mercoledì 31 ottobre 2012

Il Vaticano II al Kulturni Dom

Interessante incontro ieri sera al Kulturni Dom di Gorizia. Si è parlato di Concilio Vaticano II, a cinquant'anni dal suo inizio, ma anche di come tale evento è stato vissuto nella città di Gorizia. Dopo la breve introduzione storica e teologica di Andrea Bellavite, hanno preso la parola Jurij Paljk, direttore del settimanale sloveno Novi Glas e Mauro Ungaro, direttore di Voce Isontina. Il primo ha richiamato la forza dell'idea conciliare di "comunità", sottolineandone l'attualità e l'urgenza in un tempo di solitudine e individualismo come è quello attuale. Ungaro ha rilevato il benefico influsso della realtà conciliare sul mondo e in particolare sulla situazione del territorio goriziano. Non sono mancati interventi da parte del pubblico, particolarmente significativi quello di don Alberto De Nadai, che ha raccontato la storia "conciliare" del quartiere di sant'Anna alla fine degli anni '60 e quello del prof. Sergio Tavano, che ha richiamato la necessità di una nuova centratura culturale per la chiesa e la società del Goriziano. Vito Dalò si è invece domandato con quale coerenza la chiesa del Concilio non ha immediatamente tolto la pena di morte dall'ordinamento dello Stato Vaticano. Come ha detto in conclusione il direttore del Kulturni Dom Igor Komel, l'incontro ha consentito di aprire una finestra su "nuovi orizzonti", conoscendo persone e modi di affrontare la vita diversi dai propri, e per questo inngrado dia aiutare a crescere uniti nella diversità.

martedì 30 ottobre 2012

Sicilia, qualche nota sul day after

L'entusiasmo di Bersani e Casini per le elezioni in Sicilia è veramente fuori luogo: una "vittoria" con il 30% del 46% richiede necessariamente le virgolette! La "tentazione" del blocco moderato potrebbe a questo punto mandare in tilt i giochi apparentemente già fatti in Fvg: l'Udc, esplicitamente in attesa di vedere come tira il vento, potrebbe infatti corteggiare la Serracchiani e un suo eventuale "cedimento" potrebbe ricompattare la finora iperframmentata area "a sinistra del centro". In questo caso i risultati potrebbero riservare qualche interessante sorpresa, vista la vivacità di un movimentismo che in Regione non sembra identificarsi soltanto con il movimento 5 Stelle. Quest'ultimo registra un innegabile successo nell'Isola, ma non sbanca con il suo candidato: in un certo senso è un peccato, sarebbe stato interessante in vista delle "politiche" di primavera constatare alla prova del "potere" la capacità di governo di un gruppo che finora ha sfruttato il vento impetuoso della più che comprensibile delusione antipartitica. Inquietanti le affermazioni di Grillo se-dicente "garante" delle azioni del "leader" che è "l'intero movimento 5 stelle". Come il sub-comandante che si dichiarava tale in quanto il "comandante" era il popolo; ma in quel caso l'obiettivo era il rovesciamento di una dittatura, non di una - sia pur traballante - democrazia rappresentativa.

lunedì 29 ottobre 2012

Nuova colata di cemento illegale

Si riceve e volentieri si pubblica: Rischiamo una nuova colata di cemento illegale. Il Senato discuterà, mercoledì 31, un disegno di legge per una nuova sanatoria edilizia. Firma per fermare lo scempio. Una nuova colata di cemento illegale rischia di abbattersi sull’Italia. Il Senato sta per discutere un disegno di legge, primo firmatario il senatore Francesco Nitto Palma, per un nuovo e generalizzato condono edilizio: il quarto nella storia del nostro Paese e forse il peggiore, visto che addirittura si propone di cancellare le sentenze di demolizione già passate in giudicato. Non sono bastati gli scempi consumati finora, gli ecomostri che devastano il territorio, le vittime del dissesto idrogeologico alimentato dall’abusivismo edilizio, gli affari sporchi consumati dalle ecomafie. Non bastano le oltre 258mila abitazioni illegali costruite dal 2003 a oggi, per un fatturato in nero di 1,8 miliardi di euro. Ancora una volta si vogliono premiare i furbi, scaricando i costi, economici, sociali e ambientali, su chi rispetta le leggi: i cittadini che chiedono le concessioni edilizie, le imprese di costruzioni che lavorano onestamente, i sindaci impegnati a tutelare il territorio che amministrano, le forze dell’ordine e i magistrati che si battono per affermare il rispetto delle norme. Il nostro Paese ha bisogno di interventi di messa in sicurezza del territorio, di risanamento ambientale, di riqualificazione del patrimonio edilizio. L’esatto contrario della politica dei condoni, che ogni volta produce nuovo abusivismo, moltiplica i cantieri illegali, saccheggia ed espone a nuovi rischi i territori, blocca i tentativi coraggiosi di procedere agli abbattimenti, che se pure con difficoltà in qualche parte d’Italia si cominciano a fare. Ora basta. Chiediamo a tutte le forze politiche presenti in Parlamento e al governo di impedire questo ennesimo scempio dell’ambiente e della legalità. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente Luigi Ciotti, presidente di Libera Roberto Saviano, scrittore Donato Ceglie, magistrato Procura generale di Napoli Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori Gianvito Graziano, presidente Consiglio nazionale geologi Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria Stefano Pisani, sindaco di Pollica Stefano Rodotà, giurista Federico Oliva, presidente Istituto nazionale di urbanistica Andrea Campinoti, presidente Avviso pubblico Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa Carlo Lucarelli, scrittore Angela Barbanente, assessore all'Ambiente della regione Puglia

Elezioni in Sicilia: tra astensionismo e primi exit poll

Il dato definitivo sull'affluenza alle urne e i primi exit poll ufficiali confermano quello che qualsiasi osservatore che non viva su un altro Pianeta avrebbe potuto prevedere: astensionismo record e vittoria di chi evidenzia la miseria dell'attuale pseudopolitica nazionale. Purtroppo non c'è che da dire "bene così"! Comunque sia - e se i dati iniziali risulteranno confermati - il segnale che proviene dalla Sicilia: a)sostiene un impegno amministrativo inteso come servizio e non come mestiere b) rileva la necessità di un forte cambiamento generazionale in tutti i partiti "tradizionali", senza per questo cancellarli dalla carta geografica c) consente di vedere "alla prova dei fatti" se il movimento 5Stelle si identifica solo con Grillo (al quale - piaccia o meno - comunque va dato di aver guidato una campagna elettorale assai efficace) o è effettivamente forza capace di amministrare una Regione d) indica a Monti il livello di esasperazione di un popolo troppo pressato dai riflessi italici della crisi mondiale e) avverte il centro sinistra e la sinistra - anche del fvg - sulle preogative del "turno unico": da una parte senza una serrata trattativa non ci può essere accordo, dall'altra - con i tempi che corrono - senza essere uniti la sconfitta è sicura. Per un'analisi più approfondita è meglio attendere le "proiezioni e i risultati completi, evitando di accendere la radio nazionale, dove i "soliti noti" abituati al classico "abbiamo vinto!" del day after, questa volta sosterranno di "non aver perso"!

domenica 28 ottobre 2012

“Città vuota” e sala piena per “tutta mia la città”

Due ore e mezza di presentazione e dibattito, interessantissimi gli interventi dei relatori, molto, molto buona l'affluenza del “pubblico” in sala, poco propenso a far solo da spettatore. Questo in sintesi il bilancio di “città vuota”, primo dei tre incontri sull'urbanistica organizzati dall'Associazione Forum Cultura, per il ciclo “tutta mia la città”. Ma andiamo per ordine. Luca Cadez di Legambiente ha portato l'attenzione del dibattito sul consumo di suolo, l'autorizzazione di costruire su nuove aree verdi o agricole, quando invece aree urbane esistenti, già urbanizzate, sono sottoutilizzate o bisognose di una “semplice” riqualificazione. Gorizia, la provincia e la Regione sono ai primi posti per distruzione di superfici naturali e l'Ikea e Qlandia influiscono sull'assetto di Gorizia più di quel che immaginiamo (le cose in urbanistica sono collegate fra loro anche se ci sembrano distanti). Tutto questo mentre sullo schermo scorrevano a rullo immagini dei tanti (ma quanti sono?) appartamenti vuoti di Gorizia. Nel secondo intervento Aleksandra Torbica, presidente dell'Associazione Architetti del Litorale - Društvo Primorskih arhitektov – ha raccontato come a Nova Gorica l'Associazione incontra i cittadini in un “confessionale” nella centrale piazza del mercato, analizza il loro rapporto col territorio, chiede di indicare luoghi belli e brutti della città, manda un operatore a fotografare i posti segnalati, raccoglie i dati, li elabora e poi consegna i risultati dello studio al Comune. Nel terzo intervento, il bel progetto per la riqualificazione dell'area dell'ex ospedale civile di Gorizia, vincitore del primo premio al concorso internazionale “giovani alla frontiera”, è stato raccontato da Ramon Pascolat, dello studio Mod.land di Gorizia, che ha mostrato con un esempio concreto come potrebbero essere immaginate e riusate le diverse aree da sempre sottoutilizzate e in parte anche degradate lungo l'ex confine. I tre interventi sono stati inseriti su di una base di discussione generale, preparata dall'Associazione Forum Gorizia. Il pensiero comune è abbastanza incerto su cosa sia l'urbanistica e i suoi legami con la partecipazione dei cittadini, il territorio e la società. Alla fine sono emersi alcuni temi concreti, individuati come i più rilevanti per quella Gorizia “città vuota” posta come tema dell'incontro: l'esagerato numero di centri commerciali come causa della desertificazione del centro storico, l'abbandono del recupero edilizio in città e le nuove inutili “beverly hills” di periferia in una Gorizia che diminuisce i suoi abitanti, l'attenzione rivolta agli ecomostri, agli ascensori e alle tecno-gallerie invece del recupero degli storici e bellissimi palazzi chiusi e abbandonati. Ma c'è da dire ancora una cosa, anche se in modo necessariamente sintetico, su una questione importante, posta alla base di questo ciclo di incontri. Noi sosteniamo che la società è il committente delle trasformazioni del territorio. In tal senso l'interesse dei cittadini per queste cose dovrebbe essere facilmente comprensibile: “facendo politica” sono loro che decidono che fare della propria città. E allora già in questo incontro, parlando di urbanistica, si è raggiunto un primo risultato. La tesi che siamo riusciti a dimostrare con l'aiuto dell'assessore all'urbanistica di Gorizia è questa: la politica dei partiti è in crisi e i partiti non ascoltano più i cittadini. L'assessore sollecitato ad intervenire sugli argomenti proposti non ha risposto nemmeno ad una delle questioni sollevate sostenendo invece che era lui - e solo lui - a sapere quali erano i problemi della città. Due modi di vedere le cose difficilmente conciliabili: noi sosteniamo che è la società attraverso la politica a gestire, organizzare e trasformare il territorio, al contrario gli amministratori ci “raccontano” quello che hanno già fatto per noi. Allora crisi dei partiti e crisi di questa Gorizia “città vuota” sono punti importanti da riprendere e approfondire nei prossimi due incontri, assieme al ruolo svolto dall'economia in questi processi, il 15 e il 28 novembre, per fare in modo che il cittadino di Gorizia possa dire “tutta mia la città”. ps

Fiumi ingrossati dalla pioggia incessante

Qualche preoccupazione destano in questi giorni i fiumi del territorio, in particolare il Vipacco, l'Isonzo, oltre ai "soliti" Torre e Judrio, trasformati dalla siccità estiva in pietraie ricoperte da una selva di cespugli. Nelle immagini l'Isonzo: il ponte e il paese di Kanal; il fiume visto dal ponte di Sagrado.

giovedì 25 ottobre 2012

Oggi alle 17.30, primo incontro alla Carigo sull'URBANISTICA nel Goriziano

Primo incontro oggi alla Carigo sull'urbanistica a Gorizia/Gorica, ieri oggi e domani... Continua il nuovo percorso dell'associazione culturale Forum Cultura. L'obiettivo è quello di riportare i cittadini ad essere protagonisti, soprattutto negli aspetti che più da vicino riguardano il loro vivere quotidiano. Una meta che non ci si prefigge di raggiungere attraverso un generico "ascolto" delle esigenze di tutti, bensì mediante il confronto tra "tecnici" molto competenti e abitanti della città. Ci si prefigge così di offrire strumenti conoscitivi in grado di consentire a chiunque lo desideri di comprendere i problemi e di proporre ipotesi di soluzione: in altre parole, di "fare politica", affidando in seconda istanza ai propri rappresentanti eletti il compito di attuare in sede amministrativa le scelte precedentemente condivise. Si è scelto di "camminare insieme" a Nova Gorica e dintorni, nella consapevolezza che solo un modo nuovo di intendere i rapporti "inter-nazionali" può offrire una chance di sopravvivenza e soprattutto di rilancio a tutti i livelli del territorio. Dopo il grande interesse suscitato dall'incontro sulla situazione della scuola, si auspica una grande e attiva partecipazione a questo interessante ciclo sul come era, come è e come sarà/saranno la/le città del Goriziano...

lunedì 22 ottobre 2012

Nomine "che contano"; di generazione in generazione...

Sconcertante l'articolo sulle future nomine alla Fondazione Cassa di Risparmio, Consorzio Universitario, Isig. Nell'articolo si dice che al Consorzio Universitario, per “evitare l'overdose di cariche” che ha già, Ziberna cederà il posto - forse - a Dario Obizzi “figlio di Franco, presidente uscente della Fondazione. In molti, in casa del centro destra, lo vedono come il candidato ideale: giovane, dinamico, interessato alle problematiche universitarie”. Nonchè ex papabile assessore. Ma poiché l'assessorato è andato ad altra persona, da “risarcire” dunque con un nuovo prestigioso incarico. Ma dico, ci rendiamo conto che viviamo in un'epoca in cui i giovani laureati titolati sono costretti all'emigrazione e noi a Gorizia ci sentiamo in dovere di risarcire qualcuno, solo perchè giovane, dinamico e figlio di Franco? Ma la destra non era uno schieramento liberale che voleva premiare il merito? E' merito essere figlio di Franco piuttosto che di Paolo o Giuseppe? Evidentemente sì, visto che dinamismo e gioventù li possiamo trovare anche in altri ragazzi. Poi ci meravigliamo perchè perdiamo mille abitanti! Ma sono i figli di Paolo e Giuseppe che non hanno la tessera che se ne devono andare da qui! Incredibile poi il ragionamento sull'ISIG, utilissimo ente finchè il direttore ha stornato un po' di soldi. Dopo lo scandalo, da chiudere. Delle due l'una: o era ente inutile anche prima o bisogna magari dargli un input, chiedere di fare più ricerca seria sui problemi della città, consegnarlo ad un professionista con idee e voglia di lavorare. O Franco ha avuto un solo figlio? adg

"Tutta mia la città": tre incontri sull'urbanistica a Gorizia/Gorica

Tre incontri sull'urbanistica, tra ottobre e novembre presso la Fondazione Carigo, vengono proposti e illustrati oggi alla stampa dal Forum per Gorizia, che - indossata la veste di associazione Forum Cultura - prosegue il proprio cammino: è la lettura dello "ieri oggi e domani" di una città che insieme al numero dei suoi abitanti vede ogni giorno di più ridotta la possibilità di "pensarsi" a partire dalla realtà concreta dei suoi cittadini. Con il concetto di "una" città si intende un territorio che i trova in due Stati, l'Italia e la Slovenia. E' per questo che tutti gli incontri saranno presentati da qualificati architetti ed esperti che vivono nella stara e nella nova Gorizia/Gorica: come si è evoluto il concetto di "città" dal dopoguerra in qua? Quali sono i fondamenti teorici delle attuali scelte urbanistiche? Quale futuro per il "disegno" di "una" città unita nella sua straordinaria diversità come è Gorizia/Gorica? Domande interessanti e proposte approfondite, offerte agli amministratori e ai tecnici, ma anche e soprattutto a ogni singolo abitante affinché ciascuno possa veramente sentire "tutta sua la città"...

venerdì 19 ottobre 2012

Volti nuovi, i "rottamatori" del Goriziano...

Dai commenti relativi al "passaggio" di Matteo Renzi a Gradisca d'Isonzo risulta che il "referente goriziano" del Comitato che lo sostiene è Franco Brussa. Dai primi anni '80 è una figura determinante gli equilibri del centro sinistra nella provincia e nei comuni del Goriziano, amministratore locale e "mente" della Dc, della Margherita, dell'Ulivo e del Pd; dal 1998 è Consigliere Regionale, tre mandati consecutivi, svolti peraltro con grande impegno e costante presenza in aula e nelle Commissioni. Una "carriera" mica male per uno che sostiene il "rottamatore" per eccellenza! A questo punto manca solo la candidatura al Parlamento, con la benedizione dell'"innovatore" Renzi... ab

giovedì 18 ottobre 2012

Galleria Bombi: o vero museo o semplice ciclo-pedonale

Galleria Bombi "luci e suoni"? Sì, se pòl, altri l'idea l'hanno già avuta in passato, ad esempio i responsabili del sistema museale del Trentino che hanno trasformato in modo interessante e abbastanza attraente le vecchie gallerie della tangenziale. Quindi, se non si vogliono buttare via ulteriori soldi, i casi sono due: a) come ampiamente e con competenza proposto anche dal Direttore di Isonzo Soča, si pensa a un vero e proprio museo della storia cittadina. In questo caso occorre pensare a un investimento che comprenda la complessa manutenzione e la custodia di una simile istituzione, realizzata in ambiente molto umido, esposto alle intemperanze di chiunque, ma in luogo centrale, di grande interesse storico culturale e di transito obbligato. b) si realizza una semplice e più decorosa possibile galleria ciclo-pedonale collegata con le piste di Nova Gorica (posto per cicli a noleggio nel parcheggino di via Giustiniani?), senza sbandierare "spettacoli" che dovrebbero essere dismessi dopo un mese a causa della necessità di cambiare molto frequentemente le sofisticate attrezzature per la proiezione. Forse si potrebbe iniziare con l'ipotesi b), constatare l'interesse della popolazione e dei turisti, successivamente pensare all'ipotesi a). E comunque, prima di avviare qualsiasi "impresa", sarebbe bene compiere un istruttivo viaggio a Trento, simile a quello documentato su questo blog, in data 8 maggio 2011.

mercoledì 17 ottobre 2012

Provincia: approvata l'istituzione del Garante per i detenuti (anche per Cie e Cara)

Il Consiglio Provinciale di Gorizia approva un odg che prevede l'istituzione del Garante per i detenuti. E' un'iniziativa molto importante, dal momento che offre a cittadini che si trovano in condizioni di grande difficoltà di riconoscere un punto di riferimento ufficiale al quale rivolgersi affinché siano garantiti i loro diritti. Già il Comune di Udine ha iniziato a percorrere questa strada, con risultati interessanti, anche se a detta dello stesso prescelto occorre chiarire bene le mansioni e pensare anche a un ruolo di supervisione da parte di un Garante regionale. La grande novità dell'odg approvato in Provincia sta nell'allargamento delle competenze anche al Centro di Identificazione ed Espulsione (cie) e al Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (cara) di Gradisca d'Isonzo. Data la situazione, denunciata spesso e non più tardi di ieri da delegazioni di politici nazionali e regionali, è evidente che questo aspetto assume un'importanza straordinaria e fortemente innovativa nel panorama nazionale. Si auspica una rapida attuazione dei contenuti dell'odg provinciale, con un plauso a chi ha promosso e a chi ha approvato la proposta.

martedì 16 ottobre 2012

Cie di Gradisca: una realtà da tagliare

Ogni tanto i politici fanno visita al Cie di Gradisca e ogni volta raccontano che la situazione e del tutto insostenibile. Ciò anzitutto per quanto riguarda il trattamento dei "detenuti", ma anche per le condizioni dei lavoratori, a quanto pare da mesi senza stipendio a causa delle difficoltà di Connecting People. Ma se è così - e che sia così lo si sa dai lontani tempi in cui fu innalzato il grande muro per impedire di vedere i lavori nella vecchia caserma Polonio - perché non si fa qualcosa per cambiare le leggi? Perché accettare supinamente che in un Paese sedicente civile ci siano tali spazi di degrado e di mancato rispetto dei diritti della persona? Mario Monti superstar, tra un taglio e l'altro, non potrebbe trovare un po' di tempo per tagliare anche questa vergogna? Un giorno qualcuno istituirà una "giornata del ricordo" per fare memoria delle migliaia e migliaia di immigrati morti nel Sahara e nel Mediterraneo. E tutti, pensando a come abbiamo trattato chi riusciva ad arrivare, regolarmente o irregolarmente, diranno: "mai più"!

Finestre da rifare per il "gioiellino del Nord Est"

Il gioiellino del Nord Est: dopo i terrazzini all'amianto e i davanzali, ora è la volta delle finestre. Dopo meno di cinque anni dalla solennissima inaugurazione, quello che a quei tempi qualcuno chiamava l'ospedale san Giovanni di Chioggia continua a richiedere interventi strutturali che avrebbero dovuto essere compresi nei grandi lavori di ristrutturazione. Ciò comporta evidenti disagi per gli ammalati e per tutto il personale, oltre che ulteriore ampio investimento di denaro pubblico. E' evidente che i lavori iniziati in questi giorni devono essere collegati con la scelta di comprare, risistemare e ampliare il nosocomio già proprietà dei Fatebenefratelli (che l'avevano realizzato con contributi pubblici e poi rivenduto incassando contributi pubblici): a quanto ammonta l'importo complessivo richiesto da tutta questa operazione? Di quanto si è andati oltre i preventivi sbandierati quando si cercava di tacitare la protesta di coloro che avrebbero preferito mantenere l'abbandonata struttura di via Vittorio Veneto? Che ne dicono coloro che sono stati artefici della decisione, in primis l'attuale sindaco di Gorizia, ma anche il presidente della Provincia che aveva salutato con grande entusiasmo l'inaugurazione e guardato storto i pochi irriducibili che sotto la pioggia altro non avevano manifestato che quello che si sarebbe dimostrato vero?

lunedì 15 ottobre 2012

Il nuovo Vescovo: finita la festa...

Spente le luci e smorzati i suoni della festa, che cosa incontra realmente il nuovo Vescovo di Gorizia? Un mondo in grande fermento, purtroppo tutto caratterizzato dall'avanzare della "crisi", condivisa nei diversi ambiti con l'intero "occidente", ma anche con alcune specificità locali. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, le principali aziende sono in grave difficoltà, nel "Monfalconese" inoltre il trasfertismo ha generato una vera e propria sfida all'inclusione sociale dagli esiti incerti; i poli turistici e archeologici sono in grave difficoltà, il calo delle presenze si constata anche a occhio; il "Goriziano" non ha ancora intrapreso con convinzione l'unica strada possibile, quella dell'integrazione tra le istituzioni della Gorizia/Gorica (stara e nova) e delle Valli dell'Isonzo e del Vipacco, e il conteggio demografico racconta impietosamente la realtà; a livello politico il conflitto latente tra gli "interessi" dei singoli Comuni rende quasi insignificante la "presenza" a livello regionale e nazionale, con la conseguente "perdita di pezzi" pregiati. Dal punto di vista ecclesiale, l'Arcidiocesi - tra l'altro unico "ente" (se così si può definire) che "sottomette" l'omologo di Trieste senza alcun rischio di capovolgimento delle sorti - ha percorso in questi ultimi anni due vie alternative: da una parte quella del Vescovo De Antoni che ha cercato di suggerire con grande delicatezza un metodo pastorale improntato sulla centralità della persona piuttosto che sull'efficienza dell'organizzazione, sul primato dell'essere piuttosto che su quello del fare; dall'altra quella di un sostanziale disinteresse della "base" davanti a tale prospettiva attraverso risposte - dogmatiche tradizionaliste o socio-assistenziali progressiste - generalmente stanche e inincidenti rispetto alle urgenze del momento. Un consiglio? Tornare al testo del dimenticato II Sinodo dell'Arcidiocesi e filtrarne le caratteristiche fortemente innovative con la paziente attenzione proposta da De Antoni. Andrea Bellavite

domenica 14 ottobre 2012

Scuola pubblica ko?

La manovra del governo sulla scuola è agghiacciante: dopo che Fornero parla di sacrifici ed innalzamento dell'età pensionabile “per favorire le nuove generazioni”, adesso Profumo vuole imporre agli insegnanti di lavorare sei ore in più alla settimana gratuitamente in modo da coprire supplenze, sostegno, spezzoni orario, cancellando in modo definitivo i precari della scuola. Questo dopo aver bloccato i contratti già fermi da quattro anni, gli scatti di anzianità, le indennità di vacanza contrattuale. E dopo che ai Collegi docenti verranno tolti ulteriori poteri, ad esempio sull'organizzazione didattica, consegnandoli ai dirigenti scolastici. La scuola va a remengo, licenzia, aumenta l'orario, tiene nelle classi fino a 30 alunni e Profumo con gli spot parla dei tablet nelle classi, con l'immagine rassicurante di Roberto Vecchioni in TV. Sarebbero questi gli investimenti su ricerca e innovazione? Fatti con insegnanti di oltre 50 anni che stanno sette minuti per mandare un sms e che sono umiliati dall'essere già i peggio pagati d'Europa? Insegnanti a cui non si fanno corsi di aggiornamento, che non percepiscono nulla se vanno in gita scolastica e lavorano 24 ore? La Federazione della conoscenza, l'organizzazione della CGIL della scuola, ha organizzato l'altro giorno, a seguito delle notizie che trapelavano sull'attacco senza precedenti alla scuola pubblica, un presidio sotto l'Ufficio Scolastico Provinciale di Gorizia. Risultato: lavoratori della scuola n. 8, poliziotti n.6, digos n.1, vigili urbani n.3. Non si sono neppure potuti srotolare gli striscioni. Con grande amarezza si verifica che non c'è l'adeguata comprensione della fase drammatica in cui viviamo. Nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole c'è un attacco durissimo ai diritti e ai salari. E' per questo che mi lascia perplessa la mobilitazione contro l'uso degli animali del circo, dove c'erano molte persone in più. Certo il lama ed il gorilla, l'elefante e la foca non devono essere mal trattati, ma a noi che non abbiamo neppure più gli artigli e che valiamo meno di un animale in gabbia, chi ci pensa? adg

sabato 13 ottobre 2012

Un sabato per i diritti...

Una giornata importante quella di oggi, per la difesa dei diritti di tutti.
Si inizia alle 9, davanti all'Auditorium di via Roma a Gorizia. E' in programma la Conferenza Regionale per la minoranza slovena e un folto gruppo di manifestanti si è riunito davanti alla porta: vogliono sensibilizzare sul fatto che il "taglio" alle istituzioni slovene in Italia non soltanto porterà a drammatiche situazioni di disoccupazione, ma anche a un grave impoverimento della cultura del territorio.
Si continua alle 10.30 a Trieste, con la conferenza stampa promossa dai comitati per l'acqua pubblica contro la fusione tra Acegas e Hera, prodromo della Holding del Nord Italia: contemporaneamente è iniziata la raccolta firme per i due referendum sul Lavoro a Trieste. Emilio Molinari e gli altri promotori hanno invitato tutti a dare un segnale di continuità nel percorso che dai Referendum vincenti dello scorso anno su acqua e nucleare, porta all'inizio della nuova avventura indirizzata a ridare dignità al Bene comune lavoro.
E infine un pensiero anche agli amici non umani, con la manifestazione spontanea in piazzale Casa Rossa contro i maltrattamenti e contro l'utilizzo degli animali nei circhi. Oltre cento i presenti, tra i quali tanti giovani, segno di una sensibilità e di un amore alla natura che le "antiche generazioni" devono forse tornare ad imparare.

Ne uničujte nam bodočnosti/Non distruggete il nostro futuro

In occasione delle odierne manifestazioni i dipendenti delle istituzioni slovene in Italia manifestano la loro preoccupazione per il loro futuro lavorativo. Ecco il comunicato: NE UNIČUJTE NAM BODOČNOSTI! Z današnjo protestno manifestacijo uslužbenci slovenskih ustanov v Italiji opozarjamo javnost in Deželo FJK na nevzdržno stanje, v katerem se nahajajo slovenske organizacije, ki niso v stanju izplačati uslužbenem mešečnh prejemkov oz. so prisiljeni na druge boleče finančne ukrepe. Če slovenska narodna skupnost v Italiji in italijanska v Sloveniji resnično predstavljata bogastvo, potem jima je nujno potrebno omogočiti, da to vlogo aktivno opravljata polnokrvno, z vsem elanom, ki ga zmoreta in ne v stalni skrbi za golo preživetje. Obstoj in razvoj slovenske narodne skupnosti v Italiji je ključnega pomena za razvoj celotnega območja, na katerem živimo. NON DISTRUGGETE IL NOSTRO FUTURO! Con questa manifestazione di protesta, i dipendenti delle istituzioni slovene in Italia ricordano, all'opinione pubblica e alla Regione FVG, la situazione insostenibile delle organizzazioni slovene, ormai prive dei fondi necessari per pagare gli stipendi e costrette ad altre drastiche misure. Se la minoranza slovena in Italia rappresenta una ricchezza, allora deve potere essere in grado di svolgere questo ruolo attivamente, con entusiasmo e non nella preoccupazione costante per la propria sopravvivenza. L'esistenza e lo sviluppo della minoranza slovena in Italia sono di fondamentale importanza, anche per il futuro di tutta l'area in cui viviamo.

venerdì 12 ottobre 2012

Arriva Redaelli, nuovo Vescovo di Gorizia

Arriva il nuovo Vescovo, un avvicendamento importante per la vita del territorio diocesano che comprende l’intera Provincia di Gorizia, la zona ex austro-ungarica della Provincia di Udine e una buona metà della Provincia di Trieste. Chi è il nuovo “soprintendente” (dal greco “epi-skopos”) delle comunità cattoliche del territorio? Si tratta di Carlo Maria Redaelli, finora ausiliare a Milano. Sull’ultimo numero di Isonzo Soča c’è un’ampia intervista che consente, in attesa di incontrarlo di persona, di conoscerne alcuni pensieri. Nelle sue parole si intravvedono la trepidazione e l’attesa: “Quando uno è nominato vescovo di una Chiesa particolare sa che entra in una realtà viva e autentica, con una propria storia, una propria tradizione, un modo proprio di vivere il Vangelo nel concreto contesto in cui essa si trova”. Si scopre anche la consapevolezza dell’importanza del compito affidato: “Il vescovo con la sua responsabilità di guida e di garante della comunione ecclesiale è chiamato a discernere quali sono i passi concreti da fare perché la Chiesa diocesana viva in pienezza tutto”. Definisce poi come “atteggiamento fondamentale” quello dell’”ascolto dello Spirito Santo che parla attraverso il popolo di Dio, le persone e gli avvenimenti interpretati alla luce della Parola”. E’ vero – ammette il Vescovo – la Chiesa ha bisogno di aggiornare i propri linguaggi e le proprie forme, “trovando il giusto equilibrio tra l’aspetto simbolico e la semplicità del messaggio evangelico, tra l’uso delle cose e la necessaria sobrietà”. Riguardo alla realtà goriziana, Redaelli promette attenzione al “concreto contesto sociale, culturale, economico”… anche alla politica, “sempre però nel rispetto e nella distinzione dei ruoli e avendo di mira la dignità della persona umana e il bene comune”. L’attenzione alla realtà pluriculturale del territorio non suscita dubbi: “è ovvio che conoscere la cultura e, per quanto possibile, la lingua di una parte significativa dei fedeli è fondamentale per chi è chiamato ad essere pastore di tutti”. Attento ai problemi del lavoro e dell’immigrazione, Redaelli si dimostra interessato agli insegnamenti della storia, ammettendo come “anche a livello di Chiesa non si sia ancora compiuta una riflessione approfondita sul tragico ‘900 europeo”. “Immagino – riflette – che nei territori attorno al confine orientale dell’Italia queste riflessioni siano state e siano ancora particolarmente presenti non tanto per tenere aperte delle ferite, quanto per cogliere le motivazioni degli avvenimenti e per fare un passo avanti nella cultura di una vera solidarietà e integrazione europea”. Il territorio, ringraziando il Vescovo De Antoni per la sua semplice, familiare e amichevole compartecipazione agli eventi degli ultimi dodici anni, attende con fiducia chi desidera servire l’unità nella valorizzazione delle diversità. ab

mercoledì 10 ottobre 2012

50 anni fa iniziava il Concilio Vaticano II

L'11 ottobre 1962 papa Giovanni XXIII dichiarava l'inizio del Concilio Vaticano II. Andrà avanti oltre tre anni, fino l'8 dicembre 1965, presieduto dalla metà del '63 da Paolo VI. Tempi lontani, caratterizzati da forti tensioni internazionali, ma anche dalle speranze della kennedyana "Nuova Frontiera" e dei primi segni precursori del '68. Nelle intenzioni di papa Roncalli l'assise doveva aggiornare l'annuncio evangelico alle esigenze dei nuovi tempi. In realtà i documenti conciliari contengono i semi di un'autentica rivoluzione: approvati praticamente all'unanimità, essi testimoniano due prospettive radicalmente diverse, da una parte la necessità di riformare forme e linguaggi con uno sguardo maggiormente simpatetico nei confronti della realtà, dall'altra quella di cambiare in modo rivoluzionario la Chiesa. Da una parte la riproposizione della razionalità intrinseca dell'affermazione da parte della ragione dell'esistenza del "principio e fine di tutte le cose", premessa "naturale" al dispiegarsi del disegno soprannaturale di Dio; dall'altra il superamento della dualità fede/ragione in nome della contemplazione estatica del Mistero che abbraccia ogni essere umano - consapevole o meno di tale privilegio - chiamandolo a far parte della sua divina famiglia. Da una parte la riproposizione della struttura gerarchica della Chiesa; dall'altra la concezione della chiamata ad essere semplice segno e strumento dell'amore di Dio nei confronti di ogni creatura. Da una parte la riaffermazione del sacerdozio cattolico basato sul sacramento dell'Ordine; dall'altra il superamento di ogni distinzione "essenziale" in nome del sacerdozio universale di tutti i fedeli e della pura funzionalità dei ministeri e dei servizi ecclesiali. Da una parte la convinzione della Chiesa cattolica "pienezza della Verità"; dall'altra il riconoscimento della comune origine e destinazione di ogni vivente, del contenuto salvifico delle vie religiose non cattoliche e non cristiane, della benefica provocazione dell'ateismo consapevole. Da una parte la centralità del Magistero, esclusivo interprete autorevole della Parola di Dio; dall'altra la libertà di coscienza, unico punto di riferimento per il discernimento e la scelta del bene e del male. Dopo il Concilio il cattolicesimo si è trovato di fronte alla necessità di decidere quale delle due vie intraprendere: se Paolo VI è stato titubante, Giovanni Paolo II ha di fatto dilazionato con la sua prorompente personalità la necessità di affrontare con urgenza i problemi. Papa Ratzinger, preoccupato della deriva nihilista della postmodernità, ha scelto e sta indicando una strada dal suo punto di vista "certa": la via della logica, dell'etica e dell'estetica aristotelica tomista rivisitata alla luce del personalismo del XX secolo. E' una delle due strade contrapposte presenti nel Concilio, quella della Civitas medievale, rifugio sicuro per un'umanità disgregata. L'altra via, quella della condivisione leale della vita del mondo e della rinuncia ad ogni forma di potere in nome dell'imitazione del Cristo nudo, ha da poco perso con Carlo Maria Martini il principale sostenitore. C'è bisogno di un nuovo Concilio? No, la linea "dimenticata" riemergerà, porterà alla fine il "cattolicismo" favorito 1600 anni fa da Costantino e Teodosio, condividerà con le altre confessioni cristiane il dono dell'"unità nella diversità" e con le altre religioni il nome di un Dio che vuole che ogni uomo sia "salvo". Cioè pienamente realizzato nelle sue dimensioni politica, culturale e sociale quaggiù... ma anche aperto alla possibile speranza nell'esserci, al di là della morte, di uno spazio infinito e di un tempo eterno, in ogni caso totalmente in-comprensibili nelle categorie della razionale conoscenza umana. Andrea Bellavite

"Bodies revealed" a Ljubljana

Quella appena passata è stata l'ultima domenica utile per visitare a Ljubljana la mostra dedicata a "Bodies revealed". Di che si tratta? Di un'ampia esposizione su "come siamo fatti": sezione per sezione vengono presentati i misteri nascosti sotto la nostra pelle, apparato per apparato, con tanto di confronto tra organi sani e malati. Interessante vero, ma cosa c'è di strano? La particolarità sta nel fatto che l'esposizione non è realizzata attraverso l'uso di manichini artificiali, bensì di esseri umani trattati con tecniche altamente specializzate, qualche tempo dopo il decesso. Si ha così la possibilità di osservare il corpo nella sua interezza e in ciascuno dei suoi particolari, oltre che di scoprire come appariremmo se - sciolte tutte le altre componenti - non fossimo altro che un fascio di nervi piuttosto che un intreccio di vene o un insieme di muscoli. Reazione del "pubblico": una fila di duecento metri per entrare, all'interno una grande folla, ordinata e rispettosa. Molti genitori spiegano ai tanti bambini presenti ciò che è esposto dietro le vetrine, ci sono anche medici e infermieri pronti a fornire ulteriori interessanti spiegazioni. Nessuna sensazione di macabra curiosità, meno che meno di mancanza di rispetto, tutti sono come affascinati da una sensazione di misteriosa bellezza. Si esce dalla mostra con molti pensieri in testa: il corpo umano è meraviglioso, i suoi singoli organi sono straordinari per come funzionano ma sono anche autentiche opere d'arte; siamo molto fragili, per cui è necessario avere molta cura di sé; soprattutto, la vita è breve e ricca di enormi potenzialità, per questo vale la pena di gustarne ogni istante, prima che sia troppo tardi. Dispiace che la mostra abbia chiuso i battenti, sta girando il mondo e ha già ricevuto 30 milioni di visitatori: non si sa quale sarà la tappa successiva a quella di Lubiana, ma è facile immaginare che una proposta del genere difficilmente troverà "casa" in Italia. ab

martedì 9 ottobre 2012

Gorizia, "primo, non prenderle": ma così non si vince!

Nell'incontro sul futuro del Tribunale, Cingolani ha a ragione denunciato il disinteresse dei politici regionali - anche quelli del suo partito di riferimento - nei confronti della realtà goriziana: incredibile in questo senso la "comparsata" al Kulturni Dom di una Serracchiani senza parole. La stessa amara constatazione era stata proposta da Gherghetta nella recente assemblea provinciale tenutasi nel teatro Comunale di Monfalcone. Un po' meno d'accordo - almeno così sembra dalle cronache odierne - i partecipanti al meeting monfalconese sul futuro dell'Azienda Sanitaria... Tutto vero, ma c'è un "però" da tenere presente: la volontà di tutti i cittadini. Ad esempio, se i goriziani hanno il diritto e il dovere di chiedere ai propri rappresentanti la tutela dei loro interessi e del loro minacciato Tribunale, anche la volontà dei palmarini - che già subiscono con certezza la "fine" della loro istituzione - deve essere tenuta in considerazione. Ora, premesso che sull'argomento sarebbe stato utile un referendum consultivo o un accurato sondaggio, tutto sembra far comunque pensare che la stragrande maggioranza degli abitanti della Bassa Friulana preferiscono "Udine" piuttosto che "Gorizia". In conclusione, è vero che la pressione politica del Goriziano è a livello regionale sempre meno efficace; ma accanto alla definizione di sempre più fragili "linee del Piave" regolarmente spazzate via dall'incalzare dei tempi, è indispensabile domandarsi in che modo rendere più attrattivo il territorio. Il principio calcistico del "primo, non prenderle" può consentire al massimo di raggranellare qualche pareggio: per vincere la gara, occorre anche proporre un gioco spumeggiante! ab

lunedì 8 ottobre 2012

Primarie nazionali, opportunità e/o criticità

Le Primarie. Di per se è una bella idea: offrire ai cittadini che si riconoscono in un determinato schieramento politico la possibilità di scegliere i propri candidati. Funzionano bene quando si tratta di individuare il miglior candidato a garanzia di un programma riconoscibile e condiviso. In questo caso sono infatti un'occasione per riproporre temi importanti e per far conoscere meglio agli elettori le persone che le vorrebbero rappresentare. Più complicata la situazione quando i programmi dei candidati alle primarie sono troppo diversi: la "campagna" diventa molto dura, i protagonisti devono sottolineare le differenze e la coalizione si scinde nelle varie anime e successivamente i "franchi tiratori" lanciano nel segreto dell'urna i loro strali. Per questo le "baruffe" interne al Pd e quelle di "coalizione" rischiano di trasformare un positivo strumento in un boomerang per il centro sinistra: nel pd Renziani e Bersaniani si sfidano sui "fondamentali" (via liberale o via sociale), nella coalizione c'è chi è attratto dal Monti bis e chi invece ritiene il sostegno attuale a Monti una iattura. Non sono questioni di poco conto e gli elettori - abbondantemente nauseati dall'inimmaginabile livello di porcheria della civitas berlusconiana e fortemente provati dai frequenti correttivi (cioè sacrifici) della spesa pubblica - sono smarriti e sono tentati da un molto poco convinto "voto utile" dalle brevi prospettive o da una provocatoria simbolica astensione dalle conseguenze imprevedibili. C'è ancora tempo per correre ai ripari, sia a livello nazionale che regionale, a condizione che si rifuggano gli eccessi di personalismo e si evidenzino in modo più chiaro i punti di "non ritorno" oltre ai quali non è possibile riconoscersi in una coalizione. Per alleanze strategiche o convergenze parallele c'è sempre tempo dopo le elezioni; prima, chi va a votare ha il diritto di sapere "da che parte sta" ogni candidato. Di saltimbanchi, nelle ultime due legislature, ce ne sono stati troppi!

domenica 7 ottobre 2012

Crisi del Tribunale: specchio di un territorio in declino o risultato di politica sfavorevole?

Si è svolta venerdì, presso la sala storica dell'Unione Ginnastica Goriziana, l'assemblea pubblica organizzata dall'Ordine degli Avvocati di Gorizia, sulla precaria situazione del nostro Tribunale. Dopo un'introduzione tecnica dell'economista Massimiliano Ciarrocchi, la relazione del Presidente goriziano degli avvocati, Silvano Gaggioli, ha informato il pubblico della ormai stabilizzata situazione di malfunzionamento del Tribunale di Gorizia: scarso il personale, pochi i magistrati, costretti ad un carico di lavoro di gran lunga superiore rispetto ai colleghi di altre città [i dati parlano di 900 fascicoli all'anno per magistrato contro i 500-600 della media]. L'accorpamento con il tribunale di Palmanova avrebbe consentito a Gorizia di avere il bacino di utenza necessario per poter funzionare meglio. Possibilità di fronte alla quale il CSM e l'Associazione Nazionale Magistrati si sono espressi favorevolmente, a fronte di motivazioni di carattere logistico, riguardanti sia la distanza chilometrica, sia la possibilità di Gorizia di disporre di ampi spazi per gli uffici e il personale (anche con il recupero della ex scuola elementare Pitteri), sia per l'omogeneità del tessuto economico. Per contro è mancato, secondo Gaggioli, l'interessamento della parte politica, sia a livello locale che nazionale, tanto da essere giunti ad un provvedimento legislativo di accorpamento di Palmanova al tribunale di Udine, sulla base di generiche motivazioni di “omogeneità territoriale” e di “evidenti motivi logistici”. Quali motivi logistici? Attualmente, riferisce Gaggioli, il Tribunale di Udine non dispone di spazi sufficienti dove collocare persone, uffici, archivi. Figuriamoci con l'accorpamento di Palmanova. Tra i politici presenti, Gherghetta ha parlato di “scippo” e di scelta fatta senza tener conto dell'interesse generale di tutti i cittadini. Romoli ha indicato la strada giurisdizionale come l'unica da percorrere, dato che a livello politico la partita risulterebbe ormai persa. Cingolani, riportando le parole del segretario udinese del PD (sull'impossibilità di sopravvivenza del nostro tribunale come istituzione autonoma) ha apertamente denunciato il disinteresse del suo partito nei confronti della realtà goriziana, e, toccando anche gli ambiti dell'Università e della Sanità, ha affermato come invece, una logica basata sui diritti dei cittadini e non sui rapporti di forza fra Udine e Trieste, riconoscerebbe a Gorizia un ruolo molto più importante rispetto a quello che le viene conferito. Presente soltanto per i primi minuti della relazione di Gaggioli, l'eurodeputata Serracchiani non si è espressa, ma dalle dichiarazioni fatte dalla stessa all'esordio della campagna elettorale, ne conosciamo già le argomentazioni, che l'hanno portata a favorire gli interessi udinesi, e cioè l'attenzione per le richieste provenienti dal territorio della Bassa Friulana, contrario all'accorpamento al Tribunale di Gorizia. Motivazioni simili sono state espresse dal Presidente della Camera Penale, Riccardo Cattarini, che vede la situazione (in declino) dell'istituzione goriziana come il riflesso della realtà sociale, culturale ed economica del suo territorio (altrettanto in declino). A concludere, l'intervento del Presidente della sezione goriziana dell'Associazione Italiana Giovani Avvocati, Cechet, secondo il quale la situazione del Tribunale di Gorizia è un problema che non è circoscritto al mondo degli avvocati, ma appartenente all'intero territorio, al quale viene a mancare un servizio efficace; Cechet ha inoltre richiamato alle proprie responsabilità i politici, che lo hanno ignorato. dc

venerdì 5 ottobre 2012

Carlo Giuliani, ragazzo. Undici anni dopo...

Sono passati oltre undici anni dal triste G8, di nuovo Genova, un mesto pellegrinaggio nei ricordi.
Piazzale Alimonda, presso la porta di una chiesa, il luogo della morte di Carlo Giuliani, oggi occupato dalle moto di coetanei che della sua vicenda hanno forse soltanto una vaga memoria di bambini. A prima vista non ci sono segni che ricordano quegli avvenimenti, occorre chiedere a qualcuno per farsi indicare il luogo preciso e per rendersi conto che nel cuore di chi risponde "nessuna croce manca".
Il pensiero corre veloce, si rivivono emozioni sopite, rumori, colori, l'acre sapore della saliva intrisa di lacrimogeni: le devastazioni degli indisturbati black blok, i cassonetti fumiganti, poi - oltre il tunnel - la via Tolemaide, da una parte il corteo che avanza dall'altra le forze dell'"ordine" in assetto di guerra... fragore dei manganelli battuti sugli scudi di plexigas, pioggia di lacrimogeni, fuga - ancora nel tunnel - a cercare riparo, la radiolina che annuncia "un corpo immobile" nella vicinissima Piazza Alimonda.
Osservando meglio, un segno c'è: al centro della piazza, in mezzo a un'aiuola, una lastra di pietra rotta e come infangata, qualche fiore invita a raccogliersi. Incisa la data 20 luglio 2001, scritta a mano, con un pennarello blu, la dedica struggente "Carlo Giuliani, ragazzo". E non c'era stata ancora la manifestazione del "giorno dopo", e non c'era stata ancora la notte fascista alla "Diaz" che - come scrive la Cassazione - "screditò l'Italia di fronte al mondo"...
Un pensiero dolce a Carlo Giuliani e ai suoi cari, un pensiero scandalizzato a Gianfranco Fini che ieri ha dichiarato - lui che all'epoca seguì irregolarmente i fatti dalla cabina di regia perché "era pericoloso uscire nel momento degli scontri" - "se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto e porterei di nuovo la solidarietà ai carabinieri". Ecco cosa pensa veramente uno dei personaggi che purtroppo animeranno l'ormai prossima campagna elettorale: si lascerà corteggiare da pdl udc e anche pd per "salvare l'Italia", invece di fare le valigie e togliere il disturbo, dedicando il resto del suo tempo a spiegare a se stesso come giustificare la macelleria di Genova e anche come abbia fatto a non accorgersi prima che il suo amico poi nemico poi amico poi nemico Berlusconi, è - sono parole sue - un "corruttore". (le tre foto in alto sono dell'autore dell'articolo, la quarta è tratta dal sito ilmalpaese.wordpress.com) Andrea Bellavite

giovedì 4 ottobre 2012

Illy vs Serracchiani: un film già visto in "prima regionale" a Gorizia

Cosa significa l'autocandidatura di Illy a governatore del fvg, "sempre che venga meno la proposta Serracchiani"? Insieme all'ex governatore, chi lancia il siluro contro la corazzata pd, ben più fragile di quello che il partito tende ad acccreditare? Le dichiarazioni sembrano quelle di un film già visto, recentemente, anche se con altri protagonisti. Il pd goriziano, dopo lunga e sofferta trattativa, "realizza" nel 2011 il difficile obiettivo di unire una variopinta coalizione di centro sinistra; poi con voto unanime candida il segretario cittadino nonché principale artefice dell'accordo; in quel contesto "piove" un'autocandidatura "pesante", sostenuta esplicitamente da alcuni maggiorenti "regionali" del partito. Si fanno pressioni sul candidato scelto con regolare procedura, il quale giustamente resiste dichiarando (esattamente come la Serracchiani in questo momento) di "rispondere alla base della sezione goriziana che lo ha designato all'unanimità per le primarie". Le elezioni di coalizione vedono il pd compatto nel voto, ma molto diviso nei fatti, in ogni caso le "primarie" sono una buona occasione per eliminare eventuali concorrenti fuori linea. Poi si sa come è andata: i mormoranti hanno seminato dubbi e sono arrivati in certi casi perfino a proporre il voto disgiunto: e così Romoli, sindaco nel periodo della massima depressione goriziana, ri-candidato in pieno e generale tracollo del centro destra nazionale, ha fatto il pieno vincendo a man bassa le elezioni di giugno. Con molti sorrisi compiaciuti di apparenti avversari con le pistole del "fuoco amico" ancora fumanti. Non è che gli strateghi delle spartizioni di poltrone stiano tessendo la loro tela? Tondo e il centro destra di nuovo in Regione, in cambio di...? ab

mercoledì 3 ottobre 2012

Una giornata sulle rive dell'Isonzo

Il fiume di Gorizia è obiettivamente poco valorizzato dal punto di vista dello svago. Non c'è il legame che ci si potrebbe aspettare tra una città ed il suo fiume. Forse perché è troppo lontano dal cuore della città. Eppure ci si ricorda di lui in determinate occasioni: nelle afose estati, per cercare refrigerio nel boschetto ripariale nei pressi del ponte di Piuma/Pevma oppure... quando si vuole gettare via qualcosa  sulle sponde. Domenica 30 settembre ho partecipato alla manifestazione promossa da Legambiente "Puliamo il Mondo" Il luogo scelto, anche quest'anno, erano i boschetti sulla sponda destra, in linea d'aria con l'abitato di Savogna. Oltre agli immancabili bicchieri e posate di plastica, lattine  e bottiglie di bibite, affioravano dalla vegetazione sacchi neri ricolmi di ogni cosa ovviamente non degradabile: rimasugli di ferro, stendini per la biancheria, parti di autoveicolo. E inoltre, una lavatrice, sanitari (lavandino, tazza del water), laterizi, piastrellle, materassi,ecc. ecc Non bastavano le mani e i pochi attrezzi messi a disposizione (pala, rastrello). Sarebbe stata utile una ruspa con il cucchiaio, per la strato di materiale da asportare! Indubbia l'inciviltà di abbandona i rifiuti ma anche una mancata o scarsa vigilanza di chi dovrebbe tutelare le sponde del bel fiume Isonzo. Nevio Costanzo

Appeal turistico tra accoglienza e attesa

Nel corso della fiera delle Dolomiti sono stati presentati lo scorso sabato a Longarone alcuni "cammini" proposti in Veneto e in Friuli. Tra gli altri ha parlato anche il sindaco di Assisi Claudio Ricci, personaggio alquanto originale che ha però offerto due riflessioni molto interessanti. Parlando di turismo a partire dall'esperienza di una città d'arte come è appunto quella di san Francesco, ha affermato che l'obiettivo deve essere quello di superare il concetto di "accoglienza" e introdurre quello di "attesa". Ciò dovrebbe valere - ndr - non soltanto per ciò che concerne il marketing turistico, ma anche il welfare territoriale: tutti coloro che arrivano in un nuovo ambiente di vita non dovrebbero essere soltanto accolti, ma anche sentirsi attesi. Il secondo concetto è la capacità di sorprendere: solo la meraviglia genera il ricordo. Quindi - di nuovo ndr - la questione non è soltanto "attrarre turisti" organizzando grandi eventi, bensì conoscere bene la realtà in cui si vive: solo meravigliandosi della bellezza o dell'interesse inattesi del proprio luogo, si diventa capaci di suscitare sorpresa e stupore. Per esempio, nessuno ricorderà un soggiorno a Gorizia per la salita in ascensore al castello, tutti racconteranno al ritorno la storia di un territorio che "sanguina storia". Peccato che ormai la miope strategia del Comune ha affossato l'idea di utilizzare come piccoli musei del Novecento i dismessi nostrani "check point"!

martedì 2 ottobre 2012

La Bombi chiude fino a Natale: e dopo?

E' un po' che non si parla degli ascensori al castello. Per questo l'informazione di servizio offerta dall'artistico cancello (da domani, 3 ottobre, galleria Bombi sarà chiusa) offre l'occasione di tornare sull'argomento. Presumendo che i giorni lavorativi in un anno siano almeno 230, la fine dei lavori di ristrutturazione della Galleria e di costruzione dei famigerati ascensori al Castello, dovrebbe essere prevista al massimo entro il mese di marzo 2013. Anche senza essere tecnici iperspecializzati, basta dare un'occhiata ai cantieri per presumere che tale scadenza non sarà rispettata; dal momento che i motivi dei vari "blocchi" sono da ricercare anche in "imprevisti" in realtà prevedibili (giusto per portare qualche esempio, mancanza di documenti relativi alla valutazione ambientale, ritrovamento di resti archeologici, casetta vincolata da demolire per far passare i mezzi, quantità di reperti bellici da bonificare, ecc.), c'è da domandarsi se i costi rientreranno in quelli preventivati e - in probabile caso negativo - se, con i tempi che corrono, sarà possibile reperire nuovi finanziamenti ad hoc. Appare sempre più probabile che l'"impresa" degli ascensori al castello finirà nell'archivio delle incompiute cattedrali del deserto, le cui malinconiche reliquie contribuiranno a sbizzarrire la fantasia degli archeologi del prossimo millennio. Se invece il lavoro sarà portato a termine, restano inevase le domande di sempre: a quanto ammonteranno i costi di gestione? Quale rapporto tra costi e benefici in chiave di ricaduta turistica? Che fine farà galleria Bombi?

lunedì 1 ottobre 2012

Gusti di frontiera: un "bravi", una "pulce", una "sedia"

E così, è archiviata un'altra edizione di "Gusti di frontiera". Grande successo, fiumi di persone, gradevoli profumi... Bravi gli organizzatori, sempre all'altezza della situazione i tecnici del Comune, simpatici gli esercenti, piacevoli i "contorni" musicali, ordinato il grande pubblico. Insomma, davvero bene, con un "grazie" anche al tempo che - gira e rigira - si è dimostrato ben più clemente del previsto. Una "pulcetta" così, giusto per non perdere il vizio? Ma sì, dai, la propagandata collaborazione con Nova Gorica! Come l'altr'anno in conferenza stampa è annunciato il proseguimento della magnàcola nel centro di Nova Gorica, con tanto di trenino navetta a uso degli estimatori delle superstiti "sardelle di Izola": come l'altr'anno trenino affollato di curiosi, ma a Nova Gorica nessuna bancarella, al massimo la possibilità di quattro passi in centro e di un tradizionale gelato. Non è solo un pelo nell'uovo: una mega-iniziativa realizzata in un territorio di confine e che si chiama "gusti di frontiera" dovrebbe ovviamente essere progettata e realizzata insieme, almeno i manifesti dovrebbero essere rigorosamente bi (o più) lingui. E poi una nota a margine, che non centra direttamente con la festa: dove è sparita la bella "sedia anti-ascensore", interessante performance artistica sottratta ai visitatori di Piazza Vittoria subito dopo il Festival Vegetariano? L'ha ripresa in casa l'artista? E' divenuta il seggio di qualche politico megalomane? E' finita in discarica con l'"indifferenziato" come il resto dei rifiuti accuratamente selezionati dai bravissimi organizzatori del festival di un mese fa? ab