venerdì 29 giugno 2012

Cercasi presidente di consiglio comunale...

I tecnici governanti dicono che il lavoro non è un diritto, ma va conquistato con sacrifici e va evidentemente, secondo loro, goduto per quello che dà. Goduto?In questo, pur appoggiati dal Vaticano, sembrano poco cattolici. Ma come, non era Dio che comandava ad Adamo di andare nel mondo e soffrire lavorando, mentre ad Eva rimaneva la condanna del parto? Comunque sia, oggi ai giovani si dice che devono accontentarsi di quello che trovano. Avete voluto fare i filosofi, i letterati, gli umanisti? Allora, come succedeva in Cina e tra i khmer rossi, adesso andate nei campi, spaccatevi la schiena, pulite i cessi, entrate nei cantieri senza protezione, sollevate i telefoni dei call center e muci. Oggi però si apre uno spiraglio occupazionale: leggiamo che nessuno brama di fare il presidente del consiglio comunale perchè l'indennità è stata decurtata. Ma come, i politici non dovevano avere spirito di servizio e amore dell'impegno, al di là della mercede? Comunque per i goriziani non è un problema. Diano il posto e l' indennità ad un giovane laureato o ad un extracomunitario, a qualcuno che ha bisogno di un lavoro socialmente utile. Chissà che non sia più motivato e faccia meglio per la nostra città. adg

giovedì 28 giugno 2012

Redaelli nuovo Arcivescovo di Gorizia

Carlo Roberto Maria Redaelli è il nuovo Arcivescovo di Gorizia. Viene da Milano, dove è stato negli ultimi anni Vicario generale. Nato nel 1956 è già Vescovo (ausiliare di Milano) dal 2004, nominato molto giovane, all'età di soli 48 anni. La sua biografia narra una fervente attività di insegnamento e pubblicistica legata soprattutto al diritto canonico. Un augurio sincero a una persona che dovrà lasciare la propria terra e la storia della prestigiosa diocesi ambrosiana per trapiantare le proprie radici sul nostro complesso confine. L'augurio è che sia coraggioso, creativo, innovativo e intrepido costruttore di unità nella valorizzazione della straordinaria diversità culturale e linguistica che caratterizza la storia del territorio goriziano. La fiducia di cui ha goduto da parte di grandi personaggi quali Carlo Maria Martini e Dionigi Tettamanzi, nonché il trasferimento comunicato non molto tempo dopo l'insediamento del nuovo Arcivescovo di Milano Angelo Scola, inducono a buoni pensieri... ab

mercoledì 27 giugno 2012

Stazione Topolò

Ambasciata olandese
Ambasciata dei Cancellati
Strumento a perdifiato Forse uno dei posti più "alternativi" del Friuli Venezia Giulia è  Topolò, una minuscola frazione del comune di Grimacco, valli del Natisone, provincia di Udine. Ma è minuscola solo dal punto di vista geografico e di abitanti (29). E' importante dal punto di vista culturale. Da molti anni alla fine del mese di giugno e fino a metà luglio questo borgo si anima di tante manifestazioni di carattere artistico e, molte volte, le installazioni diventano parte essenziale dell'ambiente. Ci sono anche alcune "ambasciate" quella dei Paesi Bassi (Olanda) e quella della repubblica Ceca ed anche quella dei "cancellati", ovvero di coloro che alla fine della Yugoslavia si trovarono senza una definizione di appartenenza ad uno Stato (cittadinanza).   Merita davvero una visita, sia durante le manifestazioni programmate quest'anno dal 30 giugno al 15 luglio  (questo il link http://www.stazioneditopolo.it/) sia tutto l'anno. Se poi la gita viene fatta durante il periodo autunnale a Clodig, un'altra frazione di Grimacco, un buon piatto di tagliatelle con sugo alle castagne... si potrebbe farci un pensierino... Foto e testo di NC

lunedì 25 giugno 2012

Ciclabili: NC risponde a PS

E' impossibile far proseguire la ciclabile come realizzata fino alla Cooperativa Arcobaleno. L'alternativa potrebbe essere la solita striscia gialla sulla carreggiata ma sarebbe il solito palliativo che poi nessuno rispetta. Oppure i tecnici, esistono per questo, trovino una soluzione... copiando magari le soluzioni adottate da altre Amministrazioni che senz'altro hanno trovato analoghe difficoltà.  Per dimostrare, poi, che viene presa in seria considerazione l'utilità di incrementare il traffico ciclistico l'istituzione di un "Ufficio biciclette" sarebbe un bel passo (pedalata) in avanti. NC

domenica 24 giugno 2012

Ancora dibattito sui diritti delle persone

Abbiamo seguito nei giorni scorsi il dibattito tra esponenti della Curia arcivescovile di Gorizia ed il presidente della Provincia Enrico Gherghetta - reo, secondo la Curia stessa, di aver attentato, con la sua lodevole quanto innocua iniziativa, all'unicità dell'istituto del matrimonio - e tutti, credo, abbiamo apprezzato l'intervento di Andrea a difesa dei diritti delle persone omosessuali ed a sostegno del gesto di Gherghetta, che ha poi ribadito il proprio punto di vista sull'argomento. Apprendiamo ora che dall'omosessualità si può guarire!!! Un articolo breve, a firma di Ferruccio Sansa sul Fatto Quotidiano del 22 giugno, ci informa che la Asl di Milano finanzia con denaro pubblico progetti di associazioni cattoliche che si prefiggono lo scopo di "curare" gli omosessuali. Dagli atti dell'Azienda - secondo quanto dichiarato da Francesco Zanardi, un attivista per i diritti degli omosessuali, che ha presentato un esposto al Tribunale di Milano - emerge che la stessa "ha assegnato almeno 2.600 euro all'associazione di ispirazione cattolica Agapo (Associazione Genitori e Amici Persone Omosessuali) per la gestione del servizio telefonico "Amico segreto" per un'ora al giorno. Per i dettagli rimando alla lettura integrale - interessante ed istruttiva - dell'articolo (Gay: la Asl di Milano finanzia progetti di guarigione), ma quel che importa qui sottolineare è che ancora una volta il mondo cattolico si arroga il diritto di decidere cosa sia bene e cosa sia giusto per le persone, come nel caso del delicatissimo tema del fine vita o dell'interruzione della gravidanza. Ho il massimo rispetto per i credenti di qualsiasi religione e per le loro idee, ma lo stesso rispetto è dovuto alle convinzioni ed alla libertà di scelta di ogni essere umano. Qui mi fermo, perché il dibattito su argomenti così complessi e delicati richiede tempo e una sede adeguata. Anna V.

Il vescovo Lugo, il Paraguay e la fine di una promettente avventura

E' finita la breve era del presidente del Paraguay Lugo. Destituito da un voto parlamentare, un giudizio politico su un controverso episodio di violenza che ha provocato 17 vittime a seguito di uno sgombero evidentemente contrastato. Il percorso giudiziario sulla vicenda è appena agli inizi, ma la forte opposizione al Presidente è riuscita ad ottenere le dimissioni prima dell'acquisizione di qualsiasi altro elemento d'indagine. Lugo nel 2007 ha scelto coraggiosamente di scendere dal pulpito (è un vescovo cattolico) e di proporsi come candidato presidenziale, portando per la prima volta alla guida politica le esigenze dei più poveri della sua terra: il suo è stato un mandato caratterizzato da una scelta inequivocabile dalla parte dei poveri e contro i poteri forti che tuttora controllano molti Paesi dell'America del Sud. Il primo atto del suo successore, Ferdinando Franco, precedentemente alleato e poi acerrimo avversario, è stato quello di confrontare la lista dei nuovi collaboratori con il nunzio apostolico, il che la dice lunga sulla voglia di "normalizzazione" dello Stato paraguayano. Molti hanno parlato di un vero e proprio "golpe", parte del popolo scende in queste ore in piazza per protestare contro il rapido "siluramento", l'Argentina, l'Ecuador e altri Stati non riconoscono il nuovo assetto governativo. Insomma, un gran guazzabuglio in cui l'unica certezza è l'estromissione del vescovo Lugo, la fine appunto di una promettente avventura.

sabato 23 giugno 2012

Un'altra morte di un ciclista goriziano

Ancora un ciclista è rimasto vittima di un incidente stradale in città. Un pensiero triste va ad Arnaldo Cumin e l'umana solidarietà ai suoi familiari... Val la pena di ricordare che, assieme ai pedoni mentre attraversano la strada, essi rappresentano la categoria dei più “deboli” utenti della strada. Eppure si sente anche dire che i ciclisti sono pericolosi (certamente si, se il ciclista volesse sfidare la sua pelle contro la “pelle” di un automezzo...). Ci si dimentica che essi hanno il pregio di essere silenziosi, di non inquinare, di consumare pochissimo spazio, di mantenersi in attività fisica e, in certe condizioni, di arrivare prima di un’autoveicolo! Le amministrazioni hanno in mano gli strumenti per garantire loro un minimo di sicurezza, come inserire dissuasori di velocità con il limite a 30 Km/h (fatto salvo, poi, che qualcuno vada anche a controllare se il limite di velocità venga rispettato) nei tratti di strada ove una ciclabile non può essere realizzata. E’ proprio il luogo dove è avvenuto il tragico incidente. La ciclabile finisce/inizia a qualche metro di distanza, davanti all’Arcobaleno ed è praticamente impossibile farla proseguire fino alla piazza di sant’Andrea, causa la ristrettezza dello spazio. NC

La FIAT e la sentenza su Pomigliano

Strano l'approccio alla questione dei diritti: tutti ne parlano e se ne fanno paladini ma spesso questi sono a senso unico. Grande attenzione alle rivoluzioni dei gelsomini, dei tulipani, delle rose, ma quando si licenziano ingiustamente i lavoratori di Pomigliano, iscritti alla FIOM, molti sono tiepidi. Ormai c'è rimasto solo Luciano Gallino a parlare di lotta di classe. E' un termine considerato vecchio, poco complesso, troppo ideologico. La sentenza di reintegro dei lavoratori FIAT è quindi un ottimo segnale. Cosa aveva pensato quel genione di Marchionne? Chiudere lo stabilimento Fiat e riaprirlo come newco con il nome di FIP (Fabbrica Italia Pomigliano) e non riassumere tutti i lavoratori iscritti alla Fiom.Discriminazione incredibile se si pensa che gli operai non vengono ripresi a lavorare non perchè hanno rubato, sono scansafatiche o assenteisti, ma solo perchè hanno idee politiche diverse da Sergio. Dunque su 2091 operai riassunti, nessun tesserato al sindacato troppo di sinistra. La Fiom al momento del cambiamento aveva 623 iscritti, molti di loro hanno disdettato la tessera per tornare al lavoro: 147 hanno rifiutato il ricatto e adesso la sentenza, basata su giurisdizione europea, da loro ragione e potranno rientrare nello stabilimento. E poi non bisogna essere preoccupati se vogliono abolire l'articolo 18? adg

venerdì 22 giugno 2012

Sedia in piazza Vittoria, ok!

Ecco, la sedia in piazza Vittoria è tornata integra, ignote mani hanno rinsaldato lo schienale, ora è più bella di prima, con tanto di pergamena: un testo molto bello, che aiuta a pensare... Nulla può l'arroganza che ha portato alla devastazione della collina del castello di fronte a questa semplice, umile opera dell'intelligenza e della creatività di un artista.

L'avvocato Meloni, esaminatore "che ignora"

Dal Piccolo di oggi: tal avvocato Meloni, presidente della commissione esaminatrice degli aspiranti presidi e uno dei tre avvocati dello Stato in fvg, così afferma (il testo è virgolettato). "I care è il motto inventato da Obama e, in Italia, adottato da Veltroni. E' un errore attribuirlo a don Milani che si esprimeva in toscano e in latino, non certo in inglese". I care è il motto della Scuola di Barbiana, come sa bene chiunque abbia letto la "Lettera a una professoressa" o anche due sole righe di qualsiasi commento all'espereinza di don Milani; chi va ancora oggi a visitare la "scuola" trova ancora il motto "I care", volutamente lasciato sul muro dopo il 1967, l'anno della morte del priore e della chiusura della casa canonica. La prossima settimana cade il 45mo anniversario della morte di don Lorenzo, un uomo da ricordare per ciò che ha donato alla scuola, alla cultura e alla vera politica, e non soltanto in Italia. E a proposito del nostro "avvocato dello Stato", c'è da aggiungere: a) don Milani parlava correntemente e insegnava la lingua italiana, non quella "toscana" b) il motto di Obama non era "I care", bensì "Yes, you can". E questi devono decidere sulla promozione o bocciatura dei futuri presidi in Italia! Ab

giovedì 21 giugno 2012

Holland e l'essere di sinistra

I discorsi di Francoise Holland, nuovo presidente francese, sono stati in parte scritti da Aquilino Morelle, medico francese, il quale sostiene che il segreto per vincere le elezioni è dire la verità senza complessi e avere il coraggio di essere di sinistra. La rivista Micromega riporta per intero la riflessione di Morelle sulle ragioni che hanno portato alla vittoria socialista in Francia, tutta giocata su quattro parole d'ordine:verità, volontà, giustizia e speranza. Vale la pena leggere, perchè dovremmo cominciare una seria riflessione sulla subalternità culturale della sinistra a proposito del cosiddetto “liberismo”. Riporto solo un piccolo stralcio. “ Il liberismo è il disordine europeo mondiale. Il disordine non è altro che la legge del più forte. Quando non c'è legge, quando c'è disordine, vince il più forte. E' incredibile che l'Europa, motore di civiltà mondiale, si lasci massacrare da un'ideologia così povera come quella del libero mercato selvaggio. L'Europa è un sogno e un progetto di prosperità umana e collettiva.E di normalità, di decenza,di sobrietà. E' il sogno di un mondo di gente uguale”. Rimando il resto alla lettura integrale, ma certo se Hollande vince dicendo che il nemico è la finanza, che il collasso del sistema è sotto gli occhi di tutti e che la sinistra è paralizzata davanti all'aggressività di questo nuovo capitalismo, forse l'esperienza francese può esserci utile, se in Italia l'unica cosa di cui si parla è la foto di vasto o l'alleanza con il Terzo Polo. adg

mercoledì 20 giugno 2012

Un pensiero a Renato Jacumin

E' stato salutato da centinaia di persone lo scorso lunedì nella basilica di Aquileia Renato Jacumin. Persona molto conosciuta in tutta la regione Friuli Venezia Giulia, è stato uno dei riferimenti del locale cristianesimo per il socialismo. Indimenticabile il suo testo sulle lotte contadine nel Friuli orientale, estremamente interessanti le sue "letture" della storia e dei mosaici della basilica aquileiese: grazie a Jacumin il tessuto culturale e l'impostazione teologica del pre e del primo cristianesimo aquileiese sono divenuti patrimonio di conoscenza per tutti, sottratto alla specie di proprietà esclusiva rivendicata spesso dai soli studiosi. Ma Renato è stato soprattutto un uomo di fede e di relazione, impegnato politicamente per il bene dei cittadini, cultore dell'amicizia sincera e di un'onestà senza compromessi o calcoli di convenienza. Un autentico costruttore di pace, impegnato nel "piccolo" della famiglia e della comunità aquileiese e nel "grande" delle contestazioni all'ingiustizia e alla corsa agli armamenti in ogni tempo. E' stato un grande onore conoscerlo e apprezzare la sua cultura, così radicalmente incentrata sulla valorizzazione della persona in quanto tale. ab

Piazza Vittoria, tra Arte e non arte

Oggi in piazza Vittoria compare la scritta Naš Tito. Ora, mentre la sedia, a mio avviso, costituiva un chiaro messaggio rivolto all'inutile opera dell'ascensore al Castello, la scritta che significato ha? Nostalgia dei tempi che furono o vandalismo puro e semplice, che tra l'altro mette sullo stesso piano forme d'arte di strada, intelligenti e ironiche, e opere di ignoti writer, accumunandoli nella generica dizione di “azioni da fessi”? Anche per fare qualcosa di provocatorio bisogna usare il cervello, altrimenti si viene ignorati e presi in giro. Dunque la sedia è un'idea buona e invece la scritta no. Se si volesse invece parlare della figura storica di Tito, della Jugoslavia tra le due guerre, di quello che è successo con l'indipendenza delle repubbliche, questo sì sarebbe un bell'argomento, ma forse c'è da studiare troppo e ormai il caldo ci ha stremato. adg

lunedì 18 giugno 2012

La ciclabile di via del San Gabriele

In questi giorni è stata resa più visibile la ciclabile di via del San Gabriele applicando sull'asfalto una colorazione color mattone che delimita, appunto, lo spazio riservato alla biciclette. Contestualmente sono stati messi anche nuovi segnali verticali per dare l'indicazione corretta della nuova divisione del marciapiede. Una cosa analoga è stata fatta in una parte del viale Virgilio. E' senz'altro un passo avanti per le ciclabili goriziane, ma si sarebbe potuto fare uno sforzo in più in questa via. Per prima cosa, alla fine della ciclabile, verso via dei Catterini, manca un passaggio ciclo - pedonale e, sull'incrocio con via Corsica, non c'è quello ciclabile (quello per i pedoni esiste) ed una smussatura dell'alto scalino per trasformarlo in uno scivolo. Infatti, quel tratto di marciapiede, tra via Corsica e via Pellico, è considerato, vista la segnaletica verticale, ad uso promiscuo pedone ciclista, ma l'alto scalino impedisce un comodo superamento del dislivello... Dalla parte opposta, come si vede dalle foto, alla fine della ciclabile - lato numeri dispari - si presenta un muro, il muro dell'ex confine. Per la continuità con le ciclabili di Nova Gorica, sarebbe necessario abbattere quanto basta per far transitare in sicurezza sia il ciclista che il pedone. Oltre a reperire i fondi necessari per l'opera di demolizione, a chi spetterebbe tale compito? Ai comuni contermini? Ai due Ministeri degli Esteri? Necessario fare forse un progetto internazionale (Transfrontaliero Alto Adriatico) sotto l'egida del GECT? NC

sabato 16 giugno 2012

Biscotto o non biscotto...

Biscotto o non biscotto: questo è il problema. E' il problema che affligge milioni di calciofili italiani, distratti per un paio di settimane da ben altre decisive partite che nel frattempo si giocano su altri campi italiani, europei e planetari; dopo aver sganciato tanti bei soldini per assistere a competizioni truccate in funzione dell'arricchimento individuale, si stracciano preventivamente le vesti e (con il Corriere della Sera) si rivolgono a Spagna e Croazia invocando: "per favore, non truffateci!" Dove la "truffa" consisterebbe nell'accordarsi per un pareggio 2-2 che consentirebbe - senza colpo ferire - a entrambe le squadre di qualificarsi agli ottavi di finale del campionato europeo. E perché non lo dovrebbero fare? Cosa ci sarebbe di tanto scandaloso? L'obiettivo della prima fase a gironi non è quello di raggiungere il massimo punteggio possibile o di vincere le partite ad ogni costo, bensì quello di passare il turno e continuare l'avventura europea. Una presa in giro del pubblico? Mah, se ci si mette nei panni dei tifosi spagnoli e croati credo sia facile comprendere che a loro interessi maggiormente emozionarsi nella gara "secca" successiva piuttosto che vedere i propri "eroi" andarsene a casa anzitempo. La storia del biscotto serve solo a nascondere l'amarezza di un'inevitabile eliminazione che invece dovrebbe servire ad aprire gli occhi sullo scandaloso ruolo del calcio nella politica, nell'economia e nella cultura italiane.

venerdì 15 giugno 2012

Gherghetta coraggioso e intraprendente: bravo!

Un piccolo passo, un grande passo. Da questi giorni nella Provincia di Gorizia le coppie omosessuali possono ricevere un attestato di riconoscimento della loro unione da parte del Presidente o di un suo delegato. Il documento non ha valore legale, ma assume un valore simbolico di grande rilievo e contribuisce alla campagna di democratica "pressione" nei confronti dei livelli legislativi affinché vengano tutelati i fondamentali diritti civili. Una volta tanto Gorizia sale sulla ribalta nazionale e si propone capofila nella lotta contro l'omofobia. ab

Sedia artistica ko

Molti davano per imminente la soppressione dell'installazione artistica in piazza Vittoria. Oggi l'opera è ridotta in queste condizioni: lo schienale è stato divelto. Chi è stato? Lo stesso artista per qualche ignoto motivo? Oppure qualche inviperito sostenitore degli ascensori al castello? Qualche vandalo trascinato da un bicchiere di troppo? Qualche automobile tra le tante che transitano nella zona pedonale? Non si sa, certo è uno spettacolo triste: l'arte violata suscita pensieri inquietanti...

giovedì 14 giugno 2012

In memoria dei Tolminotti

Oggi si è celebrato il ventennale dell'apposizione della targa in memoria dei Tolminotti, quei disgraziati contadini che per essersi ribellati alle dure imposizioni dei possidenti terrieri, furono impiccati in piazza Vittoria nel 1714. Il direttore di Isonzo Soca, Dario Stasi, il giornale che si è battuto a lungo per poter mettere le targa, ha ricordato il clima di vent'anni fa. La manifestazione disturbata da teste rapate e da fascisti che, tanto per cambiare, contestavano l'avvenimento perchè i contadini erano slavi, dunque che si impicchino pure, distinte signore che con fischietti che interrompevano i discorsi, forse imputando ai rivoltosi di essere gli antenati di coloro che occuparono Gorizia nei 40 giorni, sindaco in allarme, consiglieri comunali che avevano votato a favore della targa messi alla gogna. Insomma si diceva che il clima oggi è molto cambiato. Era presente infatti per il comune l'assessore Pettarin che ha fatto un condivisibile discorso. Sul mutamento dei tempi ho qualche perplessità, causa le polemiche e la fatica per l'apposizione della targa sulla battaglia di Gorizia alla stazione. Certo oggi non ci sono più le camicie nere, certo oggi tutta la storia è vista con una lontananza molto maggiore. Ci si occupa di economia, lo spread è l'argomento più gettonato, la storia scalda meno... Speriamo sia così, speriamo si possa ricordare in modo chiaro e netto anche i fucilati del castello, i prigionieri delle carceri di via Barzellini, insomma che si vada sempre più verso la consapevolezza della peculiarità e delle contraddizioni della storia al confine orientale. Più ne sapremo, più rispetteremo il punto di vista degli altri. E' l'ignoranza che genera mostri, non mai la ricerca puntigliosa di ciò che è stato. adg

lunedì 11 giugno 2012

Un'intelligente provocazione artistica

Foto Nevio Costanzo, commento redazionale: qualcuno ha provveduto a offrire ai cittadini questa bella installazione artistica: in piena piazza Vittoria, una sedia sgangherata tra i cocci, sulla quale ci si può sedere per "contemplare" la rovina della collina del castello devastata dai lavori per la costruzione degli ascensori. Sul legno che la supporta l'invito a ricordare tempi più fortunati. Complimenti all'ignoto artista...

giovedì 7 giugno 2012

I concerti musicali e Gorizia

Le offerte musicali, soprattutto di questa estate, pullulano nella nostra Regione e, per dare una rapida visione degli appuntamenti, basta andare sul sito di Turismo FVG (http://www.musicandlive.it/it-IT/Home.aspx). Cosa si nota? La cronica mancanza di qualsiasi evento musicale di un certo rilievo a Gorizia! E’ vero anche che a Gorizia Gloria Gaynor aveva fatto la sua comparsa come “esclusiva regionale” nel novembre 2011 et simila per Paul Young nel maggio di quest’anno (non con tanto successo, quest’ultimo). Se poi si sommano anche le proposte di musica jazz di Glauco Venier e Paolo Birro (aprile 2012), ben poche sono state le offerte di questo biennio. Quest’anno Folkest (http://www.folkest.com/festival/programma-2012/) raggiungerà varie località della regione ed oltre: da Capodistria a Tolmezzo passando per Trieste, Aquileia, Udine; da Pordenone a Jalmicco, ma Gorizia no! La domanda che sorge spontanea è: quali sono gli ostacoli che non permettono di ospitare una manifestazione musicale di alto livello a Gorizia? 1. Il poco appeal della città per questi eventi; 2. forse lo scarso interesse da parte dell’Amministrazione comunale; 3. la mancanza di un promoter che faccia il modo che Gorizia entri nei circuiti musicali; 4. la mancanza di un imprenditore che investa in questa attività (il turismo musicale muove tante persone e quindi genera anche economia); 5. la mancanza di spazi (zona aeroporto, dov’era il vecchio cinema e dintorni?). NC

Gorizia capitale dell'Inutile Strage?

Dopo che del jazz, del vegetarianismo, della storia, dell'euroregione, del Collio... ora Gorizia si appresta a diventare anche capitale delle celebrazioni del centenario della cosiddetta Grande Guerra. Si tratta di un'enfasi giornalistica alla quale non corrisponde spesso alcuna realtà, non perché la città non sia all'altezza di essere capitale di qualcosa, ma perché non appare ancora in grado di realizzare ciò che a chi viene da fuori sembra assolutamente ovvio: l'integrazione mentale e operativa del territorio di qua e di là dello scomparso confine. Nonostante il Gect, che ancora non sembra navigare a pieno regime, sono numerose e forti le remore a una relazione inter-nazionale in grado di oltrepassare gli angusti (e peraltro ancora non sufficientemente percorsi) sentieri del mero interesse economico. La dicono lunga la clamorosa uscita di un consistente numero di consiglieri comunali (anche giovani!) mentre David Peterin esordiva in aula parlando in sloveno e le per ora insormontabili difficoltà nel "fare i conti" con la storia travagliata della prima metà del Novecento. E così, pensando a quella che quasi affettuosamente viene definita la "Grande Guerra" e che in realtà non è stata altro che un'"inutile strage", è difficile ipotizzare che si parlerà - insieme/skupaj! - delle sofferenze patite da Gorizia e dai paesi sloveni sul Carso sottolineando le responsabilità dei "comandi" italiani i cui nomi caratterizzano una parte cospicua delle vie della città. E' difficile sperare che si analizzino le conseguenze devastanti del dopoguerra, in particolare quelle provocate dal fascismo alla base delle tragedie che si sono verificate successivamente. Senza nuove relazioni, è illusorio pensare che la "storia" della Prima Guerra Mondiale e delle centinaia di migliaia di giovani italiani, sloveni, austriaci, ungheresi, ecc. che ci hanno lasciato tragicamente la pelle, non venga ridotta a un mero richiamo turistico bensì possa essere occasione di riflettere sull'assurdità della guerra, degli interessi economici e finanziari che la scatenano, dei nazionalismi e degli ideologismi che la rendono possibile, dell'ingiustizia sociale che ne è il fondamento. Ieri e oggi. ab

mercoledì 6 giugno 2012

L'inchino di Venere al Sole

Un puntino nero, piccolo piccolo. E il grande disco giallo, indifferente al pianeta che apparentemente l'attraversa, ma che procede, lentamente, sulla sua via celeste. Venere in transito questa mattina davanti al Sole, un'occasione per comprendere le proporzioni: la nostra Terra è un'inezia più grande ed è così minima al cospetto della sua Stella! E anche il Sole che ci appare immenso, confrontato con altri astri, non raggiunge la media grandezza: ce ne sono di enormi, alcuni riempirebbero della propria massa l'intero sistema solare... E il loro numero è incalcolabile, miliardi di stelle in miliardi di galassie. E noi qui, su una minuscola zattera che naviga indifesa nel mare dell'Universo, alla ricerca di un "centro" attorno al quale ruotare senza angoscia o delle colonne d'Ercole che sconsigliano l'accesso al regno dell'Infinito. Tutto è caoticamente in movimento, tutto armonicamente stabile, nella cosmica congiunzione degli opposti. Così minuscoli e fragili, così drammaticamente pensanti, direbbe forse il vecchio Pascal...

lunedì 4 giugno 2012

Rossi naturali da Turriaco

E' un bell'augurio colorato da parte di Giovanni Civran

venerdì 1 giugno 2012

Igor Komel, Cavaliere della Repubblica!

Leggendo il programma delle celebrazioni goriziane per la festa della Repubblica ci si imbatte oggi nel nome di Igor Komel. Domani 2 giugno la Prefetto di Gorizia consegnerà varie onorificenze, tra queste il Cavalierato al Direttore del Kulturni Dom. Particolarmente significativa la motivazione, l'essersi adoperato per la costruzione di relazioni di collaborazione, pace e amicizia tra tutte le comunità che vivono nella città. Non solo sloveni, italiani e friulani, ma anche pugliesi, siciliani, sardi, immigrati dai vari Continenti hanno trovato nel Kulturni Dom la "propria" casa della cultura. Per questo la scelta di conferire a Igor il titolo di Cavaliere della Repubblica è applaudita con convinzione da tutti e va ben oltre ogni formalità, essendo rappresentati nel Direttore tutti i suoi bravissimi collaboratori e compagni di avventura. Hvala cav. Igor, Hvala Kulturni Dom!