del capoluogo.
Pretenderemo che si vada a fondo in quest'assurda vicenda, in cui l'inadeguatezza degli amministratori e il disinteresse del sindaco hanno aperto una nuova grave ferita nel tessuto della città.
Giuseppe Cingolani

Ilaria Cecot, assessore provinciale all'istruzione, il 21 alle 18 in via Ascoli 10

Ricordate la polemica sul riordino delle scuole goriziane? Ebbene, l'invito al dialogo e' stato accettato, grazie all'iniziativa dell'associazione d'insegnanti Sulatesta! e alla gradita disponibilita' di Ilaria Cecot, l'assessore provinciale all'Istruzione. Il Forum per Gorizia e' lieto di appoggiare l'iniziativa, che si svolgera' nella sede di Via Ascoli 10, venerdi' 21 febbraio, con inizio alle ore 18. Il titolo dell'assemblea e': Quale riordino per le scuole superiori della provincia di Gorizia? Progetti e strategie per garantire l'offerta formativa migliore. Oltre all'assessore, parteciperanno rappresentanti sindacali del mondo della scuola. Il dibattito sara' moderato da Anna Di Gianantonio, del Forum per Gorizia. Tutti sono invitati a partecipare, soprattutto coloro che sono coinvolti nei problemi legati al delicato momento della scuola goriziana.

venerdì 14 febbraio 2014

E' l'ora di Matteo Renzi?

Poco meno di un anno fa, gli italiani sono stati chiamati al voto, per rinnovare il Parlamento in un momento molto difficile per l'Europa e per il mondo. Il sistema elettorale faceva acqua da tutte le parti, al punto da essere definito non conforme alle regole costituzionali da una successiva sentenza della Consulta datata 4 dicembre 2013.
Molti erano gli schieramenti in campo, ma di fatto le proposte sembravano essenzialmente due: scegliere Bersani e con lui il centro sinistra, compresa la componente vendoliana di Sinistra Ecologia Libertà; scegliere Berlusconi e con lui il centro destra, compresa la Lega Nord. Grillo, candidato premier ma non parlamentare e Monti, sembravano sul punto di contendersi un onorevole terzo posto, mentre tutti gli altri - compresa una sinistra ben oltre l'orlo della crisi di nervi - erano accreditati di risultati deludenti.
Come è andata? Un elettore su quattro ha ritenuto meglio starsene a casa (due mesi dopo, in Fvg, la quota astensionisti salirà addirittura al 50%). Gli altri: intorno al 30% Bersani, poco meno - sorpresa! - Berlusconi e - altra sorpresa! - i grillini attestandosi sul 24% si scoprono scomodo ago della bilancia. La legge elettorale, definita "porcellum" anche da chi l'aveva scritta, non consente di corrispondere ai desideri degli elettori e si cerca di salvare il salvabile: dopo una drammatica sceneggiata parlamentare, con il partito di maggioranza relativa clamorosamente diviso, viene ri-eletto Napolitano il quale, con una certa logica, decide di tentare la via di un Governo "di larghe intese". Essendo logicamente del tutto diverso da quello che ogni elettore avrebbe voluto, viene presentato come soluzione d'emergenza per evitare di tornare al voto con la stessa catastrofica legge elettorale. Viene affidato il mandato a termine a Letta che costruisce una vasta coalizione sostenuta - almeno per alcuni mesi - perfino dal pluri-indagato e poi condannato Silvio Berlusconi.
Il tempo passa, Letta "ci prende gusto" e comincia a proporre un patto fino al 2014, poi fino al 2018. Le attese due-tre riforme si arenano e nel frattempo il partito di maggioranza relativa sembra ricompattarsi con "numeri" del tutto sorprendenti intorno al vincitore delle primarie del dopo Bersani: Matteo Renzi, "bocciato" un paio d'anni prima, trionfa e in brevissimo tempo tenta una rapidissima scalata al Potere, il cui esito è storia di ieri.
Nel caso gli riuscisse l'"impresa" e ottenesse la possibile "fiducia":
1. Avremmo il Capo di un Governo non "d'emergenza", ma - almeno nelle intenzioni - destinato ad arrivare alla scadenza naturale della Legislatura - non solo diverso da quello indicato dagli elettori, ma anche non votato da essi in quanto neppure candidato.
2.  Avremmo una coalizione di Governo, costruita nelle stanze dei partiti, con orientamenti di centro destra e di centro sinistra, proprio l'opposto di ciò che avrebbero desiderato gli elettori dei due schieramenti.
3. La coalizione sarebbe basata sull'istituto del "tradimento", dal momento che i parlamentari che la dovrebbero sostenere non hanno "vincoli di mandato", ma occupano comunque i loro seggi non in virtù di una libera scelta degli elettori, ma della volontà di chi li ha inseriti in liste chiuse (per esempio Berlusconi, che peraltro deve subire il "chi di spada colpisce, di spada perisce", sotto indagine per la "compravendita" del dicembre 2010). 
Insomma, al di là dei sorrisi della se-dicente "ambiziosa" nuova stella della politica italiana, ce n'è abbastanza per avere qualche dubbio sulla "democraticità" di un percorso: è vero che quella italiana è una "democrazia rappresentativa", ma ciò non può significare - a livello etico - che i "rappresentanti" possano determinare percorsi esattamente opposti a quelli indicati da chi li ha scelti.
Auguri comunque a Renzi, auguri soprattutto a tutti noi...
Andrea Bellavite

mercoledì 12 febbraio 2014

Komel e Jarc al Forum: unito, il Goriziano potrà avere un grande ruolo in Europa

Gran bell'incontro, ieri sera, al Forum: Pavla Jarc e Igor Komel, direttori rispettivamente del Kulturni Dom di Nova Gorica e di Gorizia, hanno "raccontato" i principali avvenimenti culturali sul territorio: la collaborazione, le difficoltà, gli obiettivi, soprattutto, all'unisono, il desiderio di fare della Cultura il vero strumento per realizzare quell'unità nella bellezza delle diversità che caratterizza da sempre questa terra. Tutti sono rimasti colpiti sia dai contenuti delle relazioni - sempre profondi e documentati - sia dall'evidente sintonia, facilmente riscontrabile pur nella diversità dei punti di vista. Ancora una volta il messaggio è chiaro: Gorizia è ai margini dell'Italia e del Friuli Venezia Giulia, Nova Gorica è ai margini della Slovenia, ma se lo si pensa insieme, questo territorio potrebbe essere davvero il cuore culturale della nuova Europa. L'incontro si è svolto nell'ambito della festa della Cultura slovena, legata all'anniversario della morte del grande poeta France Prešeren, avvenuta l'8 febbraio 1849. Un convinto "grazie!" a Pavla, che si è espressa in un ottimo italiano e a Igor, che ha condiviso l'organizzazione.

lunedì 10 febbraio 2014

Martedì alle 18 al Forum: Jarc e Komel sulla Cultura slovena

La cima del Krn, dall''importante sito archeologico di Tonovcov Grad, sopra Kobarid
Continua con successo il ciclo d’ incontri dell’Associazione Forum cultura di Gorizia, con le persone che hanno saputo trasformare la Cultura in veicolo di promozione sociale e sviluppo economico a favore delle diverse realtà “goriziane” che operano da una parte e dal'altra del vecchio confine.
Al prossimo appuntamento sul tema delle problematiche culturali nel goriziano,  che si terrà martedì 11 febbraio 2014, (con inizio alle ore 18.00 nella sede del Forum  di Gorizia - via Ascoli 10), interverranno Pavla Jarc, la direttrice del Kulturni dom di Nova Gorica e Igor Komel, il direttore del Kulturni dom di Gorizia, i quali afrronteranno pure i problemi e le prospettive della cultura slovena nel goriziano. 
L'incontro, promosso congiuntamente dal Forum e la coop. culturale Maja di Gorizia, in collaborazione con il Kulturni dom di Gorizia, si svolge nel contesto dell’ 8 febbraio - Giornata della Cultura slovena, una festa nazionale nell'anniversario della morte del sommo poeta sloveno France Prešeren, avvenuta a Kranj l'8 febbraio 1849. 

Nadaljuje se ciklus srečanj goriškega združenja »Forum cultura« z ljudmi, ki si prizadevajo, da bi kulturo spremenili v vlečno silo pri družbenem utrjevanju in gospodarskem razvoju širšega goriškega prostora v prid različnih stvarnosti, ki se odvijajo na eni in drugi strani nekdanje meje. Na vrsti bodo tokrat kulturna vprašanja.
V torek, 11. februarja 2014, s pričetkom ob 18. uri, bosta namreč na sedežu združenja »Forum cultura« v Gorici (ul. Ascoli, 11 – pri Sinagogi)), gosta  Pavla Jarc, ravnateljica Kulturnega doma v Novi Gorici in Igor Komel, predsednik Kulturnega doma v Gorici. Spregovorila bosta o splošni kulturni problematiki v našem prostoru ter o perspektivah slovenske kulture na Goriškem.

10 febbraio Giornata del Ricordo: alcune riflessioni

Sono passati dieci anni dall'istituzione dell'odierna Giornata del Ricordo. Da quel momento, anche grazie alla celebrazione annuale, sono cambiate molte cose, o meglio, sono stati portati alla luce acquisizioni, riflessioni e problemi per molto tempo riservati al doloroso sentimento dei coinvolti e all'indispensabile ricerca scientifica degli studiosi.
Anzitutto, dopo decenni di sostanziale oblio, è condiviso dalla stragrande maggioranza delle persone l'orrore nei confronti delle "foibe", ultimo tremendo capitolo, sanguinoso epilogo della seconda guerra mondiale; condiviso è anche il pensiero e la pietas nei confronti delle vittime - italiani, ma anche sloveni e croati - di una violenza che non può essere in alcun modo giustificata. Sempre più frequenti sono le occasioni di incontro o di preghiera nei luoghi delle stragi, come per esempio i mesti "pellegrinaggi" proposti in questi ultimi anni dall'associazione goriziana Concordia et pax.
In secondo luogo, si è fatta strada la necessità di collocare quegli eventi in un quadro storico più ampio, non appunto per "giustificare" ciò che non lo è o al contrario per risvegliare totalmente anacronistici desideri di rivalsa, ma per spiegare e capire dei processi storici che in qualche modo centrano anche con il momento attuale. Si tratta per esempio di distinguere la questione delle "foibe" da quella più generale dell'"esodo" della popolazione italiana dall'Istria, ri-conoscendo i percorsi di chi è fuoriuscito, riscontrando la ben tiepida accoglienza nell'Italia stremata dalla guerra, valorizzando la storia dei "rimasti". Si rileva inoltre soprattutto la necessità di dissipare le tenebre che ancora in larga parte avvolgono le "gesta" dell'Italia fascista intorno ai confini orientali e in particolare dell'occupazione nazi-fascista della Slovenia. Inoltre, come scrive oggi Raul Pupo sul Piccolo, si sottolinea l'importanza di risalire oltre il confine temporale del cosiddetto secolo breve, per comprendere i processi storici che hanno portato questo territorio di passaggio e di confine a svolgere un ruolo drammaticamente decisivo nelle vicende europee e mondiali del Novecento.
Infine, per far sì che anche questa "Giornata" non sprofondi nella retorica di un generale "jamais plus!" che soffoca sì con dolcezza ogni conflittualità ma anche impedisce alla storia di essere davvero "maestra", occorre guardare al presente. E' necessario cioè rivolgere uno sguardo attento alle dinamiche odierne, constatando che nel mondo continuano le guerre, popoli interi sono costretti  dalla violenza o dalla fame ad interminabili "esodi", in tante nazioni le "differenze" fra le persone sono punite con la persecuzione e con la morte. E pochi sembrano disposti a prenderne atto, ad accogliere la complessa sfida dell'accoglienza e a rompere delicati equilibri geopolitici nel nome della tutela dei più elementari diritti dell'uomo.
Andrea Bellavite

domenica 9 febbraio 2014

Marco Rossi, segretario provinciale Pd: un "commento" di G.Cingolani

Marco Rossi eletto segretario provinciale del Partito Democratico. Insieme agli auguri al giovane e dinamico nuovo responsabile, si riceve e si pubblica di seguito un commento, a firma del capogruppo Pd nel Consiglio Comunale di Gorizia, Giuseppe Cingolani...

La vittoria del trentaduenne Marco Rossi al congresso provinciale del Pd è stata netta e meritata, e può rappresentare davvero una svolta per il Partito Democratico isontino.
Rossi ha dimostrato idee chiare, determinazione ed energia: ha avuto il coraggio di sfidare una candidata forte e preparata come Silvia Caruso, che era sostenuta da esponenti isontini con ruoli di spicco nelle istituzioni provinciali e regionali, e che era partita con largo anticipo.
Credo che di Rossi abbia convinto l'idea di partito aperto, partecipato e trasparente. Molto diverse erano le segreterie che i due candidati hanno annunciato: quella della Caruso imperniata sulla presenza del parlamentare, del presidente della Provincia, dell'assessore e del consigliere regionale, cioè le figure di vertice delle istituzioni; quella di Rossi fondata su una nutrita rappresentanza di segretari dei Circoli territoriali e degli amministratori locali, e quindi sul dialogo con la base e con il territorio.
Gli iscritti hanno visto nella candidatura di Marco Rossi l'occasione di un rinnovamento reale, in cui il Pd sia incentrato sulle idee e sul merito, superando le vecchie divisioni territoriali: lo dimostra il fatto che Rossi ha vinto ampiamente nell'Alto Isontino, come a Gorizia e a Gradisca, ma anche a Monfalcone, Ronchi e Staranzano. Ma chi ha votato Rossi lo ha fatto anche per lasciarsi alle spalle le logiche spartitorie, il conflitto tra gruppi in lotta per il potere, l'irrigidimento delle appartenenze. Per questo la candidatura di Rossi ha ottenuto consensi trasversali: nei 12 Circoli in cui si è affermato, al congresso nazionale dello scorso novembre, quando avevano votato gli iscritti, 6 avevano visto la vittoria di Renzi, 5 quella di Cuperlo e 1 quella di Civati.
Ora gli amministratori dell'Isontino, sindaci e presidente della Provincia, troveranno nel Pd un interlocutore autorevole, attivo e stimolante sui diversi temi, forse a volte anche scomodo: è questo il ruolo che un partito deve avere per non venir meno alla propria vocazione.
L'unità del partito non significa certo assenza di dibattito e di dialettica, e in questo senso tutti i delegati dell'Assemblea provinciale, anche Silvia Caruso e quanti l'hanno sostenuta, saranno preziosi per arricchire e stimolare le numerose proposte che saranno elaborate e che l'Assemblea provinciale dovrà approvare nei prossimi mesi.
Giuseppe Cingolani

venerdì 7 febbraio 2014

8 febbraio, Giornata annuale della Cultura Slovena

"Ma chi è France Prešeren?"
L’8 febbraio dell’anno scorso, due amiche – concittadine - che provenivano da Nova Gorica si sono rivolte a me con la domanda: “Ma oggi è festa in Slovenia? E’ tutto chiuso..” La mia risposta è stata alquanto breve e sintetica, secondo il mio carattere e il modo di esprimermi: “Sì, è festa. L’8 febbraio è la Giornata della cultura slovena, una festa nazionale nell’anniversario della scomparsa di France Prešeren, avvenuta a Kranj nel 1849.” Prima del congedo, una delle due, prendendo coraggio, mi ha rivolto una seconda domanda: “Ma chi è Prešeren?”
France Prešeren è il sommo poeta sloveno, nato a Vrba, (vicino al lago Bled), nell’anno 1800. Questi, nella prima metà dell'Ottocento, scrisse straordinarie poesie, considerate opere romantiche, notevoli a livello europeo: la bellissima collana di sonetti “Sonetni venec”, ispirati al dolce stil nuovo e a Petrarca, il poemetto “Krst pri Savici (Il battesimo presso la Savica) ecc. Tra le altre, ha composto “Zdravljica - Il Brindisi”, l'inno nazionale sloveno. La capacità di comunicazione del poeta ebbe un ruolo importante anche nella preparazione del primo vero programma politico nazionale che aiutò a plasmare l’identità nazionale slovena. Prešeren vienericordato non soltanto per le sua poetica romantica, ma anche per i suoi sforzi di modernizzare il linguaggio sloveno, e di creare un unico spirito nazionale in tutto il paese.
Anche i più importanti premi annuali, per le migliori e più significative opere e interpretazioni della cultura slovena, portano il suo nome: Prešernove nagrade (Premi France Prešeren).
Il mondo sloveno è molto legato alla cultura. Il libro è  stato spesso l’arma del progresso e dello sviluppo del popolo sloveno.  Basti pensare che la Slovenia ha dedicato proprio alla cultura una specifica festa nazionale. Anche nella lotta di liberazione, le brigate partigiane portavano i nomi di numerosi letterati sloveni (Simon Gregorčič, Ivan Cankar, Fran Levstik, Srečko Kosovel e ovviamente France Prešeren) e numerosissime sono infatti le vie in tutte le città slovene intitolate ai uomini d’arte e della cultura.
Per quanto riguarda il momento attuale e coinvolgendo anche il nostro territorio Goriziano, nel mondo culturale sloveno va menzionato il poeta e scrittore Ciril Zlobec. Molto legato alla città di Gorizia (dove ha frequentato il ginnasio), è il principale traduttore dei testi classici italiani in sloveno: si è cimentato con Dante, Petrarca, Foscolo, Carducci, Ungaretti, Montale, Quasimodo e molti altri. E' quindi un vero e proprio “ambasciatore della cultura italiana in Slovenia”. Negli ultimi mesi, in diversi “incontri con l’autore”, ha riscontrato proprio a Gorizia un grande successo ed una calorosa accoglienza (Kulturni dom, BSI, Lions club ecc.).
Pertanto festeggiamo 8 febbraio 2014 – giornata della cultura slovena – come un momento di festa e di amichevole collaborazione fra la cultura italiana e slovena, nel segno di uomini come Ciril Zlobec e  nel segno della cultura in una stretta di mano  tra France Prešeren e Dante Alighieri.
Igor Komel – Direttore del Kulturni dom di Gorizia

Ob letošnjem dnevu slovenske kulture...

8. februar – dan slovenske kulture je  vedno pristno občuten praznik v naši skupnosti in to še mnogo prej, ko je bil pred leti proglašen za državni praznik Republike Slovenije. V moji zavesti pa je še vedno  Prešernov dan...s Prešernovo proslavo.
Ob današnjem dnevu se je se poraja vrsta razmišljanj o plovbi naše kulturne stvarnosti, ki se je v zadnjem letu s težavo izogibala nevarnim čerem in pečinam.. Bila prava »sezona čudežev«, saj se je marsikatera naša organizacija, z nemajhnimi žrtvami in z nabojem prepojenim s primorsko trmo, izvila iz objema nevarnih valov in srečno priplula v pristan.
A, v tej nelahki sezoni čudežev, se v našem prostoru dogajajo še novi čudeži, ki po svoje nam kulturnim delavcem, vlijejo dodatnega elana in tiste prepotrebne vztrajnosti do nadaljnjega razvijanja in krepitve naše vsestranske kulturne stvarnosti. V mislih imam otipljive  goriške pokazatelje »drugačnega« odnosa mnogih občanov italijanske in furlanske narodnosti v našem mestu do naše skupnosti, drugačnega, »normalnega« odnosa do slovenskega jezika in do sosednje Republike Slovenije. Priča smo celo v nekaterih krogih »ilegalnemu« kolektivnemu učenju slovenskega jezika... Prepričan sem, da so ti pokazatelji, ki jih izpostavljam ravno ob Prešernovem prazniku, vzporedno z  zgodovinskimi premiki, tudi sad procenljivega in vztrajnega dela slovenskih ustanov , ki so z delom »odprtih vrat« ustvarjale in gradile klimo miroljubnega sožitja ter medsebojnega spoznavanja in soočanja.
Ob letošnjem praznovanju pa naj ne gre v  pozabo dodatni svet čudežev. Naš prostor je namreč zmogel celovečerni film »Zoran, moj nečak idiot! (Zoran, il mio nipote scemo!)«, ki se je znal (in nas je znal) predstaviti na italijanski vsedražvni sceni od Benetk pa do Rima. Film je stvarna vizitka našega območja: naravne lepote, večjezičnost, obmejni prostor, itd. Za ta  čudež gre v prvi vrsti zasluga producentu IgorjuPrinčiču, ki je s petletno vztrajnostjo dosegel cilj, da se »Slovenci ne bojimo plovbe po odprtem morju«.
Drugi premik pa je, kako je znal v tej zadnjih mesecih slovenski pisatelj in pesnik Ciril Zlobec osvojiti goriške italijanske kulturne kroge. Postal je prav slovenska kulturna ikona, o kateri se obširneje govori. Zasluga temu gre prav  oktobrskemu »srečanju z avtorji«, ki sta ga za italijansko in furlansko publiko priredila Kulturni dom in mestna knjižnica BSI iz Gorice ter nedavnemu srečanju v okviru Lions cluba iz Gorice. Ob teh priložnosti je bil naš pesnik deležen pravih ovacij. V načrtu so že nova srečanja z italijanskimi dijaki in študenti.
Ker smo se že dotaknili Cirila Zlobca, naj si torej ob praznovanju dneva slovenske kulture 2014 zaželimo, da se v prihodnjem letu uresniči še nov čudež, oziroma da mu bo občina Gorica ob njegovi 90-lentici dodela častno občanstvo mesta. Zlobec je tesno vezan na naš prostor, poleg tega je tudi eden izmed eminentnihprevajalcev italijanskih klasičnih tekstov v slovenski jezik ( Dante, Petrarca, Foscolo, Carducci, Ungaretti,Montale, itd.), kar predpostavlja, da je stvaren »ambasador italijanske kulture v Sloveniji«. Tovrstnega »ambasadorja« bi si Gorica med svojimi častnimi občani resnično zaslužila.. in to pod horoskopnim znakom ponovnega rokovanja Franceta Prešerna z Dantejem Aleghierijem.
Igor Komel – Ravnatelj Kulturnega doma v Gorici

giovedì 6 febbraio 2014

Sulla sicurezza nelle scuole "Essere cittadini" interpella la Serracchiani

Si riceve e si pubblica la seguente "Lettera Aperta" alla Presidente della Regione FVG Debora Serracchiani, riguardante la giustamente definita "drammatica situazione delle scuole (nella Provincia di Gorizia)". Autore è ancora una volta l'Associazione Essere Cittadini, assai impegnata in questi ultimi anni a denunciare - evidentemente alquanto a ragione - la carenza di sicurezza e la minaccia da essa costituita per i giovani studenti e per tutto il personale della scuola.  

Siamo un’associazione di cittadini della Provincia di Gorizia e Le scriviamo per denunciare la drammatica situazione delle scuole, anche in questa Provincia. Situazione che Lei conosce bene tanto è vero che lo scorso anno l’aveva inserita nel suo programma elettorale come candidata alla Presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia. Noi elettori di quelle parole non ci siamo dimenticati anche perché erano le stesse che da troppi anni ormai, ripetevamo a tutti i politici rimanendo per lo più inascoltati. Quel paragrafo, il 17.2, lo abbiamo scolpito nella mente:  Scuola sicuraI dati relativi al monitoraggio sulla sicurezza nelle scuole regionali confermano la presenza di strutture vetuste e fuori norma; sono presenti rischi a cui studenti e personale devono esporsi frequentando gli edifici scolastici privi delle certificazioni di agibilità, di collaudo statico, conformità dell’impianto elettrico, prevenzione degli incendi; intendiamo porvi rimedio con l'obiettivo di medio periodo della messa in sicurezza del 100% degli edifici scolastici attraverso una serie di interventi e finalizzati ad ottenere i certificati richiesti dalle norme.”
A quasi un anno dalla sua elezione  la situazione delle scuole non solo non è cambiata, ma, se possibile, è anche peggiorata. Non stiamo qui a ricordarLe la cronaca degli innumerevoli distacchi di intonaci, crolli di parti di solai e quant’altro che hanno riguardato tante, troppe, scuole del nostro territorio, né l’inaccettabile situazione di tanti  edifici pubblici che ospitano migliaia di studenti, i nostri figli, ancora privi del certificato di agibilità, del certificato igienico-sanitario, del collaudo statico, di conformità degli impianti, del Certificato Prevenzione Incendi, ecc… pertanto, con la presente C H I E D I A M O che Lei dia seguito a quanto annunciato nel Suo programma elettorale  - come sopra riportato – attraverso ogni possibile azione politica e amministrativa che  riterrà opportuno mettere in atto, al fine di  un adeguamento sistematico e completo (non, quindi, casuale e parziale) degli edifici ospitanti le scuole. A tal fine riteniamo urgente e improrogabile, da parte della Giunta che Lei presiede, deliberare una variazione di bilancio in cui si  preveda l’istituzione di un fondo per un piano straordinario a favore dell’edilizia scolastica. Riteniamo altresì fondamentale il Suo impegno politico a livello regionale e nazionale per rimuovere ogni ostacolo giuridico e organizzativo che possa impedire una rapida cantierabilità delle risorse reperite (revisione del patto di stabilità Stato – Regione, sinergia con gli enti locali per una distribuzione capillare delle risorse sempre in base a criteri di priorità ed urgenza).

Associazione Essere Cittadini Gorizia

Renzo Furlano al Forum: Culturaglobale e Cormonslibri

Renzo Furlano, ideatore e organizzatore di Cormonslibri, ha illustrato al Forum percorsi e prospettive della rassegna culturale, ma anche di molte altre iniziative che fanno capo all'associazione Culturaglobale. Nell'autunno 2013, le manifestazioni Aspettando Cormonslibri, Cormonslibri-spazio Giovani e Ragazzi e Giù la maschera: realtà e finzione,  hanno generato complessivamente 87 eventi distribuiti su 29 giornate; hanno partecipato 314 ospiti e oltre 9000 persone hanno assistito alle 38 presentazioni di libri, conferenze, mostre d'arte, 11 eventi teatrali, 9 concerti, dibattiti, concorsi, laboratori per le scuole, spettacoli per ragazzi e bambini, 3 raccolte fondi per beneficenza e molto altro... Accanto a personaggi molto noti al pubblico italiano si sono alternati volti meno conosciuti, che hanno portato testimonianze e suggestioni non meno intense e significative. Accanto ai numerosi eventi legati a Cormonslibri, l'Associazione Culturaglobale promuove anche concorsi di poesia, "giornate" a tema e il Festival Itinerante di Poesia&Musica "Acque di acqua",alla quinta edizione, maggior evento poetico della Regione Friuli Venezia Giulia, con oltre 120 partecipanti tra poeti, cantanti, musicisti e artisti che si esibiscono in cinque nazioni. Per il 2014, oltre agli eventi già sperimentati, è in programma il premio letterario internazionale "Cormonslibri", erede del "Vilegnovella del Judri", con otto edizioni medaglia d'argento del Presidente della Repubblica. E ovviamente ci sarà anche Cormonslibri, con il suggestivo tema "L'apparire del bello". Qualche ulteriore "cifra"? L'edizione di Cormonslibri 2014, a fronte dell'enormità di proposte, ha usufruito di un budget di 29mila euro, dei quali meno di metà sono stati messi a disposizione da Comune di Cormons (circa 10mila) e Provincia di Gorizia (circa 2mila). Il resto è stato reso possibile da finanziamenti diversi da quelli di enti pubblici. La spesa assai limitata e contenuta si spiega con la disponibilità dei relatori che ricevono in cambio della loro presenza soltanto il rimborso delle spese di viaggio e l'ospitalità negli esercizi della zona. Ma si spiega anche con la capacità organizzativa di chi sa mettere a frutto i propri positivi rapporti, per il bene e la crescita culturale delle persone che vivono sul territorio. E questo - al di là dei pur assai significativi "numeri", quella che Renzo Furlano ha portato al Forum per Gorizia è stata una testimonianza di coraggio, intelligenza e soprattutto entusiasmo creativo.

mercoledì 5 febbraio 2014

5 febbraio 1944-2014: il grande "goriziano" Julius Kugy, 70 anni dopo...

 Il monumento a Julius Kugy, nella meravigliosa Zadnja Trenta. In fondo alla valle, il massiccio dello Jalovec.
Lo Jof di Montasio dalla Val Saisera. Sulla lapide un breve scritto di Julius Kugy: "...quando non sarò più, concedi al mio nome un posticino sulla superba fronte settentrionale delle tue pareti. Tieni in alto il mio cuore tra i tuoi picchi meravigliosi..."
Dopo la stazione di Dogna, il treno esce dalla galleria ed imbocca rombando il celebre viadotto. Le quinte di roccia si aprono e un solo colpo d'occhio abbraccia i 2200 metri del lato ovest del Montasio. E' un fianco stretto, ma quanta bellezza abbagliante v'è riunita ! Abbiamo davanti a noi una costruzione dolomitica che ha la forma arditissima simile alle corna di un cervo (donde il nome) del Monte Cervino, come appare dalla parte italiana. Se il tempo è bello e il titano incoronato dalla doppia vetta s'eleva libero e altero, con riflessi d'ocra e rossicci, tra le nuvole bianche, si può dire d'aver visto il quadro più affascinante e meraviglioso delle Giulie. Tutti si precipitano al finestrino. “Cos' è ?” Ma già arrivano di volo le rocce da sud, il treno rientra fragoroso nella galleria, e il titano di Dogna è scomparso (J. Kugy, Dalla vita di un alpinista)

Assai volentieri si pubblica la seguente riflessione di Marko Mosetti, intorno a un grande personaggio del Novecento, nato a Gorizia nel 1858.

Il 5 febbraio 1944, settanta anni fa, moriva a Trieste Julius Kugy. Era nato a Gorizia il 19 luglio
1858 nella Villa Graffenberg di Palazzo Coronini Cronberg. Il fatto è ricordato anche da una targa posta su quell'edificio dai soci della sezione cittadina del Club Alpino Italiano assieme agli amici del Österreiches Alpen Verein di Villach e della Planinska Zveza Slovenije di Ljubljana.
Pur laureato in giurisprudenza a Vienna e dedicatosi a proseguire l'attività commerciale del padre a Trieste, fin da giovane si appassionò di botanica. Fu questa passione a portarlo in contatto con il mondo alpino, Con le Alpi Giulie, allora poco o niente esplorato e conosciuto. Come era allora uso comune, si accompagnò nelle sue salite ed esplorazioni con le guide valligiane sia slovene che friulane, senza distinzione di nazionalità. Parlando correntemente il tedesco, lo sloveno e l'italiano, anche grazie al padre carinziano e alla madre, figlia del poeta sloveno Johann Vessel, può certamente essere ascritto come l'archetipo del moderno uomo europeo che, pur fedele alla Patria, è altresì dimentico di confini, divisioni, nazionalismi.
D'altra parte "le nostre montagne erano naturalmente così, per legge di natura, per tradizione, nel sentimento delle genti che le abitavano. Le Alpi Giulie non avevano confini, erano di tutti i popoli, erano entrate nella simbologia della gente alpina, erano unione e amore, erano poesia e incontro" come ebbe a scivere Celso Macor. Fedele suddito dell'Impero Austro-Ungarico tanto che si arruolò volontario come Referente Alpino proprio sul fronte delle Alpi Giulie, durante la Grande Guerra (a 57 anni!) per offrire le sue competenze alpinistiche e la sua esperienza non già nell'offesa del nemico ma nel tentativo di preservare le vite dei soldati chiamati a combattere in montagna. Al termine del conflitto accettò di buon grado la nuova cittadinanza italiana venendone ricambiato quantomeno con diffidenza.
Autore e conferenziere noto e apprezzato nel mondo austro-germanico e slavo, ebbe meno fortuna in Italia. Il suo libro più noto Aus dem Leben eines Bergsteigers (Dalla vita di un alpinista) venne pubblicato a Monaco nel 1925. Negli anni altri ne seguirono, fino all'ultimo Aus vergangener Zeit  (Dal tempo passato) che vide la luce proprio alcune settimane prima della morte dell'Autore. tuttavia la prima opera di Kugy pubblicata in Italia fu proprio Dalla vita di un alpinista, nel 1932, nella classica e splendida traduzione di Ervino Pocar.
Dopo la sua morte e al termine della seconda Guerra Mondiale, se la memoria di Kugy rimase viva in Austria e in Slovenia non si può dire lo stesso per il nostro paese. Anche Trieste, la città in cui visse, operò e morì, dimenticò quel suo concittadino così scomodo, così poco "italianissimo", così amico di austriaci e sloveni. Erano gli anni in cui sui monti, che per Kugy non avevano confini, ora passava la "cortina di ferro" e non era inusuale che attraverso selle e pareti transitassero non già alpinisti ma profughi in fuga dalle dittature dei loro paesi.
Fu in quegli anni difficili e oscuri che da pochi alpinisti carinziani, sloveni, italiani, idealmente uniti nel ricordo del Poeta delle Giulie, scoccò una scintilla che solo dopo molto sarebbe stata riconosciuta per il suo effettivo valore.
Nell'occasione dell'inaugurazione in Val Trenta del monumento dedicato a Kugi carinziani Karl Kuchar e Hermann Wiegele, lo sloveno Miha Potočnik, il friulano Giovanni Spezzotti e Mario Lonzar per la sezione di Gorizia del Club Alpino Italiano, gettarono le basi per una serie di iniziative transfrontaliere sviluppate in un'ottica di collaborazione fra gli alpinisti delle tre regioni contermini al fine di riprendere e rendere ancora più attuale il patrimonio ideale e culturale di Kugy.
Era l'anno 1953!
Son attività per quei tempi rivoluzionarie e in anticipo sui tempi della politica, che però durano tuttora, che non hanno mai smesso di essere attuali, e che hanno dato e danno ancora importanti frutti, non solamente in ambito alpino e alpinistico: iniziative che hanno aperto la strada e segnato il cammino per far si che i tre popoli contermini ritornassero a dialogare ed a vivere assieme.
Dopo 35 anni di completo oblio, salvo la commemorazione del Presidente della Società Alpina delle Giulie di Trieste, Carlo Chersi, nel trigesimo dalla morte, nel 1967 fu la sezione del CAI di Gorizia, attraverso la tenace volontà del Presidente di allora Mario Lonzar, a promuovere la riedizione dell'opera più significativa, Dalla vita di un alpinista.
Nel volgere di pochi anni, sempre e solo per iniziativa degli alpinisti goriziani, furono pubblicati e tradotti in italiano La mia vita nel lavoro, per la musica, sui monti (1969), Le Alpi Giulie attraverso le immagini (1970) e Dal tempo passato (1980).Questo fu possibile anche grazie alla sensibilità e generosità di Ervino Pocar che donò la sua opera di traduzione alla sezione goriziana del CAI. Gli stessi eredi del dottor Kugy, da Vienna, acconsentirono a questa operazione a patto che il traduttore fosse sempre Pocar, che così bene seppe interpretare la poetica del Cantore delle Giulie.
Soltanto pochi anni fa la figura di Julius Kugy ha smesso di essere scomoda e ingombrante in certi ambienti, non solamente alpinisti, regionali. Anzi, improvvisamente con gli sconvolgimenti geopolitici è diventata addirittura trendy.
Abbiamo assistito allora alla corsa ad appropriarsi di quella figura fino a poco prima sconosciuta o, più probabilmente, volontariamente ignorata se non disprezzata. Molti, troppi hanno tentato di trasformare Kugy, nella migliore delle ipotesi, in un brand commerciale.
I veri cultori appassionati della montagna e delle cose alpine ed i soci della sezione goriziana del Club Alpino Italiano che hanno memoria della storia sorridono con sufficienza a queste piccinerie e continuano e continueranno a ricordare e onorare Herr Docktor, il signor Dottore, come era conosciuto da tutti tra le nostre montagne. 
Per la sezione di Gorizia del Club Alpino Italiano, Marko Mosetti, Direttore responsabile del trimestrale Alpinismo goriziano

martedì 4 febbraio 2014

Tutti al Forum, oggi, per Cormonslibri...

Veramente da non perdere l'incontro di questa sera al Forum: l'ospite sarà Renzo Furlano, ideatore e Direttore Artistico di Cormonslibri, un Festival che - come si legge nel sito www.cormonslibri.it, dove si possono reperire molte informazioni ed immagini delle diverse edizioni - ospita personaggi dal mondo della letteratura, giornalisti, filosofi, scienziati, artisti; una finestra sul mondo della creatività e del sapere, ma soprattutto un mezzo per informare e conoscere. Il tutto viene realizzato con un relativamente minimo investimento di fondi pubblici e con una straordinaria capacità di coinvolgimento di tutte le risorse del territorio. Ancora una volta, la Cultura come strumento di valorizzazione del territorio e investimento anche turistico imprenditoriale...

Segretari pd, cittadino e provinciale: tanti auguri e una domanda...

Premessa indispensabile, per cogliere questo post per quello che è, cioè un semplice interrogativo suscitato dalla lettura dei giornali: la stima nei confronti di una persona che ha messo a disposizione della città di Gorizia - con competenza e serietà - tanto tempo e tante energie.
La domanda non riguarda l'età, l'impegno amministrativo, la presenza politica nel passato e nel presente, tutte questioni che non hanno nulla a che fare con le capacità e l'efficacia.
Riguarda invece i ruoli. Già il fatto che l'assessore ai lavori pubblici di una Giunta di centro sinistra, sia il direttore di alcuni dei principali lavori pubblici, affidati da un'immediatamente successiva Giunta di centro destra, suscita qualche interiore perplessità. Ma che lo stesso diventi anche il segretario del principale partito d'opposizione cittadino, porta alla luce la domanda: in che modo "opporsi" all'attuale sindaco e assessore ai lavori pubblici, se il capo dei più numerosi "controllori" è direttamente dipendente dalle decisioni amministrative del "controllato", in un ambito così decisivo come è appunto quello del lavori pubblici?
In ogni caso, auguri...
E - già che ci si è - auguri anche a Marco Rossi, che sembra avviato verso la nomina a segretario del Pd provinciale,  anche se il "confronto" con l'altrettanto valida candidata Silvia Caruso non si è ancora concluso: in questo caso nessun dubbio, è un volto nuovo, una persona giovane ma già piena d'esperienza, ricca d'umanità, capace di dialogo e di coinvolgimento con tutta la realtà di base. Insomma, l'uomo giusto nel posto giusto.
ab

lunedì 3 febbraio 2014

C'era una volta una postazione di bike sharing...


"Gorizia in bici" è l'innovativo servizio di bike sharing, inaugurato il 28 aprile 2012, in occasione del compleanno della cittadina (sic!), con l'obiettivo di diffondere e sviluppare il concetto di Mobilità Sostenibile (sic, con le maiuscole!). Si tratta di un servizio di biciclette pubbliche, gestito dal Comune..." (dal sito ufficiale del Comune, dove si evince che Gorizia non è considerata neppure una "città").
In realtà, più che il compleanno, il 28 aprile di quell'anno Gorizia si preparava a "celebrare" le elezioni comunali, che si sarebbero tenute esattamente una settimana dopo. Passata la festa, gabbato lo santo; ecco come si presenta, neanche due anni dopo, la "postazione" di Viale Virgilio: non soltanto non c'è l'ombra di una bicicletta, ma le colonnine sono tutte rotte e una di esse è già stata trasformata in cestino della spazzatura.
Sic transit gloria mundi!
ab

sabato 1 febbraio 2014

Auguri al Circolo Navarca, la "maturita'" dei vent'anni

Oggi nella Bassa Friulana si celebra un anniversario particolare: i venti anni dalla nascita del Circolo Culturale "Navarca", di Aiello del Friuli. In un momento delicato per la vita sociale di quel paese, un gruppo di persone appartenenti a diverse aree, hanno deciso di intraprendere un percorso culturale, per offrire al paese e ai dintorni una bella occasione di crescita e vitalita'. I risultati sono stati subito straordinari: dopo un avvio "alla grande" con incontri dedicati a tematiche assai delicate quali la mafia in Friuli, il circolo e' stato "preso in mano" dal presidente Aurelio Pantanali, che ha avuto il merito di diventare in breve tempo un punto di riferimento per tutti i settori della cultura del territorio. Sono state cosi' realizzate centinaia di iniziative: presentazione di libri, conferenze sceintifiche, politiche e sociali, teatro, cinema, rassegne di fotografia e arti figurative... Sono state promosse anche iniziative di ampio respiro, a livello regionale, nazionale e internazionale: tra esse sono da segnalare la festa delle meridiane, legata alla recente caratterizzazione di Aiello come "il paese delle meridiane" e la promozione del Cammino Celeste, un itinerario a piedi da Aquileia al Monte Lussari, a imitazione dei piu' famosi "Cammini" verso Santiago de Compostela e Roma. Il "Navarca" (il nome deriva dalla statua romana di un "comandante di nave", trovata alcuni anni fa a Cavenzano ed esposta all'Archeologico di Aquileia) e' un ulteriore grande esempio di come un'intelligente valorizzazione della Cultura e' in grado di trasformarsi in strordinaria occasione di coesistenza fra gli abitanti di un territorio, ma anche di produrre significative occasioni di proposta turistica e sviluppo anche economico e commerciale. Auguri al Circolo Navarca, a presto con il suo Presidente Pantanali ai "martedi'" del Forum!