venerdì 30 settembre 2011

Maggiorenni senza maggiorenti

La letteratura mondiale e gli annali del cinema sono pieni di patrigni e matrigne, di esecutori testamentari e fiduciari infedeli che si approfittano cinicamente di bambini, fanciulle, malati, disabili. Sono figure ignobili ed antipatiche che spesso – nella logica dello happy end – finiscono sconfitti e svergognati.
Eppure, per quanto mi sforzi, non riesco a trovare traccia del perché Gorizia sia considerata città sotto tutela da parte dei soliti menestrelli d’oltre Isonzo che, puntuali come la morte, all’approssimarsi di ogni elezione vengono a dire ai goriziani cosa è bene per loro, proponendo (o proponendosi) come principi azzurri dal bacio miracoloso e risanatore.
Chi ha deciso che Gorizia è inabile? Chi l’ha dichiarata incapace di intendere e di volere?
E se la farsa ogni volta che si rinnova principia all’interno di un partito, i suoi effetti sono chiaramente avvertibili nella vita di tutta la cittadinanza.
Anche ora il copione è lo stesso, prevedibile e stantio…: l’invocazione di interessi superiori (…a quelli di Gorizia), di intelligenti opportunità (per chi?), e perle di saggezza varia ed assortita che devono portare alla solita conclusione: “goriziano, non capisci un tubo, lascia fare a che se ne intende…”.
Il tutto condito con un linguaggio che ammanta un agire in opposta direzione: invito all’unità mentre si divide; inno alla partecipazione mentre si evita il confronto; richiamo alle regole mentre vengono buttate a mare.
Tutte cose già viste che però hanno ormai portato molti goriziani a vaccinarsi preventivamente.
Il Forum per Gorizia è risposta sana di goriziani che non hanno e non accettano padrini; non sono gli utili idioti di nessuno e che, quando dicono “Gorizia” esprimono ciò che vivono: le paure, le speranze le difficoltà, le energie dei loro concittadini. E con loro dicono ai soliti Soloni di fuori: “siamo maggiorenni, non ci necessitate!”.
Bernardo De Santis

giovedì 29 settembre 2011

Tra Bagnasco e Babini. Gorizia città civile?

Finalmente i vertici della Chiesa cattolica italiana hanno preso una posizione politica, sia pur in modo non del tutto esplicito, con qualche anno di ritardo sulla tabella di marcia e con la certezza in tasca dell'ormai inevitabile declino del premier. Chissà che l'odierna approvazione dell'emendamento pd a favore dell'esplicitazione dell'8 per mille a favore della scuola pubblica non sia una piccola ritorsione dei numerosi deputati pdl assenti, visto che a rimetterci (si fa per dire) sarà soprattutto la chiesa cattolica che subirà una certa erosione di quel 90% del 40% dei "firmatari" che le consentono di portare a casa il 90% dell'intero gettito?
Mentre Bagnasco esprimeva perplessità senza nominare mai il premier il suo collega mons.Babini, vescovo di Grosseto, i nomi li faceva, sostenendo in pratica che "la omosessualità praticata sia un peccato gravissimo e contro natura, certamente peggiore di chi va con l’altro sesso. Alla luce dei fatti, senza stilare classifiche, Vendola pecca molto di più di Berlusconi”. Parole da brivido (e da galera, insieme a quelle pronunciate dallo stesso "prelato" sugli ebrei e sui musulmani) che non meritano neppure un commento e che dovrebbero portare come minimo a un'immediata rimozione di un personaggio così ignorante ed incosciente.
Contro questa logica becera e disumana a Gorizia il movimento Trasparenza e partecipazione promuove una petizione online dal titolo "Gorizia città civile?": propone l'istituzione del registro delle unioni civili e l'adesione ad altri strumenti di lotta contro l'omofobia e ogni discriminazione. Chi lo desidera può entrare nel sito e firmare anche attraverso il link a lato di questa pagina.

mercoledì 28 settembre 2011

Ecco il terzo candidato

Dunque, Giuseppe Cingolani, dopo Bellavite e Valentinsig, è il terzo candidato ufficiale alle primarie di coalizione che si terranno il prossimo 6 novembre per scegliere lo sfidante sindaco alle elezioni comunali di primavera.
Ha incassato 122 voti su 133 votanti, un risultato se non ottimo buono che dovrebbe fornire una garanzia inoppugnabile alla "tenuta" del pd nella coalizione rispetto ai prevedibili "ritorni di fiamma" a favore dell'ancora misteriosa candidatura Collini. Insomma, chi si aspettava ribaltoni dall'assemblea pd di questa sera è rimasto deluso, ma qualche parolina nell'intervento del candidato "rinunciante" Ceccotti (in particolare un "per ora" non si sa quanto involontario o sibillino) e qualche sensazione di disagio della parte poi non votante della platea lasciano intendere (e temere) che non tutti i giochi siano fatti. Staremo a vedere...
Nel frattempo nella confusione più totale naviga Sel locale, dove il coordinatore e i per lo meno se-dicenti rappresentanti al tavolo della coalizione vengono clamorosamente sfiduciati dal partito a livello provinciale con una delegittimazione inattesa e decisamente problematica; insomma, che farà a questo punto Sel: parteciperà alle primarie? sosterrà qualche candidato già ufficiale? presenterà un proprio candidato? e chi sarà legittimato a decidere se il coordinatore è stato destituito?
La Slovenska skupnost non ha ancora sciolto le riserve e non si sa se sosterrà un proprio o altrui candidato; sulla sua tradizionale compattezza non c'è da discutere, così come sulla lealtà nei confronti delle scelte maturate in coalizione.
Più tranquille attualmente le acque navigate dall'Idv con il simpatico candidato alle primarie Valentinsig, garanzia di serietà, di intelligenza e stabilità politica.
E più lisce che mai quelle del Forum per Gorizia, che ha incassato il sostegno della Federazione della Sinistra e procede con serenità e giudizio nell'elaborazione del programma specifico e del piano di presentazione del proprio candidato durante la campagna che si aprirà il prossimo 13 ottobre.

martedì 27 settembre 2011

Consiglio comunale ko

No, la notizia non è che per l'ennesima volta il Consiglio Comunale è "saltato" per mancanza del numero legale, cioè che questa maggioranza non è più in grado neppure di garantire lo svolgimento dei consigli anche quando vengono convocati dopo due mesi, anche quando si devono decidere cose importanti come quelle iscritte nell'ultimo ordine del giorno...
La notizia sta nelle facce gioiose dei consiglieri pdl, nell'allegria del sindaco e nella "nonchalance" con la quale sono state accolte le parole del segretario generale che annunciava che ancora una volta la seduta non si poteva svolgere a causa dell'assenza della maggior parte dei consiglieri.
Ormai il centro destra è in ordine sparso, un'armata che si pensava invincibile costretta "a risalire le valli prima percorse con orgogliosa sicurezza" (la citazione è da Armando Diaz): e Romoli ride amaro, mentre alle sue spalle Fli Udc Lega ex An e quant'altro tramano per "farlo fuori" al centro.
Insomma, allo stato attuale delle cose - a livello nazionale e locale - il centro sinistra le prossime elezioni comunali potrà soltanto decidere di perderle, come tirare un rigore a porta vuota. Eppure i segnali che indicano la volontà di rompere una coalizione abbondantemente vincente ci sono: speriamo che dalle parole non si arrivi ai fatti, che le "primarie" possano svolgersi regolarmente e che quella verso le elezioni di primavera sia una marcia trionfale e non una via crucis!

A carte scoperte

E' stata significativa la conferenza stampa con la quale ieri gli esponenti della coalizione di centro sinistra "pro primarie a Gorizia" hanno presentato il manifesto programmatico e i nomi dei primi candidati. Si tratta di un gruppo molto unito che ha più volte sottolineato il valore di un'unità d'intenti fondata su chiarezza di idee e di progetti e non su mere strategie elettoralistiche.
Dietro all'apparente serenità e sicurezza, non sarebbe giusto negarlo, c'è la preoccupazione che tutto l'intenso lavoro di collegamento portato avanti finora possa essere messo in discussione da chi non ha mai partecipato al percorso. Si ha l'impressione che la partita non si stia giocando sul campo bensì dietro le quinte, dove ignoti tessitori sviluppano le loro trame in un intenso chiacchiericcio che coinvolge "quelli che la sanno lunga" escludendo gli "ingenui" che discutono alla luce del sole.
Tutto questo non aiuta i cittadini a valutare con serenità, ma suscita l'impressione che la casta si difenda non soltanto con i costi ma anche con i posti della politica: minacciati, questi ultimi, da una politica fondata sulle certezze progettuali, sulla valorizzazione delle autentiche competenze e non sulla distribuzione delle prebende.
In altre parole se veramente Collini - il cui nome aleggia evanescente in quasi tutte le riunioni politiche del momento - vuole rappresentare un volto nuovo della politica locale, deve smarcarsi quanto prima dai poteri forti che lo sosterrebbero: si presenti alle primarie con le idee e le proposte che ritiene più consone, faccia finalmente i nomi di chi lo ha coinvolto. Sarà accolto bene dalla coalizione, ma si svincoli dalle trame nascoste e scopra le sue carte.
Non si sta giocando una partita di briscola dove si vince quando si fanno i motti senza essere visti dall'avversario; si sta determinando il futuro di una città che merita amministratori onesti, appassionati al bene e ai beni comuni, pronti ad abbattere i muri che ancora dividono la stretta cerchia di "chi sa" dal popolo dei più costretti sempre a credere obbedire e subire.

lunedì 26 settembre 2011

Bella festa...

Ottima organizzazione, folla straordinaria, clima ideale, cibo e bevande a gogò, grande occasione di incontro in serenità e allegria. Insomma,Gusti di Frontiera è una divertente realtà, attrae tanta gente e offre un simpatico sguardo internazionale sulla città. Un "bravi" di cuore a tutti i molto professionali ed esperti tecnici e operatori che con il loro lavoro hanno reso possibile questa bella festa. Un poco elegante assessore Devetag ha detto che un tempo si trattava di una "sagra di paese" (forse non ne ha mai vista una e di conseguenza si permette un "giudizio" da snob decaduto) mentre adesso è diventata "un evento culturale internazionale": avrebbe fatto meglio a lasciar perdere le consuete iperboli per rivolgere invece un grazie sentito a chi ormai diversi anni fa ha "inventato" questa kermesse. Che è proprio una bella sagra di città: e che male c'è?

domenica 25 settembre 2011

Sondaggi e controsondaggi

Il pd commissiona un sondaggio relativo alle prossime "comunali" di Gorizia: i risultati vengono affidati a Serracchiani (segretaria regionale) e Greco (segretario provinciale) all'insaputa pare addirittura del segretario comunale - e certamente anche di alcuni dei "sondati".
Le notizie "filtrano", i "si dice" imperversano; il giorno dopo compaiono sul quotidiano locale, senza alcuna indicazione relativa a chi ha svolto il sondaggio, a chi ha trasmesso i dati, meno che meno alla composizione dei "campioni". Le prese di posizione e le interpretazioni si moltiplicano, su un dato fino a questo momento incontrollato e incontrollabile se non dai capi provinciale e regionale pd e da coloro ai quali la "casta" si degna di trasmetterli.
Oggi è la volta del pdl, in questo caso non vengono neppure forniti i numeri, solo la certezza che "Romoli comunque vincerà". Il tutto corredato dai commenti dei rispettivi capi e capetti di centro destra, ovviamente anche qua senza alcuna indicazione scientifica relativa a chi ha commissionato, a chi ha svolto l'indagine, a chi l'ha trasmessa ai giornali. E anche qua le interpretazioni si rincorrono, in un gioco del quale nessuno conosce le regole.
Insomma chi comanda commissiona un sondaggio, ne raccoglie i risultati gettando in pasto al popolo bue i numeri utili a sostenere le proprie tesi: pochi devono sapere, molti devono tacere, tutti devono bere... Pd (regionale e provinciale) e pdl, viva la democrazia!

venerdì 23 settembre 2011

Misterioso sondaggio

Sul Piccolo oggi vengono illustrati i risultati del sondaggio "segreto" commissionato dal pd nazionale per conoscere gli orientamenti al voto dei cittadini di Gorizia.
Un sondaggio strano che suscita qualche interrogativo: anzitutto sembrava talmente segreto che solo la segretaria regionale e quello provinciale del pd avrebbero dovuto conoscerne i risultati (e allora, a che sarebbe servito?); quindi, chi ha trasmesso al quotidiano locale le informazioni?
Secondo punto: per quanto riguarda i dati generali (centro sinistra, pdl, ecc.), anche escludendo grillini e radicali - che altre fonti "danno" insieme a circa il 5% - il dato riportato prevede più elettori del 100%! 47 centro sinistra, 32 pdl, 13 Terzo Polo, 10 lega = 102%.
Terzo punto: si sa da fonti certe che il sondaggio ha interessato anche cittadini non residenti a Gorizia, si dice addirittura che in alcuni casi non siano neppure stati proposti tutti i nomi; quindi, se si pubblicano i risultati di un sondaggio, non dovrebbero essere indicati se non proprio i criteri "scientifici" almeno il nome delle società che lo hanno svolto?
E - domanda a Serracchiani e Omar Greco - una volta cadute le briciole dal tavolo dei segreti di Pulcinella, non sarebbe più onesto mettere i dati a disposizione di tutti e non solo dei pochi "privilegiati"?
Quarto: il dato è inquadrato in un gran titolo "Solo Collini batte Romoli", di striscio viene detto che Bellavite e Romoli sono "sul filo di lana", mentre viene messo in risalto il dato fortemente penalizzante di Cingolani; dal che si evince che la differenza attuale tra Collini e Romoli (51-49) piuttosto che tra Bellavite e Romoli (50-50) non arriverebbe al 2%, non granché a otto mesi dalle elezioni.
Insomma, per trarre una valutazione politica da questo strano sondaggio, sembra che esso costituisca un segnale forte al pd: se non si sostiene Collini si rischia di perdere non solo contro Romoli, ma perfino (e non sarebbe la prima volta!) contro altri esponenti del centro sinistra non targati pd: questi ultimi potrebbero anche vincere contro Romoli (sono dati "sul filo di lana"), ma è meglio non evidenziarlo.
Ergo - così sembrerebbero pensare i sostenitori di questa tesi - sarebbe meglio ripensare la scelta delle primarie e dell'attuale coalizione; in altre parole, sarebbe meglio recedere proprio da quella scelta la quale - dando credito allo stesso sondaggio - sembrerebbe alla fine vincente addirittura senza ricorso alla stampella del terzo polo... Ergo - e qui travalichiamo l'annotazione di cronaca - meglio rischiare un incerto pareggio "imbarcando" al centro il terzo polo, piuttosto che andare incontro a una vittoria quasi certa con un qualsiasi esponente dell'attuale coalizione pd/idv/Forum/SlSk/Sel/FSn.

mercoledì 21 settembre 2011

Il Forum c'è, eccome!

Con una sala colma di un pubblico preparato, esigente e attento si è svolta stasera al Kulturni Dom l’Assemblea del Forum. Moderatore dell’incontro Vito Dalò, sono intervenuti il candidato Sindaco Andrea Bellavite, e i consiglieri Bernardo De Sanctis e Anna Di Gianantonio proponendo contributi brillanti, carichi di entusiasmo e determinazione. Nessuno ha giocato con artifici retorici e frasi scontate. Nessuno si è perso in rituali, del caso, convenevoli e falsi ringraziamenti, affidando al massimo dell’attenzione dei presenti un messaggio chiaro: il Forum c’è e alla grande, proponendo un Candidato di primissimo ordine e presentandosi con una squadra competente e affiatata.
Sono state enunciate sia in linea di principio e poi con esempi applicativi tutti i macro punti del programma: a partire dal tema del lavoro e del welfare, il rilancio imprenditoriale, la sopravvivenza del polo ospedaliero, la rinascita e riscoperta culturale del Novecento Goriziano, la razionalizzazione dei lavori pubblici verso scopi più mirati e di basso impatto ambientale, lo sviluppo dell’attrazione turistica dell’Isontino.
Non saprei individuare con esattezza se hanno influito in maniera maggiore la ricchezza di contenuti o le modalità espositive serrate e precise scelte dai relatori, ma facendo parte del pubblico ho percepito un trasporto che mai mi sarei aspettato.
È stato un incontro che ha sancito un importante giro di boa per il Forum: un punto di arrivo e insieme di partenza. Un riesame sulla storia vissuta, sul percorso intrapreso e onorato da un ottimo gruppo di rappresentanti della buona politica (incredibile, ma questa esiste ancora, basta cercarla e non darsi a priori per disperati) e un rilancio di idee nuove, basate su elementi realistici ed esigenze concrete individuate attraverso un assiduo vissuto del territorio goriziano.
A completamento dell’esperienza che ho vissuto stasera vorrei aggiungere ancora tre aspetti degni di nota che tutti i presenti hanno colto e dimostrato di apprezzare:
- morigeratezza dei toni; entusiasmo non significa denigrazione degli altri competitori, ma forte convinzione delle peculiarità del proprio gruppo.
- forte coinvolgimento e partecipazione del pubblico; salvo l’imbarazzo e il tentennamento iniziale all’invito del moderatore a proporre spunti e domande, si è assistito ad un ordinato, ma crescente rilancio di proposte, complimenti, richieste e attese da parte di gran parte dei presenti, cittadine e cittadini, pensionati, lavoratori ed esponenti delle diverse comunità di Gorizia, segno che i temi trattati hanno toccato nel profondo aspetti che sono del reale interesse di tutti e colti dai relatori a partire dall’ascolto e non dall’imposizione di idee estranee al nostro contesto.
- assoluta correttezza e sostegno rispetto a tutte le altre forza politiche del centrosinistra che hanno lavorato per un anno verso la costruzione di un solido orizzonte comune di valori di base, quelli che sono stati declinati all’interno del Manifesto dei Valori del Centrosinistra di Gorizia.
Grazie a tutti, sono contento di esserci stato!
Giovanni Civran

Davide contro Golia

Dopo quasi cinque anni il Forum per Gorizia si candida ad essere di nuovo la "sorpresa" nel panorama politico della città, Davide che può sconfiggere Golia: mentre si discute su quale sia il "migliore", il movimento civico si incontra oggi al Kulturni Dom per affermare che il "migliore" è ogni cittadino che può diventare autentico protagonista del rinnovamento democratico della Città.
Davvero le questioni planetarie centrano con l'"amministrazione" del "condominio Gorizia", ma è meglio lasciarle in disparte in una campagna elettorale cittadina?
Io penso di no, anzi, credo che anche a livello più generale l'evitare di approfondire certe tematiche pur di essere "tutti uniti appassionatamente" sia un grande errore.
Si pensi all'Italia: molte delle forze politiche che oggi da destra bussano alle porte del centro sinistra (anche a Gorizia, dove addirittura sono ricercate come la signora dalle belle ciglia che tutti vogliono e nessuno piglia) e rovesciano fiumi di improperi contro lo squallido satiro, sono le stesse che poco più di tre anni fa lo hanno fatto eleggere alla grande e che fino a poco più di un anno fa lo sostenevano senza se e senza ma. Tutto può cambiare in politica, tuttavia sono evidenti la mancanza totale di autocritica ("ci dispiace, abbiamo clamorosamente sbagliato!"), la notevole diversità di valori fondanti e la carenza cronica di personaggi "nuovi" su una scena nella quale i protagonisti più giovani sono radicati come minimo da vent'anni. In queste condizioni l'unico obiettivo raggiungibile è quello di diminuire un po' l'ondata di "ridicolo" che dall'estero ci sta giustamente travolgendo.
Oppure... oppure si può pensare che da una piccola realtà come quella di Gorizia può avviarsi un movimento alternativo che procedendo dall'internazionalizzazione delle istituzioni sul vecchio confine, dalla difesa dei beni comuni e da un piano della viabilità a misura d'uomo, possa collegarsi ad altri movimenti politici simili, a livello provinciale regionale e nazionale, per sostituire anche ai "piani alti" le leve arrugginite del Potere. Sulla base di grandi idealità e di precisi progetti politici basati sul servizio e non sull'interesse.
Anche i recenti referendum insegnano che Davide può ancora sconfiggere Golia: e allora perché oltre alla buche e agli scandalosi ascensori, non possiamo nominare le politiche sull'immigrazione, quelle sulle energie rinnovabili, quelle sul diritto al lavoro e sulla tutela dei diritti civili?
ab

martedì 20 settembre 2011

Salvate la casetta di san Pietro

Del valico di san Pietro come possibile museo del Novecento il Forum per Gorizia parla dal momento della caduta dei confini; questo blog comincia a proporlo già dalla metà del 2009 con numerosi post corredato da immagini che documentano il progressivo degrado. Si erano portate avanti numerose proposte, dall'intervento di privati all'interessamento fattivo della Provincia di Gorizia: il tutto era stato mortificato dall'inserimento del valico di San Pietro nel piano delle alienazioni del Comune. E se non è stato ancora venduto per farne chissà che è perché non si è fatto avanti nessun compratore, anche perché difficilmente si potrebbe pensare ad altra destinazione che non sia quella museale. La direzione della rivista Isonzo Soča aveva preso contatto anche con il museo diffuso del confine in Slovenia e si erano prospettate numerose attive possibilità di collaborazione. Oggi Il Piccolo "ruba" a Bora.La lo scoop sulle pietose condizioni dello stabile, si dice che "nessuno ha fatto nulla per evitare" questo scempio, ma questo non è vero: oltre a Gherghetta molti altri hanno risposto agli appelli di Isonzo Soča e del Forum per Gorizia; l'unico vero responsabile del fatto che tutto sia stato lasciato andare in fuchs è il sindaco Romoli con la sua Giunta che si sono dimostrati ben poco sensibili all'importanza storica delle casette di confine. Del resto in un consiglio comunale tenutosi nella primavera del 2010 il consigliere (comunale e regionale) Valenti aveva risposto con chiarezza a un'ennesima interrogazione del Forum sostenendo a chiare lettere che "tale progetto non interessa in alcun modo l'attuale amministrazione".
Insomma, il Forum per Gorizia è stato sempre presente - e ben prima di tanti altri - nelle questioni che interessano la città, con proposte concrete e percorsi sostenibili; peccato che ben pochi se ne siano accorti!

lunedì 19 settembre 2011

Forum in assemblea

Mercoledì 21 settembre alle ore 17.30 al Kulturni dom si terrà l'assemblea del Forum per Gorizia. Sarà un'importante occasione per comunicare ai cittadini la posizione del Forum in merito alle prossime elezioni Primarie del centrosinistra goriziano: esse sono una positiva conseguenza di un ampio dibattito programmatico all'interno di ciascuno dei gruppi che le promuovono e del raggiungimento di un'unità progettuale frutto di un lungo lavoro di tessitura iniziato almeno un anno e mezzo fa. Si inizierà con una disanima della situazione della città dopo quasi cinque anni di amministrazione Romoli, sarà poi dedicato del tempo ad analizzare la relazione con le altre forze dell'area di centrosinistra: verranno illustrate in particolare le motivazioni di un accordo che si spera non venga messo in discussione dalle questioni interne a ciascuna. La parte principale dell'incontro sarà dedicata all'approfondimento di alcuni punti programmatici con i quali il Forum si presenta alla città convinto di poterla amministrare con competenza, saggezza, idee fortemente innovative coniugate al rispetto per la storia e la tradizione di Gorizia. Tutti sono invitati a partecipare e a promuovere l'iniziativa.

domenica 18 settembre 2011

Finalmente l'unità nel centro sinistra goriziano

La coalizione del centro sinistra goriziano sembra rafforzarsi sempre più, l'ultimo incontro tenutosi in casa Forum lo scorso giovedì ha dimostrato che è stato raggiunto un inedito e promettente grado di armonia: il desiderio di collaborare tra realtà diverse ha consentito di modificare e "varare" senza alcun problema il regolamento e il manifesto politico nonché di costituire il comitato organizzatore delle primarie che è già in piena efficienza. L'obiettivo raggiunto - impensabile fino a un paio d'anni fa - è il risultato di un duplice percorso politico: da una parte ogni realtà ha sviluppato approfonditi progetti e itinerari programmatici al proprio interno, dall'altra si è inserita in una marcia di avvicinamento alla desiderata - e finalmente raggiunta - unità del centrosinistra. Ascoltando i "nomi" dei possibili candidati alla consultazione interna appare chiaro che è già in atto il patto di ferro: chiunque vincerà sarà aiutato dagli altri e chi non vincerà sarà disponibile con il proprio gruppo a sostenere il "vincitore". Con simili premesse è logico pensare a una grande forza che non risiede sull'appeal del singolo candidato ma sulla competenza di un gran numero di cittadini che si potranno sentire davvero rappresentati e soprattutto avranno a disposizione strumenti e inedite modalità di partecipazione democratica. E' difficile pensare che l'obiettivo centrato dell'unità nella diversità possa essere messo in discussione ed è evidente che una simile coesione può rappresentare una garanzia più che convincente in vista della prossima amministrazione della città: è possibile che si inseriscano nella coalizione anche nomi nuovi - anche al di fuori delle sei realtà partitiche e civiche promotrici ma sempre nell'ambito del centro sinistra - pronti a "scendere in campo" per rafforzare il cammino già percorso attraverso un'adesione convinta al regolamento, al manifesto politico e allo stile di dialogo costruttivo che hanno accomunato finora Federazione della Sinistra, Forum per Gorizia, Italia dei Valori, Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Slovenska Skupnost.

venerdì 16 settembre 2011

"Tagli" ai Comuni? Non sono affari miei...

Romoli non partecipa alla manifestazione contro i tagli agli enti locali previsti dalla recente correzione alla manovra finanziaria. Sostiene in sostanza che non ha senso protestare quando si fa parte di una Regione a statuto speciale, come se ciò che accade nel resto d'Italia non debba interessare i "privilegiati" e se il Friuli Venezia Giulia non risulti in alcun modo penalizzato.
Come negare una coerenza adamantina - più papista del papa - in tempo di Governo nazionale e regionale di (Centro) Destra? E' una coerenza che fa a pugni con la tutela del bene comune di tutti i cittadini e le cui conseguenze si faranno sentire ben presto, quando le risorse disponibili saranno minime e le esigenze - soprattutto ma non solo nell'ambito welfare - saranno sempre più pressanti.
Perfino il suo collega - di ruolo e di partito - Alemanno ha intuito le nuvole oscure che si addensano sui Comuni italiani e si è addirittura presentato come capofila di un movimento di protesta contro le scelte dell'esecutivo "amico". Ma forse il sindaco di Roma e tutti gli altri sindaci o amministratori che sono scesi ovunque in piazza non hanno interpretato il loro compito come quello di "amministratori di condominio" (il virgolettato cita Romoli), ma di politici preoccupati per il futuro dei propri municipi.

giovedì 15 settembre 2011

Buona idea!

Ecco un ottimo strumento per realizzare una democrazia partecipata. La fonte è il sito internet di un Comune: chi vuole può cimentarsi e indovinare quale...

In ottemperanza ad un preciso obbligo di legge (L. 109/94 - D.P.R. 554/99 - D.M. 148/00) i lavori pubblici da realizzare sul territorio comunale risultano preventivamente previsti nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici e nell'Elenco Annuale dei Lavori Pubblici che entro il 30 settembre di ogni anno vengono predisposti dal dirigente o responsabile della struttura competente per essere poi adottati dalla Giunta Municipale e successivamente approvati dal Consiglio Comunale unitamente al bilancio dell'ente.
In linea di massima l'Amministrazione sarà legittimata a realizzare esclusivamente i lavori contenuti nei predetti strumenti programmatori mirando a quella razionalizzazione tra risorse finanziarie e interventi voluta dalla normativa sopra citata e ancor prima dai principi costituzionalmente previsti dell'efficacia ed economicità.
Tutto ciò rappresenta una "rivoluzione copernicana" (predisposizione e rispetto degli strumenti programmatori) nel settore dei lavori pubblici dove a partire dal 2000 le Amministrazioni ormai devono possedere una "consapevolezza" sugli impegni assunti a livello programmatorio e una "responsabilizzazione" in ordine alla loro realizzazione.
In particolare l'allestimento del sito dei LLPP esprime la volontà dell'Amministrazione di "socializzare" quella consapevolezza e quella responsabilizzazione predette, di attuare quell'avvicinamento tra amministratori e cittadini per rendere effettiva la loro partecipazione nella gestione della "res pubblica". E' attraverso questa condivisione che si potrà finalmente parlare di democrazia reale.
L'Amministrazione successivamente alla predisposizione di tali atti procederà con le relative procedure di evidenza pubblica (scelta del contraente privato) per l'individuazione attraverso le diverse modalità di gara (asta pubblica, licitazione privata, trattativa privata, cottimo) del soggetto esecutore degli incarichi di progettazione (progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, direzione lavori, coordinamento della sicurezza per la progettazione e per l'esecuzione e attività accessorie) oppure esecutore dei lavori, qualora a monte la fase progettuale sia già stata realizzata.
Pertanto ai cittadini sarà consentito mediante questo strumento di "democrazia telematica" seguire lo sviluppo di un'opera pubblica fin dalla fase della programmazione senza essere più destinatari finali di un intervento già preconfezionato, ma cittadini consapevoli e partecipi della gestione dei beni comunali.

Verso le primarie...

E' vero, nel Forum per Gorizia la partecipazione alle elezioni "primarie" è stata decisa dopo un ampio dibattito che non ha impedito ai membri del movimento civico di partecipare alle sedute nelle quali si sono programmati il regolamento e il manifesto per il futuro della città. Alcuni ritenevano più efficace la presentazione diretta del proprio specifico programma ai cittadini in occasione del primo turno delle elezioni comunali, poi ha prevalso il valore del raggiungimento di un'inedita unità fra la maggior parte delle forze del centro sinistra cittadino. Il confronto interno non ha indebolito bensì rafforzato la convinzione della "discesa in campo" non di un candidato - il cui nome potrebbe essere sostituito da quello di qualunque altro partecipante al Forum - ma di un gruppo di persone che in questi cinque anni ha proposto una valida proposta innovativa per la vita della città. Saranno incentrate su queste proposte programmatiche politiche l'assemblea che si terrà il prossimo mercoledì alle 17.30 al Kulturni Dom e in generale tutte le iniziative che caratterizzeranno la sobria "campagna elettorale" in vista dell'importante appuntamento del 6 novembre.

martedì 13 settembre 2011

I volti nuovi per Gorizia

La vera novità politica degli ultimi mesi è stata la mobilitazione popolare a favore dei referendum sull'acqua e sul nucleare. Con pochi mezzi a disposizione e con un'iniziale diffidenza da parte di alcuni tradizionali settori del centro sinistra i "movimenti" spontanei hanno ottenuto un successo sul quale un mese prima delle votazioni referendarie nessuno avrebbe puntato un centesimo. Nella nostra zona coloro che appartengono alla stessa area hanno tenuto desta l'attenzione - per quanto consentito dalla situazione - sullo scandalo della detenzione nel Cie di Gradisca e sulla situazione del Cara. Molti giovani della provincia di Gorizia si sono mobilitati per grandi eventi a favore della pace, del rispetto dei diritti della persona, della salvaguardia della democrazia. Tutti hanno infine in mente la recente mobilitazione cittadina contro lo sperpero degli ascensori al castello, in particolare l'iniziativa congiunta delle associazioni giovanili cittadine che hanno costruito e promosso le più svariate attività a partire dall'intensità del loro senso civico.
Ecco dove si trova il futuro della politica e del territorio, non nei soliti giochetti strategici gestiti da gente che da diversi decenni tiene in mano le sorti dell'elettorato provinciale e regionale bensì nella forza di un movimento giovane e carico di ideali. "Giovane" non solo perché portato avanti da persone anagraficamente giovani, ma perché caratterizzato dall'entusiasmo e dalla certezza che un cambiamento "dal basso" è possibile.
Come diceva Berlinguer (la citazione è postata da Paolo Zuliani su Facebook): "Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia"

lunedì 12 settembre 2011

Davvero mancano i programmi?

"Per il momento non si vedono i programmi": è uno dei classici ritornelli che accompagnano ogni elezione. Dalle "stanze" delle riunioni strategiche alle chiacchierate sulla strada, dalle "opinioni" pubblicate sui giornali alle telefonate con gli amici la frase magica risolve ogni carenza di argomenti: "di programmi finora neanche l'ombra!"
Ma è proprio così? Veramente - per restare in ambito goriziano - le forze politiche di centro sinistra che si presentano coalizzate alle prossime primarie non hanno e non presentano i programmi?
No, non è affatto così e l'ignoranza può essere colmata molto facilmente navigando nei siti e nei blog dedicati oppure con una semplice ricerca archivistica online sui quotidiani locali.
Il Pd, tanto per cominciare a dare al "resistente" Cingolani ciò che è di Cingolani, negli ultimi quattro anni ha convocato esperti e cittadini a discutere su tutti gli argomenti inerenti la vita goriziana formulando proposte precise, innovative e interessanti; basti pensare - per portare un unico ma illuminante esempio - ai progetti sostenibili e rivoluzionari riguardanti lo smaltimento dei rifiuti.
L'Idv ha trovato nella sua attuale segretaria nonché assessore provinciale Gironcoli un'attenta propositiva rappresentante, "lettrice" dei lavori pubblici cittadini e soprattutto portatrice di valori innovativi per ciò che concerne la partecipazione e il coinvolgimento responsabile dei cittadini nell'amministrazione della cosa pubblica.
La Federazione della Sinistra e Sel sono stati un permanente pungolo alle istituzioni proponendo percorsi alternativi alle continue esternalizzazioni dei servizi e sottolineature significative sul ruolo internazionale della città di Gorizia.
Problematica quest'ultima da sempre cara alla Slovenska skupnost, anch'essa in prima fila con i suoi rappresentanti in consiglio comunale nel portare avanti prospettive di impegno concreto per trasformare la ricchezza delle differenze linguistiche e culturali esistenti in città un'occasione di sviluppo anche turistico e imprenditoriale.
E il Forum per Gorizia? Beh, basta scorrere questo blog per constatare quante proposte, linee programmatiche, discussioni sono state aperte in termini di progetti sostenibili per un'efficace amministrazione della città: dalla cultura ai lavori pubblica, dal welfare all'urbanistica, dalla difesa dell'ambiente alla viabilità, dal commercio all'imprenditoria... non c'è un settore che non sia stato indagato e all'interno del quale non siano state individuate proposte e progetti.
E allora? Allora la "mancanza di programmi" rischia di essere soltanto uno slogan a uso di chi non vuole conoscere le idee degli altri e di chi si attesta su una più comoda ma sterile critica a priori.

domenica 11 settembre 2011

Dieci anni dopo

Sui ciò che è accaduto dieci anni fa sono stati scritti fiumi di parole e tale profluvio di opinioni è inversamente proporzionale alla possibilità di comprendere il senso degli avvenimenti.
La linea Bush ha prolungato la catastrofe delle Twin Towers in una guerra senza confini e senza tempi che ha seminato il doppio dei morti fra i soldati inviati a "ristabilire l'ordine" e cinquanta volte tanti morti tra le ipermartoriate (e dimenticate) popolazioni dell'Afghanistan e dell'Iraq.
La linea Obama ha impresso una marcia diversa alla guerra "contro il terrorismo" cercando di risolvere dal basso i problemi delle dittature nord-africane, con risultati alterni e tutti da verificare. Nel frattempo, accanto a vecchi mostri mai del tutto sopiti (possibile recrudescenza del conflitto arabo israeliano con le tensioni tra Israele ed Egitto e tra Israele e Turchia) continua a dominare una parte del mondo la minaccia del disastro umanitario, là dove i morti per fame raggiungono qualche angoletto mediatico se superano il numero di qualche decina di migliaia: ed è anche questa - anche se è scomodo farne memoria - una conseguenza delle scelte economiche, politiche e militari del Nord del Pianeta.
Il ricordo di ciò che è accaduto 10 anni fa - una data ormai impressa nella mente dell'Occidente come l'8 settembre o il 25 aprile in Italia - potrebbe generare una nuova consapevolezza se si avesse il coraggio di tornare a quei giorni del "siamo tutti americani": non scegliere la funesta via finora seguita della "guerra infinita", ma di un'immensa impresa di pace in grado di ripristinare il ruolo dell'Onu attraverso un'adeguata riforma. Soltanto un'autentica cessione di potere da parte dei singoli organismi nazionali e la conseguente possibilità di intervenire nelle situazioni delicate potrebbe affrontare i problemi della globalizzazione economica e garantire un legittimato arbitrato internazionale.
L'alternativa è lo sprofondare in un baratro senza prospettive e senza fondo.

sabato 10 settembre 2011

L'ambiente, questo sconosciuto

È uno dei temi che lasciamo quasi sempre in subordine in campagna elettorale o, di corollario ad altre tematiche, quali lavoro, cultura, istruzione, sociale, sanità, giovani. Tematiche importanti che fanno appeal poiché tangibili e subito riscontrabili. L’ambiente, purtroppo, no, non è perfettamente tangibile... a meno che non si è sensibilizzati da notizie che riportano eventi eccezionali o particolari. Eppure l’ambiente fa parte di noi, siamo noi parte dell’ambiente. Se l’ambiente si ammala, ci ammaliamo anche noi. È una conseguenza inevitabile.
Portare l’ambiente come priorità di ogni programma elettorale dovrebbe essere una cosa logica, imprescindibile da altre tematiche, ovvero con una consapevole programmazione per il rispetto e miglioramento dell’ambiente, organizzare di conseguenza ogni altro tema.
La qualità dell’aria di Gorizia è accettabile, non è di per sé una città inquinata, a parte qualche episodio, - dicono i dati - come altre città ben più ampiamente popolate o zone altamente industrializzate. Ma migliorare l’ambiente, però, è auspicabile e doveroso. Fare di Gorizia, quindi, un modello di rispetto per l’ambiente, è possibile?
Ma non bisogna pensare solo al territorio comunale, in quanto l’ambiente non ha confini.
È necessario coinvolgere i comuni vicini, coma Nova Gorica, Mossa, Savogna d’Isonzo per una polita ambientale comune. In quest’ottica, la mobilità (traffico privato, trasporti urbani, rete di ciclabili), il riscaldamento degli edifici, sia pubblici che privati, l'inquinamento derivato dai siti industriali, la gestione delle acque, i rifiuti, l’energia elettrica dovrebbero diventare una “gestione” condivisa e auspicabilmente organizzata meglio per migliorarne la qualità.
Non solo, ma in prospettiva, questo territorio potrebbe diventare un laboratorio europeo di applicazione di buone tematiche ambientali ed esempio da seguire, e incentivando l’ insediamento di aziende dedicate alla “green economy”, favorendo la sperimentazione in loco, per esempio di mezzi a basso o nullo impatto ambientale o quant’altro sia auspicabile per un futuro miglioramento dell’ambiente.
“Il mondo non ci viene in eredità dai nostri padri, ma lo abbiamo preso in prestito dai nostri figli”. nc

venerdì 9 settembre 2011

Borse su, borse giù

Quando mai capitava negli anni passati, salvo l’ottobre nero del 2008, di assistere a tali acrobazie delle curve di andamento degli spread sui titoli di stato, sul valore del denaro, sugli scambi relativi ai principali titoli di mercato, quelli su cui si affidano gli investimenti stabili e di medio periodo le principali banche nazionali e internazionali?
E tutto questo – nella convinzione di chi scrive – che la maggior parte delle persone non ha per nulla chiaro cosa implichi tale altalenanza di valori, e le “etichette” associate al loro comportamento sulle borse internazionali.
La verità è che non essendoci più attendibili stime di crescita dei PIL della eurozona, molte imprese hanno deciso di impiegare una maggiore quantità di capitali nelle iniziative di tipo finanziario, piuttosto che nell’investimento delle risorse nella crescita produttiva delle aziende governate.
In pratica in Europa si sta passando con una velocità crescente dall’investimento in fattori tangibili della competitività delle imprese (formazione e acquisizione del personale, sviluppo tecnologico, innovazione nei materiali e nelle tecniche di produzione) ad aspetti meno controllabili che fino ad alcuni anni fa tutto sommato garantivano “facili” guadagni: partecipazioni finanziarie, investimento in titoli societari nazionali ed esteri, scommessa sulle prospettive di sviluppo e vendita ora di questa ora di quella Società quotata.
Il fatto è che l’economia finanziaria non può volare troppo alta rispetto all’economia reale. E la seconda stagna. E i mercati impressionano politici e cittadini restituendo cifre sensazionali, ma sono invece solo il “fenomeno apparente” che distrae dai reali fattori che condizionano la crescita dell’economia, quelli che poi sono in grado di condizionare la distribuzione della ricchezza e le condizioni reali della vita delle persone.
Si riprenderanno a considerare gli interventi sostanziali da attuare per rimettere in moto le micro, piccole e medie imprese distribuite sul territorio – vero capitale del nostro contesto nazionale – o continueremo ad estenuarci in continui salassi utili solo ad arginare giorno per giorno le perdite di grosse multinazionali che si sono allontanate inesorabilmente e troppo dai fattori umani e sociali del successo imprenditoriale?
gc

Primarie del centro sinistra, occasione da non perdere

In questi ultimi mesi il centrosinistra goriziano, con un arco di forze che va dalla Fed.Sinistra-R.c. all'Italia dei Valori passando per Sel, Forum per Gorizia, Partito Democratico e Slovenska Skupnost, ha avviato un percorso unitario e condiviso per individuare modalità operative e programmatiche comuni al fine di giungere, ai primi di novembre 2011, all'indizione di elezioni primarie di coalizione, aperte a tutto l'elettorato goriziano che si riconosce nei valori del centrosinistra per la scelta unitaria del candidato sindaco alle prossime elezione comunali. In questo quadro, la disponibilità di Roberto Collini a "scendere in campo" nella corsa per l'elezione del nuovo sindaco di Gorizia poteva costituire un importante valore aggiunto per lo schieramento di centrosinistra. Tuttavia non mi pare proprio che ciò sia avvenuto, semmai è avvenuto il contrario anche grazie alle sue "incaute" prime dichiarazioni quando ha fatto chiaramente intendere di non gradire affatto il passaggio delle primarie o allorchè ha dichiarato che "Romoli si è mosso bene e ha dato tanto alla città". Sarebbe come se Pisapia avesse fatto l'elogio di Letizia Moratti prima di sfidarla alle comunali di Milano! Subito dopo ha corretto il tiro dicendo di ritenere le primarie uno strumento utile per la selezione del candidato sindaco se "aperte alla società civile" (sic), e qualcuno ha dovuto spiegargli che le primarie di coalizione sono esattamente questo: aperte a tutti i cittadini che si riconoscono nel progetto di centrosinistra o di centrodestra, se mai quello schieramento scegliesse di effettuarle. Contemporaneamente ha ripreso vigore la fronda all'interno del Pd con le dichiarazioni di Brussa, Brandolin, recentemente Di Matteo tesa a far "saltare" il banco delle primarie per conferire a Collini l'"imprimatur" diretto alla candidatura. Oggi, poi, fa sentire la sua voce anche Fli che propone primarie allargate al Terzo Polo se il centrosinistra, e il Pd in particolare, non è capace di "scegliere tout court un candidato forte". Se ne deduce che il giovane leader del Fli goriziano, nel caso ci fosse la candidatura diretta di Roberto Collini con il centrosinistra, si spenderebbe a sostegno di quest'ultimo. Insomma, in questi giorni si è messo in moto un meccanismo, a mio parere sapientemente attivato ad arte, che mi pare ricalchi nelle sue linee essenziali quanto già vissuto dall'elettorato goriziano di centrosinistra con l'affondamento dell'esperienza di Brancati ad opera di "fuoco amico". Oggi, nel mirino non c'è un candidato ma l'intero lavoro dell'alleanza di centrosinistra in questi mesi e, credo, soprattutto il partito democratico e il suo segretario comunale, visto che ha saputo portare quel partito al 31,5% a Gorizia! Insomma, la "disponibilità" di Roberto Collini "a dare una mano" al centrosinistra goriziano, quella che non c'era stata nelle volte precedenti anche se allora fortemente sollecitata, rischia oggi di dividere il centrosinistra e il candidato Roberto Collini credo abbia oggi il dovere di dire ai goriziani se accetta il confronto delle primarie, il successivo risultato e se condivide l'arco politico-istituzionale che si è aggregato attorno al progetto, o se invece pensa ad altre possibili alleanze, aperture, disponibilità. Altrimenti si corre il rischio di vedere un orrido film già visto e soprattutto di riconfermare Romoli e il centrodestra alla guida della città. Resto però convinto che questo non rientri nelle prospettive di Roberto Collini.
Dario Ledri

giovedì 8 settembre 2011

Panem et circenses

"Pane e spettacoli" al popolo dell'antica Roma. Il pane per molti comincia ad essere un problema, ma agli spettacoli pensa l'assessorato alla cultura. È stato reso noto il calendario della stagione 2011-2012 del Teatro Verdi – con un manifesto che è un trionfo di cattivo gusto –, e si è purtroppo confermata la tendenza a mettere in un angolo la cultura. Abbiamo amato da sempre il teatro e la musica; abbiamo atteso per decenni di avere un Teatro Verdi degno di questo nome per aspetto, risorse tecniche e capacità di ospitare compagnie di prosa, opere da camera e concerti sinfonici; abbiamo avuto la ristrutturazione, e il risultato è stato buono; abbiamo creduto che a questo punto nulla ci avrebbe impedito di assistere alla messa in scena di opere di ogni periodo, dal teatro antico all'avanguardia, senza più i limiti della sala precedente; abbiamo pregustato, fieri di potervi assistere nella nostra città, concerti del calibro di quelli a cui assistiamo nel resto della Regione e in Carinzia. Abbiamo detto fra di noi: "Quando avremo il nuovo teatro potremo ospitare degnamente gli artisti, senza il relativo imbarazzo di farli suonare nel vecchio cinema".
Dopo tutto questo attendere e sperare assistiamo all'uso del Teatro Verdi per giocolieri, acrobati, popstar, comici, spettacoli già visti – Zuzzurro e Gaspare con la stessa "Cena dei cretini" 15-17 anni fa – e cantanti sul viale del tramonto, in un irresistibile ricerca del pubblico "facile" e che possa riempire la sala assicurando l'incasso – parole del sindaco ad una precedente presentazione, e questo è il "progetto culturale". Senza contare la stucchevole e provinciale sottolineatura della "prima o esclusiva regionale", oltre a tutto quando si sa anche che le compagnie fanno il rodaggio dei lavori in provincia, per limarli prima delle rappresentazioni sulle piazze più importanti.
Da quando, negli anni Ottanta, il Milan non giocava più a calcio, bensì "faceva spettacolo", il concetto ha fatto strada. Lo stesso assessore Devetag, conferendo a Sylvain Chomet l'ultimo Premio Amidei, riuscì a lodare gli organizzatori per aver, a suo dire, fatto convivere la cultura con lo "spettacolo popolare". Grande complimento. Poco "popolare" dev'essere stato il Puppet Festival, autentica raffinata delizia prodotta dal CTA di Gorizia, che per la prima volta dopo vent'anni non ha previsto neppure una rappresentazione nella nostra città ed è stato presentato non da noi, ma al Caffè Tommaseo di Trieste. Il direttore artistico Piaggio ha illustrato il festival in diretta a Radiotre Suite e ha ricevuto assicurazioni dai Comuni di Grado, Romans ed Aquileia, che gli stanno aprendo le porte dimostrando sempre più interesse. Cos'ha fatto il nostro Comune per trattenere il festival, per avvicinare la popolazione ad un autentico gioiello che era nostro?
Si confronti i programmi dei teatri più vicini di Monfalcone ed Udine: parlano da soli. Costoro producono occasioni culturali, noi "spettacoli". Anzi, per Devetag Gorizia è essa stessa "città spettacolo". Nel vortice del proprio autoincensamento lo scorso gennaio l'assessore sentenziò che la stagione del nostro Teatro Verdi era “più brillante” di quelle dei teatri vicini più ricchi. E chi lo afferma? Lui, che mai si è visto nelle sale della Regione se non quando deve o vuole prendere la parola istituzionalmente? Cosa vuol dire “brillante”? La “brillantezza” sarebbe un parametro da inseguire, e non invece un progetto culturale, la proposta di serate che seguano una sintassi artistica e non d'immagine, la crescita offerta alla cittadinanza? Non lo è, al contrario, la possibilità che si formi un pubblico consapevole in cui rimane qualcosa; che non solamente transita nel teatro, ma attorno ad esso si coagula sentendolo proprio grazie alle scelte? Non lo sarebbe forse il nominare finalmente, da noi, un direttore artistico esclusivo per la musica, visto che siamo l'unico teatro della Regione che non lo ha? Allo scorso Mittelfest – presidente Devetag – Luca Ronconi disse alla stampa: "Mai come oggi c'è bisogno di un teatro che non sia solo intrattenimento, ma forma di conoscenza; il teatro è necessario come la Sanità."
Goriziani delusi, senza aprire bocca, hanno già scelto di frequentare le stagioni di altre sale. Noi ringraziamo Udine e Monfalcone per quanto presentano, in particolare per la musica, richiamando all’attenzione la differenza fra le espressioni usate dai relativi responsabili per presentare le proprie proposte e quelle infantil-adulatorie indirizzate al pubblico di Gorizia.
Bernardo Bressan

Il Forum per una nuova Gorizia

Il Forum per Gorizia si presenta alle prossime elezioni primarie del Centro Sinistra aderendo alla coalizione impegnata da quasi due anni a "costruire" un tavolo di concertazione programmatico e - da qualche mese - anche strategico.
Il movimento civico ha la convinzione di poter offrire alla città di Gorizia un'importante chance per il rilancio non soltanto del ruolo di capoluogo di provincia, ma anche di crocevia internazionale: in un programma di buona amministrazione saranno privilegiati la ricerca di ambiti dove poter discutere proporre e decidere con i "vicini" sloveni il futuro di un territorio che deve pensare insieme il welfare, l'urbanistica e la viabilità, le prospettive imprenditoriali, le "occasioni" offerte dalla collocazione geo-politica, il piano per il commercio e tutto il resto; il convinto - e non certo da oggi - sostegno all'iniziativa della rivista Isonzo/Soča relativamente alla valorizzazione del "Novecento Goriziano" intesa come fondamento di un'azione culturale, ma anche come autentica occasione per un rilancio delle città (Gorizia - Gorica) come punto di riferimento di un turismo impegnato; la valorizzazione delle risorse paesaggistiche, artistiche ed eno-gastronomiche, anche in prospettiva di un turismo "slow" fornendo supporti logistici adeguati in grado di attrarre da tutto il mondo ciclisti e camminatori entusiasti della nostra terra; la revisione del piano della viabilità per rendere nuovamente la città - e soprattutto il centro - luogo di incontro e di visita del cosiddetto "parco commerciale naturale" che necessita di iniziative in grado di renderlo avvicinabile e vivibile sotto tutti i punti di vista; la valorizzazione delle attività agricole e artigianali, da troppi anni dimenticate nonostante la loro funzione caratterizzante la vicenda storica di alcune zone - purtroppo da tempo marginalizzate - della città; un'attenzione al "sociale" che consenta a tutti i cittadini di farsi partecipi della "cura" dei soggetti più deboli, attraverso un'interazione ispirata agli illuminati modelli che Franco Basaglia iniziò a sperimentare proprio a Gorizia nello specifico ambito della psichiatria.
Sono solo alcuni dei tanti titoli dei settori sui quali il Forum per Gorizia ha lavorato in passato e si propone di continuare a lavorare - insieme alle altre forze politiche della coalizione di centro sinistra - con la convinzione di poter amministrare bene la città. Bene significa anche in modo autenticamente democratico, cioè anche attraverso la valorizzazione degli strumenti di partecipazione esistenti (referendum comunali con semplificazione delle procedure, discussione in consiglio comunale delle petizioni, assemblee civiche, ecc.) e l'"invenzione" di nuovi (revisione dello Statuto e del Regolamento consigliare anche attraverso il rilancio della delibera di iniziativa popolare, sportelli di ascolto permanente per le esigenze di tutti i cittadini, pubblicazione nell'atrio del Comune delle più importanti delibere, ecc.).
Andrea Bellavite

mercoledì 7 settembre 2011

Per una politica dei beni comuni

La domanda che sembra dominare le scelte e gli orientamenti di una parte consistente dell'attuale classe politica è: come realizzare il "mio" bene influenzando talmente gli elettori da far loro credere che il "mio" sia anche il "loro" bene?
Un'altra parte, meno incentrata sul proprio mero interesse, si domanda invece: come favorire il bene dei miei elettori in modo che la volta successiva rinnovino la loro fiducia?
In un caso e nell'altro viene dimenticato il "bene comune" e con esso conseguentemente i "beni comuni": che non è (e non sono) il "mio" bene né quello del gruppo di appartenenza bensì quel "bene di tutti" che dovrebbe essere il fine da raggiungere attraverso la diversità dei mezzi proposti dai differenti programmi e progetti politici. Il cittadino elettore non dovrebbe quindi scegliere il fine bensì semplicemente il mezzo per raggiungerlo; è parte integrante del processo politico all'interno del quale trova i mezzi adeguati per esercitare la propria dignità sovrana: esercita tale suo potere non solo ma anche scegliendo i propri rappresentanti nell'ambito di una via sociale oppure liberale al "bene comune", concretizzate dall'uno o dall'altro partito o movimento civico.
La personalizzazione dell'agire partitico è una conseguenza di tale grave dimenticanza: il "rappresentante" non si qualifica come tale perché "rappresenta" una categoria di persone che si riconosce in un'idea, bensì perché è più conosciuto degli altri grazie all'impatto emotivo costruito dai media - strumento fondamentale per la creazione e il mantenimento del consenso. Tutto ciò è stra-evidente a livello nazionale, in particolare durante la squallida (e tragica) manfrina della "manovra d'agosto" modificata quattro volte per compiacere agli interessi dell'uno o dell'altro pilastro di Potere.
Ma è un atteggiamento che si riscontra anche a livello locale: su un quotidiano un autorevole rappresentante del pd afferma che Collini è un ottimo candidato e che di fronte a un simile "nome" tutto il centro sinistra dovrebbe convergere senza neppure svolgere le "primarie". E perché poi? Come pensi Collini di raggiungere il bene comune e di garantire i "beni comuni" per i cittadini goriziani non è per il momento dato di sapere; così come non è stato detto esplicitamente chi rappresenta, se non una generica "società civile" della quale - in un modo o nell'altro - siamo tutti parte (anche se qualche volta danno spettacolo di "società incivile" perfino i partiti fanno parte della "società civile", a meno di un improbabile cambiamento dell'art. 1 della Costituzione e della - assai pericolosa - trasformazione della democrazia anche "rappresentativa" in solo "assembleare").
Ben venga Collini e chiunque altro a confrontarsi nelle ormai prossime primarie: ma a confrontarsi sul bene comune dei cittadini e sui loro beni comuni, non sul proprio pedigree o sull'appeal mediatico.

martedì 6 settembre 2011

Dalla parte dello sciopero generale

E' il giorno dello sciopero generale proclamato dalla CGIL. Nella provincia di Gorizia il centro della protesta è Monfalcone dove si prevede affluiscano molti lavoratori. L'incredibile confusione del Governo - ammessa candidamente anche dallo stesso Tremonti - ha fatto sì che l'obiettivo dell'iniziativa odierna non siano tanto i raffazzonati e continuamente cangianti contenuti, bensì la logica più che mai orientata a far pagare la crisi sempre alle stesse persone, cioè ai cittadini onesti, ai lavoratori dipendenti e alle famiglie già fortemente in difficoltà.
Il caos che regna sovrano imporrebbe a qualunque governo di farsi immediatamente da parte: la credibilità sta crollando ovunque e dal resto del mondo sull'Italia piovono amare e molto preoccupate ironie. Invece no, "tirém innanz" è il motto del centro destra, riunito intorno alla ben discutibile tesi secondo la quale la situazione troppo delicata sarebbe aggravata da una crisi di governo: come dire che quando le forze dell'ordine "beccano" un autista ubriaco non gli devono ritirare il mezzo e la patente, ma consentirgli di proseguire tranquillo mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti.
Del resto è lo stesso ragionamento riguardante gli ascensori al castello: si è deciso di farli, ormai è stata sventrata la collina, anche se con ogni probabilità si dimostreranno del tutto inutili e non si sa se potranno mai funzionare, bisogna comunque andare avanti. Tanto comunque pagheranno soltanto i cittadini... Ecco, appunto!

Primarie: il parere del segretario del pd cittadino

Ecco un interessante intervento del segretario del pd di Gorizia Giuseppe Cingolani:
Le primarie del centrosinistra sono aperte: al centro i cittadini e le proposte per la città.
Collini chiede primarie aperte a tutti, non solo agli iscritti ai partiti. Ma le primarie sono proprio questo: lo strumento per una politica nuova, che ponga al centro i cittadini e i loro problemi. Il Partito Democratico, con tutta la coalizione del centrosinistra, ha voluto le primarie proprio per incontrare la città e aprire un confronto sui contenuti, uscendo dalle segreterie dei partiti, perché la politica e le segreterie devono avere un unico scopo: coinvolgere e dare voce ai cittadini. Su queste basi è nato il Partito Democratico di Gorizia e ha realizzato tutta la sua attività, e su queste basi è nata la nuova coalizione di centrosinistra, dopo le lacerazioni delle ultime elezioni comunali.
Da mesi, con partiti e movimenti del centrosinistra, stiamo lavorando per condividere un programma e consegnare ai cittadini la scelta del candidato sindaco. Fa piacere che ora anche Collini si dica favorevole a ciò che con passione e dedizione stiamo già realizzando. Sono convinto che la partecipazione di Collini arricchirà le primarie e darà un contributo importante al centrosinistra, anche se non conosco ancora le sue proposte per Gorizia, mi stupisce e non condivido il suo giudizio positivo sull'operato di Romoli. La città è paralizzata e il nostro intenso lavoro è teso a costruire una svolta decisa che eviti la sua decadenza definitiva.
Conosco invece le proposte che il Partito Democratico negli ultimi anni ha elaborato attraverso il coinvolgimento di molti, anche non iscritti ad alcun partito: rimettere in moto Gorizia, farne un cuore pulsante di economia verde, renderci competitivi con la Slovenia e impedire che i giovani debbano andare altrove per trovare lavoro, rendere la presenza dell'Università feconda e duratura, rilanciare il turismo, valorizzare la cultura e la storia di Gorizia, la sua internazionalità e il suo incredibile patrimonio associativo, far diventare Gorizia maggiormente vivibile per i giovani e garantire aiuto e assistenza agli anziani e alle famiglie che si trovano in difficoltà.
Il Partito Democratico sceglierà di sostenere alle primarie un candidato sindaco in grado di realizzare efficacemente queste proposte, rivolgendosi a tutti i cittadini e alle associazioni, per liberare le energie inespresse della nostra bella città.
Giuseppe Cingolani

domenica 4 settembre 2011

Per una partecipazione democratica

La virtù dell’ammissione di colpa in Italia è un istituto sociale molto controverso.
Se da bambini siamo tutti educati alla trasparenza, all’ammissione della colpa, alla richiesta del perdono fraterno, da adulti invece sono la furbizia, la scaltrezza e la prevaricazione le qualità dell’uomo di successo. Non importa se poi tali condotte producono delle scelte spesso border line rispetto alla legalità di azione e portano quasi sempre al rinnegamento dell’etica sociale, quella del “gentlemen agreement” non sempre definita e prescritta dal quadro normativo vigente, ma affidata alla sensibilità della comunità delle persone e al senso di responsabilità individuale.
“Negare. Negare sempre!” questo insegnano le condotte dei politicanti nazionali, ma anche locali.
Negare a costo di cadere nel ridicolo, nel faceto…
Purtroppo il margine di libertà affidato al negazionismo dei propri errori è altissimo. È come se ad alcune cariche pubbliche fosse affidata, per tutta la durata del mandato, la “Licenza di sbagliare senza dover rendere conto”.
Se un sindaco costruisce un’opera inutile, estremamente dispendiosa, che deturpa il paesaggio storico e paesaggistico della sua Città, egli di fatto non dovrà rispondere di fronte a nessuno del suo operato e delle sue scelte, a patto che le procedure formali e la burocrazia sottostante all’appalto dei lavori e al rendiconto delle spese siano state gestite nel pieno rigore della legge.
In pratica con una certa carica pubblica puoi:
- inventarti una necessità da inserire nel “Quadro dei fabbisogni e delle esigenze”dell’Amministrazione presieduta;
- promuovere l’accantonamento della somma necessaria per la realizzazione dell’intervento in grado di soddisfare la necessità sollevata (distraendo risorse cittadine o regionali o nazionali o comunitarie da altri ambiti  scuola, sanità, imprese, immigrazione, famiglia, sicurezza, tecnologia, ricerca…);
- inserire l’intervento nel “Programma triennale delle opere” e quindi farne approvare la copertura economica attraverso la formalizzazione del “Elenco o Piano annuale delle opere” (*)
- indire la procedura di gara per l’affidamento dei lavori seguendo con stretto rigore tutti i requisiti formali del processo (D.Lgs. 163/2006 poi modificato dal D.Lgs. 207/2010);
- pagare le imprese appaltatrici liquidando gli importi fatturati….
…tutto questo senza farsi interrogare, senza rendere conto, senza mai essere obbligati a rispondere sull’effettiva utilità, necessità e sulle ricadute economiche, ambientali e sociali di medio e lungo periodo associate alla realizzazione dell’opera / servizio / intervento realizzato.
(*) la legge stabilisce per opere di un certo importo anche lo studio di fattibilità il cui scopo sarebbe proprio quello di accertare l’effettiva pertinenza della spesa richiesta.

Allora: posto che al senso di responsabilità individuale non possono essere fissati “paletti normativi”, è possibile per il futuro pensare ad amministrazioni pubbliche locali che si diano delle regole che “superino” i confini e gli obblighi dei meri adempimenti burocratici e che, di fronte a qualsiasi intervento di interesse per la Comunità amministrata, pongano tra i pre requisiti essenziali di un’opera la raccolta di pareri, favorendo la partecipazione e l’accoglimento di suggerimenti, correzioni, controproposte al fine di ottimizzare la spesa e l’impiego delle risorse pubbliche?
Chiudo con questo anatema:
chi viene eletto costituisce espressione della volontà di una comunità più o meno popolosa, volontà che però perdura nel tempo e che nel tempo muta, in funzione delle congiunture economiche e sociali che sulle persone di quella comunità hanno effetto.
Chi viene eletto quindi, in tutto il tempo del suo mandato, deve conoscere, capire, interrogare, coinvolgere il proprio elettorato e anche i propri oppositori.
E quando sbaglia clamorosamente, almeno chiedere scusa.
Giovanni Civran

Di Collini e delle Primarie

Dunque il ragionamento di Collini è questo: io non sono scelto dalle segreterie dei partiti ma sono espressione della società civile (per ora non viene detto quale, si fa riferimento all'associazionismo e al volontariato - pensando ai "trascorsi" si può pensare al mondo sportivo, a una parte dell'arcipelago della solidarietà, a una parte cospicua e influente dell'informazione locale, a qualche parroco e al cattolicesimo democratico che ruota intorno a uno stimato periodico isontino al quale non sono estranei politici di lunga carriera quali gli "entusiasti" Brandolin e Brussa...).
Quello del quotidiano locale è il seguente: di fronte a un candidato così forte il Centro Sinistra "interpellato" non può fare altro che riunirsi invece di perdere tempo con delle "primarie" ormai superate dalla "discesa in campo" dell'illustre giornalista.
In realtà per Collini le strade possibili sono quattro:
- la prima è la più semplice e certamente per lui la più conveniente, convincere (probabilmente senza molta fatica) il pd a candidarlo alle primarie con l'ulteriore appoggio di un ampio "cartello" sottoscritto dai suddetti esponenti della società civile. Dopo l'eventuale vittoria avrebbe dalla sua parte anche gli altri cinque gruppi sottoscrittori della coalizione. Inoltre avrebbe usufruito di un'ottima occasione - a costo quasi zero - per presentarsi serenamente alla città prima delle inevitabili "scintille" di una campagna elettorale.
- la seconda è puntare direttamente al primo turno elettorale "saltando" anche il pd e ritenendo sufficiente per l'approdo al ballottaggio l'ampio appoggio di parte della società civile goriziana insieme al prevedibile forte "voto disgiunto" nello stesso pd e negli altri gruppi del centro sinistra "coalizzati". Percorso avventuroso, ma rischioso anche per la successiva eventuale "amministrabilità" del Comune eventualmente conquistato.
- la terza è rifiutare le primarie e puntare diritto al "primo turno" elettorale, aggiungendo a quello della suddetta "società civile" l'esplicito sostegno dell'imbarazzato pd cittadino che in questo modo andrebbe a demolire la coalizione faticosamente da esso stesso in buona parte costruita. E' chiaro che in questo caso chi non riconosce in Collini un candidato adeguato dovrà sceglierne altri da inviare al primo turno o attraverso una del tutto improbabile mini-primaria tra i gruppi superstiti o semplicemente presentando diversi candidati. Ricordando che al primo turno il problema non è superare il 50% ma far sì che non lo superi il candidato del centro destra, anche offrendo agli elettori diverse possibilità: sarebbe tuttavia un'evidente delegittimazione dell'istituto delle primarie nonché una grave contraddizione per il pd che le ha sempre sostenute senza se e senza ma.
- la quarta è ritenere un affronto la richiesta di "primarie" e ritirare la disponibilità dando sponda agli osservatori esterni per tacciare tutti coloro che non si sono riconosciuti immediatamente in tale candidatura di essere soltanto dei "litigiosi demolitori del centro sinistra" (e di conseguenza "involontari sostenitori di Romoli"). Ma quest'ultimo sibillino scenario sembra essere estraneo all'indiscutibile spessore democratico e alla saggezza di Roberto Collini.
La palla ora passa alla coalizione (che si ritroverà mercoledì sera presso la sede dell'Unione Slovena in una riunione già da tempo fissata per "definire" le modalità delle primarie) e soprattutto al pd dalle decisioni del quale dipende in buona parte il destino delle pre-consultazioni . ab

venerdì 2 settembre 2011

A questo punto, avanti con le Primarie

Secondo l'odierna cronaca locale del Piccolo Roberto Collini si autopropone come candidato sindaco del Centro Sinistra goriziano. Niente da eccepire, un "nome" noto che si presenta con una sviolinata a Romoli che suscita qualche dubbio sulla conoscenza della vita cittadina, ai minimi storici per ciò che concerne entusiasmo e speranza per il futuro. Inoltre da una conversazione "origliata" sotto la sede del quotidiano si apprende che il segretario comunale Cingolani vorrebbe (il condizionale è di assoluto obbligo, anzi si può sollevare qualche perplessità su un modo di intercettare le conversazioni non propriamente da manuale di cortesia) rimettere in gioco l'ex sindaco Brancati.
Beh, a questo punto non si può fare altro che andare alle Primarie: il Forum - dopo lungo e articolato dibattito - è arrivato ad accettarle e a promuoverle con gli altri cinque gruppi. Chi sia il candidato pd è affare interno al pd, ma chiunque sia dovrà misurarsi con gli altri candidati alle primarie. Le alternative erano due, presentarsi al primo turno elettorale con diversi schieramenti e candidati riunendosi in prospettiva del secondo turno oppure svolgere un previo dibattito interno all'intero Centro Sinistra (di cui la coalizione Forum è quella risultata più votata nelle ultime elezioni comunali) per la scelta condivisa di un unico candidato: ma ormai si è abbondantemente fuori tempo massimo, la decisione collettiva di andare a primarie c'è già stata - tra l'altro sostenuta con grande convinzione ed entusiasmo dal rappresentante ufficiale del pd.
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giovedì 1 settembre 2011

Una ciclabile lungo via Terza Armata

Il nuovo tratto di pista ciclabile che parte dalla base del cavalcavia della rotonda di sant’Andrea per raggiungere il tratto iniziale di via Terza Armata è stata realizzata in modo adeguato: percorso protetto, asfalto colore mattone.
Peccato che non si sia pensato anche di fare anche un tratto verso via Trieste. Peccato che in via Terza Armata finisca all’altezza della prima concessionaria di auto; e peccato che non sia stata nemmeno presa in considerazione la possibilità o, meglio, l’improbabile possibilità, di raggiungere questa fine/inizio della ciclabile quando si viene dalla direzione opposta, ovvero da via Vittorio Veneto: ci si troverebbe a percorrere contromano un breve, ma assai pericoloso tratto si strada!
La cosa più pratica ed auspicabile sarebbe quella di proseguire, quindi, con la ciclabile/ciclopedonale sul lato destro della via (lato concessionarie) fino ad arrivare all’incrocio con via V. Veneto, da realizzare sul fosso già parzialmente coperto e canalizzato.
Per continuare la ciclopedonale, la strada potrebbe essere allargata, includendola, all’altezza dei recenti insediamenti abitativi, quelli vicini al semaforo, utilizzando lo spazio delineato dalla linea dei pali in cemento dell’illuminazione pubblica. In questo modo, si risolverebbe anche il problema della mancanza di marciapiede, più volte richiesto dai residenti.
Dal semaforo, poi, la ciclabile potrebbe proseguire in via della Scuola Agraria accanto alla fila di parcheggi posti lungo il muro di cinta dell’ex sanatorio per continuare con quella già esistente di via Blaserna. La carreggiata sarebbe meno ampia per il traffico automobilistico, ma l'attuale larghezza poteva essere giustificata solo quando la Casa Rossa era l’unico valico internazionale e quindi l’afflusso di traffico era notevole e comprendeva anche i TIR. Non solo, ma con una carreggiata ridotta, si spingerebbe molto di meno sull’acceleratore...
nc

Il Regno del Caos

Il caos regna sovrano e i nodi vengono al pettine: tutti si discute della "manovra aggiuntiva" e ogni giorno essa viene radicalmente cambiata rispetto al giorno prima; non si capisce più che cosa viene proposto, su che cosa discutere e su cosa protestare. Ci sono tanti motivi di preoccupazione che non riguardano "solo" un a questo punto improbabile pareggio di bilancio ma anche il futuro (ma ormai è purtroppo bene dire il presente) delle istituzioni democratiche: tra essi c'è un elemento che contribuisce ad alimentare la confusione ovvero lo scollamento totale tra le posizioni di "partito" a livello centrale e periferico. Si assiste a spettacoli che lasciano come minimo perplessi: comuni e province di centro destra (Lega, pdl e quant'altro) capeggiano la rivolta contro il governo di centro destra; ex alleati di Berlusconi (Fli e dintorni) denunciano senza se e senza ma un Governo che essi hanno contribuito in modo determinante a mettere in piedi su programmi e presupposti non molto diversi da quelli che oggi sta attuando; un Consiglio Comunale a maggioranza centro destra come quello di Gorizia sforna a ripetizione ordini del giorno contro la giunta regionale di centro destra e arriva perfino a chiedere ufficialmente le dimissioni del ministro Brunetta (chissà se la mozione approvata nell'ultimo Consiglio è stata fatta pervenire al Governo centrale?). Altro che "allineamento dei pianeti": con la ventilata abolizione delle province c'è il rischio reale di uno scontro permanente fra paralisi istituzionale centrale e nostalgia del potere dei Comuni. Nell'anno in cui si ricorda il 150° anniversario dell'Unità d'Italia! E l'opposizione? A livello nazionale viene ripetuto il solito ritornello "se ne devono andare" e non viene proposto in alternativa granché; a livello locale si stanno muovendo rapidi passi verso le "primarie" del centro sinistra e le prime impressioni inducono ad auspicare che dietro ai pochi "negoziatori" che lavorano da qualche mese "uniti nella diversità" in clima di sorprendente armonia non ci siano altri che brigano nel retrobottega. Sì, perché è pulita l'aria che si respira intorno al "tavolo" dei sei gruppi che hanno aderito finora alla coalizione: forse qualcosa di nuovo può nascere, un'onda di democrazia partecipata e rappresentativa che potrebbe crescere anche ben oltre Gorizia...