sabato 30 luglio 2011

Verso le primarie...

Sei gruppi politici goriziano si sono incontrati ieri per impostare il regolamento delle elezioni primarie del centro sinistra, che si dovrebbero svolgere in autunno. Si tratta di pd, idv, fc, del, us e forum. Per illustrare problemi e prospettive il forum invita a un incontro che si terrà martedì 2 agosto preso la sede di via San Giovanni 5. Il sondaggio promosso da questo blog ha ottenuto pochi ma significativi risultati, indicando che la netta maggioranza dei lettori propone la realizzazione delle primarie. Si è anticipata la chiusura del sondaggio proprio all'ora della riunione di martedì, in modo che chiunque lo desideri possa offrire anche in questo modo il proprio contributo alla discussione.

venerdì 29 luglio 2011

Il Consiglio Comunale di Gorizia chiede le dimissioni di Brunetta!

Serata soft al Consiglio Comunale di ieri sera, seduta come al solito "salvata" dalla presenza di numerosi esponenti della minoranza che hanno provveduto a mantenere all'inizio il numero legale. Approvate le interpretazioni autentiche del Gect, con clamorosa e non motivata astensione di un componente della Giunta comunale; approvate una dopo l'altra le mozioni e gli ordini del giorno presentati dalla minoranza consigliare, in particolare dai consiglieri Bianchini e Portelli.
Il centro destra è in crisi d'ossigeno e per la prima volta da quattro anni in qua i malumori da lungo tempo covati vengono alla luce: il Consiglio Comunale di Centro Destra vota praticamente all'unanimità una censura di parte della manovra finanziaria del Governo di centro destra, contesta con accenti piccati la mancata risposta della Giunta regionale di Centro Destra sulla trombolisi al san Giovanni di Dio; addirittura "passa" a maggioranza un ordine del giorno che invita il ministro del centro destra Brunetta a vergognarsi per le sue recenti esternazioni e perfino a dimettersi dal Governo. Complici le assenze "pesanti" del sindaco Romoli e del "grande vecchio" Valenti i membri della maggioranza consigliare hanno dimostrato che se vogliono e non hanno ordini dall'alto possono ragionare con la loro testa.
O semplicemente che anche loro non ne possono più di questa lunga agonia dell'era berlusconiana.

giovedì 28 luglio 2011

Quale welfare a Gorizia?

Che cosa è stato fatto in questi quattro anni di amministrazione Romoli a favore del welfare? I giornali ne hanno parlato poco e sempre in occasioni particolari, come ad esempio in occasione dell'emanazione delle odiose e totalmente inutili ordinanze antiaccattonaggio: il loro scopo dichiarato era trovare un'escamotage per risolvere il "problema" della signora che abitava su una panchina dei Giardini, la questione è stata rifilata a un'associazione di volontariato con la promessa di intervenire "entro un mese". Sono passati ormai due anni e la signora dei Giardini è ancora a carico del privato sociale goriziano, nessuno se ne è più minimamente interessato e l'ordinanza antiaccattoni continua a esistere per colpire i più poveri tra coloro che vivono in città.
Al di là di queste situazioni eclatanti i servizi sociali hanno continuato in un clima di giusto e rispettoso silenzio a rispondere a centinaia di esigenze pressanti di famiglie e singoli rigettati dalla crisi ai margini della vita sociale. Un buon terzo del bilancio comunale è dedicato a tali interventi, spesso ostacolati dalla burocrazia e da leggi regionali assurde come quella prima bocciata dalla Corte Costituzionale poi riapprovata con qualche correzione che impedisce di fatto l'accesso ai servizi ai non residenti da qualche anno sul territorio regionale.
Ma oltre alla necessaria risposta alle situazioni d'emergenza, quale politica del welfare è stata portata avanti da questa Giunta? Oltre al classico pacco viveri spesso delegato alla Caritas e all'emporio della solidarietà, c'è stato qualche tentativo di offrire ai cittadini in situazione di bisogno percorsi di sostegno in grado di integrarli nel mondo del lavoro e nella vita della società goriziana?
Nella città dove Basaglia ha iniziato la sua "rivoluzione" c'è stato qualche tentativo di riprendere in mano le sue intuizioni e applicarle all'intero sistema dell'assistenza territoriale? Esistono contatti tra le amministrazioni comunali contermini slovene e italiane per affrontare insieme ai responsabili della sanità i gravi problemi riguardanti il disagio giovanile e adulto, le tematiche relative alle dipendenze, la prevenzione delle difficoltà attraverso consapevoli proposte di collaborazione imprenditoriale?
Sono domande retoriche, in realtà è stato fatto molto poco per uscire da una logica meramente assistenzialistica e proiettarsi verso un più moderno sistema di welfare territoriale e comunitario in grado di trasformare tutti i cittadini in operatori di cura e nel contempo soggetti curati, diventando ciascuno protagonista della costruzione della Città. L'assistenzialismo crea ulteriori dipendenze (anche politiche purtroppo) e non risolve i problemi, l'aggravarsi della crisi spazzerà via anche le ultime barriere protettive; l'investimento sul protagonismo di ciascuno apre una finestra su un futuro sostenibile e rispettoso della dignità della persona.

martedì 26 luglio 2011

LasciateCIEntrare

Si riceve da Daniela Del Bene (Tenda per la pace e i diritti) questo interessante (e inquietante) report sulla giornata di ieri al CIE di Gradisca. E' un po' lungo, ma da leggere con attenzione.

Oggi 25 luglio, l'on. Monai (IDV) ha visitato il CIE di Gradisca d'Isonzo all'interno della mobilitazione nazionale indetto da una lunga lista di promotori: LasciateCIEntrare è infatti l'appello contro il divieto di ingresso nei centri della stampa e delle associazioni, promosso dalla FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA (FNSI), ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi. Il giro di vite sulla libertà di informazione, già in precedenza in gravissime difficoltà, è stata data dalla circolare n. 1305 emanata il 1 aprile 2011 che definisce come un “intralcio” la presenza di giornalisti all'interno delle strutture.

Ecco alcune delle parole di Monai all'uscita.

“Con tutta franchezza il mio cane vive meglio, ha più libertà e condizioni migliori. Non mi aspettavo di trovare condizioni così disastrate. Si tratta di persone che vengono rinchiuse in una sorta di cella senza materassi, costrette a dormire per terra, con ambienti piuttosto asfittici nei quali anche l'ora d'aria si riduce a 10 minuti al giorno di permanenza in una sorta di recinto di una ventina di metri quadrati, dove possono fumare due sigarette al mattino e due alla sera. Anche la possibilità di telefonare a casa è riservata ad un momento ogni 10-15 giorni per alcuni minuti. Le condizioni nei carceri sono certamente migliori. E tra l'altro queste persone non hanno commesso reati, sono solo stati intercettati durante la loro fuga dalla Libia o dalla Tunisia. Sono qui da diversi mesi ormai. Hanno visto l'avvocato solo una volta in occasione dell'udienza di fronte al giudice di pace, hanno difficoltà ad essere messi in contatto e interagire con i loro difensori. I contatti con la famiglia sono riservati a una telefonata ogni 10-15 giorni per pochi minuti, non possono utilizzare i loro cellulari, non possono godere della loro disponibilità economica, non possono acquistare nulla, neanche vestiti che spesso sono inadeguati alla situazione. Sono 59 persone rispetto ad una capienza di 52. Maggioranza è tunisina, uno dal Bangladesh, un iraqueno; uno di questi è un tunisino sordomuto che mi ha fatto capire che da 4 giorni non riesce a dormire per una mal di denti che lo assilla e ho voluto accompagnarlo all'infermeria; il medico ha garantito che questa sera gli somministrerà una fiala di tranquillanti per dormire. Dice che da giugno l'ha preso in cura e che oggi solleciterà l'intervento di estrazione di questo dente. Una sola stanza è stata ritenuta agibile dai Vigili del Fuoco dell'ala interessata negli ultimi scontri, ospita 10 persone. Le persone sono ancora costrette a dormire su brande di ferro con un sacchetto delle immondizie nero a mo' di materasso in condizioni poco dignitose per l'essere umano. Stavano meglio in Tunisia di quanto stiano qui. Il campo sportivo non è ancora sistemato, per cui i minuti di aria concessi vengono passati in una sorta di cortile recintato a mo' di gabbia dei leoni in gruppi di persone. E questo è un elemento di grande sofferenza. Nelle stanze c'è un televisore dotato di televisore ma senza canali satellitari che permetterebbero una maggior vicinanza con la loro madrepatria. Bagni essenziali con erogazione d'acqua fredda e calda separati, su due diversi lavandini. Con la conseguenza che quella calda non è utilizzabile perchè esce a temperature molto alte. Credo che basti poco per rendere perlomeno decoroso questo ambiente che crea sofferenze ulteriori per le condizioni che impone. Tempistica sul cambio di gestione non sono state comunicate. Non hanno dato dettagli su presenza di soggetti pregiudicati.
Forze di polizia e enti gestori dichiarano che hanno margini di iniziativa piuttosto limitati, devono attenersi a disposizioni superiori che li costringono a togliere i materassi. Secondo me bisognerebbe garantire quel minimo di decoro che è la fornitura di un materasso anche ignifugo; sta di fatto che le persone che sono qui oggi non c'entrano niente con quelle contestazioni e mi sono sembrate anche persone molto composte, bravi ragazzi, potrebbero essere nostri figli. Nel momento in cui si abbassano le garanzie di vivibilità dignitosa in un contesto di reclusione come questo c'è il rischio che anche si ottunda il senso di rigore e di rispetto della persona da parte degli operatori che affiancano la struttura. Il fatto di essere costretti a vivere continuamente situazioni così estreme rischia di far accettare cose che normalmente uno non è disposto a tollerare.
Il cibo è fornito da una ditta di catering che è stata sostituita perchè si sono verificati dei fatti incresciosi a detta degli stessi operatori che avevano determinato anche le contestazioni dei “reclusi”. Hanno chiesto di poter acquistare del cibo diverso con proprie finanze ma questo non viene permesso. Oltre al cibo dato ai pasti hanno in dotazione due sigarette al mattino e due alla sera, nulla può essere acquistato extra. Non ci sono attività durante la giornata, solo quei pochi minuti al mattino e alla sera.
Secondo me c'è bisogno di un'operazione di trasparenza che metta di fronte agli occhi dei nostri concittadini che metta in evidenza di come oggi il problema dell'immigrazione clandestina sia gestito dal punto di vista amministrativo. Questo dovrebbe da una parte essere denunciato come stiamo facendo oggi, dall'altra dovrebbe portare ad una reazione di legalità da parte delle organizzazioni ministeriali improntata a garantire che se non attualmente magari in brevissimo tempo questi centri che molto hanno a che vedere con le carceri possano essere visitati dalla stampa.
Questi centri sono degli spauracchi di valenza intimidatoria per dare un esempio di come gli immigrati possano essere trattati nel nostro paese al fine di tenerli lontani dai nostri confini. Se fosse questo l'intendimento sarebbe da discutere sul cinismo di un'operazione di questo tipo e il dato oggettivo è che i flussi migratori sono certamente di numero e portata tale che le strutture che sono state attrezzate per ospitare gli immigrati da identificare in vista delle espulsioni non sono una risposta adeguata al problema reale che c'è nel paese.”

Attenti al lupo!

La sconvolgente vicenda di Oslo pone molti interrogativi che vanno al di là del tragico assassinio di quasi ottanta persone. Si è pensato subito alla Jihad e al terrorismo internazionale, poi sono saltate fuori le farneticazioni di questo strano individuo armato dalla volontà di "purificare" e "disinquinare" il tessuto culturale della Norvegia globalizzata. Non si può neppure invocare il disagio sociale, essendo il Paese nordico ai vertici di tutte le classifiche sulla qualità di vita dei suoi abitanti.
E allora? Allora c'è la sensazione che la sistematica criminalizzazione e banalizzazione dei "settori integralisti" dell'Islam, dei susperstiti assertori del "comunismo" e delle "frange estremiste" della galassia no global, oltre che indurre a superficiali generalizzazioni abbia contribuito a nascondere la crescita di fermenti molto pericolosi. Non solo in Norvegia ma anche in Italia stanno spuntando come funghi circoli di giovani che si prefiggono lo scopo di "cacciare l'invasore" islamico, di "estirpare il comunismo", di salvaguardare le (da loro supposte) "radici cristiane" dall'invasione consumistica e materialistica del capitalismo.
Certo, non c'è relazione diretta fra questi centri di riflessione pseudoculturale e azioni militari come quella portata a termine dal giovane norvegese, tuttavia quando si coltivano idee ispirate all'odio contro gli altri in nome della propria pretesa "purezza" può facilmente nascere una pianta malefica. Con risultati - come purtroppo ben si sa - che possono arrivare fino alla catastrofe planetaria!

sabato 23 luglio 2011

Un po' di riflessione...

Il transpolitico è la trasparenza e l'oscenità di tutte le strutture in un universo destrutturato, la trasparenza e l'oscenità del cambiamento in un universo destoricizzato, la trasparenza e l'oscenità dell'informazione in un universo privato di avvenimenti, la trasparenza e l'oscenità dello spazio nella promiscuità delle reti, la trasparenza e l'oscenità del sociale nelle masse, del politico nel terrore, del corpo nell'obesità e nella donazione genetica... Fine della scena della storia, fine della scena del politico, fine della scena del fantasma, fine della scena del corpo - irruzione dell'osceno. Fine del segreto - irruzione della trasparenza (...)
L'era del politico fu l'era dell'anomia: crisi, violenza, follia e rivoluzione. L'era del transpolitico è l'era dell'anomalia: aberrazione senza conseguenza, contemporanea all'avvenimento senza conseguenza. L'anomia è ciò che sfugge alla giurisdizione della legge, l'anomalia è ciò che sfugge alla giurisdizione della norma (la legge è un'istanza, la norma è una curva, la legge è una trascendenza, la norma è una media). L'anomalia si presenta in un campo aleatorio, statistico, un campo di variazioni e di modulazioni che non conosce più i margini né le trasgressioni, caratteristiche di quello delle legge, dato che tutto è inghiottito nell'equazione statistica e operativa. Un campo talmente normalizzato che l'anormalità non vi ha più posto, foss'anche sotto le specie della follia e della sovversione...
da J. BAUDRILLARD, Le strategie fatali, Feltrinelli 1984 (!)

No all'accorpamento del Cossar-Da Vinci

L'Istituto scolastico di Gorizia Cossar-Da Vinci, frequentato da oltre 450 studenti, deve rimanere tale per le giuste motivazioni morali e sociali offerte nella bella lettera di Bernardo De Santis pubblicata ieri dal Piccolo. Per chi avesse dei dubbi la sopravvivenza autonoma è garantita chiaramente dallo stesso Decreto Tremonti (legge 6 luglio 2011, num.98, art.19, comma 5):
Alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 500 unita', ridotto fino a 300 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificita' linguistiche, non possono essere assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato. Le stesse sono conferite in reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni scolastiche autonome.
Pertanto, no all'accorpamento di un Istituto che oltre a contribuire alla formazione professionale di centinaia di giovani goriziani si è distinto in questi ultimi anni per ciò che concerne l'istruzione degli adulti, l'insegnamento della lingua italiana a centinaia di stranieri, la presenza formativa nel delicato ambiente carcerario di via Barzellini.

mercoledì 20 luglio 2011

Primarie o non primarie, questo è il problema!

Una parte del centro sinistra di Gorizia propone le elezioni primarie per decidere il nome del candidato sindaco e soprattutto per avviare un percorso unitario in vista delle elezioni comunali del 2012. Le motivazioni che suggeriscono un cammino comune sono molte, alcune inoppugnabili quali la maggior forza garantita dalla sinergia fra apparati partitici e istanze di "movimento" nonché l'incidenza mediatica di fronte ai cittadini che si interessano dell'amministrazione del "pubblico". Meno convincente il richiamo "alle elezioni precedenti" quando la divisione del centro sinistra - dopo la sciagurata defenestrazione del sindaco uscente da parte dell'allora Ulivo - non è stata affatto la causa determinante della sconfitta, semmai ha limitato i danni "costringendo" Romoli a un'assai risicata vittoria al primo turno (50,9%). Le "primarie" inoltre presuppongono chiarezza di intenti e convinzione sui nomi proposti all'interno di ciascuna delle forze politiche che le promuovono, aspetto questo allo stato attuale tutto da chiarire sia nell'ambito dei "partiti" che dei "movimenti". A molti sembra poco corretto pretendere un'adesione previa "a scatola chiusa", secondo loro occorre previamente conoscere nomi e intendimenti di ciascuno dei "concorrenti" in modo da garantire prima durante e dopo un leale confronto e un onesto impegno a favore del prescelto.
D'altra parte secondo altri osservatori in un sistema elettorale a doppio turno non è necessariamente un danno all'immagine unitaria del centro sinistra lasciare a tutti i cittadini elettori il compito di scegliere non nelle primarie ma direttamente al primo turno elettorale il proprio sindaco o il proprio rappresentante da inviare al ballottaggio: è logico che al secondo turno non ci dovrebbero essere dubbi, ma una presentazione differenziata potrebbe intercettare i voti di chi non vedrebbe di buon occhio un accordo previo e pertanto - senza sostenibili alternative - preferirebbe segnalare il proprio disagio con un'astensione.
Le ultime amministrative hanno offerto positivi esempi nell'uno e nell'altro senso: Pisapia a Milano la via delle primarie, De Magistris a Napoli la via del "primo turno".
Che cosa ne pensate? Potete esprimere il vostro parere in modo articolato lasciando un commento a questo post oppure più semplicemente "votare" il sondaggio a lato entro e non oltre il 31 agosto.

martedì 19 luglio 2011

Spietata matematica

I numeri, si sa, devono essere presi in considerazione con le pinze: quelli di gradimento o di insoddisfazione, quelli relativi al maggiore o minore introito dalle attività commerciali, quelli - anche recenti - riferiti all'aumento o alla diminuzione della presenza dei turisti... Ma un numero è inequivocabile, quello dei residenti in città. Ebbene, l'ultimo dato ci dice che continua la progressiva decrescita del numero degli abitanti di Gorizia, nonostante una sensibile presenza di immigrati residenti.
Al di là delle grida di vittoria o dei preoccupati lamenti per delle cifre sempre discutibili e interpretabili, gli amministratori i maggioranza e opposizione dovrebbero partire da questo fatto e domandarsi come fermare l'emorragia che in pochi anni ha portato Gorizia da oltre 40mila a circa 35mila residenti, ormai tra gli ultimi cinque comuni capoluogo in Italia (di una provincia - fra l'altro - che è anch'essa la quintultima in Italia su 103).
Perché la popolazione diminuisce così sensibilmente? Oppure, perché rimanere o venire ad abitare a Gorizia? La risposta teorica non è troppo difficile, quella pratica è una grande sfida che riguarda tutti i goriziani ai quali è affidata la stessa sopravvivenza della città.

lunedì 18 luglio 2011

Il Romoli-archeologo

Visibilmente in difficoltà dati gli ultimi sviluppi della “questione ascensore”, Romoli si scopre archeologo. Non è la Sovrintendenza che chiude il cantiere, ma è lui stesso che, orgoglioso del ritrovamento, lo pensa un'ulteriore attrattiva nei pressi dell'ascensore. La realtà è un' altra, così sintetizzabile.
1) Si sono iniziati lavori su un colle dove tutti sapevano esserci mine e possibili reperti: si è iniziato a lavorare senza fare sondaggi preventivi.
2) Nonostante il progetto sia stato modificato, come asserito dagli stessi progettisti nel 2010, non ci si è preoccupati di chiedere la VIA, atto dovuto e previsto da una legge che risale al 1990.
3) Non si è mai voluto ascoltare l'opinione della gente, andando avanti in modo arrogante, distruggendo quello che si opponeva al faticoso cammino (vedi casetta di via Franconia, chiamata “rudere” in modo da poterla abbattere in modo più indolore, anche se era immessa nel piano regolatore in una zona agricola da tutelare e non aveva costituito sino a quel momento alcun impedimento).
4) Ancora oggi non si ha idea se la regione darà i soldi per le cabine e quanto si spenderà per la gestione.
5) Tutti questi ritardi provocheranno un aumento dei costi difficilmente calcolabile. L'ascensore, come succede da altre parti d'Italia che hanno a che fare con la TAV o il ponte sullo stretto, non corrisponde ai bisogni di nessuno, ma “bisogna fare sennò si perdono i finanziamenti”. Che logica è questa? Si utilizzino i finanziamenti dove servono, in un periodo in cui noi tireremo ancora di più la cinghia e i nostri soldi sono sprecati in appalti dispendiosi e inutili.

domenica 17 luglio 2011

Molte idee e non confuse

Tra meno di un anno i cittadini di Gorizia saranno chiamati a eleggere gli amministratori. L'attuale maggioranza - in primis il Romoli che sembra essere in pole position per un'eventuale candidatura a sindaco - farà di tutto per dimostrare di "aver fatto" tutto ciò che la vituperata Giunta Brancati e il suo assessore di lavori pubblici Crocetti non avevano fatto (peraltro lo stesso Crocetti in qualità di stimato professionista adesso è direttore dei più importanti lavori di restyling cittadino avviati durante l'epoca Romoli). L'opposizione concentrerà i suoi sforzi su una "vittoria" ottenuta a qualunque costo, pur di "mandare a casa gli attuali amministratori". E il termine "qualunque costo" sta per alleanze, strategie, promesse di assessorati e prebende varie da distribuire equamente tra sinistra e possibilmente anche destra.
"Vincere" per cosa? Per mantenere uno status quo garantito da oltre sessant'anni da poche potenti "cricche" (citazione rumizziana) goriziane? O per incamminarsi su strade innovative che al di là degli slogan potrebbero interessare davvero i cittadini?
Quali? Ecco alcuni titoli, sui quali si auspica non solo l'avvio di un proficuo dibattito, ma anche un inizio di lavoro reale per giungere alla realizzazione di qualche obiettivo concreto.
1. Costituzione di un organismo permanente, espressione della democrazia rappresentativa e della struttura organizzativa dei territori, che costruisca percorsi concreti di collaborazione tra Gorizia, Nova Gorica e Comuni limitrofi: l'obiettivo prossimo potrebbe essere quello di costruire un comune e condiviso piano regolatore (dove la domanda di fondo sia: quale idea di città a misura della persona umana e delle relazioni sociali autentiche?) e dei lavori pubblici, percorso del welfare comunitario, piano del traffico, progetto culturale, accademico, turistico, ecc., quello a lungo respiro la realizzazione di una città internazionale "unita nella diversità" sotto l'egida dell'Unione Europea.
2. Valutazione approfondita dei percorsi possibili per uscire da una crisi produttiva e imprenditoriale che sta rischiando di portare la città di Gorizia fuori da qualsiasi possibile appeal sostenibile. Tenuto conto del punto 1 l'obiettivo è trasformare la peculiarità del territorio in occasione di sviluppo a partire da una posizione propositiva e non difensiva. Anche qui è indispensabile la realizzazione di tavoli di lavoro tra imprenditori e rappresentanze sindacali dei lavoratori di qua e di là del vecchio confine.
3. Ripensamento della struttura organizzativa: in un momento in cui il centro sinistra e il centro destra non sono capaci di "tagliare" gli enti provincia si potrebbe proporre la trasformazione della provincia di Gorizia in "Comune isontino ( o meglio "goriziano"). E'inimmaginabile il risparmio in termini di costi gestionali, ma soprattutto la ricaduta sull'"incidenza politica" a livello regionale e nazionale. Un'impostazione che non cancellerebbe affatto le importanti identità culturali delle singole zone, al contrario le valorizzerebbe in un contesto più ampio, efficace e meno burocratico. Da rivedere anche le cosiddette "partecipate" che non possono più essere considerate merce di scambio nell'ambito dei "giochetti" preelettorali ma devono essere considerate sulla base del bene pubblico.
4. Reale attenzione alla democrazia partecipata e al coinvolgimento dei cittadini, seguendo un percorso esattamente opposto a quello seguito da Romoli e c. per l'emblematicissima vicenda degli ascensori al castello: nessuna informazione pubblica e rifiuto di qualsiasi strumento di percezione della volontà degli elettori, nessuna previsione reale di costi di gestione, nessuna proiezione su benefici e ricadute positive in termini di vivibilità della città... Valorizzazione e semplificazione degli strumenti referendari consultivi e delle iniziative di delibera popolare.
5. Un welfare non incentrato sulle (assolutamente inutili) "grida manzoniane" contro Trieste, Udine, Monfalcone e naturalmente Lubiana, bensì sull'offerta di percorsi originali e specifici che consentano non soltanto la sostenibilità delle proposte ma anche la sottolineatura di alcuni aspetti prioritari e caratteristici proprio del goriziano. Ad esempio una rivalutazione storica dell'operato di Basaglia (grazie al quale si parla di Gorizia in tutto il mondo) potrebbe offrire l'occasione per attuare - di concerto con Trieste - la sua "rivoluzione" coinvolgendo nell'impresa tutti i cittadini. Ma anche la cancellazione dell'impostazione assistenzialistica impressa dall'attuale Giunta e l'avvio di un reale approccio di "cittadinanza terapeutica" (felice espressione del card. Martini negli ormai antichissimi tempi in cui era a Milano).
6. Alla base di tutto una concezione della cultura a partire dalla complessa storia del Novecento territoriale, tema già più volte trattato e che in questo contesto non sembra necessaria richiamare se non appunto come base e fondamento della convivenza sull'ex confine, dell'archivio della memoria, del rilancio imprenditoriale, della valorizzazione delle peculiarità paesaggistiche, enogastronomiche e storiche, del turismo "slow"...
Così,giusto per segnalare alcuni titoli da riprendere e approfondire; ce ne possono essere anche altri (smaltimento rifiuti, difesa ambientale e diga sull'Isonzo, coinvolgimento in Carso 2014, ecc. ecc.): lo spazio è aperto alla discussione. Molto più interessante del tormentone sul rapporto fra pd e fli, fra udc e lega, fra sinistra critica e demcratica, fra sel e rc, e così via...

giovedì 14 luglio 2011

Ascensori al castello: stop ai lavori!!!

Non ci raccontano mai niente...a anche questa volta non è il Comune a dirci quello che succede attorno agli ascensori al castello ma una notizia uscita nel notiziario radiofonico RAI FVG di mezzogiorno.
La Soprintendenza ai Beni architettonici e ambientali ha disposto lo stop ai lavori di realizzazione degli ascensori al castello. A determinare lo stop precauzionale è stato il ritrovamento di un manufatto di spessore di due metri che secondo un primo esame dovrebbe costituire parte dell'antica cortina muraria di terrazzamento del castello. Secondo una prima relazione della soprintendenza il ritrovamento impone la sospensione dei lavori con conseguente ripensamento del progetto iniziale.
I reperti sono stati scoperti lo scorso 17 giugno nel corso dei lavori di scavo in prossimità del punto in cui sarà realizzato il secondo dei tre ascensori. La lettera della Soprintendenza sarà probabilmente arrivata in Comune che si guarda bene dall'informare la cittadinanza. Per il sindaco Romoli “si tratta di un evento ampiamente prevedibile che non muta lo scenario complessivo: l'opera verrà realizzata in ogni caso”.
Possibile che per il sindaco sia sempre e comunque, in ogni caso e ad ogni costo, più importante proseguire con i lavori? Perché mai non si domanda - come lo invita a fare la Soprintendenza - se il ritrovamento è importante? Magari un turista potrebbe trovare più importante venire a Gorizia per vedere resti storici di un antica fortificazione muraria appena emersi, invece di entrare e uscire in tre ascensori.

Number trhee

Il sindaco, nella seduta del Consiglio Comunale afferma che non ci vuole la valutazione di impatto ambientale VIA per l'ascensore al castello, perché il progetto del 2011 è uguale a quello del 2005. Peccato però che la VIA è obbligatoria dal 1990 e da quanto si evince dalla legge, proprio le funicolari sono oggetto di valutazione. Comunque adesso, con la Sovrintendenza che blocca i lavori per il muro antico, il progetto dovrà essere variato. Cosa farà Romoli, cercherà di evitare la VIA anche questa volta? Cosa produrrà la sua mente vulcanica? Dirà che il progetto è uguale a quello di Max Fabiani e allora la valutazione non serve?

Cosa pensa la "cente"

Chi è impegnato nei vari livelli delle istituzioni politiche e amministrative si rende conto del distacco dalla vita ordinaria dei cittadini? E' una domanda che si impone, soprattutto quando si ha occasione di sentire contemporaneamente l'una e l'altra "campana".
Generalizzato il discorso diventerebbe troppo complesso, un blog non può pretendere di più che suggerire qualche riflessione e aprire qualche discussione... Per il momento è sufficiente fermarsi a Gorizia: nelle riunioni di forze politiche le persone parlano ritenendo di interpretare con chiarezza il volere della base (la cosiddetta "cente" della quale ognuno si sente portavoce e a nome della quale interviene esprimendo la propria opinione sui giornali e altrove). In realtà se si interpella direttamente la "cente" ci si accorge che quasi nessuno conosce il pensiero o il progetto politico dell'uno o dell'altro, anzi normalmente quasi nessuno ha idea di chi siano i politici che credono di essere tanto importanti in città: a meno che non siano identificato come gli autori di qualche specifica azione più o meno folkloristica ovvero che abbiano acquisito visibilità in altri settori della vita civile (sport, categorie sociali, professioni con particolare visibilità, ecc.)
In realtà il punto sta proprio nell'identità della "cente", cioè di coloro che si suppone rappresentare: a livello di settori produttivi, di cosa vive Gorizia? Le industrie sono ormai al lumicino, l'agricoltura e l'artigianato sono quasi un ricordo, il commercio arranca, gli ambiti lavorativi di gran lunga più "abitati" sono quelli pubblici (Azienda Sanitaria, Scuola, Università, Enti locali - il dato trasmesso dai quotidiani rivela che la Provincia di Gorizia ha un costo per abitante doppio rispetto alle altre province della Regione - ecc.) oppure quelli privati legati a particolari professioni (avvocati, commercialisti, notai, ecc.). Analizzando lucidamente la situazione, quale futuro può avere una città nella quale non esistono prospettive di sviluppo sostenibile a livello produttivo? La questione fondamentale che interessa questa "cente" - soprattutto i giovani - è se è possibile o meno rimanere a Gorizia e a quali condizioni.
La questione è molto più culturale di quello che sembra, infatti la risposta a questi interrogativi risiede in un'ovvia constatazione il cui valore è stato sottovalutato e marginalizzato da sessant'anni di ostracismo: l'unica possibilità di salvezza per Gorizia consiste nel ritrovare la sinergia con il proprio antico territorio. La collaborazione con Nova Gorica e Comuni limitrofi è stata di fatto mortificata con il mini-Gect goriziano, nato da una (assai striminzita) costrizione strategica e non da una profonda convinzione programmatica: la "cultura" della destra goriziana che di fatto governa la città - con rare eccezioni - dal dopoguerra è ancora fortemente radicata tra la "cente" che tuttora si sente minacciata "dalla Jugoslavia" oltre che naturalmente dagli immigrati (che a Gorizia sono tra l'altro molto pochi) che "portano via agli italiani soldi e posti di lavoro".
Per questi - e ovviamente molti altri - motivi l'obiettivo prioritario di questo momento non è l'individuazione di una strategia finalizzata a vincere le prossime elezioni bensì la costruzione di relazioni reali con i vicini, ripensando insieme urbanistica, sviluppo produttivo e imprenditoriale, piano del traffico e del commercio, rilancio turistico e - in primis - culturale (si pensi che non esiste ancora un giornale in grado di comunicare sugli stessi fogli la "vita" della vecchia Gorizia e della Nova Gorica!) Ed è la costruzione di una nuova cultura dell'accoglienza e della reciprocità, in grado di superare quelle fratture profonde che trovano la loro radice nel sistema politico e culturale che ha caratterizzato Gorizia in quel ventennio fascista con il quale ancora non si è voluto fare i conti. Forse per non disturbare il sonno della memoria del "cittadino onorario" Benito Mussolini!
ab

mercoledì 13 luglio 2011

Cancellare SUBITO la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

Interessante la riflessione che oggi il quotidiano locale propone in merito alla cittadinanza onoraria di Gorizia che tuttora risulta conferita a Benito Mussolini. Il sindaco cerca di evitare la provocazione schernendosi dietro a un ben poco politico "lasciamo dormire la storia". In realtà molti dei nomi inscritti nel registro dei "cittadini onorari" sono un disonore per la città, così come parecchi dei nomi che caratterizzano una parte cospicua delle vie cittadine.
Una cosa per volta: la storia non dorme mai e per questo problematiche come quella sollevata dal responsabile redazionale del Piccolo devono essere risolte all'interno della storia, attraverso l'approvazione di un documento inoppugnabile che dimostri - appunto a chi verrà dopo - che i goriziani degli anni 2000 non vogliono avere come cittadino onorario Benito Mussolini e che rifiutano senza se e senza ma il fascismo, in tutte le sue forme ed attuazioni. Anche quella rappresentata dal peggiore dei revisionismi, quello che vuole appunto "addormentare la storia", soprattutto quando essa è scomoda e rivela scheletri non troppo ben nascosti negli armadi della vita politica, culturale e sociale...

martedì 12 luglio 2011

Il fondo del barile

C'era una volta il "partito dell'amore". Una parte si è smarcata già prima del 2008 (Casini, Buttiglione, ecc.), un'altra parte è fuoriuscita con Fini (Fli e altri, osservati con una certa simpatia perfino dai settori della destra pd): tutti si stracciano le vesti contro l'arroganza del premier che governa "ad personam", nessuno ha mai speso una parola per chiedere scusa agli italiani. Bastava dire: "E' vero, l'abbiamo fatto vincere noi, eravamo sul palco mano nella mano a cantare Forza Italia, siamo stati degli ingenui..." (vero Udc?); oppure: "L'avevo già mollato, poi l'ansia di potere mi ha accecato e ho costruito con lui il Pdl, ho sbagliato e io sono tra i maggiori responsabili della situazione in cui versiamo. Ma adesso ho finalmente aperto gli occhi, chiedo perdono..." (vero Fini, ecc.?). Nulla di tutto questo, solo una corsa a riposizionarsi, possibilmente saltando sul carro del prossimo vincitore che tutto fa pensare sarà oggi e sempre il "centro", cioè il pentapartito di andreottiana memoria. Con la benedizione della Chiesa, dei veteroliberali, dei veterosocialisti, dei veterorepubblicani e così via.
Niente di nuovo sotto il sole? Sì, ci sono enormi novità e non buone: camminando per l'Italia si osservano da vicino molti fenomeni che sempre si sanno ma non sempre si tengono presenti. Migliaia di piccole fabbriche chiuse, intere periferie industriali trasformate in squallide discariche, cementificazione di buona parte del verde in pianura sostituito ovunque da orribili centri commerciali (si pensi a Villesse - là dove c'era l'erba... - e si moltiplichi per mille), proliferazione di centinaia di "compratori d'oro" anche nei più piccoli centri di montagna. Insomma, la sensazione è di un Paese meraviglioso che si è clamorosamente fermato e che sembra non avere futuro: città con decine di migliaia di abitanti hanno vissuto e sono cresciute attorno a specifiche attività industriali; adesso che le fabbriche sono serrate, le campagne sono cementificate o comunque gestite attraverso sofisticati sistemi automatici, il terziario ha esaurito i propri posti... come si potrà continuare ad andare avanti?
Insomma, mentre gli ex alleati sputano nel piatto in cui hanno abbondantemente mangiato i ministri si insultano tra loro e il capo del governo sconfessa di fatto il suo stesso responsabile dell'economia, l'Italia va a rotoli, vittima di una crisi che costringe le famiglie a raschiare il fondo del barile, i giovani ad attendersi un domani - nello stramigliore dei casi - una pensione da fame, i risparmiatori a rompere gli ultimi salvadanai. In una situazione così grave la tentazione di abbandonare la politica degli interessi e dei giochetti elettorali è molto forte; ma è altrettanto forte la convinzione che il disimpegno non è sicuramente la soluzione dei problemi.
ab

lunedì 11 luglio 2011

Balle spaziali number two.

Il nostro sindaco non perde il vizio di dire le bugie e - come dicono gli americani – se qualcuno dice balle su cose di piccolo conto, figuriamoci su ciò che importa veramente!In attesa di capire qualcosa in più sulle intenzioni dell'amministrazione riguardo alla VIA, segnaliamo la seconda bugia. La prima, per chi avesse perso la memoria, è il fatto che, se non si faceva l'ascensore, si sarebbero dovuti restituire i soldi di Piazza Vittoria. Figuriamoci, dopo 11 anni e dopo che nelle delibere regionali si parlava genericamente di “impianti di risalita”. E poi Tondo non è amico e collega del sindaco? Non gli si può far presente che i tempi mutano? Che l'opinione pubblica è spaventata da dover affrontare i costi di gestione? Che peraltro non sono reperiti i 750 mila euro delle cabine ( o gabine, come dice il consigliere della Lega) e che difficilmente lo saranno. Seconda balla: in consiglio comunale è stato chiesto, en passant, se il Cantiere era mai stato chiuso dall'inizio dei lavori. Il sindaco ha giurato e spergiurava di no, che i lavori vanno avanti, sono sempre andati avanti, senza alcuna interruzione. Invece essi sono stati fermati in febbraio, precisamente il 7 febbraio del 2011, per consentire l'abbattimento, in fretta e furia, della casetta di via Franconia. Si dirà che è una piccola bugia, ma intanto siamo già alla seconda. E possiamo garantire che tra poco sveleremo la terza e la quarta.

AdG

sabato 9 luglio 2011

Impariamo da chi ne sa di più.

“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, idee, ideali, programmi pochi e vaghi, sentimenti e passione civile, zero” Chi pronuncia queste frasi? No, non è Beppe Grillo, ma Enrico Berlinguer nel 1981. Molto importante il commento di Roberta De Monticelli sul “Fatto” di oggi: il distacco assurdo e nefasto tra politica e morale, tra consapevolezza della necessaria esistenza di un legame tra pratica politica quotidiana e ideali, passioni, sentimenti ci ha ridotti a questo cinismo da bottega di infimo ordine. Un ordine dove esistono gli “schiavi liberi” che esibiscono mutande appese nei loro comizi: feccia. E adesso ci diano pure dei “puritani”, e dei “moralisti”,come non a caso il sindaco ci ha definiti. Forse ritorna il momento di cacciare i mercanti dal tempio. Sempre con la frusta, secondo tradizione.

AdG

giovedì 7 luglio 2011

Alla faccia.

Riepiloghiamo gli ultimi fatti sugli ascensori al castello, semplificandoli un po', ma la sostanza è questa: la Regione sanziona il Comune per violazione della legge e dice al Comune due cose.

La prima: stai lavorando sulla collina del castello con un progetto che non ti abbiamo approvato. Io - dice la Regione - ti do i soldi e voglio controllare il progetto per il quale tu, Comune, li spendi.

La seconda: prima di iniziare i lavori dovevi avviare la procedura di valutazione impatto ambientale, mostrando il progetto che volevi realizzare ai tuoi cittadini e chiedendo loro se avessero qualcosa da osservare in proposito.

Cioè la Regione sostiene che il Comune avrebbe dovuto, prima dell'inizio dei lavori, mettere un avviso all'albo pretorio, presentare alla città i disegni del progetto e degli studi ambientali, dire come intendeva modificare la collina del castello, chiedere se qualcuno intendeva presentare delle osservazioni.

Se così fosse stato fatto, con la partecipazione dei cittadini e delle associazioni, forse il progetto si sarebbe potuto modificare o forse – perché no? - l'opera non sarebbe nemmeno partita. Insomma, ora si palesa come evidente quello che fin dall’inizio era un sospetto: che il Comune non abbia attuato questa procedura proprio nel timore che i goriziani non avrebbero accettato la realizzazione degli ascensori.

Ma il Comune che ha nascosto tutto, e non solo ai goriziani, ora viene sanzionato dagli uffici tecnici della Regione che “bonariamente” dice al Comune: non hai fatto tutte queste cose fino ad ora, falle adesso!

E come risponde il Sindaco? Ma neanche per idea! non faccio niente: non c'è nessun progetto da approvare, nessuna pratica di valutazione impatto ambientale da avviare e poi io il progetto degli ascensori non lo mostro e non chiedo il parere di nessuno. Vado avanti come ho sempre fatto: non vi racconto quando i lavori sono sospesi e quando finiranno, se vengono ritrovate delle bombe sulla collina non lo dovete sapere e non vi dico nemmeno se i reperti ritrovati dalla Soprintendenza abbiano un interesse storico oppure no. Tengo tutto per me!

Alla faccia della cittadinanza e, perché no? anche della Regione.

Tempo fa il sindaco aveva affermato che se ci fosse stato un referendum e avesse vinto il NO agli ascensori, i lavori comunque sarebbero continuati, tranquillamente. Beh, tranquillamente si fa per dire; i lavori – ha detto ancora il sindaco - devono proseguire perché la collina oggi non è messa - come dovrebbe - in sicurezza e c'è il rischio che con una forte precipitazione crolli giù. E anche questo fatto, uscito fuori solo per la confusione nata con le ultime vicende, non si doveva sapere.

Se vien giù la collina e non ci restiamo sotto, un giorno sapremo tutto da soli, dopo, quando ci presenteranno il conto. Solo allora, fra tagli alle pensioni, ticket da pagare e servizi in meno, sapremo quanto ci costerà questa ulteriore tassa che ogni goriziano dovrà pagare per mantenere quest'opera inutile, voluta dal Comune a tutti i costi, alla faccia della trasparenza e della democrazia.

la compagnia dei transalpini

domenica 3 luglio 2011

Ascensore per l'inferno.

Sconcertanti esternazioni del sindaco Romoli sull'ennesimo scivolone della sua Giunta riguardo all'ascensore al Castello. Breve riepilogo: su segnalazione di Legambiente, dopo le verifiche che da mesi e mesi Forum e gruppi ambientalisti fanno su questo tema e che hanno permesso di smontare le mille palle blu che dicevano che bisognava restituire i soldi di piazza Vittoria se non si faceva l'ascensore, con lettera datata 23 giugno 2011 La Regione chiede al Comune che venga prodotta dallo stesso la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Non è opinabile che la VIA sia fatta, lo dice la lettera della Regione, ma anche il decreto legge 152/2006 che al punto 7 afferma con chiarezza che gli impianti di risalita, funicolari o linee simili di tipo particolare o principalmente adibite al trasporti passeggeri, devono essere provviste del documento. Per inciso, quando mi recai in Comune a chiedere notizie della VIA, un tecnico mi rispose che la VIA per l'ascensore non era prevista (!). Dal 2001 dunque né la Regione, né il Comune si preoccupano di chiedere e fornire l'importante carta. Altro elemento: risulta – afferma testualmente la Regione – che il progetto è stato approvato nel 2001 il preliminare,nel 2003 il definitivo e nel 2005 l'esecutivo, poi riadottato nel 2010 ed in corso di riapprovazione.

Ora si deve spiegare cosa significa che il progetto è stato riadottato ed è in corso di riapprovazione. I lavori vanno avanti dunque senza l'approvazione, oltreché senza la VIA?

Ci sono poi le scoperte murarie della Sovrintendenza che dovranno essere tutelate, a differenza della casetta di via Franconia, liquidata - a nostro avviso - troppo celermente. Oggi però il sindaco dice un'altra cosa preoccupante. Oltre a non volere chiudere il Cantiere, anche se mancante della documentazione prescritta, afferma che non si può chiudere lo stesso perché ci si esporrebbe al rischio di crollo qualora ci dovesse essere una forte precipitazione. Ragazzi – direbbe Crozza – siamo matti? Ma che cantiere è se crolla con la pioggia e non si può fermare se no viene giù tutto? Conclude il primo cittadino che non si può lasciare adesso la collina così, dopo averla deturpata. Non è questo certo un problema di chi l'ascensore non l'ha mai voluto ed ha fatto tutto il possibile per impedirne la costruzione. Forse se il Sindaco avesse qualche volta accettato di parlare con i cittadini e Del Sordi avesse fatto l'assemblea che doveva fare in marzo, avrebbero potuto ascoltare dei pareri diversi e meno faciloni. Questa è la bomba a orologeria nostrana che ci lascerà la giunta dei tremontini isontini.

AdG

Gli ascensori al castello e le associazioni

Viene riportato, di seguito, il comunicato delle Associazioni.


Il Comitato contro l'Ascensore al Castello di Gorizia (CO.AS.GO.) rende noto che, a seguito della

segnalazione fatta da Legambiente al Servizio Valutazione Impatto Ambientale delle Regione, risulta che il progetto dell'accesso diretto al Castello tramite funicolare doveva essere soggetto ad una procedura autorizzativa, detta verifica di assoggettabilità, con lo scopo di accertare se gli impatti del progetto fossero tali da richiedere ulteriori e più approfondite indagini mediante la cosiddetta Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.). Pertanto la Regione ha disposto che il progetto sia ora sottoposto a questa procedura di verifica e che vengano individuati tutti i mutamenti fin qui arrecati all'ambiente dal cantiere (il decreto di avvio del procedimento è pubblicato sul sito della Regione Friuli Venezia-Giulia al link


(http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/AT9/ARG6/FOGLIA4/allegati/vpa5.pdf).


Il Comitato ha anche richiesto al Presidente della Regione la sospensione dei lavori per effettuare le dovute valutazioni al fine di verificare eventuali irregolarità procedurali. Il Comitato rende anche noto che, a seguito di un’ispezione congiunta, effettuata dalle Soprintendenze ai

Beni Architettonici, nella persona del Soprintendente stesso Arch. Luca Rinaldi, e da quella ai Beni Archeologici, nella persona della Dott.ssa Paola Ventura, i lavori per la realizzazione della funicolare sono stati bloccati lo scorso giovedì 30 giugno: durante la fase di scavo lungo il tracciato sul quale dovrebbe sorgere l’impianto sono difatti emerse antiche preesistenze murarie, giudicate dagli addetti ai lavori di notevole interesse e valenza storico-archeologica, tali da richiederne uno studio più approfondito e sistematico e una salvaguardia che, molto probabilmente, obbligherà i progettisti ad ideare una variante rispetto all’esecutivo del 2010, attualmente in corso d’opera, variante che dovrà anch’essa essere sottoposta al vaglio di tutti gli enti preposti e competenti in materia.


Il Comitato, prendendo atto della situazione e configurandosi un’irregolarità amministrativa rappresentata dall’iter burocratico, inequivocabilmente incompleto, a cui è stato sottoposto il progetto, con gravi risvolti ambientali, economico-finanziari e storici, soprattutto alla luce dei recenti, significativi ritrovamenti archeologici, si riserva eventuali azioni legali.


COASGO


Associazione Ambiente Italia

Comunità Capi AGESCI Gorizia 2

Comunità Capi AGESCI Gorizia 3

Associazione Forum Cultura

Gruppo Archeologico Goriziano

Gruppo Culturale Mediaart - Cormòns

Italia Nostra ONLUS - Sezione di Gorizia

Legambiente Gorizia

Principesca Contea di Gorizia

WWF Isontino “Eugenio Rosmann”

sabato 2 luglio 2011

Ascensori al castello: ultimo atto?

Per intanto pare che i lavori siano di nuovo fermi.

E come al solito noi che quei lavori paghiamo, di quei lavori non sappiamo nulla.

E' proprio previsto dalla legge che il Comune dica a che punto sono, se sono veramente fermi, perché non vanno avanti, quali problemi ci sono. Incapace di portare avanti un procedimento trasparente, di dire a che punto sono i lavori, di spiegare il progetto raccontando quanto costa tutta l'opera, quanto costerà mantenerla, a cosa serve e quale utilità avrà per la città, il Comune ha da sempre sostenuto che tutte “le carte” erano a posto.

Che non fosse proprio così noi lo dicevamo da un anno e ora anche due enti, la Regione e la Soprintendenza si muovono.

1. La Regione nei giorni scorsi ha mandato al Comune una comunicazione di avvio di un procedimento amministrativo in merito agli obblighi previsti sulla valutazione di impatto ambientale. La Regione ritiene che il Comune abbia violato la legge non informando i cittadini dei lavori, non presentando i dovuti studi ambientali sulle modifiche della collina del castello e non assicurando la possibilità a chi lo desiderava di fare osservazioni al progetto. In pratica tutto quello che avevamo sempre sostenuto, viene ora sanzionato dalla Regione!

Ma la Regione con la stessa lettera mette a conoscenza il Comune che la legge prevede anche la possibilità di sospendere i lavori e ordinare di ripristinare la collina a verde.

Come finirà? Restate in contatto e sarete informati.

2. La Soprintendenza ha bloccato i lavori perché negli scavi lungo il tracciato della funicolare sono state ritrovate antiche mura che hanno bisogno di ulteriori studi e valutazioni sulla loro importanza storica e archeologica. Se la Soprintendenza dirà che per di là la funicolare non può proprio passare per gli ascensori al castello si tratterà di ripartire praticamente da zero. Con un altro percorso, un altro progetto e altri 12 anni per ritornare al punto di oggi!

E già che ci siamo ecco altre due notizie.

Ricordate la casetta sulla salita di via Franconia abbattuta e che non si poteva demolire in quanto bene comune e patrimonio della città? E' stato presentato in Procura un esposto per accertare se questi fatti costituiscano reati.

Last but not least: la Regione dice che il progetto appaltato all'impresa che scava sulla collina del castello è in corso di riapprovazione, cioè non è approvato! Com'è possibile costruire con un progetto non approvato? Non lo sappiamo, dica il Comune com'è!

Paolo Sergas

venerdì 1 luglio 2011

Museo del '900



Nella riunione della redazione di Isonzo Soča, alla presenza del Sindaco di Nova Gorica e dell'Assessore alla cultura di Gorizia è stato presentato il nuovo numero della rivista ed il progetto di collocazione nelle due città del pannello già esposto al festival "E' storia", allegato all'ultimo numero. Le autorità presenti si sono dette interessate e disponibili a discutere all'interno di una commissione sia i contenuti che la collocazione nelle due città del pannello stesso, prima importante tappa del Museo diffuso del Novecento. Speriamo che l'incontro, senz'altro positivo, segni una tappa importante della collaborazione culturale tra le due comunità.