lunedì 29 novembre 2010

Preoccupazioni dalle carceri

Un decreto legge approvato lo scorso mese offrirà ai detenuti nelle carceri italiane una specie di sconto, "liberandoli" un anno prima della scadenza della pena. Bene! A prima vista sì, si va incontro a chi ha la triste prerogativa di essere ospitato dalle sovraffollate e spesso fatiscenti prigioni italiane; e si consente un (breve) sospiro di sollievo ai responsabili degli istituti di pena ormai non più in grado di sostenere numeri astronomici (buona parte dei quali dovuti a leggi da riformare quanto prima, come la Bossi Fini sull'immigrazione irregolare e la Fini Giovanardi sulle tossicodipendenze).
Bene sì, ma c'è un "ma". Coloro che hanno casa e famiglia usciranno e potranno effettivamente ritrovarsi tra mura domestiche. E tutti gli altri, stranieri e italiani? Tutti gli altri sono oggetto di grande preoccupazione per l'assistenza sociale carceraria, chiamata a uno sforzo immane per "sistemare" migliaia di persone improvvisamente gettate da un momento all'altro sulla strada. Non ci sono che poche comunità di accoglienza e queste sono destinatarie di finanziamenti irrisori non compatibili con simili emergenze, non ci sono strutture pubbliche in grado di rispondere a tali problematiche, per una marea di persone l'unica abitazione possibile sarà il soffitto di qualche ponte o gli alberi di qualche parco.
E' facile immaginare i nuovi scenari metropolitani che si apriranno anche in piccole realtà come la nostra. Questo avviene quando si cerca di risolvere un singolo problema senza tenere conto dell'insieme.

domenica 28 novembre 2010

Timori e tremori

Trema il mondo diplomatico, questa sera... Frattini parla di "11 settembre" delle relazioni internazionali", poi si affretta a dire preventivamente che "nessuno deve approfittarne" per tirare l'acqua al proprio mulino; segno evidente che la politica estera italiana guarda con preoccupazione alle rivelazioni previste per questa notte. Del resto le anticipazioni non rallegrano, se un tempo l'Italia era osservata con attenzione dagli Stati Uniti per gli sviluppi ideologici e per il sistema culturale, oggi sembra che gli 007 americani ridicolizzino il premier e le sue "feste selvagge", che lo accomunino a una lista di "peggiori" della quale fanno parte personaggi del calibro di Ahmadinejad, Karzaj e pochi altri. Certo, con la situazione delicata che vive il mondo, c'è poco da stare allegri: la pubblicazione e la conoscenza dei retroscena degli accordi fra le Nazioni non aiuteranno a risolvere le controversie, ma sono comunque un segno di democrazia e di libertà. Peccato per noi, che ci troveremo svergognati a livello planetario "grazie" alle performance erotiche di Silvio Berlusconi...

Dalla parte di Fazio e Saviano

La recente trasmissione Fazio/Saviano dedicata alle delicate vicende di Piergiorgio Welby e Eluana Englaro è stata seguita dalle vivaci proteste delle associazioni cosiddette “pro-life”.
Premessa: chi scrive ritiene giusto che tutti abbiano accesso ai salotti televisivi e possano presentare il proprio punto di vista su simili temi, a condizione che conoscano l’argomento, siano onesti e abbiano effettivamente qualcosa da dire. Ancor più giusto è che chi sceglie (l’interessato o i suoi familiari) di non interrompere le terapie che lo tengono in vita sia sostenuto da un servizio sanitario all’altezza della situazione; ha ragione la madre coraggio goriziana intervistata oggi da un quotidiano locale che racconta il calvario e le peripezie che ha dovuto affrontare bussando a tutte le porte possibili per ottenere il riconoscimento del diritto di poter mantenere in vita il proprio figlio in stato vegetativo: a lei sono dovuti sostegno, ammirazione e solidarietà.
Non è giusto invece chiedere a Fazio/Saviano di ridurre una questione del genere a uno squallido gioco delle parti: la trasmissione aveva lo scopo di raccontare due vicende alquanto coinvolgenti, portate in primo piano non dal teatrino dei benpensanti ma dalla voce e dallo sguardo tristemente sereni di una moglie e di un padre. C’era da ascoltare e commuoversi, domandarsi come ci si sarebbe trovati al posto loro, eventualmente immaginare risposte diverse, punto e basta; magari raccontando in altri contesti storie di persone che hanno preso – o subito – decisioni differenti, così come del resto accaduto nelle trasmissioni televisive e radiofoniche oltre che su molti quotidiani nei giorni successivi. Invece si è scatenata la solita tempesta, chi invocava la par condicio, chi rispolverava l’avanzata del radical marxismo, chi la virulenza della campagna mediatica contro la Chiesa cattolica, eccetera eccetera.
Ciò che sconcerta davvero è in effetti l’utilizzo fuorviante delle terminologie.
Chi è per il prolungamento a oltranza delle funzioni vitali garantite soltanto da macchinari si autodefinisce “per la vita” proponendosi più o meno esplicitamente come alternativo a chi ritiene invece disumano portare avanti simili cure e che di conseguenza sarebbe “per la morte”. Bastava ascoltare senza ristrettezze mentali Beppino Englaro e Mina Welby per evitare di incorrere in simile crudele equivoco e comprendere l’ovvia possibilità di “essere per la vita” in modi diversi.
E’ poi in atto una venefica confusione intorno alle “tecniche”ed è difficile invocare la buona fede quando a provocarla è un membro del governo come la Roccella: nel caso di Welby non è stata praticata alcuna “eutanasia”, bensì è stata rispettata la sua volontà di cittadino di interrompere un accanimento terapeutico “staccando la spina” del macchinario che lo manteneva in vita; a Eluana Englaro, la volontà preventiva della quale si è potuta con certezza dimostrare, sono state interrotte alimentazione e idratazione rese possibili esclusivamente da complicate attrezzature artificiali che soltanto con molta fantasia potrebbero essere definite “naturali”. Cosa centra tutto questo con l’eutanasia, che è un atto direttamente finalizzato a provocare la morte di una persona consenziente?
Ben vengano dunque trasmissioni come quella dell’altra sera, ben vengano i dibattiti e le differenti esperienze; ma siano garantiti agli spettatori la competenza e la serietà professionale dei “tecnici” insieme alla dignità dei testimoni chiamati in ultima analisi a raccontare storie di dolore e di malinconia.
Andrea Bellavite

sabato 27 novembre 2010

Incredibile!

Il Messaggero Veneto di sabato ci dice due cose interessanti: la prima che il responsabile della ditta che dovrebbe realizzare i lavori dell'ascensore da Piazza Vittoria verso il castello ha bisogno di tre quattro mesi per comprendere se il progetto potrà essere portato a termine; la seconda è che i lavori inizieranno dopo il permesso di disboscare il terreno del colle, permesso che "sarà chiesto" alla Forestale. E se dopo tre quattro mesi la ditta deciderà che non è il luogo più opportuno per costruire la risalita meccanica? E se - come si auspica - la Forestale non darà il permesso di compiere un simile scempio ambientale cosa accadrà? Sembra proprio incredibile: chi ha vinto l'appalto e sottoscritto un contratto plurimilionario non sa ancora se il luogo dove dovrà compiere l'opera è idoneo e se ci saranno i permessi per realizzarla. C'è da non credere ai propri occhi!

Con AcegasAps ambiente zero e bollette più care

Si riceve e volentieri si pubblica:
L’assessore di Gorizia Germano Pettarin ha ammesso che la nuova società di Iris ambiente, che si formerà dopo la cessione del settore energia, potrà trovare nella società giuliano-padovana di AcegasAps il socio operativo privato con una partecipazione non inferiore al 40%.
Finalmente si scoprono le carte di un progetto prevedibile quanto cupo e assolutamente negativo per l’Isontino.
Prevedibile perché ormai da anni si sta lavorando a questo: dalla sanità ai rifiuti, ci stanno impacchettando e legando mani e piedi per poter consegnare l’Isontino sotto il completo controllo di Trieste, con la miope compiacenza di chi vede in ciò un passo essenziale per poter cancellare e smembrare la Provincia di Gorizia.
Si tratta di uno scenario cupo perché la politica della gestione dei rifiuti di AcegasAps ruota attorno all’inceneritore di Trieste, e nell’area padovana attorno alla discarica. AcegasAps a Trieste non ha mai lavorato per incentivare la raccolta differenziata, né il riciclo, perché il suo bisogno fondamentale è nutrire un inceneritore sempre affamato di rifiuti. Più rifiuti bruciati corrispondono a più entrate per la società, entrate sempre assicurate grazie alle bollette a carico dei cittadini. Queste ultime in sistematico aumento.
Dunque se AcegasAps diventasse socio al 40% della nuova società che gestirà i rifiuti nell’Isontino, potremo accantonare per sempre le proposte presentate nei giorni scorsi dal Partito Democratico: la costruzione a Gorizia di un impianto di estrusione simile a quello di Vedelago, capace di trasformare il secco residuo e la plastica non riciclabile in un granulato plastico che serve per avviare nuove ed innovative filiere produttive per molti oggetti di uso comune, tra cui materiali per l’edilizia. La prospettiva darebbe impulso non solo alla greeneconomy, a nuovi posti di lavoro, all’innovazione e ricerca, ma permetterebbe anche di abbassare notevolmente le bollette, perché l’impianto di Vedelago chiede ai Comuni circa 50 euro a tonnellata per ritirare i rifiuti non altrimenti riciclabili, mentre oggi per bruciali all'inceneritore paghiamo quasi 130 euro a tonnellata e per portarli in discarica addirittura 180. Inoltre tra non molto i termovalorizzatori non potranno contare più sugli incentivi statali CIP6, che li assimilano alle fonti di energia rinnovabile, e quindi le bollette saliranno ulteriormente.
Esprimiamo quindi la nostra più totale contrarietà verso l’ingresso di AcegasAps nella nuova società ambiente dell’Isontino, e ci auguriamo che l’eventuale bando per individuare il socio privato non venga confezionato su misura per la società giuliano-triestina. I criteri del bando dovranno invece privilegiare l’abbassamento delle bollette a carico dei cittadini e la tutela ambientale.
Giuseppe Cingolani, Federico Portelli

venerdì 26 novembre 2010

Fuoco amico

Dopo le insistenti voci di "una discesa in campo" nell'agone politico per l'elezione del Presidente della provincia di tale Fabbro, enfant prodige dal nobile pedigree, e successivamente di tale Diego Moretti, ultimo segretario provinciale della Margherita, già affossatore - per altro in buona compagnia - della Giunta Brancati in quel di Gorizia, e della vicepresidente e assessora alla cultura Roberta De Martin, candidata in ticket con Gherghetta nell'ultima tornata elettorale e assolutamente allineata, coperta e muta per un lustro, ora il "rumors" di casa Pd lanciano il nome di Pizzolitto, sindaco di Monfalcone uscente e forse in cerca di occupazione, quale alternativa al prode Enrico che - in tutta onestà - non si merita tale ulteriore sgarbo.
Ma quel che colpisce in questa sciagurata vicenda, che rischia di ripetere a livello provinciale i disastri compiuti con il "fuoco amico" che affondò l'esperienza di Vittorio Brancati (e i nomi e i volti sono quasi sempre gli stessi con l'aggiunta di un nutrito stuolo di cosiddetti "bersaniani" in attesa di regolare vecchi conti in sospeso), è l'assoluta arroganza del partito di maggioranza relativa, il Pd, che ritiene che la presidenza sia di fatto "cosa sua": lui decide candidati ed eventuali primarie (interne al Pd? di coalizione?) e che gli alleati si accodino! Altro che "vocazione maggioritaria" di veltroniana memoria, qui siamo alla realizzazione del motto "la presidenza è mia e la gestisco io"!
In un paese normale, e in una situazione normale, in previsione di nuove elezioni il partito di maggioranza avrebbe da tempo convocato gli alleati o, visto il mutamento in corso d'opera delle forze politiche di riferimento nello schieramento di centrosinistra, gli altri possibili alleati e congiuntamente avrebbe sollecitato una valutazione complessiva dell'operato dell'amministrazione provinciale. In caso di valutazione complessivamente positiva - e credo sia il nostro caso, anche in assenza di particolari spunti di novità o di eccellenza - si dovrebbe confermare il presidente uscente, in caso contrario, invece, si dovrebbe andare a primarie di coalizione come vorrebbe il buonsenso e anche, non ultimo, lo statuto del Pd, che diversamente parrebbe fatto per venire aggirato. A tutt'oggi, però, pare non sia così e l'assemblea plenaria del Pd, riunitasi la settimana scorsa a Selz sotto l'attenta guida e regia di Omar Greco, non ha prodotto risultati se non forse le voci attorno al Pizzolitto.
Attendiamo fiduciosi, anche se il tempo stringe, che il Pd faccia quello che finora non ha fatto. Ma forse dopo la Puglia con Vendola, Firenze con Renzi e recentissimamente Milano con Pisapia, forse le primarie gli risultano indigeste!
Donald Lam

Che pacco, sotto l'albero

Suonino le trombe, rullino i tamburi. Gioite goriziani, ecco il vostro regalo di Natale, infiocchettato dal sindaco in persona. Sotto l'albero (venuto quest'anno dal Sudtirolo, anche per dire basta agli alberi regalati sempre dagli sloveni che poi sembrava che "Gorizia italiana" rimanesse in debito) troveremo la galleria Bombi ciclopedonale. Per carità, niente di tale, giusto un cunicolo di un metro e mezzo e, pare di capire, piuttosto scassato quanto a fondo stradale. Ma almeno riaperta, come in molti chiedevamo da anni.
Quel che non si capisce è, perchè abbiano aspettato tanto. Ormai sono anni che la ditta del disastro di piazza Grande ha levato le tende, lasciando la galleria piena di rottami e calcinacci. Non si sarebbe potuto e dovuto pulirla da subito? Non poteva Romoli, tra tutti i mini-appalti per finire (è finita?) la piazza, farne uno veramente minimo e dare una ripulita anche sotto la galleria?
Certo che poteva. Ma sarebbe stata ordinaria amministrazione, senza clamori di fanfare. Così invece ci vende la galleria come "regalo" e, udite udite, benefica conseguenza del costruendo ascensore. Bel regalo, che costerà fin da subito 250 euro a testa ad ogni contribuente goriziano e poi chissà ancora quanto per tutti gli anni a venire.
Leggiamo poi sul giornale che tale Alessandro Ramon, titolare della ditta che si è aggiudicata il malloppo per i lavori, nel mentre si accinge a sbancare e disboscare il Colle del castello, dall'alto della sua esperienza (davvero? quali altre funicolari ha costruito?) rende edotti i Goriziani che "alla fine avranno nell'impianto di risalita un valore aggiunto".
Thank you, mr. Ramon, ora che lo sappiamo vivremo più felici. Già che c'è, potrebbe per cortesia dirci anche il "valore aggiunto" che si porterà a casa la sua ditta da tutta questa storia?

mercoledì 24 novembre 2010

T- Red: dura lex sed lex. O no?

Questa mattina alla radio il sindaco Romoli ha dichiarato che "chi pagherà le multe entro dieci giorni avrà uno sconto di duecento euro rispetto a chi riceverà le relative cartelle"; su un quotidiano locale proprio oggi il vicesindaco Gentile esorta "a non prendere le cartelle,ultima possibiulità per non pagare le multe". Romoli dice che il Comune è costretto a questa scelta esattoriale "per non incorrere negli strali della Corte dei Conti", il suo "vice" strizza l'occhio ai cittadini invitandoli sostanzialmente a non pagare. Insomma, bisogna seguire il sindaco o il suo "secondo" che propone un atto di "disobbedienza civile"?
C'è di che rabbrividire: Brancati con la storia dei T-Red ci ha lasciato le penne politiche, Romoli ha trovato in essa una buona fetta di consenso elettorale, senz'altro quella che gli ha evitato un ballottaggio dagli esiti assolutamente imprevedibili. Ora la gente - che evidentemente quella volta ha creduto più a lui e alle sue promesse addirittura "di cercare l'approvazione dal Parlamento una legge nazionale" piuttosto che all'impegnativa e competente esperienza di Stefania Atti - si trova costretta a pagare le multe, e anche ben salate: alte quote e sensazione di completo abbandono. Chissà se questa, insieme alla funicolare del Castello, sarà la Caporetto romoliana?

domenica 21 novembre 2010

Nostalgia del "Clandestino"

C'è un aspetto inquietante nella controversia sull'ordinanza antischiamazzi voluta, fortissimamente voluta dalla Giunta che ora si propone come mediatrice fra sostenitori e contrari. Si tratta del collegare sistematicamente la parola "giovane" con "schiamazzi" e nell'eludere in questo modo il vero grande problema che l'attuale amministrazione ha sfiorato oltre due anni fa e mai più preso in considerazione: cosa significa essere giovani a Gorizia? perché un giovane dovrebbe desiderare di restare in città? Quali spazi trova per la sua formazione, maturazione? Quali autentici luoghi di partecipazione alla vita pubblica, di protagonismo culturale e sociale?
Il problema quindi non è se garantire o non garantire il casino entro o oltre certi orari, ma come far sì che le straordinarie potenzialità caratteristiche del mondo giovanile possano diventare opportunità di crescita non soltanto per gli interessati ma per l'intera vita della città. Il "tavolo" di concertazione che il Comune vorrebbe aprire (con due anni di ritardo) dovrebbe accogliere non soltanto gli esercenti e i comitati, ma anche e soprattutto le rappresentanze dei giovani... peraltro difficili da individuare dopo l'insabbiamento della proposta di "Consulta" perduta nei meandri delle commissioni comunali.
E sulla questione di merito c'è da porre una domanda ovvia: perché non controllare i decibel piuttosto che gli orari di chiusura? In tante città estere gli esercizi commerciali dopo una certa ora offrono deliziose performance di ottima musica senza suscitare la protesta di nessuno; si è proprio sicuri che l'unica forma d'arte apprezzata dai giovani è il "bùm bùm" incessante che rende quasi impossibile il colloquio e l'autentico incontro tra esseri umani (oltre che lo studio, il confronto e il sacrosanto riposo dei malcapitati "vicini di casa")? Si potrebbe realizzare uno spazio insonorizzato e periferico per chi preferisce questo tipo di musica, lasciando ai bar del centro la possibilità di offrire altre più soft occasioni di ascolto e - conseguentemente - di piacevole dialogo anche nel cuore della notte.
Comunque sia non si può che ricordare con nostalgia il tempo del centro sociale Clandestino di Ponte del Torrione: c'era chi lo sosteneva chi lo voleva smantellare, ma in ogni caso si parlava di problemi reali, ci si confrontava con provocazioni importanti a livello politico e culturale. Oggi si tratta soltanto degli affari dei caffé e degli hotel goriziani, si misura il giovane per ciò che può "dare" e non certamente per ciò che "è". Mah, che dire? Tempora mala currunt.

sabato 20 novembre 2010

Ascensore: martedì l'assemblea

Nel corso del prossimo consiglio comunale che si terrà il 29 e 30 novembre sarà discussa la mozione proposta dal Forum per Gorizia che impegna il sindaco a fermare l’iter dei lavori finalizzati alla costruzione degli ascensori da piazza Vittoria al Castello di Gorizia: è molto probabile la convergenza sul voto di numerosi esponenti dell’attuale maggioranza con quindi un possibile eclatante risultato a sorpresa.
Nel corso dell’assemblea pubblica che si terrà il prossimo martedì 23 novembre alle ore 17.30 nella sala del Consiglio Comunale sarà inoltre illustrato il documento con il quale due “garanti” hanno negato ai cittadini la possibilità di esprimere il loro parere in un referendum consultivo: lo stesso terzo garante, la Difensore Civico comunale, dopo aver votato in controtendenza ritenendo non sussistere alcun impedimento di legittimità, non ha esitato a definire le motivazioni addotte alquanto discutibili.
Dopo una breve storia dell’ormai ultra annosa vicenda saranno presi in esame argomenti funzionali a ulteriori passi nella lotta contro un inutile e dannoso sperpero di denaro pubblico.
La decisione di utilizzare i soldi del Millennio per la costruzione dell’ascensore contrasta con l’articolo ad hoc della finanziaria regionale 1999 nella quale si parla di “riqualificazione dell’accesso a Borgo Castello”: è evidente che la risalita meccanica non avrà nulla a che fare con il Borgo Castello bensì al massimo esclusivamente con il castello.
Senza una riqualificazione turistica e senza un’adeguata offerta culturale il Borgo e il Castello non saranno certamente una meta attraente: la pluricitata funicolare di Lubiana trasporta ogni anno oltre 250mila persone che possono assistere a 450 eventi culturali nell’area del castello; Gorizia per il momento non prevede più di 20 eventi significativi e l’erigendo ascensore non si prevede trasportare più di 20mila persone, il che significa una media di 50 al giorno, circa 5 all’ora!!!
Il colle del castello ha una configurazione geologica molto particolare ed è già di per sé un gioiello storico e naturale: è indispensabile rilanciare la necessità di un vincolo ambientale a tutela di un paesaggio che risulterebbe gravemente ferito dalla trincea della risalita meccanica. Inoltre sarebbe necessario realizzare delle perizie archeologiche per cercare eventuali reperti in grado di testimoniare una possibile forma di insediamento umano precedente il 1001 e l’edificazione delle costruzioni medievali.
In sintonia con coloro che hanno sostenuto finora l’istituto democratico dei referendum, l’assemblea di martedì affronterà anche le prospettive relative alla difesa del diritto ad esprimersi dei cittadini che vogliono partecipare alla gestione della cosa pubblica.

giovedì 18 novembre 2010

Intervista all'esperto di religioni

Incontriamo in piazza Vittoria il prof. A. Schöneleben, esperto in storia delle religioni antiche. Sembra molto colpito, non tanto dall'antico maniero quanto dalla conformazione del colle. Accetta per la verità non troppo volentieri di rispondere a un paio di nostre domande.
Professore, cosa le sembra il nostro castello?
Il castello non mi dice molto, si vede chiaramente che è stato ricostruito dopo le devastazioni della prima guerra mondiale: ho visto alcune fotografie, se è stato ridotto a un simile ammasso di macerie posso solo immaginare quante bombe inesplose sono ancora presenti nel terreno circostante!
E allora, perché è venuto in piazza Vittoria?
So che per lei sono particolari insignificanti, tuttavia questo colle ha una collocazione del tutto particolare, sostanzialmente isolato al di là del piccolo anfiteatro morenico che chiude la valle del fiume Frigidus... Come si chiama adesso?
Si chiama Vipacco, ma continui, la prego...
Su colline di questo tipo in epoca remota venivano costruiti i santuari celtici: ormai sono innumerevoli gli esempi, alcuni molto significativi anche dalla vostre parti, anche se lei mi sembra poco erudito forse avrà sentito parlare della montagna di Buja a Nord di Udine, del Col de Zuca a Invillino e del recentemente scavato Tonovcov Grad presso Kobarid. Normalmente gli stessi colli sono stati poi cristianizzati e infatti sono state scoperte ovunque chiese fondate tra il IV e il VI secolo, spesso costruite in alto e in luoghi poco accessibili per evitare funeste devastazioni. E altrettanto spesso accanto alle chiese sono stati edificati nel medioevo castelli in grado di offrire rifugio anche dalle malattie tipiche delle troppo umide pianure.
Lei pensa che lo stesso possa essere accaduto per il nostro castello?
Non dico che è così, ma è un'ipotesi plausibile e suggestiva che si potrebbe facilmente dimostrare: del resto la presenza di una chiesa come quella di Santo Spirito - penso che qualcuno abbia pensato di scavare sotto il pavimento marmoreo per vedere se ci sono i resti di edifici preesistenti - sta a dimostrare una mai venuta meno frequentazione socio religiosa del sito. E poi...
E poi?
Poi c'è tutta la parte non coperta dal castello e dal Borgo che è archeologicamente molto promettente: pensi, tutta la zona coperta dal bosco che si eleva sopra l'imbocco di quella triste galleria potrebbe nascondere delle sorprese archeologiche in grado di rivoluzionare la storia della città, e non solo... Non sto dicendo che magari si può riscontrare una mega piramide a gradoni come qualche sedicente archeologo vuole dimostrare esserci a Visoko in Bosnia. Si tratta solo di compiere qualche saggio, carotare la salita e probabilmente scoprire che anche qui i celti avevano una loro importante base religiosa.
Lo sa che proprio lì vogliono costruire un ascensore?
Non credo in simili assurdità e non mi interesso di politica: a parte che il colle mi sembra bello così come è, ma se è vero quello che lei mi dice credo che sia indispensabile una perizia da parte di archeologi competenti; l'eventuale cementificazione potrebbe sottrarre al bene comune dei documenti straordinari che se scoperti comproverebbero l'esistenza di una montagna sacra dove gli dei antichi potrebbero aver vegliato per millenni sulle sorti degli "ur-goriziani". Adesso però sono entrato nel cortile del palazzo arcivescovile: mi lasci camminare in pace su questo splendido sentiero, voglio proprio godermi il silenzio e la solitudine del bosco.
Grazie professore e a presto...

martedì 16 novembre 2010

Kramer contro Kramer

Quadro politico in grande fermento, a tutti i livelli. Incredibile l'"uscita" della vice-presidente della Provincia che si propone alle primarie interne al Pd contro il Presidente uscente: e dire che Gherghetta l'aveva recentemente difesa a spada tratta anche da chi sollevava perplessità sulla conferma del suo ruolo in un'eventuale prossima Giunta! Con un solo lancio ha ottenuto almeno tre risultati (alquanto disastrosi): ha sconfessato se stessa e il ticket con Gherghetta con il quale sorrideva felice dai manifesti quando si era presentata alle precedenti primarie ed elezioni; ha dato man forte ai "detrattori" manifestando di fatto un inatteso e sorprendente giudizio negativo su un'amministrazione nella quale ha svolto un compito di primo piano; soprattutto ha confermato la volontà del Pd provinciale di indire "primarie" interne contro ogni logica di coalizione e contro lo stesso Statuto del partito. Insomma, avanti a tutto vapore verso l'ennesimo ko del centro sinistra, salvo auspicabili ripensamenti da parte dei vertici, coinvolti da una sana inquietudine provocata dai risultati delle Primarie milanesi...

domenica 14 novembre 2010

Due pesi e due misure

Stupisce la reazione del Sindaco davanti all'episodio delle auto blu parcheggiate in Piazza Vittoria, indenni dalle multe, date invece ai ragazzini che facevano la loro assemblea alcune settimane prima. Mi pare preoccupante che il Comando dei Vigili urbani sia stato chiamato a sanzionare le vetture in sosta vietata e non l'abbia fatto, comunicando invece alla stampa di non essere stato avvertito da nessuno. Una affermazione prontamente smentita da un lettore che ha detto non solo di aver chiamato i vigili, ma di essersi sentito rispondere che erano auto di servizio e dunque non andavano multate. Che un pubblico ufficiale affermi il falso è fatto grave e va subito accertato. Mi chiedo inoltre come si possa pensare di educare i ragazzi, quando essi vedono, a livello nazionale e locale,continui abusi di potere e la legge che viene utilizzata punendo solamente chi ha un mezzo di cilindrata inferiore. Il sindaco deve sanare questa ingiustizia, restituendo i soldi ai ragazzi multati. Altrochè parlare di “strumentalizzazioni” o di “spiacevoli episodi” o dire che lui non c'era alla messa di Nassjria. Cosa c'entrano queste affermazioni? Qui si è verificata una palese ingiustizia che deve essere sanata subito, appunto perchè non dovrebbero esistere differenze davanti alla legge tra macchine di grossa cilindrata e vespini.
Anna Di Gianantonio

Obvoz

Mettiamo l'improbabile caso che qualcuno che non conosce la nostra zona abbia letto le recenti entusiastiche dichiarazioni del consigliere regionale Brandolin sulla "collaborazione transfrontaliera". Secondo lui per la prima volta sarebbe stata concordata un'efficace deviazione in Slovenia per gli automobilisti diretti a Gorizia e provenienti dal raccordo interessato a complessi lavori di trasformazione in autostrada.
Ebbene, seguendo le indicazioni effettivamente il nostro conducente sarebbe piacevolmente sorpreso di trovare subito dopo la linea dell'ex confine un bel cartello giallo con l'indicazione della deviazione; sarebbe poi grato (se attento naturalmente) a chi gli ha voluto opportunamente evitare l'obbligo di acquistare la famosa "vignetta" posizionando un altro cartello giallo con scritto Gorizia/Obvoz. A questo punto però non saprebbe più che fare: entrare nell'area di servizio e rischiare di dover rientrare in autostrada o aggirare - come più logico - lo stesso impianto per le benzine? Scelta la seconda ipotesi dopo un centinaio di metri un altro incrocio: in assenza di qualsivoglia indicazione, girare a sinistra o a destra? Scelta per intuito la sinistra dopo una trentina di metri l'incrocio con una grande strada, anche qui senza indicazioni; a questo punto il nostro viandante dovrà andare avanti a caso: se sceglierà la destra potrà godersi i paesi di Bilje o di Miren e lì chiedere qualche informazione ai passanti; se sceglierà la sinistra riterrà improbabile che si debba rientrare verso il raccordo nella direzione opposta e finirà quindi a Šempeter, dove troverà senz'altro qualche buon anima in grado di indicare la strada per il confine e per il rientro a Gorizia.
Tutto ciò per dire che la collaborazione transfrontaliera è iperurgente ma che se essa viene costruita sulla base delle dichiarazioni di Brandolin o sul desaparecido Gect gorizo/novogoricano il labirinto sulla vecchia rotonda di Sant'Andrea e la deviazione/obvoz dopo il confine di Vrtojba diventano un simbolo di quanta strada si debba ancora percorrere!

Stop agli spot

A meno di improbabili ribaltoni le elezioni comunali di Gorizia si terranno nella primavera 2012, in un clima politico completamente diverso dal'attuale: ci saranno state prima le elezioni amministrative provinciali, del Comune di Monfalcone e di altri centri importanti dell'Isontino, soprattutto con ogni probabilità ci sarà un nuovo Parlamento con un nuovo Governo... Si può prevedere un clima culturale e politico totalmente differente dall'attuale.
Per questo affermare - con i fatti e con le parole - che "siamo in campagna elettorale" è sicuramente prematuro: mentre il centro destra sembra lasciarsi prendere dal panico cavalcando la tigre del malcontento dei cittadini che temono di essere privati del Punto nascita di Gorizia il centro sinistra ha tutto il tempo per riflettere senza azzardare mosse imprudenti.
Tutto si può dire del sindaco Romoli tranne che non abbia esperienza da vendere: rischia di uscire rafforzato davanti alla città guidando una ben poco credibile protesta di facciata contro i suoi stessi antichi progetti e i suoi "compagni" di partito a livello regionale e nazionale. Se poi sostituirà il suo assessore al welfare o di propria iniziativa o per voto del consiglio comunale potrà apparire perfino come abile riformatore e se non lo sostituirà si presenterà come un galantuomo: in realtà l'elettorato di centro destra è molto più vicino a lui che ai suoi assessori o ai "contestatori" dell'Altra Gorizia e ai confusi transfughi sostenitori della Lega.
Il centro sinistra e la sinistra hanno l'opportunità di attendere lo sviluppo di eventi che modificheranno sostanzialmente il quadro generale e di prepararsi coscienziosamente alle strategie e alla vera campagna elettorale che si giocheranno - lo si sa bene! - non prima dell'inizio del 2012. Nel frattempo, piuttosto che cercare improbabili sgambetti o nomi illustri da candidare, è bene che ci si domandi cosa si vuole per il futuro della città; soprattutto che lo si domandi ai cittadini, i quali - come dimostrato dallo straordinario risultato della raccolta firme contro l'ascensore al castello - hanno più che mai desiderio di partecipare attivamente alle scelte che li riguardano. C'è un anno di tempo per ascoltare, dialogare e riflettere senza l'assillo di dover chiedere un voto: poi sarà la base a premiare chi si sarà interessato davvero di essa, preferendo agli spot pubblicitari la costruzione di una storia alternativa...
ab

Vice presidente contro presidente?

L'attuale vicepresidente della Provincia di Gorizia dichiara ai quotidiani di voler sfidare il Presidente alle possibili "primarie" Pd; sono lontani i tempi in cui i due sorridevano rassicuranti dai manifesti elettorali affissi un po' ovunque. E sono lontani i tempi in cui i partiti, prima di avventurarsi nelle campagne elettorali, decidevano in modo unitario se indire primarie, con quali candidati e con quali programmi. Nel frattempo ci sono state varie batoste: Gorizia 2007, dove la corazzata Ulivo ha defenestrato il sindaco uscente, ha rifiutato ogni accordo con il resto dello schieramento e ha subito l'umiliazione di essere surclassata alle elezioni oltre che da destra anche da sinistra; Politiche 2008 quando il mancato accordo a livello nazionale ha portato il centro sinistra e la sinistra alla più grande débacle dal dopo guerra; Regionali 2008 con l'imprevista ma nettissima sconfitta dello schieramento pro Illy, decisa anche da accordi interni alle varie segreterie; Europee 2009, triste deja vu rispetto all'anno precedente se non fosse per il volto sorridente della Serracchiani (peraltro poi scomparsa dall'universo mediatico avendo preferito il doppio incarico Europa/segreteria regionale Pd allo sfruttamento dell'inatteso impatto mediatico da "faccia nuova" del mondo politico italiano)...
Nonostante tutto il Pd sembra voler "tirare dritto", quasi come Romoli con il suo ascensore al castello: contro il suo stesso Statuto vuole indire primarie di partito, per imporre "a posteriori" (in tutti i sensi!) le proprie scelte agli eventuali coalizzati. Coloro che hanno sostenuto la Giunta Gherghetta - con tutti i cambiamenti sopravvenuti negli ultimi cinque anni - si stanno incontrando da mesi assiduamente a Gradisca e difficilmente accetteranno il solito diktat; per questo hanno recentemente messo in guardia i responsabili provinciali del Pd invitandoli a un tavolo di trattativa dove decidere insieme se confermare il presidente uscente o se indire primarie di coalizione. Se non sarà così tutto potrebbe accadere e se il centro sinistra andrà disunito alle provinciali non potrà che attribuirne la responsabilità ai suoi inossidabili manovratori del vapore.

sabato 13 novembre 2010

La guerra dei Roses

Coloro che hanno "costruito" la sanità regionale attuale scendono in piazza contro l'attuale sanità regionale: la Giunta Pdl di Gorizia scende in piazza contro la Giunta Pdl del Friuli Venezia Giulia; e l'una e l'altra contestano il Governo Pdl nazionale. Sembra che i palloncini lanciati in aria questa mattina a Gorizia a difesa del Punto nascita siano stati sponsorizzati addirittura dal Comune!
Dunque:
1. se tutti sono costantemente reciprocamente d'accordo e reciprocamente contrari o qualcuno deve andarsene oppure si tratta di un'ignobile manfrina, tanto più dopo vent'anni di tira e molla che hanno condotto la sanità goriziana proprio là dove le Cassandre dicevano che si sarebbe arrivati (vedi articolo nella pagina delle opinioni dell'ultima Voce Isontina, tutto incentrato sulla nostalgia dei grilli parlanti e del classico "l'avevamo detto noi"!).
2. quanto costerà alla sanità goriziana la demagogica difesa a oltranza del Punto nascita senza un'adeguata programmazione generale? Tanto più sapendo che alla fine del 2012 il Punto nascita comunque chiuderà (sempre che nel frattempo non sia finito il mondo) per iniziativa di Tremonti e soci?
3. lunedì forse si parlerà di "sfiducia" all'assessore comunale al welfare: sarà l'occasione in cui l'"Altra Gorizia" romperà la maggioranza costringendo Romoli a una molto pericolosa piroetta oppure sarà il solito fuoco d'artificio delle opposizioni finalizzato a trovare un misero "posto al sole" tra le colonne dei quotidiani locali? Forse sarebbe meglio sfiduciare direttamente Romoli che ha mandato al fronte le sue truppe scelte e che ora sembra pronto anche a sacrificare clamorosamente uno dei personaggi chiave della sua Giunta: eh, no! O Romoli manda via la Romano prima della "sfiducia" in aula, oppure se la maggioranza dei consiglieri comunali la boccia boccia la Giunta su un settore fondamentale e quindi lo stesso Romoli si deve dimettere.
Attenzione dunque, sia a destra che a sinistra: cavalcare le tigri è uno sport entusiasmante, ma anche molto molto pericoloso, il malcontento crescente della gente potrebbe ritorcersi facilmente contro i cavalieri imprudenti che vogliono approfittarne per ampliare i propri bacini elettorali...

San Suu Kyi

Una bella notizia, Aung San Suu Kyi è stata liberata e appena uscita dagli arresti domiciliari ha chiamato il suo popolo alla rivolta morale nonviolenta. Che forza promana da quel corpo così apparentemente fragile, da quel volto minuto dagli occhi buoni e fiammeggianti!
Il Myanmar ritrova la propria eroina e ricomincia a respirare l'aria della libertà, una delle più crudeli dittature è costretta a misurarsi con la più formidabile dei suoi avversari. Ed è significativo che sia una donna a richiamare l'attenzione di tutto il mondo su un'impresa titanica ma possibile, quella di sovvertire un regime non con la violenza delle armi o con le strategie dei cospiratori ma con la convinzione che l'intelligenza e la caparbietà dell'essere umano possono trionfare contro qualsiasi avversità... magari in tempi più lunghi, ma certamente in modo molto più stabile e duraturo, proprio come amava ribadire San Suu Kyi vent'anni fa, all'epoca del suo breve momento di notorietà conferitole da una delle più condivise assegnazioni del premio Nobel per la pace.
Forza Aung San Suu Kyi, una speranza per tutti noi...

Berlusconi "Finito"?

La prossima potrebbe essere l'ultima settimana del governo Berlusconi: la più grande maggioranza parlamentare del dopo guerra, quella che quando era minoranza irrideva alle difficoltà di Prodi "stampellato" dai senatori a vita e stappava lo spumante tagliando il salame il giorno della sua caduta... quella maggioranza è ormai sciolta più che neve al sole e l'unica alternativa che le resta è quella dell'accanimento terapeutico. Il berlusconismo è finito e il suo capo lo sa bene, mentre si prepara a lasciare lo scettro - già in loro possesso da mesi se non da anni - a Tremonti e Bossi. Mentre l'Italia sprofonda in una crisi morale senza precedenti i partiti sembrano tutti concordi nel pronosticare la fine di un'epoca ma nessuno si azzarda a prevedere qualche scenario futuro: il berlusconismo finisce come forma di gestione del potere ma lascia una traccia profonda nell'animo degli italiani che si scoprono tanto diversi rispetto a vent'anni fa. Rassegnati quasi ad accettare tutto, le censure agli insegnanti che parlano di politica a scuola, le leggi ad personam e quelle para razziste, il ridicolo sulla scena internazionale, l'interesse e il profitto dei singoli costantemente anteposto al bene comune. Il berlusconismo ha raggiunto l'obiettivo di demolire l'autentica "Politica" seminando ovunque disagio e devastando la voglia di dibattere, di costruire insieme e di dialogare... E' un processo irreversibile? Ci si rialzerà, prima o poi? La risposta la dovrebbe dare la sinistra, cercando di fare qualcosa di più che stappare il Cartizze alla caduta di Berlusconi: ma i segnali non sono particolarmente incoraggianti, le facce sono sempre le stesse, i discorsi non cambiano di una virgola... A tutti i livelli.

martedì 9 novembre 2010

Decidere in coalizione...

Il candidato alla presidenza della Provincia deve essere scelto dalla coalizione che lo sostiene e non da una sola parte di essa. Questa convinzione è stata espressa lunedì sera a Gradisca d'Isonzo dai componenti del tavolo di lavoro che sta elaborando proposte programmatiche e percorsi politici a Sinistra del PD per la Provincia di Gorizia. La preoccupazione di una congiura di palazzo sembra essere prefigurata dalle notizie apparse sulla stampa, relative a possibili elezioni primarie "interne" al Partito Democratico, fra il presidente uscente Gherghetta e Alessandro Fabbro. I gruppi riuniti a Gradisca sostengono invece che solo le forze che appoggeranno la linea politica del centro sinistra e della sinistra provinciali saranno abilitate a stabilire se il presidente uscente debba essere messo in discussione attraverso elezioni primarie di coalizione o se invece debba essere immediatamente riconfermato senza il passaggio elettorale interno. Gli stessi gruppi hanno altresì riconfermato la volontà di organizzarsi per promuovere un soggetto politico forte e significativo in grado di portare nel cuore del nostro territorio una visione autenticamente innovativa che viene "da sinistra" per il futuro della zona.
Federazione della Sinistra - Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà, Forum per Gorizia

domenica 7 novembre 2010

L'ascensore si è fermato a Rivoli

Un commento di un lettore di questo blog ci ha incuriositi. Anche a Rivoli, un paese in provincia di Torino di circa 40.000 abitanti, l'amministrazione aveva deciso di costruire una risalita meccanizzata alla scarpata, consistente in una scala mobile lunga 30 metri che collegava il centro storico con il museo sul colle. Un'opera molto meno invasiva dei tre ascensori goriziani, ma che si è rivelata ugualmente inutile. Curioso che il sindaco di Rivoli abbia portato a suffragio della sua ferrea determinazione il fatto che l'opera, del costo di due milioni e mezzo di euro, simile cioè ai costi goriziani, oltre che ad aumentare il flusso turistico, avrebbe dovuto essere assolutamente fatta, pena ”la perdita dei contributi che bisognava restituire alla regione e che sarebbero andati per la ristrutturazione di Residenze Sabaude” di altre città piemontesi. I cittadini di Rivoli hanno però potuto svolgere su questo argomento un referendum che ha espresso un giudizio negativo sulla realizzazione della risalita. Tuttavia, essendo il risultato semplicemente consultivo, il sindaco è andato avanti e sul sito del Comune si può ammirare l'opera pubblica realizzata, ma che non ha dato gli esiti sperati: essa è praticamente inutilizzata, l'afflusso turistico e il ritorno economico sono pari a zero. Il lettore di Rivoli ci augurava di avere più successo dei suoi concittadini. La curiosa vicenda non è però isolata: pare che le risalite meccanizzate vadano di moda nel nostro povero paese. Guardare Internet per credere. Come mai tutti i sindaci hanno le stesse idee? Non può essere una questione solo politica di modello di sviluppo, perchè il sindaco di Rivoli è di centro sinistra. Una faccenda davvero misteriosa. Non vorremmo che richiamasse, almeno sotto certi aspetti, quella dei “semafori intelligenti” disseminati sul territorio nazionale che hanno dissanguato in passato le tasche dei goriziani. Auspicabile sarebbe che prima di iniziare l'opera si analizzassero meglio costi e ricavi della stessa.
adg

sabato 6 novembre 2010

Primarie solo Pd? No grazie!

Da che si capisce il Pd ha deciso di rompere gli indugi e avviare una pericolosa stagione di isolamento in vista delle elezioni provinciali della Primavera 2011. Lo statuto prevede - come è ovvio - che le elezioni primarie sono da tenere all'interno del partito solo in assenza di una coalizione; nel caso della sua esistenza il Pd non prevede pre-primarie ma solo lo schieramento fino a due candidati alle primarie di coalizione, affiancandoli a quelli presentati dalle altre forze di centro sinistra e sinistra.
Le dichiarazioni che accreditano una "primaria" interna al Pd finalizzata a scegliere il candidato presidente fra Gherghetta e Fabbro evidenziano quindi la volontà di una parte del partito di ignorare l'esistenza delle altre forze dell'attuale coalizione che sostiene la Giunta provinciale. Le batoste di Gorizia 2007, delle regionali e Politiche 2008 come pure quelle del Piemonte 2010 e tante altre, sembrano non aver insegnato nulla: se il Pd non siede a un tavolo di coalizione ma prende delle decisioni autonome e le impone dall'alto ai "coalizzati" non può accusare chi non accetta la riduzione a "numero" di consegnare le amministrazioni alle destre.
Una nuova politica presuppone senza se e senza ma un ben diverso stile di confronto e dialogo consono all'idea fondamentale di partecipazione democratica.

Tra demagogia e sorestàns

Come volevasi dimostrare. Il documento sulle dichiarazioni dell'assessore Kosic intorno al Punto nascita di Gorizia che Romoli ha cercato di far votare all'unanimità (poi approvato con la risicata maggioranza più uno comprovante la defezione di almeno 5 consiglieri di centro destra!) era - come direbbe lo stesso primo cittadino - demagogico e assai timido.
Demagogico perché voleva accreditare davanti ai cittadini l'immagine di un sindaco e di una classe politica scandalizzati da scelte compiute da "compagni" (si fa per dire) di partito a livello nazionale e regionale: "intanto facciamo la bella figura di far scrivere ai giornali che non ci va quello che ha detto Kosic, poi facciano pure quello che vogliono"; ben altra credibilità avrebbe avuto il testo se accompagnato dalla minaccia di dimissioni della giunta o clamorose iniziative pubbliche in regime di "allineamento di pianeti"!
Timido perché come evidente dalle odierne esternazioni giornalistiche il buon Romoli ha accettato senza sostanziali proteste la più che prevedibile Caporetto imposta da Tremonti e si è attestato sulla ben fragile linea del Piave del rinvio di due anni di ogni decisione (quando probabilmente ci sarà un altro sindaco...).
Qui non si tratta di salvare la "gorizianità" garantendo il diritto di nascere a Gorizia (come dice il documento Romoli) ma di salvaguardare l'elettorato con un'operazione di pura facciata senza nel contempo scontentare quelli che i friulani chiamano i "sorestàns".

venerdì 5 novembre 2010

Valutazioni in progress

Nella giornata di ieri giovedì 4 novembre si sono riuniti i rappresentanti delle organizzazioni promotrici della richiesta di referendum per l’ascensore al Castello, al fine di valutare la decisione del Comitato dei Garanti del referendum che a maggioranza (2 voti ad 1) si è espresso per la non ammissibilità del referendum stesso. In particolare, i promotori delle iniziativa referendaria rilevano come, sulla base delle motivazioni addotte, venga di fatto esclusa l’azione referendaria su ogni provvedimento dell’Amministrazione Comunale che trovi riscontro in una precedente “delibera di bilancio” in cui di norma si sostanzia l’azione amministrativa del Comune, in particolare per i lavori pubblici. Fanno altresì notare come anche formalmente il quesito non chiamasse in causa alcuna delibera di bilancio ma esclusivamente la realizzazione del meccanismo di risalita mediante ascensore da Piazza Vittoria al castello.
Rilevano, poi, come i garanti, a maggioranza, abbiano motivato il loro giudizio di inammissibilità non esclusivamente ed unicamente con motivi di legittimità, come espressamente previsto dalle norme in vigore, ma per ragioni di merito, allorchè testualmente rilevano come “il quesito referendario interviene in una fase del procedimento oramai assai avanzata …”. E ciò in palese contrasto con il testo letterale dell’art. 81, comma 3 dello Statuto comunale.
Circa poi la asserita “efficacia abrogativa del quesito referendario di provvedimenti amministrativi già adottati ed esecutivi e non semplicemente consultiva”, tale argomentazione pare del tutto insussistente poiché il risultato del responso referendario non è in alcun modo vincolante per l’amministrazione ma – appunto – solo di carattere consultivo.
Alla luce di quanto sopra, e nell’esprimere grande apprezzamento per le argomentate motivazioni addotte a favore dell’ammissibilità da parte del Difensore Civico avv. Elena Grossi, i promotori dell’iniziativa referendaria hanno concordemente deciso di valutare, anche sotto il profilo dell’opportunità politica, l’approfondimento di un eventuale ricorso in sede di magistratura civile con professionisti legali, stante anche la recentissima sentenza favorevole al ricorso a suo tempo presentato dai rappresentanti del Partito Radicale goriziano in materia di referendum comunali.
Si è altresì deciso di promuovere, in tempi brevi, una iniziativa pubblica per coinvolgere i tantissimi cittadini goriziani, di destra, centro e sinistra, che hanno voluto sottoscrivere la petizione prima e la richiesta referendaria poi, scegliendo così la via della partecipazione e della responsabilità individuale. A tutti loro va il nostro grande e sentito grazie.
Forum per Gorizia, Movimento 5 stelle, Partito radicale, Rifondazione Comunista

giovedì 4 novembre 2010

Romoli in ritardo di un lustro

Leggo che il sindaco Romoli "svela tutti gli importi che il Comune affronterà per la risalita al maniero". E allora leggiamoli, questi costi: "500 mila euro per la cabina, o giù di lì", mentre per i costi di gestione si cita un documento risalente alla giunta Brancati di quattro o cinque anni fa (già ampiamente citato durante la pubblica assemblea promossa dal Forum sull'argomento - ndr) che quantifica in 100 mila euro i costi di gestione. Insomma con il rigoroso criterio economico del "giù di lì" e con l'utilizzo di stime di anni addietro, il sindaco dimostra l'assoluta compatibilità dell'iniziativa. Peccato che solo due settimane addietro aveva perentoriamente affermato di aver incaricato gli uffici comunali di fornire una stima reale dei costi di gestione e, forse spazientito dalle polemiche, aveva anche minacciato di fare i nomi "degli illustri luminari che avevano curato il progetto". Di questi ultimi se ne è opportunamente dimenticato e circa i costi utilizza oggi i dati di un lustro addietro. In compenso accusa la giunta Brancati di "aver dilapidato" i fondi per la/le cabina/e in altri interventi: a tal proposito sarebbe interessante sentire anche una flebile voce dal centrosinistra. Ma prendiamo pure per buoni e credibili le cifre fornite dal primo cittadino: 100 mila euro i costi di gestione al lordo degli incassi. Ebbene, se facciamo due conti in croce sulla base di questi dati fatti propri dal sindaco risulta che: fatti certi i 40.000 visitatori annui al Castello (dato fornito dall'assessore Devetag per l'anno 2009) e stimato in un generosissimo 50% il numero di coloro che scelgono l'ascensore - anzi gli ascensori - ipotizzato un costo del biglietto a due euro, significa che l'incasso ammonterà a 40000 euro mentre il costo, scaricato sulle tasche di tutti i goriziani, sarà pari a 60.000 euro. Che poi un ascensore di tal fatta possa essere reso operativo per otto ore al giorno senza la presenza di un operatore, se non altro addetto alla sicurezza in caso di temporanei black-out o per far fronte ad eventuali emergenze o intoppi di funzionamento, pare del tutto irrealistico, ma se il sindaco se ne assume la responsabilità ...
Infine, un ultima considerazione: occorre dire che dopo aver ripetuto fino alla nausea che l'iniziatia del Forum era "demagogica e strumentale" perchè in caso di mancata realizzazione si dovevano restituire tutti soldi spesi anche per la piazza Vittoria, ora tale argomentazione non viene più ripresa perchè il sindaco non è in grado di fornire uno straccio di delibera, ingiunzione, determina, o altro atto amministrativo che la comprovi. E allora pare più facile giustificare la spesa con i numeri previsionali di un lustro addietro, magari supportati dal rigoroso criterio di spesa del "giù di lì".
Dario Ledri

martedì 2 novembre 2010

Referendum: ha vinto il "no se pòl"

E' andata come si temeva: due "garanti" su tre hanno bocciato il quesito referendario stoppando così quel momento di democrazia partecipata che in modo straordinario i cittadini desideravano accorrendo numerosissimi a firmare.
In attesa delle motivazioni scritte il Forum e gli altri gruppi si incontreranno giovedì 4 novembre alle 18 per decidere come continuare la mobilitazione contro quelli che vengono ritenuti costissimi e inutili ascensori da piazza Vittoria al Castello.
Il sindaco ha per il momento via libera nel portare avanti un'opera che non ha mai voluto spiegare a nessuno, che non sa se potrà finire perché mancano i finanziamenti per le cabine, che non sa quanto costerà ogni anno ai cittadini perché nessuno ha aggiornato le previsioni di spesa datate oltre cinque anni fa, che non sa che utilità potrà avere perché nessuno ha predisposto una proiezione sui costi e sui benefici: milioni di euro buttati in un pozzo senza fondo senza una minima motivazione razionale che non sia quella di Devetag secondo il quale sarà l'ascensore in sé stesso l'attrattiva turistica che porterà le folle da tutta Europa in città.
I promotori constatano amaramente di aver perso una battaglia, ma l'entusiasmo degli elettori di ogni appartenenza politica, età e situazione sociale sollecitano ad andare avanti: insomma, non finisce qua!

Destra goriziana e mal di mare

Il centro destra goriziano sembra riflettere come in uno specchio i malumori interni al centro destra nazionale. Come Fini e la sua Fli affondano giusti strali (spesso scavalcando a centro sinistra il sempre più smarrito Pd) contro il governo senza mai arrivare al colpo decisivo così Carruba, Hassek e il mite Stasi generano grandi temporali senza giungere mai all'affondo finale.
Questa volta è Stasi a dimettersi dalla commissione welfare in aperta polemica con l'assessore Romano sulle note vicende del documento sul Punto nascita di Gorizia: le sue osservazioni sono condivisibili ma non si capisce come possano andare di pari passo con il ribadito sostegno alla politica della Giunta sulla sanità.
Se veramente "l'altra Gorizia" vuole essere qualcosa di più che un vetusto mormoratoio batta qualche colpo un po' più consistente delle dimissioni da una commissione le cui scelte sono state già più volte annullate dai maggiorenti dei vari gruppi consigliari. Chieda esplicitamente le dimissioni del sindaco o almeno degli assessori più volte additati come inadempienti, voti contro le posizioni dell'amministrazione, porti avanti prospettive nuove...
Altrimenti, lo si ribadisce, le ciàcole non si trasformano in frìtole!

lunedì 1 novembre 2010

Cronaca di un tracollo annunciato

Non passa giorno senza che vengano evidenziati settori produttivi in crisi "per la dura concorrenza slovena" nella Provincia di Gorizia. E' vero che "della scienza del poi sono piene le fosse", tuttavia gli attuali amministratori - la maggior parte dei quali "conta" da almeno tre decenni nelle decisioni cittadine - dovrebbero dare risposta a una domanda ovvia: cosa è stato fatto per evitare tutto ciò?
Si badi bene, non si è trattato di un imprevedibile evento naturale ma di un lungo e complesso processo storico. La Slovenia si è costituita come Stato indipendente nel 1991 entrando subito nell'area di sviluppo centro europeo; già prima del 1995 si sapeva che era iniziato il percorso verso l'ingresso nell'Unione Europea, già si parlava delle grandi opportunità ma anche delle probabili ripercussioni sull'economia del territorio. Dopo almeno un decennio di rapido sviluppo che ha trasformato anche dal punto di vista urbanistico Nova Gorica e dintorni, la Slovenia è effettivamente entrata nell'Unione il 1° maggio 2004, poi nell'area Schengen alla fine di dicembre 2007. Ai vari Valenti (sindaco dal 1992 al 2002, autorevole consigliere regionale dal 2003, capo commissione del Consiglio Regionale dal 2008) e Romoli (assessore regionale e parlamentare prima di essere sindaco dal 2007) va rivolta anzitutto l'indigesta domanda: cosa è stato fatto - in tutto questo tempo - per prepararsi al cambiamento e per gestire insieme ai politici del territorio confinante la creazione di un'area di sviluppo sostenibile e comune?
Piaccia o meno le uniche novità in questo senso sono da riportare ai sindaci Brancati e Brulc che hanno saputo trasformare l'evento internazionale della Transalpina in straordinaria occasione per rilanciare le città nell'orizzonte europeo e per avviare fruttuosi ma ormai interrotti rapporti di fattiva sinergia. E l'attuale assessore al parco culturale - mentre il commercio goriziano viene schiacciato non solo dall'intelligente performance economica dei "vicini", ma anche dalle lungaggini burocratiche che hanno paralizzato per anni la galleria Bombi, piazza Vittoria, via Rastello e dintorni - continua il suo anacronistico ritornello sulla "sudditanza" della sinistra all'"utopia" della collaborazione con la Slovenia!