domenica 30 ottobre 2011

Uniti sì ma sulla funicolare no

Il Piccolo di domenica titola “No all'ascensore, candidati uniti” e “piena identità di vedute...”.
Ma è veramente così? Unità di vedute e candidati uniti? A me non pare proprio che sulla funicolare al castello i quattro candidati alle Primarie la pensino allo stesso modo.
Perché ad un candidato sindaco si può certamente chiedere di essere pro o contro un'idea ma nell'affermarla deve essere concreto, agire di conseguenza alle proprie idee e arrivare poi a un risultato. Anche Romoli affermava che fosse stato per lui la funicolare non si sarebbe fatta ma poi chissà perché è stato costretto. Anche il centrosinistra di Brancati per 5 anni ha avuto la possibilità di fermare quell'opera che nessuno voleva ma per “responsabilità” il progetto è stato portato avanti. Insomma pare che a Gorizia nessuno voglia la funicolare ma sulla collina del castello gettano cemento.
Se però leggiamo fra le righe quell'articolo e immaginiamo una concreta domanda “Se diventerà sindaco, Gorizia avrà la funicolare o no?” escono posizioni diverse, chiarissime e tutte legittime, ma assolutamente diverse!
Per Del Ponte è NO.
Per Valentinsig è SI': non si può più tornare indietro e “quel che è stato fatto è stato fatto”.
Per Bellavite è NO: “bisogna rimettere tutto a posto”.
Per Cingolani è ma anche, in perfetta sintonia di partito. Contrario al progetto, racconta di vincoli di legge e di atteggiamenti demagogici (di chi, quando, come?), di avanzamento dei lavori e di modifiche per salvare qualcosa, ma è chiaro che ormai si fa! Al si faccia una domanda e si dia una risposta Cingolani si chiede “bloccando i lavori, in che stato si lascerebbe il colle?”. Ma la lancia là, pura retorica, e non si risponde! Non gli viene in mente che il colle non va “lasciato” e che si possa rimettere a posto. Insomma, per farla breve per Cingolani è SI'.
E' da un anno che il Comune sta martoriando il colle del castello ma per rimetterlo a posto ci si può impiegare molto, ma molto meno tempo. E sopratutto potrebbe essere un bell'esperimento di ri-naturalizzazione di uno scempio, un bellissimo terreno di lavoro sul quale i giovani di Gorizia potrebbero cimentarsi proponendo idee e soluzioni innovative. Di giovani capaci e tecnicamente preparati a Gorizia ce ne sono (ad esempio quelli delle 10 associazioni riunite nel COASGO), si battono contro gli ascensori, hanno messo in evidenza che sulla collina del castello si butta cemento senza le necessarie autorizzazioni e hanno da tempo prospettato soluzioni diverse e compatibili con l'ambiente e la storia di Gorizia.
Perché su questo punto bisogna esser chiari: per secoli castello e collina hanno rappresentato l'immagine di Gorizia e realizzando la funicolare il prossimo sindaco potrebbe passare alla storia come quello che ha permesso la distruzione del simbolo della città.
Per come si è già battuto e per quello che propone -fermare i lavori, consultazione popolare e se Gorizia non la vuole la funicolare non si fa - è chiaro che se sindaco di Gorizia sarà Andrea Bellavite questo pericolo non c'è .
Riassumendo, alla domanda “Se diventerà sindaco, Gorizia avrà la funicolare o no?” Del Ponte e Bellavite rispondono NO, Valentinsig e Cingolani SI'. Semplificando e ricordando che un candidato vince su un programma che poi impegna tutta la maggioranza se vince Bellavite la funicolare non si farà, se vince Cingolani sì.
Paolo Sergas

Consiglio comunale in emergenza democratica

Su questo punto ha ragione Bianchini: c'è un'emergenza democratica che coinvolge le istituzioni rappresentative di Gorizia.
In oltre tre mesi il Consiglio Comunale si è riunito una sola volta e non sono per ora all'orizzonte ulteriori convocazioni; alcune commissioni non si sono mai riunite in quasi cinque anni - ad esempio quella sulle pari opportunità; altre, alcune molto importanti, sono nel dimenticatoio da diversi anni (quella fondamentale sulla cultura) o da oltre un anno (quella sul welfare).
Con ogni probabilità il 2011 segnerà il record negativo di sedute della storia del consiglio comunale goriziano e di incontri non convocati o "saltati" per mancanza di numero legale delle commissioni.
E di argomenti da affrontare ce ne sarebbero anche troppi, tanto è vero che nei rari momenti in cui ci si vede si è costretti sempre a "tagliare" le discussioni per non oltrepassare la mezzanotte e dilapidare l'ulteriore gettone di presenza...
Meglio parlarne sui giornali, dove si possono affrontare senza contraddittorio le "ragioni" della maggioranza e della minoranza consiliare. E' "in piccolo" ciò che "in grande" sembra verificarsi a tutti i livelli, la permanente mortificazione della democrazia rappresentativa, il cui esercizio viene "spostato" dalle sedi elettive ai pur importanti salotti mediatici.
E poi chi ha voluto questa situazione si lamenta perché qualcuno finalmente "s'indigna"!

Poveri ciclisti...

E' proprio vero che chi usa la bici è considerato un fastidio per la circolazione, tanto vale, per "punirlo", appropriarsi anche degli spazi ad esso riservati.
Scrivo della ciclabile, anzi, delle ciclabili che sono poste nei due lati di via Kugy/via Blaserna. La ciclabile è stata occupata ad uso parcheggio da autoveicoli senza alcuna concessione, da parte dell' autorità competente. Un foglio posto sotto il cartello verticale che che informi della temporanea sospensione della ciclabile per consentire il parcheggio. Tutto questo perché nel brutto piazzale della Casa Rossa c'è una manifestazione motoristica.
Si può ovviamente, da adito, che il mio sia un pensiero del "no se pol". Invece, penso, che ogni cosa si possa fare pur rispettando le regole. Di contro, potrebbe esser affermato che nessuno usa la ciclabile e/o c'è comunque spazio sulla carreggiata fuori dalla linea gialla. Appunto. Si parcheggino le quattroruote all'esterno della linea gialla e si lasci la ciclabile libera. Ci sarà pure qualche bambino/ragazzo/adulto/anziano/famiglia che passa da quelle parti: deve per forza andare sulla strada? Potrebbe esser accolta come idea che la ciclabile venga rivisitata utilizzando parte del largo marciapiede, fatta con altri criteri, leggi sicurezza.
Per inciso, in base ad un articolo di una legge dello Stato Legge 19 ottobre 1998, n. 366 "Norme per il finanziamento della mobilita' ciclistica" e riportata anche dal CdS del corrente anno, dice che le ciclabili dovrebbero essere realizzate in caso di straordinaria manutenzione delle strade (basta che non siano comprovati motivi di sicurezza...). Quante strade a Gorizia hanno avuto recentemente una straordinaria manutenzione? Lo stesso vale anche per quelle di nuova costruzione...
Nevio Costanzo

sabato 29 ottobre 2011

Per un centro sinistra unito c'è bisogno di tutti

Ha ragione Cingolani quando, come ha fatto ieri sera durante l'incontro con Serracchiani e Maran, sottolinea il percorso lineare della coalizione del centro sinistra goriziano e le qualità dei quattro candidati; molto opportuno anche il suo appello all'alta affluenza alle urne che certamente darebbe valore alla festa delle primarie, il prossimo 6 novembre.
Fa meno bene ad "attaccare", implicitamente ma senza lasciare spazio a possibili equivoci, il "candidato ombra" Collini: un po' perché il personaggio - invocato a gran voce dal centro sinistra nelle precedenti tornate elettorali - è molto conosciuto e giustamente stimato a Gorizia; un po' perché la sua assenza dalle primarie non deriva certo dal "non essere all'altezza della situazione" - come forse senza volerlo si lascia sfuggire il candidato del pd e dell'unione slovena - bensì da un ragionamento politico che merita rispetto; un po' perché in questa fase del percorso verso le amministrative di primavera di tutto c'è bisogno fuorché di approfondire ulteriormente i solchi scavati tra le varie componenti del pd goriziano.
Dal 7 novembre in poi la parola d'ordine del candidato vincente alle primarie - si auspica con una forte legittimazione da parte di tanti voti espressi da tantissimi elettori - deve essere "unità": data per scontata la lealtà dei quattro candidati che sosterranno "senza se e senza ma" (anche se con molti "come?") l'eletto, sarà urgente e indispensabile appianare le difficoltà che hanno caratterizzato gli ultimi due mesi. E sarà necessario anche cercare di allargare la base del centro sinistra anche alle componenti della vita cittadina che non hanno legittimamente ritenuto utile il "passaggio" delle primarie. Tutto questo sarà possibile solo con l'aiuto e il convinto sostegno di tutti, anche di chi avrebbe preferito far convergere le preferenze pd su Ceccotti, anche dello stesso Collini e dei suoi sostenitori...

venerdì 28 ottobre 2011

Su Voce Isontina il parere dei parroci sul futuro di Gorizia

L'ultimo numero di Voce Isontina dedica due pagine al futuro amministrativo di Gorizia. La brava giornalista Selina Trevisan intervista tutti i parroci della città ed essi prospettano idee, proposte, preoccupazioni che affidano alla presente e alla futura Giunta affinché ne facciano tesoro.
Cosa dicono? Beh, un po' tutto quello che si trova nei diversi programmi presentati dai quattro candidati sindaco alle prossime primarie del centro sinistra: attenzione alle questioni del lavoro e della famiglia, prendere a cuore i giovani come risorsa e non come problema, le relazioni inter-nazionali con Nova Gorica e dintorni, le questioni sociali e i problemi dei poveri, le piste ciclabili e la viabilità, la priorità culturale...
Tutto condivisibile, tutto già detto, importante comunque che venga segnalato da persone che per ministero vivono accanto alla gente condividendone gioie, dolori, speranze ed angosce.
Particolarmente interessante la proposta del parroco della Chiesa cattedrale, sempre che sia stata interpretata in modo corretto: le comunità parrocchiali sono disposte a mettere a disposizione gratuitamente gli spazi degli oratori - spesso ormai vuoti - per trasformarli in luoghi "laici" di formazione, incontro e crescita per i giovani. E' da prendere in considerazione, un'idea a costo zero e con possibili straordinari risultati: senza dover creare ulteriori "cittadelle del divertimento" - costose e ghettizzanti - si possono utilizzare ottime strutture già esistenti creando delle proficue forme di collaborazione tra comunità civile e comunità cristiana che peraltro di essa è parte integrante.
E' una buona idea, il Forum per Gorizia e il suo candidato la fanno propria con entusiasmo e convinzione... Sperando che i mesi invernali non gelino le buone intenzioni.

Sulle Primarie: Di Gianantonio e De Santis

Sono parecchi gli anni che ci separano dal gennaio 2006 quando, contro tutto e contro tutti, costringemmo professionisti e semiprofessionisti della politica a misurarsi con le scelte dei cittadini e a confrontarsi con le primarie provinciali.
Oggi, 2011, questa strada appare ai più (nel centrosinistra) come quella corretta e doverosa e tra pochi giorni si svolgeranno le primarie per designare il candidato sindaco di Gorizia.
Allora chiamammo l’intera popolazione provinciale a prendersi le sue responsabilità, a non lasciar decidere ai soliti noti che della politica fanno un affare per pochi. Coerenti abbiamo percorso quella strada anche nel 2007 per le elezioni comunali, impegnandoci in prima persona, dando in modo pubblico il proprio nome e il proprio volto ad un’esigenza morale di trasparenza e correttezza, che sono elementi “sine qua non” per un agire politico capace di mutare questo paese, questa città.
Andrea Bellavite allora accettò di essere il capofila di una esperienza che tuttora continua ed è ben lungi dall’aver perso significato. A lui furono attribuiti tanti consensi personali sia per la sua storia, sia per il progetto che testimoniava. Una vera scelta di campo; un essere totalmente e definitivamente fuori dai giochi, dagli interessi e dalle faide che purtroppo continuano tuttora ad appestare l’aria del centrosinistra goriziano.
In questi anni Andrea ha reso visibile questa novità anche nei lavori di quello che consideriamo il peggior Consiglio comunale della storia di Gorizia. Non ha mai smesso di essere presenza di stimolo, critica e proposta nel già vivissimo ambiente del Forum; ha sempre cercato di capire le situazioni, specie quelle degli ultimi; attento alle storie particolari non ha mai dimenticato la necessità di vedere in modo ampio le vicende della società e della città. Andrea in questi anni ha cambiato vita e lavoro, ma non ha cambiato se stesso. Chi l’ha conosciuto nel suo operare come sacerdote lo ritrova identico con la stessa sensibilità, intelligenza, cortesia e decisione.
Dopo sinceri e ripetuti confronti riteniamo che Andrea Bellavite sia la persona da preferire quale nuovo sindaco di Gorizia. Ciò che ha fatto depone per lui. Ciò che può e vuole fare, lo sta dicendo lui stesso in questi giorni. Noi pensiamo – e non è secondario – che Andrea sia l’unico a poter vincere il confronto con un Romoli 2 o chi per lui. Andrea non ha schieramenti contro, non ha dietro di sé gruppi che si tireranno indietro, faranno il doppio gioco, punteranno su altri cavalli, su altre logiche.
Come già nel 2007 il Forum per Gorizia e Andrea non sono a rimorchio di altre sigle o personaggi, al contrario contagiano gli altri di speranza e determinazione.
Andrea e il Forum sono libri aperti in cui chiunque può leggere a chiare lettere storie, intenzioni, progetti di persone diverse che hanno già reso concreta quella unità che resta una chimera nel PD, anche goriziano.
Anna Di Gianantonio e Bernardo De Santis

Miscellanea quotidiana "local"

Molti gli spunti dalla lettura dei quotidiani locali.
Colpiscono i titoloni - forse un po' troppo titoloni in rapporto alle proporzioni di una vicenda che deve essere ancora chiarita - su Stefania Atti, agli arresti domiciliari per una questione legata all'assegnazione delle badanti ("dietro compenso", sostiene l'accusa) da parte dell'apposito ufficio provinciale da lei coordinato. Nell'attesa che sia fatta chiarezza nelle sedi giudiziarie voglio ribadire piena fiducia nei confronti di Stefania, con la quale ho avuto modo di collaborare attivamente non soltanto nel corso della campagna elettorale del 2007 ma anche spesso successivamente: ho trovato in lei sempre attenta, competente e piena disponibilità, soprattutto quando si trattava di venire incontro alle esigenze delle persone più deboli ed emarginate.
Si parla poi della statale 56bis, con Valenti che ha ancora il coraggio di dire che "entro un mese l'iter burocratico" sarà compiuto: una manciata di chilometri che darebbe finalmente respiro a Lucinico e maggior fluidità all'accesso a Gorizia. Un lavoro clamorosamente arenato da ben oltre un decennio fin dai tempi dello stesso sindaco Valenti. Giusta la rabbia di Tuzzi e con lui di tutti i Lucinichesi (e non solo!), sagge le parole di Cosma il giovane che ricorda le promesse mancate del sindaco Romoli del quale era stato per tre anni portavoce.
Alle vicende dell'Azienda Sanitaria è meglio dedicare un altro post: sulla specifica situazione isontina interessante la risposta del direttore generale Cortiula alle critiche di una forza politica locale: viene sottolineato tutto lo sforzo compiuto finora per cercare una soluzione alternativa all'attuale fatiscente sede del Centro di Salute Mentale, compresa l'inaugurazione del nuovo "centro" a Selz. Si tratta di grandi investimenti di energie finanziarie ed umane per rendere veramente degno dell'eredità basagliana il dipartimento di salute mentale di Gorizia.
Ovviamente si parla anche delle "primarie", con un confronto sui programmi dei quattro candidati relativamente al mondo giovanile e - in particolare sul Piccolo - i reiterati "rumors" relativi alla possibile discesa in campo di Collini in caso di bassa affluenza alle urne.
Andrea Bellavite

giovedì 27 ottobre 2011

Sondaggi fantasma per le primarie goriziane

L'uso partigiano del sondaggio, in cui il Cavalier Banana è maestro insuperabile, ha trovato i suoi piccoli epigoni nei redattori della rivista GoriziaEuropa, bollettino del Pd goriziano. Nel presentare una sintesi del programma del Pd in vista delle primarie e delle successive elezioni di primavera 2012, il giornale la corrobora riportando, appaiati, i risultati di due distinti sondaggi effettuati l'uno da parte del Pd e l'altro dal sito. Bora.La.
Nel primo caso, senza aver mai specificato i parametri utilizzati per la rilevazione, che - sappiamo - ha coinvolto anche cittadini di altri comuni della provincia - viene riportato il solo dato riferito ai partiti, in cui il Forum deve accontentarsi di un magro 4%, ma molto opportunamente ci si dimentica di citare il dato vero oggetto del sondaggio e cioè il gradimento del candidato sindaco. E allora, nel miglior stile berlusconiano il dato si oscura - Minzolini ha fatto scuola tra i giovani dirigenti, e i tanti aspiranti tali, del Pd goriziano - perchè il sondaggio, promosso a settembre dalla casa madre del Pd regionale e provinciale, aveva assegnato al candidato Bellavite un gradimento in netta concorrenza con il candidato Romoli, sostanzialmente una parità al 50%, mentre Giuseppe Cingolani nel confronto con Romoli, il più credibile e propbabile (a parte l'età) candidato del centrodestra, si attestava al 45%! E allora molto meglio far finta di niente e produrrre la sola tabella riguardante le forze politiche.
Nel caso di Bora.La, invece, il sondaggio fatto in casa riguarda le preferenze espresse dai cittadini circa la figura del prossimo sindaco. In questo caso Giuseppe Cingolani raccoglie 133 preferenze pari al 23, 88% dei 557 cittadini che si sono espressi. Ma, udite, udite, al secondo posto si piazza Fabio Gentile, attuale vicesindaco, con il 12,75% e al terzo Rodolfo Ziberna con oltre il 12%, che solo qualche giorno prima la chiusura della consultazione era indicato da non più del 3-4% degli internauti. Insomma, miracoli del web, o - più verosimilmente - delle "truppe cammellate" caldamente invitate ad esprimere la loro opinione. In questa classifica, solo quarto il candidato Bellavite, che invece nel sondaggio del Pd contendeva testa a testa il primato con Romoli. Stante questi risultati mi auguro di tutto cuore che il candidato del centrodestra sia scelto tra Gentile e Ziberna, spettando a Ettore Romoli solo il terzo posto con meno del 10%, ma forse lui non ha chiesto aiuto agli ascari del web.
Insomma, a seconda delle convenienze si cita ora una dato ora un altro e si sommano indifferentemente 4 pere e 3 mele per affermare che il risultato sono 7 peremele, frutto - ovviamente biologico e "green" delle campagne del Pd.
Ala fine, resta un senso di frustrazione e anche - se mi è permesso - di montante nausea: ma non era più "normale", anche per Il Pd, rispettare l'intelligenza degli elettori, i suoi in primis, ed evitare di nascondere i risultati, se non graditi, o di enfatizzare quelli così poco veritieri. Ma evidentemente la scuola del CavalierBanana continua a raccogliere numerosi adepti.
Dario Ledri

No al nome Motor X-Mas

Occorre cambiare nome o boicottare la manifestazione motoristica del prossimo week end. Adesso non si venga fuori col "no se pòl": l'operazione dell'assessore Sergio Cosma non può essere definita che con il termine "inqualificabile". Ben venga una manifestazione sportiva a Gorizia, ma strumentalizzarla al punto da esaltare subdolamente la famigerata Decima Mas significa superare ogni limite di decenza. Si cambi immediatamente il nome o la partecipazione delle autorità all'inaugurazione della manifestazione motoristica non potrà che essere interpretata come un'assurda scelta di parte. Tanto più aggravata dal rifiuto del Sindaco di fronte alla richiesta dell'utilizzo dell'atrio del Comune per allestirvi una mostra dedicata alla battaglia partigiana di Gorizia. Stupisce l'ingenuità di una persona di solito saggia ed equilibrata come il presidente dei giovani imprenditori che ritiene Motor X-Mas, "un nome che vuole identificare una continua sorpresa, un programma in evoluzione per creare curiosità e divertimento per il pubblico". Quel nome è un'offesa inaccettabile per una Gorizia democratica e antifascista.

Solidarietà ai friulani

In riferimento all’ultima “fatica” letteraria di Paolo Villaggio “Mi dichi. Prontuario comico della lingua italiana”, sento dal profondo del cuore il dovere di esprime la mia personale solidarietà ai Friulani della nostra Regione, per le volgari e offensive parole rivolte al popolo friulano e al suo mondo culturale in generale.
E' indegno denigrare il popolo friulano, che ha alle spalle una storia importante, costruita sul sacrificio e sull'impegno quotidiano: una storia della quale deve essere fiero e orgoglioso, come anche della lingua parlata dalla sua gente. Il friulano è una bella lingua, come del resto sono belle tutte le lingue del mondo, un vero e proprio ricco patrimonio culturale. Come è possibile disprezzare la forma attraverso la quale l'essere umano esprime agli altri i propri pensieri, sentimenti, idee?
Consentitemi di esprimere la solidarietà al mondo friulano anche a nome del Kulturni dom (Casa della cultura slovena) di Gorizia e dei numerosi amici dei Friulani della minoranza etnica slovena di Trieste, Gorizia e della provincia di Udine. Un caloroso “mandi” a tutti… ma pure “nasvidenje in hvala”!
Igor Komel – Direttore del Kulturni dom di Gorizia

mercoledì 26 ottobre 2011

Le categorie produttive goriziane: "niente va bén"!

Interessante questa mattina, trascorsa ascoltando alcuni rappresentanti goriziani del commercio, dell'artigianato e dell'agricoltura. Il quadro emerso dalla nutrita serie di incontri non è rassicurante: l'allargamento della zona commerciale presso l'Ikea di Villesse (oltre 80.000 mq!) oltre a provocare grandi ripercussioni sul piccolo commercio sottrae all'agricoltura provinciale molti terreni. La cementificazione va di pari passo con l'investimento sui grandi centri commerciali "colpendo" in questo modo anche il settore produttivo artigianale, già di per se stesso fortemente penalizzato dalla crisi. Inevitabile è stato anche il riferimento alle mai risolte problematiche relative alle accise che incidono meno sull'offerta slovena rispetto a quella italiana, con immediate ed evidenti ripercussioni soprattutto per ciò che concerne le benzine e i tabacchi.
Insomma, contrariamente a quanto dicono molti politici nazionali e nostrani, "niente va ben" e il candidato che uscirà vincitore dalle primarie del centro sinistra goriziano dovrà lavorare molto: sarà indispensabile mettere subito da parte le schermaglie che hanno accompagnato questo delicato periodo, tirarsi su le maniche e affrontare con tutte le categorie cittadine, provinciali e d'oltre confine provvedimenti immediati per invertire la rotta. Per tornare a infondere speranza e desiderio di investire sul futuro della città.

Europa, castello di Gorizia e futuro

Che fare degli ascensori al Castello? Che posizione terrà il candidato vincente dopo le primarie del centro sinistra goriziano?
Sì, certo, ci sono problemi ben più importanti: oggi si decide il prossimo futuro dell'Italia con Berlusconi che presenterà all'Unione Europea una lettera di pii intenti a fronte dell'ormai del tutto evidente impossibilità di impostare una qualsiasi strada politica. L'unico auspicio, come da anni ripetono quasi ossessivamente Bersani e gli altri "oppositori", è che Berlusconi finalmente se ne vada...
E poi ci sono le questioni mondiali che emergono prepotentemente e seminano panico, indecisione, violenza; sì, la violenza di un sistema che mette in ginocchio le economie più fragili, incrementa la fame e la miseria, preclude la speranza ai giovani. Questi ultimi non possono non essere "indignados", chi ha governato (non solo poteri politici, ma soprattutto economici e finanziari) il Pianeta prima di loro lo ha governato male e ora essi si trovano in mano soltanto cumuli di macerie.
E allora, centrano con tutto questo gli ascensori al castello? Sì, perché sono frutto della stessa logica: milioni di euro buttati via per costruire un'infrastruttura della quale non si hanno previsioni di costi di gestione né proiezioni su eventuali benefici; per realizzare un accesso che non servirà a chi fa fatica a camminare perché condurrà su una torre del castello e da lì le barriere architettoniche non ne consentiranno la visita; non valorizzerà l'accesso a Borgo Castello (che avrebbe dovuto secondo le norme giustificare la spesa), che rimarrà molto più facilmente raggiungibile, con minor dispendio di energie e senza spese, dall'attuale percorso da via D'Annunzio.
Il Forum ritiene di fornire un'ampia documentazione facilmente accessibile ai cittadini e di proporre una rapida consultazione popolare, sulla base della quale decidere come procedere; solo così si potrà scegliere la strada migliore per evitare ulteriori inaccettabili sprechi e per riaffidare ai goriziani la collina del castello che a essi, a ciascuno di essi, appartiene.
Le risorse - sempre più minacciate - non possono essere dilapidate nelle cattedrali nel deserto, ma investite per il bene della città e dei giovani: che non chiedono anzitutto cittadelle dei divertimenti, ma soprattutto che sia data loro la possibilità di vivere da queste parti in un prossimo futuro. Altrimenti si indignano, e hanno ragione!

martedì 25 ottobre 2011

Pepe, ecco il pepe...

Voglio cogliere l'invito apparso sul blog del Forum per Gorizia di "condire le primarie con un po' di pepe" o a "rendere meno insipida l'insalata" della offerta politica cittadina, e soprattuto evitare che le pimarie si riducano ad "una castagnata tra quattro amici". Perchè così pare a parte rilevante dell'opinione pubblica cittadina, che non riesce a trovare nella melassa del "volemose bene", proposta dai candidati del centrosinistra, motivi sufficientemente validi per partecipare in prima persona alla scelta del candidato sindaco. E allora intendo dire pubblicamente perchè non sosterrò Giuseppe Cingolani e perchè, invece, darò la mia preferenza ad Andrea Bellavite.
Non sosterrò la candidatura di Cingolani non perchè non lo ritenga un candidato sindaco credibile e con una proposta politica di rilancio della città articolata e innovativa, anche se - occorre dirlo - manca di qualsiasi esperienza amministrativa nell'ambito delle istituzioni e l'ossessivo richiamo nel suo programma alla "green economy", quale magico talismano per l'economia goriziana, mi pare eccessivo, ma perchè il partito che rappresenta, il Pd, che pure ha contribuito a portare a livelli prima impensati in città, non mi pare possa garantirgli un appoggio unanime e convinto nell'eventualità di una sua elezione a sindaco.
Detta con molto realismo, i malpancisti del Pd - che peraltro già si sono fatti sentire in occasione della vicenda Collini ( solo temporaneamente archiviata) - non garantiscono affatto dal ripetersi di situazioni di forte contrasto con il proprio sindaco, che già hanno caratterizzato il mandato di Vittorio Brancati. E questa sarebbe una situazione insostenibile, e per alcuni versi intollerabile, per un partito, il Pd, che sulla carta dovrebbe costituire l'asse portante della nuova maggioranza di centrosinistra. La debolezza, quindi, del candidato Giuseppe Cingolani è, a mio avviso, sostanzialmente tutta politica e non bastano i 122 voti a suo favore dell'assemblea comunale degli iscritti al Pd. Certo, poi ci sarebbe da discutere nel dettaglio del programma, ma credo si andrebbe troppo oltre.
Di contro, la candidatura di Andrea Bellavite non mi pare sconti alcun elemento di intrinseca debolezza politica, una volta confermato che il Forum - fin dall'origine - ha raccolto l'adesione della società civile goriziana in forma plurale e senza distinguo di appartenenza partitica. Certo, anche un Andrea Bellavite sindaco dovrebbe naturalmente fare i conti con una presenza Pd in consiglio comunale di assoluta rilevanza, ma resto assolutamente convinto che gli eventuali malpancisti farebbero, nel caso, di necessità virtù, proprio in forza del fatto che il sindaco non apparterrebbe al loro partito e non ci sarebbe alcun conto interno da regolare. Per quanto invece riguarda il programma di Andrea, mi limito a suggerire all' elettore una visita al sito del Forum.
Dario Ledri

Condire le primarie con un po' di pepe

Al di là delle dichiarazioni ufficiali il centro sinistra goriziano rischia molto nelle prossime "primarie" del 6 novembre, soprattutto per ciò che concerne un'"immagine" già in passato piuttosto sbiadita.
Il percorso di avvicinamento, tormentato da settembre in poi in casa pd e sel, ha suscitato in molti elettori una sensazione di confusione e di disagio: all'interno del partito democratico c'è ancora chi ritiene che il mancato schieramento di Collini abbia impoverito le primarie al punto da mettere in discussione il loro svolgimento ed esito. A parte i più vicini sostenitori, anche molti tra gli addetti ai lavori tendono a seminare una sensazione di sfiducia nei confronti di Cingolani, ma anche degli altri candidati "risucchiati" nel calderone delle polemiche: "programmi fumosi" (ma l'unico punto programmatico proposto da Collini in settembre fu un non meglio precisato "ruolo di capoluogo provinciale"), "candidati con poco appeal", "mancanza di concretezza", "prediche"... sono solo alcune delle parole dette e non dette - come i sorrisini delle Merkel e Sarkozi - quando ci si avvicina a qualcuno e si fa riferimento alle ormai prossime consultazioni "a sei".
Occorre un soprassalto di energia da parte di tutti i candidati e dei loro sostenitori; forse bisogna guardare in faccia la realtà e condire con un po' di vis polemica i prossimi dieci giorni di "campagna". Non si può far finta di non sapere che dietro ai "Comitati pro questo o pro quello", ai complimenti degli amici su facebook e alle strette di mano mediatiche c'è chi vedrebbe volentieri i candidati macinati nel tritacarne politico; si è già fin troppo ribadito che i quattro sono amici, forse è arrivato il momento - anche per i loro gruppi di riferimento - di rendere meno insipida l'insalata sottolineando maggiormente le differenze esistenti, senza le quali non si giustificherebbero le energie investite nella "corsa" delle primarie.
Perché non si riducano a una castagnata autunnale, ma siano un passo decisivo che nessuno possa mettere in discussione dal 7 novembre alle amministrative del prossimo maggio.

lunedì 24 ottobre 2011

Primarie: approfondiamo le proposte...

Lasciamo da parte preoccupazioni e auspici: quali dovranno essere i primi passi concreti del nuovo sindaco di Gorizia? Giustamente in tanti chiedono di misurarsi non con i sogni ma con idee e proposte concrete. Comincio io, con alcune proposte terra terra, per così dire "di partenza":
1. Lavorare con ottimi collaboratori. La scelta degli assessori e dei responsabili delle "partecipate" dovrà essere determinata - di concerto con il consiglio comunale che dovrò svolgere un ruolo di indirizzo e controllo ben più importante da quello mortificante concesso da questa amministrazione uscente - dalle competenze e professionalità, mai dal "manuale Cencelli", mai da prebende promesse nelle campagne elettorali. Con tali professionalità è indispensabile favorire un clima di maggiore collaborazione, efficacia ed efficienza fra dirigenti e dipendenti, conditio sine qua non per una buona amministrazione. Solo così lo "sportello" sempre aperto per i cittadini non sarà un "lamentatoio", ma un luogo in cui proporre, chiedere e ottenere risposte chiare ed esaurienti.
2. Creare da subito relazioni costruttive con tutto il territorio, soprattutto per favorire soluzioni innovative per ciò che concerne il mondo del lavoro, l'assistenza sociale e la realtà giovanile. Perché ciò sia possibile è indispensabile rivedere, rilanciare e guidare la conferenza dei sindaci; riprendere in mano la struttura degli ambiti, valutandone con chiarezza opportunità e criticità; proporre immediatamente alle amministrazioni di Nova Gorica e dei Comuni delle Valli del Vipacco e dell'Isonzo la realizzazione di tavoli sperimentali di concreta collaborazione, iniziando dalla ricerca di soluzioni sostenibili per ciò che concerne l'occupazione, il presente e il futuro dei giovani, il welfare territoriale. E' necessario infine fin da subito ripristinare relazioni simpatetiche e costruttive con l'ente Regione e i Comuni capoluogo di Trieste e Udine, per uscire definitivamente dalle logiche di spartizione e ricominciare a trovare ascolto e pratica considerazione.
3. Generare relazioni "europee", unica strada per ottenere finanziamenti meno miseri di quelli che lo Stato e la Regione potranno permettersi di erogare in futuro. E' necessario dotare il Comune di strumenti adatti ad entrare nelle principali filiere di progettazione, sia nell'ambito della ricerca dei fondi europei finalizzati che in quello dei fondi previsti dal programma Italia/Slovenia: per partecipare ai "bandi" sarà necessario attrezzarsi con personale specializzato, proprio e/o attraverso la collaborazione con le agenzie ad hoc presenti anche a Gorizia. Un ulteriore fondo al quale attingere, soprattutto in vista della valorizzazione culturale, turistica e occupazionale della città, è quello che ruota intorno agli investimenti relativi al 2014, centenario dell'inizio della prima guerra mondiale.
4. Valorizzare il Novecento goriziano. Si tratta di prendere in mano e finanziare il già elaborato progetto per la realizzazione del Museo diffuso sul confine, in sinergia con il Goriski Muzej di Nova Gorica; di acquisire e sistemare le ex casermette di confine per trasformarle in luoghi di memoria; di realizzare con serietà e criteri scientifici l'archivio della memoria, in modo da non disperdere la biblioteca vivente che è custodita nel cuore e nella mente delle persone più anziane della città. Parallelamente - anche in collaborazione con i musei provinciali - si tratta di moltiplicare piccole e grandi iniziative all'interno del Castello e in Borgo Castello, in modo che diventino luoghi di promozione culturale e di relazioni interpersonali.
5. Accogliere e rilanciare con forza le attuali proposte di rinnovata collaborazione fra Azienda Sanitaria e strutture sociali degli Enti Locali (vedi Carta dei servizi dell'ASS2 Isontina appena presentata ufficialmente alla città), rivendicando come capoluogo il posto di capofila nel rilancio di un sistema di cura e di prevenzione che non abbia al suo centro la struttura ospedaliera ma l'assistenza sanitaria territoriale, nell'ottica della valorizzazione della centralità della persona.
Ecco così, giusto per cominciare... per un discorso più completo è meglio andare sul sito www.forumgorizia.it

domenica 23 ottobre 2011

Della modernità di "Er Pelliccia" e altre questioni

Geniale la difesa di "Er Pelliccia", il giovane che "non farebbe male a una mosca" secondo il padre, immortalato nella foto che lo ritrare mentre lancia un estintore contro i carabinieri durante i gravi disordini a Roma: "ho lanciato l'estintore perchè intendevo spegnere l'incendio". Che dire? Se i parlamentari onorevoli italiani di Pdl e Lega hanno avvalorato la tesi che la Ruby "Rubacuori" era la nipote di Mubarak e che il Silvio nazionale ha evitato una crisi internazionale con l'Egitto telefonando in questura a Milano e facendo pressioni per l'affido della minorenne a Nicole Minetti, consigliera regionale del Pdl in Lombardia, e alla sua amica ballerina brasiliana, perchè meravigliarsi se "er Pelliccia" afferma di aver voluto spegnere l'incendio con il lancio dell'estintore? Non ha forse affermato il Cavaliere che pagava Ruby perchè non si prostituisse? E il ministro degli esteri Frattini non ha forse minacciato di citare in giudizio i quotidiani La Repubblica e Il Fatto Quotidiano affermando di non aver mai frequentato Lavitola duante incontri ufficiali, peraltro subito smentito da foto e filmati prodotti dal governo albanese che lo ritraggono in stretta compagnia e vicinanza con il faccendiere editore dell'Avanti? Dunque, perchè mai biasimare "er Pelliccia": se la logica del''assurdo vale per Berlusconi perchè non deve valere per un devastatore?
Questi sono i lasciti velenosi di quasi un ventennio di berlusconismo, lasciti che permarranno nella società italiana anche dopo la decrepita decadenza del Cavaliere e - nel contempo - lasciti che hanno caratterizzato una intera classe politica e livello nazionale e a livello locale. E sarà con questi che poi, alla fine, bisognerà fare i conti e senza applicare sconti sulle responsabilità politiche di una intera classe dirigente che ha portato il Paese intero sull'orlo del baratro. Un solo dato su tutti, il debito italiano dal 2001 al 2011 è passato da 1300 miliardi di euro a oltre 1900 miliardi e Pdl e Lega in questi dieci anni hanno governato per otto anni: altro che "Roma Ladrona", qui siamo al sacco d'Italia!
Venendo poi alle questioni di casa nostra, chi dei cittadini goriziani ha mai udito in questi mesi e anni un sottile distinguo, una imbarazzata presa di distanza, un giudizio critico sulla gestione della politica economica, una preoccupata riflessione sulla sorte di una intera generazione di giovani, e via enumerando, da parte di sindaco, vicesindaco, coordinatore provinciale del PdL (per la Lega, si sa, oltre al dito medio alzato le è difficile manifestare altri giudizi) e altri politici di prima, seconda e terza fascia? Mai, niente di niente. Se non qualche mal di pancia finalizzato all'ottenimento di una mediocre visibilità con la speranza di strappare anche solo uno strapuntino al tavolo che conta. Insomma, a Gorizia piccoli Responsabili e piccoli Scilipoti: rigorosamente in sedicesimo!
A onor del vero, ora qualcosa si muove, i topi annusano l'aria e sentono che la barca del Cavaliere vacilla. E allora scoprono di non potersi più riconoscere "in un progetto in cui pur avevo creduto" e scelgono altri lidi, si defilano, si accalcano attorno alle scialuppe del "soccorso azzurro", si costituiscono in gruppi "autonomi", addirittura alcuni vorrebbero partecipare alle "primarie senza etichette". Ma poichè in politica niente è impossibile, abbiano almeno il buon gusto di chiedere scusa per aver contribuito, per un ventennio, alla "dittatura (democratica) della maggioranza" e, a Gorizia, per aver govenato la città - per 12 anni negli ultimi 17 - nel suo lento declino, quando motivo di viva soddisfazione è stata la decisione governativa di sollevare dall'incarico il prefetto De Lorenzo reo, agli occhi del centrodestra goriziano, di aver intrattenuto amichevoli e non formali rapporti con la vicina Nova Gorica. Alla faccia del Gect, delle recenti asfaltature e del tanto conclamato rilancio del turismo (sempre meno 13% rispetto al 2008)!
Di tutto ciò gli elettori goriziani avranno memoria.
Dario Ledri

Dall'indignazione alla costruzione: nel mondo e a Gorizia

Il Forum per Gorizia condivide l'indignazione di milioni di donne e uomini in tutto il mondo. I suoi sostenitori pensano che essa abbia un senso anche nella nostra città.
E' il motivo per il quale il Forum è nato e c'è, movimento civico che con il sostegno di molti cittadine e cittadini è convinto che ci sia ancora il tempo per invertire la rotta; per questo auspica che non si cada nella logica rassegnata del "tanto peggio tanto meglio". E per questo invita tutti ad andare a votare alle primarie del 6 novembre a Gorizia e a votare per il candidato del Forum, fuori dalle logiche spartitorie che spesso caratterizzano i partiti, dentro i problemi più profondi che la gente vive nel tempo della crisi globale.
L'indignazione è un sentimento che sorge dalla violazione della dignità. Dal momento che in questo momento la persona è calpestata in ogni parte, anche l'indignazione non può che essere globale. Essa si rivolge a qualcosa e a qualcuno: a un sistema che ormai sembra sfuggito al controllo e a chi sta trascinando il pianeta verso un abisso del quale è difficile scorgere il fondo.
E' facile evitare l'interrogativo che le folle della "primavera araba" e delle piazze occidentali pongono ai governi del mondo, basta strumentalizzare una protesta per lo più spontanea infiltrando in essa i semi della violenza e il gioco è fatto: per rimanere soltanto in Italia, l'attenzione è spostata sul lanciatore di estintori e vengono relegati nelle più remote pieghe mediatiche gli interessi nascosti dietro al permanere di Berlusconi al governo del Paese, al rifiuto del dialogo sulla Tav, all'esistenza dei sempre più lager "Centri di identificazione ed espulsione", al mancato taglio delle spese militari a fronte della cura dimagrante su tutto il resto, al poco chiaro intervento in Libia il cui obiettivo principale sembra essere definitivamente svelato dalle macabre immagini di Misurata...
Ci si può indignare anche a Gorizia? Ovviamente sì, se si pensa a quanto (non) è stato fatto per sfruttare i benefici di una situazione geo-politica che per quarant'anni avrebbe potuto favorire uno sviluppo straordinario di tutto il territorio di qua e di là del confine; al degrado in cui versano strade e marciapiedi in periferia ma anche in centro (si pensi a via Nazario Sauro, con il tribunale da mesi transennato e le grandi buche all'altezza di via Barzellini); all'ordinanza anti-accattoni a fronte di un sistematico rinvio alle risorse delle famiglie e del privato sociale della soluzione dei problemi dei soggetti più deboli; agli edifici "pubblici" abbandonati all'incuria nonostante le pacificanti promesse di Romoli ai protagonisti dell'esperienza di Casa Fogar a Pevma; allo sperpero di beni pubblici che ha portato alla devastazione della collina del castello e alla sottrazione per anni di ampi spazi di proprietà comunale gentilmente concessi a privati...
Perché il sentimento che nasce dalla violazione della dignità si trasformi in forza di rinnovamento occorre accettare - nonostante tutto - la sfida della democrazia rappresentativa e portare alla luce le tante sostenibili proposte maturate nei forum mondiali e nei pacifici meeting che si sono tenuti ovunque; occorre in altre parole un soprassalto - convinto anche se pienamente consapevole - di fiducia nella possibilità di rinnovare le istituzioni dal loro interno.
E a Gorizia, occorre andare a votare alle Primarie e votare il candidato del Forum!

sabato 22 ottobre 2011

Comune e diritti civili

L'attività amministrativa di un ente locale sembra rivolgersi soprattutto alla gestione delle risorse finanziarie e alla salvaguardia dei beni pubblici che appartengono tutti i cittadini.
Ha allora un senso parlare di "diritti civili" della persona in questo contesto? Molte amministrazioni comunali hanno iniziato a porsi questo problema, creando significative forme di collaborazione con l'associazionismo e il privato sociale: un esempio è Trieste dove la Giunta presieduta dal sindaco Cosolini ha accettato la proposta di coinvolgimento proveniente dal territorio e sta distinguendosi per capacità di ascolto e iniziativa.
Deposito e custodia dei testamenti biologici, registro delle coppie di fatto, campagne contro l'omofobia e contro ogni forma di razzismo saranno solo alcuni dei temi e delle proposte concrete da esaminare durante l'incontro con Davide Zotti, presidente del Circolo Arcobaleno di Trieste, che si terrà lunedì 24 ottobre e al quale sono invitati tutti i cittadini, naturalmente anche gli altri tre candidati alle "primarie" del 6 novembre.

venerdì 21 ottobre 2011

Un po' di numeri

A Milano quest'anno hanno votato alle "primarie" circa 67.000 persone, alle elezioni del sindaco hanno partecipato 673.000 votanti; per Pisapia si sono espresse alle primarie circa 33.000 persone, al primo turno elettorale 316.000. Insomma, grosso modo alle primarie ha votato circa il 10% degli elettori; curiosamente anche il candidato che ha vinto le primarie ha ottenuto in esse circa poco più del 10% dei voti complessivi ottenuti al primo turno.
A Torino le primarie hanno chiamato al voto circa 53.000 persone, delle quali circa 30.000 hanno votato per Fassino; al primo (e unico) turno elettorale sono andate a votare circa 450.000 persone e oltre 255.000 hanno scelto, subito, il sindaco. Ha dunque votato alle primarie circa l'11,7% dei cittadini, Fassino ha ottenuto alle primarie l'11,7% dei voti ottenuti alle amministrative.
Il dato è davvero curioso: in entrambi i casi la percentuale votanti primarie/elezioni è più o meno uguale a quella dei voti ricevuti dal candidato sindaco alle primarie e alle elezioni.
Ciò non è accaduto nel caso di Trieste dove il dato delle ultime primarie del centro sinistra è stato davvero deludente: 4400 voti contro i circa 20.000 delle primarie precedenti (tenutesi in vista delle elezioni comunali del 2006). In questo caso Cosolini ha ottenuto circa 2500 preferenze a fronte delle oltre 41.000 ottenute al primo turno (vincerà a man bassa al secondo, aiutato anche dalla clamorosa disgregazione del centro destra triestino). I votanti al primo turno furono 185.000; le nostre percentuali ci dicono che alle primarie ha votato appena il 2,3% (contro il "solito" 11% del 2006) e che Cosolini ha ottenuto alle primarie il 6,10% dei voti ottenuti alle elezioni.
Un ultimo dato "nostrano": le ultime "primarie" sono state quelle per la scelta del presidente della Provincia, sempre nel 2006. La competizione a quattro (Gherghetta, Persi, Primosig, Buttignon) portò al voto 6025 persone, il 6,2% dei quasi 96.000 che si presentarono al voto; Gherghetta ottenne 2465 voti, il 5,4% dei 46.297 ottenuti alle elezioni.
Dunque, concludendo: nei casi migliori (Milano, Torino) il livello di partecipazione è di oltre il 10%, nel peggiore (Trieste 2011) si è al 2,3 (ma nel turno precedente si era oltre l'11%). In tutti i casi il candidato vincente alle primarie è risultato vincitore anche alle amministrative.
Se le primarie di Gorizia seguiranno il trend di Milano, Torino e "Trieste 2006" i votanti potrebbero essere intorno al numero di 2100 - 2200 su circa 21.500 elettori; se invece prevarrà il trend di Trieste si arriverebbe a poco più di 600 elettori e il vincitore dovrebbe incrociare le dita e sperare nel "suicidio politico" del centro destra!
Ecco perché si è detto e scritto che "l'asticella è a quota 2000"... I numeri sono numeri, ciascuno poi li può interpretare come vuole.
NB finale: alle primarie citate hanno votato anche immigrati regolarmente residenti e giovani tra i 16 e i 18 anni; non essendo possibile scorporare il dato, occorre tener presente che una parte degli "aventi diritto" al voto alle primarie non risulta tra gli aventi diritto al voto amministrativo.

Le primarie a Gorizia, non dogma ma opportunità

Le primarie non sono un dogma, sono un mezzo e non un fine. Così in un articolato interessante commento al post precedente. E' vero, molti partecipanti all'esperienza del Forum per Gorizia lo hanno sempre sostenuto, anche in tempi lontani.
Allora, perché si è deciso di aderire, dopo un approfondito confronto interno al termine del quale si è votata la partecipazione?
Perché si è ritenuto che l'attuale sistema politico può uscire dalle "secche" soltanto ritrovando un'efficace e costruttiva dialettica fra le forme partecipata e rappresentativa della democrazia. Nel caso specifico di Gorizia si è verificata una singolare convergenza programmatica, espressa dal "manifesto" sottoscritto dai candidati; e si è realizzata anche una situazione particolarmente favorevole dal momento che i quattro "in lizza" sono persone che si conoscono, apprezzano e stimano da lungo tempo. Ovvero si sono realizzare le condizioni necessarie e sufficienti per ricostruire, attorno a chi vincerà le primarie, quell'"unità nella diversità" che il centro sinistra deve perseguire e che ha ottenuto grandi risultati nelle recenti esperienze di Torino, di Milano e - in parte - di Trieste.
Per questo la questione è davvero delicata, perché chi sarà sindaco dal 2012 dovrà affrontare problemi molto difficili e non potrà certo abbindolare l'elettorato con promesse mirabolanti e irrealizzabili; sarà chiamato a coinvolgere le cittadine e i cittadini nell'impresa di ben governare anche in situazione di taglio delle risorse e di sempre più drammatica crisi economica. Per riuscire nel suo obiettivo chi sarà eletto non potrà mai più basare la propria capacità amministrativa sull'appeal (c'è chi non ne può più dei "personaggi" che detengono il Potere confidando nell'"appeal"); dovrà invece umilmente essere "primus inter pares", accogliendo il sostegno organizzativo dei partiti insieme all'entusiasmo ideale dei movimenti di base.
I "40 metri di vantaggio" sono un espediente giornalistico, come pure "l'asticella a quota 2000 voti": ciò che si vuole intendere è che ci si trova in una competizione particolare nella quale solo una massiccia partecipazione alle primarie può scongiurare da una parte il voto "bulgaro" di stampo "partitista", dall'altra la diaspora "movimentista" che ha già penalizzato abbastanza il centro sinistra.
Il candidato che vincerà le primarie sarà sostenuto con lealtà dagli altri, ciascuno di essi offre convinta garanzia del rispetto delle linee programmatiche e dell'impegno costruttivo di unità all'interno della coalizione. Ma ha appunto bisogno di una legittimazione forte da parte degli elettori: per questo ci si impegna affinché le primarie non siano un gioco bensì un molto serio primo passo verso il cambiamento di Gorizia.

giovedì 20 ottobre 2011

Confronto tra i candidati, chiacchierata tra amici

Il primo (e ultimo?) confronto tra i quattro candidati alle elezioni primarie del centro sinistra goriziano viene archiviato senza particolari colpi di scena.
Un dinamico Paolo Del Ponte ha richiamato tutti ai problemi del lavoro, con un inatteso interessante accenno all'"economia del mare" che è stato poi ripreso anche dagli altri interlocutori. Mauro Valentinsig ha individuato in una revisione del concetto di zona franca la possibilità di offrire delle possibili vie di uscita alla crisi di alcuni settori imprenditoriali della città. Giuseppe Cingolani ha illustrato il percorso verso Gorizia capitale della green economy e altri punti salienti del suo programma; Andrea Bellavite ha sottolineato il valore della cultura come fondamento dell'agire politico e la necessità di un "patto per Gorizia" in grado di coinvolgere tutte le categorie della città. Grazie a un'accorta ed esperta conduzione da parte di Roberto Covaz nessuno si è tirato indietro quando è stato interpellato riguardo alla non semplice situazione "politica" del centro sinistra - in particolare internamente al pd - che dovrà essere subito affrontata dal vincitore delle primarie.
Chi sarà? Beh, checché se ne dica il pronostico è piuttosto facile: se la gara fosse quella dei cento metri piani uno dei quattro concorrenti partirebbe dai 40 metri, gli altri tre dovrebbero arrancare per colmare il gap. Fuori di metafora Cingolani "parte" con un pacchetto sicuro di almeno 400 voti, gli altri tre non possono contare che su esigue "rendite di appartenenza" e soprattutto devono sperare in un notevole afflusso di votanti "fuori dai partiti": impresa ardua, non impossibile. Del resto il superamento di "quota 2000" garantirebbe il vincitore da possibili sorprese successive, fatto salvo il patto di lealtà tra le formazioni concorrenti alle primarie.
C'è stato spazio anche per la (marginale) polemica relativa alla distribuzione di volantini da parte del Forum per Gorizia prima dell'inizio dell'incontro: è difficile comprenderne la ragione, dal momento che non risulta alcuna indicazione contraria da parte del Comitato organizzatore; anzi, sarebbe stata auspicabile la distribuzione di tutti i testi programmatici e delle brevi biografie dei quattro candidati, un servizio in più agli elettori e non certo un atto di concorrenza.

martedì 18 ottobre 2011

Let's get away, Romoli!

Mah, 'sta storia degli ascensori è sempre più strana.
Viene chiesta la Valutazione di Impatto Ambientale la cui necessità era stata strenuamente negata dal sindaco e dai tecnici del Comune: d'altra parte è difficile pensare che non sia richiesta la "Via" per un lavoro che - per usare un eufemismo - "trasforma" radicalmente il paesaggio cittadino!
I lavori sono sospesi per ottemperare alle norme di legge e un assessore comunale - eletto a suo tempo in un partito che sembrava particolarmente attento all'ordine e alla disciplina - se la prende addirittura contro coloro che pretendono il rispetto delle norme a tutela dei beni comuni e della legalità.
Infine era stato detto che qualsiasi modifica progettuale avrebbe comportato la perdita dei finanziamenti e perfino la restituzione dei soldi investiti per il rifacimento di piazza Vittoria: e adesso le modifiche diventano all'improvviso possibili, anzi auspicabili, pur di aggirare le ovvie rimostranze di chi è preposto alla tutela del paesaggio e dei beni artistici.
Insomma, gli ascensori al castello stanno sempre più diventando il simbolo di una tramontante amministrazione, ricca di dichiarazioni roboanti e povera di idee...
Insomma, Let's get away, Romoli!

lunedì 17 ottobre 2011

Excusatio non petita...

Forse a nessuno è venuto in mente ciò che Romoli oggi dichiara sui giornali, che cioè possa essere interpretata come una sua trovata pubblicitaria pre-elettorale la "spettacolare" presentazione della panchina Let's GO e dei nuovi (lodevoli) sistemi turistici a tecnologia avanzata.
Il sistema di "visita informatica" attraverso la descrizione dei monumenti tramite digitazione di un numero sul cellulare è geniale e di poco costo: al massimo si potrebbe cercare qualche "pulce" nell'ambito dell'enfasi da "prima volta", l'espediente è già utilizzato da tempo in molte regioni/città in Italia e all'Estero, è un vantaggio e non una iattura non trovarsi tra i primi e poter far tesoro anche dell'esperienza altrui. Tra l'altro l'idea era già inserita nella proposta di valorizzazione del Novecento goriziano avanzata e reiterata ormai da parecchi anni dal periodico goriziano Isonzo Soča...
Non è una trovata elettoralistica, bensì un'azione in pieno stile romoliano, supportata anche dallo zelante assessore alla propaganda Devetag, il quale quando dà i numeri sul turismo goriziano sembra sempre più simile al simpatico portavoce di Saddam Hussein che annunciava il trionfo dei soldati iracheni mentre alle sue spalle transitavano i carri armati americani a cento metri dalla sede della Tv.
Lo stile romoliano è uno stile paternalistico, i "sorestàns" studiano nelle "stanze alte" quale è il bene per la città, poi cercano il modo di realizzarlo e infine danno in pasto ai cittadini in-consapevoli il frutto del loro lavoro; nel caso in cui questi ultimi accettino riconoscendo il buon operato, gli amministratori dichiarano di "aver trasformato Gorizia da paesotto di confine in città europea", nel caso in cui osino esprimere qualche perplessità sono additati come disfattisti sostenitori del "no se pòl"!
Nel caso di Let's GO le classiche 5 W (per restare in terra inglese who? what? when? where? why?) si evincono solo dalla lettura dei giornali dato che della discussione su tutte queste belle cose non c'è stata traccia neppure in Consiglio Comunale dove il sindaco ritiene regolarmente tempo perso il primo punto all'odg dedicato alle sue "comunicazioni" (che non ci sono mai state).
Per "cambiare Gorizia" occorre che tutti si sentano molto più coinvolti nelle decisioni che li riguardano: per esempio l'immagine di piazza Vittoria e del centro cittadino non può dipendere solo dai contatti diplomatici nascosti fra emissari del Comune e commercianti della zona, occorre che tutti siano messi nelle condizioni di conoscere e di far sentire la propria voce sulle decisioni che riguardano il volto della città. Non sono sudditi da governare, neppure figli minorenni, sono cittadini con una propria dignità che deve comunque essere valorizzata e rispettata.
ab

La morte di un giusto

La notizia di questa mattina fa riflettere: padre Fausto Tentorio, missionario nell'isola di Mindanao, è stato ucciso dopo la celebrazione della Messa, non si sa da chi e perché. Quello che si conosce è la statura spirituale e umana di un uomo che a venticinque anni ha lasciato la Lombardia per trascorrerne quasi trentacinque nelle zone più sperdute delle Filippine. Aveva un unico obiettivo, condividere il vangelo con i più poveri della terra, vivendo con loro e come loro, comunicando ad essi la tenerezza del'amicizia, lavorando per servire tutti senza distinzioni di religione o ideologia, alzando la voce contro i soprusi dei proprietari terreni e contro le violenze dei gruppuscoli paramilitari. E' molto probabile che sia stata la sua voce coraggiosa a portarlo all'epilogo, testimone con il sangue di un amore per ogni essere umano in grado di vincere anche la morte. Restano in memoria della sua gente, dell'istituto del PIME al quale apparteneva e di chi lo ha - anche fuggevolmente - conosciuto, la sua gioia di vivere e il suo dolce sorriso.
ab

domenica 16 ottobre 2011

Roma, ovvero la fine di un decennio

Dieci anni dopo Genova, lo stesso copione: i mai identificati black blok a seminare tensione distruggendo incendiando picchiando, le forze dell'ordine che per troppo tempo lasciano fare, i politici di destra che strumentalizzano immediatamente accusando il clima antiberlusconiano, quelli di centro sinistra che si smarcano gridano "vergogna!", le sirene della polizia e delle ambulanze... Per fortuna questa volta non c'è scappato il morto, ma ci sono tanti feriti alcuni dei quali non dimenticheranno mai questa triste serata romana.
Genova era all'inizio del primo decennio degli anni 2000: l'anti G8 aveva portato nel capoluogo ligure il fior fiore del pensiero contrario alla globalizzazione dei mercati in nome di quello che si pensava poter essere "un altro mondo possibile". Quello slogan è rimasto sullo stomaco a molti, tanto che oggi suscita perfino fastidio; dopo la cruenta repressione "mirata" che segnò la fine dell'entusiasmo no-global ci furono tante battaglie perse: la tragedia dell'11 settembre e il conflitto afghano, la guerra in Iraq che insieme alla vita di decine di migliaia di persone "uccise" anche la speranza pacifista, la realizzazione dei cpt e il disinnesco delle proteste contro le leggi anti-immigrazione... E ora la crisi che accomuna l'indignazione di chi "l'aveva detto" con la rabbia di chi è messo in ginocchio.
Roma è alla fine del primo decennio degli anni Duemila, teatro di una protesta che non ha più la guida di Naomi Klein, di Serge Latouche, di Shirin Ebadi o della (quanto compianta) Wangari Maathai; ma soltanto della voglia di gridare la propria delusione nei confronti di un sistema che nessuno crede più di poter riformare. E' una rabbia ulteriormente alimentata dal senso di ridicola impotenza nella quale ci ha trascinato Berlusconi, una rabbia che sarà sempre più difficile contenere o orientare.
Questo è il quadro che incornicia anche la campagna per le primarie goriziane, non una schermaglia a tarallucci e vino, ma una competizione tremendamente seria per decidere chi sarà il sindaco della Gorizia dei prossimi difficilissimi anni.

sabato 15 ottobre 2011

Il giorno dell'indignazione

Milioni di persone in tutto il mondo oggi hanno espresso la loro indignazione. Gran parte di esse sono giovani e dichiarano di non starci bene in una crisi planetaria della quale non sono responsabili e che non offre loro molte prospettive di futuro. In alcuni casi, come a Roma, purtroppo la protesta è stata vanificata dal "metodo Genova" con l'intervento dei "soliti" black blok a seminare insensata violenza e a rubare la scena a un grande corteo tanto serio e pacifico da strappare un plauso perfino al sindaco di Roma Alemanno. Certo che la compagnia parlamentare pdl/lega ha ben poco da rimproverare ai manifestanti dopo l'ultima tre-giorni governativa: che altro resta da fare se non indignarsi di fronte alla permanenza di Berlusconi a palazzo Chigi nonostante la contrarietà dell'intero Paese (esclusi gli ormai pochi pretoriani superstiti)? A lui probabilmente non interessa nulla di ciò che sta accadendo, non ha ancora dichiarato niente, neppure la solidarietà con chi sta cercando di mantenere l'ordine espressa in queste ore da tutte le forze politiche e sociali della Capitale. L'in-coscienza del premier al tramonto è benzina sul fuoco della rabbia e del senso di impotenza crescenti in Italia e ovunque. Solo un consapevole passo indietro potrebbe ripristinare un clima di confronto democratico e suscitare la speranza che l'indignazione di oggi possa trasformarsi in concreta proposta politica domani. Ma quelli che stiamo vivendo non sembrano tempi di facile ottimismo...

Romania e le immagini che non dimenticherò

Da Giovanni Civran una testimonianza coinvolgente, per non dimenticare...
Affido a questo spazio virtuale un’immagine che ho serbato a lungo; 12 anni e mezzo, ad essere precisi. Un ricordo mai sopito del tutto e risvegliato in modo improvviso da una notizia apparsa oggi su ANSA e che – in calce al mio sfogo – riporto integralmente. Scelgo di scrivere le parole che seguono perché sgomento: da anni ho voluto credere che si trattasse di problemi ormai risolti nell’area della “ex cortina”, anche nella steppa più lontana.
Floresti è una municipalità appena fuori la grande Ploijesti, capoluogo del Prahova, iudetul della Romania centrale, luogo di incontro tra la pianura Valacca e la Pedemontana transilvanica.
A Floresti sorge, o meglio, rimane qualcosa di un vecchio sanatorio. Vi andavamo tra il 2000 e il 2001 con Suor Marisa a vedere come stavano alcuni bambini segnalati dalla Direzione per la Protezione dei Bambini. Casi gravi, più gravi di altri. Sottoprodotti della disumanità cui era demandato alle “Suore straniere” il compito di farsene carico solo quando ormai sopraggiungeva l’ultima settimana di vita. Allora si doveva essere tempestivi: arrivare e portare via la creatura non appena fosse giunto il permesso da parte della burocrazia romena. Se vi erano speranze di salvarne qualcuno dipendeva dalla velocità con cui si interveniva. Correre a Floresti, consegnare le carte, prendere il corpicino ancora vivo. Portarlo nella casa famiglia di Cimpina sperando di salvarlo, trasformandolo in un bambino. Quello che c’era tutto intorno, dietro ai cancelli verdi scrostati e arrugginiti del sanatorio infantile di Floresti è molto vicino a quello che riportano oggi, dalla Russia.
Ed è passato evidentemente solo il tempo, nulla più.
“Russia: orfanotrofio-lager, 27 morti per denutrizione. 15 ottobre, 12:25
MOSCA - Un orfanotrofio-lager, con una trentina di bambini morti in gran parte per denutrizione o soffocamento da cibo: l'istituto degli orrori è stato scoperto a Miski, nella regione siberiana di Kemerovo, dove sono ricoverati 400 bambini con malattie congenite che impediscono loro di muoversi e/o di mangiare. Negli ultimi due anni e mezzo ci sono stati 27 morti e sono spariti 670 mila rubli (16 mila euro) versati dallo Stato per l' assistenza ai piccoli una volta maggiorenni.
Ora la procura locale ha aperto un'inchiesta e il direttore dell'istituto, indagato per negligenza colposa e abuso d'ufficio, si è dimesso. Tutto è partito dalla morte per denutrizione di un bambino di 11 anni, che pesava solo 10 kg. "Abbiamo visto bambini in tali condizioni solo nei documentari sui campi di concentramento nazista", ha commentato indignato il procuratore Oleg Zaratovski, come riferisce il tabloid Komsomolskaia Pravda. Su 27 decessi, come accertato dalle autopsie, 11 sono stati causati da soffocamento da cibo: le infermiere, infatti, alimentavano per via orale anche i piccoli che dovevano essere nutriti solo con la flebo.”

Dagli al ciclista!


Purtroppo uno dei cronisti di questo blog è stato profetico, come dimostra questa immagine scattata oggi pomeriggio: il nuovo ingresso della città dalla rotonda di sant'Andrea è pericoloso, soprattutto per i ciclisti e per i pedoni, anche se in questo caso i danni sembrano essere risultati contenuti. Bisognerà ripensare seriamente l'impostazione di tutte le ciclabili e alcune delle nuove rotatorie cittadine, in particolare la segnaletica orizzontale e quella verticale.

Primarie, l'asticella è a quota 2000

Prima ancora di quella relativa a chi le vincerà, la vera questione delle primarie goriziane è che tante persone vadano a votare. Il superamento di "quota 2000" - cifra limite per parlare di "successo" - conviene proprio a tutti i candidati: ovviamente a quello del Forum, movimento civico molto radicato nel territorio e quindi maggiormente interessato a un voto svincolato dalle "tessere" di partito; ma anche a quello del pd, la cui sorte sarà in qualsiasi caso decisa più dal numero dei votanti che dal risultato della consultazione; e naturalmente a quelli di sel e idv, anch'essi necessariamente preoccupati di trovare consensi fuori dal novero degli iscritti.
Chi ha già vinto in anticipo le primarie è il progetto della coalizione di centro-sinistra che si è riunita quattro anni fa intorno al Forum per Gorizia; tutti i quattro candidati provengono infatti da aree politiche che ne facevano parte: ovviamente Bellavite che era il candidato sindaco, Del Ponte candidato allora con il pdci sotto il simbolo del Forum, Valentinsig dell'Idv partito allora ufficialmente schierato in Progetto Gorizia e infine Cingolani che con quell'esperienza ha compiuto in primi passi nella vita politico amministrativa. Se si aggiunge la Federazione della Sinistra (allora Rc), si può comprendere come l'attuale coalizione pro primarie - erede di un risultato politicamente inequivocabile nel 2007 - sia ancora più forte grazie alla convinta partecipazione della Slovenska Skupnost, in quei tempi schierata nella formazione dell'Ulivo.
Altro che lotta fratricida! Qui si tratta di una gioiosa macchina di pace che vuole scegliere serenamente il miglior guidatore.
L'importante dunque è superare quota 2000!

venerdì 14 ottobre 2011

Forza Napolitano!

Come da copione, per il momento Berlusconi è salvo. Quello che fu il Parlamento con la maggioranza più ampia della storia del Paese ora "salva" il Governo con un voto in più del minimo indispensabile. Ma lo salva, spegnendo le speranze degli italiani, anche dei milioni che hanno votato Berlusconi e che ora non ne possono più.
Adesso, ormai a pochi metri da una fine ignominiosa, il capo tenterà il tutto per tutto e cercherà di affondare la nave con tutti gli italiani sopra, dopo essersi garantito il personale salvacondotto delle leggi bavaglio, delle "riforme" della giustizia e delle altre norme ad personam. Ammesso che ne avesse prima, non ha più alcun altro motivo di stare a galla che non sia la salvaguardia dei suoi squallidi interessi: e cosa può importargli della situazione economica disastrosa, dell'indignazione crescente e sempre meno controllabile del popolo, in particolare dei giovani, dell'occupazione, delle gaffe, delle brutte figure internazionali?
Non resta che sperare in qualche prodigio del Presidente della Repubblica, prima che la situazione precipiti.
Ma perché le persone che si ritengono oneste nel pdl non lo scaricano, invece di dire corbellerie come quelle attribuite oggi sul Piccolo a Gaetano Valenti? L'eterno ras del pdl goriziano con un assurdo paragone dice che "le malefatte di uno nel partito sono come quelle di un sacerdote che sbaglia e non per questo coinvolge in un giudizio negativo tutta la Chiesa", come se Berlusconi fosse "uno qualsiasi", ma il Capo assoluto, il Fondatore...
Perché anche da noi i consiglieri comunali non fuggono via da pdl e lega, rossi dalla vergogna? Come restare ancora in questa così poco onorevole trincea, cari Noselli, Donati, Roldo, Zotti, Alberti? E Romoli, con tutta la sua esperienza, come non smarcarsi clamorosamente dai "sorestans"? Nel momento che il Piccolo non ne cita neppure la classifica tra i sindaci "censiti" dall'ultimo sondaggio nazionale: soprassalto di pietas o totale insignificanza?

Gli ultimi manicomi

Tra gli altri, due articoli del Piccolo oggi sono davvero molto interessanti: uno è quello in cronaca cittadina che dimostra dall'alto l'"abbraccio" fra la nuova e la vecchia Gorizia. L'altro, sul quale val la pena soffermarsi, tratta un tema drammatico, raramente portato sotto i riflettori mediatici.
Pier Aldo Rovatti, una delle più brillanti "teste" della nostra Regione, propone in prima pagina una riflessione sui famigerati "opg": sono gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, gli ultimi "manicomi" tuttora esistenti in Italia a oltre trent'anni dalla legge 180. Ce ne sono sei, dispersi per l'Italia e ospitano migliaia di detenuti riconosciuti portatori di problemi psichici; sono costretti a vivere nella solitudine, lontano centinaia di chilometri dai propri ambienti ordinari di vita, spesso imbottiti di psicofarmaci e condannati a volte a un vero e proprio ergastolo. Qualcuno penserà subito ai serial killer o a simili casistiche: anche per essi dovrebbe essere in primo piano la preoccupazione della cura riabilitativa in ambienti consoni. Tuttavia il numero più consistente di detenuti è quello di chi ha commesso piccoli reati - furtarelli, piccolo spaccio... - ed è stato definito "socialmente pericoloso": resterà in manicomio criminale non solo fino a quando avrà scontato la piccola pena prevista, ma fino alla "guarigione" che purtroppo spesso si rivelerà essere quella "eterna".
Alternative? Ce ne possono essere molte, una stava per essere realizzata proprio nel territorio goriziano, un progetto pilota tra ente pubblico e privato sociale che avrebbe consentito di "liberare" gli involontari ospiti isontini degli opg italiani. Un progetto che avrebbe consentito di valorizzare la dignità della persona, ma anche di creare interessanti opportunità occupazionali: non è andato in porto, se ne potrebbe riparlare nel prossimo futuro, affrontando più in generale i temi della detenzione coatta. Anche per risolvere una volta per tutte la scandalosa situazione in cui versa la casa circondariale di via Barzellini.

giovedì 13 ottobre 2011

Insomma, adesso basta!

Berlusconi dichiara ad una Camera dei Deputati disertata dalle opposizioni che continuerà il suo percorso governativo, certo di ottenere domani la fiducia dalla sua maggioranza.
Si è ormai alla farsa totale: l'Italia è diventata da mesi lo zimbello dell'Europa e del Mondo, le figure di m. non si contano più (basta una breve rassegna di esempi su you tube per sprofondare...), soprattutto la crisi incalza e richiede governi forti nella stabilità e nella credibilità.
E Berlusconi è deciso a tirare ancora avanti questa squallida agonia, c'è ancora chi è convinto (nel senso che è stato convinto da prebende e da promesse di "nobili" posti al sole nei prossimi "listini") di votare per lui. Che schifo! E pensare che tutta questa gente tra breve si troverà "dall'altra parte", a denigrare il satrapo che se non cadrà domani cadrà tra una settimana o tra un mese: e dopo la sua fine, tutti a rifarsi una verginità al centro o anche a sinistra per garantirsi il prossimo giro sugli autoscontri... Dopo aver mandato in rovina l'Italia.
Ma Napolitano, a questo punto, si sa che per mandato costituzionale non potrebbe fare, ma forse potrebbe dire qualcosa di più?

Porta d'Italia, porte di Gorizia




La porta d'Italia fa molto discutere, come è naturale: c'è chi gradisce, chi non apprezza, chi ironizza... E' un elemento nuovo che si inserisce nel paesaggio goriziano, e questo è già di per sé un dato positivo. Forse sarebbe stato più significativo costruire qualcosa proprio sull'antico confine, magari con i colori dei due Stati e realizzare una "porta in Europa". Ma non è il caso di sottilizzare troppo, un'opera d'arte è sempre un'opera d'arte e diventa proprietà di ogni "visitatore" che ha il diritto di aggiungere a essa il proprio parere.
Meno entusiasmante - almeno per ora - la "porta di Gorizia" ovvero la galleria Bombi: l'immagine con i rifiuti si riferisce al famoso parcheggio di via Giustiniani, da cinque e più anni "provvisoriamente non a pagamento", l'altra allo stato di degrado del corridoio ciclopedonabile nel tunnel. E' vero che se ogni cittadino non gettasse per terra pacchetti di sigarette, cartacce, perfino indumenti intimi... la città sarebbe ben più pulita; tuttavia, in attesa della fine del restauro - prevista, come per altre opere, nell'imminenza delle prossime elezioni comunali - una buona pulizia sarebbe proprio necessaria.
Anche perché sempre più cittadini lamentano la proliferazione dei topi e delle pantegane - "lunghe come il mio braccio", affermava proprio ieri un esercente del centro. E su questo punto, come insegnava Camus nella "Peste", c'è poco da scherzare!

mercoledì 12 ottobre 2011

Alla fine, "solo" quattro!

Dunque, Collini non è candidato alle primarie del centro sinistra. Cosa è accaduto e dove si sono commessi degli errori?
Anzitutto alla fine di agosto il direttore Rai regionale si è offerto dalla pagina di un giornale al centro sinistra come candidato sindaco forte, affermando di avere sostenitori nel pd regionale e locale nonché nei mondi goriziani del sociale e della solidarietà.
Da quel momento è mancato qualsiasi coinvolgimento con le componenti del centro sinistra non pd o slovenska skupnost: la positività dei recenti incontri proposti dal candidato Forum e realizzati negli ultimi giorni dimostra che se lo avesse accettato prima, un colloquio ci sarebbe stato e anche senz'altro fruttuoso. Anche perché l'istanza di ascolto della cosiddetta società civile è in cima alla graduatoria delle priorità del Forum, ma anche di tutte le forse "coalizzate".
In secondo luogo non è mai stato chiaro da chi Collini sarebbe stato sollecitato a intervenire direttamente: da Brussa e Brandolin si è capito, perché l'hanno detto loro, ma non si può certo dire che essi siano rappresentanti del pd goriziano! E gli altri chi sono? Se uno vuole fare il sindaco di una città con nuovi approcci alla politica deve essere per lo meno trasparente nell'indicare i suoi sostenitori!
In terzo luogo Collini è stato proposto sempre come un "valore aggiunto" rappresentante della società civile, modalità di approccio non troppo simpatica nei confronti di chi si presenta a una primaria con lo stesso obiettivo di rappresentare la società civile e di essere un "valore aggiunto": se uno non pensasse questo perché mai si dovrebbe presentare a un'elezione, primaria o non primaria che sia? Le consultazioni di novembre - con tutti i loro pregi e i loro limiti - sono proprio indette perché gli elettori possano decidere chi è il "valore aggiunto" da schierare come candidato sindaco di una parte del centro sinistra; e la "società civile" - ben venga una moltitudine di non iscritti ai partiti - è invitata a votare scegliendo colui dal quale si sente maggiormente rappresentata.
Collini - lo si afferma con profondo rispetto nei confronti di un potenziale candidato che avrebbe portato ancor più interesse alla "competizione" - avrebbe potuto seguire due possibili strade: contattare uno a uno i rappresentanti dei partiti e movimenti civici del centro sinistra (compresi quelli che non si sono schierati in questa circostanza) e verificare la possibilità di una convergenza di tutti sul suo nome; oppure - non decidendo di seguire la strada dei colloqui bilaterali - inserirsi (con la scelta da parte di un partito o con le 50 firme dalla società civile) nel percorso verso le primarie seguendo le regole individuate e scritte dopo sei mesi di incontri tra i rappresentanti della coalizione.
Non ha seguito né una strada né l'altra e la sua presenza è sfumata. Ahimé...

Centro destra al capolinea

Sta per finire il "ventennio". Mentre la barca (governo) sta colando a picco e il comandante (Berlusconi) sembra volerla far affondare con tutti i passeggeri (cioè gli italiani) a bordo, c'è ancora chi lo riesce incredibilmente a difendere.
Mentre perfino il Romoli tentenna e non si sbilancia, il Valenti, nell'intervista pubblicata oggi sul Piccolo di Gorizia, si dimostra se non altro coerente: rimane fedele fino in fondo a un partito al quale ha dedicato la sua vita politica, crede ancora che con Alfano possa verificarsi una transizione da una gestione verticistica (lo dice lui!) a una più compartecipata, non dimostra alcun imbarazzo nei confronti del Berlusca e dell'incredibile situazione politica provocata dal tramontante e con ogni probabilità entro la prossima settimana tramontato premier. Sono ormai quindici su venti gli anni in cui la città è amministrata da questi cuginetti di Berlusconi che difficilmente sopravvivranno politicamente alla fine dell'indifendibile satrapo...
Certo lasciano perplessi anche i "giovani" ribelli, Sartori e Silli: stando all'immagine iniziale è un po' troppo tardi per gettarsi giù dalla nave senza ferirsi, i tanto "imbarazzanti" bunga bunga sono noti anche ai più ingenui pidiellini da almeno un anno e il presenzialismo di Valenti - "l'uomo del monte" - nel Consiglio Comunale di Gorizia è diventato da quasi cinque anni un tormentone; Sartori avrebbe dovuto "mollare" molto prima, forse nemmeno accettare l'incarico di "vice" coordinatore in Consiglio Comunale, Silli è stato eletto consigliere provinciale neanche cinque mesi fa dietro al logo "Pdl per Berlusconi". Se gli elettori li hanno eletti - e Silli, a detta di Valenti, in un collegio pdl blindato - dovrebbero rispondere a chi li ha votati e non ai capi/capetti partito con i quali fino a ieri andavano a braccetto in giro per il Corso - figurativamente, si intende... Dimettendosi dai loro incarichi amministrativi ("Scusateci tanto, ci siamo sbagliati!") darebbero credibilità alla loro azione, perderebbero qualche gettone di presenza nei rispettivi Consigli, ma acquisterebbero considerazione da parte dei cittadini che si riconoscono nella loro area politica.
ab

martedì 11 ottobre 2011

Primavera o autunno?

Stragi in Egitto, guerra dimenticata in Libia nonostante la permanente misteriosa presenza delle forze armate Nato, violenze governative in Siria e Yemen, terrorismo ormai endemico (anche se non se ne parla più) in Iraq e in Afghanistan, violazione dei diritti umani ovunque... Questa sarebbe una "primavera"?
La cura Obama sembra purtroppo non sortire grandi effetti, anche perché la crisi economica costringe il Presidente americano a cercare consensi interni mostrando un braccio di ferro finora tenuto abbastanza nascosto. La sua stella sembra in effetti un po' offuscata dai ripetuti insuccessi e il "bonus" concesso preventivamente dai movimenti internazionali per la pace - anche con un forse troppo affrettato premio Nobel - sembra quasi esaurito.
Occorre comprendere chi sta dietro alle rivolte che insanguinano l'Egitto e chi soffia ancora una volta sulle braci ancora ardenti dei conflitti religiosi provocando così la morte di centinaia di innocenti; la strada intrapresa da Obama all'inizio del suo mandato era molto promettente, il successo straordinario delle prime mosse di politica internazionale è certamente alla base del vento di democrazia che ha soffiato forte sugli Stati nordafricani e mediorientali. Il rischio di ritorno alle scorciatoie militari (vedi Libia, ma anche gli interventi "chirurgici" guidati dalla Cia in Yemen e altrove) può accelerare un processo inverso a quello degli anni scorsi e trasformare la primavera in un triste autunno. All'improvviso, senza mezze stagioni...

lunedì 10 ottobre 2011

Il punto sul centro sinistra goriziano

Allora, riassumendo all'inizio della settimana decisiva per le candidature alle "primarie" del centro sinistra goriziano...
Sembra che alla fine i nomi sulla scheda elettorale saranno soltanto quattro, a meno di ormai improbabili sorprese dell'ultimo minuto.
I quotidiani danno in pole position Giuseppe Cingolani, designato dall'assemblea degli iscritti pd con un voto "bulgaro" al quale non hanno però partecipato molti "dissidenti" oltre ai fisiologici astensionisti. Alle preferenze provenienti dal partito si aggiunge il "pacchetto" della Slovenska Skupnost che ha incoronato - in questo caso sembra senza sostanziali dissensi - il segretario cittadino del pd come proprio candidato. In effetti la posizione di Cingolani sembrerebbe - in politica il condizionale è sempre d'obbligo - blindata, anche grazie a una considerazione da parte della stampa locale molto meno "pressante" rispetto alle scorse settimane...
Gli altri tre candidati attendono l'inizio della campagna elettorale per proporre gli specifici programmi nell'ambito del "manifesto" da tutti sottoscritto: senza banchetti esterni hanno raccolto celermente le cinquanta firme, hanno "rallentato" l'impazienza di chi avrebbe voluto già scrivere ai giornali le proprie preferenze, hanno tenuto un profilo basso per ciò che concerne interviste e comunicati stampa... Si preparano serenamente alla rispettiva "mission impossible", alla ricerca di un consenso da cercare fuori dagli ambienti partitici: se idv (con Valentinsig) e sel (con Del Ponte) perseguono anche il fine di una maggior conoscenza e di un più efficace radicamento sul territorio, il forum (con Bellavite) e la federazione della sinistra hanno piena consapevolezza di poter raggiungere l'obiettivo solo convincendo le persone ad andare a votare sovvertendo dalla base il pronostico che presenta come vincente chi è sostenuto dall'apparato logistico del partito di maggioranza relativa in città.
Naturalmente tutto è possibile, compresa la variabile della discesa in campo in extremis di Collini oppure del convergere dei suoi (certamente molti) sostenitori e dei "dissidenti pd" su uno dei candidati alternativi. Una cosa è certa: durante il valzer delle candidature non è mai emerso il nome di una donna... Peccato!

domenica 9 ottobre 2011

Per riflettere sulla sanità...

Martedì scorso all’auditorium di via Roma la ASS2 Isontina ha presentato la propria carta dei servizi 2011. Quasi tutti i presenti erano appartenenti all’azienda, mentre erano pressoché assenti molti dei destinatari del documento, ovvero i cittadini e tra essi i sindaci della provincia. Un segnale questo che conferma la cronica mancanza di consapevolezza di alcuni primi cittadini isontini che in tema di sanità continuano a non essere protagonisti attivi della tutela della salute delle loro comunità.
D’altra parte anche le parole del direttore generale dell’ASS2 hanno suscitato qualche perplessità; aldilà di uno scontato richiamo alla centralità della persona (la sanità, e quella pubblica in particolare, quale altra priorità dovrebbe avere?) poco o nulla è stato detto riguardo alle criticità della situazione dell’azienda, al procedere della logica dell’area vasta, alla innegabile condizione di disagio dei malati e del personale. Non sono stati presentati piani di sviluppo per il futuro capaci di risollevare una situazione di grave crisi gestionale e motivazionale. E l’assenza del preannunciato presidente Tondo è risultata in sintonia con tali silenzi.
Si è invece sottolineata ripetutamente una collaborazione con le associazioni di volontariato nella stesura del documento che è cosa però ben diversa da un vera partnership progettuale ed operativa. D’altra parte è stato apprezzata l'insistenza su un nuovo rapporto con il territorio, da ben più di un decennio un vero tallone d’Achille per l’azienda. A tal proposito non si è potuta non notare l’assenza di responsabili dell’ambito basso isontino, mentre per l’alto isontino l’assessore Romano, insieme al presidente della provincia Gherghetta, ha lasciato intendere che tutto va splendidamente…
Per quanto riguarda la carta dei servizi, strumento che in altre amministrazioni è considerato elemento dovuto e ordinario, va segnalata la presenza di significative omissioni. Dalle pagine patinate in duplice copia (italiano/sloveno) si evince che nell’Ass2 non vi sono punti nascita e neppure l’hospice. Per entrambi questi servizi nemmeno una riga, forse si è preferito farli scomparire, almeno sulla carta.
La pubblicazione descrive poi una situazione di scelte che suscita qualche interrogativo. Ad esempio lo spostamento della pneumologia dal settore ospedaliero a quello territoriale garantirà gli stessi servizi? Sarà possibile effettuare – per fare un esempio concreto – una broncoscopia, con la necessaria assistenza di un anestesista o si verrà prenotati dalla struttura territoriale ma inviati, per effettuare l’intervento, a Trieste?
Il documento non sembra tenere inoltre conto di un orizzonte di mutamenti significativi (in peggio) per i cittadini quali, ad esempio la chiusura del servizio vaccinazioni a Gradisca e Cormons.
Tutta la cerimonia ha dato l’impressione di una certa autoreferenzialità, sorvolando su una crisi evidente della sanità goriziana e su una necessaria riflessione intorno a dove essa stia andando. Forse è prioritario pensare a un nuovo modello di sanità che si lasci alle spalle obiettivi lontani dalle esigenze della popolazione, che chiarifichi il rapporto tra istituzione pubblica e privato sociale, che identifichi chiaramente compiti e condotta di chi appartiene alle istituzioni pubbliche e di chi appartiene a altri settori, che si sviluppi in base alle esigenze della comunità civile. In fondo – ne sono convinto – lo stesso Basaglia sarebbe contento più che di essere celebrato, di veder rinnovarsi una riflessione che metta in discussione profondamente l’istituzione sanitaria per renderla più umana oltre ed efficace.
Bernardo De Santis

sabato 8 ottobre 2011

Momenti di incertezza...

"Collini, telefono spento", così titola con grande e evidenza "Il Piccolo" di ieri. E in apertura dell'articolo: "Il telefono di Roberto Collini ieri è rimasto spento per tutto il giorno...Oggi dovrebbe incontrare qualcuno ma nessuno sa o vuole dire chi sia quel qualcuno". Insomma. Oramai da quasi un mese un fantasma si aggira per Gorizia. E' quello del direttore Rai regionale Robero Collini, che ha (aveva?) deciso di dare la sua "disponibilita a candidarsi a sindaco per il centrosinistra" senza che però nessuno rappresentante del centrosinistra goriziano glielo avesse chiesto. E lui, in questo mese, ligio al motto "obbedir tacendo", non ha fatto alcun nome circa i suoi sostenitori goriziani (cittadini, partiti, associazioni, raggruppamenti della società civile), niente di niente, se non la sua dichiarata disponibilità a mettersi - questa volta - in corsa per la carica di sindaco. Nè ha espresso pubblicamente alcuna idea circa il programma, se non la fin troppo ovvia considerazione che "Gorizia deve essere amministrata come una città capoluogo di Provincia" (sic). Nè tantomeno ha ipotizzato un arco più o meno vario di alleanze. Insomma, delle vere intenzioni di Roberto Collini nessuno sa niente, se è vero - come è vero - che nell'occhiello sotto il titolo del Piccolo si legge "l'interessato resta sulle sue posizioni << Oggi non cisono più le condizioni>>" e nel corpo dell'articolo la lapidaria dichiarazione di Collini: " Primarie? Oggi come oggi non ci sono più i presupposti". Beh, il signor Collini, o il suo fantasma, si metta almeno d'accordo con se stesso onde evitare che magari non sia costretto a scendere in campo - anche lui - "a sua insaputa". Come qualcuno sta cercando di fargli fare!
Dario Ledri

venerdì 7 ottobre 2011

Grandi donne

Il Nobel della pace è stato assegnato oggi a Oslo a tre donne: la presidente della Liberia Ellen Johnsonn Sirleaf, la connazionale Leymah Gbowee che lanciò una mobilitazione femminile contro la guerra civile, e l'attivista yemenita per la democrazia Tawakkul Karman.
Sono nomi di donne coraggiose che hanno rischiato e rischiano ogni giorno la vita per la causa della pace e dell'autentica democrazia: un messaggio di speranza dal cosiddetto sud del mondo a un "occidente" sempre più svigorito e maschilista.
Volti e parole ben diverse da quelle insopportabili che ci tocca ascoltare ogni giorno in Italia!

E se Collini avesse sbagliato porta?

Ma perché a questo punto Collini e coloro lo sostengono non riversano la loro preferenza sul candidato e sui progetti per la città del Forum per Gorizia?
Oggi il Piccolo smentisce il Messaggero Veneto di ieri e afferma che il direttore della Rai regionale non si presenterà alle primarie. La motivazione è virgolettata, l'interessato sostiene in sostanza di essere stato invitato a candidarsi come sindaco in quanto possibile trait d'union fra i mondi della solidarietà e dell'associazionismo con quelli della politica rappresentativa; gli sponsor politici sarebbero stati Brussa e Brandolin, quelli della cosiddetta società civile tanti goriziani, ma non quelli del pd locale che evidentemente rientrerebbero nella categoria di coloro che "perseguono altri, ancorché legittimi, interessi".
Forse Roberto Collini ha sbagliato porta rimanendo di fatto intrappolato nel dialogo fra sordi all'interno del pd, dove ciascuno accusa l'altro di "non essersi fatto sentire prima" e di "essere calato dall'alto": Cingolani in forza dell'ampia riflessione tematica svolta negli ultimi anni, del "mandato" conferito da 122 iscritti nell'ultima recente assemblea e del notevole ruolo di "regista" nella costruzione della coalizione del centro sinistra; Collini a partire dalla notevole esperienza professionale, dalla conoscenza dei meccanismi amministrativi regionali e dal radicamento in alcuni ambienti importanti "di base" della vita cittadina.
Forse avrebbe dovuto confrontarsi prima con gli esponenti del Forum per Gorizia, che da ormai molti anni portano avanti le istanze da lui richiamate, cioè l'ascolto della voce del territorio e la necessità di trasformare le esigenze in proposta progettuale e programmatica da attuare in un'amministrazione comunale. Forse, ma in realtà non è mai troppo tardi e in questa fase del percorso politico verso le elezioni di primavera l'apporto e il consiglio di una persona come Roberto Collini potrebbero offrire al Forum e al suo candidato quel "valore aggiunto" di cui si è molto parlato in questa fase di avvicinamento alle "primarie".
Perché non farci un pensierino?

giovedì 6 ottobre 2011

E cinque...

Stando a quanto scrive oggi il Messaggero Veneto ce l'abbiamo fatta: Gorizia ha superato Milano e Roberto Collini sarà il quinto candidato alle primarie del centro sinistra a Gorizia!
La consultazione del 6 novembre avrebbe dovuto essere il punto di arrivo di un percorso unitario al termine del quale il centro sinistra avrebbe manifestato alla città i propri programmi e avrebbe scelto il candidato sindaco ritenuto più adatto a guidarne la realizzazione. "Avrebbe" appunto, perché in realtà così non è stato, e non per rivalità tra le sei componenti della coalizione promotrice bensì a causa dei contrasti interni al partito democratico e a sinistra ecologia libertà.
Nel primo caso si è gestita in modo poco trasparente la "lotta" per la designazione del candidato alle primarie e si è pervenuti a un esito che scontenta tutti: il segretario cittadino è stato eletto da un'assemblea e da una votazione disertata da una consistente parte di iscritti pd, che esprimono in ogni occasione il loro dissenso e l'intenzione di non sostenere l'"eletto". Il candidato "extra pd" Collini - che afferma in sostanza di essere stato invitato a presentarsi anche da componenti importanti dello stesso partito - incassa molta simpatia a livello di quadri pd nazionali, regionali, a quanto tutto lascia intendere anche locali. In caso di "vittoria" dell'uno o dell'altro il partito ne uscirà comunque dilaniato: se passerà Collini, in vista del primo turno elettorale il pd avrà tutto l'interesse a coinvolgerlo come proprio candidato; ciò comporterà di fatto la fine del progetto politico incarnato da Cingolani, ma l'assemblea cittadina degli iscritti che hanno votato il segretario difficilmente sosterrà con grande entusiasmo il rappresentante "fatto proprio" dal dissenso. Se invece le primarie andranno a Cingolani la frattura tra le diverse anime sarà altrettanto difficilmente ricomposta e il "vincitore" per raggiungere il ballottaggio in primavera dovrà cercare a tutti i costi consensi più nelle altre forze della coalizione che all'interno del suo stesso partito.
Anche Sel ha compiuto ogni sforzo per complicarsi la vita: ha defenestrato senza molti complimenti il coordinatore che aveva gestito la presenza nella coalizione fino alla conferenza stampa di presentazione ufficiale delle primarie; ha proposto - un po' a sorpresa - un proprio candidato, anche in questo caso portando a un'addirittura quadruplice opzione: ci sarà chi voterà per Del Ponte, chi seguirà le indicazioni del coordinatore estromesso e sosterrà con ogni probabilità il candidato pd, chi preferirà Collini, chi si orienterà verso il candidato forum o idv. Insomma, diaspora totale in una preoccupante carenza di progetti politici sostenibili per la vita della città.
L'unione slovena attende lo sviluppo degli eventi ma ormai si attende da un momento all'altro il pronunciamento che orienterà un bel pacchetto di voti quasi certamente a favore di Collini o di Cingolani; sempre che, visto il numero elevato di concorrenti, non ritenga a portata di mano il raggiungimento del quorum necessario per vincere candidando un proprio specifico rappresentante - e sarebbe il sesto!
Continua la navigazione sicura degli altri concorrenti, con il forum/federazione della sinistra uniti sulla candidatura Bellavite e idv con Valentinsig. Il rammarico di questi ultimi sta nel fatto che la coalizione avrebbe dovuto trascorrere il mese di settembre a discutere sui temi portanti della proposta del centro sinistra per il futuro del territorio goriziano e non sui problemi interni al pd e al sel.
Ma così vanno le cose e con i chiari di luna che ci si ritrova forse il forum si configura come l'unica forza in campo in grado di riaggregare - dopo il 6 novembre - tutte le componenti disperse e di non favorire ulteriormente il centro destra o il centro terzopolista in un accesso molto più facile del previsto alla poltrona su cui attualmente sta seduto Romoli.

mercoledì 5 ottobre 2011

E quattro...

E' quasi record: alle primarie del centro sinistra goriziano ci saranno tanti candidati quanti alle ultime (e anche penultime) primarie di Milano! Dalla notte appena trascorsa emerge infatti il nome di Paolo Del Ponte, candidato Sinistra Ecologia e Libertà al termine di una difficile assemblea. Si trattava in pratica di superare un momento di grande incertezza: il coordinatore - o se-dicente tale - che aveva condotto le trattative all'interno della coalizione del centro sinistra goriziano, era stato sfiduciato sui quotidiani dalla segreteria provinciale. Date per scontate l'adesione al "cartello" e la partecipazione alle Primarie occorreva decidere se concorrere con un proprio candidato o sostenere uno dei nomi già ufficializzati: la maggioranza ha deciso per la prima soluzione e così il gruppo dei pretendenti alla nomination si infoltisce, in attesa delle decisioni della slovenska skupnost e naturalmente del superamento dei malumori in casa pd, dove è ancora in ballo l'eventuale forte candidatura Collini. Prima del 12 ottobre non si può escludere neppure qualche candidatura outsider con le 50 firme, magari sostenuta dalla lista di "ispirazione cattolica" con programma stilato dai parroci della città vagheggiata ieri da don Dipiazza...
Insomma, ancora un piccolo sforzo e una volta tanto si supera Milano! La domanda seria è: ammesso che si raggiunga l'obiettivo del voto il 6 novembre, sarà possibile all'indomani riunire una coalizione così frammentata?

martedì 4 ottobre 2011

Ma cos'è la società civile?

Don Dipiazza osserva oggi sul Messaggero Veneto che la coalizione pro-primarie del centro sinistra non rappresenta a sufficienza la società civile ma solo le istanze dei partiti. Vagheggia anche una lista di cattolici impegnati in politica particolarmente sensibili sui temi etici e propone ai sacerdoti della città di scrivere un documento guida per i candidati alle prossime comunali.
Le osservazioni di un parroco da tanti decenni impegnato in prima fila nella vita cittadina sono da prendere seriamente in considerazione e ben vengano riflessioni, proposte e idee da parte dei responsabili delle chiese di Gorizia che vivono dalla mattina alla sera a contatto con le esigenze più umili e concrete della gente.
Le argomentazioni di don Ruggero sono a mio parere meno convincenti quando parla di "società civile": cosa intende con il termine "società civile"? Forse quella antagonista alla "società dei partiti"? In questo caso è da ricordare che le "primarie" nascono proprio dalla volontà di valorizzare la società civile e tra l'altro sono state convocate da una coalizione della quale non fanno parte solo i partiti ma anche un movimento civico culturale come il Forum per Gorizia; sono inoltre deliberatamente aperte a qualsiasi esponente in grado di raccogliere 50 firme per candidarsi entro il 12 ottobre... E poi - suvvia! - affermare che un Cingolani, un Valentinsig o un Bellavite siano espressione di una logica da vecchi partiti sarebbe come dire che un candidato è della "società civile" fino a quando inizia un'attività politico amministrativa, da quel giorno diventa un burocrate di partito che non tiene più conto delle problematiche dei cittadini ma solo degli interessi della sua "parte".
La proposta della "lista dei cattolici" in grado di concretizzare le indicazioni dei parroci mi sembra poi francamente anacronistica, anche se in linea con l'attuale "interventismo" della Conferenza Episcopale Italiana: dopo la frammentazione della Democrazia Cristiana - partito che con tutti i limiti del caso realizzava quella sana autonomia del "temporale" proposta anche dal Concilio Vaticano II - i vescovi parlano su tutto e su tutti indicando direttamente ai cattolici rappresentanti eletti dal popolo quali siano i principi sui quali dibattere e quelli invece "non negoziabili". In questo modo diventano sempre più "potenti" e sempre meno "convincenti", come dimostrano da una parte i salamelecchi by-partizan dei potenti di turno, dall'altra le chiese sempre più vuote.
Tenendo presente che difficilmente in un'amministrazione cittadina possono essere compiute delle scelte che ricadono nell'episcopale categoria delle "non negoziabili", forse non sarebbe necessario cercare altre strade per realizzare una ben raccomandabile presenza dei cattolici nella vita politica cittadina. Solo per portare qualche istruttivo esempio, il pd con il segretario Cingolani ha promosso in questi ultimi anni un percorso sui temi principali della vita goriziana che ha coinvolto centinaia di persone, molte delle quali, e tra esse lo stesso segretario, si riconoscono attivamente parte della realtà diocesana; Bernardo De Santis è stato per quasi cinque anni consigliere comunale di un gruppo chiamato Progetto Gorizia, nato proprio per tradurre un punto di vista credente in opzione amministrativa locale; nessuno potrebbe negare la forte attenzione alle "ragioni" della Chiesa tradizionalmente espresse dagli esponenti della Slovenska Skupnost. Per non parlare - last but not least - del Forum per Gorizia che ri-candida una persona che ha deciso di assumersi la responsabilità di scendere dal pulpito da dove si possono lanciare senza contestazioni i più articolati messaggi per farsi eleggere dai cittadini nei luoghi dove le grandi fondamentali idealità si devono tradurre in servizio umile e impegnativo al bene comune e ai beni comuni.
Tutto ciò non è società civile? Tutto ciò implica la nascita di un nuovo gruppo cattolico capace di non sporcarsi le mani con le decisioni imposte dall'evidente carenza di risorse economiche a disposizione dei Comuni e si eleva al di sopra delle debolezze umane di chi dimentica i valori etici?
O non può essere invece il punto di ripartenza - serio e concreto - per una nuova stagione di presenza dei se-dicenti cattolici (chi può dirsi veramente integerrimo discepolo di Gesù?) negli ambiti politici cittadini, lealmente inseriti nei gruppi sociali e nei partiti per costruire insieme la città di domani?
Andrea Bellavite