martedì 31 dicembre 2013

lunedì 30 dicembre 2013

Progressione Goriziana

Voglio nascere a Gorizia non a Šempeter
Voglio nascere a Gorizia non a
Voglio nascere a Gorizia non
Voglio nascere a Gorizia
Voglio nascere a
Voglio nascere
Voglio
(vuoto)

domenica 29 dicembre 2013

Alla Prefetto Marrosu, un grazie e un augurio...

Un saluto a Maria Augusta Marrosu, in procinto di partire per la nuova sede di Treviso.
Come bene ha illustrato nell'odierna intervista a "Il Piccolo", in questi ultimi cinque anni ha saputo inserirsi con una presenza discreta, efficace e capillare nelle diverse situazioni del territorio. Ha dedicato speciale attenzione alla cultura, sempre assidua alle manifestazioni che caratterizzano la vita cittadina: interessante e da sottolineare la sua particolare attenzione al tessuto di base, anche alle realta' piu' piccole e meno "gettonate", alle iniziative delle quali ha sempre voluto portare la sua presenza istituzionale; perfino quando e' stata inaugurata la nuova sede del Forum, non potendo partecipare per altri precedenti impegni, si e' premurata di inviare telefonicamente il proprio augurio e incoraggiamento. 
Di fatto la sua azione non si e' certo limitata a portare il saluto in tante interessanti e costruttive occasioni di normale vita cittadina: la Prefetto si e' trovata "tra le mani" una vera e propria patata bollente dalla valenza nazionale e internazionale. La sua presenza sara' ricordata quindi anche per la centralita' del ruolo prefettizio nella controversa questione dei Centri di Gradisca: quello di Identificazione ed Espulsione, da poco chiuso dopo un ultimo anno a dir poco drammatico e quello di Accoglienza per Richiedenti Asilo, i cui "ospiti" - trascorsi i sei mesi di regolamentare soggiorno - hanno raggiunto paesi e citta' del vicinato alla ricerca di cibo e di sostegno. Sul suo operato in questo ambito, non resta che prendere atto dell'applicazione di norme e regolamenti imposti da Roma e attendere l'arrivo del successore, per comprendere se e come la vicenda dei Centri proseguira'.
Nel frattempo, a Maria Augusta Marrosu giunga la riconoscenza per tutto cio' che di buono ha seminato e l'augurio piu' sentito per il prossimo non meno complesso e delicato impegno che l'attende...
Andrea Bellavite

Accoglienza e' uno dei nomi della pace

Negli ultimi mesi si e' parlato molto di immigrazione: momenti drammatici come le ripetute tragedie nel Mediterraneo, grandi tensioni all'interno dei Centri di identificazione ed espulsione, dibattiti politici finalizzati a discutere e possibilmente superare la legge cosiddetta "Bossi-Fini"... Anche il nostro blog ha ospitato spesso commenti di diverso indirizzo intorno all'argomento; chi sembra continuare a proporre una posizione inequivocabile di accoglienza fraterna- con tutti i se e i ma che l'accompagnano - e' il Vescovo di Roma Francesco. Ecco la sua riflessione odierna, particolarmente impegnativa e toccante.
ab

Oggi il Vangelo ci presenta la santa Famiglia sulla via dolorosa dell’esilio, in cerca di rifugio in Egitto. Giuseppe, Maria e Gesù sperimentano la condizione drammatica dei profughi, segnata da paura, incertezza, disagi (cfr Mt 2,13-15.19-23). Purtroppo, ai nostri giorni, milioni di famiglie possono riconoscersi in questa triste realtà. Quasi ogni giorno la televisione e i giornali danno notizie di profughi che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi, alla ricerca di sicurezza e di una vita dignitosa per sé e per le proprie famiglie.
In terre lontane, anche quando trovano lavoro, non sempre i profughi e gli immigrati incontrano accoglienza vera, rispetto, apprezzamento dei valori di cui sono portatori. Le loro legittime aspettative si scontrano con situazioni complesse e difficoltà che sembrano a volte insuperabili. Perciò, mentre fissiamo lo sguardo sulla santa Famiglia di Nazareth nel momento in cui è costretta a farsi profuga, pensiamo al dramma di quei migranti e rifugiati che sono vittime del rifiuto e dello sfruttamento, che sono vittime della tratta delle persone e del lavoro schiavo.

sabato 28 dicembre 2013

Panem et circenses (versione inverno)

E poi dicono che Gorizia è sempre al'ultimo posto! Non è proprio così, si evince dai "virgolettati" del Sindaco Romoli e della specifica Assessora: durante le festività ha l'albero di Natale più alto, è la città più illuminata della Regione e ha prodotto una molteplicità impressionante di iniziative che hanno affollato il centro. Inoltre è l'unica che offrirà ai suoi abitanti umani "ben mezz'ora di fuochi artificiali".
Gli abitanti appartenenti alla specie umana saranno - almeno la maggioranza degli elettori, a giudicare dalle varie elezioni - soddisfatti; meno quelli appartenenti ad altre specie animali, i quali potranno però a loro volta ringraziare il Sindaco che con la (giusta) ordinanza anti-botti garantirà loro una relativa tranquillità fino all'Epifania che tutte le feste porta via...
Il tutto, tradotto in euro, significa numeri con almeno cinque cifre: davvero "unici" in zona, dal momento che ovunque si è deciso per festeggiamenti sobri, con trasferimento di risorse ai settori penalizzati dalla crisi. Senza andare tanto lontano, per esempio i proventi del mancato spettacolo pirotecnico della vicina Nova Gorica andranno ai servizi sociali del Comune. Forse a Gorizia si pensa che le bollette insolute siano state davvero "adottate" grazie al conclamato contributo del 5% dello stipendio della Giunta (cioè 600 euro in tutto!). 
Insomma, sempre alegri e mai pasiòn, viva la e po' bòn...

venerdì 27 dicembre 2013

Il 2013 verso la fine: che cosa trattenere?

Tempo di bilanci, con l'annuale proposta di "ricordare" gli avvenimenti che ciascuno ritiene essere stati più importanti nell'anno 2013. Un modo per far mente locale e per "archiviare" volti ed eventi nella propria "memoria". Chi lo desidera può scrivere un episodio che lo ha colpito, accaduto a livello internazionale, italiano e goriziano... Grazie anticipate a chi partecipa!

giovedì 26 dicembre 2013

Da Natale a Santo Stefano...

Dura da Natale a Santo Stefano: così dicevano una volta per indicare un'azione di scarsa importanza e di breve memoria.
Certo andranno ben oltre il Natale le forti parole del Vescovo di Roma Francesco, con l'invito a credenti e non credenti, rispettivamente a "pregare" e a "desiderare" la pace nel mondo, impegnandosi "artigianalmente" a costruirla ogni giorno; e con l'appello affinché gli immigrati "siano accolti" e non si debbano verificare "mai più" tragedie come quella recente di Lampedusa.
Non oltrepasseranno Santo Stefano invece i tanti pranzi di Natale "mediatici", dove i poveri poveri si sono visti preparare il cibo e servire a tavola da presuli, ministri e politici "by-partisan", particolarmente sensibili al ticchettio delle fotocamere e al ronzio delle penne sui taccuini dei giornalisti. Il messaggio non è entusiasmante: in tempo di crisi, la soluzione non viene dalla democrazia rappresentativa, ma dal privato sociale meglio organizzato e meno impedito dai vincoli delle burocrazie.
Ancora auguri a tutti, si procede verso la casella successiva, le sintesi dell'anno trascorso e i buoni propositi per quello a venire. Una buona, breve lettura per l'occasione: il sempre attualissimo Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere, del solito, pensoso, grande e vecchio amico Giacomo...
ab

martedì 24 dicembre 2013

Buon Natale a tutti! Bon Nadal a ducj! Vesel Božič vsem! Merry Christmas!

Pensando a un tempo in cui in Italia qualcuno sapeva interpretare il Natale così, l'augurio è che ognuno dei venticinque lettori si senta destinatario - oggi - di questo gesto e di questo sguardo... (ah, il vecchio Leonardo!)

lunedì 23 dicembre 2013

Monfalcone, uno zoo in piazza...




Sarebbe interessante sapere cosa ne pensino gli animali, ma la trovata dei monfalconesi è stata indubbiamente originale: creare un vero e proprio zoo in piena Piazza, con tanto di capanna di Betlemme e bestioline vive, caprette, asinelli, addirittura un cammello (con due gobbe, altrimenti sarebbe un dromedario) dei re magi. La grotta in plexigass garantisce un pizzico di tepore ai suoi rintronati abitanti e ai visitatori, le classiche statuette sotto una tettoia di legno risultano un po' ai margini, in compenso la puzza risale dal fieno abbondante, si fa sentire e crea una magica atmosfera. L'entusiasmo "di adulti e piccini" secondo i quotidiani è alle stelle, perfino il "grande cammello" sembra stupito di tale accoglienza, forse le manine protese dei bimbi non gli fanno sentire troppo la solitudine e la lontananza da casa. Uomini e animali, insieme, nel cuore della città. C'è chi pensa che il caravanserraglio è tutto sommato più confortevole di tante abitazioni, chi - qualche metro più in  la' - ricorda con ampi striscioni altre "mangiatoie" e invita "i politici" ad andarsene dalle gambe (tempo di bassa marea!), chi sogna un tempo in cui nessuno - nemmeno a Monfalcone - si debba più sentire "straniero". E c'è anche chi spera che salti fuori qualche buon affare, dal "villaggio" realizzato - esplicitamente - "per i tuoi acquisti di Natale".
ab

domenica 22 dicembre 2013

Tracollo Istituto di Musica: le responsabilità del sindaco

Sulla vicenda dell'Istituto di Musica di Gorizia, di cui anche oggi si parla ampiamente sui media locali, interviene il consigliere comunale Giuesppe Cingolani:
Il sindaco Romoli ha gravissime responsabilità nel tracollo dell'Istituto di musica di Gorizia. L'attuale spaventoso debito di oltre 600mila euro si è accumulato nel corso di anni, ed è addirittura raddoppiato dal 2011 ad oggi. Come mai il sindaco, che nomina 4 consiglieri di amministrazione su 5 e visiona annualmente i bilanci dell'Istituto, non è mai intervenuto, lasciando che la situazione andasse in rovina? Lui che si vanta delle sue capacità nella gestione economica, come ha fatto a non accorgersi di una situazione insostenibile, e perché ha nominato, in particolare per il triennio 2011-2013, un consiglio d'amministrazione e un presidente che si sono dimostrati del tutto inadeguati? Per ripianare l'enorme debito accumulato, Romoli ha chiesto contributi a tutti gli enti possibili senza mai dichiarare quanti soldi era disposto a sborsare il Comune, e nonostante sia stato ripetutamente sollecitato, anche nell'ultimo Consiglio comunale, non ha mai presentato un piano definito per uscire dal disastro attuale. L'irresponsabilità e il disinteresse del sindaco sono dunque tra le cause principali di quella che si prospetta come l'ennesima dilapidazione di una risorsa della città.
Qualunque cosa succederà dopo la consegna in Tribunale dei libri contabili della Fondazione musicale, resta centrale individuare una strategia, concordata con la Regione e con gli enti del Sistema Gorizia, per far sì che il patrimonio della Fondazione (strumenti, spartiti, mobili) resti in mano pubblica e per permettere agli allievi dell'Istituto di continuare il loro percorso formativo, avvalendosi delle competenze degli insegnanti che li hanno accompagnati finora, i quali possono offrire ancora molto alla città. Come ha chiarito l'assessore Torrenti, la Regione è disponibile a fare la sua parte, ma solo in base ad un progetto chiaro e realmente risolutivo. È importante che sia convocata al più presto la Commissione comunale competente, per fare chiarezza sull'accaduto e sulle prospettive future.

Giuseppe Cingolani

sabato 21 dicembre 2013

Etty Hillesum, 100 anni dalla nascita, 70 dalla morte ad Auschwitz

Sotto Natale, un suggerimento bibliografico, per ricordare i 100 anni dalla nascita di Etty Hillesum (15 gennaio 1914) e i 70 dalla morte ad Auschwitz (30 novembre 1943). La sua opera, riscoperta solo agli inizi degli anni '80 e in parte pubblicata in Italia negli anni '90, consiste in un cospicuo patrimonio di "Lettere" e soprattutto nel "Diario 1941 - 1943". Si tratta di una testimonianza straordinaria del percorso esistenziale di una giovane ebrea, nata in Germania e giunta in Olanda sulla scia delle persecuzioni razziali. Dopo essersi avvicinata alla psicologia e alla psicoanalisi conosciute attraverso un collaboratore di Jung, ha dedicato i suoi due ultimi anni ad assistere gli ebrei olandesi deportati nel campo di concentramento di Westerbork, da dove ogni settimana partiva un convoglio diretto ai campi di sterminio in Germania e in Polonia. Il suo percorso interiore si intreccia con il periodo più terribile della storia europea del Novecento e consente una lettura degli eventi profetica, profonda e per molti versi sorprendente. Adelphi ha curato finora la stampa delle Lettere e di una sintesi dei Diari. Nel 2012 per la prima volta è uscita l'edizione integrale del Diario 1941-1943: una lettura da non perdere, ma anche un'intelligente strenna natalizia...
Andrea Bellavite

venerdì 20 dicembre 2013

Senza molte parole...


L'immagine in alto è stata scattata oggi nel comunque sempre iper-zozzo parcheggino tra via Cadorna e via Santa Chiara. L'altra è un'immagine di via XX Settembre, sullo sfondo il liceo classico: lo sguardo sulla sottostante Valletta del Corno è ancor più desolante. Non c'è bisogno di particolari commenti, mentre in centro ci sono i "dolci di frontiera" non è certo un bel vedere...

Lettera di Natale, sotto il segno di Bergoglio

Ogni anno un gruppo di preti della Regione Fvg, in occasione del Natale, invia ai cittadini una lettera aperta nella quale vengono condivisi percorsi, preoccupazioni, rilievi critici e speranze. Ieri, nel corso di un'affollata conferenza stampa tenutasi a Zugliano, è stata presentata l'edizione 2013. La ricchezza dei contenuti è fondata e ampliata sulla base delle esperienze di buona parte dei firmatari: tra gli altri Pierluigi Di Piazza e il Centro Balducci,importante luogo di vita e promozione della cultura dell'accoglienza; Mario Vatta, fondatore della comunità di San Martino al Campo di Trieste; Albino Bizzotto, fondatore e presidente dei Beati i costruttori di pace... Quest'anno prevale la soddisfazione per la presenza alla guida della Chiesa di una personalità come quella del Vescovo di Roma Francesco: un'opportunità inattesa e sorprendente per una grande Riforma della cattolicità e un punto di riferimento imprescindibile per la pace e la giustizia nel mondo. Chi desidera può trovare la lettera e scaricarla dal sito www.centrobalducci.org

Non sappia la mano destra quello che fa la sinistra...

A Natale tutti diventano più buoni.
I componenti della Giunta Comunale di Gorizia devolvono parte del loro stipendio - stando a ciò che è scritto sui giornali, si tratta addirittura del 5% - per la costituzione di un fondo per pagare le bollette di chi non ce la fa più: sempre da ciò che si legge, i servizi sociali del Comune sono pronti a ricevere le domande da parte di chi ne ha bisogno, in modo da poter corrispondere in modo equo il cospicuo fondo a disposizione che - calcoli alla mano - ammonta a ben circa 600 euro complessive!
Quelli della Provincia non sono da meno, anche se preferiscono non "pesare" sui servizi interni e devolvono direttamente il loro contributo alle Acli provinciali e alla loro iniziativa "adotta una bolletta". Il presidente Gherghetta annuncia che parte di un non meglio precisato suo compenso sarà devoluto alle associazioni benefiche del territorio (meno comprensibile il fatto che "il residuo del bilancio dell'ente da lui presieduto" sia devoluto alla Caritas: con quale autorizzazione e con quale meccanismo, visto che in questo caso si tratta di soldi pubblici?)
Insomma, una vera e propria gara di generosità, ampiamente propagandata, nella speranza forse che a Natale anche gli impoveriti e gli incavolati diventino un pochino più buoni...
ab

giovedì 19 dicembre 2013

Mussolini, una cittadinanza che disonora!

Ronchi vuole giustamente fare revocare la cittadinanza onoraria conferita a Mussolini nel 1924 come accadde a Gorizia.  Nel nostro territorio in quel breve lasso di tempo il duce aveva già mostrato il suo volto anti slavo, accanendosi contro gli sloveni della zona per non macchiare l'identità italiana di luoghi  per la cui “redenzione” erano morte centinaia di migliaia di soldati durante la guerra. Territori per nulla compattamente italiani e che bisognava dunque stravolgere nella loro identità. Da qui spedizioni punitive nei villaggi intorno a Gorizia, legge Gentile sulla scuola che prima limiterà, poi impedirà di parlare la lingua slovena, inizio della procedura di italianizzazione dei cognomi, prime persecuzioni contro il clero. E siamo appena agli inizi della dittatura. Mi pare inutile continuare nell'elenco dei successivi, e ben noti, crimini del fascismo al confine orientale, segnati in maniera radicale dalla politica razzista nei confronti degli slavi, che non erano affatto, come ha recentemente affermato Sergio Romano, esclusivamente provenienti dal “contado” ma costituivano un pezzo importante della borghesia cittadina. Intervistato sulla questione della cittadinanza al duce, il sindaco  Romoli ha detto che “bisogna lasciare dormire la storia”, dimenticando che è proprio perchè la storia si è lasciata troppo a lungo sonnecchiare che la città ha un'identità così frammentata e debole. E' proprio perchè come italiani non abbiamo mai voluto chiedere scusa agli sloveni e riconosciuto i nostri errori che la città ha stravolto a fini ideologici il suo passato, cercando di guadagnare il più possibile dalla finta identità del “bono italiano”.
Ora i tempi sono maturi per chiudere i conti con quelle vicende e iniziare una fase nuova di collaborazione tra le popolazioni del goriziano. Il GECT, l'organismo che lo stesso sindaco ha individuato come quello che dovrà rilanciare l'economia di Gorizia, è ospitato proprio nel Trgovski dom, edificio sottratto agli sloveni dal fascismo. Come si può collaborare senza togliere la cittadinanza al duce che ordinò il sequestro e la razzia di quell'edificio? 
adg

Mario Vit, un uomo

Ci ha lasciato Mario Vit. Oltre che prete e fine intellettuale gesuita, è stato sociologo, scrittore e poeta. Ha amato la gente, la natura e la terra, ha considerato sempre le persone al primo posto, fondamento di qualsiasi progetto culturale, politico o pastorale.
A Gorizia non si è fermato molto, a metà degli anni '80: il tempo di avviare quella che prometteva di essere una grande stagione di cultura e spiritualità nella diocesi e nel territorio, ben presto il trasferimento. Molti sono i giovani che hanno accolto l'invito e hanno partecipato alle pionieristiche "scuole animatori" condotte, sotto la sua direzione, dai più rinomati "formatori" italiani. Il "segno" di tali esperienze è rimasto in essi indelebile. Ma non tutta la città, lo si sa, ama gli esperimenti e così, come Basaglia e molti altri, anche padre Vit ha dovuto preparare le valigie e andarsene dalla Stella Matutina a seminare altrove: i frutti sono stati molti, soprattutto nelle Valli del Natisone e a Trieste, dove il Centro Veritas è diventato in breve tempo un punto di riferimento imprescindibile nel panorama culturale del capoluogo della Venezia Giulia.
Un pensiero grato e la consapevolezza che da oggi si è spenta un'altra luce.

martedì 17 dicembre 2013

Ex Ospedale Civile: che sarà?



Che fine farà l'ex Ospedale Civile? Dopo oltre cinque anni dalla solenne inaugurazione del San Giovanni di Dio, l'enorme struttura presso il confine sembra destinata a una rapida rovina.
E'impressionante constatare quanto gli edifici siano simili ai viventi: la solitudine e l'abbandono provocano le prime falle e da esse gli elementi avversi penetrano nella struttura portante. Tutto diventa insicuro e pericoloso, una coltre di umida polvere si appiccica sulle reliquie di tempi migliori, il ricordo delle voci liete o impaurite tende a spegnersi nei meandri del tempo.
Tutto passa, anche i sogni di una città che sembra attendere ancora un autobus da tanto tempo già transitato.

lunedì 16 dicembre 2013

Tagli alla Sanità: Gorizia penalizzata nell'area vasta

Il Centro Sinistra goriziano presenterà nel corso del prossimo Consiglio Comunale iòl seguente Ordine del Giorno, riguardante i pesanti "tagli" alla Sanità. Si riceve tramite Giuseppe Cingolani e volentieri si pubblica...
È come se un medico imponesse una dieta ferrea a moglie e marito basandosi sulla media del loro peso, ignorando il fatto che solo il marito è obeso, mentre la moglie è già talmente mingherlina che rischia di lasciarci le penne. È proprio questo l'incredibile scenario che si prospetta per la nostra sanità, già denutrita e carente di risorse, a causa dell'Area Vasta che l'accomuna a Trieste, il cui servizio sanitario è il più dispendioso in Regione.
Le Linee di gestione per il 2014 del Servizio Sanitario Regionale, infatti, impongono all'Area Vasta Giuliano-Isontina il taglio più pesante: il 6% in meno di risorse, mentre Pordenone dovrà tagliare solo del 2% e Udine del 3%. Il rischio concreto è che i criteri dei tagli, parametrati sull'Area Vasta, trascurino le grandi differenze tra la sanità isontina e quella triestina. Trieste in proporzione ha maggiori risorse finanziarie e di personale, sia territoriali che ospedaliere, con una spesa pro-capite per i servizi sanitari che è di quasi 300 euro superiore a quella isontina. Per limitare i costi la Regione ha stabilito che ogni Azienda sanitaria non dovrebbe superare il tetto di 140 ricoveri ospedalieri all'anno ogni mille abitanti. Ebbene, a Trieste i ricoveri annui su mille abitanti sono 156, contro i 148 dell'Isontino. La nostra Azienda dunque è più virtuosa. Basti pensare che solitamente chiude i bilanci in attivo, al contrario di quanto avviene a Trieste, tanto che nel 2012 l'Azienda isontina ha dovuto regalare addirittura 500mila euro a quella triestina, per contribuire a coprirne il passivo accumulato.
A fronte dei doppioni delle due cliniche universitarie di Udine e Trieste, l'Isontino più di ogni altro territorio regionale ha già attuato risparmi e razionalizzazioni: chiusura di due ospedali pubblici e di uno convenzionato (Grado, Cormòns e Villa San Giusto), soppressione di medicina nucleare, eliminazione dei 20 posti letto di RSA dell'Ospizio Marino di Grado, ridimensionamenti (centro trasfusionale), accorpamenti di direttori di Strutture Operative Complesse (ostetricia, chirurgia, direzione sanitaria degli ospedali), distrettualizzazione di servizi ospedalieri con perdita di posti letto (dermatologia e pneumologia), attuazione delle “funzioni coordinate di Area Vasta”.
La Regione vorrebbe ora imporci un taglio di oltre 12 milioni di euro: un colpo insopportabile ai servizi erogati.
Perciò il centrosinistra presenterà nel Consiglio comunale di martedì prossimo una mozione che impegna il Sindaco, anche come Presidente della Conferenza dei sindaci, ad esprimere urgentemente ai vertici della Regione la viva preoccupazione per il rischio che l’ASS 2 Isontina sia fortemente penalizzata nella contrattazione di Area Vasta per il contenimento dei costi, e per le inevitabili conseguenze negative sulla qualità, efficienza ed efficacia dei servizi sanitari offerti ai cittadini. Si chiede inoltre un'audizione urgente, in Consiglio o nella Commissione comunale, del Direttore Generale dell'Azienda sanitaria isontina e dell'Assessore regionale alla sanità. La speranza è che, com'è accaduto altre volte, su questi temi fondamentali tutto il Consiglio comunale faccia sentire la propria voce unanime.

domenica 15 dicembre 2013

Anche gli aerei e gli elicotteri volano via da Gorizia...

Era stata annunciata come la nuova frontiera dello sviluppo goriziano, fabbriche di aerei superleggeri ed elicotteri nella zona dello storico aeroporto che già vide le grandi imprese dei fratelli Rusjian. Sono passati pochi anni dalla posa della prima pietra delle nuove costruzioni e... tutto è rimasto come era. Gect o non gect, consorzio industriale o non consorzio, fatto sta che gli elicotteri sono volati definitivamente altrove e gli aeroplani non sono decollati. Un altro capitolo della "maledizione di Gorizia", un altro passo verso la totale marginalizzazione o un'altra dimostrazione di una pluridecennale incapacità degli amministratori?

venerdì 13 dicembre 2013

Che salvi chi può! Chiesa, Stato e povertà

Continuando la riflessione precedente...
La Chiesa cattolica italiana, ancora frastornata dalle recenti indicazioni "romane", diametralmente opposte alle precedenti, sembra in questo Avvento ritrovare la propria voce: non può più invocare gli ormai archiviati principi non negoziabili in politica, non può più combattere contro il relativismo filosofico e morale, non può più mettere in guardia gli esseri umani dai comportamenti non conformi a un concetto aristotelico di "Natura" clamorosamente marginalizzato dal papa latino-americano. Ma non dimentica il proprio "ruolo nella società" e dopo anni di tacita e spesso connivente sopportazione delle intemperanze dell'arcoretano, si attesta su valori più vicini alla sua tradizione religiosa: la speranza del Natale e la Carità fraterna.
E fa centro: la "cente", esasperata dall'aumento delle tasse e dalla riduzione dei servizi, risponde agli appelli e consente alle strutture legate alle diocesi di offrire un qualificato servizio. Libera dalle pastoie della burocrazia, relativamente semplice nelle procedure decisionali, coordinata da un personale soprattutto laico preparato e consapevole, ricca di beni immobili ereditati dal passato e finanziata con convinzione dai canali statali, regionali e privati, la comunità ecclesiale si propone come "il" luogo dell'accoglienza, della solidarietà e della fraternità.
Sembra di tornare indietro di tanti anni, quando il principio di sussidiarietà - declinato negli ultimi decenni sotto la voce "complementarietà" - era affermato in chiave di sostituzione e di copertura delle falle di un Sistema in grave difficoltà.
Sarà questo il prossimo passaggio della crisi? Il tramonto del sogno democratico di uno "Stato sociale" e l'affermazione del principio del "che salvi chi può"? 
Inoltre, è questa la Chiesa bergogliana, "povera fra i poveri" o non è soltanto la riedizione riveduta, corretta e migliorata della "scelta preferenziale degli ultimi"? Da assistere, aiutare e confortare... 
Andrea Bellavite

giovedì 12 dicembre 2013

Adotta una bolletta? Mah...

Le ACLI di Gorizia propongono l'"adozione" di una bolletta a favore di chi non la riesce più a pagare. Esprime accordo la Caritas e anche - ci mancherebbe, vedendosi togliere un po' di castagne dal fuoco! - l'assessorato al welfare comunale. Chi non risente troppo della crisi dovrebbe mettere a disposizione di chi non ce la fa più una parte dei propri soldi.
Bene, come risposta all'emergenza è un gesto che può avere un suo significato. Ma...
... ma senza un preciso impegno da parte del livello amministrativo (Giunta Comunale) e di quello tecnico (enti erogatori delle bollette, per esempio), a lungo andare si tratterebbe di una mera sostituzione di compiti che non appartengono a chi già paga abbondanti tasse, imposte e tariffe, ma a chi è preposto ad amministrarle ed equamente distribuirle.
Il resto - cioè la generosa offerta di ciascuno - è fatto privato e tale deve restare.
ab

lunedì 9 dicembre 2013

AAA Cercasi sindaco per Gorizia 2017

L'elezione di Renzi accelera i processi in atto e anche il centro sinistra goriziano dovrebbe cominciare a pensare al proprio futuro, sempre che non ci si voglia affidare ancora ai successori di Romoli.
Occorre quindi pensare per tempo a una persona adeguata, da candidare alle prossime amministrative: tre anni passano assai in fretta, ma possono essere sufficienti per preparare il punto di riferimento e la sua squadra. Chi desidera può partecipare alla ricerca, indicando nei commenti nomi e caratteristiche di chi si vorrebbe come ideale amministratore della città.
Inizio io, con qualche prima proposta: appartenenza politica di sinistra (o centro sinistra), donna, sotto i cinquant'anni, ottima conoscenza dell'italiano, dello sloveno e dell'inglese (meglio se anche il friulano), sufficientemente conosciuta ma non troppo coinvolta nei processi politici del recente passato.
Andrea Bellavite 

Auguri a Renzi...

Le Primarie del pd le ha stravinte Renzi, auguri a Renzi!
Finisce qua il tempo del "rottamatore" e c'è in rischio concreto che inizi quello del "rottamaturo".
In primo luogo Cuperlo e Civati - al di là delle parole di circostanza - rappresentano insieme un terzo degli elettori del Partito e hanno posizioni talmente distanti da quelle del vincitore da far pensare che un convinto accordo sarebbe un vero e proprio miracolo.
In secondo luogo, l'immediata apertura al dialogo con tutti - "anche con Berlusconi" - sembra andare nella direzione di "intese" ben più larghe di quelle incarnate da Letta. Più distante che mai sembra quella che fino a qualche anno fa sembrava intravedersi come "alternativa di sinistra".
In terzo luogo, al di là della simpatia del personaggio e dell'ossessione anagrafica a favore della "media 35", non si capisce bene quale sia la ricetta per affrontare una crisi gigantesca dietro alla quale sembrano pullulare i mastodontici affari dei dominatori del mondo. In particolare quelli delle Banche che stanno trascinando l'Occidente alla catastrofe (lo sapevate che la Cina da qualche anno non "compra" più il debito statunitense?), delle multinazionali globali e dei loro portavoce mediatici...
A tutti piacerebbe veder permanere a lungo il sorriso sulle labbra dell'astro ormai nato della politica italiana: ma i tempi sono cupi e, non solo sulla carta d'identità, con il voto di domenica  i 35 anni anni li ha oltrepassati pure lui!
ab

La più grande attrattiva della Provincia di Gorizia!

Gherghetta esulta vistosamente e definisce l'immenso centro commerciale di Villesse "la più grande attrattiva della Provincia di Gorizia". Con buona pace dei commercianti e di parecchi sindaci che (assai tardivamente) hanno manifestato le loro perplessità disertando l'inaugurazione.
Insomma, un mare di cemento e di asfalto, un vero e proprio non-luogo dove annegare le relazioni in un mare di consumo, un'assai precaria fabbrica di effimeri posti di lavoro... Tutto ciò sarebbe la più grande attrattiva della Provincia di Gorizia? Fosse davvero così, avrebbero ragione coloro che ritengono le Province in genere, e quella di Gorizia in particolare, degli enti inutili.
Insomma, anche su questo punto, il pd sembra portare poche idee e ben confuse: quello goriziano si schiera con le istanze commerciali e soprattutto culturali della città, quello provinciale sembra seguire con maggior convinzione lo slancio travolgente del Presidente.
ab

domenica 8 dicembre 2013

Piano di riordino delle scuole: un non-esempio di democrazia partecipata

Il piano di riordino delle scuole è stato un brutto esempio dell'azione politica della maggioranza di centro sinistra in Provincia. Spiace molto doverlo dire, perchè l'assessore che lo ha proposto è di SEL, un partito da cui ci si sarebbe aspettata un'altra concezione della democrazia. Sul piano che ri-organizza le scuole, con accorpamenti diversi da quelli già messi in opera anni fa, vorrei tornare con calma. Forse nel piano ci sono anche cose condivisibili, ma è il il modo in cui è stato presentato che è inaccettabile. L'assessore elabora una ristrutturazione che riguarda la scuola senza consultare né gli operatori, né gli studenti, né la famiglie, dicendo che in realtà la consultazione è stata fatta perchè ha parlato con i dirigenti scolastici, i sindacati, la consulta studentesca. Purtroppo l'assessore non tiene conto del fatto che né i sindacati (che non hanno fatto alcuna consultazione tra i loro iscritti e nemmeno tra le rsu, né hanno partecipato, tranne lo SNALS,  all'assemblea di chiarimento convocata nei giorni scorsi nei licei), né la consulta studentesca esauriscono la cosiddetta rappresentanza. Se si vuole conoscere il parere dei soggetti interessati è necessario parlare nei collegi docenti e nelle assemblee studentesche. E' come se venisse un osservatore straniero per conoscere l'Italia e noi lo portassimo solo in Parlamento. Ancora non si è capito che la politica che fa calare le cose dall'alto non paga più. Triste che a farlo sia la sinistra. Ora ovviamente si è nella situazione peggiore: congelamenti, rinvii, pasticci che non fanno che allontanare sempre di più il consenso e la fiducia. Non si poteva agire in modo diverso e far partecipare i “portatori di interesse” prima di presentare il piano? Ultime parole sul PD che si spacca anche su questo, tra un capogruppo che contesta il piano e un presidente della provincia che lo approva. Si spaccano anche sulle dimissioni della Severino, sull'elezione del presidente della Repubblica dove votano contro Prodi, sull'articolo 131, su chi sarà il segretario del partito. Queste continue divisioni vengono chiamate “dibattito interno”. Sarà, ma l'impressione che viene data all'esterno è quella della frantumazione, dove le idee poco chiare ci sono ormai su tutto: dai massimi sistemi al riordino delle scuole della provincia. 
adg

Delle Primarie nazionali e del Piano Scuola provinciale

Nel giorno in cui il Partito Democratico sceglie la persona alla quale affidarsi per il prossimo, difficile futuro, lo stesso Partito si presenta in ordine sparso alle votazioni relative agli indirizzi del piano scolastico provinciale isontino.
Certo, la questione locale non ha risvolti decisivi per le sorti del Governo e per le scelte nazionali e regionali da portare avanti in tempo di crisi, ma può assumere un valore simbolico intorno a ciò che può significare un partito che "ospita" anime talmente diverse da confinare con l'inconciliabilità.
Una parte del pd sostiene il nuovo "piano", che potrebbe essere definito "Gherghetta-Cecot", appoggiato anche dai sindacati e da quel settore del pianeta insegnanti e studenti non coinvolti nell'attuale "polo liceale"; l'altra parte si schiera con quella più vicina allo stesso "polo": le rispettive forze scolastiche rispondono alla chiamata e riescono anche a ottenere una mezza "vittoria", trovandosi tutte in accordo sulla mancata informazione e sull'evidente assenza di un percorso decisionale partecipato e costringendo "i due" a far di necessità virtù e a rinviare le decisioni definitive.
Interessante e anche importante è il fatto che la riorganizzazione apparentemente "tecnica" del tessuto scolastico sia interpretata - giustamente - come un evento che interessa questioni culturali e ideologiche di vasta portata. Ascoltando le "campane" si ha l'impressione che ciascuno abbia delle ragioni da mettere in campo, per questo la scelta "politica" non può essere condizionata dal trovarsi in una squadra o in un'altra, bensì da un arbitro in grado di trovare un'adeguata sintesi. E' il compito dell'organo amministrativo dove invece va in scena la netta, peraltro non nuova, divaricazione all'interno del pd: qual'è il criterio che sta alla base delle scelte politiche, un'idea della società e del territorio oppure una visione strategico elettorale o la tutela del punto di vista dei diretti interessati?
E' la domanda che da Gorizia rimbalza a livello nazionale, dove ci si augura che la festa democratica delle Primarie apra al maggior partito del centro sinistra italiano una nuova stagione di presenza nel tessuto socio-politico nazionale. Nella convinzione degli intenti, nella chiarezza delle posizioni, nel rischio del confronto democratico fra le "diversità".
ab

sabato 7 dicembre 2013

Una nuova fase nella storia del Goriziano

Le cronache della visita a Gorizia del presidente sloveno Pahor parlano di una ritrovata - o neo-scoperta - convinzione che il territorio goriziano può avere un futuro soltanto se si concepisce unito - di qua e di là del vecchio confine - con un bacino d'utenza di almeno 80mila persone. Anzi, se si aggiungono quelli relativi a coloro che abitano in quella che tra breve potrebbe diventare l'ex provincia di Gorizia, i numeri dei residenti nell'area potrebbero oltrepassare i 200mila.
Cosa significano il sorprendente ma giustificato entusiasmo di Romoli e la contestuale convinzione del Presidente sloveno? Che importanza attribuire alla "nascita" della nuova sede del Gect al Trgovski Dom?
Vuol dire che i vertici politici ed economici del territorio hanno raggiunto un grado di consapevolezza che per la rapidità dei processi spiazza coloro che hanno basato il loro impegno sulla "collaborazione transfrontaliera", presentata come la specificità di una parte politica che ora si trova in parte sorpassata e costretta a rileggere la situazione con realismo e con proposte più costruttive.
In particolare, occorre prendere atto di ciò che è accaduto e approfittarne per conoscere meglio nuovi percorsi e opportunità che questa nuova fase può consentire: per questo sarà urgente che anche il Forum offra alla cittadinanza occasioni di maggior conoscenza rispetto al Gect e ai progetti internazionali in via di progettazione e realizzazione.
In secondo ma non meno importante luogo, occorre intensificare le quasi inesistenti relazioni tra le persone: se i "vertici" hanno passeggiato per le vie quasi deserte di Gorizia, hanno trovato sicuramente una conferma del fatto che la base è molto ma molto distante. Ciò vale sia per quanto concerne il numero degli elettori rappresentati da Pahor, Romoli, Serracchiani e così via (le percentuali dei votanti parlano di una disaffezione grave in Italia, gravissima in Slovenia), sia per ciò che concerne la fiducia nelle proposte che vengono dall'alto. Per questo c'è l'urgenza di costruire insieme tavoli di confronto e di proposizione tra le varie categorie di impegno culturale, economico e sociale, in modo da poter far sì che sotto il tetto (Gect) che a quanto pare comincia a funzionare possa esserci una casa nella quale coesistere, convivere e scambiarsi reciprocamente i doni che ciascuno porta con sé.
ab

venerdì 6 dicembre 2013

Auguri al Gect, dobrodošel Predsednik Pahor

Viene inaugurata oggi la nuova sede del Gect presso lo storico edificio del Trgovski Dom in Corso Verdi. Dopo alcuni anni di grande incertezza, qualcosa sembra essersi messo in movimento e la presenza a Gorizia del Presidente della Repubblica Borut Pahor sta a dimostrare l'interesse che l'istituzione ha progressivamente suscitato in Slovenia.
La sede, la più flessibile organizzazione, le idee che circolano e che vengono prese in considerazione con maggior consapevolezza e concretezza, sembrano effettivamente indicare che da qualche tempo è iniziato un nuovo corso e che le perplessità che avevano accompagnato il lungo periodo precedente stanno lasciando il posto a una stagione di maggior efficienza e convinzione.
L'appuntamento odierno, occorre riconoscerlo, segna anche un successo delle tre amministrazioni coinvolte, compresa quella targata Romoli, al quale va attribuito il merito di aver perseguito con insistenza un obiettivo che avrebbe dovuto essere il fiore all'occhiello del centro sinistra cittadino e provinciale: quest'ultimo perde - almeno a livello simbolico - uno dei principali argomenti di critica al centro destra "anti-sloveno" e si trova (finalmente) costretto a ri-posizionarsi su idee e progetti ben più ampi e coinvolgenti di quelli finora individuati e perseguiti.
Comunque sia, l'odierna giornata di festa cittadina porta una ventata di speranza, in un momento che reclama più che mai una ventata di prospettive finalizzate a rivitalizzare la città.
ab

Nelson Mandela (1918 - 2013)

Un grato pensiero a un uomo che ha testimoniato cosa significhi essere costruttore di libertà, giustizia e pace.

giovedì 5 dicembre 2013

Un Garante della Costituzione eletto in modo in-costituzionale...

Un Parlamento costituito in modo in-costituzionale: l'attuale e la precedente legislatura sono de-legittimate dalla Consulta. Le conseguenze del pronunciamento sono evidenti: un'istituzione che "funziona" in base alla trasgressione delle regole fondamentali del contesto in cui è inserita non può che decadere. Il problema è che i procedimenti regolamentari che dovrebbero portare alla "sanatio" devono essere attivati dal Presidente della Repubblica garante della Costituzione, ma eletto la prima e la seconda volta da un Parlamento dichiarato in-costituzionale. Un bell'inghippo, che non trova riscontro, almeno oggi, nelle parole dei "politici". Letta, per esempio, dice che "non ci sono più alibi, occorre procedere subito alla riforma"; ma, vivaddio, non faceva parte anche lui da parecchio tempo di un Parlamento (in-costituzionale) che avrebbe dovuto "riformare" il sistema? E, soprattutto, dopo la sentenza della Corte, il tempo è scaduto: un Presidente della Repubblica in carica sulla base dell'elezione da parte di un Parlamento in-costituzionale e lo stesso Parlamento in-costituzionale non possono procedere in alcun modo. Le dimissioni immediate di tutti gli eletti in modo in-costituzionale sono un atto ovvio e dovuto. Gli esperti costituzionalisti dovrebbero trovare immediatamente la formula per oltrepassare l'evidente e totalmente inedita paralisi istituzionale. E andare al voto, nel più breve tempo possibile, con l'ultimo sistema elettorale riconosciuto nell'ambito delle regole costituzionali. Altrimenti davvero sarebbe incoraggiato chi si arrabbia e decide di non giocare più... 
ab 

mercoledì 4 dicembre 2013

Rai, di tutto di più!


Da http://www.paxchristi.it/?p=8069 volentieri si segnala:

Il 4 dicembre sera su Rai1 c’è la prima puntata di Mission. Un programma che da qualche mese sta facendo molto discutere. E’ la prima volta che il dramma dei rifugiati viene portato al grande pubblico” dice il direttore di Rai1.“…l’intenzione era quella di scuotere le coscienze, presentando a una grande platea queste persone che hanno bisogno di aiuto… Per questo abbiamo scelto personaggi noti al pubblico televisivo”.  Infatti questo reality (ma non si puo chiamare con questo nome!) vedrà la partecipazione di personaggi come Albano, Michele Cucuzza, Barbara De Rossi, Paola Barale, Emanuele Filiberto di Savoia.
Saranno loro a farci capire il dramma di milioni di persone dimenticate?
Andando nei campi profughi, a pestare fango per renderci più credibile la tragedia? 
Molti hanno espresso critiche su questa scelta della Rai, che taglia programmi come C’era una volta, di giornalismo serio, con documenticazione e approfondimenti, e investe molti più soldi per realizzare Mission, per puntare sulla commozione e la sdolcinatezza natalizia. A Natale si sa, siamo tutti più buoni, come i panettoni. Già lo scorso mese di agostoFamiglia Cristiana titolava “Cari Vip, lasciateci almeno il dolore”.    La rivistaSolidarietà Internazionale, titola la copertina di Ottobre: “RAI: pornografia umanitaria”,con diversi articoli interessanti e scandalizzati davanti ad un progetto così costoso e così modulato sullo schema, forse, dell’Isola dei famosi.
Non ultima anche la rivista dei Missionari Comboniani Nigrizia: “MISSION? IMPOSSIBILE!”.  “Certo è che fa un po’ di tristezza - scrive Danilo Giannese - pensare che per sensibilizzare la nostra Italia su quel che accade in Congo abbiamo bisogno di Paola Barale e Filiberto di Savoia e non, invece, di reportage e documentari che indaghino sui perché quelle popolazioni siano costrette a vivere come sfollati, in quelle condizioni di miseria e sofferenza tali che non ci si crede neanche a vederle. Figurarsi in tivù.”
E se questa è la RAI mi nasce una paura.
In vista del centenario della prima guerra mondiale, (14 -18) ci manca solo un bel reality, in diretta dall’Ortigara. E per rendere più credibile la vita (e la morte) della trincea, dentro quella tragedia (‘inutile strage’ con 650.000 morti), in mezzo al fango sarà ancora lui, intrepido, il rampollo di casa Savoia,Emanuele Filiberto di Savoia, principe di Venezia a raccontarci dei soldati che uscivano dalla trincea al grido di “Avanti Savoia!”.
La RAI, di tutto di più.
4 dicembre 2013                                      d. Renato Sacco,  Coordinatore Nazionale Pax Christi


lunedì 2 dicembre 2013

Per il Forum, tempo di provvisori bilanci

Dopo tre mesi al Forum è tempo di trarre qualche bilancio. L'apertura della nuova sede di via Ascoli 10 ha ridato slancio all'Associazione, che ha dimostrato una vitalità e una capacità di proposta sorprendenti. Sono stati organizzati una decina di incontri, spaziando dalle problematiche internazionali alle questioni relative agli immigrati, dalla scuola all'ambiente e ai grandi centri commerciali, dalle questioni legate alla salute mentale a quelle relative al cibo vegano, dalla storia generale del Novecento italiano a quella particolare della terra goriziana... Ogni "serata" ha ottenuto il tutto esaurito, il che significa che almeno 52 persone alla volta hanno riempito la sala della quale tutto ci si poteva aspettare meno che fosse troppo piccola per una proposta culturale di questo tipo. Spesso, grazie alla grande disponibilità di tutti coloro che credono nell'iniziativa, gli incontri sono continuati con un momento conviviale che ha permesso di approfondire conoscenze e relazioni.
Ora, sperimentata la validità del percorso, è tempo di procedere con nuovi passi. Se ne possono indicare alcuni, quasi come ordine del giorno per la discussione di domani sera alle 18.
- Continuare sulla strada intrapresa per ciò che concerne la presentazione di libri, le conferenze storiche, l'analisi della situazione politica ed economica generale e locale o l'approfondimento di testimonianze attuali: ciò consente di allargare il dibattito a molte persone interessate all'uno o all'altro argomento, di creare quindi una nuova base di riferimento.
- Riconoscere l'urgenza di valicare definitivamente i confini e concepire il futuro del "Goriziano" come un qualcosa da pensare e costruire insieme. Il corso di sloveno, le proposte di gite sul territorio, la partecipazione alle iniziative del Kulturni Dom e gli incontri con personalità del mondo sloveno, ma anche degli altri mondi sempre più rappresentati a Gorizia dagli studenti e dai lavoratori venuti "da fuori" e ora a pieno titolo concittadini, dovrebbero aiutare a intensificare le relazioni di reciprocità.
- Individuare e sperimentare progetti inter-nazionali relativi all'urbanistica, al welfare, alle problematiche riguardanti il lavoro ed il commercio, alla tutela dell'ambiente...
- Determinare e realizzare degli obiettivi di "lotta" concreti, finalizzati a far prendere coscienza degli sprechi, degli scempi e delle potenzialità reali del territorio (vedi per esempio le iniziative contro gli ascensori al Castello o contro la tuttora inabitata mega-struttura di Via Trento).
- Inserirsi nelle reti già esistenti o contribuire a crearle, in relazione alla tutela dei diritti di tutti, al consumo equo e solidale, alla lotta per la salvaguardia dei diritti civili di tutti, alla realizzazione di luoghi di vita e di accoglienza "alternativi".
- Formulare una precisa proposta politica per il futuro del territorio, anche attraverso la condivisione con i vicini Comuni del resto della probabilmente moritura Provincia di Gorizia, di Nova Gorica e delle valli dell'Isonzo/Soča e del Vipacco/Vipava.
- Partecipare maggiormente alle discussioni aperte su questo blog e sugli altri social network condivisi dall'Associazione.
ab 

sabato 30 novembre 2013

Le città non sono fatte di edifici, ma di storie conservate in essi. Mesta ne gradijo zgradbe, ampak zgodbe v njih.

APPELLO RIVOLTO AGLI ABITANTI DI NOVA GORICA E GORIZIA per la quarta edizione della campagna di raccolta dei ricordi RITRATTI RITROVATI.

Venerdì 6 dicembre 2013, dalle 12.00 alle 20.00, presso l'ex valico di confine di via San Gabriele.

Siete tutti invitati al settimo appuntamento di dicembre, che in ricordo della rimozione delle sbarre di confine si terrà in un luogo simbolico per la memoria collettiva delle due Gorizie.
In quest'occasione andremo alla ricerca delle foto di coloro che amiamo ricordare per le loro piccole gesta eroiche di vita quotidiana.
Nonostante non siano destinati ad essere ricordati dalla Storia, essi sono comunque impressi nella nostra memoria per i loro atti e per il loro pensiero. I nostri ricordi personali consentiranno perciò di edificare per le generazioni future una storia soggettiva delle due città,
distinte ma ubicate sulla stessa terra.
Le fotografie saranno scannerizzate sul posto e restituite ai proprietari.
Con ciascun donatore sarà realizzata una video intervista di testimonianza sulla persona raffigurata in foto.
   
Autrice: Anja Medved, Produzione: Zavod Kinoatelje, Coproduzione: Kinoatelje e Zavod Kinokašča.
In collaborazione con: Kulturni dom Nova Gorica, Comunità locale di Nova Gorica e Palazzo del Cinema di Gorizia, Il progetto rientra nell'ambito della nuova edizione del festival Pixxelpoint 2013, dal titolo De.fragmentacija.


POZIV NOVOGORIČANOM IN GORIČANOM na četrto spominodajalsko akcijo NAJDENI PORTRETI, v petek, 6. decembra 2013, od 12. do 20. ure, na nekdanjem mejnem prehodu na Erjavčevi ulici.

Vabljeni na sedmo decembrsko srečanje, ki ga v spomin na odstranitev mejnih zapornic prirejamo na simbolnem mestu kolektivnega spomina obeh Goric.
Tokrat bomo zbirali fotografije tistih, ki se jih radi spominjamo zaradi drobnih junaštev iz vsakdanjega življenja.
Čeprav morda nikoli ne bodo zapisani v zgodovino, ostajajo v spominu zaradi svojih dejanj in misli. Z donacijo osebnega spomina nanje bomo za bodoče generacije gradili subjektivno zgodovino dveh mest, ki živita na istem mestu.
Fotografije bomo na kraju samem skenirali in takoj vrnili lastnikom. Z vsakim darovalcem podobe bomo posneli tudi kratek pogovor o spominu na portretirano osebo.

La grande sfida di Cormonslibri

E' "partita" la grande rassegna culturale di Cormons. Molte sono le lodevoli caratteristiche di questa iniziativa. Tra esse l'assolutamente limitato utilizzo di risorse finanziarie pubbliche a fronte di un livelllo qualitativo a dir poco eccezionale; la capacità di mettere insieme grandi personalità della cultura contemporanea con gli operatori quotidiani della comunicazione e della ricerca storica locali; il clima di simpatia e accoglienza che elimina i palchi e consente incontri a tu per tu con quelli che a torto si pensa essere l'inarrivabile jet set della Cultura. Un ringraziamento a chi ha ideato e porta avanti simili proposte che dimostrano che anche con relativamente scarse risorse è possibile realizzare grandi imprese. E per chi lo desidera, a lato c'è il link della rassegna, con il programma e le news in tempo reale.

Gloria Nemec e i "rimasti" in Istria

 Da destra: Alessandro Cattunar, Gloria Nemec, Anna Di Gianantonio
Una parte del pubblico

Era dedicato alla storia del Novecento anche l'incontro tenutosi ieri sera al Forum. Davanti a un pubblico numeroso e molto attento, Anna Di Gianantonio ha tratteggiato luci e ombre, problemi e prospettive relativi agli italiani rimasti in Istria dopo la seconda guerra mondiale. Alessandro Cattunar ha poi intervistato Gloria Nemec, autrice di un centinaio di interviste raccolte in un libro che attende di essere ristampato: le motivazioni, le intuizioni, le relazioni con gli esuli in Italia, il sostegno alla cultura e all'identità, le statistiche... tutto ciò è stato illustrato in termini sintetici e avvincenti, anche grazie alla lettura di alcune fra le più suggestive testimonianze degli intervistati. Gli interventi che si sono succeduti al termine delle relazioni hanno dimostrato il livello di interesse suscitato dall'argomento e dalla trattazione: particolarmente apprezzata è stato il racconto del prof. Sergio Tavano che ha ricordato gli incontri avuti negli ormai lontani anni '60 con gli esponenti della Comunità Italiana in Istria. 
Un'osservazione. E' stato il decimo incontro culturale organizzato dal Forum per Gorizia dopo l'apertura della nuova sede: si è avuto sempre il pieno, il che significa che si sono avvicendate almeno 500 persone, la maggior parte di esse presenti a uno solo degli incontri, a dimostrazione della validità di una proposta che rivolgendosi a interessi differenziati comincia a configurarsi come laboratorio di pensiero e azione nel territorio goriziano.

venerdì 29 novembre 2013

"Non ci scusiamo per il disturbo": una "giornata" speciale


La visita degli amici della Sardegna che hanno presentato il libro "Non ci scusiamo per il disturbo" è stata a dir poco straordinaria. La serata al Forum ha visto una partecipazione superiore a ogni aspettativa, in un clima di grande attenzione, a volte di commozione. Il racconto diretto di persone frequentanti i centri di salute mentale della Sardegna e l'originale montagnoterapia hanno esplicitato un percorso terapeutico fortemente innovativo, senza sottacere le difficoltà e le tensioni. Oggi il gruppo ha raggiunto l'Ospedale Psichiatrico di Idrjia e il centro diurno di Šent ad Ajdovščina, un'altra occasione di cultura, conoscenza e amicizia. Ricordiamo questa visita per il momento solo con un paio di foto ricordo, ma le intuizioni, le idee e le proposte del Gruppo saranno adeguatamente riprese come spunto di discussione e di "lettura" dei percorsi del welfare nella nostra città.

Ison ko

Dobbiamo essere proprio mal ridotti se perfino la cometa ci rifiuta lo spettacolo natalizio. Forse tecnicamente la sua sfera di ghiaccio del diametro di 2 Km è stata sciolta dalle tremende temperature cui è stata sottoposta nel suo passaggio accanto al Sole. O, più romanticamente, ha preferito finire i suoi giorni nell'abbraccio caloroso della nostra Stella piuttosto che rimettersi in cammino in un viaggio di miliardi di chilometri attraverso gli ignoti spazi alle soglie del Sistema. Comunque sia, non ci sarà la cometa di Natale e solo gli astrofili potranno consolarsi con l'altra, più piccola, chiamata Loveloj, che per farsi vedere chiederà almeno l'ausilio di un binocolo. Fenomeni naturali, d'accordo. Ma  un po', ci si sente defraudati.
ab

giovedì 28 novembre 2013

De Berlusconibus

E così finalmente Berlusconi non siede più in Parlamento. Atto dovuto nei confronti di un uomo politico che ha distrutto quel po' di coscienza civile che esisteva nel paese, ed è stato il primo firmatario di idee che vedevano l'evasione fiscale, l'apparire, la ricchezza, la prostituzione, il servilismo e la menzogna, l'interesse privato come qualità o vezzi di uno statista. Un politico che afferma che Magistratura Democratica era collusa con le Brigate Rosse, si paragona ad Aldo Moro in un manifesto delirante, allarma il popolo parlando di colpo di stato, dice che è scudiero della libertà contro i comunisti che hanno fatto (udite, udite) 60 milioni di morti in Unione Sovietica (prima di Putin, lui è buono). Un imbonitore, digiuno di storia che cita Romolo e Remolo, uno sparaballe cosmico che ha però influenzato la vita di milioni di italiani. Non so se uscirà dalla scena definitivamente, ma so che quello che ha seminato ha dato i suoi frutti. Anche a sinistra si cerca il leader che rida e sorrida e dica poco o comunque non le cose essenziali. Finchè, a parer mio, la gente non cercherà di capire come sia stato possibile che quest'uomo abbia fatto sognare l'Italia per 19 anni, prendendo spunto da quell'altro che aveva iniziato nel '22 con lo stesso stile anti istituzionale e populista, con la madre che aveva lo stesso nome (Rosa) e con lo stesso irrefrenabile impulso sessuale virile, non solo non capiremo i  due ventenni storici più importanti della storia italiana, ma neppure il disordine e la violenza dei rapporti uomo donna.. adg

lunedì 25 novembre 2013

Vse najboljše, Kulturni Dom!

Serata assai intensa, ieri al Kulturni Dom, in occasione del 32mo anniversario della fondazione. Dopo i discorsi commemorativi, portati da Dušan Udovič, direttore del Primorski Dnevnik e dal presidente del Forum per Gorizia, si è esibito il coro partigiano Pinko Tomažič. Si è trattato di un recital, dedicato alla lotta di liberazione: poesie, riflessioni e canti si sono succeduti in lingua slovena, italiana, inglese, russa, spagnola e friulana, per ricordare coloro che in tante parti del mondo, nel corso del Novecento, hanno perso la vita combattendo contro ogni razzismo e per la libertà dei propri Paesi dall'occupazione straniera e da ogni dittatura. Alcuni momenti sono stati commoventi, in particolare quelli nel corso dei quali si poteva percepire con immediatezza la potenza del respiro collettivo: il dolore malinconico comunicato dal canto Počiva jezero, la potenza comunicativa di un giovane rapper e degli arrangiamenti contemporanei delle musiche tradizionali, l'impressionante esecuzione corale - dei quasi cento coristi e dell'intero pubblico - dell'inno partigiano Vstala Primorska hanno espresso con grande intensità la consapevolezza e il desiderio di libertà di un intero popolo. Ma hanno detto anche il desiderio di integrazione, di andare avanti insieme - sloveni italiani e friulani, ma nuovi venuti da ogni parte del mondo, alla ricerca del pane e della pace in questo lembo d'Europa - sulla strada del rispetto, della solidarietà e dell'amicizia tra tutti i popoli.
Hvala lepa in vse najboljše, Kulturni dom!
ab

domenica 24 novembre 2013

Giovani sardi, lo psichiatra Casagrande, la storica Nemec: l'intensa settimana proposta dal Forum...

Giovedì 28 novembre, alle ore 18, presso la sede del Forum per Gorizia, in via Ascoli 10a, sarà presentato il libro: "Non ci scusiamo per il disturbo" . Saranno presenti gli autori, che sono una decina di giovani provenienti dalla Sardegna, insieme allo psichiatra Alessandro Coni e allo psichiatra veneto Domenico Casagrande, che fu collaboratore di Franco Basaglia.

Venerdì 29 novembre, sempre alle ore 18 e sempre nella sede del Forum per Gorizia, sarà la volta del libro di Gloria Nemec "Nascita di una minoranza. Istria 1947-1965: storia e memoria degli italiani rimasti nell'area istro-quarnerina"a cura del Centro di Ricerche di Rovigno. Con lì'autrice introdurranno l'incontro Anna Di Gianantonio e Alessandro Cattunar 

Con queste iniziative continua il viaggio del "nuovo" Forum per Gorizia alla scoperta dei momenti importanti della storia del Novecento che possono sollecitare un maggior impegno nel costruire in modo consapevole il presente e il futuro del nostro territorio. 

La straordinaria esperienza dei giovani sardi consentirà ai goriziani di conoscere una modalità di cura del disagio psichico sostenuta da professionisti convinti della genialità delle intuizioni basagliane. Insieme all'associazione slovena per la salute mentale ŠENT  alla redazione del periodico bilingue Nuove Strade/Nove Poti, gli autori del libro visiteranno i "luoghi" di Basaglia a Gorizia e si recheranno anche a Idrija e Ajdovščina  per conoscere direttamente il locale centro per la salute mentale e i centri diurni da esso derivati.

L'incontro con Gloria Nemec invece consentirà di conoscere meglio la vicenda degli italiani che hanno deciso di rimanere in Istria, dopo la seconda guerra mondiale. La sua ricerca mette in evidenza, attraverso una scrittura godibilissima, il destino dei “rimasti” e, attraverso di loro, illumina aspetti poco noti della società jugoslava in un arco cronologica di quasi vent'anni. L'autrice parla con gli abitanti di Rovigno, Dignano, Pola, Lussinpiccolo, Cherso, Abbazia, Albona, Montona, Torre, Visinada. Attraverso le storie delle 80 persone intervistate emerge in modo drammatico e spesso ironico l'esperienza di adattamento in ogni settore dell'esistenza che esse dovettero affrontare all'indomani del conflitto. La presentazione è organizzata dal Forum in collaborazione con l'Associazione 4704, la società Dante Alighieri, il Circolo Istria, l'Associazione Italiana Storia Orale.

venerdì 22 novembre 2013

23 novembre 1943 - 23 novembre 2013: un tremendo ricordo


La notte fra il 23 e il 24 novembre 1943, 31 goriziani di origine ebraica, 19 donne e 12 uomini, sono stati arrestati e deportati. Tra il 1943 e il 1945 furono 78 gli appartenenti alla comunità ebraica di Gorizia - fra i quali il piccolo Bruno Farber cui è dedicato il Giardino - deportati ad Auschwitz. Solo due di essi tornarono, indicibilmente provati nel corpo e nello spirito. Molti altri ebrei, sfuggiti alla cattura, fecero parte delle formazioni partigiane.
Una testimonianza oculare di un fanciullo goriziano di allora: "Ero bambino, vivevo esattamente di fronte alla sinagoga, ricorderò per sempre quella notte. Doveva essere in corso una cerimonia religiosa e molte automobili erano parcheggiate lungo la via Ascoli. Arrivarono alcuni camion tedeschi, che si posizionarono nei pressi della sinagoga; i nazisti entrarono e dopo non molto tempo vidi la lunga colonna di persone, scortata da soldati armati, uscire dal portone e salire a capo chino - spinti uno alla volta - sui camion. Mi colpì molto il silenzio che avvolgeva la scena, interrotto soltanto dall'urlo di un soldato che mi intimava di chiudere le persiane dalle quali osservavo impaurito, ma curioso, la scena. Quando riaprii una fessura per vedere cosa stava accadendo, i camion erano già partiti e alcuni soldati tedeschi si stavano dando da fare per aprire le automobili parcheggiate e portarle poi via, scomparendo dietro l'angolo del Palazzo Attems..."
Sono passati 70 anni dalla cancellazione della comunità ebraica di Gorizia: un ricordo mesto, un pensiero pieno di amarezza a una delle tante orribili pagine scritte dal nazi-fascismo, nel corso della seconda guerra mondiale...
ab

Il Cosma Furioso...

Non è quello dei quattro cantoni, ma l'altro, che a ogni interruzione di musica prevede la rimozione di una sedia e - di conseguenza - che uno alla volta i giocatori vengano eliminati.
Ecco il triste gioco della Gorizia di sempre, della "vecchia" città amministrata da una girandola di nomi che da decenni la tengono sotto scacco. E mentre ciascuno si affretta a raggiungere la poltrona che conta prima che i suonatori si fermino, uno alla volta i "pezzi" si staccano (ultimo l'Istituto di Musica) e i cittadini assistono - non senza responsabilità, dal momento che gli amministratori sono stati regolarmente eletti - a una progressiva e apparentemente inarrestabile decadenza.
Qualcuno ogni tanto se la prende e lancia fulmini contro i palazzi: l'altro ieri la notizia dell'adesione al progetto Renzi di un consigliere provinciale eletto sotto il simbolo di Futuro e Libertà (il partito di Fini e Menia, transitato con scarsa fortuna elettorale dal tardo berlusconismo al montismo e ora in cerca d'autore), ieri l'assemblea convocata in fretta e furia dallo stesso in Provincia, invitati tutti coloro che "non ne possono più". Dalla cronaca odierna non si può dire che Cosma il Giovane si sia tirato indietro: accuse pesanti e condivisibili al treno amministrativo Valenti-Romoli (quest'ultimo avrà pensato il classico "tu quoque", avendolo "tirato su" per un triennio in qualità di apprezzato ed equilibrato portavoce) nonché al consigliere regionale Ziberna. Ci sarà una replica, utile a riscaldare il dibattito o gli interpellati manterranno un sostanziale silenzio, tattica che evidentemente ha loro consentito molti e migliori risultati rispetto alla problematica fatica del cercare risposte?
La presenza all'assemblea convocata da Cosma di numerosi esponenti del centro sinistra goriziano (in buona parte "renziani") induce a qualche ulteriore riflessione, che interpella anche il Forum per Gorizia in quanto tale: vale la pena di accettare la sfida e senza troppi distinguo saltare sul sempre più grande carro dei mal-contenti (sempre ovviamente che qualcuno ci inviti) o portare avanti il proprio "carretto" cercando e offrendo convergenze volta per volta?
Ma di questo, in un prossimo post...
ab

giovedì 21 novembre 2013

Istituto di Musica al capolinea, mentre è ancora Romoli il (non) assessore alla cultura

Chiude l'Istituto di Musica perchè la regione non è disponibile ad accollarsi nuovi debiti, dopo che i fondi dati sono stati risucchiati dalla voragine aperta da decenni in questa istituzione. In quella sede, appena restaurata, hanno studiato migliaia di ragazzi e non c'è dubbio che l'Istituto fosse una risorsa importante per la città. Il sindaco che abbiamo da due mandati ha controllato quello che accadeva nel tempo di sua competenza? Sta di fatto che con Romoli la città si sta impoverendo sempre di più di cultura e arricchendo di super mercati, inutili ascensori, lavori pubblici scadenti come dimostra Piazza Vittoria. Sta di fatto che il sindaco non molla neanche la sedia di assessore alla cultura, quando la città potrebbe avere un rilancio dalle celebrazioni della grande guerra. Ma sicuramente Redipuglia farà meglio della città delle battaglie sull'Isonzo, che non sarà in grado di ricordare il conflitto non per pacifismo, ma per inettitudine. L'unica cosa certa e visibile è la volontà di questa giunta di berlusconiani, sostenitori del condannato in tre gradi di giudizio per frode fiscale, di mantenere e far mantenere ai loro sodali gli incarichi pubblici che si trasmettono di generazione in generazione. La città sta crepando e loro mantengono i benefici feudali concessi dal re. 
adg

mercoledì 20 novembre 2013

I Cento numeri di Isonzo Soča, un'occasione per riflettere sul futuro di un territorio inter-nazionale

Da sinistra,  Anna Di Gianantonio e Dario Stasi
Boris Peric, secondo da destra

Boris Peric, in qualità di editore e Dario Stasi, come Direttore, hanno introdotto ieri sera al Forum un interessante incontro, nel corso del quale si è "festeggiato" il centesimo numero della rivista Isonzo-Soča. sono intervenuti anche Anna Di Gianantonio, Agostino Colla, Igor Komel e molti altri. Nevio Costanzo ha presentato un breve filmato, l'inizio di un'idea che dovrebbe essere sviluppata nei prossimi mesi...
Al di là della cronaca sono emerse alcune indicazioni importanti.
Il dialogo tra la "vecchia" e la "nova" Gorizia/Gorica era- secondo molti presenti - molto più sviluppato prima della cancellazione delle barriere di confine che adesso: secondo alcuni tale disaffezione ha accompagnato una crescente disillusione verificatasi dopo un evento atteso con grande intensità; secondo altri non si è compresa la portata storica dell'evento e non lo si è preparato adeguatamente. Qualcuno, più pragmaticamente, ha notato che l'immobilismo della classe politica goriziana (e goricana) ha portato l'intero territorio a una situazione di grave crisi, che Boris Peric ha sintetizzato efficacemente citando le parole proferite da Darko Bratina una ventina d'anni fa: "Gorizia non è più una città e non è ancora un paese..."
Come uscire da questa situazione? O meglio, è possibile uscire da questa situazione?
A queste domande sono state date due forme di risposta. La prima, più imprenditoriale, vede nel Gruppo Europeo di Collaborazione Transfrontaliera (Gect) una grande opportunità, uno strumento che non soltanto potrebbe favorire uno sviluppo del territorio, ma anche promuoverlo come organismo indipendente dalle scelte delle singole amministrazioni locali. La seconda, più relazionale, propone la ricerca di spazi e di tempi finalizzati a far crescere una comunicazione di base intorno al vecchio confine: l'obiettivo è quello di costruire relazioni significative di amicizia, solidarietà, condivisione dei problemi, anche attraverso semplici percorsi di conoscenza e stima reciproca. Forse le due vie non sono incompatibili, anzi l'una presuppone l'altra: la struttura senza le relazioni di base è destinata a rimanere un ingombrante "carrozzone", le relazioni senza la struttura difficilmente possono generare durature prospettive culturali e politiche.
Accanto all'efficace ricostruzione della storia remota e vicina offerta da Dario Stasi con la proposta del "Museo diffuso del Novecento", non è mancato l'invito a guardare con occhi attenti alla realtà giovanile - anche universitaria - ormai proiettata oltre i confini non da una nuova coscienza dei rapporti transfrontalieri, ma dall'accoglienza di una visione globalizzata di una società in rapida evoluzione. E non è mancato il pensiero al fatto che in questa veloce evoluzione anche le città del territorio goriziano si stanno trasformando sia a causa della crisi economica e dei nuovi stili di vita che grazie a una presenza sempre più evidente, discreta e costruttiva di migliaia di immigrati non ancora pienamente inseriti nei processi culturali della vita cittadina.
C'è ancora molto da dire, e soprattutto da trasformare le parole in progetti concreti: il Forum sempre più si propone come luogo di elaborazione e di edificazione di rapporti tra persone e realtà associative che vogliono costruire una Città internazionale, unita nelle sue interessanti differenze urbanistiche, sociali, politiche e culturali.
ab

lunedì 18 novembre 2013

MontiFilm, tra Ande peruviane e Triglavske Strmine

Si conclude domani la bella rassegna di Cinema di Montagna. Ecco l'ultimo comunicato stampa degli organizzatori:

Chiusura d'alto livello martedì 19 novembre per MontiFilm-Cinema & montagna, la rassegna che da 22 edizioni viene organizzata a Gorizia dalla locale sezione del Club Alpino Italiano in collaborazione con l'associazione culturale Monte Analogo di Trieste.
Sullo schermo del Kulturni dom di via I.Brass alle 17.30 verrà proiettato il lungometraggio di produzione italiana "Libros y nubes" (Libri e nuvole), premiato al Trento Film Festival 2013 con la Genziana d'argento per il miglior contributo tecnico e con il Premio Solidarietà "Cassa Rurale di Trento". Il regista, Pier Paolo Giarolo, ci porta tra i villaggi sperduti delle Ande peruviane, dove la sapienza popolare viene tramandata oralmente. Oggi vengono raggiunti da volontari che raccolgono queste parole e le trascrivono. Si è creata così un'Enciclopedia Campesina che viene trasportata a spalla da villaggio in villaggio e nel percorso si arricchisce di sempre nuove pagine. Assieme ai libri, con lo stesso messaggero, viaggiano anche il mais e le patate. È questa l'unica maniera per poter scambiare le merci.
Messaggio e messaggero viaggiano assieme, a pochi passi dalle nuvole. Un film che porta con se un grande insegnamento e di alto valore sociale.
Alle 21.00 la proiezione conclusiva di quest'edizione di MontiFilm è lasciata a una pellicola del 1932.
"Triglavske Strmine" è stato il secondo lungometraggio prodotto nel territorio sloveno nel periodo del cinema muto. Nel tempo di un'estate e in 15 giorni di riprese il regista, Ferdo Delak, coadiuvato da Janez Jelen e Metod Badjura, hanno realizzato questo film che è stato la prima pellicola a soggetto di ambientazione alpina girato in Slovenia. Pochi mezzi ma tanto entusiasmo e una buona dose di coraggio hanno permesso di portare a termine l'opera anche grazie alla partecipazione, nella veste di interprete principale, di uno dei maggiori attori teatrali solveni dell'epoca, Anton Cerar-Danilo. Il film è una storia d'amore dove gli aneliti del cuore sono egualmente divisi tra una umile e modesta ragazza e le inviolate verticalità delle pareti rocciose del Triglav (Tricorno). Nel cast degli attori figurano anche i noti alpinisti dell'epoca: Miha Potočnik e Joža Čop. Un film che gli amanti del cinema e della montagna non possono lasciarsi sfuggire. Anche perché è probabilmente alla sua prima proiezione italiana.

domenica 17 novembre 2013

Quelli che sono rimasti. Gloria Nemec presenterà al Forum: Nascita di una minoranza, Istria 1947-1965

La storia di coloro che decisero di rimanere nell'area istro-quarnerina negli anni del dopoguerra: i sospetti, le difficoltà, il reinserimento ormai come effettiva minoranza, il rapporto con le autorità jugoslave, sempre sospettose verso gli italiani dopo il 1948, il dialogo non sempre facile con gli “esuli”. Il volume di Gloria Nemec, Nascita di una minoranza. Istria 1947-1965: storia e memoria degli italiani rimasti nell'area istro-quarnerina, a cura del Centro di Ricerche di Rovigno, è un importante contributo alla storia sociale di questa zona. La ricerca mette in evidenza, attraverso una scrittura godibilissima, il destino dei “rimasti” e, attraverso di loro, illumina aspetti poco noti della società jugoslava in un arco cronologica di quasi vent'anni. L'autrice parla con gli abitanti di Rovigno, Dignano, Pola, Lussinpiccolo, Cherso, Abbazia, Albona, Montona, Torre, Visinada. Attraverso le storie delle 80 persone intervistate emerge in modo drammatico e spesso ironico l'esperienza di adattamento in ogni settore dell'esistenza che esse dovettero affrontare all'indomani del conflitto.

La presentazione, organizzata dal Forum in collaborazione con l'Associazione 4704, la società Dante Alighieri, il Circolo Istria, l'Associazione Italiana Storia Orale, sarà fatta venerdì 28 novembre, alle ore 18, presso la sede del Forum di Gorizia, da Alessandro Cattunar e Anna Di Giannantonio, alla presenza dell'autrice.

Strage di tartarughe: cosa sta accadendo?

Oltre cento tartarughe "spiaggiate" a Grado, Lignano e Rimini: evidentemente le grandi e simpatiche abitanti del mare non si trovano più bene in Adriatico e qualcosa le ha totalmente disorientate. "Cosa può essere accaduto?" Si domandano preoccupati gli scienziati. "Quale segnale ci invia la Natura?" Ci si chiede un po' tutti.
E' difficile ridurre una notizia del genere alla mera curiosità o alla tristezza degli zoofili: l'Adriatico è una specie di miniera di acqua, aria e cibo per milioni di persone che vivono attorno alle sue sponde. E' quindi più che legittimo chiedersi cosa stia accadendo, cosa abbia avvelenato o dis-orientato le delicate "careta careta".
Un'ipotesi è stata formulata in occasione di un recente, simile episodio verificatosi lo scorso settembre sulle coste dell'America Centrale: bombe di profondità utilizzate per la pesca: http://www.centrometeoitaliano.it/tragica-moria-di-tartarughe-nel-pacifico-1363/
E se l'ecosistema dell'Adriatico fosse stato scardinato dalla miriade di bombe scaricate in acqua dagli aerei militari durante le "missioni" in Serbia, Bosnia e Kosovo?
La risposta indiretta sarà nei prossimi giorni: se è vera l'ipotesi formulata nel link, la notizia sarà in breve cancellata da tutti i media; se non è così, saranno fornite quanto prima più precise e convincenti informazioni...
ab 

sabato 16 novembre 2013

Martedì 19 al Forum i cento numeri di Isonzo Soča: utopia della realtà

Martedì 19 novembre, alle 18 in via Ascoli 10: incontro con il direttore Dario Stasi e l'editore Boris Peric intorno allo straordinario traguardo dei cento numeri del periodico Isonzo/Soča
Finita la guerra fredda, chiusa la stagione della zona franca e dell'assistenzialismo, caduti i muri le reti e i muretti, l'unica ma straordinaria chance in un territorio come il nostro è quella di pensar-si uniti nella ricchezza delle diversità.
Con ciò non si vuol dire un qualcosa di originale: il dialogo sul e oltre il vecchio confine è stato promosso e portato avanti da molti soggetti: tra essi non certamente ultimo il periodico che festeggiamo, con i suoi cento numeri ricchi di proposte, analisi storiche, prospettive per il futuro.
Quello che invece è indispensabile è un salto di qualità, a partire da alcune constatazioni.
1. Nonostante la buona volontà, il dialogo tra sloveni e italiani in Italia e in Slovenia deve ancora compiere molti passi. I patti transfrontalieri e il gect non sembrano aver generato una cultura dell'incontro e della reciprocità; le idee mirabolanti (punto nascita, metropolitana leggera, solo per portare un paio d'esempi) si scontrano con la realtà di risorse molto limitate; la conoscenza della lingua e della cultura del vicino è ancora molto carente - quasi totale l'ignoranza sui rispettivi "vicini" da parte italiana. Gli stessi lodevoli tentativi di Isonzo/Soča, ma anche del mondo cattolico (in particolare intorno alla rivista Iniziativa Isontina) e di quello della "sinistra" goriziana, si scontrano con la difficoltà di "costruire insieme" agli interlocutori che vivono a Nova Gorica e dintorni. Gli unici che sembrano aver oltrepassato le barriere sono i clienti dei grandi e convenienti centri commerciali, ma la loro presenza in Slovenia non sembra portare particolari contributi al ri-pensamento del territorio.
2. Il Forum per Gorizia ha avviato un percorso del tutto nuovo, nella convinzione che gli strumenti operativi non sono causa, ma conseguenza di relazioni già esistenti. L'idea di fondo è che la riflessione sul Novecento, l'analisi urbanistica, la rivisitazione del welfare e delle politiche ambientali, la costruzione di uno sviluppo sostenibile di qua e di là del vecchio confine, siano possibili solo a partire dall'intrecciare rapporti di collaborazione e amicizia "alla base" tra le persone. Per questo l'associazione non si propone come uno dei tanti soggetti culturali della città, ma come un ambito di lettura del territorio a partire dalle relazioni interpersonali. Il corso di sloveno, l'approfondimento insieme delle vicende storiche dell'ultimo secolo, a condivisione della sede con realtà associative e sociali di Nova Gorica, la valorizzazione del periodico bilingue della salute mentale Nuove Strade/Nove Poti, la conoscenza delle rispettive letterature, del cinema, delle novità artistiche, la condivisione delle preoccupazioni politiche... tutto ciò fa parte di un progetto, o di una rete di progetti che a lunga distanza potrebbe perfino portare anche nell'agone politico locale una proposta condivisa, un "marchio" unitario da presentare in modo condiviso alle amministrative slovene del 2016 e italiane del 2017.
Utopia? Sì, ma solo se con questo termine si intende un orizzonte verso il quale tendere, con convinzione, fiducia e consapevolezza.
Andrea Bellavite

giovedì 14 novembre 2013

Una città al tramonto?

Impressionanti i dati del calo demografico di Gorizia sollevati dal Piccolo e dal segretario PD Dall'Osto. Un abitante al giorno se ne va. Tra qualche anno la città non potrà più chiamarsi tale, sarà solo un paesello triste perchè da qui se ne vanno soprattutto i giovani che non hanno prospettive. Questo dato, oltre alla perdita dei servizi, del commercio, di mille attività artigianali suona come una campana a morto per una città che non ha saputo trovare una prospettiva, anche minima, di sopravvivenza. Mega centri commerciali denunciati già da tempo, mancanza di prospettive turistico culturali, mancanza di spazi per nuove attività rendono impossibile rimanere. Nova Gorica vive un analogo declino. Davanti a questi dati non c'è nessuno che avanzi una prospettiva, il consiglio comunale non si riunisce o comunque delle sue attività nulla si sa. Non sarebbe il caso di aprire da subito dei tavoli reali di incontro con i vicini sloveni, almeno in prospettiva di un rilancio turistico del territorio, al di là del GECT che mi pare non abbia prodotto nulla in termini propositivi?  Ci vuole però un'altra classe dirigente che sappia anteporre agli interessi della sua bottega il destino della città, mettendo insieme, al di là delle diverse idee, coloro che qualche idea ce l'hanno e non hanno ancora fatto le valigie. adg 

lunedì 11 novembre 2013

Emergenza occupazione: una priorità politica

Un vero e proprio terremoto sociale. 
E' quello ben raccontato oggi dalla pagina goriziana de Il Piccolo: tracollo delle assunzioni, 9 lavoratori su 10 con contratti a termine, il posto fisso ridotto al ricordo di un sogno lontano.
Dietro a ogni numero c'è una persona. C'è il giovane che non trova occupazione e non riesce a vedere un futuro; ci sono famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e guardano con ansia ai mutui da pagare; c'è l'ultracinquantenne che sa bene di aver perso l'ultimo treno...
Tra tutte le emergenze del momento, quella occupazionale è la più sintomatica: quanto parlano le saracinesche chiuse, la moltiplicazione degli utenti all'Emporio della Solidarietà, i volti spenti di tanti che di mattina attraversano con il capo chino le strade cittadine, discreti e silenziosi nella loro ricerca senza speranza!
E' indispensabile che i rappresentanti dei settori produttivi, della politica, dell'economia e della cultura, si incontrino per affrontare il problema. E' urgente che - abbandonata ogni anacronistica remora - tale lavoro di analisi, ricerca di soluzioni e proposta, sia portato avanti insieme agli stessi settori sloveni: senza una collaborazione "alla base" tra Gorizia con i centri della sua Provincia e Nova Gorica con i paesi delle valli dell'Isonzo e del Vipacco, è impossibile pensare a un futuro. 
Deus ex machina è un  espediente teatrale, non una soluzione sostenibile...
ab

Montifilm: martedì al Kulturni il secondo appuntamento

Alpinismo, arrampicata, avventura ai livelli massimi, sono questi gli ingredienti più saporiti del piatto che verrà servito martedì 12 novembre al Kulturni dom di via I.Brass ai goriziani golosi di montagna.
Questo è il programma della seconda giornata di MontiFilm-Cinema & montagna, la ultraventennale rassegna organizzata dalla sezione di Gorizia del Club Alpino Italiano in collaborazione con l'associazione culturale Monte Analogo di Trieste.
La proiezione serale, dalle 21,00, prevede tre mediometraggi dedicati esclusivamente all'alpinismo e all'arrampicata. THE WAITING GAME , il video d'apertura, racconta della ricerca da èarte di un gruppetto di giovani alpinisti di luoghi e pareti ancora sconosciuti e inesplorati, isolati, dove cercare di essere se stessi senza compromessi e possibilità di contatti e aiuti dall'esterno. Esistono ancora luoghi così sulla terra? Non molti oramai, e bisogna meritarseli.
LA DURA DURA presenta, compressi in 28 minuti, i migliori arrampicatori e arrampicatrici oggi al mondo, Chris Sharma e Adam Ondra, Sasha Di Giulian e Daila Ojeda. Gli uni alle prese con i tentativi per essere il primo al mondo a salire una via di difficoltà 9b+. Le altre, nello stesso luogo, alzano a ripetizione gli standard delle difficoltà femminili con salite da brivido.
PETZL ROC TRIP CHINA ci porta in luoghi inconsueti e nuovi per l'arrampicata: nella valle di Gétû in Cina. Per la prima volta, nell'ottobre del 2011, la grande arrampicata approda in Cina con una manifestazione che riunisce dilettanti e professionisti sulle stesse pareti, tutti alle prese con gli oltre 250 tiri che sono stati attrezzati per l'occasione. Vie estreme ma anche itinerari adatti ai non professionisti su magnifico calcare in paesaggi fantastici e spettacolari.
Il programma pomeridiano, dalle 17,30, prevede altri tre video.
In GUARDIANO DI STELLE il grande alpinista, fotografo e scrittore Oreste Forno si mette a nudo raccontando la sua enorme passione per la montagna che ne ha condizionato la vita portandolo dalle cime più alte del pianeta, anche attraverso drammi e rischi mortali, fino all'isolamento di una valle nascosta dove lavora come guardiano presso un impianto idroelettrico.
Il disagio mentale affrontato in un contesto montano. È questo il tema di VOCI DAL LAGORAI, un percorso fisico ma anche terapeutico, un trekking di utenti, familiari, volontari e operatori del Servizio di Salute Mentale  di Trento attraverso la catena del Lagorai. Quando la montagna non è solo impresa, sport o spensierata vacanza ma assume anche un valore e una funzione sociale.
A chiudere le proiezioni pomeridiane sarà il video di produzione regionale che è stato premiato al concorso "Alpi Giulie Cinema" 2013 di Trieste con il riconoscimento assegnato alla miglior sceneggiatura intitolato a Luigi Medeot, scomparso direttore del trimestrale "Alpinismo goriziano" e Accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna (GISM). VIE DI PACE è una riflessione, attraverso filmati e immagini d'epoca ma anche ricostruzioni con figuranti, della Prima Guerra Mondiale combattuta in montagna, in particolare sulle Alpi Giulie. La figura di Julius Kugy, il poeta delle Giulie, ha una parte preponderante nella sua veste di referente alpino nell'esercito austro-ungarico, ma vi compaiono anche personaggi meno noti al grande pubblico come Vladimir Dougan e Osvaldo Pesamosca che, pur in campi opposti, contribuirono con le loro conoscenze alpinistiche a limitare notevolmente le perdite umane su un fronte dove più delle armi era la natura a provocare vittime.