domenica 30 giugno 2013

Una mostra da visitare.


Capita poche volte di vedere a Gorizia una mostra fotografica  che porti l'attenzione di questa nobile arte che cattura, in un riquadro più o meno grade, circostanze che molte volte passano inosservate, soprattutto in questi tempi che un dispositivo fotografico accompagna ogni gadget tecnologico (manca solo sul microonde...). Innumerevole è la mole di fotografie che vengono scattate in un anno. Si stima che in un anno vengano scattate come minimo 375 miliardi di fotografie (fonte: web). Ma di queste, quante sono quelle che danno un'emozione? 
Il Circolo Fotografico Isontino, che ha scattato le prime immagini nel lontano 1970, propone una meravigliosa collezione di immagini del Circolo Fotografico Veronese che porta all'attenzione dei visitatori alcuni landscapes (paesaggi) urbani. Molti i luoghi da visitare: dalla Mongolia a New York, dall'antica Tebe a Reykjavìk,  dalla Normandia a Gerusalemme, da Londra a San Francisco, da Durazzo a Mantova. E ancora da Grottaglie a Firenze passando per l'immancabile ma, in maniera inconsueta, Venezia.
Ma non finiscono qui le immagini, un pizzico di curiosità è necessario metterlo, per invogliare la visita alla mostra esposta nella galleria "ArtOpenSpace" di via Diaz 4 con i seguenti orari: da lunedì a sabato dalle ore 10.00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, fino al 13 luglio.
Le immagini hanno un formato molto grande, "ruffiano" che immancabilmente porta a far diventare molto più apprezzabile l'immagine, ma al tempo stesso, evidenzia gli eventuali difetti sia tecnici che di composizione. Quindi, per apprezzare bene le immagini, è consigliabile rimanere ad una certa distanza dalla fotografia, come una certa distanza l'hanno avuta gli amministratori locali che non hanno fatto presenza. Come si sa, con la cultura non si mangia...
Un plauso ai bravi fotografi di Verona e buona luce!

nc

sabato 29 giugno 2013

Fuoco (ex) amico sul sindaco unoetrino

Qualche volta si ha paura di offendere il simpatico Ettore “palla di vetro” Romoli, ma oggi leggiamo la lettera di qualcuno che non ha di queste remore. Stefano Cosma non solo attacca l'unoetrino perchè, accollandosi anche l'onere della cultura, di fatto non fa niente, ma mette in rilievo un fatto al quale, molto modestamente, anche noi avevamo accennato. Si tratta della assoluta insussistenza, inesistenza, impalpabilità del resto della giunta comunale. Il caso della Tersicore ricordato sulla stampa indica la gestione alquanto farraginosa del teatro goriziano. A noi preoccupa il fatto che se in pianura non si fa nulla, figuriamoci in montagna ( o nella caverna). L'ascensore dove ci porterà? A vedere cosa? Certo, ci ha detto il primo cittadino che adesso la cabina sarà “ipogea”, ma si è procurato almeno false stalattiti e stalagmiti? Concludo dicendo: ma la destra esiste in questa città di destra?  Qualche riunione, qualche dibattito, una chiacchiera in bar, qualche proposta anche minima? No, perchè se non c'è nessuno....magari a piedi nudi...potremmo provare a piegare la maniglia e a accomodarci noi. 
adg

Risposta di Irisacqua: ???

Sul Piccolo la risposta di Irisacqua alla conferenza stampa del Forum per Gorizia. Io non ci ho capito niente e voi, mi potete aiutare?
ab

Margherita Hack, la vita tra le stelle di una grande donna

Ci sono alcuni personaggi pubblici che se per la loro competenza suscitano universale ammirazione, per la loro semplicità e simpatia si rendono talmente vicini da divenire in qualche modo parte del proprio modo di essere, componenti della propria cerchia familiare.
Tra questi c'era certamente Margherita Hack, la più importante e conosciuta scienziata italiana, da alcuni anni  protagonista sul proscenio culturale, capace di spaziare con arguzia e intelligenza dagli argomenti astronomici a quelli politici, dall'autobiografia alla storia, dal cinema alla teologia.
Forse per le sempre esplicite posizioni politiche non ha mai ricevuto particolari onorificenze, anche se molti l'avrebbero volentieri vista nel ristretto novero dei senatori a vita: non ne ha certo sofferto, offrendo sempre a tutti una battuta con l'inconfondibile accento toscano e dimostrando un pari affetto agli esseri umani e agli altri viventi non umani.
La sua coerenza di persona improntata a una sana e sempre profondamente rispettosa laicità l'ha portata anche a scelte individuali significative, esempi di un amore alla vita capace di arrivare ad affermarne la dignità fino al punto di rifiutare cure invasive non finalizzate a salvaguardare la qualità dell'esistere.
Molto nota anche al pubblico televisivo per le frequenti apparizioni nei "salotti" di Fazio e di Floris, ha sempre risposto con grande entusiasmo anche ad inviti molto meno mediaticamente attraenti, rendendosi volentieri presente soprattutto nelle scuole di ogni ordine e grado. L'imitazione della sua voce da parte dell'attore Andro Merkù è diventata in breve tempo un "cult", soprattutto dopo gli scherzi telefonici della Zanzara, che hanno messo nei guai un ex presidente della Corte Costituzionale. Non se l'era presa molto, la Hack, se aveva accettato di partecipare ad uno spettacolo nel corso del quale la Margherita vera e quella imitata avrebbero dovuto dialogare insieme.
Non c'è stato il tempo, l'astronoma ha concluso il suo cammino esistenziale e ora conosce il segreto di ciò che sta oltre le stelle. Quello che nessun essere umano con la forza della ragione può scoprire...
Andrea Bellavite

venerdì 28 giugno 2013

Il Forum per Gorizia si rinnova...

Intensa assemblea dell'Associazione Forum Cultura per Gorizia, quella tenutasi ieri nella sede "storica" di via San Giovanni 5.
Dopo aver intravisto nella costruzione di una cultura politica del Territorio la prima ragion d'essere dell'Associazione, si è sottolineata la necessità di coinvolgere i cittadini in un dibattito finalizzato a pensare e realizzare un modo nuovo di vivere la città, anche in vista degli ancora lontani avvicendamenti al vertice del Comuni di Gorizia e Nova Gorica.
Sono stati individuati diversi percorsi di approfondimento: solo per portare qualche esempio, dall'urgenza del mondo del lavoro all'urbanistica "a misura d'uomo", dalla lotta agli sperperi  di danaro pubblico a quella contro le cattedrali nel deserto (ascensori al Castello, ma non solo), dall'affermazione della necessità di trasparenza amministrativa (Ater, Irisacqua, ecc.) alla "battaglia" per il rispetto della legalità, dal ripensamento del territorio insieme ai cittadini dei comuni limitrofi sloveni all'impegno per una cultura dell'amministrazione incentrata sulla pace, sul dialogo e sulla giustizia...
Sono state anche abbozzate alcune proposte operative, comprendenti conferenze, presentazione di libri, corsi di approfondimento sociali, storici e filosofici, viaggi d'istruzione in luoghi vicini e lontani, approfondimenti in vista dell'anno centenario dell prima guerra mondiale.
E sono state rinnovate anche le cariche statutarie, con un nuovo Presidente, un nuovo Consiglio Direttivo e un nuovo Revisore dei Conti: a tutti un grande augurio di buon lavoro e a Vito Dalò, che ha rappresentato così efficacemente l'Associazione negli ultimi sei anni, un caloroso ringraziamento.
Le nuove prospettive e gli specifici progetti saranno presentati pubblicamente alla cittadinanza al'inizio del mese di settembre.
ab

giovedì 27 giugno 2013

Polizze Irisacqua: lamentele dai cittadini


Onorati di ricevere e pubblicare la seguente lettera  di un cittadino che si sente beffato dalla proposta di Irisacqua in merito alle perdite occulte.
Apprendo con interesse misto a sollievo dalla stampa e dalla rete che anche altri cittadini – oltre a me - si sono fatti delle domande a proposito della assicurazione proposta (o è meglio dire “imposta”?) da Irisacqua.
Assieme all’ultima bolletta è arrivato un pieghevole redatto con le più sottili tecniche della comunicazione persuasiva: prima si terrorizza  l’utente agitando lo spettro della perdita occulta in agguato (“nell’Isontino una media di 10 utenti al mese denuncia la presenza di perdite occulte”) e della conseguente esorbitante fattura “che può anche superare i 10.000 euro!” – “Da un semplice foro di 3mm possono fuoriuscire 2.700 mc di acqua in 180 gg, con ben oltre 7.000 euro di addebito”. Subito dopo però ecco che su un piatto d’argento si propone la soluzione, facile-facile: una copertura assicurativa al costo di soli 9 euro annui – e che saranno mai in confronto ai 10.000 paventati? – per attivare la quale non bisogna fare “assolutamente nulla”. Cosa volere di più nell’epoca del “tutto e subito”?
E se invece un utente dovesse essere così sciocco da non voler cogliere al volo questa meravigliosa opportunità? Bè, allora tutto diventa più difficile! “Qualora non si intenda usufruire della garanzia assicurativa offerta” recita il pieghevole “è sufficiente comunicarlo ad Irisacqua entro 30 giorni dalla scadenza della fattura compilando l’apposito modulo disponibile presso gli sportelli o scaricabile dal sito. Sì, è una parola! La ricerca del modello in questione sul sito non è poi così agevole e immediata..
 Per non parlare poi delle “condizioni generali dell’Assicurazione Perdite Occulte”, anch’esse scaricabili dal sito, stando al pieghevole. 
Visto che queste ultime proprio non riesco a trovarle, decido di telefonare al numero verde al quale mi risponde un seccato operatore che ammette che le condizioni generali sul sito non ci sono ma se voglio me le invia per mail. Benissimo, gli comunico il mio indirizzo ma a tutt’oggi sto ancora attendendo il documento.
Nel frattempo invio una mail di richiesta ad Irisacqua che sì mi riponde ma inviandomi non le condizioni contrattuali complete ma un semplice prospetto riepilogativo. Un po’ poco, visto che l’utente di fatto firma un contratto! Restano misteriose, ad esempio, le modalità di esercizio della facoltà di recesso.
Ciliegina sulla torta: scandagliando il sito di Irisacqua alla ricerca dei vari documenti incappo nella tanto decantata Carta del Servizio Idrico Integrato. Alla voce “TRATTAMENTO DEI CONSUMI ANOMALI PER PERDITE OCCULTE”, si può leggere che “di norma, nessun abbuono è ammesso per eventuali dispersioni o perdite degli impianti dopo il contatore stesso.  Eccezionalmente IRISACQUA prenderà in considerazione consumi anomali dovuti a perdite occulte, non riconducibili pertanto a negligenza dell’Utente” e di seguito viene specificata la procedura di calcolo dell’abbuono e le condizioni per avere diritto al conseguente rimborso.
Ma allora, a cosa serve l’assicurazione se Irisacqua stessa, nella propria carta del Servizio, prevede dei meccanismi di tutela dell’utente  in caso di perdite occulte?
Appunto, troppo bello per essere vero! Nelle condizioni della nuova assicurazione si affrettano a specificare che “è doveroso sottolineare che l'eventuale utente che intendesse rinunciare alla presente assicurazione, in caso di perdita occulta, sarà tenuto a corrispondere ad Irisacqua l’intero ammontare della bolletta, rispetto al quale non vi saranno quindi ricalcoli e/o riduzioni.” 
Oltre al danno anche la beffa: il servizio peggiora perché le garanzie precedentemente incluse nella bolletta devono ora essere pagate extra sotto forma di assicurazione e incombono anche gli annunciati rincari delle tariffe.  
Sarà, ma io mi sento presa in giro, come utente e come cittadina. E non solo da Irisacqua ma anche – e ancora di più – da tutta quella lista di associazioni che fa bella mostra di sé  nell’ultimo risvolto del pieghevole: Adiconsum, Adoc, Cgl, Codacons, Federconsumatori, Legambiente e Uil.
Perciò scelgo la strada più scomoda: informerò Irisacqua che non intendo usufruire dell’”assicurazione occulta” e controllerò un po’ più spesso il mio contatore. Amen.

LETTERA FIRMATA

mercoledì 26 giugno 2013

Assicurazione sulle perdite occulte: molti punti non chiari


Giovedì 13 giugno il presidente di Irisacqua ha annunciato l'imminente attivazione di un nuovo contratto di assicurazione che tutela gli utenti da possibili enormi spese dovute alle perdite occulte di acqua. Questo nuovo contratto era stato annunciato anche da un volantino allegato all'ultima fattura. Ciò fa sorgere alcune perplessità:
1) L'ente Irisacqua manca di informarci della cosa più importante: e cioè che, dal primo settembre in poi, verrà a mancare, nel nostro contratto di utenza, quella clausola che riguarda proprio le dispersioni d'acqua dovute a perdite occulte. Infatti, mentre allo stato attuale l'Ente si assume l'onere di coprire una parte delle spese che si verificano in questi casi, applicando una tariffa agevolata, dal primo settembre in poi questa agevolazione non esisterà più e all'utente verrà addebitata la tariffa per intero.
La nostra domanda è: perché l'Ente Gestore ha deciso di modificare il contratto in modo chiaramente peggiorativo per l'utenza? Perché non è stata data un'informazione esplicita di questa scelta, corredata dalle ragioni che vi hanno portato?
Ci preoccupa la prospettiva di un peso sempre crescente sulle spalle dei cittadini per la fruizione di un bene essenziale quale è l'acqua e la nostra preoccupazione è incrementata da un altro dato emerso un paio di mesi orsono, quando la locale Autorità per l'energia elettrica e il gas (deputata alla regolazione e alla vigilanza della tariffa idrica) ha annunciato un rincaro della tariffa sino al 6,5%, aumento che, dalle affermazioni dei responsabili, risulta che Irisacqua stia applicando e intenda continuare ad applicare nei prossimi anni. 
Vorremmo sapere: quali sono le esigenze del Servizio che hanno portato a delle scelte così penalizzanti per l'utenza?
2) L'assicurazione verrà attivata in automatico in base al principio del silenzio-assenso. 
A questo proposito vorremmo far notare l'illeggittimità di una tale procedura, che scavalca le norme  più elementari del Codice Civile. Irisacqua non può mettere le mani nelle nostre tasche, addebitandoci l'importo previsto, di 9 o 17 euro a seconda dell'utenza, presupponendo l'esistenza di un contratto che noi non abbiamo espressamente sottoscritto.
3) E' mancata un'informazione obiettiva, in merito al problema delle perdite occulte di acqua. A noi risulta che il rischio riguardi soprattutto gli impianti di vecchia costruzione, mentre esso dovrebbe essere pressoché irrilevante per le costruzioni recenti. Le perdite occulte sono evidenziabili attraverso una semplice lettura del contatore e, forse, attraverso un monitoraggio più frequente il rischio di consumi abnormi può essere tenuto sotto controllo. Inoltre la proposta della polizza come unico rimedio al male sembra non confacente al ruolo, che l'ente dovrebbe assumere, di informare e di responsabilizzare l'utenza verso il controllo, la cura e la manutenzione dei propri impianti al fine di non sprecare un bene prezioso come l'acqua.
4) Vorremmo che fossero rispettati gli esiti del referendum 2011, attraverso il quale 26 milioni di elettori hanno espresso la chiara volontà che le tariffe sul consumo dell'acqua non debbano contenere quote atte a generare dei profitti.
In questo caso una cifra, che, negli obiettivi di Irisacqua, visto il numero dei volantini distribuiti, dovrebbe raggiungere l'ordine delle centinaia di migliaia di euro all'anno, dovrebbe passare dalle tasche dei consumatori alle casse di una compagnia privata di assicurazioni. Ma questa non realizzerebbe un profitto?
Noi vorremmo che, in accordo con gli esiti del referendum, eventuali costi aggiuntivi addebitati in bolletta non debbano essere utilizzati per fini diversi da quelli rappresentati dalle spese di gestione o dagli investimenti per migliorare impianti, tubazioni e qualità del servizio.  E che un'eventuale assicurazione venga proposta dal Gestore rivolgendosi soprattutto agli utenti più esposti al rischio, prevedendo un contratto a parte.
dc

martedì 25 giugno 2013

Tra il capolinea di Berlusconi (fusse che fusse la vorta bbona...?) e il ribaltamento della Idem

Intensissime le ultime ventiquattro ore, a tutti i livelli... 
1. Berlusconi condannato a sette anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Reazioni: da una parte si inneggia alla fine di una carriera politica (ma sarà poi davvero così?), dall'altra si contesta la valenza politica della sentenza.
La "verità" giudiziaria - per carità non infallibile, ma è quella garantita dalle "regole" costituzionali che determinano il modo di  essere della democrazia - riconosce di fatto la volontarietà dei comportamenti dell'ex premier: saranno certamente un Appello e una Cassazione a "fissare" o "cancellare" la condanna. 
La "verità" politica sembra invece abbastanza ben delineata, ammessa anche dai "protagonisti": mentre l'Italia sprofondava nella melma di una crisi economica dalle proporzioni inaudite, il suo presidente del consiglio - che aveva negato l'esistenza della voragine fino all'orlo della catastrofe - si sollazzava nella sua villa arcoretana: un "giro" di squallidi divertimenti con ragazze appena oltre i limiti della maggiore età, a fronte di generose elargizioni finanziarie e garanzie di "carriera politica". Si aggiunge, nel caso di Ruby, la presenza della minorenne e la penosa telefonata con la raccomandazione nei confronti della "nipote di Mubarak". 
Cosa c'è di strano nel pensare che un simile personaggio sia effettivamente pericoloso come individuo e come uomo politico? Quella giuridica non è una via abbreviata per "far fuori" un protagonista della  politica italiana degli ultimi vent'anni, ma una strada maestra - basata sulla legge - perché possa essere ripristinata la legalità. Un percorso nell'ambito del "codice" che rende possibile quello che non il giudizio degli elettori ma un improbabile sussulto di moralità avrebbe dovuto suggerire al satrapo: togliersi volontariamente dalla scena pubblica e affrontare da normale cittadino le conseguenze delle sue "avventure".
Cadrà per questo il Governo? Certo che se per tenersi in piedi un esecutivo ha bisogno di "parare il culo" a un simile personaggio, forse è tempo di rompere le "larghe intese" e tornare alle urne...
2. Josefa Idem ha intanto smesso di remare. Una vicenda imparagonabile a quella che coinvolge l'ex premier, ma non del tutto da sottovalutare. Dispiace dirlo, ma la gestione delle sue questioni è stata un capolavoro di non comunicazione: nella conferenza stampa due giorni prima delle dimissioni dichiara di non volerle rassegnare perché le vicende che riguardano la sua palestra sono state determinate "a sua insaputa". Poi è saltata fuori la strana assunzione da parte del marito dieci giorni prima della scontata nomina ad assessore comunale di Ravenna, con conseguente aspettativa e pagamento degli oneri previdenziali da parte dell'ente locale. A quel punto non c'era altra strada che quella di "andarsene", prima di finire definitivamente nel tritacarne... La questione non toglie l'ammirazione nei confronti di una campionessa olimpica e non può in alcun modo giustificare le orribili espressioni piovute sulla ministra dagli squadristi borgheziani. Ma può essere un monito affinché alle pubbliche virtù si accompagni anche un individuale rigoroso rispetto delle esigenze e delle regole della collettività.  
ab

lunedì 24 giugno 2013

Accorinti a Messina, una luce nella notte oscura...

Grande sorpresa dalle urne in Sicilia. A Messina vince Renato Accorinti, convinto pacifista, attivista dei movimenti contro lo sperpero del Ponte, "arancione" della prima ora. Batte tutti, secondo con solo il 24% al primo turno, quando il candidato di centro sinistra era arrivato a un soffio dall'elezione con il 49,7%, trionfatore al ballottaggio...
Che dire? Prima di tutto complimenti ai messinesi, poi - nel giorno della condanna del satrapo arcoretano - che è ancora possibile credere nella democrazia rappresentativa là dove le idee si sposano adeguatamente al volto onesto delle persone; infine che forse la storia di "Cambiare si può" avrebbe potuto prendere un'altra piega se si fosse creduto fino in fondo alla sua carica di innovazione.
Ma, come si sa, della scienza del poi non ce ne se fa niente!

domenica 23 giugno 2013

Costi di gestione per l'ascensore al Castello: si brancola nel buio Il sindaco smentisce se stesso sulla promessa di un arbitrato

Ancora un commento sull'incontro di lunedì 17 giugno: la parola a Cingolani, che ci offre anche uno specchietto riassuntivo dei costi... Si aggiunge una considerazione: neanche l'assessore della Giunta Brancati si è espresso con molta chiarezza intorno alle scelte che hanno avviato l'iter per la costruzione degli ascensori. Accanto alle sempre interessanti posizioni di Giuseppe, ci sono altri membri del pd e del centro sinistra che "parlano" su questo e su altri argomenti riguardanti i lavori pubblici di Gorizia?
ab 

Una spesa complessiva di oltre 4 milioni di euro per la costruzione degli ascensori al Castello, la mancanza di un preventivo serio e aggiornato sui costi di gestione e l'incertezza totale su chi se li accollerà, un sindaco che si arrampica sugli specchi e giunge a negare le sue stesse parole: sono alcuni degli sconcertanti elementi emersi nell'incontro pubblico organizzato dal Movimento 5 Stelle.
Com'è possibile che l'unico preventivo disponibile sui costi di gestione risalga al 2004, comprensivo peraltro dell'impianto meccanizzato che avrebbe dovuto agevolare l'attraversamento della galleria Bombi e che non sarà più realizzato? Il sindaco ha dichiarato: “all'incirca l'importo di quel preventivo (170mila euro) dovrebbe essere dimezzato per ricavare il costo della sola gestione degli ascensori”. Un pressapochismo e una superficialità simili sono preoccupanti e inaccettabili. È con un preventivo del genere che il sindaco pensa di presentarsi alla Regione per convincerla ad accollarsi i costi di gestione degli ascensori?
Durante l'incontro l'ex assessore Baresi ha citato gli esempi di Narni e Todi per dimostrare l'utilità degli impianti di risalita meccanica. Ma in entrambi i casi gli ascensori servono per collegare un grande parcheggio, periferico, al centro storico collocato sopra la collina, in modo da tenere il traffico di automobili e corriere fuori dal cuore della città. A Gorizia invece l'ascensore parte da Piazza Vittoria, che sta in pieno centro ed è sprovvista di parcheggio.
L'incontro è servito a chiarire una volta per tutte che Romoli avrebbe potuto tranquillamente utilizzare i soldi degli ascensori per realizzare opere diverse e ben più utili, come la ristrutturazione di vie e piazze del centro storico.
Da parte mia ho chiesto a Romoli come mai non ha realizzato la sua promessa, lanciata al termine della campagna elettorale, di attivare un arbitrato per chiarire le responsabilità circa la scelta di costruire gli ascensori al Castello. Il sindaco mi ha attaccato affermando che lui non ha mai parlato di “arbitrato”, ma solo di una “commissione speciale”, aggiungendo che dunque io ignoro il senso delle parole. Ma sui vari quotidiani locali di venerdì 5 maggio 2012 comparivano virgolettate le seguenti dichiarazioni di Romoli: “nei prossimi giorni (!) chiederò l'attivazione di un arbitrato, formato da un arbitro di mia nomina, uno di nomina di Legambiente ed uno di nomina congiunta, che emetterà poi un lodo per fare chiarezza sulla vicenda dell'ascensore”. I cittadini possono ancora fidarsi delle parole del sindaco?
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Partito Democratico di Gorizia

Tabella dei costi per gli ascensori al Castello

Voci di spesa per la costruzione degli ascensori al Castello
Importo
Stazioni opere per risalita (IVA 4% esclusa):
€ 2.436.070,29
IVA 4% per stazioni opere per risalita
€ 97.442,81
Imprevisti
€ 49.662,71
Espropri
€ 223.389,60
Bonifica bellica e assistenze B.C.M. (IVA compresa)
€ 69.150,00
Spese tecniche e collaudo
(Totale per ascensori e Piazza Vittoria: € 1.274.006,77)
Almeno € 500.000,00
Realizzazione opere meccaniche (cabine ascensori)
Finanziamento regionale precedente
€ 950.000,00
Totale spese per realizzazione ascensori:
€ 4.325.715.41
Fonte: delibera della Giunta Comunale n. 0091 del 24 aprile 2013

sabato 22 giugno 2013

Lassù qualcuno ci legge?



Ricordate il post di Nevio Costanzo, il 15 giugno scorso, con il quale segnalava il pericolo della frana prossima al ponte di Pevma?
Ebbene, come si può vedere dalla terza foto (sempre di Nevio Costanzo), la zona impervia è stata recintata e ora la minaccia è molto ben segnalata! Che qualcuno abbia raccolto l'appello lanciato su questo blog?

Ascensori al Castello e paragoni con il Centro Italia: non scherziamo!

Gli ascensori al Castello, secondo chi tenacemente li vuole, sono un "volano per rilanciare il turismo". Nella recente seduta ad hoc proposta dal m5s di Gorizia si e' assistito all'ennesimo balletto di mancate risposte sui costi, sulla previsione di spese gestionali, sulle proiezioni costi/benefici, sulla tempistica certa e su almeno un embrionale progetto culturale relativo al (possibile?) rilancio del Castello e del suo Borgo.
Tra l'altro l'ex assessore all'urbanistica ha riesumato il riferimento all'utilita' degli ascensori in alcune citta' umbre e toscane. Paragone assolutamente improprio, dal momento che i mezzi di risalita (scale mobili, funicolari, ascensori...) ad Assisi, Arezzo, Perugia e Todi - giusto per citare alcuni esempi - hanno una precisa e ben comprensibile giustificazione: si tratta di tenere fuori da stretti e assai affollati meravigliosi centri storici medievali il traffico turistico, offrendo ampi parcheggi fuori dalle mura cittadine e permettendo ai visitatori di accedere facilmente al cuore delle citta': esattamente il contrario della situazione goriziana, dove gli ascensori condurrebbero gli ipotetici utenti fuori dal centro per raggiungere una zona non abitata (gli ascensori non serviranno in alcun modo al raggiungimento del Borgo, ma soltanto delle torri del Castello) e dove comunque i parcheggi sono previsti assai lontano dal luogo di partenza della fantomatica funicolare.
ab

La causa della crisi del commercio goriziano non risiede soltanto nell'aumento della tassazione...

L'allarme dei commercianti goriziani e' piu' che giustificato: non occorre una laurea in economia per accorgersi dell'avanzare di una crisi che non puo' essere attribuita soltanto alla situazione generale. Il presidente ascom rileva la difficolta' di "reggere" le tasse sempre piu' alte. A tale problema c'e' da aggiungere il "peso" di affitti astronomici e - naturalmente - il cambiamento degli equilibri internazionali che hanno rovesciato il tradizionale flusso di acquirenti "est-ovest": questione che e' stata aggravata dal lunghissimo  stallo dei lavori in via Rastello e Piazza Vittoria, anche se "coperta" per qualche anno dalla massiccia presenza di negozianti cinesi, anch'essi ormai sulla via di abbandonare la nave prima che affondi.
I commercianti hanno tutte le ragioni per alzare la voce, ma i destinatari delle loro proteste non possono essere individuati nell'iperuranio del "destino cinico e baro", ma in chi in questi decenni ha retto le sorti della citta': gli amministratori che non hanno previsto le conseguenze dell'allargamento dell'unione europea, che hanno paralizzato ogni creativita' nei lacci di burocrazie inestricabili, che non hanno predisposto neanche una bozza di progetto politico a favore del commercio goriziano e - se l'hanno fatto - sono rimasti al livello di spot pre o post elettorale, che non hanno relizzato concreti tavoli di collaborazione con Nova Gorica e dintorni per affrontare insieme la contingenza; i dirigenti dell'ater che hanno mantenuto da anni - se non da decenni - sfitte le unita' immobiliari non residenziali, senza metterle a disposizione a fronte di affitti agevolati; i vari amministratori comunali, provinciali e regionali, i deputati e senatori italiani e gli europarlamentari che per la realta' goriziana non sono riusciti ad andare oltre lo striminzito e finora del tutto inefficiente Gect, pur conoscendo le conseguenze della fine della zona franca e del mancato rapporto con la Slovenia.
ab

venerdì 21 giugno 2013

"Il sentiero di Irene": la scuola "immerge" i bambini nell'amore per la Natura



E' stato inaugurato oggi nella scuola dell'infanzia "Gianni Rodari" di Staranzano "Il sentiero di Irene". Si tratta del risultato di un lavoro intrapreso da oltre un anno: un tempo che ha visto collaborare con entusiasmo e passione bambini, docenti, genitori e scienziati. E' un modo originale di avvicinare i più piccoli al tema dell'acqua e della vita, attraverso la conoscenza della ricchezza e della biodiversità delle piante. Il sentiero, realizzato con ghiaia e pietre di fiume, consente di incontrare le piante medicinali e aromatiche e conduce al gioiello del giardino: uno straordinario stagno, già abitato da rane, tritoni, libellule e quant'altri animaletti che prediligono la vita all'ombra delle ninfee. Una nota di plauso alla scuola pubblica e al suo personale, che hanno donato ai bambini uno spazio di vita e di contatto con la natura che non dimenticheranno mai. Così come vivo continua ad essere il ricordo di Maria Irene, alla cui memoria il bellissimo lavoro è stato dedicato.

Sindaco, da "uno e trino" a "palla di vetro"

Un' osservazione a margine: alla domanda dell'irriducibile contestatore dell'ascensore Paolo Sergas su quando potremmo fare il primo giro sull'ascensore (a cielo aperto o in ipogeo? Boh..) il sindaco gli ha testualmente risposto stizzito "Guardi, che non ho mica la palla di vetro!" 
Ora se portate la macchina dal meccanico e gli chiedete quando sarà pronta e lui risponde che non ha la palla di vetro cosa fate? Cambiate meccanico! E invece noi dobbiamo tenerci il sindaco!
Comunque l'espressione "palla di vetro" sollecita qualche riflessione a livello psicoanalitico. Perché Romoli usa così facilmente, senza pensarci, una simile metafora? 
Comunque adesso, oltre che "uno e trino", potrà essere chiamato "palla di vetro"...

Staranzano: un gioioso messaggio di pace dalla martoriata Sarajevo

A Staranzano, testimonianza di chi rappresenta l'esperienza religiosa (da sinistra a destra con al centro l'interprete: ortodossa, ebraica, musulmana e cattolica) per la pace in Bosnia Herzegovina.
L'iniziativa, nell'ambito della Festa dei Popoli organizzata da Caritas e Migrantes, ha suscitato interesse e autentica sorpresa.
Chi si attendeva le solite barbe lunghe - per ciò che concerne l'aspetto fisico, l'età e il genere di preti, pope, imam e rabbini - si è trovato davanti quattro giovani ragazze, piene di simpatia e vivacità, accompagnate dall'interprete.
A Sarajevo e dintorni hanno costituito una rete di associazioni che stanno costruendo pace impegnandosi nei più svariati campi di quello che si usa definire "welfare": i bambini orfani di guerra, la violenza familiare e sulle donne, la formazione al dialogo dei giovani, l'impegno per la promozione dell'interculturalità e del confronto interreligioso.
Hanno messo in piedi decine di piccoli gruppi, nelle città e nei villaggi del martoriato Paese, dove i giovani si riuniscono e cercano di contrastare la volontà di rivalsa o di vendetta con la forza del sorriso e con la creatività di chi vuole e sa realizzare progetti concreti.
Mica male per chi è abituato a vedere sempre maschi matusalemme nei posti "che contano". E quanta speranza dal messaggio di giovani credenti che interpretano la loro appartenenza religiosa come un'occasione per vivere l'amicizia e la pace, non come catalizzatore di lotta e di conflitto.
ab

martedì 18 giugno 2013

Ascensori al castello: dal sindaco molto nervosismo e poche risposte

Non sappiamo che abbia “vinto” l'incontro del 17 giugno con il sindaco sugli ascensori, di certo ha perso la città. Il sindaco infatti non ha dato nessuna delle risposte che il Forum gli ha posto in questi anni. Sinteticamente: ha raccontato la balla per cui fare gli ascensori era necessario, altrimenti si dovevano restituire i soldi di piazza Vittoria. E' stato dimostrato che non era vero almeno dal 2005, quando, con l'emendamento Brussa, si sarebbe potuto ridiscutere il progetto. Ancora più fattibile sarebbe stato mettere tutta l'opera in discussione nel 2009, quando il fallimento della ditta Luci, impegnata in piazza Vittoria,aveva provocato la risoluzione del contratto e lo “spacchettamento” degli appalti. In una situazione tanto modificata, con un fallimento alle spalle, Romoli avrebbe potuto andare da Tondo e ridiscutere il lavoro, anche perchè le cose erano cambiate e ci si trovava nell'epicentro di una crisi economica devastante che metterà a rischio servizi fondamentali. Invece Romoli non fa niente e va avanti. Dice in consiglio comunale che gli ascensori sarebbero costati 2 milioni e poi ammette che ne costeranno 2 in più: esattamente quello che avevamo anticipato in consiglio comunale. Ieri però il sindaco ha aggiunto una chicca: poiché è stato rinvenuto il muretto che, per la Sovrintendenza non si può abbattere, cambia il progetto della risalita. Non più i tre ascensori, non più come diceva Romoli la bella vista della città nella cabina in vetro anche se solo per dieci secondi, ma due soli ascensori, di cui uno interrato. Alla domanda sui costi del nuovo progetto il sindaco risponde “Nulla! Certo al progettista qualcosa daremo, ma non ci sarà da svenarsi”. Niente è stato detto poi sui progetti di rilancio turistico culturale del castello. Inoltre, e qui la cosa va detta con forza, il Forum ha chiesto più volte al sindaco di incontrare la cittadinanza, di spiegare i motivi dell'operazione. Niente da fare, mai si sono presentati alle assemblee, mai hanno risposto con competenza, ma anzi spesso il sindaco ha fatto come ieri: ha retto per un po' un confronto che si vede lo irrita moltissimo, ha distribuito le pagelle agli intervenuti e poi sbuffando per il caldo e per la noia se ne è andato. Chiaramente l'opposizione del Forum al sindaco non piace. Siamo brutti, cattivi e, secondo lui, poco costruttivi e poco domestici, irsuti e selvatici, abbiamo il vizio di pensare che debba esistere una maggioranza e un'opposizione anche in consiglio comunale e che non debba prevalere la logica di casta, dell'amicizia, del pensare che si è parte, una volta eletti, dello stesso gruppo di potere “responsabile”. Ma chiaramente nei tempi delle larghe intese e della pacificazione ci rendiamo conto di essere un po' demodè. 
adg

Isole ecologiche: è la fine? Mercoledì 19 la commissione consigliare...

L'art.18 b) della bozza di regolamento Tares annuncia la fine degli sconti a chi conferisce i rifiuti direttamente nelle isole ecologiche goriziane e consente di intravvederne sostanzialmente la prossima cancellazione. L'Associazione Famiglie Numerose ed Essere Cittadini invitano tutti a partecipare alla commissione consigliare ad hoc, che discuterà il testo domani, mercoledì alle 15 in Comune. In particolare si chiede di soprassedere allo smantellamento e di ripristinare gli incentivi: in caso contrario potrebbe andare disperso un autentico patrimonio di senso civico accumulato in questi anni grazie alla disponibilità del personale addetto e alla sensibilità responsabile di tanti cittadini. Appuntamento in Comune dunque, mercoledì alle 15...

lunedì 17 giugno 2013

Tribunale: "Essere Cittadini" interpella i Parlamentari

Si pubblica integralmente la "lettera aperta" scritta la scorsa settimana dall'associazione Essere Cittadini sul destino del Tribunale di Gorizia, rivolta al senatore Alessandro Maran e al deputato Giorgio Brandolin, eletti nella circoscrizione di Gorizia, al fine di sapere quale è il punto della situazione e quali sono le iniziative che gli stessi hanno preso. 

Attualmente la questione è al vaglio della Commissione Giustizia bicamerale che intende presentare un ddl  per far slittare l'entrata in vigore della riforma della geografia giudiziaria, ma il Governo ha fatto già sapere, tramite il Ministro della Giustizia Cancellieri, che non approva tale iniziativa. Dello stesso parere anche il Presidente Napolitano. Da parte loro i parlamentari che cosa propongono? E’ possibile rivedere alcuni discutibili tagli o omissioni contenuti nell’attuale decreto di riforma della geografia giudiziaria?
A tale fine abbiamo posto ai predetti parlamentari le seguenti domande:
Che fine hanno fatto tutte le buone intenzioni della legge delega ed il progetto originario del decreto che prevedeva un’estensione della competenza di Gorizia fino a Palmanova portando il bacino d’utenza a 255 mila persone (dalle attuali 140.000) e da 466 a 1242 chilometri quadrati di territorio?
C’è la volontà politica del vostro gruppo parlamentare di appartenenza, ad attivarsi per una revisione e modifica  del decreto emanato dal Governo, che di fatto condanna il Tribunale di Gorizia alla sua annunciata fine non avendo provveduto ad ampliare il suo mandamento?
 Segnatamente c’è  la volontà di pensare e realizzare un riordino degli uffici giudiziari della Regione Friuli Venezia Giulia, così come previsto nell’originario progetto del Ministero, che non sia solo strumento di spartizione del bacino di utenza fondato  sulle solite e note logiche politiche che nulla hanno a che fare con la giustizia e, in definitiva,  con gli interessi dei cittadini?
Quali sono le eventuali iniziative che intraprenderete o avete già intrapreso su tale questione?
A distanza di una settimana ci ha risposto il sen. Alessandro Maran che invitiamo, se lo ritiene visto che l’Associazione ha rivolto le domande in forma pubblica, a diffonderla tramite gli organi di informazione locale. Per quanto ci riguarda prendiamo atto dell’impegno del senatore sulla questione puntualizzando che, come dallo stesso onestamente ammesso, gli errori sul tribunale di Gorizia sono stati commessi da tutti anche dal suo gruppo che appoggiava il Governo Monti: per tale motivo è, a nostro modesto avviso, indispensabile  che si attivino con urgenza e il massimo impegno,m tutti i gruppi politici per una  per una soluzione della questione. La sostanza, lo ribadiamo, è un riequilibrio, come previsto nell’originario progetto di riforma, del bacino d’utenza delle quattro circoscrizioni di Tribunale della Regione Friuli Venezia Giulia. Ricordiamo un particolare, spesso non considerato o volutamente ignorato, che la funzione giudiziaria viene svolta a garanzia e tutela dei diritti dei cittadini e uno dei principi fondamentali  rimane quello del diritto di ognuno ad essere soggetto alla giurisdizione del giudice naturale, cioè precostituito dalla legge. Questo giudice è individuato sulla mera divisione territoriale che non può e non deve, vista l’indipendenza e la terzietà del giudice,  essere preordinata a suddivisioni che tengano conto di identità culturali, sociali o politiche, ma solamente numeriche (bacino d’utenza in termini di popolazione e  chilometri quadrati). Puntualizziamo questo concetto a scanso di eventuali eccezioni sollevate in merito adducendo motivazioni tipo la "friulanità" di certi territori, ecc. Ed è in questo senso che i conti non tornano nella nostra Regione dove l’ambito del Tribunale di Udine è esageratamente troppo grande, dalle Alpi al mare, rispetto a quello di Gorizia che dovrebbe almeno arrivare a 255.000 persone (dalle attuali 140.000) e a 1242 km quadrati (dagli attuali 466) per poter aspirare a un livellamento con Trieste ed avere così un organico di almeno 20 magistrati. Tra i vari elementi tecnici ricordiamo anche la necessità di riunire i comuni che adottano il sistema tavolare in un'unica circoscrizione magari, perché no, istituendo un giudice specializzato.
Dunque, concludiamo, l’ampliamento della circoscrizione del Tribunale di Gorizia fino a Palmanova e ai Comuni contermini, non toglierebbe niente a nessuno, verrebbe solo riequilibrato il territorio regionale,  in ossequio alla dottrina generalmente condivisa che vede nella giustizia di prossimità, da attuarsi mediante una presenza capillare di  Tribunali “medi”, i presupposti per una più efficiente ed economica amministrazione della giustizia.
Siamo in fiduciosa attesa di una risposta anche da parte dell' On. Giorgio Brandolin, sempre che la stessa non sia sconveniente per un partito come il PD che per ora, sull’argomento giustizia, in Regione ha preso, per carità legittimamente, posizione solo sulla soppressione del Tribunale di Tolmezzo tramite il diretto interessamento della neo eletta Presidente della Giunta regionale. 
L'Associazione Essere Cittadini Gorizia

Cartolina da San Valentino

Un luogo suggestivo, riscoperto da pochi anni grazie all'impegno di persone che hanno profuso tutto il loro impegno: gli affascinanti resti della chiesa di san Valentino sul Sabotino, sullo sfondo il santuario di Monte Santo. Dall'antico eremo si dipana il bel sentiero di cresta, con vista sulle Giulie e attraversamento degli impressionanti segni della prima guerra mondiale. Le associazioni e le persone - slovene e italiane - che accompagnano i viandanti sono un esempio di competenza storica e naturalistica, oltre che di ricostruzione rigorosa e scientificamente ineccepibile, di una memoria di guerra finalizzata ad edificare la pace. Insomma, grazie a loro il Sabotino si è rivelato un gioiello da conoscere e tutelare.

sabato 15 giugno 2013

Attenti al buco! ... presso il ponte di Pevma



Vi ricordate del post del lunedì 29 aprile 2013 dal titolo “Piccole (importanti) storie di periferia... ? Qualcosa di urgente è stato fatto, il buco è stato almeno recintato provvisoriamente. Potenza del blog?
Ma c’è, purtroppo, un’altra piccola storia di periferia. La zona è quella del ponte di Pevma/Piuma che oltrepassa l’Isonzo che, in questi giorni, dopo le abbondanti piogge,  ha un colore stupendo. 
C’è un piccolo e comodo parcheggio prima di oltrepassare il ponte, per chi scende da via don Bosco e si trova sulla destra e viene utilizzato soprattutto per chi fa acquisti nei negozi limitrofi, farmacia, supermercato, panetteria, bar. E c’è anche un bel prato prospiciente l’Isonzo. Tanto bello che vien proprio la voglia di fare quattro passi attirati dal “suono” del fiume ma... attenzione, non arrivate alla fine del prato, fermatevi molto prima! Il colore del fiume verde-blu-verde è meglio, per il momento, vederlo solo da queste foto, se vi trovate da quelle parti.
Testo e immagini di Nevio Costanzo

Riflessioni sulla guerra in tempo di pace

 La vegetazione sulla cima del Calvario: impossibile vedere Gorizia
 Oslavia
La cresta del Sabotino dalle gallerie "italiane"

Ci si avvicina all'inizio delle celebrazioni centenarie della Prima Guerra Mondiale. Oggi le associazioni Acli e Scussons di Romans insieme a Iter Aquileiense hanno proposto un "cammino" da Gradisca alla cima del Monte Sabotino. C'è stato anche il tempo per una breve ricognizione ciclistica sul Calvario e a Oslavia.
Come si può vedere dalle immagini, sulla quota 240, attorno al cippo monumentale, crescono selve di fiori selvatici e le acacie prosperanti impediscono qualsiasi approccio panoramico. Sarebbe bene pensare a un po' di potatura, la vista su Gorizia è indispensabile per comprendere le dinamiche del conflitto.
Poco più di un anno di guerra e tra Calvario, Oslavia e Sabotino sono state falciate quasi centocinquantamila esistenze: i "numeri" del sacrario italiano, in piena ristrutturazione, sono davvero da brividi. Questi luoghi bellissimi, unici per ciò che concerne la natura e la storia, sono stati imbevuti di tanto sangue.
Condizioni di vita estreme, all'attacco o in difesa del Sabotino, durante la guerra senza alcuna protezione vegetale: le trincee scavate a mano in condizioni impossibili, la fame, le terribili malattie hanno trasformato in macello le meravigliose creste dalle quali si ha una vista mozzafiato sull'Isonzo.
Alcune domande:
Perché i monumenti italiani sono così tremendamente sinistri, mentre i cimiteri di guerra austro-ungarici offrono sensazioni di delicata malinconica memoria? Cosa significa quel semi obelisco che si innalza sulla cima del Calvario, troppo simile a un simbolo fallico per non pensare al senso di colpa, tutto maschile, di chi ha mandato al massacro tanti poveri giovani, letteralmente cancellati dall'insensatezza della guerra di trincea? E la spada che scaturisce dall'occhio del Sacrario di Oslavia, che ricorda così tanto la simbologia massonica?
E un auspicio: che la memoria susciti l'orrore per la violenza estrema di una guerra pazzesca e che tutte le occasioni di ricordo portino a sottolineare anche l'eroismo dei cittadini civili goriziani, costretti a vivere per un anno sotto le bombe, poi occupati da truppe per loro straniere e infine penalizzati oltremodo dai trattati del dopoguerra.
Chiunque lo desidera, invii pure esperienze, testimonianze, resoconti, immagini: sia uno dei nostri modi di "ricordare", al fine di costruire oggi, per quello che compete a ognuno, pace e giustizia.
Testo e immagini di Andrea Bellavite

venerdì 14 giugno 2013

Insegnanti dalla parte degli studenti della IIB

Sempre vivo il dibattito "scolastico" sui test INVALSI. Anche se già pubblicato altrove, è un onore ospitare il seguente comunicato stampa di un gruppo di insegnanti goriziani.

Siamo un gruppo di insegnanti goriziani che vogliono intervenire nella discussione suscitata dal rifiuto della classe IIB dell’Istituto Magistrale ‘Scipio Slataper’ di sottoporsi al test INVALSI ‘di ancoraggio’, previsto per il 3 giugno. Gli alunni della IIB hanno consegnato i test in bianco allegando al rifiuto di compilate il test a scelta multipla  con un breve, quanto efficace, comunicato che è apparso in seguito sulla pagina goriziana del Piccolo.

Per contestualizzare i fatti ricordiamo che nella scuola italiana si stanno sviluppando due fenomeni contrapposti: da un lato i test INVALSI, provenienti da Roma ma somministrati e tabulati nelle singole scuole, assumono anno dopo anno un peso crescente, fino ad essere inseriti per legge nell’esame di terza media e dal 2015 anche nell’ esame di Stato conclusivo delle superiori, con ricadute negative sulla didattica; sarà infatti inevitabile che molte ore di lezione vengano dirottate dalla normale attività didattica di Istituto all’addestramento ai test; dall’altro lato la crescente opposizione ai test è culminata nel recente sciopero di maggio che ha visto nelle grandi città adesioni dell’ordine del 15% dei docenti coinvolti oltre a numerose manifestazioni di protesta delle quali sulla stampa si è parlato poco o nulla. Senza contare le iniziative degli alunni stessi, come quella della IIB, delle quali pure si parla
troppo poco.

Ricordiamo anche che a maggio a Seattle gli insegnanti hanno condotto una dura lotta contro l’equivalente americano dell’INVALSI, ottenendo dal Governatore dello Stato di Washington il rinvio sine die dei test. Questo a
testimoniare che i test a crocette non piacciono nemmeno al popolo che li ha inventati, almeno non a scuola.

Non vogliamo addentrarci nel merito dei test INVALSI, sui quali il dibattito è aperto date anche le severe critiche metodologiche ed etiche (tra cui violazione della privacy e discriminazione dei diversamente abili) provenienti non solo dal mondo della scuola ma anche da eminenti figure della cultura e della statistica stessa (vedi Moni Ovadia e Giorgio Israel).

Come cittadini ci preme piuttosto esprimere la piena solidarietà nei confronti della iniziativa anti-INVALSI della IIB. Come insegnanti riteniamo certamente centrale il tema di una  autovalutazione “di sistema” della scuola, alla quale non intendiamo sottrarci, ma esprimiamo una profonda perplessità su come tramite l’ INVALSI si sta imponendo un tipo di valutazione che, come già detto, viene fortemente criticato da più parti.

Nel piano dell’offerta formativa dell’Istituto Slataper, consultabile sul WEB, a pag 19 tra gli obiettivi formativi si legge tra l’altro “*l’alunno… esprime valutazioni specifiche e non globali, sceglie compiti alla sua portata (….), è consapevole della propria autonomia e del situarsi di ogni soggetto in una pluralità di rapporti umani e naturali; è disponibile allo sviluppo di una cultura fondata sulla tolleranza, sulla valorizzazione delle differenze, sui valori del pluralismo e della libertà*”.

Ebbene, ci sembra proprio questo lo spirito secondo cui gli alunni ‘ribelli’ si sono mossi.

Essi hanno democraticamente (in assemblea di classe) deciso questa forma di protesta assolutamente pacifica, l’ hanno motivata per iscritto ed anche bene, poi l’ hanno portata a compimento accettandone le possibili
conseguenze negative. Se non è questo il tipo di comportamento che la scuola pubblica dovrebbe incoraggiare, quale altro lo è?

Esprimiamo l’auspicio che in sede di scrutinio finale della classe la Dirigente scolastica ed il Consiglio di classe, a cui spetta la valutazione dell'accaduto sotto il profilo disciplinare, non cadano nella logica punitiva e sanzionatoria ma considerino l' atto dimostrativo dei ragazzi alla luce del dibattito sui test INVALSI. Dibattito che si sta sviluppando, fortunatamente anche nella nostra città, che riguarda in particolare i test ed ingenerale la scuola quale bene comune. 

SULATESTA! Coordinamento insegnanti goriziani (Silvia Argenton, Daniela Careddu, Aldo Castelpietra, Annamaria Letizia, Leonardo Milocco, Alessio Sokol, Salvatore Testa e altri)

Assicurazioni e Irisacqua: ma i cittadini sono capaci di intendere e volere?

Gli accenti entusiastici con i quali i dirigenti Irisacqua, le autorità politiche e le associazioni dei consumatori salutano l'"assicurazione" contro le perdite dell'acqua suscitano alquante perplessità.
Non si nega l'importanza della questione e una sana informazione, unita a un accordo facilitante con le compagnie assicurative, avrebbe potuto costituire un buon esempio di servizio al cittadino.
Nel caso invece è mancata sia la chiarezza che la correttezza: l'assicurazione di 9 euro è imposta e non proposta, salvo diritto di recesso da parte dell'utente. Ben pochi si sono accorti della maggiorazione e chiunque si sia cimentato nei meandri del diritto di recesso ha incontrato grandi difficoltà per raggiungere l'obiettivo (il che spiega ampiamente l'infelice "ben pochi hanno rinunciato" del presidente Bolzan - toh, chi si vede alla presidenza dell'ente? ma il vecchio sindaco di Romans, consigliere regionale "trombato" da Brandolin nella precedente tornata regionale e poi recentemente ri-assunto per gli ultimi due ben retribuiti mesi dopo il passaggio dell'altro in Parlamento...).
Insomma, Irisacqua ritiene il cittadino incapace di garantire il proprio interesse e si assume l'onere di "pensare al posto suo": invece di avvisarlo dell'opportunità di assicurarsi lasciandogli il diritto di scegliere il se il quando il quanto e il come, decide di "levargli il pensiero" inserendo direttamente la somma in bolletta.
Inoltre, come diceva Carlo Magno al fin della tenzone, "anche sul prezzo c'è poi da ridire": almeno a detta di persone competenti, 5 euri a testa sarebbero stati comunque più che sufficienti...
Se ne riparlerà!

giovedì 13 giugno 2013

Sauroland in via Cipriani: il ritorno (vedi post del 30/05/2010)



I più affezionati lettori ricorderanno la vicenda dei lucertolini e dei sorcetti che giocavano felici nello spazio loro concesso in via Cipriani dal Comune fino al settembre 2009. Il 30 maggio 2010 erano ancora molto soddisfatti: nonostante le previsioni, tutto era rimasto come era e le famigliole potevano continuare a prosperare tra le erbe e il degrado della zona.
Purtroppo per loro qualche impietoso funzionario aveva successivamente deciso di porre fine alla loro beatitudine: la zona in breve tempo sarebbe stata trasformata in parcheggio, anche la curva verso l'area delle scuole sarebbe stata allargata, a beneficio di quei rompiscatole di pedoni e ciclisti.
Le lucertole e i sorci non la presero bene: alla prima disinfestazione molti morirono, altri riuscirono a fuggire nei campi. Che tristezza vedere quell'ampia zona in procinto di trasformarsi in lago d'asfalto!
Dopo un primo momento d'entusiasmo, gli umani sembrarono preoccupati da altre faccende: tanto bastò per riaccendere le speranze. Ci fu una memorabile assemblea: "Dobbiamo garantire un futuro ai nostri figli" - affermava un grasso rettile che sembrava quasi un coccodrillo. "Uniamoci e rivendichiamo i nostri diritti" - proponeva sorridendo sotto i baffi il più vecchio dei topolini. Ne emerse una larga intesa che portò da una parte a un patto di non belligeranza tra le due categorie, dall'altra - come si conviene in simili circostanze - alla formazione del Comitato "Voglio vivere in via Cipriani".
Il sindaco si dimostrò sensibile alle giuste istanze e - naturalmente dopo aver costituito una Commissione ad hoc - decise di lasciare agli animaletti del sottobosco quel bello spazio delimitato da artistiche reti....
Erano passati più di tre anni, ma i topi e le lucertole avevano vinto la loro battaglia!

Il destino del Pd in un convegno a Palazzo Attems

In questo week end è programmata un'iniziativa che merita attenzione: il circolo goriziano del pd, propone a palazzo Attems una due giorni di riflessione sul passato, sul presente e sul futuro del Partito. Gli orari e il programma sono pubblicati nell'apposito link sulla destra di questa pagina.
Il tema è quanto mai interessante, incentrato sul destino di un partito nato dalla fusione delle diverse anime del centro sinistra italiano. Si è trattato del tentativo di dare forma al sogno - evidentemente non realizzato data la trasformazione del contesto generale - della manciniana "politica della cultura" (negli anni '70 si vagheggiava una formazione partitica rappresentativa dell'incontro fra le istanze del comunismo e del cattolicesimo sociale) oppure di una semplice aggregazione elettorale dagli esiti i  generale deludenti, finalizzata a raggranellare voti per garantirsi efficaci posti di potere?
In un momento in cui la politica italiana sembra ridotta - assai spesso - a scontro fra chi urla e chi cerca di garantire i propri interessi, è importante cogliere il segnale di chi invita a riflettere prima di prendere posizione, ad analizzare prima di progettare, a confrontarsi prima di insultare l'avversario di turno. Si può condividere o meno il percorso del pd, ma non si può non apprezzare il "taglio" innovativo proposto dagli organizzatori: anche da questo blog possono essere loro inviati commenti e suggerimenti costruttivi...

Punto nascita e riforma sanitaria: avanti con il percorso inter-nazionale!

Tiene ancora banco a Gorizia la questione del Punto Nascita. 
Dopo l'annuncio della prossima marcia su Trieste di Del Sordi che avrebbe intenzione di correre da Gorizia fino al Palazzo della Regione per sensibilizzare politici e cittadini sul problema, oggi fioccano i commenti sulla visita della neo-assessore alla sanità Telesca.
Si è trattato di un chiaro momento di ascolto e le parole dell'amministratrice sono state improntate a prudenza e buon senso: l'intenzione di verificare la situazione, senza formulare promesse, è stata indubbiamente apprezzata, in attesa di conoscere le caratteristiche della "rivoluzione sanitaria" e cosa significhi in pratica l'intenzione di "mettere al centro la persona".
Il sindaco Romoli ha approfittato dell'occasione per ribadire l'impegno transfrontaliero all'interno del Gect, continuando a far credere (anche al suo assessore maratoneta?) che chi nascerà in Slovenia risulterà nato in Italia (!). In realtà è ottima l'idea del "punto nascita inter-nazionale", ma presuppone una serie di contatti e di accordi che ancora purtroppo sembrano lontani: finora - a quel che è dato di conoscere - ci sono state prese di posizione e decisioni tutte interne alla realtà italiana: non si ha notizia di un tavolo di lavoro, tecnico e politico, dove "costruire" insieme il progetto e verificarne la sostenibilità. 
Inoltre, la fine dell'"allineamento dei pianeti" che ha caratterizzato - per la verità senza alcun beneficio - il rapporto Romoli/Tondo, potrebbe rallentare ulteriormente il percorso: se in vista delle ultime "regionali" era necessario per il centro destra tentare il tentabile per salvare capra e cavoli, ora l'interesse "politico" potrebbe portare ad aggiungere castagne al fuoco di una riforma destinata inevitabilmente a scontentare i più.
Comunque sia, si sa quel che si lascia - la confusa, caotica e pericolosa riforma già varata dalla precedente consigliatura regionale - e non si sa quel che si trova. E' lecito, anche grazie all'evidente competenza e serietà della nuova assessore, un pre-giudizio improntato all'ottimismo...
ab

mercoledì 12 giugno 2013

Venti di nomine sulla "nuova" Regione

Si sentono le prime voci sulle nomine delle Presidenze legate alla Giunta Serracchiani: si tratta di voci di corridoio oppure la Debora regionale fa sul serio? Degrassi a Friulia, Santuz di nuovo a Strade Fvg, Saro alla Conferenza Stato-Regione. Oddio, saranno proprio loro nei posti chiave della vita economica regionale? Un po' di centro sinistra "ulivista", un centro centro iperdemocristiano e un pizzico di recente socialismo di centro destra... Non c'è che dire, le intese si allargano anche alla periferia. E i cittadini disertano le urne...

martedì 11 giugno 2013

Lavoro minorile, effetto e causa del non sviluppo

Un'"ansa" per ricordare l'iniziativa Unicef della "Giornata mondiale contro lo sfruttamento dei bambini".

150.000.000 (centocinquantamilioni) di bambini, tra i 5 e i 14 anni, sono impiegati nel lavoro minorile. Gran parte di loro sono trattati da schiavi. In tutto il mondo.

lunedì 10 giugno 2013

Spoil System e sanità regionale

Negli ultimi vent'anni sono cambiati ben 10 presidenti della Regione Fvg. Con la nuova legge elettorale si è ottenuta una maggior stabilità, cosicché negli ultimi 15 sono stati "soltanto" cinque: Antonione/Tondo (1998-2003), Illy ('03-'08), Tondo ('08-'13) e ora Serracchiani.
Dal momento che ogni legislatura è stata finora caratterizzata da un cambiamento radicale di proposte e di persone chiamate a realizzarle (spoil system), la Regione è caratterizzata da continuità nelle decisioni "imposte" dal governo nazionale e da totale discontinuità per ciò che riguarda l'amministrazione locale. Ogni cinque anni il lavoro precedente viene accuratamente archiviato e se ne avvia uno nuovo, a partire dalla cancellazione di ciò che c'era prima. La consigliatura precedente liquidò per esempio senza mezzi termini alla prima finanziaria il welfare "illyano", il Difensore Civico regionale e il Tutore dei diritti dei minori; quella attuale propone la cancellazione della riforma Tondo sulla sanità, in un primo momento addirittura nel primo assestamento di bilancio della nuova Giunta.
Già, la riforma sanitaria. Al di là delle belle parole e dei proclami etici - l'assessore di riferimento afferma che "al centro non deve essere l'interesse dell'azienda ma quello della persona" (si trovi qualcuno che afferma il contrario!) - la questione amministrativa è meramente tecnica: in altre parole, occorre riorganizzare il sistema sanitario regionale e per farlo occorre mettere mano al pozzo di san Patrizio che inghiotte buona parte delle risorse regionali: il "doppione" presente a Udine e Trieste. Tutto il resto (numero di Aziende Sanitarie e Ospedaliere, presidi territoriali, collaborazione transfrontaliera, ecc.) deriva di conseguenza. La riforma Tondo - che avrebbe dovuto entrare in vigore nel prossimo mese di gennaio - non "tocca" i mostri sacri e pretende di risolvere l'indiscutibile problema di bilancio con il sacrificio dei "piccoli". La regolamentazione alternativa, pronosticata per la fine dell'estate, affronterà la questione alla radice? Sembra di no, a leggere le prime dichiarazioni degli addetti ai lavori, ma la speranza è sempre l'ultima a morire e forse Serracchiani riuscirà a estrarre dal suo repertorio qualche "sorpresa".
Almeno così si spera, altrimenti il prossimo presidente della Regione non sarà eletto con il consenso del 20%, ma dell'1% degli aventi diritto al voto!
ab

sabato 8 giugno 2013

Una proposta per un grande futuro: cicloturismo "goriziano"

Giovedì scorso si è svolto a Cormòns il poco pubblicizzato convegno “Il paesaggio e le ciclovie transfrontaliere” organizzato dalla Provincia di Gorizia come Lead Partner del progetto “CROCTAL” nell’ambito del programma per la cooperazione transfrontaliera Italia Slovenia 2007 -2013. Oltre alla Provincia ed i tecnici del comune di Gorizia erano presenti, tra gli altri,  anche la FIAB regionale (Federazione Amici della Bicicletta) e Legambiente Gorizia.

Il motivo portante del convegno partiva dal presupposto che il paesaggio e soprattutto il bel paesaggio, che non manca da queste parti, porta turismo e questo porta occupazione. Si deve dare atto che oramai l’industria, in questo territorio, non ha più la funzione trainante del sistema economico. Meglio investire sul turismo e sopratutto sul cicloturismo. E’ il settore più in crescita in Europa ed anche in Italia. Per fare un esempio, sulla ciclovia più conosciuta d’Europa, quella del Danubio, mediamente la spesa di ogni singolo viaggiatore è di circa € 50,00 al giorno (un cicloturista fa tappe molto più brevi di un automobilista e quindi si ferma più spesso per mangiare e per dormire).

Nel corso dell’incontro è stata illustrata l’attuale rete ciclabile della Provincia (sul Collio/Preval, della foce dell’Isonzo, del monfalconese), quella in previsione sul corso del fiume Isonzo e i collegamenti transfrontalieri tra Italia e Slovenia, ed in particolare quelli del goriziano. Non sono mancati accenni sui collegamenti con la Provincia di Udine. Importanti i contributi dei vari tecnici che oltre a quanto descritto sopra, hanno evidenziato che oltre alle croniche difficoltà economiche, ci sono spesso ottusità burocratiche e mancanza di buon senso per far sì che una ciclabile possa essere realizzata. 

Il futuro passerò anche sulla qualità della ciclabile sopratutto quelle in ambito extracittadino, non più un mero tracciato delimitato da una linea gialla rubando spazio alla strada - anche se talvolta non ci sono altre soluzioni per la continuità di un’itinerario - ma con il recupero di strade di campagna poco frequentate e sedimi ferroviari abbandonati, come la ciclovia AlpeAdria che da Salisburgo raggiunge Grado che utilizza per buona parte il tracciato abbandonato della linea ferroviaria  Pontebbana che da Resiutta arrivava a Tarvisio.

E’ necessario, in ogni caso, favorire l’uso della bici sia in ambito turistico che cittadino  e in questo caso, istituire ampie zone a 30 Km/h che permetterebbero anche un risparmio economico in quanto le ciclabili sarebbero superflue, o invertire il concetto che la strada non è prioritaria per l’autoveicolo, ma del ciclista e del pedone! Fantascienza? No, molte di queste strade sono già state “riconvertite” in Germania, Paesi Bassi, Belgio, Austria... Qui, a Gorizia, forse non serve il cartello zona 30, in quanto basta guardare certi video... 

Tuttavia, un argomento che non è stato evidenziato, è quello della salute. Forse è  scontato che andare in bici fa bene alla salute e non solo al portafoglio. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, elaborando degli specifici indicatori, ha constatato che l’Austria, risparmia ogni anno circa € 1.200,00 per abitante. Andare  in bici con una certa frequenza, allontana il rischio di malattie cardiovascolari, oltre che a ridurre l’inquinamento acustico ed atmosferico.

Nevio Costanzo

venerdì 7 giugno 2013

Dalla razionalizzazione dei servizi locali alla riorganizzazione del sistema globale

E' diminuito il personale del Comune di Gorizia, adesso ci sono meno di 400 dipendenti, il risparmio in termini economici è evidente. Il sindaco Romoli gongola, come molti altri amministratori che rilevano il successo della loro opera di "sfalciamento".
Le constatazioni allora sono tre, probabilmente solo apparentemente contraddittorie.
Primo. E' facile e indolore "tagliare" tanti posti di lavoro, semplicemente non "ricambiando" chi va in pensione e non sottoscrivendo contratti che non siano a termine: significa che il numero di dipendenti degli enti pubblici era finora talmente superiore al necessario da rendere scandaloso l'andamento precedente, quello tanto evocato dai retro-profeti del "si stava meglio quando si stava peggio"; può essere spiegato soltanto dalla necessità di "premiare" la "buona parola" dell'autorità (nell'ordine) politica, militare o ecclesiastica.
Secondo. I "tagli" sono molto dolorosi, per chi li riceve, ma anche per il pubblico che usufruisce del servizio: a tutti è evidente che la cosiddetta "razionalizzazione" invocata dai retro-profeti dell'"efficienza ad ogni costo" ha portato a un peggioramento della qualità, dovuta sia alla cronicamente invocata "carenza di personale" sia alla demotivazione dei superstiti che "no ce la fanno più".
Terzo. Quella del "taglio"generalizzato è una logica incosciente o perversa: cioè risponde all'assurda pretesa che la situazione generale possa migliorare aggravando i disagi dei cittadini sempre più alla merce di un incontrollabile potere di chi gestisce le stanze dei bottoni; oppure corrisponde a un progetto che prevede un doloroso attraversamento della conflittualità sociale al fine di riorganizzare la stessa vita umana sulla terra.
Che sia parte del "complotto" invocato dai discussi profeti del catastrofismo globale?
ab