martedì 29 maggio 2012

Terremoto: solidarietà e condivisione

Un pensiero a tutti coloro che soffrono a causa del terremoto che continua a colpire un'ampia zona del Nord Italia: alle famiglie delle 15 vittime degli ultimi crolli, alla gente provata dalla paura nello stillicidio delle scosse, a chi ha perso la casa e i propri riferimenti lavorativi. Con l'auspicio che sia un'occasione di solidarietà e di riscoperta dei valori della condivisione. E con la speranza che la terra smetta di tremare e di minare le più elementari sicurezze del nostro essere abitanti di questo mondo...

lunedì 28 maggio 2012

Campo fascista di Visco: contro la congiura del silenzio

Strozzato dall’insipienza del Comune (Visco, Udine, Italia);  barbaramente abbandonato (suscita orrore all’estero), campo di concentramento fascista a Visco, unico intatto in Italia, vincolato dalla Soprintendenza? Pare di no. Se il Comune, fidandosi su tempo e natura, alla distruzione, illuminati interventi lavorano in senso opposto. È vero, l’intervento della Presidenza della Repubblica italiana alla presidenza della Regione non ha avuto risposta pubblica. Vero che il saccheggio di parti del campo è taciuto Ma alte voci si levano: Boris Pahor, in libri e giornali, auspica un intervento per che l’Italia non affonda nella vergogna in confronto alla Germania che col nazismo fa i conti. Il fascismo sembra scherzo o vergogna da nascondere, da parte di una politica assente ai massimi livelli. Ci sono gli intellettuali; c’è margine alla speranza. Andrea Licata, esperto di recupero dei siti militari, ha pubblicato un articolo sulla rivista della Università di Venezia (n. 239-240 di Urbanistica Informazioni). A Trieste, alla presentazione del libro “Di là del muro”, di Francesca Meneghetti, sul campo fascista di Monigo (TV), c’è stato un intervento sulla congiura del silenzio relativa alla necessità di salvare il campo di Visco. La natura sta facendo il suo lavoro: devasta il campo fascista di Visco. Continui interventi, in Italia e all’estero, raccontano di italica inciviltà, che fa impallidire il cosiddetto “armadio della vergogna” e, proprio su una strada di gran traffico, mostra un degrado materiale, morale, amministrativo, politico, ideologico, storico, in balia di una “amministrazione” comunale piccola piccola, che, forse anche inconsapevolmente, provoca danni immensi alla storia e alla memoria del popolo italiano. Prof. Ferruccio Tassin

Per uno sciopero nelle chiese, negli stadi e nelle urne

Che tempi! Una breve scorsa alle ultime notizie è sufficiente a riconoscere i segni del tracollo imminente. Il Vaticano vacilla sotto i colpi dei suoi scandali interni e reagisce come i politici italiani, cioè non comprendendo che il vento è cambiato e che è finito il tempo dei "maggiorenti" che lavano i panni sporchi in casa propria: il contestato e veramente incomprensibile silenzio del Papa, ieri sul sempre inquietante caso della cittadina vaticana Emanuela Orlandi, gli arresti avvenuti e quelli previsti per la "criminale fuga di notizie" (senza troppo scandalo per le clamorose "notizie" trafugate), il siluro al presidente Ior che sembra non gradisse i metodi poco trasparenti in uso nella Banca Vaticana... La politica nazionale non cessa di stupire e ora alla graticola passa il Governatore della Lombardia Formigoni il quale resiste a tutti gli attacchi e alle rivelazioni dei suoi (ex) collaboratori dimostrando di aver bene appreso una lezione del suo amico Giulio Andreotti: "negare sempre tutto, anche di fronte all'evidenza". Evidenza che se non è penale è certamente politica e mediatica, nel momento in cui si moltiplicano le bugie sulle vacanze milionarie, sui pranzetti esclusivi, sui viaggi in yacht non certo usuali per un umile consacrato che ha deciso di mettersi a disposizione del "bene comune". Il mondo del calcio, appena chiusa la pagina del campionato, ritrova gli arresti e le indagini su calciatori e allenatori famosi, coinvolti nell'ennesimo episodio di calcioscommesse: dietro allo spettacolo sportivo più rilevante in Italia continuano ad agitarsi i fantasmi di interessi più o meno grandi che sostanzialmente rendono una presa per i fondelli il biglietto pagato dagli spettatori. Insomma, nel bel mezzo della crisi planetaria e alla vigilia di decisioni drammatiche per il futuro dell'Europa, l'istituzione che regge la cattolicità, la politica nazionale e il calcio - cioè tre dei riferimenti aggreganti più amati dagli italiani - dimostrano tutta la loro debolezza: e se ci fosse un moto di ribellione nonviolento? Una domenica in massa tutti i cattolici protestano disertando la Messa, un'altra domenica in blocco tutti gli spettatori si rifiutano di entrare negli stadi italiani, alle elezioni tutti i cittadini lasciano intonse le urne. Per una sola volta, forse potrebbe bastare... Fantascienza?

domenica 27 maggio 2012

Vaticano "all'italiana" sui casi Orlandi, Gabriele e Gotti Tedeschi

Il Papa contestato in piazza san Pietro. E' un evento che non può essere passato sotto silenzio, il grido "vergogna" è salito oggi verso la finestra ormai chiusa dopo l'Angelus domenicale non per la sua difesa della fede cattolica o dei poveri nel mondo, ma per aver dimenticato (o non voluto) citare la sua concittadina Emanuela Orlandi, come richiesto dal fratello e dai partecipanti a un corteo a favore della "verità". Nel contempo fa scalpore lo scandalo del trafugamento dei documenti "segretissimi" pubblicati in parte nel libro inchiesta "Sua Santità". Tutti si scagliano contro il maggiordomo accusato di furto aggravato, così come nei giorni scorsi senza alcuna delicatezza diplomatica era stato scaricato il numero uno della Banca Vaticana. Si parla molto dei "peccati" di chi ha consegnato alla stampa testi riservati dello stesso Papa Benedetto XVI o di chi ha diretto lo Ior; ma si parla molto poco dei contenuti di quei documenti, certamente uno spaccato non molto piacevole della "Sede" dalla quale quotidianamente il Pontefice invita alla giustizia, all'equità, alla legalità, al disinteresse nei confronti del denari e del Potere, alla concordia fra i popoli e così via. Non sarebbe meglio spazzare via i "segretissimi" e far sapere cosa sta accadendo realmente nei "sacri palazzi" piuttosto che limitarsi a punire chi ha truffaldinamente recuperato e trasmesso i testi? Anche perché da queste storie non ne esce granché bene neppure lo stesso BXVI. E anche perché l'intreccio tra le vicende Ior e i contrasti tra i cardinali Bertone e Bagnasco (che sarebbero costati la direzione di Avvenire al Boffo) hanno a che fare con le vicende del san Raffaele; e queste a loro volta si intrecciano più o meno direttamente con le accuse al governatore della Regione Lombardia, notoriamente partecipe di realtà cattoliche molto molto vicine ai vertici vaticani. Uhmmm!

Sistema italiano verso l'iceberg

Quello che stupisce è l'incapacità di chi, come si suol dire, "fa politica" di comprendere il momento attuale. I segnali di una rivolta contro gli scandalosi privilegi (buonuscita, vitalizi, stipendi e indennità astronomiche, prebende...) riservati ai parlamentari e ai consiglieri regionali c'erano da lunghi anni: prima circolavano timidamente sul web con cifre che a prima vista sembravano incredibili, poi sono stati lanciati sul mercato mediatico dal libro "La Casta", poi il malcontento è stato incrementato dai quotidiani... Eppure, anche di fronte all'evidente fine del vigente sistema partitico, quasi nessun segnale credibile di invertire rotta: l'iceberg è talmente grande che perfino un bambino se ne accorge e il Titanic sta per scontrarsi con il suo carico di allegri festaioli. Lo spazio lasciato vuoto viene riempito dalla cosiddetta antipolitica (ma cos'è la politica autentica?) del Grillo che sa difendersi assai bene dagli strali spuntati del "sistema"; ma soprattutto dall'intelligenza dei "tecnici" che - concordi poteri forti tipo la massoneria e il Vaticano (peraltro anch'esso alle prese con notevoli gatte da pelare, preoccupato "all'italiana" di arrestare i divulgatori dei documenti segreti ma non di fare ammenda su ciò che la loro pubblicazione ha denunciato)- stanno sempre più saldamente prendendo in mano l'Italia (e garantendo gli interessi di chi la crisi l'ha voluta e la sta pilotando). Intanto ABC (Alfano Bersani Casini) discutono discutono discutono, la neo-opposizione leghista non si straccia le vesti solo perché ormai più stracciate di così non si può, la sinistra ex-parlamentare emette comunicati stampa ideologicamente aggiornati ad almeno trent'anni fa... Insomma, si deve prendere atto che questa storia è finita, i capoccia nazionali regionali e locali saltino giù dalla nave prima che affondi, lascino il comando ad altri che - in ogni caso - difficilmente potranno agire più insensatamente di così. E si deve sperare che ci sia ancora un barlume di passione politica nelle pieghe della democrazia malata: e che da esse possano scaturire delle sorprese inattese. Sì, finalmente... ab

venerdì 25 maggio 2012

Il Forum, dopo la fine e verso un "nuovo" Inizio

Presentata la Giunta, Romoli procede con il secondo mandato di sindaco conferitogli dai circa 9000 cittadini (su 22mila elettori e 35mila abitanti di Gorizia). I gruppi d'opposizione si stanno organizzando e il Pd comincia con un attacco alla scelta dell'assessore "mister 4 preferenze", in quanto "monfalconese". Il Forum per Gorizia, preso atto del risultato elettorale, ritiene che l'indicazione dei votanti sia stata molto chiara: il movimento civico nato bén oltre cinque anni fa e premiato con risultati più che lusinghieri nel 2007 chiude qui la propria storia. Non chiudono però le istanze da esso rappresentate, una visione sostenibile del territorio goriziano e una lettura politico culturale di alto profilo. Per questo, al di là delle contingenze e dei presunti errori strategici dell'ultimo anno, il cammino continua anche attraverso un'analisi della situazione internazionale, nazionale e regionale che richiede delicata attenzione e scelte conseguenti. Sulla scia del Forum finito sta per nascere un soggetto autonomo (anche se leale interlocutore del Consiglio Comunale e in particolare della minoranza consigliare) in grado di confrontarsi con il nuovo contesto - ovviamente non soltanto amministrativo - cittadino, una realtà caratterizzata dalle stesse idee, da aggiornate risposte, da un nuovo nome e soprattutto da nuovi volti capaci di energia creativa e di rinnovato entusiasmo. L'analisi e la riflessione proseguono, ma la nascita del "nuovo" Forum è ormai imminente...

mercoledì 23 maggio 2012

Bernardo De Santis sui tagli agli sportelli vaccinazioni

Come già anticipato, a partire dal 1 giugno l’ASS2 Isontina modificherà, riducendoli, gli orari degli sportelli vaccinazioni a Gorizia, Gradisca e Cormons. Una ulteriore diminuzione è prevista dal 1 gennaio 2013. La vicenda assume toni così grotteschi che non ci si può esimere dal porre delle domande. 1. Perché l’ASS2 Isontina continua a non motivare con elementi certi ed incontrovertibili questa riduzione e modificazione degli orari continuando a proporla come un miglioramento del servizio? 2. Ho ripetutamente denunciato il disinteresse dei sindaci in tema di sanità. Ma questa vicenda fa eccezione. Ben otto sindaci del Distretto Alto Isontino hanno ufficialmente espresso in forma scritta le loro perplessità riguardo a queste scelte dell’azienda sanitaria. Ne è seguito solo silenzio. Perché? 3. Di fronte a questa presa di posizione dei sindaci, senza precedenti, il sindaco Romoli, non ha ritenuto opportuno convocare la conferenza dei sindaci per affrontare la questione. Eppure il taglio degli orari tocca anche Gorizia. Così al silenzio dell’azienda sanitaria si aggiunge quello dell’amministrazione Romoli. E non è la prima volta che questi silenzi complici portano danno alla sanità isontina. Il sindaco Romoli sta prevaricando sul resto dell’Alto Isontino? 4. Il far passare tacendo questa diminuzione degli orari, questa vera e propria diminuzione del pubblico servizio, contraddice la legge regionale in materia sanitaria che assegna ai sindaci compiti di controllo. Ne consegue che il sindaco Romoli è inadempiente di fronte alla legge? 5. Questa decisione di ridurre gli orari di un servizio imprescindibile appare incomprensibile anche confrontandola con quanto accade in altre parti della regione. Per fare solo un esempio, a Trieste ogni ufficio vaccinale è ritenuto così importante da essere costituito come Struttura Operativa Semplice (SOS) e quindi dotato di un proprio responsabile. Questi uffici sono aperti per cinque giorni alla settimana, mattina e pomeriggio, dal lunedì al venerdì. Perché nell’isontino gli orari devono essere ridotti (e di molto) sia come ore che come giornate? Perché l’organizzazione complessiva è così debole nell’ASS2 Isontina? Forse per offrire “minor resistenza” alla subordinazione a Trieste annunciata da Tondo e osteggiata solo e unicamente a parole da Romoli? 6. Infine, ma non ultima per importanza, la seguente domanda: scelte così inverosimili e immotivate portano vantaggio a chi? Non certamente alla comunità. E allora per un insopprimibile necessità di trasparenza e chiarezza chiedo: c’è forse qualcuno che ne ottiene un vantaggio economico? E se si, chi è? E in che misura beneficia nel mandare in porto simili sciagurate iniziative? Bernardo De Santis

martedì 22 maggio 2012

Ci mancava solo Bagnasco!

Ciò che colpisce subito nell'intervento di Bagnasco (presidente della Conferenza Episcopale Italiana) è il tono: non è un'umile disanima, un delicato parere accanto a tanti altri, parla il capo dei vescovi e si rivolge ai politici dettando loro con divina autorità l'agenda delle preoccupazioni e delle urgenze. Suvvia, è vero che Bagnasco non è Leone III e il presidente del consiglio non è Carlo Magno... Tuttavia tra le parole del presule risulta particolarmente interessante l'appello ai partiti pro-Monti, un'incoronazione che lo riconosce di fatto come novello uomo della Provvidenza. Accanto ai consueti richiami contro la violenza come scorciatoia inaccettabile per la risoluzione dei problemi, il cardinale esamina la crisi economica e sociale riconoscendone le cause (beh, non è che proprio ci voglia moltissimo) e incitando alla ricerca delle soluzioni. A livello politico, naturalmente in stile CEI senza far nomi (non si sa mai!)sembra di intravvedere nella critica ai facili demagoghi il Grillo (?), in quella alla litigiosità dei partiti gli Alfano e Bersani (molto meno Casini, toh!)... Non c'è naturalmente nessuna autocritica su un ventennio di sostanziale avvallo alle politiche "più società meno stato" di stampo berlusconiano e ciellino; sui casi dubbi nei quali Vaticano e Cei hanno coinvolto perfino il Papa nelle loro diatribe (caso Boffo e pubblicazione dei "segreti" sul coinvolgimento del direttore dell'Osservatore Romano nel falso scoop "girato" a Feltri che costò al giornalista la direzione di Avvenire); meno che meno sugli inquietanti intrecci relativi al caso Orlandi o sul dilagare dello scandalo della pedofilia tra i religiosi anche in Italia. Insomma, sarebbe meglio se i Vescovi nei loro interventi pubblici parlassero di una Speranza della quale forse tutti sentono più che mai la sete; ma se proprio devono intervenire anche sulle questioni attuali, avrebbero abbastanza materia da trattare per non guardare la pagliuzza (si fa per dire!) altrui prima di togliere la propria trave. Altrimenti diventa sempre più chiaro perché i milioni di persone da poco uscite dall'ateismo di Stato non sono andate direttamente nelle Chiese che tanto l'avevano combattuto, ma si sono rivolte in massa ad altre e assai diverse fonti di spiritualità. Ma di questo, un'altra volta... ab

lunedì 21 maggio 2012

E' Storia

Una nuova edizione di E'Storia passa all'archivio. Ancora una volta un grande successo, con una presenza di pubblico talmente significativa da rendere costantemente traboccanti i tendoni, nonostante la contemporaneità delle "offerte". Quest'anno il tema - Profeti - è stato affrontato da tanti punti di vista diversi, non mancato il sale delle polemiche, soprattutto nelle discussioni sugli eventi più vicini nello spazio e nel tempo. Ormai più che collaudata, l'organizzazione è stata ottima, favorita anche dal bel tempo, sostituito dalla pioggia solo dopo la conclusione dell'evento spettacolo con Moni Ovadia. Insomma, complimenti agli organizzatori e all'associazione che presiedono: ognuno è libero di pensarla come vuole e di proporre percorsi programmatici e metodologici alternativi, ma il fatto resta ed è che da otto anni Gorizia nei tre giorni di E'Storia vede riempirsi i propri Giardini di migliaia di persone che vogliono vedere crescere la propria cultura.

sabato 19 maggio 2012

Come è possibile?

Un pensiero triste alle vittime dell'assurdo attentato di Brindisi e alle loro famiglie. Prima di ogni analisi e interpretazione. Che una ragazza perda la vita in questo modo suscita orrore per gli assassini e compassione per chi è colpito. Che la violenza non prevalga, mai!

venerdì 18 maggio 2012

Il ritorno degli imboscati

Si può perdere un'elezione con dignità e onore, dopo una "battaglia" combattuta a testa alta con grande dedizione: è ciò che si può dire di Giuseppe Cingolani e della parte di Centro Sinistra che l'ha lealmente sostenuto e appoggiato. Oppure si può affossare ulteriormente l'autentica Politica con il poco nobile mestiere del "tirare il sasso e nascondere la mano". E' quello che viene da pensare leggendo le "Lettere al giornale" su un quotidiano locale oggi: quello che tanti sussurravano scandalizzati è venuto alla luce. Due nomi molto noti (peraltro solo tra gli "addetti ai lavori") stanno in calce a una serie di affermazioni "sorprendenti". Cosa accadeva mentre il Partito Democratico di Gorizia decideva a maggioranza di coordinare il percorso partecipativo verso le Primarie e di arrivare a scegliere con elezione interna il proprio candidato sindaco? Alcuni commissionavano misteriosi sondaggi per dimostrare che un candidato sarebbe stato meglio di un altro e centellinavano i risultati alla stampa (detto tra parentesi, nessuno ha notato che in quel sondaggio estivo ritenuto decisivo Collini era dato vincente su Romoli 51-49, tutti gli altri perdenti meno il candidato del Forum - il cui risultato non è mai stato messo in rilievo - che era dato al 50-50); altri come timidi fanciulli correvano dalla mamma segretaria regionale per evidenziare che la scelta del Pd goriziano era pessima; altri ancora criticavano di nascosto il papà presidente della Provincia che - come sembra essere il loro parere dall'articolo di oggi - avrebbe preferito un candidato debole per evitare di confrontarsi con un eventuale sindaco più forte di lui. Dunque, gente adulta e se-dicente responsabile, invece di confrontarsi liberamente nelle sedi a ciò deputate e di mettersi in gioco nel corso delle diverse fasi elettorali, tace nelle assemblee dove dovrebbe parlare, non va neppure a votare la sera delle decisioni, non partecipa agli allora infuocati dibattiti sui quotidiani, mugugna guardandosi attorno con circospezione tra i tavolini dei bar e trama nei sottoscala della pseudopolitica. E poi, a cose fatte, si lancia nel più classico (e quasi soddisfatto) dei "l'avevamo detto noi", fregandosi altamente delle scelte compiute da un partito con l'unico metodo "imposto" da un sistema democratico, la votazione a maggioranza di un'assemblea di iscritti! Evitando antipatici riferimenti alle stesse persone cinque anni fa, nonché al pluricitato ma incolpevole Collini - vittima e non certo causa di tali macchinazioni- non si può che ringraziare i firmatari della lettera odierna perché hanno detto a chiare lettere quello che tutti vociferavano: che una parte importante del Pd non ha fatto nulla (per usare un eufemismo) per sostenere il candidato democraticamente scelto, al contrario ha atteso - e a questo punto si può dire forse anche provocato - la sconfitta elettorale al primo turno per esternare un malcontento pubblicamente finora sottaciuto. ab

giovedì 17 maggio 2012

martedì 15 maggio 2012

Ripartiamo da due

Si riparte. Non da zero, ma da due, dal poco più del due per cento di goriziani che hanno premiato con il loro voto il Forum per Gorizia. Ripartiamo proprio dal Forum, senza drammatizzare e senza auto-consolarsi. Il Forum come gruppo d'azione politica è finito il giorno in cui ha accettato - dopo dubbia consultazione su questo stesso blog - di concorrere alle "primarie" del Centro Sinistra. Intendiamoci, l'errore non è stato il grande lavoro di Giuseppe Cingolani: faticosa ricostruzione del Partito Democratico erede delle lacerazioni dell'Ulivo, definizione di un ampio programma costruito attraverso il lavoro di competenti gruppi tematici, proposta di un percorso prima programmatico poi pre-elettorale per la ricostruita (sempre in buona parte grazie all'allora segretario Pd cittadino) unità del Centro Sinistra. L'errore è stato nel punto d'arrivo di tale percorso, le "primarie" appunto che hanno ottenuto l'effetto opposto a quello che ci si attendeva. O meglio, che si attendevano molti, ma non tutti, molti post di questo stesso blog hanno messo in guardia sui "pericoli" di tali consultazioni, solo apparentemente esercizio di democrazia diretta. Le primarie hanno indebolito la coalizione, mentre una presentazione di più candidati al primo turno elettorale avrebbe consentito di affidare la scelta tra diverse opzioni agli elettori, presupponendo alleanze soltanto al secondo turno. E' anche evidente quanto ogni partito o movimento civico si sarebbe impegnato di più al fine di raggiungere un buon risultato con il proprio candidato piuttosto che di raggiungere un misero scragnetto in consiglio comunale. Il Forum ha partecipato alle primarie, le ha perse, le persone che le hanno vissute si sono impegnate quanto più possibile nel sostenere il candidato vincente; in compenso ha perso quasi tutto il suo elettorato, confluito in parte in Cinque Stelle, in parte nella lista civica Gorizia è Tua "imposta" agli altri coalizzati messi di fronte al fatto compiuto e poi rivelatasi l'unica vera sorpresa delle elezioni, in parte nell'ampio astensionismo che ha penalizzato certamente tutti, ma soprattutto - come sempre - i perdenti Anche quelli che riescono ancora a dire "tutto sommato abbiamo raggiunto i nostri obiettivi", guardando al bicchiere un centesimo pieno di un rappresentante in Consiglio e non guardando ai 99 centesimi vuoti di un'elezione che in realtà peggio di così difficilmente sarebbe potuta andare. Ma ora è tempo di andare avanti, con nuovi volti, nuove idee, nuove proposte... Vino nuovo in otri nuovi! ab

lunedì 14 maggio 2012

Intervallo

Kozijak slap, presso Kobarid

domenica 13 maggio 2012

Intervallo

Il castello di Duino

venerdì 11 maggio 2012

Pausa di riflessione

Dopo tante analisi è il momento della riflessione. Martedì 22 maggio, alle 18, tutti coloro che si sono riconosciuti nell'esperienza del Forum per Gorizia sono invitati a ritrovarsi per continuare insieme il confronto sul destino del movimento civico. Anche chi cura questo blog si prende una breve pausa. Chi desidera offrire contributi alla discussione può comunque farlo commentando questo post o inviando i propri testi all'indirizzo mail ndrbll@gmail.com A presto. Andrea Bellavite (Nella foto, la sorgente dell'Isonzo a Trenta)

giovedì 10 maggio 2012

Il suicidio come fenomeno individuale e sociale: rispetto e smarrimento

Profondo rispetto, smarrimento e silenzio. Sono gli atteggiamenti che si fanno strada quando si sente la notizia che un amico, un conoscente o comunque un essere umano ha deciso di porre fine alla propria esistenza. Le domande si accavallano, i "perché?" si moltiplicano, i "forse se..." si intrecciano con la ricerca interiore di spiegazioni impossibili; resta nel cuore una sensazione strana, un misto tra il senso di colpa e lo stupore davanti al dispiegarsi di una libertà che giunge fino a violare il naturale istinto di sopravvivenza. In alcuni casi il suicidio oltrepassa la sfera individuale e diventa una dolorosa realtà che ha delle spiegazioni non riconducibili esclusivamente all'imperscrutabile mistero della persona. Forse quasi sempre è l'esito di un malessere relazionale, ma i "numeri" riportati i questi giorni dai quotidiani sono impressionanti; "la vita - diceva Giovanni XXIII - è la realizzazione del sogno della giovinezza": evidentemente non è così per centinaia di imprenditori e di lavoratori che dopo aver investito la loro esistenza professionale su un sogno di gioventù si trovano stritolati da una crisi finanziaria, economica e politica che falcia senza pietà gli obiettivi raggiunti, le tappe faticosamente superate, la stessa possibilità di mantenere dignitosamente la famiglia. La storia sembra ripetersi - sia pure in contesti assai diversi - ed è difficile non pensare che le immani tragedie dell'intero XX secolo sono state precedute da uno stillicidio di suicidi provocati dall'impossibilità di sostenere il presente o dalla paura dell'immediato futuro. Siamo al tramonto del capitalismo occidentale? Tutto lascia pensare che sia proprio così, che cioè l'ultimo impero stia per implodere sulla sua stessa potenza, sul suo inarrestabile e ormai fuori controllo progetto di sviluppo e di effimero benessere economico. I poveri del mondo - l'80% del genere umano! - ne sono stati finora le vittime permanenti... Ora gli animi più fragili o forse più sensibili e delicati, con il gesto estremo sembrano volerci risvegliare, costringerci a guardare in faccia l'amara realtà. E forse a riscuoterci, prima che (o sempre che non) sia troppo tardi... ab

mercoledì 9 maggio 2012

Una psicoanalisi per Gorizia

Risveglio amaro. Tutta Italia, anzi tutta Europa sembra scossa da un'ancora pacifica ondata di ribellione e di democratico cambiamento, Gorizia in clamorosa controtendenza premia con l'aumento dei consensi i compagni di merende (politicamente parlando) di: Silvio Berlusconi, Nicole Minetti, Maria Stella Gelmini, dott.(!) Renzo Bossi e compagnia "bella"... Ovunque - con più o meno fatica - entrano nelle istituzioni gruppi e volti nuovi, a Gorizia sono esclusi dal Consiglio Comunale un movimento civico di alto profilo politico culturale come il Forum per Gorizia e i suoi rappresentanti riconosciuti da tutti, perfino dalla "maggioranza", come un valore aggiunto alla vita della città. La stessa città che ha votato l'altro anno i referendum sull'acqua e sul nucleare quest'anno "premia" chi ha sconquassato un colle per un inutile ascensore, ha assistito praticamente impotente al tracollo di alcuni settori economici (benzina e tabacchi, giusto per fare un paio d'esempi), alla chiusura di un esercizio commerciale su due, all'inarrestabile tracollo demografico... Non è facile analizzare la situazione, in particolare rispondere per ora a una prima domanda: perché il centro destra ha vinto così facilmente (tutto si può dire, ma sembra un po' azzardato affermare che non sia un grande successo una vittoria al primo turno in tempi di tracollo generale, con 17 punti percentuali di vantaggio sul candidato della coalizione unita del centro sinistra e resistendo alla performance "grillina")? Occorre cercare di comprendere quali siano le agenzie che orientano al voto, in altre parole le strutture di potere che danno il via libera all'uno o all'altro schieramento a partire da interessi non sempre evidenti: il consenso si crea attraverso l'universo mediatico, ma in realtà locali contano molto la presenza, il consiglio, la pacca sulla spalla, anche la promessa personale o di gruppo ("Non con noi? Ahi ahi ahi!"). Sono sistemi, legami tra famiglie e grandi elettori che intersecano le associazioni di categoria, le realtà imprenditoriali, le dinamiche socio assistenziali, i rapporti spesso clientelari con le realtà parrocchiali... Non ci si può spiegare la performance di Romoli né solo con il suo ritornello "ho lavorato bene" (ha avuto lo 0,5% in più rispetto alla tornata precedente e complice l'astensionismo ha perso ben 1500 voti rispetto al 2007!) né con la debolezza degli sfidanti che ce l'hanno messa tutta ma forse non sono riusciti a riconoscere e a scalfire le vere "centraline del potere". Occorre andare molto più a fondo rispetto alle analisi calcistiche con il bilancino, cercare di comprendere lo stato d'animo dei cittadini, capire quali sono i meccanismi che orientano le loro scelte: affrontare il "caso" di una città che forse non ha ancora fatto i conti con la propria storia, non è uscita dalle pastoie degli eventi del XX secolo, non ha ancora abbattuto i propri muri. Insomma, c'è bisogno della "psicoanalisi di una città".

martedì 8 maggio 2012

Ebbene, parliamo di Forum

Dopo cinque anni vissuti intensamente il Forum per Gorizia rischia di essere fuori dal Consiglio Comunale. Gli incredibili ritardi della "macchina" elettorale non consentono la certezza matematica, ma il dato rimane: 8,9% nel 2007, 2,3% nel 2012. Tracollo verticale, tanto più amaro quanto più si tenga conto del ruolo di primo piano - a livello politico e culturale - dei consiglieri comunali e degli altri partecipanti a questa esperienza. Cosa non ha funzionato? Un quotidiano locale attribuisce la débacle all'assenza dall'elenco dei candidati di chi scrive questa nota: un motivo plausibile di una flessione, ma non di una simile sconfitta. Il vero "perché" occorre cercarlo altrove, ovvero nella natura del progetto che il Forum ha perseguito dalla sua nascita alla tornata elettorale del 2007, dall'insediamento della prima Giunta Romoli alla scelta di partecipare alla coalizione di centro sinistra e alle "primarie". Si trattava di un percorso di rinnovamento della "politica" a partire dai grandi ideali che avevano mosso i personaggi più eminenti della seconda metà del Novecento, una sintesi proiettata verso il futuro delle istanze del cattolicesimo democratico e della sinistra culturale (incarnate in modo autonomo dalle riviste Iniziativa Isontina e Isonzo Soca): idee di ampio respiro coniugate ad efficienza amministrativa a sostegno del bene e dei beni comuni della città. Era un progetto che aveva dimostrato grande capacità di attrattiva nella società civile, anche al di fuori delle cerchie classiche della tradizionale "battaglia" elettorale. Non fu capito nel 2007, anche se in quella occasione si sfiorò il ballottaggio storico e il Forum fu proiettato in una stagione di intenso impegno e sperimentazione "amministrativa"; non fu capito - ma più comprensibilmente - in occasione delle primarie dell'autunno 2011, quando la decisione di inserirsi nei meccanismi del sistema delle alleanze e delle coalizioni ha di fatto disinnescato la portata innovativa di un movimento molto politico ma essenzialmente civico: da "guida" quella del Forum si è trasformata in compagine "guidata" dalle inevitabili logiche pre-elettorali. Le stesse logiche che hanno di fatto stritolato il candidato sindaco del centro sinistra, forse proprio per il suo enorme impegno più vicino alle istanze "movimentiste" che ai piccoli calcoli delle burocrazie partitiche. A quel punto non si trattava più di scegliere un progetto politico totalmente innovativo, bensì il modo migliore per garantire gli equilibri richiesti dalla ricerca e dalla salvaguardia della complessa unità nel centro sinistra goriziano: la nascita dopo le Primarie della lista civica Gorizia è Tua - vera positiva sorpresa delle comunali 2012 - il rifiuto di qualsiasi proposta di accorpamento all'interno della coalizione di centro sinistra con conseguente equa distribuzione delle briciole hanno fatto il resto e i potenziali elettori del Forum o non sono andati a votare o si sono orientati verso altre caselle. Questa è la situazione e ora ci si deve chiedere se e come andare avanti: sul "se" non ci sono dubbi, non è una sconfitta elettorale a determinare se un'intuizione è giusta o sbagliata; sul "come" c'è molto da riflettere, ma in fretta... La situazione europea e italiana è sempre più complessa e difficile, i segnali sono ovunque preoccupanti, Gorizia si appresta a trascorrere altri cinque anni "romoliani": c'è bisogno di Forum più che mai, forse non in Consiglio Comunale ma in tutti i gangli nevralgici della città. Andrea Bellavite

Prime valutazioni elETTORAli: Ritorno al passato...

E' finita. Ettore Romoli sarà il successore di se stesso e guiderà l'amministrazione di Gorizia per i prossimi cinque anni. E'lui il vincitore delle elezioni, auguri per il nuovo mandato a lui e a tutta la città! Molti sono coloro che ne escono sconfitti, alcuni con onore altri con le ossa rotte. Con onore i candidato sindaco, in particolare - senza nulla togliere a Manuela Botteghi, che ha avuto un risultato eccezionale e Fabrizio Manganelli - Giuseppe Cingolani, protagonista della più lunga campagna elettorale personale che la storia recente ricordi: costruttore della "coalizione" di centro sinistra, eletto candidato alle primarie dal Pd dopo una lunga estenuante trattativa in settembre, vincitore delle primarie a inizio novembre, dal giorno dopo instancabile viandante sulle strade, nei condomini, tra la gente nelle piazze... Un lavoro pazzesco, a volte solitario a volte incompreso dagli stessi inquieti coalizzati, tenace, forte e delicato: avrebbe sicuramente meritato qualcosa di più! Perdono invece tutti gli altri, da un centro destra incapace di proporre alcunché oltre la figura dell'esperto e navigato ex/neo sindaco a un centro sinistra che non ha saputo trarre alcun vantaggio dalla sua (apparente?) ritrovata unità. Il Pd con Skk ottiene uno dei peggiori risultati della storia del centro sinistra goriziano, dopo una campagna elettorale in parte movimentata da dubbi e da voci di fronda contro il proprio stesso candidato: dei probabili 6 eletti ben quattro fanno parte della comunità di lingua slovena! La coalizione voluta e tessuta giorno dopo giorno dal segretario Cingolani vede premiata - eccezione alla regola della débacle - solo la "civica" Gorizia è tua, con un 8% al di là di qualsiasi aspettativa. Il resto è delusione e disgregazione: i giovani (purtroppo) sono stati letteralmente umiliati, i quattro gruppi restanti hanno raccolto le briciole, dopo aver rifiutato caparbiamente qualsiasi accorpamento in nome forse di un "volersi contare" che ha consentito a tutti di contare poco o niente. Anche il Forum ha da leccarsi le ferite, eccome! Forse addirittura perderà la rappresentanza in Consiglio Comunale: la controversa discesa in campo alle Primarie si è rivelata un errore politicamente fatale e ora - dopo una campagna elettorale tiratissima al termine della quale i pochi "militanti" si sono trovati con il fiato corto - deve decidere del proprio stesso futuro (se ne parlerà martedì 8 alle 18 in sede). E adesso? Adesso il centro sinistra deve ricominciare da capo, attorno a chi ha dimostrato di avere energie e idee sufficienti, insieme a chi ha voluto partecipare a questa avventura, accettando le inevitabili defezioni di chi riterrà di essere stato fin troppo bruciacchiato. Ma soprattutto, con nuove e più solide basi politiche e culturali. Il tempo non è poi così lungo, la situazione generale italiana e mondiale sta degenerando rapidamente, le elezioni regionali sono alle porte: è il momento della breve autocritica, della rapida sostituzione di chi non ce la fa più, della rifondazione di un centro sinistra e di una sinistra più consapevoli, più uniti, più responsabili...

lunedì 7 maggio 2012

Un'analisi del voto prima dei risultati. Di Vanni Mancini

  L’analisi del voto “ovviamente” si fa a voto avvenuto, così  si pensa da tempo o, peggio, questa  è la prassi più seguita. E così che giorni fa tra amici si è giunti alla “provocazione” di fare un’analisi del voto prima del voto. Nulla di nuovo invece, e non serve scomodare vecchie e nuove variazioni sul Principe di Machiavelli e/o Gramsci. Un’analisi seria è ovvio che può aver senso se si cono- scono le analisi che precedono il voto non come previsioni (da agenzie addette), ma come analisi della realtà in cui si agisce nelle sue più varie espressioni, caratterizzazioni sociali, economiche, culturali ecc. , delle relazioni esistenti o presunte tra queste realtà e il soggetto politico che si ritiene di essere secondo rappresentazioni e immagini…, dei progetti-desideri-bisogni-illusioni che perva- dono soggetti e oggetti della realta a cui si appartiene… E tutto secondo modalità e prassi seguite per permettere ai soggetti del soggetto di sentirsi fattualmente parte di un progetto. E non parlia- di niente di impossibile, e nemmeno,però, di scontante pratiche “burocratiche”  diffuse. Si tratta semplicemente di pratiche auspicabili per soggetti politici che intendono l’agire politico secondo scopi e obbiettivi che puntano al mutamento reale non identificandolo di fatto con l’autoconservazione. Per una politica della partecipazione che va a costruire pratiche e condizioni perché la partecipazione possa avvenire nel quotidiano, e non nella partecipazione formale di un voto di opinione. Ma è anche vero che ciò che avviene è per effetto di scelte e azioni precedenti (condizioni, ma anche miopie o recidività accumulate su “relistici” evitamenti); “si impara ciò che già si conosce” e/o “cio che si è disposti a conoscere” diceva qualcuno molto provocatoriamen-te/saggiamente. Mentre invece ne sentiremo e leggeremo delle belle, ma tutte in linea con l’idea dominante di polica,democrazia,partecipazione,momento elettorale, mandati elettorali e politici, fiducia delega- gata,adesione e approvazione dei programmi proposti, ecc ecc. Ma nel Forum le cose non dovreb- bero andare così se vuole mantenere la vocazione principale,credo, di luogo di ricerca,confronto, elaborazione. E ho la tentazione forte di citare “Errare è umano, perseverare è …?!”, ma non lo faccio proprio per dar adito a utili polemiche. Lapsus o nonlapsus compresi. Vanno Mancini    

domenica 6 maggio 2012

Intanto Francia e Grecia...

Le misure imposte dai vertici europei non piacciono. In Francia prevale la volontà di cambiamento e Sarkozy ci lascia le penne politiche: non strizzerà più l'occhio sorridendo sornione alla Merkel come quando gli chiedevano cosa ne pensasse delle misure anti-crisi prese in Italia prima dell'arrivo di Monti al Governo... Il patto franco/tedesco (e ora anche /italiano) ha fatto fuori anche lui. Auguri Hollande! In Grecia si profilano risultati da capogiro: tracollo dei partiti che sostenevano il governo "d'emergenza" Papademos (corrispondenti alla nostra inedita formula ABC), risultato storico per la sinistra radicale, crescita e ingresso in Parlamento di una formazione dichiaratamente neo-nazista. Insomma, grandi movimenti all'orizzonte, cambiamenti repentini di scenari, prospettive oscillanti tra speranze e paure... Una domanda "a latere": possibile che i francesi e i greci conoscano i risultati delle loro elezioni nazionali alle 17 della domenica in cui votano, mentre gli italiani prima devono tenere le urne aperte fino alle 15 del lunedì (perché poi?), poi le operazioni si incartano, le proiezioni sballano e capita - come anche cinque anni fa a Gorizia - che il nome del sindaco votato da più o meno 20mila persone sia conosciuto soltanto dopo le 21?

Giorno di elezioni

Giorno di elezioni. Importanti, soprattutto in Europa. Francia e Grecia scelgono i loro principali riferimenti governativi mentre ci si trova nell'occhio del ciclone: le parti dei contendenti sono quelle tradizionali, centro destra e centro sinistra; tuttavia mai come in questo caso aleggiano le incognite dell'astensioismo e il peso della situazione sociale. Prevarrà lo status quo "imposto" a una parte o all'altra dall'inquieto momento del capitalismo mondiale oppure il "se non ora quando?" delle rinascenti "masse" sempre più pressate dal tracollo economico e non più rappresentate dagli schieramenti degli ultimi decenni? Ci si avvierà verso una nuova forma di "resistenza" popolare o prevarranno logiche anti politiche utili ad accelerare i processi distruttivi già in atto nei sistemi? Oppure ancora gli "eletti", nuovi o vecchi che siano, offriranno un inatteso spettacolo di protagonismo politico e sapranno guidare i Paesi verso una soluzione pacifica e sostenibile della crisi? Sono grandi domande che dal global si ripercuotono anche sul local, cioè sulle nostre elezioni "di casa" dove i cittadini di Gorizia - insieme a quelli di oltre mezzo migliaio si altri Comuni italiani - sono chiamati a scegliere io loro sindaco: Botteghi Cingolani Manganelli Romoli? Basterà un turno o bisognerà attendere il ballottaggio del 20 maggio? Alle urne l'ardua sentenza...

sabato 5 maggio 2012

Gorizia, "città amica della bici?" di Nevio Costanzo

Ciclovia dell'Isonzo. Una prospettiva turistica che potrebbe concretizzarsi a Gorizia, passa lungo la sponda destra del fiume Isonzo, fiume, che peraltro viene poco valorizzato in questi tempi. Fare in modo che via degli Scogli (e oltre), ora che è stata messa nel cassetto la cosiddetta iniziativa di insediamenti abitativi denominata "Beverly Hills", diventi segmento cittadino della ciclovia dell'Isonzo, già nel progetto di ciclabilità regionale ed anche internazionale. In molti paesi europei, le sponde che si affacciano sulle vie d'acqua, vengono utilizzate per realizzare itinerari ciclabili. Un esempio, tra i tanti, quella del Danubio, che porta benefici economici nel luogo che le ospita. I cicloescursionisti nel loro lento viaggiare, cercano alloggi, campeggi, trattorie, negozi ed anche musei o mostre da visitare. E' stato calcolato che il cicloescursionista "spende" circa € 25,00 al giorno a tappa sulla ciclabile del Danubio. Sarebbe, quindi, molto importante che la prossima Amministrazione comunale di Gorizia, di concerto sia con le amministrazioni contermini, che quelle sovracomunali come Provincia e Regione, si attivi per realizzare questo segmento della ciclabile sull'Isonzo, dall'ex valico confinario di via degli scogli sino al confine con Savogna d'Isonzo. Inoltre, su tale itinerario non dovrebbero mancare le indicazioni che invoglino il cicloescursionista a visitare Gorizia, realizzando anche ulteriori percorsi. A corollario di quanto esposto, una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta al fiume Isonzo, che pare sia una realtà quasi dimenticata dai goriziani se non per le sue vicende storiche e quando si manifestano casi di d’emergenza idrica. Ambiente fluviale che dovrebbe esser rivalorizzato, rendendo accessibili le strade/sentieri che portano alle sponde e le spiagge sottostanti. Bike Sharing. Pur apprezzando l'iniziativa, seppur tardiva, questa opportunità di utilizzare la bici in affitto ha, secondo me, qualche pecca. La prima, è quella della vicinanza eccessiva delle stazioni del Comune, di piazza della Vittoria e di via A. Diaz: bastava una baricentrica alle tre e spostare le altre due nelle zone più periferiche, poiché se la bici è considerata parte integrante della mobilità urbana e sostituto dell'automobile, le stazioni di Bike Sharing ricollocate avrebbero svolto un servizio migliore e più efficiente. In altre parole, prendo la bici in affitto in zona Sant'Anna, oppure a Sant’Andrea, oppure alla Transalpina e raggiungo la città, lasciando ferma l'automobile. E’ vero che ci saranno altre stazioni di cambio, anche a Nova Gorica, ma forse una più attenta programmazione poteva starci! La seconda, riguarda il meccanismo troppo complesso per accederne all'uso: non si poteva prevedere anche l'affitto della bici con carta di credito, bancomat (leggi POS) direttamente nei parcheggi bici ? Come fa un turista che arriva a Gorizia di sabato quando gli uffici comunali sono chiusi e soprattutto domenica quando i negozi (per ora, la maggior parte...) sono chiusi? Tutto si può migliorare, questi sono suggerimenti. La terza è quella della poca lungimiranza di non provvedere anche alla sistemazione del parcheggio di bici private di fronte alla stazione ferroviaria con lo stesso sistema adottato nei pressi della stazione ferroviaria di Udine. Le bici sono sistemate in rastrelliere coperte. La quarta, collegata alle tre precedenti riguarda le ciclabili goriziane, che non hanno alcuna relazione tra di loro, non hanno appeal, non hanno manutenzione e, a volte, scompaiono improvvisamente (vedi via V. Veneto)... Pensiero finale: Gorizia potrà diventare “città amica della bici”? Nevio Costanzo

venerdì 4 maggio 2012

GRAZIE RAGAZZI !!! di Giovanni Civran

Eccoci giunti all’imminenza del grande giorno. E ho l’occasione di scrivere parole che ho rimuginato per settimane e che mi verranno sicuramente diverse da come le ho pensate. Volevo pubblicamente ringraziare innanzitutto gli Amici del FORUM per Gorizia. Non ho velleità propagandistiche, per carità… ma esprimere parole dettate solo dall’affetto e dalla considerazione che Andrea, Vito, Anna, Paolo, Nevio, Sara, Federico, Bernardo, Dario & Dario, Vanni e tutti gli Altri sono riusciti a trasmettermi. Fino all’Aprile scorso non conoscevo neanche chi componesse la Giunta Comunale, credevo vi fosse solo un Sindaco e nessuno attorno a lui. Non ero mai stato coinvolto in alcuna forma di dibattito libero e profondo sui temi più vari che interessano la mia Città, e non sono un timido e neppure uno che fugge il confronto con le persone. Non avevo la più pallida idea di chi avesse deciso di distruggere la collina del Castello e del perché mio padre si lamentasse dell’abbandono del nostro Ospedale alla balia dei vezzi e dei giochi oscuri e lontani della politica regionale. Non sapevo perché mio figlio non avrebbe potuto nascere a Gorizia, o del perché fossi costretto ad assistere ad una diaspora continua di giovani, di idee e di opportunità da questo stupendo Capoluogo. Poi un giorno mi è stato distribuito un volantino: il sabato successivo in P.zza Vittoria ci sarebbe stata una manifestazione per richiamare l’attenzione delle Autorità sul destino del Castello. Ci andai con la mia ragazza e vidi che tra gli organizzatori vi era tale FORUM, quelli della Lista Civica che 4 anni prima poco mancava che andassero ad uno storico ballottaggio con tutta la Coalizione del Centro Destra… Ho cercato su internet se avessero un riferimento, e ho trovato un blog. Vi erano scritti interventi praticamente quotidiani di varie persone, cui seguivano commenti liberi di ammiratori e di contestatori… invitavano anche a partecipare alle loro riunioni. Si tenevano tutte le settimane il Martedì sera alle 18 in Via San Giovanni 5. Caspita, pensai… guarda il caso: io ero nato proprio lì di fronte, al n° 6 di quella stradina! Ci andai nel primo giorno utile e fui accolto con apertura e disponibilità. Si parlava di scuola, di urbanistica, di democrazia e partecipazione, dell’imminente referendum per l’Acqua, dei lavori sul castello, di lavoro, di stato sociale, di èStoria… e tra loro c’erano 4 Consiglieri Comunali, c’era chi organizzava la kermesse storica di Maggio, scrittori, ambientalisti, professori, chi con nulla creava Teatro e chi sapeva cantare. Nel giro di mezz’ora fui catapultato all’interno di Gorizia… mi resi conto allora che fino a quel momento avevo visto la mia città come si guarda da una vetrina un Presepe. Ero così contento che non parlavo d’altro con tutte le persone che fino ad allora erano rimaste come me: con la bocca mezza aperta, con la mano semi alzata, nel timido tentativo di dire una parola. “E tu Giovanni, cosa ne pensi?” mi introdusse Andrea al dialogo, poi forse pentendosi dopo aver capito di avere praticamente stappato un vaso di Pandora di parole, fantasticherie e progetti. Da allora non mi sono perso neanche un Martedì sera, neanche con la febbre. Poi sono arrivate le riunioni per organizzare i referendum sull’acqua e dall’Estate in poi le Primarie del Centro Sinistra. Accidenti, lì abbiamo incassato una batosta mica da ridere… Ma in compenso ho avuto la fortuna di conoscere persone “con la divisa di un altro colore, ma con un animo dello stesso valore”: Giuseppe Cingolani, Marco Rossi, Roberto Criscitiello e Andrea Chinese, l’unico che, per motivi di lavoro avevo già avuto la possibilità di conoscere e apprezzare. Non saprei ancora oggi spiegare come, ma di lì al giorno dopo eravamo al lavoro tutti insieme, organizzati in Gruppi Tematici ad occuparci in team di tutte le necessità che Gorizia si stava aspettando da noi: Lavoro, Salute, Imprese, Ambiente, Urbanistica, Cultura, Scuola, Svago, Turismo…. Poi ABBIAMO (anch’io, lo giuro, un “total outsider” senza tessere o coccarde di partito) SCRITTO INSIEME programma e valori con i quali presentarci alla Città. Poi si sono scritte le liste. Da tale momento in poi io personalmente mi sono chiamato fuori, solo per motivi professionali, legato a quella “immagine apartitica” che devo mantenere per il lavoro che svolgo. Ma oggi non mi chiamo fuori dal ringraziare tutte le PERSONE che in questo anno ho conosciuto e apprezzato, capaci di abbattere ogni muro frapposto al dialogo e alla partecipazione, persone cristalline, volenterose e soprattutto competenti. Praticamente una squadra perfetta. Quella che spero guidi Gorizia per i prossimi 5 anni. Giovanni Civran

Se rinasco voto Forum...precisazione a margine

Un quotidiano locale pubblica oggi 4 maggio una breve intervista riguardante i manifesti elettorali del Forum. A un certo punto si legge che accanto alle immagini di Madre Teresa, del "Che", di John Lennon, di Nora Gregor, di Rosa Parks, di Ghandi, di Einstein e altri, sono stati affissi anche alcuni cartelli con la foto di chi cura questo blog. L'articolo riporta le mie parole secondo le quali ciò sarebbe stato fatto "a mia insaputa": mancava la seconda parte della battuta che proseguiva con un ironico "come direbbero alcuni politici". Rispetto chi la pensa diversamente, ma sono del tutto consapevole e mi assumo ben volentieri la mia parte di responsabilità rispetto all'ideazione e all'affissione di tali riproduzioni, proposta che ritengo non soltanto simpatica, ma anche finalizzata a valorizzare e non certo a denigrare tutti i personaggi rappresentati. Compresa Madre Teresa di Calcutta che, secondo me, "se rinascesse" preferirebbe la propria icona offerta alla visione e alla memoria di chi cammina sulle vie delle città piuttosto che nascosta dagli incensi nella penombra di chiese quasi del tutto abbandonate. Chi può dirlo? Andrea Bellavite

giovedì 3 maggio 2012

Punto franco e crisi degli esercenti

Un altro tema stranamente poco frequentato in campagna elettorale è stato quello relativo ai costi della benzina e dei tabacchi: problema che ha (giustamente) tenuto banco negli ultimi anni dal momento che le relative categorie hanno pagato molto cara la fine della zona franca. Ogni tanto arriva la boccata d'ossigeno, con la notizia di uno sconto per qualche manciata di settimane a favore dei residenti... Ma ad ogni scadenza si ritorna da capo con la consapevolezza che il cartello "qui la benzina costa meno che in Slovenia" vale solo per chi abita nella provincia di Gorizia e non certo per tutti gli altri potenziali acquirenti. L'unica possibile soluzione equa della problematica sta in una consapevole revisione delle relazioni economiche sull'antico confine, riflettendo insieme su come realizzare una nuova situazione specifica, una specie di punto franco internazionale. Tali relazioni possono divenire produttive soltanto a una condizione, che ci sia prima la volontà di costituire un punto franco culturale: la costruzione di un nuovo tessuto di ordinarie relazioni di base tra i cittadini della stara e della nova Gorica/Gorizia è il passo indispensabile perché si possa bussare insieme alle porte dell'Unione Europea ed ottenere ciò di cui si ha bisogno. Non un Gect scatola vuota che non si sa ancora come riempire, ma un Gect operativo in grado di fornire gli strumenti per realizzare ciò che già si è pensato e progettato insieme. Una visione urbanistica internazionale, per esempio...

Non dimenticare il Cara di Gradisca

Il "Cara" di Gradisca ha un nome dolce, ma nasconde problematiche delicate: è il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, dove per al massimo sei mesi sono "ospitati" coloro che richiedono lo status di rifugiati da Paesi in cui rischiano la vita. A differenza di chi è rinchiuso nel Cie, chi soggiorna nel Cara può uscire durante il giorno, ma la vita è dura: in attesa del pronunciamento sul diritto di restare in Italia o sul ricorso presentato in caso di primo respingimento, i richiedenti non possono per legge svolgere alcun lavoro e i servizi loro offerti dal territorio sono veramente esigui, se si eccettua la straordinaria azione di alcune associazioni non basate sul profitto. Quando scadono i sei mesi, le persone vengono senza indugio espulse dalla struttura: senza lavoro (che non possono svolgere appunto per legge), senza conoscere se non a sommi capi la lingua italiana, senza sapere dove andare a mangiare o dormire... vagano per le campagne e per le città cercando - come si suol dire - di sbarcare il lunario. Senza l'azione assistenziale del volontariato sociale essi sarebbero del tutto abbandonati a se stessi e alla crescente diffidenza da parte dei cittadini goriziani che si sentono costantemente interpellare da volti tristi e da parole stentate: "ho fame, dammi qualcosa per mangiare". Il futuro primo cittadino di Gorizia sarà il sindaco anche di questi poveri fra i poveri, dovrà farsi carico della loro sofferenza e agire a tutti i livelli perché la nostra città si meriti il predicativo di "accogliente". Almeno un po' di più di quanto è stata finora... Proprio come potrebbero insegnare tanti "grandi" del recente passato, come ad esempio - perché no? - Madre Teresa di Calcutta!

mercoledì 2 maggio 2012

Non dimenticare il Cie di Gradisca

Lontano dai riflettori delle campagne elettorali, inaccessibile per disposizione ministeriale ai media, il Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d'Isonzo continua a svolgere la sua funzione: centinaia di persone vi transitano, "ospitate" fra le sbarre d'acciaio, isolate più possibile le une dalle altre, recluse per mesi in condizioni molto difficili. Ogni tanto giungono dei messaggi, quando ad esempio qualcuno volontariamente si ferisce e viene portato d'urgenza al pronto soccorso; oppure quando filtrano notizie di maltrattamenti, la cui dimostrazione è assai difficile a causa della mancanza di prove. La scorsa settimana alcuni consiglieri regionali hanno dovuto arrivare fino alla minaccia di un sit-in permanente per "convincere" le autorità del Cie a consentire la visione dei filmati delle telecamere interne relative al pestaggio denunciato da un detenuto. E poi, se non ci fosse nulla da nascondere, perché il divieto d'ingresso pressoché assoluto ai giornalisti, perché perfino i rappresentanti dei cittadini devono essere delegati dalla rispettiva autorità politica? Non si può dimenticare che l'ex caserma di Gradisca si trova sul territorio di uno Stato che si definisce libero e democratico: come conciliare tale affermazione con il fattuale divieto alla stampa di informare i cittadini su ciò che accade in un punto così sensibile? Il Centro di Identificazione ed Espulsione di Gradisca è una ferita da curare e una vergogna da rimarginare: nell'ambito delle loro competenze è auspicabile che anche i rappresentanti di tutte le istituzioni locali - compreso il sindaco del Comune capoluogo di provincia - non dimentichino di esercitare il controllo e di operare per un cambiamento della situazione.

martedì 1 maggio 2012

PRIMO MAGGIO 2012

AL LAVORO, PER UNA NUOVA RESISTENZA...

Un film da vedere: "Diaz" (don't clean up this blood)

"Diaz", un film da non perdere, la narrazione basata sui documenti processuali dell'orrore scatenato contro inermi dalla polizia nella scuola Diaz di Genova, la notte tra il 21 e il 22 luglio 2001. Due ore mozzafiato dalle quali si esce con emozione e con rabbia. L'emozione è quella di ricordare la violenza degli eventi che hanno demolito il Social Forum: un'azione sistematica, programmata fin nei minimi particolari, finalizzata a disinnescare la forza dirompente della protesta pacifica, alimentata nei giorni precedenti da una serie straordinaria di incontri e seminari intorno a un'alternativa alla globalizzazione dei mercati. La rabbia sta nel doversi vergognare di essere italiani assistendo all'incredibile serie di atti violenti, umiliazioni di ogni sorta, calpestamenti sistematici della dignità della persona dei quali si sono resi ignobili protagonisti gli scatenati poliziotti del tempo. Nessuno dei quali ha smesso di esercitare la propria professione, pochi sono stati condannati e per reati secondari, soprattutto i loro capi e mandanti occupano oggi sedie importanti nell'ambito dei servizi segreti e dei comandi di polizia. Quello che manca nel film sono i nomi di coloro che hanno accettato e voluto tutto ciò, di coloro che hanno accettato come normale la manomissione delle prove, rendendo così possibile davanti ai media l'impossibile giustificazione di una simile tragedia. Tra essi il capo del governo di allora e influente fondatore del PDL Silvio Berlusconi (che peraltro appare in un breve spezzone di tg d'archivio), l'attuale presidente della Camera e capo del FLI Gianfranco Fini che mai si è scusato con l'Italia e con gli altri Paesi delle vittime per essere stato nella cabina di regia della repressione, l'allora ministro degli interni Scajola e quello della Giustizia Roberto Castelli, della Lega Nord, che dopo la visita alla caserma dove gli arrestati stavano subendo le più umilianti vessazioni aveva dichiarato di "non essersi accorto di nulla". A Genova il variegato movimento no-global subì una forte batosta, ma ciò che accadde rivelò al mondo l'infimo grado di coscienza democratica di un Paese che purtroppo da allora ha dovuto assistere ancora spesso al trionfo dell'ingiustizia, alla denigrazione degli oppositori in nome dei prioritari interessi delle lobby politiche ed economiche. Sarebbe molto opportuno un dibattito sui fatti di Genova tra i candidati sindaco alle "nostre" prossime elezioni, magari dopo una pubblica visione di "Diaz": cosa centra? Centra eccome, l'elettore non può fare finta di niente quando vota, deve sapere che razza di personaggi hanno "guidato" l'Italia negli ultimi vent'anni e con chi sono andati finora sorridenti a braccetto anche alcuni nostri concittadini che vorrebbero amministrare la città.