sabato 31 marzo 2012

L'imbarbarimento della politica


Il sindaco si infuria con Cingolani e company perché hanno criticato il tira-molla che ha portato all'"accordo" (o cedimento) tra ex Pdl ora divenuto PdG e locale Lega Nord. "Vogliono l'imbarbarimento della politica" sbotta il Romoli: intanto il casuale accostamento dei megamanifesti (quest'anno particolarmente di moda, forse perché il costo è stranamente minimo) lo svela sorridente verso il suo "compagno" (si fa per dire) d'avventura Zotti che offre un'idea della politica e della città tutt'altro che compassata: altro che barbari...

venerdì 30 marzo 2012

Centro destra a Gorizia, tra Brighella e Balanzone

Si pubblica volentieri oggi un articolo (completo) del candidato sindaco del Centro Sinistra in merito ai giochetti politici che hanno fortemente indebolito Romoli e il Centro Destra

Un teatrino del travestimento, in cui Romoli fa la parte del “sapiente” Balanzone circondato da “astuti” Brighella, con il solo scopo di ingannare gli elettori. Questa è l'unica spiegazione del misero spettacolo messo in piedi in questi giorni dai vertici del centrodestra, pienamente avvallato del sindaco uscente.
La Lega prima fa la voce grossa, affermando fieramente che mai accetterà alleanze con partiti che appoggiano Monti. Poi però accetta di allearsi con un “Popolo di Gorizia” che è semplicemente il PDL con un altro nome, e non batte ciglio di fronte all'alleanza con FLI e UDC, che, al pari del PDL, sostengono convintamente l'attuale Presidente del Consiglio. Quale è la logica di tutto questo? Il punto è che va bene a tutti fingere che il PDL non sia tra i protagonisti della ricandidatura di Romoli, perché quel simbolo e ciò che rappresenta sono diventati imbarazzanti e ritenuti elettoralmente sconvenienti.
Tutti però sanno come stanno le cose.
Ettore Romoli è stato tra i fondatori di Forza Italia, ha fatto tutta la carriera politica che il ventennio berlusconiano ha messo a disposizione dei suoi fedelissimi: senatore nel 1994, poi consigliere regionale, assessore regionale, quindi deputato e infine sindaco dal 2007 ad oggi. Da lui non si è levata mai una voce critica o una presa di distanza nei confronti del precedente governo e di chi lo guidava, nonostante abbia reso il nostro paese ridicolo agli occhi del mondo.
Oggi Romoli interloquisce con Berlusconi, ed i vertici del PDL regionale, concorda con loro le sue mosse e la sua strategia.
Ma evidentemente il sindaco uscente si vergogna di questa sua storia, della sua appartenenza politica, cerca di dissimularla. Così asseconda e sollecita un penoso gioco delle tre carte: il peggio che la vecchia politica sappia offrire.
Di fronte a queste pagliacciate dell'ultim'ora, il centrosinistra si presenta a viso aperto, dopo un percorso coerente e per nulla improvvisato: la coalizione formatasi attorno ad un confronto sulle proposte per la città, la scelta del candidato sindaco affidata ai cittadini, due nuove liste civiche che rappresentano una vera novità nel panorama politico goriziano.
Sono certo che gli elettori, anche quelli di centrodestra, sapranno riconoscere le furbizie della vecchia politica dietro alle mascherate di questi giorni, e premieranno chi si è impegnato in un vero rinnovamento, fondato sulla trasparenza, sulla partecipazione dei cittadini e sulla forza dei contenuti.
Giuseppe Cingolani

giovedì 29 marzo 2012

Megacentro di Villesse: c'è poco da ridere

Con tutto rispetto per i posti di lavoro (effimeri) e per le opportunità di rifinanziamento del territorio, è ancora lecito riflettere: un quotidiano oggi pubblica ampi servizi sulla posa della prima pietra al megacentro commerciale di Villesse. Una delle province percentualmente più cementificata d'Italia si appresta a raggiungere livelli irraggiungibili: la zona di Villesse trasformata in triste periferia di una megalopoli che non esiste, sala multicinema che - così dicono gli esperti - potrà mettere ko il Kinemax e le prestigiose connesse attività cinematografiche goriziane, prevedibile ulteriore tracollo del piccolo commercio...
Bene, a giudicare dalle fotografie e dagli interventi riportati, tutti contenti a scavare (o a seppellire) il futuro. Passi Tondo, la Regione attuale naviga su tale mare; passi il sindaco di Villesse che incassa i maggiori benefici materiali e nel suo dire tenta perfino di invocare un'improbabile connessione tra sviluppo economico e vivibilità del territorio... Ma perché il presidente della Provincia se la ride e fa festa con tutti gli altri? Il suo ente (con l'unica coerente astensione della ex sindaco di Villesse, che tutti conoscono come protagonista dell'impresa Ikea) non ha denunciato i pericoli del megastore? Il suo partito di appartenenza non ha sostenuto con convinzione coloro che a Gorizia hanno (giustamente) attaccato Romoli perché da una parte avrebbe contribuito ad approvare la multisala di Villesse dall'altra si presenta come colui che potrebbe salvaguardare la storia del cinema nel capoluogo?
Mah, l'impressione è che nelle decisioni che contano non esistano più le idee del centro sinistra o del centro destra, bensì soltanto l'unico obiettivo da raggiungere, quello di raggranellare ad ogni costo quattrini.

mercoledì 28 marzo 2012

Semus fortes ovvero Basaglia in Sardegna, oggi: una serata a San Rocco

Bellissima serata ieri alla sala Incontro di San Rocco. A un pubblico attento e molto coinvolto, l'unione dei Sardi presenti in Gorizia ha offerto un'occasione eccezionale: il racconto dell'esperienza di una quindicina di persone che attraverso un impegnativo trekking di gruppo tra le aspre montagne della Sardegna hanno vissuto un'autentico cammino di riabilitazione psichiatrica. Il bellissimo film Semus fortes documenta passo dopo passo (anche letteralmente!) una storia di amicizia e di cura seguita da operatori specializzati che hanno saputo unire la professionalità in ambito psichiatrico con l'amore alla montagna. Nel dibattito successivo, oltre ai medici co-protagonisti di questa storia e al "nostro" dottor Casagrande che ha ricordato il ruolo di Basaglia a Gorizia, sono intervenuti i "ragazzi" alpinisti. Davvero commovente la loro testimonianza, dimostrazione diretta di come un intervento di psichiatria fuori dai canoni ordinari possa permettere il raggiungimento di risultati straordinari; non soltanto il guarire dalla follia, ma anche - come affermato da uno dei relatori - "l'evitare di ammalarsi di normalità". Un grazie a chi ha organizzato la serata, l'entusiasmo contagioso con il quale gli ospiti sardi hanno parlato della visita a parco Basaglia sia un richiamo a tutti i goriziani di un frammento del Novecento cittadino ancora troppo facilmente dimenticato.
Andrea Bellavite

martedì 27 marzo 2012

Tav e lift. A parte le proporzioni la questione è la stessa

Dal punto di vista della democrazia, il tracciato dell'Alta velocità è stato scelto sulla testa delle popolazioni, senza un adeguato progetto con solide basi scientifiche ed economiche; prova ne è il continuo cambiamento di idee e i miliardi già investiti per una progettazione tuttora lontana dal diventare concretezza. Alle competenti e bén fondate obiezioni il Governo - sulla scia di quelli precedenti di opposte tendenze politiche - risponde sostanzialmente con la militarizzazione del territorio e con un diktat... Tacere bisogna e andare avanti, anche se diverse decine di milioni di euro sono già state spese per adeguare la vecchia galleria del Frejus alle nuove esigenze, anche se tale linea ferroviaria e utilizzata al 13% delle potenzialità, anche se il risparmio di tempo sulle percorrenze non è quantificato, anche se non si sa quali saranno i costi di gestione, anche se.... Insomma, sulla problematica si gioca molto di più che una partita tecnica, è in discussione l'idea stessa di partecipazione democratica alla gestione dei beni pubblici, oltre che la finalizzazione reale delle "grandi opere".
Gli ascensori al castello di Gorizia sono stati decisi senza alcuna consultazione dei cittadini che si sono visti sventrare la collina sovrastante piazza Vittoria senza poter mai esprimere un proprio parere. Il lavoro - assai oneroso per la collettività - è stato deciso e portato avanti da amministrazioni di segno opposto; le idee sono talmente poco chiare che il progetto è stato modificato più volte e tuttora non si sa come aggirare pareri tecnici riguardanti la configurazione dei terreni e la possibilità di trovare reperti archeologici. Per evitare il tracollo del colle sulla piazza sono state iniettate autentiche colate che hanno trasformato il sottosuolo di una delle zone più belle di Gorizia in un'immensa distesa di cemento. Non esistono proiezioni che dimostrino la reale utilità dell'opera e soprattutto non esistono previsioni di spesa, al punto che ancora non si sa con certezza se l'eventuale funzionamento della struttura richieda o meno al presenza di personale stabile. Tutto fa pensare che il tracciato si ridurrà a una brutta ferita nel cuore della città, che le amministrazioni successive dovranno preoccuparsi di sanare. Insomma, sulla problematica degli ascensori si rivela l'autentico volto di Romoli e della sua Giunta: paternalismo assistenziale basato sul concetto di sudditanza e non di partecipazione dei cittadini alla gestione dei loro beni; invito - ci si augura non raccolto dal centro sinistra - alla competizione (chi farà meglio di me? - sembra dire sornione dalle gigantografie che campeggiano in città) piuttosto che alla cooperazione, unica forma adeguata per ridare slancio e fiducia alle istituzioni e ai cittadini.
Gli ascensori al castello possono essere la vera leva per sollevare il mondo romoliano: non si può che imparare dai movimenti nonviolenti No tav e impostare in questo periodo una campagna pacifica ma incisiva per fermare i lavori e per proporre una politica di segno opposto. E nessuno certo potrà dire che il Forum si è mosso soltanto alla vigilia delle elezioni!

Il centro destra diserta la tribuna elettorale

Sembrava che Romoli fosse molto forte... In realtà i conflitti interni al centro destra e l'atteggiamento contraddittorio della Lega stanno evidenziando una crisi che ha assunto oggi contorni clamorosi. E' stato infatti registrato alla Rai questa mattina il primo dibattito pre elettorale tra i rappresentanti dei gruppi presenti attualmente in Consiglio Comunale: quasi tutta presente l'opposizione, dei diversi partiti del centro destra era presente il solo rappresentante della Destra, Cosma il Vecchio il quale - solo contro quattro - ha difeso con i denti e con le unghie i "successi" della sua amministrazione. Perché tutto il resto della maggioranza ha preferito disertare l'importante momento di visibilità e di democrazia che è una tribuna elettorale? Per paura di non saper sostenere le obiezioni a cinque anni di sostanziale stagnazione? O per non evidenziare le battaglie interne che minano la presunta solidità della coalizione di centro destra? Per la cronaca, la registrazione della tribuna elettorale sarà trasmessa mercoledì (domani) alle ore 23 su rai3.

domenica 25 marzo 2012

Via Crucis Pordenone - Base Usaf di Aviano



C'è ancora chi ci crede (per fortuna)! Circa trecento persone, alcune anche dal goriziano, hanno partecipato oggi pomeriggio alla 16ma Via Crucis da Pordenone alla base Usaf di Aviano. E'un gesto che si ripete da molto tempo e che forse in altre edizioni ha suscitato maggiore interesse. Ma la fedeltà di questo incontrarsi annuale ha un valore che va ben oltre il numero dei partecipanti, Si tratta piuttosto di tenere viva l'attenzione su temi di grande importanza, ultimamente un po' marginalizzati dalla cultura ufficiale: la pace e il disarmo, l'uso militare del territorio pubblico, la presenza degli ordigni atomici nella Base, la lotta contro l'ordine mondiale voluto da pochi, ecc. Non sono mancati riferimenti alla crisi e ad altre questioni controverse, il tutto in un clima di riflessione e di preghiera.

Un'ordinaria giornata in Val Susa (2)




...Qualche dubbio? Sì, un immigrato dalla Calabria ricorda che i nonni avevano osteggiato la costruzione della ferrovia vicino al loro paese, poi era stato cambiato il tracciato ed erano rimasti tagliati fuori dal progresso; tuttavia - ammette - "qui è tutta un'altra cosa, il beneficio in termini di sviluppo economico per la valle potrebbe essere relativo e poi il vero problema è stata la mancanza di comunicazione... da vent'anni si va avanti con dei piani che vengono continuamente cambiati, sulla testa della popolazione"...
"Sì, altro che dialogo - replica a Bussoleno il gestore di uno dei luoghi simbolo della protesta - un territorio che appartiene ai cittadini militarizzato; prima ancora degli espropri (il cui inizio è fissato per l'11 aprile) è stata realizzata una recinzione invalicabile, con filo spinato e schedatura filmata di tutti coloro che si avvicinano". In effetti, anche i viticoltori precedentemente intervistati hanno lamentato il fatto che per arrivare al loro campo occorre una specie di passaporto e che se un amico vuole portare un aiuto deve prima ricevere il salvacondotto dalla Questura... Sembra un po' strano in verità: il tempo dell'inizio dei lavori sembra ancora molto lontano, eppure l'accesso all'ampia zona circostante il luogo dove dovrebbe sorgere il cantiere è già bloccato: si tratta di una zona molto bella, attraversata dalla via Francigena i cui inconfondibili segnali si vedono al di là delle inferriate, addirittura con un bel Museo archeologico dedicato alle antiche civiltà che hanno vissuto nella zona.
Si va al punto d'accesso di Chiomonte e ci si rende conto di persona: camionette di carabinieri in attesa, richiesta e schedatura di documenti, gentile ma deciso "no comment" a qualsiasi richiesta di informazione, tesserino di giornalista restituito con l'invito a domandare l'accredito stampa presso la Questura. Indubbiamente uno schieramento di forze a prima vista del tutto sproporzionato, la calma di questo soleggiato sabato stride con questo complesso sistema di protezione...
I No Tav continuano la loro protesta, bisogna dire che l'incontro con alcuni attivisti del Movimento suscita l'impressione di una grande competenza, di un'indomabile convinzione nelle ragioni, anche di una grande simpatia e serenità: hanno organizzato giornate nei campi per aiutare i parenti di Luca Abbà nel loro lavoro, promuovono costantemente conferenze e momenti informativi, rappresentano non senza umorismo la loro battaglia contro il drago. E oggi, per tutti, una grande grigliata e la discussione sui prossimi passi da affrontare.
Questa è solo la cronaca di un'ordinaria giornata in Val di Susa, in altro momento le considerazioni: un caso sempre più eclatante, un paradigma di un più generale futuro prossimo venturo. (2. fine)
Andrea Bellavite

Un'ordinaria giornata in Val di Susa (1)



L'imbocco della valle è dominato dalla Sacra San Michele, straordinaria opera architettonica voluta dai benedettini nel X secolo sui resti di precedenti costruzioni risalenti all'epoca pre-cristiana; all'inizio molto ampia, la valle si restringe a Susa, bellissima cittadina con notevoli resti archeologici romani. A parte le bandiere No-Tav appese ai piloni della luce in alcuni paesi, nulla fa pensare alle opere delle quali tanto in questo periodo si parla. In un esercizio nei pressi del poderoso castello di Exiles il gestore conferma che l'intenso battage giornalistico riguardante i blocchi dell'autostrada e gli "scontri" ha provocato una notevole diminuzione del flusso turistico verso il passo del Monginevro. A Chiomonte si scende verso la Dora Riparia e oltre il ponte si risale verso i ridenti piccoli paesi sovrastanti: i primi tornanti sono dominati dai minacciosi pilastri dell'autostrada che conduce al traforo del Frejus. Molte persone stanno sistemando le singolari viti basse dalle quali si produce anche il famoso Barbera: i terrazzamenti sono veri e propri capolavori e fanno pensare a quando queste ben povere forme di agricoltura alpina erano l'unica forma di sostentamento... Gente semplice, anziani con accanto figli venuti apposta dalla pianura per sfruttare le ore del primo sabato di primavera; tutti, senza eccezioni, smettono volentieri l'impegno e raccontano il loro punto di vista: "quando hanno costruito l'autostrada le nuvole di polvere hanno imbiancato per tanto tempo i nostri filari; bisognava irrorare frequentemente il tutto con l'acqua per poter salvare la vendemmia", "le mine hanno provocato crepe dappertutto, soprattutto negli edifici più grandi come le chiese", "l'uranio e l'amianto nel cuore della montagna sono pericolosi e non vogliamo tornare a temere come già troppe volte è accaduto in questi ultimi decenni". Qualcuno parla di "una squadra di tecnici stranieri che ha abbandonato una galleria scavata per una condotta d'acqua accorgendosi della radioattività", qualcun altro riporta il "si dice" dell'aumento del numero di persone colpite da tumori dal tempo della costruzione dell'autostrada fino ad ora. Molti ricordano Luca Abbà, il giovane che abita proprio in uno di questi paesi, raccontano della sua caduta dal traliccio, del suo generoso impegno civile, del lento miglioramento della salute in un letto d'ospedale di Torino. Se nei paesi della collina tutti scuotono decisamente il capo quando si chiede che cosa pensano della Tav, nel centro di Chiomonte c'è chi solleva qualche dubbio... (1. continua)

venerdì 23 marzo 2012

Romoli "defensor fidei"

Il sindaco Romoli, di cui finora molti avevano apprezzato la laicità, a un mese e mezzo dalle elezioni si dichiara convinto cattolico per difendere la scelta di far benedire la rinnovata Villa Ritter dal parroco di Straccis. L'argomentazione suscita un involontario sorriso: "dal momento che io sono cattolico, voglio che la benedizione sia cattolica"; come dire che là dove il sindaco si professa evangelico, ortodosso piuttosto che ebreo o musulmano oppure buddhista o induista... alle rispettive inaugurazioni si potrebbe assistere a tutte le cerimonie religiose possibili e immaginabili.
Anche Corso Verdi ristrutturato è stato benedetto l'altro ieri dal parroco del Sacro Cuore: ma che senso ha un tale gesto? Il Comune di uno Stato formalmente laico non ha bisogno di un'autorità religiosa per "santificare" qualsiasi opera pubblica la cui "bontà" deve esser giudicata soltanto dai cittadini elettori. Ma - e qui ci sta bene anche un "vivaddio!" - perché la comunità cattolica si presta ancora a simili gesti rituali che nel migliore dei casi vengono interpretati come pratiche magiche medievali o più prosaicamente come espressioni di un collateralismo politico che ormai non dovrebbe esistere più?
ab

giovedì 22 marzo 2012

Cartoline dalla Nizza austriaca, tra essere e apparire





Con innegabile calcolo elettorale da esperto navigatore sui mari della "politica", il Romoli ha tenuto per gli ultimi mesi del suo mandato i classici "botti": inaugurazioni a tutto spiano dei "gioielli" di Gorizia (ieri la bella Villa Ritter, qualche giorno fa il Palazzo De Bassa, oggi il Corso Verdi pedonalizzato e aperto ufficialmente con il "vin d'honneur" offerto dalla ditta), rivendicazione pubblica dei "successi" nel quinquennio e così via.
Bene, bravo 7+, dicevano Cochi e Renato...
Ma dietro a queste belle facciate che cosa si può vedere? Come è cresciuta la città nel suo insieme? Quale idea e quali progetti per "immaginare" come sarà il territorio goriziano (in Italia e in Slovenia) negli anni '20?
"Gorizia tornerà nel prossimi cinque anni a essere la Nizza austriaca", annunciava il sindaco nel suo discorso di insediamento nel mese di giugno 2007. Le immagini scattate in quest'ultima settimana suscitano qualche dubbio. Nell'ordine, dall'alto in basso: infissi fatiscenti a venti metri dall'inaugurando Corso Verdi, il frequentato parcheggio retrostante la (da tanto tempo squallida) galleria Bombi, la storica scalinata tra via Brass e via Ascoli, discarica a cielo aperto nel passaggio pedonale tra Piazza Battisti e Corso Verdi.
Essere o apparire, questo è il problema - direbbe un Amleto della postmodernità. In altre parole, forse la cura delle "cose che si vedono" ha fatto dimenticare "ciò che non si vede"...

martedì 20 marzo 2012

La lista del Forum ci sarà

Verrà formalizzata oggi la lista del Forum per Gorizia a sostegno del candidato sindaco del centro sinistra Giuseppe Cingolani. Si tratta proprio di una bella lista, composta da 27 persone - note e apprezzate in diversi contesti cittadini - provenienti da aree culturali e politiche che condividono il metodo e i contenuti portati avanti negli ultimi cinque anni dal movimento civico.
Ci si vuole essere, offrendo agli elettori la possibilità di esprimere con il loro voto l'apprezzamento nei confronti dei quattro consiglieri comunali (comprendendo anche il Progetto Gorizia con il quale si è sempre andati avanti insieme) e del gruppo di persone che li ha fedelmente accompagnati e sostenuti: riscoperta di un'identità culturale forgiata sugli eventi del Novecento, rilancio imprenditoriale e turistico sulla base della vocazione internazionale, promozione di un turismo alternativo slow (a piedi e in bicicletta) nella riscoperta dei tesori del Carso, del Collio e delle valli collegate all'Isonzo, blocco dei lavori per la risalita al castello e riqualificazione del colle sfregiato dal cemento, blocco della cementificazione e del centro commerciale nel cuore della città, welfare comunitario secondo le prospettive indicate da Basaglia anche in campi diversi rispetto a quello relativo alla salute mentale, realizzazione di spazi reali di democrazia partecipata e di valorizzazione della creatività dei cittadini. Questo e molto altro (basta scorrere questo blog per rendersene conto) è stato proposto e continuerà a essere portato avanti nel prossimo futuro.
Certo, si è fatto di tutto per creare unità all'interno di una coalizione di centro sinistra che si presenta - per dirla con un eufemismo - "frastagliata"; non ci si è riusciti e ora è necessario che il Forum si presenti con un propria lista a sostegno di Cingolani: l'appello a tutti coloro che hanno seguito il lavoro di questi anni è aiutarci a raggiungere il numero necessario di sottoscrittori, per poterci ancora una volta essere.

lunedì 19 marzo 2012

Dalla Val Susa al Colle del Castello

La questione della Val Susa è emblematica: il Governo Monti, dopo anni di inevase richieste a quelli precedenti, propone ai giornali una serie di considerazioni che vorrebbero tranquillizzare le popolazioni della zona. Il documento è stato considerato dagli esperti di area No Tav del tutto insufficiente e privo di decisivi apporti scientifici.
Al di là delle opinioni, i fatti sono i seguenti: finora nessun Governo aveva dato spiegazioni plausibili alla scelta do costruire la linea ad alta velocità proprio nel settore delle Alpi contestato; non è mai stata presentata una previsione di spesa per il presente e per il futuro, né una proiezione sul rapporto costi/benefici; molti aspetti della vicenda rimangono nascosti dal segreto; non esiste una commissione scientifica con scienziati rappresentanti delle ragioni del dissenso; addirittura nel rapporto governativo si sostiene che non ci sono ragioni per ritenere che l'opera abbia un impatto ambientale poco sostenibile in una ambiente delicato come quello alpino.
Monti ieri ha affermato che è ora di andare avanti e neppure l'analisi dei costi che prevede per ogni metro in Italia una spesa dieci volte superiore a quella in Francia sembra far prendere in considerazione qualche inquietante interrogativo.
Intanto i movimenti vengono presi di mira dalla stragrande parte dei media italiani che tacciano chiunque esprima pareri alternativi di essere un violento nelle mani dei black blok. Un unanimismo mediatico che pone qualche pulce nell'orecchio e invita a cercare o a fornire notizie tra le fonti alternative.
Insomma, tacere bisogna e andare avanti: a chi abita a Gorizia questo sistema ricorda forse qualcosa?

sabato 17 marzo 2012

E' partita anche Alba Gurtner, l'arte nella città

E' morta Alba Gurtner, artista e grande organizzatrice di iniziative culturali. Ricordo di lei la grande opera collettiva sui muri dell'ex Cotonificio di Gorizia, l'inaugurazione recente della Corte dell'Arte in via Carducci e soprattutto il grande impegno a favore degli artisti locali. E' soprattutto l'azione di Alba per creare comunità, relazione e lavoro in comune che mi ha sempre colpito, in una città dove talvolta prevale l'individualismo e l'incapacità di connettere le esperienze. Il periodo che siamo vivendo è veramente triste: molte persone ci stanno prematuramente lasciando, persone impegnate nella società a vari livelli e tutti noi ci sentiamo sempre più soli a dover fronteggiare le perdite e i distacchi tanto precoci. Il solo modo di reagire è quello di trarre un insegnamento dalle loro vite: il grande amore e la cura per il proprio lavoro di Gabriella, la socialità e la promozione dei talenti di Alba. Certo questo non basta a superare il grande vuoto che queste assenze producono in noi, ma da queste vite dobbiamo trarre tutto l'insegnamento che esse hanno trasmesso giorno dopo giorno. Un abbraccio alla famiglia di Alba e a tutti quelli che l'hanno amata e stimata. adg

venerdì 16 marzo 2012

Gorizia. L'urbanistica al tempo della crisi (8)

Ed ecco l'ottavo passo del nostro percorso politico nell'urbanistica goriziana. Sempre con la guida competente di Paolo Sergas... Molto interessante!

Crescita e green economy
Senza voler entrare nel merito dei limiti dello sviluppo, dello sfruttamento delle risorse del territorio e delle alternative possibili, la crescita, così come intesa dal modello di sviluppo degli ultimi decenni, sembra oggi finita. Persino illustri economisti sostengono che l'identità fra PIL e benessere delle persone è sempre più falsa.
Allora la semplice affermazione che una crescita, sia nel tempo possibile usando meglio le risorse naturali o sostituendo sempre più le non-rinnovabili con le rinnovabili - la sostanza della green economy - non mi sembra per nulla convincente.
E se fosse proprio la crescita il problema? E la green economy non fosse la soluzione?
Nelle politiche di crescita che il premier Monti si appresta a varare, il tema del benessere delle persone e della società è presente in modo assolutamente marginale.
Anche a Gorizia si sogna una città verde con edifici pubblici che producono energia e risparmio grazie ai privati. Lo slogan (come per un qualsiasi project financing) è lo stesso: i soldi li mettono i privati e il Comune ci guadagna! E' la green economy dell'energy-manager. Come per i servizi pubblici (acqua compresa) ci dissero che, privatizzando, le bollette sarebbero costate meno grazie alla concorrenza.
Quello di cui abbiamo bisogno non sono quattro pannelli solari sul tetto di una scuola ma una radicale conversione ecologica del modo in cui produciamo e consumiamo modificando profondamente il modello di sviluppo per renderlo più “sostenibile” (come si usa dire oggi) ambientalmente e socialmente.
Abbiamo bisogno di una rivoluzione culturale che in quanto tale esige la partecipazione di tanti e non dell'impegno di un unico manager. Abbiamo anche bisogno di sedi dove sviluppare ed elaborare, in modo pubblico e condiviso, un vasto programma innovativo e non di rapporti riservati con i privati. Abbiamo bisogno di cambiare direzione politica per cominciare a discutere con gli abitanti della città di Gorizia di quelle che sono le loro reali condizioni di vita, dei loro rapporti con il territorio, dei loro diritti di cittadinanza e di partecipazione.
Invece ci viene offerta Green economy allo stesso modo con cui sono proposti da sempre accordi di programma, compensazioni e perequazioni urbanistiche, project financing e social housing, tutte cose che appartengono a quella politica delle liberalizzazioni e privatizzazioni che ci ha portato alla crisi attuale.
Fare economia verde è riorganizzare completamente le strade e non solo riasfaltarle, promuovere e sostenere i negozi del centro storico con scelte urbanistiche e contemporaneamente dire no al cemento del centro commerciale di via Boccaccio, salire al castello con un mezzo ecologico o a piedi invece che con la funicolare.
Fare economia verde non è consegnarsi ad un 'energy manager' offerto dal mercato ma affidarsi a forme di partecipazione attiva dei cittadini e ad una politica complessiva dove mettere in primo piano le condizioni di vita delle persone, l'abitazione e gli spostamenti per raggiungere i posti del lavoro, dello studio o del divertimento, i servizi che la città può offrire, i rapporti con l'ambiente fisico, le relazioni sociali.
Fare economia verde è compiere una 'conversione ecologica' e quel che deve crescere è il benessere di tutti i cittadini e non solo il conto in banca di alcuni.
Fare economia verde è fare le cose che verranno raccontate nel prossimo post, perché una serie di cose concrete si possono fare da subito.
Paolo Sergas (fine ottava parte – continua)

giovedì 15 marzo 2012

Da Gorizia a Trieste: excusatio non petita

La notizia di oggi: la dirigente di un importante settore del Comune di Gorizia si trasferisce al parallelo settore del Comune di Trieste. Bene, una promozione, dati le dimensioni e il prestigio del capoluogo regionale, congratulazioni all'interessata...
Ciò che lascia perplessi è che il sindaco di Trieste senta la necessità di giustificare sul quotidiano locale tale scelta, sostenendo che "a scanso di equivoci un deputato mi ha avvisato al telefono di essere il marito della suddetta. Io - continua il primo cittadino - ho risposto che ciò non costituisce motivo di merito né di demerito". E ci mancherebbe altro!
Solo che tali affermazioni lasciano davvero perplessi: proprio perché nessuno è tenuto a conoscere le relazioni di parentela esistenti tra persone che hanno a che fare con la pubblica amministrazione (peraltro si tratta di personaggi molto conosciuti negli ambienti politici e amministrativi del Fvg, si suppone anche dal sindaco di Trieste vicino alla parte politica del deputato di cui sopra), perché precisare con tanta solerzia la "casualità" dell'evento? Insomma, se - come dovrebbe essere ovvio - il trasferimento risponde alle regole, che bisogno c'è di tranquillizzare l'opinione pubblica con esternazioni giornalistiche che nessuno ha per il momento richiesto? E se fosse stato richiesto, non sarebbe stato sufficiente indicare i criteri che hanno reso possibile Il trasferimento?
Ab

martedì 13 marzo 2012

Il centro destra squarta i quartieri

La Giunta di Centro Destra manda KO le circoscrizioni di Gorizia, realizzando così il progetto di eliminazione perseguito fin dall'insediamento. In verità, per motivi essenzialmente elettorali, ha tentato di evitare un'azione diretta impopolare alla vigilia delle elezioni: il vice-sindaco Gentile ha portato in aula la sua proposta di riduzione a quattro (come previsto dalla nuova normativa regionale) basata esclusivamente su un criterio numerico, mai modificata neppure di una virgola nonostante le mille osservazioni proposte nell'ultimo anno da presidenti di consiglio di quartiere, consiglieri comunali e cittadini.
Capeggiato dall'intramontabile ma nell'occasione nervoso Valenti, il solo Pdl ha risposto all'appello, il resto della maggioranza si è sfaldato su una proposta evidentemente ritenuta per varie ragioni irricevibile: l'Udc per mancanza di una delibera unitaria, una parte della Lega e la Destra per esplicita contrarieta rispetto all'esistenza dei Consigli, hanno votato contro e il "disegno Gentile" non ha neppure raggiunto i venti voti.
Del resto lo stesso comportamento del sindaco Romoli ha dimostrato che la questione non era certo tra le sue priorità: assente dall'aula durante tutto il lungo (infruttuoso ma interessante) dibattito, si è presentato alla fine con un fervorino di circostanza e con un assai poco convinto appello a sostenere una delibera il cui unico scopo era evidentemente quello di creare un pretesto per "pararsi il didietro" in caso di prevedibile bocciatura.
L'opposizione consigliare ha fatto di tutto per evitare l'epilogo: Sel ha proposto di mantenere le dieci circoscrizioni attuali, lanciando in questo modo un segnale provocatorio a una Regione che di fatto "commissaria il ruolo dei Consigli Comunali"; la Slovenska Skupnost insieme a Pd, Forum e Progetto Gorizia, ha portato in aula una bozza alternativa immediatamente bocciata dalla maggioranza; fino all'ultimo si è tentato di raggiungere un accordo mediato. Da una parte l'"hic manebimus optime" di Gentile sullo squartamento della città in parti rigorosamente uguali, dall'altra l'apparentemente ovvia constatazione della specificità storica e pluriculturale di alcune comunità goriziane che in passato hanno trovato maggior rappresentatività nei rispettivi consigli di quartiere.
Il rifiuto del dialogo come al solito produce disastri, in questo caso la fine della storia dei consigli circoscrizionali di Gorizia dopo quasi sei ore di ininterrotta discussione...

lunedì 12 marzo 2012

Gorizia. L'urbanistica al tempo della crisi (7)

Settima puntata del sempre più apprezzato viaggio nell'urbanistica goriziana

Oggi un'idea non c'è
Qualcuno ha detto che i nostri tempi saranno ricordati come la 'dittatura dell'ignoranza'.
A Gorizia gli abitanti diminuiscono e allora costruiamo più appartamenti!
I negozi del centro storico chiudono e quindi proponiamo, sempre in centro, di costruire un insieme di negozi, nuovi, in un attraente palazzone di cemento!
Le strade sono sufficienti per parcheggiare gratis e allora costruiamo una casa di ricovero per le auto per poter finalmente esigere un pagamento!
Possiamo salire al castello con un mezzo piccolo ed economico e invece: spacchiamo la collina, la riempiamo di cemento, distruggiamo il panorama e il simbolo di Gorizia e ci indebitiamo fino al collo!
L'ingresso all'ospedale per chi viene da fuori Gorizia è difficile da praticare e allora realizziamo tre rotonde perché risulti ancora più complicato!
Progettiamo il corso Verdi per farci passare le automobili e appena finito, lo riserviamo all'uso pedonale!
Dittatura dell'ignoranza?
Non abbiamo più idea di cosa sia una città. Non abbiamo più un'idea per la città.
Lo stesso Comune non decide più cos'è utile e necessario, cosa modificare e dove migliorare; non ha più un'idea di città. Il Comune ha affidato la sua testa al mercato e accontenta, con una variante o un accordo di programma, il primo che passa a proporre un lavoro qualsiasi. Quello che una volta veniva delineato nei piani regolatori nell'interesse della collettività oggi non esiste più perché l'importante è fare, anche una cosa inutile per la città e per i suoi abitanti, perché così vuole il mercato.

Qual'è il cambiamento?
Allora un candidato sindaco che dice di volere il cambiamento dovrebbe dire innanzitutto: “questa è la mia idea per la città di Gorizia”.
Per quanto riguarda gli ascensori al castello sembra che il candidato di centrosinistra si voglia collocare proprio in questa prospettiva: sa bene infatti che non può aspettare di diventare sindaco per poi verificare con avvocati e tecnici quali sono i problemi, sentire i pareri della Regione, controllare le penali da pagare ecc. Se gli ascensori non fanno parte della sua idea di città, questo basta. Non possono essere Regione, difficoltà tecniche e avvocati a far cambiare idea a un sindaco e a un'intera città. Non possono questioni pratiche o burocratiche diventare il fattore discriminante nelle scelte da fare. E' vero il contrario: se si ha un progetto 'credibile' lo si porta avanti affrontando le inevitabili problematicità. Insomma è la politica che deve governare l'economia e non può essere il pagamento o no di una penale a determinare il futuro di Gorizia!
Il candidato sindaco deve avere un'idea di città forte e credibile, e quindi raccontarla ai cittadini.
A Napoli il sindaco De Magistris ha impiantato un assessorato nuovo per i beni comuni e sta sviluppando una concreta e rigorosa politica di cambiamento urbanistico per garantire qualità per tutti e non profitto per pochi. A Vienna un'amministrazione socialdemocratica investe contro la crisi: ridisegna gli spazi pubblici in modo da favorire pedoni e bici e propone servizi sociali gratuiti finanziati togliendo fondi alle imprese che costruiscono opere inutili. Nessuna privatizzazione di servizi pubblici e anche qui ufficio per i beni comuni: si chiama Dezernat fuer Daseinsvorsorge cioè ufficio per la previdenza esistenziale e si occupa di acqua, salute, servizi sociali, smaltimento rifiuti e istruzione. Sul proprio sito il Comune di Vienna smonta l'idea che competizione e mercato producano efficienza e prezzi bassi e racconta come a prescindere dal reddito, uso e accesso ai beni comuni possano essere garantiti solo dal pubblico.
A Gorizia tutto ci porta a pensare che il nostro candidato sindaco di centrosinistra abbia proprio questa stessa idea di città...
Paolo Sergas (fine settima parte - continua)

L'Afghanistan e la strategia internazionale della tensione

Mettiamoci per un momento nei panni degli abitanti di un Paese occupato da una forza militare che ufficialmente si propone di favorire il ripristino della legalità e di portare la democrazia (così fu detto al momento dell'invio delle truppe quasi dieci anni fa - anche italiane - in Afghanistan e così la retorica militare continua a sostenere anche oggi).
Ebbene, nel Paese alcuni militari "liberatori" fanno vilipendio dei cadaveri, bruciano clamorosamente i libri sacri, adesso entrano nelle case dei civili e uccidono senza pietà donne e bambini inermi... Sarebbe difficile frenare l'indignazione: si pensi per esempio che l'Italia è protagonista di un caso diplomatico che accende gli animi con l'India accusata di trattenere contro le regole internazionali due militari italiani "che svolgevano il proprio dovere" (ma accusati di aver ucciso due pescatori indiani).
La strage di ieri è davvero opera di un pazzo? A giudicare dai racconti della gente, ma anche di autorevoli giornalisti europei, sembra proprio di no: e se il vero obiettivo di questi terribili gesti fosse il presidente Usa Obama, reo di gettare acqua sul fuoco delle troppo frequenti guerre in Medio Oriente? A chi può interessare seminare pretesti per una purtroppo probabilmente inevitabile recrudescenza della tensione, vendette da stroncare con una violenta rappresaglia militare?
Solidarietà con le famiglie degli indifesi colpiti dai soldati omicidi e auspicio che questa guerra spesso dimenticata non sia davvero "infinita", come l'aveva definita Bush all'indomani dell'11 settembre 2001.

sabato 10 marzo 2012

Romoli (come previsto) si ripresenta: meglio l'uovo oggi e la gallina domani

Ricordate Catalano ad Alto Gradimento: "E' meglio un uovo oggi e una gallina domani"?
L'uovo oggi è la quasi settimanale inaugurazione di strada piazza palazzo museo che il Romoli propone ai cittadini: centro storico ristrutturato, piazza sant'Andrea, via D'Annunzio, Gect con presidenza Frattini, questo sabato il bel palazzo De Grazia.. Tempo di raccolta per il sindaco amministratore di condominio, raccolta di consensi popolari da trasformare in consensi elettorali. Come dimostrato dall'ovvio scioglimento della riserva e dalla candidatura al rinnovo del mandato.
La gallina domani è la certezza che si può fare di più: il candidato sindaco e la sua coalizione di centro sinistra possono serenamente riconoscere quanto il Romoli - uomo solo al comando - è riuscito a realizzare, sottolineando con garbo e senza inutili inasprimenti della contesa che non tutto è oro quel che luccica (come potrebbero dire ad esempio coloro che sono finiti al pronto soccorso dopo essere scivolati sui lucidi nuovi marmi di piazza sant'Andrea). Ma la carta vincente sta nell'interpretare la volontà dei cittadini che non si attendono solo la realizzazione dei desideri immediati di un benessere e di un benestare che presto per quasi tutti saranno soltanto un antico ricordo. Aspettano piuttosto l'occasione per sentire che la città appartiene a loro, che anch'essi hanno voce in capitolo nelle decisioni che li riguardano, che non vogliono vedere stravolta la collina del castello solo perché un padre-padrone decide cosa e bene e cosa è male per loro, che per quanto riguarda i rapporti tra le città confinanti non si accontentano di uno strumento operativo ma "puntano" a una reale integrazione di progetti ed intenti, che ritengono i più deboli non dei problemi da risolvere ma delle risorse da valorizzare, che pensano la propria storia come una straordinaria opportunità per ritrovare la vocazione all'unità fra i popoli e le culture, non come una specie di parco giochi dove trascorrere le ore libere...
Bén venga l'uovo oggi dunque, bén venga anche la candidatura del sindaco uscente che in un momento disastroso per il suo partito che ha portato l'Italia alle soglie del baratro e la regione fvg ai minimi storici di credibilità, ha il coraggio - anche se dopo aver ottenuto sufficienti rassicurazioni sulla "tenuta" dei suoi "moderati" (Un Zotti "moderato"?) - di sottoporre al giudizio dei suoi cittadini la sua opera quinquennale.
Ma bén venga soprattutto la gallina domani, cioè una nuova amministrazione di centro sinistra capace di ridare ai cittadini di ogni lingua e cultura l'orgoglio e la dignità di essere e sentirsi "goriziani".
Ab

Bernardo De Santis al Forum: continuiamo ragazzi?

Galileo Galilei, costretto all’abiura, pare mormorasse il celeberrimo “eppur si muove”. Immagino che in queste ore il ministro Riccardi stia ripetendo a se stesso ed ai suoi amici più intimi ciò che, con un fuori onda, è divenuto dominio pubblico tra lo stracciarsi le vesti di tanti parlamentari incapaci di cogliere che l’intero paese la pensa proprio come Riccardi. Ora, forse per la prima volta, a dirlo è qualcuno che sta nei piani alti del palazzo e che – indipendentemente da cosa si possa pensare del governo Monti – dimostra di essere “collegato” con la realtà .
E’ proprio questo essere consapevoli della realtà politica, questo esserne ad un tempo delusi, arrabbiati e schifati a stare alla base dell’esperienza del Forum. Ma questa consapevolezza è solo un lato della medaglia. Quanti hanno voluto mettersi insieme, nella diversità, nel rispetto, nella lealtà nell’ormai non breve percorso del Forum hanno in prima persona deciso di essere responsabili, positivi e propositivi nell’arrestare da un lato un degrado umiliante e sconcertante del centro sinistra (e per esteso della politica tutta), e dall’altro di “essere” quel meglio così desiderato e auspicato.
Essere, appunto, non semplicemente annunciarlo o prometterlo.
E sin dall’inizio, dalla mobilitazione che costrinse un centrosinistra riottoso e autoreferenziale alle primarie per le provinciali del 2006, l’appello è stato alla responsabilità, a quel diritto/dovere di cittadinanza che va vissuto in prima persona. Un appello ad “essere” cittadini e non sudditi.
Penso che Andrea Bellavite - sicuramente in buona fede – con il suo appello abbia sottolineato più una complessa e sicuramente complicata vicenda organizzativa piuttosto che – come è nella storia del Forum – la sorprendente forza che la coerenza dei semplici sa esprimere anche nella tana dei lupi.
Le parole di Dario Stasi si possono condividere o meno, ma sono nello stile pacato e sincero della storia del Forum.
Ma il problema a mio avviso non è fare una lista o meno. Il problema è: c’è ancora bisogno di indicare ad una parte politica – il centrosinistra – ulteriori passi da compiere? Perché come Forum in questi anni siamo stati avanti di un passo e più ed abbiamo tracciato percorsi che – talora con fastidio, talaltra con buona grazia – i partiti hanno dovuto imboccare. Abbiamo dato dimostrazione che comportarsi diversamente è possibile e non solo auspicabile.
All’anonimo che irridente ci apostrofa di settarismo e assurdità penso non valga la pena di rispondere.
Osservo tra me e me quanto Forum c’è nelle prossime elezioni comunali. Quanta protesta, proposta, responsabilità che cinque anni fa si sono espresse tramite il Forum incontrerò scorrendo le liste del centrosinistra e dei non allineati come i Cinque Stelle? Penso tanta. A cominciare dal candidato sindaco e dalle modalità con cui è stato designato. Cinque anni fa ricordate il disastro dei partiti? E il loro candidato sindaco di allora chi l’ha visto?
Questi sono per il Forum anni in attivo. Tanto ha seminato e tantissimo si sta ora raccogliendo in molti campi diversi. E’ parte di quanto volevamo fin dall’inizio? Penso di si.
E quindi: continuiamo ragazzi? Bernardo De Santis

giovedì 8 marzo 2012

AAA Cercasi candidati

Purtroppo la proposta politica, strategica e tecnica di aggregare in tre-quattro liste le forze della coalizione di Centro Sinistra non è andata a buon fine: e così per occupare al massimo 24 posti in Consiglio Comunale occorrerà trovare da un minimo di 190 a un massimo di 280 candidati, almeno 1700 firme (il numero di coloro che hanno votato le primarie, ma lì c'erano anche qualche centinaio di persone non elettrici, giovani sotto i 18 anni o non cittadini italiani) e naturalmente più di 10mila votanti.
Anche il Forum per Gorizia, se vuole mantenere una presenza significativa negli ambiti amministrativi della città, deve presentare una propria lista, naturalmente a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Cingolani. E non è facile, dal momento che non è scontato trovare almeno 27 candidati e riuscire a raccogliere tutte le firme necessarie. Per questo anche da questo blog si lancia un appello: se qualcuno ritiene di poter offrire alla città il servizio di una candidatura all'interno della lista del Forum per Gorizia lo faccia sapere quanto prima. Lo si può fare scrivendo alla mail ndrbll@gmail.com o contattando direttamente i consiglieri comunali del Forum e di Progetto Gorizia o gli altri protagonisti degli ultimi cinque anni di militanza nella minoranza consigliare.
Se possibile, non lasciamo tramontare una così ricca esperienza culturale e politica...

mercoledì 7 marzo 2012

Gorizia. L'urbanistica al tempo della crisi (6)

Continua il viaggio nell'urbanistica a Gorizia, con la guida esperta di Paolo Sergas. Sesta puntata...

Giorgio Napolitano: “non lasciamo ai ragazzi un debito da pagare”
Gli esempi citati nell'ultimo post ci dicono che una visione d'insieme della città e del suo futuro non esiste, e che il Comune invece di proporre una sua politica, va avanti seguendo le iniziative estemporanee delle imprese e delle banche. Ci dicono anche che la crisi economica si lega a questo uso e consumo dell'ambiente e dei beni comuni; uso e consumo che finisce per generare più spese per tutte le famiglie (abitazioni sempre più care, obbligo di spostarsi in auto, consumare benzina e pagare parcheggi blu, servizi pubblici anche questi sempre più cari).
Ma tutti questi lavori che vengono oggi decisi e di cui gli amministratori si vantano, sono anche degli impegni economici presi per conto nostro. Impegni che faranno presto a trasformarsi in debiti che le prossime generazioni saranno costrette a pagare.

Olimpiadi? No, grazie.
Quando il governo ha comunicato la sua decisione di non sostenere la candidatura di Roma ai giochi olimpici del 2020 ci si è persino stupiti: Monti aveva espresso le sue perplessità ma il sistema economico è talmente schiavo del mercato speculativo che avrebbero potuto vincere gli 'ecomostri'. E invece hanno vinto i nostri. Vinto! Si fa per dire, basta avere il coraggio di dire: “No, grazie.”. Non ne abbiamo bisogno, come non abbiamo bisogno del TAV e della funicolare al castello.
Con questo non si vuol certo elogiare la politica di Monti. Se ricordiamo che in Italia una decina di punti di Pil si sono trasferiti dai salari dei lavoratori ai profitti e alle rendite e guardiamo le dichiarazioni dei redditi dei componenti del governo pubblicate in questi giorni, possiamo notare subito che gli investimenti dei ministri sono solo finanziari e immobiliari e non in attività reali dove lavorano concretamente le persone. Il modo con il quale i ministri utilizzano i loro denari è in perfetta sintonia con quanto si è accennato in “soldi fa soldi” nel post nr. 2. Si può sperare che il governo Monti faccia una politica diversa?

Corruzione
Storicamente parlando il mercato ha sempre condizionato le decisioni pubbliche di pianificazione urbanistica ma, almeno fino agli anni '80, era chiaro che era il Comune a decidere le regole nell'interesse della collettività. Dopo, come abbiamo già visto, tutto è cambiato: l'iniziativa di una trasformazione della città è passata 'all'esterno', al proprietario dell'area, al progettista importante, all'amico dell'amministratore. Questi di solito fanno i loro interessi. Così, dalla trasformazione di un'area urbana, alla collettività non restano che le briciole, quando va bene, o un danno, quando va male. Capita che all'amministratore vada una bella tangente e chi propone l'intervento si pappa tutto il grosso dell'affare.
La Corte dei Conti racconta in questi giorni che, a vent'anni da tangentopoli, nulla è cambiato e che la corruzione dilaga. Non è semplicemente una questione morale e non è corretto limitarsi a dire che si è sempre rubato. Si può agire concretamente invece di pregare che diventino tutti più buoni. Quel che può e deve cambiare è il rapporto tra pubblico e privato. Perciò non servono misure moralisticamente più severe; serve un ripensamento su ciò che è il ruolo del pubblico (e del privato) riattribuendo al primo i compiti di cui è assegnatario per definizione: un Comune dovrebbe governare la città in funzione dell'interesse collettivo e senza fare accordi, dotandosi di quegli strumenti urbanistici che gli permettono di pianificare al meglio la città.
Paolo Sergas (fine sesta parte - continua)

martedì 6 marzo 2012

Gorizia e Nova Gorica, città della Pace

Nella campagna elettorale in vista delle amministrative del 2007 si parlava spesso di Gorizia come "laboratorio per la pace nel mondo". Forse non tutti sanno che il riferimento era molto meno astratto di quanto a prima vista potrebbe sembrare. All'inizio degli anni '90, sotto l'egida dei nuovi atenei, si erano svolti nella nostra città i primi contatti tra delegazioni israeliane e palestinesi, primi fondamentali passi di un cammino che avrebbe portato agli accordi di Why Plantation; in quel periodo Gorizia ospitava spesso personaggi ben noti al pubblico mondiale, quali ad esempio Gorbacev, Shevarnadtze, il Dalai Lama, Giovanni Paolo II e tanti altri. C'era addirittura un progetto, proposto tra gli altri anche dall'Isig, "low cost" per coinvolgere gli istituti religiosi della città e altre istituzioni a Nova Gorica nella creazione di una cittadella permanente per il dialogo tra delegazioni di nazioni in guerra: cosa di meglio che trattare la pace in una piccola città di qua e di là di un allora ancora esistente confine, lontana dai troppo curiosi riflettori dell'universo mediatico globale? Ci fu perfino un grande incontro all'Auditorium di Via Roma, dove tale prospettiva per un istante sembrò prendere una forma stabile e definita. Poi tutto svanì nel nulla, chi era stato coinvolto non fece salti mortali e si preferì la disastrosa strada dell'investimento pubblico sul Conference Center, tetto di una casa della quale non erano ancora state costruite le fondamenta.
Tutto ciò per dire che Gorizia può aspirare ad essere "laboratorio per la pace", ha le carte in regola da tutti i punti di vista: una città che ha tanto sofferto a causa delle guerre potrebbe diventare un punto di riferimento per i complessi percorsi della pace mondiale.

lunedì 5 marzo 2012

Il Pd a Palermo piange, a Gorizia sorride...

A giudicare dalle "primarie" (dopo Genova ieri Palermo e nel nostro piccolo Duino Aurisina) è stata molto realistica la simpatica battuta di Giuseppe Cingolani, pronunciata l'altro sabato davanti a Bersani: "anche se mi ha presentato il Pd, ho vinto lo stesso le primarie"!
Realistica e fa pensare: dove il Pd si presenta con un unico candidato vince (L'Aquila), dove prevalgono le divisioni interne inevitabilmente perde, perfino quando presenta nomi di indiscusso prestigio come quello di Rita Borsellino. Risulta sconfitto da sinistra (Genova) o da destra (Palermo), ma comunque perde.
Insomma, il sostegno praticamente in-condizionato al Governo Monti e le buone relazioni con il centro destra stanno penalizzando fortemente il numericamente più cospicuo partito del centro sinistra, che se vuole sopravvivere deve - volente o nolente - fare i conti con le sue fin dall'inizio molto diversificate "anime"; e si spera che i malumori non indeboliscano il consenso nei confronti di chi ha vinto nel momento delle elezioni "vere".
A Gorizia, almeno da questo punto di vista, si possono dormire sonni abbastanza tranquilli, a riprova del buon lavoro svolto dal candidato sindaco che è riuscito nell'impresa di unire sul suo nome prima la "coalizione a sei", poi (impresa forse più ardua) il suo stesso partito. Salvo sorprese di candidature "al centro" dell'ultima ora, sembra difficile pensare a sponde alternative per eventuali "non convinti" del Pd goriziano: l'avversario politico da battere sarà di fatto il solo Romoli che sta incassando tutti i sostegni previsti (poltrona non olet) e che inizierà il giro elettorale senz'altro in maglia rosa.
Se riuscirà a indossarla fino al traguardo finale del 6 maggio non è tuttavia affatto scontato: con un Pd unito, una coalizione resa ancora più forte dall'auspicata lista unita Forum/Sel/Federazione Sinistra e dalle altre formazioni in lizza, Cingolani ha dimostrato di avere le doti e le possibilità di rovesciare il pronostico e di (ri)portare il centro sinistra ad amministrare la città.

Le vite degli altri, luoghi della memoria e memorie dei luoghi

Ecco un'importante iniziativa con le motivazioni che ne hanno suggerito la realizzazione (a lato le date e gli orari della mostra)

Venerdì 9 marzo alle ore 18 presso i Musei Provinciali di Borgo Castello a Gorizia si terrà l’inaugurazione della mostra multimediale “Le vite degli altri. Voci e sguardi tra luoghi della memoria e memorie dei luoghi”.

Nelle installazioni audiovisive e interattive che vanno a comporre il percorso espositivo, fonti normalmente utilizzate per la ricerca storica – come le testimonianze orali, i film di famiglia e le fotografie – vengono lette e interpretate attraverso gli occhi e i linguaggi dell’arte contemporanea.
L’intento è quello di creare un dialogo tra diverse generazioni riguardo alla complessa storia e alle molteplici memorie che hanno caratterizzato l’area di confine tra Italia e Slovenia nel corso del Novecento.
La mostra intende riflettere sulla pluralità di modi con cui la memoria si rendere visibile e ascoltabile da parte di coloro che vivono quotidianamente gli spazi urbani. Le voci dei testimoni e gli sguardi che le cineprese amatoriali e le macchine fotografiche hanno posto sui luoghi della città vanno infatti ad intrecciarsi in un complesso tessuto di relazioni in cui a risultare fondamentali sono le differenti esperienze, percezioni, desideri dei singoli abitanti e dei molteplici gruppi che popolano quest’area di frontiera.

La mostra è curata e organizzata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro di Gorizia (www.quarantasettezeroquattro.it) in collaborazione con lo Studio di produzione multimediale N!03 ennezerotre di Milano (www.ennezerotre.it), che ha all’attivo l’ideazione e l’allestimento di importanti mostre e installazioni multimediali in tutta Italia.
L’iniziativa è finanziata dalla Fondazione Carigo (Bando GiovaniIdee) e dalla Provincia di Gorizia e vede la collaborazione dell’Università di Udine – Dams di Gorizia, dell’Università di Trieste, del Kinoatelje, dell’Associazione Home Movies, della Mediateca provinciale di Gorizia, del Polo Liceale “Dante Alighieri” di Gorizia e dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione.

domenica 4 marzo 2012

No tav no lift

Mentre all'opinione pubblica viene rifilata la solita polpetta riguardante le "violenze" dei "no tav" condite dall'ormai ordinaria azione incosciente di manipoli di provocatori raramente identificati, mai condannati, il risultato si va delineando: un'opera immane, contestata in tutti i suoi elementi progettuali da insigni esperti e da decine di migliaia di cittadini pacifici e competenti, sta per essere iniziata. Milioni di euro hanno già preso la via delle tasche dei progettisti, miliardi contribuiranno a risanare i bilanci delle ditte (visibilia et invisibilia) che parteciperanno alla divisione della torta: soldi pubblici investiti in un'opera faraonica prima della progettazione della quale non si sono neppure volute prendere in considerazione le "ragioni" degli oppositori, con un diktat ripetuto dai capi di governo di centro destra centro sinistra o tecnici. "Tacere bisogna e andare avanti", dice Monti...
... Proprio come ha detto finora Romoli a Gorizia, dove nessun cittadino è stato mai interpellato per la realizzazione degli ascensori al castello (voluti di fatto dalle amministrazioni di centro destra centro sinistra e centro destra): nessun referendum (cassato quello proposto dal Forum che aveva raccolto in un pomeriggio centinaia di firme a sostegno), nessuna previsione sui costi di gestione, nessuna proiezione scientifica sul rapporto tra costi e benefici, nessuna assemblea pubblica per la presentazione del progetto. Con i soldi dei cittadini si ferisce la collina del castello, si stravolge il panorama da piazza Vittoria, si costruisce un'opera che in tempi di grande "magra" risponderà alle esigenze di cassa di progettisti e ditte: essi metteranno in pratica l'ideale romoliano, tutto meno che "politico" del "so bén mi cosa se devi far"!
Gorizia è una ribalta (per fortuna) troppo marginale per i teleguidati provocatori black blok, a maggior ragione i "no lift" sono ancora in tempo per manifestare pacificamente contro un assurdo e dannoso sperpero di denaro pubblico: uno spreco in grado di mettere in ginocchio lo stesso Romoli, in questo caso pessimo (e probabilmente consapevolmente) amministratore di condominio.

venerdì 2 marzo 2012

Gorizia. L'urbanistica al tempo della crisi (5)

Ed ecco il quinto capitolo...

Lavori inutili che pagheremo noi
Negli ultimi tempi al Forum abbiamo seguito in particolare alcuni lavori.
1. L'area di via Trento è stata trasformata, col solito sistema dell'urbanistica contrattata, da area servizi in area residenziale e area per uffici. Che abitazioni ed uffici non servissero è dimostrato dal fatto che quel lavoro non va né avanti né indietro: nessuno compra e la costruzione dell'edificio è praticamente ferma. Nel frattempo, d'accordo con il Comune, l'impresa ha realizzato, con soldi pubblici, i marciapiedi e, sempre con soldi pubblici, dovrebbe realizzare dei parcheggi e delle zone verdi all'interno dell'area. Ci servono parcheggi e verde pubblico in quella zona? Nessuno li reclama, quindi la risposta è no. Allora per quale motivo il Comune li ha finanziati? Ma visto che li ha chiesti all'impresa perché non pretende siano portati a termine?
2. Sulla funicolare, si è detto praticamente tutto: è un'opera pubblica che semplicemente non serve a Gorizia e distrugge il patrimonio naturale e culturale della collina del castello. E' stata decisa e portata avanti da sindaci che si sono sentiti abilitati a compiere qualsiasi cosa perché uomini del fare e chi non era d'accordo veniva bollato come quello del “no se pol”. E poi si vantano, come fa Romoli, di essere degli amministratori di condominio. Ma qual è quell'amministratore di condominio che spende i soldi dei proprietari senza nemmeno dire loro quanto costa quel lavoro? Quanto costerà far funzionare e mantenere quell'opera che i proprietari non hanno nemmeno scelto di avere? Perché l'amministratore Romoli non vuole discutere del suo operato al punto da non lasciare che si svolga nemmeno il referendum attraverso il quale i 'proprietari cittadini' avrebbero potuto esprimere il loro pensiero al riguardo.
Ma Gorizia non è affatto un condominio e un sindaco non deve comportarsi come un amministratore. In un condominio chi più ha, più conta e poche persone sono in grado si prevaricare molte altre. Gorizia invece è di tutti in egual misura, è un bene comune. A Gorizia i giardini pubblici e i servizi sociali, l'ospedale e le scuole, le vie e le piazze, gli edifici pubblici e la collina del castello sono beni che tutti i cittadini hanno in comunione. E un sindaco dovrebbe sentirsi tutt'altro che un amministratore di condominio.
3. Anche dei centri commerciali si è discusso a lungo: dove essi sorgono distruggono il piccolo commercio e il piccolo artigianato, prosciugando le economie locali e dissolvendo i rapporti sociali fra i cittadini. L'ingresso da Trieste è di fatto un centro commerciale! Brutto? E' stato il Comune a farlo così! Ma si continua con la stessa politica urbanistica: è a buon punto un progetto ancora più nefasto. Il centro commerciale di via Boccaccio, se realizzato, determinerà la fine del centro storico di Gorizia.
4. Un altro lavoro pensato dal Comune è la casa delle automobili prevista in via Manzoni. E' un ecomostro di più di dieci mila metri cubi di cemento armato, con due piani fuori terra e altri due interrati. Villa Luise, l'ex Provveditorato agli Studi, l'ex Ospedale e il Pneumologico, i valichi, la Stella Matutina, l'ex Banca d'Italia, l'ex Collegio Filzi, l'ex Stabilimento Bagni Pubblici e tanti altri splendidi edifici storici abbandonati stanno andando in rovina e qual'è la risposta dell'amministrazione comunale? Fare una nuova casa in cemento armato per le automobili! Ma l'assurdità di questa operazione priva di senso è che il parcheggio oggi non si paga, domani sì.
Il project financing funziona così: il Comune regala ad un'impresa la possibilità di far soldi usando i nostri denari. L'impresa realizza a sue spese un'opera e, poi, per un bel po' di anni, ne riscuote gli utili della gestione per rientrare alla grande del capitale investito. Una pacchia per chi viene a Gorizia a spennarci, con l'avvallo dell'amministrazione comunale. E non è finita, perché alla fine della fiera l'impresa lascerà in loco l'ecomostro: sarà (evviva!) tutto nostro e a quel punto bisognerà ricostruirlo (perché sarà ormai inadeguato e probabilmente mal conservato), o demolirlo. E tutto questo con i nostri soldi!
Se veramente servono altri parcheggi, le strade attorno a via Manzoni sono un serbatoio enorme non utilizzato. Come in tutte le città del mondo, basterebbe disporre alcune vie a senso unico e organizzare dei posti macchina a pettine: et voilà, il gioco è fatto. Gratis! Ve lo giuro, è così: ho verificato su una mappa e sono centinaia i posti che se ne ricaverebbero. E se alla Conad o alla Camera di Commercio serve un park, lo facessero con i loro soldi sotto quello squallido capannone dove sono adesso! E non a spese nostre!

E' davvero una pena...
… ricordare che l'area di Via Trento, la funicolare, il centro commerciale di via Boccaccio e l'ecomostro, sono operazioni progettate da un'amministrazione di sinistra che verranno realizzate da un'amministrazione di destra (o viceversa, ma speriamo di no!).
Paolo Sergas (fine quinta parte - continua)

giovedì 1 marzo 2012

Appello per una lista unitaria all'interno della coalizione Cingolani

A quanto sembra, sta tramontando l'ipotesi di lista unitaria fra quattro delle forze a sostegno del candidato sindaco del centro sinistra Cingolani: il Forum ha chiamato, Sel, Federazione della Sinistra e Idv non hanno ancora dato una risposta definitiva, ma per il momento sembra prevalere la sottolineatura delle difficoltà piuttosto che quella delle opportunità.
Dal mio punto di vista ritengo che si stia per perdere una grande occasione. Sul piano politico nazionale e regionale si potrebbe invertire la tendenza alla sistematica frammentazione che ha caratterizzato gli ultimi quattro anni, con la conseguente progressiva marginalizzazione della sinistra non più presente in Parlamento; a livello comunale sarebbe l'esito di un percorso di sostanziale condivisione con Idv, Federazione della Sinistra e Sel intorno ai giudizi sulla Giunta Romoli e sulle prospettive per il futuro; la stima e il reciproco interesse per le persone che in questi anni hanno portato avanti diversi percorsi di partiti e di movimento civico è assolutamente fuori discussione. Non è infine da dimenticare la semplificazione delle procedure per la raccolta delle firme a sostegno delle liste e per la campagna elettorale, con evidente risparmio di energie personali, finanziarie e materiali.
Nella speranza che la "base" dei quattro gruppi in discussione indichi in extremis la strada della lista unitaria, si vuole evidenziare che sette liste a favore di un unico candidato sindaco sono davvero tante: rimane all'elettore l'impressione di un'"offerta" troppo diversificata e in caso di vittoria la stessa comunicazione all'interno della coalizione - ammesso che ciascuna componente riesca a far eleggere un proprio rappresentante - diventerebbe un problema in più per il nuovo sindaco.
Andrea Bellavite