mercoledì 30 novembre 2011

I sette al Gect: no alla lottizzazione sì alla competenza

Perchè una volta tanto non cambiare registro ed essere di esempio per tutti?
Il prossimo 12 dicembre, nel corso della seconda parte del Consiglio Comunale iniziato ieri sera, saranno nominati i sette rappresentanti del Comune di Gorizia che determineranno insieme ai 7 colleghi di Nova Gorica e Sempeter/Vrtojba le sorti del Gect "goriziano". Al di là delle perplessità su uno strumento importante "costruito" forse con troppa fretta, impantanato per oltre un anno nelle burocrazie dei Palazzi romani e per ora alquanto limitato... il Gruppo Europeo di Collaborazione Territoriale potrà funzionare e raggiungere obiettivi ben più ambiziosi di quelli "di partenza" solo se i "nominati" saranno scelti in base alla competenza: dovranno infatti interagire non solo con i Comuni limitrofi ma anche e soprattutto con l'Unione Europea, con i rispettivi Stati nazionali e con la regione Friuli Venezia Giulia.
Già circolano le "solite" proposte: "3 alla maggioranza consiliare, 1 alla minoranza, 1 alle università, 1 alla camera di commercio e 1 come presidente"; "no, almeno due all'opposizione!", "Allora faremo 6 a 1" e così via. Non è questo il modo di impostare il problema, sarà possibile una volta tanto superare la logica della lottizzazione e mettersi d'accordo su sette personalità "al di sopra delle parti", veri "tecnici" - come si usa dire oggi?
La nomina "sindacale" del presidente dell'Istituto di Musica è un capolavoro al contrario: il curriculum non presenta alcuna caratteristica di capacità gestionale, di coordinamento di consigli di amministrazione, neppure di competenze musicali se non una non meglio specificata "cultura sulla musica classica"... Sarà questo il criterio con il quale verranno distribuiti i prestigiosi "posti" nel Gect?
Ci si augura - ma senza troppe illusioni - che non sia così. Che invece ogni gruppo consigliare possa proporre più nomi non necessariamente della propria parte ma riconosciuti da tutti come molto competenti in materia e che si possa arrivare a votare una lista condivisa di 7 professionalmente eccellenti, tra i quali uno da indicare come primo presidente (nel caso in cui non tutti i 14 conoscano bene sia lo sloveno che l'italiano, sarebbe come minimo da richiedere una perfetta conoscenza della lingua inglese, sia per ciò che concerne i rapporti con Bruxelles che per le "assemblee" goriziane che non dovrebbero prevedere interpreti): i "politici" (cioè in questo caso le Giunte e i Consigli Comunali) offriranno gli indirizzi appunto politici, ma i "tecnici" saranno chiamati ad attuarli, indipendentemente dal fatto che "comandino" la destra o la sinistra. Quindi dovranno esser anzitutto "bravissimi", indipendentemente dal loro orientamento al voto.
Un sogno?

martedì 29 novembre 2011

Verso Natale: panem et circenses a Gorizia, Cultura a Cormons

Così, tanto per proseguire e approfondire il discorso del post di ieri: si possono unire l'approfondimento scientifico di alto livello e la divulgazione "generalista"? Oggi si propone un altro esempio: mentre il Comune di Gorizia lancia i cittadini verso il Natale con frizzi lazzi e cotillon, altrove si ragiona in tutt'altro modo.
In piazza Vittoria avremo la pista di skateboard (wow, l'altr'anno c'era quella in ghiaccio sintetico sulla quale in venti giorni si videro solo due giustamente polemici pattinatori, Sosol e Bianchini!), il "villaggio nordico natalizio" (chissà, forse nella galleria Bombi potrebbero parcheggiare le renne dell'immancabile Babbo Natale formato coca cola), naturalmente la mega festa di Capodanno targata esplicitamente Let's Go, le luci potenziate ovunque "in controtendenza con Udine" precisa il sindaco senza chiedersi come mai Udine (e Trieste) hanno ritenuto di risparmiare un po' su ciò che non è proprio indispensabile!
INVECE - e il maiuscolo ci sta tutto - nella vicina Cormons si è scelto un modo diverso di trascorrere dicembre e di preparare le feste natalizie: chi vuole può cliccare sul link a destra di questa pagina e scoprire la ricchezza culturale straordinaria del programma di Cormonslibri. Con costi relativamente irrisori vengono portati sul palco cormonese alcuni tra i personaggi più illustri della cultura contemporanea, spaziando dai grandi nomi conosciuti da tutto il pubblico televisivo ai meno noti, ma non per questo meno interessanti protagonisti locali: si parla di letteratura, di arte, di filosofia, di massmedia, di politica, di religione... in un evento costruito su decine di incontri assembleari contenuti in una formula che già nelle scorse stagioni ha ottenuto un grande successo.
Ecco la Cultura a Cormons, ecco il risultato del "parco culturale" a Gorizia!

lunedì 28 novembre 2011

Un muretto goriziano da demolire: quello che divide gli "scienziati" dai "divulgatori"

Il libro di Liliana Mlakar e Annalisa Turel sulla "Storia di Gorizia" - fresco di stampa e presentato lo scorso sabato all'Ubik - ha suscitato e continuerà a suscitare commenti. Perché?
Anzitutto perché è un testo che si presenta bene, con un titolo e una copertina accattivanti, con un formato e una dimensione incoraggianti oltre un prezzo decisamente abbordabile: il classico "regalo di Natale" al quale non si può che augurare un peraltro prevedibile successo.
D'altra parte ci sarà anche chi storcerà il naso. Le due autrici hanno voluto sfidare i "mostri sacri" della Cultura goriziana, gli inavvicinabili che per tutta la vita hanno studiato con acume e intelligenza scientifica tutti i particolari: essi non si accontenteranno certo di essere citati nella bibliografia, si sentiranno "superati in curva" nella stesura di un testo che - così probabilmente penseranno - avrebbe dovuto portare la loro firma. E per confermare il loro disappunto evidenzieranno con la matita rossa e quella blu le "distrazioni" ortografiche, le "imprecisioni" cronologiche, le "mancanze" peraltro inevitabili in un testo che percorre 1000 anni di storia in poco più di 200 piccole pagine.
In realtà l'operazione Mlakar/Turel è più che legittima, non dovrebbe esistere alcun "jus primae noctis" nella scrittura e nell'interpretazione della propria "storia": sono sufficienti l'amore per la città (alla quale è dedicato il testo) e l'onestà di consultare con attenzione e non travisare le fonti - citandole con i dovuti convinti grande rispetto e deferenza. E' ora di abbattere il muro di separazione spesso ancora esistente a Gorizia tra gli "scienziati" gelosi custodi della Cultura e i "divulgatori" che cercano di carpire di nascosto ai primi qualche informazione: ciascuno deve svolgere il proprio compito non sentendosi usurpato o scavalcato, bensì felice di poter collaborare nell'avvicinare la "storia" a tutti i cittadini, anche a quelli non particolarmente attratti dal linguaggio scientifico.
Qualche esempio virtuoso nel recente passato? Il bel libro di Dario Stasi "Intorno a Gorizia", la biografia di Ondina Peteani scritta da Anna Di Gianantonio e Gianni Peteani, per la "contemporanea" le interviste di Roberto Covaz a Monsignor Dipiazza, a Silvino Poletto e a Mario Brancati: il rigore scientifico non impedisce di svolgere un tema con un linguaggio semplice e coinvolgente, di trasformare un libro di storia in una piacevole, avvincente e istruttiva lettura.
Si può storcere il naso quanto si vuole, ma non si può fare a meno di riconoscere che la Ubik strapiena e la corsa agli acquisti dimostrano che la Liliana e l'Annalisa hanno intercettato l'autentica "fame" di cultura che alberga nel cuore di tutti i goriziani. E per questa loro "fatica" sono da ringraziare.
ab

domenica 27 novembre 2011

Hvala Kulturni Dom!

Splendida serata al Kulturni Dom, in occasione del 30° anniversario della sua inaugurazione. Discorsi pregnanti, musica bellissima, poesia ed emozioni: una memoria basata sull'arte e sulla percezione del bello.
Il Kulturni Dom è il più importante centro di cultura del territorio goriziano: non soltanto per l'elevata qualità delle sue proposte - e stasera ne è stata ulteriore prova - ma anche per il costruttivo clima di amicizia e collaborazione fra popoli e culture che si respira ogni volta si mette il piede nella struttura.
Grazie a Igor Komel e ai suoi bravissimi collaboratori per questo gioiello di convivenza nel cuore di Gorizia!

La discussione politica, questa sconosciuta...

Notizia straordinaria. Dopo-domani, martedì 29 novembre alle ore 18, si riunirà il Consiglio Comunale di Gorizia! L'ultima volta era accaduto il 27 settembre, quella precedente il 28 luglio; poi, a parte una piccola parentesi a fine giugno, occorre risalire fino al 20 aprile: ovvero, nella città capoluogo di provincia, il ritmo delle sedute di consiglio è diventato regolare, "una ogni due mesi". Romoli gongola parlando di "risparmi" per le casse del Comune, il presidente del Consiglio Roldo cerca di giustificarsi affermando che "non ci sono delibere da approvare", la "politica" cittadina vivacchia al di fuori delle sue sedi istituzionali; la campagna elettorale è vicina e alla discussione sui problemi si preferiscono le dichiarazioni alla stampa, le promesse più o meno roboanti, gli applausi della propria "piazza".
Del resto il Roldo non ha tutti i torti, purtroppo: l'attuale normativa sugli enti locali riduce talmente le prerogative "ufficiali" del Consiglio Comunale da consentire a un Sindaco e alla sua Giunta già di per sé poco inclini al confronto democratico di considerare un'inutile perdita di tempo il passaggio consigliare. Nel segreto della loro stanza parlano, discutono (chissà, forse anche no?), deliberano; poi, per le pochissime questioni che richiedono il voto di tutti, vanno in aula, subiscono come una breve ma indolore tortura le interrogazioni per lo più dell'opposizione, presentano le delibere, ad libitum si interessano o meno alle discussioni (a volte infinitamente stiracchiate da puntigli procedurali) e infine partecipano alla collettiva "premitura di bottone" verde o rosso a seconda di ciò che dal fondo dell'aula il Valenti di turno suggerisce. Insomma, pochissimi decidono e gli altri alzano (oppure no) la mano.
Ciò che avviene da anni nei Consigli Comunali è un anticipo di ciò che accade oggi in un Parlamento peraltro da se stesso ridotto a luogo di approvazione di norme decise nel segreto del Consiglio dei Ministri e delle stanze dei bottoni europee: dal caos totale della trista (quanto lontana!) epoca berlusconiana alle idee chiare e distinte di un manipolo di iper-tecnici che stanno per presentare una manovra "lacrime e sangue" sulla quale ci sarà ben poco da discutere. Quali e quanti emendamenti il branco di personaggi eletti con il "porcellum" nella legislatura vigente con l'unico scopo di blindare il ras arcoriano potranno permettersi di proporre a un gruppo di super esperti docenti nelle più importanti facoltà accademiche europee? E cosa ci si può aspettare dai parlamentari del pd, adesso che hanno perso (e non per merito loro!) il più gettonato argomento politico, cioè che "Berlusconi se ne deve andare"? E chi oserà "staccare la spina" rischiando di essere realmente linciato da una folla sapientemente indottrinata a strafavore dell'attuale Governo dai verbi mediasettiano e debenedettiano una volta tanto stranamente alleati, sia pur con accenti diversi?
ab

sabato 26 novembre 2011

Con il Romoli iper-attivo, per il centro sinistra goriziano "più aspra la via più dolce la vittoria"

Ed ecco l'inaugurazione del nuovo impianto foto-voltaico presso l'autoporto di Sant'Andrea; ecco svelarsi il progetto E-Cube per lo sviluppo delle energie rinnovabili; ed ecco, accanto alle espressioni di legittima soddisfazione, le parole del sindaco Romoli che evoca la prospettiva di nuovi e ambiziosi accordi con l'area slovena limitrofa per portare Gorizia all'avanguardia nel campo della "green economy". Un'espressione che vi ricorda qualcosa? Non forse il distretto "verde" proposto nella recente campagna alle primarie dal candidato del centro sinistra risultato vincente?
Insomma, il "primo cittadino" sta avviando la sua personale campagna di promesse ma anche di partecipazione all'inaugurazione di molteplici opere che stanno effettivamente rinnovando la città: il suo protagonismo - inatteso in tali proporzioni - lo porta a sposare in parte le antiche idee dei suoi oppositori, sia dando forma a progetti rimasti in precedenza troppo tempo sulla carta, sia facendosi paladino di "imprese" che fino a qualche anno fa sembravano appannaggio di altri. Soltanto per portare qualche esempio: la fine dei lavori nel (bel) centro storico e la pedonalizzazione di Corso Verdi, l'asfaltatura di molte strade da decenni ridotte in stato pietoso, la facoltà di architettura, il ventilato trasferimento delle attività dell'industria Pipistrel, il centro stampa di Piccolo e Messaggero Veneto, il Gect - di fatto e al di là delle legittime perplessità sul come e sul cosa - come primo concreto strumento operativo delle relazioni con i Comuni sloveni limitrofi, il sostegno alla causa delle energie alternative...
Ammesso che si candidi alla riconferma, Cingolani e company sono chiamati a una svolta importante, fuori dalle logiche degli slogan pre-elettorali: non affannarsi a contrastare tali "successi" o a rivendicarne la paternità (la gente non sottilizza, chi vince vince chi perde perde, anche se con buoni risultati!); piuttosto è necessario e urgente domandarsi perché un goriziano dovrebbe votare per il centro sinistra piuttosto che per il centro destra (o meglio, per Cingolani invece che per Romoli)? Quali posizioni evidentemente diverse da quelle "romoliane"? Dove prenderlo "in castagna" relativamente all'amministrazione di questi ultimi cinque anni?
Così, a prima vista, difficilmente ci si potrebbe smarcare se non prendendo delle molto chiare - se necessario anche apparentemente impopolari - posizioni rispetto ai suoi evidenti (probabilmente anche a lui) "punti deboli": la composizione "politica" di una Giunta molto traballante, gli ascensori al castello, la deficitaria politica del "parco culturale", l'incapacità di risolvere i problemi anche relativamente semplici del welfare senza ricorrere alla stampella del privato sociale, la rivendicazione del "punto nascita" non accompagnata dall'insistenza sull'urgenza dell'assistenza territoriale, le condizioni tremende del porfido davanti a sant'Ignazio, la cementificazione del sottosuolo e il parco commerciale urbano di via Boccaccio, il parcheggio di via Manzoni, il mai decollato piano per le piste ciclabili, la ridicolizzazione del ruolo del Consiglio Comunale e della democrazia partecipata, il tracollo demografico, la perdita di molti centri nevralgici della vita cittadina a favore di altri capoluoghi regionali, il fallimento delle politiche nell'ex zona franca con benzinai e tabaccai in ginocchio, la "dimenticanza" degli spedizionieri e lavoratori sul confine, la riduzione delle politiche giovanili a questioni relative ai soli divertimento e schiamazzi, la mancanza di contatti non formali e mai favoriti in questi ultimi anni tra le popolazioni della Gorizia nuova e vecchia, la fine della redazione del Messaggero Veneto. E così via: è indispensabile anche una strategia comunicativa in grado di sottolineare le carenze e soprattutto di far comprendere le proposte come realmente alternative, ma anche (e soprattutto) effettivamente e concretamente realizzabili.

giovedì 24 novembre 2011

Legge regionale sul welfare: la posizione della Rete Diritti di Cittadinanza

“Noi abbiamo oramai centinaia di migliaia di bambini immigrati che frequentano le nostre scuole e che, per una quota non trascurabile, sono nati in Italia, ma ad essi non è riconosciuto questo diritto elementare di cittadinanza, ed è così negata la possibilità di soddisfare una loro soddisfazione – che dovrebbe corrispondere ad una visione nostra, nazionale, volta ad acquisire delle giovani nuove energie ad una società abbastanza largamente invecchiata (se non sclerotizzata)”.
Martedì 22/11 mentre significativamente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, così riconosceva piena uguaglianza fra quante/i nascono e vivono qui (come chiede la raccolta di firme della importante campagna “L’Italia sono anch’io”), nello stesso giorno la maggioranza del Consiglio regionale del FVG (Lega, PDL, UDC e altri) votava una nuova legge discriminatoria per l’accesso al welfare regionale volta ad escludere da importanti prestazioni sociali ed assistenziali chi non risiede da almeno 5 anni in Italia, di cui 2 nella nostra Regione, sia stranieri che italiani. In tal modo, anche se c’è una riduzione del numero di anni di residenza richiesti rispetto a leggi varate sempre da questa maggioranza, non si risolvono i profili di illegittimità che hanno reso necessario l’iter di modifica della normativa regionale sul welfare, così come evidenziato dai tribunali ordinari e dalla Commissione Europea.
Con questo ennesimo provvedimento demagogico non solo non si risolvono i reali problemi di vita delle persone ma si continuano anzi a spendere decine di migliaia di euro per studiare, discutere, votare e sostenere, in sede giudiziaria, norme che non stanno in piedi e sono state già ampiamente bocciate, paralizzando così il funzionamento dei servizi.
Anche la giustificazione della crisi e delle scarse risorse non può essere usata per alzare muri e steccati verso chi vive stabilmente e regolarmente, lavorando e pagando qui tasse e tributi che, tra l’altro, restano in buona parte in Regione: il “poco che c’è” va casomai usato per livelli essenziali di assistenza, senza esclusioni di tipo “etnico”, secondo principi di equità e solidarietà.
Respingiamo al mittente le accuse vergognose, lanciate nell’aula consiliare, di lucrare sull’immigrazione e le povertà lanciate verso associazioni ed enti che in Regione prestano ogni giorno la loro opera per garantire accoglienza, sostegno concreto, protezione a chiunque ne abbia bisogno senza distinzione di origine, cultura e religione; noi non ci limitiamo a chiacchierare a vanvera su privilegi e priorità etniche, sperando di lucrarvi elettoralmente.
Siamo a fianco degli Enti Locali (di diverso orientamento politico) che subiscono anch’essi l’ingiustizia e il non senso di queste norme e che nella seduta del CAL (Consiglio Autonomie Locali) del 7 luglio NON hanno dato, a larga maggioranza, parere positivo.
Ci impegniamo a fare in modo che tale legge venga compiutamente esaminata e modificata in sede nazionale ed internazionale al fine di evitare ulteriore dissipazione di fondi pubblici.
p. la Rete Diritti di Cittadinanza FVG c/o Centro di accoglienza “E. Balducci” – Zugliano 24/11/2011
Di Piazza don Pierluigi, Gianfranco Schiavone, Abdou Faye, Mariolina Meiorin, Mirella Manocchio, Toni Peratoner, Michele Negro.

Verso gli stati generali del territorio goriziano?

Tracollo demografico: questa è l'impietosa fotografia della Gorizia del primo decennio del 2000. E' un calo costante, reso ancor più evidente dall'immigrazione di numerosi nuclei familiari provenienti dall'Est Europeo, dall'Africa e dall'Asia. Ormai i residenti sono poco più di 35mila, il tanto decantato ruolo di capoluogo di provincia non sembra essere particolarmente attrattivo. Anche dal punto di vista anagrafico c'è da preoccuparsi: la città è sempre più "vecchia", per i giovani esistono ben pochi motivi per restarci. E non sarà certamente una "cittadella del divertimento" fuori centro a invertire la tendenza...
Il "giudizio" dei numeri è impietoso e riguarda tutti: cosa si è fatto per evitare che la situazione precipitasse fino a questo punto? A chi attribuire la responsabilità di una miopia storica che ha impedito di prevedere i disagi occupazionali e "sfruttare" le opportunità offerte dalla trasformazione dei vecchi confini dopo l'ingresso della Slovenia nell'Unione europea? Ai politici, ai commercianti, agli industriali, agli operatori culturali, sociali, religiosi? E' necessario fermarsi un momento e cercare di capire: ognuno dovrebbe una volta tanto assumersi la propria parte di responsabilità, verificare con lucidità la situazione presente, prendere contatto con la rispettiva "controparte" in Slovenia, proporre nuovi sostenibili percorsi.
Perché ciò possa verificarsi è inutile continuare a portare rattoppi a un vestito ormai fatiscente; occorre "fermarsi", invitare le varie categorie a sedersi attorno a diversi tavoli, individuare nuovi obiettivi condivisi e distribuirsi i "compiti" stabilendo il classico "chi fa che cosa". Insomma, dei veri e propri "stati generali" inter-comunali e inter-nazionali - ben più ampi di quelli lodevolmente ma troppo frettolosamente proposti a livello provinciale alla metà del prossimo dicembre - da preparare con l'aiuto della competenza e dell'esperienza di ciascuno.
Sarà la prossima amministrazione comunale a trovarsi di fronte al bivio: se penserà di poter risolvere i problemi con slogan triti e ritriti o promesse irrealizzabili non avrà neppure i mezzi finanziari per svolgere il ruolo "romoliano" di amministratore di condominio; se riuscirà a rianimare il dialogo e il confronto nel rispetto delle diverse componenti del tessuto sociale cittadino forse potrà contribuire ad accendere qualche lume di speranza in un orizzonte attualmente molto oscuro.

mercoledì 23 novembre 2011

23 novembre 1943 - 23 novembre 2011


Oggi alle 17 nella Sinagoga di Gorizia viene ricordato il 68.o anniversario della deportazione della comunità ebraica goriziana, avvenuta la sera del 23 novembre 1943. La commemorazione è organizzata dall’associazione Amici d'Israele e dal Comune di Gorizia, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Perlasca e la casa editrice ReNoir Comics. Alla cerimonia, che sarà preceduta dalla deposizione di una corona da parte del consiglio di quartiere Montesanto-Piazzutta, parteciperà anche Franco Perlasca, figlio di Giorgio, che dopo i saluti delle autorità e la lettura dei nomi degli ebrei goriziani deportati, presenterà il volume “Giorgio Perlasca. Un uomo comune” edito da reNoir Comics. A seguire, ci sarà l'inaugurazione della mostra di tavole del fumetto alla presenza degli autori Marco Sonseri ed Ennio Bufi. La mostra sarà visitabile fino al 18 dicembre nei giorni e negli orari di apertura della sinagoga, ogni martedì e giovedì dalle 17 alle 19 e domenica 11 dicembre dalle 10 alle 13.

Quiz per la patente


Un rompicapo segnaletico: da parecchio tempo è installato in via Italico Brass, poco dopo l'antico sotto passaggio, questo segnale. Gli stalli precedenti appena imbiancati invitano a parcheggiare, mentre il segnale indica con evidenza la fine di un divieto iniziato non si sa dove. Cosa significa il segnale?
A. La sosta è vietata ai minori di 24 anni
B. Si può parcheggiare ma se passa un vigile con un numero superiore a 24 (tipo 26, per esempio...) può comminare la multa
C. E' sbagliato il cartello e bisogna rimuoverlo.

Immigrati: dalle aperture del presidente Napolitano alle assurde chiusure del welfare regionale

Mentre il presidente Napolitano denuncia giustamente come scandaloso il fatto che i bambini nati in Italia da genitori stranieri non abbiano la cittadinanza italiana, il Fvg approva le misure del "welfare padano", che impongono severe restrizioni a chi non è residente in Italia da 5 anni e almeno da 2 in Regione: chi non soddisfa tali requisiti non può beneficiare di fondi povertà, bonus bebè, carta famiglia, alloggi Ater e assegni di studio; la norma è modificata rispetto all'originale respinta dalla Corte Costituzionale e impugnata dall'Unione Europea, essa prevedeva dapprima dieci anni in Italia o cinque in regione, poi otto o tre. E' molto probabile l'ulteriore veto di Bruxelles, dal momento che la norma viola evidentemente il principio dell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Chissà cosa ne pensano Romoli, Ceretta e company? O la Romano che se la dovrà vedere anche con il malumore dei servizi sociali del Comune stretti tra l'incudine della coscienza (come rifiutare l'assistenza proprio a chi ne ha maggiore bisogno?) e quello della legge regionale? Mah, quasi quasi glielo si potrebbe chiedere nel prossimo Consiglio Comunale...

martedì 22 novembre 2011

Verso le amministrative di primavera: un itinerario dopo le primarie

Quanto tempo è passato dalle "primarie"? Sarà stata la settimana del cambio di Governo, sarà una generale accelerazione dei processi finanziari e sociali... sta di fatto che i tempi del Governo Berlusconi e della locale "campagna" per le Primarie sembrano confinati in un'altra era.
E' evidente che se il centro sinistra vuole vincere le prossime amministrative gli slogan di quei giorni (liberiamo le energie di Gorizia, non s'è mai visto che..., il "nostro" primo passo per cambiare Gorizia e così via) devono quanto prima lasciare il posto a proposte precise e concrete, corredate da documenti, nomi e cognomi, studi di fattibilità. La pena è soccombere di fronte a un sindaco Romoli più in forma che mai, che sembra aver studiato con precisione millimetrica i tempi per inaugurare strade, trasformare finanziamenti in progetti esecutivi, avviare relazioni costruttive con i Comuni limitrofi sloveni, addirittura aprire spazi culturali del tutto impensati come la presentazione del libro "Il duce ha sempre ragione" di Luciano Patat (incontro peraltro purtroppo disertato dai cittadini). Se - come tutto lascia presagire - Romoli riuscirà a smarcarsi dall'agonizzante Pdl nonché a imbarcare sul suo carro i litigiosi centristi e terzopolisti oltre ai già "colliniani" del Pd, la partita per la coalizione che sostiene Cingolani si preannuncia assai difficile! Tanto più che Tondo darà tutte le mani possibili regionali per "salvare" il centro destra goriziano, che sembrano scongiurate le elezioni politiche in primavera e che l'effetto caduta di Berlusconi è già adesso del tutto depotenziato.
Partita difficile, ma non impossibile: a condizione che esistano un gruppo di lavoro coeso ed entusiasta "unito nella diversità", proposte precise e ben documentate, una chiara differenza rispetto ai programmi del sindaco uscente. Perché ciò si possa realizzare il candidato sindaco dovrebbe lavorare molto in questi primi mesi: 1. per creare una squadra operativa con le forze più fresche e convinte presenti in ciascuna delle sei formazioni che hanno voluto le primarie; 2. per circondarsi di un gruppo di "tecnici" (italiani e sloveni) competenti in grado di trasformare le tante parole finora proferite in progetti realmente sostenibili; 3. per comunicare in tempo reale con adeguato ufficio stampa la propria posizione a fronte della prevedibile già avviata invasione mediatica romoliana, sottolineando gli aspetti positivi "soffiati" al centro sinistra (per esempio la pedonalizzazione di Corso Verdi) e marcando fortemente le differenze (per esempio gli ascensori al castello - vero punto dolens dell'attuale amministrazione, la cementificazione della città, il centro commerciale/mega parcheggio nella zona del mercato, il mega parcheggio di via Manzoni).
Sono adempimenti previ al "consumarsi le scarpe" su e giù per la città, possibile e auspicabile solo potendo trasmettere "molte idee e non confuse"!
Andrea Bellavite

lunedì 21 novembre 2011

Rassegna di teatro sociale, un'iniziativa straordinaria nel panorama culturale goriziano

Quando si parla di cultura a Gorizia si ricordano giustamente come "fiori all'occhiello" rassegne come "E' storia" o - più raramente - l'"Amidei". Forse perché i finanziamenti impiegati sono proporzionalmente minimi, ci si dimentica di citare un evento straordinario che fa conoscere Gorizia in tutta Italia e anche oltre: un'iniziativa che dimostra come con pochi mezzi si possano ottenere grandi risultati, quando si hanno lo spirito di collaborazione e la genialità delle persone che frequentano e/o operano presso il CISI.
Con "vivo nel vuoto" della Cooperativa Terrateatro di Giulianova (TE) e "Una signora dal parrucchiere" della Compagnia teatrale di Nova Gorica inizia infatti questa mattina alle 10.30 presso il Kulturni Dom la rassegna di teatro sociale "Altre espressività". Durerà da oggi fino al 1 dicembre, con ben 14 spettacoli che saranno rappresentati a Gorizia, Monfalcone, Cormons, Gradisca e Staranzano. In teoria ciò che accomuna le varie compagnie è l'origine delle loro performances nell'ambito del disagio sociale, in pratica si tratta di opere che competono a pieno titolo con quelle proposte nelle ordinarie "stagioni" dei Teatri di tutta Italia. Il coordinamento generale dell'iniziativa è del Servizio Welfare della Provincia di Gorizia, la direzione artistica di Erica Gasparinic e del nostro amico Vito Dalò.
La prossima rappresentazione sarà mercoledì 23 novembre, alle ore 20.30 presso il Kuturni Dom di Gorizia: "anime sotto-sopra", di SOS Rosa di Gorizia, regia e testi di Erica Gasparinic, canta Gabriella Gabrielli. Da non perdere!

Počivaj v miru: Andrej Bratuž, uomo di fede, artista, giornalista, amico...

E' difficile immaginare Gorizia senza Andrej Bratuž. L'intelligenza e la competenza dell'artista, la sana curiosità e attenzione agli eventi del giornalista, la bontà e la serietà della persona lo hanno reso presenza insostituibile nella città di Gorizia. La sua famiglia è stata un vero compendio del Novecento: il padre, insigne musicista e uomo di alta cultura, vittima della violenza fascista; la madre, insigne testimone di una fede profonda capace di una memoria e di un perdono alla base di una profonda ispirazione poetica ed artistica; la sorella, tuttora importante punto di riferimento cardine per la cultura slovena del territorio goriziano. Con la sua umiltà e straordinaria discrezione Andrej è stato anche un cultore della fedeltà all'amicizia e alle realtà più vere e più sacre della vita: in buona parte a lui si deve l'inizio del percorso di trasformazione che ha consentito al settimanale Novi Glas di affermarsi oggi come uno dei più originali media del territorio. Profondamente convinto della necessità di un dialogo permanente e costruttivo tra le varie componenti linguistiche e culturali, è stato sempre attivamente presente alle iniziative ecclesiali e civili finalizzate ad avviare una nuova stagione di amicizia e di confronto, molto prima degli sviluppi determinati dalla nascita della Slovenia come Stato indipendente e del suo inserimento nell'Unione Europea e nell'area Schengen. La sua memoria è legata anche all'umana simpatia, alla rara capacità di far sentire ciascuno a proprio agio, alla frequente collaborazione in tutti i campi del sapere. Gorizia si risveglia oggi più povera senza di lui.

domenica 20 novembre 2011

Il ruolo della sinistra in Italia (e a Gorizia)

Interessante il convegno della Federazione della sinistra che si è svolto venerdì scorso nella casa della cultura di S. Andrea. Gli interventi – per fortuna – mettevano in luce i rischi del governo Monti, un governo di destra in doppio petto che, come spesso avviene nella storia, sostituisce quello caciarone e fanfarone del Berlusca. Oggi tutti parlano dello stile nuovo di Monti. Certo la giacca e cravatta e l'aplomb sono meglio della bandana, ma il problema è chi pagherà realmente questa crisi. L'ipotesi per esempio di passare per le pensioni dal contributivo al retributivo per tutti significa che un lavoratore invece che l'80% della retribuzione ne percepirà il 50%. Quindi, al di là del fatto che i ricchi paghino qualcosa, la sperequazione, se si aggiunge l'ICI, rimarrà identica. Comunque, come diceva molto bene Bellavite al congresso, almeno si poteva non accogliere Monti con esultanza, come ha fatto Enrico Letta! E qui c'è il problema, sul ruolo e sulla funzione del pd. Perchè se la destra difende i suoi interessi e quelli del suo elettorato, la sinistra chi difende? E soprattutto a cosa è servita? Non a mandare a casa Berlusconi, non a fissare, almeno pare, nessun paletto in difesa dei lavoratori (si veda il silenzio su Termini Imerese e quella figura orrenda che è Marchionne). Localmente, certo, le cose sono diverse e dunque Cingolani è il nostro candidato sindaco. Però la sinistra deve giocare sino in fondo il ruolo che il pd non riesce più a fare. Beni comuni, cemento zero,welfare di diritti, voto agli immigrati, strumenti di democrazia diretta, valorizzazione delle competenze e non delle appartenenze, sono appena alcuni punti programmatici che come Forum non possiamo disattendere. La coalizione non è uguale ma articolata e tutti devono giocare fino in fondo il proprio ruolo.
adg

giovedì 17 novembre 2011

Non è sospensione della democrazia, ma gli applausi unanimi riescono a suscitare qualche brivido oscuro

Perché mai dovrebbe essere stata "sospesa la democrazia"? Ciò accadrebbe se non si rispettasse il dettato costituzionale, ma non è assolutamente il caso di un governo di "tecnici" votato in Parlamento dai rappresentanti eletti dal popolo: è la solita boutade berlusconiana, che nessuno sembra aver voglia di prendere in considerazione.
La questione è un'altra. Lo stato di stallo determinato dalla crisi della democrazia rappresentativa e dalla dilazione delle necessarie riforme anche costituzionali portava a solo due possibili soluzioni: le elezioni subito, con il rischio di tornare punto e a capo grazie al medesimo sistema elettorale (questo sì, sospensivo della democrazia in quanto priva i cittadini del diritto di scegliere i propri rappresentanti); oppure un Governo di tecnici illuminati in grado di traghettare l'Italia verso una situazione per quanto possibile "normale" nel tempo della crisi globale.
E' stata scelta la seconda via, più promettente e più prudente in un momento di fibrillazione generale. A questo punto c'erano diverse possibilità: un Governo tecnico "Costituente" con diverse "anime" in grado di portare a termine poche fondamentali riforme da affidare al successivo periodo politico? "Culturale" in grado di rimettere in sesto l'immagine dell'Italia devastata non soltanto dal berlusconismo (ormai confinato nel Pleistocene) ma più in generale dal bipolarismo? "Politico-economico", finalizzato cioè ad evitare il fallimento e possibilmente ad avviare il risanamento?
E' stata scelta la terza strada, con un Governo formato da un singolare avvicinamento fra terminali di grandi poteri finanziari laico-massonici applauditi dall'intero arco parlamentare (eccetto la Lega) e autorevoli rappresentanti del cattoliberismo benedetti perfino dal Vaticano. E' un'opera di ingegneria istituzionale studiata nei minimi particolari, non certo realizzata nell'ultimo week end, senza nulla togliere alle capacità di mediazione del presidente Napolitano.
Ecco dunque, un Governo di "illuminati" che prenderanno in mano le nostre sorti, con molte idee chiare e distinte, con una preparazione anni luce superiore alla media di quella di coloro che dovrebbero offrire la legittimità parlamentare, con legami consolidati con le centrali finanziarie che stanno determinando le turbolenze planetarie. Poteri forti insomma, nonostante le assicurazioni contrarie di Monti... C'è il rischio di una vera "sospensione della democrazia"? O semplicemente non c'era alcun'altra via di uscita possibile?

mercoledì 16 novembre 2011

Monti, nella nebbia della politica un uomo solo al comando

Sembra proprio che Monti voglia far passare il Governo del Paese dalle mani di un impresentabile manipolo di rozzi ignoranti a quelle di un'élite intellettuale formata e docente nei più prestigiosi istituti accademici italiani ed europei. Si tratta di un inevitabile e impietoso confronto, che da una parte rileva la misera situazione in cui versa la politica rappresentativa, dall'altra non spazza via le nubi su quello che potrebbe apparire una specie di colpo di stato perpetuato da chi tira le fila dell'economia mondiale.
Colpisce nell'attuale momento politico italiano la superficialità: dopo una deriva di quasi vent'anni coloro che ne sono stati protagonisti invece di cavarsi dai piedi dicono di "avere la responsabilità di salvare l'Italia" (Così PF Casini); il centro sinistra osanna a un presidente del Consiglio che esplicitamente realizzerà ciò che è richiesto dalla Bce, ovvero l'esatto contrario di ciò che dovrebbe volere il centro sinistra; il centro destra accetta "obtorto collo" l'imposizione di un premier che farà esattamente ciò che dovrebbe desiderare il centro destra; gran parte della stampa italiana (Kataweb Espresso in prima linea) inneggia alla svolta delle svolte riducendo a piccolezze alcune domande semplici: per esempio i legami tra crisi finanziaria banche mondiali Bce e "discesa in campo" di Monti, come pure l'incongruenza di un ex premier deposto che non solo non viene messo fuori causa ma accetta di buon grado di offrire i suoi servigi come umile parlamentare al nuovo che avanza... La Chiesa cattolica istituzionale, ultima in ordine di tempo tra i discesi dall'autobus berlusconiano, ora inneggia alla ritrovata "moralità" in politica, forse commossa dal fatto che Monti domenica è andato con la moglie a Messa: non un approfondimento sulle politiche economiche, sulle conseguenze del commissariamento da parte della Bce, sulla "moralità" di un'economia che dovrà rispondere soltanto agli interessi (in tutti i sensi) dei sistemi bancari.
Intanto gran parte dei parlamentari non sa di cosa si parla quando si nomina lo spread o denuncia senza troppo imbarazzo la completa ignoranza sui temi che stanno determinando la situazione attuale.
Insomma, la confusione regna sovrana, mentre non ci si può che augurare che l'unico che sembra avere le idee chiare, cioè lo stesso Monti, contribuisca a rasserenare il quadro generale ma anche smentisca i timori di un totale asservimento ai Poteri internazionali dei quali peraltro è stato finora autorevolissimo rappresentante.

martedì 15 novembre 2011

Dopo Berlusconi e dopo le primarie: scenari goriziani

Sono passati otto giorni dalle primarie del centro sinistra goriziano; il positivo afflusso alle urne e la "tenuta" della coalizione devono ora misurarsi con una situazione in rapido movimento che richiede in questo momento forse più attento ascolto che assillante iniziativa. Per l'eletto candidato sindaco Cingolani si apre una fase di riflessione solitaria e per quanto possibile tranquilla, nella quale sintetizzare le posizioni degli "alleati" di coalizione e proporre - successivamente - il percorso sul quale confrontarsi a livello programmatico, ma anche organizzativo e operativo. Così come ciascuno dei gruppi che hanno voluto le primarie deve interrogarsi sulla propria situazione e sul ruolo da "giocare" avvicinandosi alla campagna per le amministrative. Sull'ottovolante della politica gli aeroplanini si alzano e si abbassano senza posa, ma il regolamento di conti finale - quello dal quale emerge il vincitore che avrà diritto al nuovo giro di giostra - è ancora molto lontano...
Se - come tutto lascia prevedere - il governo Monti farà dimenticare in fretta Berlusconi, i discepoli locali che faranno? Con ogni probabilità l'astuto Romoli sarà più veloce del più "fedele" Valenti, salterà giù dal carro prima che il Pdl sia lasciato al suo destino; si proporrà quindi come referente di un'aggregazione civico-politica in grado di spaziare dalle posizioni centriste incarnate dal suo ex portavoce Stefano Cosma ai preoccupati settori imprenditoriali della vita cittadina; da essi attingerà persone ed energie in grado di sostituire gli attuali collaboratori di Giunta circondandosi di personale competente. Nel frattempo inaugurerà e pedonalizzerà Corso Verdi attribuendosi il merito di aver portato a termine il rinnovo del (bel!) centro storico di Gorizia e troverà un fedele alleato in Tondo e nel centro destra regionale che con tempismo investiranno quanto possibile per "salvare" l'unico capoluogo di provincia ancora in mano al centro destra. Se poi il governo tecnico "terrà" e non ci saranno le elezioni politiche, il centro sinistra non potrà beneficiare neppure dell'effetto domino, anche perché sull'orologio politico in maggio Silvio Berlusconi sarà ricordato come vissuto in un'altra era geologica. Tutto questo sempre naturalmente che Romoli si ricandidi e non dica a sé stesso "e chimme la fa fare?"
Tutto ciò per dire che l'equipe Cingolani & c. non ha di fronte una tranquilla passeggiata tra i dolci colori dell'autunno e dell'inverno, bensì un'ardua scalata tra i... Monti. Che richiede passo lento, sicuro e ben cadenzato.
ab

Dopo Berlusconi: scenari parlamentari

La settimana appena trascorsa è stata "de fuego" per ciò che concerne la politica nazionale, dalla quale per il momento emerge un'unica certezza: è finita l'era di Berlusconi e appare quasi impossibile un suo "ritorno" sulla poltrona di premier. E' "caduto" alla sua maniera, entrando nelle case il giorno dopo le dimissioni con un videomessaggio pubblicitario nel quale è apparso distratto e distante, come se in questo momento fosse interessato a tutt'altri problemi personali che a quelli dell'Italia. Sono immagini già sbiadite dal tempo, l'evento sembra ormai ben più lontano di qualche manciata di ore...
Oltre alla prevedibile riuscita del tentativo di costruire il governo "tecnico" e alle previsioni sulla sua durata sarà interessante comprendere l'atteggiamento che assumerà il partito di maggioranza relativa in Parlamento: l'interesse dei pidiellini è evidentemente quello di "scaricare" l'ormai ingombrante ex presidente, cercando di barattare - forse anche con il suo consenso - la garanzia di un esilio soft (o hard, visto il personaggio) con l'appoggio senza condizioni al costituendo Governo Monti. La conseguenza potrebbe essere la stessa fine di un'esperienza politica legata a filo doppio all'homo arcorensis e un immediato rimescolamento generale delle carte con l'avvio di un processo di riunificazione e polarizzazione delle forze. Per il momento fuori corsa la sinistra ha un po' di tempo per riorganizzarsi, ma deve superare l'attuale indecente frammentazione nonché intercettare con proposte e progetti concreti il crescente disagio della sempre più ampia popolazione di neo-impoveriti; si apre poi un'ampia partita parlamentare, con tre probabili schieramenti - centro sinistra, centro e centro destra - dove si riposizioneranno i malpancisti degli attuali partiti di maggioranza e opposizione, con il probabile beneplacito della Conferenza episcopale italiana che da quando il Berlusca si è lasciato trascinare dai piaceri della carne, tenta il "colpaccio" di ricostruire la Diccì; crescerà probabilmente anche una destra estrema, dentro e fuori da Camera e Senato, alimentata dalle sempre più elevate tensioni sociali che purtroppo si verificheranno con l'avanzare della crisi e dei tagli ad essa connessi.
Tutto ciò nell'ipotesi che il governo Monti nasca e duri fino al 2013, previsione peraltro più che probabile visto lo stato confusionale in cui versano tutti i gruppi parlamentari sconquassati dal quasi ventennio ormai sicuramente finito. La variabile che per ora non può essere verificata è quella legata agli umori e alla forza della "piazza" che può trovare nelle incertezze della politica rappresentativa il terreno adatto alla logica della più che legittima rivendicazione, ma anche a quella molto pericolosa del populismo e del capo-popolo dittatore in pectore.
ab

sabato 12 novembre 2011

Non è il 25 aprile, non è neanche il 25 luglio

Tutta 'sta festa a Gorizia non si vede... Ma forse questa volta la naturale riservatezza dei goriziani ha buone ragioni. Oggi il trito riferimento al 25 aprile o alla Liberazione è quanto mai poco opportuno: in quel giorno l'Italia ricorda la fine della seconda guerra mondiale, la fine dell'incubo nazi-fascista, la lotta partigiana contro l'invasore... Dietro c'erano solo rovine, davanti una Nazione da ricostruire con slancio, entusiasmo, creatività, potenzialità; una classe politica giovanissima con alcuni riferimenti anziani, la cui autorevolezza era stata duramente temprata dalla Resistenza.
La fine del governo Berlusconi avviene in un momento di crisi generale dove le italiche difficoltà saranno ulteriormente aggravate dalle misure economiche decise in tutta fretta oggi e da quelle che deciderà il probabile governo Monti, con l'appoggio della stessa maggioranza uscita dalle urne tre anni e mezzo fa: davanti non c'è alcun entusiasmo, voglia di partecipare, fiducia nella politica; solo cariatidi senza tempo che dopo aver portato al Governo Berlusconi e averlo deposto si ricicleranno nei partiti del centro e del centro sinistra senza avere il pudore di cavarsi onorevolmente dalle scatole. Tanto più con un sistema elettorale la cui riforma è stata l'ultimo interesse del Berlusca e dei suoi soci (per dire il vero, anche del Governo che l'aveva preceduto).
Il paragone del 25 aprile è quindi del tutto fuori luogo, al massimo si può pensare al 25 luglio, ma in quell'occasione Mussolini fu arrestato, non pose le condizioni per lasciare il potere nell'infuriare del conflitto. Qui invece Berlusconi resta, ha i numeri (specialmente al Senato) per condizionare qualsiasi scelta, ha già proposto le sue idee al Monti e avrà tutto il tempo per preparare una fuga "alla Craxi" dopo le prossime elezioni.
Quindi è giusto che lo spumante aperto abbia fatto puff: bene che sia finita l'era del ras di Arcore, ma la strada verso una democrazia autentica è ancora molto, ma molto lunga.

Stiamo per fare la festa a Berlusconi

In attesa di prendere per il collo il cormorano (che è uno spumantino di Cormons e non un volatile raro, uno degli ultimi esemplari è stato incatramato da Bush padre per scatenare la prima guerra del Golfo) e stappare la bottiglia. Attenzione, sta per "scoppiare" un sospiro di sollievo generale, una caciara più grande che per una vittoria ai Mondiali. Sembra impossibile, ma sta per accadere. Per un attimo lasciamo stare le analisi, le perplessità e gli auspici. Godiamoci la festa, non appena inizierà, una volta tanto senza se e senza ma...

Assoindustria triestin/goriziana?

Prima pagina locale dedicata ai temi dell'industria, con la ventilata fusione delle assoindustria di Gorizia e Trieste, con il possibile spostamento della sede a Monfalcone e la probabile nomina di Bono - amministratore delegato di Fincantieri - alla presidenza.
Romoli dice: "Mai via da Gorizia"; Altran risponde: "Finalmente un po' di considerazione per Monfalcone"; Fasola chiosa: "E' la giusta strada dell'area vasta".
In altre parole, ciascuno guarda al proprio orticello, come in tanti altri settori della società regionale, primo fra tutti quello relativo alla Sanità: c'è una tendenza centripeta sostenuta dagli interessi (presunti) dei due centri maggiori, una centrifuga portata avanti da quelli dei centri minori.
Mancano finora uno sguardo d'insieme e un'analisi con qualche fondamento vagamente "scientifico" che giustifichi le posizioni degli uni e degli altri. La domanda ovvia dovrebbe essere: quali le previsioni sui reali vantaggi e sugli svantaggi dell'idea centripeta e di quella centrifuga? Invece è: "quali vantaggi elettorali e quali nuove prebende mi offre un'ipotesi piuttosto che un'altra?" Di fatto l'Azienda sanitaria unica sembra nascere dal nulla in un paio di mesi scarsi, nell'improbabile caso in cui alle parole seguano i fatti è facile ipotizzare la confusione più assoluta; la Confindustria di area vasta spunta all'improvviso dalle pagine dei giornali; sui destini delle province - e di quella di Gorizia in particolare - un giorno si dice una cosa un altro il suo contrario. Insomma, la barca Fvg sembra in totale balia del vento, senza guidatori o con troppi comandanti che non riescono mai a mettersi d'accordo fra loro; i passeggeri tremano, aspettando l'iceberg.
Infine un avviso ai naviganti del centro sinistra goriziano, perché stiano attenti a non lasciarsi tagliare fuori dai tavoli di conversazione che contano: nell'incontro tra le categorie produttive e i quattro candidati a sindaco qualcuno ha vagamente accennato alla questione dell'accorpamento delle assoindustria nell'area triestin/goriziana? O forse si è preferito evitare uno dei pochi argomenti effettivamente non illusionistici di quella lunga serata?

venerdì 11 novembre 2011

La protesta degli studenti: la prima volta di piazza Vittoria




Gorizia, Piazza Vittoria, 9 novembre 2011. Un gruppetto di studenti "occupa" un piccolo spazio della grande piazza strappandola all'abituale desertico panorama. Discutono di economia, di politica italiana e locale, del loro futuro; c'è una piccola tenda accanto a loro... Concordano con la polizia lo sgombero per le ore 14 e a quell'ora si allontanano gli ultimi, dopo aver accuratamente raccolto negli appositi sacchi le poche immondizie e aver cancellato le scritte tracciate con il gesso. Tutte meno due, quasi invisibili, che forse hanno deciso di lasciare per i pochi passanti che - curiosi - riescono a intercettarle: una non ha bisogno di commenti, l'altra è un'opera d'arte. Perché un gruppetto di giovani che si incontra in una piazza deve "sgomberarla" quanto prima? Quale reato stanno commettendo? La violazione di un codicillo che "impone" di comunicare la data della riunione due giorni prima... Già, bastava un foglietto controfirmato: la prossima volta sapranno come fare.
E forse chiederanno ben più che un foglietto e una firma a chi ha deciso di cementificare - fuori e soprattutto dentro (centinaia di metri cubi di cemento iniettate nel cuore del colle per evitarne il collasso) - la nostra bella collina del castello per costruire la funicolare e gli ascensori...

mercoledì 9 novembre 2011

Berlusconi: VIA SUBITO!!!

Certo che alcune italiche specificità sono difficili da capire.
Berlusconi non ha più i numeri in Parlamento, sale al Quirinale per... promettere di dimettersi dopo il voto della legge di stabilità.
Bersani che da due anni a questa parte sembra non riuscire a dire altro che "Berlusconi deve dimettersi" non propone istantaneamente la mozione di sfiducia da presentare urgentemente in Parlamento; probabilmente deve testare prima l'opinione pubblica e vedere cosa conviene (al suo partito, non all'opinione pubblica).
Nel mondo l'Italia continua ad essere lo zimbello, credibilità politica, economica e sociale sotto zero. All'interno lo spettro della disoccupazione e della miseria incombe su gran parte dei cittadini.
Dai topi (anche di casa nostra) che si sono gettati giù dalla barca, uno dopo l'altro, da un anno a questa parte e fino a ieri, grida di giubilo e di vittoria: tre anni fa le stesse manifestazioni di giubilo erano dedicate al satrapo, con sguardi di commiserazione verso i "comunisti" allo sbando; adesso non è che si pretenda il harakiri, però non sarebbe male almeno qualche richiesta di scuse prima di mescolarsi con i nuovi vincitori...
Anche per evitare purtroppo più che prevedibili riciclaggi nei "listini" che - ahimé! - caratterizzeranno anche la prossima tornata elettorale.

martedì 8 novembre 2011

Il giorno x?

Finalmente è arrivato il giorno x!
Quello in cui Berlusconi se ne va? Penserete voi: in effetti se ciò accadesse sarebbe in enorme ritardo rispetto a quanto avrebbe dovuto (grazie anche ai nostrani Antonione, Saro & company tuffatisi dalla nave a picco un attimo prima del comandante)...
Una notiziola che trapela nelle pieghe delle pagine dei quotidiani, stranamente nascosta, quasi sottratta alla vista dei lettori... che sia invece questo a fare di oggi il giorno x? E - chissà - anche a spiegare cosa aspettava il premier ad andarsene a casa (ammesso che fuori di palazzo Chigi trovi chi lo accompagna a casa e non invece qualcuno in divisa che lo porta altrove...)?
Cosa c'è scritto?
Mah, niente di importante, stasera intorno alle 20 un asteroide di 400 metri di diametro transiterà nello "spazio aereo" tra la Terra e la Luna. "Non c'è nessun pericolo, è abbastanza lontano" - dice il trafiletto che riporta le rassicurazioni della Nasa. Ma negli spazi siderali 300mila chilometri non sono molto di più che la distanza tra piazza Vittoria e l'Arcivescovado.
E se l'asteroide sbagliasse mira? Non ci sarebbe niente da ridere - sosterrà qualcuno. Mah, perché no? Se accadesse non se ne accorgerebbe nessuno, bim bum bam e buona notte; se invece non fosse così, perché preoccuparsi troppo? Ci sveglieremmo tutti contenti domani. Magari senza Berlusconi.
Ma uffa, a saverlo prima no jera mejo far domenica prosima le primarie?

Una volta tanto auto-lodiamo i "nostri" siti e blog...

Tra gli aspetti più significativi di una campagna elettorale c'è la forma di comunicazione: con quali mezzi convincere le persone ad andare a votare? Come orientare il consenso verso l'uno o l'altro candidato?
Non soltanto nell'era del villaggio globale ma anche prima, l'abilità del "portavoce" è stata fondamentale per ciò che concerne le sorti di un gruppo sociale e le sue relazioni con i "vicini": non esiste Impero che non si sia retto sull'immagine che di esso è stata rappresentata ai popoli soggetti e a quelli che si sono opposti alla conquista o all'assimilazione
Ci sono molti studi che rilevano quanto la stessa concezione democratica della politica sia minacciata da un'eccessiva concentrazione dei mass media nelle mani degli esponenti di poche potenti lobby economico/politico. Cioè quanto la forza di convincimento non sempre o non spesso sia orientata al classico detto "vinca il migliore" quanto alla tautologia "vinca colui che è stato più votato".
Ciò vale anche per i livelli locali, anche se in essi giocano un ruolo fondamentale anche la conoscenza personale e la stima nei confronti del candidato. Il quale tuttavia non è esentato dalla necessità di far sapere a elettori sempre più sfiduciati e delusi che ci sono delle nuove elezioni, che vale ancora la pena partecipare, anche che il suo nome è scritto sulla scheda elettorale.
Ma a livello locale, quanti consensi "spostano" i quotidiani locali? Quanti i blog, gli interventi sulle pagine dei social network, gli annunci dagli amplificatori sulle auto? Quanti le radio e tv locali o quella "nazionale"? Quanto il dialogo "on the road"? Sono domande interessanti sulle quali si potrebbe costruire un avvincente pubblico dibattito...
Tuttavia tutta questa introduzione era per ringraziare tutti i sostenitori del Forum per la campagna "persona a persona" svolta con grande dispendio di energie e con un risultato oggettivamente strabiliante...
Ma è anche giusto sottolineare la cura con la quale il responsabile di settore ha gestito il sito del Forum per Gorizia (link a lato) che ha totalizzato quasi 1200 accessi in pochi giorni; e anche per evidenziare il "salto" del nostro blog che da una media di circa 50 accessi giornalieri è passato in un mese a sfiorare la media di cento, con la punta dei 158 accessi di ieri che ci hanno portato fino al 41° posto sui primi 140 siti italiani (di argomento storico filosofico politico culturale) censiti da ShinyStat e attestandoci saldamente al primo posto tra i primi 50 siti che portano al loro interno il termine "Gorizia"! Sbaragliando una concorrenza di tutto rispetto!
Grazie a chi scrive i post sulla politica locale ma anche su molti altri argomenti di carattere generale, a chi commenta e a chi replica ai commenti. Quota 50.000 accessi non è molto lontana, non ci stanchiamo di offrire "urbi et orbi" notizie, riflessioni e pensieri...

lunedì 7 novembre 2011

Giovanni Civran: al Forum per Gorizia e al Comitato per le Primarie

Ieri sera si sono concluse le Primarie del Centrosinistra Goriziano. Fino alla sera prima sguardi interrogativi e volti stupiti di parenti, amici e conoscenti rispondevano alla pubblicità che facevo dell’evento. Le Primarie? A Gorizia? E quando… e dove?
Poi nella giornata di ieri alle 8°° di domenica c’era già una piccola fila di cittadini che attendeva alle porte dell’UGG, tutti pronti con la carta di identità e l’Euro di contributo in mano.
Poco a poco, la bella palestra storica della Ginnastica Goriziana che durante gli ultimi preparativi della sera prima sembrava enorme, era piena di persone. Tutto un sussurrare, tutto un commentare… l’articolo sul testa a testa tra Bellavite e Cingolani – miracolosa e rarissima sfida tra “meglio e meglio” – il sordido intervento di Collini, le firme raccolte dai dissidenti del PD…
Tutti partecipavano e con il sorriso. Alle 8 e 10 anche mio padre aveva già espresso la sua preferenza, lui spesso refrattario rispetto a quello che non è la partecipazione politica strettamente obbligatoria e confinata al solo voto amministrativo o referendario.
Ero seduto al mio banchetto e rimanevo stupito innanzitutto per una aspetto: l’entusiasmo e l’affluenza. Scrivo questo per chi non era presente o per coloro che hanno votato all’ora di pranzo (dove la frequenza era molto più bassa) e non ha potuto cogliere cosa siano 1.650 votanti. Visti da fuori sono un numero che, come nella più rosea delle attese, ha superato abbondantemente le attese fissate sul 1.500. Ma visti dalla mia prospettiva erano quasi una musica: come spesso accade nelle feste vi sono dei momenti in cui il movimento e le parole della folla superano la capacità di distinzione e di percezione. Non sono un brusio di sottofondo, ma un levarsi e decrescere continuo.
Milleseicentoecinquanta persone sono tantissime, sono ciascuna un viso e un nome e una storia che si può appena intuire, o a volte sono amici con i quali ci si stringe un abbraccio prima che lascino la sala. Tutte le carte di identità sono state lette e registrate per accertare la residenza dei votanti, ma vi assicuro che bastava alzare gli occhi per cogliere ciò che distingueva ogni persona che arrivava: la determinazione, il senso di appartenenza alla propria Gorizia, la gratitudine, l’entusiasmo, la curiosità, l’attesa…
E c’erano tanti giovani, lavoratori, anziani, studenti e uomini e donne nati in Italia, Slovenia e tantissimi dal Senegal e dalla Muritania giovani residenti della nostra Città che cresce e si confronta sempre più con nuovi gruppi, lingue e culture.
C’erano giovani e immigrati che votavano per la prima volta. In un concerto che ricorda gli sbarchi di “Novecento” (per chi ha visto il film) la loro presenza era un acuto che non poteva sfuggire e non ci ha lasciato indifferenti.
Alle 13°° i votanti erano 800 circa e alle 19°° la soddisfazione era tanta dopo avere accertato il superamento di quota 1.500.
Alle 20°° puntuale è giunto il nostro “extra omnes” e abbiamo iniziato la conta dei voti. Ero emozionato come non lo sono mai stati in tutti gli altri scrutini amministrativi. E ci sono stati momenti in cui il mucchio di foglietti bianchi destinati a Bellavite prevaleva, poi la rincorsa di Cingolani aveva la meglio e ogni tanto comparivano preferenze destinate a Del Ponte e Valentinsig.
Poi la conta ci racconta come finì la corsa: 851 Cingolani, 566 Bellavite, 117 Del Ponte, 98 Valentinsig, 12 nulle e 06 bianche.
L’abbraccio tra Bellavite e Cingolani, la gioia dei vincitori, il groppo in gola di chi sperava nell’ultimo colpo di coda del “miracolo” di Milano. E poi le interviste: il sostegno di Andrea a Giuseppe, e le parole del vincitore.
E in fondo alla sala, tra tavoli da sistemare e pannelli da rimettere in ordine la mia consapevolezza: è stata un’esperienza meravigliosa e altrettanto lo sono state le persone che ho conosciuto e con cui ho lavorato.
Giovanni Civran

Una vittoriosa batosta

Abbiamo vinto. 1650 persone - anche grazie al Forum per Gorizia e alla Federazione della Sinistra - sono andate alle primarie, un risultato tutto sommato positivo in una giornata di festa e di democrazia. 566 hanno votato per il "nostro" candidato, un risultato strabiliante dove ogni voto è stata una vera "preferenza" conquistata dal lavoro straordinario di una squadra intelligente, preparata, pronta all'incontro con ogni persona, una ad una; senza tessere di partito, strutture organizzative, neppure una sede...
Abbiamo perso e daremo il nostro sostegno al candidato sindaco del partito democratico e della slovenska skupnost. Questo non è in discussione, anche se saranno da studiare forme e modalità per un cammino insieme convinto e costruttivo.
Tuttavia internamente non si può far finta di niente: il nostro progetto - quello di quasi cinque anni fa e aggiornato oggi con il tesoro dell'esperienza amministrativa di questi anni - non ha ottenuto la maggioranza dei voti alle primarie; i nostri ideali, le prospettive per il futuro di Gorizia, le "battaglie" per i beni comuni... Ci abbiamo provato, con tutti i mezzi possibili, non siamo stati compresi: la "discesa" del Forum nell'agone amministrativo ora deve essere analizzata, messa in discussione, così come il suo candidato costretto al secondo, questa volta pesante anche se previsto, stop consecutivo.
Che fare? Apriamo una serena discussione, su questo blog che da quasi quattro anni segue giorno dopo giorno il percorso del Forum, nelle riunioni in sede a partire dal prossimo martedì, nelle nostre riflessioni... Siamo ad una svolta, come movimento civico e come persone impegnate nella vita sociale goriziana non possiamo non chiederci da che parte proseguire...
Andrea Bellavite

domenica 6 novembre 2011

Collini: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire

Nel giorno del voto alle Primarie rispuntano Collini e i suoi sostenitori con una puntualissima lettera (come per quella "a Berlusconi" per ora non è dato di sapere né a chi è diretta né chi sono i "250") nella quale si enuncia il verbo anti-coalizione di centro sinistra.
Collini all'indomani della dichiarazione di disponibilità riportata sul Piccolo alla fine di agosto ha cantato per la prima volta un ritornello che ha poi ripetuto per oltre un mese pari pari: a differenza di ciò che esprime la coalizione del centro sinistra costruita nell'oscurità delle segreterie di partito io sono l'esponente della "società civile" (chi? come? quando? dove? perché? non è stato mai detto), la coalizione - contravvenendo gli ordini di Bersani - ha fatto prima i nomi dei candidati senza uno straccio di programma (qui forse sarebbe consigliabile un buon paio d'occhiali e poi - sia detto per inciso - perché mai i cinque gruppi non pd della coalizione avrebbero dovuto "obbedire" agli ordini di Bersani?), mi è stato impedito di partecipare alle primarie (da chi? con quali mezzi? Mai detto), è da discutere il modo i cui sono stati scelti i candidati (perché? cosa c'è di non regolare? Mai detto)...
A queste obiezioni è stato risposto talmente tante volte, - a voce, sui quotidiani e sui blog, in tv - che davvero non vale la pena di perderci ulteriore tempo; se oggi Collini dice esattamente le stesse identiche cose senza neppure prendere lontanamente in considerazione alcuna delle articolate riflessioni opposte al suo refrain i casi sono (almeno) tre: 1. Nell'ultimo mese non ha mai letto i giornali locali e nei colloqui de visu e telefonici pensava ad altri secondo lui più gravosi problemi 2. E' talmente convinto della sua visione delle cose da non prendere neppure in considerazione che la realtà possa essere interpretata in modo diverso dal suo 3. Si fida talmente dei suoi (misteriosi) sostenitori da ritenere superfluo qualsiasi approfondimento personale.
In ogni caso, con uno che pretende di discutere tenendo in conto zero assoluto il parere dell'interlocutore è molto difficile dialogare: continui pure a riversare il suo "verbo" senza curarsi del popolino che crede ancora che la democrazia passi non soltanto attraverso una crocetta su una scheda... Non soltanto con una crocetta ma anche, come dimostrerà oggi la società civile goriziana (soggetti non appartenenti ad alcun gruppo, rappresentanti di movimenti civici e culturali, esponenti dell'associazionismo, espressioni di partiti, ecc.) un atto di convinta democratica partecipazione. Questa volta gli assenti hanno davvero torto!

sabato 5 novembre 2011

Appello al voto dei quattro candidati

Domenica 6 novembre 2011, dalle ore 8 alle ore 20 presso l’Unione Ginnastica Goriziana in piazza Battisti ci saranno le “primarie” per scegliere il candidato sindaco del centro sinistra alle prossime elezioni amministrative della primavera 2012.
La consultazione è il frutto maturo di un lungo cammino, iniziato all’indomani delle elezioni del 2007, proseguito non senza difficoltà negli anni successivi e giunto a una svolta importante da circa un anno a questa parte. I rappresentanti di sei partiti e movimenti civici cittadini hanno deciso di confrontarsi anzitutto sui programmi da presentare in vista di una nuova forma di amministrazione della città; poi, dopo aver constatato una notevole convergenza progettuale, hanno ritenuto giusto presentarsi uniti agli elettori di Gorizia, affidando allo strumento democratico delle “primarie” il compito di scegliere il nome e il punto di vista più adatti a coordinare l’intero centro sinistra nel percorso finalizzato a raggiungere l’obiettivo di amministrare la città.
I sei gruppi hanno così sottoscritto e condiviso un Manifesto programmatico e si sono impegnati a sostenere lealmente e con convinzione il candidato che uscirà “vincitore” dalle elezioni primarie. Due di essi – Slovenska Skupnost e Federazione della Sinistra – non hanno ritenuto di proporre un proprio nome e hanno dichiarato il loro sostegno rispettivamente al candidato del Partito Democratico Giuseppe Cingolani e a quello del Forum per Gorizia Andrea Bellavite; Sinistra Ecologia e Libertà concorre con Paolo Del Ponte, mentre l’Italia dei Valori candida Mauro Valentinsig. Si tratta di quattro candidati che si conoscono e si stimano da molto tempo, accomunati dalla stessa passione per la vita della città, dalla preoccupazione per la difficile situazione attuale e dalla partecipazione a numerose vertenze che hanno interessato Gorizia negli ultimi anni.
A questo punto il nostro auspicio non è soltanto che vinca colui che gli elettori decideranno essere in questo frangente il più adatto ad assumere le complesse responsabilità che lo attendono, ma soprattutto che vincano le Primarie di Gorizia in quanto tali. Riteniamo infatti che un'ampia partecipazione
possa dare ancora più forza al progetto condiviso, e possa essere un segnale chiaro del desiderio di una svolta da parte delle cittadine e dei cittadini; ed è per questo che – del tutto indipendentemente da ogni specifico punto di vista ampiamente presentato in questi giorni da ciascuno di noi – invitiamo tutti coloro che condividono questo progetto o che ritengono di poter contribuire a migliorare, a votare. Dopo le primarie ci sarà ancora tanto tempo per discutere, partecipare attivamente, riannodare relazioni politiche eventualmente allentate, costruire un percorso virtuoso verso le elezio ni della prossima primavera.
Ma in questo momento c’è bisogno di tante persone che accettino l’invito a venire all’UGG domenica 6 novembre e a votare per uno dei quattro candidati.
Perché Gorizia possa guardare con speranza al suo futuro.
Andrea Bellavite, Giuseppe Cingolani, Paolo Del Ponte, Mauro Valentinsig

venerdì 4 novembre 2011

Genova, momenti drammatici

Un pensiero a Genova e alla Liguria, due devastazioni in una settimana. Vicini alle famiglie di chi è stato travolto dalle acque, a tutti coloro che hanno subito danni immensi. Immagini impressionanti in una città che tutti amiamo, l'altro giorno Aulla e i paesi allagati dal fiume Magra, oggi Genova. Quanti ricordi... Genova, i genovesi, questa sera i pensieri sono tutti per voi...

Agli assenti non è piaciuto l'incontro di mercoledì sul welfare

Divertente l'intervento odierno di Romoli sul Piccolo.
Se la prende stizzito con il sindaco di Udine Honsell attribuendogli "una gran brutta figura" solo perché questi ha constatato che "sul welfare non ci siamo mai incontrati": "non è vero che non ci siamo incontrati a parlare di welfare" - taglia corto il Romoli e a chi si aspetterebbe una conseguente smentita, basata su un lungo elenco di meeting tra i due amministratori, risponde candidamente che "la realtà è che non ci siamo mai incontrati neppure su tutti gli altri temi"!
Si dichiara inoltre dispiaciuto perché quello che lui ritiene un attacco di Honsell avrebbe - a suo parere - sporcato una campagna pro primarie che "finora è stata corretta nei suoi confronti". Forse in questo periodo non ha sentito le tante "gentilezze" dette e scritte da tutti i quattro candidati nei confronti della sua politica (ovvie da parte di chi si presenta ai cittadini per sostituire chi amministra); o forse il suo virgolettato "piccato", contro un'assemblea nella quale l'unico accenno a Romoli è stato quello or ora indicato, vuole essere un intervento scaramantico per comunicare il suo timore che le primarie siano vinte dal candidato che ha promosso l'iniziativa?
Infine nello stesso articolo si dice che "dispiace" sentire gli amministratori di altri Comuni "ficcare il naso" negli affari altrui. Solo l'assenza può spiegare una simile affermazione: nessuno degli invitati si è permesso il benché minimo accenno ai fatti goriziani, al contrario si è trattato di un bel momento di ascolto e di confronto con i "vicini". Proprio per superare quella tentazione autarchica dalla quale Gorizia dovrebbe al più presto liberarsi.

giovedì 3 novembre 2011

Primarie: tra welfare comunitario e prospettive imprenditoriali

Come previsto, quella di ieri è stata una serata importante nel percorso verso le ormai vicine primarie del centro sinistra goriziano.
L'incontro sul welfare del Comune in tempo di crisi ha consentito l'ascolto di alcuni relatori d'eccezione: Furio Honsell e Luciano Patat rispettivamente sindaco di Udine e di Cormons; Fabiana Martini vice-sindaco di Trieste; Cristiana Morsolin, assessore politiche sociali di Monfalcone.
Tra i tanti punti toccati nella conversazione: la relazione tra crisi economica e disagio esistenziale; la perequazione fondata sulla certezza che il miglioramento della qualità di vita di chi fa più fatica avvantaggia anche le categorie più benestanti; il coraggio di investire sulla dignità della persona rifuggendo l'assistenzialismo, come antidoto anche economico alle ristrettezze del presente; i rischi dell'Azienda Sanitaria unica e la necessità di una maggior attenzione ai problemi del territorio; la creatività nella ricerca di soluzioni inedite e la necessità di seguire percorsi condivisi con il "sociale"... Insomma, un dibattito estremamente ricco di spunti utili alla buona amministrazione della città!
Il confronto successivo tra i quattro candidati alle primarie e i rappresentanti delle categorie economiche e produttive di Gorizia è stato interessante perché ha consentito ai partecipanti di farsi un'idea sulle opportunità e sulle criticità del commercio, dell'industria, dell'artigianato e dell'agricoltura territoriali. La mancanza di un limite di tempo ha tuttavia costretto il dibattito nell'ambito del solo ascolto, rinviando al "dopo primarie" ulteriori comunque indispensabili approfondimenti. Le soluzioni ai problemi prospettate con dovizia di particolari da qualche candidato lasciano per ora il tempo che trovano, stante che gli enormi auspici di bene futuro per la città dovranno misurarsi con la concretezza di situazioni delicate e a volte drammatiche. Il che non significa che non si debba sognare, ma che i sogni si possono realizzare soltanto se si è in grado di costruire e coordinare unità operativa fra tutti i soggetti interessati...
Sono forse questi i primi obiettivi della prossima giunta comunale: quello di impostare un welfare in grado di coniugare il sostegno ai soggetti che vivono in città con il diritto (e di conseguenza anche il dovere) di cittadinanza e di partecipazione all'amministrazione dei beni pubblici; e quello di ridare fiducia a una città desolata chiedendo a tutti di rimettersi in gioco - valorizzando ciascuno secondo la propria competenza e responsabilità - per dare ad essa una chance per il suo futuro. In relazione con Monfalcone e tutta la Provincia della quale è capoluogo, con la zona internazionale delle valli dell'Isonzo e del Vipacco della quale è naturale perno, con la Regione Friuli Venezia Giulia e con il resto della Slovenia.

mercoledì 2 novembre 2011

Stasera alle 18 al Kulturni: Honsell, Patat, Martini e Morsolin su welfare in tempo di crisi

Stasera alle 18 al Kulturni dom ci sarà un incontro di grande interesse per ciò che concerne l'attività amministrativa di un Comune: si parlerà infatti di welfare in tempo di crisi, con quattro relatori d'eccezione, Furio Honsell sindaco di Udine, Luciano Patat sindaco di Cormons, Fabiana Martini vice-sindaco di Trieste e Cristiana Morsolin, assessore alle politiche sociali del Comune di Monfalcone.
I temi sono tanti e in questo caso il sindaco può avere un ruolo molto significativo, anche per ciò che concerne le politiche economiche alle quali è dedicato il successivo confronto (alle 20.30 sempre al Kulturni dom) tra i quattro candidati alle primarie. Se infatti un Comune riesce a garantire a tutti i cittadini un'adeguata qualità di vita, agevola immediatamente qualsiasi attività produttiva. Si pensi all'importanza delle politiche riguardanti la casa, l'assistenza sociale in generale, la salvaguardia della salute sul territorio, l'accompagnamento delle persone con disabilità, l'incentivazione dei lavori socialmente utili.
I percorsi finora seguiti non vanno in questa linea, basti pensare per esempio allo scellerato codicillo alla finanziaria 2011 del fvg che ancora penalizza i non residenti in regione da oltre due anni o alle prospettive della prossima Azienda Sanitaria regionale "unica" difficilmente compatibili con il rispetto e la valorizzazione della persona.
Data l'importanza, la delicatezza e l'urgenza del tema, ci si augura un'ampia partecipazione, nonostante un deficit di comunicazione pubblica che può essere colmato soltanto con la proposta dell'iniziativa "a tu per tu". Un grazie anticipato a quanti collaboreranno e parteciperanno.
ab

Confronto sulle primarie: ascolto, non promesse

Grandi nubi oscure coprono l'incontro di questa sera tra i quattro candidati alle "primarie" del centro sinistra goriziano.
Il cosiddetto "occidente" viene pericolosamente piegato dalla bufera finanziaria, la crisi economica e lo spettro della disoccupazione incombono; "funzionano" meglio altre economie che fanno comunque parte dello stesso sistema globale, spesso favorite soltanto dai minimi costi del lavoro "garantiti" dalla mancanza di tutele sindacali e da metodi ai limiti dello sfruttamento.
L'Unione Europea sembra mostrare in questo frangente tutta la sua debolezza: era già stata rilevata l'incapacità di trovare una posizione comune per ciò che concerne le controversie internazionali, perfino quando queste si erano trasformate in guerra all'interno dello stesso territorio del Vecchio Continente. Adesso la situazione di crisi evidenzia una situazione che se non è da "si salvi chi può" poco ci manca: l'indignazione crescente nei Paesi più a rischio (Grecia e Italia, in particolare) contro misure economiche che di fatto sottomettono qualsiasi decisione locale al parere dei "controllori" europei evidenzia un ulteriore impoverimento degli spazi di libertà concessi alla politica di ogni Nazione. E rivela la crescita di minacciosi germi anti-europeisti seminati ad arte per scardinare quello che sempre di più purtroppo viene considerato il bel sogno dell'Europa unita.
E' da aggiungere quella che se non fosse drammatica potrebbe essere definita ridicola posizione italiana, con la disastrosa resistenza al potere di un presidente del consiglio che infanga ovunque l'immagine del Paese e che con il suo litigioso Governo appare agli occhi di tutti - perfino di gran parte dei suoi ex-pretoriani - totalmente incapace ad assumere qualsiasi responsabilità.
In questo contesto - ulteriormente aggravato dai sempre più consistenti "tagli" agli enti locali - cosa può fare un sindaco per sostenere il futuro economico e produttivo di Gorizia? Perché questa è la vera domanda che soggiace all'incontro di questa sera, al Kulturni Dom... La risposta è purtroppo molto facile, almeno per ciò che concerne interventi concreti a favore delle categorie interessate: "Molto poco!" E se qualcuno stasera si slancerà in promesse mirabolanti tutti sono autorizzati a non credergli...
L'importanza della domanda sta allora nei soggetti ai quali deve essere rivolta: non tanto ai candidati sindaco che di fatto non potranno "garantire" niente, quanto agli invitati - rappresentanti dell'industria, del commercio, dell'artigianato, dell'agricoltura, delle Università, dei sindacati, delle cooperative... - che potranno iniziare a raccontare quanto è stato finora possibile portare avanti e quanto no, a chiedere a chi amministrerà la città una fattiva disponibilità a coordinare, a bussare alle porte giuste, a porsi come capofila nelle vertenze che li interessano.
Si tratta dunque di un'ampia tavola rotonda, non di un confronto sulle idee dei candidati; l'avvio di un metodo di dialogo e di condivisione in cui ciascuno esprime e si confronta con il punto di vista e le specifiche responsabilità degli altri. Per conoscere meglio i problemi di Gorizia e per cominciare ad affrontarli insieme.

martedì 1 novembre 2011

Villesse, tradizione e postmodernità

"Oggi, però, viviamo un periodo in cui la terra vale sempre più per quello che si costruisce sopra e non per quello che produce. Perdendo sempre più terra non si sa dove possiamo arrivare e occorre riflettere su questo. La terra deve essere salvaguardata e occorre mantenere la disponibilità dei terreni che devono rimanere agricoli e questo è un compito che l’Amministrazione comunale intende perseguire."
Però, che belle parole!
A pronunciarle (secondo il Messaggero Veneto di oggi) è stato il sindaco di Villesse Lucio Cabass alla Festa del Ringraziamento che si è tenuta la scorsa domenica. Parole sorprendenti per uno che ha fatto parte della Giunta che ha "portato a casa" l'Ikea e che dovrà collaborare nel suo specifico ruolo di primo cittadino alla realizzazione di uno dei più grandi centri commerciali d'Europa con la cementificazione di una superficie di oltre 8 Kmq (l'intero Comune di Villesse ne comprende poco più di 11!).
Oscar locale per l'impossibile equilibrio tra tradizione agricola e postmodernità dei non-luoghi commerciali! O per la faccia tosta?

Mercoledì di impegni decisivi per le primarie

Certamente qualcuno ironizzerà sul fatto che alcuni fra gli appuntamenti più importanti della campagna elettorale interna al centro sinistra cittadino si terranno nel giorno dedicato alla memoria di chi se ne è già andato... In realtà sono state le concomitanze ad obbligare a tale scelta, l'imprevisto forfait del direttore di Micromega che avrebbe dovuto parlare nel pomeriggio, gli impegni dei relatori e quelli dei candidati.
Poco male, la memoria non guasta, anzi rafforza il desiderio di proseguire: e quindi domani, mercoledì 2 novembre, sarà un giorno clou per ciò che concerne l'avvicinamento alle elezioni primarie. Forum per Gorizia e Federazione della Sinistra propongono alle 18 al Kulturni dom un interessante dibattito sul welfare comunale in tempo di crisi economica: parteciperanno i sindaci di Udine Honsell e di Cormons Patat, la vice-sindaco di Trieste Martini e l'assessore alle politiche sociali di Monfalcone Morsolin. Sarà un'occasione per affrontare le questioni relative alle conseguenze della crisi occupazionale, all'integrazione degli immigrati e anche alla riorganizzazione regionale del sistema sanitario.
L'incontro è aperto a tutti i cittadini, ovviamente anche agli altri candidati alle primarie, che saranno impegnati subito dopo, sempre al Kulturni dom alle 20.30 in occasione del secondo dibattito "a quattro", questa volta incentrato sull'ascolto delle esigenze delle categorie economiche e produttive goriziane.
Una serata "de fuego" dunque destinata a rendere ancor più interessante la "campagna" verso le votazioni di domenica 6 novembre, giornata di festa democratica - sia pur nella sottolineatura delle inevitabili differenze nell'approccio ai temi principali della vita cittadina. Di festa, ma anche di grande preoccupazione per la situazione politica ed economica mondiale, europea e soprattutto italiana: una realtà che come ombra copre la naturale costruttività dei dibattiti locali e con la quale tutto il centro sinistra goriziano dovrà misurarsi con impegno e urgenza fin dal giorno successivo alla "giornata" delle primarie.