venerdì 31 dicembre 2010

Auguri dagli spazi interstellari

Il Voyager 1 sta per lasciare il Sistema Solare, oltrepassando le ultime "folate" dello sciame di particelle proiettate a distanze da capogiro dalla nostra Stella ed entrando nei campi magnetici testimoni dell'esplosione di una gigantesca supernova qualche decina di milioni di anni fa.
Ammesso che non si tratti di una geniale invenzione alla Orson Welles sono quasi trentacinque anni che questo apparecchietto porta un pezzetto di noi attraverso le rotte dei grandi e piccoli pianeti del Sistema, continuando sorprendentemente a inviare alla Terra dati che mettono sempre più tempo per giungere a destinazione. Quando è stato lanciato c'era maggior ottimismo sulla Terra: questa umanità che era stata capace di raggiungere la Luna e di spedire nelle immensità dell'Universo un messaggio di identificazione che forse qualcuno un giorno potrà decodificare sembrava un'umanità in grado di affrontare imprese apparentemente molto più semplici: sconfiggere la fame, trasformare gli arsenali nucleari, investire per rendere migliore la qualità della vita di tutti gli abitanti del Mondo.
Quando, sempre più raramente, arrivano notizie dal piccolo ragnetto proiettato verso l'ignoto, la mente si libera dalle angustie del presente e si lascia sorprendere dallo stupore: fin dove può arrivare l'intelligenza umana! E quanto l'interrogativo sul senso dell'universo e della vita resta senza risposta di fronte all'immensità del cosmo! E - come scrisse il grande Poeta di Recanati - quanto "è dolce naufragare in questo mare".
Un 2011 persuaso, non retorico... Per tutti!

giovedì 30 dicembre 2010

Il compleanno dell'isola pedonale

A Roma negli anni '70 il Colosseo era diventato una gigantesca rotonda per le automobili. Chi veniva dalla periferia ci girava attorno per andare a piazza Venezia o per proseguire verso il Lungo Tevere e San Pietro e anche per imboccare il grande stradone che portava al mare. Sulla rotonda del Colosseo giravamo spesso ma mitica restò la volta in cui nostro zio superò passandola a destra un'auto che ci aveva da poco tagliato la strada e noi bambini sul sedile posteriore saltammo in aria dalla gioia. Il Colosseo ci piaceva un sacco ma quel sorpasso era meglio: restò irripetibile. Anche perché di lì a poco quelle acrobazie al volante non si sarebbero potute più fare. Il 30 dicembre del 1980 Petroselli, il sindaco comunista di Roma, inventò la prima isola pedonale e il divieto di circolazione delle auto attorno al Colosseo.
Il provvedimento fu d'esempio per tutto il Paese e cambiò il volto urbano delle città: lo spazio pubblico diventò un posto per stare assieme. Per l'Italia fu una svolta portata avanti con gran fatica. In quegli anni c'era chi riteneva che tutto il traffico automobilistico si sarebbe bloccato o chi come la lobby dei commercianti temeva di non vender più nulla e di chiudere i negozi.
Invece le isole pedonali nacquero pian piano in tutte le città.
Dire pian piano per Gorizia è qualcosa di più di un eufemismo: trent'anni ci son voluti per trasformare le vie Garibaldi, Mazzini e Rabatta nella prima isola pedonale della città. Sempre in tempo per far credere all'amministrazione comunale di governare una città moderna e all'avanguardia. Sempre tardi per restare al passo con la cultura urbana contemporanea: oggi, nel resto d´Europa, di isole pedonali non si parla nemmeno più. Esistono già grandi quartieri - ma si progettano anche intere città – "carfree": liberi i quartieri e libere le città dalle auto.
Una rivoluzione culturale che - come quella di trent'anni fa – non è nemmeno ipotizzabile per Gorizia, dove ancora oggi nei nuovi progetti delle piazze e in quelli di sistemazione delle strade si risolvono per prima cosa i problemi delle auto e dove si continuano a costruire rotonde senza avere nemmeno un colosseo per girarci attorno.
la compagnia dei transalpini

mercoledì 29 dicembre 2010

Bilancio di fine anno

Bene, cari venticinque lettori, facciamo anche noi insieme il solito bilancio di fine anno: le domande sono quattro e riguardano tutte il 2010 - il momento migliore e il momento peggiore a livello generale; il momento migliore e quello peggiore a livello locale. Si può rispondere a tutte le domande o soltanto a qualcuna, si può motivare la propria risposta oppure no... Vediamo cosa salta fuori!

martedì 28 dicembre 2010

Brussa? Chi è costui?

Dopo le dichiarazioni del consigliere regionale Franco Brussa apparse ieri sulla stampa, pare evidente che nel Pd isontino si è aperta - in vista della prossima scadenza elettorale in Provincia - la guerra per bande, con buona pace di chi voleva mantenere sottotraccia i corposi contrasti che agitano il partito democratico almeno sino alla prossima scadenza del 7 gennaio, data in cui il partito dovrebbe finalmente scegliere il suo candidato o - in alternativa - optare per le primarie. Ora, tralasciando per un momento ogni considerazione di opportunità circa le dichiarazioni del consigliere Brussa, colpisce come a qualche giorno di distanza di una lunga e articolata intervista a Marino De Grassi, in cui l'esponente del centrodestra argomentava - del tutto legittimamente dal suo punto di vista, in qualità di potenziale avversario politico - le deficienze e le insufficienze della giunta Gherghetta (peraltro, lo ha fatto anche ieri in un articolo di mezza pagina sul nuovo piano scolastico), l'influente consigliere monfalconese dichiari la sua predilezione per il sindaco uscente Pizzolitto, avendo cura di specificare che "Gherghetta non sempre è stato all'altezza". Se stessi con il centrodestra direi: "Vedete, elettori isontini, anche nel centrosinistra invitano a non votare per Gherghetta" e, compunto, ringrazierei sentitamente. Ma quello che più mi colpisce dell'indecente pantomima del consigliere Brussa è quando perentorio afferma, dopo aver specificato che - avendo in mente Pizzolitto - "il prossimo presidente della provincia debba essere una persona di un certo spessore politico, in grado di farsi ascoltare e di interpretare al meglio le istanze di questo territorio" (sic), che gli sarebbe piaciuto che "Gherghetta condividesse un percorso di questo genere e invece lui si è sentito messo in discussione. E a me questo dispiace". Insomma, tutto secondo la miglior tradizione dei gesuitici "colli torti", che non so se Brussa ha frequentato in gioventù. Infine il nostro, forse temendo di essersi spinto troppo avanti, riconosce a Gherghetta la possibilità di "toccare con mano il riscontro del partito e della coalizione", se le primarie ci saranno. Con l'intento di evitarle, le primarie, il Pd isontino con il beneplacito del Pd nazionale ha indetto un sondaggio circa il gradimento di quattro possibili candidati: Gherghetta, Pizzolitto, Fabbro e Portelli. Il risultato è stato perentorio: nettamente primo e con largo margine, stando alle notizie di stampa, Enrico Gherghetta. E allora credo proprio che le primarie si faranno. Infine un'ultima considerazione circa l'attivismo di Brussa e compari: sono, guarda caso, una cerchia allargata di coloro che a suo tempo a Gorizia affondarono l'amministrazione Brancati con "fuoco amico". Lo ha affermato anche anche il potenziale candidato del centro destra Marino De Grassi, e ciò credo basti.
Dario Ledri

venerdì 24 dicembre 2010

Ndr

Spiegazioni a margine delle mie posizioni riportate oggi - a specifiche e precise domande - sul Messaggero Veneto.
Voto Sindaco: 4, per il divario che c'è fra le sue potenzialità (conoscenze, esperienza, ecc.) e la mancanza di prospettive e soprattutto di considerazione per i cittadini (la vicenda citata non è dell'"assessore" ma dell'"ascensore"!).
Voto Giunta: 4, indistinto a tutti, per le poche idee ma ben confuse espresse anche nell'ultimo bilancio.
Assessore "migliore": dato per scontato il 4 comune a parità di condizioni ho citato l'assessore Romano non perché più brava o per motivi di carità cristiana, ma perchè è quella che segue il settore più delicato del momento (il "momento delicato" è la crisi, non quello attraversato dalla signora Romano).
Il tutto mi sembrava abbastanza ben riportato e chiaro.
A tutti buone feste.
Andrea Bellavite

giovedì 23 dicembre 2010

Il museo di Devetag

E te pareva! Per l'assessore Antonio Devetag anche questa volta è colpa di Brancati! Dimenticando che il museo dell'Arcidiocesi doveva essere ultimato entro il 29 agosto 1999 - dunque, durante la seconda sindacatura di Gaetano Valenti, con lo stesso Devetag assessore alla cultura (evidentemente a sua insaputa), ora imputa alla giunta Brancati, la responsabilità diretta dell'ultradecennale ritardo nel completatmento dei lavori. In questi ultimi 12 anni, il centrodestra ha governato per 7 anni, e per 7 anni il nostro ha ricoperto la carica di assessore alla cultura - o al parco culturale, come lui gradisce - ma tutta la responsabilità per il biblico ritardo è di Brancati. E' evidente che al nostro resta del tutto sconosciuto il concetto di assunzione di responsabilità correlata al ruolo istituzionale, quale dovere di un amministratore pubblico. Così gli riesce del tutto naturale annunciare a più riprese sulla stampa cittadina l'inaugurazione del museo. In quest'ultimo anno almeno due volte, prima per maggio e poi per settembre. Senza peraltro mai specificare l'anno. Ora si scopre che l'anno buono dovrebbe essere il 2011, come all'unisono ribadiscono anche il sindaco e l'assessore al bilancio Guido Germano Pettarin che con involontaria (?) ironia puntualizza che, poichè i soldi per l'inaugurazione (60.000 euro) sono stati stanziati con l'ultimo bilancio, "per forza di cose dovranno essere spesi entro l'anno". Insomma, par di capire, che saranno spesi comunque, magari come per l'autostrada Palermo-Trapani, inaugurata da Berlusconi e subito chiusa. A tal proposito non a caso l'assessore Devetag mette prudentemente le mani avanti, forse perchè non sa come riempire i 1200 metri quadrati di un contenitore vuoto, e hai voglia di riempirli con il tesoro dell'Arcidiocesi! E così, serio e compunto annuncia: "Stiamo costituendo una commissione scientifica per rimettere in piedi un discorso che si era colpevolmente arrestato". Ma la commissione si sarebbe dovuta costituire da tempo e soprattutto avrebbe dovuto lavorare per tempo nell' individuare contenuti, percorsi tematici, materiali espositivi, iniziative museali capaci di dar senso compiuto ad una struttura così importante. Ma si sa, se alla fine il museo finirà come il Conference Center, la colpa - per il nostro - sarà comunque di Brancati.
Dario Ledri

Noblesse oblige!

Nella più importante seduta del consiglio comunale per due dei tre giorni manca in apertura un numero sufficiente di consiglieri di maggioranza: per due volte la seduta è garantita da alcuni consiglieri di opposizione che non hanno ritenuto forma di lotta politica far perdere tempo e soldi al Comune e soprattutto ai suoi tecnici che hanno lavorato mesi per far approvare il bilancio entro il 31 dicembre.
Di fronte a un così vergognoso segnale di disaffezione ci si attendevano autocritiche e reprimende da parte dei "capi" del Pdl: invece no, i soliti toni trionfalistici del sindaco Romoli, l'(ovvio e poco gradito) ringraziamento a chi ha consentito di far procedere i lavori e addirittura una poco elegante polemica politica a dimostrare "le spaccature del Centro sinistra". L'astuto Romoli, dopo aver fatto melina per ore ieri sera in attesa che le pecorelle smarrite ritrnassero all'ovile (i gestori telefonici ringraziano...), riesce a nascondere gli enormi disagi della sua maggioranza e ad approfittare di un normalissimo disaccordo procedurale per parlare di "divisioni" dell'opposizione. Mah, noblesse oblige.

mercoledì 22 dicembre 2010

Prospettive di liberazione

Interessante questo comunicato stampa delle Comunità Ctristiane di base italiane:
"I primi centocinquanta anni di storia italiana hanno insegnato che quando si è cercato di ‘negare o emarginare’ la fede e la ‘collaborazione tra comunità civile e religiosa’ si sono causati pericolosi squilibri e dolorose fratture nella vita sociale del Paese". Lo ha detto il Papa al nuovo ambasciatore d'Italia Francesco Greco ricevuto per le credenziali.
Vivendo dal basso la vita di fede e la collaborazione tra la comunità civile, soprattutto popolare, e quella religiosa, come accade nell’esperienza delle comunità cristiane di base, dobbiamo rilevare che l’affermazione del papa va riferita anche alle pesanti responsabilità della stessa gerarchia cattolica. La rovinosa frattura storica che si è creata fra mondo operaio/contadino e mondo ecclesiale è stata causata non dalla mancanza di fede dei soggetti umani impegnati nella lotta di classe ma dall’estraneità aspramente contrappositiva che la gerarchia, in aperto contrasto con il messaggio di liberazione del Vangelo, ha opposto alle aspirazioni di giustizia e di liberazione delle classi popolari.
Il superamento di quella immane frattura e l’incontro fra la cultura operaia e quella cristiana di base che si è sviluppato nel secolo scorso e prosegue tutt’ora, aperto al futuro, ha una matrice che viene dall’abbraccio dei secoli ed è radicata nella coscienza profonda delle persone in carne ed ossa, nella loro vita reale, nel profondo dei loro rapporti, nella loro fatica, nel lavoro, nelle mani, nelle lotte e nei sogni e in una fede radicata nel Vangelo. Ne sono testimonianza le esperienze dei preti operai, delle parrocchie aperte, delle comunità di base, nello spirito del Concilio e dei segni dei tempi della Pacem in Terris di papa Giovanni, che sono all’origine di quel processo storico di superamento della frattura dolorosa fra i soggetti della liberazione, operai e contadini, donne e uomini, e la Chiesa gerarchica cattolica.
Avvertiamo la completa assenza di autocritica da parte del papa come un pericoloso segno di ulteriore involuzione e come un ostacolo alla vita di fede dei soggetti umani impegnati nei processi storici attuali della liberazione.

Bilancio alla camomilla

Consumato il rito del bilancio annuale: per il Sindaco e la Giunta il migliore dei mondi possibili, per la maggioranza tutto bene (anche se "salvata" da un umiliante caduta del numero legale grazie a un "distratto" consigliere d'opposizione), per la minoranza consigliare "poche idee ma ben confuse". Effettivamente la "due giorni" - che continuerà stasera con questioni di minor rilievo - è stata davvero poco entusiasmante: se qualcuno leggesse il "libro dei sogni" costituito dalle relazioni programmatiche dei vari settori potrebbe chiedersi quale sarà la Gorizia del futuro e trovare solo una risposta breve, chiara e distinta: boh?!?
Bocciati tutti gli emendamenti - con parere favorevole o sfavorevole da parte degli uffici tecnici - fatti propri dal sindaco tutti gli ordini del giorno tranne quello del Forum per la sospensione dei lavori per la risalita meccanica al Castello. L'unico dato sorprendente è stata l'assunzione dell'ordine del giorno (sempre del Forum) sulla collaborazione con il Museo di Nova Gorica in vista di una comune rilettura del Novecento goriziano: staremo a vedere se tale approvazione da parte di Romoli prelude a un completamente nuovo indirizzo delle politiche culturali, come sotteso dallo stesso odg. E' legittimo il dubbio anche se, indubbiamente, verba volant sed scripta manent.

sabato 18 dicembre 2010

Nevicava a Gorizia...



Primo. Bella la nevicata, non se ne ricordava una così dai tempi del '68! Allegria in città, gioia dei bambini, panorami inusuali. 'ssai bél!
Secondo. Volti affaticati dei membri della Protezione Civile (compreso l'assessore di riferimento Del Sordi), tutta la notte impegnati ad alleviare il disagio dell'"altra città", i più esposti al freddo e gli automobilisti costretti ad usare la vettura per evitare la media di tre quarti d'ora di ritardo accumulato dai treni sulla tratta Venezia Trieste. Pridni, hvala!
Terzo. Poveri ciclisti accusati di essere intralcio alla circolazione, impossibilitati a correre sui controviali del Corso, giustamente impediti dai marciapiedi affollati, minacciati da suv impenitenti e considerati causa dei malanni cittadini. Boh...
Quarto. Strade disastrate, nelle foto di Nevio Costanzo piazza Grande alle 10 e via Lunga a mezzogiorno. I Corsi cittadini sono ancora così adesso (17.30) e le vie non principali fanno tuttora concorrenza a Sella Nevea. Come mai a Nova Gorica le strade centrali sono pulite già da questa mattina? Si può azzardare l'ipotesi che il sale sia stato gettato dopo e non prima della nevicata, nonostante i puntuali pre-avvisi osmer e quant'altro? No buono.

mercoledì 15 dicembre 2010

Italia in agonia

E così l'Italia in crisi deve sorbirsi ancora per mesi l'avanspettacolo: l'accanimento terapeutico continua grazie a personaggi accuratamente scelti dalle segreterie dei partiti e blindate da liste affidate agli inermi cittadini (Calearo lo conoscevano tutti, "caro" Pd! E il tuo gruppo di parlamentari è proprio tutto così attaccato ai "valori","cara" Idv?).
E adesso? Adesso si affacciano all'orizzonte nuvole ancora più oscure. Il dibattito parlamentare di ieri ha dimostrato - ahimé, come se ce ne fosse bisogno - che non esiste in questo momento un'alternativa politica sostenibile: la dissoluzione del Partito dell'Amore non ha costruito un'autentica via liberale al futuro sviluppo dell'Italia; il centro sinistra arranca in una posizione di sempre più inefficace comprimarietà e - fuori dal Parlamento - la Sinistra continua il suo processo di autodisgregazione attestata su un "anticapitalismo" senza contenuti e prospettive.
Del resto, se si leggono i nomi dei protagonisti della "lotta" di ieri, essi si possono dividere in due gruppi, quello dei "numeri" - schiere di sconosciuti che trovano il loro momento di notorietà (e forse la "sistemazione" dei propri affari) - e quello di chi li ha scelti e di chi li conta- i capi partito e i capi fazione: leggendo i loro nomi ci si interroga se per caso non si sta leggendo il giornale di venti o trent'anni fa...
E allora? Allora tutto è possibile e bisogna tenere i nervi saldi; il senso di impotenza crescente, l'isolamento internazionale, l'informazione frammentaria, la dissoluzione dei servizi pubblici, le tentazioni della repressione, la radicale disaffezione alla partecipazione politica, soprattutto la moltiplicazione esponenziale del disagio sociale... tutto ciò è terreno fertile per la crescita dei semi della violenza, del razzismo e della dittatura abbondantemente seminati negli ultimi anni. Occorre scongiurare le guerre tra i poveri e ricostruire spazi di dialogo democratico, di pieno coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che li riguardano, a tutti i livelli, cominciando dal "locale"; purtroppo anche da questo punto di osservazione non giungono segnali incoraggianti, se si pensa alla vicenda kafkiana degli ascensori al castello di Gorizia o al mesto carosello di candidati alla presidenza della provincia messo in piedi negll'ultimo mese dal partito democratico provinciale.

martedì 14 dicembre 2010

Sotto il vestito niente

"Da Bruxelles via Lubiana a Nova Gorica sono arrivati 1,8 milioni di euro per il museo del '900", così titolava il Piccolo di sabato 11 dicembre. E da Bruxelles via Roma a Gorizia non è arrivato assolutamente niente: niente per la benzina di zona franca, niente per le multe, ancora assolutamente niente per il Gect, e tutto questo niente nonostante i continui viaggi a Roma del Sindaco Romoli, prima durante e dopo la sua campagna elettorale. Ora la vicenda del "museo del '900", a nulla sono valse le insistite richieste del Forum per un riutilizzo in chiave museale delle casermette del Rafut e di San Pietro che narrassero la storia di questo confine, inserendo la realtà goriziana in un circuito a cavallo del confine con le contermini realtà del piccolo, ma bellissimo, museo alla Transalpina e del Goriski Muzej di Kromberk. A Nova Gorica lo realizzano, a Gorizia - sotto la sapiente e lungimirante regia dell'Assessore alla Cultura Antonio Devetag, il nulla. Anzi no, proseguono indefinitivamente i lavori per il museo dell'Arcidiocesi che doveva essere pronto a maggio e poi, con giuramento dell'Assessore, entro settembre. Senza, peraltro, specificare l'anno, infatti siamo a metà dicembre e i lavori continuano ... indefinitivamente. Cosa poi ci metteranno per riempirlo, resta tutto da vedere. Ma tant'è, sindaco e assessore incarnano la "giunta del fare".
Dario Ledri

lunedì 13 dicembre 2010

Priden Goriški Muzej!

E così l'idea di realizzare sul confine il Museo del Novecento non solo l'ha avuta l'attivo direttore del Goriški Muzej Andrej Malnic, ma l'ha sostenuta in grande Bruxelles, attribuendo al progetto quasi due milioni di euro. Un museo – come anche noi avevamo proposto - di nuova concezione, articolato a tappe, un “museo diffuso” sul territorio, fatto di valichi utilizzati, di strade, piste ciclabili, targhe su alcuni edifici, che renda conto dell'unico motivo per cui Gorizia e il suo circondario possano aspirare ad essere meta del turismo culturale e scolastico: il fatto che questo territorio è stato attraversato da terribili nazionalismi, da guerre, da deportazioni, come nessuno nel resto d'Italia; che ha subito le guerre mondiali, l'eliminazione della comunità ebraica, la prima battaglia partigiana d'Europa, le foibe, gli esodi: tutti temi che a distanza di anni, devono essere ripensati alla luce delle nove acquisizioni storiche. Intanto una cosa gravissima e più volte denunciata sta accadendo: la costante scomparsa dei protagonisti di quel periodo, che potrebbero lasciare preziose testimonianze, ma di cui nessun ente pubblico si cura.
A Trieste si è acceso un forte dibattito, che ha come fulcro l'amministrazione provinciale, in cui si discute di come preservare e valorizzare il palazzo di via Cologna, sede dell'Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza e si ipotizza la creazione di una Casa della Memoria dove, adoperando criteri archivistici omogenei e confrontabili, i racconti dei sopravvissuti possano essere conservati, guardati, discussi. La Casa della Memoria potrebbe incontrare l'approvazione ed il patrocinio del Presidente della Repubblica e della Comunità Europea: in questa direzione stanno ragionando gli addetti ai lavori triestini nel tentativo di creare un'istituzione originale nel panorama europeo, che valorizzi il patrimonio di memorie di popolazioni diverse che oggi vivono senza confini. A Gorizia si continua a fissare ipnotizzati lo sguardo sulle tre cabine dell'ascensore al castello, sperando che per qualche magico motivo si riempiano di visitatori.
Il Forum ha fatto tutto quello che era nelle sue possibilità per cercare di discutere con l'assessore della nuova concezione museale e delle ricadute economiche sulla città. Si sono prodotti documenti, presentati progetti, addirittura si è discusso di un comitato scientifico che avrebbe dovuto raccogliere le testimonianze, ma poi come al solito, non se n'è fatto nulla. La Commissione cultura non viene convocata mai, non c'è un'idea che guidi questa giunta. La nostra amministrazione non ha la più pallida idea di come riempire il Museo dell'Arcidiocesi, che non sa neppure se e quando aprirà, nonostante i giuramenti del sindaco. Mi pare che la politica del centro destra sia caratterizzata da chiusura mentale e provincialismo: ci facciamo scappare tutte le occasioni che potrebbero servire a rilanciare l'immagine della città ed intanto, a 500 metri da casa nostra, i progetti decollano.
Anna Di Gianantonio

sabato 11 dicembre 2010

Promenade verso piazza Vittoria






Finalmente si può tornare ad attraversare la Galleria Bombi: non è un bel vedere, al di là della rete corrono i camion che scaricano nel tunnel quintali di smog, si passa accanto a incrostazioni di fumo e ossido di carbonio... tuttavia il sindaco di Gorizia ha per una volta mantenuto la promessa e chi - sopraggiungendo da via Giustiniani - riuscirà ad uscire senza ammalarsi dal viottolo di ghiaia (le biciclette, nonostante il cartello all'ingresso, certamente dovranno essere portate a mano) potrà godersi lo spettacolo della sempre più disabitata pista di "ghiaccio" in Piazza Vittoria. Potrà spendere cinque euro per provare il gusto di pattinare sulla plastica, ma consolarsi con uno sguardo alla bella collina del Castello, ancora (per poco) intonsa nella sua originale natura selvaggia così ben accompagnata alla maestosità delle mura. Buon cammino!

venerdì 10 dicembre 2010

Notizie da "Acqua bene comune"

La Corte di Cassazione ha comunicato oggi al Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica, l'avvenuto conteggio delle firme necessarie alla richiesta dei referendum. Un passaggio scontato dopo la straordinaria raccolta firme che ha portato alla Corte, lo scorso luglio, 1 milione e 400 mila sottoscrizioni. Adesso tocca alla Corte Costituzionale dare il via libera ai quesiti entro la metà di febbraio, mentre la data del voto è prevista nella primavera 2011.
Con l'avvicinarsi del voto popolare si fa sempre più pressante la richiesta di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi, almeno fino a quando gli italiani non i saranno espressi. Quello della Cassazione è un altro passo avanti nel percorso referendario e nella battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici. Siamo sempre più vicini alla liberazione del bene comune acqua dalle logiche del mercato
e del profitto.

mercoledì 8 dicembre 2010

Contributi allo sport

Si riceve e volentieri si pubblica:
L'assessore allo sport del comune di Gorizia si ritrova con un taglio di oltre un terzo dei fondi destinati alle Società sportive operanti in città e cosa fa: nulla, tace e subisce la scure della giunta Romoli. Da quì una forte discussione in commissione con la conclusione pilatesca di Cosma: il parere della commissione è solamente consultivo, che detto da uno che ha fatto e si è battuto per i diritti dei consiglieri per anni è una beffa bella e buona. Certamente esistono in città priorità più impellenti, ma la destra che oggi amministra Gorizia dovrebbe almeno essere attenta alle risorse che ha in casa e non dimenticarle in qualche cassetto.
La giunta, della quale mi pare Cosma non sia elemento a se, aveva in pratica messo a disposizione delle Società sportive un importo ben superiore ai tagli effettuati. Con l'ordine del giorno sul recupero dei fondi ICI assimilati alla prima casa presentato dal consigliere del PD Ales Waltritsch e fatto proprio dalla giunta nel gennaio di quest'anno una cifra quasi sicuramente non inferiore ai 15.000 euro andava destinata "alle attività rivolte ai minorenni, agli anziani ed ai senza lavoro delle Associazioni Sportive presenti e operanti in città", quindi a diretto contributo di queste, che avrebbero dovuto essere quindi ancor più sensibilizzate e responsabilizzate. Ma di questi soldi, dai primi dati messi a disposizione del consigliere Waltritsch, sembra che l'amministrazione Romoli ne abbia effettivamente utilizzati neanche il 10%. (sigh)
Di questo, come di tante altre cose, ovviamente, l'assessore allo sport Cosma si sarà "candidamente" dimenticato, depauperando il movimento sportivo e associazionistico cittadino e dimostrando serie lacune e inadeguatezza a svolgere il suo compito.
Aleš Waltritsch

Che baruffe e baruffe...

Eh no, la commissione sport non è andata affatto come descritto dal Piccolo oggi. L'assessore Cosma si è presentato con una proposta, quella di ridurre di euro 600 il contributo alle maggiori realtà sportive che erano state finanziate l'altr'anno; in questo modo le società maggiormente favorite nel 2009 continuavano ad esserlo, sia pur con contributi necessariamente minori. Il consigliere Tabaj proponeva di equilibrare i contributi sulla base delle attività svolte, non ritenendo giusto privilegiare una società calcistica o pallavolistica rispetto a un'altra; Bellavite, vista l'esiguità della somma complessiva, prima proponeva di dividerla in parti uguali tra i richiedenti, poi riconosceva la diversità di incidenza sportiva tentando una proposta di conciliazione basata sull'idea di Tabaj: il maggior contributo al nuoto, poi uguale contributo a tutte le società di calcio e pallavolo (perché mai una dovrebbe ricevere più euro dell'altra?), poi via via agli altri sodalizi goriziani, riconoscendo (perché no?) anche le attività che introducono i giovani all'amore per la natura e allo sforzo di conquistare ambiziose mete. La "baruffa furibonda" di cui parla il quotidiano locale è stata in realtà innescata dal solo Zotti, addirittura pronto a lasciare la seduta "se Lucinico fosse stata penalizzata". Non comprendendo perché le società di Lucinico avrebbero dovuto ricevere più contributi di quelle di sant'Andrea o del centro cittadino, tutti gli altri consiglieri presenti si erano dichiarati del tutto d'accordo, all'apparenza anche lo stesso assessore che si è dimostrato immediatamente disposto a cambiare la sua stessa bozza di lavoro.

martedì 7 dicembre 2010

Ghiaccio di plastica e facce di bronzo

E' antipatica la vicenda della pista di pattinaggio in piazza Vittoria. Ciò non soltanto perché - complice anche il maltempo - non sembra attrarre molti sportivi, ma soprattutto perchè evidenzia la qualità della considerazione che Sindaco e Giunta hanno dei cittadini: cioè zero. Soltanto la denuncia del consigliere Bianchini ha fatto sapere a tutti che la pista non è di ghiaccio, come ampiamente propagandato finora, bensì in teflon, un materiale sintetico che permette performance "pattinatorie" anche su una spiaggia adriatica il giorno di Ferragosto.. Ciò che stupisce non è la scelta del materiale o il suo peraltro non trascurabile costo (sembra intorno ai 25.000 euro): è la presa in giro sistematica degli ingenui goriziani ai quali al posto di una super-declamata pista di ghiaccio viene rifilata una patacca. Non sarebbe stato più corretto dirlo subito?

lunedì 6 dicembre 2010

Pro Gorizia ultimo atto?

C'era una volta una squadra di calcio. Negli anni '70 aveva raggiunto risultati importanti e contendeva alla pallacanestro, all'hockey e più recentemente alla pallavolo la palma di sport più amato dai goriziani. Con la Juventina dava lustro alla storia recente del pallone regionale. Una marea di cittadini - anche non coinvolti dalla passione sportiva - aveva assistito alla "partita del secolo", uno spareggio Pro Gorizia-Pro Cervignano che valeva il passaggio nell'allora già prestigiosa serie D. Erano altri tempi e gli introiti dalla zona franca rendevano possibile ciò che oggi appare incredibile: pian piano l'hockey ha lasciato Gorizia, poi è stata la volta del grande basket e ora anche la Pro Gorizia sta per concludere la sua lunga storia. Lo sport goriziano, che anche recentemente ha regalato all'Italia e all'Europa grandi campioni, viene tenuto in vita per lo più da un encomiabile volontariato e da qualche munifico imprenditore. Una volta esaurite la buona volontà del primo e le risorse finanziarie del secondo cosa ne sarà delle attività sportive cittadine? Si farà avanti qualcuno per salvare la Pro Gorizia dall'ineluttabile declino? Ci sarà almeno su questo versante un soprassalto d'orgoglio e qualche attenzione anche dal mondo amministrativo?

domenica 5 dicembre 2010

Chi è impreciso?

L'altra sera, nel corso del lungo Consiglio Comunale dedicato alla questione degli ascensori al castello, il sindaco Romoli si è stracciato le vesti di fronte all'affermazione della consigliera Di Gianantonio secondo la quale l'operazione avrà un costo che si aggira intorno ai quattro milioni di euro. "Questa è una balla, non saranno neppure due, tutto compreso...".
Ipse dixit. Ma forse non ha letto il comunicato che facilmente può essere trovato sul sito del Comune dove si rende noto che con determinazione dirigenziale n. 1613 del 4 ottobre 2010 sono stati approvati gli esiti della gara a procedura aperta per l’aggiudicazione dell’appalto: i lavori sono stati affidati alla costituenda A.T.I. tra l’impresa Edilramon Costruzioni Generali s.r.l. di San Biagio di Callalta (TV) (capogruppo), e l’impresa Geosistema s.r.l., di Trento (mandante) per l’importo netto contrattuale di € 2.217.934,52, corrispondente al ribasso del 9,08% sull’importo a base di gara, cui vanno sommati € 115.214,72, per oneri sicurezza D.Lgs. 81/2008, non soggetti a ribasso, per un importo complessivo di € 2.333.149,24, IVA 10% esclusa.
Il che significa che inclusa l'IVA si arriva intorno ai 2.600.000 e inclusi gli oneri relativi alle ancora non finanziate cabine si toccano i 3 milioni e mezzo, cifra non molto distante dal "quasi 4 milioni" previsti dai consiglieri del Forum. Se la matematica non è un'opinione...

Romoli ha paura che la gente si svegli!!

Il Forum per Gorizia aderisce alla campagna referendaria promossa dall'associaizone radicale della città. I consiglieri comunali hanno già espresso la loro disponibilità ad autenticare le firme e martedì sera saranno studiati tempi e modi specifici per la realizzazione di banchetti autonomi in città. La difesa della partecipazione democratica è uno degli elementi cardine del programma elettorale. Gli elettori rappresentati dalle forze che sostengono i referendum (Forum, Pd e Idv) sono circa il 40%. Si pubblica volentieri il seguente comunicato dei promotori:

La sortita del Sindaco sui soldi da spendere per tenere i referendum e sull'attivismo del Consiglio per i Radicali denuncia la paura del Sindaco e le sue precise intenzioni politiche: Gorizia è e deve restare un dormitorio, una grande casa di riposo piena di "schiavi" del terzo millennio che non devono fare altro che ubbidire.
"Io", dice Pipi, "ricordo molto bene la prima intervista di Romoli da Sindaco neo-eletto". Diceva che voleva dare la sveglia a Gorizia. Si, la sveglia nel senso materiale del termine: una sveglia da mettere al collo dei cittadini goriziani in modo che lui la possa far suonare in base alle sue necessità.
E' ora di andare in castello, sveglia! Ora tutti a fare il girotondo nelle rotatoie, sveglia! Sveglia ed in fila che arrivano i pasti precotti per i vostri figli! Il sindaco vi offre spettacolo e da bere, sveglia! Domani tutti a votare, sveglia, sveglia, sveglia!!!!
Funzionale alla realizzazione di questo progetto di Gorizia città dormitorio è frustrare continuamente i cittadini nella loro residua voglia di partecipare, dimostrare che contano nulla e che non potendo cambiare nulla è meglio allinearsi. La vicenda del consigliere Zotti è per me esemplare da questo punto di vista.
Ecco spiegata quindi la reazione di Romoli. Lui sa bene che con l'adesione di Forum PD e IdV le 1000 firme si raccolgono; altrimenti questi stessi partiti dimostrerebbero la propria inconsistenza. Idv e Pd rappresentano oltre il 40% degli elettori. Ma se si raccolgono le firme si terrà la prima storica consultazione referendaria di Gorizia e il valore simbolico è inaccettabile per Romoli e l'ancien regime: la gente si potrebbe svegliare e non volere tornare più nell'incubo fin qui vissuto!
Se i goriziani riusciranno a raccogliere con noi le 1000 firme "mi sa", dice Pipi, che "la sveglia gliela daremo noi a Romoli".
da Pietro Pipi

venerdì 3 dicembre 2010

Prima delle primarie...

Un confronto serrato sulla linea politica e non un valzer sulle candidature. Questo è ciò che il tavolo programmatico della Sinistra isontina riunitosi giovedì sera a Gradisca chiede al Partito Democratico provinciale. Gli esponenti dei partiti e movimenti politici, dopo aver avviato già da qualche mese un percorso comune, osservano con preoccupazione l’attivismo mediatico di alcuni autorevoli rappresentanti del centro sinistra e invitano a un urgente momento di dialogo e chiarificazione.
Se il centro sinistra e la sinistra vogliono essere realmente alternativi devono distinguersi dalle destre sia sul merito dei programmi che sul metodo delle decisioni.
Ad esempio non è possibile che si parli di elezioni primarie o addirittura di nomi più o meno illustri prima di comunicare agli elettori un’approfondita valutazione politica dell’operato dell’amministrazione uscente.
Se il Partito Democratico o una parte significativa della coalizione ritiene esaurita l’esperienza della Giunta Gherghetta è necessario chiarire assieme agli altri settori della costituenda coalizione le motivazioni di tale giudizio negativo; soltanto dopo aver dibattuto le evidentemente importanti cause politiche che potrebbero portare a sfiduciare l’amministrazione attuale si dovrebbe affrontare la questione delle candidature sostitutive.
Senza una spiegazione di ordine autenticamente politico, la girandola di nominativi “sparati” finora dalle colonne dei quotidiani locali suscita l’impressione di un mercato delle poltrone piuttosto che della ricerca del miglior modo possibile di servire il bene comune dei cittadini.
Per questo motivo il Tavolo invita i rappresentanti di tutto il CentroSinistra a un incontro da tenersi nei prossimi giorni dove cercare insieme una risposta alla domanda previa a qualsiasi altro passo di un’eventuale coalizione: “Qual è il bilancio politico dell’amministrazione Gherghetta? Il presidente e i suoi assessori hanno corrisposto alle aspettative dei cittadini della Provincia?”
Se questa verifica fosse positiva allora non avrebbe alcun senso l’avventura delle primarie e non ci sarebbe altro da fare che condividere il programma del secondo mandato; se emergesse in quella sede collegiale una questione politica e un giudizio negativo chiaramente motivato, sarebbe a quel punto necessario andare alla ricerca di soluzioni alternative, anch’esse da condividere insieme.
Evitare questo interrogativo significa riproporre il solito teatrino che ha provocato una crescente disaffezione al voto e alle sempre meno considerate regole minime della democrazia partecipata.
Il Tavolo programmatico della Sinistra Isontina: Forum per Gorizia, Sinistra Ecologia Libertà, Federazione della Sinistra (PRC)

Luigi Turel

A tutti mancherà Gigi Turel. E' una persona che ha saputo vivere con intensità la sua esistenza e che ha saputo mettere la sua professionalità per tanti anni al servizio di Gorizia. Attraverso il suo acume di fine giornalista si sono disvelate le pieghe più remote di una città che - nonostante le apparenze - porta con sé tanti problemi, spesso nascosti dalla bellezza austera ma ormai a volte fatiscente dell'urbanistica austro-ungarica. Attento osservatore dei fenomeni umani e dei problemi sociali è stato apprezzato narratore della vicenda recente di un'area geografica molto complessa e interessante, ma soprattutto di quelle piccole storie di ogni giorno che costituiscono il substrato gioioso o sofferente di un tessuto cittadino. Anche dal nostro blog giunga la partecipazione a questo momento di dolore della famiglia, della redazione goriziana del Piccolo e anche di tutti i cittadini che gli sono grati per il suo sapiente e competente servizio.

giovedì 2 dicembre 2010

Cosa pensano i cittadini? E chi se ne frega! (2)

Insomma, in sostanza la situazione è la seguente.
Sono iniziati i lavori per la costruzione degli ascensori, sulla base di progetti che la cittadinanza - tenuta completamente all'oscuro - ha potuto conoscere esclusivamente grazie all'intraprendenza del Forum per Gorizia. Non si sa quanto il tutto costerà, non si sa se si reperiranno i soldi per realizzare le cabine, non si sa quanto graverà ogni anno la gestione (il sindaco ha prodotto come documento scoop un'arciconosciuta informale nota di massima delle spese datata dicembre 2004!!!), non esistono proiezioni ("impossibili", sostiene Devetag) sul beneficio che gli ascensori potranno portare in termini di numero di turisti, non si capisce come un impianto che risale la torretta nord del castello possa portare qualche vantaggio al Borgo Castello ben distante a sud, non esiste un programma di riqualificaszione culturale del maniero, non c'era finora alcun motivo che impedisse l'interruzione dell'iter, non c'è neppure la sicurezza che il tutto si possa realizzare (così si è espresso niente meno che l'impresario il quale - in una conferenza stampa congiunta con il sindaco Romoli - ha quantificato in tre quattro mesi il tempo necessario a comprendere se il progetto può essere realizzato!)...
In queste condizioni, con un consigliere comunale pdl che ha dichiarato le posizioni del sindaco "approfondite e esaustive", la maggior parte dei consiglieri comunali ha respinto la mozione che chiedeva di ascoltare il parere dei cittadini con una consultazione tesa ad evidenziare ciò che è ovvio: c'è un'ampia e trasversale opposizione a un progetto che deturperà in modo grave il colle, che dilapiderà le casse del Comune e che non si sa neppure se potrà essere portato a termine.
Sorprendente tra le altre la dichiarazione del di solito equilibrato assessore Pettarin che afferma che "a fronte di 650 firmatari ci sono altre migliaia che non hanno firmato", facendo finta di non sapere che quelle sottoscrizioni, raccolte in due giorni, erano il triplo di quelle richieste affinché il quesito del referendum consultivo ad hoc fosse esaminata dai famosi "garanti" (due su tre dei quali l'avrebbero poi bocciato).
Davvero è difficile capire le motivazioni di questo accanimento nella realizzazione di un'opera che letteralmente non ha "né capo né coda". Comunque, dopo il voto di ieri - 20 contro la mozione, 11 a favore e 5 astenuti (questi ultimi "ridotti a più miti consigli" dopo le roboanti parole di contrarietà sui quotidiani) - i cittadini sanno e sapranno chi ringraziare.