mercoledì 31 luglio 2013

Tenere pulita la città: un compito da professionisti...



Il "tour" del post precedente propone una passeggiata refrigerante - anche se in piena estate: l'imbocco del sentiero verso il Corno può essere raggiunto dai Giardini Pubblici, passando davanti al Monumento al Fante e scendendo la scalinata dedicata alla brava pittrice goriziana Emma Galli. Purtroppo è un percorso che rileva la deriva verso la sporcizia (e la maleducazione) della fu "Nizza austriaca": carte, lattine, sacchetti di immondizie sono dispersi ormai in tutti i luoghi verdi della città. Anche la bella scalinata e perfino il monumento "Al Fante d'Italia", che dovrebbe essere luogo per tutti di mesta memoria consentono un breve viaggio nei divertimenti notturni dei cittadini. Non si potrebbe rastrellare nelle pieghe del bilancio comunale un fondo per "lavori socialmente utili" e consentire così a chi è senza lavoro di contribuire professionalmente a tenere più pulita la città? La tassa sui rifiuti non è uno shcerzo: possibile che in tale quota non rientri un periodico maquillage nelle (poche) zone ancora libere dall'asfalto?
ab

Una bella passeggiata all'ombra...


Un sentiero nel bosco fitto, con i raggi del sole che faticosamente cercano di farsi strada tra le foglie. Una stradina nella giungla? Un percorso in un'isola dimenticata? No, questo luogo di ombra e di refrigerio si trova nel centro di Gorizia: è il viottolo che da via Brass scende fino all'antico suggestivo ponticello sul fiume Corno (o meglio, sul cemento che lo ricopre). Si risale verso viale Virgilio, dove si può imboccare la via Zamenhof e raggiungere sulla (bella) ciclopedonabile lo splendido parco Coronini. Una bella passeggiata, in questi giorni di solleone. Peccato per la sporcizia che alberga un po' ovunque, ma questo è un altro discorso...
ab

martedì 30 luglio 2013

Per il sindaco la causa del traffico sono i ciclisti indisciplinati

Quando parla dei ciclisti goriziani, il sindaco Romoli per alcuni versi ha ragione e dice cose che sommessamente sono state suggerite anche da questo blog: oggi la città vanta "ben" 9 chilometri di piste dedicate, contro i 3 del 2006; spesso i ciclisti sono indisciplinati e corrono lungo le strade percorse dalle auto; anche i pedoni sono indisciplinati perché camminano sulle "ciclabili"; è una grande opportunità la nascita della Fiab nella città.
A parte sull'ultimo punto - la nascita della Fiab della quale non si può che essere felici - il resto dell'argomentazione presenta un'ampia serie di "ma..."
Anzitutto il richiamo a ciclisti e pedoni e l'annuncio che le forze dell'ordine puniranno le mamme che con la carrozzina transiteranno oltre la linea delle ciclabili o i ciclisti che pedalano tenendo il telefono in mano: certo sono comportamenti sbagliati, "ma" possibile che non ci sia una linea ben più dura dura contro gli automobilisti che sfrecciano nelle trafficate vie del centro, che non conoscono la precedenza da dare sulle strisce pedonali, che parcheggiano costantemente le loro auto (soprattutto di grande cilindrata) - giorno e note - nelle zone vietate?
Le nuove piste ciclabili: a parte il passaggio Zamenhof, forse l'unica vera e propria ciclabile degna di questo nome, le altre "new entry" altro non sono che marciapiedi da un giorno all'altro "ciclabilizzati", spesso senza prevedere il rispetto dei diritti del pedone e con attraversamenti pericolosi e mal segnalati. Un discorso a parte lo meritano i controviali del Corso, dove le esigenze degli esercenti costringono chi percorre la ciclabile a un passaggio oltre la strada poco visibile e alquanto rischioso, a causa delle automobili parcheggiate fino al "filo" delle strisce.
Alla fin fine si ritorna alla questione di fondo: le ciclabili sono un servizio finalizzato a promuovere gli spostamenti in bicicletta (come in quasi tutta Europa) oppure servono a "togliere di mezzo" il ciclista in modo da favorire ulteriormente l'automobilista? Se la logica fosse la prima, certamente non ci sarebbero ciclisti cattivoni che invadono lo spazio riservato alle auto e non ci sarebbero pedoni inconsapevoli a contendere i percorsi dedicati alle biciclette!
ab

lunedì 29 luglio 2013

Il Papa in Brasile: una ventata di speranza

Il "passaggio" del Vescovo di Roma Bergoglio tra i giovani a Rio de Janeiro è stato un evento trionfale. Al di là dei numeri, l'impressione è che la chiesa cattolica - e forse non soltanto essa - abbia ritrovato un punto di riferimento attorno al quale stringersi, ciascuno portando la propria storia, le proprie idee, il proprio punto di vista. Francesco non ha detto parole diverse rispetto ai suoi precedessori, ma i suoi gesti e le sue iniziative appartengono a quel genere di avvenimenti capaci di proiettare indietro di secoli ciò che in realtà accadeva non più di sei mesi fa.
Dando a Ratzinger il merito di un gesto inusuale e coraggioso, non si può comunque negare che dal 28 febbraio 2013 molta acqua è passata sotto i ponti del Tevere e che ora la chiesa torna ad assumere un ruolo importante nel mondo postmoderno secolarizzato.
La "diversità" fondamentale sta nel premettere all'annuncio della "Verità" la gioia della relazione. Dal "buona sera", prime parole del pontificato, alle visite nelle "periferie della storia" (Giovedì santo tra i ragazzi del carcere minorile, prima "uscita" a Lampedusa, le favelas e le prigioni di Rio...) l'agire del Papa è stato un continuo "incontrare". Incontrare la persona, nel suo contesto, rispettandone profondamente la dignità, la fede religiosa, la consapevolezza della propria missione: ciò viene cronologicamente prima della proclamazione della verità cristiana; o meglio, la relazione diventa parte costitutiva dell'annuncio, come alle origini quando - sono parole dello stesso Bergoglio - "San Pietro non aveva bisogno di una banca" e gli apostoli erano consapevoli di avere un'unica ricchezza da condividere, la certezza della Risurrezione.
E' in questa logica che assumono grande valore gesti apparentemente - ma solo apparentemente visto che finora nessuno aveva avuto il coraggio di farli - secondari: la valigetta portata a mano in aereo, l'incredibile sosta con la più piccola delle autovetture nel traffico della grande città, il desiderio di toccare con le proprie mani la folla in attesa. Gesti che non vogliono enfatizzare il ruolo di una persona, ma che vogliono indicare nel sorriso, nell'abbraccio caloroso, nella condivisione della semplicità del vivere una forza rivoluzionaria capace di trasformare il mondo in cui viviamo. 
Non è il "papa del sorriso", è la Guida sicura di una Chiesa richiamata ad essere luogo di gioia, di accoglienza, di autentica fraternità, soprattutto per i più piccoli e i più poveri. Una chiesa dalle porte aperte, proprio perché non vuole imporre niente a nessuno, ma donare la mondo la bellezza di un Vangelo che appartiene a ogni Uomo. Fin dove arriverà questa ventata di speranza? Dopo i giorni con i giovani a Rio sembra iniziare a delinearsi un lungo cammino...
ab

sabato 27 luglio 2013

Fa molto caldo








La temperatura a Gorizia ha raggiunto valori molto elevati, non c'è tregua per le persone, gli animale e le piante, causa dell'anticiclone "Caronte".
L'acqua, l'oro blu,  è la prima cosa che necessitiamo in questi momenti sia come alimento che come refrigerio. Non possiamo negare che qui siamo fortunati rispetto ad altri luoghi della terra: utilizziamo al meglio questa risorsa.
nc


giovedì 25 luglio 2013

ABOLIRE, SUBITO, I PREMI AI DIRIGENTI!

I premi dati ai dirigenti sono uno scandalo.
I giornali hanno riportato i circa 25mila euro a testa generosamente erogati ai direttori generali delle Aziende Sanitarie del Fvg: gente che già si porta a casa oltre 10mila euro al mese, gratificata per aver "raggiunto gli obiettivi" (traduzione cruda cruda: per aver risparmiato, cioè per aver "tagliato" servizi dedicati ai sofferenti). Il "taglio" del 20% voluto da Monti viene vanificato dal "premio produzione" a fine anno: ridicolo!
Ma ciò vale per tutti i dirigenti, regionali, provinciali e comunali: perché mai devono ricevere un ulteriore gratifica oltre al già sempre assai cospicuo stipendio che si suppone finalizzato a nient'altro che a "raggiungere gli obiettivi"?
In una situazione di bilancio iperattivo e di generale soddisfazione degli "utenti", ci può anche stare una gratifica, più ai dipendenti spesso sottopagati che ai dirigenti già abbastanza "pingui".
Ma in una situazione di crisi generale, mentre in certe parti d'Italia i supplenti a scuola non vengono pagati da mesi e i più attenti commentatori paventano un autunno tremendo per la stragrande parte dei cittadini, è inaccettabile che la casta dei dirigenti - appoggiata da quella dei politici - si goda i "premi partita", già di per se stessi più che sufficienti per una vita dignitosa e per mettere al sicuro gli ordinari 10mila al mese, puliti puliti.
Aboliamo SUBITO i premi ai dirigenti!
ab

mercoledì 24 luglio 2013

25 luglio 1943-2013: dalla fine del fascismo alla difesa della Costituzione

Sono passati 70 anni. 70 anni dal 25 luglio 1943, giorno della caduta del regime fascista. Da quel momento l'Italia volta pagina: anche se la seconda guerra mondiale deve ancora raccontare le sue storie più tragiche, milioni di italiani iniziano a combattere per la libertà e la democrazia. I frutti della loro azione, radicata nel sacrificio di coloro che hanno perso la vita per dare alla Nazione un futuro, sono stati raccolti dai fondatori della Repubblica nella Carta Costituzionale: come disse Calamandrei, essa è "un testamento di centomila morti per riscattare la dignità e la libertà dell'Italia". 70 anni dopo molti sono i tentativi di minare le fondamenta della nostra democrazia attraverso la manomissione di parti essenziali della Costituzione. Il miglior modo di celebrare il 25 luglio è riaffermare la propria fedeltà ai "fondamentali" della Carta. Senza se e senza ma.
ab

martedì 23 luglio 2013

Parcheggino di via Cadorna a Gorizia: piuttosto che niente è meglio piuttosto... O no?


Quest'immagine è ormai familiare ai lettori del blog: è stata scattata nel parcheggio sterrato all'incrocio tra le vie Cadorna, XX settembre e Santa Chiara.





La seconda segnalazione, l'11 luglio, ha ottenuto un'inaspettata e in parte gradita risposta: Come si può vedere nella seconda immagine, le immondizie sono state rimosse. Un particolare grazie all'ignoto che si è sporcato le mani per migliorare l'aspetto della città.
Quello che stupisce e suscita qualche curioso interrogativo è però che siano stati portati via SOLO i rifiuti immortalati dall'obiettivo e non tutti gli altri che continuano a far brutta mostra di sé nell'assai frequentato sito.

Restano, come si può vedere, le numerose esche collocate nell'ambito della campagna di derattizzazione della città. Certo che se intorno ad esse non viene fatta pulizia, rischiano di rendere vana la constatazione secondo la quale "è meglio prevenire che combattere".

lunedì 22 luglio 2013

AAA cercasi manager che rinunci al premio produzione

Si cerca di resistere alla tentazione della cosiddetta "antipolitica", ma - con i tempi che corrono - la notizia degli oltre 24mila euro generosamente elargiti ai manager della Sanità del Friuli Venezia Giulia come "premio produzione" lascia basiti.
Ora tutti costoro, indubbiamente per portare avanti un lavoro di grande responsabilità, percepiscono uno stipendio mai inferiore ai 10mila al mese: e per cosa vengono pagati così profumatamente, se non per realizzare gli obiettivi loro affidati? Perché allora adesso ricevono un ulteriore "premio"? Un vero terno al lotto, peraltro, corrispondente a più del reddito medio annuale degli italiani o  almeno a due anni di lavoro di una badante... e senza "premi produzione".
Che bel segnale se almeno uno dei "fortunati" rinunciasse pubblicamente alla prebenda, consapevole di "aver fatto soltanto e nulla più che il proprio dovere"!
Andrea Bellavite

C'era una volta il Travnik

Mentre la città di Gorizia è lo sfondo del grande Cinema portato dall'Amidei, restano sul tappeto - o meglio sul selciato - i buchi di sempre. Tra questi particolarmente impressionanti sono quelli che caratterizzano la strada antistante alla chiesa di Sant'Ignazio.
Dalla "fine" dei lavori sono passati ormai quasi cinque anni e la situazione è progressivamente peggiorata: all'inizio si lamentavano solo i ciclisti per il porfido troppo grezzo, dopo breve tempo - gli autisti degli autobus lo avevano previsto per tempo - sono cominciati i guai. Pezzi di porfido dappertutto, buchi sempre più grandi, degrado quotidiano. Il Comune, attribuendo la colpa alla ditta costruttrice, ha costretto più e più volte gli operai a tornare sul posto per sistemare le cose: da allora orribili rattoppi d'asfalto, provvisorie sostituzioni, tentativi di fissare meglio le pietre... si sono susseguiti senza ottenere alcun risultato.
Come si può vedere anche oggi, la soluzione è l'"avviso ai naviganti", cioè un segnale di pericolo che indica agli ignari automobilisti che in caso di pioggia Piazza Vittoria (un tempo Travnik e Piazza Grande) rischia l'alluvione!
Senza accenti polemici, qualcuno può rispondere alle seguenti domande:
- Se e quando la strada che attraversa la Piazza sarà degna di questo nome e non dovrà subire l'onta del rattoppo a ogni cambio di stagione?
- Chi paga tutti gli interventi, passati, presenti e futuri, per "incollare" volta per volta il tutto? Non sarebbe meno impegnativo investire denaro per sistemare in modo definitivo il fondo stradale?
- Non è che la situazione sia questa semplicemente perché non ci sono più soldi, dal momento che tutti i residui del famoso progetto di riqualificazione sono impegnati per gli ascensori al Castello (e forse - se non probabilmente - potrebbero essere insufficienti anche per concludere quell'opera)?
ab

domenica 21 luglio 2013

Porta di Gorizia e Via Gemina: interessanti idee per un importante raccordo

Interessanti i resoconti pubblicati sui quotidiani locali, intorno alla conferenza stampa relativa alla cosiddetta "Porta d'Italia", il discusso monumento che ha sostituito la precedente "rotonda di Sant'Andrea".
Isonzo Soča ha opportunamente invitato sindaco, esperti e operatori dell'informazione a comunicare "il punto" sui lavori e a confrontarsi con alcune proposte, dall'alto valore simbolico. Apprezzando alquanto le idee e ringraziando Dario Stasi e la redazione della rivista, ci si permette in questo contesto solo di aggiungere qualche tassello.
a) Gli Archi. D'accordo sul fatto che - piaccia (a molti) o non piaccia (a molti altri) - il monumento esiste e auspicabilmente continuerà a esistere. La domanda è: chi lo ha deciso? E sulla base di quali criteri? E' chiaro che un artista propone secondo la propria ispirazione, ma la responsabilità di una scelta del genere - in relazione a un elemento così evidente in un ambito di grande importanza storica  e culturale - non può essere limitata agli amministratori del momento. Non è giusto che i cittadini, italiani ma anche sloveni, si accorgano solo la notte dello spettacolare collocamento, del manufatto che li dovrebbe rappresentare.
b) Il nome del monumento. Difficilmente si cambierà "Porta d'Italia", il sindaco ha ragione quando sostiene che "Porta d'Europa" avrebbe penalizzato la Slovenia, meno quando ritiene che in tale dizione non ci siano inflessioni nazionalistiche. Molto meglio "Porta di Gorizia", come proposto da Stasi: sarebbe un ottimo modo per far sapere ai milioni di persone in transito almeno il nome della zona attraversata. Se poi si valorizzasse meglio l'area di sosta con opportuni richiami all'importanza storica e paesaggistica del territorio si potrebbe invogliare a una più o meno consistente visita. E se fosse "Ponte di Gorizia/Goriški Most"? Si richiamerebbe così il valore di un ponte su cui ci si incontra piuttosto che di una porta che introduce da un mondo a un altro...
c) Il nome dell'Autostrada. Ha ottenuto maggiore accordo la proposta di intitolare l'A34 "Via Gemina", richiamandosi al (discusso) antico tracciato della strada romana che conduceva da Aquileia a Ljubljana. Interessante e condivisibile: per una dilatazione del nome anche all'autostrada fino a Razdrto e Ljubljana sarà necessario coinvolgere gli storici sloveni e parlarne insieme su un tavolo comune. Ci potrebbero essere discussioni sul tracciato - da Ajdovščina in poi è possibile ricostruire con una certa precisione l'antica "via" attraverso il vallo di Hrušica (Ad Pirum); oppure sul valore simbolico di un nome legato comunque ai tempi dell'imperialismo romano. Comunque sia, una serena discussione tra persone competenti potrebbe permettere di portare a casa un importante risultato: la condivisione del nome e la conseguente sottolineatura dell'unità progettuale legata alla costruzione del raccordo autostradale.
Il quale, in mancanza di approfondimento delle proposte di Isonzo Soča, rischierebbe di essere chiamato semplicemente  "raccordo Villesse-Razdrto" o "raccordo Villesse-Ljubljana". E Gorizia risulterebbe poco più che un'area di servizio!
Andrea Bellavite

sabato 20 luglio 2013

Amidei, perla della Cultura goriziana

Gorizia offre in questi giorni la sua perla: il festival della sceneggiatura Amidei, evento artistico di enorme importanza, reso possibile da decenni di impegno a tutti i livelli. In effetti tale iniziativa ha la capacità di entusiasmare i cittadini, che affollano fino a notte inoltrata il parco Coronini e le manifestazioni collaterali e nel contempo di attrarre anche da molto lontano persone interessate e operatori qualificati. Forse dell'importanza e della complessità di una simile settimana di autentico cinema, i meno consapevoli sono proprio i Goriziani e le ripercussioni negative di alcune scelte politiche regionali sul futuro del festival sono state evidenziate fin troppo tardi. Ma il successo annuale di questo grande momento estivo di autentica Cultura non può passare inosservato e deve sollecitare tutti - ciascuno secondo le proprie competenze e responsabilità - ad adoperarsi perché l'Amidei continui ad esistere e a prosperare. Grazie a tutti gli organizzatori.

giovedì 18 luglio 2013

Il "dovere" di ascoltare, anche quando non c'è accordo...

Alla sua prima apparizione nel Consiglio Provinciale di Gorizia la nuova assessora della Giunta Gherghetta lascia l'aula prima della conclusione dei lavori. Un consigliere la "becca" sui quotidiani ed essa replica oggi stizzita.
Ha ragione quando afferma che uno ha il diritto di essere stanco dopo una giornata di duro lavoro: può capitare e con un minimo di buon senso chiunque la comprenderebbe e giustificherebbe.
Non ha ragione quando sostiene di "non farcela più" ad ascoltare le riflessioni di uno dei consiglieri sul tema dell'immigrazione e di essersene andata per inviare un segnale di protesta. Questo non è consentito a un amministratore: rifiutarsi di ascoltare i pareri diversi dai propri non è un segnale di democrazia. E se si ritiene che i linguaggi o i contenuti espressi non siano consoni esistono diverse forme istituzionalizzate per stigmatizzare eventuali aberrazioni: interventi in aula, ordini del giorno, denunce giornalistiche e, in caso di presunto reato, la magistratura.
Un amministratore "rappresenta" le ragioni di chi lo ha direttamente o indirettamente eletto: per questo non può sfuggire a quel dialogo serrato che avviene nelle sedi a ciò deputate. Sono altri gli spazi del gesto di protesta, della testimonianza e del boicottaggio...

Ministero degli esteri "paziente e determinato"

Che forza, 'sta Bonino!
Nelle dichiarazioni delle ultime 24 ore la ministro degli esteri afferma: a) sul caso kazako sono stata informata da un'organizzazione umanitaria e non ho alcuna competenza; b) sui marò detenuti in India penso che con determinazione e pazienza ne verremo fuori; c) sul caso del giornalista Quirico scomparso ormai da mesi in Siria, pazienza e determinazione porteranno - spero - a buon fine.
Chissà, forse con "pazienza e determinazione" questo Governo delle Larghe Intese risolverà tutti i problemi del mondo e finalmente vivremo per sempre felici e contenti.
Come nelle favole...

mercoledì 17 luglio 2013

Gorizia, per la Rai "hic sunt leones"

Nel villaggio globale, c'è chi vive al centro e chi in periferia. Ne sa qualcosa l'Africa - tanto per portare un esempio eclatante - sostanzialmente quasi del tutto priva di agenzie autoctone: per questo di essa si parla e gli abitanti del mondo ne sanno qualcosa, soltanto quando e come vogliono i padroni del'informazione.
Nella Regione Fvg la periferia è Gorizia: in altri tempi, accanto al Piccolo, al Primorski Dnevnik e ai settimanali Voce Isontina e Novi Glas, c'erano le redazioni locali del Messaggero Veneto e perfino del Gazzettino, nonché diverse radio private che consentivano un continuo aggiornamento.
Particolarmente clamorosa la questione relativa alla (non) copertura Rai: non esiste da un decennio un corrispondente dedicato e la sede locale è stata desolantemente chiusa all'indomani della sua inaugurazione. E tutto ciò, in tempi assai lontani dall'attuale contingenza da spending review!
Dunque, non è che di Gorizia non si parli, semplicemente a livello radio-televisivo manca un "luogo" in cui Gorizia possa parlar-si e parlare alla regione: un ambito di elaborazione e di comunicazione senza il quale la città non può che sprofondare verso una sempre più evidente periferica marginalità.

martedì 16 luglio 2013

Il Senato: contro tutto e (quasi) tutti, sì agli F35!

Il programma F35 va avanti.
Così ha votato l'aula del Senato, contrari Sel, M5S e una (piccola) parte di senatori Pd che giustamente hanno ricordato come tale scelta andasse esplicitamente in direzione opposta al programma elettorale del partito, che prevedeva la "messa in discussione" dell'"affaire".
Ancora una volta il tempo delle "larghe intese" offre un tristo spettacolo e i senatori decidono a prescindere da un'ampia parte dell'opinione pubblica, anche di quella non tradizionalmente "pacifista" ma legittimamente contraria a una spesa abnorme e a detta della maggior parte degli esperti anche inutile.
Cresce il senso di tristezza e di impotenza verso "questa" deriva della democrazia rappresentativa, ma cresce anche il desiderio di un'alternativa sostenibile. Sarà possibile?
ab

L'Italia in sidecar: sta per iniziare l'entusiasmante viaggio di Paolo e Smilla

Gorizia, più o meno davanti al palazzo della Provincia, un incontro fortuito.
Si tratta di Paolo Susana e della sua cagnolina Smilla, qui in posa insieme a una simpatica collaboratrice e al sidecar "Ronzinante".
Cosa c'è di particolare? Il progetto di percorrere l'Italia - e poi anche l'Europa - su un mezzo speciale, guidato dall'uomo e "abitato" dal cane. L'obiettivo di parlare di randagismo e maltrattamenti di animali, sensibilizzando la gente che si incontra attraverso la straordinaria capacità di accoglienza di Paolo e la dolcissima compagnia canina di Smilla.
Il primo tour partirà tra qualche giorno da Gorizia per rientrare nella nostra città all'inizio di settembre, in occasione del Festival Vegetariano. "Troppi esseri viventi - rimarca Paolo - vivono senza essere rispettati: animali, vegetali ed esseri umani, spesso rinchiusi in recinti dove non viene tutelata la loro dignità". Non a caso uno degli incontri più significativi sarà con i detenuti del carcere di Volterra. Tutto il resto, a parte una traccia di viaggio lungo la Penisola, sarà lasciato all'insostenibile leggerezza dell'essere: cioè alla passione esistenziale di Paolo e alla gioiosa compagnia di Smilla.
Per chi desiderasse saperne di più (e anche dare una mano "materialmente" ai due protagonisti), ci sono un ottimo, a tratti addirittura commovente blog: sidecarsmilla.blogspot.it e una pagina facebook: www.facebook.com/SidecarSmilla.
Ah sì, la cagnolina vi fa venire in mente il titolo di un bel film? Avete indovinato, ma solo leggendo l'autopresentazione di Smilla sul suo blog sarà possibile scoprire il perché di questo nome...
Con tutto il cuore, un intenso augurio di "Buon Viaggio"!
Andrea Bellavite

lunedì 15 luglio 2013

Inopportuno che Romoli mantenga anche l'assessorato alla cultura

Cingolani: non perdere l'occasione del 2014...
Il centenario della Grande Guerra non deve diventare l'ennesima occasione persa per Gorizia. Si tratta di una preziosa opportunità per valorizzare la città e la sua storia, anche in ottica turistica, ma è necessario muoversi in tempo, realizzare dei progetti anche transfrontalieri in grado di attingere ai nuovi finanziamenti europei che partiranno dal 2014, senza improvvisare all'ultimo momento col rischio di restare a mani vuote.
L'incontro con le diverse associazioni che si occupano a vario titolo di storia locale, organizzato a febbraio dall'ex assessore alla cultura Ziberna, in cui sono state presentate idee interessanti, è rimasto un momento isolato. Secondo alcune associazioni sarebbe utile creare una sorta di “comitato scientifico” in vista delle celebrazioni della Grande Guerra, formato da esperti, personalità della cultura e rappresentanti di associazioni che da tempo si dedicano all'approfondimento storico. L’obiettivo deve essere quello di far scaturire nuove idee, di pianificare e coordinare le forze ed i progetti, di non disperdere le energie e i finanziamenti in mille rivoli, di dare visibilità nazionale ed internazionale al territorio.
L’Associazione èStoria, grazie all’esperienza acquisita e alla capacità dimostrata, potrebbe essere l'apripista e il capofila.
Altre città stanno cercando di diventare il fulcro delle celebrazioni del centenario nella nostra regione, mentre questo ruolo deve spettare a Gorizia e al suo territorio. Tra l'altro il capoluogo isontino potrebbe dare particolare rilievo al centenario del 1914, data di inizio della Grande Guerra anche per la nostra città, allora parte dell'Impero austro-ungarico.
Tutto questo richiede un lavoro intenso da parte dell'Amministrazione comunale e dell'assessore alla cultura in particolare. Anche per questo non è opportuno che Romoli, già assessore ai lavori pubblici oltre che sindaco, mantenga anche la delega alla cultura: come può avere il tempo e le energie per svolgere il suo ruolo in modo efficace? La nostra impressione è che Romoli, dopo l'elezione di Ziberna a consigliere regionale, non abbia affidato ad altri la delega alla cultura per evitare di far esplodere problemi all'interno della sua maggioranza. Ma né questo, né l'intenzione di risparmiare uno stipendio d'assessore sono motivi validi per rischiare di far perdere a Gorizia un'enorme occasione di valorizzazione e rilancio.
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd di Gorizia

domenica 14 luglio 2013

Forse non tutti sanno che...

 

Anche se pochi dimostrano di essersene accorti, alla fine della "ciclabile" tracciata sui controviali di Corso Italia (e ordinariamente "invasa" da pedoni, macchine parcheggiate, ecc.) i ciclisti hanno a disposizione ancora un centinaia di metri, come ben indicato dal segnale collocato sul lato est del Teatro Verdi (presso l'agenzia di turismo fvg). Si tratta della striscia di marmo scura, chiaramente distinta dallo "spazio" riservato a chi cammina. Tale traccia prosegue anche più avanti, ma in questo caso ciclisti e camminatori possono coesistere cercando di non disturbarsi a vicenda: si tratta di quella parte del Corso Verdi nella quale la discussa pedonalizzazione "a posteriori" sembra abbia reso inutile una pista "riservata", anche se precedentemente prevista dal progetto originario.
ab

Chi si dimette e chi no...

Un mese fa il Governo ha perso una figura simbolica significativa come quella di Josefa Idem, giustamente dimessa - purtroppo dopo una controproducente "resistenza" con tanto di conferenza stampa - a causa di alcune irregolarità amministrative riferite alle sue personali proprietà.
Adesso scoppia un caso oggettivamente ben più grave, in grado di mettere in discussione la (residua) credibilità e affidabilità dell'Italia nel mondo: il decreto di espulsione di Alma Shalabajeva con figlia di sei anni e la sua revoca "a frittata fatta". Si assiste a un balletto di responsabilità, in cui nessuno sembra sapere niente: il presidente del Consiglio difende il ministro degli Interni, il ministro degli Esteri si chiama fuori e la guardasigilli sorride imbarazzata (da notare che la Cancellieri, a detta del virgolettato dei giornali non smentito dall'interessata, il giorno dell'espulsione ha dichiarato gongolando: "Le procedure sono state perfette. Tutto in regola e secondo la legge."). Per il momento nessuno sembra in procinto di "pagare" e tutti proclamano la loro volontà di "rimanere ad oltranza perché scevri da ogni responsabilità". Come dire, o sono delle facce di bronzo o ormai la democrazia rappresentativa è estranea a qualsiasi decisione importante che riguardi il nostro Paese (o tutte due le cose insieme...). Facile pensare come Casson che richiamando l'amicizia tra il satrapo arcoretano e il dittatore kazako rileva la tempestività dell'"affaire": magari l'intercessione dell'ex premier potrebbe produrre un risultato eclatante e ridicolizzare definitivamente la teoria Napoletaniana delle Larghe Intese. Sulla pelle di una donna e di una bimba che non dovevano essere mandate via dall'Italia...
A proposito di dimissioni: un vice presidente della Camera (Calderoli) prosegue sulla linea delle offese incredibilmente becere a una ministro della Repubblica (Kyenge) e resta tranquillamente al suo posto. Certo che in una simile situazione è davvero difficile vedere la luce al fondo del tunnel...

venerdì 12 luglio 2013

APPELLO: SALVIAMO IL KINEMAX!!!

In merito al post precedente c'è da aggiungere...
Delle colate di cemento in epoca di crisi ne abbiamo parlato già negli altri post. Qui vale la pena ricordare che Gorizia non può perdere il suo palazzo del cinema che comprende non solo l'unica sala della città, ma anche mediateca, Dams, oltre alle iniziative collaterali. Non c'è da scherzare: l'apertura è prevista per novembre. Da questo blog parte un appello alle forze politiche e ai cittadini perchè si scongiuri quello che può diventare il colpo finale a questa città. Per una volta tanto cerchiamo di difendere quel poco che ci resta.

"Tiare shopping" o "shopping tiare"?

Curioso il nome proposto per il mega centro commerciale di Villesse: "tiare shopping". Entusiastici i commenti del sindaco di Villesse e del presidente della Provincia: in realtà, ironicamente, è azzeccato. Si tratta infatti di una "vendita di terra" (leggi espropriazione e consumo di suolo) senza precedenti, in grado di trasformare una delle poche aree della pianura friulana ancora "agricole" in un vero e proprio mare di asfalto su cui navigano immobili i transatlantici (magazzino Ikea e prossimi ipermercati) e le agili vele della stazione autostradale. C'è da chiedersi chi ci guadagnerà da questo enorme "shopping" di "tiare". Tra i quasi tutti che ci perderanno è sicuramente da annoverare la cultura goriziana che grazie alla ventilata apertura della multisala villessina si appresta a registrare un ulteriore balzo verso il definitivo impoverimento del capoluogo e della sua prestigiosa (tra le ultime superstiti!) attività legate al cinema.
ab

giovedì 11 luglio 2013

A proposito di maleducazione...


Quali sono le differenze tra le due immagini? Purtroppo non è un gioco e le fotografie documentano la situazione del parcheggio/porcheggio di via Cadorna (angolo via Santa Chiara): una è stata scattata e pubblicata su questo blog lo scorso 28 maggio, l'altra oggi, 45 giorni dopo. La situazione di quello spazio vicino al centro cittadino è ai limiti della discarica e le automobili vengono sistemate spesso su uno strato di rifiuti. Maleducati e incivili i seminatori di spazzatura, ma vivaddio da quanto tempo nessun operatore specializzato viene inviato in questo ormai pericoloso sito?
ab

Contro Marko inqualificabile "attacco" nel Consiglio Provinciale

Il tentativo dei centri di potere familiari goriziani – che da decenni gestiscono i posti tramandandoli di padre in figlio, di generazione in generazione, e accogliendo nelle tribù umili clienti, finti rivali, che tuonavano ai miei tempi in consiglio comunale in difesa dei cittadini e poi votavano come diceva Romoli, - è quello di paragonare i loro modi di fare, arroganti e impuniti, con quelli di altre persone che con loro non c'entrano nulla. Si legge oggi che Marko Marinčič ha una figlia che fa uno stage in Provincia e che dunque è uguale agli altri satrapi locali. Siamo matti? E' dalle ultime elezioni comunali che Marko si è ritirato dalla vita politica ed è tornato a fare il suo lavoro, da almeno due anni non fa il consigliere provinciale. Dunque quale è il problema? Stiamo parlando di uno stage, non di incarichi apicali nelle banche cittadine! Perchè, se vi scandalizzate, allora ditecelo in faccia che per gli irriducibili e non pentiti non solo non c'è posto in città, ma non ci sarà neppure per i loro figli che saranno emarginati da enti pubblici, scuole, negozi perchè i loro padri o le loro madri hanno osato dire qualcosa nelle assemblee pubbliche contro la gestione politica di Gorizia,  dunque non possono avere una vita simile a quella dei rampolli della decaduta borghesia locale.  Signori, siamo seri, non avete la stoffa di chi in Grecia decretava l'esilio e i cocci li sapete usare solo per fare i centri commerciali. 
adg

lunedì 8 luglio 2013

C'è o non c'è?


La ciclopedonale di v.le XX Settembre, come quella di via V. Veneto, ha avuto una vita effimera in quanto non ben strutturata. Asfalto rovinato, mancanza di colorazione del fondo stradale, scivoli non presenti in tutte le intersezioni. La ciclopedonale partiva dall'incrocio con  via don Bosco fino a via Cadorna sul lato dei numeri dispari, con una variante a metà percorso che a causa della ristrettezza del marciapiede occupava per un centinaio di metri la sede stradale. Questa variante ha suscitato notevoli polemiche, che ha portato la soppressione del tracciato. Eppure la ciclopedonale poteva, anzi, potrebbe, essere progettata considerando meglio la larghezza di due marciapiedi, ovvero con due corsie separate per senso di marcia: lato numeri dispari in salita verso via Cadorna e in discesa verso via don Bosco partendo da via dei Coronini sul lato numeri pari. Oppure in doppio senso con l'attraversamento del viale all'altezza di via b.ta Pavia.
La particolarità che vedete nella foto, scattata domenica 7 luglio, ed è questo il motivo del titolo del post, rappresenta il passaggio pedonale e ciclabile nell'incrocio con via b.ta Pavia di un tracciato che è stato soppresso: che la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra?
nc

Adamo dove sei?

Da una parte non si può negare l'alto valore simbolico della visita di Papa Francesco a Lampedusa.
Nel suo primo viaggio fuori Roma ha visitato uno dei luoghi nei quali maggiormente si respira la sofferenza derivata dalla globalizzazione: tutta la sua riflessione è stata incentrata sul dolore immenso di chi perde la vita e sulla richiesta di perdono per l'indifferenza generale e per le scelte che determinano questa situazione.
Straordinario! Il responsabile della Chiesa di Roma indica ancora una volta la via del "prendersi cura gli uni degli altri", valorizza e rispetta le altre culture e religioni, "mondializza" la tradizionale visione eurocentrica del cattolicesimo tradizionale. Fin dove arriverà?
Ecco, il problema è questo: Francesco tenta solo di dare il buon esempio, come un bravo parroco che va a cercare il consenso dei suoi parrocchiani oppure i suoi gesti vogliono indicare una strada all'intero mondo cattolico e non? In altre parole, un po' come e un po' più di Woytjla cerca di riaggregare le pecorelle disperse intorno all'eccezionalità della sua persona e delle sue iniziative o ritiene invece che il cristianesimo costantiniano sia stato definitivamente seppellito dal tragico Novecento planetario?
Non sono interrogativi da poco, anche dopo una giornata così particolare nel cuore del Mediterraneo. Il Papa contribuisce a inceppare i meccanismi perversi che hanno portato alla morte migliaia di persone nel Sahara e nel mare oppure si limita a una pur molto importante testimonianza di affetto e vicinanza a chi è nella sofferenza? Alla domanda "Adamo dove sei?" si deve una risposta puramente spirituale o si innesca un percorso di autentica trasformazione del mondo?
La sensazione è che ancora molta acqua debba scorrere nel Tevere per comprendere - se c'è - il vero progetto di Papa Francesco... Ma anche che le autorità politiche nazionali che non hanno mai ritenuto opportuno compiere nel recente passato lo stesso viaggio, hanno da stasera un motivo in più per un serio esame di coscienza...
ab

domenica 7 luglio 2013

Perdere il cinema: un dramma


Quale perdita rappresenterebbe la chiusura del Kinemax per Gorizia? Oltre al fatto che ci troveremmo senza nessuna sala cinematografica, l'immagine della città come punto di riferimento per la sceneggiatura cinematografica, luogo di studio per i giovani del DAMS, ne verrebbe del tutto compromessa. Lo stesso premio Amidei come potrebbe svolgersi senza una sala cinematografica? O dovremmo andarlo a vedere nella multisala di Villesse? Per Gorizia la chiusura del cinema sarebbe una perdita incredibile di competenze, un danno di immagine enorme. Non possiamo più essere le città delle caserme, dobbiamo essere la città della cultura e della storia. C'è gente che sull'apertura internazionale di Gorizia ci ha scommesso una vita, ha portato registi da tutto il mondo, ha aperto la città a nuovi stimoli culturali. Possiamo rassegnarci a vedere i film tra i negozi ed i super market? Non so dove debba andare Romoli, ma prima di incontrare il ministro Mauro per chiedere nuovi contingenti militari, vada in Regione e cerchi di fermare una perdita irreparabile per la città. 
adg

venerdì 5 luglio 2013

Ancora cemento? Si soffoca!

Si riceve e si pubblica il comunicato stampa del gruppo consiliare ViviAmo Villesse e del Comitato "No smog" Villesse.

Il raddoppio del parco commerciale: ecco quanto si prospetta per il territorio villessino in un futuro neppure troppo lontano. Se l’amministrazione comunale decidesse di accettare la richiesta fatta da chi propone l’ampliamento del complesso commerciale, si passerebbe dagli attuali 72mila mq di superficie di vendita ai 140mila mq.
Oggigiorno, gli spazi residenziali coprono circa 497mila mq, mentre la superficie territoriale prevista dal solo parco commerciale è di ben 458mila mq. Ciò significa che di là dalla strada regionale è sorta una struttura che sta diventando speculare per ampiezza al nostro paese.Se poi l’amministrazione decidesse di cambiare la destinazione d’uso di ulteriori terreni agricoli, l’area commerciale supererebbe di gran lunga l’abitato, raggiungendo i quasi 700 mila mq.
Villesse si trova già compressa tra un’estesa area industriale (la più grande in ambito provinciale in proporzione al territorio comunale) e una zona commerciale dalle dimensioni pari a quella della zona abitata. Ricordiamo inoltre i numerosi fattori di pressione che gravano sul nostro piccolo centro abitato, quali la rete viaria (l’autostrada con il nuovo casello a dodici piste e la strada regionale), metanodotti ed elettrodotti. Ci troviamo quindi ad un passo dal baratro, dall'irreparabile e nell'immediato futuro si gioca il destino del territorio.
Tuttavia, chi amministra si trova oggi nella condizione di poter modellare la direzione di sviluppo del paese. E lo potrebbe fare assieme alla cittadinanza, condividendo scelte e orientamenti.Ciò non avviene. Ci troviamo ad assistere a decisioni calate dall'alto di cui la cittadinanza rimane all'oscuro senza avere la possibilità di approfondire e ribattere nella sede opportuna. I cittadini sono forse stati informati in merito alle scelte su terreni che attualmente sono agricoli e che l’amministrazione ha deciso di considerare come aree degradate e marginali, con l’obiettivo di trasformarli in aree commerciali per la grande distribuzione, proponendo di fatto un’ennesima occupazione del territorio?
Pretendiamo chiarezza da parte di un’amministrazione che da una parte sbandiera la sostenibilità ambientale, il consumo zero di territorio e dall'altra prospetta un’ulteriore colonizzazione e cementificazione di suolo!

giovedì 4 luglio 2013

Parco commerciale in via Terza Armata: un'idea superata dai tempi


Pochi giorni fa l'amministratore della società Commerciale goriziana, Bruno Terpin, lamentava, sul Messaggero Veneto, l'assenza di investitori per il suo mega-progetto, rivolto ai circa trenta ettari di terreno posseduti fra la via Terza Armata e il confine.

Il progetto, pronto ormai da diversi anni, consiste nella realizzazione di un enorme parco commerciale destinato ad un ipotetico target di consumatori, desiderosi di trascorrervi il tempo libero, tra acquisti, wellness, spettacoli e una bella passeggiata fra vetrine che espongono merce di vario genere.
L'esortazione è: caliamoci nella realtà. Viviamo in un tempo di crisi, che ci fa intravedere una graduale sempre minore disponibilità di denaro da parte del cittadino comune, e l'interrogativo su quale possa essere la strada della ripresa per tanti piccoli imprenditori.

A che che cosa può servire ai goriziani una mega struttura, che ne replicherebbe altre, identiche o quasi, presenti nelle immediate vicinanze? La cui costruzione creerebbe uno spaventoso consumo di suolo e i cui profitti non resterebbero certo in loco, salvo alcuni posti di lavoro, chissà poi se ben pagati.
Perché, invece, in sinergia con la Slovenia, non valorizzare l'area posta lungo il confine, da via Terza Armata al valico del Rafut, per quello che è, e cioè un'area verde, rimasta tale per motivi legati alla presenza del confine, antico handicap che oggi può essere rivalutato come punto di forza?

Rendere quell'area interessante dal punto di vista ambientalistico richiederebbe investimenti minimi: spazi verdi attrezzati per lo sport e il tempo libero, piste ciclabili... Perché non recuperarvi le attività agricole, ortofrutticole, alle quali era stata destinata dalla tradizione? (E non senza una ragione, ma per la particolare fertilità di quel suolo, dal quale proveniva, fino a pochi decenni orsono, un rinomato radicchio).
Perché non continuare ad immaginare la sede dell'anima commerciale di Gorizia, nel centro città, dove non mancano certo gli spazi, già cementificati, ma attualmente vuoti, adatti alla realizzazione di attività economiche varie e parcheggi? O nelle zone periferiche, già costruite, come l'autoporto o le fabbriche dismesse?
Chissà che lo scoraggiamento della società investitrice Commerciale goriziana, unito ad una visione più illuminata da parte degli amministratori locali, non porti alla restituzione di tutto ciò alla nostra città.


dc

Napolitano e gli F35


Il presidente della repubblica afferma – sulla questione dell'acquisto dei bombardieri F 35 -  che non si possono mettere in discussione decisioni già ratificate da maggioranze precedenti. Ma allora il Parlamento a che serve? E a chi serve il fatto che gli italiani, perenne colonia dal 1500 in poi, comprino gli sciagurati aerei? Evidentemente siamo come la povera Grecia, senza farmaci tumorali ma costretta a comprare gli inutili aerei.  A chi ha dato dunque  assicurazione il nostro governo? Un paese che è al collasso, con disoccupazioni e bassi salari record non può permettersi questa spesa, non può permettersi un'ulteriore umiliazione al parlamento, non può permettersi che siamo al presidenzialismo senza neanche averlo messo ancora in costituzione.
adg

mercoledì 3 luglio 2013

RIECCO INVALSI

Avevamo colto nel segno quando nel convegno sulla scuola pubblica organizzato dal Forum abbiamo individuato nei test INVALSI -  problematica trattata in modo chiaro ed esauriente da Leonardo Milocco - uno dei problemi non trascurabili della scuola, sul quale ancora troppo poco si discute. Ieri sul Fatto Quotidiano on line è apparso un articolo interessante su un ente (l'INVALSI appunto) commissariato da un direttore della Banca d'Italia, il quale si avvale di personale precario per somministrare test, dal prossimo anno presenti anche all'esame di maturità, che avrebbero il compito di stabilire scuole ed insegnanti virtuosi ai quali attribuire maggiori risorse. Sarà vero? Così le scuole dove le cose non vanno bene si vedranno le risorse tagliate, invece che aumentate? Il rischio che corriamo è che, per paura che gli studenti facciano una figura barbina, gli insegnanti li facciano esercitare sui quizzoni, trascurando le lezioni tradizionali, mille volte più utili. Sappiamo che una classe del liceo pedagogico si è rifiutata di fare l'INVALSI e che molti colleghi e genitori sono critici. Da settembre sul tema INVALSI e su cosa si deve fare a scuola abbiamo intenzione di mobilitarci un bel po'.
adg