martedì 31 luglio 2012

Bisogna anche saper perdere!

Che tipo 'sto Magnini! Dal punto di vista agonistico, prima delle Olimpiadi sembrava un siluro; anche nella vita privata sembrava andare a cento, da un anno compagno di vita e di allenamento della pluridecorata collega Pellegrini. Ieri, dopo la non entusiasmante staffetta veloce, è stato "beccato" mentre se la prendeva con chi a suo parere non aveva fatto fino in fondo il proprio dovere; oggi, arrivato 19° ed eliminato in batteria, si scatena contro tutto e contro tutti, dando la colpa della débacle al suo fino alla vigilia delle Olimpiadi molto amato allenatore. Quest'ultimo, tal Rossetto, si difende contrattaccando e sostenendo che è troppo difficile seguire contemporaneamente dei campioni come quelli che sono in forze all'Italnuoto. Insomma, il solito gioco dello scarica barile, alla fine di un anno nel quale di tutto i giornali sportivi e scandalistici hanno parlato meno che di allenamenti, fatiche sportive e voglia di conquistare grandi risultati. Che possono arrivare o meno, ma non suscitare reazioni stizzite come quelle cui si è assistito oggi. Insomma, in attesa della prova di Federica Pellegrini sui 200sl e augurandole di non doverne trarre tesoro, l'insegnamento è che "bisogna anche saper perdere".

lunedì 30 luglio 2012

Ricordate Ground Zero goriziano? Sì, il cantiere che per tre anni ha occupato i marciapiedi delle Vie Trento, Ariosto e Duca d'Aosta con una recinzione che copriva niente altro che un grande buco. Ebbene, ecco un po' di foto-storia di questa vicenda all'italiana che riguarda un ampio spazio proprio all'ingresso della città, fra le vie Ariosto, Donizetti, Trento e Duca d'Aosta. 29 agosto 2007: concessione spazio pubblico (1880 mq di marciapiede) alla ditta "fino al termine dei lavori". 28 luglio 2009 (due anni dopo!!!): anche grazie alle critiche costruttive del Forum per Gorizia i lavori si sbloccano, si cominciano a sistemare i marciapiedi. 14 luglio 2010: Ground zero è un ricordo, in meno di un anno i lavori sono andati avanti celermente e la costruzione è ormai al quarto piano. 28 luglio 2012 (due anni dopo!!!): i lavori sono fermi, la situazione è la stessa, con tanto di pannelli di vetro scuro a oscurare un cantiere sostanzialmente vuoto. 5 anni: Nova Gorica nel frattempo ha progettato, costruito e inaugurato il grande palazzo "di vetro" Eda, oltre a ben tre grandi centri commerciali e altre varie costruzioni; gli egizi in molto meno tempo costruivano le piramidi e perfino i veneziani nel primo '500 avevano risistemato in due anni le mura del castello... Già, le mura del castello! Ma questo è un altro discorso da affrontare insieme a quello dell'edificando "parcheggio multipiano" di via Manzoni (altro progetto del secolo scorso destinato a percorrere lo stesso iter).
18 luglio 2009
14 luglio 2010
28 luglio 2012
28 luglio 2012

venerdì 27 luglio 2012

E se l'"identità culturale" fosse una trappola?

"E' in discussione la nostra identità...". Chi è preoccupato di ciò si affretta ad aggiungere "...cristiana". L'affermazione, all'apparenza innocua, è in realtà molto inquietante. Il discorso è lungo, ma urgente, in questo contesto si vuole solo aprire una discussione. Anzitutto perché il contesto di crisi economica e soprattutto occupazionale tende a costruire molto venefiche divisioni fra se-dicenti abitanti "di casa nostra" che avrebbero un diritto di precedenza e immigrati considerati al massimo come "ospiti" che dovrebbero imparare a "seguire le nostre regole" e a rispettare il predominio "della nostra religione". In secondo luogo la presunta identità "cristiana" degli italiani è riferita esclusivamente a un vissuto di ordine pseudo culturale dal momento che la quasi totalità del cosiddetto "popolo cristiano" giace nella più crassa ignoranza anche dei più elementari principi evangelici. Tra essi ci sono quelli dell'uguaglianza di diritto e dignità fra tutti gli esseri umani, il dovere dell'accoglienza dell'altro riconosciuto come lo stesso Cristo che "ha fame e sete" o "è forestiero e in carcere" e così via. Infine - ma appunto è soltanto un "infine" riferito a questo post - sarebbe importante che chi sostiene l'esistenza di un'"identità cristiana", sia pur a livello soltanto culturale, si interroghi: alla prova dei fatti essa non potrebbe addirittura essere lo sfondo irriflesso di catastrofi affettive simili a quelle che spesso accadono anche in territori "di provata tradizione" come ad esempio la "buona" Bassa Friulana? Sono luoghi in cui il millenario tessuto religioso/culturale di impronta essenzialmente contadina è stato in pochissimo tempo messo in discussione dal rapido diffondersi della post e ultramodernità. Difficile non pensare che questa rapidissima e molto poco accompagnata transizione sociale possa essere indolore e non provocare - soprattutto in momenti di particolare fragilità - incontrollate espressioni di carenza affettiva, depressione e violenza su di sé e sugli altri. Forse nelle omelie dovrebbe riecheggiare qualche nota autocritica da parte della Chiesa, l'istituzione che più di ogni altra si presenta come "custode" dell'"identità cristiana"; più di ogni altra ha la responsabilità di parlare non di altro, bensì dell'autentico Vangelo di Gesù, cioè quello della pace, della nonviolenza, dell'accoglienza, del perdono incondizionato, della fraternità universale, della libertà di ogni amore di coppia, per chi ci crede vertice della manifestazione dell'amore di Dio nel mondo... ab

Od nedelje metelj do B.B.

Ecco un articolo di Igor Komel, positivo commento al libro di Roberto Covaz, La domenica delle scope e altre storie di confine, LEG 2012. Un bel ricordo della Gorizia che fu... Pred kratkim je izšla pri založbi LEG (Libreria Editrice Goriziana) knjiga goriškega novinarja Roberta Covaza La domenica delle scope e altre storie di confine (Nedelja metel in druge dogodivščine ob meji). Dogodek, ki se je pripetil v nedeljo, 13. avgusta 1950, prav gotovo sodi v kolektivni spomin Goriške. Mnogi ga zabeležijo kot prvi padec meja v našem prostoru. O »nedelji metel« so se pri nas mnogi novinarji razpisali na dolgo in široko. Snov je bila prava odskočna deska za novinarja Enza Bettizzo, da je uspel pri milanskem dnevniku Corriere della sera. O dogodku je pisal tudi Sandro Scandolara, v kasnejših letih pa so se razpisali še drugi krajevni mediji (Il Piccolo, Isonzo – Soča), na straneh našega Primorskega dnevnika pa se je zadeve večkrat poglobljeno dotaknil pokojni novinar in urednik Marko Waltritsch. Goriški novinar Roberto Covaz nam je zadnja leta v svojih delih postregel s številnimi zanimivimi goriškimi »štorijami« iz naše daljne in bližnje zgodovine. (Niente da dichiarare, Il partigiano Benvenuto (to je Silvino Poletto), Chi ha ucciso Gigi Oca itd.). Tokrat pa je še dodatno obogatil mozaik s kamenčki, ki predstavljajo stanje na Goriškem takoj po koncu vojne, oziroma v prvih 50-ih letih. Gre za kompleksno obdobje, v katerem je goriški človek, ne glede na narodnost, »iskal samega sebe«. Roberto Covaz je s svojim tipičnim slogom pripovedovanja znal zajeti tudi najbolj kočljiva vprašanja Slovencev na Goriškem: od poitalijančenih slovenskih imen in priimkov, do vajenca Ernesta, ki mu ni bila dana pravica, da »sanja z odprtimi očmi«, ker je Slovenec. Zanimiva je tudi zgodba gospe Celestine, oziroma o gostilni Pri luni v Gorici, o ukradenem kipu svetogorske Marije, o krutosti razmejitvenih posegov itd. Iz mozaika niso izostali kavarna Bratuž, trgovine Kosič, Čotar in Uršič v Raštelu, Primorski dnevnik itd. Predvsem pa je podrobno opisana slavna avgustovska »nedelja metel«. Novinar Roberto Covaz nam je torej tudi tokrat postregel z drobnimi kamenčki, ki izpostavljajo izvirnost in svojevrstnost naše polpretekle zgodovine. V mozaik bi sicer lahko dodali še številne kamenčke, toda slika je zanimiva in pomenljiva, tako, da gotovo ne bo kmalu zbledela. Uvodoma sem izpostavil nedeljo metel kot »prvi padec meja«. Gre za nekakšen exodusu iz šele nastajajoče Nove Gorice v Gorico. Manj znano pa je, da smo bili dve leti kasneje (1952) priče podobnemu »exodusu« v obratni smeri. Zasluga ne pripada nobenemu drugemu kot »seksapilni« francoski filmski zvezdi Brigitte Bardot. V Novi Gorici so namreč predvajali izvirnik filma Manina, la fille sans voiles (Manina, dekle brez pajčolana), v katerem je B. B., seks simbol šestdesetih let, prvič razkazovala svoj bogati prsni koš, oz. »cvetoči balkon«. V Italiji je tiste čase prevladovala stroga cenzura s cerkvenim blagoslovom, zaradi česar v demokratični Italiji ni bilo mogoče videti spornih in nespodobnih prizorov, kot lahko v »komunistični diktaturi«. In ljudje so z italijanske strani vdirali v suženjsko in mračnjaško državo. Tako, da tudi prsim B. B. gre zasluga za »odprte meje« . In naj spomnim, da se je vse dogajalo pred podpisom videmskih sporazumov. V današnjih dneh pa se svet v Gorici obrača nekoliko drugače. Seks simbol B. B. se je takrat predstavila goriški publiki na višku slave v svoji najlepši podobi. Današnja Gorica vabi v svojo sredo »ex« porno zvezdo Selen, ki ni niti več porno zvezda, ampak je že bivša, zbledela zvezdica. In ki B.B. ne seže niti do gležnjev. Morda tudi v tem tiči razlaga, zakaj našo Gorico imenujejo »Stara«. Ne glede na B. B. in Selen, je v tem poletnem času, vredno prebrati »nedeljo metel« Roberta Covaza.

giovedì 26 luglio 2012

Gorizia, nulla si distrugge tutto si trasforma... in un deserto

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Sì, in un deserto, sembra raccontare l'attuale storia goriziana. La notizia di oggi è l'ormai quasi certa fine dell'ASS2, "trasformata" nell'Azienda Giuliano/Isontina. Precede e segue tante altre serrate, tra le quali quella ormai quasi altrettanto certa della "Provincia". E adesso? Ci saranno davvero le barricate? Del Sordi diventerà "disobbediente" contro il realizzarsi di una situazione che è l'esito di un percorso avviato vent'anni fa anche dall'attuale sindaco? E quest'ultimo, ormai pago della trionfale riconferma, scenderà in piazza Unità con i cittadini, il Romoli sindaco in sit-in contro le decisioni del Romoli fu assessore regionale? Difficile pensarlo, il suo obiettivo l'ha centrato e ora non c'è da aspettare molto altro che una minimamente dignitosa tutela dello status quo. Cioè della progressiva desertificazione di Gorizia, come dimostrato (anche) dalle impalcature abbandonate da anni in pieno centro (la foto è scattata all'inizio di via Seminario) e dalle quotidiane chiusure di esercizi commerciali: le saracinesche sono quelle dell'edicola "Dosso", definitivamente abbassate dopo decenni di ottimo servizio ai cittadini del rione. Mancheranno la simpatia e la bontà di Roberto, un altro punto di riferimento che viene meno nella fu zona nobile della Città.

mercoledì 25 luglio 2012

I misteri di galleria Bombi

Qualcuno sa a cosa servono le sette botole di pietra semi-mimetizzate nel muro sud della galleria Bombi? E' una domanda agli storici e agli impresari, chissà, magari c'è qualche tesoro nascosto, o qualche tesoretto da investire per il bene della città... Comunque sia, la galleria Bombi è in condizioni pietose. Riaperta con una certa enfasi a pedoni e ciclisti quasi due anni fa, così e rimasta. Chi decide di attraversarla, oltre i gas di scarico dei camion in servizio presso la stazione bassa dei famigerati ascensori, deve sopportare le abbondanti immondizie abbandonate da passanti maleducati, la sempre più intensa oscurità e le davvero nauseanti gelatinose concrezioni formate dall'acqua e dallo smog. Insomma, un pessimo biglietto da visita per chiunque (sempre meno...) pensa di raggiungere piazza Vittoria dalla Slovenia e da via Giustiniani. Quella che un tempo era un'arteria importante si era trasformata cinque anni fa in un misterioso buco nero: ora continua a essere tale, anche se aperto a chi vuole rovinarsi la salute. Altro che bei sogni di un museo nelle gallerie o di un piacevole salotto cittadino, la lungaggine dei lavori ha reso la galleria Bombi niente altro che uno dei tanti scandali goriziani. Firmati, come si suol dire, by-partizan!

APPELLO Furto d'informazione

La politica è scontro d'interessi, e la gestione di questa crisi economica e sociale non fa eccezione. Ma una particolarità c'è, e configura, a nostro avviso, una grave lesione della democrazia. Il modo in cui si parla della crisi costituisce una sistematica deformazione della realtà e una intollerabile sottrazione di informazioni a danno dell'opinione pubblica. Le scelte delle autorità comunitarie e dei governi europei, all'origine di un attacco alle condizioni di vita e di lavoro e ai diritti sociali delle popolazioni che non ha precedenti nel secondo dopoguerra, vengono rappresentate, non soltanto dalle forze politiche che le condividono (e ciò è comprensibile), ma anche dai maggiori mezzi d'informazione (ivi compreso il servizio pubblico), come comportamenti obbligati ("non-scelte"), immediatamente determinati da una crisi a sua volta raffigurata come conseguenza dell'eccessiva generosità dei livelli retributivi e dei sistemi pubblici di welfare. Viene nascosto all'opinione pubblica che, lungi dall'essere un'evidenza, tale rappresentazione riflette un punto di vista ben definito (quello della teoria economica neoliberale), oggetto di severe critiche da parte di economisti non meno autorevoli dei suoi sostenitori. Così, una teoria controversa, da molti ritenuta corresponsabile della crisi (perché concausa degli eccessi speculativi e degli squilibri strutturali nella divisione internazionale del lavoro e nella distribuzione della ricchezza sociale), è assunta e presentata come autoevidente, sottraendo a milioni di cittadini la nozione della sua opinabilità e impedendo la formazione di un consenso informato, presupposto della sovranità democratica. Non possiamo sottacere che, a nostro giudizio, a rendere particolarmente grave tale stato di cose è il fatto che la sottrazione di informazione che riteniamo necessario denunciare coinvolge l'operato delle stesse più alte cariche dello Stato, alle quali la Costituzione attribuisce precise funzioni di garanzia e vincoli d'imparzialità. Tutto ciò costituisce ai nostri occhi un attacco alla democrazia repubblicana di inaudita gravità, che ai pesantissimi effetti materiali della crisi e di una sua gestione politica volta a determinare una redistribuzione del potere e della ricchezza a beneficio della speculazione finanziaria e dei ceti più abbienti assomma un furto di informazione e di conoscenza gravido di devastanti conseguenze per la democrazia. Alberto Burgio, Mario Dogliani, Gianni Ferrara, Luciano Gallino, Giorgio Lunghini, Alfio Mastropaolo, Guido Rossi, Valentino Parlato

martedì 24 luglio 2012

Perché, in generale, si tace quando ci sarebbe cosí tanto da dire?

Interessante intervista a Luciano Gallino, oggi nelle pagine nazionali del Piccolo. Sostanzialmente, con le consuete documentazione e competenza scientifica, afferma che i cittadini vengono ingannati: si attribuisce la responsabilità della crisi al crescere del debito pubblico per nascondere la necessità di "salvare" il sistema delle banche internazionali; si sventola continuamente la minaccia del fallimento per tacitare chi il fallimento lo vede già in atto, e proprio a causa delle politiche che lo vorrebbero (a parole) risolvere. Non sono spunti nuovi, già li ha ampiamente esposti nella sua recente bibliografia. Ma suscitano molte domande, anche operative. Per esempio: perché non raccogliere la proposta di Anna e organizzare in accordo con una libreria (una ha già offerto entusiasta disponibilità) un ciclo autunnale "per capire la crisi" di incontri sulle idee di Gallino, Panaro, Fazi e altri? E poi: se si da ragione a Gallino, come poter pensare compatibile un sostegno alle politiche dell'attuale Governo e della sua maggioranza? In altre parole, perché il Forum non potrebbe essere capofila di un progetto politico regionale (per ora): dove non interessa discutere sul sostegno alla prima Serracchiani che passa perché "solo uniti si vince", ma sulla costruzione di una politica alternativa a quella voluta dai gestori dell'attuale fase del capitalismo mondiale? In Regione e ovunque.

lunedì 23 luglio 2012

Movimenti di tutta la Regione, unitevi!

E' il solito balletto di candidature imposte al centro sinistra dal pd e il rituale tentatativo di conquistare la pole position da parte dei partitini della Sinistra in attesa di allearsi docilmente sotto lo slogan "solo uniti si vince"... E così, turandosi il naso, l'elettore deve essere disposto a rinunciare alla maggior parte delle proprie idee "piuttosto che vinca Tondo" o chi per lui. Di problemi reali in un momento drammatico, di progetti concreti, di programmi sostenibili sulle questioni del lavoro, del welfare, dell'ambiente, della cultura neanche l'ombra. Così come non si vedono gesti dimostrativi di rinuncia a strapagati incarichi, di riduzione dei mandati di consiglieri regionali, di autolimitazione dei vitalizi... In queste condizioni, come evitare un ben prevedibile enorme astensionismo? E' inevitabile lasciare al solo Grillo il compito di intercettare il disagio dei cittadini? No, qualcuno qualcosa può fare e questo qualcuno sono i movimenti civici, da quelli che sono riusciti a raggiungere risultati straordinari nei referendum sull'acqua e sul nucelare a quelli anti tav e anti cie/cara per arrivare alle liste civiche improntate alla partecipazione democratica e alla nascente "alba", senza disdeganre accordi costruttivi con gli stessi "grillini": un grande movimento di popolo, in grado di scuotere i "palazzi" addormentati e di proporre un'alternativa "dal basso", di ricostruire su nuove basi la tracollante democrazia rappresentativa. In questo caso davvero, l'unione potrebbe essere grande e consapevole forza e portare anche al raggiungimento di obiettivi clamorosi. Perché non provarci? Andrea Bellavite

domenica 22 luglio 2012

Si scrive acqua, si legge democrazia

Volentieri si pubblicano e si condividono i contenuti dei seguenti COMUNICATO STAMPA dei Movimenti per l'acqua e COMMENTO di Marco Iob: Grande vittoria dei movimenti, la Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali Il 20 Luglio la Corte Costituzionale ha restituito la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese. Lo ha fatto dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l'articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti. La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l'articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l'articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini. La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l'acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici. Si scrive acqua, si legge democrazia! -- Luca Faenzi Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ...e ora fermiamo la fusione AcegasAPS con Hera (in corso a Trieste), che è un tassello importante del disegno complessivo della multiutility del Nord che porterebbe i servizi pubblici locali (compresa l'acqua) alla mercé dei mercati finanziari, mettendo alla porta delle società gli Enti locali e soprattutto portando questi servizi essenziali lontani dalla partecipazione e dal controllo dei cittadini. saluti a tutte/i, Marco Iob

sabato 21 luglio 2012

Serracchiani candidata in regione dal Pd: tanto tuonò che piovve

E così, Debora Serracchiani ha sciolto le riserve: sarà la candidata del Pd in vista delle prossime elezioni regionali. Non si può negare che si tratti di una persona che dal punto di vista elettorale "pesa": alle europee del 2008 nel Collegio Nord Est sopravanzò di un diecimila voti un Berlusconi ancora all'apice della popolarità. Così come non si può negarle un forte appeal mediatico: i frequenti "passaggi" da Fazio e dalla Bignardi le hanno portato una meritata notorietà da volto nuovo e intelligente della politica nazionale e internazionale. Meno evidente è il "segno" lasciato con la sua attività di Deputata Europea; e meno chiare, nel senso che sono da comprendere meglio le posizioni e le proposte politiche come segretaria regionale del Pd e come candidato governatore del Friuli Venezia Giulia. Che faranno adesso Honsell, Bolzonello, Moretton, tanto per citare alcuni nomi di cui molto si è parlato negli scorsi mesi come capaci di "coalizzare" l'intero Centro Sinistra? E che faranno Sel, Federazione della Sinistra e Movimenti civici, imbarazzati tra l'altro dalle posizioni finora espresse dalla candidata in merito a Tav, Terza Corsia dell'A4 e così via? I casi sono tre: a) il ritornello secondo il quale "solo uniti si vince" potrebbe portare a inutili primarie di coalizione dall'esito scontato o più probabilmente a evitarle, offrendo qualche chance in più di vittoria finale alla Serracchiani, ma anche incrementando l'assenteismo di un ampio popolo di Sinistra che non si riconosce nel Pd e alimentando il cosiddetto voto di protesta. b) la presentazione di un candidato "a Sinistra" alternativo alla Serracchiani, destinato con ogni probabilità a non raggiungere il "secondo posto" (quindi un seggio sicuro in Consiglio regionale), potrebbe indebolire fortemente la candidata, ma anche raccogliere un ampio e significativo consenso anche da parte dei "movimenti" civici territoriali. c) la presentazione di un candidato alternativo alla coalizione di centro sinistra da parte dei movimenti civici e delle nuove forze politiche di sinistra (vedi Alba, per esempio, ma anche un accordo con il mondo del "grillismo") potrebbe essere una proposta dagli sviluppi imprevedibili, foriera di sorprese anche clamorose, dato anche il momento non certo felice dei "partiti" tradizionali la cui stessa esistenza sarà messa in discussione nelle ormai prossime "politiche" del 2013...

Provincia di Gorizia, ko nel 2014?

A quanto pare stavolta si fa sul serio e con il 1° gennaio 2014 non dovrebbero esistere più oltre 60 province italiane, al di sotto della soglia stabilita dal Governo Monti di 350.000 abitanti e 2500 Kmq: tra esse Pordenone che manca di poco l'obiettivo con i suoi 315.000 abitanti e quasi 2300 Kmq, e Gorizia che ne è invece molto lontana, con 142.500 abitanti e solo 466 Kmq. Un po' esagerato, il presidente Gherghetta concorda con il "collega" pordenonese sulla necessità di "fare le barricate", aggiungendo - si presume con humor nero - di essere pronto a "lottare con tutte le armi come avvenne cento anni fa quando si combattè la prima guerra per far nascere la Provincia (di Gorizia)". E' difficile dimostrare che la "Grande Guerra" sia stata effettivamente combattuta per questo motivo, certo è che la "giustificazione" dell'esistenza della provincia non si può basare sul numero degli abitanti o sulla superficie del territorio, ma su importanti ragioni storiche e culturali. Al di là del linguaggio battagliero (chissà se sulle barricate salirà anche un assessore di un partito da sempre contrario all'esistenza di tutte le province?), le domande da porsi sono altre: anzitutto, l'"ente Provincia" serve davvero a qualcosa o le sue prerogative possono facilmente essere delegate ai Comuni? In questo caso, più che di difendere a spada tratta la "propria", sarebbe il caso di insistere sulla soppressione anche delle 43 superstiti. In secondo luogo, non sarebbe possibile riformare anche i Comuni, incentivando le aggregazioni funzionali e rafforzando il ruolo dei naturali "capoluoghi"? In questo modo, ad esempio, una specie di piccola "Area metropolitana di Gorizia" capofila nella riorganizzazione unitaria dei servizi a favore dei cittadini offerti dai Comuni dell'attuale Provincia (magari anche con l'allargamento al territorio "ex-au") consentirebbe - accanto a un grande risparmio - un protagonismo e un peso politico a livello regionale da lungo tempo dimenticato. Quindi, più che il tentativo di costruire improbabili trincee, sembra importante quello di utilizzare il tempo che rimane e le energie di tutti nella ricerca di soluzioni alternative non improntate alla difesa a oltranza dello status quo, bensì alla tutela dei "beni comuni" dei cittadini. ab

La sedia artistica nella sera di piazza Vittoria

Artistica e delicata denuncia contro gli ascensori al castello, la "sedia" non finisce di stupire: ormai "adottata" da tutti coloro che lavorano sostano o attraversano piazza Vittoria, si lascia docilmente trasportare da una parte all'altra e offre ai suoi estimatori sempre nuove sorprese. L'ultima è un nuovo bellissimo quadretto che sostituisce quello che la rappresentava oltraggiata nello schienale: una visione serale, dopo il restauro, con sullo sfondo la via Arcivescovado. Un saluto grato all'ignoto artista, questo blog continuerà a seguirne le intelligenti imprese...

La cura Monti non funziona

E così, lo spread è tornato oltre la fatidica cifra "500", gli indici della Borsa tracollano una volta ogni due giorni, il Pil scende vertiginosamente ben sotto la soglia dello "0". Molti - in primo luogo l'interessato sostenuto dall'inedita alleanza Pdl/Pd/Udc e dal jet set della stampa nazionale - si affrettano a dire che "Monti non centra", ma non si può che prendere atto: quella che era stata presentata come la cura della malattia non ha funzionato o perché essa è stata affrontata troppo tardi o perché la diagnosi non è stata azzeccata. Oppure perché la strada intrapresa è quella imposta dai gestori dell'attuale fase del capitalismo mondiale e non certamente dalla ricerca del bene comune dei cittadini. Insomma, i "tecnici" hanno chiesto enormi sacrifici ma non sembrano in grado (o non vogliono) di tenere a galla la barca; i "politici" sono in stato di fibrillazione e ragionano miseramente come se niente fosse accaduto; il livello miserrimo del dibattito politico trova il suo apice nelle squallide boutade di Berlusconi che contende a Belen il gossip estivo cercando di far silurare la comunque indifendibile ex amica Minetti pur di riproporsi (o forse no) come presidente del consiglio. La scadenza delle "politiche" ormai incombe e all'orizzonte non si intravvede nulla di nuovo, addirittura sembra che non si giungerà neppure a una minima riforma elettorale che consenta ai cittadini di scegliere i candidati. Insomma, dense nubi sono accumulate sopra di noi e il temporale è imminente. In questo contesto, è possibile che sorga un nuovo giorno? O almeno la parvenza di una nuova "ALBA"?

Incontri ravvicinati di secondo tipo

Giovedì sera, una mezz'ora prima del tramonto. Inforco la bici per gustare il fresco incipiente, cosa meglio di un breve tour all'Isola della Cona o sul Carso goriziano? Il pensiero del puma che si aggira presso la foce dell'Isonzo, alla ricerca di qualche ciclista per cena, toglie ogni dubbio. Penso a una salita compatibile con la pancetta prominente e decido di tentare la via che dal paese sale al sacrario di Redipuglia, con l'idea - una volta raggiunta la meta - di scendere verso Doberdò gustando il profumo della natura estiva. Procedo spedito, meno fatica del previsto, l'ombra pietosa della macchia rafforza i muscoli e le gambe mulinellano agili sugli aerodinamici pedali. Un tornante, un altro e poi... una massa scura occupa buona parte della strada, i miei deboli occhi cominciano a trasmettere informazioni al cervello: una radice? una pietra? un meteorite? No, si muove, anche se pigramente: oddio, che sia il puma? Ma no, ha una codina attorcigliata e il pelo disordinato, forse un enorme cane? Come potete immaginare, a questo punto mi fermo, sono a una decina di metri: provo a battere le mani, a schioccare le dita. L'essere si gira con calma, mi mostra i dentoni ricurvi ed emette un grugnito tutt'altro che rassicurante. Facendo tesoro degli insegnamenti ricevuti, mi affretto a chiedere se si tratta di un maschio o di una femmina, nel secondo caso se ha i piccoli: niente, l'interrogato/a non risponde. Anzi, sembra non gradire l'intervista, più annoiato che infastidito mi fa capire: "ciò, te zerchi longhi? (orpo - penso - 'l ze un cinghialUccio!), se no... foeura di ball (accidenti, è anche un cinghiaLega!)". Estraggo lesto il telefonino per scattare almeno una foto, ma questa volta l'atteggiamento dell'energumeno consiglia di accantonare la filosofia: bicicletta a 180°, massimo rapporto, discesa alla Eddy Merckx tra gli sguardi stupiti dei redipugliesi. Per questa volta non finisco in pentola, il prossimo giro in piazza a Monfalcòn... cc (ciclista coraggioso)

venerdì 20 luglio 2012

Un default culturale: la cancellazione di Film Commission in fvg

A proposito di cinema, se non l'avessimo sotto gli occhi non ci si potrebbe credere: la vicenda che ha portato al voto sulla cancellazione di Film Commission in Friuli Venezia Giulia è davvero kafkiana. Tutto nasce nello scorso autunno quando il Consiglio Regionale decide il taglio del finanziamento al film di Bellocchio "La bella addormentata": una scelta nata dalla "contrarietà a questo cinema" (così un già assessore regionale alla Cultura!), quando la scenografia era nota esclusivamente al regista e allo scenografo. Sono seguiti una serie di interventi altalenanti, con ripristini e ricancellazioni, quando nessuno - ma proprio nessuno! - aveva idea di quale fosse il contenuto del film. Fino alla ridicola (o meglio, tale se non fosse foriera di sperpero del denaro pubblico) par condicio in salsa leghista con l'approvazione del finanziamento di 150mila euro al film "Marco d'Aviano - September Eleven 1683": un film (girato fra l'altro fuori dalla Regione) su una figura di grande spessore umano e culturale, finita nel tritacarne delle meschine diatribe locali. Non è esagerato pensare che la perdita di Film Commission e la quasi certa riduzione dei finanziamenti sia una catastrofe per il FVG e anche per il territorio goriziano. Il cinema è infatti uno dei pochi settori in cui la nostra regione è veramente eccellente, prova ne siano le splendide rassegne che si tengono in ogni provincia e il "vertice" toccato proprio a Gorizia in questi giorni con il premio "S.Amidei". Pochi strapagati - incompetenti e in malafede - possono decidere di finanziare o meno film dei quali non conoscono neanche lontanamente il contenuto o di cancellare Commissioni di alta qualità senza conoscerne ruoli o obiettivi: oggi tocca al Cinema, e domani? ab

giovedì 19 luglio 2012

Amidei 2012: Gorizia capitale del cinema

Inizia oggi a Gorizia il Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura Sergio Amidei. E' il vero fiore all'occhiello della Cultura goriziana, un festival del Cinema che conduce in città migliaia di appassionati; è un grande motivo d'orgoglio per tutti i cittadini che per una decina di giorni vedono la propria realtà "proiettata" su uno scenario di alto livello. Transitano per Gorizia i grandi nomi del cinema mondiale e vengono offerte possibilità di approfondimento a professionisti e cinefili. Eppure - a parte i giorni delle rappresentazioni considerati dai più come una specie di cinema all'aperto - in generale dell'Amidei si parla poco, sembrano più gettonati come "carta d'identità culturale" i "Gusti di Frontiera" o i giustamente decantati tre giorni di "E'Storia"... E allora, impietosamente nel breve volgere di una settimana si assiste a un impari confronto: da una parte il fato benigno ha sventate le serate in piazza Vittoria patrocinate anche dal Comune e miseramente fallite, dove erano annunciate sui megamanifesti le presenze poi mancate di calciatori, ex pornodive e altri personaggi d'avanspettacolo; dall'altra un gruppo di appassionati della città e del cinema - a fatica e a volte quasi con imbarazzo sostenuti dalle istituzioni amministrative - ci offrono l'Amidei 2012, l'omaggio ai grandi Fratelli Taviani, la nascita del nuovo CineClub di Gorizia in seno alla Mediateka e molto molto altro. Per usare in modo per una volta appropriato un linguaggio tipicamente giornalistico, c'è finalmente da rallegrarsi: per un paio di settimane veramente Gorizia diventa "capitale del Cinema". Con la speranza di non dimenticarlo già in agosto...

mercoledì 18 luglio 2012

Gectoni e gectini

Dal sito ufficiale della regione FVG. Con tre osservazioni in premessa. 1.Il Gect "Euregio" agisce su un territorio abitato da quasi 6 milioni di persone. 2.Mancano riferimenti territoriali alla Slovenia, la quale non ha riferimenti amministrativi simili alle "regioni", ma è impossibile non immaginare un coinvolgimento politico dello Stato sloveno sulle decisioni più rilevanti. 3.Per aggiudicarsi i bandi in sede europea ci sarà "concorrenza" - almeno indiretta - fra Gect "euroregionale" e Gect "goriziano", con risultati prevedibili dal momento che da una parte sono rappresentati circa 6 milioni di abitanti dall'altra circa 73.000! Il Governo italiano ha approvato lo statuto e la convenzione del GECT (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) Euregio Senza Confini tra Friuli Venezia Giulia, Veneto e Carinzia, autorizzandone la creazione. Il GECT è una struttura composta dalle tre Regioni, volta a creare una governance condivisa dei territori anche in vista della nuova programmazione comunitaria 2014-2020. Il GECT sarà dotato di propri organi e si occuperà di sviluppare progettualità comuni in modo semplificato, attraverso un unico interlocutore per le tre Regioni. Per le sue azioni il GECT sarà dotato di risorse proprie, e la maggior parte dei fondi verranno dai bandi comunitari ai quali il GECT parteciperà. Lo statuto e la convenzione istitutivi sono stati approvati il 16 marzo 2012, nel corso della riunione Trilaterale delle Giunte delle tre Regioni, tenutasi a Trieste. La firma dello statuto e della convenzione approvati dal Governo avverrà a Venezia. Il GECT avrà sede a Trieste. I prossimi passi saranno l'elezione degli organi del GECT e la definizione delle regole di funzionamento, compreso il programma di lavoro. Soddisfazione è stata espressa dall'assessore alle relazioni internazionali e alle politiche comunitarie, Elio De Anna, perché con questo passo si conclude una prima importante fase del percorso di creazione del GECT che ha molto impegnato l'Amministrazione regionale. ARC/Com/RED

Riflessioni culturali estive (lettera aperta agli amministratori pubblici)

Ecco un'interessante proposta di Igor Komel, direttore del Kulturni Dom di Gorizia: La stagione culturale si avvia alla conclusione ed è già in pieno atto la preparazione della prossima. La cultura è sempre stata ritenuta fondamentale per la coesione sociale, nell'antica Atene era tenuta talmente in considerazione quale fattore di rafforzamento della democrazia che gli spettatori a volte venivano pagati per partecipare agli spettacoli teatrali. In particolar modo, in questo momento particolarmente critico della società, con i numerosi disoccupati, con la nuova fascia degli esodati, con i giovani in cerca di prima occupazione - e la lista potrebbe ancora essere ulteriormente allungata – la cultura non ci si deve chiudere in se stessa, nel proprio orticello e nelle proprie paure, con gli occhi bendati verso la realtà esterna. Occorre che si ricreino le condizioni affinché la cultura possa ritrovare la consapevolezza del proprio ruolo sociale, come elemento di istruzione e crescita dei cittadini, ma anche come occasione di aggregazione, di superamento della solitudine e della depressione, pungolo a uscire dal proprio guscio e a partecipare attivamente alla vita pubblica... In merito a queste riflessioni sono dell’avviso che i vari enti culturali dell’Isontino, in stretto contatto con le amministrazioni pubbliche (Comuni , Provincia , Regione), potrebbero essere portatori di nuove proposte nella nostra realtà a favore delle fasce più deboli. Il mio pensiero concorda per esempio con la proposta di predisporre un certo numero di abbonamenti “gratuiti” e di biglietti “omaggio” in vista dei vari eventi culturali. In questo modo si potrebbe dimostrare efficacemente quanto la cultura si avvicina alla gente, stimoli l’ aggregazione e anche quanto volentieri la gente si avvicina alla cultura e la sente vicina, parte integrante della società. Sarebbe importante che questa proposta fosse presa in esame, come motivo di dibattito e di riflessione estiva… con la speranza però che non rimanga “estiva”. La cultura, con tutti i suoi valori, è spesso presentata con la “C” maiuscola: certamente il nostro è tempo propizio per la Cultura della C maiuscola…

martedì 17 luglio 2012

Il dirigibile Zeppelin NT a Gorizia

Si è fermato per una sosta tecnica all'aeroporto di Gorizia, il dirigibile "Zeppelin NT" che viene utilizzato nell'ambito del progetto europeo Pegasos (acronimo di Pan-european gas-aerosols-climate interaction study). La strumentazione di bordo serve per analizzare l'aria e quindi la relazione tra inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici. (testo NC, foto d'archivio) Sono 26 i partecipanti al consorzio, tra cui il CNR con l'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima, dislocati in 15 i Paesi europei e non che aderiscono al progetto.

lunedì 16 luglio 2012

Accoglienza dello straniero: più che "i propri stessi genitori"!

Così, giusto pro-memoria: questa lapide si trova nel museo paleocristiano di Monastero ad Aquileia. E' stata scritta nel IV secolo e ricorda un certo Restutus che dall'Africa era venuto a cercare fortuna nella grande antica città. Prima di essere ucciso da un morbo maligno - recita il testo - l'africano Restutus è stato accolto e ha trovato negli abitanti di allora "più che i propri stessi genitori". Interessante, vero, nella terra dei Cie e dei Cara?

sabato 14 luglio 2012

Il lupo rating nell'ovile Italia. I custodi della democrazia banchettano in-coscienti

Si può dire di tutto sulle agenzie di rating, ma lo stracciamento di vesti dei capoccia-partito italiani è nauseante. Certo che il "sistema" è preoccupato della "tenuta" dell'Italia dopo le elezioni del 2013! A fronte di un impegno gigantesco al quale il governo Monti vincola tutti i cittadini, lo "spettacolo" offerto dai "politici" è a tutti i livelli desolante e - a differenza del benevolo sguardo nei confronti del goldmansachsiano presidente del Consiglio pro tempore - non consente alcuna fiducia nel prossimo futuro da parte dei "gestori" del capitalismo mondiale. Non soltanto sembrano fallire il minimo obiettivo che era stato loro assegnato, quello della riforma elettorale, ma continuano a "sparare" sempre le stesse cartucce in una guerra che non è più la loro: addirittura si parla del ritorno di Berlusconi e immediatamente si accendono gli animi di coloro che lo vogliono contrastare. Grillo si frega le mani e incassa vagoni di inattesi consensi, mentre le "careghe" continuano a fornire a chi c'è seduto sopra stipendi astronomici e privilegi rimasti praticamente inalterati. Il quadro del Friuli Venezia Giulia è altrettanto desolante e Tondo, il governatore del periodo più misero della storia regionale, rischia di ritrovare l'imprevisto bonus di cinque anni fa: non grazie alle sue capacità - si pensi solo ad esempio ai front e dietrofront relativi alla riforma sanitaria - ma grazie al centro sinistra che si sta avvitando su se stesso alla ricerca di un candidato governatore senza (per ora) programmi e prospettive. La stessa Serracchiani, strapagata come parlamentare europea ma di fatto ben poco presente nella prestigiosa assise continentale, tiene tutti con il fiato sospeso (si fa per dire, ovviamente): sì, no, non so, ve lo dirò, non ve lo dirò... E se ci si ribellasse a tutto questo? Perché lasciare solo a Grillo il compito di intercettare il malcontento ormai generalizzato? Se ci fosse una marcia dai monti al mare, simile a quella dei minatori spagnoli, in grado di aggregare migliaia di persone intorno a un progetto critico nei confronti di chi vuole l'azzeramento dei diritti dei lavoratori e del lavoro, la cancellazione del welfare, la svendita dei beni comuni, la precarietà dell'occupazione e l'abbattimento degli stipendi? E solo dopo si potesse scegliere il rappresentante di un "nuovo corso" piuttosto che di una "minestra riscaldata"?

venerdì 13 luglio 2012

Il puma siamo noi

Sembra che un puma si stia aggirando indisturbato nei boschi presso la foce dell'Isonzo. Potrebbe essere anche un giaguaro o un ghepardo, forse una lince o un gatto selvatico. Per ora è sfuggito a tutti i ricercatori, solo qualche avvistamento casuale, "mentre inseguiva una lepre", "mentre si rifugiava fra le fronde", "mentre si aggirava intorno al recinto delle capre". Per ora non sono stati trovati neppure i resti di qualche (si presume) lauto pasto, forse si arrangia con qualche malcapitato fagiano, sempre naturalmente che non si tratti di un animale vegetariano, il che renderebbe ancor più problematica la sua individuazione. Ma se così fosse, perché non lasciarlo in pace? Non sbrana pecore, non danneggia strutture, non è pericoloso per coloro che lo incontrano, almeno a giudicare dai racconti di chi l'avrebbe avvicinato... Forse è un messaggio, un simbolo, una speranza: in questo tempo in cui tutto sembra essere sotto stretta e rigida sorveglianza, un felino di 90 chili riesce a scorrazzare liberamente in terre tutt'altro che selvagge. Forse - parafrasando gli studenti dell'89 che lottavano per i loro diritti mentre attorno a Roma sembrava circolare una pantera - "il puma siamo noi". O almeno, potremmo esserlo, pronti ad avventarci sull'ingiustizia e ad affermare l'autentica libertà.

giovedì 12 luglio 2012

Sedia di piazza Vittoria arricchita da un'altra opera d'arte

Un'opera d'arte nell'opera d'arte. La sedia artistica di piazza Vittoria non cessa di stupire. Idea intelligente contrapposta allo scempio della collina del castello, continua a far parlare di se: ormai itinerante sembra quasi che si muova con le proprie gambe e la si può trovare in diverse zone della piazza, sempre suscitando un sorriso complice in chi passa. Qualcuno aveva tentato di distruggerla spezzandone lo schienale? Ebbene non soltanto è stata aggiustata e rimessa immediatamente in funzione, ma anche qualcuno (lo stesso artista?) ha pensato di dipingere un bel quadretto che rappresenta l'oltraggio e di deporlo delicatamente sulla sedia. E' un'installazione davvero geniale e l'anonimato che permane sul valido artista rende il tutto ancor più misterioso e affascinante...

Altri due consigli di lettura per comprendere la "guerra durissima" (l'espressione è di Monti)

Altri due consigli di lettura non tanto estivi quanto in preparazione di un caldo autunno... L. Gallino, P. Borgna, La lotta di classe dopo la lotta di classe, Laterza 2012: è un saggio nella forma di interessante intervista, illustra le disastrose conseguenze economiche e sociali del neoliberismo, che ha elevato la disuguaglianza a ideale di sviluppo. Davvero da non perdere, come pure i due volumetti (tra l'altro con un costo decisamente accessibile) di E. Fazi, La terza guerra mondiale?, Fazi editore 2012: l'autore, fra l'altro ieri sera a Gorizia, analizza nel libro primo "la verità sulle banche, Monti e sul debito", nel secondo "chi comanda: Obama o Wall street?". Sono testi che aiutano a comprendere il ruolo centrale della Goldmann Sachs nell'attuale crisi mondiale e il coinvolgimento - passato e attuale - in essa di nomi noti (Monti, Draghi, ma anche Gianni Letta...). E per chi poteva ritenere il titolo di Fazi un po' esagerato basti rileggere ciò che non più tardi di ieri il Presidente del Consiglio ha dichiarato - guarda caso - proprio all'Associazione delle Banche Italiane: "L’Italia ha iniziato una guerra durissima, che non è ancora finita" Contro chi? Mah, anzitutto sembrerebbe contro le parti sociali, alle quali Monti si rivolge deciso a non «cedere sovranità», tanto che ha varato la riforma delle pensioni (nel giro di 24 ore e senza scioperi, lasciando nell’incertezza decine di migliaia di lavoratori), e una del mercato del lavoro...

mercoledì 11 luglio 2012

De profundis per i morti nel Canale di Sicilia

54 morti nel mare, tra la Libia e l'Italia. Il Canale di Sicilia continua a essere la tomba per centinaia di poveri che dopo aver superato il Sahara soccombono sui gommoni stracolmi che li dovrebbero condurre sulle coste della libertà. O almeno così pensano, se rischiano e perdono la vita in un modo così terribile come quello raccontato dall'unico superstite della strage. Il mondo cosiddetto "occidentale" ha molte difficoltà, la crisi finanziaria mette in ginocchio economie consolidate, il divario tra pochi ricchi e tantissimi poveri cresce ogni giorno. Ma non si può dimenticare chi sta ancora ben peggio, chi fugge dalla miseria assoluta, dalle persecuzioni e dalla schiavitù... Per gli ultimi 54 oggi un trafiletto sulla pagina degli esteri, domani l'oblio come quello sceso sulla morte di migliaia di persone in questi ultimi anni, in pasto ai pesci alle porte della nostra casa.

martedì 10 luglio 2012

Qualche riflessione sui "numeri" di GoriziaEuropa

Sull'ultimo numero di GoriziaEuropa, periodico online del pd goriziano, c'è una tabella comparativa dei voti alle comunali che suscita qualche interrogativo: nel prospetto si dice che la coalizione di centro sinistra alle ultime amministrative ha ottenuto il miglior risultato di sempre, 37,7% più del 37,5% ottenuto nelle fortunate elezioni "brancatiane" e molto più del 33,4% ottenuto dai candidati del centro sinistra divisi nel 2007. Chissà perché tra questi ultimi non viene nominata la lista dei "Cittadini" che con la candidata Gironcoli aveva ottenuto il 3,5% portando quindi il dato a 36,9%. Se poi si va al confronto tra candidati sindaco - dato decisivo per l'eventuale assegnazione del "Comune", il risultato si ribalta: 39,9% nel 2007, ben di più del 36,6% del 2012 e addirittura di più del 39,5% del primo turno di Brancati del 2002. Sono risultati che ognuno può interpretare come vuole: anche notando che tre candidati sindaco di centro sinistra che si sono presentati "divisi" al primo turno elettorale hanno ottenuto il 3,6% di voti in più rispetto a quando è stato presentato un candidato unico scelto dalle "primarie". E se è vero che il candidato vincitore delle primarie non è andato al ballottaggio per 273 voti, è altrettanto vero che il candidato della coalizione Forum nel 2007 (centro sinistra diviso, con almeno tre candidati al primo turno) l'ha mancato per soli 241. Così, solo per dire quanto è vero che la matematica è proprio un'opinione!

lunedì 9 luglio 2012

Proposta shock di Prignano (consigliere comunale di "Gorizia è tua"): gratis i treni regionali ai membri dell'esercito!

La "civica" denominata "Gorizia è tua", inserita a tavolino nella coalizione di "centro sinistra" dopo le "primarie" di novembre, esordisce in Consiglio Comunale con un'interrogazione di Prignano ("a nome, scrive, di tutta la lista"). Il più votato dei tre consiglieri comunali del gruppo più sorprendente alle ultime "amministrative", invita il sindaco ad adoperarsi perché anche ai membri dell'esercito italiano sia garantita la "gratuità del trasporto sui treni regionali". E' ingiusto - a suo parere - che essa sia valida solo "per gli appartenenti all’Arma dei carabinieri, alla polizia di stato, alla polizia penitenziaria, al corpo della guardia di finanza, alla capitaneria di porto, al corpo forestale dello stato e della regione, alla polizia locale, ai vigili del fuoco, agli ispettori del lavoro". Davvero controcorrente: mentre ovunque si richiedono taglioni/taglietti e ci si aspetterebbe l'eliminazione dei più o meno motivati privilegi, "Gorizia è tua" ne propone l'estensione. Mah...

domenica 8 luglio 2012

Per "capire" la crisi, un consiglio di lettura

"Se il lavoro vale meno economicamente e come collante sociale, anche la sinistra politica e le rappresentanze sindacali hanno le loro responsabilità e insieme, forse, l'onere della ricostruzione. Tornare a riconoscere il valore sociale del lavoro è la prima missione di una classe politica che sappia davvero interpretare le novità del XXI secolo, e ricostruirne il valore economico è il progetto più moderno del quale possa dotarsi". E' il frontespizio di un libro interessante nei contenuti, inquietante nell'indicazione delle prospettive, avvincente nelle conclusioni: M.PANARA, La malattia dell'Occidente, Laterza 2012.

venerdì 6 luglio 2012

Genova, Argentina, Bosnia: quanta fatica per ottenere giustizia!

Diaz: sentenza storica ma tardiva e insufficiente, come spesso accade in questo Paese ci vogliono anni, decenni per arrivare a una sentenza, non sempre, anzi il più delle voLte mai, alla verità. Siamo ridotti a gioire per questa sentenza che ha almeno stabilito la verità dei fatti e le singole responsabilità. Ma è una magra soddisfazione perché purtroppo, tra prescrizioni e indulti, nessuno si farà un solo giorno di carcere, puniti amministrativamente i quadri intermedi - ed è già qualcosa - ma nessuno dei vertici politici e degli autori materiali delle violenze pagherà veramente. Argentina: altra sentenza storica che riconosce e punisce reati e azioni criminali terribili commessi da Videla e Co. Dopo più di trenta anni trionfa la verità, ma per le innumerevoli vite spezzate, le infanzie negate, gli affetti e i legami familiari crudelmente interrotti, le condanne - sia pure esemplari in termini assoluti - appaiono comunque sproporzionate. Meglio tardi che mai, tocca dire, meglio questo che l'assoluzione di Karadzic dall'accusa di genocidio in Bosnia da parte del tribunale dell'Aja per mancanze di prove o elementi sufficienti (!!! A leggere le motivazioni si resta allibiti: "la scala di grandezza e il contesto di tali atti non ha raggiunto un livello per cui sia ragionevole concludere che è stato commesso genocidio", "mancava l'intento", "non sono inquadrabili le catene dei comandi" ecc.). Quanta fatica per ottenere giustizia! Anna V.

Una proposta per questa sera. Da "Salviamo il Paesaggio, difendiamo i Territori"...

Il Comitato Goriziano Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori è lieto di invitarVi il venerdì 6 luglio 2012 all'incontro pubblico, ore 20.30, presso MEDIATECA PROVINCIALE di Gorizia (Corte Bombi). PROGRAMMA: proiezione del film- documentario “Il suolo Minacciato” (45'); presentazione del censimento e dibattito tra Cittadinanza intervenuta. A Gorizia: 6000 abitanti in meno rispetto al 1970, eppure le zone residenziali sono cresciute negli ultimi anni. Una realtà un tempo chiamata città giardino o ancora Nizza austriaca, per la sua amenità ma che deve oggi fare i conti con il 50% del territorio comunale già coperto da costruzioni e strade e dove attendono ancora di essere realizzate le previsioni di urbanizzazione del piano regolatore del 2001 per nuove aree commerciali, produttive e residenziali pari a 80 ettari. Nel frattempo molte costruzioni, soprattutto residenziali - storiche e non - languono in attesa di un loro riutilizzo. Questa sinteticamente la situazione di Gorizia, a cui si aggiunge la grande sfida di giungere ad una pianificazione territoriale comune con la vicina Nuova Gorizia che porti ad una visione coerente e funzionale allo sviluppo sostenibile delle due realtà.

giovedì 5 luglio 2012

Sogni di primavera: le feste preelettorali

Chiacchiere di treno, racconto interessante. Una città qualsiasi, venerdì 4 maggio 2012, chiusura campagna elettorale ex (e ancora?) sindaco. Ore 24, mentre quella dell'altro schieramento si è chiusa un po' mestamente da almeno tre ore, la festa all'aperto - da quel momento fuori dalle regole imposte dal "silenzio" pre-voto e dalle leggi antischiamazzi emanate dallo stesso ex sindaco - continua imperterrita: musica a tutto volume, rullo di tamburi, disk jockej che urlano... Ore 00.30: alcuni abitanti della zona chiedono di abbassare un po' i toni, qualcuno anche di sabato deve andare a lavorare... Sì sì certamente... E la musica viene alzata ulteriormente. Ore 1.00: Le forze dell'ordine, di solito particolarmente sensibili a questo tipo di sollecitazioni ma questa volta assai imbarazzate nonostante le ripetute segnalazioni, intervengono assai delicatamente e dopo un po'di trattativa finalmente ottengono il risultato. Non senza aver consentito, ormai nei pressi delle 1.30, di "sparare" al massimo volume possibile l'inno di Mameli e il Va pensiero (per far contenti i non "fratelli d'Italia" della coalizione elettorale). Una storia di ordinaria mancanza di rispetto, di arrogante presunzione di potere, di nulla considerazione nei confronti dei cittadini. Che ovviamente poi si sono rifiutati in massa di votare colui per il quale era stata organizzata la gazzarra. O forse no?

In memoria di un amico ciclista. Basta con l'inutile strage

Angelo Peloi, il ciclista di Aiello del Friuli travolto l'altro ieri su un pericoloso incrocio di Ruda, era una persona in gamba che tra le varie attività coltivava da una vita la passione per la bicicletta, con la quale aveva visitato mezza Europa, aveva ricoperto ruoli importanti in associazioni di sportivi, aveva partecipato a competizioni anche internazionali e soprattutto aveva voluto immergersi nella bellezza della natura. Un pensiero a lui e al dolore dei suoi cari... Essere uno dei maggiori esperti della nostra Regione - e pertanto perfettamente osservante di tutte le regole del codice stradale e della sicurezza individuale - non ha impedito il compiersi dell'ennesima tragedia: in quest'ultimo mese sulle nostre strade del Goriziano si sta assistendo a una vera e propria inutile strage, due morti nel gradiscano, uno nel capoluogo in via San Michele, ora Angelo appena oltre il ponte del Torre. Sembra quasi che un simile trend sia considerato "normale"! In altri Paesi i ciclisti sono trattati come una straordinaria risorsa, hanno la precedenza sulle auto e sono tutelati in ogni modo; da noi i ritardi nella costruzione di ciclabili, gli scarsi controlli sul rispetto dei limiti di velocità lo stato pietoso di certe strade, la logica con la quale vengono costruite le micidiali rotonde... rendono ogni viaggio in bici un'avventura che a volte risulta essere senza ritorno. Insomma, perché queste troppo numerose morti non restino inascoltate occorre prendere atto di questa non dichiarata guerra e adoperarsi per vincerla: a favore dei ciclisti, della salute dei cittadini, del bene e dei beni comuni. ab

martedì 3 luglio 2012

Unità del centro sinistra goriziano!?

Dopo pochi mesi dall'elezione del nuovo consiglio comunale, l'impressione che dà il centro sinistra è veramente desolante. Il Movimento a cinque stelle (comunque lo metto a sinistra, anche se: bu?) si lacera, l'intervento di Rota sul giornale di oggi lascia sconcertati e basiti. Rota afferma che Cingolani non è un valore aggiunto, infatti “ha zavorrato” il PD, essendoci molti voti disgiunti. In sostanza qualche malizioso potrebbe pensare anche che qualcuno di questi “disgiunti” sia stato depositato proprio dai parenti serpenti dello stesso PD o loro affiliati. Dure parole spende Marco Rota anche verso il segretario Dall'Osto. Ma io mi chiedo: il segretario non viene eletto dal partito? Il candidato sindaco non viene scelto dopo una discussione? I Bersaniani dov'erano quando Cingolani veniva proposto come primo cittadino? Perchè non manifestare fino in fondo le proprie perplessità e lagnarsi quando è troppo tardi? La politica è veramente troppo complicata per la mente delle donne. Lasciamo lavorare i nostri strateghi che vedono lontano, ma intanto noi del Forum l'abbiamo presa nei denti. adg

Documenti e Commissioni: oh, che paura!

Il caso della Sanità isontina è emblematico: ieri la conferenza dei sindaci della Provincia di Gorizia si è riunita e ha deciso quello che la conferenza dei sindaci decide normalmente quando non sa cosa decidere. E così avremo presto un documento unitario sottoscritto, a quanto pare, da tutti i sindaci e consiglieri comunali, a difesa della locale Azienda Sanitaria... Sarà l'ennesimo testo scritto che andrà ad arricchire il già notevole fascicolo delle manzoniane "grida" presente in Regione. In realtà, due questioni sono evidenti: 1. Dai lontani tempi dell'insediamento nel capoluogo delle Università di Trieste e di Udine nonché del ventilato ospedale unico nel gradiscano e della proposta Bratina (primi anni '90) sulla sanità transfrontaliera, nel territorio non sono state avanzate proposte innovative unitarie praticamente in nessun campo: urbanistica, welfare, piano commerciale, viabilità, soprattutto relazioni inter-nazionali (si attende ancora il primo "parto" del Gect...). E mentre nella città di Gorizia tutto sembra fermo agli anni della guerra fredda, nel frattempo chi ha potuto ha fatto quello che riteneva opportuno, cioè "cassa": per esempio, il paese di Villesse si è trasformato in squallida periferia di metropoli perdendo buona parte del suo "verde" a favore dei centri commerciali e della nuova autostrada, Grado ha modificato il proprio panorama "cancellando" l'antico campanile di sant'Eufemia con la costruzione di immense strutture alberghiere, ogni paese si è rifatto la piazza centrale ma soprattutto la zona commerciale con il risultato di creare un'unica grande striscia di cemento ed effimere costruzioni. Da Gorizia a Monfalcone, un lungo agglomerato urbano intervallato dai cartelli stradali che indicano il nome dei comuni attraversati. 2. Quando la conferenza dei sindaci grida "giù le mani dalla sanità isontina!" a chi si rivolge? Quando il pdellino Del Sordi minaccia lo sciopero del voto se verrà "toccato" il punto nascita pensa veramente di far paura a qualcuno? Il vero problema è che a decidere sarà una Giunta (nella quale non c'è neppure un assessore della provincia) e un Consiglio Regionale dove i consiglieri dell'isontino vengono sconfitti regolarmente 54-6 o giù di lì. Bene, allora se veramente si vuole ottenere qualche risultato non servirà certo l'ennesimo documento (o, vedrete se non salta fuori, l'ennesima commissione...) ma convincere i "propri" politici regionali di centro sinistra e centro destra: quelli della maggioranza che è la stessa che amministra Gorizia e quelli della minoranza che è la stessa che amministra Monfalcone. Altrimenti, i testi sottoscritti nei Consigli, rischiano di essere soltanto cumuli di chiacchiere. Insomma, più che di costruire ben fragili trincee travolte sistematicamente ad ogni assalto, c'è bisogno di immaginare un più solido futuro, condiviso con le altre realtà della Regione e con in Comuni contermini in Slovenia. ab

domenica 1 luglio 2012

Riappropriarsi delle città: una piccola esperienza

E' stato un bel momento quello vissuto venerdì sera, tra la vecchia e la nuova Gorizia. La rivista Nuove Strade/Nove Poti- con i suoi redattori del Csm di Gorizia e dei Centri Diurni di Ajdovscina e Sempeter pri Gorici di Sent, ong slovena per la salute mentale - ha offerto ai cittadini la possibilità di ascoltare la storia di tante persone e di contemplare delle opere d'arte: la sfida della riabilitazione psichiatrica attraverso la comunicazione sociale. Accanto a momenti musicali e racconto di esperienze c'è stato lo spazio per una parola di difesa della minacciata Legge Basaglia. Tutto naturalmente - proprio così, "naturalmente" - in lingua italiana e slovena: la sofferenza non conosce i confini e anche la sua condivisione gioiosa non ha ostacoli. E' stato anche un modo di riappropriarsi delle vie della città che possono tornare a essere luoghi di vita, arte, incontro e ascolto: in questo caso Corso Verdi, davanti alla (iper disponibile!) Libreria Ubik e la piazza centrale di Nova Gorica.

Italia nel pallone

Per l'amor del cielo, per il momento è ancora possibile scrivere quello che si ritiene opportuno. Ma è anche lecito criticare quello che altri dicono, fosse anche il Presidente della Repubblica. Ecco, che Giorgio Napolitano abbia inviato una lettera alla Nazionale di calcio impegnata nella finale europea affermando che i giocatori "hanno indicato una strada all'Italia" appare un gesto di riconoscimento retorico ed eccessivo. Il calcio italiano, reduce da un ennesimo periodo triste caratterizzato da scandalosi interessi macroeconomici spesso oltre i confini della legalità, ha azzeccato un paio di (indubbiamente belle) partite, ma ha superato il turno di qualificazione "per grazia ricevuta" e ora affronta ad armi pari la scuola attualmente più forte del mondo. Non si tratta di denigrare l'entusiasmo dei protagonisti o di snobbare i gesti atletici o gli show di Balotelli, Buffon e compagnia; neppure di svalutare la passione per uno sport affascinante come il calcio che riempie ogni domenica gli stadi e "incolla" tanti italiani ai televisori. Tuttavia è veramente troppo costringere tutti - anche chi legittimamente non ama il pallone - a quasi un mese di ininterrotte trasmissioni radio televisive: preparazione della partita, polemiche su questo o quel giocatore, ore e ore di profonde opinioni proferite con aria saccente e un po' sofferta (tipo: "vincerà chi riuscirà a segnare un gol più degli avversari", "occorre cercare di segnare nei 90 minuti a disposizione", "la squadra contro la quale giocheremo cercherà di metterci in difficoltà"...), telecronache con accenti da propaganda di guerra ("i volti sereni dei nostri campioni mentre cantano assorti il nostro inno, consapevoli del difficile compito che li attende") e infine giornate intere di commenti commenti e commenti. Insomma, vincere tre partite è un po' poco per "indicare una strada all'Italia". E i frequentissimi accostamenti alla "partita" dell'Esecutivo sui tavoli dell'Unione e i paragoni ripetuti milioni di volte fra i due "super-Mario" nazionali fanno pensare che molto meno spazio è dedicato a spiegarci quanto pagheremo gli ultimi accordi di Bruxelles, l'apparente momentanea soddisfazione degli irrequieti "mercati" e le manovre del Governo sostenuto dalla maggioranza dell'attuale impresentabile Parlamento. E infine, riguardo alla "finale", l'augurio è che sia semplicemente una bella partita e che - per dirla con i giornali di questi giorni - "vinca il migliore!"