venerdì 31 maggio 2013

Romoli, perché non rispondi?

La questione degli ascensori si risolverebbe facilmente:
a) Convocando un'assemblea pubblica (alle precedenti organizzate dal Forum, unica occasione nella quale è stato presentato e discusso con i cittadini il progetto, il sindaco non ha mai voluto partecipare) e spiegando le voci di spesa, in particolare il raddoppio dei costi (da 2 a 4,5 milioni di euro, ovvero oltre il 100% in più) rispetto al 2011 (quando il sindaco dava degli esagerati ai cattivi del Forum che prospettavano una cifra inferiore a quella oggi tranquillamente ammessa da Romoli).
b) Presentando una previsione dei costi di gestione diversa da quella finora fornita, un biglietto della spesa compilato dieci anni fa dai precedenti amministratori.
c) Presentando uno studio (se esiste) relativo alla proiezione costi/benefici.
d) Presentando lo studio di riqualificazione della collina del Castello dopo i lavori (ammesso e non concesso che questi verranno ultimati).
e) Presentando il piano culturale (se esiste) di rilancio del Castello di Gorizia.
Semplice no? Ma dal momento che le richieste in questo senso risultano inevase e nessun amministratore si è preoccupato di fornire tali "dettagli" fino ad oggi, pur auspicandolo non si vede perché improvvisamente la situazione dovrebbe cambiare. E si capisce perché il sindaco, toccato su un nervo dolente, si arrabbia tanto con Cingolani invece di dare risposta alle domande sue e della maggior parte dei cittadini goriziani.
ab

giovedì 30 maggio 2013

Ater story, ennesima puntata...

Dispiace davvero infierire, ma la storia dei bandi ater per le "unità immobiliari non residenziali" sta diventando emblematica... Ecco le ultime.
Esce a fine maggio (invece che il 10 aprile, come previsto dall'avviso relativo al mese di marzo) la graduatoria relativa al bando di marzo. Sorpresa! L'affitto proposto dal Forum per l'alloggio di via Pitteri 4, precedentemente sospeso in attesa di valutazione di congruità, viene definito CONGRUO. Si sottolinea che è molto inferiore al valore di locazione finalmente indicato appena adesso dai tecnici (fin dal'inizio di questa vicenda si era denunciata la mancanza di un parametro oggettivo su cui gli offerenti avrebbero dovuto misurarsi) e che pertanto prima dell'assegnazione si attende l'esito del bando di maggio per vedere se qualcuno "offre di più".
In altre parole: secondo l'ater l'affitto è congruo e quindi il Forum ha il diritto di vederselo assegnato, ma il bene non viene invece dato al Forum bensì riproposto in un nuovo bando per vedere se qualcuno propone un affitto ancora più congruo. In altre parole, un maratoneta arriva regolarmente primo al traguardo, ma il risultato non viene omologato in attesa di vedere se nella gara successiva vince la gara un altro più forte: in questo caso la gara precedente viene annullata.
Da notare che tutte le altre unità sono state proposte all'assegnazione - con ogni evidenza anche se la cifra "reale" è indicata solo nel caso di via Pitteri - sulla base di indicazioni d'affitto inferiori al valore, con la corretta constatazione che piuttosto di niente è meglio piuttosto (si tratta di ambienti vuoti e in stato di abbandono, spesso da molti anni).
Interessante anche scorrere le "graduatorie" uscite a fine aprile (invece che il 10 marzo, come previsto dall'avviso di febbraio) e attualmente sparite dal sito internet ufficiale, dove si nota per esempio che il più basso affitto mensile è fissato in pratica a un solo euro (1,07, per essere precisi) a metro quadro.
Infine, una nota tecnica: il verbale di apertura delle buste chiuse contenenti le domande di febbraio è firmato da tre dipendenti dell'ater: uno dei tre risulta anche tra i sottoscrittori di una delle domande. Allora, i casi sono due, o si tratta di omonimia oppure non doveva partecipare all'apertura delle buste, a meno che tutti i richiedenti non fossero stati convocati.
Ah sì, a chi appartiene la domanda relativa ai 28 mq di magazzino a soli 30 euro al mese? Eh, no, questo non ve lo dico...
ab

Trasparenza nella PA: una Legge da conoscere (D.lgs 33/2013)

Su gradita segnalazione di Rosamaria Forzi, si richiama (anche a lato, in modo permanente) l'inizio del Decreto Legislativo 33/2013 del 14.03.2013 entrato in vigore lo scorso 20 aprile:  

La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche. 

Si tratta di un Decreto Legislativo molto importante, non a caso poco pubblicizzato: uno strumento legale da studiare approfonditamente, anche in funzione delle vicende goriziane (vedi ascensori al castello, documenti ater, e così via...). La conoscenza dei meccanismi non è riservata solo a tenaci combattenti o ad agguerriti giornalisti, è diritto di ogni cittadino in quanto tale...

Gorizia e i Corpi Civili di Pace: l'idea "cammina"...

Un'alternativa non militare per l'utilizzo delle caserme goriziane? Mentre Debora Serracchiani intravvede l'interessante possibilità di spostare da Motta di Livenza le forze Nato destinate alla ricostruzione del tessuto sociale delle zone di guerra, presso la sede del Forum per Gorizia si è discusso della realtà dei Corpi Civili di Pace.
Erano presenti il Consigliere regionale e prossimo presidente della Commissione ad hoc Franco Codega, il neo Assessore alla Cultura e alla Pace di Udine, i responsabili della Tavola regionale della Pace e del Comitato Danilo Dolci, lo "storico" costruttore di pace Renato Fiorelli e i rappresentanti dell'associazione goriziana Essere Cittadini.
Si è condivisa - sia pur con accenti diversi - la necessità di proporre delle alternative sostenibili all'abbandono delle caserme goriziane, in particolare all'ormai prossima fine dell'esperienza della "Pozzuolo" in città. In particolare si è deciso di approfondire la possibilità che Gorizia diventi la città punto di riferimento nazionale per l'addestramento dei "corpi civili di pace": si tratta di formare personale specializzato in grado di intervenire nei conflitti cercando di risolverli senza alcun utilizzo delle armi.
Non è una visione utopica di pacifisti disincarnati dalla realtà, ma l'attuazione di ciò che già da diversi anni si va sperimentando in molti Paesi europei: quello di tali forze d'intervento disarmate sarà uno dei punti qualificanti il grande Convegno Internazionale per la Pace nel Mondo che si terrà l'anno prossimo - 2014, a cent'anni dall'attentato all'Arciduca Ferdinando - proprio a Sarajevo.
Tutti si sono trovati d'accordo anche sulla necessità di affrontare con strumenti culturali adeguati l'anniversario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale, con l'auspicio che non si tratti solo di una rievocazione quasi folkloristica, ma di una rivisitazione costruttiva di quella e di tutte le altre "inutili stragi" che continuano ancora a insanguinare il mondo.
Si è deciso per tutto ciò di organizzare un importante incontro preparatorio a livello regionale, da tenersi con ogni probabilità in settembre a Vrh (San Michele del Carso), alla presenza delle autorità politiche regionali e con la collaborazione dei circoli sloveni e italiani del territorio.
ab

mercoledì 29 maggio 2013

Cingolani a Romoli: gli ascensori sono uno scandalo!

Non si fa attendere la replica di Cingolani alle parole del sindaco Romoli...
Per anni Romoli ha nascosto, ignorato e dissimulato i dati ed i costi reali circa la costruzione dei tre ascensori al Castello, poiché evidenziano la sua inadeguatezza come amministratore, ed ora mi attacca in modo furibondo perché ho riferito ai giornali le cifre che gli uffici comunali mi avevano comunicato sui costi dell'opera.
La costruzione dell'ascensore e la riqualificazione di piazza Vittoria fanno parte di un intervento unitario il cui costo complessivo raggiunge i 9 milioni e mezzo di euro. È un dato impressionante, che i cittadini dovevano conoscere, visto che piazza Vittoria, ridotta ad un deserto con rarissimi negozi ancora aperti a causa dei lavori trascinatisi per anni durante il primo mandato di Romoli, appena rimessa a nuovo è già ridotta ad un colabrodo, con la pietra rotta in decine di punti e la strada devastata da buche riempite con orribili toppe d'asfalto.
I costi per l'inutile opera dell'ascensore al castello si avvicinano ai 4 milioni e mezzo tenendo conto anche delle spese tecniche, degli espropri (223mila euro) e della bonifica dagli ordigni bellici (70mila euro): un importo esorbitante anche preso separatamente, praticamente il doppio di quello che Romoli ha sempre raccontato, che cresce di molto se aggiungono i costi impliciti, come quello dei dirigenti e tecnici comunali impegnati per troppi anni a seguire l'opera. Risulta dal verbale del Consiglio comunale del 1 dicembre 2010 lo scontro tra il sindaco e l'allora consigliera Di Gianantonio: quest'ultima prospettava un costo di oltre 4 milioni di euro per gli ascensori al Castello, mentre Romoli negava che si sarebbero superati i 2 milioni e mezzo, e garantiva la conclusione dei lavori entro 18 mesi. 30 mesi dopo, con i lavori lontanissimi dalla conclusione, Romoli ammette che l'opposizione aveva ragione: ben venga il dato complessivo riportato nei giorni scorsi, se ha spinto il sindaco a concederci finalmente qualche barlume di verità.
Si arrampica pateticamente sugli specchi il sindaco quando afferma che buona parte dei soldi per l'ascensore derivano da stanziamenti regionali: da chi li prende i soldi la Regione, se non dai cittadini? In realtà la scelta di Romoli di appaltare i lavori per l'impianto di risalita al Castello, nel 2010, ha segnato un forte impoverimento di Gorizia, perché i 4 milioni e mezzo avrebbero potuto essere usati altrimenti, per riqualificare vie e piazze del centro storico. Il fatto che il sindaco lo ignorasse, come ha affermato lui stesso più volte, dimostra solo che tutti i goriziani stanno pagando per la sua sprovvedutezza. È desolante che non vi sia ancora alcuna certezza sulla sostenibilità dei costi di gestione, ma il colpo di grazia il sindaco ce lo infligge quando annuncia che gli ascensori rilanceranno il Castello e il suo Borgo. Forse immagina che a Gorizia giungeranno frotte di turisti per vedere con i loro occhi l'incredibile spreco di denaro e la devastazione del colle del Castello provocata da scelte amministrative sconsiderate?
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd di Gorizia

Parcheggio o porcheggio?



Queste immagini sono state raccolte ieri, nel parcheggio all'incrocio tra via Cadorna e via Santa Chiara. Parlano da sole dell'inciviltà di alcuni cittadini che trasformano in discarica un luogo pubblico molto frequentato: lo sterrato, collocato nella zona non a pagamento più vicina al centro della città, nelle ore diurne è sempre pieno. Ma rivelano anche incuria da parte degli amministratori e delle agenzie di affissione, dal momento che tra gli altri rifiuti fanno brutta mostra di sé anche i rimasugli di antichi mega-manifesti elettorali e pubblicitari. In queste condizioni, suscita sarcasmo la presenza delle esche anti-ratto: non sarebbe meglio prevenire piuttosto che combattere?
ab

martedì 28 maggio 2013

Sugli ascensori al castello ha ragione Cingolani

Non per ciò che concerne la "lista della spesa", ma per quanto riguarda la "sostanza", ha ragione Cingolani. Ecco perché.
L'odierna replica di Romoli al "j'accuse" di Cingolani intorno ai costi degli ascensori al castello suscita la classica domanda "se ci è o se ci fa". Conoscendo la sua astuzia, è facile propendere per la seconda ipotesi!
Anzitutto il linguaggio. Il sindaco parla di "ascensore", evitando ancora una volta il plurale: è più facile far passare l'idea di "un" innocuo ascensore che quella di tre mastodonti che trinciano la collina del castello e perforano le sue antiche torri (per informazione completa, cfr video a lato, realizzato dal Forum due anni fa).
Poi la sostanza. 
a) "Presto presenteremo i costi dettagliatissimi per tacitare i detrattori", afferma un Romoli baldanzoso come ai vecchi tempi, quelli in cui prometteva tutto il promettibile. E' da tre anni che ripete lo stesso ritornello della presentazione dei costi "la settimana successiva": fusse che fusse la vorta bbona? 
b) "Non grava sul bilancio del Comune perché si tratta di fondi elargiti dalla Regione". Perché, tutti gli altri interventi con quali fondi si realizzano? Forse che il Comune potrebbe autogestirsi in toto, senza finanziamenti da parte di Europa, Stato e Regione? E poi, i soldi della Regione non sono anch'essi soldi dei cittadini goriziani e non devono per questo essere amministrati saggiamente? Ed è la "Regione" che ha deciso di costruire gli ascensori regalando così - per puro divertimento - un terno al lotto di milioni di euro alla città oppure è stata ed è una scelta consapevole della "politica" goriziana, condivisa a livello regionale?
c) Quando il Forum, tre anni fa, affermò che i costi sarebbero stati superiori ai quattro milioni di euro, Romoli usò lo stesso sarcasmo: "anni luce lontani dalla verità, il costo reale sarà di due milioni e mezzo", accusando di ignoranza chi criticava ritenendo che ai costi "vivi" fossero da aggiungere quelli sostenuti nell'ambito dell'accompagnamento "strutturale" da parte dei tecnici del Comune impiegati ad hoc. Adesso lo stesso sindaco sorride sornione davanti ai "9 milioni" suggeriti da Cingolani, dichiarandoli anni luce lontani dai "4 milioni e mezzo" che realmente devono essere impiegati (in meno di tre anni ha già annullato e superato la distanza-luce dalla cifra "sparata" dal Forum)! Naturalmente, se non al centesimo di euro, ha ragione Cingolani: ai 4 milioni e mezzo occorre aggiungere tutto ciò che il Comune mette di suo, in quanto a tempo e strumenti di intervento da parte dei suoi tecnici. Tra un paio d'anni probabilmente Romoli affermerà che la cifra di diciotto milioni di euro da investire per far funzionare gli ascensori sarà distante anni luce da quella reale "di 9 milioni". E così via...
Infine una domanda: sembra possibile, nonostante l'ottimismo (lo stesso da parecchi anni a questa parte) sulla fine dei lavori entro Natale 2013, che dopo tutte queste erogazioni, la Regione - con le casse prosciugate dalla crisi - non consenta ulteriori aggiunte. In questo caso (ma anche in quello opposto), chi penserà a riqualificare la collina del castello devastata, e con quali fondi?

The afther day: Gorizia (Nova in Stara), Città della Storia?

I Giardini di Corso Verdi sono tornati come prima, ottimi lavoratori specializzati hanno in breve tempo smontato tutte le strutture e riportato gli ambienti alla loro sonnecchiosa normalità. E' stato l'ultimo tassello dell'impeccabile organizzazione di èStoria.
Che dire di questa edizione?
Anzitutto è stata più forte del maltempo: anche se a volte la pioggia scendeva a cascata e il temporale si sovrapponeva alle interessanti conversazioni, il pubblico - soprattutto sabato e domenica - è stato sempre numeroso ed estremamente attento.
Come sempre alto il livello degli interventi, sia nel caso di "nomi" ben conosciuti che in quello di personaggi meno noti al grande pubblico, segno di un interesse non limitato all'accentuazione mediatica bensì all'importanza dei temi. E come sempre utile l'intersezione fra personaggi di fama nazionale e figure della cultura locale, come a richiamare l'essenza "glocal" di ogni espressione culturale.
Tutti sono rimasti impressionati da una "macchina organizzativa" estremamente efficiente e senza sbavature, ormai consolidata dal susseguirsi delle edizioni.
Ora che i Giardini sono tornati vuoti, èStoria lancia un messaggio alla cultura goriziana e forse il costituirsi dell'Associazione degli "Amici" può essere un'occasione in questo senso: gli organizzatori hanno compiuto i loro passi, secondo le loro capacità potenzialità e metodi; adesso spetta a tanti altri il compito di raccogliere le idee e di far sì che - anche con forme e prospettive diverse - veramente Gorizia (necessariamente assieme a Nova Gorica) diventi la "Città della Storia". Non solo nel breve volgere di un intensissimo week end, ma nella permanente consapevolezza della propria vocazione.
Andrea Bellavite

Un pensiero ad Adriana...

Adriana Monzani ci ha lasciato, a 56 anni.
Molto conosciuta come psicologa del consultorio, da alcuni anni faceva parte dello staff dirigenziale dell'Azienda Sanitaria: un "luogo" delicato, sotto i riflettori mediatici, dove il suo sorriso radioso e la sua gioia di vivere sorprendevano chiunque la incontrasse. Ognuno si sentiva accolto per ciò che era, ascoltato e trattato come persona; aveva un vero e proprio culto dell'amicizia, riconosciuta come fonte di fiducia nel presente e di speranza per il domani.  
La sua intelligenza vivace e creativa aveva contribuito a individuare nuovi interessanti percorsi e progetti. La sua straordinaria forza interiore - maturata in quel costruttivo e sofferto "crogiolo del dubbio" che ha accomunato la maggior parte dei giovani della sua generazione - le aveva consentito di lottare strenuamente contro le avversità, trasformando anche la malattia in occasione di incontro, riflessione e testimonianza.
Ci saluta invitandoci a comprendere come solo la fraternità e il dialogo sincero siano gli strumenti più adatti ad affrontare e risolvere i problemi.
ab

sabato 25 maggio 2013

Ascensori al Castello, uno spreco infinito per un'opera inuitle

Giuseppe Cingolani rilancia opportunamente la questione degli ascensori al castello. E lo fa con dati aggiornati che fanno girare la testa e provocano il mal di stomaco...
Uno scandaloso spreco da 9 milioni e mezzo di euro: a tanto ammonteranno le spese per la costruzione dei tre inutili ascensori che formeranno l'impianto di risalita al Castello di Gorizia.
Com'è stato stabilito nell'ultima finanziaria regionale, per le prescrizioni della Soprintendenza dovute al ritrovamento di un muro antico e a causa di altre varianti al progetto iniziale, tra cui l'adeguamento alle norme antisismiche, ben 950mila euro, che in un primo momento erano stati concessi dalla Regione per l'acquisto della cabine degli ascensori, hanno cambiato destinazione e saranno utilizzati per i nuovi lavori rivelatisi necessari. L'ulteriore importo va a sommarsi ai 7 milioni e 666mila euro già preventivati per l'opera: si raggiunge così la cifra di 8 milioni e 616mila euro. A questi andranno ancora aggiunti i soldi per acquistare le cabine degli ascensori, per i quali l'importo previsto, 950mila euro, dovrebbe essere presumibilmente confermato. La somma complessiva supererà quindi i 9 milioni e mezzo di euro.
È una cifra che in tempi di crisi economica fa rabbrividire. Ad apparire scandaloso non è il fatto che si investano quasi dieci milioni di euro, ma che siano sperperati per un'opera inutile e addirittura devastante dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare se un importo del genere fosse stato stanziato, ad esempio, per ristrutturare la casa di riposo “Angelo Culot”, o per i lavori necessari a garantire la sicurezza delle scuole di Gorizia.
C'è da ricordare che il sindaco Romoli, solamente nell'aprile dello scorso anno, in campagna elettorale, dichiarò di non essere stato al corrente del fatto che avrebbe potuto usare quei soldi per riqualificare vie e piazze del centro storico invece che per costruire l'ascensore, grazie ad un articolo della finanziaria regionale del 2005, che autorizzava a ridefinire i termini del finanziamento concesso per il millenario di Gorizia. Negli ultimi giorni della campagna elettorale, messo alle strette dal sottoscritto, Romoli giunse ad annunciare l'attivazione di un arbitrato, formato da tre membri nominati da Legambiente e dal Comune, per stabilire definitivamente di chi fossero le responsabilità per la scelta di costruire l'ascensore. A più di un anno di distanza, dell'arbitrato non c'è nemmeno l'ombra, mentre i costi dell'opera continuano inesorabilmente a lievitare.
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd di Gorizia

venerdì 24 maggio 2013

Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole: le aspettative delle famiglie e l’impegno delle amministrazioni locali

Si riceve e si pubblica.

L’’Associazione Essere Cittadini ha incontrato l’assessore provinciale Gironcoli e il vicesindaco Sartori per chiedere se le rispettive amministrazioni si stanno impegnando in una politica di investimento nell’edilizia scolastica, nella sicurezza delle strutture che ospitano quotidianamente gli studenti goriziani oltre che nell’offerta di strutture idonee e attrezzate per ospitare una scuola moderna e dignitosa. Abbiamo riscontrato un positivo entusiasmo e convinzione nei due rappresentanti degli enti locali nel portare avanti un percorso di massima e prioritaria attenzione sui problemi relativi al patrimonio immobiliare e mobiliare (si pensi gli arredi e a tutto ciò che serve per il funzionamento di una scuola) di propria competenza, spesso molto datato e con evidenti problemi di opportunità e tipologia di intervento. Si è parlato infatti, tra le altre cose, dell’opportunità di intervento per taluni plessi, portando, come esempio,  in particolare l’edificio che ospita la scuola primaria “G. Ferretti” sito in via Zara. Gli stessi controlli e verifiche, come il monitoraggio antisismico, in strutture così vecchie, risultano difficoltosi e invasivi e con risultati che, ovviamente, non garantiscono un elevato grado di certezza (ricordiamo che Gorizia rientra nella classificazione di zona 2 “alta sismicità” per cui la gran parte degli edifici non soddisfano i requisiti richiesti, dato questo sul quale si può aprire un dibattito ma che non deve essere sottovalutato). L’associazione ha, allora, ribadito che questo, pur essendo un periodo di crisi economica e di noti tagli alla spesa pubblica, è il momento, di una precisa e coraggiosa programmazione, che non può limitarsi ad una verifica e quantificazione di spesa per interventi di recupero o messa a norma delle strutture, ma in essa vi deve essere anche e soprattutto la previsione e la progettazione di eventuali nuovi plessi. Un lavoro questo che è fondamentale e prioritario per la richiesta di contributi anche europei, dato che per essi, ci pare di aver capito, gli enti locali devono presentare pregiudizialmente i progetti e, addirittura, parte della loro copertura finanziaria. E così è stato da più parti ribadito che oggi, a Gorizia, una città che vede la fuga delle famiglie e dei giovani, il rilancio possa e debba ripartire oltre che dal lavoro anche dall’offerta di servizi e strutture per la comunità, facendo della scuola il centro dello sviluppo urbano integrato nel senso che la scuola, come accade in molti altri Paesi, deve diventare il polo di riferimento di una quartiere cittadino o di un paese fornendo strumenti e strutture a disposizione e coinvolgenti tutta la comunità (pensiamo al doposcuola, ai centri estivi, a biblioteche, a palestre e spazi verdi fruibili dagli studenti e dalle famiglie durante e al di fuori dell’orario scolastico). Dunque occorre pensare in grande e oltre alla fase degli interventi d’urgenza di messa in sicurezza delle situazioni più pericolose incominciare a progettare.
Sono state ricordate dai genitori presenti all’incontro alcune questioni attualmente irrisolte come la cronica mancanza di palestre, citando, in particolare il caso della scuola di Lucinico, dove si è manifestato quest’anno il problema di idonei spazi per svolgere l’attività di ginnastica: a tal proposito  il vicesindaco ci ha comunicato che il Comune si sta attivando per risolvere tale problema tramite l’individuazione di appositi spazi. Rassicurazioni sono anche pervenute circa il proseguo e la realizzazione dei lavori in alcuni plessi scolastici .
Da parte sua l’assessore Gironcoli ci ha spiegato che conclusa la fase di  “schedatura” di tutte le scuole della provincia ed il compimento del relativo piano dell’edilizia scolastica provinciale, lo stesso sarà sottoposto al Consiglio, dopodichè la parola passerà alla Regione, affinchè, in base alle priorità e alle risorse disponibili, si  possano aprire al più presto altri cantieri.  
Insomma, concludiamo, si tratta di continuare il percorso avviato con tenacia e convinzione sperando che ci sia un maggiore sensibilità e partecipazione  di tuttta la comunità forse fino ad oggi  un  po’ troppo distante e disinteressata dalle problematiche delle scuole.
L’Associazione Essere Cittadini di  Gorizia

Strade a pezzi, nel presente e nel futuro...

"La futura pavimentazione di Corso Verdi farà la fine di quelle di Piazza Vittoria e di Piazza Sant'Antonio". Ciò che stupisce maggiormente è il pulpito dal quale proviene la predica: quel Fabio Gentile, assessore della prima Giunta Romoli e poi silurato dal fuoco amico del centro destra all'inizio del nuovo mandato. Nel quinquennio precedente era stato tra i più attivi sostenitori del "tutta colpa di Brancati", e adesso? Di chi è la colpa se Piazza Vittoria continua a essere un colabrodo e se Piazza Sant'Antonio va a pezzi? Quale Giunta ha "portato a termine" (si fa per dire) i lavori, con tanto di autocelebrazione di Romoli, "colui che ha messo a posto Gorizia", sindaco "del fare" e non delle chiacchiere...? Perché Gentile non ha parlato prima, con l'autorevolezza di assessore, invece di denunciare solo adesso procedure già ipercontestate, dando l'impressione di soffrire dell'italico morbo del "dente avvelenato"?
Interessanti anche le risposte del sindaco che - invece di ribattere dimostrando la sicura tenuta dei materiali o una discutibile alternativa ciclopedonale al piano urbanistico - sottolinea candidamente di sperare che le attività che si dovrebbero svolgere sul Corso Verdi rinnovato non abbiano l'impatto di quelle finora tenute in Piazza Vittoria! Comunque sia, occorre farsene una ragione: gli amministratori sono quelli che la maggioranza dei votanti ha scelto...

giovedì 23 maggio 2013

Vince Kyenge, Borghezio Ko!


Si riceve dal Direttore di Articolo 21 (link a lato) e ben volentieri si pubblica. Ieri sera le tardive "costrette" scuse di Borghezio alla ministro Kyenge. Il personaggio non è certo un ingenuo e non da oggi crea imbarazzo perfino ai "suoi" con indegne performance: che se ne vada dal Parlamento europeo!
Mario Borghezio, eurodeputato della Lega e, inverosimilmente, membro della Commissione per le libertà civili è stato sospeso o quantomeno indotto all’autosospensione dal gruppo “Europa della libertà e della democrazia” di cui l’esponente del Carroccio fa parte. 
Il gruppo di euroscettici, conservatori e nazionalisti della Efd non ha affatto gradito le espressioni razziste pronunciate dal collega nei confronti della ministra italiana Cecile Kyenge e ne ha chiesto l’espulsione ottenendo, per adesso, la sospensione. 
Borghezio pertanto non si è affatto "autosospeso" come egli stesso ha dichiarato “per tutelare la Lega e l’Efd in attesa di fare piena chiarezza sulle sue frasi (“lei è una bonga bonga”, nominarla “è stata una scelta del cazzo”, ndr).  Alla sospensione ha sensibilmente, enormemente, contribuito la petizione che ho lanciato sul sito Change.org e che ha ottenuto in pochi giorni oltre 130mila firme. 
Lunedì 20 maggio il presidente del Parlamento Martin Schulz in apertura di seduta ha espresso “vergogna” per le dichiarazioni di Borghezio citando la petizione. Quando il giorno successivo siamo stati ricevuti dai capigruppo di socialisti e democratici, popolari, liberali, verdi, comunisti gruppi diversi che, all’unisono hanno espresso altrettanta vergogna per le affermazioni offensive dell’esponente del Carroccio ai danni del ministro dell’Integrazione Kyenge abbiamo subito pensato che non si trattasse di un incontro rituale ma di una forte presa di coscienza e di una indignazione vera della gran parte del parlamento europeo per le affermazioni del deputato del Carroccio.  
La sospensione di Borghezio di oggi dal gruppo Efd è pertanto anche la nostra vittoria, 130mila cittadini che hanno voluto scolpire un concetto: “fuori il razzismo dal Parlamento europeo”.  
Questa vittoria dimostra ancora una volta che una petizione non è solo uno strumento simbolico di denuncia ma può cambiare le cose, incidere addirittura e condizionare il dibattito di una imponente istituzione come il Parlamento europeo fino a determinare la sospensione di europarlamentare dal suo gruppo per le sue dichiarazioni offensive.  
"Quando si sogna da soli è solo un sogno - recita una nota massima - ma quando si sogna insieme è la realtà che comincia!". 
Avanti tutta (e tutti) con nuove petizioni! 
Stefano Corradino Direttore Articolo21

Ed è E' STORIA 2013!

Vigilia di E' Storia 2013, il cui programma è scaricabile anche dal link allo specifico sito presente nella colonna di destra di questo blog.
Tutto è pronto per l'avvio del più importante evento culturale della città: incontri, dibattiti, tavole rotonde, momenti d'arte, viaggi d'istruzione dedicati alla Storia, con un tema - "Banditi" - particolarmente intrigante e affascinante.
Per tre giorni Gorizia diventa punto di riferimento per gli studiosi e per gli amanti della Storia: fedele a un format ormai ampiamente collaudato, l'iniziativa accomuna personaggi molto noti al grande pubblico a straordinari esperti che lavorano ordinariamente dietro le quinte mediatiche e a figure locali conosciute a livello accademico o giornalistico.
La cultura si propone come ottimo catalizzatore in grado di trasformare la sonnecchiosa "stara" Gorizia in un crocevia di incontri e in una vivace meta turistica internazionale.
Gli organizzatori hanno investito grandi energie nella "costruzione" dell'evento. Spetta ad altri - cittadini e amministratori - far sì che l'ottima occasione diventi un modello non confinato nella "Tre giorni" di fine maggio, ma riproposto - con altri e diversi strumenti - nel corso di tutto l'anno.
Come nelle passate edizioni, accanto ai grandi plausi non mancheranno le piccole perplessità e le puntuali polemiche. Non se la prendano i promotori: le lodi, ma soprattutto le critiche, sono il "sale" che rende più gustosa la pietanza. Del resto, solo "chi non fa non falla" e nessuno può seriamente contestare un evento così importante in quanto tale.
Così come chiunque si avvicini ai Giardini, non può che elevare un pensiero grato a tutti coloro che si sono prodigati per renderlo possibile.
ab

mercoledì 22 maggio 2013

Scuola bene comune? Un incontro interessante...


Scuola bene comune? E' stato questo il tema dell'interessante tavola rotonda promossa dal Forum per Gorizia, che si è svolta questo pomeriggio presso la Fondazione Carigo di Gorizia. Prendendo lo spunto dalla vicenda dei contributi "volontari" interpretati di fatto come obbligatori da parte delle famiglie, Anna Di Gianantonio ha posto la domanda di fondo, riguardante la considerazione e il significato della presenza dell'istituzione scolastica in Italia. Stefano Cosolo e Alessandro Famos hanno evidenziato la questione, sottolineando la necessità di una maggior trasparenza negli atti della scuola, soprattutto quando vengono richieste ulteriori contribuzioni a cittadini già abbondantemente vessati dalle tasse. Alessio Sokol ha rilevato alcuni standard di qualità, evidenziando come la scuola in Italia cammini con difficoltà soprattutto al Sud e stigmatizzando la differenza come uno degli elementi critici del momenti attuale; ha riconosciuto anche un sistematico attacco alla scuola "pubblica". Leonardo Milocco, criticando il sistema delle prove invalsi, ha parlato delle autentiche finalità del sistema didattico, quelle di creare un cittadino "consumatore", in grado di affrontare una vita segnata dalla precarietà e dalla permanente flessibilità lavorativa. Laura Fasiolo ha spiegato perché sia necessario aggravare la situazione già pesante delle famiglie con la richiesta dei contributi "volontari", per sopperire all'evidente carenza di intervento da parte dello Stato. Il dibattito con i numerosi intervenuti è stato interessante e partecipato, ma in tutti è rimasta la consapevolezza di dover procedere con ulteriori passi nell'approfondire la situazione della scuola, uno dei crocevia decisivi della società di oggi e di domani.

Ascensori al Castello: chi pagherà?

Un concorso di idee per la riqualificazione della collina del castello di Gorizia devastata dal cemento. 
Questo ormai è ciò che dovrebbero iniziare a pensare gli amministratori, rendendosi conto che con ogni probabilità non ci saranno soldi sufficienti a finire i lavori. 
Intanto i cittadini sono costretti a prendere atto del mastodontico ritardo accumulato e del nuovo ulteriore finanziamento di 950mila euro pubblici per i sempre più fantomatici e costosi ascensori al Castello di Gorizia. Ritardo e soldi in più tutt'altro che imprevedibili e quindi chi ha deciso (Romoli, la sua Giunta e la precedente maggioranza in Consiglio Comunale) non è stato ingannato, ma è responsabile. Le "giustificazioni" addotte dal Sindaco a precisa interrogazione della consigliera Botteghi sono esattamente quelle che il Forum per Gorizia aveva richiamato ben prima dell'inizio dei lavori: mancata previsione della "strettoia" di via Franconia e conseguente demolizione di un edificio vincolato dal piano regolatore; mancata richiesta di certificato antisismico; presenza di reperti archeologici e mancato permesso da parte della Soprintendenza; aggiungiamo la mancata richiesta della Valutazione Impatto Ambientale, almeno sulle variazioni di progetto; la presenza di decine di ordigni bellici da disinnescare... 
Se i ritardi e i costi sono levitati a causa di dimenticanze o negligenze rispetto a prevedibili e previsti intoppi, chi pagherà? E con quali finanziamenti si avvierà l'ormai quasi ineludibile piano di riqualificazione? Oppure la collina del Castello farà la stessa fine di Piazza Vittoria, con il porfido colapasta aggiustato una settimana sì e una no, con il marmo che si sfalda penosamente e ora anche con le impalcature e le staccionate ad impedire pericolosi avvicinamenti a palazzo Bombi?
Per situazioni ben meno complesse in qualsiasi altro Paese un assessore ai Lavori Pubblici si sarebbe da qualche anno dimesso...

Ana di Fara, mestre e poetesse

Nel giorno in cui a Gorizia si parla di Scuola, un pensiero va ad Anna Bombig. E' stata Maestra (con la M maiuscola) per tanti anni e ha introdotto nei misteri della vita generazioni di ragazzi; ed è stata anche una tenace testimone di ciò che significa la parola Cultura (anche questa con la C maiuscola). Orgogliosa della propria tradizione, Anna Bombig si è ricavata un posto di primo piano nel panorama degli scrittori e dei poeti del Friuli ed è stata una formidabile promotrice della lingua friulana in tutti gli ambiti della Regione. Ha svolto un'intensa attività giornalistica, sempre informata sui grandi temi del presente locale e internazionale; si è sempre prodigata, con una disponibilità senza se e senza ma, nel venire incontro alle esigenze di chiunque le chiedesse una parola, una poesia, una traduzione "all'ultimo minuto". Donna dalla fede profonda e sofferta, ha collaborato da sempre con la parrocchia di Farra e si è prodigata nel far conoscere la forza e la bellezza della tradizione del Friuli Goriziano, firmando per decenni, ogni settimana su Voce Isontina, articoli saggi e apprezzate poesie. Un caro e grato ricordo, con affetto e amicizia...
Andrea Bellavite

QUERELLE ATER: CANCELLATI DAL SITO BANDO E GRADUATORIA!

Come sanno i 25 lettori di questo blog, il Forum ha inviato una lettera all'ater chiedendo spiegazioni intorno al bando pubblicato sul sito ufficiale dell'Ente a metà febbraio, relativo alla "locazione di unità immobiliari non residenziali".
Tra molte altre perplessità, si chiedeva:
a) perché le relative graduatorie sono state pubblicate intorno il 18 aprile, quando secondo lo stesso bando avrebbero dovuto "uscire" entro il 10 marzo.
b) perché le graduatorie uscite in ritardo contenessero evidenti carenze e contraddizioni.
c) perché non siano ancora uscite le graduatorie relative agli aggiornamenti mensili previsti dal bando (modificato soltanto in data 30 aprile 2013) e - sempre secondo il bando - da redigere (e secondo logica pubblicare) "entro il 10 del mese successivo", cioè il 10 aprile e il 10 maggio, relativamente a chi ha presentato regolare domanda rispettivamente entro il 31 marzo e il 30 aprile.
d) perché non siano mai state pubblicate le graduatorie relative al bando di luglio 2012.
In attesa di ricevere risposta a questi e a numerosi altri interrogativi, si constata che i responsabili dell'ater hanno deciso di "tagliar la testa al toro" e indovinate che cosa hanno combinato?
Hanno fatto semplicemente sparire dal sito la graduatoria pubblicata in aprile e con essa anche lo stesso bando di febbraio. E intanto decine di "unità immobiliari non residenziali", che da anni e anni potrebbero essere spazio commerciale associativo o culturale, continuano a rimanere desolantemente sfitte, con evidente grave danno erariale per le casse dell'edilizia PUBBLICA.
In conclusione: utilizzando l'offensiva espressione rivolta con tutta evidenza dai "vertici ater" al Forum, chi sta portando avanti una "pseudo-politica di altri tempi"? Chi insabbia le pratiche nel rimpallo delle responsabilità e in bandi talmente confusi da essere rimossi alla chetichella da chi li ha emanati? oppure chi rivendica il diritto PER TUTTI ad usufruire con un "congruo" (cioè stabilito con regole oggettive!) affitto di spazi pubblici da troppo tempo inutilizzati e che appartengono ai cittadini?
Andrea Bellavite   

martedì 21 maggio 2013

Cori razzisti negli stadi: fenomeno grave, da non sottovalutare...

La ministra Kyenge interviene sul tema dei cori offensivi portati alla ribalta dalle reazioni di Balotelli sui campi sportivi. Lo fa con encomiabile equilibrio e cerca di sdrammatizzare, sostenendo che occorre saper distinguere tra dileggio sportivo nel contesto di una partita di calcio e autentico razzismo.
Purtroppo ha torto. Le tifoserie estreme - si tratta di piccoli gruppi non "controllati" (ma spesso tollerati) dai club - di molte squadre di calcio sono veri e propri vivai di violenza, gestiti da movimenti neofascisti e neonazisti: i "cori" fanno parte di una strategia, a volte disgraziatamente efficace, finalizzata ad alimentare il consenso nei confronti di precise posizioni "politiche" di orientamento razzista, omofobo e antidemocratico. Tali atteggiamenti sono da condannare "senza se e senza ma": su questo tema non dovrebbe intervenire tanto la ministro all'Integrazione - già bersaglio di indegni attacchi e minacce - quanto il ministro degli Interni Alfano, responsabile dell'ordine pubblico e anche della sicurezza negli stadi.

lunedì 20 maggio 2013

Il caso della politica Goriziana, ovvero un esempio di trasmissione genetica del Potere

Interessanti sono le considerazioni sul Piccolo di Roberto Covaz sul fatto che mentre a Monfalcone aprono le Terme e i Musei della Cantieristica, qui aprono i musei come il S. Chiara, però poi, dopo un mese, chiudono. Mancano investimenti privati, ma è chiaro che nessuno li cerca attivamente. Un passo avanti da fare nell'analisi sarebbe capire perchè, a 25 chilometri di distanza tra le due città, Gorizia sia la più immobile. Ci vorrebbe per la città la macchina da presa di Paolo Sorrentino che descrive il clima di Roma come una sorta di dolce melassa che impedisce qualsiasi movimento. Da noi viene in mente piuttosto l'immagine di un ragno che paralizza le sue vittime per mangiarsele al momento opportuno. Il ragno è una classe dirigente vecchia di 70 anni: dalla DC a Forza Italia, al PDL, la città ha sempre riciclato se stessa, cercando il ricambio nella famiglia o nel clan attrezzato per ogni bisogno. Dallo stesso gruppo possono venire sia membri di destra (moderata), sia di sinistra (moderata) senza eccessivi scossoni all'interno del normale ricambio generazionale. Basta consultare gli organigrammi degli enti maggiori per vedere che al padre succede il figlio o la figlia. Dunque quale capacità di impresa si può chiedere a chi è eletto per successione naturale? Se si aggiunge anche un desiderio, neppure troppo recondito, di chiedere il permesso di esistere alle varie parrocchie o associazioni di tipo religioso, una sinistra che, piena di sensi di colpa per fatti avvenuti nel dopoguerra, ha sperato di accreditarsi nelle alte sfere, cercando di sfuggire all'infamia di essere definita slavo- comunista e i fiumi di soldi provenienti da Roma ed il gioco è fatto. Ma certo questa sommaria analisi non basta: c'è un immobilismo di gran parte della società civile. Una parte di essa deve vivere delle prebende che derivano da chi comanda, ma gli altri? Gli impiegati, gli insegnanti, i dipendenti di vario genere che non hanno di questi problemi? Forse pensano che chiedendo educatamente, qualcuno, altrettanto educatamente, risponderà. Invece non è mai stato così: i giovani sono stati cacciati dal Ponte del Torrione, i valichi sono a pezzi, gli edifici abbandonati, le sedi per le associazioni mancano. Di troppa buona educazione si muore. Inventiamo allora un altro gioco: in città, come già negli uffici, facciamo che valga la regola del silenzio assenso. Non hanno mai risposto? Vuol dire che i posti liberi evidentemente ce li possiamo (moderatamente) prendere in nome di un loro riuso, di una progettualità che abbiamo già più e più volte espresso.
adg

Bisogno di educazione stradale in città

Tante volte, anche su questo blog, si sono denunciati i comportamenti molto scorretti di quei (purtroppo tanti) automobilisti che non si fermano davanti a chi attraversa le strisce pedonali, parcheggiano in divieto (per esempio, ogni sera in piazza Vittoria) oppure sui controviali del Corso, occupano le piste ciclabili, impediscono il transito dei disabili... 
Ma è giusto sottolineare che anche i ciclisti non sempre sono "educati": tanti, dopo il tramonto, non conoscono l'uso dei fanali; ad ogni ora del giorno rifuggono i (pochi) percorsi ad essi dedicati, come dimostrato da questa immagine scattata in Corso Italia, dove si vede un intero gruppo snobbare la (buona) ciclabile.
Forse perché anche i pedoni non conoscono bene la segnaletica e camminano tranquillamente sull'asfalto dedicato alle bici, sia in Corso Italia che in Corso Verdi, dove peraltro - dopo i recenti lavori di restyling - è abbastanza difficile comprendere dove si deve camminare e dove pedalare.
Insomma, un po' di educazione stradale farebbe bene a tutti quanti ed eviterebbe incidenti e malumori.
Cmunque sia, in attesa di quella "internazionale", il dibattito sulle ciclabili goriziane è aperto da tempo e deve essere intensificato...

Il nuovo Vescovo di Roma e la Chiesa cattolica

Di Bergoglio si è detto in questi mesi tutto il bene possibile. Tutti sono rimasti colpiti dalla sua umanità, ma anche da gesti e parole emarginati dalle “prime pagine” della cattolicità, almeno dal tempo del Concilio Vaticano II. Al plauso unanime si sono associate in generale tutte le realtà intra-ecclesiali, dai movimenti vicini alla teologia della liberazione che sottolineano la discontinuità rispetto agli immediati predecessori a quelli prossimi ai papaboys di wojtyliana memoria che riconoscono soltanto un diverso stile comunicativo nell’ambito di un identico messaggio. Sostanzialmente anche il mondo laico ha tributato finora un ampio consenso al novello “Francesco”, rilevando alcuni aspetti maggiormente folkloristici o sociali ed evitando per il momento critiche a parole o scelte che in altri tempi avrebbero suscitato perplessità e contestazione.
Paradossalmente, è proprio l’accordo generale a ingenerare interrogativi: se tutti – o quasi – si proclamano “dalla parte” di Francesco (anche i potenti della terra, i gestori della finanza, i sostenitori del liberismo…), il nuovo vescovo di Roma, da che parte sta?
Basta partecipare – per esempio - a una delle consuete feste parrocchiali per la Prima Comunione o per la Cresima per rendersi conto su quale terreno scende la pioggia. Batterie di otto-novenni e sedici-diciassettenni vengono trascinate davanti a parroci e vescovi compiaciuti, per ricevere dei sacramenti che per loro non rivestono il benché minimo significato, ricevendone in cambio qualche decontestualizzato regalino (dal soprammobile kitsch alla play station) e un di solito sontuoso pranzo, toccasana per le casse dei ristoratori in crisi. Per essi non c’è problema, Parigi val bene una messa, tanto più per i cresimati che con il buffetto del Pastore ricevono il salvacondotto per abbandonare definitivamente la pratica ecclesiale; per la Chiesa ufficiale neanche, dal momento che sembra non accorgersi che a una sempre più evidente potenza economica e politica, corrisponde una quasi completa incomprensione e disaffezione rispetto alla “verità” trasmessa dal Vangelo e dalla Tradizione storica.
In questo contesto i ripetuti appelli di Francesco alla Chiesa “povera per i poveri”, gli accorati inviti ai “funzionari” affinché rinuncino al carrierismo e si schierino senza se e senza con “le periferie della storia”, le sottolineature accoglienti e rispettose delle posizioni altrui… rischiano di rimanere delle buone intenzioni, riproposte con convinzione anche da ecclesiastici carrieristi, legati mani e piedi alle dinamiche del potere, senz’alcun problema di sostentamento quotidiano (un prete in Italia percepisce come minimo 1300 euro netti al mese, normalmente non ha affitti da pagare e spesso “dimezza” con la parrocchia le utenze…).
I casi quindi sono due: o hanno ragione coloro che parlano di un “nuovo stile comunicativo” e trascurano la “lettera” dei contenuti o è vero che ci si trova alla vigilia di una svolta epocale. Per dirla in termini evangelici, o viene versato il vino nuovo in otri vecchi, cosicché si perdono sia il vino che gli otri; oppure è vino nuovo in otri nuovi e in questo caso stiamo per assistere alla “fine” del “cattolicismo”, ovvero di quella forma di fede ispirata al cristianesimo e divenuta dai tempi degli imperatori Costantino e Teodosio fino ai giorni nostri la “forma” dell’ordinario vivere e pensare occidentale.
Francesco traghetterà il cattolicesimo verso un nuovo cristianesimo “unito nelle diversità”, svincolato da ogni più o meno mascherato potere o commistione “temporale”? Puntellerà e ripitturerà la facciata di una cattedrale ormai in rovina oppure deciderà di raderla al suolo per ritornare all’evangelica abolizione degli spazi e tempi sacri? Proporrà  solo un modo migliore di gestire il “potere” nelle comunità, oppure consentirà il superamento della concezione sacrale della gerarchia “infallibile”?
Insomma, c’è da attendere soltanto un adeguamento dei linguaggi oppure la più grande Riforma della storia della cristianità?
Andrea Bellavite

sabato 18 maggio 2013

I fucili non sono giocattoli, quando sono caricati dalla noia possono far male

Un giovane cammina tranquillo lungo le vie del rinnovato centro pedonale di Gorizia. Pensa alla propria vita, ai progetti per il futuro, alla giornata che ancora ha da offrire qualche emozione. All'improvviso un dolore acuto, qualcosa sembra essersi conficcato nell'orecchio: e' un pallino sparato da un fucile ad aria compressa, un'arma in grado di uccidere i piccioni, ma anche di provocare la perdita di un occhio, nel caso il malcapitato fosse solo leggermente piu' sfortunato.
E' una storia di ordinaria follia, quella capitata a Gorizia tre giorni fa e riportata oggi dal quotidiano locale. Esclusa l'esistenza di una comunque ingiustificabile motivazione per far del male a qualcuno, cosa puo' portare delle "persone della porta accanto" a giocare con un fucile, a divertirsi uccidendo gli uccelli e spaventando i passanti, con il rischio di provocare seri guai? E come e' possibile che si possano possedere e usare impunemente strumenti pericolosi come quelli con i quali si e' sparato?
Questi eventi, quasi di sicuro da riportare nell'ambito dello scherzo inconsapevole delle conseguenze, rivelano quanto l'essere umano sia lontano da una corretta relazione con la natura, con gli altri e con se stesso. Se ci sentissimo tutti parte di uno stesso organismo vivente, dove l'"io" e il "tu" fossero concepiti come una sola realta', i fucili non servirebbero ad "ammazzare il tempo" giocando con la vita, propria e altrui.
Tutto e' bene quel che finisce bene: l'episodio goriziano, probabile frutto solo di una preoccupante noia esistenziale, lascera' soltanto un brutto ricordo nei suoi protagonisti. Ma non deve essere sottovalutato, perche' dai fucili ad aria compressa a quelli piu' potenti il passo non e' molto lungo e si sa quanti orrori stia provocando la liberalizzazione dell'uso delle armi, anche in Paesi considerati l'emblema della democrazia e della liberta'.
ab

venerdì 17 maggio 2013

Sì allo "ius soli": forza Kyenge!

Nonostante le polemiche e i tentativi di tacitarla in modo scandaloso e volgare (perché il solerte Napolitano non è intervenuto esprimendo la propria preoccupazione rispetto a movimenti politici di estrema destra che l'hanno minacciata? e contro un parlamentare europeo che l'ha offesa con espressioni violente e razziste?), la ministro Kyenge ha consentito all'opinione pubblica di riflettere su un tema molto importante, anche se emarginato dal dibattito politico attuale.
La questione riguarda in generale il tema dell'immigrazione e in particolare quello del riconoscimento della cittadinanza italiana a coloro che sono nati e vissuti da anni in Italia. E' una "priorità", checché ne dicano Lega e Partito della Libertà (per chi?). Lo è perché ormai la multi-culturalità della società europea è un dato di fatto determinato dall'attuale fase del capitalismo mondiale e non una libera opzione di governi più  meno compiacenti. Tutti sanno - anche se molti fanno finta di pensare il contrario - che il "sistema Italia" regge ancora soltanto grazie alla presenza di milioni di stranieri che regolarmente lavorano, pagano le tasse e per il momento garantiscono l'erogazione delle pensioni agli autoctoni che hanno terminato il loro percorso lavorativo.
Così come tutti sanno che il fenomeno dell'immigrazione clandestina - truffaldinamente confuso con quella regolare - non può essere affrontato se non in ambito internazionale e che le leggi Turco Napolitano, Bossi Fini e successive aggravanti non hanno contribuito in alcun modo a risolvere il problema: la reclusione nei famigerati Cie e l'introduzione del reato di clandestinità non hanno contribuito ad aumentare il numero dei rimpatri; hanno invece creato legami tra comunità di "senza nome" che vagano disperati alla scadenza dei termini di carcerazione, hanno portato le carceri italiane ad un sovraffollamento tale da provocare ripetute denunce da parte di Amnesty e altri organismi internazionali di tutela, hanno suscitato appetiti speculativi da parte delle organizzazioni chiamate a gestire le strutture. 
Certo, non ci sono facili soluzioni e la necessità di coniugare legalità e integrazione richiede il superamento dell'alternativa tra accoglienza indiscriminata e chiusura delle frontiere: la ministro Kyenge ha avuto il merito di riportare alla luce il problema e di richiamare la necessità di affrontarlo prima che sia troppo tardi e che i morsi della crisi non conducano a una possibile catastrofica "guerra fra poveri".
Riguardo al cosiddetto "ius soli", quali obiezioni possibili, tanto più che la proposta non riguarda la mera nascita, ma anche la permanenza da un congruo numero di anni? Un bambino nasce, cresce, va a scuola, conosce la lingua e la cultura di quello che ritiene il "proprio" Paese, inizia un'esperienza lavorativa, si relaziona con amiche ed amici, vive le prime esperienze affettive... Improvvisamente, allo scadere del 18mo anno, viene prelevato e rinchiuso in un Cie, in attesa di essere rimpatriato in un mondo con il quale ha molto poco a che fare: c'è qualcosa di umano in tutto ciò? L'eventuale approvazione di una legge improntata allo "ius soli" non potrebbe far altro che garantire il rispetto dei diritti fondamentali della persona e favorire un'autentica reciproca integrazione, unica via possibile per mantenere l'Italia nel novero dei Paesi cosiddetti "civili".
Andrea Bellavite

“VOLIAMO LA PACE”



Un avviso che è anche una riflessione, a cura della Provincia di Gorizia e molti altri enti culturali, nell'ambito di "Carso 2014":
Giovedì 23 maggio 2013 alle ore 20.30, si terrà nel “bunker” della prima guerra mondiale - cantina vinicola "Castello" di Rubbia” a San Michele del Carso –Vrh (Savogna d’Isonzo) il concerto in occasione del 100° anniversario della prima guerra mondiale “Voliamo la pace”. Ospiti della serata saranno il noto cantautore sloveno Vlado Kreslin di Ljubljana e la cantante Gabriella Gabrielli accompagnata dai musicisti Diego Todesco (chitarra), Maurizio Veraldi(organetto) e Sašо Debelec (contrabbasso).
“Voliamo la pace”, titolo simbolicamente utilizzato per ricordare in musica il centenario della prima guerra, riprende letteralmente una scritta graffiata nella roccia del carso isontino in prossimità delle Gallerie del Brestovec, e ritrovata durante i lavori di ripulitura e ripristino della galleria e dei percorsi di guerra adiacenti. Non è l’unico caso di una scritta che inneggia la Pace ritrovata nelle trincee della Prima Guerra mondiale: “nel 1917 voliamo la pace” è stata presa, però, a simbolo di un desiderio condiviso da tanti militari al fronte, che rischiavano probabilmente la vita per lasciare queste tracce di una pace desiderata, voluta, ma anche da far ‘volare’ alta sopra gli eserciti.
Considerato una sorta di Fabrizio De André sloveno Vlado Kreslin ha alle spalle trent'anni di musica rock'n'roll. La sua carriera come autore è iniziata invece circa dieci anni fa. Contemporaneamente alla composizione si è dedicato alla ricerca delle origini della tradizione musicale di Prekmurje, la regione slovena dove è nato. E' proprio vero, Vlado Kreslin, l'amico di Alla Taylor, con la sua chitarra nera ha scritto e interpretato musica per almeno tre generazioni di sloveni.
La “prima donna della canzone goriziana”, Gabriella Gabrielli, dal ’95 è la voce e l’anima del gruppo etnico “Zuf de Žur”. Da anni è impegnata nella lettura del patrimonio culturale delle terre di frontiera, con l’intento di fondere ricchezze sonore e linguistiche di territori crocevia di popoli e di culture.
L'iniziativa è promossa dalla Provincia di Gorizia nell’ambito del progetto Carso 2014  “ Via di Pace – Pot miru”, in collaborazione con la Provincia di Trieste, la Provincia di Udine, i Comuni di Gorizia, Nova Gorica, Kanal ob Soči, Šempeter – Vrtojba, Savogna d’Isonzo, il Kulturni dom di Gorizia ed il circolo culturale Danica di San Michele del Carso. Il progetto š finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperayione Transfrontaliera Italia – Slovenia 2007 -2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.
Il concerto sarà pure l’occasione per la cantina Il Castello di Rubbia, di presentare un’ assaggio dei propri vini più pregiati.
L'ingresso a invito. Per informazione e prenotazioni: Kulturni dom di Gorizia (via Brass 20 – tel. 0481 33288) info@kulturnidom.it.

giovedì 16 maggio 2013

Il ricordo della visita a Gorizia di Wojtyla: bene, però...


E' stata apprezzata l'iniziativa di ricordare ai posteri la storica visita di papa Wojtyla a Gorizia, undici anni fa. Anche come gruppo consigliare il Forum aveva presentato a suo tempo un ordine del giorno, fatto proprio dal Sindaco, nel quale si sottolineava l'opportunità della memoria di un evento che aveva sollecitato la città  a camminare sulle strade della "comunione nella ricchezza delle diversità". Ora che la targa è stata scoperta, accanto al plauso occorre sottolineare anche un rilevante motivo di perplessità.
Si tratta della lingua, la valorizzazione della quale è elemento determinante per realizzare proprio ciò che il papa con le sue parole suggeriva, "Gorizia, porta aperta sull'Est Europeo e sull'Europa Centrale": è un peccato non aver pensato a una lapide trilingue (come per esempio si può constatare nella lapide dedicata all'esecuzione dei "Tolminotti" dall'altra parte della piazza o in tutti i monumenti inaugurati in questi ultimi anni sull'Iter Aquileiense, da Aquileia al Monte Lussari), tanto più che lo stesso Giovanni Paolo II parlò in quel contesto in italiano, sloveno e friulano. Tra l'altro Piazza Vittoria (Travnik) nell'occasione era mezza vuota e se non ci fosse stata una massiccia presenza di fedeli provenienti dalla Slovenia il colpo d'occhio - proprio dall'angolo dove è stata collocata la lapide - sarebbe stato desolante!
Infine, un avviso contestuale: per iniziativa del Circolo Navarca di Aiello del Friuli, fino a domenica 19 è possibile visitare la mostra con il ritratto in mosaico dei 266 vescovi di Roma, da Pietro a Francesco: un'opera originale e molto interessante, in mosaico di tela, realizzata dall'artista Osvaldo Zorzenon su "cartoni" ispirati ai "volti" effigiati nella basilica romana di San Paolo fuori le mura. Un suggestivo tuffo nella storia, nella cappella della Santa Croce in via Arcivescovado a Gorizia.
Andrea Bellavite

mercoledì 15 maggio 2013

Diritto allo studio e scuola pubblica: scoppia a Gorizia la battaglia dei contributi volontari


Dall'associazione Essere Cittadini:
L’interrogazione al Ministro dell’Istruzione da parte del deputato del gruppo Partito Democratico Giorgio Zanin è solo l’ultimo degli episodi di quella che ormai si può definire una vera e propria rivolta delle famiglie goriziane sulla questione dei contributi volontari. Anche quest’anno, in occasione delle scadenze previste per le iscrizioni all'anno scolastico successivo (fine di febbraio)  è divampata la polemica su taluni comportamenti scorretti e illeciti da parte di certi istituti, che subordinano l’iscrizione al versamento di un contributo fatto passare come una prestazione obbligatoria per completare le procedure di iscrizione. A ciò si aggiungono le continue richieste di contributi che pervengono alle famiglie nel corso dell’anno scolastico per finanziare innumerevoli progetti di ampliamento dell’offerta formativa o per acquistare materiale didattico o di servizio (risme di carta, carta igienica, ecc.) oppure per la piccola manutenzione (classica è quella per la manutenzione delle fotocopiatrici o la sostituzione del toner dato che nelle scuole italiane si fanno milioni di fotocopie tanto da chiedersi se vengono ancora usati i libri di testo). Ora la legge è chiara: la scuola pubblica è gratuita fino alla terza classe superiore compresa, sono previste delle tasse di iscrizione per le classi IV e V superiore. I contributi sono volontari, possono essere richiesti a fronte di progetti di ampliamento dell’offerta formativa che risultino nel P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa) e devono essere indicate le modalità di versamento al fine di permettere la loro detrazione. Le spese per la piccola manutenzione e il materiale di cancelleria sono a carico degli enti locali e non delle famiglie.  La scuola pubblica è già pagata dai cittadini con la fiscalità generale: dove finiscano questi soldi, visto che ogni anno si tagliano sempre di più i finanziamenti,  è questione politica di cui dovrebbero rispondere tutti gli schieramenti. A fronte di tantissimi esposti e denunce il Ministero con la  nota ministeriale n°312 del 20 marzo 2012, a cui sono seguite altre,  ha ribadito tutta una serie di principi e prescrizioni che si trovano sanciti nelle leggi ordinarie e regolamenti, quali  il dovere di informare le famiglie sull'assoluta volontarietà del contributo scolastico, mantenere ben distinti i contributi volontari dalle tasse scolastiche, informare preventivamente le famiglie sulla destinazione dei contributi scolastici che devono riguardare non attività curricolari ma solo ampliamenti dell'offerta formativa, assicurare a fine anno alle famiglie una rendicontazione sul loro utilizzo. Nonostante la citata e successive note ministeriali la situazione però non è cambiata. Le proteste e iniziative allora si sono moltiplicate, si sono mosse le associazioni locali e singoli cittadini, con richieste di chiarimento e di vigilanza su questo fenomeno da parte delle autorità competenti,  ma senza ottenere, almeno fino ad oggi, delle risposte definitive. Si moltiplicano, invece,  le notizie  di genitori che, a porte chiuse, sono stati “rimproverati” e “diffidati” per aver sollevati tali questioni. Succede, allora, che il dibattito si allarga e si amplia di contenuti, giungendo ad una riflessione generale sulla scuola, chiedendosi se essa  non dovrebbe essere una comunità aperta al dialogo e al confronto, il primo presidio di legalità e trasparenza,  ricordando, anche,  lo stato drammatico dell’edilizia scolastica per poi, infine, domandarsi se da questa istituzione possano uscire buoni cittadini informati, consapevoli e preparati ad affrontare le sfide della vita.
Insomma che brutta fine che sta facendo la scuola italiana, “organo costituzionale” come l’aveva definita Piero Calamandrei, uomo d’altri tempi. Oggi, intanto, si parla di “azienda”, di “autonomia” di “progetti per rendere più attraente l’offerta formativa”, di “competizione”, ecc., il tutto finanziato in maniera più o meno inconsapevole dalle famiglie, almeno quelle che ancora possono permetterselo,  e rimandando, per l’educazione e l’istruzione, a tempi migliori.
Associazione Essere Cittadini di Gorizia

martedì 14 maggio 2013

Jacop presidente del Consiglio Regionale: il nuovo che avanza?

Franco Jacop - già assessore dal 2003 con Illy e consigliere d'opposizione dal 2008 con Tondo - è il nuovo presidente del Consiglio Regionale del Fvg. Lo affiancano nell'Ufficio di Presidenza personaggi non certo di primo pelo, in piazza Oberdan da dieci, quindici se non addirittura venti anni; tra essi il leghista Claudio Violino, assessore della Giunta appena "bocciata"... Tutto questo mentre si è ancora in attesa di conoscere gli sviluppi dello scandalo dei rimborsi che ha occupato spazi importanti sui giornali degli ultimi mesi; e soprattutto, che ha interessato tutti i gruppi politici e buona parte dei loro rappresentanti. Insomma, al di là dei singoli meriti e demeriti, non sarebbe stato più opportuno un Consiglio guidato maggiormente dallo spirito d'innovazione che dalla sottolineatura dell'"esperienza"? Tanto più avendo nell'emiciclo un candidato ideale per la Presidenza, in grado di soddisfare entrambe le esigenze e supportato dal record di preferenze personali. Evidentemente l'ottimo Franco Codega è stato sacrificato agli equilibri interni del (solito) Pd regionale. Insomma, a una partenza abbastanza convincente del team Serracchiani - con persone davvero nuove e, a prima vista, decisamente competenti - corrisponde un inizio "vecchio stile" di un Consiglio Regionale votato - è bene ricordarlo in quanto segnale forte degli elettori - da appena il 50% degli aventi diritto...

lunedì 13 maggio 2013

Tolminski punt, la "rivolta dei Tolminotti"

Grande partecipazione in Piazza Vittoria (Travnik)
Dario Stasi (a destra), durante l'intervento del prof. Silvano Cavazza. In alto a destra, la lapide in memoria dell'esecuzione capitale.

La folla delle occasioni importanti ha suggellato il successo dell'iniziativa promossa ieri mattina da Isonzo Soča e dalle associazioni culturali slovene in Piazza Vittoria (Travnik) a Gorizia. Presso la lapide dedicata alla pubblica decapitazione delle guide dei "Tolminotti" (aprile 1714), si è fatta memoria dei 300 anni trascorsi dalla famosa "rivolta". Dopo il direttore della rivista Dario Stasi e con il coordinamento di Aldo Rupel sono intervenuti il vicesindaco di Gorizia, il sindaco di Tolmino, il rappresentante del Comune di Nova Gorica e la vicepresidente della Provincia di Gorizia. La commemorazione ufficiale è stata affidata a Karlo Černic e Silvano Cavazza. Il primo ha tracciato una linea ideale tesa a congiungere la rivolta del 1713 con i moti popolari che hanno caratterizzato - con maggiore o minore successo - gli ultimi tre secoli: una perla la conclusione, con la citazione del presidente dell'Uruguay Mujica, la cui presenza è un motivo di speranza per il futuro dell'America Latina. Il prof. Cavazza, con la consueta competenza e simpatia, ha permesso ai presenti di rivivere gli eventi vissuti dai "Tolminesi" in quei due anni difficili: con sapiente scelta di linguaggio e di documentazione ha consentito un viaggio nel passato durante il quale ogni ascoltatore ha tratto mentalmente le proprie considerazioni e - ahimé fin troppo immediate - attualizzazioni.
Grazie a Isonzo Soča per l'iniziativa, forse senza l'impegno ormai pluriventennale della rivista la "rivolta dei Tolminotti" non sarebbe diventata patrimonio storico di tutti i goriziani, ma sarebbe rimasta confinata nel già troppo affollato archivio degli eventi destinati ai soli "addetti ai lavori". E non avrebbe fornito l'occasione per un proficuo cammino insieme tra i rappresentanti delle genti che vivono nelle valli dell'Isonzo Soča e della Vipava Vipacco.

domenica 12 maggio 2013

Segni di spiritualità verso Castagnavizza: proposta di un piccolo restauro


Con l'arrivo della primavera si intensifica il via vai di pellegrini e turisti che percorrono a piedi uno dei più suggestivi itinerari goriziani: la passeggiata lungo la via Cappella, dalla zona di via Favetti al colle della Castagnavizza. E' un breve percorso in salita, nella natura, nell'arte e nella storia. Lungo il cammino si incontrano semplici segni di religiosità popolare insieme ad autentiche "perle" di spiritualità, come ad esempio il bell'altare di scuola pacassiana che può essere ammirato qualche passo prima dell'attraversamento dell'ormai immaginario confine tra Italia e Slovenia. Si tratta di un'opera notevole che invita il visitatore a uno sguardo ammirato e il credente a una convinta preghiera. Purtroppo la base è deteriorata e non rallegra l'umore del passante. Un piccolo appello al Comune: sarebbe possibile - l'intervento non richiederebbe che poco tempo e poca spesa - scrostare lo spazio rovinato e procedere a una nuova pittura, possibilmente resistente all'umidità?
ab

venerdì 10 maggio 2013

Viaggio nell'Italia dei beni comuni: una tappa anche a Gorizia?

Coinvolgente la presentazione del libro "Viaggio nell'Italia dei beni comuni", ieri sera all'Ubik!
Si tratta di un testo nel quale vengono raccontate vicende relative a esperienze storiche e attuali di "proprieta' collettiva". La proposta dei curatori e' quella di dare profilo legislativo a tali forme di economia alternativa, in grado di oltrepassare l'ordinaria distinzione tra bene "pubblico" e "privato".
E' interessante sapere che in giro per l'Italia esistono numerose esperienze di gestione collegiale della vita sociale, anche se l'insieme delle realta' descritte non toglie la sensazione di trovarsi di fronte a esperienze "di nicchia", quando non addirittura rese possibile proprio dal loro collocarsi al di fuori del normale scorrere del tempo e della storia (come nel caso del monastero delle clarisse francescane di Camposampiero).
Il tempo a disposizione non ha consentito di approfondire particolari interrogativi. Per esempio...
L'esperienza della gestione collettiva dei beni comuni e' limitata a chi la vive, al massimo a una "rete" di relazioni costruttive tra le diverse realta' o si propone come alternativa al capitalismo globale?
In altre parole, si puo' intravvedere l'inizio di una vera rivoluzione nonviolenta oppure si configura come testimonianza di piccoli gruppi, comunque all'interno di una medesima logica?
Il degrado dei beni di proprieta' della collettivita' e' sotto gli occhi di tutti anche in una realta' piccola come quella goriziana: le situazioni descritte nelle "storie" del libro possono essere un modello da realizzare anche a livello locale, magari anche attraverso gesti eclatanti finalizzati a un nuovo modo di usufruire delle strutture della citta' (vedi casa Fogar a Pevma, gia' sperimentata nel tempo del "Clandestino"; ex provveditorato agli studi; bagni pubblici di via Cadorna; lo stesso Museo santa Chiara... solo per portare qualche esempio)?
Infine, sarebbe possibile che tutti coloro che gravitano intorno al mondo del commercio equo o dell'acquisto solidale si riuniscano per costruire insieme un progetto, anche a livello di proposta amministrativa e di realizzazione pratica? Non scatterebbe ancora una volta la diffidenza e la paura di "fare politica", come accaduto anche nel recente passato goriziano, quando sono state letteralmente gettate al vento tante occasioni per imprimere una grande svolta alla storia della citta'?
Ecco, qualche domanda suscitata da una semplice, ma interessante presentazione di libro...
Andrea Bellavite

Nagrada "Naša Slovenija 2012" Kulturnemu domu v Gorici (Premio "Slovenia nostra 2012" al Kulturni Dom di Gorizia)


Kulturni dom v Gorici je med dobitniki priznanj Naša Slovenija 2012, ki jih že četrtič podelilo gibanje za ohranjevanje slovenske kulutrne in naranve dediščine Kultura – Natura.si. Častni pokrovitelj svečane podelitve, ki je bila na kraju aprila meseca v Gospodarskem razstavišču v Ljubljani, je bil predsednik Državnega sveta Republike Slovenije Mitja Bervar.

Goriški slovenski kulturni hram že vrsto let aktivno sodeluje  z vseslovenskim gibanjem za ohranjevanje slovenske kulturne in naravne dediščine /krajine »Kultura- Natura.si«. Kulturni dom je prejel priznanje z naslednjo obrazložitvijo:

Slovenski pesnik Ciril Zlobec je ob lanski 30-letnici Kulturnemu domu Gorica zaželel: "Tri desetletja! – vaš, naš jubilej, nov razlog za večjo vero vase…".
V treh desetletjih je postal pomembno in nenadomestljivo slovensko kulturno središče za Slovence na Goriškem ter za celotno goriško prebivalstvo; tudi za Italijane in Furlane je ta nenadomestljiva ustanova Kulturni dom, in nič drugače.
Delavnica medkulturnih vezi, odprta meja in čezmejno sožitje usojenih si sosedov, ustvarjalno obmejno sodelovanje,večjezičnost, multikulturnost, vizija sožitja in podobni, sicer pogosto iztrošeni izrazi čezmejnih političnih resolucij, se v Kulturnem domu Gorica prepričljivo in vsakodnevno udejanjajo od otvoritve leta 1981 dalje. Gledališče, glasba, film, likovne razstave, ustvarjalne delavnice za mlado in staro, skrb za slovenski jezik in uveljavljanja vse naše skupne kulturne dediščine, …, dan za dnem, vsaj 200-krat na leto.Mednje sodijo: Srečanja z avtorji (1982 >), mnoge razstave, predavanja, kulturni večeri, mirovna pobuda Sonce miru (1995 >), glasbeni festival Across the border (1996 >), festival komičnega teatra KOMIGO (2003 >), Koncert na meji (> 2004), sodelovanje pri festivalu Film videomonitor, sodelovanje z Novo Gorico, Pesmi ob meji – Canzoni di confine s furlanskimi prijatelji iz Vidma, in še bi lahko naštevali.
Kulturni dom Gorica zasluži vsakršno priznanje ter hvaležnost za ohranjanje in uveljavljanje slovenske kulturne stvarnosti v zamejstvu, spoštovanje kulturnih, krajinskih in socialnih vrednot okolja ter ustvarjalno verodostojnost, trajnost in svojevrstnost svojega multikulturnega poslanstva.
Seznam letošnjih prejemnikov priznanja Naša Slovenija 2012 vsebuje naslednje organizacije in posameznike:  v kategoriji za ohranjevanje dediščine: Istrski trg druženja – Šmarje pri Kopru; Bohačev Toplar  (dvojni kozolec)– občina Nazarje; Helios D.d. – obnova vodnjakov (Domžale); Kmetija Pr' Krač – Družina Čič, Dolsko; za raziskovanje in uveljavljanje dediščine: Slomškovo leto 2012 v občini Šentjur;  Ohranjevanje kulturne dediščine – občina Krško; Ohranjevanje kulturne dediščine – Zavod za turizem in kulturo Beltinci; za zasluge posameznikov in organizacij: Ida Dolšek, Šmartno pri Litiji; etnologinja Eda Benčič Mohar – Koper; fotograf Primož Hieng, projekt Ta Norčavi pustni čas – Brezovica; slavistka in etnologinja dr. Herta Maurer Lausegger iz Celovca; Kulturni dom Gorica ter v kategoriji izobraževanje, usposabljanje in ozaveščanje pa podružnica šole – Gibalo razvoja – Janče pri Ljubljani.
Dobitniki priznaj so bili nagrajeni z likovnim delom priznanega slovenskega slikarja Klavdija Tute iz Nove Gorice.

giovedì 9 maggio 2013

Contributi "volontari" nella scuola: il caso è arrivato in Parlamento


Giorgio Zanin, deputato del gruppo Partito Democratico, ha proposto un'interessante interrogazione al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Se ne riportano i tratti salienti, rimarcando il riferimento goriziano al quale si è dato ampio risalto anche in questo blog.

In occasione delle scadenze previste per le iscrizioni all'anno scolastico successivo (fine di febbraio) sono frequenti le segnalazioni di comportamenti scorretti e illeciti da parte di certe scuole, che chiedono alle famiglie, assieme alla compilazione di un modulo per l'iscrizione, anche il versamento del contributo scolastico, che può essere richiesto dalle scuole come contributo volontario, ma sovente è invece fatto passare indebitamente come una condizione necessaria per completare le procedure di iscrizione.

Prendendo spunto da episodi occorsi nel territorio regionale del Friuli Venezia Giulia relativi al versamento dei contributi scolastici volontari da parte delle famiglie, come ad esempio il caso (...) riferito da un insegnante di Gorizia che attesta (...) tra l'altro come in una precisa scuola di Gorizia in data 11 gennaio 2013 sia stata emanata una circolare (n. 120) rivolta agli alunni e ai genitori in cui si afferma che “non sono previsti esoneri dai contributi scolastici interni”, e che nel modulo d'iscrizione presentato alle famiglie degli alunni dalla prima alla quarta classe il contributo scolastico era presentato sotto la voce “tasse scolastiche”, e in nessun luogo si faceva esplicito riferimento alla volontarietà del contributo; 
ricordando le indicazioni ministeriali contenute nelle note 312 e 593 del marzo 2012 e 2013 relative al
-          dovere di informare le famiglie sull'assoluta volontarietà del contributo scolastico
-          mantenere ben distinti i contributi volontari dalle tasse scolastiche
-          informare preventivamente le famiglie sulla destinazione dei contributi scolastici che devono riguardare non attività curricolari ma solo ampliamenti dell'offerta formativa
-          assicurare a fine anno alle famiglie una rendicontazione sul loro utilizzo
(...)
siamo a chiedere
- sul piano generale,
se non si ritenga in primo luogo che il perdurare di questi episodi, segnali con sempre maggior forza la necessità di intervenire urgentemente a monte del problema posto da queste richieste di finanziamento, mirando ad evitare che gli istituti scolastici ricorrano a richieste di contributi scolastici con modalità ambigue, poco trasparenti o palesemente illecite anche per far fronte, in modo certamente deprecabile, al taglio dei finanziamenti alle scuole da parte dello Stato e pertanto disponendo dell’adeguato sostegno economico alle scuole, con riferimento particolare a finanziamenti mirati all’indispensabile potenziamento dell’offerta formativa.
- sul piano strettamente metodologico,
se sia o meno scorretto il fatto che le scuole non accettino di ritirare il modulo compilato per l’iscrizione e il bollettino dell'avvenuto pagamento delle tasse erariali se non contemporaneamente al bollettino che dimostri il versamento del contributo volontario, visto quanto affermato nella nota ministeriale n. 593 del 07/03/2013: “subordinare l’iscrizione degli alunni al preventivo versamento del contributo non solo è illegittimo, ma si configura, per i soggetti che sono responsabili della gestione, come una grave violazione dei propri doveri d’ufficio”;
se il Ministero ritenga che presentare il contributo scolastico sotto la voce “tasse scolastiche”, come avvenuto nel modulo di iscrizione presentato alle famiglie degli studenti dal primo al quarto anno di corso dell’ISIS Alighieri di Gorizia, non sia in contraddizione con il dovere delle istituzioni scolastiche, anch’esso ribadito nella suddetta nota ministeriale, di “mantenere ben distinti i contributi volontari dalle tasse scolastiche”
se il Ministero ritenga che l’affermazione secondo cui “non sono previste esenzioni dai contributi scolastici interni” contraddica di fatto il dovere delle istituzioni scolastiche, ribadito nella nota ministeriale n°312 del 20 marzo 2012, di informare chiaramente le famiglie sul fatto che i contributi scolastici sono assolutamente volontari...