sabato 30 novembre 2013

Le città non sono fatte di edifici, ma di storie conservate in essi. Mesta ne gradijo zgradbe, ampak zgodbe v njih.

APPELLO RIVOLTO AGLI ABITANTI DI NOVA GORICA E GORIZIA per la quarta edizione della campagna di raccolta dei ricordi RITRATTI RITROVATI.

Venerdì 6 dicembre 2013, dalle 12.00 alle 20.00, presso l'ex valico di confine di via San Gabriele.

Siete tutti invitati al settimo appuntamento di dicembre, che in ricordo della rimozione delle sbarre di confine si terrà in un luogo simbolico per la memoria collettiva delle due Gorizie.
In quest'occasione andremo alla ricerca delle foto di coloro che amiamo ricordare per le loro piccole gesta eroiche di vita quotidiana.
Nonostante non siano destinati ad essere ricordati dalla Storia, essi sono comunque impressi nella nostra memoria per i loro atti e per il loro pensiero. I nostri ricordi personali consentiranno perciò di edificare per le generazioni future una storia soggettiva delle due città,
distinte ma ubicate sulla stessa terra.
Le fotografie saranno scannerizzate sul posto e restituite ai proprietari.
Con ciascun donatore sarà realizzata una video intervista di testimonianza sulla persona raffigurata in foto.
   
Autrice: Anja Medved, Produzione: Zavod Kinoatelje, Coproduzione: Kinoatelje e Zavod Kinokašča.
In collaborazione con: Kulturni dom Nova Gorica, Comunità locale di Nova Gorica e Palazzo del Cinema di Gorizia, Il progetto rientra nell'ambito della nuova edizione del festival Pixxelpoint 2013, dal titolo De.fragmentacija.


POZIV NOVOGORIČANOM IN GORIČANOM na četrto spominodajalsko akcijo NAJDENI PORTRETI, v petek, 6. decembra 2013, od 12. do 20. ure, na nekdanjem mejnem prehodu na Erjavčevi ulici.

Vabljeni na sedmo decembrsko srečanje, ki ga v spomin na odstranitev mejnih zapornic prirejamo na simbolnem mestu kolektivnega spomina obeh Goric.
Tokrat bomo zbirali fotografije tistih, ki se jih radi spominjamo zaradi drobnih junaštev iz vsakdanjega življenja.
Čeprav morda nikoli ne bodo zapisani v zgodovino, ostajajo v spominu zaradi svojih dejanj in misli. Z donacijo osebnega spomina nanje bomo za bodoče generacije gradili subjektivno zgodovino dveh mest, ki živita na istem mestu.
Fotografije bomo na kraju samem skenirali in takoj vrnili lastnikom. Z vsakim darovalcem podobe bomo posneli tudi kratek pogovor o spominu na portretirano osebo.

La grande sfida di Cormonslibri

E' "partita" la grande rassegna culturale di Cormons. Molte sono le lodevoli caratteristiche di questa iniziativa. Tra esse l'assolutamente limitato utilizzo di risorse finanziarie pubbliche a fronte di un livelllo qualitativo a dir poco eccezionale; la capacità di mettere insieme grandi personalità della cultura contemporanea con gli operatori quotidiani della comunicazione e della ricerca storica locali; il clima di simpatia e accoglienza che elimina i palchi e consente incontri a tu per tu con quelli che a torto si pensa essere l'inarrivabile jet set della Cultura. Un ringraziamento a chi ha ideato e porta avanti simili proposte che dimostrano che anche con relativamente scarse risorse è possibile realizzare grandi imprese. E per chi lo desidera, a lato c'è il link della rassegna, con il programma e le news in tempo reale.

Gloria Nemec e i "rimasti" in Istria

 Da destra: Alessandro Cattunar, Gloria Nemec, Anna Di Gianantonio
Una parte del pubblico

Era dedicato alla storia del Novecento anche l'incontro tenutosi ieri sera al Forum. Davanti a un pubblico numeroso e molto attento, Anna Di Gianantonio ha tratteggiato luci e ombre, problemi e prospettive relativi agli italiani rimasti in Istria dopo la seconda guerra mondiale. Alessandro Cattunar ha poi intervistato Gloria Nemec, autrice di un centinaio di interviste raccolte in un libro che attende di essere ristampato: le motivazioni, le intuizioni, le relazioni con gli esuli in Italia, il sostegno alla cultura e all'identità, le statistiche... tutto ciò è stato illustrato in termini sintetici e avvincenti, anche grazie alla lettura di alcune fra le più suggestive testimonianze degli intervistati. Gli interventi che si sono succeduti al termine delle relazioni hanno dimostrato il livello di interesse suscitato dall'argomento e dalla trattazione: particolarmente apprezzata è stato il racconto del prof. Sergio Tavano che ha ricordato gli incontri avuti negli ormai lontani anni '60 con gli esponenti della Comunità Italiana in Istria. 
Un'osservazione. E' stato il decimo incontro culturale organizzato dal Forum per Gorizia dopo l'apertura della nuova sede: si è avuto sempre il pieno, il che significa che si sono avvicendate almeno 500 persone, la maggior parte di esse presenti a uno solo degli incontri, a dimostrazione della validità di una proposta che rivolgendosi a interessi differenziati comincia a configurarsi come laboratorio di pensiero e azione nel territorio goriziano.

venerdì 29 novembre 2013

"Non ci scusiamo per il disturbo": una "giornata" speciale


La visita degli amici della Sardegna che hanno presentato il libro "Non ci scusiamo per il disturbo" è stata a dir poco straordinaria. La serata al Forum ha visto una partecipazione superiore a ogni aspettativa, in un clima di grande attenzione, a volte di commozione. Il racconto diretto di persone frequentanti i centri di salute mentale della Sardegna e l'originale montagnoterapia hanno esplicitato un percorso terapeutico fortemente innovativo, senza sottacere le difficoltà e le tensioni. Oggi il gruppo ha raggiunto l'Ospedale Psichiatrico di Idrjia e il centro diurno di Šent ad Ajdovščina, un'altra occasione di cultura, conoscenza e amicizia. Ricordiamo questa visita per il momento solo con un paio di foto ricordo, ma le intuizioni, le idee e le proposte del Gruppo saranno adeguatamente riprese come spunto di discussione e di "lettura" dei percorsi del welfare nella nostra città.

Ison ko

Dobbiamo essere proprio mal ridotti se perfino la cometa ci rifiuta lo spettacolo natalizio. Forse tecnicamente la sua sfera di ghiaccio del diametro di 2 Km è stata sciolta dalle tremende temperature cui è stata sottoposta nel suo passaggio accanto al Sole. O, più romanticamente, ha preferito finire i suoi giorni nell'abbraccio caloroso della nostra Stella piuttosto che rimettersi in cammino in un viaggio di miliardi di chilometri attraverso gli ignoti spazi alle soglie del Sistema. Comunque sia, non ci sarà la cometa di Natale e solo gli astrofili potranno consolarsi con l'altra, più piccola, chiamata Loveloj, che per farsi vedere chiederà almeno l'ausilio di un binocolo. Fenomeni naturali, d'accordo. Ma  un po', ci si sente defraudati.
ab

giovedì 28 novembre 2013

De Berlusconibus

E così finalmente Berlusconi non siede più in Parlamento. Atto dovuto nei confronti di un uomo politico che ha distrutto quel po' di coscienza civile che esisteva nel paese, ed è stato il primo firmatario di idee che vedevano l'evasione fiscale, l'apparire, la ricchezza, la prostituzione, il servilismo e la menzogna, l'interesse privato come qualità o vezzi di uno statista. Un politico che afferma che Magistratura Democratica era collusa con le Brigate Rosse, si paragona ad Aldo Moro in un manifesto delirante, allarma il popolo parlando di colpo di stato, dice che è scudiero della libertà contro i comunisti che hanno fatto (udite, udite) 60 milioni di morti in Unione Sovietica (prima di Putin, lui è buono). Un imbonitore, digiuno di storia che cita Romolo e Remolo, uno sparaballe cosmico che ha però influenzato la vita di milioni di italiani. Non so se uscirà dalla scena definitivamente, ma so che quello che ha seminato ha dato i suoi frutti. Anche a sinistra si cerca il leader che rida e sorrida e dica poco o comunque non le cose essenziali. Finchè, a parer mio, la gente non cercherà di capire come sia stato possibile che quest'uomo abbia fatto sognare l'Italia per 19 anni, prendendo spunto da quell'altro che aveva iniziato nel '22 con lo stesso stile anti istituzionale e populista, con la madre che aveva lo stesso nome (Rosa) e con lo stesso irrefrenabile impulso sessuale virile, non solo non capiremo i  due ventenni storici più importanti della storia italiana, ma neppure il disordine e la violenza dei rapporti uomo donna.. adg

lunedì 25 novembre 2013

Vse najboljše, Kulturni Dom!

Serata assai intensa, ieri al Kulturni Dom, in occasione del 32mo anniversario della fondazione. Dopo i discorsi commemorativi, portati da Dušan Udovič, direttore del Primorski Dnevnik e dal presidente del Forum per Gorizia, si è esibito il coro partigiano Pinko Tomažič. Si è trattato di un recital, dedicato alla lotta di liberazione: poesie, riflessioni e canti si sono succeduti in lingua slovena, italiana, inglese, russa, spagnola e friulana, per ricordare coloro che in tante parti del mondo, nel corso del Novecento, hanno perso la vita combattendo contro ogni razzismo e per la libertà dei propri Paesi dall'occupazione straniera e da ogni dittatura. Alcuni momenti sono stati commoventi, in particolare quelli nel corso dei quali si poteva percepire con immediatezza la potenza del respiro collettivo: il dolore malinconico comunicato dal canto Počiva jezero, la potenza comunicativa di un giovane rapper e degli arrangiamenti contemporanei delle musiche tradizionali, l'impressionante esecuzione corale - dei quasi cento coristi e dell'intero pubblico - dell'inno partigiano Vstala Primorska hanno espresso con grande intensità la consapevolezza e il desiderio di libertà di un intero popolo. Ma hanno detto anche il desiderio di integrazione, di andare avanti insieme - sloveni italiani e friulani, ma nuovi venuti da ogni parte del mondo, alla ricerca del pane e della pace in questo lembo d'Europa - sulla strada del rispetto, della solidarietà e dell'amicizia tra tutti i popoli.
Hvala lepa in vse najboljše, Kulturni dom!
ab

domenica 24 novembre 2013

Giovani sardi, lo psichiatra Casagrande, la storica Nemec: l'intensa settimana proposta dal Forum...

Giovedì 28 novembre, alle ore 18, presso la sede del Forum per Gorizia, in via Ascoli 10a, sarà presentato il libro: "Non ci scusiamo per il disturbo" . Saranno presenti gli autori, che sono una decina di giovani provenienti dalla Sardegna, insieme allo psichiatra Alessandro Coni e allo psichiatra veneto Domenico Casagrande, che fu collaboratore di Franco Basaglia.

Venerdì 29 novembre, sempre alle ore 18 e sempre nella sede del Forum per Gorizia, sarà la volta del libro di Gloria Nemec "Nascita di una minoranza. Istria 1947-1965: storia e memoria degli italiani rimasti nell'area istro-quarnerina"a cura del Centro di Ricerche di Rovigno. Con lì'autrice introdurranno l'incontro Anna Di Gianantonio e Alessandro Cattunar 

Con queste iniziative continua il viaggio del "nuovo" Forum per Gorizia alla scoperta dei momenti importanti della storia del Novecento che possono sollecitare un maggior impegno nel costruire in modo consapevole il presente e il futuro del nostro territorio. 

La straordinaria esperienza dei giovani sardi consentirà ai goriziani di conoscere una modalità di cura del disagio psichico sostenuta da professionisti convinti della genialità delle intuizioni basagliane. Insieme all'associazione slovena per la salute mentale ŠENT  alla redazione del periodico bilingue Nuove Strade/Nove Poti, gli autori del libro visiteranno i "luoghi" di Basaglia a Gorizia e si recheranno anche a Idrija e Ajdovščina  per conoscere direttamente il locale centro per la salute mentale e i centri diurni da esso derivati.

L'incontro con Gloria Nemec invece consentirà di conoscere meglio la vicenda degli italiani che hanno deciso di rimanere in Istria, dopo la seconda guerra mondiale. La sua ricerca mette in evidenza, attraverso una scrittura godibilissima, il destino dei “rimasti” e, attraverso di loro, illumina aspetti poco noti della società jugoslava in un arco cronologica di quasi vent'anni. L'autrice parla con gli abitanti di Rovigno, Dignano, Pola, Lussinpiccolo, Cherso, Abbazia, Albona, Montona, Torre, Visinada. Attraverso le storie delle 80 persone intervistate emerge in modo drammatico e spesso ironico l'esperienza di adattamento in ogni settore dell'esistenza che esse dovettero affrontare all'indomani del conflitto. La presentazione è organizzata dal Forum in collaborazione con l'Associazione 4704, la società Dante Alighieri, il Circolo Istria, l'Associazione Italiana Storia Orale.

venerdì 22 novembre 2013

23 novembre 1943 - 23 novembre 2013: un tremendo ricordo


La notte fra il 23 e il 24 novembre 1943, 31 goriziani di origine ebraica, 19 donne e 12 uomini, sono stati arrestati e deportati. Tra il 1943 e il 1945 furono 78 gli appartenenti alla comunità ebraica di Gorizia - fra i quali il piccolo Bruno Farber cui è dedicato il Giardino - deportati ad Auschwitz. Solo due di essi tornarono, indicibilmente provati nel corpo e nello spirito. Molti altri ebrei, sfuggiti alla cattura, fecero parte delle formazioni partigiane.
Una testimonianza oculare di un fanciullo goriziano di allora: "Ero bambino, vivevo esattamente di fronte alla sinagoga, ricorderò per sempre quella notte. Doveva essere in corso una cerimonia religiosa e molte automobili erano parcheggiate lungo la via Ascoli. Arrivarono alcuni camion tedeschi, che si posizionarono nei pressi della sinagoga; i nazisti entrarono e dopo non molto tempo vidi la lunga colonna di persone, scortata da soldati armati, uscire dal portone e salire a capo chino - spinti uno alla volta - sui camion. Mi colpì molto il silenzio che avvolgeva la scena, interrotto soltanto dall'urlo di un soldato che mi intimava di chiudere le persiane dalle quali osservavo impaurito, ma curioso, la scena. Quando riaprii una fessura per vedere cosa stava accadendo, i camion erano già partiti e alcuni soldati tedeschi si stavano dando da fare per aprire le automobili parcheggiate e portarle poi via, scomparendo dietro l'angolo del Palazzo Attems..."
Sono passati 70 anni dalla cancellazione della comunità ebraica di Gorizia: un ricordo mesto, un pensiero pieno di amarezza a una delle tante orribili pagine scritte dal nazi-fascismo, nel corso della seconda guerra mondiale...
ab

Il Cosma Furioso...

Non è quello dei quattro cantoni, ma l'altro, che a ogni interruzione di musica prevede la rimozione di una sedia e - di conseguenza - che uno alla volta i giocatori vengano eliminati.
Ecco il triste gioco della Gorizia di sempre, della "vecchia" città amministrata da una girandola di nomi che da decenni la tengono sotto scacco. E mentre ciascuno si affretta a raggiungere la poltrona che conta prima che i suonatori si fermino, uno alla volta i "pezzi" si staccano (ultimo l'Istituto di Musica) e i cittadini assistono - non senza responsabilità, dal momento che gli amministratori sono stati regolarmente eletti - a una progressiva e apparentemente inarrestabile decadenza.
Qualcuno ogni tanto se la prende e lancia fulmini contro i palazzi: l'altro ieri la notizia dell'adesione al progetto Renzi di un consigliere provinciale eletto sotto il simbolo di Futuro e Libertà (il partito di Fini e Menia, transitato con scarsa fortuna elettorale dal tardo berlusconismo al montismo e ora in cerca d'autore), ieri l'assemblea convocata in fretta e furia dallo stesso in Provincia, invitati tutti coloro che "non ne possono più". Dalla cronaca odierna non si può dire che Cosma il Giovane si sia tirato indietro: accuse pesanti e condivisibili al treno amministrativo Valenti-Romoli (quest'ultimo avrà pensato il classico "tu quoque", avendolo "tirato su" per un triennio in qualità di apprezzato ed equilibrato portavoce) nonché al consigliere regionale Ziberna. Ci sarà una replica, utile a riscaldare il dibattito o gli interpellati manterranno un sostanziale silenzio, tattica che evidentemente ha loro consentito molti e migliori risultati rispetto alla problematica fatica del cercare risposte?
La presenza all'assemblea convocata da Cosma di numerosi esponenti del centro sinistra goriziano (in buona parte "renziani") induce a qualche ulteriore riflessione, che interpella anche il Forum per Gorizia in quanto tale: vale la pena di accettare la sfida e senza troppi distinguo saltare sul sempre più grande carro dei mal-contenti (sempre ovviamente che qualcuno ci inviti) o portare avanti il proprio "carretto" cercando e offrendo convergenze volta per volta?
Ma di questo, in un prossimo post...
ab

giovedì 21 novembre 2013

Istituto di Musica al capolinea, mentre è ancora Romoli il (non) assessore alla cultura

Chiude l'Istituto di Musica perchè la regione non è disponibile ad accollarsi nuovi debiti, dopo che i fondi dati sono stati risucchiati dalla voragine aperta da decenni in questa istituzione. In quella sede, appena restaurata, hanno studiato migliaia di ragazzi e non c'è dubbio che l'Istituto fosse una risorsa importante per la città. Il sindaco che abbiamo da due mandati ha controllato quello che accadeva nel tempo di sua competenza? Sta di fatto che con Romoli la città si sta impoverendo sempre di più di cultura e arricchendo di super mercati, inutili ascensori, lavori pubblici scadenti come dimostra Piazza Vittoria. Sta di fatto che il sindaco non molla neanche la sedia di assessore alla cultura, quando la città potrebbe avere un rilancio dalle celebrazioni della grande guerra. Ma sicuramente Redipuglia farà meglio della città delle battaglie sull'Isonzo, che non sarà in grado di ricordare il conflitto non per pacifismo, ma per inettitudine. L'unica cosa certa e visibile è la volontà di questa giunta di berlusconiani, sostenitori del condannato in tre gradi di giudizio per frode fiscale, di mantenere e far mantenere ai loro sodali gli incarichi pubblici che si trasmettono di generazione in generazione. La città sta crepando e loro mantengono i benefici feudali concessi dal re. 
adg

mercoledì 20 novembre 2013

I Cento numeri di Isonzo Soča, un'occasione per riflettere sul futuro di un territorio inter-nazionale

Da sinistra,  Anna Di Gianantonio e Dario Stasi
Boris Peric, secondo da destra

Boris Peric, in qualità di editore e Dario Stasi, come Direttore, hanno introdotto ieri sera al Forum un interessante incontro, nel corso del quale si è "festeggiato" il centesimo numero della rivista Isonzo-Soča. sono intervenuti anche Anna Di Gianantonio, Agostino Colla, Igor Komel e molti altri. Nevio Costanzo ha presentato un breve filmato, l'inizio di un'idea che dovrebbe essere sviluppata nei prossimi mesi...
Al di là della cronaca sono emerse alcune indicazioni importanti.
Il dialogo tra la "vecchia" e la "nova" Gorizia/Gorica era- secondo molti presenti - molto più sviluppato prima della cancellazione delle barriere di confine che adesso: secondo alcuni tale disaffezione ha accompagnato una crescente disillusione verificatasi dopo un evento atteso con grande intensità; secondo altri non si è compresa la portata storica dell'evento e non lo si è preparato adeguatamente. Qualcuno, più pragmaticamente, ha notato che l'immobilismo della classe politica goriziana (e goricana) ha portato l'intero territorio a una situazione di grave crisi, che Boris Peric ha sintetizzato efficacemente citando le parole proferite da Darko Bratina una ventina d'anni fa: "Gorizia non è più una città e non è ancora un paese..."
Come uscire da questa situazione? O meglio, è possibile uscire da questa situazione?
A queste domande sono state date due forme di risposta. La prima, più imprenditoriale, vede nel Gruppo Europeo di Collaborazione Transfrontaliera (Gect) una grande opportunità, uno strumento che non soltanto potrebbe favorire uno sviluppo del territorio, ma anche promuoverlo come organismo indipendente dalle scelte delle singole amministrazioni locali. La seconda, più relazionale, propone la ricerca di spazi e di tempi finalizzati a far crescere una comunicazione di base intorno al vecchio confine: l'obiettivo è quello di costruire relazioni significative di amicizia, solidarietà, condivisione dei problemi, anche attraverso semplici percorsi di conoscenza e stima reciproca. Forse le due vie non sono incompatibili, anzi l'una presuppone l'altra: la struttura senza le relazioni di base è destinata a rimanere un ingombrante "carrozzone", le relazioni senza la struttura difficilmente possono generare durature prospettive culturali e politiche.
Accanto all'efficace ricostruzione della storia remota e vicina offerta da Dario Stasi con la proposta del "Museo diffuso del Novecento", non è mancato l'invito a guardare con occhi attenti alla realtà giovanile - anche universitaria - ormai proiettata oltre i confini non da una nuova coscienza dei rapporti transfrontalieri, ma dall'accoglienza di una visione globalizzata di una società in rapida evoluzione. E non è mancato il pensiero al fatto che in questa veloce evoluzione anche le città del territorio goriziano si stanno trasformando sia a causa della crisi economica e dei nuovi stili di vita che grazie a una presenza sempre più evidente, discreta e costruttiva di migliaia di immigrati non ancora pienamente inseriti nei processi culturali della vita cittadina.
C'è ancora molto da dire, e soprattutto da trasformare le parole in progetti concreti: il Forum sempre più si propone come luogo di elaborazione e di edificazione di rapporti tra persone e realtà associative che vogliono costruire una Città internazionale, unita nelle sue interessanti differenze urbanistiche, sociali, politiche e culturali.
ab

lunedì 18 novembre 2013

MontiFilm, tra Ande peruviane e Triglavske Strmine

Si conclude domani la bella rassegna di Cinema di Montagna. Ecco l'ultimo comunicato stampa degli organizzatori:

Chiusura d'alto livello martedì 19 novembre per MontiFilm-Cinema & montagna, la rassegna che da 22 edizioni viene organizzata a Gorizia dalla locale sezione del Club Alpino Italiano in collaborazione con l'associazione culturale Monte Analogo di Trieste.
Sullo schermo del Kulturni dom di via I.Brass alle 17.30 verrà proiettato il lungometraggio di produzione italiana "Libros y nubes" (Libri e nuvole), premiato al Trento Film Festival 2013 con la Genziana d'argento per il miglior contributo tecnico e con il Premio Solidarietà "Cassa Rurale di Trento". Il regista, Pier Paolo Giarolo, ci porta tra i villaggi sperduti delle Ande peruviane, dove la sapienza popolare viene tramandata oralmente. Oggi vengono raggiunti da volontari che raccolgono queste parole e le trascrivono. Si è creata così un'Enciclopedia Campesina che viene trasportata a spalla da villaggio in villaggio e nel percorso si arricchisce di sempre nuove pagine. Assieme ai libri, con lo stesso messaggero, viaggiano anche il mais e le patate. È questa l'unica maniera per poter scambiare le merci.
Messaggio e messaggero viaggiano assieme, a pochi passi dalle nuvole. Un film che porta con se un grande insegnamento e di alto valore sociale.
Alle 21.00 la proiezione conclusiva di quest'edizione di MontiFilm è lasciata a una pellicola del 1932.
"Triglavske Strmine" è stato il secondo lungometraggio prodotto nel territorio sloveno nel periodo del cinema muto. Nel tempo di un'estate e in 15 giorni di riprese il regista, Ferdo Delak, coadiuvato da Janez Jelen e Metod Badjura, hanno realizzato questo film che è stato la prima pellicola a soggetto di ambientazione alpina girato in Slovenia. Pochi mezzi ma tanto entusiasmo e una buona dose di coraggio hanno permesso di portare a termine l'opera anche grazie alla partecipazione, nella veste di interprete principale, di uno dei maggiori attori teatrali solveni dell'epoca, Anton Cerar-Danilo. Il film è una storia d'amore dove gli aneliti del cuore sono egualmente divisi tra una umile e modesta ragazza e le inviolate verticalità delle pareti rocciose del Triglav (Tricorno). Nel cast degli attori figurano anche i noti alpinisti dell'epoca: Miha Potočnik e Joža Čop. Un film che gli amanti del cinema e della montagna non possono lasciarsi sfuggire. Anche perché è probabilmente alla sua prima proiezione italiana.

domenica 17 novembre 2013

Quelli che sono rimasti. Gloria Nemec presenterà al Forum: Nascita di una minoranza, Istria 1947-1965

La storia di coloro che decisero di rimanere nell'area istro-quarnerina negli anni del dopoguerra: i sospetti, le difficoltà, il reinserimento ormai come effettiva minoranza, il rapporto con le autorità jugoslave, sempre sospettose verso gli italiani dopo il 1948, il dialogo non sempre facile con gli “esuli”. Il volume di Gloria Nemec, Nascita di una minoranza. Istria 1947-1965: storia e memoria degli italiani rimasti nell'area istro-quarnerina, a cura del Centro di Ricerche di Rovigno, è un importante contributo alla storia sociale di questa zona. La ricerca mette in evidenza, attraverso una scrittura godibilissima, il destino dei “rimasti” e, attraverso di loro, illumina aspetti poco noti della società jugoslava in un arco cronologica di quasi vent'anni. L'autrice parla con gli abitanti di Rovigno, Dignano, Pola, Lussinpiccolo, Cherso, Abbazia, Albona, Montona, Torre, Visinada. Attraverso le storie delle 80 persone intervistate emerge in modo drammatico e spesso ironico l'esperienza di adattamento in ogni settore dell'esistenza che esse dovettero affrontare all'indomani del conflitto.

La presentazione, organizzata dal Forum in collaborazione con l'Associazione 4704, la società Dante Alighieri, il Circolo Istria, l'Associazione Italiana Storia Orale, sarà fatta venerdì 28 novembre, alle ore 18, presso la sede del Forum di Gorizia, da Alessandro Cattunar e Anna Di Giannantonio, alla presenza dell'autrice.

Strage di tartarughe: cosa sta accadendo?

Oltre cento tartarughe "spiaggiate" a Grado, Lignano e Rimini: evidentemente le grandi e simpatiche abitanti del mare non si trovano più bene in Adriatico e qualcosa le ha totalmente disorientate. "Cosa può essere accaduto?" Si domandano preoccupati gli scienziati. "Quale segnale ci invia la Natura?" Ci si chiede un po' tutti.
E' difficile ridurre una notizia del genere alla mera curiosità o alla tristezza degli zoofili: l'Adriatico è una specie di miniera di acqua, aria e cibo per milioni di persone che vivono attorno alle sue sponde. E' quindi più che legittimo chiedersi cosa stia accadendo, cosa abbia avvelenato o dis-orientato le delicate "careta careta".
Un'ipotesi è stata formulata in occasione di un recente, simile episodio verificatosi lo scorso settembre sulle coste dell'America Centrale: bombe di profondità utilizzate per la pesca: http://www.centrometeoitaliano.it/tragica-moria-di-tartarughe-nel-pacifico-1363/
E se l'ecosistema dell'Adriatico fosse stato scardinato dalla miriade di bombe scaricate in acqua dagli aerei militari durante le "missioni" in Serbia, Bosnia e Kosovo?
La risposta indiretta sarà nei prossimi giorni: se è vera l'ipotesi formulata nel link, la notizia sarà in breve cancellata da tutti i media; se non è così, saranno fornite quanto prima più precise e convincenti informazioni...
ab 

sabato 16 novembre 2013

Martedì 19 al Forum i cento numeri di Isonzo Soča: utopia della realtà

Martedì 19 novembre, alle 18 in via Ascoli 10: incontro con il direttore Dario Stasi e l'editore Boris Peric intorno allo straordinario traguardo dei cento numeri del periodico Isonzo/Soča
Finita la guerra fredda, chiusa la stagione della zona franca e dell'assistenzialismo, caduti i muri le reti e i muretti, l'unica ma straordinaria chance in un territorio come il nostro è quella di pensar-si uniti nella ricchezza delle diversità.
Con ciò non si vuol dire un qualcosa di originale: il dialogo sul e oltre il vecchio confine è stato promosso e portato avanti da molti soggetti: tra essi non certamente ultimo il periodico che festeggiamo, con i suoi cento numeri ricchi di proposte, analisi storiche, prospettive per il futuro.
Quello che invece è indispensabile è un salto di qualità, a partire da alcune constatazioni.
1. Nonostante la buona volontà, il dialogo tra sloveni e italiani in Italia e in Slovenia deve ancora compiere molti passi. I patti transfrontalieri e il gect non sembrano aver generato una cultura dell'incontro e della reciprocità; le idee mirabolanti (punto nascita, metropolitana leggera, solo per portare un paio d'esempi) si scontrano con la realtà di risorse molto limitate; la conoscenza della lingua e della cultura del vicino è ancora molto carente - quasi totale l'ignoranza sui rispettivi "vicini" da parte italiana. Gli stessi lodevoli tentativi di Isonzo/Soča, ma anche del mondo cattolico (in particolare intorno alla rivista Iniziativa Isontina) e di quello della "sinistra" goriziana, si scontrano con la difficoltà di "costruire insieme" agli interlocutori che vivono a Nova Gorica e dintorni. Gli unici che sembrano aver oltrepassato le barriere sono i clienti dei grandi e convenienti centri commerciali, ma la loro presenza in Slovenia non sembra portare particolari contributi al ri-pensamento del territorio.
2. Il Forum per Gorizia ha avviato un percorso del tutto nuovo, nella convinzione che gli strumenti operativi non sono causa, ma conseguenza di relazioni già esistenti. L'idea di fondo è che la riflessione sul Novecento, l'analisi urbanistica, la rivisitazione del welfare e delle politiche ambientali, la costruzione di uno sviluppo sostenibile di qua e di là del vecchio confine, siano possibili solo a partire dall'intrecciare rapporti di collaborazione e amicizia "alla base" tra le persone. Per questo l'associazione non si propone come uno dei tanti soggetti culturali della città, ma come un ambito di lettura del territorio a partire dalle relazioni interpersonali. Il corso di sloveno, l'approfondimento insieme delle vicende storiche dell'ultimo secolo, a condivisione della sede con realtà associative e sociali di Nova Gorica, la valorizzazione del periodico bilingue della salute mentale Nuove Strade/Nove Poti, la conoscenza delle rispettive letterature, del cinema, delle novità artistiche, la condivisione delle preoccupazioni politiche... tutto ciò fa parte di un progetto, o di una rete di progetti che a lunga distanza potrebbe perfino portare anche nell'agone politico locale una proposta condivisa, un "marchio" unitario da presentare in modo condiviso alle amministrative slovene del 2016 e italiane del 2017.
Utopia? Sì, ma solo se con questo termine si intende un orizzonte verso il quale tendere, con convinzione, fiducia e consapevolezza.
Andrea Bellavite

giovedì 14 novembre 2013

Una città al tramonto?

Impressionanti i dati del calo demografico di Gorizia sollevati dal Piccolo e dal segretario PD Dall'Osto. Un abitante al giorno se ne va. Tra qualche anno la città non potrà più chiamarsi tale, sarà solo un paesello triste perchè da qui se ne vanno soprattutto i giovani che non hanno prospettive. Questo dato, oltre alla perdita dei servizi, del commercio, di mille attività artigianali suona come una campana a morto per una città che non ha saputo trovare una prospettiva, anche minima, di sopravvivenza. Mega centri commerciali denunciati già da tempo, mancanza di prospettive turistico culturali, mancanza di spazi per nuove attività rendono impossibile rimanere. Nova Gorica vive un analogo declino. Davanti a questi dati non c'è nessuno che avanzi una prospettiva, il consiglio comunale non si riunisce o comunque delle sue attività nulla si sa. Non sarebbe il caso di aprire da subito dei tavoli reali di incontro con i vicini sloveni, almeno in prospettiva di un rilancio turistico del territorio, al di là del GECT che mi pare non abbia prodotto nulla in termini propositivi?  Ci vuole però un'altra classe dirigente che sappia anteporre agli interessi della sua bottega il destino della città, mettendo insieme, al di là delle diverse idee, coloro che qualche idea ce l'hanno e non hanno ancora fatto le valigie. adg 

lunedì 11 novembre 2013

Emergenza occupazione: una priorità politica

Un vero e proprio terremoto sociale. 
E' quello ben raccontato oggi dalla pagina goriziana de Il Piccolo: tracollo delle assunzioni, 9 lavoratori su 10 con contratti a termine, il posto fisso ridotto al ricordo di un sogno lontano.
Dietro a ogni numero c'è una persona. C'è il giovane che non trova occupazione e non riesce a vedere un futuro; ci sono famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e guardano con ansia ai mutui da pagare; c'è l'ultracinquantenne che sa bene di aver perso l'ultimo treno...
Tra tutte le emergenze del momento, quella occupazionale è la più sintomatica: quanto parlano le saracinesche chiuse, la moltiplicazione degli utenti all'Emporio della Solidarietà, i volti spenti di tanti che di mattina attraversano con il capo chino le strade cittadine, discreti e silenziosi nella loro ricerca senza speranza!
E' indispensabile che i rappresentanti dei settori produttivi, della politica, dell'economia e della cultura, si incontrino per affrontare il problema. E' urgente che - abbandonata ogni anacronistica remora - tale lavoro di analisi, ricerca di soluzioni e proposta, sia portato avanti insieme agli stessi settori sloveni: senza una collaborazione "alla base" tra Gorizia con i centri della sua Provincia e Nova Gorica con i paesi delle valli dell'Isonzo e del Vipacco, è impossibile pensare a un futuro. 
Deus ex machina è un  espediente teatrale, non una soluzione sostenibile...
ab

Montifilm: martedì al Kulturni il secondo appuntamento

Alpinismo, arrampicata, avventura ai livelli massimi, sono questi gli ingredienti più saporiti del piatto che verrà servito martedì 12 novembre al Kulturni dom di via I.Brass ai goriziani golosi di montagna.
Questo è il programma della seconda giornata di MontiFilm-Cinema & montagna, la ultraventennale rassegna organizzata dalla sezione di Gorizia del Club Alpino Italiano in collaborazione con l'associazione culturale Monte Analogo di Trieste.
La proiezione serale, dalle 21,00, prevede tre mediometraggi dedicati esclusivamente all'alpinismo e all'arrampicata. THE WAITING GAME , il video d'apertura, racconta della ricerca da èarte di un gruppetto di giovani alpinisti di luoghi e pareti ancora sconosciuti e inesplorati, isolati, dove cercare di essere se stessi senza compromessi e possibilità di contatti e aiuti dall'esterno. Esistono ancora luoghi così sulla terra? Non molti oramai, e bisogna meritarseli.
LA DURA DURA presenta, compressi in 28 minuti, i migliori arrampicatori e arrampicatrici oggi al mondo, Chris Sharma e Adam Ondra, Sasha Di Giulian e Daila Ojeda. Gli uni alle prese con i tentativi per essere il primo al mondo a salire una via di difficoltà 9b+. Le altre, nello stesso luogo, alzano a ripetizione gli standard delle difficoltà femminili con salite da brivido.
PETZL ROC TRIP CHINA ci porta in luoghi inconsueti e nuovi per l'arrampicata: nella valle di Gétû in Cina. Per la prima volta, nell'ottobre del 2011, la grande arrampicata approda in Cina con una manifestazione che riunisce dilettanti e professionisti sulle stesse pareti, tutti alle prese con gli oltre 250 tiri che sono stati attrezzati per l'occasione. Vie estreme ma anche itinerari adatti ai non professionisti su magnifico calcare in paesaggi fantastici e spettacolari.
Il programma pomeridiano, dalle 17,30, prevede altri tre video.
In GUARDIANO DI STELLE il grande alpinista, fotografo e scrittore Oreste Forno si mette a nudo raccontando la sua enorme passione per la montagna che ne ha condizionato la vita portandolo dalle cime più alte del pianeta, anche attraverso drammi e rischi mortali, fino all'isolamento di una valle nascosta dove lavora come guardiano presso un impianto idroelettrico.
Il disagio mentale affrontato in un contesto montano. È questo il tema di VOCI DAL LAGORAI, un percorso fisico ma anche terapeutico, un trekking di utenti, familiari, volontari e operatori del Servizio di Salute Mentale  di Trento attraverso la catena del Lagorai. Quando la montagna non è solo impresa, sport o spensierata vacanza ma assume anche un valore e una funzione sociale.
A chiudere le proiezioni pomeridiane sarà il video di produzione regionale che è stato premiato al concorso "Alpi Giulie Cinema" 2013 di Trieste con il riconoscimento assegnato alla miglior sceneggiatura intitolato a Luigi Medeot, scomparso direttore del trimestrale "Alpinismo goriziano" e Accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna (GISM). VIE DI PACE è una riflessione, attraverso filmati e immagini d'epoca ma anche ricostruzioni con figuranti, della Prima Guerra Mondiale combattuta in montagna, in particolare sulle Alpi Giulie. La figura di Julius Kugy, il poeta delle Giulie, ha una parte preponderante nella sua veste di referente alpino nell'esercito austro-ungarico, ma vi compaiono anche personaggi meno noti al grande pubblico come Vladimir Dougan e Osvaldo Pesamosca che, pur in campi opposti, contribuirono con le loro conoscenze alpinistiche a limitare notevolmente le perdite umane su un fronte dove più delle armi era la natura a provocare vittime.

domenica 10 novembre 2013

Quiz goriziano: porte, stemmi, monti


Un po' di respiro fra tante discussioni. Nevio Costanzo propone un bel quiz goriziano:
1. dove si trovano i due portali immortalati dalle fotografie?
2. chi e cosa rappresentano gli stemmi sovrastanti?
Coloro che risponderanno esattamente alla prima domanda riceveranno in premio un bel "bravo!"
Chi suggerirà la seconda risposta, meriterà anche un "grazie".
Buona ricerca...

Immigrazione: qualche osservazione

Solo qualche osservazione in merito ai commenti relativi ai post sul Cie di Gradisca.
1. A chi dice che non servono parole ma fatti replico che non esistono azioni che non siano precedentemente decise attraverso il confronto: è lo spazio del dibattito politico l'ambito nel quale si cercano e si decidono le soluzioni. Mi si spieghi altrimenti cosa significa e come si fa ad agire senza prima parlare...
2. A chi chiede soluzioni e non contestazioni si rinvia a migliaia di proposte alternative, alcune presenti anche su questo blog, ma presentate da chi scrive e da tanti altri molte volte negli ultimi vent'anni. Schematicamente (le argomentazioni sono presenti in miriadi di testi scientifici, chi propone politiche alternative alla repressione non è un ingenuo in-cosciente):
a) prendere atto che l'immigrazione è un fenomeno irreversibile, radicato nello spaventoso dislivello esistente fra Paesi ricchi e Paesi poveri oltre che nello stato di guerra, di persecuzione e di ingiustizia che caratterizza molte Nazioni. Ma è un fenomeno inarrestabile anche perché gestito dalle mafie internazionali che hanno una potenza militare ed economica contro la quale nessuno Stato oggi è in grado di procedere (fonte Onu, settore riguardante i flussi migratori internazionali). Ed è fenomeno non risolvibile con le politiche (di centro sinistra e centro destra) finora attuate, perché nessun Paese di emigrazione ha alcun interesse a siglare accordi per rimpatriare coloro che se ne sono andati...
b) Realisticamente allora i casi sono due: o si cerca di fermare gli arrivi "cannoneggiando", come diceva un esponente politico italiano qualche anno fa e come sembra propongano i commentatori dei miei post non offrendo alcuna altra alternativa alla soluzione dei problemi che essi stessi pongono. Oppure si percorre una strada di accoglienza, adeguando (come già accaduto in molti altri Paesi europei) le politiche della casa e del lavoro, anche cercando - per quanto possible - di controllare i flussi gestendoli direttamente. Ovviamente ciò presupporrebbe due condizioni "sine qua non": la prima che ci sia un reale tavolo di trattativa internazionale; la seconda che si proceda a una diffusione più equa e "capillarizzata" della presenza di stranieri. Ciò renderebbe più semplice l'integrazione ed eviterebbe la creazione dei veri e propri ghetti che si sono creati in questi anni nelle periferie e nei centri storici delle grandi città.
3. Il dibattito su questo blog è aperto: respingo al mittente la sottile ironia di chi dice che non sono tollerati i commenti diversi da quelli proposti nei post. Ogni commentatore esprime le sue idee e non può aspettarsi che tutti gli altri commenti gli diano ragione. Nessuno, da quando il blog funziona, è stato mai censurato. Anche perché secondo me i dibattiti non hanno mai travalicato il confine dell'ingiuria e della diffamazione, ma si sono limitati al confronto tra idee, spesso alquanto differenti.
4. A me i brividi sono venuti nelle frequenti visite che ho potuto effettuare nel Cie di Gradisca, prima e dopo la sua apertura. E pur frequentando da decenni la problematica, ho sentito come un vero e proprio esame di coscienza la parola del Vescovo di Roma Francesco a Lampedusa, nella chiarissima omelia che invito tutti a rileggere e che per questo propongo alla fine del post. Anche lui -come dice Dario nel suo peraltro equilibrato e interessante intervento - un Savonarola che ostacola il dialogo? Anche lui - come sostengono numerosi commenti - un ipocrita che solo parla e non propone soluzioni? Anche lui non si rende conto dei macelli che gli immigrati compiono nei confronti degli agnellini europei?
Leggete, leggete...
http://www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130708_omelia-lampedusa_it.html
Andrea Bellavite

sabato 9 novembre 2013

Dario Stasi: sui Cie dialogo, non sermoni alla Savonarola...

Un grosso problema il Cie di Gradisca. Giudico positivamente le ultime vicende, i parlamentari intervenuti e la chiusura del centro. Ma ho seguito con stupore (volevo dire con raccapriccio, poi mi sono trattenuto) gli ultimi interventi sul blog del Forum riguardanti questa famigerata struttura di detenzione. Tutto parte da un intervento di Andrea Bellavite del 1 novembre. Poi a seguire una pazzesca sequela di interventi, post o come cavolo si chiamano, una cinquantina, di anonimi contro o a favore di Anna V., nei quali vien detto tutto e il contrario di tutto. A tal punto che uno di questi anonimi si chiede: “Ma questo flusso incontrollato proprio nel blog del forum si doveva dirigere?”. In effetti quello non è stato un bell’esempio di dialogo, di confronto di opinioni. E non mi riferisco tanto all’abuso dell’anonimato, che è comunque una prassi che non condivido, ma all’insistenza, ai toni, ai modi di affrontare un tema come quello del Cie e in generale degli immigrati. Che è un grosso problema politico, sociale e culturale per il quale il Parlamento deve proporre le soluzioni migliori possibili. Come hanno fatto i l senatore Manconi e l’on Pellegrino eletti dalla sinistra in Parlamento. Non è che con ciò delego le istituzioni ad affrontare il problema e mi lavo le mani. E, comunque, non è qui il momento di entrare nel merito delle tante questioni che quel problema pone. Voglio solo dire che c’è modo e modo. Ora Bellavite conclude il suo intervento del 1 novembre in questo modo : “Un giorno probabilmente ci sarà chi si chiederà "dove eravamo" mentre decine di migliaia di nostri simili morivano nel deserto del Sahara e nel Mediterraneo; mentre quelli che riuscivano a sopravvivere venivano costretti tra i ferri in attesa di essere rimpatriati; mentre continuavamo a transitare tranquilli presso le alte mura innalzate davanti all'ex caserma Polonio, facendo finta di non vedere. Probabilmente quel giorno diremo che "non ci potevamo far niente", ma questa risposta non darà pace alla nostra coscienza”. Una “ visione” terrificante, sembra un sermone del Savonarola. Secondo me, uno che legge queste cose, e magari è un conservatore (e non necessariamente un “fascio”) o non è culturalmente attrezzato, sentendosi forzosamente trascinato a espiare una futura colpa che sente semplicemente non sua e che per giunta potrebbe tormentarlo per tutta la vita e anche per l’eternità in qualche girone infernale, può andare fuori di testa e scrivere una cazzata dopo l’altra. Ma questo non produce dialogo. Caro Andrea, con quelle tue ultime parole, hai messo i brividi anche a me.  
Dario Stasi

venerdì 8 novembre 2013

Ascensori al castello: eppur si muove!


Dopo tanto tempo, sulla collina del Castello di Gorizia, qualcosa si muove.
Gli ascensori si sono rimessi in movimento e il cemento ha ripreso a colare: la corsia sulla quale dovrebbero essere posizionati i binari sembra in avanzato stato di preparazione e si nota una certa agitazione nella zona dove dovrebbe essere realizzata la stazione a valle, dietro l'ingresso della Mediateca.
Non è dato sapere come sia stato risolto il "problema" del muretto medievale: scoperta davvero imprevedibile, nel più importante ambito archeologico della Città? E ovviamente rimangono aperte tutte le domande sulla possibilità di arrivare alla fine dei lavori, sui costi di gestione, sulle proiezioni costi/benefici.
Secondo le previsioni iniziali, il primo convoglio avrebbe dovuto arrampicarsi lungo l'erta intorno al 15 aprile 2012. In realtà, il diretto Piazza Vittoria - Castello (attenzione, non Borgo Castello che resterà off limits a chi non è molto in forma, gli altri continueranno a raggiungerlo tranquillamente anche a piedi) viaggia con un anno e mezzo di ritardo. E i ritardi, come ben si sa, costano tanto alla collettività. Soprattutto se previsti o prevedibili...
ab

Gherghetta: evviva lo Shopping, abbasso la Tiare...

Forse un errore di stampa?
E' proprio lui che ritiene Tiare Shopping di Villesse, "un'immensa opportunità" che consentirà ai 5 milioni (sic!) di clienti annuali di riversarsi in massa sul territorio per conoscerlo, amarlo ed apprezzarlo? Di affollare i siti turistici e storici, di riempire i ristoranti e le enoteche, di comperare a man bassa nei negozietti cittadini e paesani "di alta qualità" oppure nel nuovo centro commerciale che si dovrebbe costruire proprio nel cuore di Gorizia?  Sì, Gorizia, questa città di nuovo attraente grazie all'attuale amministrazione Romoli che "ha contribuito" in modo determinante ad "abbellirne l'arredamento urbano"...
Non è un errore di stampa, è proprio lui, il Presidente della Provincia... Gherghetta, uno che "dovrebbe dire qualcosa di sinistra"!
Gli affari sono affari e così si capisce meglio come lo Shopping abbia prevalso sulla Tiare...
ab

Cerje, dare tempo al tempo...

Un po' impietoso il giudizio che oggi sul Piccolo Lucio Fabi, tra i maggiori esperti in materia, presenta intorno al nuovo Museo di Cerje, già oggetto di un più simpatetico intervento ospitato recentemente su questo blog.
Alla sua riflessione, allo stato attuale delle cose sicuramente condivisibile, occorre aggiungere qualche nota, offerta dalla descrizione e dalle spiegazioni gentilmente offerte dal personale di custodia: il cielo stellato, volta della prima stanza, non è un generico arredamento, ma l'esatta posizione delle stelle nel primo minuto dell'indipendenza della Slovenia; il documento illuminato al centro della sala è la foto-riproduzione di un tratto dei Brižinski Spominiki, le prime parole scritte della lingua slovena. 
L'allestimento è del tutto provvisorio, la vera "montagna" è l'apertura della grande torre, dopo tanto tempo e tante difficoltà: due sale sono ancora vuote e quelle già in esercizio offrono il  minimo materiale richiesto per avviare un sito che sarà in un prossimo futuro arricchito sia dal punto di vista informatico che da quello dell'esposizione dei reperti. Saranno inoltre valorizzati - e ri-valorizzati - i dintorni che letteralmente "sanguinano storia". 
Forse è il caso di lasciare qualche mese di assestamento agli storici e agli appassionati chiamati a rendere la località uno dei più importanti punti di riferimento nelle prossime celebrazioni del Centenario.
Andrea Bellavite

mercoledì 6 novembre 2013

Gradisca: Chiuso il Cie, mai più Cie...

Il Cie di Gradisca d'Isonzo da stasera è chiuso. Una triste fine per un'impresa sbagliata, fin dalla sua ideazione, . E' un momento di provvisoria speranza per tutti coloro che ritengono un'ingiustizia detenere tra le sbarre per un anno e mezzo delle persone, solo al fine di identificarle ed eventualmente procedere ad espulsione. Speranza provvisoria, perché i reclusi sono stati solo trasferiti in altre simili strutture e perché l'obiettivo dello svuotamento sembra essere la ristrutturazione. Ma pur sempre speranza, perché si auspica che la politica affronti il problema, cancelli la Bossi-Fini e con essa gli odiosi Centri di Identificazione ed Espulsione. E si interroghi su un modo nuovo di affrontare la questione dell'immigrazione - che solo gli ipocriti e gli ignoranti (participio presente di ignorare) pensano sia possibile risolvere con l'uso della forza - rispettando la dignità di ogni persona e garantendo a tutti - compresi gli immigrati - sicurezza e integrazione.
ab

martedì 5 novembre 2013

Gorizia città della storia, città del novecento


In occasione dell'uscita del numero 100 di Isonzo Soča, attualmente in edicola, la redazione del giornale di frontiera organizza un incontro pubblico per giovedì 7 novembre alle ore 17.30 nella sala conferenze della Fondazione Carigo di Gorizia in via Carducci.

L'incontro ruoterà sul tema "GORIZIA, CITTÀ DELLA STORIA, CITTÀ DEL NOVECENTO".

Aprirà gli interventi Boris Peric, presidente di Transmedia ed editore di Isonzo Soča, che ripercorrerà i momenti salienti dei 25 anni di avventura giornalistica del periodico goriziano bilingue. Successivamente il direttore Dario Stasi spiegherà i contenuti e gli obiettivi del "Museo diffuso del Novecento", un progetto in via di realizzazione con la partecipazione del Comune di Gorizia, della Provincia di Gorizia e del Comune di Nova Gorica. Verrà inoltre proiettato un breve filmato realizzato da Nevio Costanzo dal titolo "Un paesaggio ritrovato" e, a seguire, alcune foto per il "Museo" realizzate da Agostino Colla e Marko Vogric. Infine il giovane storico Riccardo Cecovini illustrerà la storia e le caratteristiche dell'antica via "Gemina" che attraversava questo territorio al tempo dell'impero romano, praticamente con lo stesso percorso dell'attuale autostrada (il ponte sull'Isonzo della Mainizza distava cento metri dall'attuale ponte autostradale). A questo proposito si ricorda la proposta di Isonzo Soča di chiamare con il nome di autostrada "Gemina" (nome ufficioso, come sono ufficiosi i nomi di autostrada "Serenissima", autostrada "dei Fiori", ecc.) il tratto autostradale da Villesse a Lubiana, proposta già fatta propria anche dal sindaco Ettore Romoli. Il "battesimo" dovrebbe aver luogo durante la prossima inaugurazione del raccordo autostradale e della rotonda di Sant'Andrea.

lunedì 4 novembre 2013

La deputata Pellegrino oggi al Cie: "inagibile nella sua interezza..."

In relazione alla difficile situazione, aggravata negli ultimi giorni, la parlamentare Serena Pellegrino  si è recata oggi al CIE di Gradisca d’Isonzo.  
Al termine del sopralluogo, con una breve dichiarazione ha anticipato la presentazione al Ministro dell’Interno, nei prossimi giorni,  di un’interpellanza  urgente, che si affiancherà  all’analoga iniziativa con cui il sen. Luigi Manconi  ha descritto la situazione al Centro dopo i disordini e gli incendi delle scorse notti, sollecitando per l’ennesima volta la chiusura.
 “ Ho voluto entrare al CIE di Gradisca per verificare di persona il contesto in cui si trovano gli immigrati. Non servono le mie competenze tecniche di architetto per affermare che la struttura va chiusa, è inagibile nella sua interezza visto che  le stanze si trovano in assoluto stato di degrado e che le persone sono trattenute in condizioni igienico sanitarie indescrivibili . Nelle prossime ore intendo verificare concretamente questa vergognosa situazione”.
Pellegrino ha proseguito: “ Il mio intervento politico è una domanda di evidente gravità:  chi si assume la responsabilità del fatto che il CIE di Gradisca è rimasto comunque operativo, nonostante le ripetute specifiche denunce e le richieste di chiusura, e nonostante il Ministro dell’interno abbia formalmente riconosciuto che il meccanismo nel suo complesso vada rivisto e che in tutti i CIE le modalità di gestione debbano assicurare alle persone il rispetto della dignità umana e garantire normali  condizioni igienico sanitarie?”
“Mi è stato riferito  - ha concluso Pellegrino -  che dopo i disordini di questi giorni si sono succedute con significativa rapidità le espulsioni  dall’Italia e lo spostamento di  diverse persone in altri Cie italiani. Ritengo che questo processo  possa proseguire -  scongiurando l’accadere di  nuovi incidenti e di ulteriori manifestazioni  dell’esasperazione  dei trattenuti   e affrettare così i tempi necessari per la chiusura definitiva del Centro."

Sui sentieri della guerra, al monumento per la pace di Cerje...

Il 4 novembre porta il ricordo della fine della Prima Guerra Mondiale e offre i più bei colori dell'autunno. Un percorso da non perdere, in particolare nelle prossime settimane, è quello che consente di raggiungere il grande Monumento - Museo di Cerje, recentemente inaugurato e aperto al pubblico. Dalla città di Gorizia si può facilmente arrivare con l'automobile, ma anche - meglio! - con la bicicletta, risalendo da Miren (Merna) verso Opatje Selo: due chilometri di tornanti e sulla sinistra si vede un parcheggio. Chi ha gambe e tempo può procedere a piedi e seguendo le ottime indicazioni storico-naturalistiche può letteralmente immergersi nelle malinconiche "reliquie" della "grande guerra"; ma si può andare avanti anche con l'auto o la bici, lungo una ben tenuta strada non asfaltata che giunge fino al manufatto. Il Museo è molto bello e il personale che lo custodisce (meglio verificare orari e disponibilità) è assai gentile: al pian terreno la volta riproduce la posizione delle stelle, nell'istante del passaggio dal 25 al 26 giugno 1991, data dell'indipendenza della Slovenia. Al centro della sala, la copia di una pagina dei Brižinski Spominiki, i più antichi manoscritti in lingua slovena. Al primo piano, tra suggestive immagini relative ai combattimenti nella zona, è data la possibilità di assistere a un documentario in diverse lingue che consente di pensare al grado di sofferenza patita dal popolo sloveno tra il 1914 e il 1918. Al secondo piano, una mostra fotografica sull'andamento del fronte; dal terzo e dall'ultimo - ancora in via di allestimento - ci si può godere una vista impareggiabile che spazia da Trieste a Monfalcone, dalla Pianura Friulana alle Alpi Giulie, dal Triglav alla conca goriziana e ai paesi della Valle del Vipacco. Un bel sentiero consente di proseguire oltre il monumento e percorrere tutta la lunga dorsale del Fajt (Faiti): ma questo è un altro discorso, da riproporre in primavera...
ab

sabato 2 novembre 2013

La montagna solidale: martedì 5, al Kulturni Dom, inizia Montifilm

Si riceve e si pubblica con piacere, invitando i nostri venticinque lettori a dare un'occhiata all'agenda...

Si apre all'insegna della solidarietà la 22esima edizione di MontiFilm-Cinema & montagna, la rassegna cinematografica dedicata all'alpinismo, all'esplorazione, all'avventura organizzata dalla sezione goriziana del Club Alpino Italiano (CAI) in collaborazione con l'associazione culturale Monte Analogo di Trieste.
Sullo schermo del Kulturni dom di via I. Brass alle ore 21.00 di martedì 5 novembre verranno proiettati due film che hanno come fine la divulgazione e la consapevolezza dell'importanza della donazione degli organi. La serata è stata organizzata in collaborazione con la zona territoriale di Gorizia di ADMO, l' associazione dei donatori di midollo osseo.
"Il turno di notte lo fanno le stelle", il primo dei due film in programma, è un corto di 23 minuti tratto da un racconto di Erri De Luca che vi compare anche in veste d'attore al fianco degli interpreti principali Nastassja Kinski, Julian Sands, Enrico Lo Verso. Un uomo e una donna scalano una parete nelle Dolomiti. Si sono conosciuti in un reparto di terapia intensiva, entrambi convalescenti dopo interventi a cuore aperto. Quella scalata è il saldo di una promessa fatta in quelle stanze d'ospedale,  un ringraziamento a chi ha donato il cuore nuovo e l'inizio di una vita che riparte.
"Conversazioni all'aria aperta", il secondo film in programma, è un documentario girato durante la lavorazione de "Il turno di notte…". Non si tratta però solamente di un back stage ma raccoglie anche una serie di interviste e riflessioni sul tema del dono "da vita a vita". A parlare sono gli interpreti del film ma anche alpinisti e climber noti, Nives Meroi, Romano Benet, Pietro Dal Prà, e sconosciuti, tutti però accomunati dal fatto di essere donatori di midollo osseo o di aver usufruito del trapianto o di essere in attesa di un trapianto. Proprio per iniziativa di Pietro Dal Prà si è costituita l'associazione Climb for Life che vede la partecipazione dei top climber mondiali uniti per la sensibilizzazione al dono di midollo osseo nell'ambiente dell'arrampicata e dell'alpinismo.


La prima giornata di MontiFilm avrà un'anteprima alle ore 17.30. Sono in programma altri due film che hanno come comune argomento il rifugio alpino. In uno visto come struttura tradizionale di incontro, ricovero, assistenza di alpinisti. Nell'altro vengono affrontati i problemi dell'evoluzione anche dal punto di vista architettonico o strutturale dei rifugi alpini in rapporto alle nuove forme di frequentazione della montagna e alle esigenze di vecchi e nuovi utenti.

venerdì 1 novembre 2013

Il Cie interpella le coscienze: che fare?

Nuovi grandi disagi all'interno del Cie di Gradisca. La cronaca di questi giorni riporta la nuova fase della situazione nel "Centro": gli incendi hanno portato alla chiusura di ampi spazi della struttura e alla concentrazione delle persone recluse in spazi ancor più esigui dei precedenti. E c'è ancora chi sostiene che queste strutture sono necessarie, anche se - si ammette - dovrebbero essere "umanizzate". Ciò significa che perfino gli esponenti politici del centro destra ammettono che il trattamento degli immigrati reclusi è stato finora disumanizzante. In realtà si tratta di esseri umani rinchiusi senza dover scontare la pena di alcun reato, per tempi sempre più lunghi - fino a 18 mesi! - in vere e proprie grandi gabbie che dovrebbero impedire qualsiasi forma di autonomia in attesa di una sempre difficile identificazione ed espulsione. Un giorno probabilmente ci sarà chi si chiederà "dove eravamo" mentre decine di migliaia di nostri simili morivano nel deserto del Sahara e nel Mediterraneo; mentre quelli che riuscivano a sopravvivere venivano costretti tra i ferri in attesa di essere rimpatriati; mentre continuavamo a transitare tranquilli presso le alte mura innalzate davanti all'ex caserma Polonio, facendo finta di non vedere. Probabilmente quel giorno diremo che "non ci potevamo far niente", ma questa risposta non darà pace alla nostra coscienza.
ab

Al Forum l'esperienza del cibo vegan

Andràs Csàszàr e Marco Tricarico (nella foto) hanno offerto mercoledì al Forum per Gorizia una straordinaria serata di cultura e di gusto. Insieme a Federico Pellegatti, Presidente dell'associazione Veganima, hanno presentato i principi etici e le motivazioni ideali che li hanno spinti ad abbracciare una cultura contraria alla violenza e allo sfruttamento degli animali. La loro proposta è stata seguita da un pubblico attento e numeroso, che ha interloquito con i relatori per comprendere meglio il senso di una scelta indubbiamente significativa e controcorrente. I due amici non si sono limitati a "spiegare", hanno anche presentato tre gustose ricette "vegane" e preparato un gustoso e abbondante rinfresco. Tutti i presenti sono tornati a casa con molti spunti su cui riflettere: un altro passo del Forum lungo la strada di una più profonda conoscenza della grande ricchezza culturale ed umana che caratterizza la vita della città.