martedì 30 dicembre 2014

Pensieri di fine anno

Si sta per concludere un altro anno, tra una quarantina di ore il 2014 sarà consegnato agli archivi della storia e sarà aperta una pagina nuova. Tutti ci augureremo felicità e buona fortuna, tutti consapevoli delle ragioni del leopardiano venditore di almanacchi.
Come ogni anno si cerca di raccogliere qualche memoria dell'anno trascorso. Chi vuole, può offrire il proprio contributo proponendo un evento per lui importante, a livello globale e locale.
Per quanto mi riguarda, sottolineo i segnali di pace tra Usa e Cuba, la nascita e la crescita del "renzismo napolitaniano", il macroscopico "caso" dei richiedenti asilo a Gorizia lungo il fiume e in città, il grande impegno culturale-politico del Forum per Gorizia per immaginare su basi sostenibili il futuro di un territorio in grave crisi.
ab

APPELLO AL PREFETTO

Sono almeno cinquanta, forse anche più, i richiedenti asilo che dormono all'aperto o in strutture d'emergenza messe a disposizione dal volontariato sociale e culturale. Queste persone, giunte a Gorizia perché sede dell'unica commissione deputata a determinare il loro status, ricevono in dono coperte e giacconi e possono mangiare esclusivamente grazie a un enorme impegno gratuito di alcune persone che hanno investito in questa impresa il proprio tempo, il proprio denaro e le proprie energie. Hanno evitato grandi guai a Gorizia, una possibile morte per fame o per freddo renderebbe difficile mantenere l'aggettivo "civile" accanto al nome della città.
Tuttavia non è giusto che il volontariato sostituisca chi ha il compito istituzionale di agire e che copra le lacune di chi ha per mansato la responsabilità di tutelare chi ha un diritto all'accoglienza sancito dalla Convenzione di Ginevra e dalla Costituzione.
Per questo, è indispensabile agire subito. Prima di tutto occorre che la commissione si riunisca tutti i giorni e non con gli incredibili ritmi biblici attuali che provocano la concentrazione di centinaia di persone in attesa di essere ascoltate. Poi occorre "costringere" i comuni della provincia a dare attuazione agli impegni sottoscritti, requisendo strutture adeguate e avviando le previste convenzioni. Inoltre è indispensabile prevedere luoghi di riparo "a bassa soglia", in grado di sostituire i parchi, "vietati" da un'ordinanza che ha aggeavato la situazione senza individuare alcuna alternativa. Si potrebbe utilizzare una palestra? Si potrebbe imporre l'apertura notturna della stazione, come già accaduto in molte altre città italiane, almeno inquesto periodo caratterizzata da temperature rigide e da intemperie invernali?
Indipendentemente dalle posizioni politiche e dalla concezione dell'accoglienza, a nessuno può far comodo accettare supinamente una simile situazione e tutti non potrebbero che guardare con soddisfazione il superamento dell'attuale incredibile disorganizzazione.
ab

domenica 28 dicembre 2014

Cento persone alla visita del "secolo lungo" goriziano

Straordinaria partecipazione di pubblico alla prima delle due visite guidate proposte da Isonzo Soča e Forum per Gorizia. Circa ottanta persone hanno ascoltato con grande attenzione le spiegazioni di Anna Di Gianantonio, intervenendo e interagendo con competenza e passione. La presenza così numerosa e varia per composizione culturale e ideologica dà ragione all'intuizione di chi ha voluto questa mostra: la diversità di posizioni e punti di vista non impedisce, anzi fonda una maggior conoscenza che consente, oggi, una nuova stagione di leale e costruttiva collaborazione. È l'inizio di un nuovo percorso oppure soltanto una rondine che non necessariamente fa primavera? La risposta dipende da ogni abitante del territorio "goriziano".

venerdì 26 dicembre 2014

Il Natale muti il rifiuto in accoglienza

Dal discorso di Francesco, a mezzogiorno di Natale:
"Sì, fratelli, Gesù è la salvezza per ogni persona e per ogni popolo!
A Lui, Salvatore del mondo, domando oggi che guardi i nostri fratelli e sorelle dell’Iraq e della Siria che da troppo tempo soffrono gli effetti del conflitto in corso e, insieme con gli appartenenti ad altri gruppi etnici e religiosi, patiscono una brutale persecuzione. Il Natale porti loro speranza, come ai numerosi sfollati, profughi e rifugiati, bambini, adulti e anziani, della Regione e del mondo intero; muti l’indifferenza in vicinanza e il rifiuto in accoglienza, perché quanti ora sono nella prova possano ricevere i necessari aiuti umanitari per sopravvivere alla rigidità dell’inverno, fare ritorno nei loro Paesi e vivere con dignità."

giovedì 25 dicembre 2014

Il razzismo è l'anticamera dell'eversione nera

Una donna che dal centro deve andare in stazione, percorre il marciapiede a destra o a sinistra? Alla sua sinistra, al parco della rimembranza, ci sono gli assembramenti degli afghani, a destra, proprio di fronte, in un negozio di oggettistica c'erano le riunioni di Aquila Nera, un gruppetto di bianchi che progettavano nell'ordine: un nuovo attentato simile a quello dell'Italicus, una bomba in Equitalia piena di impiegati e utenti, violenza contro donne di colore con spargimento di benzina sul corpo e relativo incendio ( vedasi intercettazioni telefoniche). Sappiamo che uno dei perquisiti era aderente della Lega, con cui si era candidato alle ultime elezioni a Capriva: ottima persona a detta degli amici. Ora, tra i seguaci di Allah e gli adoratori del dio Po, del pensiero di Rutilio Sermonti - per cui le donne devono essere cacciate dal posto di lavoro per tornare alla loro missione naturale di procreatrici di figli e angeli del focolare -  della runa celtica e del razzismo, una donna da chi si deve guardare? Di chi deve avere più paura? adg

NATALE 2014, SORGENTE DI VITA


mercoledì 24 dicembre 2014

Giustizia, pace, accoglienza, salvaguardia dell'ambiente

E' stata presentata la scorsa settimana alla stampa l'undicesima "Lettera di Natale", scrittura collettiva di undici preti residenti a Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone e Padova.
Procedendo da un'analisi accorata della situazione del mondo e del Friuli Venezia Giulia, il testo si sofferma su alcune tematiche particolarmente coinvolgenti. Agli evidenti motivi di preoccupazione si affiancano i segnali di speranza, l'indicazione del percorso verso una nuova umanità proposta da chi fa della nonviolenza attiva e della lotta contro ogni violenza e guerra la propria ragione di vita. Viene sottolineato in modo speciale il tema della giustizia, in un momento in cui la corruzione sembra aver minato perfino le fondamenta del sistema sociale. E c'è una speciale attenzione alla questione dell'accoglienza dei richiedenti asilo e degli immigrati in generale, vero banco di prova della fraternità evangelica. Non mancano i riferimenti al consumo del suolo e alla sofferenza della terra, espropriata delle sue funzioni, vilipesa e cementificata. L'esperienza di una rinnovata profondità, silenzio e interiorità può suggerire la via della speranza, l'unica che può consentire un futuro sostenibile. Vale la pena dedicare dieci minuti alla lettura del testo integrale, che si può facilmente scaricare dal sito del Centro Balducci di Zugliano (www.centrobalducci.org) facilmente accessibile anche dal link nella parte destra di questo blog.

martedì 23 dicembre 2014

Visite guidate al "secolo lungo"

Il secolo lungo
"Il secolo lungo", è il titolo della mostra sul Novecento goriziano che continua ad essere molto visitata in questi mesi presso il Museo di Santa Chiara in Corso Verdi. E' un vero e proprio viaggio nei meandri di un periodo nel corso del quale il tessuto culturale, politico e sociale del territorio è stato radicalmente trasformato. Ed è un'occasione di riflessione e di dibattito, dal momento che molti degli episodi raccontati sono stati letti e interpretati sempre con molta passionalità, da punti di vista sempre diversi e a volte non ancora del tutto pacificati.
Per addentrarsi meglio nel percorso espositivo, il periodico Isonzo Soča e il Forum per Gorizia propongono un'approfondita visita del tutto gratuita, che si terrà in due edizioni, domenica 28 dicembre, dalle 16 alle 18 e domenica 4 gennaio 2015, sempre dalle 16 alle 18. Esperta guida in questo viaggio nelle memorie sarà Anna Di Gianantonio. Un'iniziativa da non perdere e da riproporre anche ad altri, nel cuore delle festività natalizie.

Chi può e chi deve, faccia qualcosa!

Ecco il comunicato stampa - appello che il Forum ha presentato questa mattina, anche in vista delle prossime feste natalizie.
I richiedenti asilo accorrono numerosi a Gorizia non perché trovano accoglienza in città, ma perché è la sede dell’unica Commissione del Triveneto. E’ evidente che il flusso degli arrivi, molto aumentato in questi ultimi mesi, dipende da strategie internazionali difficili da individuare e impossibili da modificare. Al di là della complessa discussione sulla gestione delle enormi migrazioni che interessano tutto il Pianeta, resta un fatto: che piaccia o meno, centinaia di persone sono già arrivate e altre continueranno ad arrivare a Gorizia per presentarsi davanti a una Commissione che dovrà decidere sulla legittimità della loro richiesta di asilo. Fino a quando non sarà emessa la “sentenza”, esse sono tutelate dalle convenzioni internazionali e dalla Costituzione italiana.
La domanda concreta è: questi esseri umani devono rimanere senza un tetto, dormire all’addiaccio in queste notti di gelo senza coperte e vestiti pesanti, mangiare l’erba dei parchi o si possono trovare altre soluzioni?
Quella proposta dal sindaco di Gorizia con l’ordinanza anti-bivacchi ha avuto un unico risultato, quello di rendere ancora meno dignitosa la permanenza di coloro che attendono giorni prima di essere visitati dalle strutture sanitarie, certificati dagli organi di polizia ed eventualmente entrare – fino all’ormai molto prossimo esaurimento dei posti - nei luoghi “convenzionati” messi a disposizione dalla Chiesa diocesana.
La convenzione firmata dalla stragrande maggioranza dei Comuni della Provincia di Gorizia sembra essere un pio auspicio, in un’attesa del reperimento e dell’allestimento dei luoghi di accoglienza che sembra richiedere tempi lunghi e complessi adempimenti.
Il volontariato sociale, che si è impegnato in questo ultimo periodo organizzando a proprie spese ed energie fisiche centinaia di pasti e mettendo a disposizione le proprie precarie sedi per fornire un ricovero temporaneo di fortuna, è ai limiti delle proprie capacità d’azione e inoltre non è giusto che si sostituisca sistematicamente alle mancanze delle istituzioni preposte.
Senza la buona volontà di questi ultimi, chi darà un tetto e un pasto a decine e decine di persone che nei prossimi giorni – ordinanza o non ordinanza – raggiungeranno infreddolite ed affamate la città e con ogni probabilità non potranno far altro che stazionare di nuovo nei parchi pubblici? Come già accaduto, invitati a spostarsi, passeranno la Notte di Natale vagando da uno spiazzo all’altro, cercando di sfuggire l’inclemenza del tempo e l’insipienza degli umani?

lunedì 22 dicembre 2014

Il crepuscolo di un'amministrazione

Un altro fronte si riapre, evidenziando la stanchezza dell'amministrazione Romoli.
Interessante l'odierna protesta degli esercenti che gestiscono i distributori di benzina. La domanda di uno di loro - che fine hanno fatto tutte le promesse di area franca? - si infrange contro la constatazione del ritardo dei pagamenti da parte della Regione, con un ulteriore notevole sacrificio imposto a una categoria già messa in ginocchio dalla situazione contingente.
L'interrogativo è rivolto a chi aveva preso in mano il Comune di Gorizia nel 2007 contestando l'immobilismo dell'amministrazione precedente. E si affianca a tanti altri: chi è responsabile del disastroso rattoppo di Piazza Vittoria, dei lavori per gli ascensori al Castello che viaggiano (o meglio, sono fermi) con un ritardo di oltre tre anni sulla tabella di marcia, delle buche - per non dire voragini - aperte in tutte le zone lontane più di duecento metri dal centro cittadino, degli edifici dismessi, dell'interminabile vicenda della variante della strada per Udine che sta penalizzando sempre più Lucinico e Mossa, della sistematica chiusura dei negozi e della letterale fuga dei giovani dalla città?
E, come diceva re Carlo tornando dalla guerra, anche sul welfare c'è assai da ridire: l'amministrazione non ha saputo far fronte - in cinque anni! - alla situazione di una sola persona "stanziata" nei parchi cittadini. Era prevedibile che andasse totalmente in tilt di fronte alle decine di arrivi delle persone che vengono a Gorizia per la semplice ragione che ivi è l'unica Commissione del Triveneto. Il sindaco dice: il Comune ha già dato! Cosa ha dato, oltre alle ordinanze di divieto che hanno avuto l'unico risultato di complicare ulteriormente la vita dei poveracci costretti a migrare da un campo all'altro e dei volontari che cercano di aiutarli portando loro viveri e generi di conforto? Cosa ha dato se le uniche strutture che sono state messe a disposizione sono quelle della Caritas, della Croce Rossa o delle associazioni di volontariato?
L'inadeguatezza del Sindaco e della sua amministrazione non sono mai state così clamorose ed evidenti come in questa circostanza. Se Romoli dopo quasi otto anni è stanco e ha perso lucidità nell'agire e motivazione, non sarebbe ora di passare la mano?
ab

domenica 21 dicembre 2014

Anche gli altri Comuni si mettano in movimento...

Ed ecco il testo integrale della nota inviata alla stampa ieri pomeriggio, con la quale si chiede a tutti i sindaci che hanno firmato la convenzione con la Prefettura di attivarsi in tempi brevissimi:
L’ordinanza del sindaco di Gorizia Romoli ha un’ottima premessa e una pessima conclusione. Da una parte infatti sottolinea l’estrema pericolosità del soggiorno all’addiaccio in pieno inverno e riconosce il disagio di coloro che sono costretti ad “albergare” nei parchi cittadini, dall’altra propone come unica soluzione l’allontanamento coatto. E’ evidente quanto tale disposizione oltre che disumana sia anche inapplicabile: chi viene mandato via, dove andrà se non in una altro parco nelle vicinanze? E chi trasgredirà, come sarà punito? Con l’arresto per un reato non commesso? Per un foglio di via che il Comune senz’altro non ha l’autorità di emettere? Con una multa che nessuno potrà neanche sognarsi di pagare?
In assenza di autentiche politiche di accoglienza e di un adeguato sistema di riconoscimento dei nuovi venuti, dallo “spirito” dell’ordinanza si può ricavare comunque un condivisibile auspicio, quello cioè che ad affrontare la questione non ci sia soltanto il Comune di Gorizia. Pertanto, ribadita la contrarietà a provvedimenti che sembrano utili soltanto a suscitare simpatia in un elettorato molto teso, è giusto chiedere agli amministratori degli Enti locali che hanno recentemente sottoscritto l’accordo in Prefettura come si siano attivati per metterlo in pratica. Non potendo ragionevolmente prevedere la diminuzione dell’afflusso dei richiedenti asilo nella città dove risiede la Commissione incaricata di accertare il loro status, è urgente che siano immediatamente messi a disposizione luoghi adatti all’accoglienza convenzionata, in tutti i Comuni dell’Isontino. Non è giusto e sostenibile che sia soltanto la presenza precaria del mondo del volontariato ad evitare il freddo delle notti invernali e la fame di coloro che giungeranno e non avranno neppure un luogo in cui trascorrere non soltanto le notti, ma anche le giornate d’attesa.
Si individuino e mettano a disposizione ambienti e si attivino risorse. Ma lo si faccia subito!
Forum per Gorizia
Circolo Sel Gorizia futura

Si revochi immediatamente...

Ecco il testo della presa di posizione di Rc e Federazione della Sinistra intorno all'ormai famosa ordinanza del Sindaco di Gorizia:
L'ordinanza del sindaco Romoli sugli insediamenti di fortuna dei richiedenti asilo è inaccettabile, e presenteremo immediatamente formale richiesta di revoca. Verificheremo a breve se sia incostituzionale e quale sia l'iter per ottenerne la cancellazione, come del resto immaginiamo possa aspettarsi lo stesso sindaco, visto che nel corso dell'ultima seduta del Consiglio Comunale, rispondendo ai consiglieri della sua maggioranza che gli chiedevano un provvedimento per ripristinare il decoro del Parco della Rimembranza, ha affermato che altri comuni che avevano emesso ordinanze similari hanno dovuto revocarle a fronte di una sentenza della Corte di Cassazione. Il sindaco quindi, dopo una settimana in cui alcune associazioni hanno dato i loro spazi e molti cittadini il loro tempo e a volte anche il loro denaro per risolvere i problemi urgentissimi di queste persone affrontando una vera e propria emergenza umanitaria in sostituzione ad un'amministrazione assente, dà una risposta istituzionale clamorosamente stridente, e sceglie la militarizzazione del territorio. L'ordinanza trae motivazione da una nota del dipartimento di Prevenzione dell'ASS Isontina che descrive in modo molto chiaro quali siano le necessità, ma decide di tralasciare l'ultimo paragrafo, nel quale si esprime la proposta di collocare i richiedenti asilo in edifici adeguati, perché "Gorizia ha già dato". Non si capisce però cosa abbia già dato, visto che le strutture che ospitano i profughi sono proprietà della chiesa e le convenzioni sono economicamente a carico del Ministero dell'Interno. E' peraltro del tutto evidente che quest'emergenza è assai lontana dal concludersi, vista la situazione geopolitica e i paesi da cui la maggior parte dei richiedenti asilo provengono. I profughi, piaccia o non piaccia, continueranno a venire. Sono necessarie ben altre misure per far fronte alla situazione.
Roberto Criscitiello, Segretario provinciale di Rifondazione comunista
Emanuele Traini, Consigliere comunale della Federazione della Sinistra

Alla fine dell'autunno...

A metà dell'emisfero Nord, quello di oggi è il giorno più breve dell'anno. Il Sole appare lontano e molto basso all'orizzonte e l'irradiazione è minima, la temperatura dovrebbe essere più rigida, soprattutto in assenza di nubi. Questa sera alle 23.03 ci sarà il solstizio e da quel momento inizierà l'inverno, la stagione del riposo della terra e dell'attesa del risveglio della Natura. E' anche il momento vicino al perielio (il prossimo 4 gennaio), cioè il momento in cui il Pianeta è maggiormente vicino alla sua Stella.
Gli antenati, molto legati ai cicli del tempo, hanno sempre celebrato con particolare entusiasmo questo periodo: dai riti ancestrali delle religioni naturali alle architetture egizie, dagli antichi abitanti nativi americani, dalla mitologia greca alle celebrazioni dei romani, dalle tradizioni del Nord alle suggestive pratiche rituali dei popoli slavi o alle significative esplosioni di gioia dei nomadi... Tutti hanno espresso in diversi modi la consapevolezza che da questo momento in poi la luce tornerà a illuminare le giornate e il calore farà germogliare di nuovo la vita dalla terra.
I cristiani collocano in questo periodo (le varie confessioni propongono date diverse, tra il 25 dicembre e il 6 gennaio), la data della nascita di Gesù. E' una festa che viene celebrata solo a partire dalla metà del IV secolo, istituita probabilmente per "cristianizzare" i grandi festeggiamenti che coinvolgevano tutti, in onore del Sole e della Vita, identificando nell'"astro del ciel, pargol divin, mite agnello redentor" la Luce della giustizia e della pace.
In conclusione, a tutti un augurio di un proficuo inverno, nella costruttiva attesa di un'autentica primavera.

sabato 20 dicembre 2014

Ordinanza dalle buone premesse e dalle pessime conclusioni

L'ordinanza del sindaco di Gorizia inizia bene. La permanenza in un parco senza servizi è pericolosa per tutti, soprattutto per chi non ha altro alloggio. La conclusione ovvia dovrebbe essere: chi "alberga" nel parco trovi subito una sistemazione meno precaria e l'ente pubblico si attivi immediatamente per trovarla. Invece... la conclusione reale è un'altra, confusa e sicuramente inapplicabile. Tutti coloro che stanno all'aperto se ne devono andare e la polizia cittadina deve far rispettare la legge. Domande (evidenti): espulsi dalla Rimembranza, dove vanno i richiedenti asilo? E se non se ne vanno, cosa accade? Una multa? L'arresto? Il foglio di via? Anche un bambino potrebbe capire che l'ordinanza aggrava e non risolve i problemi. Solo la scelta di costruire una politica di reale accoglienza integrata (pubblico-privato sociale) potrebbe aprire una stagione veramente nuova. Per il bene degli antichi cittadini e dei nuovi ospiti.
ab

giovedì 18 dicembre 2014

Coraggio e fiducia




Si riceve e si pubblica volentieri. 
"Don Paolo Zuttion mi ha detto che oggi era un po' giù per tante situazioni difficili e irrisolte, ma che vedere la cena di stasera gli ha restituito coraggio e fiducia. Credo che questo basti, per tutti coloro che hanno aiutato, cucinato, portato, distribuito, sovvenzionato, contribuito in vario modo e con bellissimi sorrisi e tanta sollecitudine.
Un'impresa così ce la ricorderemo per un bel po', io di sicuro, che ho lanciato un SOS (don Paolo ci credeva e non ci credeva, che ci saremmo riusciti) e ho trovato così tanti pronti a rispondere concretamente, con semplicità, generando una rete tra persone che nemmeno si conoscevano di persona. 
Grazie: non so se ha senso dirvelo, ci hanno già tanto ringraziato i ragazzi (che volevano anche aiutarci a ripulire), e in realtà quelli che forse stasera stanno un po' meglio di prima siamo innanzitutto noi."
Martina 

Onore a Chico, l'"Uomo verde"

Oggi alcune interessanti riflessioni di Vito Dalò...
L'altro giorno circa 200 nazioni hanno approvato a Lima, in Perù, l’ennesimo accordo sul clima. Accordo senza senso e che nessuno rispetterà mai perché non prevede né controllo né sanzioni. Così come era accaduto a Kyoto, anche questo è stato un incontro intellettuale senza intelletto. Allora meglio ricordare chi ha sacrificato la vita per la difesa dell’ambiente. Il 15 dicembre sarebbe stato il suo compleanno. Chico è nato e morto in dicembre e ha vissuto solo 44 anni. Lo chiamavano l’UOMO VERDE, lo assassinarono per difendeva l’ambiente. Ringrazio i NOMADI. Loro l’hanno ricordato con una bellissima canzone  a lui dedicata. Gli assassini dell’Amazzonia non uccidono solo gli alberi ma anche e soprattutto chi li tutela. Nel mio secondo viaggio in Brasile attraversai il deserto dello stato di Cearà. La guida m’informò che in quel deserto erano nati i genitori di Chico. Erano schiavi per debito e si trasferirono nell’Amazzonia per riscattare la loro schiavitù. Il loro lavoro era estrarre caucciù dagli alberi della gomma, lo stesso lavoro che ereditò Chico. Quest’uomo imparò a leggere a 24 anni e subito dopo creò il sindacato, organizzò gli schiavi, gli operai, i braccianti e gli indios sgombrati contro i divoratori di terre, i loro mercenari assassini e gli esperti  della Banca Mondiale che finanziano l’avvelenamento dei fiumi e l’incendio delle foreste. Chico provò ad opporsi con la gente che organizzava. Ma era destinato a morire, giovane. I colpi entrarono dalla finestra della sua baracca. ONORE A CHICO. Non ho la stessa considerazione di chi ha firmato l’accordo di Lima.

lunedì 15 dicembre 2014

Accoglienza, fra volontariato d'emergenza e professionalità di largo respiro

Sembra che (finalmente) qualcosa si muova e che nella riunione tra prefettura e sindaci, domani, verrà formulata qualche proposta concreta. Nel frattempo ha ragione, purtroppo, chi dice che il parco della Rimembranza si è riempito di nuovo di persone che dormono all'addiaccio sotto la pioggia o a rischio di assideramento. Cosa poter fare per loro? La speranza è che veramente nell'incontro di martedì qualche soluzione venga individuata.
E' vero che ieri gli "esponenti del Forum" hanno incontrato per caso il sindaco Romoli e hanno condiviso un "franco e vivace" scambio di vedute davanti a un caffè, descrivendo l'esperienza dell'ospitalità nella sede e richiedendo di accelerare i tempi dell'intervento d'emergenza condizionato dalla firma del famoso accordo Comune - Arcidiocesi.
A scanso di equivoci, è anche vero che gli hanno chiesto sarcasticamente di provvedere alle spese sostenute, ottenendo un altrettanto sarcastico invito a "fare la domandina". Era un contesto di evidente ironia, alla base stava l'invito - questo sì, serio e pressante - rivolto all'ente locale a scegliere la via dell'accoglienza piuttosto che quella del rifiuto o dello scaricabarile.
Gli interventi d'emergenza avviati da associazioni o enti che promuovono azioni volontarie sono per lo più gratuiti ed è giusto che siano svolti a spese di chi li sostiene. Ma un'impresa come l'accoglienza dei richiedenti asilo, molto delicata per quanto riguarda i numeri e la qualità dell'approccio, richiede una professionalità e competenza che non possono che essere retribuite, ovviamente nell'ambito di un controllo rigoroso delle spese. L'esistenza di strutture criminali, mafiose e truffaldine che lucrano sulla sofferenza di tanta povera gente, non può far dimenticare che esistono molte altre realtà trasparenti e solidali che hanno saputo trasformare l'idealità della fraternità universale in concrete azioni professionali. Queste hanno garantito ottimi servizi a costi contenuti per la collettività. Del resto fa impressione notare che in Mafia Capitale si sono scandalosamente arricchiti proprio coloro che politicamente erano schierati contro l'accoglienza, salvo poi sfruttare senza scrupoli la "miniera".
Al di là di tutto ciò, l'impressione è comunque che - a Gorizia e in tutta Italia - la situazione sia del tutto fuori controllo e che i quotidiani proclami renziani rispetto alla presunta ri-partenza dell'Italia si scontrino con una ben diversa realtà, della quale i parchi cittadini trasformati in campeggi a cielo aperto, senza servizi e senza tende, sono una delle tante e tristi manifestazioni.
ab

domenica 14 dicembre 2014

Grazie, amici afghani...

Questa sera i "nostri" tredici amici afghani, pakistani e somali sono stati accolti nella ben più confortevole struttura dell'Istituto Nazareno. Con loro altri dodici richiedenti asilo precedentemente "alloggiati" nel parco della Rimembranza. In due giorni si è risolta - con la sola iniziativa delle associazioni e la collaborazione del privato sociale - una situazione che perdurava da quasi un mese: la presenza di tante persone abbandonate nel parco, senza coperte e senza vestiti pesanti, prive di qualsiasi supporto igienico, era un grave rischio all'incolumità fisica dei profughi e un'evidente violazione della loro dignità. Certo che non si è risolta definitivamente la questione, le persone continueranno ad arrivare e a stanziarsi nei giardini della città. E' stata una goccia nell'Oceano, ma il segnale forte è stato inviato; ora la palla passa al "pubblico", alla prefettura e agli enti locali: possibile che debbano essere i singoli cittadini a promuovere proposte sostenibili, quando ormai da anni la cosiddetta "emergenza" non trova alcuna risposta dalle istituzioni, se non il ritornello "non qui, vadano da un'altra parte"?
Per quanto riguarda il Forum, non si può che ringraziare i tredici che hanno trascorso due giorni e due notti nella sede: ci è stata riconsegnata perfettamente pulita e in ordine, con sguardi commoventi e colmi di gratitudine. Una vera lezione di vita, sulla quale val la pena di riflettere, come ha proposto adg in un commento di questa mattina: 
Quando oggi sono entrata al Forum dove ci sono gli afghani ed altri stranieri, pensando di trovare un casino terribile e ho visto le scarpe da ginnastica messe perfettamente in ordine, le scovazze ben accatastate, tutto a posto e loro che, distrutti dalla stanchezza, sorridono e dicono buongiorno ho pensato, ma che razza di popolo siamo diventati noi italiani, che razza di gente senza dio e senza pietà, senza quei valori pre politici e pre religiosi per cui le persone vengono accolte comunque e non lasciate crepare di freddo ai giardini senza chiedersi se sono furbi o furbetti? poi ho pensato anche agli amici che hanno portato le coperte ai giardini, richiamati dagli sms di Andrea. Non siamo tutti uguali, per fortuna! Assomigliamo noi ai Tartari o Mongoli, terribili guerrieri, che hanno accolto Marco Polo, ed è molto bello essere gli eredi di Gengis Khan piuttosto che di Matteo Salvini

Armata rossa al confine orientale: lunedì alla Leg

Si riceve dalla Libreria Editrice Goriziana e molto volentieri si pubblica:
Le vicende dei battaglioni russi nella Resistenza europea, in particolare al confine orientale, questo il tema inedito in Italia di “Soldati dell'Armata rossa al confine orientale. 1941-1945”, il nuovo libro della storica triestina Marina Rossi appena uscito nella collana Novecento della Leg. Lunedì 15 dicembre alle 18, l'autrice sarà ospite nella stessa sede della Leg, corso Verdi, 67 per spiegare la genesi e i contenuti di questo studio, il cui argomento è ancora poco conosciuto non solo in Italia ma anche all'estero ed è il frutto di una ricerca su svariate fonti archivistiche provenienti dalla Slovenia, Russia e memorialistica  in lingua slovena, russa, inglese e italiana. La storica, che converserà con la professoressa Anna Di Giannantonio, offre con questa pubblicazione un movimentato quadro di sintesi sulle vicende dei battaglioni russi sul fronte orientale e in particolare nei nostri territori. Il volume sviscera la storia dei partigiani sovietici nelle fila della Resistenza italiana, le  strategie di propaganda nazista verso i prigionieri dei lager dell'Austria e della Germania, la resistenza slovena e italiana, il ruolo delle missioni alleate al confine orientale, le ultime battaglie decisive e l'inizio della guerra fredda. La seconda parte è dedicata alla traduzione del diario inedito del partigiano Grigoij Ziljaev, tra il 1943-1945. La storia del II Battaglione russo della 18° Snoub Bazoviska 349 occupa invece la terza e ultima parte. Il volume è corredato da un inserto fotografico. Si tratta di un capitolo di storia noto per molto tempo solo ai diretti protagonisti e ai compagni di lotta italiani, sloveni e croati, e sul quale si è riacceso l'interesse solo dopo il crollo del comunismo.  

venerdì 12 dicembre 2014

Per una notte, sconfitto il generale inverno!

Serata thrilling a Gorizia.
Circa cinquanta sono i richiedenti asilo che dimorano da parecchio tempo a cielo aperto nel parco della Rimembranza (un accampamento senza tende che - chissà perché? - ha suscitato in Romoli molto meno scandalo di quello con le tende allestito in via Brass).
Qualcuno si è accorto che non soltanto avrebbero dovuto sopportare un'altra notte a qualche grado sotto zero, ma anche che non avevano neppure una coperta per difendersi dal freddo.
E' scattata la solidarietà e alle 20.30 ogni profugo era avvolto in una calda coperta, fornita dalla disponibilità dei cittadini. Poi, alle 21, l'idea: perché non ospitarli nelle sedi delle associazioni?
E così, dopo rapide consegne organizzative, i cinquanta sono stati accompagnati, chi nella sede del Forum per Gorizia, chi in quella di Sel, chi alla Comunità Arcobaleno, chi nella parrocchia della Madonnina.
In un quarto d'ora si è risolto il problema e si è evitato l'assideramento di qualche "ospite" del parco cittadino. Non si è trovata la Soluzione (con la S maiuscola), ma si è indicata alle istituzioni la strada maestra: chiacchiere o non chiacchiere, è scandaloso pensare che in una città come Gorizia decine di esseri umani possano rischiare la morte "al freddo e al gelo".
Insomma, questa sera è stata fatta una cosa buona!
ab

Comune indaffarato a far cosa?

Il Comune, dopo aver tenuto i migranti sulle rive dell'Isonzo per mesi, sperando che scomparissero solo chiudendo gli occhi, dopo aver ignorato i problemi di salute pubblica che derivano dal tenere gente in quelle condizioni, dopo che lascia sulle panchine, accanto agli uffici, nei portoni, gente a dormire per terra, quando c'è la riunione in provincia per decidere come fare davanti al problema dell'immigrazione, che potrebbe diventare una risorsa (vedi il Comune di Nimis e il suo protocollo per farli lavorare gratuitamente in servizi di pulizia e giardinaggio, con la regione che paga gli oneri assicurativi), manda un vigile “perchè impegnato in altre cose”. La domanda è non tanto sulla presenza del vigile ad una riunione sull'immigrazione, ma sulla scusa del Comune. Ma cosa avevano da fare? No, perchè a tutto ci hanno abituati tranne che all'attivismo che dicono di avere. 
adg

lunedì 8 dicembre 2014

Disoccupazione in provincia

Dati allarmanti quelli offerti dal segretario della CGIL, Paolo Liva, sulla disoccupazione in provincia. Su 140.000 abitanti, 14.000 sono i senza lavoro. Togliendo bambini e vecchi, sono dati simili a quelli post bellici. La disoccupazione è un dramma soprattutto per Gorizia, dove sta chiudendo tutto e non c'è nessuna idea, né alcuna prospettiva di rilancio. Tutto si muove con lentezza, mentre negozi vuoti e piazze dissestate, inutili e incompiuti ascensori, fanno capire quanto è stata dissennata e miope la classe dirigente locale a non aver approfittato, se non per mordere e fuggire, delle occasioni avute con i soldi che lo stato ha dato a Gorizia, le agevolazioni, gli sgravi, ecc. Adesso bisognerebbe mettersi intorno ad un tavolo a ragionare, dice Liva, destra e sinistra assieme. Ma non risultano consigli comunali convocati ad hoc, non risultano mobilitazioni di alcun genere. Ora sarebbe il momento di coinvolgere forze politiche, associazioni, cittadini e discutere dell'emergenza, cercando di formulare un'idea sul possibile futuro della città. Proprio la recente presentazione del volume sull'Isonzo di Bellavite e Crivellari offre spunti non solo culturali, ma economici su quello che il turismo potrebbe dare ai goriziani.
Il 12 dicembre c'è uno sciopero generale: perché la CGIL non coglie l'occasione per organizzare lei stessa questo tavolo di discussione e di proposta sul tema dell'occupazione? 
adg

venerdì 5 dicembre 2014

Presentato venerdì in Palazzo Attems


Anteprima

E' stato presentato lo scorso venerdì in Palazzo Attems il volume edito da Libreria Editrice Goriziana L'Isonzo, con testi di Andrea Bellavite e splendide foto di Massimo Crivellari. Dopo un'intensa introduzione della vice presidente della provincia di Gorizia Mara Černic e il saluto dell'editore Adriano Ossola, ha parlato Quirino Principe. Spaziando nei meandri della cultura europea, il noto musicologo ha collegato la vicenda del fiume a quella più generale della storia umana e dell'esistenza di ogni uomo. L'attore Luciano Virgilio ha letto con grande esperienza e passione alcune pagine del libro, rendendolo vivo e affascinante. Hanno parlato anche gli autori e perfino il fiume, il cui fragore registrato ha raggiunto il cuore di tutti i presenti. Sono state inoltre proiettate le più belle immagini. E' il racconto - letterario e fotografico - della vicenda di un fiume, inteso come metafora della vita di ogni persona e dei popoli che hanno abitato e continuano ad abitare le sue sponde. Una storia di sanguinose lotte di conquista o di difesa, ma anche di ponti costruiti per rendere possibili le relazioni di pace. Nella meravigliosa cornice naturale di quello che è stato definito "il più bel fiume d'Europa.

giovedì 4 dicembre 2014

Federico Tenca Montini al Novecento inedito del Forum

Il prossimo Martedì 9 dicembre alle ore 18 presso il Forum di Gorizia in via Ascoli 10, verrà presentato il volume di Federico Tenca Montini  Fenomenologia di un martirologio mediatico. Le foibe nella rappresentazione pubblica dagli anni 90 ad oggi, edito dalla Kappa Vu. A presentarlo sarà Tommaso Montanari.

La ricerca del giovane studioso mette in luce il dibattito sulla questione delle foibe nel secondo dopoguerra, focalizzando la sua ricerca sulla costruzione decennale di una memoria pubblica sulle foibe, soprattutto  ad opera dei mass media. Successivamente Tenca Montini analizza le tappe che hanno portato all'istituzione del Giorno del Ricordo e il dibattito parlamentare che ha accompagnato tale iniziativa. Un volume che parla soprattutto di formazione dell'opinione pubblica e di meccanismi che costruiscono il consenso attorno ad alcune idee sulla storia. 

martedì 2 dicembre 2014

Gorizia, dai vertici ai bassifondi

Nell'annuale "classifica" del Sole 24 ore sulla "vivibilità" delle città italiane, Gorizia precipita dalle vette alla pianura. Anche se - come dice il sindaco Romoli - queste graduatorie devono essere prese con le molle, i segnali di un crescente disagio ci sono tutti. Il più evidente è il calo demografico, continuo e costante da ormai due decenni, indice evidente di una preoccupante mancanza di potenzialità e soprattutto di prospettive. Ciò che rende ancor più opaco il panorama è la sostanziale assenza di proposte importanti, anche sul piano di quell'unica ma fondamentale chance che potrebbe fermare un processo altrimenti inarrestabile: la piena collaborazione, in tutti i campi della vita sociale, culturale, economica e politica, con i Comuni contermini di Nova Gorica e della Valli dell'Isonzo e del Vipacco. Insomma, il malato è grave, è deleterio far finta di non vedere o cercare di attutire il suono dei campanelli d'allarme; occorrono interventi urgenti e terapie efficaci.

lunedì 1 dicembre 2014

Pensieri autunnali

Siamo tutti coinvolti nelle preoccupazioni del tempo in cui viviamo. La crisi “morde” forte e molti di noi sono incerti riguardo al futuro lavorativo, così legato al senso della propria dignità e all’inserimento attivo nella società. La politica sembra aver perso ogni punto di riferimento e il progressivo disimpegno dei cittadini trova un’evidente spiegazione nella perdita del confronto tra diverse concezioni del mondo, della convivenza sociale e della strategia pratica. La stessa società muta rapidamente sotto i nostri occhi e la crescita del fenomeno migratorio porta da una parte a intravvedere un mondo occidentale sempre più multiforme, dall’altra a scorgere gravi segnali di risorgente razzismo e di guerra fra poveri, nell’interesse esclusivo dei pochi sempre più ricchi. Anche le nostre città, in particolare Gorizia, sembrano avviate a un progressivo degrado e si ha la sensazione di una profonda impotenza.
Anche le nostre esistenze personali sono attraversate da molteplici punti interrogativi. Lunghi decenni di post e ultra-modernità ci hanno portato a sperimentare una libertà “assoluta” finora inimmaginabile, ma ci hanno anche privato di basi filosofiche solide, sulle quali edificare i nostri progetti e programmi di vita, individuale e sociale. Il dramma della divisione e della guerra, così ancora drammaticamente presente in tante parti del mondo, attraversa anche la nostra quotidianità e se non ci trascina in una spirale di violenza, provoca tristezza, sofferenza interiore apparentemente incurabile, incomprensione reciproca.
In questo quadro è indispensabile dirsi qualche parola di speranza, affermare cioè che questa situazione non è ineluttabile, frutto di concatenazioni naturali incontrollabili, ma dipende dalle scelte concrete e quotidiane che ognuno di noi compie. Il “Sistema” sembra talmente potente da essere prossimo a schiacciarci come formichine impazzite. Ma è vero che gli ingranaggi più sofisticati possono essere messi in crisi da un granello di polvere. Quale?

C'è un forte desiderio di stare insieme, non solo per confortarsi a vicenda, ma anche per costruire una società più giusta. Occorre certamente ritrovare la responsabilità di avere un’idea sulla quale impegnare le scelte personali e politiche, possedere la forza di seguire il dettame della propria coscienza, essere consapevoli dell’importanza di un’appartenenza, con tutti i limiti che essa può comportare. Occorre urgentemente ritornare all’arte della partecipazione, del confronto costruttivo e della decisione, senza le quali sarà inevitabile la strada della dittatura e della violenza nei confronti di chi non sarà “inquadrato” in uno schema precostituito. Per quanto riguarda questo territorio, non si può prescindere da una Politica che sia in grado di proporre uno sviluppo senza confini: italiani, sloveni, friulani, insieme a tutti coloro che sono giunti fra noi, fuggendo dai conflitti e dalla fame e proponendo accoglienza e reciproca integrazione.

venerdì 28 novembre 2014

Cormonslibri 2014, ALL'APPARIR DEL BELLO

Inizia Cormonslibri 2014, con il suggestivo titolo All'apparir del bello. festival del libro e dell'informazione. Il programma è ricchissimo e spazia dalla presentazione di importanti volumi all'incontro con i loro autori, da proposte poetiche e teatrali ai mercatini dell'artigianato, dalla presenza di personaggi politici a quella di significativi esponenti della cultura italiana. C'è anche un ampio spazio dedicato alle scuole e all'educazione ambientale, in particolare il seminario-laboratorio Piantiamo milioni di alberi in ogni paese del mondo, che occuperà i partecipanti tutta la giornata di domenica 30 novembre. Il programma completo e ogni altra informazione si possono reperire sul sito www.cormonslibri.it, anche semplicemente "cliccando" sul link nella parte destra di questo blog.

Tre saranno gli interventi che coinvolgono persone del Forum per Gorizia: sabato 29 novembre, alle ore 17.30, Tutte le anime del mio corpo, presentazione del Diario di Maria Antonietta Moro da parte della figlia Lorena Fornasir e della storica Anna Di Gianantonio (libro di grande interesse, da non perdere soprattutto da parte di chi non ha partecipato all'incontro sullo stesso tema organizzato nella sede di via Ascoli 10 nell'ambito di Novecento Inedito). Giovedì 4 dicembre, alle 17.30 Renata Kodilja presenterà L'Isonzo, edito da Libreria Editrice Goriziana, scritto da Andrea Bellavite con (splendide) fotografie di Massimo Crivellari. Martedì 9 dicembre, alle ore 17.30, Andrea Bellavite dialogherà con Adriana Valerio, autrice di un assai interessante testo riguardante Le ribelli di Dio. Donne e Bibbia tra mito e storia (Feltrinelli 2014).

giovedì 27 novembre 2014

Il secolo lungo, nel Museo Santa Chiara

Il titolo sintetizza molto bene la proposta: Il secolo lungo, un itinerario fotografico nel Novecento goriziano.
Quella che verrà inaugurata venerdì 28 novembre alle ore 18 nello spazio espositivo del Museo di Santa Chiara in Corso Verdi a Gorizia, è un'importante mostra, proposta dalla rivista Isonzo Soča in collaborazione con il Comune di Gorizia. Oltre alle immagini e ai testi, saranno esposti anche alcuni documenti, tra essi senz'altro il più significativo è l'enorme stella rossa che dominava la stazione della Transalpina, reperto gentilmente messo a disposizione dal Goriški Muzej di Nova Gorica.
Molte persone hanno collaborato alla realizzazione di questo obiettivo, quello cioè di portare nel cuore della città un'occasione di riflessione sulle molto complesse vicende che hanno accompagnato i cittadini goriziani dall'epoca austro-ungarica ai giorni nostri, attraverso guerre e confini, ma anche gesti di pace e abbattimento di mura divisorie.
Sarà possibile visitare l'esposizione fino al prossimo 25 gennaio 2015, venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Davvero, da non perdere!

Luci della città

In una città come Gorizia, dove la crisi sta portando alla chiusura tanti esercizi e dove camminando la sera sembra di essere in un film sugli uomini invisibili, il sindaco Romoli annuncia un dispendio di finanze superiore a quello del passato, per "renderla più allegra" in occasione delle feste natalizie. E' lo stesso proclama degli anni passati, seguito in quelle occasioni da "geniali" installazioni in piazza Vittoria, quali la pista di ghiaccio di plastica o la pista di sci sintetica, del tutto trascurate dai cittadini. In questa circostanza tuttavia la spesa finalizzata al divertimento dei goriziani cozza con il contestuale annuncio della totale impotenza dell'amministrazione di fronte alle questioni sociali, tornate alla ribalta dopo la segnalazione del Piccolo sui numerosi "residenti" nel parco della Rimembranza (questione peraltro già conosciuta dai venticinque lettori di questo blog). Il consigliere comunale Gentile propone il rinnovo della norma "antiaccattoni" (tra l'altro Romoli rivela oggi, dopo cinque anni, che era stata dichiarata anti-costituzionale, come suggerirono "quelli del Forum" all'epoca della sua emanazione). Il sindaco ne rileva l'inutilità e spiega che l'unica soluzione è che i richiedenti asilo "vadano in un'altra città", mentre dei "clochard" (sic) si dovranno occupare i servizi sociali. Al primo cittadino risponde indirettamente la assessore al welfare che candidamente afferma che il ben noto caso della signora di Sassari può essere risolto solo se "accetta un biglietto di sola andata per la Sardegna".
Insomma, mentre la gente dorme sulle panchine e si ripara come può dal freddo e dalla pioggia, l'amministrazione non sa che pesci pigliare e nel frattempo invita i cittadini a divertirsi, grazie alle più intense luci e ai più forti suoni del Natale. Come non ricordare il meraviglioso film di Charlie Chaplin, Luci della città, scritto e prodotto nel 1931?
Qualcuno chiederà: "e voi, cosa proponete?" La risposta è semplice: un biglietto di sola uscita dal palazzo comunale per l'attuale amministrazione e l'avvio di una nuova fase, ri-costituente e strutturale, per la vita del territorio. Anche se forse è davvero già troppo tardi.
ab

mercoledì 26 novembre 2014

Al Forum la storia di Rita Rosani

Livio Isaak Sirovich ha presentato ieri sera al Forum per Gorizia il suo libro Non era una donna, era un bandito. 
Presente un pubblico numeroso e molto partecipe, dialogando con Anna Di Gianantonio l'autore ha raccontato la vicenda di Rita Rosani, ebrea triestina, partigiana combattente uccisa in uno scontro a fuoco sulle montagne sovrastanti Verona e medaglia d'oro della Resistenza.
Con un linguaggio avvincente, Sirovich ha ricostruito il tessuto sociale e politico degli anni '30 del Novecento triestino, in particolare le diverse anime dell'ebraismo messe a dura prova dalla proclamazione delle leggi razziste del 1938. In questo contesto è stata delineata anche la semplicità di una vita quotidiana caratterizzata dai gesti ordinari tipici di una famiglia del tempo, prossimi ad essere oscurati dalle nuvole sempre più cupe, trascinate dai venti dell'ormai vicina tragedia della seconda guerra mondiale.
La storia personale si intreccia con quella generale e sullo sfondo di un mondo minacciato scorrono sulla scena le speranze e le delusioni, le gioie e le sofferenze, i progetti e le incertezze della vita di una giovane, la cui storia è stata bruscamente interrotta dai mitra nazisti, il 17 settembre 1944. Non aveva ancora compiuto 24 anni.

Processi amianto: Monfalcone come Casale Monferrato?

Chi si attendeva un salto di qualità intorno ai processi sull'amianto a Monfalcone è rimasto raggelato. Dopo la prescrizione dei reati connessi all'Eternit di Casale Monferrato, è stato infatti annunciato che le motivazioni della sentenza goriziana (di condanna, datata 15 ottobre 2013!) saranno depositate "fra alcuni mesi", ovvero molto al di là dei tempi previsti, dopo la conclusione del procedimento oltre un anno fa. In parole semplici, ciò comporta la difficoltà di proporre eventuali ricorsi in tempi utili e l'apertura, anche in questo caso, della strada della prescrizione. Non occorre essere giuristi per scandalizzarsi: il più importante processo tenuto a Gorizia dal dopoguerra ad oggi viene di fatto insabbiato dall'incredibile prolungarsi dei tempi di deposito delle motivazioni della sentenza.

venerdì 21 novembre 2014

La Luna e le altre espressività

Continua in questi giorni la rassegna Altre espressività, la più longeva manifestazione di teatro sociale d'Italia. Ieri sera, sul palco del Kulturni dom, sono stati rappresentati due spettacoli dedicati alla salute mentale: il primo, avvincente e commovente, dedicato a Franco Basaglia dalla compagnia della "Signora delle fiabe"; il secondo, incentrato sui percorsi di liberazione della persona dalle varie gabbie nella quale si trova spesso rinchiusa, è stato proposto dalla compagnia dei "Senza soldi", di stanza presso il Centro di Salute Mentale di Gorizia. Martedì mattina c'è stata una rappresentazione per le scuole (Voglio la luna, della compagnia teatrale "Teatro pirata" di Jesi), così commentata da adg:
Voglio complimentarmi con lo spettacolo Volevo la luna in cui uno splendido e intelligente regista ha fatto recitare Fabio, affetto da sindrome Down, che è stato talmente bravo da conquistare i miei alunni, non sempre facili ed educati. Un grande insegnamento di come, attraverso delle relazioni non necessariamente famigliari, l'handicap diventi un modo di comunicare differente ma ugualente efficace. I ragazzi ne hanno poi parlato in classe e per loro vedere che i limiti possono essere superati e che chiunque può fare qualcosa di eccellente è stato un grande insegnamento. Bravi veramente! 
adg

giovedì 20 novembre 2014

Torneranno i prati: la guerra secondo Ermanno Olmi

Torneranno i prati, il film di Ermanno Olmi dedicato alla prima guerra mondiale, è davvero straordinario.
La scena è essenziale: una trincea scavata nella neve, su una montagna che potrebbe trovarsi in qualsiasi luogo sul fronte di un non meglio specificato nord-est. Una squadra di soldati vive le ansie derivate dal freddo, dai topi, dalla mancanza di cibo, dalla paura della presenza incombente della morte. La loro vita è scandita dal sopraggiungere di ordini assurdi, provenienti da altri mondi terribilmente distanti da quello "reale": quello cioè ritagliato nel cuore della terra da poveri esseri umani che cercano di sopravvivere in un inferno senza volti e senza nomi. Un piccolo universo che appare talmente reale da suggerire pensieri metafisici, senza per questo che vengano meno la compassione e l'orrore: la vicenda di quegli uomini è la storia dell'Uomo sulla terra. Possono essere italiani, austriaci, turchi o bosniaci. I sentimenti che si agitano nel loro cuore sono gli stessi che accompagnano ogni umana esistenza, là dove la vicinanza costante della fine altro non fa che accentuare quello che il "quotidiano" cerca di stemperare nella ripetizione rituale dei gesti ordinari.
C'è spazio anche per la poesia, la cui delicatezza è accentuata dalla splendida fotografia e dal ritmo meditativo della narrazione. Nell'orizzonte limitato dello sguardo transitano la bellezza e la severità della Natura, le illusioni che essa suscita e le delusioni che l'accompagnano, la potenza e la fragilità, la suggestione del sogno e la concretezza di una violenza - quella della guerra, mai così folle e mai così misteriosa - che non si può, in alcun caso frenare.
Un film da vedere, un inno alla pace, senza alcuna retorica, schierato da un'unica parte: quella della maestà della vita di ogni persona, ovunque si trovi e qualunque divisa porti.
ab 

Galleria Bombi a rischio


"L'avevamo detto noi!" E' fin troppo facile utilizzare questa antipatica espressione che Renzi definirebbe "gufesca". Tuttavia non si può resistere quando a esternare sull'argomento non sono i "disfattisti" del Forum o del Comitato di riferimento, ma un ex consigliere comunale di Gorizia che in altri tempi sostenne con decisione la costruzione degli ascensori da Piazza Vittoria al Castello.
Franco Zotti dichiara infatti oggi ai giornali che le vistose crepe che si sono aperte nella sottostante galleria Bombi, rendendola "pericolosa al punto che sarebbe meglio pensare di chiuderla", possono essere spiegate dai lavori che da parecchi anni si stanno trascinando avanti (Quasi tre anni anni il ritardo finora accumulato!) sulla collina.
Sì, proprio il tunnel ciclo-pedonale, inaugurato un paio d'anni fa in pompa magna, presentato come un gioiellino tecnologico, addirittura possibile sede di mostre e mercati, fa letteralmente "acqua da tutte le parti". E, secondo Zotti, adesso è in condizioni critiche, dal momento che - questa è un'aggiunta del redattore - deve sopportare il peso delle tonnellate di cemento "sparato" nel cuore del colle per evitare frane causate dallo sconvolgimento del terreno provocato dall'invasivo e dispendioso intervento intensamente voluto dall'amministrazione Romoli ("il volano dell'economia goriziana") e dalle precedenti che lo hanno progettato e avviato.
Insomma, funiculì funiculà, questa vicenda mangiasoldi e mangiatempo sta andando sempre più come era facile e ovvio prevedere, cioè come "avevamo detto noi".
ab

mercoledì 19 novembre 2014

La signora della Rimembranza

Il Parco della Rimembranza di Gorizia sta diventando sempre più rifugio di fortuna per i poveri. Alcuni dormono tra le pietre del monumento, altri sulle panchine. Tra questi anche la signora che "soggiornò" per mesi ai Giardini di Corso Verdi, fu poi ospitata per quasi quattro anni - su richiesta del Comune, come disse l'assessore, "per al massimo un mese" - in un alloggio gestito dalla Comunità Arcobaleno e ora sta sotto una specie di tenda realizzata con gli ombrelli.
E' una situazione che interpella un po' tutti, anche se non è alla ribalta dell'attenzione generale come la questione dei richiedenti asilo e del loro lungo soggiorno sulle sponde dell'Isonzo.
L'amministrazione comunale non è stata in realtà capace di risolvere neppure un caso isolato, di persona italiana approdata ormai da oltre un lustro in città. Si potrebbe forse immaginare qualcosa più dell'inerzia e - se possibile - del silenzio, rispetto alla richiesta di accoglienza espressa dalla presenza di decine di rifugiati?

lunedì 17 novembre 2014

Ritornano in questi giorni le "Altre espressività"

Si svolge in questi giorni nella Provincia di Gorizia la rassegna teatrale "Altre espressività", uno dei più importanti appuntamenti nazionali di teatro sociale. Nella colonna destra del blog è possibile leggere il ricchissimo programma degli spettacoli che si svolgeranno in diverse ore della giornata, rivolti a un pubblico di studenti, di operatori del settore, di amanti del buon teatro e di tutti i cittadini.
Il teatro sociale svolge un molteplice ruolo. Da una parte è infatti teatro a tutti gli effetti, rappresentazione simbolica della realtà portata in scena da ottime compagnie, provenienti dall'Italia e dalla Slovenia. Dall'altra parte è occasione di valorizzazione delle persone che si trovano impegnate ad uscire da sé stesse per comunicare - in forma artistica - i loro spesso molto complessi vissuti. La rassegna si svolge grazie al sostegno di alcuni sponsor pubblici e privati, soprattutto grazie all'impegno del Cisi, con la direzione artistica di Vito Dalò e Erica Gasparinic.

domenica 16 novembre 2014

Emozioni multimediali al Forum Cultura

Da sx: Gianna, Maria Antonietta, Giovanna
Gianna, Maria Antonietta e Giovanna sono le tre pittrici di Bologna che hanno presentato al Forum le loro "emozioni da Gorizia". Lo hanno fatto attraverso l'arte, in particolare una ventina fra acquarelli e altre forme di pittura con le quali hanno voluto raccontare ciò che la ha colpite del loro incontro con il territorio.
Il coro Ars Musica di Gorizia
All'inaugurazione dell'evento ha partecipato un numeroso pubblico, con persone che hanno raggiunto le artiste perfino da Bologna e da Milano. Dopo l'introduzione, nel corso della quale le ospiti hanno spiegato il senso del loro impegno nell'ambito della pittura, il coro Ars Musica, diretto da Lucio Rapaccioli, ha eseguito alcuni canti della tradizione friulana e slovena. L'ultimo, composto proprio dall'apprezzato musicista e compositore, è stato dedicato al Maestro Marco Sofianopulo, recentemente scomparso dopo una breve malattia.
Le tre artiste sono molto diverse, quanto a temperamento, a tecnica pittorica e a scelta dei soggetti. Eppure l'esposizione offre la sensazione di un percorso unitario, nel quale il messaggio raggiunge direttamente il cuore e la mente dei visitatori.
Da Maria Antonietta, la "Creazione" dell'Isonzo
Maria Antonietta, nata e cresciuta a Gorizia prima del trasferimento a Bologna, rappresenta le mani: servono a stringere, ma anche a dividere, a donare vita ma anche a toglierla, a offrirsi ma anche a difendersi. un po' come il fiume Isonzo, alveo di popoli e culture.
Da Gianna, uno sguardo sulla sofferenza mentale
Gianna si dedica alla contemplazione dei volti scavati dal dolore e dalla segregazione, riflettendo in particolare sulla realtà dei manicomi prima della riforma del 1978 e sul ruolo liberatorio svolto da Franco Basaglia, a partire proprio da Gorizia.
   
Da Giovanna, un cammino nella storia
Giovanna racconta storie di cammino, piedi che calpestano i selciati della storia, punti di vista di viandanti che restano affascinati dai colori del Carso e dalla dolcezza dei paesi sloveni, ma che percepiscono anche il grido dei soldati morenti e l'orrore della guerra.
Straordinarie anche le immagini, trovate nella classica "cassa in una soffitta" del quartiere di San Rocco. Accompagnate da un'armoniosa musica, scorrono sulle pareti della sede una cinquantina di fotografie e cartoline d'epoca: aiutano a ricostruire la vita del territorio tra la prima e la seconda guerra mondiale, nel ricordo di momenti gioiosi e drammatici. Particolarmente interessanti le immagini dell'arrivo dei soldati americani a Gorizia, accolti da una folla festosa, con i volti segnati dalla gioia per la fine del un periodo terribile della guerra.
L'evento al Forum continua oggi, domenica, nella sede del Forum in via Ascoli 10, con l'"acquarellone", pittura collettiva a partire dalle 10.30 e, alle 15.30, la performance poetica con Gianni Fierro e altri importanti compositori goriziani.
Testo Andrea Bellavite, foto Nevio Costanzo

sabato 15 novembre 2014

Al forum gran week end, tra pittura e poesia

Tre donne a zonzo e Forum per Gorizia propongono un week end nell'arte. La sede di Via Ascoli 10 ospita una mostra d'acquarelli dipinti da tre donne che vivono a Bologna e che nel corso di un viaggio nel goriziano sono rimaste oltremodo colpite dalla storia culturale e sociale del territorio.
Le opere d'arte rappresentano alcune caratteristiche del "nostro" Novecento, i momenti di guerra ma soprattutto l'abbattimento dei muri e dei confini, tra le persone e tra gli Stati. Il percorso espositivo, breve ma molto intenso, è un'occasione di incontro. Le tre artiste infatti saranno presenti sabato e domenica, per raccontare la loro visione di Gorizia e in particolare per ascoltare idee, proposte e suggestioni dai cittadini che vorranno onorare l'iniziativa con una visita o con la partecipazione a qualcuno degli eventi collaterali in programma.
L'esposizione sarà già allestita dalle 10 del mattino, ma l'inaugurazione ufficiale è fissata per le ore 16 di questo sabato, con diversi interventi e alcuni "pezzi" musicali eseguiti dal coro Ars Musica di Gorizia. Domenica mattina, alle 10.30, la proposta di un'opera d'arte collettiva: chiunque lo desidererà potrà cimentarsi nella realizzazione di un grande acquarello, sotto la guida esperta delle tre artiste. Infine, domenica pomeriggio alle 15.30, gran finale con lo "sposalizio" tra la pittura e la poesia, con la partecipazione di alcuni valenti poeti goriziani.
Durante tutto l'orario di apertura saranno proiettate suggestive immagini, recentemente ritrovate in una soffitta cittadina: una del tutto inedita e sorprendente corsa dentro la complessa storia goriziana, tra la prima e la seconda guerra mondiale. Davvero, un'iniziativa da non perdere!

venerdì 14 novembre 2014

Romoli asfaltato (!) da Traini

E' vero. Da un po' di tempo le esternazioni di Ettore Romoli sono irresistibili.
Il consigliere comunale Traini invia un comunicato stampa ai giornali. In esso sostanzialmente critica l'assenza del sindaco alle celebrazioni del 4 novembre a Redipuglia, propone una linea politica di accoglienza piuttosto che di rifiuto nei confronti degli immigrati e richiama gli amministratori sulla situazione pietosa di Piazza Vittoria.
A tali interrogativi il piccato primo cittadino risponde:
a) E' fiero di non essere stato a Redipuglia perché ha voluto evitare l'ascolto delle "sciocchezze" che la Presidente della Camera Boldrini avrebbe di sicuro detto.
b) Traini non può definirsi amante della propria patria perché difende i diritti di coloro che vogliono venire ad abitare in essa.
c) La pavimentazione di piazza Vittoria è stata decisa nel 2001 e quindi - sembra aggiungere - "io cosa centro?".
Dunque:
. il rappresentante ufficiale di una città può rifiutarsi di essere presente a quella che forse è la più importante manifestazione nazionale sul territorio provinciale, per antipatia personale nei confronti di chi ricopre la terza carica dello Stato.
- chi ritiene più efficace la politica d'accoglienza degli immigrati invece di quella del respingimento non ama la propria patria.
- dopo 13 anni - gli ultimi sette dei quali amministrati da Romoli - le responsabilità su Piazza Vittoria sono tutte e solo di chi amministrava allora (il sindaco Valenti, sul quale - ormai inciampato sulle note questioni dei rimborsi regionali - i vecchi amici possono onorevolmente riversare ogni responsabilità!).
Un po' come l'eterna questione degli ascensori al Castello, dove i lavori sono ancora fermi, probabilmente per colpa di qualche sprovveduto amministratore del XII o XIII secolo che ha pensato di costruire un muro di recinzione senza pensare che proprio in quel luogo avrebbe dovuto transitare la funicolare.
ab

giovedì 13 novembre 2014

Rifugiati: finita l'emergenza, è il momento dei progetti

La cosiddetta "emergenza profughi" a Gorizia sembra essere per il momento rientrata. Nella sala grande del capannone di via Trieste restano solo i giacigli di un centinaio di persone trasferite nei "centri" della Lombardia, nelle stanze sovrastanti rimangono - in condizioni decisamente più umane - "soltanto" 19 richiedenti asilo, la maggior parte dei quali provenienti dall'Afghanistan. Non si capisce come il sindaco di Gorizia possa attribuirsi il merito o accusare chi comunque si è dato da fare; se fosse stato per lui, ben più di cento esseri umani sarebbero stati per oltre due mesi sulle sponde dell'Isonzo, affrontando con estremo rischio i disagi dell'inquinamento, del clima e delle piene del fiume. L'auspicio è che il trasferimento fuori dal Friuli Venezia Giulia porti giovamento agli immigrati, ma anche che la situazione maggiormente sotto controllo possa convincere gli operatori locali della necessità di passare dall'"emergenza" alla progettualità. Chi ripete che "Gorizia non deve essere la città dei profughi" (amara ironia della sorte, per una città che si è sempre distinta proprio per l'accoglienza di persone fuggite dalla propria terra per timore di persecuzioni o rappresaglie) deve adoperarsi nella ricerca di soluzioni alternative, senza continuare a gettare benzina sul fuoco di un razzismo costruito ad arte. Chi invece è convinto che Gorizia possa e debba segnalarsi come la "città dell'accoglienza", ha ora il tempo di costruire programmi e progetti sostenibili. Il lavoro non manca, nella speranza di non considerare più "emergenza" una situazione provocata dai conflitti planetari che hanno insanguinato il mondo negli ultimi vent'anni.
ab

Piccoli racconti caraibici (da Vito Dalò)

Per oggi, un piccolo racconto di Vito Dalò:
Nella regione in cui vivo, il Friuli Venezia Giulia, è da qualche tempo in atto una vera e propria "guerra" sul mais. Anche l'altro giorno un’emittente televisiva ne discuteva. Il problema è: mais transgenico, sì o no? Ho colto lo spunto per ricordare una mia esperienza di viaggio. Sul mio caminetto è collocata da anni una statuetta verde che comprai nel mercato indio, davanti alla chiesa di S. Domingo nella città di San Cristobal de Las Casas, nel Chiapas. L’indio che mi vendette la statuetta era  un Tzotzil, etnia discendente dagli antichi Maya.  Me ne innamorai subito, appena la vidi. Non trattai neanche sul prezzo che mi pareva equo, settantacinque dollari. E' una statua dipinta, con varie tonalità di verde . L’indio mi disse che il suo nome era Yum Kaa, il Dio del Mais dei Maya. Mi raccontò che per loro il Mais era ed è una pianta sacra. Quando il mais giunse in Europa, fu battezzato con diversi nomi: Granoturco, Grano Saraceno, Grano  d’Egitto, e persino Grano d’India. Chissà perché. Fu considerato cibo  per gli animali, infatti fu dato in pasto ai maiali. Non era degno delle bocche cattoliche e cristiane nonostante sia un ottimo nutrimento. Anche la patata, come il mais, nei primi decenni di arrivo dalle Americhe, era disprezzata e considerata un frutto proibito nel vecchio mondo. La patata cresceva sotto terra, dove vive il diavolo, questo era il pensiero religioso e comune in quel periodo. Per questo solo chi stava vicino al diavolo poteva mangiarla: i carcerati, i pazzi e i disabili figli del demonio. Persino i medici sentenziarono che la patata produceva la lebbra e la sifilide. Nei secoli successivi questi prodotti salvarono gli europei dalla fame. Qualcuno però si pose una domanda alla quale nessuno ha mai risposto. La domanda era: ”Se la patata e i mais sono il cibo del Diavolo, perché mai la Bibbia non li menziona?”. Io intanto continuo ad ammirare la mia statuetta sul caminetto. E penso alla saggezza dei Maya che ha dedicato al loro Dio Yum Kaa, il prodotto che li ha sempre sfamati.

mercoledì 12 novembre 2014

Al Forum, in via Ascoli 10, una mostra da non perdere!

EMOZIONI DA GORIZIA
Nella sede del Forum: pittura, dialogo, poesia, sabato 15 e domenica 16 novembre


Vernice: sabato 15 novembre ore 16.00 


Forum - Goriška.si: un ottimo incontro!

Piena consonanza di vedute tra forum per Gorizia e goriška.si. L'incontro di martedì sera ha permesso alle persone che fanno parte delle due associazioni di incontrarsi, scambiandosi idee, proposte e individuando alcuni progetti comuni. Si è rimasti tutti colpiti dall'intelligenza creativa e dalle idee chiare dimostrate da Luka Manojlovic, candidato sindaco alle ultime elezioni di Nova Gorica e dagli altri membri del suo gruppo. E ci si è sentiti un po' a disagio, constatando il fatto che tutti gli esponenti di goriška conoscono così bene la lingua italiana e nessun italiano conosce invece lo sloveno. Al di là dell'evidente e immediata consonanza si è deciso di cominciare da subito a lavorare insieme, cercando di costruire dei progetti comuni sui temi della scuola, del'informazione e dell'urbanistica. Ma ci si è detti anche tutti disponibili a sostenere in territorio italiano le idee e i percorsi che Luka e collaboratori hanno deciso di portare avanti dentro e fuori dal consiglio comunale della città. Tutti si sono sentiti abitanti della "Goriška", una regione storica e affettiva ben più che un mero dato geografico. Il prossimo appuntamento, in tempi plausibilmente brevi, si terrà a Nova Gorica dove il forum è stato invitato per portare avanti la strada appena intrapresa.

martedì 11 novembre 2014

Srečanje forum/goriška.si. Stasera l'incontro fra forum e goriška.si

Questa sera (martedì 11) nella sede del Forum in via Ascoli 10 si terrà l'atteso incontro con gli esponenti del gruppo culturale goriška.si, di Nova Gorica. La riunione nasce dalla constatazione di una singolare consonanza tra i temi e le proposte avanzate dal gruppo sloveno e quelli portati avanti dal Forum per Gorizia. Ci sarà lo spazio per un confronto aperto ed efficace, finalizzato a una maggior conoscenza reciproca e soprattutto all'individuazione di alcuni progetti culturali e politici da portare avanti insieme nel territorio di Gorizia e Nova Gorica. Sarà presente anche Luka Manojlovic, il candidato sindaco dell'associazione alle recenti elezioni amministrative del Comune sloveno: il risultato che lo ha proiettato in un del tutto inatteso ballottaggio con il sindaco uscente Matej Arčon è stata una grande sorpresa, portatrice di una ventata di novità e di impegno.

lunedì 10 novembre 2014

In ricordo di tutti gli uccisi nella prima guerra mondiale

Nel corso della celebrazione proposta lo scorso sabato dall'Arcidiocesi, il vescovo Redaelli ha voluto ricordare tutte le vittime della prima guerra mondiale. Sono stati citati i civili e i soldati, quelli schierati su un fronte e quelli sull'altro, chi ha ricevuto la medaglia di eroe e chi è stato accusato di diserzione, chi è partito convinto di servire la rispettiva patria e chi è stato falciato nella trincea "senza sapere un perché". Ricordare in questo modo la morte, accomunando gli uccisi di ogni parte e sottolineando l'assurdità della guerra, significa ribadire un giudizio di addolorata condanna di ogni catastrofe bellica, da quella che Benedetto XV definì "orrenda carneficina" e "inutile strage" alla "follia" di cui ha parlato recentemente Francesco a Redipuglia. Con pieno rispetto e stima nei confronti delle innumerevoli manifestazioni che si svolgono ovunque per ricordare i cento anni dall'inizio del conflitto, è giusto notare come l'Arcivescovo indichi l'incondizionato orrore per la violenza e la pietas per tutti i defunti quali premessa indispensabile a ogni adeguata "memoria". Un insegnamento da accogliere!

venerdì 7 novembre 2014

Con gli immigrati senza calcoli, senza timore, con tenerezza e comprensione

Come si è affrontato in questi ultimi mesi il tema dei richiedenti asilo giunti a Gorizia? Come stanno ora nei capannoni dove sono stati trasferiti dalle pericolose sponde dell'Isonzo?
Val la pena ricordare parole autorevoli che non hanno il compito di indicare indispensabili soluzioni politiche, ma di verificare l'"umanità" di atteggiamenti, prese di posizione, decisioni e linguaggi che stanno caratterizzando il "momento" goriziano e internazionale.
A distanza di un anno il problema dell’immigrazione si sta aggravando e altre tragedie si sono purtroppo susseguite ad un ritmo incalzante. Il nostro cuore fa fatica ad accettare la morte di questi nostri fratelli e sorelle, che affrontano viaggi estenuanti per fuggire da drammi, povertà, guerre, conflitti, spesso legati a politiche internazionali. Mi reco ancora una volta spiritualmente al largo del mare Mediterraneo per piangere con quanti sono nel dolore e per gettare i fiori della preghiera di suffragio per le donne, gli uomini e i bambini che sono vittime di un dramma che sembra senza fine. Esso richiede di essere affrontato non con la logica dell’indifferenza, ma con la logica dell’ospitalità e della condivisione al fine di tutelare e promuovere la dignità e la centralità di ogni essere umano.
Incoraggio le comunità cristiane e ogni persona di buona volontà a continuare a chinarsi su chi ha bisogno per tendergli la mano, senza calcoli, senza timore, con tenerezza e comprensione. Al tempo stesso, auspico che le Istituzioni competenti, specialmente a livello Europeo, siano più coraggiose e generose nel soccorso ai profughi.
Francesco, Messaggio all'Arcivescovo di Agrigento, 23 giugno 2014

mercoledì 5 novembre 2014

Quando si può usare lo stemma del Comune...

Solo un piccolo promemoria, dal sito del Governo, che propone la risposta a domande frequenti in tema di araldica: http://www.governo.it/Presidenza/onorificenze_araldica/araldica/faq.html

11) Per pubblicizzare un prodotto commerciale si può sfruttare l’immagine dello stemma di un Ente? 
Assolutamente no. Lo stemma è un bene immateriale dell’Ente ed è salvaguardato dalle leggi dello Stato alla stregua del cognome delle persone e di altri diritti immateriali.

12) Una Associazione di volontariato può usare come logo lo stemma del Comune dove ha sede? 
E’ fatto divieto assoluto di appropriarsi dello stemma del Comune, ciò anche se le finalità sono umanitarie, senza scopi di lucro; pur se approvate dal Comune stesso.

13) Per una manifestazione culturale una Associazione onlus ottenendo il patrocinio del Comune, sulla locandina di presentazione può inserire lo stemma comunale? 
Può essere presente lo stemma dell’Ente patrocinante, ma ne va richiesta comunque l’autorizzazione all’Ente stesso.

martedì 4 novembre 2014

Una nuova Università, tra gli edifici del Comune a Gorizia?


Ben vengano iniziative finalizzate a far crescere il livello culturale di una città come Gorizia. E ben vengano volti nuovi e giovani a favorire la nascita e la crescita di nuove possibilità di ricerca scientifica e approfondimento accademico. Il post non riguarda l'opportunità di una simile iniziativa privata, ma la sua collocazione in un ambiente che è quanto di più "pubblico" ci si potrebbe immaginare.
E' stata infatti solennemente inaugurata l'Università Popolare di Gorizia che ha sede al piano terra dell'edificio del Comune di Via Garibaldi 7.
Sul palazzo, dove sono ubicati molti uffici comunali, campeggia già da qualche giorno l'invitante scritta UNIVERSITA' POPOLARE DI GORIZIA, "patrocinata" dallo stemma dello stesso Comune.
L'iniziativa è ampiamente descritta nel sito www.unigo.it ed è stata presentata alla stampa un paio di settimane fa, nella Sala Bianca del Municipio, presente il vicesindaco Sartori.
Sulla base di quale delibera i pubblici locali sono stati affidati a tale istituzione? La 181/2014, del 4 settembre 2014, emessa sulla base della manifestazione d'interesse da parte del soggetto interessato.
In essa si afferma che per ricevere in affitto i locali "in uso promiscuo al 50%" - 126 mq per 350 euro al mese più 2080 di oneri accessori - occorre tra l'altro essere un'Associazione senza fine di lucro svolgere attività di: 
attivazione di servizi informativi, comunicativi e divulgativi, finalizzati all’arricchimento dell’attrattività complessiva della Città nello specifico e richiesto contenuto di cittadella universitaria multidisciplinare con un utilizzo che privilegi il collegamento e le possibili interazioni con le realità già presenti sul territorio, con particolare riferimento al 
potenziamento dell’offerta formativa e didattica della presenza universitaria e al suo 
possibile sviluppo, all’interno del già avviato percorso di potenziamento.
Fino a questo punto non c'è nulla da eccepire, salvo appunto il dubbio sull'opportunità di affidare a un ente privato dei locali nell'edificio del Comune, accanto a uffici che "servono" gli interessi di ogni cittadino.
Non si intende in alcun modo entrare in merito alla qualità e all'interesse delle materie proposte, bensì porre alcuni interrogativi al Comune di Gorizia che affitta a un ente privato i propri locali.
Sull'assenza dei fini di lucro, occorre consultare lo statuto e l'atto costitutivo del... Del cosa? Mentre in tutti i siti e nei libretti annuali delle "Università delle Terza Età" o delle "Tre Età" - ma anche in quelli di altre Università Popolari, come ad esempio quella di Trieste - sono facilmente reperibili statuto e atto costitutivo ed è riportata con evidenza la ragione sociale (per esempio di APS senza scopo di lucro per quanto concerne Ute e Unitre), dalla consultazione del sito dell'Università Popolare di Gorizia risulta per il momento impossibile risalire agli uni e all'altra. Di certo è che l'attività è presentata sui giornali come quella di un'"Università", ma il soggetto che sottoscrive l'accordo con il Comune risulta essere una non meglio specificata "Associazione". E' possibile saperne qualcosa di più?
In secondo luogo, le possibili interazioni con le realità già presenti sul territorio, sono già in atto o - come sembra dalle parole dei responsabili riportate oggi sul quotidiano locale - sono ancora appunto "possibili", cioè per il  momento inesistenti e in fase di costruzione? Il dubbio è lecito: scorrendo l'elenco dei corsi proposti, davvero le istituzioni accademiche cittadine potrebbero concepire la nuova "Università" come "complemento" al servizio della loro offerta formativa (il che giustificherebbe l'assegnazione dei locali) e non come "concorrenza sponsorizzata" nei confronti loro e di altri istituti privati goriziani che tra i loro corsi ne offrono molti assai simili, quanto a contenuti e a percorsi di ricerca?
Un'ultima domanda - almeno per il momento - si possono usare lo stemma e il logo del Comune non in quanto semplice compartecipazione, ma come parte integrante dello stemma e del logo di un'iniziativa privata?
Si resta in attesa di una risposta a questi interrogativi, per metterla a disposizione dei tanti lettori che passando davanti all'edificio di Via Garibaldi 7 si sono chiesti che cosa sia questa "Università Popolare di Gorizia", con evidente entusiasmo condivisa dall'amministrazione comunale.
ab

lunedì 3 novembre 2014

Una bella escursione a piedi: il Sabotino

Nebbie mattutine sulla valle del Vipacco

Rocce sotto la vetta

L'Isonzo dal Sabotino. sullo sfondo la sella di Grgar
Spesso si cercano lontano luoghi, suoni e colori in grado di riconciliare la mente e il cuore con la quotidianità dell'esistenza. Chi vive a Gorizia non ha questo problema: il mare è a venti chilometri, l'altipiano coperto da freschi boschi a venticinque, l'alta montagna a sessanta. Ma ci sono posti che si possono raggiungere anche a piedi, partendo dalla propria casa, un paio d'ore al massimo dal centro della città. E' il caso del Sabotino, la cui vetta può essere raggiunta da Solkan attraverso la "via sud", che inizia circa duecento metri dopo il ponte stradale. In autunno il sentiero si inerpica circondato dal rosso sommaco e conduce alla cresta dopo aver offerto la possibilità di una sosta presso l'antico eremo di San Valentino. Il passaggio sulla sommità (609 metri) consente di ammirare un panorama stupendo, da una parte verso Gorizia, la pianura e il mare, dall'altra verso il Monte Santo e le Alpi Giulie. Presso i rifugi in territorio sloveno, raggiungibili anche in bicicletta con un non troppo ripido percorso di circa 20 km attraverso San Floriano, Kojsko e Goniače, si possono visitare le impressionanti fortificazioni della prima guerra mondiale. E poi si può scendere per un ripido sentiero, la via nord, fino al livello dell'Isonzo e rientrare al ponte di Solkan, percorrendo quella che tra breve sarà una parte importante della pista ciclabile dalla foce alla sorgente. Insomma, in una giornata di Sole, è possibile immergersi nella natura e nella storia e tornare a casa rinrancati e rasserenati. Buon cammino!
ab

sabato 1 novembre 2014

La questione dei rifugiati risvegli la sinistra goriziana

Come facilmente prevedibile, le dichiarazioni del prefetto Zappalorto intorno ai richiedenti asilo "furbetti" hanno suscitato perplessità ed esplicita contrarietà, sia da una parte del mondo politico che da quelli del volontariato e dell'assistenza. La vicenda dei rifugiati sull'Isonzo, balzata all'onore delle cronache solo dall'inizio di settembre, è emblematica e introduce numerose più generali riflessioni. L'affermazione del rappresentante del governo secondo il quale "il Cie sarà riaperto" riempiono poi chi ha seguito queste vicende da anni, di preoccupazione e di stupore. Chi può avere interesse a riaprire strutture troppo simili ai lager, chiuse dopo la constatazione della loro disumanità e pericolosità?
E' evidente che le normative sull'immigrazione e sulla richiesta d'asilo sono da riformare, dal momento che il fenomeno migratorio attuale ha caratteristiche e dimensioni molto diverse rispetto a quelle del periodo in cui sono state emanate le (già allora) famigerate leggi.
E'evidente che nonostante sia passato un bel po' di tempo, le realtà locali non hanno mai preso sul serio la questione, salvo poi "risvegliarsi", lamentandosi, nel momento di quella che difficilmente potrebbe essere definita un'imprevedibile emergenza.
E' evidente che la situazione goriziana è caratterizzata da un'ulteriore forma di confusione: la prefettura non riesce a svolgere un'opera di efficace coordinamento tra gli enti e realtà locali che sembrano disposti a compiere soltanto il minimo sforzo, possibilmente con il massimo di rendimento. Il sindaco Romoli e tutto il "suo" centro destra sono passati dall'"ignoranza" assoluta del problema al ritornello secondo il quale "Gorizia non deve diventare la città dei profughi", senza produrre - almeno per il momento - altre proposte che non siano incentrate sul "ci pensino gli altri".
In questa situazione la sinistra e il centro sinistra di Gorizia, confortati dalle costruttive scelte del tandem provinciale Gherghetta-Cecot, potrebbero smarcarsi dalle posizioni di chiusura dei tradizionali avversari politici. Potrebbe essere il momento di cambiare marcia e direzione, ribadendo la vocazione di Gorizia quale "città dell'accoglienza e della fraternità", cercando forme e strutture adeguate per realizzare questo obiettivo. "Potrebbe", se questa parte politica ha ancora un minimo di forza, creatività e è passione.
ab

venerdì 31 ottobre 2014

Rifugiati: il contorto ragionamento del centro destra

Difficile seguire il ragionamento di parte del centro destra goriziano, riportato oggi sul quotidiano locale.
In sostanza si afferma che non è ammissibile che delle persone possano vivere in condizioni tremende come quelle dei richiedenti asilo sulle sponde dell'Isonzo, occorre trovare delle soluzioni.
Tutti sanno che per almeno un mese non è stato possibile trovare una risposta immediata, se non l'unica, quella della tendopoli allestita in via Brass per iniziativa della Provincia. Ci si aspetterebbe un riconoscimento o un grazie convinto di fronte a questa iniziativa. Invece, seconda parte del contorto ragionamento, si accusa pesantemente l'assessore Cecot e indirettamente Gherghetta, di aver strumentalizzato la vicenda per finalità propagandistiche.
Ma cosa c'è di male - si chiede qualsiasi persona di buon senso - a realizzare una tendopoli d'emergenza a fronte dell'impotenza delle istituzioni? Si incentiva- secondo i centrodestristi - l'arrivo di altri immigrati che, infatti, sono giunti numerosi attratti dal passa parola sull'accoglienza ricevuta nelle tende.
Insomma, non devono stare sull'Isonzo ma altrove. Non si sa dove, ma non nel campo allestito dalla Provincia. Gorizia è "invasa" (che brutta parola!) dai rifugiati perché l'atteggiamento della Cecot ha spalancato loro le porte. Alla faccia delle guerre, della fame e delle persecuzioni che imperversano nel mondo costringendo centinaia di migliaia di persone a fuggire!
Anche le dichiarazioni del Prefetto sono un po' sconcertanti: se sa già che una parte cospicua dei richiedenti asilo non ne ha il diritto, a cosa serve la Commissione che deve verificare le richieste? Non è un po' rischioso affidare alla stampa elle sentenze su procedimenti appena avviati?
ab