lunedì 30 settembre 2013

La torre di Pisa...

Suscita meraviglia che ci si meravigli. Il Governo è come la torre di Pisa (immagine omaggio al suo Presidente), che pende che pende e mai non vien giù. Solo che, a differenza del celebre campanile, non può sperare nel poderoso intervento umano che alla fine del secolo scorso ne ha arrestato l'inclinazione ed evitato la caduta. Fin dal primo giorno si sapeva che le sorti politiche del pur volonteroso Letta erano legate agli umori e ai destini del satrapo arcoretano: c'è stato un solo provvedimento che non sia stato esplicitamente approvato dal manovratore neanche tanto occulto? Un Governo espressione del contrario di quanto hanno voluto i (pochi) italiani che sono andati a votare, in forza di una legge elettorale presto al vaglio di legittimità della Corte Costituzionale, voluto da un Presidente dell Repubblica rieletto sulla soglia dei 90 anni per mancanza di accordo politico parlamentare... Si poteva pensare che durasse in eterno?
A proposito 1: cosa accadrebbe se (come possibile e probabile) la Corte Costituzionale dichiarasse incostituzionale il "porcellum"? Gli ultimi due Parlamenti risulterebbero eletti in forza di una Legge in-costituzionale; quello attuale verrebbe riconosciuto in-costituzionale e dovrebbe essere sciolto da un Presidente a sua volta eletto dallo stesso Parlamento in-costituzionale... Un bell'inghippo, per usare un eufemismo.
A proposito 2: per chi fosse troppo rattristato per la (possibile e probabile) fine dell'esperienza Letta junior, una nota suggerita da persona competente. Nel Decreto Legge del 31 agosto 2013, entrato in vigore il 31 agosto 2013, in materia di Imu, fisco e quant'altro, nell'art. 14 (Definizione agevolata in appello dei giudizi di responsabilità amministrativo-contabile) si stabilisce che coloro che sono stati riconosciuti colpevoli di danno finanziario nei confronti dello Stato e ottemperano in tempo utile ad alcune semplici formalità burocratiche, potranno corrispondere allo Stato al massimo il 25% del danno quantificato. Come si suol dire, la legge vale per tutti, anche se è stata sollecitata dalla presunta impossibilità di pagamento da parte dei gestori delle case da gioco: può tirare un sospiro di sollievo anche la nostrana banda di consiglieri regionali utilizzatori di soldi pubblici per comprare computer di famiglia, treni di gomme invernali e romantiche gite in Italia e all'estero...
ab

venerdì 27 settembre 2013

Buon appetito, in tutte le lingue del mondo

Gorizia insolita, in questi giorni di fine settembre. Dalla finestra aperta penetrano invitanti provocazioni ai cinque sensi: la musica contemporanea si confonde con le ballate etniche, gli spiedini arrostiti di recente gareggiano con le verdure grigliate nel diffondere fragranze d'occidente e d'oriente, le mille voci dei passanti sembrano attutite dalla sensazione del gusto di frontiera, i venditori multicolori tastano delicatamente le pietanze e le pesano con il cipiglio dell'investigatore esperto, la folla ondeggia tra le bancarelle colorate, attratte da una forma di formaggio, dalle caramelle assortite, da una (povera!) porchetta infilzata da un poco poetico girarrosto, dalle balcaniche pleskavice. Per qualche giorno il buon cibo e le gustose bevande consentono di dimenticare - almeno per qualche istante - le tristezze del presente: solo i prezzi troppo alti (non ovunque...) ricordano che non ci si può permettere ogni lusso e le conversazioni casuali finiscono sempre per ricondurre alle preoccupazioni per un difficile futuro. Per una volta le polemiche possono essere lasciate fuori e ci si può lasciare condurre dalla semplice sensazione di vivere in un mondo che potrebbe essere molto migliore di quello che è: immersi in una folla che per una volta altro non cerca che qualche effimero sprazzo di succulenta allegria. Un doveroso pensiero a tutti coloro che hanno lavorato e lavorano per organizzare tutto ciò e un convinto "a tutti, buon appetito!".

Poveri consiglieri regionali...

I consiglieri regionali pentastelluti, che hanno presentato alla stampa la loro pingue busta paga, sono stati accusati di demagogia e di benaltrismo da un autorevole assessore regionale. La sua stizza ha suscitato il desiderio di capirci qualcosa di più...
E' vero, dal punto di vista oggettivo ci sono altri problemi più gravi di questo, ma la presa in giro dei cittadini è abbastanza evidente: ci si riferisce alla Legge Regionale 9 agosto 2013, n.10 sul trattamento economico dei consiglieri e assessori regionali nonché sul funzionamento dei gruppi consiliari.
Per quanto riguarda il primo aspetto - i soldi "guadagnati" - l'osservazione più interessante è che a fronte di uno sbandierato abbassamento dell'indennità mensile di presenza, si riconosce a ogni consigliere un rimborso forfettario "fino a euro 3600" per l'esercizio di una non meglio precisata "attività politica". Da notare che la natura di tale emolumento è tale da non prevedere né l'intervento dell'erario né la necessità di rendicontazione: ovvero, per fare un po' di conti in tasca, l'indennità di presenza ammonta a euro 6300 mensili lordi (art. 2 comma a) ai quali devono essere aggiunti fino a ulteriori 3600 da intendere come "rimborso vitto e esercizio automezzo per 21 giorni mensili lavorativi" e quindi non tassabili e non controllabili (art.18, comma b); ai consiglieri presidenti o segretari di Commissione viene corrisposta un'ulteriore mandola pari rispettivamente al 40 e 30% dell'indennità di carica del presidente del Consiglio (cioè circa altri 3-4000 euro lordi da sommare ai precedenti). Insomma, se un "povero" consigliere semplice può arrivare ad intascare ogni mese dai 5000 ai 7000 euro (netti), con qualche responsabilità in più si arriva fino ai fatidici 10.000. Mica male, senza pagare autostrada e molto altro... E' vero, prima era peggio (l'indennità per i consiglieri oltrepassava i 10mila lordi, anche se tutti giuravano il contrario), ma con i tempi che corrono questa è proprio una magra consolazione.
Ma la questione del finanziamento ai gruppi consiliari è ancora più interessante. Ricordate la giustificazione che i consiglieri regionali "pizzicati" dalla Corte dei Conti accampavano per giustificare le spese pazze rese possibili dai soldi pubblici dei rimborsi elettorali? "Non è giusto interferire con la vita dei gruppi, in quanto sono associazioni private"... Ebbene, ora quella patetica scusa è diventata legge: art. 4, num.2: "Ai fini dello svolgimento di attività diverse da quelle relative (all'Assemblea legislativa), i gruppi consiliari sono formazioni associative di consiglieri regionali e pertanto tali attività sono svolte in regime privatistico, anche secondo quanto previsto dalla presente legge". Ecco, i successori dei predecessori hanno risolto il problema. O no?
Andrea Bellavite

giovedì 26 settembre 2013

Su la testa! Coinvolgente incontro sulla scuola ieri sera al Forum...



Il mondo della scuola è stato il protagonista della serata organizzata dal Forum per Gorizia e coordinamento degli insegnanti SULATESTA! Per oggi solo una breve cronaca. L'occasione è stata una riflessione sui sistemi di valutazione degli insegnanti, analizzati attraverso la competente energia di Leonardo Milocco e Alessio Sokol, coordinati da Anna Di Gianantonio; i temi tutti da riprendere, uno ad uno, soprattutto il legame tra il concetto di "valutazione" come elemento chiave per una comprensione del significato attribuito alla Scuola nell'ambito dell'attuale fase del capitalismo mondiale. Il valore aggiunto è stata la testimonianza di due studenti che hanno letto la bella lettera con la quale spiegavano le ragioni del loro "no" alla partecipazione ai test INVALSI e hanno poi dimostrato di essere stati per questo sanzionati con l'abbassamento del voto di condotta. Una decisione incredibile che invece di valorizzare lo spirito critico e la capacità di ragionamento, penalizza e mortifica i ragazzi e le loro iniziative. Situazione incresciosa, da esaminare e riproporre all'attenzione di tutti.

lunedì 23 settembre 2013

Dove va la scuola italiana? Un dibattito sui sistemi europei di valutazione

Nonostante molti si siano accorti che la scuola non può funzionare come un'azienda, che i processi di apprendimento sono complessi e risentono dell'ambiente culturale dello studente, permane e diventa  legge la pratica di testare le competenze con i test Invalsi, criticati da pedagogisti, insegnanti e studenti. Il Forum nel riprendere la sua riflessione sulla scuola rilancia il tema della credibilità didattica della “misurazione” delle competenze, delle ingiustizie che i test approfondiscono nell'assegnazione delle scarse risorse pubbliche. 
Per questo è importante essere presenti all'incontro dibattito che si svolgerà Mercoledì 25 settembre, alle ore 18, presso la sede del Forum per Gorizia su "I test Invalsi e i sistemi di valutazione eruopei della scuola". Interverranno Leonardo Milocco e Alessio Sokol. L'iniziativa è promossa in collaborazione con SULATESTA!, coordinamento degli insegnanti isontini.

sabato 21 settembre 2013

La rivoluzione di Francesco: una Chiesa con le porte aperte a tutti che incontra le periferie della storia

Ho letto, con vivo interesse, la lunga intervista rilasciata dal Vescovo di Roma Francesco al direttore della Civiltà Cattolica. Non ci sono novità rispetto alle parole e ai gesti quasi quotidianamente testimoniati da questo grande comunicatore, ma c'è la possibilità di analizzare in modo più critico e sistematico il pensiero e le linee d'azione che caratterizzano l'inizio di un pontificato "rivoluzionario".
Rivoluzionario non per ciò che concerne i dogmi o i regolamenti della Chiesa, non c'è alcun segnale di una prossima concreta ridefinizione delle "regole" riguardanti la liceità dei possedimenti, le questioni riguardanti l'inizio e la fine della vita che fino a poco fa i Vescovi italiani dichiaravano "non negoziabili", l'amore etero ed omosessuale, il celibato dei preti e il sacerdozio femminile - solo per portare qualche esempio.
Rivoluzionario invece per ciò che concerne gli atteggiamenti, e ciò fin dalle prime due parole pronunciate in piazza san Pietro subito dopo l'elezione: se i Papi precedenti hanno iniziato con il classico "Sia lodato Gesù Cristo" ovvero con l'affermazione "urbi et orbi" della "Veritas christiana", Francesco si è presentato con un molto semplice e umano "buona sera", l'augurio che invita l'altro a una relazione simpatica e costruttiva. La Chiesa, dal ratzingeriano medievale baluardo della logica, dell'etica e dell'estetica contro il minaccioso avanzare del pluralismo relativista, diventa il francescano (in tutti i sensi) "ospedale da campo il giorno dopo la battaglia", chiamata a farsi carico e condividere le ferite di un'umanità affranta. "Non si fa l'esame del colesterolo a chi sta per morire di fame", nota Francesco indicando nell'accoglienza, nell'abbraccio solidale e nella relazione fraterna con tutti, ma proprio con tutti gli altri esseri umani in qualunque condizione essi si trovino a vivere, la via maestra dei discepoli del Vangelo; "ci sarà sempre il tempo per riproporre ciò che la Chiesa ha sempre detto..."
Il successo strepitoso di un Papa che entra nelle periferie della contemporaneità, incontra le persone nel carcere e nei centri di identificazione ed espulsione, abbraccia malati nel corpo e nello spirito, telefona a chi ne ha bisogno e interloquisce con il "laico per eccellenza" sulle pagine di Repubblica... evidenzia che le dimissioni di Ratzinger sono state un saggio 25 luglio per la Chiesa e che la gente è scesa in strada per inneggiare alla ritrovata valorizzazione della propria semplice umanità. Pone anche una domanda, come l'atteggiamento di un Papa così affascinante e coinvolgente inciderà sulle gerarchie e sulla "base impegnata" del cattolicesimo, in particolare italiano? L'ovvio "saltare sul carro del vincitore" che caratterizza le dichiarazioni di prelati, giornali e perfino movimenti cattolici stra-vicini al predecessore indica una reale conversione alla novità della relazione che precede l'imposizione della verità oppure è soltanto un modo per circondare Francesco di un affetto apparente, ma sufficiente a disinnescare la sua carica rivoluzionaria?
Il terreno su cui la comunità cattolica, soprattutto italiana, dovrà misurarsi, è quello di una situazione di privilegio e di "centralità" anche economica che mal si concilia con l'invito a "uscire dalle chiese per incontrare le periferie della storia". Anche quella periferia delle periferie - così drammaticamente debole e così fortemente decisiva - che è la Politica. E chissà se un giorno a chi l'aveva intuito molto tempo prima sarà riconosciuta almeno l'intelligenza della profezia?
Andrea Bellavite

Cari lettori, è nata l'Associazione Amici della Bici di Gorizia! Una bella lettera di Nevio Costanzo

Cari lettori,
con questo post vi informo che è nata l’Associazione Amici della Bici di Gorizia. 
Un’altra associazione, direte voi, tra le molte che ci sono a Gorizia. È sempre un buon segnale, a mio parere. Se nasce un’associazione vuol dire che c’è la necessità di alcune persone di spendere un po’ del loro tempo libero per dedicarsi ad una passione condivisa o di fare “massa” su alcune problematiche che sono state disattese per molto tempo o considerate poco dagli Amministratori. Ed è questo il motivo.
Gorizia ha beneficiato per molto tempo del carburante a prezzi molto più bassi di altrove, senza voler capire che fare quattro passi, o andare in bici, anche per andare a prendere un giornale o un bicchiere di vino fa bene alla salute. Eravamo diventati pigri. Non posso negare che l’auto, facilita gli spostamenti perché i mezzi pubblici (intesi come autobus) non possono coprire capillarmente tutta la città e/o hanno orari non compatibili con le esigenze di ognuno di noi.
Eppure c’è qualcosa che non si comprende: si usa la “macchina” per andare a fare “shopping”, cosa che si potrebbe fare senza fatica andando a piedi o in bicicletta, ma quando si va ai mega centri commerciali con gli enormi parcheggi e non sempre lo stallo libero è lì, davanti all’ingresso, si cammina molto, ma molto di più....
La città, quindi, era  stata strutturata nella sua viabilità che la “macchina” era/è il mezzo di trasporto principale, se non unico. Osservate la cosiddetta “Porta d’Italia”: costruita come se lì ci fosse la campagna aperta.  È periferia, ma pur sempre città, con tutte le necessità che comporta un’arteria cittadina, in primis i marciapiedi. Figurarsi le ciclabili!
Gorizia non ha grandi dislivelli, se si esclude la salita al Castello (Viale d’Annunzio), ha tutte le credenziali per essere percorsa in bici.  Stazione ferroviaria   - centro città massimo 8 minuti abbondanti. (Anche in macchina compreso il tempo del parcheggio?). Ma andare in bici è pericoloso, troppe macchine. Un circolo vizioso.
Eppure qualcosa sta cambiando. Ci sono molti più ciclisti rispetta ad alcuni anni fa. Forse molti di loro sono universitari e la bici è il loro mezzo di trasporto d’eccellenza (vedasi a proposito lo sterminato numero di bici di fronte alla stazione ferroviaria di Padova). Ma forse molti sono anche goriziani che hanno compreso che andare al lavoro è più comodo andare in bici, che una parte della spesa la si può fare anche usando la bici (ci sono in commercio molti tipi di borse da agganciare al telaio della bici). È più salutare sia per il fisico che il  portafoglio.
Come indicato prima, c’è ancora poca sensibilità per la bici. Fino a poco tempo fa la ciclabile veniva considerata come uno spazio circoscritto per sgranchirsi le gambe, senza alcun collegamento tra le poche ciclabili realizzate. La bici, invece, deve essere considerata come un mezzo di trasporto salutare, ecologico ed economico con i propri spazi riservati.  C’è la crisi, non ci sono tanti denari, per cui le ciclabili in sede propria solo dove è veramente necessario salvaguardare il ciclista, come invia III Armata. Si possono anche prendere altre misure, poco costose, come  le zone 30 Km/h; il permesso di andare contromano, come prevede anche il Codice della Strada (es.: via Mameli, via dei Rabatta).
Quindi c’è molto da recuperare e uno scopo dell’Associazione, sarebbe quello di poter collaborare come portatrice di interessi (oggi si direbbe “stakeholder”) degli utenti deboli della strada, quali pedoni e ciclisti, verso le Amministrazioni locali per dare idee (gratuitamente) sulla mobilità ciclistica. Ad esempio alcuni tratti sono da ristrutturare (come via brigata Re) ed anche da ripristinare o ripensare (v.le XX Settembre). Non si può negare quanto  è stato  fatto e si sta realizzando, come nelle foto. 


Via Diaz


via Gregorcic


progetto Croctal via Giustiniani/valico del Rafut

Un altro esempio? I portabici, quelli a spirale: rovinano le ruote, poiché basta un’urto sulla bici per storcerle. Una struttura ad archetto, più o meno come quelli di protezione sui cordoli del marciapiedi, sono molto più funzionali.
L’Associazione non vuole dialogare solo con le Amministrazioni, ma anche con i ciclisti per un corretto uso della bici. Perché rischiare di andare in giro senza luci? Perché non usare i pochi percorsi ciclabili esistenti? 
Per informazioni: fiabgorizia@gmail.com
Nevio Costanzo

Promosse le "impressioni di settembre"

Promosse le impressioni di settembre: l'associazione Gorizia e tua insieme al Kulturni Dom hanno fatto centro, portando ieri sera nel bellissimo scenario di Piazza Vittoria centinaia di cittadini che hanno potuto ascoltare, vedere, gustare la straordinaria ricchezza della Cultura goriziana. Assistiti da una straordinaria organizzazione tecnica, gruppi musicali, pittori e scultori, letterati e attori, opinionisti e comici, si sono alternati sotto la guida degli ottimi presentatori Giuliano Almerigogna e Carolina Černic. Il desiderio di far sentire la propria voce è stato talmente forte da portare a qualche "sforamento" dei tempi previsti e a un prolungamento forse eccessivo della serata: è un piccolo appunto che vuole valorizzare ancor di più la quantità e la qualità di produzione artistica di cui evidentemente è capace la città di Gorizia. Non sono mancate le riflessioni, in particolare di Rosi Tucci, Vincenzo Compagnone, Igor Komel e Giuseppe Longo, che ha richiamato l'attenzione sui grandi risultati ottenuti dall'azione coordinata dal Kinemax nel campo dell'arte cinematografica.
"Non è una manifestazione politica", hanno rimarcato gli organizzatori, "non è contro nessuno, ma vuole valorizzare tutti": i tempi sono cupi ed è comprensibile lo "smarcamento" da un mondo che non gode certo di buona salute. E' evidente che dal momento in cui ci riconosciamo esseri sociali, ogni nostro atto comunica una certa idea della vita comunitaria e della "polis"; in altre parole è impossibile "non fare politica" e la kermesse di settembre è stata -eccome - anche una proposta precisa: fermare le scelte che potrebbero penalizzare il sistema cinema altro non è che sollecitare specifiche responsabilità politiche.
Anche perché gli interventi degli amministratori (forse che Romoli o Portelli non sono "politici"?) si sono inseriti bene nel programma, dal momento che sono entrati direttamente sul movente iniziale della manifestazione. Le parole del sindaco sono state le più dure contro la spoliazione sistematica della città, "non solo il Kinemax ma tutto il commercio cittadino saranno penalizzati dall'apertura di Villesse": mancava solo che se la prendesse esplicitamente con il primo cittadino e l'attuale amministrazione comunale (cioè con se stesso) che notoriamente hanno sempre sostenuto la liberalizzazione del commercio e l'insediamento villessino. Quelle dell'assessore provinciale hanno dimostrato indubbiamente l'impegno e la convinzione personale di Portelli, ma non hanno cancellato il ruolo dell'ente provinciale per ciò che concerne il passato, il presente e il futuro del mare d'asfalto e capannoni in cui si è trasformata in pochi anni la campagna villessina.
Insomma, le "impressioni di settembre" sono state tante e positive, ma senza una coerente e conseguente azione politica possono fermarsi a una peraltro alquanto lodevole intenzione di offrire ai cittadini una piacevole serata di cultura.
ab

venerdì 20 settembre 2013

Grande distribuzione, ma quanto ci costi? Grande partecipazione al primo incontro

Paolo Sergas, Laura Di Bidino, Guido Pesante
La sede di via Ascoli 10 gremita
La sede del Forum per Gorizia risultava fin troppo piccola per ospitare un incontro interessante come quello di ieri sera, dedicato al consumo del suolo e alla tutela dei beni comuni. Presenti i consiglieri regionali isontini Ilaria Dal Zovo e Alessio Gratton, il confronto è stato introdotto da tre relazioni coinvolgenti e approfondite. Guido Pesante, "storico" riferimento del WWF regionale, ha presentato - dati alla mano - lo sconfortante processo di espropriazione del suolo pubblico a favore di un'urbanizzazione, frutto di precise scelte di politica economica; Laura Di Bidino, artista-architetto udinese, ha illustrato con una relazione avvincente e ampiamente documentata gli effetti di tali decisioni sull'ambiente del Friuli, sottolineando l'assenza di normative e regolamenti, a differenza di ciò che accade - e non certo da oggi - in altre nazioni europee. Si è evidenziato anche come molto spesso la costruzione di nuovi insediamenti, di capannoni industriali spesso destinati a rimanere autentiche cattedrali nel deserto e di grandi centri commerciali non corrisponda alle esigenze reali dei cittadini e provochi una cementificazione del territorio dalle proporzioni gigantesche. Paolo Sergas ha presentato con un adeguato corredo fotografico la situazione della città di Gorizia, evidenziando oltre che il consumo, anche lo scempio portato dai lavori pubblici: a fronte di decine e decine di edifici abbandonati e destinati alla rovina, si continua a costruire, a cementare e ad asfaltare, senza alcuna programmazione e idea sul futuro del territorio.
Quello di via Ascoli è stato il primo dei tre incontri - organizzati con WWF isontino e Comitato No smog di Villesse - dedicati a "Grande distribuzione... ma quanto ci costi?"; il prossimo si terrà nella sala civica di Villesse il prossimo sabato 5 ottobre alle ore 20.30.

mercoledì 18 settembre 2013

Il ricordo della battaglia di Gorizia

Si riceve e molto volentieri si pubblica, in vista dell'incontro di studio che si svolgerà domani, 19 settembre con inizio alle ore 16.30 presso la sala delle conferenze della Caserma “Federico Guella” di Piazza C. Battisti:

Il 70° anniversario dell’armistizio dell’8 settembre 1943 è stato ricordato ampiamente in questi giorni dalla stampa locale e nazionale. Né sono mancate alcune pubblicazioni che nel corso dell’anno hanno richiamato problematiche relative alla svolta del 1943 ma se è ancora prematuro un bilancio complessivo di questo confronto culturale, storico e politico, si teme di avere ancora una volta perso un’occasione per un approfondimento sereno e complessivo della questione senza la riproposizione ormai stanca di luoghi comuni che non portano molte novità per una conoscenza più precisa di fatti che fin dalla loro genesi presentavano oggettive complessità.

Le organizzazioni partigiane ANPI ed AVL di Gorizia, che già lo scorso anno hanno celebrato la Resistenza locale con la predisposizione di una mostra sulla repressione antipartigiana delle truppe di occupazione tedesca e l’apposizione di una lapide sulla facciata della stazione centrale di Gorizia in ricordo della battaglia partigiana di Gorizia del settembre 1943, hanno scelto di dare quest’anno un ulteriore contributo alla conoscenza dei fatti di quello stesso periodo organizzando un incontro di studio che si svolgerà il prossimo 19 settembre con inizio alle ore 16.30 presso la sala delle conferenze della Caserma “Federico Guella” di Piazza C. Battisti e alla quale invitano tutta la cittadinanza. Relatori del convegno saranno il Col. Antonino Zarcone, capo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, che parlerà sulla “Divisione Torino tra guerra e resistenza” ed il prof. Marco Puppini che affronterà invece il tema della resistenza italiana e slovena di fronte all’occupazione tedesca della provincia di Gorizia nel settembre 1943. Sarà questa un’occasione per affrontare e chiarire fatti ed episodi che hanno riguardato la nostra città ed i suoi dintorni in un momento cruciale della sua storia millenaria. In quei giorni di metà settembre si sono trovati a condurre una lotta comune contro le forze di invasione della 71a divisione di fanteria germanica forze regolari della divisione Torino del Regio Esercito, il cui comandante Gen. Bruno Malaguti fu uno dei pochi alti ufficiali che seppe interpretare le pur lacunose e contraddittorie direttive impartite già il 3 settembre dal Comando supremo, gli insorti italiani che nel giro di pochi giorni ed in numero di un migliaio erano riusciti a mobilitarsi e organizzarsi in formazioni partigiane convergendo da Ronchi verso Gorizia, i gruppi partigiani sloveni che operavano in forma organizzata all’interno dei confini del Regno d’Italia già dal 1942. La Battaglia Partigiana di Gorizia si svolse su un ampio fronte e vide 1446 caduti di cui 157 ex militari italiani, nei due giorni conclusivi vi furono ulteriori 164 caduti. Nonostante gli accordi i tedeschi arrestarono e internarono l’intero comando delle truppe italiane e riservarono un trattamento particolarmente duro al Gen. Malaguti. La battaglia di Gorizia è stato un fatto di importanza notevole per la nascita e lo sviluppo della Resistenza in Italia, certamente non meno rilevante di quelli che normalmente vengono ricordati.


Gli obiettivi e i desideri dell’ANPI e dell’AVL, oltre alla necessaria e doverosa conservazione della memoria, rimangono quelli di creare le condizioni perché l’approfondimento libero e critico dei fatti del passato possa contribuire oggi alla riaffermazione dei valori universali della pace, della convivenza e della democrazia.

Contro il benaltrismo, un quiz di città...

Dove si trova questo marchingegno? Cosa indica? Ecco un piccolo quiz goriziano per i più attenti lettori. Molti dei quali penseranno: con ben altri problemi non c'è niente di meglio che dedicarsi a risolvere un piccolo enigma? Beh, fate voi, provate a rispondere, magari c'azzeccate (come dice Di Pietro). E chi indovina vince un ingresso omaggio a una conferenza a scelta tra quelle organizzate dal Forum...

lunedì 16 settembre 2013

Una lapide nel buio della galleria...



In un punto oscuro della galleria ciclo-pedonale di Nova Gorica, sotto la Kostanjevica qualcuno - tanto tempo fa, non si conoscono data e autore - ha affisso una lapide alquanto originale: "tukaj sva se ljubila, ti in jaz, popolnoma gola", il che significa "qui ci siamo amati, tu e io, completamente nudi". Un po' di romanticismo e un pizzico di mistero, che diamine!

A proposito di centri commerciali e consumo del suolo...

Il titolo di un articolo sul Piccolo di ieri lasciava ben sperare: "La Regione stoppa i centri commerciali". Per un istante si è pensato che la serie di incontri sull'argomento, promossa anche dal Forum, fosse quasi fuori tempo dal momento che le preoccupazioni sarebbero già state fugate dalla tempestività degli interventi della nuova Giunta Regionale. In realtà la lettura dell'articolo sottolinea soltanto che le scelte già compiute dalla (o dalle?) precedente amministrazione regionale non possono essere disattese e che quindi l'attuale non ha potuto far altro che avvallare l'ampliamento dell'outlet di Palmanova, nonostante le perplessità dei Comuni interessati. Tanto grande è l'impatto dei centri commerciali e il consumo del suolo del Friuli Venezia Giulia che - questo è il senso delle dichiarazioni dell'assessore regionale Santoro - è necessario "porsi il problema dell'impatto, dell'economia delle aree urbane, della concentrazione delle persone, del traffico e delle infrastrutture necessarie". In altre parole, dice la Santoro, "occorre una programmazione". Quindi i casi sono due: o finora siamo stati governati da una o più bande di incoscienti che non si sono posti problemi che anche un bambino di tre anni saprebbe rilevare; o gli interessi pubblici e privati sono stati talmente pressanti da far supporre che anche le dichiarazioni dell'assessore non oltrepassino la soglia dei "buoni propositi".
ab

domenica 15 settembre 2013

Proliferazione dei centri commerciali e consumo del suolo pubblico

Il Comitato  No smog di Villesse, il Forum per Gorizia e il WWF Isontino "E.Rosmann" propongono a tutti i cittadini un interessante incontro su GRANDE DISTRIBUZIONE…  MA QUANTO QUANTO CI COSTI? Il consumo di suolo e la proliferazione dei centri commerciali nella Bassa friulana e nell'Isontino.

Ne parleranno a Gorizia, presso la nuova sede del Forum in via Ascoli 10\a, il 19 settembre alle ore 18.00:
Laura Di Bidino - architetto e interior designer udinese;   documenta le principali trasformazioni avvenute sul territorio friulano dal dopoguerra ad oggi anche attraverso le arti visive: pittura, grafica, fotografia. I suoi lavori si  trovano sul sito  www.laura-arte-laura.blogspot.it/
Paolo Sergas - architetto e attivista del Forum Gorizia. Lo scorso anno ha promosso con Forum Cultura la rassegna “tutta mia la città - tre incontri sull'urbanistica",  indagando i rapporti attuali e futuri tra Nova Gorica e Gorizia. Collabora al sito www.eddyburg.it
Guido Pesante – responsabile aree protette del WWF del Friuli Venezia Giulia e insegnante del Liceo Petrarca di Trieste. Nella sua lunghissima attività ambientalista si è occupato di molte battaglie in difesa del territorio, dalla Pineta di Lignano alle piste da sci del Tarvisiano e in particolare di Trieste.      http://wwftrieste.blogspot.it/
L'incontro si propone di fare il punto sul consumo di suolo nella nostra Regione e nei nostri territori in particolare e sulle sue conseguenze ambientali, economiche e sociali.  

Le dinamiche di  proliferazione di centri commerciali e la tendenza all'espansione smisurata degli stessi, con il loro contorno di parcheggi, svincoli, traffico, rifiuti, rapporti di lavori ultra precari, modificazione delle nostre abitudini, desertificazione dei centri storici, è uno degli aspetti più significativi del problema della gestione dei terreni che abbiamo ricevuto dalle passate generazioni e non lasceremo a quella che verrà dopo di noi.

L'incontro assume una particolare importanza dopo le recenti prese di posizione della Giunta regionale tese a porre un freno alla proliferazione dei Centri.

sabato 14 settembre 2013

Gorizia "tagliata" perfino dal Giro d'Italia

Per gli appassionati di ciclismo del Friuli Venezia Giulia le ultime due tappe del Giro d'Italia saranno un'autentica festa: prima il "tappone" con il Passo Pura, Casera Razzo e l'ormai mitico arrivo in salita sullo Zoncolan; poi una "passerella" lungo le strade friul-giuliane da Gemona a Trieste, attraversando anche buona parte della provincia di Gorizia. Molto bello, veramente, anche il circuito finale nella cornice del capoluogo giuliano.

Un solo "ma"... la cartina pubblicata oggi sui quotidiani rileva un'evidente curva a gomito: i ciclisti dovrebbero arrivare da Cormons, entrare nel Comune di Gorizia e virare improvvisamente nel cuore di Lucinico, per raggiungere direttamente la Mainizza e poi Gradisca. Ovvero per tagliare fuori completamente tutto il resto della citta', non ritenuta evidentemente degna neppure di un fugace sguardo, di un minimo prolungamento di una gia' breve tappa, fatto eclatante nell'anno in cui Gorizia si dovrebbe proporre come capoluogo della celebrazione dei cento anni dall'inizio della prima guerra mondiale.
Svista degli organizzatori? Difficile! Mancata insistenza degli amministratori locali? Incomprensibile! Scelta "politica" per ricordare la guerra in citta' solo a partire dal '15 (o meglio, da questo punto di vista, dall'agosto del '16)? Mah! O forse, semplice errore nella traccia del percorso da correggere nell'editione definitiva? 
ab

venerdì 13 settembre 2013

Impressioni di settembre, una bella proposta a favore della Cultura in Gorizia

Da destra a sinistra: Igor Komel,  Kulturni Dom; Rosi Tucci, Vincenzo Compagnone e Michele Bressan, Gorizia è tua

E' stata presentata ieri, in una conferenza stampa al bar Torino l'iniziativa "Impressioni di settembre", a salvaguardia della Cultura goriziana, promossa dall'associazione Gorizia è tua e dal Kulturni Dom di Gorizia. Si tratta di una vera e propria kermesse, che si svolgerà in Piazza Vittoria venerdì 20 settembre, dalle 18 alle 21, alla quale hanno dato immediata e convinta adesione i nomi più noti della vita culturale cittadina: da Giorgio Mosetti a Franco Dugo, da Gabriella Gabrielli a Gino Pipia, tanto per citarne alcuni, lasciando alla serata il compito di disvelare le sorprese.
La proposta, ha sottolineato Igor Komel, dall'istante della formulazione su facebook, ha suscitato enorme ed entusiastico interesse; Rosi Tucci ha rimarcato la valorizzazione della fontana del Nettuno in piazza Vittoria, scenario artistico e naturale di grande bellezza, ancorché purtroppo poco conosciuto e quasi abbandonato. Vincenzo Compagnone ha richiamato il "punto" sulla situazione del Kinemax, duramente messa alla prova dalla ventilata apertura della "multisala" presso il centro Commerciale di Villesse: portare in piazza i principali esponenti della Cultura goriziana è un modo per richiamare l'importanza delle sale cinematografiche, della mediateca, del Dams, del grande festival Amidei ("220mila accessi ogni anno nelle attività di Transmedia")  la cui sostenibilità potrebbe essere messa in discussione proprio mentre il film di Matteo Oleotto porta la città sulla ribalta del cinema internazionale.
Insomma, una bella idea alla quale anche il Forum per Gorizia offre con convinzione la propria adesione.
ab

giovedì 12 settembre 2013

Gabriele Donato al Forum: una serata densa di storia


Come direbbe il grande Spiegelman, quelle vissute da una quarantina di persone ieri sera nella nuova sede del Forum per Gorizia, sono state due ore "sanguinanti storia". Gabriele Donato, insieme a Anna Di Gianantonio e Tommaso Montanari, ha presentato il suo libro, ricostruendo i momenti decisivi che hanno portato alcune frange dell'estrema sinistra alla drammatica scelta della lotta armata. La maggior parte dei presenti ha rivissuto attraverso gli occhi dello "storico" gli ultimi anni '60 e i primi '70 del Novecento, i più giovani sono stati introdotti alla conoscenza di eventi che hanno determinato - e continuano a determinare - i complessi percorsi del riformismo e del rivoluzionarismo italiano. "Una scelta inevitabile per le Brigate Rosse quella della violenza - ha sottolineato l'autore - determinata dalla necessità di dimostrare la vulnerabilità dell'istituzione e di presentare un'alternativa vincente rispetto al prudente ideologismo di altri gruppi di area"; ma anche una scelta non accompagnata da chiarezza negli obiettivi e caratterizzata da un reclutamento sempre meno legato al fine politico della trasformazione della società e più corrispondente alle strategie militari richieste dalla complessità delle operazioni. Certo, il tempo è stato sufficiente a ricordare soltanto i momenti salienti, dalla crescente pressione sindacale all'approvazione dello Statuto dei Lavoratori, da Piazza Fontana alla strategia della tensione, dal rinforzarsi dei "movimenti" alle prime azioni dimostrative delle Br: "gli anni dell'apprendistato", è il sottotitolo del testo. L'assemblea si è chiusa con il forte desiderio di approfondire ulteriormente i documenti proposti da Donato. Forse nel profondo si è percepita una sottile e forse irrazionale nostalgia di un tempo in cui il dibattito politico generale, perfino nelle scuole medie inferiori e superiori, era incentrato sul confronto - fin quando possibile attraverso il dialogo - tra sistemi economici, politici e sociali. Difficile farsene un'idea, dopo gli ultimi vent'anni in cui l'argomento principale della "politica" è stato il destino personale e giudiziario di un uomo che con la sua potenza di fuoco mediatico è stato capace di seminare nel cuore degli italiani soltanto egoismo, esasperato cinismo, sfiducia nella legalità, disprezzo della collettività e del bene pubblico, quotidiano dispotismo, esaltazione dell'ignoranza...
G. DONATO, La lotta è armata, Quaderni Istituto Regionale per la storia del movimento di liberazione in Friuli Venezia Giulia, Trieste 2012

mercoledì 11 settembre 2013

11 settembre: quanti anniversari!!!

Sono passati 330 anni dall'11 settembre 1683, la battaglia di Vienna che segna la sconfitta dell'impero ottomano determinando in modo decisivo gli assetti delle potenze europee alla vigilia del XVIII secolo.
Sono passati 70 anni dall'11 settembre 1943, inizio di quella "battaglia di Gorizia" contro l'occupazione nazi-fascista che è evidentemente ancora un "nervo scoperto", come dimostra la lettera di un  consigliere regionale di destra pubblicata oggi sul Piccolo.
Sono passati 40 anni dall'11 settembre 1973, colpo di stato in Cile contro Allende: la "vittoria" di Pinochet ha significato almeno 30mila morti e 60mila torturati, oltre che l'instaurazione di una dittatura voluta e sostenuta dai centri di potere planetari.
Sono passati 12 anni dall'11 settembre 2001, attentato alle Twin Tower di New York: 3000 morti e l'inizio di un periodo di grave insicurezza culminato nelle guerre in Afghanistan e Iraq, poi nelle cosiddette primavere arabe soffocate ne sangue di conflitti interni che sembrano ormai sfuggiti a qualsiasi possibilità di controllo.
Anniversari "duri", che invitano a riflettere. Un'occasione è offerta dall'incontro proposto questa sera al Forum: Gabriele Donato presenterà il suo libro "La lotta è armata", ma darà anche lo spunto per una memoria degli anni '70 in grado di aiutare una maggior comprensione del presente, cioè di ciò che accade oggi, 11 settembre 2013.
ab

martedì 10 settembre 2013

AVVISO AI NAVIGANTI

Per motivi indipendenti dalla nostra volontà, ma dalla straordinaria notorietà acquisita da Matteo Oleotto dopo i successi al Festival di Venezia, questa sera purtroppo non si terrà il previsto incontro con la concreta promessa del cinema in Italia: il giovane regista si è trovato infatti l'agenda piena di improvvisi e inattesi impegni nazionali e internazionali.

E' confermato invece l'incontro di mercoledì 11 settembre alle ore 18, presso la sede del Forum per Gorizia in via Ascoli 10/a: Gabriele Donato presenterà il suo libro "La lotta è armata", un'assai interessante rilettura delle vicende degli anni '70, uno dei periodi più controversi della seconda metà del Novecento europeo. Dialogherà con Anna Di Gianantonio, Tommaso Montanari e gli altri partecipanti. Veramente, una presentazione da non perdere!

E poi ci si lamenta perché la "cente" non va più a votare...

Il Governo pd/pdl non voluto dagli elettori è sull'orlo della fossa: lo è da quando è nato, appeso al filo delle vicende giudiziarie di un solo uomo. Quella che si sta verificando sotto gli occhi attoniti di gran parte degli italiani è un'ignobile manfrina: l'unico motivo per il quale si chiede di rinviare sine die il voto della Giunta è lo sguardo alle bizze dei sondaggi che in questo momento, pur prevedendo un'(incredibile) risicata maggioranza relativa del centro destra, non lasciano presupporre alcuna novità sostanziale per ciò che concerne la "governabilità". Sempre meglio dare una rapida spallata alle larghe intese e trascinare l'Italia a un voto al buio - pensano evidentemente i discepoli dell'arcoretano - che rischiare il rinsavimento di qualche manciata di pentastelluti "convinti" da un sempre più affaticato Napolitano e la realizzazione dell'unico governo compatibile con il risultato delle ultime "politiche". Sul merito della questione è talmente evidente che la ventilata "salvezza" del pregiudicato si regge sul nulla assoluto che perfino i più accesi suoi yesman sembrano dimostrare qualche leggero imbarazzo nel sostenere l'insostenibile.

Sulla guerra contro la Siria, che sembra per il momento essere passata in seconda pagina (potenza dei digiuni planetari o soprassalto di lucidità politica?), si è assistito lo scorso sabato alla formazione di uno schieramento del tutto inedito: il classico mondo "pacifista" si è visto sorpassare da una Chiesa cattolica che ha legittimamente approfittato dell'occasione da una parte presentandosi come faro di riferimento planetario, dall'altra contribuendo ad offuscare l'immagine di Obama dal quale molti altri discutibili e discussi motivi la dividono. Ancor più eclatante il "digiuno" dei rappresentanti di un centro destra italiano che dieci anni fa, in occasione della guerra in Iraq scatenata con pretesti manifestamente falsi, tacciavano di "ingenuo antiamericanismo" o peggio di "pasdaran di Saddam Hussein" coloro che pronosticavano - ahimé quanto a ragione! - una funesta destabilizzazione di tutta la zona. Conversioni al pacifismo sulla via di Damasco (letteralmente!) oppure contorsioni elettorali sulla via del Vaticano?
Infine una parola sui Centri di Identificazione ed Espulsione. Nella trasmissione su Telefriuli ieri, tutti (sindacati di polizia, politici, perfino il rappresentante della Lega Nord) erano d'accordo sulla loro inutilità, inefficienza, pericolosità; tutti ritenevano che si devono rivedere le normative che li prevedono perché indegne di un paese civile... Eppure gli stessi che denunciavano da vari punti di vista l'assurdità di tali istituzioni, ritenevano contemporaneamente che essi devono essere mantenuti e non devono essere chiusi. Ancora una volta, la logica illogica di una politica che si meraviglia di non essere compresa da nessuno. "Un ospedale che non funziona bene deve essere rimesso a posto, mica si penserà di costruirne un altro ex novo" - esemplificava ieri sera il consigliere regionale Ziberna con involontario umorismo, visto che il suo partito è stato protagonista nella dolorosa vicenda del costosissimo trasferimento del nosocomio goriziano da Via Vittorio Veneto al San Giovanni di Dio!
ab

lunedì 9 settembre 2013

Giornata di memoria a Bazovica



Diverse centinaia di persone, molte provenienti a piedi dalla vicina Slovenia, hanno partecipato domenica 8 settembre a Bazovica al ricordo delle vittime del "primo processo di Trieste", annuale commemorazione anniversaria della fucilazione, avvenuta nel 1930, di quattro antifascisti sloveni - Ferdo Bidovec, Fran Marušič, Alojž Valenčič e Zvonomir Miloš. Si è trattato di una memoria molto intensa: un grande coro ha sottolineato i diversi discorsi, alternati a belle poesie lette in lingua slovena e italiana. Particolarmente apprezzato, per la competenza storica e la capacità di sintesi, è stato l'intervento dello storico gradiscano Dario Mattiussi. Da una parte la riflessione porta a guardare al passato e a riconoscere che ben pochi italiani conoscono episodi come quello ricordato ieri e più in generale la storia della repressione attuata dal fascismo nei confronti della lingua e della cultura slovene. Dall'altra non si possono tacere tante preoccupazioni per il futuro: il revisionismo - nei confronti del quale in questo periodo richiama la preoccupata attenzione un testimone d'eccezione come lo scrittore sloveno Boris Pahor - si infiltra ovunque e la Costituzione Repubblicana, nata proprio dall'antifascismo, è minacciata come non mai, come evidenziato dallo striscione collocato nella zona "riservata" ai rappresentanti delle comunità locali.
ab

sabato 7 settembre 2013

L'immigrazione, i Cie e i Cara: no all'ignoranza e ai luoghi comuni

I luoghi comuni sul CIE e sul CARA di Gradisca si sprecano.  Alcuni vicini di via Ascoli ci hanno chiesto perchè appoggiamo i detenuti che prendono tra i 30 e i 40 euro al giorno, mentre i pensionati non dispongono di quella cifra giornaliera. Che giustizia sociale è mai la nostra?  I media e certa politica hanno fatto passare il costo che la cooperativa chiede per il servizio al ministero come salario al recluso! In questo modo passa l'idea del nero che non ha voglia di far niente, che si fa mantenere alle nostre spalle, unita, paradossalmente, all'altra idea che  accusa gli stranieri di portarci via il lavoro. Insomma il problema dell'emigrazione, del razzismo, della riduzione in schiavitù della forza lavoro straniera e della sua detenzione perchè dichiarata “clandestina” è uno dei problemi più difficili che il Forum intende affrontare. Per iniziare Genni Fabrizio, della “Tenda per la pace” che da anni segue il problema dei CIE ci ha aggiornato ieri sulla situazione di Gradisca. Le condizioni dell'uomo caduto dai tetti sono stazionarie e gravi, lo stato di latente rivolta è sempre presente, anche per l'arbitrio di chi decide, a seconda della situazione, se far uscire i detenuti dal cortile, concedere l'uso del cellulare, prolungare la detenzione fino al massimo di 18 mesi. Il giorno 10 settembre arriverà una delegazione parlamentare, guidata da Luigi Manconi, per prendere atto della situazione. A Bologna e Modena i CIE sono stati chiusi. Sono strutture costose ed inutili, che aggravano la condizione di chi viene qui per scampare la morte e la miseria. A cosa serve tenerli aperti? Pensiamo con la detenzione di risolvere il problema di quelli che non riescono, anche grazie a noi, a vivere più nel loro paese? Le carceri, la detenzione, la reclusione sono provvedimenti di due secoli fa. L'arrivo degli stranieri deve essere affrontato con serietà, la galera centuplica i disagi. Ci terremo in contatto con la Tenda per iniziative comuni da tenersi alla fine del mese. 
adg

venerdì 6 settembre 2013

Guerra in Siria. Riflessioni in vista della "Giornata di digiuno"

La vicenda della minacciata guerra contro la Siria di Assad porta contorni troppo originali per non essere sottolineati.
La questione di fondo resta sempre la stessa: ciascuno cerca di "portare a casa" il massimo tornaconto possibile, sulla pelle della povera gente, costretta tra l'incudine di regimi violenti e il martello dei missili fatti piovere dalle potenze straniere. Mancando un riconosciuto arbitrato internazionale vige la legge del più forte, che sotto il pretesto dell'operazione di polizia planetaria, "attacca" con o senza l'avvallo dell'Onu. Il tutto funziona (nel senso che salvaguarda gli interessi) almeno fino allo scontro con qualche altra forza, altrettanto o maggiormente preparata dal punto di vista militare: a quel punto, o ci si accorda o la guerra tracima e diventa mondiale. Nel secondo caso le nazioni belligeranti nascondono dietro l'orrore - reale e/o inventato - delle gesta del dittatore di turno, la speranza di risolvere le proprie crisi energetiche, finanziarie e politiche con un comunque incontrollabile bagno di sangue.
Le posizioni degli Stati "occidentali" sono la dimostrazione che non esistono più la "sinistra" o la "destra" basate sulle idee, ma solo appunto sulla necessità di "tutelare i propri interessi" (il virgolettato è di Kerry). Il Vescovo di Roma gioca la carta della proposta del digiuno per la pace e ottiene molta più attenzione dei suoi predecessori: senza togliere nulla alla sua simpatia e al suo coraggio, il suo pubblico slancio anti-intervento può essere spiegato anche dalla constatazione di un enorme fronte trasversale che sostiene di pensarla come lui, a differenza di quanto accaduto nel recente passato. Sta di fatto che i missili del tanto atteso "democratico" Obama vengono approvati con entusiasmo solo da uno dei simboli del centro sinistra europeo, il francese Hollande; che governi di centro destra rifiutano con decisione l'idea di un'azione bellica, mentre la Russia e la Cina sembrano stranamente imbarazzate; che in Italia il "digiuno" di Francesco ha fatto più breccia nella compagine del tradizionalmente filo-americano centro destra che nei gruppi del "no alla guerra, senza se e senza ma", ben più attivi nelle precedenti occasioni.
L'impressione è che alla maggior parte degli schieramenti politici non gliene importi alcunché della Siria e della sua popolazione, ma che ciascuno cerchi di trovare il modo di posizionarsi nel modo migliore possibile in vista delle prossime sempre più delicate mosse sullo scacchiere internazionale.
Il Vaticano ringrazia e ritorna nella ristretta cerchia degli Stati chiamati a determinare l'assetto del mondo.
ab

giovedì 5 settembre 2013

Forum per Gorizia, un nuovo inizio alla grande!


Un centinaio di persone - molte rimaste fuori dalla porta - tra le quali il sindaco Romoli e verso al fine della serata il presidente della Provincia Gherghetta con l'assessore Cecot, hanno partecipato all'inaugurazione della nuova sede del Forum per Gorizia, in via Ascoli 10/a. numerosi i presenti anche da Nova Gorica, da Trieste e da Udine. Meravigliosi i canti proposti da Gabriella Gabrielli e Maurizio Veraldi, nella più squisita tradizione goriziana: yddish, friulano, sloveno e italiano, davvero bellissimo... Anna Di Gianantonio e Andrea Bellavite hanno ribadito le prospettive del Forum, supportati dai begli interventi spontanei di Dario Stasi, Igor Komel e Vito Dalò. Il rinfresco finale, rigorosamente vegano preparato da Andrea e company, ha entusiasmato anche i partecipanti più diffidenti. Un inizio in piena regola, insomma, forte e incoraggiante per il cammino futuro. Che inizierà già da domani, venerdì 6 settembre, con l'intervento di Genni Fabrizio sul Centro di Identificazione ed Espulsione di Gradisca d'Isonzo.
ab

Il Forum per Gorizia, all'inizio di una nuova delicata stagione...

Nel cuore di un periodo cruciale per le sorti del mondo e dell'Italia, si inserisce l'inaugurazione della nuova sede del Forum per Gorizia, in via Ascoli 10/a. Quello di stasera, alle 18, sarà un momento di musica e di festa, ma l'attenzione sarà rivolta anche ai venti di guerra che soffiano forte sul Medio Oriente e alle vicende nazionali, in questo periodo iper delicato concentrate incredibilmente su un unico destino personale e politico. L'obiettivo della "ri-nascita" del Forum è quello di creare un consenso e offrire un tessuto culturale all'azione politica, nei diversi "luoghi" di vita del particolare territorio internazionale goriziano: urbanistica, beni comuni, scuola e formazione, lavoro e imprenditoria, welfare, ambiente, grandi opere... Non a caso i primi passi di questa nuova stagione saranno caratterizzati da eventi di grande impatto e significato: il 6 settembre alle 18 il dibattito sul presente e sul futuro del Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca; il 7 settembre la partecipazione morale e personale al digiuno mondiale per la pace in Siria; il 10 settembre, sempre alle 18, l'incontro con il regista goriziano Matteo Oleotto appena rientrato dal successo di Venezia; mercoledì 11 la prima riflessione sulla storia del Novecento, con l'interessante presentazione del libro di Gabriele Donato, La lotta è armata; poi tanto altro, sul consumo del suolo e la proliferazione dei centri commerciali, sulla scuola e la pratica didattica, per rimanere soltanto ai programmi del mese di settembre. Si riparte, dunque e non ci si può che augurare "buon cammino"...
ab

mercoledì 4 settembre 2013

La Gorizia che piace: Matteo Oleotto ha fatto centro!

Zoran, il mio nipote scemo: è il film che sullo sfondo del vino, delle private e delle freccette racconta delicatamente la complessa storia della nostra terra di confine. Dieci minuti di applausi, recensioni improntate all'entusiasmo, articoli inneggianti sui principali quotidiani nazionali... sembra proprio che il giovane regista goriziano Matteo Oleotto possa fregiarsi del titolo di grande promessa del cinema italiano. Non si sa se vincerà la Settimana della Critica o il Festival della "prima opera", ma la sensazione è che abbia già vinto il premio simpatia, anche grazie all'allestimento dell'"osmizza" al Lido di Venezia. Tanto più significativa è l'opera - protagonisti il navigato Giuseppe Battiston e l'ottimo esordiente Rok Prasnikar - quanto più si pensi che è il frutto di un'inedita collaborazione italo/slovena coordinata da Transmedia. Un film che fa pensare, ma anche commuove e diverte: sarà portato nelle sale in novembre. Nel frattempo, per chi lo desidera, Matteo Oleotto sarà ospite del Forum per Gorizia martedì 10 settembre, alle ore 18.

Fermati Obama!

Il discorso di Kerry, ieri sera al Congresso degli Stati Uniti, sembra riportare l'orologio della storia dieci anni indietro, quando Powell "dimostrò" con tanto di filmati contraffatti, che l'Iraq possedeva armi di distruzione di massa. Lo stesso orrore invocato - le armi chimiche - tende a far dimenticare che tutte le armi sono orribili: dire che "nel Novecento prima di lui solo altri due dittatori criminali hanno osato utilizzare simili ordigni" significa deliberatamente dimenticare gli effetti de, di certo non meno devastanti dei bombardamenti al napalm in Vietnam, al fosforo a Falluja, per non scomodare Hiroshima e Nagasaki.
Inoltre nella confusa relazione il Segretario di Stato (ma ieri anche lo stesso Obama), ribadendo di "non voler deporre Assad", ma di volergli solo dare una piccola lezione, non ha precisato il come e il dove: un paio di missili lanciati a mo' di avvertimento su qualche fabbrica militare? un paio di caserme fatte saltare in aria)? un palazzo presidenziale fatto saltare dopo opportuno preavviso? L'impressione è che qualunque sia il modo, l'obiettivo vero (tra l'altro esplicitamente dichiarato da Kerry) è la "tutela dei nostri interessi e dei nostri amici nella zona". Il che tradotto significa la prosecuzione di un piano di destabilizzazione iniziato prima delle Twin Tower e passato finora attraverso le guerre in Afghanistan, Iraq e Libia: sofferenze inaudite per i poveri abitanti, regimi peggiori di quelli rovesciati "per portare la democrazia", industria bellica, equilibri politici statunitensi e interessi economici salvaguardati.
Il Segretario Generale dell'Onu alza la voce e chiede la previa risoluzione dell'Onu; Francesco da Roma mobilita la Chiesa cattolica e incassa l'adesione entusiasta di buona parte del mondo laico, delle altre religioni e anche di tante comunità musulmane; la politica inglese si schiera contro Cameron e rifiuta l'intervento; il solo Hollande - ma non era la speranza dell'Europa? - sembra non vedere l'ora di menare le mani.
Saranno ascoltati o sarà versata sciaguratamente benzina sui fuochi del Medio Oriente? Tutto questo accade anche perché in quasi settanta anni la politica planetaria non è riuscita a trovare la strada di un arbitrato internazionale, in grado di decidere interventi negli Stati in cui si ritiene esistano palesi violazioni dei diritti delle persone.
ab

martedì 3 settembre 2013

Un intenso messaggio dal Kosovo...

Davvero interessante il primo incontro "ufficiale" nella nuova sede del Forum per Gorizia, tre giorni prima dell'inaugurazione. Accompagnate da Alessandro (primo a sinistra) e da Bekim, Merita e Dila, rappresentanti di un'associazione di donne del Kosovo, hanno raccontato la loro esperienza del dopo guerra. Facendosi carico dei gravi disagi incontrati dalle vedove e dagli orfani, hanno avviato un'attività casearia, in grado di occupare decine di persone, altrimenti costrette dalla povertà a lasciare il Paese. Più ancora delle parole, hanno colpito tutti i presenti la serenità e la forza d'animo che ha consentito a persone che vivono in situazioni molto difficili di affrontare con fiducia, creatività e coraggio l'avventura della vita. Si è parlato in italiano, inglese, bosniaco, sloveno e naturalmente in lingua albanese: un piccolo esempio di quella dimensione autenticamente Politica, internazionale e interculturale che dovrebbe caratterizzare la nuova bella sede della nostra associazione culturale.

lunedì 2 settembre 2013

Pace in Siria e nel Mondo: per Francesco è un bene che supera ogni barriera...

Particolarmente intensa la riflessione sulla pace proposta domenica dal vescovo di Roma, in particolare relativamente alla situazione della Siria. Può essere interessante una lettura integrale del documento, in vista anche delle decisive prese di posizione del Congresso degli Stati Uniti:

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Quest’oggi vorrei farmi interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace! E’ il grido che dice con forza: vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace, vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace; mai più la guerra! Mai più la guerra! La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato.
Vivo con particolare sofferenza e preoccupazione le tante situazioni di conflitto che ci sono in questa nostra terra, ma, in questi giorni, il mio cuore è profondamente ferito da quello che sta accadendo in Siria e angosciato per i drammatici sviluppi che si prospettano.
Rivolgo un forte Appello per la pace, un Appello che nasce dall’intimo di me stesso! Quanta sofferenza, quanta devastazione, quanto dolore ha portato e porta l’uso delle armi in quel martoriato Paese, specialmente tra la popolazione civile e inerme! Pensiamo: quanti bambini non potranno vedere la luce del futuro! Con particolare fermezza condanno l’uso delle armi chimiche! Vi dico che ho ancora fisse nella mente e nel cuore le terribili immagini dei giorni scorsi! C’è un giudizio di Dio e anche un giudizio della storia sulle nostre azioni a cui non si può sfuggire! Non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza!
Con tutta la mia forza, chiedo alle parti in conflitto di ascoltare la voce della propria coscienza, di non chiudersi nei propri interessi, ma di guardare all’altro come ad un fratello e di intraprendere con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione. Con altrettanta forza esorto anche la Comunità Internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sul dialogo e sul negoziato, per il bene dell’intera popolazione siriana.
Non sia risparmiato alcuno sforzo per garantire assistenza umanitaria a chi è colpito da questo terribile conflitto, in particolare agli sfollati nel Paese e ai numerosi profughi nei Paesi vicini. Agli operatori umanitari, impegnati ad alleviare le sofferenze della popolazione, sia assicurata la possibilità di prestare il necessario aiuto.
Che cosa possiamo fare noi per la pace nel mondo? Come diceva Papa Giovanni: a tutti spetta il compito di ricomporre i rapporti di convivenza  nella giustizia e nell’amore.
Una catena di impegno per la pace unisca tutti gli uomini e le donne di buona volontà! E’ un forte e pressante invito che rivolgo all’intera Chiesa Cattolica, ma che estendo a tutti i cristiani di altre Confessioni, agli uomini e donne di ogni Religione e anche a quei fratelli e sorelle che non credono: la pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità.
Ripeto a voce alta: non è la cultura dello scontro, la cultura del conflitto quella che costruisce la convivenza nei popoli e tra i popoli, ma questa: la cultura dell’incontro, la cultura del dialogo; questa è l’unica strada per la pace.
Il grido della pace si levi alto perché giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare dall’anelito di pace.
Per questo, fratelli e sorelle, ho deciso di indire per tutta la Chiesa, il 7 settembre prossimo, vigilia della ricorrenza della Natività di Maria, Regina della Pace, una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero, e anche invito ad unirsi a questa iniziativa, nel modo che riterranno più opportuno, i fratelli cristiani non cattolici, gli appartenenti alle altre Religioni e gli uomini di buona volontà.

domenica 1 settembre 2013

La querelle sui valichi confinari: un mesto déjà vu

Come un po' di tempo fa, la querelle sui valichi prende la stessa piega. Il presidente della Provincia dice che è disposto ad acquisire le casette alla cifra simbolica di un euro, il sindaco dice che bisogna potenziare il turismo al castello e declina l'offerta. Non si capisce perchè le due cose siano messe in alternativa dal sindaco: si valorizzino entrambe le cose, si diano i valichi alla Provincia in modo che il turismo della città abbia diversi volani. La cosa che lascia perplessi è che sembrano discorsi fatti solo per rispondere l'uno all'altro, ma che la volontà di acquisire i valichi sia debole. Se la provincia vuole lanciare un progetto di acquisto sia determinata ad andare fino in fondo. Incalzi la giunta, si mettano d'accordo e si inizi. Di persone che hanno fatto progetti ce ne sono in abbondanza. Li si metta intorno ad un tavolo e si cominci, ma davvero, a lavorare. Altrimenti, tra qualche anno, all'articolo di denuncia del Piccolo ci saranno le stesse identiche prese di posizione di due anni prima.
adg