martedì 30 aprile 2013

Verso il Primo Maggio (2). AD AVELLINO: qui la liberazione non è arrivata

Fonte: il Fatto Quotidiano del 26 aprile 2013 
Altra brutta storia di lavoro e sofferenza, disagio, malattia, morte e beffa finale: gli ex operai dell'Isochimica di Avellino attendono da tanti anni la bonifica dei 20.000 quintali di amianto sotterrati e dei 497 blocchi di cemento e amianto custoditi a cielo aperto all'interno dell'ex azienda chiusa nel 1988 e che si trova vicinissima alle abitazioni, ai luoghi di svago e di ritrovo (scuola, campo di calcio).
Tra le 300 e le 400 persone hanno lavorato per Isochimica dal 1982: operai che, a mani nude e senza protezioni, coibentarono e scoibentarono più di 2000 carrozze delle FFSS per otto ore al giorno e interrarono poi l'amianto sempre senza protezione, inalando tra le 6.000 e le 9.000 fibre del minerale killer. Secondo i dati in possesso dell'Osservatorio Nazionale Antiamianto circa 140 di quei lavoratori hanno contratto patologie asbesto-correlate, nove di essi sono già morti, le loro vedove percepiscono una pensione di 500 euro mensili, ad uno di essi era stata riconosciuta un'invalidità del 16%: una vergogna, un'offesa alla dignità di quei lavoratori. 
Il corteo del 25 aprile loro lo hanno vissuto così - poche bandiere di Rifondazione e stemmini di M5S, un parlamentare di SeL -  portando davanti alla fabbrica striscioni che gridano la loro rabbia e voglia di giustizia: viene scoperta una lapide in ricordo "delle vittime dell'amianto e del profitto contro l'omertà e l'indifferenza". Quello scempio si sarebbe potuto fermare se Arpac, Asl e tutti gli enti chiamati al controllo fossero stati più rigorosi, perché, come afferma una donna, " sappiamo bene come la politica abbia nominato manager che hanno protetto gli interessi di alcuni a scapito della collettività". Tornano alla mente le parole delle mogli e madri degli operai dell'Ilva, che alcuni mesi fa si rivolsero al governatore della Puglia, Vendola, per ribadire con indignazione e rabbia le loro accuse e la richiesta di avere giustizia: a Taranto le cose stanno ancora in alto mare, la proprietà ed i vertici aziendali, con la complicità di amministratori, addetti ai controlli ed al rispetto delle normative, decreti legge governativi di favore, eludono abilmente le ingiunzioni ed i sequestri ordinati dalla Procura e continuano a produrre. 
Per gli ex lavoratori di Isochimica, oltre al danno, la beffa di non poter neppure usufruire dell'abbuono previsto per legge al raggiungimento della pensione nei casi di questo genere: la legge Fornero li ha di fatto cancellati. 
Chi e quando renderà giustizia a loro ed alle tante vittime di un sistema produttivo disumano e scellerato? E la Politica, che cosa ha intenzione di fare per loro? E per le tante situazioni analoghe? 
Dobbiamo tener alta l'attenzione su questi temi, essere cani da guardia ferocissimi e addestrati ad attaccare se necessario: loro, quelli che ormai non ci sono più, quelli che ancora combattono contro la malattia e quelli che in quegli inferni lavorano ancora si meritano almeno questo, che ci sia qualcuno che non chiude mai gli occhi e vigila affinché NON ACCADA MAI PIU'. Il mio I° maggio lo dedico a tutti loro.
Anna V.

lunedì 29 aprile 2013

Piccole (importanti) storie di periferia...



Ecco la periferia di Gorizia, accade in via Luzzato, nella zona della Transalpina. Certamente sono altri i problemi, e più importanti, di questa città che questi giorni fanno cronaca, come, ad esempio, la casa di riposo A. Culot. Cosa può fare un cittadino se non quello di segnalare quanto si vede eloquentemente nelle foto? Si potrebbe anche aggiungere il mancato ripristino della segnaletica orizzontale di molte strade della solita periferia, come via Caprin oppure l'escamotage di prestare attenzione del fondo sconnesso in via Ciconi e via dei Caterini con adeguata segnaletica. I soldi non ci sono, è il solito refrain. Ma se qualcuno si fa male inciampando nella buca o se qualcuno parcheggia nella fermata del bus - senza colpa - poiché le righe non ci sono, ed il passeggero trova difficoltà a scendere facendo slalom tra i mezzi parcheggiati  alla fine, non è peggio rifondere chi potrebbe, si spera di no, farsi male?
foto e testo di Nevio Costanzo

domenica 28 aprile 2013

Verso il Primo Maggio (1). MADE IN BANGLADESH: anche la vita umana è low cost

Made in Bangladesh: quante volte ci capita di leggere questa dicitura sull'etichetta di capi d'abbigliamento a basso costo, verso i quali molti di noi sono costretti ad orientarsi, visti i tempi di crisi. Confesso che il più delle volte non mi soffermo a considerare come si ottenga un prezzo così vantaggioso, quali volti, quali storie di esseri umani si celino dietro a quel capo alla portata delle mie tasche, se la sua produzione sia avvenuta nel rispetto dei diritti umani e nella piena tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori/lavoratrici, se il salario corrisposto sia adeguato, quali siano le condizioni di lavoro, se siano rispettate le normative che vietano il lavoro minorile, quale sia l'impatto ambientale di quella produzione ecc.
E' di tre giorni fa - 24 aprile - la notizia dell'ennesima tragedia del lavoro, in Bangladesh, già teatro di un'analoga strage nel novembre scorso: un edificio di otto piani crolla, accartocciandosi su se stesso come un castello di carte - un difetto di costruzione, si è detto - seppellendo sotto le macerie i lavoratori e le lavoratrici presenti nell'edificio, sede di fabbriche che producono, per conto di cinque aziende occidentali, articoli destinati al mercato occidentale - Italia compresa - utilizzando la manodopera locale a basso costo:  un'ottantina secondo alcune fonti, secondo altre almeno un centinaio i morti - bilancio provvisorio, destinato ad aumentare - e diverse centinaia i feriti. Una tragedia frutto dell'incuria, controlli approssimativi, norme di sicurezza insufficienti o non rispettate. Ancora una volta tante donne e tanti uomini pagano un tributo di sangue alla cinica logica del profitto ad ogni costo, fosse pure quello di tante vite umane.  Una tragedia annunciata e che si sarebbe potuta evitare, se solo si fosse tenuto conto dei pareri circa la pericolosità dell'edificio  o si fossero effettuati controlli rigorosi  e meno superficiali in seguito alle segnalazioni di crepe apparse sui soffitti dei piani superiori appena un paio di giorni prima del crollo. I manager delle aziende, invece, dopo aver provveduto ad ordinare le verifiche e avendole ritenute sufficienti, hanno ritenuto  che non sussistessero fattori di rischio o pericoli immediati ed hanno ordinato la ripresa del lavoro per non fermare la produzione. Una tragedia che ne riporta alla memoria altre, anche nel nostro Paese: brucia ancora il ricordo del crollo del 2011 a Barletta, in cui morirono cinque donne, o il rogo della Thyssen nel 2007, le tante tragedie del lavoro (Ilva, Fincantieri, Eternit, per citare alcuni nomi tra i più noti, con i loro veleni e la loro lunga scia di morte) e sul lavoro che, purtroppo, riempiono quasi quotidianamente le cronache italiane ed estere,  tutte accomunate dal fattore dell'incuria, dei controlli approssimativi, dell'aggiramento delle normative in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, su cui i vertici aziendali risparmiano per mantenere intatti i propri margini di profitto. 
Ogni guadagno o profitto ottenuto sulla pelle di altri, a costo della salute e della vita di altri è sporco, criminale, omicida e dovrebbe essere denunciato, sanzionato e  boicottato da noi potenziali acquirenti: ricordiamocene quando scegliamo un prodotto a basso costo, potrebbe essere costato parecchio a coloro che lo hanno fatto. Teniamo alta la guardia anche sulle cose di casa nostra, non devono passarla liscia coloro che giocano sulla pelle di altri esseri umani. 
Anna V. 

sabato 27 aprile 2013

Chiude la casa di riposo “Angelo Culot”?


Azzeccato intervento di Giuseppe Cingolani:
La casa di riposo “Angelo Culot” sarà chiusa in tempi brevi e tutti gli ospiti saranno trasferiti altrove per realizzare costosissimi lavori di ristrutturazione e messa a norma per i quali però, al momento, non ci sono i soldi: è l'incredibile annuncio fatto martedì scorso dal sindaco Romoli e dall'assessore Romano nell'incontro con i famigliari e gli ospiti della casa di riposo di Lucinico.
L'incontro, il cui esito mi è stato riferito dai partecipanti, era stato organizzato con l'intento di rassicurare sul fatto che l'amministrazione non intenderebbe privatizzare la struttura, ma ha finito per far crescere lo sconcerto, la preoccupazione e l'indignazione tra le famiglie. Infatti per gli anziani, alcuni dei quali vivono nella casa di riposo da vent'anni, può risultare oltremodo traumatico un trasferimento che li obbligherebbe ad abbandonare l'ambiente ormai familiare, la comunità di amici e il personale a cui si sono affezionati.
Gli attuali 47 ospiti, di cui 32 non autosufficienti, sarebbero distribuiti in altre case di riposo del territorio cittadino o provinciale, in attesa di un completamento dei lavori alla “Culot” che in realtà appare alquanto incerto, visto che costerebbe dai 10 ai 20 milioni di euro: soldi che il Comune non ha, per ammissione del sindaco stesso. Perciò le famiglie sospettano giustamente che l'esito finale dell'operazione sarebbe semplicemente la chiusura definitiva della casa di riposo comunale, con la sua eventuale privatizzazione, e si opporranno con tutte le loro forze al trasferimento totale degli ospiti. Il prossimo 3 maggio si svolgerà un secondo incontro tra le famiglie e l'amministrazione, stavolta anche con la presenza dei tecnici comunali.
La vicenda presenta molti aspetti poco chiari, su cui chiederò al sindaco delucidazioni nel Consiglio comunale di lunedì prossimo. Innanzitutto: non è insensato chiudere totalmente la casa di riposo e trasferire tutti gli ospiti se non ci sono i soldi per realizzare i lavori? Non sarebbe meglio un piano che distribuisca i lavori nel corso di alcuni anni, anche in base alle disponibilità economiche, in modo da poterli realizzare per lotti, senza dover trasferire tutti gli ospiti, ma eventualmente spostandoli nelle parti dell'edificio temporaneamente non interessate ai lavori? Perché il sindaco ha recentemente parlato di lavori per un importo di 18 milioni di euro, mentre appena lo scorso 8 gennaio è stata inserita sul sito del Comune di Gorizia, nella sezione dei lavori pubblici, una scheda che prevede ampi interventi sulla casa di riposo, compresi gli adeguamenti alle norme antincendio e antisismiche, per un costo totale di 3 milioni di euro? Come mai il sindaco nega l'intenzione di privatizzare la casa di riposo, mentre in quella stessa scheda si dice che i lavori previsti sulla struttura sarebbero realizzati anche “al fine, eventuale, di garantire la possibilità di cedere completamente la sua gestione ed utilizzo”?
Perché da un anno non è più stato accolto nessun ospite nella casa di riposo, nonostante siano pervenute almeno 40 domande? Come mai gli interventi di messa a norma non sono stati previsti e realizzati progressivamente negli anni scorsi? Se davvero la chiusura viene effettuata perché l'edificio non risponde alle attuali norme antincendio e antisismiche, quanti altri edifici pubblici, comprese le scuole, presentano situazioni simili?
Giuseppe Cingolani, capogruppo del Pd di Gorizia

Una storiella d'altri tempi...


Più che un lago era uno stagno, canneti depressi nascondevano le acque putride delle rive, veri e propri allevamenti di rane e zanzare.
"Proprio qua dovevamo accamparci?" - si chiese badando di non farsi sentire un ragazzo sudato che teneva in mano una specie di lancia appuntita - "è la decima volta che torniamo sempre allo stesso punto!"
Si guardò intorno e vide i suoi stessi dubbi riflessi negli occhi dei compagni. Attendevano seduti per terra il ritorno delle guide che - così avevano riferito - erano andate a cercare qualcosa da mangiare nei dintorni. In effetti la fame si faceva sentire e con essa scompariva quel desiderio di avventura che li aveva spinti a mettersi in cammino. Le punture degli insetti e l'odore di marcio suscitavano irritazione e disgusto, ma nessuno si sarebbe sognato di protestare.
Lo sgradevole scroscio di risate sguaiate si affievoliva man mano che il gruppo degli anziani si avvicinava al luogo dell'assemblea: quando si fecero strada tra la folla, non si vide alcun sorriso, solo occhi lucidi che sembravano nascondere qualche segreto inconfessabile.
"Ma come sono vestiti?" chiese sottovoce una ragazza a chi le sedeva accanto, osservando le improbabili vesti che qualche millennio dopo sarebbero state chiamate camicie, giacche e cravatte. "Diventano ogni giorno più grassi!", rispose con un filo di voce l'altro, acchiappando rapido una nocciolina benevolmente lanciata da un vecchietto dall'aria più generosa degli altri.
Presero posto sulle comode poltrone appositamente preparate e, dopo un istante di silenzio, uno si alzò: "Propongo - disse - di andare verso dove nasce il sole". Subito dopo, visibilmente alterato, balzò in piedi un altro: "No, siamo già andati da quella parte e ci siamo ritrovati sempre qua. Procediamo verso dove cala il sole e saremo più fortunati". Il primo, fremente, gli diede uno sguardo assetato di sangue e replicò: "E' proprio seguendo i tuoi consigli che ci siamo persi in questa maledetta palude". Un altro vecchio cominciò a urlare riuscendo ad azzittire i colleghi: "Litigate pure voi, intanto ci avete portato in rovina! L'unica soluzione è che questi poveracci vi facciano a pezzi e vi diano in pasto ai pesciolini!". 
In realtà i giovani, preoccupati perché ormai le sdrucite vesti di pelle non fornivano alcun conforto di fronte alle folate del vento autunnale, non sembravano prestare alcuna attenzione. Avevano sentito ripetere all'infinito quei ritornelli "andiamo di qua, andiamo di là, né di qua né di là e così via". Si sentivano impotenti e per questo riservarono soltanto un mesto sorriso alla trovata di quella sera: i vecchi avevano smesso di discutere e il Portavoce aveva detto poche ma inequivocabili parole: "Da domani questo posto orribile sarà soltanto un ricordo, abbiamo deciso dove andare, ci siamo finalmente messi d'accordo! Tutti insieme ci incammineremo verso dove nasce il sole e anche verso dove cala il sole e inoltre non andremo né da una parte né dall'altra".
Nessuno ovviamente comprese un accidente di quel discorso sconnesso. Come ogni sera, uno degli anziani intrattenne i presenti costringendoli a pregare Mister Trascendent (notare "mister"!) affinché alleviasse i loro disagi. Gli altri comandanti ritornarono rapidamente ai cibi succulenti e alle bevande inebrianti che avevano momentaneamente abbandonato sui tavoli del sontuoso gasthaus.
nm (neanderthal man)

venerdì 26 aprile 2013

"Larghe intese" o "ristretti inciuci"?

Il vocabolario politico deve giustificare la necessità di uscire dalle secche del dopo elezioni e sostituisce all'ingombrante parola "inciucio" il più dolce e attraente concetto di "larghe intese". Ma la sostanza non cambia...
Riuscirà Letta a centrare l'obiettivo della formazione del nuovo governo? In linea di massima sembra di sì, ma il nuovo esecutivo - per ciò che riguarda i progetti e i nomi previsti per realizzarli - sarà molto diverso da quello proposto dagli elettori, soprattutto da quelli di centro sinistra. Chi infatti avrebbe immaginato che l'arcoretano sarebbe per l'ennesima volta rinato, divenendo addirittura l'elemento determinante le scelte programmatiche del futuro consigli dei ministri? Il giovane presidente incaricato si trova tra l'incudine di un accordo vituperato dalla base e il martello di nuove elezioni dall'esito totalmente incerto. Si è di fatto in mano ai colonnelli del satrapo: saranno loro a determinare fino a che punto la corda potrà essere tirata o a portarla al punto di rottura.
Nel frattempo l'unica alternativa possibile, l'accordo con il m5s, viene quotidianamente seppellito dai "niet" del Capo che costantemente richiama all'ordine i suoi pasdaran. In questo modo viene ormai definitivamente soffocata l'impressione iniziale, quella di un atteggiamento finalizzato a "grillare" a puntino la nomenklatura prima di sedersi con molte carte in mano al tavolo delle trattative. Evitando ogni tentativo di accordo, i "grillini" lasciano ancora una volta a Berlusconi il compito di guidare il gioco, ma si alienano anche le simpatie di coloro che li hanno votati, sperando in un vero cambiamento di marcia della politica italiana.
Insomma, nuove nuvole molto oscure si addensano e molti dovrebbero cominciare a recitare convinti "mea culpa".
ab

giovedì 25 aprile 2013

Ettore II, uno e trino


Interessante notare le mode linguistiche -  e politiche - di questi giorni. Se qualcuno parla dell' assurdità delle larghe intese che gli italiani non vogliono, dell'implosione della politica, della necessità di cambiare radicalmente la classe dirigente, si dice che ai cittadini questo non interessa perché il problema principale delle famiglie è arrivare a fine mese. Giusto. Ma chi ci ha portato fin qui?
Lo stesso stile adotta il nostro sindaco, il quale, oltre ad essere primo cittadino ed avere l'incarico dei lavori pubblici, adesso si prende anche quello della cultura e dei grandi eventi (?). Ettore, uno e trino, lo fa per diminuire i soldi dell'assessorato di Ziberna. Ma noi lo dicevamo già anni fa: si avvii senza remore alla dittatura (ma quella durava solo sei mesi!) oppure alla tirannide, alla monarchia, all'impero, sempre, naturalmente, nell'esclusivo interesse delle tasche dei goriziani. Ma, giusto per curiosità,  tutti quei bei progetti di rilancio culturale, per cui avere un assessore capace sarebbe invece necessario, che fine hanno fatto? L'ascensore? Il museo Santa Chiara? Quello del Novecento? Il turismo scolastico? I valichi? Gli Stati Generali? Forse sarebbe il caso di chiedere al sindaco se ha qualche idea per il futuro o se adesso che i suoi pianeti non sono allineati, almeno a livello regionale, ha deciso di non fare più - come diceva -  neppure l'amministratore di condominio, ma direttamente il commissario liquidatore della ditta. 
adg

La TARES e le isole ecologiche a Gorizia


Nuovo comunicato stampa dell'associazione Essere Cittadini:
Sull’entrata in vigore della TARES (Tariffa Rifiuti e Servizi) e il mantenimento delle isole ecologiche nel Comune di Gorizia, avendo letto curiose e, a nostro avviso “fuorvianti” interpretazioni recentemente sulla stampa locale,  l’Associazione Essere Cittadini fa notare che la normativa vigente non esclude la possibilità, da parte dei Comuni, di stabilire riduzioni e agevolazioni. Riteniamo, a questo proposito, che non debba essere fatto, a priori, alcun collegamento tra la nuova imposta e il mantenimento delle isole ecologiche di Gorizia, sulla cui funzione riteniamo utile un dibattito pubblico nelle sedi più allargate possibile, in quanto, se da un lato c’è chi avanza delle critiche sul rapporto costo/benefici anche in considerazione della contemporanea raccolta porta a porta, dall’altro è abbastanza evidente che esse rimangono una bella e funzionante realtà della nostra comunità, in quanto conciliano il senso civico dei cittadini con l’esigenza della raccolta differenziata, del decoro urbano e dell’igiene pubblica.  Un dibattito che dovrebbe anche chiarire e informare la popolazione sulla disciplina della TARES, della quale, già da ora, invitiamo a leggere i commi 17, 18 e 19 dell'art. 14 rubricato "Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi" del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214, recante «Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici.», il regolamento-tipo comunale per la TARES tributo e le linee guida per la redazione del Piano Finanziario ed elaborazione tariffe emanate dal Ministero delle Finanze che suggeriscono come attivare le eventuali riduzioni ed agevolazioni (in particolare il capitolo 10 alla pag. 26). A leggere tale normativa e le linee guida richiamate ci sembra di poter affermare che non sia esclusa la possibilità, da parte delle amministrazioni locali, di prevedere riduzioni e agevolazioni, essendo, anzi, espressamente prevista.
Ora che ci sia in atto un’intenzione a disincentivare il conferimento dei rifiuti differenziati nelle isole ecologiche è cosa risaputa e provata anche dalla riduzione degli importi riconosciuti ai cittadini “virtuosi” operata dall’attuale giunta con la delibera n. 214 del 24 agosto 2012 ma ciò non giustifica fornire un’interpretazione della disciplina richiamata tale da chiudere il discorso su quella che, ribadiamo, costituisce una buona prassi, quella cioè di conferire direttamente le frazioni differenziate nelle isole ecologiche, seguita da tanti cittadini volonterosi. A questo proposito ricordiamo che spetta al Consiglio comunale redigere il Regolamento per l’attuazione della legge citata e contiamo, pertanto, sulla sensibilità di tutti i consiglieri comunali (di maggioranza e di opposizione) su temi quali la tutela dell’ambiente, il risparmio delle famiglie e il decoro urbano che dovrebbero essere trattati con la massima trasparenza e corretta informazione.
L’Associazione Essere Cittadini

25 aprile 1945-2013. Tempo di Resistenza

Chi vive in Italia e ha quasi 70 anni non ha conosciuto direttamente gli orrori della dittatura, della guerra e della fame. Nell'intero corso della storia umana ben pochi hanno avuto questo privilegio, che tra l'altro ha "premiato" soltanto chi ha vissuto in una determinata e relativamente piccola porzione del Pianeta. Tutto questo è stato reso possibile dalla lotta di tanti che hanno saputo scegliere da che parte stare e hanno spesso perso la vita per donare alle generazioni successive un futuro di pace e di giustizia. La festa del 25 aprile celebra la fine del nazi-fascismo e della guerra da essi scatenata. La pietas nei confronti di tutti coloro che hanno perso la vita nel conflitto non ha nulla a che fare con il giudizio storico sugli avvenimenti; la festa richiama coloro che la celebrano a continuare a resistere a ogni fascismo e a ogni dittatura, sotto qualunque veste o maschera essi si nascondano. La preoccupante contingenza internazionale e la deprimente politica nazionale non si risolveranno valorizzando chi le ha provocate, ma con la lotta nonviolenta affinché non prevalgano le ragioni del Mercato, ma quelle della tutela del bene comune e dei beni pubblici. E' veramente tempo di un rinnovato impegno a favore dell'equa distribuzione delle risorse, dello sviluppo autenticamente sostenibile, del diritto al lavoro per tutti... Ben venga l'archivio della memoria: forse solo la testimonianza viva dei partigiani di allora può attraversare l'indistinto magma mediatico e salvare dal tritacarne i più che mai attuali valori della Resistenza.
ab

mercoledì 24 aprile 2013

Crisi di governo: dai no dei nuovi pentastelluti al sì del vecchio pentapartito

Tanto tuonò che piovve. Come ampiamente previsto, il Presidente del Consiglio incaricato è Enrico Letta. Con ogni probabilità riuscirà a centrare l'obiettivo e sarà il successore di Monti a Palazzo Chigi. "Giovane ma già esperto" (così lo ha definito il Capo dello Stato), sulla carta è il miglior garante dell'establishment concordato nell'istante della ri-elezione di Napolitano. Mentre gli epigoni del comunismo si auto-estromettono dai luoghi classici della politica rappresentativa, gli eredi dei vari Spadolini, Craxi, La Malfa e Malagodi si apprestano a varare una nuova edizione del vecchio modello. A cucire il tutto naturalmente l'intramontabile Diccì, con al timone il più classico dei cloni degli Andreotti, dei Moro e dei Fanfani...
Del resto, dopo le discusse ritrosie dei pentastelluti alle avances di Bersani e gli inspiegabili (almeno ufficialmente) rifiuti di quest'ultimo quando i primi hanno iniziato a dare segnali di cedimento, che altro avrebbe potuto decidere Napolitano? Stroncata sul nascere la possibilità di avviare un'esperienza innovativa attraverso l'accordo tra centro sinistra e m5s, restavano aperte solo due vie: la riedizione dell'iperconsolidato modello delle "larghe intese" con a capo un "giovane ma esperto" oppure il ritorno immediato alle urne.
E così, grazie anche alla "linea del Piave" dei tramontanti grillini, si apre uno scenario che prima delle elezioni invernali pochi avrebbero potuto prevedere: la politica italiana è stata piegata da una terribile tempesta, prende atto della distruzione che ne è derivata e tenta di rialzarsi aggrappandosi al passato. Il Mercato ringrazierà, la Conferenza Episcopale Italiana si congratulerà, Obama e la Merkel tireranno un sospiro di sollievo. E il popolo chinerà la testa e non andrà più a votare, sopraffatto dalla delusione e dal senso di impotenza di fronte al tracollo dell'occupazione, del potere d'acquisto, dello Stato sociale...
ab

martedì 23 aprile 2013

Alfabeto politico delle "regionali"

Il giorno dopo, qualche valutazione "alfabetica" sulle elezioni regionali.
A come Astensionismo. Il segnale politico è stato più forte che mai, un 49,5% al quale occorre aggiungere un ulteriore 3,2% di schede bianche e nulle. In altre parole: più della metà degli elettori ha disertato le urne, non si è sentito rappresentato da nessun candidato o lista di appartenenza.
B come Bandelli. Se era quello di affondare la corazzata Tondo, l'obiettivo è stato centrato in pieno; se era quello di offrire un'autentica alternativa politica in Regione, meglio stendere un pietoso velo.
C come Cremaschi. Tra i nomi nuovi spunta quello della stimata neuropsichiatra. Una solida garanzia.
D come Debora (Serracchiani). Favorita dai sondaggi a febbraio, data per spacciata nell'ultima settimana, ha sovvertito i pronostici. La sua coalizione ha registrato un pesante - 6% rispetto al cdx, lei è stata votata dal 39,4% (il 19,2% degli aventi diritto): abbastanza per essere Presidente. Vittoria tutta sua, congratulazioni!
E come Esclusi. La Sinistra, estromessa dalla mancanza di una firma. In buona parte dispersa nell'astensione.
F come Flop. Idv, sparito con l'ormai scomodo Di Pietro, sotto l'1%. Ancor peggio di Rivoluzione Civile!
G come Gratton. Porta Grado in Consiglio Regionale, giovane superstite di una sinistra da ricostruire. Bravo!
H come Honsell. In attesa del risultato del Comune, da registrare l'alta percentuale csx nella città di Udine.
I come Ilaria (Dal Zovo). Da Doberdò a piazza Oberdan a Trieste. Giovane sorpresa "goriziana" del m5s.
L come Lingue. Molto friulano, poco sloveno: due soli lo parlano, uno eletto nella Ssk, l'altro nel Pd. Škoda!
M come Moretti. Sulla "sedia" di Brussa, ha condiviso la "regia" dell'ultimo ventennio: filorottamatori? Mah...
N come Napolitano. Debora fiuta bene: esplicita contro candidature Pd, approva l'ex e nuovo Presidente.
O come Obiettivi. Da perseguire con urgenza: sanità, infrastrutture, welfare chiedono immediata attenzione.
P come Previsioni. Sbagliate, come sempre, dai sondaggi ufficiali e segreti. Ma non si dovrebbe riformarli?
Q come Quirinale. Le vicende romane hanno favorito il non voto, ma non penalizzato la nuova Presidente.
R come Rimborsi. La vicenda degli "scontrini" ha di certo contribuito all'astensionismo. Desiderio di moralità!
S come Saverio (Galluccio). Batosta, non aveva molto da perdere: comunque m5s porta ben sei giovani in Regione, senza grandi consensi in più dall'atteso tour di un Grillo poco tsunami, lontano dai problemi del fvg.
T come Tondo. Troppo sicuro di vincere, evita con cura le domande sui limiti della sua amministrazione. Si salva dagli scandali, ma non dal voto dei cittadini. Non recrimina sul risultato, ciò è da ascrivere a suo merito.
U come Unione Europea. Il fvg ritroverà la propria vocazione geo-politica nello scacchiere centro europeo?
V come Vito. Sara, apprezzata assessore in Provincia, ha i voti per aspirare allo stesso posto in Regione.
W come Waltritsch. Escluso dalla corsa, il pd provinciale punta ancora tutto sulla bisiacaria. Peccato!
Z come Ziberna. Ancora un solo consigliere per la città di Gorizia, dal cdx succede al "dimissionato" Valenti.

"Storie Resistenti": Lisa, staffetta partigiana


Dall'ANPI di Gorizia si riceve e si pubblica molto volentieri il seguente comunicato stampa.
Mercoledì  24 aprile alle ore 18 presso la sala civica di Lucinico, in piazza San Giorgio 37, l'Associazione Nazionale Partigiani Italiani organizza un incontro pubblico in cui verrà presentata la video testimonianza della partigiana Elisabetta Deros, “Lisa”, combattente nelle fila della Divisione Garibaldi Natisone, scomparsa circa un anno fa.
“Lisa”, operaia, a 16 anni divenne staffetta partigiana. Figlia di una famiglia antifascista di Mossa, perse il padre, deportato a Dachau, ed un fratello, ucciso dai nazisti a Quisca. Lei stessa fu arrestata nel 1944, torturata perchè rivelasse dove si trovavano i fratelli, entrambi partigiani, e deportata in Germania. Riuscì a fuggire fortunosamente dal convoglio, e, dopo un viaggio avventuroso, si unì ai partigiani nella Brigata “Pustetto”. Elisabetta ha vissuto poi per lunghi anni a Lucinico, dove ha parlato della sua esperienza, raccolta anche nel volume di Carmen Perco Iacchia.
La storia della sua vita è stata inserita nel documentario “Storie Resistenti”, realizzato a cura del Consorzio Culturale del Monfalconese, da Anna Di Gianantonio, Tommaso Montanari e Alessandro Morena con l'obiettivo di conservare le testimonianze di coloro che hanno fatto la Resistenza nel nostro territorio. La lotta di liberazione è stata combattuta da donne, operai e contadini, giovanissimi ribelli, che, come Lisa, hanno pagato un prezzo molto alto per difendere le loro idee e la loro libertà. Nel dopoguerra il loro impegno non solo non è stato riconosciuto, ma spesso i partigiani, e in particolare le donne, sono state discriminate e poco riconosciute dalle stesse organizzazioni partigiane. All'iniziativa, oltre agli autori, interverrà Liliana Ferrari, docente presso l'Università di Trieste e studiosa della realtà goriziana.

lunedì 22 aprile 2013

Buon lavoro, Presidente Debora!

Onore al merito e un augurio sincero!
Debora Serracchiani, dopo aver stracciato un Berlusconi ancora in spolvero alle ultime europee, ha compiuto un nuovo autentico miracolo. Viene eletta Presidente della Regione con pieno merito, superando da sola il candidato di centro destra e Presidente uscente Tondo. Quest'ultimo evidentemente, nella sua non-campagna elettorale, non ha convinto il risicato ma consapevole elettorato regionale sul perché non abbia realizzato nel quinquennio precedente le promesse sciorinate in questa occasione.
Escono ridimensionati Galluccio e il grillismo della zona, attestati molto lontani dai due contendenti principali. Al di sotto delle previsioni è anche "L'Altra Regione" di Bandelli.
Viene premiata la costanza e la quotidiana fatica di una campagna elettorale incentrata sulla relazione con le persone, nonché la caparbietà di una persona che ha centrato l'obiettivo combattendo anche contro l'impressione suscitata dalle pessime recenti performance del suo partito a Roma. Il Pd nella bufera sembra aver trovato una credibile ancora alla quale aggrapparsi prima di finire frantumato sugli scogli della politica nazionale.
Buon lavoro, Presidente Serracchiani, in un Friuli Venezia Giulia che attende di rinascere dopo uno dei periodi più mediocri e privi di prospettive della sua storia. Con uno sguardo attento e delicato anche nei confronti di chi ha contribuito al record dell'astensionismo, avendo ritenuto le recenti ferite alla democrazia un motivo sufficiente per non andare a votare...

Astensionismo record, quasi maggioranza assoluta

Primo dato ufficiale, ore 15.24: l'astensionismo sfiora la maggioranza assoluta, hanno votato il 50,52% degli aventi diritto. Il tracollo era atteso in occasione delle "politiche" di febbraio, è arrivato invece due mesi dopo, evidentemente gli elettori hanno concesso un'ultima possibilità e adesso hanno iniziato a chiedere il conto. Da non dimenticare l'assenza pesante e involontaria della lista di Sinistra, per la riammissione della quale non si è speso proprio nessuno: i voti perduti non sono solo quelli dello "zoccolo duro" che non si è sentito rappresentato da nessuno, ma anche quelli di chi pensava di dare - a naso turato - un voto "utile" e dopo le vicende dell'ultima settimana ci ha ripensato... Nessun "vincitore" potrà sghignazzare o indulgere a trionfalismi, il prossimo Governatore sarà stato votato da meno del 20% degli elettori.

Via crucis della democrazia. Terza stazione: l'astensionismo travolge il Fvg

A urne ancora aperte, sembra che in fvg ci sia già un "vincitore": quello che ieri era indicato come il "quinto candidato" potrebbe addirittura superare il 50% delle preferenze! Si chiama astensionismo e pone molti interrogativi...
Anzitutto le motivazioni: oltre a quelle evidenti, derivate dalla disastrosa "tre giorni" che ha portato alla ri-elezione del Presidente Napolitano, occorre sottolinearne una ben poco "pubblicizzata" in queste ore. Agli elettori di sinistra è stata tolta la possibilità di scelta: la "loro" lista, guidata dall'ottimo candidato Andolina, è stata "fermata" da un cavillo burocratico e nessuno degli altri concorrenti sembra essersi preoccupato di solidarizzare, meno che meno di aiutare a risolvere con un po' di buon senso il problema. Che altro potevano fare quegli elettori se non astenersi dal votare chi non aveva accettato alcun costruttivo dialogo? Privati della possibilità di scegliere il proprio candidato da chi potevano sentirsi rappresentati, a chi si dovevano rivolgere per non sostenere un voto di protesta dalle conseguenze incerte?
Chi ci guadagna e chi ci perde? E' molto difficile dirlo, con numeri molto bassi ogni previsione è impossibile: probabilmente nessuno ci guadagna, il centro sinistra è ordinariamente più diligente ma paga maggiormente il tracollo "romano" del pd, il centro destra sconta cinque anni di amministrazione regionale a essere eufemisti "incolore" e la "retromarcia su Roma" non ha giovato neppure al grillismo; l'unica certezza è che ci perde in ogni caso l'amministrazione regionale, che alla fine avrà un Governatore scelto da non più del 20% dei potenziali elettori.
Il momento è davvero drammatico e non è certo motivo di allegria o speranza l'aver affidato il bandolo della matassa all'ottantottenne ex e nuovo Presidente. Ultima possibile chance? Può anche darsi, ma di certo anche mortificazione dell'attesa di un autentico cambiamento.

domenica 21 aprile 2013

The day afther, ecco le elezioni in Friuli Venezia Giulia

Chi sarà il nuovo presidente della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia? A urne aperte la risposta è assai incerta e le recenti esperienze inducono a non dare troppo credito ai sondaggi più o meno segreti che circolano tra gli addetti ai lavori.
In ogni caso dallo svolgimento della campagna elettorale si può trarre qualche valutazione sui quattro pretendenti, in rigoroso ordine alfabetico e senza entrare nel merito dei programmi.
Bandelli ha puntato tutto sulla "differenza" e sull'"alterità" rispetto alle altre forze politiche, ma l'impressione è che in presenza dell'originale qualsiasi tentativo di smarcarsi dalla "casta" risulti soltanto una copia; in questo caso tra l'altro poco conforme, dal momento che buona parte dei proponenti sono tutt'altro che neofiti nel classico panorama regionale.
Galluccio probabilmente è stato sospinto in pole position dalla "tre giorni" di Grillo in Friuli Venezia Giulia. Per la verità, il leader del m5s è apparso - almeno a Gorizia - comprensibilmente affaticato, ma anche poco preoccupato di sottolineare le problematiche del territorio e circondato da candidati la cui "verginità politica" suscita come minimo qualche ironico sorriso. Ma è prevedibile che la soffertissima ri-elezione di Napolitano orienti molti a un voto contro gli attuali partiti, appena scalfito dall'improvvida battuta sul golpe e dall'ordine/contrordine di marcia su Roma impartito da un Capo che dopo essersi spinto troppo avanti, è stato, per la prima volta in questi mesi, costretto alla ritirata.
Serracchiani è stata l'unica protagonista di una campagna elettorale "tradizionale", maggiormente incentrata sull'incontro e la relazione interpersonale che sull'uso delle nuove tecnologie o sul sostegno dei "big" nazionali. Ha svolto un lavoro enorme, "consumando - per usare un'espressione cara a Cingolani - molte paia di scarpe". Per sua sfortuna, le "regionali" sono capitate al termine dei due mesi più bui della storia del suo partito ed è difficile pensare che i volti stravolti di Bersani e Bindi non interferiscano nelle scelte degli elettori. Inoltre la sua è stata una corsa sostanzialmente solitaria, a parte una fugace apparizione di Renzi a Nord Est. Comunque vada a finire, meriterebbe almeno un altro paio di scarpe per l'impegno e la buona volontà.
Tondo ha imparato la lezione impartita lo scorso anno da Romoli per riconquistare la "poltrona" di Gorizia: non svolgere sostanzialmente campagna elettorale, evitare per quanto possibile di rispondere a domande scomode, snocciolare promesse da marinaio godendosi feste e banchetti circondato da platee amiche. Ha accolto di buon grado il perdono dello squallido higlander arcoretano, il quale dall'affollata (e in parte fischiante) piazza udinese lo ha inneggiato, dimenticando benevolmente di essere stato abbandonato nel momento del bisogno.
Resta un quinto candidato, quello senza volto espresso da chi si asterrà, voterà scheda bianca o annullerà la scheda: molti elettori di "sinistra", privati della possibilità di scegliere da un cavillo burocratico; gli astensionisti "cronici" e quelli non convinti dalle proposte attuali.
Insomma, come andrà a finire? Per saperlo, non resta altro che attendere domani...

sabato 20 aprile 2013

Il Ri-Presidente, ovvero la resa del Parlamento

In un clima drammatico Napolitano è il nuovo Presidente della Repubblica. Dopo cinque votazioni nelle quali si è assistito al suicidio politico di Bersani e del Pd, dalle urne è uscito il nome dell'ottantottenne Presidente uscente, frutto del compromesso tra pd/pdl/sc. In altre parole, si è verificato il temuto inciucio perpetuato sulla figura di colui che fino a ieri sera aveva escluso come assurda una propria rielezione. La folla - in particolare ma non solo i grillini - è trattenuta a fatica fuori da Montecitorio. Per un terzo degli elettori italiani è una serata amara, la peggior mortificazione possibile del desiderio di rinnovamento che ci si attendeva all'indomani delle votazioni di febbraio. Gli altri due terzi attendono gli sviluppi della situazione: se ci sarà il governo-inciucio una altra parte di italiani scenderà in piazza, se non ci sarà si incazzerà l'ultimo terzo. La situazione è in realtà esplosiva: è vero che "devono essere rispettate le scelte del Parlamento", ma anche il Parlamento non può evitare totalmente di recepire la rabbia del popolo. L'operazione Presidente è vinta dal centro destra che raggiunge quasi di sicuro l'obiettivo del ritorno dei berluscones al governo, il centro sinistra dilapida regalando a Grillo un grande tesoro di voti e di speranze. A cominciare da domani, in Friuli Venezia Giulia.

Tempi moderni, qualche riflessione..

Forse quella a cui si sta assistendo non è altro che una guerra che prelude alla fine di un impero, quello della civitas capitalista che ha dominato il mondo negli ultimi 400 anni. Sono tramontati i faraoni, è finito l'impero romano, si è dissolto l'impero cristiano e ora tramonta quello che è germogliato dal seme del cogito cartesiano e della scienza galileiana. Ogni volta il Potere apparentemente incrollabile è stato in breve tempo cancellato dalla forza dei senza potere, schiere di affamati guidati a saccheggiare i granai destinati a ingrassare milioni di burocrati incartapecoriti; ogni volta questi ultimi non se ne sono accorti, travolti mentre erano ancora intenti a ingurgitare l'ultima cucchiaiata di caviale.
La differenza sta nel potenziale in campo: le masse calpestate dall'ingiustizia e rese spietate dalla fame trovano schierato un sistema che può fermarle con l'aiuto di arsenali spaventosi, atomici, economici e mediatici. L'unica chance di vittoria - come del resto è accaduto nelle precedenti occasioni - è la sottomissione a qualcuno che sulla carta sembra ancora più forte, in questo caso caso l'immenso sistema delle mafie internazionali che eccellono in strategia militare e si mantengono concorrenziali grazie ai redditizi traffici di droga armi e persone.
La corsa verso l'omologazione del mondo prosegue rapidamente, preconizzata da centri di studio e ricerca disseminati nei cinque Continenti e accelerata dai formidabili strumenti di comunicazione informatici, in grado di far credere a chi li usa di essere manipolatori e non sudditi di un unico Padrone.
Il caso italiano è emblematico, si è raggiunto l'equilibrio delle forze in campo e in questo modo si è paralizzato il meccanismo: l'obiettivo dell'ingovernabilità è raggiunto, la "politica" rimane soltanto il misero campo nel quale coltivare i momentanei interessi di qualche satrapo di provincia. Lo Stato è in balia delle forze contrapposte, da una parte il capitalismo mondiale "ufficiale" che tenta la carta della crisi planetaria per giustificare una spartizione delle risorse al cui solo pensiero vengono i brividi, dall'altra le mafie internazionale che lo contrastano con le medesime finalità utilizzando volta per volta il malcontento dei più deboli.
E' questo il momento di proporre un'alternativa possibile: è l'ora di chi ha dedicato la propria vita alla ricerca sulla giustizia e sulla pace, è il tempo di trasformare gli slogan di infiniti cortei e i documenti di infinite riunioni in concreto progetto di sviluppo alternativo e sostenibile. Ma dove sono oggi i Ghandi, i Martin Luther King, le Dorothy Day, le Gertrud Kurz e le Rosa Parks, i Danilo Dolci e gli Aldo Capitini? Forse i loro discepoli - che esistono, eccome se esistono! - rischiano l'annegamento nell'alluvione di parole e di gesti mediatici che consentono al Potere di trasmettere, ma impediscono ormai agli esseri umani di comunicare? 
Una ricostruzione politica è possibile solo a partire dall'incontro e dalla valorizzazione delle differenze che abitano la terra, ma si può realizzare soltanto se si esce dagli schemi consunti che sembrano condurre la vita umana al capolinea...
ab

venerdì 19 aprile 2013

Scoperta del secolo in politica sanitaria regionale: Gorizia "incorpora" Trieste e non viceversa!

Un personaggio politico goriziano e regionale, di cui non si fa il nome, intervistato dal quotidiano locale sul futuro della sanità goriziana, in risposta a un'ottima domanda del bravo giornalista, testualmente afferma: "La proposta di riforma sanitaria di Tondo, che abbiamo partecipato a modificare in modo sostanziale, prevede invece che l’Ass 2 non venga penalizzata da nessun punto di vista, ma ampli la sua dimensione incorporando l’Azienda territoriale giuliana e mantenendo l’attuale sede."
Si capisce che alla vigilia delle elezioni regionale chi è in lista possa evitare abilmente di rispondere a domande "scomode" riguardo al futuro di Gorizia, anche i candidati governatori si sono ben guardati dal dire ciò che veramente pensano. Ma arrivare a trasformare la soppressione dell'Ass2 in un "ampliamento di dimensioni con l'incorporazione dell'Azienda giuliana" è affermazione che lascia tutti basiti con una frase sulla fronte che ricorda il Jo Condor dei buoni vecchi Caroselli: "E che, ci ho scritto giocondo"?
Chi è? Uno che un paio di mesi fa sosteneva che il suo partito, per schierarsi, attendeva di capire se era meglio stare con il centro sinistra o con il centro destra; ovvero, in altre parole, chi avrebbe offerto più posti al sole. Cosa alla fine abbia scelto, lo si lascia indovinare ai lettori...
ab

Ater: graduatorie finalmente pubblicate, ma...

Ieri, 18 aprile, con un mese e 10 giorni di ritardo, grazie anche alle proteste del Forum sono state pubblicate (cfr sito internet) le graduatorie relative all'avviso ater sulle unità immobiliari non residenziali.
Sono riferite all'avviso "scaduto" il 28 febbraio, non a quello "chiuso" il 31 marzo, relativo alle stesse unità immobiliari e la cui graduatoria, secondo lo stesso avviso, avrebbe dovuto essere pubblicata entro il 10 aprile. Ben vengano le urgenti assegnazioni - l'insistenza della richiesta aveva questo obiettivo - ma i pesanti ritardi nella pubblicazione generano nuovi intoppi: qual'è l'avviso "giusto", quello di febbraio o quello di marzo? Se è quello di febbraio, che fine faranno le domande presentate a fine marzo su alloggi che l'avviso dichiarava ancora disponibili?
Ah, già che ci si è, come è andata al Forum?
Sempre ultimo: secondo su due in Via Ascoli, nono (su 9) e quinto (su 5) in via Carducci: niente male per quella che i decisori hanno definito "associazione pseudopolitica di vecchio stampo"! Magari ci sarà più fortuna con le graduatorie che avrebbero dovuto "uscire" entro il 10 aprile e di cui invece non si sa ancora nulla...
Per la verità, nella gara per uno dei locali il Forum potrebbe essere arrivato primo, visto che non viene subito collocato in graduatoria: si tratta dell'unità di via Pitteri, forse a questo punto non richiesta da nessun altro. Sarà la nuova sede del Forum? Eh no, in esclusiva viene riportata una noticina:  "Per il locale sito a Gorizia, in via Pitteri n.4, l’Azienda sta effettuando ulteriori approfondimenti per valutare la congruità dell’offerta pervenuta, al momento sono sospese le determinazioni in merito". 
Non si poteva confermare meglio le perplessità espresse nei giorni scorsi: prima viene chiesto di proporre una cifra, poi una volta conosciuto il proponente, ci si riserva di valutarne la congruità dell'offerta, in base a criteri non espressi: Asterix direbbe, spqa (dove "a" sta per ater)!

giovedì 18 aprile 2013

In attesa del Presidente della Repubblica e del Governatore del Fvg

Mentre sono in corso le difficili votazioni del nuovo Capo dello Stato, il fvg è alla vigilia delle "sue" elezioni. 
Quattro sono i candidati alla presidenza della regione, quattro i programmi ai quali aderiscono una decina di liste, a sostegno dell'uno o dell'altro.
Bandelli propone nomi alternativi a quelli del centro destra "classico", ma le figure principali sono ben note, nella precedente occasione sostenitori talmente convinti di Tondo da occupare per lungo tempo posti assai importanti nella sua Giunta. Tutto orienta a pensare che il loro ruolo consisterà essenzialmente nel soffiare una manciata di punti percentuali agli antichi "compagni" di strada.
La vera partita è a tre: di questi chi arriva prima/o sarà governatore, la/il seconda/o sarà capo dell'opposizione, la/il terza/o sarà fuori dal Consiglio Regionale, grazie a una legge elettorale assurda che "elimina" il terzo anche nel caso raggiungesse il 30% dei voti espressi.
Tondo difende il suo operato in una Regione che ha toccato i limiti negativi estremi per ciò che concerne credibilità e efficienza; rilancia alcuni punti chiave sullo sviluppo delle infrastrutture, delle relazioni internazionali, dell'welfare comunitario, del lavoro, del sistema culturale, della sburocratizzazione del sistema e così via. Leggendolo e ascoltandolo ci si chiede dove si trovava nel quinquennio precedente o, in altre parole, perché non ha fatto nulla di quanto ora promette...
Serracchiani "attacca" con buone ragioni l'operato di Tondo e rilancia alcuni punti chiave sullo sviluppo delle infrastrutture, delle relazioni internazionali, dell'welfare comunitario, del lavoro, del sistema culturale, della sburocratizzazione del sistema e così via. Leggendola e ascoltandola si nota la sostanziale assenza della risposta all'ovvia domanda "come?" o, in altre parole, perché lo stesso Tondo non dovrebbe sottoscrivere una serie di enunciati come quelli che si trovano nel suo programma. Sui punti chiave finora considerati "deboli" c'è un cambiamento di posizione, la Debora regionale "rivede" le sue posizioni su Terza Corsia e Tav non per motivi ideali o prospettive alternative, ma semplicemente per mancanza di finanziamenti plausibili. E sugli affari goriziani, checché se ne dica, neanche una parola, neppure sull'annosa questione della riduzione delle Aziende Sanitarie, definita "non questo il problema" senza dire però qual'è.
Galluccio naviga a vista, riconoscendo con una certa umiltà le proprie carenze, il che può apparire anche come un pregio nell'era della tuttologia degli altri: surfeggia allegramente sull'onda lunga dei trionfi pentastelluti, si gode il passaggio dello tsunami Grillo fra i volti attoniti e un po' rassegnati degli "avversari" e attende l'esito elettorale con la serenità di chi da un eventuale terzo posto non avrebbe nulla da perdere e da un secondo tutto da guadagnare...
A causa di una disattenzione burocratica e di un regolamento lontano dai limiti del buon senso, chi crede ancora in una visione della politica da "sinistra" non ha altre alternative, se non quella della scheda bianca o dell'astensionismo che rischia di essere ulteriormente alimentato dalle notizie che provengono da Roma. La non partecipazione, tuttavia, è un'abdicazione alla responsabilità politica di una scelta che riguarda il futuro di tutti. E quindi...

Sondaggio forumarie fallito

Proprio come le Quirinarie di m5s! Il fatto è che il sondaggio proposto a lato sul futuro Presidente della Repubblica è fallito: i voti non risultano registrati, ieri sera erano segnalati 11 partecipanti, poi scesi a 7, risaliti a 9 e questa mattina ridotti a soltanto 2 (per quanto scalcinato, il blog riesce ad ottenere normalmente performance leggermente superiori...). Attacco hacker? Intervento dei vertici pd/pdl/sc? Disguido tecnico del sondaggio? Comunque sia, conviene interromperlo a questo punto, attendendo i risultati reali che giungeranno dall'aula di Montecitorio. E su questi, davvero, c'è poco da scherzare...

mercoledì 17 aprile 2013

FORUMARIE: chi vorresti come prossimo Presidente della Repubblica? Il voto a lato...

In attesa che inizino le votazioni, anche questo blog propone un sondaggio - che si chiuderà sabato 20 aprile alle ore 23.59 o comunque nell'istante della proclamazione dell'eletto - su chi si desidera come prossimo Presidente della Repubblica. Purtroppo il sondaggio - nella colonna destra del blog - non consente di scrivere liberamente altre preferenze, i nomi sono stati scelti tra i più "gettonati" dai media in questo periodo. Chi desidera segnalare altre persone, lo può fare sotto forma di commento a questo post. Grazie anticipato a chi parteciperà...

martedì 16 aprile 2013

Ater e mancato affitto unità immobiliari non residenziali: danno economico e strutturale!


La domanda - a cui non viene data una riga di risposta - è perché decine di "unità immobiliari non residenziali" di proprietà dell'ater (cioè dei cittadini) giacciono desolantemente vuote, non affittate né a negozi né ad associazioni a causa dell'incredibile difficoltà che incontra chi le richiede... E' un pantano burocratico che provoca un grande danno erariale (ogni anno si buttano via le migliaia e migliaia di euro che potrebbero entrare dagli affitti) oltre che strutturale (ogni locale assegnato sarebbe mantenuto efficiente e ordinato dai "conduttori", invece di procedere inevitabilmente verso il degrado). 
Le altre "risposte" agli interrogativi del Forum e di una miriade di cittadini sono arrivate tramite stampa dal Direttore Liberale e del Presidente Serafini: proprio perché sono del tutto fuori tema, meritano un ulteriore approfondimento.
1. Il Presidente e il Direttore nella loro qualità di amministratori pubblici e contemporaneamente garanti della trasparenza e imparzialità delle procedure e delle attività dell'ater devono rispondere alle domande "tecniche" ad essi rivolte; i "decisori" non possono esprimere giudizi di valore, proprio mentre la gara è aperta, su “associazioni pseudo-politiche di altri tempi” riferendosi con tutta evidenza al Forum, associazione che partecipa alla gara; non possono invitare sarcasticamente Bellavite, membro dell'associazione Forum, a “fare una passeggiata in via Rastello...”; non possono affermare che lo stesso Bellavite “soggetto che ha partecipato alla procedura” (NON è vero, ha partecipato l'Associazione Forum Cultura per Gorizia,  di cui NON è vero che Bellavite abbia la rappresentanza legale) ha un “atteggiamento che di certo non contribuisce a risolvere i dannosi problemi che la nostra società sta vivendo.”
Inoltre, il quotidiano locale riporta virgolettate e non smentite cose diverse da quello che prevede il bando: il Presidente - che evidentemente non lo ha letto - afferma che l'avviso pubblicato “prevede espressamente, che in assenza di richieste per attività commerciali...troveranno spazio le associazioni...” Ciò NON è vero, non è scritto da nessuna parte! Il Direttore (firmatario del bando, anche se sembra non averlo letto)  dice che l'avviso prevede “di mantenere la vocazione commerciale dei locali commerciali”: NON è vero, il bando prevede di ”utilizzare il bene per la destinazione attuale” cioè utilizzarlo senza modificarne l'attuale destinazione d'uso attuale prevista dalla normativa urbanistica. Non è corretto cambiare le regole mentre il gioco è in corso e se gli “arbitri” si permettono di "giudicare" la natura delle associazioni richiedenti turbano la gara e abusano del loro ufficio...
2. Il Direttore ammette (sempre virgolettato) "il mancato rispetto dei termini ipotizzati nel bando”: ma a) se l'ater non rispetta i termini del bando dovrebbe annullare il bando (quello con la graduatoria del 10 marzo, perché quello di aprile dovrebbe essere in corso e valido); b) se “talvolta è incompleta la documentazione prodotta dagli aspiranti locatari”, gli offerenti che producono documentazione incompleta e al di là dei tempi previsti non devono essere presi in considerazione. E se la causa del ritardo è la stessa ater che ha richiesto telefonicamente ulteriore documentazione (tuttora peraltro non prevista dal bando!) dopo la scadenza dei termini, quel bando deve essere riscritto.
3. Infine, nell'avviso di gara si prevede di verificare la congruità delle offerte a posteriori, dopo l'apertura delle buste, senza dire cosa questo significhi. Ora par di capire che la congruità è economica, dal momento che il Direttore afferma necessario “verificare la congruità delle offerte pervenute in relazione ai costi di gestione di ogni singola unità”. Ma come si possono mettere in relazione offerte "alla cieca" e costi di gestione, quando questi ultimi sono ben noti all'ater e non dipendono dall'aggiudicatario e nemmeno dall'offerta? Con le sue dichiarazioni il Direttore conferma ciò che sosteneva il Forum: si “autorizza” con il bando una modalità di scelta soggettiva esercitata una volta conosciuto il nome dell'offerente.
Forum per Gorizia

BOSTON: UNITI NEL DOLORE

Le immagini di questi minuti sono terribili. Una festa sportiva, la maratona di Boston, trasformata in tragedia: morti, feriti, dispersi. E la ricerca delle cause, la caccia ai colpevoli, l'attesa delle rivendicazioni... Un film già troppe volte proiettato sulla scena del mondo. Ancora una volta qualcuno sceglie la via della violenza contro gli innocenti, nessuna motivazione potrà spiegare mai e in alcun modo una bomba che esplode distruggendo la vita di bambini, donne e uomini inermi. Non diminuisce, anzi accresce l'orrore anche la considerazione che eventi simili continuino ad accadere, ogni giorno e in ogni parte del mondo, quasi sempre fuori dai riflettori mediatici del cosiddetto Occidente. Per quanto possa servire, un'espressione di profonda solidarietà a tutte le vittime e l'auspicio che questo sangue non reclami altro sangue...

lunedì 15 aprile 2013

Cardinali migliori dei Parlamentari? Qualche dubbio...

Molti evidenziano in questo periodo la differenza tra la Chiesa cattolica e lo Stato italiano: la prima - nonostante la complessità di una votazione tra cardinali provenienti da tutto il mondo - elegge un Papa (e che Papa!) in due giorni, il secondo non riesce a vedere un Governo a quasi due mesi dalla tornata elettorale; la prima, grazie a Francesco, si apre alla collegialità internazionale attraverso la rapida nomina di otto consiglieri, il secondo suscita sorrisi di compatimento a causa della scelta di "saggi" sui quali è lecito nutrire più di qualche dubbio...
Ma le cose stanno davvero così?
Prima di tutto il paragone è improponibile perché la Chiesa non è una democrazia nella quale sia richiesto l'esercizio del difficile confronto costruttivo tra orientamenti ideologici e metodologici totalmente diversi, bensì un'istituzione gerarchica governata da una monarchia assoluta, dove gli elettori del Papa sono scelti con rigorosa selezione dal Pontefice in carica, sulla base dell'adesione a un'unica visione ideologica e ovviamente religiosa. In un periodo convulso e in rapidissima evoluzione come l'attuale, possono ovviamente esserci diversi approcci teologici e metodologici, ma entro margini di differenza oggettivamente alquanto ristretti.
Poi il caso dei "saggi" nominati dal nuovo Papa è in questo senso emblematico e - pur dentro il quasi universale apprezzamento per i gesti e le parole iniziali del pontificato - la prima scelta concreta importante suscita qualche moto di "perplessità": per rimanere nell'ambito dei latino-americani, il cardinale Rodriguez Maradiaga sostenne di fatto il golpe di Micheletti contro Zelaya in Honduras e non mosse un dito a favore dei suoi preti schierati dalla parte dei poveri (e qui non si tratta di interpretazioni giornalistiche di parte, il Forum per Gorizia ha avuto l'onore - qualche mese fa - di ospitarne e ascoltarne uno); il cardinale Errazuris Ossa fu tra coloro che si opposero in Cile al processo contro Pinochet, definito "una ferita alla fraternità dei cileni" (il processo, non il dittatore!)... Per saperne di più, cfr www.annalisamelandri.it
Così, giusto per versare qualche goccia d'acqua sui più che giustificabili entusiasmi del momento e senza voler con questo spiegare la scandalosa situazione politica italiana.
ab

Proposte di primavera: la valle della Pevmica

Cosa meglio di una sgranchita di gambe serale o festiva per mettere da parte per qualche istante i pensieri cupi del momento attuale e tornarne rafforzati nello spirito?
Con l'arrivo della primavera, chi ha tempo nel week end può approfittarne per scoprire frammenti di splendidi paesaggi a distanza di una passeggiata o di una breve pedalata. Ci sono dei libri che offrono un'autentica miniera di idee e di informazioni, fra tutti si ricorda quello - bellissimo! - di Dario Stasi, Intorno a Gorizia, Transmedia 2009.
Una proposta a portata di tutte le età è quella di risalire il corso della Pevmica, scoprendone alcuni "segreti" ed immergendosi in una vera e propria valle prealpina.

Chi ama l'avventura può risalire per quanto possibile il corso dalla foce nell'Isonzo fino alla sorgente nei pressi della sella di Hum: potrà scoprire angoli dimenticati dal tempo e memorie di guerra o di pace.
A portata di tutti è invece la bella stradina da imboccare al primo tornante della strada verso Oslavia e San Floriano: con dolci saliscendi permette di raggiungere le località di Costabona e il Bùs del diaul, dove - memoria per i più "navigati" - c'era l'osteria custode di tanti ricordi giovanili. Più avanti il confine - a quei tempi invalicabile, quasi inavvicinabile per i non agricoltori - e poi il poetico borgo di Podsabotin, fra i vigneti e i ciliegi, in questa stagione ancora in fiore... Il traffico motorizzato è per fortuna limitato, solo bisogna prestare attenzione ai frequenti attraversamenti...
  
Insomma, con l'invito a chi lo desidera di proporre altri percorsi, non resta che augurare "buona passeggiata!"
ab

domenica 14 aprile 2013

Cari candidati e futuri consiglieri regionali, un invito: guardate il mondo con gli occhi dei bambini!


Per iniziativa di Stefano Cosolo, si può approfondire un'importante riflessione sullo stato dell'infanzia e della gioventù. Grazie come sempre a chi contribuisce ad arricchire questo blog!

A lanciare l’allarme sullo stato dell’infanzia e della gioventù in Italia è un report dell’Unicef che ha preso in considerazione il benessere dei giovani nei paesi industrializzati: l’analisi impietosa ci vede agli ultimi posti su molti aspetti. Le politiche dei governi, di qualsiasi tendenza e colore, dovrebbero sempre partire dai bambini o meglio per ogni decisione valutarne la ricaduta su di essi: questo consigliano gli osservatori dell’Unicef ed è esattamente questo che non accade in Italia e, nel nostro caso, a Gorizia. Questo studio, che invito a leggere, mi è tornato alla mente in questi giorni mentre ascoltavo i candidati goriziani alle regionali: solo spot vuoti, nessuna politica per le famiglie, per l’istruzione, per la scuola (completamente assente sia per quanto riguarda lo stato gravissimo della sicurezza sia per quel che riguarda le strutture e i fondi per una moderna e adeguata offerta didattico educativa), per la salvaguardia dell’ambiente, per la sanità in termini di prevenzione a partire dall’infanzia, ecc. Nulla di tutto ciò, e non è un caso: l’assenza di temi friendly family è un segno evidente di una società vecchia che si rivolge ad un elettorato vecchio e che non ha nessuna capacità, volontà e interesse di pensare alle giovani generazioni. Una mentalità che, molto ben specificato in tanti studi, è prima causa del decremento demografico in Italia (e guarda caso Gorizia ancora una volta costituisce un campione ben rappresentativo) e della attuale crisi socio- culturale con le ben note conseguenze economiche.
E così sul punto nascita, per esempio, ho sentito i candidati arroccarsi su banali e scontate affermazioni del tipo “Siamo per un punto nascita sicuro!” e simili. Non c’è stato  un politico che avesse detto la cosa più semplice e più sacrosanta: mantenere il punto nascita significa scegliere di mantenere in vita la comunità goriziana ed isontina, ed è per questo che è doveroso (non opportuno o consigliabile), al di là di tutti i numeri e le statistiche, più di ogni altra cosa,  impegnare su di esso tutte le risorse pubbliche necessarie alla sua esistenza. Allo stesso modo non ho sentito nessun politico pensare all’ambiente soprattutto in rapporto ai bambini. E allora cosa c’è di più importante della prevenzione?
 Ricordo solo la battaglia dell’Associazione Essere Cittadini, che ho l’onore di presiedere, contro l’asilo di Lucinico (via Perco) situato nell’intersezione più trafficata di Gorizia: una scuola materna in cui non si possono aprire le finestre per arieggiare i locali o portare i bambini a giocare in giardino. Che fine ha fatto cari candidati  la 56 bis?. La strana concezione di bambini e ambiente che abbiamo a Gorizia la possiamo comprendere passando a Lucinico e vedendo nel piccolo parco vicino allo stesso incrocio lasciati alcuni giocattoli per i bambini: un posto salutare dove passare una tranquilla mezzoretta e respirare quantità industriali di PM10.  E ancora la mancanza cronica di palestre: bambini costretti a fare ginnastica nei corridoi o nelle aule, spazi angusti e inidonei, anche questo un problema sollevato dall’Associazione e snobbato dalla classe dirigente adulta che evidentemente abbiamo infastidito con i nostri discorsi: meglio pensare ai tre ascensori del castello perché dopo 1000 anni i goriziani sono stanchi e stufi di andarci su a piedi! E anche in questo settore (sport, movimento, salute)  sovviene l’ultimo posto dell’Italia nel citato studio dell’Unicef (E Gorizia anche  in questo caso è campione molto rappresentativo).
Vogliamo poi parlare dei contributi pretesi dai dirigenti scolastici che vanno a finire nella preaccoglienza, nella sorveglianza nelle mense, nel materiale di cancelleria, nella carta igienica, nella formazione del personale, nei progetti sicurezza (altro che ampliamento dell’offerta formativa!): e devono pagare le famiglie tutto questo? Famiglie che già pagano sostanziose tasse e sono ridotte sul lastrico! Forse in questo caso i candidati hanno fatto bene a non parlarne, tanto per non irritare i già “nervosetti” operatori scolastici!
La nostra è una società che non ha nessun interesse per le future generazioni: cultura, ambiente sano, sport, istruzione, innovazione tecnologica, ripopolamento dei centri urbani (altro che centri commerciali), antichi mestieri per rivitalizzare l’arte e l’artigianato a partire già dalle scuole primarie, alimentazione con prodotti locali, sistemi di produzione energetica ecocompatibili, salvaguardia dei beni più preziosi quali l’aria e l’acqua (inutile promuovere la “rosa goriziana” se nell’aria c’è la formaldeide o, peggio se possibile, l’isotopo radioattivo) sono tutti temi che nessun candidato ha nemmeno menzionato. Complimenti! Questa si chiama “eutanasia sociale”.
Stefano Cosolo

sabato 13 aprile 2013

Imbarazzato contrattacco dei vertici Ater

Il dott. Liberale, direttore dell'ater goriziana, risponde tramite i quotidiani locali con evidente imbarazzo alle domande del Forum per Gorizia.
Riconosce il ritardo accumulato nel predisporre le graduatorie del bando per l'assegnazione degli ex uffici ed ex negozi, attribuendolo al fatto che i richiedenti hanno fornito tardi  le documentazioni: ma tale carenza dovrebbe portare all'esclusione del richiedente dal bando se non fosse che - ovviamente Liberale non lo dice - la documentazione aggiuntiva sia stata richiesta solo successivamente dall'ater. Sulla decisione di "congruita'" e sulla liberta' dei richiedenti lo stesso direttore sembra sorridere mentre lo afferma, sa bene che nessun bando pubblico per locare alloggi e' stato mai indetto senza stabilire una quota minima sulla quale poi confrontarsi. Sostiene poi che la difficolta' organizzativa non puo' inficiare la validita' della proposta, ribadendo cosi' cio' che il Forum aveva affermato, che e' scandaloso lasciare sfitti gli ex uffici e gli ex negozi.
Meno diplomatico il "presidente" Serafini, al quale il solo nome del "Forum" suscita un impeto di rabbia che evidentemente gli impedisce di leggere una sola delle argomentazioni. Prima insulta inutilmente un'associazione culturale, rea soltanto di aver risposto a un bando predisposto dall'ater. Poi passa all'attacco: "Andate a vedere come e' ridotta via Rastello e quanti negozi sono chiusi a causa degli affitti troppo alti". Non si e' evidentemente accorto che la protesta del Forum riguardava proprio la sua argomentazione: in un periodo di crisi come questo, e' lecito all'edilizia pubblica tenere sfitti per tanti anni alloggi che potrebbero benissimo essere affidati ad attivita' commerciali, ma anche - ci sarebbe abbondante posto per tutti, anche se l'ater non sembra essersene accorta - culturali?
Ci vada Serafini a farsi un giro per Gorizia, a vedere come accanto a tante serrande chiuse "per cessata attivita'" ci siano altrettanti bellissimi alloggi da anni vuoti a causa dell'inspiegabile ritrosia della "sua" ater nel metterli a disposizione di chicchessia con quote d'affitto sostenibili...
Anzi, a questo punto non resta che approfondire la ricerca e scoprire: da quanti anni e perche' gli ex uffici e gli ex negozi non sono a disposizione degli utenti? I pochi che sono stati "locati", a chi e a quel prezzo d'affitto "congruo" sono stati consegnati? La decisione sulla "congruita'" delle proposte e il diritto di prelazione dipendono - come sembra suggerire Serafini sostenendo con linguaggio vetero-politichese l'inutilita' del Forum "associazione pseudo-politica d'altri tempi" - anche da un giudizio di valore sull'attivita' dei richiedenti?
Forum per Gorizia 

giovedì 11 aprile 2013

Ma gli insegnanti cosa ne pensano della questione dei contributi scolastici?


... a chiederselo è l’Associazione Essere Cittadini, dopo la lettura dell’intervento sulla stampa del “coordinamento degli insegnanti” a difesa di Giuseppe Cingolani. Volentieri si pubblica con l'auspicio che il confronto, costruttivo anche quando vivace e dialettico, porti frutti a favore dell'intero sistema scolastico.

Nell'intervenire a difesa del docente - scrive l'Associazione - il "coordinamento degli insegnanti" si è ben guardato dall’esprimere un'opinione sulla sostanza, fermandosi a una accorata quanto scontata difesa del collega.
Giuseppe Cingolani è l’unico insegnante che ha preso una posizione su pratiche e prassi scorrette, illegali e penalizzanti per le famiglie,  purtroppo ancora e sempre più presenti negli istituti scolastici italiani: chiedere contributi  facendoli passare per obbligatori senza informare in maniera trasparente sul loro utilizzo. E gli insegnanti cosa dicono : “non entriamo nel merito della questione”. Se c’è una speranza che cambi qualcosa nel nostro disgraziato Paese questa speranza è riposta nella scuola, ma finchè vi saranno al suo interno logiche corporative anche questa speranza è negata. Ognuno difende il proprio status e non pensa, invece,  alla scuola come una comunità, nella quale le varie componenti, alunni, famiglie, docenti, presidi, collaborano, interagiscono e solidarizzano tra di loro per educare e preparare le future generazione ad essere dei buoni e consapevoli cittadini.
Temiamo che della vicenda Cingolani rimanga solo l’aspetto esteriore e, consentitecelo, anche abbastanza patetico, di un’evidente questione personale tra un preside e un docente portata alla ribalta della cronaca anziché nelle dovute sedi istituzionali con il corollario dello sdegno di alcuni colleghi dell’insegnante.
Ma c’è qualche insegnante, oltre a Cingolani,  che si indigna sulla sostanza della questione? Cioè sul salasso che pesa sulle famiglie ogni anno? Perché non si discute, per esempio, sul fenomeno dell’abuso di progetti, spesso neanche realizzati e la gran parte delle volte molto discutibili dal punto di vista didattico, a scapito delle attività curricolari per le quali c’è sempre meno tempo e meno interesse, tanto che alla fine tra laboratori, cinema, teatro, gite e quant’altro i programmi vengono svolti in maniera superficiale. Poi ci meravigliamo se i nostri figli non hanno un’adeguata preparazione nelle lingue straniere o nelle materie scientifiche, tanto per fare degli esempi noti a tutti. Abbiamo notizia, invece, di diversi genitori che ogni giorno si battono  per il diritto allo studio dei loro figli subendo, per questo, insopportabili e assurde vessazioni e ritorsioni che non assurgono agli onori della cronaca ma che restano confinate nel privato.
Riteniamo che l’insegnante Cingolani abbia mostrato una strada: vedremo chi e quanti suoi colleghi la seguiranno.
Siamo un’associazione di cittadini e riteniamo che anche i presidi e i docenti sono, prima di tutto cittadini, pertanto il nostro auspicio e che si superino queste divisioni e che ci di possa incontrare e confrontarsi come dovrebbe avvenire in un Paese civile. Restiamo a disposizione.
L’Associazione Essere Cittadini

mercoledì 10 aprile 2013

Aree dismesse a Gorizia


Si riceve e si pubblica volentieri.
Le aree dismesse a Gorizia, come le ex caserme,  sono spazi notevoli che ben si prestano ad operazioni di riqualificazione urbana. Il riferimento è a Vauban (Friburgo) uno degli esempi migliori di quartieri realizzati in un'area ex-militare in un'area urbana già esistente. Il distretto green sta per compiere 20 anni e nel mondo viene visto come modello per l’allestimento di altre città.
Seguendo questo link (http://www.ideegreen.it/vauban-il-distretto-ecologico-di-friburgo-13157.html) si può avere un'idea di quanto è stato fatto.
Perché non pensare a questo percorso di riqualificazione anche in questo territorio?
Luca Cadez, presidente  della sezione di Gorizia di Legambiente

martedì 9 aprile 2013

Dirigente scolastica poco informata... Ancora solidarietà a Cingolani


Incredibile l'ulteriore esternazione della dirigente scolastica ai danni di Giuseppe Cingolani oggi sul Piccolo. In sostanza afferma che sì, i dipendenti pubblici hanno diritto al permesso per la giornata del consiglio comunale, ma è un diritto lesivo di quello degli studenti e dei docenti che devono sostituire. Se la dirigente disapprova la normativa, faccia una battaglia politico-sindacale, si rivolga al Ministero, ma non al lavoratore che utilizza ciò che la legge gli consente, criticandolo dalle colonne di un giornale!
La dirigente dice poi che è assurdo avere mezzo pomeriggio libero per andare alle 17.30 in comune a discutere del canile. Pensa sia un argomento meno importante dei libri di testo? Non ha mai sentito parlare delle questioni che riguardano questa costruzione? Dispiace che non si conosca nulla di quanto accade oltre le proprie anguste mura scolastiche: il canile e la sua realizzazione contrastata sono un problema importante per la città e per le tasche dei goriziani. Per quanto riguarda le famiglie che, secondo la dirigente, si lamenterebbero per la mancata educazione dei loro figli (se va bene una assenza al mese) potrebbe rintuzzare gli eventuali attacchi parlando dei diritti dei lavoratori, valorizzando chi si occupa dei problemi della città, chi partecipa e si sforza di dedicare il suo tempo al bene comune. Dovrebbe indicare Cingolani come esempio di partecipazione, stimolando i giovani a fare altrettanto. Purtroppo viviamo in una realtà rovesciata, in cui viene criticato chi cerca di fare qualcosa, chi vuole esercitare il diritto all'opposizione. O è lesivo anche questo della tranquillità dei cittadini? 
Anna Di Gianantonio

Disoccupazione drammatica, rimedi placebo...

La piaga della disoccupazione si sta allargando a dismisura sul già malato organismo dell'Italia: un milione in meno di posti di lavoro nel solo ultimo anno solare, è una cifra da capogiro che evidenzia una situazione ai limiti - e spesso anche oltre i limiti - della disperazione. E mentre la politica in un momento così drammatico sembra clamorosamente impotente, torna prepotentemente sullo scenario l'arcoretano con i sempre più ammiccanti inviti al centro sinistra: pazzesco, colui che per vent'anni ha governato o contribuito a governare promettendo "milioni di posti di lavoro" si ripropone come "mens" della politica italiana anche quando i "milioni di posti di lavoro" invece di essere creati vanno in fumo, in molta parte anche per responsabilità dei suoi esecutivi!
Che fare in questa situazione? Come invertire la rotta, ammesso che si sia ancora in tempo?
Un primo passo possibile: c'è chi dice - non a torto e con i dati alla mano - che in Italia (e anche a Gorizia) si potrebbe vivere bene di Cultura, il paese con i maggiori siti Unesco del mondo, con opere d'arte dal valore inestimabile e con paesaggi ineguagliabili. Eppure l'Italia è all'ultimo posto in Europa per ciò che concerne il finanziamento alla cultura, ai beni artistici e alla ricerca. Per questo gli scavi di Pompei vanno in frantumi, la Reggia di Caserta (la "Versailles italiana") è in condizioni di totale degrado, tanti bellissimi monumenti vengono chiusi per pericolo di crollo, se si vuole qualche esempio locale si visiti il suggestivo Sepolcreto di Aquileia, da anni trasformato in triste coltura di rane... E nel Consiglio Comunale di Gorizia un noto esponente della destra sostiene pubblicamente che "di cultura non si vive, bisogna prima pensare all'economia", cioè a far soldi, anche a scapito della bellezza e della salute, il che secondo lui è evidentemente molto più importante ed efficace.
Il Comune di Gorizia, grazie ai fondi regionali, propone un altro momentaneo placebo: assume per sei mesi dieci lavoratori disoccupati senza altri ammortizzatori, per lavorare sul verde pubblico e sul decoro urbano. E' una buona cosa, anzi ottima, per venire incontro alle esigenze materiali, ma anche psicologiche e sociali della miriade di persone che ha perso il posto di lavoro. Lascia un po' perplessi la paga, che è bene richiamare perché segnale della situazione in cui ci si trova: 33,78 euro - naturalmente lordi - al giorno, il che significa circa 660-max 700 euro al mese, ovvero al netto, meno di 4 euro all'ora. Poco, comunque meglio che niente...
ab

lunedì 8 aprile 2013

Cie di Gradisca, realtà da non dimenticare

Ci voleva il "Garante per i detenuti" - figura che sta per essere opportunamente istituita anche a livello di Provincia di Gorizia - proveniente dal Lazio, per sollevare di nuovo il velo di silenzio che ordinariamente circonda il Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE) di Gradisca d'Isonzo. Non che sia la prima volta che se ne parla: associazioni di volontariato, singoli personaggi politici, qualche raro giornalista che ha ottenuto il permesso di entrare, hanno voluto raccontare al mondo "di fuori" come stanno vivendo le persone recluse. Tuttavia le loro circostanziate denunce non hanno mai ottenuto alcun effetto. Il "Centro", previsto dalla famigerata "Bossi-Fini" e aperto dal Governo di Centro Sinistra, continua a produrre una sofferenza nascosta dietro l'alto muro divisorio di fronte al quale passano ogni giorno, ignari, migliaia di automobilisti che percorrono la Statale Udine - Trieste. Cosa accadrà dopo l'ennesimo rilievo sollevato dal "Garante" del Lazio? Purtroppo non c'è da essere ottimisti, con ogni probabilità tutto rimarrà come prima, anche a causa dell'infinita serie di controversie legali che caratterizzano fin dall'inizio l'assegnazione degli appalti per la complessa "macchina gestionale". La situazione è ben più grave di quella che era stata preconizzata dalle proteste dei tempi lontani, precedenti e immediatamente seguenti l'apertura: quando si sottoscriverà la parola "fine" a una forma di detenzione che - come tutto ciò che riguarda la realtà della detenzione in Italia - è un pessimo biglietto da visita riguardo alla difesa dei diritti della persona e alla libertà di informazione?
ab

L'Iter Aquileiense, monumento e proposta per una vacanza interessante "low cost"

E' stato inaugurato ieri nell'isola di Barbana il monumento ai viandanti dell'Iter Aquileiense. Per essere presenti, una ventina di persone hanno camminato da Lubiana in una settimana, attraversando nei primi giorni della settimana vere e proprie bufere di neve. Altri sono arrivati in quattro giorni da Pordenone, altri ancora hanno camminato da Miren, da Castions di Strada e da Ruda.
I percorsi sono stati realizzati per vedere da vicino l'opera, realizzata dal trio D'Ambrosio (scultore) Zorzenon (mosaicista) Pantanali (factotum), dedicata allo speciale itinerario internazionale che da Aquileia, da Maria Saal (20 Km nord di Klagenfurt) e da Brezje (40 Km nord di Lubiana) raggiunge il Monte Lussari, sopra Tarvisio.
Il ramo italiano, dalla laguna di Grado al santuario nel cuore delle Alpi Giulie, consente di passare per Aquileia, poi Aiello, Cormons, Castelmonte, Cividale, le Valli del Natisone, Prato di Resia e Camporosso, attraversando sentieri, strade sterrate e piste ciclabili: in dieci giorni a piedi è possibile conoscere luoghi dove si parlano diverse lingue, ci si incontra con persone che raccontano storie importanti e si è immersi in ambienti naturali mozzafiato, lontano dal traffico e dall'inquinamento.
Una piccola pubblicità: chi volesse saperne di più - e magari cimentarsi quest'estate in una vacanza alternativa, salutare, spartana, non costosa e assai interessante - può trovare tutte le informazioni necessarie nel libro "Guida al Cammino Celeste", edito da Ediciclo, coautori Perini Bregant Bellavite per conto dell'ottimo Circolo Culturale Navarca di Aiello del Friuli.

sabato 6 aprile 2013

Ex uffici ed ex negozi dell'ATER: un bando sbandato, domande urgenti al Direttore...

In giro per Gorizia si possono trovare molti ex uffici o ex negozi, da lungo tempo desolantemente vuoti. Sulle prime non sembra esserci niente di strano, se non fosse per gli avvisi esterni che rivelano l'appartenenza degli stessi all'edilizia pubblica. In altre parole, la non assegnazione significa un danno economico per l'Ater (ovvero per tutti i cittadini), che - spesso da anni - non riceve alcun affitto e nessun beneficio. Il bando della scorsa estate ha portato all'assegnazione di qualche vano, mentre una ventina sono rimasti al palo.
Volete offrire una proposta di locazione? Vi attendete una risposta immediata e gioiosa? 
Ebbene, andate incontro a una vera e propria odissea burocratica.
Conoscendo la possibilita', si presenta una prima domanda, con una quota d'affitto che all'Ater dicono deve essere presentata dal richiedente, salvo poi decidere "qualcuno della stessa Ater", a posteriori sulla "congruita'": qualsiasi ente pubblico normale, si suppone, lancerebbe un affitto base sul quale confrontarsi, abbassandolo eventualmente nel caso nessuno si faccia avanti e non lascerebbe la determinazione "a posteriori" della "congruita'" al Direttore (il quale - sia detto tra parentesi - nel caso di Gorizia in questo periodo risulta candidato alle prossime elezioni regionali) o a qualche altro funzionario.
Nessuna risposta, salvo venire a sapere che - qualche tempo dopo - viene proposto un nuovo bando per la locazione, facilmente reperibile sul sito dell'ater di Gorizia. Un bando che invita a segnalare il proprio interesse nei confronti di una ventina di vani, di nuovo ciascuno proponendo un affitto "congruo": gli alloggi dovrebbero essere locati secondo dei criteri di prelazione al prezzo piu' alto tra quelli proposti sullo stesso alloggio, salvo ovviamente verifica finale della "congruita'" da parte della dirigenza ater. Ogni mese si accolgono le domande, ed entro il 10 del mese successivo devono essere esaminate al fine di stabilire la graduatoria.
Ebbene, a tutt'oggi le graduatorie delle richieste di febbraio non sono ancora state pubblicate (previste esplicitamente dal bando "entro il 10 marzo", poi promesse a voce "entro il 20 marzo", poi "al massimo massimo entro Pasqua", poi "se proprio va male la settimana dopo Pasqua"), nel frattempo e' entrato in vigore il bando di marzo che ha consentito a chiunque la possibilita' di richiedere gli stessi alloggi per i quali erano gia' state inoltrate le domande di febbraio: se essi fossero assegnati, che direbbero i richiedenti di marzo, "costretti" a inoltrare domanda su alloggi di fatto gia' indisponibili?
Del resto la confusione regna al punto che il modulo per la domanda risulta insufficiente anche per chi lo ha predisposto, se successivamente al 10 marzo vengono richiesti ulteriormente una volta gli statuti e gli atti costitutivi, poi le dichiarazioni sulle specifiche attivita', infine varie autocertificazioni, ecc.
A questo punto non resta che vedere come l'ater di Gorizia ne uscira': chi stabilira' la "congruita'" delle offerte in assenza di qualsiasi riferimento base e con quale criterio? Come sono stati assegnati in precedenza tali alloggi e con quali criteri di congruita'? Come risolvere il problema dell'accavallamento delle richieste dal momento che il bando viene riaperto ogni mese? Come mai tanto ritardo nella pubblicazione delle graduatorie di febbraio? Il bando di marzo sostituisce quello di febbraio, dal momento che sono "in palio" gli stessi alloggi, anche quelli richiesti in febbraio? Non e' che poi si verra' a sapere che esistono degli alloggi gia' assegnati indipendentemente dal bando?
Sono domande alle quali il Direttore dell'ater deve dare una risposta, dal momento che l'edilizia pubblica appartiene a tutti i cittadini...
Andrea Bellavite, Forum per Gorizia

E se una famiglia avesse bisogno di una saletta per festeggiare un compleanno?


Ancora una volta l'Associazione "Essere cittadini" solleva un tema di grande interesse, in particolare per le famiglie goriziane...
L'Associazione Essere Cittadini ha ricevuto molte segnalazioni in merito all'esagerata tariffa che il Comune di Gorizia ha stabilito per concedere alle famiglie la saletta del collegio Lenassi di via Cappuccini per un pomeriggio (14.30-21.30).
Sul sito del Comune abbiamo trovato il modulo per la richiesta e constatato i prezzi: 74 euro per i residenti e 92,50 per i non residenti.
Ora ci chiediamo in base a quale teoria o politica sociale sono stati decisi questi prezzi non trattandosi di una piscina con annesso bar, sauna e quant'altro ma di una semplice saletta che permette, soprattutto nei mesi invernali, di ospitare uno di quei pochi momenti che possono ancora aggregare la comunità: il compleanno di un bambino. Molte famiglie vivono in appartamenti angusti e capita che nell'occasione del compleanno dei figli si riuniscano parenti e amici per vivere un momento di convivialità, spesso riscoprendo quelle usanze così care di una volta e ripristinate oggi grazie alla crisi, come quella di organizzare dei giochi o di preparare i dolci in casa.
Sorprende come in una città dove ci si incontra sempre di meno, dove i bambini non possono più essere lasciati liberi di giocare in strada, dove non ci si conosce tra vicini, insomma dove il tessuto sociale è ormai disgregato, l'amministrazione comunale di fatto scoraggi con un tal esosa richiesta quello che dovrebbe essere un vero e proprio servizio al cittadino e cioè mettere a disposizione le proprie strutture. Curiosa è poi la cifra ancora più alta (ben 92,50 euro) chiesta per i non residenti che suona tanto come "quelli di fuori non li vogliamo": ottima filosofia per una città che, invece, avrebbe un gran bisogno di "quelli di fuori"!
Insomma a Gorizia, anche trovarsi e passare insieme un lieto pomeriggio è diventato oggi un lusso: in compenso abbiamo una piazza in pietra pregiata molto calda e accogliente dove ogni giorno tutti noi  goriziani cii incontrano e riflettiamo, guardando verso l'alto in direzione di quello che era il colle del castello, sulla misera fine della nostra comunità.
Come Associazione di cittadini non ci resta che  chiedere all'Amministrazione  di mettere a disposizione delle famiglie in maniera completamente gratuita non solo  la saletta del Lenassi, ma anche, rilanciamo,  la sala del Consiglio comunale, la Sala Bianca e tutto il municipio: siamo sicuri che i cittadini ne farebbero un buon uso più di quanto non venga fatto attualmente.
Associazione Essere Cittadini.