mercoledì 29 giugno 2011

Turisti a Gorizia

Veramente strani questi dati sull'affluenza turistica a Gorizia. Si passa da un meno sei per cento ad un attuale boom di turisti italiani: dalla Lombardia arriva un più 24,67%, pazzesco l'appeal goriziano sui liguri che si precipitano in città in più 80%, ma anche i toscani, campani e laziali arrivano da noi in gran quantità. Sarebbe interessante che questi numeri fossero dati con criterio, ordinati, tabulati, si sapesse in maniera più approfondita da quando a quando sono stati raccolti. Inoltre manca ogni specificazione di sesso, età, razza, professione. Tutti quei liguri sono studenti? Operai? I campani lavorano nell'edilizia? Nei mercati settimanali? Giocatori d'azzardo? Va bene che è turismo mordi e fuggi ma da chi siamo azzannati? Dobermann, volpino? Insomma più informazioni potrebbero darci indicazioni più precise su come riaggiustare l'offerta turistica. Devetag comunque non ha dubbi: l'ascensore, con tutti questi turisti, ci vuole! Ma se i visitatori fossero tutti pellegrini in marcia verso il sentiero celeste, chi glielo spiegherebbe che si fa prima ad ascendere al cielo con la funicolare?

domenica 26 giugno 2011

Tempi nuovi

La crisi politica del nostro paese è sotto gli occhi di tutti ed i modi per superarla saranno ulteriori tagli al pubblico impiego, al precariato, all'occupazione femminile e giovanile. Quali riflessi avrà la crisi in città? Quali scomposizioni avverranno nel centro destra locale alle prese con il tramonto di Berlusconi e la possibile implosione del partito del grande illusionista? Siamo chiamati a dare una svolta a Gorizia con le proposte che in questi cinque anni l'opposizione ha fatto in consiglio comunale e che il Forum ha portato avanti sulla cultura, sui lavori pubblici, contro gli sprechi, in difesa dei beni comuni. Anche in città c'è bisogno di una speranza, rappresentata da una nuova classe dirigente libera dai condizionamenti della politica di sessant'anni fa. Il percorso elettorale richiede un'ampia partecipazione, la stesura del programma una presa di parola dei soggetti che si sono, ad esempio, riconosciuti nella battaglia referendaria. Per questo il Forum rimane un luogo aperto di discussione sulle strategie più adatte ad arrivare alle prossime comunali. L'invito che facciamo a coloro che sono interessati ad avere un luogo di confronto è quello di partecipare alle riunioni, aperte a tutti i contributi. Perchè il vento cambi, è necessario che in tanti soffino nella stessa direzione.

AdG

venerdì 24 giugno 2011

Un cerchio in piazza



Da qualche giorno, nella più famosa piazza di Gorizia, quasi in asse con la galleria Bombi, è apparso un perfetto cerchio del diametro pari – ad occhio – alla base della fontana del Pacassi. Senz’altro non è la versione cittadina dei “crop circles” che appaiono qua e là nelle campagne di tutto il mondo a significare qualcosa di misterioso o voluto per suscitare curiosità. Appunto, anche qui si tratta di curiosità: cosa succederà ancora in piazza della Vittoria?

(testo e foto di Nevio Costanzo)

giovedì 23 giugno 2011

30.000 o 3.000.000?

A volte, vivendo a Gorizia, si ha la sensazione di stare in una capitale, non di 30.000 persone, ma di tre milioni di abitanti. Strade sporche, contenitori lungo la strada pieni di sacchetti di immondizia, rifiuti ingombranti che stazionano sui marciapiedi, soprattutto nei quartieri periferici. Ieri poi un traffico in uscita da Gorizia, sotto il sole cocente, che costringeva gli automobilisti a gimcane incredibili per guadagnare una strada possibile. Ha ragione chi ha detto che per arrivare a casa o al lavoro sarebbe stato meglio guadare con le chiatte l'Isonzo. Insomma tutti i guai della metropoli ma senza avere né il Colosseo, né il Duomo di Milano, né Pisapia, né De Magistris, ma sempre i Nostri che in quanto a programmazione dei lavori e segnaletica lasciano un po' a desiderare.

domenica 19 giugno 2011

Candidature? A che?

Il sindaco Ettore Romoli dichiara che si candiderà forse nuovamente a sindaco. Di che? Farebbe meglio a proporsi – come abbiamo più volte detto – a dittatore. La dittatura era una carica che i Romani attribuivano a uomini importanti in caso di crisi della res publica. E' proprio il nostro caso! La città si sta spopolando ed invecchiando a causa della totale mancanza di prospettive. Idee non ce ne sono e quelle che vengono in mente sono demenziali, come l'ascensore. Anche l'edilizia arranca: si cedono aree pubbliche, ma poi i lavori dei privati smettono, in attesa di qualche miracolo di mercato e noi ci becchiamo gli scheletri dei manufatti. Più emergenza di così! E poi, con la dittatura si spenderebbe di meno per la politica, si sveltirebbe l'amministrazione. Sicuramente il sindaco, ben attrezzato di cultura classica, a questo sta pensando: forse è perché già si vede nei panni dell'aristocratico Silla che non fa convocare da mesi il consiglio comunale, né sollecita i suoi presidenti di commissione a fare qualcosa. Macchè primarie del centro destra! Si faccia eleggere per acclamazione e per alzata di lancia dalla fedele truppa.

AdG

venerdì 17 giugno 2011

La "Storia" recente

Ho letto l'articolo sul Piccolo “Guerra fredda sulla maxi foto” pubblicata dal vostro giornale e vorrei fare alcune considerazioni. Credo che, per troppo tempo e talvolta volutamente, Gorizia sia vissuta nel clima della guerra fredda, spesso consapevolmente alimentata: sarebbe troppo facile dimostrare che l'esistenza del confine non è stata solo una lacerazione, ma anche l'occasione per alcuni di rendite politiche, affari, contributi statali, assistenza. Di questo bisognerà scrivere la storia. Ma ormai la guerra fredda e lo scontro ideologico vanno superati: al di là del confine non ci sono più i “titini”, ma persone dinamiche con cui è vitale che Gorizia collabori. Se da un lato si vuole fare il GECT, ma dall'altro ci sono retro pensieri sui nostri partner, se vogliamo ragionare sul goriziano come territorio omogeneo e poi non applichiamo la legge 38, il percorso sarà molto arduo. Il problema è che oggi la posta in palio è la sopravvivenza della città, la sua capacità di espandersi, dal punto di vista economico e dei servizi. In questo senso vanno rifatti i conti con il passato: non possiamo infatti permetterci di rendere episodica la nostra azione di collaborazione, perché facciamo un passo avanti ed uno indietro con gli amici di Nova Gorica.

A mio avviso i conti con il passato vanno però fatti su un piano di assoluta parità e di rispetto reciproco tra gli interlocutori. Non è dunque razionale che l'assessore alla cultura di Gorizia, invitato nella sede del giornale per la presentazione del lavoro, sostenga che il pannello storico allestito dalla rivista Isonzo Soča, “è troppo sbilanciato” e che verrà sottoposto a giudizio dalla commissione storica del Comune. Parlare di “sbilanciamento” significa non guardare con il necessario distacco – essenziale per un assessore – al fatto che il punto di vista che abbiamo rappresentato è un modo di guardare alla storia assolutamente legittimo. Il punto di vista di coloro che hanno patito le violenze del fascismo, degli sloveni, di coloro che hanno fatto la Resistenza è un modo di vedere le cose che ha la stessa dignità di quello del famigliare di una persona scomparsa nella foiba.

Compito della politica è favorire il confronto, lavorare per il riconoscimento ed il rispetto di tutte le posizioni, sempre che si pongano all'interno dei valori e dei principi della Costituzione, non sgridare gli scolari che non si uniformano al pensiero e alla “cultura” dominante in città da sessant'anni. Dominare infatti non significa dire la verità, ma semplicemente avere avuto il potere e gli strumenti per imporre un modo di leggere il passato. Il giornale Isonzo Soča da decenni offre alla città un grande contributo, in termini di idee e di proposte concrete, sui temi della cultura, ovviamente dal suo osservatorio e con la sua sensibilità. Qualcuno vuole confrontarsi con noi, entrare nel merito delle nostre proposte, rispondere agli inviti che facciamo, oppure saremo perennemente rimandati a settembre?

Anna Di Giannantonio

redattore di Isonzo Soča

giovedì 16 giugno 2011

Esito dei referendum: la consapevolezza dei valori condivisi

Il senso di appartenenza di un gruppo ai valori che lo qualificano risulta accendersi sensibilmente di intensità quando ogni membro costituente ha la percezione della dimensione del gruppo stesso e quando il singolo individuo acquisisce la consapevolezza che il suo pensiero è condiviso “la fuori” da altri… o – meglio ancora – da molti.

Forse in Italia per la stragrande maggioranza delle persone sta succedendo proprio questo: si sta acquisendo la consapevolezza dell’esistenza e della resistenza di un orizzonte dei valori condiviso anche su aspetti multi task e tale processo – anche se molti partiti se ne vogliono assumere il merito – solo minimamente è stato condizionato dalle indicazioni di voto suggerite dai diversi schieramenti politici.

Capiamoci: c’è chi ha proposto l’astensionismo, chi il SI, chi il NO e chi un MIX di soluzioni di voto. La risposta è stata invece un plebiscito più che evidente su una serie di argomenti molto diversi tra loro: la privatizzazione di un bene pubblico, la giustizia “ad personam”, l’energia nucleare. Equivale a dire che anche se siamo Siciliani, Romagnoli, Toscani, Sardi, Friulani, Romani, Valdostani tutto sommato siamo cresciuti condividendo e sviluppando delle comuni e solide regole del “buon senso” non ancora del tutto snaturate dalla TV, dalla propaganda, dall’individualismo.

E guardo a tale condivisione di valori non senza sorpresa, tanto più che lavoro anche per un’azienda multinazionale che incontra ogni anno continue sfide alla condivisione di un comune approccio operativo tra tutti coloro che in essa vi operano.

Insomma non siamo Italiani solo sulla carta di identità. Vi è una sfera di valori cui sappiamo attingere in totale autonomia che appartiene alla nostra formazione primaria e alla nostra cultura di cittadini. E tale consapevolezza riesce a intervenire sul nostro comportamento anche contro corrente e in barba a tutte le interferenze di natura organizzativa, geografica, storica e comunicativa che il nostro Paese come pochi altri sa rappresentare.

E tale presa di coscienza, per me oggi una graditissima sorpresa, sia di monito per coloro che dalle ceneri del “berlusconismo” si appresteranno a prendere in mano la guida della nostra Nazione.

Giovanni Civran

lunedì 13 giugno 2011

Comitati protagonisti

Mentre si rimuovono i simboli referendari presenti in questo blog da molte settimane non può mancare un accenno ai "vincitori". E' il popolo che esce rafforzato da questa tornata, quella che una volta veniva chiamata la "base". Ne devono tenere conto anche i partiti che fino alle amministrative non hanno speso molte energie, fatta salva la buona volontà di alcuni. I "comitati" hanno visto premiato un lavoro enorme, portato avanti spesso in penuria di mezzi e di energie: bisogna riconoscerlo, sono stati essi a crederci fin dall'inizio, perfino contro ogni evidenza; e sono stati loro a riportare la gente nelle piazze, con convinzione e coraggio. Il messaggio è forte e non deve essere sottovalutato, anche in vista delle elezioni del prossimo anno. Si è aperta davvero una nuova fase politica, anche per il centro sinistra e la sinistra nazionali e locali.

Super referendum

Ormai è ufficiale: l'impresa che fino a quindici giorni fa sembrava impossibile è riuscita, i referendum sono validi e provocano l'abrogazione di alcune fra le norme più caratterizzanti l'epoca berlusconiana. Più ancora che delle amministrative gli elettori si sono serviti dei referendum per dire no alle privatizzazioni selvagge, al venefico sogno nucleare e alla "giustizia" fai da te del premier. Che ora deve trarre le ovvie conseguenze, così come le dovrebbe trarre anche il sindaco Romoli che ha sottratto a Gorizia una festa di civiltà e democrazia, rendendo impossibile il quorum nei referendum comunali (a Milano i cinque quesiti locali, in tutto accorpati ai nazionali, sono andati a gonfie vele!)

Chi ha sbagliato paghi

Almeno il sindaco Romoli potrebbe astenersi dalle facezie. Dire che la causa del non raggiungimento del quorum è stato l'"accorpamento con i nazionali" è una presa in giro bella e buona! La diversità di giorno e di orario, la pressoché completa disinformazione e la distanza dei seggi a volte anche difficili da raggiungere hanno fatto del 25% un'impresa! La giunta e la maggioranza Romoli hanno la piena responsabilità dell'affossamento e dello sperpero di denaro pubblico in un diritto civile da loro di fatto conculcato.

domenica 12 giugno 2011

Referendum Gorizia, scippo alla democrazia

Mentre tutto lascia presagire una straordinaria vittoria della democrazia e della partecipazione popolare il dato dei referendum "comunali" di Gorizia fa riflettere. Il quorum non è stato raggiunto, come ampiamente prevedibile viste le modalità organizzative imposte dal sindaco Romoli e dalla sua maggioranza. Ma il risultato è andato oltre le più rosee aspettative, tenuto conto dei numerosi intoppi organizzativi che hanno reso un'"impresa" andare a votare. Il boicottaggio è stato troppo evidente e qualcuno dovrà rispondere di questo scippo alla democrazia partecipativa: i numerosi cittadini che si sono sentiti presi in giro dalla disinformazione e dalla disorganizzazione vogliono chiarezza. Un simile atteggiamento del sindaco richiederà come minimo una mozione di sfiducia in consiglio comunale. Per l'intanto, ci si conforti con il buon risultato e con quello straordinario nazionale.

sabato 11 giugno 2011

"Ottime sensazioni per il quorum"

*Grandissima partecipazione alle inziative di chiusura della campagna
referendaria. Ottime sensazioni per il quorum.*
Lo rende noto Luca Faenzi, dell'Ufficio Stampa Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune, secondo il quale la partecipazione popolare alle iniziative pro acqua bene comune e contro il nucleare organizzate per la conclusione della campagna referendaria è stata straordinaria. Decine di migliaia di persone hanno affollato le migliaia di piazze organizzate dai comitati promotori.
La campagna referendaria ha avuto nelle ultime settimane un'incredibile attivazione dei comitati dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, dal Friuli-Venezia Giulia alla Puglia. Le lunghe file di cittadini nei comuni di tutta Italia per rifare la scheda elettorale e le code alle biglietterie delle stazioni di chi sta tornando nel comune di residenza per votare fanno ben sperare per il raggiungimento del quorum. "La
partecipazione è stata il perno centrale dei movimenti per l'acqua pubblica
e contro il nucleare, una partecipazione - conclude Faenzi - che anche domani e lunedì, ne siamo certi, non mancherà."

Via Lunga e oltre




Da un po' di tempo è comparsa in via Lunga una striscia gialla che dall'incrocio con via Svevo arriva fino a quello con via della Scuola Agraria - via Blaserna.
E' una segnaletica che non... segnala alcunché: è un percorso riservato per pedoni, per ciclisti , per microcar elettriche?
Via Lunga, da quando è diventata a senso unico, doveva accogliere una ciclabile per permettere ai ciclisti di raggiungere piazza san Rocco anche contromano. Le prerogative ci sono, in quanto nella strada è stato imposto il limite dei 30 Km/h. In molte località, nelle strade ove il contromano è permesso ai ciclisti, il limite dei 30 Km/h è una "conditio sine qua non".
E' forse l'ennesimo caso "del fare", la famosa politica "del fare", in maniera approssimata (vedi piazza della Vittoria) con la pavimentazione non adatta al traffico automobilistico - si salta - come una strada sconnessa. Questo per chi va in automobile. Provato ad andare in bici?
Se si vuole invogliare il cittadino ad usare la bici - per inquinare di meno, per rendere i figli autonomi per andare dagli amici, a scuola, in piscina, per fare del movimento, ecc. ecc. - è necessario che i percorsi siano ben visibili e sicuri.
Chi predispone le ciclabili cittadine, va ogni giorno in bici o solo la domenica? Si rende conto che mancano di qualsiasi collegamento? Sul sito del comune di Gorizia non c'è alcuna piantina dei percorsi ciclabili o almeno un qualcosa che permetta di conoscere quale progetto lega le ciclabili cittadine in maniera chiara e comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Questa si, che sarebbe trasparenza! Ma esiste un piano della viabilità ciclabile? Non vi è traccia nemmeno di un piano del traffico, da cui deriva quello ciclabile. Provate, per credere, digitando "piano del traffico" nel motore di ricerca del sito del comune di Gorizia... Nonostante graficamente sia ben riuscito, non fornisce informazioni aggiornate o precise, ma questa è un'altra storia... (testo e foto di Nevio Costanzo)

Votare votare votare

Domani si vota... Quattro quesiti importanti a livello nazionale, si può andare alle urne domenica e lunedì mattina, ma è meglio comunque andare presto per facilitare l'impresa del raggiungimento del quorum. Per gli abitanti di Gorizia è necessario andare solo domenica, tra le 8 e le 20, se si vuole dare il proprio parere sui tre quesiti locali, con evidenza boicottati dall'amministrazione comunale. Attenti alle indicazioni perché i referendum si votano assurdamente nello stesso edificio ma in aule diverse... E attenti a non sovrapporre le schede che sono copiative e si rischia di invalidare il proprio voto. Buon referendum a tutti, con la speranza che tutti vadano a votare, è desolante invitare i cittadini a non esprimere la propria scelta.

domenica 5 giugno 2011

Segnali non segnali



Le due foto di Nevio Costanzo inducono a qualche riflessione: sono due immagini dei tanti strafalcioni della segnaletica goriziana, che è fatta "circa" come tante cose in questa amena località, a "beneficio" dei turisti che passano da queste parti e vorrebbero capire dove andare.
a) Anche se il nuovo ingresso sud di Gorizia, come indica ancora il cartello a sfondo giallo di inizio cantiere, è ancora in lavoro ciò non giustifica il fatto che la segnaletica verticale non poteva essere già sostituita! Come si vede dalla foto, per chi viene da Trieste, ovvero dalla rotonda di sant'Andrea trova un'indicazione fuorviante: per il centro città o per Udine viene indicato di proseguire dritto! E' una delle tante "perle" della segnaletica cittadina.
b)Altra svista, di progetto (?), è il segnalatore di velocità "piantato" dietro il Leccio. Per ora la segnaletica luminosa è abbastanza visibile, ma quando il tronco l'albero avrà una circonferenza maggiore? Bastava sistemare il segnalatore davanti all'albero o alla sinistra della pista ciclabile.
A proposito, la ciclabile, correrà lungo tutta la via Terza Armata sopra il fossato che è già parzialmente coperto, per raggiungere la via V. Veneto? Molti ciclisti percorrono via Terza Armata e sarebbe utile farne una.
Ultimo pensiero: non esiste un punto informazioni alle porte della città, neppure un chiosco un chiosco ove poter ricevere informazioni con depliant, guide e perché no, un monitor con il quale, interagendo, si potrebbe ricevere informazioni utili...

venerdì 3 giugno 2011

Chi vuole affossare i referendum?

Che l'amministrazione comunale stia facendo di tutto per affossare i tre referendum consultivi comunali è evidente: la decisione irrevocabile di celebrarli in una sola giornata e con orari non coincidenti con quelli nazionali rende l'organizzazione farraginosa; si aggiunga che non è prevista quasi alcuna informazione ai cittadini che dovranno di loro iniziativa chidere dove recarsi per esprimere la propria preferenza. La finalità di questo evidente boicottaggio, tanto più intenso quanto più sembra avvicinarsi la meta straordinaria del raggiungimento del quorum nei referendum "nazionali", non può che essere quella di far ricadere sugli organizzatori l'accusa di aver organizzato una farsa. Ma a questo gioco non si può sottostare: se - come si auspica - riuscirà l'impresa impossibile e i goriziani andranno tutti a votare la domenica tra le 8 e le 20 sarà una bella festa per la democrazia. Se ciò non accadrà la responsabilità sarà "senza se e senza ma" del sindaco e della maggioranza consigliare che hanno reso improibo il cammino dilapidando le risorse necessarie a consentire a tutti l'ìesercizio del proprio diritto.

mercoledì 1 giugno 2011

Chi l'ha visto?

Chi l'ha visto? Chi? No, che cosa?
Ormai l'attività amministrativa cittadina si svolge del tutto al di fuori del Consiglio Comunale. Le riunioni vengono convocate in media una volta ogni due mesi e il dibattito svanisce nel nulla; prima la manifestazione E' Storia, poi le elezioni, poi l'inaugurazione delle vie del centro, poi i referendum... Tutto fa brodo pur di non convocare il Consiglio. Del resto l'imbarazzo politico questa volta è evidente: Romoli fiuta l'aria e si affida alla speranza che "finisca 'a nuttata" (la citazione è dello stesso "primus inter pares"); trova nella sua stessa maggioranza alcuni consiglieri che si sono presentati alle elezioni provinciali con una formazione antitetica al Pdl (il Fli e l'Udc di Cosma), altri (Zotti) che hanno raggiunto un ottimo risultato alle "provinciali" e non faranno certo sconti alla Giunta in carica; un suo assessore (Del Sordi) fa parte di un comitato civico (che dovrebbe stimolare lo stesso assessore!) in attesa di una preventivata legnata da parte dell'amministrazione regionale che dovrebbe essere "allineata"; i soldi per gli ascensori non saltano fuori e non si ha l'impressione di frenesia nei lavori che continuano a scassare la collina del castello; la scelta imposta da sindaco e giunta di celebrare i referendum comunali con orari diversi da quelli nazionali provocherà proteste a non finire e sarà un boomerang dal momento che risulterà evidente chi vuole buttare via i soldi destinati alla partecipazione democratica. In queste condizioni è evidente che il Consiglio Comunale languee che non viene convocato neppure per celebrare i presunti fasti del Gect (ancora ben poco chiaro che cosa Frattini sarebbe venuto a "benedire") e dell'associazione "Nuove Vie" che propone un paio di (belle) sagre di paese molto lontane dal pomposamente definito "centro commerciale naturale".