venerdì 31 gennaio 2014

Renzo Furlano e Cormonslibri al Forum per Gorizia

Martedì 4 febbraio, alle ore 18, presso la sede di Via Ascoli 10, si terrà il nuovo incontro del Forum per Gorizia con la Cultura del Goriziano: questa volta sarà gradito ospite Renzo Furlano, organizzatore della bella rassegna dell’Avvento, Cormonslibri. E’ un evento che si svolge nel corso di molte giornate e che consente al pubblico di incontrare da vicino i personaggi che si sono maggiormente distinti nel corso dell’anno, sul piano culturale. Un ottimo accompagnamento di proposte musicali e teatrali consente a Cormonslibri di attrarre nel centro collinare migliaia di persone, anche dalla Slovenia e dall’Austria. Si tratta insomma di un significativo esempio di come la Cultura – a fronte di un modesto finanziamento “pubblico” - può diventare grande occasione di promozione e sviluppo del territorio. Renzo Furlano svelerà i segreti di un successo che in pochi anni ha consentito di conoscere e apprezzare Cormons, anche molto al di là dei confini nazionali. 

mercoledì 29 gennaio 2014

Massimo Santinelli e Biolab: una (bella) storia goriziana

Massimo Santinelli (nella foto è a sinistra, insieme a Smilla e a Paolo Susana), è stato ieri sera
ospite del Forum per Gorizia. Ha condiviso la propria storia di vita e ha raccontato la nascita e lo
sviluppo della sua azienda: Biolab compie i suoi primi passi all'inizio degli anni '90, poi cresce giorno dopo giorno fino a raggiungere il suo stato attuale di realtà di primo piano nel panorama nazionale per ciò che concerne i prodotti biologici vegetariani. Il percorso per arrivare fino a questo punto non è stato facile, ma oggi decine di persone vi lavorano, con diverse tipologie di contratto e gli utili - a partire dal 2008 - vengono re-investiti in proposte culturali di alto livello. In particolare Biolab ha deciso di promuovere, al di là degli angusti confini isontini, alcune eccellenze gastronomiche locali quali ad esempio la "Rosa di Gorizia"; ha creato connessioni significative con il territorio; e ha ideato e organizzato i Festival Vegetariani che in pochissimi anni si sono imposti come una delle più importanti manifestazioni culturali, hanno portato a Gorizia migliaia di visitatori e hanno proiettato la città su una ribalta internazionale. Insomma, Santinelli ha dimostrato con la sua esperienza che la passione, la creatività, la capacità di affrontare ostacoli e difficoltà possono trasformare le proprie concezioni della vita e prospettive culturali in formidabile occasione di imprenditorialità e sviluppo anche economico, in una città oggettivamente "difficile" come è Gorizia. Il dibattito seguito alla presentazione è stato particolarmente vivace e interessante; tra l'altro, si è sottolineato quanto è stata finora utile e quanto sarebbe opportuno intensificare la collaborazione e reciproca valorizzazione tra i promotori dei "fiori all'occhiello" della cultura. Particolarmente apprezzata ieri sera è stata anche la presenza di Smilla e Paolo Susana, il quale ha raccontato brevemente qualche sua "impressione di viaggio" in relazione alla straordinaria performance estiva - sponsorizzata proprio da Biolab - con la cagnetta e il sidecar Ronzinante in giro per l'Italia a invocare  la liberazione di uomini e animali da ogni catena. E particolarmente apprezzati e graditi sono stati anche i gustosissimi "assaggi" proposti per l'occasione dai numerosi e simpatici collaboratori di Biolab che hanno voluto essere presenti al bell'incontro.
ab

martedì 28 gennaio 2014

Forum: I martedì della cultura goriziana...

Dedicato soprattutto al Festival Vegetariano, l'incontro di questa sera, alle 18 in Via Ascoli 10, fa parte di un progetto: dedicare i martedì sera ad ascoltare le persone del territorio goriziano che sono impegnate nell'ambito culturale, non soltanto in quanto "generatori", ma anche come "imprenditori". Dopo Paola Cosolo, scrittrice e responsabile di redazione della rivista Conflitti e Roberto Covaz, responsabile della redazione di Gorizia de "Il Piccolo", oggi sarà la volta di Massimo Santinelli, fondatore di BioLab e organizzatore del Festival Vegetariano di Gorizia. Seguiranno Renzo Furlano, organizzatore di Cormonslibri, Pavla Jarc e Igor Komel, direttori dei Kulturni Dom di Nova Gorica e di Gorizia, Adriano Ossola, "anima" di E' Storia... Qual'è l'obiettivo? Quello di conoscere i "segreti" di chi ha saputo coinvolgere ampia parte della cittadinanza ed "attrarre" in città persone provenienti dalle altre regioni d'Italia a e dall'estero, sulla base di una precisa e coinvolgente proposta di alto valore culturale. Naturalmente si tratta solo di una serie di esempi. Dopo la fine di febbraio - quando si potrà entrare con la guida del'autore Roberto Spazzali nella "Pola operaia" - il mese di marzo sarà dedicato ad approfondire la proposta dell'associazione "Libera", con un presidio da poco costituito nella provincia di Gorizia: riflettere sulla mentalità mafiosa e sulle mafie (anche in Friuli Venezia Giulia) nonché ricordare l loro vittime. Ovviamente tutto questo patrimonio di incontro ed ascolto, che sarà reso disponibile anche in formato video, ha come scopo quello di raccogliere idee, finalizzate a una precisa proposta politica: incentrare sull'investimento storico/culturale una grande proposta di rilancio e di sviluppo anche turistico e imprenditoriale del Territorio.

lunedì 27 gennaio 2014

Kamni spomina, Le pietre della memoria

Inaugurata il 27 novembre, presso il Kulturni Dom di Gorizia la mostra fotografica "Kamni spomina, Le pietre della memoria" di Joško Prinčič, dedicata al cimitero ebraico di Rožna dolina.
E' una raccolta di immagini, scattate nelle diverse stagioni dell'anno, dedicate alla memoria della Cultura ebraica in Gorizia: non c'è un intento didattico, nomi e simboli sono volutamente trascurati, con un'eccezione, l'epigrafe tombale dedicata a una donna deportata ad Auschwitz nella tragica notte del 23 novembre 1943.
La lapidi parlano, suscitano emozioni, sembrano sospese nel vuoto, del tutto avulse dal contesto urbanistico e stradale che da vicino le circonda: il messaggio, misterioso e arcano, si fa strada attraverso la vera e propria personalità delle tombe, a volte disordinate, a volte affiancate l'una all'altra come se si volessero tenere compagnia, a volte sparpagliate, impotenti di fronte all'invadente pressione dell'erba e della terra... Oltre che un'esperienza d'incontro con l'arte, la visita alla mostra è una grande meditazione sulla fragilità e la maestosità dell'esistenza umana: l'obiettivo di Prinčič ha imprigionato nell'istante il risorgere del presente nel luogo del ripiegamento sul passato. I licheni che assalgono la pietra nella trasfigurazione artistica diventano fiorellini deposti dalla Natura sulle spoglie di un suo figlio, i riflessi di luce autunnali volteggiano come farfalle attorno ai nomi ormai consunti dal tempo, la neve scherza con le lastre affiancate generando improvvisi ed inattesi bianconeri, una rosa caduta da chissà dove nella neve sembra un ultimo mesto omaggio proveniente dall'Alto. Insomma, un saggio modo di celebrare l'odierna "memoria": Mir spaset krasota, diceva nell'Idiota il grande Dostoevskij, può significare che "la bellezza salverà la pace (o "il mondo")", ma anche - secondo alcuni traduttori - che "la pace (o "il mondo") salverà la bellezza".
Andrea Bellavite

Giornata della Memoria: corone al Monumento ai Deportati

 Due momenti della cerimonia davanti al monumento ai Deportati (che richiede un urgente restauro!)

Con la deposizione delle corone da parte davanti al monumento ai Deportati nei campi di sterminio e i discorsi del sindaco, dei rappresentanti della Provincia e della Regione, del nuovo Prefetto, si è aperta questa mattina la "Giornata della Memoria" di Gorizia. Particolarmente emozionante la lettura di una particolare preghiera che ha consentito ai (non molti) presenti di vivere un momento di intensa spiritualità incarnata nella meditazione sulle vittime del genocidio nazista. Nel corso dell'intero giorno sono previste molte altre manifestazioni, più o meno ufficiali: ovunque risuona come un mantra un "mai più", la cui eco si spera diventi preciso orientamento e scelta politica, contro ogni forma attuale di discriminazione tra le persone...

domenica 26 gennaio 2014

27 gennaio: Giornata della memoria, Dan spomin 2014

Oggi si fa memoria della spaventosa tragedia degli ebrei uccisi nella Shoah, a causa delle leggi razziali del nazismo e del fascismo, ma anche del genocidio dei rom, delle persone omosessuali, degli oppositori antihitleriani per ragioni politiche e religiose (i Testimoni di Geova e cristiani singoli o in piccolo gruppi di confessione protestante o cattolica)... Il ricordo ormai generalizzato degli orrori perpetuati nei campi di sterminio e dei non meno gravi delitti compiuti in campi di concentramento come la "nostrana" Risiera di san Sabba non deve prescindere da un'analisi accurata e per quanto possibile serena delle responsabilita': chi ha portato il mondo alla Seconda Guerra Mondiale, chi ha emanato le Leggi razziali, chi ha istituito i campi di sterminio e di concentramento, chi ha pensato l'annientamento scientifico di alcuni popoli, senza altra motivazione che la loro distruzione? Solo rispondendo a queste domande diventa possibile evitare che l'ipercitato "mai piu' cosi!" sia soltanto uno slogan ripetuto perfino da chi ha sempre sostenuto le "ragioni" del fascismo; sia invece un impegno a rifiutare qualsiasi forma di nuovo pericoloso strisciante razzismo, da qualunque parte provenga, porti esso la forma venefica dell'antisemitismo - come nei gravi gesti intimidatori avvenuti in questi giorni a Roma - sia quella della xenofobia e dell'omofobia...
ab

sabato 25 gennaio 2014

A pranzo con la Ministro Kyenge...


Pierluigi Di Piazza porge il saluto a Cécile Kyenge. Sulla destra il deputato Giorgio Zanin

Nel mezzo della sua giornata impegnativa in Friuli Venezia Giulia, la Ministra Cécile Kyenge ha trovato il tempo di trascorrere un'ora con gli ospiti e gli amici del Centro d'Accoglienza "Ernesto Balducci" di Zugliano. Il pranzo, da lei stessa definito "in famiglia", è stato un'occasione per confermarle solidarietà e vicinanza, nonché per incoraggiare il cammino verso la riforma delle attuali leggi sull'immigrazione. La ministro, anche se non ha potuto visitare il Cara di Gradisca a causa degli impegni governativi di ieri, ha espresso più volte il suo accordo sulla chiusura definitiva del Centro di Identificazione ed Espulsione nonché sulla trasformazione di quello riservato ai richiedenti asilo in un vero e proprio Centro d'Accoglienza. Interessanti gli interventi, dal saluto di don Pierluigi Di Piazza, presidente del Centro alla commovente testimonianza di alcuni giovani che vi abitano attualmente; da Pier Paolo Gri che ha portato il saluto dell'associazione "Vicini di Casa" a don Gianni Arduini, della Casa dell'Immacolata di Udine, che ha definito Zugliano la "capitale regionale dell'accoglienza e della cultura". Al di là degli importanti risvolti politici del viaggio al Nord Est, dai quali ci si attende in tempi brevi almeno il definitivo superamento della Bossi Fini e la discussione della Legge d'iniziativa popolare sullo Ius Soli,  l'incontro ha dato la possibilità a tutti i presenti di conoscere anche il carattere socievole e simpatico della Kyenge: salutando i tanti presenti al termine del pranzo, ha promesso di tornare ospite del C
entro, ma "vestendo il grembiule e aiutando la preparazione del pranza in cucina". Il senso simbolico della sua disponibilità sta nel dimostrare che un amministratore deve cercare di realizzare ciò che la parola "ministro" significa: "colei/colui che si mette al servizio". Una bella lezione per tutti!
Andrea Bellavite

Matteo Valentinuz, una testimonianza "Goriziana" dall'Egitto in fiamme

Martedì 28 gennaio, alle ore 20.15 nella sala del Consiglio Comunale di Romans d'Isonzo, Matteo Valentinuz presenterà la sua recente esperienza di lavoro in Egitto. Presente all'odierno incontro con la Ministro Cecile Kyenge a Zugliano, ha accettato volentieri di raccontare al blog del Forum qualche sua impressione.
Sono stato alcuni mesi in Egitto come consulente legale per un'organizzazione non governativa che assiste i richiedenti asilo al Cairo. Provengono dal Corno d'Africa, adesso dal Sudan, dal Sud Sudan; nel 2013 è arrivato un gran numero di siriani che hanno ingolfato il sistema di accoglienza, che di fatto già di per sé ha molte difficoltà.

Quali sono state le tue impressioni...
La situazione è molto tesa; ci sono tanti attentati, i nostri giornali ne parlano soltanto quando ci sono delle vittime, ma essi contribuiscono a creare un clima di paura. Il risultato sarà un ulteriore giro di vite e un ulteriore crescita della tensione. Per noi occidentali è difficile da capire, ma in questo momento c'è soltanto una richiesta di sicurezza: dopo due anni e mezzo di rivoluzioni e controrivoluzioni il Paese è davvero esausto. La gente non riesce più neppure a protestare, domanda soltanto sicurezza e ovviamente i militari, che governano da tanti decenni, sono lì, pronti ad offrirla.

La gente semplice, non coinvolto nelle manifestazioni, come vive questo periodo?
E' difficile generalizzare: la realtà de Il Cairo è molto diversa da quella dei paesi e della campagna, dove l'analfabetismo raggiunge punte dell'80%, quindi è difficile individuare un'interpretazione che valga per tutto. Al Cairo le persone che ho conosciuto, le quali ordinariamente hanno una buona preparazione politica e culturale, si sono impegnate negli scorsi anni e oggi stanno vivendo un momento di grande incertezza. Chi ne ha la possibilità, vuole andarsene quanto prima, perché non vede alcun futuro. Serpeggia un clima di grande disillusione, soprattutto in chi ha creduto che gli avvenimenti di due anni fa avrebbero portato un vero rinnovamento della società.

Per quanto ti riguarda, cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Per me è stata un'esperienza professionalmente molto positiva, anche se la dimensione dei problemi è talmente grande da suscitare l'impressione di svuotare l'oceano con il cucchiaino. Io mi sono interessato soprattutto di vittime di tortura, problema enorme e sottovalutato. Ci sono campi di tortura nel Sinai, per emigranti che vengono rapiti quando lasciano soprattutto l'Eritrea e l'Etiopia; sono gestiti da varie tribù nel deserto; lo Stato egiziano sostanzialmente tollera e lascia fare, perché ci sono varie forme di collusione e perché girando molti soldi, ci sono moltissime occasioni di corruzione.

Grazie Matteo...
ab


giovedì 23 gennaio 2014

La scomparsa di Michele Martina

All'età di 88 anni, è morto Michele Martina, un uomo che ha dedicato una parte importante della sua vita alla politica. Deputato dal 1958 al 1963, Sindaco di Gorizia dal 1965 al 1972, Senatore dal 1974 al 1976 , ha lasciato un segno profondo nella storia del cattolicesimo democratico isontino, convinto della necessità di un impegno di servizio al bene comune originato dall'esperienza della fede e vissuto nella piena consapevolezza delle indispensabili mediazioni.  E' stato qualificato rappresentante di una stagione politica molto diversa da quella attuale, esponente di primo piano di una Democrazia Cristiana a metà strada tra volontà di dialogo e superamento di antiche paure, convinto assertore dei primi passi nella relazione con Nova Gorica e più in generale con l'est europeo, gestore di difficili equilibri interni al suo partito, a livello locale, regionale e nazionale. Negli ultimi anni ha sempre offerto una serena, saggia e consapevole testimonianza delle opportunità e delle criticità del "suo" periodo, portando un prezioso contributo culturale alla vita della città e del territorio. Un caro saluto e una profonda partecipazione alla moglie, ai figli Alessandra e Marco e a tutti i suoi cari.
Andrea Bellavite

Gabriella Miletta, due anni dopo...

Il 22 gennaio all' ITI Galilei di Gorizia si è ricordata con l'affetto di sempre Gabriella Miletta, insegnante di diritto ed economia della scuola. Con grande commozione allievi, colleghi e amiche ne hanno messo in luce il carattere particolare: l'amore per i suoi studenti e il rapporto che con loro riusciva ad instaurare, la passione per la Costituzione, i diritti, la giustizia sociale. In lei la fiducia nel ruolo della scuola non si è mai incrinata ed ha sempre fortemente creduto nella capacità di realizzarsi dei suoi ragazzi. Fare una passeggiata con Gabriella per il centro della città richiedeva ore. La fermavano in tanti, studenti, ex studenti con famiglia, gente che aveva abbandonato la scuola, ma che di lei si ricordava ancora.

L'Istituto è riuscito inoltre ad allestire in suo nome una mostra permanente dei più antichi oggetti tecnici, macchine da scrivere, strumenti elettronici, livelle per geometri, vecchissimi computer, tirati fuori dagli scantinati e ridati alla vita, grazie all'impegno dei colleghi. Gabriella ci teneva molto che anche la tecnica avesse una storia riconoscibile e gli oggetti non fossero merce usa e getta, ma potessero mostrare, ancora e per sempre, l'intelligenza, il lavoro e la creatività di chi li aveva progettati. In questo modo il lavoro manuale, la capacità ideativa, la realizzazione di nuovi prodotti – esposti dagli studenti come accade da 23 anni nella mostra Tecnosoft – diventava lavoro pienamente intellettuale, in grado di sviluppare cultura e conoscenze, alla stessa stregua degli studi umanistici. Dunque gli studenti, i suoi studenti, potevano formarsi come lei avrebbe voluto: in modo eccellente in tutte le discipline. Il Forum, cui lei ha aderito dalla sua fondazione, non dimentica Gabriella e non a caso il filone di riflessione su scuola, nuovi contenuti dell'insegnamento, tecniche di valutazione sono state al centro del nostro dibattito e lo saranno nei prossimi anni. 
adg

Vivace e interessante incontro con Tristano Matta al Forum

Tristano Matta (a sinistra) dialoga con Mauro Grion nella sede del Forum

E' stato presentato ieri sera al Forum per Gorizia il volume Il lager di san Sabba. Dall'occupazione nazista al processo di Trieste, edizione Beit 2012. L'autore, Tristano Matta, ha portato i numerosi partecipanti al'incontro dentro la storia della Risiera, evidenziandone le caratteristiche di luogo di detenzione e transito per gli ebrei in attesa di essere trasferiti nei campi di sterminio in Polonia e Germania, luogo di tortura e uccisione di oppositori politici in particolare sloveni e croati, luogo di eliminazione di cittadini inermi. Ha inoltre tratteggiato le caratteristiche dei responsabili del Campo, sottolineando come i comandanti e il personale fossero stati scelti tra i "migliori" esecutori delle idee progettuali del nazismo: tale dato è prova dell'importanza attribuita dai vertici nazisti al Litorale Adriatico. Il racconto degli eventi, supportato da una rigorosa documentazione storiografica, ha suscitato emozione e perplessità, in particolare quando è stato evidenziato il sostanziale oblio calato sugli orrori della Risiera, dall'immediato dopoguerra fino alla metà degli anni '70. Del resto, come ha amaramente notato Matta, il silenzio su molti tragici eventi del periodo bellico si è protratto fino ad oggi, rotto soltanto da ritrovamenti - a dir poco fortunosi - di nuovi documenti ben nascosti negli armadi degli archivi romani. Quella di Tristano Matta è una testimonianza di come l'accurata ricerca storica sia una condizione determinante per riflettere in modo sereno ed equilibrato sugli avvenimenti del passato e sulla loro influenza sugli orientamenti e sulle scelte del presente.

Sulla sicurezza nelle scuole "Essere Cittadini" interroga la Provincia e le altre Istituzioni...

Si riceve dall'Associazione Essere Cittadini e volentieri si pubblica, sempre nella speranza che questi interventi suscitino un dibattito e orientino i livelli decisionali a scelte urgenti ed efficaci.
Il crollo di una parte del controsoffitto e di mattoni sui banchi del laboratorio linguistico del Liceo classico “Dante Alighieri” è avvenuto quando dentro non c’era nessuno: è questo il motivo per cui non ci sono stati feriti o morti. Siamo sconcertati nel leggere sulla stampa locale le affermazioni dell’assessore provinciale, Donatella Gironcoli, che parla di “fortuna”. Lo stesso assessore che ha curato il “Piano per l’edilizia scolastica dell’Isontino” emanato nel febbraio 2013. Alla luce di quanto è successo è legittimo il dubbio sull’attendibilità di questo Piano che doveva riportare la schedatura completa di tutte le scuole di ogni ordine e grado previa verifica e accertamento dello stato delle strutture e la loro storia (costruzione, interventi, ecc.).
Parliamo di collaudi statici, di verifiche antisismiche, di certificazioni anticendi insomma di tutti quegli accertamenti che la buona prassi,  consiglia di effettuare, soprattutto se si tratta di edifici datati, proprio per un rispetto puntuale della legge e quale reale strumento di prevenzione, non una tantum ma, almeno, una volta all’anno. 
Ed infatti nel piano alla voce "struttura" corrisponde "elemento non presente o non rilevabile"  con in calce la seguente precisazione: "Gli stabili provinciali non evidenziano particolari problematiche strutturali, ma necessitano, come da normativa, delle verifiche sismiche". Che fine hanno fatto queste verifiche sismiche, se ci fosse stata una lieve scossa sismica invece di un paio di mattoni, cadeva tutto il solaio? E tutto questo come lo dobbiamo interpretare se aggiungiamo la dichiarazione di pochi giorni fa, riportata sul sito della Regione FVG Consiglio Regionale, dell'ass. Donatella Gironcoli che "ha evidenziato come le verifiche antisismiche fatte sugli edifici di competenza abbiano dato esiti tutt'altro che confortanti" Dunque i controlli sono stati fatti e perchè non risultano sul Piano? E il loro esito qual è? E' forse tale da dover chiudere alcune scuole? Se si, perchè non sono state chiuse? Tutto questo è molto grave e la responsabiltà ricade in capo al Presidente della Provincia e  la sua giunta, tanto che dovrebbero dimettersi. 
Comunque l' Associazione Essere Cittadini chiede che si rimetta mano sul Piano e si effettuino quei controlli e quegli accertamenti tecnici che non sono stati fatti: stanza per stanza, controsoffitti, solai, tetti, struttura portante, impianti elettrici e di riscaldamento,  serramenti, idoneità dei servizi igienici, scale esterne di sicurezza, idoneità dei gradini e dei passamano delle scale interne, ecc. e che vengano immediatamente chiuse quelle scuole, comunali o provinciali,  che non rispondono ai parametri legali di sicurezza e appaltati i lavori per ristrutturarle. Chiediamo che le famiglie vangano informate sullo stato delle scuole frequentate dai propri figli fornendo loro la scheda tecnica della scuola.
Questa richiesta verrà inoltrata 
nei prossimi giorni con una lettera indirizzata al Comune, alla Provincia e alla Regione per mettere in mora le amministrazioni sugli adempimenti dovuti.
Associazione Essere Cittadini Gorizia

mercoledì 22 gennaio 2014

Piano scuola della Provincia, Lettera aperta all'assessore Cecot

Ecco una lettera aperta all'Assessore competente della Provincia di Gorizia: è un po' lunga, ma vale veramente la pena di leggerla integralmente, nella speranza che possa aprire un urgente dibattito...

Egregio Assessore Provinciale Ilaria Cecot,
in merito al Piano di disaggregazione e riaggregazione degli Istituti scolastici superiori della città di Gorizia da Lei proposto, approvato dalla Giunta e dal Consiglio Provinciale, avanziamo alcune premesse essenziali:
- non è vero che il Piano non avrebbe un impatto negativo sull’occupazione: se i rappresentanti sindacali avessero fatto il loro lavoro Le avrebbero dimostrato come il Suo Piano porterà nel giro di 5 anni, a causa dell’accorpamento di non meno di due indirizzi di studio, alla caduta probabile se non certa di due corsi; si tratta di almeno 15 cattedre, ovvero a regime altrettanti insegnanti in meno in organico provinciale;
- non è vero che il suo Piano “salverebbe” una autonomia di Istituto superiore e una Presidenza, in quanto non c’ è niente da salvare: stante la tipologia della Provincia caratterizzata dal bilinguismo con le deroghe conseguentemente ad essa attribuite da leggi dello Stato, in base al numero attuale di alunni iscritti nessuna Presidenza è in pericolo. Tant’è che l’Istituto da “salvare” (ITI Galilei di Gorizia) ha più di 600 iscritti mentre il Liceo Buonarroti di Monfalcone e il Cossar di Gorizia, per i quali il Suo Piano non prevede alcun ‘salvataggio’, contano meno di 500 iscritti.
- E’ invece vero che in nessun’altra provincia della regione Friuli-Venezia Giulia è stato proposto un piano di riordino paragonabile al Suo. La Provincia di Udine, ad esempio, ha richiesto solamente l’attivazione di nuovi indirizzi e nuove articolazioni per ampliare l’offerta formativa, senza spezzatini degli Istituti esistenti. Paradossalmente Gorizia, l’unica Provincia in Regione in cui bastano soli 400 alunni per mantenere una autonomia, è anche l’ unica in cui si propongono smembramenti e riaggregazioni.
Fatte queste premesse indispensabili per iniziare un confronto in uno spirito di verità,  ecco le nostre domande:
1. Il Suo Piano prevede, sulla carta, l’avvio di numerosi Indirizzi liceali e tecnici, come se la loro attivazione dipendesse dalla Giunta di cui Lei fa parte. Invece la legge prevede che l’avvio di nuovi indirizzi sia richiesto dalle scuole interessate, con delibere di Collegi Docenti e Consigli d’Istituto; vengono poi sentiti gli Enti Locali ma l’ ultima parola spetta al Miur.
Quali garanzie reali e concrete Lei può portare che tali Indirizzi vengano richiesti dalle Scuole interessate e soprattutto che siano poi concessi dal Miur?
Per esempio che fine farà l’indirizzo Coreutico-Musicale da avviare presso il cosiddetto nuovo Polo Liceale umanistico-espressivo, alla cui attivazione l’Ufficio Scolastico Regionale ha dato peraltro parere negativo?
2. A seguito dell’ondata di proteste suscitate dal Suo Piano la Giunta sembra tornata parzialmente sui suoi passi, e ha previsto una serie di consultazioni a valore vincolante con le parti interessate, che dovrebbero avvenire nei prossimi mesi. Ottimo, purché non ne escano approvazioni come quelle da Lei già ottenute da parte di quattro (di numero) rappresentanti sindacali poi ufficialmente sconfessati dai loro iscritti, e da una Consulta Provinciale degli Studenti il cui docente referente è nel contempo Suo consigliere per la realizzazione del Piano.
Come intende la Giunta Provinciale procedere nelle prossime consultazioni con i portatori d’ interesse affinché queste abbiano un minimo di legittimità e valore ?
3. Lei ha ripetutamente affermato che il suo Piano è a ‘costo zero’: forse lo è per il Suo Assessorato Provinciale, ma non certo per gli Istituti coinvolti. Questi, a ogni disaggregazione/nuova aggregazione, devono disaggregare e ricostituire i Collegi Docenti ed i Consigli d’Istituto, devono rielaborare e deliberare un nuovo Piano dell’ Offerta Formativa, devono completamente riorganizzare segreterie, ufficio personale, archivi e biblioteche, materiali di consumo, siti web, organici, orari, laboratori; è una serie di  operazioni lunga e complessa, come sa bene il personale tecnico e amministrativo che nessuno si è preoccupato di interpellare. Ciò pesa sui bilanci degli Istituti con moltissime ore di straordinari da parte di amministrativi e tecnici. Per inciso, verranno sentiti anche loro?
Pertanto un neo-costituito Istituto impiega anni per entrare a pieno regime ed erogare un servizio ottimale. Ed ecco quindi l’ultima e più importante domanda: perché Lei vuole disaggregare e spezzettare due Istituti superiori, l’ISIS Gabriele D’Annunzio e l’ISIS Dante Alighieri di Gorizia, che negli ultimi cinque anni hanno registrato eccellenti risultati nei test INVALSI e OCSE/PISA e che registrano una buona performance anche nelle iscrizioni? Perché vuole demolire ciò che nel presente evidentemente funziona per creare nuovi Istituti dall’incerto futuro? Dove stanno le ‘criticità’ dell’ assetto attuale che tanto La preoccupano?
In attesa di una Sua pubblica risposta ai nostri quesiti, Le porgiamo i nostri saluti.
Leonardo Milocco e Daniela Careddu di SULATESTA!, Coordinamento Insegnanti della Provincia di Gorizia

Il soffitto del Liceo Classico e la sicurezza nelle scuole

Nell'ordinario "balletto delle responsabilità" seguito al crollo di un soffitto in un'aula del Liceo Ginnasio Dante Alighieri di Via XX Settembre, sembra passare in second'ordine la gravità inaudita dell'evento. La buona stella ha permesso che la vicenda rimanesse confinata in una cronaca senza particolari colori, il tutto si è verificato di notte e non ha coinvolto fisicamente nessuno. Tuttavia la questione della sicurezza delle scuole è stata più volte sollecitata in questi ultimi anni, in particolare dall'Associazione Essere Cittadini che ha incontrato i responsabili politici dell'edilizia scolastica, sottolineando costantemente la preoccupazione per la sicurezza di studenti e personale. Particolarmente inquietante è il fatto che non si possa attribuire il crollo all'"antichità" dello storico edificio, dal momento che lo stesso è stato oggetto di un lunghissimo intervento di rifacimento, restauro e messa in sicurezza in tempi relativamente recenti: possibile che vent'anni dopo possa accadere un simile incidente? E se questa è la situazione di un edificio scolastico appena rinnovato, che ne è di quelli che non sono ancora stati revisionati? Tutti ci si augura - purtroppo con un filo di pessimismo - che il crollo dell'altro giorno sia come una campanella mattutina che richiami a tutti il fatto che è giunta l'ora di mettere al primo posto il futuro della scuola e dei suoi protagonisti. Affinché non accada di peggio...

Amianto mai più: mente e cuore nella toccante testimonianza di Roberto Covaz

Roberto Covaz (a destra) e Alessandro Morena al Forum

L'incontro di ieri sera al Forum è stato molto di più che la semplice presentazione di un libro. Si è trattato di una toccante e coinvolgente testimonianza riguardo agli effetti dell'amianto sulla popolazione dei territori di Monfalcone, dell'Isontino, della Bassa Friulana e del Goriziano. Protagonista è stato Roberto Covaz, autore del libro Amianto, i polmoni dei cantierini di Monfalcone, singolare raccolta di riflessioni suggerite dal "cuore" dell'appartenente a una famiglia "cantierina" e dalla "mente" del giornalista attento, ricercatore rigoroso e scrittore attento a un pubblico di "non specialisti". Alessandro Morena, portando la sua competenza sindacale e sanitaria, ha introdotto l'incontro nel migliore dei modi, favorendo anche numerosi interventi dei presenti, purtroppo non numerosi, ma molto attenti e partecipi. La situazione è stata descritta dal responsabile del Piccolo di Gorizia con un'immagine forte: se precipitasse un aereo su Monfalcone provocando la morte di qualche migliaia di persone, ne parlerebbero tutti i giornali del mondo; la morte di migliaia di persone che hanno ingerito le polveri killer è passata invece sotto un sostanziale silenzio. Tra le varie proposte, due particolarmente interessanti: la prima deriva dall'osservazione dell'autore riguardante la possibilità di caratterizzare la sanità goriziana con la realizzazione di un centro di ricerca di alto livello sull'amianto; la seconda quella di organizzare una nuova presentazione del libro in uno dei paesi presso Anhovo, realizzando così un confronto tra la situazione dei costruttori di navi di Monfalcone e quella - tragicamente simile - dei lavoratori del cementificio nei pressi di Deskle, sull'Isonzo a quindici chilometri a nord di Gorizia. Ben vengano occasioni come quelle offerte dal libro di Covaz per coinvolgere tutti in questa vicenda tragica che deve riguardare ogni cittadino, per le conseguenze prima umane, poi sociali, politiche e culturali che porta con sé.

martedì 21 gennaio 2014

Il welfare pubblico non abita più qui

Incrociare domanda con offerta: di lavoro. Questo sembra essere il nuovo obiettivo della Caritas goriziana, almeno a leggere le dichiarazioni dei suoi responsabili. In altre parole, dopo aver preso in carico il problema di cibo/vestiti (Emporio della Solidarietà), dopo aver preso in mano le bollette inevase (Adotta una bolletta), il settore cattolico dell'Assistenza si propone come un vero e proprio Ufficio di Collocamento. In realtà, a detta di alcuni interessati prontamente accorsi alla sede dell'Associazione, il titolo e i contenuti degli articoli sui quotidiani non corrispondono affatto, almeno per ora, alle aspettative di chi cerca con angoscia un lavoro. Ma, al di là dell'efficacia dell'iniziativa e al di là della stima per la Caritas che è espressione di un "ente intermedio" da sempre sostenitore del "principio di sussidiarietà", resta l'amara constatazione del tramonto del welfare pubblico, ormai incapace di rispondere al bisogno di pane, di luce e di lavoro della gente. Forse purtroppo intendeva questo il Vescovo di Roma Francesco quando paragonava la Chiesa a un ospedale da campo che cura i feriti il giorno dopo la battaglia: il ritorno ai tempi di Scrosoppi, don Bosco e degli ordini religiosi e laici della carità. Motori indietro, di oltre cento anni...

lunedì 20 gennaio 2014

Martin Luther King Day


Sono passati 85 anni dalla nascita di Martin Luther King, il 15 gennaio 1929, ucciso a Memphis il 4 aprile 1968. Dal 1986 negli Stati Uniti il terzo lunedì di gennaio è il "Martin Luther King Day", una giornata di memoria e di lotta contro ogni discriminazione. Il seme venefico del razzismo è piantato e cresce in un terreno reso fertile dalle crisi, finanziarie e/o morali che siano. Le gazzarre realizzate in varie parti d'Italia contro la ministro Kyenge e minacciate anche dalle nostre parti in previsione della visita al Cara del prossimo venerdì sono solo uno dei tanti, troppi segnali di discriminazione che si perpetuano anche oggi: la violenza razzista e quella omofoba non hanno nulla a che fare con un normale dibattito politico intorno a tematiche che devono essere affrontate con urgenza e intelligenza. Sono invece il preoccupante segnale di una grave patologia del sistema culturale e politico che sta alla base di ogni democrazia. Che il ricordo di Martin Luther King possa provocare un soprassalto di giustizia e di fraternità...
ab

domenica 19 gennaio 2014

Il Forum per una politica della cultura e una cultura della politica

La settimana che si apre sarà particolarmente impegnativa e interessante. 

Il Forum continua nel suo percorso, alla ricerca dei fondamenti di una "politica della cultura" e di una "cultura della politica". Per questo motivo si vuole riservare da una parte particolare attenzione alla storia recente del Novecento goriziano, dall'altra all'incontro con persone e realtà da esse rappresentate che stanno cercando in diversi modi di rivitalizzare il tessuto di un territorio in evidente stato di difficoltà. L'obiettivo è quello di creare una sensibilità condivisa intorno ai temi principali, ma anche quello di preparare un programma, una lista di persone e una futura sindaco da candidare alle prossime elezioni amministrative (magari anche a Nova Gorica e nei centri della provincia di Gorizia e della vicina zona slovena). La storia e le persone dimostrano che le potenzialità sono immense, ma non sono state finora adeguatamente prese in considerazione. Per questo, dopo aver parlato di urbanistica e di scuola, di salute mentale e di immigrazione, si propongono due brevi cicli di approfondimento: uno in occasione della Giornata della Memoria delle vittime del nazi-fascismo, gli incontri del 21 con Boris Pahor, Tristano Matta, Pierpaolo Lenaz e il 27 l'inaugurazione della mostra sul cimitero ebraico di Gorizia; l'altro una serie di interessanti "incontri del martedì", dopo Paola Cosolo si alterneranno tra gennaio e febbraio nella sala di Via Ascoli 10 Roberto Covaz, Massimo Santinelli, Renzo Furlano, Igor Komel e Pavla Jarc, Adriano Ossola, Roberto Spazzali (il prgramma dettagliato è a lato).

Martedì 21 gennaio, alle ore 18 nella sede di Via Ascoli 10, sarà presentato il libro di Roberto Covaz “Amianto, i polmoni dei cantierini”. Il testo, edito da Biblioteca dell’Immagine, è una preziosa testimonianza di una vicenda che ha segnato dolorosamente la vita di tante famiglie e dell’intera società del monfalconese, della bisiacheria e della Bassa Friulana. Il responsabile della redazione di Gorizia de Il Piccolo ricostruisce gli avvenimenti coniugando in modo efficace la narrazione delle esperienze e la riflessione che da esse scaturisce. La documentazione rigorosa e la conoscenza diretta del tema offrono l’occasione per approfondire, in modo efficace e avvincente, un’altra pagina del grande Libro del Novecento Isontino. L’autore ne parlerà con gli storici Enrico Bullian e Alessandro Morena.

Mercoledì 22 gennaio, sempre alle ore 18 in via Ascoli 10, nell’ambito delle iniziative in preparazione alla Giornata della Memoria, Tristano Matta presenterà il suo libro sul “Lager di San Sabba. Dall’occupazione nazista al processo di Trieste”, edizioni Beit. Si tratta di una nuova presentazione letteraria del campo nazista di Trieste, elaborata alla luce di un’accurata ricerca svolta in tanti anni dall’autore. Il testo costituisce una vera e propria “guida” per poter comprendere meglio il significato e la storia di quello che per molti è stato un punto di passaggio verso i campi di sterminio in Germania e Polonia, per tanti il luogo della tortura e della morte. Introdurrà l’incontro lo storico Pierpaolo Lenaz.
ab

giovedì 16 gennaio 2014

Un po' di numeri sul Castello di Gorizia

Un po' di numeri. Oggi nel contesto della crisi del turismo nell'Isontino, sul quotidiano locale si parla del Castello di Gorizia, in controtendenza con una media di presenze - così si dice - intorno alle 3000 mensili. Si sottolinea anche una punta di circa 300 presenze al giorno nel periodo di Ferragosto 2013, con un evidente aumento - il vero e proprio raddoppio viene definito "exploit" - rispetto agli stessi giorni del 2012. Calcoli alla mano, 3000 persone al mese fanno 36.000 all'anno. Quando stavano per iniziare i lavori degli ascensori in Consiglio Comunale chi sottolineava la necessità dell'opera in quanto i visitatori erano stimati intorno agli 80mila (con un calcolo che moltiplicava per due i biglietti staccati). Dunque, non occorre la calcolatrice per scoprire che rispetto a quel periodo i visitatori "ufficiali" sono vistosamente calati (10%) e che - anche ammettendo e non concedendo che TUTTI sarebbero disponibili a rinunciare a una brevissima e attraente passeggiata per raggiungere a pagamento il maniero via rotaia - gli ascensori potrebbero ospitare nello stra-migliore dei casi - mediamente 100 persone al giorno (circa 10 all'ora, immaginando un orario di funzionamento di una decina d'ore). Ritenendo che nessuno sarebbe disposto ragionevolmente a sborsare più di due euro per superare 60 metri di dislivello, si tratterebbe di un'entrata 72.000 euro all'anno: già 20.000 euro all'anno di perdita sulle iper-ottimistiche previsioni di spesa preparate dieci anni prima e ri-presentate dal Sindaco su una specie di foglietto della spesa nel 2010. Ovviamene senza tenere conto della traboccante manciata di milioni già investita sul colle del Castello e dell'incertezza sull'effettiva possibilità di condurre fino al termine i lavori, già protratti ben oltre i termini, a causa di prevedibilissimi "imprevisti". In permanente assenza del documento "dettagliatissimo" sul rapporto costi/benefici, promesso da anni da Sindaco e Giunta per "le prossime settimane", sempre più serpeggia una domanda, perfino tra i convinti delle prime ore: ne valeva veramente la pena?

mercoledì 15 gennaio 2014

I cento anni di Etty Hillesum (1914-1943)

Cento anni fa, il 15 gennaio 1914, nasceva a Middelburg Ester (Etty) Hillesum. La sua è stata una vita breve, deportata ad Auschwitz il 7 settembre e ivi uccisa il 30 novembre 1943. Fino agli inizi degli anni '80 il suo nome era ricordato soltanto nella cerchia delle sue molte amicizie. Solo da trent'anni a questa parte sono stati pubblicati i suoi scritti, in particolare le "Lettere" e il monumentale "Diario 1941-1943", edito in Italia in parte negli anni '90 e integralmente nel 2012. E' venuto così alla luce un tesoro di emozioni e riflessioni, un patrimonio di considerazioni legate a un periodo tragico della storia europea, una sorta di "Confessioni" agostiniane da avvicinare al Diario di Anna Frank e all'indimenticabile Resistenza e resa di Dietrich Bonhoeffer. Le riflessioni quotidiane nascono dall'incontro dell'autrice con Julius Speir, psico-analista e psico-chirologo, collega di Jung: una relazione affettiva, spirituale, teologica e filosofica "dentro" la montante marea del razzismo nazista: è la testimonianza della "normalità" di una progressiva deprivazione della libertà, culminata nel "servizio" di accompagnamento psicologico agli ebrei ammassati nel campo di concentramento di Westerbork, in Olanda, prima della loro sistematica, settimanale deportazione verso lo sterminio in Polonia. Ma è anche il racconto appassionato di un'indomita libertà e di un immenso amore alla vita, un messaggio di pace e giustizia che raggiunge i nostri cuori in un'epoca in cui sembrano dominare la voglia di dimenticare o di trasformare le memorie in mere occasioni di nuovi conflitti politici e culturali. Insomma, un pensiero grato a una grande donna del Novecento e un invito alla lettura...
Andrea Bellavite

martedì 14 gennaio 2014

Oggi, un appuntamento da non perdere...


E se fosse un trampolino...?


Molti lo avevano sospettato, ma adesso è più evidente: l'opera in costruzione sulla collina del Castello è un trampolino per il salto con gli sci. Così tutto si spiega, anche l'ottimismo di chi ha voluto tenacemente i lavori e di chi ha sempre evidenziato che la loro conclusione avrebbe attratto in città folle immense provenienti da tutta Europa e dal mondo. E' facile prevedere che si siano già presi accordi con le istituzioni sportive e  che quindi ben presto a Gorizia si potrà assistere alle gare di Coppa del Mondo, non solo di salto, ma anche di slalom, grazie alla pista appositamente predisposta accanto al trampolino: i saltatori potranno atterrare tra la folla plaudente in Piazza Vittoria, mentre gli emuli di Alberto Tomba potranno essere più che soddisfatti da un percorso breve ma indubbiamente suggestivo. E la neve? Beh, non occorre la neve, un paio d'anni fa si è già sperimentata la pista di ghiaccio in plastica: sarà un materiale meno naturale, ma in compenso consentirà di gareggiare anche in piena estate...
Scherzi a parte, Romoli - Sindaco, Assessore ai Lavori Pubblici, Assessore alla Cultura - il 28 maggio 2013 dichiarava solennemente ai giornali: "Nei prossimi giorni presenteremo un dettagliatissimo report su costi e benefici. Così metteremo a tacere chi continua a fare demagogia su questo argomento". Sono dichiarazioni molto simili a quelle proferite da un suo Assessore alla fine del 2010 e dall'Ettore Goriziano innumerevoli altre volte. Ora, o il concetto di "prossimi giorni" è dilatabile fino a "numerosi anni" o il "dettagliatissimo report" non è mai esistito e con ogni probabilità mai esisterà.
A meno che invece la Befana non porti nel suo sacco la sorpresa: quale? Gorizia capitale mondiale dello sci sintetico! E chi se lo sarebbe aspettato...

Lavori in Corso... Fino a quando?

Quando finiranno i lavori in Corso Verdi? L'affrettata cementificazione finalizzata a rendere possibili la Fiera di Sant'Andrea e le attività natalizie aveva consentito di ben sperare in un'accelerazione, così come era accaduto per il tratto antistante ai Giardini Pubblici: in quel caso infatti lo strato di cemento aveva preceduto la ri-pavimentazione in porfido, sia pur lasciando in condizioni poco presentabili lo spazio antistante il Trgovski Dom (anche a causa della scoperta della "grapa", il cui destino permane ancora incerto). Invece la parte del Corso Verdi all'altezza del mercato coperto sembra ancora un percorso di guerra, con evidente penalizzazione dei numerosi esercizi commerciali, già piegati dalla crisi. Le leggi sulla trasparenza inducono a una breve navigazione nel sito del Comune, alla ricerca di qualche chiarimento. Ahimé, per quanto riguarda altre opere gli aggiornamenti sono costanti - vedi ad esempio i lavori a Campagnuzza, il cui "inizio" il 25 novembre è dato, forse con eccessivo tempismo, per avvenuto il 28 novembre 2013 (sic!) - per ciò che concerne i tre lotti di Corso Verdi l'ultimo aggiornamento risale al mese di marzo 2012, ovvero quasi due anni fa. Quindi per un'adeguata verifica occorre lasciar da parte l'informatica e rivolgersi ai diretti interessati. Tra essi in particolare l'Assessore al Bilancio, che già si è espresso in termini a dir poco preoccupanti...

domenica 12 gennaio 2014

Gorizia: Lavori pubblici a rischio

Scusate l'insistenza, ma sorprende il fatto che nessuno abbia replicato alle recenti dichiarazioni pubblicate sul Messaggero Veneto dall'assessore al bilancio del Comune di Gorizia Guido Pettarin.
Ha sottolineato la difficolta' di preparare un bilancio preventivo in assenza di qualsiasi sicurezza relativa al trasferimento delle risorse da parte dello Stato e della Regione. Ma il responsabile dei conti pubblici cittadini ha dichiarato anche che non soltanto non sara' possibile finanziare nuovi progetti, ma addirittura sara' difficile portare a termine i cantieri gia' aperti. Il riferimento esplicito e' stato a Corso Verdi, la sistemazione della seconda parte del quale e' risultata ben piu' complessa del previsto; il riferimento implicito e' inevitabilmente agli ascensori al Castello, cantiere infinito a causa di una serie di lungaggini dovuta essenzialmente alla mancata considerazione di alcuni aspetti elementari (ad esempio l'intervento della Soprintendenza intorno agli scavi da realizzare in un sito che anche un bambino avrebbe potuto immaginare di ovvio interesse archeologico).
Tacciono le imprese, si puo' immaginare la preoccupazione di imprenditori e maestranze di fronte al ventilato mancato pagamento delle prestazioni; tace il Sindaco nonche' assessore ai Lavori Pubblici, dal quale ci si sarebbe aspettato un tempestivo tranquillizzante chiarimento; tacciono anche gli "oppositori", intervenuti pubblicamente sull'indiscutibile urgenza delle dimissioni di Piscopo, ma almeno apparentemente "distratti" su questo punto.
Eppure dalle parole di Pettarin si evince uno scenario desolante: mentre Piazza Vittoria potrebbe restare cosi' come e', con la strada davanti a sant'Ignazio ridotta a un campo di golf; mentre la collina del Castello potrebbe restare cosi' come e', una colata di cemento nell'argilla disboscata; mentre qualsiasi altro intervento sembrerebbe precluso dalla carenza di fondi... Mentre tutto questo, salta fuori perfino la possibilita' che anche il Corso Verdi resti cosi' come e': percorso a ostacoli sotto lo sguardo inquieto dei negozianti che ormai da qualche mese si sentono penalizzati dai lavori invadenti.
E' proprio cosi'? Le cose stanno proprio come le ha descritte Pettarin? Se no, perche' nessuno lo smentisce? 
ab

sabato 11 gennaio 2014

Vizi privati e pubbliche virtù...

Il dibattito politico cittadino si è improvvisamente infiammato intorno alla questione Piscopo: dimissioni o non dimissioni del soggetto in questione. Il centro sinistra, dopo aver atteso le dichiarazioni dell'interessato, "parla" con un documento dei capigruppo (è inserito come commento anche allo specifico post su questo blog) e interventi sparsi sul quotidiano locale; la maggioranza, in questi casi compatta sia pur nascondendo mugugni di corridoio, se ne sta in assoluto silenzio. Si invoca la questione morale e ci si interroga sul rapporto tra disavventure private e pubbliche responsabilità. 
Attenzione però: il centro destra è maestro nel trasferire l'interesse delle discussioni dalle questioni politiche collettive a quelle relative alla correttezza dei comportamenti individuali. Discutere appassionatamente sulle (scandalose) non-dimissioni di Piscopo è utile, sempre che tale dibattito non abbia come risultato quello di offrire alla nave Romoli&c un ottimo strumento per navigare spericolatamente tra gli scogli annunciati non da un oppositore qualsiasi, ma dall'assessore al bilancio Pettarin: il quale ha affermato - sostanzialmente finora senza alcuna reazione - che non ci sono più soldi e non soltanto per aprire nuovi cantieri, ma anche per portare a termine i lavori già iniziati. 
Ben venga dunque la richiesta di dimissioni di Piscopo, purché questo non consenta al sindaco - assessore ai lavori pubblici e alla Cultura - di non rispondere anche su altre, più generali e urgenti questioni riguardanti la vita della città.
ab

giovedì 9 gennaio 2014

Piscopo sì Piscopo no. E Romoli tace...

Prima di intervenire sul cosiddetto Caso Piscopo, il consigliere comunale coinvolto in un procedimento amministrativo nell'ambito del suo lavoro di finanziere, era interessante sentire la sua "campana". Essa ha risuonato oggi sulle pagine del Piccolo, dove il de cuius fa pubblicare una lettera aperta al Sindaco nella quale spiega il perché della sua decisione di "non dimettersi". Con tutto rispetto per il dolore dovuto alla pubblica intromissione in un affare che egli ritiene privato, il suo scritto è talmente confuso da arrivare ad ipotizzare addirittura una congiura razzista contro il Meridione d'Italia: la lettura porta a riflettere non tanto sull'(ovvia) opportunità di dimissioni - come peraltro ben argomentato da una riflessione di Paolo Nanut nelle "segnalazioni" - quanto sul livello culturale e politico dei rappresentanti che il Centro Destra cittadino ha voluto eleggere. Soprattutto lo sconcerto ricade sul silenzio del Sindaco - consueto in tutto ciò che può provocare qualche minimo imbarazzo. Romoli dichiara di non sapere quando finiranno i "suoi" lavori pubblici, si chiede perché il tutto proceda a rilento, oggi se la prende con chi non ha avviato i cantieri in via Manzoni ("Comincio ad essere arrabbiato anch'io!"), non interviene a difesa o a riprovazione di un suo consigliere... Insomma, è vero che i cittadini l'hanno eletto, ma è indisponente questo atteggiamento paternalista di chi dovrebbe essere responsabile della cosa pubblica e quando le cose vanno dritte si attribuisce trionfalmente il merito di "aver cambiato Gorizia", quando vanno storte è sempre colpa di qualcun altro che non ha fatto il proprio dovere.
ab

martedì 7 gennaio 2014

L'Epifania tutte le feste si porta via...


Sempre affascinanti le luminarie natalizie di Ljubljana. Il tema è sempre lo stesso, il mistero dell'inizio, sia esso del cosmo, della vita e dell'uomo. E' trattato con delicatezza, intelligenza e spirito artistico. Non si esagera con le luci, ma si "usano" al fine di generare non soltanto ammirazione, ma anche riflessione. Potrebbe essere un'idea anche da queste parti: al posto dei soliti fiocchi di neve, perché non affidare agli studenti delle nostre università artistiche un bel "saggio". Con la stessa spesa si potrebbe ottenere in bel risultato e forse anche in ambito turistico: in fondo, sono tante le persone che nel periodo tra Natale e l'Epifania vanno nella capitale slovena, anche solo per ammirare le originali luminarie (e non certo per visitare l'ascensore al castello che dopo pochi anni sembra sull'orlo della chiusura).
ab

Comune in bolletta, lavori pubblici a rischio?

Il Messaggero Veneto, pagina di Gorizia, riporta oggi un intervento inquietante dell'autorevole Assessore Pettarin. Dalle sue parole si evince che per quanto riguarda il bilancio preventivo del Comune di Gorizia per il 2014 si naviga ancora in alto mare, in attesa dei "trasferimenti" dallo Stato e dalla Regione. Ma si intravvede anche uno scenario desolante, con la possibilità che l'Ente non sia in grado di pagare le ditte che stanno portando avanti i lavori pubblici in città. Il riferimento esplicito - al netto delle probabili chiarificazioni che l'Assessore sicuramente presenterà nei prossimi giorni per non allarmare operai e responsabili d'azienda, per i quali la ventilata possibilità significa disoccupazione e futuro incerto - mette in causa direttamente l'Assessore ai Lavori Pubblici cioè il sindaco Romoli, che ha sempre vantato i "successi" del suo operato: a sentire Pettarin, mentre il suo "capo" afferma con una certa sicurezza la prossima riqualificazione di Corso Italia, in realtà non si sa neanche se si riuscirà a concludere quella di Corso Verdi; e mentre scarseggiano i soldi per qualsiasi nuovo progetto, la causa con l'impresa Luci su Piazza Vittoria sembra avviata a diventare un pozzo senza fondo di spese giudiziarie, indipendentemente dal suo esito. Allora, chi ha ragione, l'ottimista Assessore Romoli (ma quando transita con l'auto sulle montagne russe davanti a Sant'Ignazio, cosa pensa del referente dei Lavori Pubblici?) o il pessimista Assessore Pettarin?
ab

lunedì 6 gennaio 2014

Falluja: in Iraq continua la guerra di Bush

Falluja è una città dell'Iraq, forse la più provata dalle guerre del Golfo dei primi anni duemila: è lì che la coalizione antiSaddam utilizzò le bombe al fosforo, è lì che scomparve il giornalisti Baldoni e con lui furono messi a tacere tanti operatori dell'informazione internazionale. Ora si viene a sapere che le "milizie di AlQaeda" (termine generico per indicare tutti coloro che hanno "resistito" all'intervento militare del 2003 e alla conseguente "occupazione") hanno conquistato Falluja e che l'esercito "regolare" si appresta a lanciare la controffensiva. Sono passati più di dieci anni da una guerra scatenata sulla base di prove che tutti sapevano false, nel frattempo le giornate degli iracheni sono state costellate da un'ininterrotta teoria di violenza, di distruzione e di morte. Inoltre, dopo il disimpegno "occidentale", il martoriato Paese è stato marginalizzato dai media mondiali e fa fatica a raggiungere le prime pagine. Evidentemente i "risultati" sono stati raggiunti e non erano certo la tutela dei diritti umani o la salvaguardia del popolo oppresso. La gente vive sotto una minaccia costante, l'embrione di dialogo religioso è stato sostituito con un fondamentalismo intransigente e la miseria accompagna il periodico intensificarsi delle crisi. Ecco il risultato di una campagna militare che anche in Italia è stata sostenuta con entusiasmo da molti, perfino a Gorizia qualcuno stampò un giornale ad hoc, salutando i "liberatori" americani e l'arrivo dell'era messianica della democrazia alla Bush. La guerra è continuata e continua, la vicenda Falluja indica un innalzamento del livello di scontro e non è purtroppo difficile prevedere che il "successo" degli esponenti di AlQaeda o di chi per loro, getti ulteriore benzina sul fuoco già divampante in Siria, in Egitto, in Sudan, in Libia e altrove. Proprio dove le agenzie giornalistiche planetarie avevano esaltato l'arrivo dei "nostri".
ab

sabato 4 gennaio 2014

Nel segno del diavoletto di Gris, il numero 101 di Isonzo Soča



No, non è un manifesto pubblicato vent'anni fa da chi allora riteneva che a sinistra non ci fosse altro che il diavolo! E' proprio la copertina del numero 101 di Isonzo Soča, che riproduce il più simpatico Beel-zebul della Regione Friuli Venezia Giulia: si trova nella chiesetta di Sant'Andrea a Gris, presso Gonars, un gioiello dell'arte friulana, una specie di "cappella sistina" in formato popolare. 
Ampio spazio è dedicato a questa particolare zona della "Bassa", ingiustamente dimenticata e trascurata non soltanto dai turisti, ma spesso anche dagli abitanti delle città vicine. 
Ma il periodico offre molti altri spunti di riflessione: dall'analisi politica dell'attualità alle proposte per il territorio goriziano, dalle interessanti vicende storiche culminanti con le parole e le immagini della visita dell'Imperatore a Gorizia ai suggerimenti ambientali riguardanti in particolare i boschi del vicino altipiano di Tarnova, dalle proposte artistiche contemporanee alle architetture di pietra del Carso. E ovviamente tanto tanto altro. Dunque un numero da non perdere e - dopo la celebrazione della 100ma uscita - anche un'occasione per sostenere un'iniziativa come tutto in questo mondo migliorabile, ma indubbiamente unica e irripetibile nel panorama culturale della città.
Ah sì, non c'è da aver paura, quello della copertina è sì un diavoletto, ma così come è, non riuscirà a sgranocchiare proprio nessuno!
ab

Voglio vivere a Gorizia: la grande sfida del lavoro

I sindacati del Goriziano danno numeri che essi stessi definiscono "tragici".
Nel 2013, lo dicono i dati da essi presentati, "600 imprese hanno chiuso l'attività, sono state erogate 3 milioni di ore di cassa integrazione e la disoccupazione giovanile tocca la punta del 30%".
Del resto non occorrono le statistiche per comprendere la gravità della situazione.
Quello che preoccupa è che a fronte di una situazione oggettivamente così delicata, il mondo cosiddetto "politico" sembra preoccupato di tutt'altro: di organizzare belle feste annuali, rilevando regolarmente "il record delle presenze", di completare gli ascensori al castello "che permetteranno di raggiungere il balcone fiorito", di salvare il salvabile (cioè la propria reputazione davanti alla gente) nell'inevitabile e programmata oltre vent'anni fa, da ben noti nomi, débacle del cosiddetto Punto Nascita della città...
Non è importante nascere a Gorizia, è importante che in questa città si possa vivere e che i giovani non siano costretti ad andarsene per poter sopravvivere.
Voglio vivere a Gorizia: l'augurio di quest'anno è che questo slogan si traduca in un gigantesco sforzo di tutti - categorie cittadine, mondo politico, settori culturali, ambiti educativi, strumenti di comunicazione mediatica - per portare alla città prospettive concrete di lavoro, in tutti i modi possibili, soprattutto in quelli che caratterizzano da sempre la vocazione "unita nella diversità" di questo territorio.
ab

venerdì 3 gennaio 2014

Un po' di gusto, all'inizio del nuovo anno...

Per iniziare in bellezza, un post dedicato a un gioiello nostrano. Quello a sinistra fino a pochi anni fa veniva venduto come una specie di "radicchio rosso", quello a sinistra era praticamente introvabile. Oggi - grazie a una sapiente sinergia tra pubblico e privato, tra informazione mediatica e promozione locale - la Rosa di Gorizia è un marchio che si va affermando a livello internazionale e il "Canarino di Gorizia" è tornato nei negozi specializzati e sui banchi del mai abbastanza decantato austro-ungarico Mercato Coperto di Gorizia. Il prezzo non è dei più abbordabili, ma la rarità del prodotto e soprattutto lo straordinario e delicato gusto giustificano - almeno una volta ogni tanto - una piccola distrazione rispetto all'ordinaria personale spending review. Buon appetito!
ab