giovedì 30 settembre 2010

Medioevo Goriziano

La pista ciclabile sui controviali di Corso Italia? Beh, certo, sempre meglio che il nulla dei primi tre anni della giunta Romoli. Almeno è il segnale che si vorrebbe una mobilità più sostenibile e più sicura per una categoria di utenti stradali oggi fortemente penalizzata, come lo sono i ciclisti.
Da qui a condividere una soluzione palesemente inadeguata, raffazzonata e per nulla sicura però ce ne corre. Si dice che sarà sperimentale e provvisoria (ma provvisoria per quanto tempo?). Come Forum per Gorizia ne prendiamo atto e ne valuteremo i risultati. Ma alcune valutazioni ci sentiamo di farle fin d’ora, anzi a dire il vero le stiamo facendo da oltre tre anni in consiglio comunale, inascoltati.
Tre sono i motivi di perplessità.
1)Si persevera nel creare una pericolosa commistione tra ciclisti e pedoni. Ammesso che sui controviali si possano separare in modo efficace gli spazi per le due categorie, ciò non sarà possibile nei passaggi critici a margine dei gazebo e degli altri spazi occupati dai bar.
2)Una forte criticità si pone sugli attraversamenti stradali: quello del Corso e quelli di tutte le strade laterali. In una città dove, ad essere ottimisti, un automobilista su venti si ferma a dare la precedenza al pedone sulle strisce, ogni attraversamento sarà una roulette russa per i ciclisti, un po’ come già accade sulle rotonde prive di qualsivoglia passaggio ciclabile.
3)Si scatena una guerra tra poveri mettendo i ciclisti contro i pedoni, contro gli avventori dei bar e contro i gestori degli stessi, già penalizzati dalle ordinanze Romoli-Gentile. Lo spazio per i ciclisti andrebbe tolto alle macchine, non alla gente che cammina, prende il caffè o sosta davanti alle vetrine.
In municipio manca ancora il coraggio di fare scelte che in tutte le città sono ormai un dato acquisito. A Gorizia invece, in tema di mobilità, siamo ancora al medioevo. E’ questo il vero Medioevo Goriziano, altro che il castello.
E non è un problema di soldi. Con la stessa vernice usata per tracciare i percorsi ciclabili su controviali e marciapiedi, lo si potrebbe benissimo fare sulle sedi stradali. Si dovrebbero eliminare i posti macchina su un lato del Corso, certo, ma se ne potrebbero recuperare più del doppio col multipiano di via Manzoni, già progettato con fondi privati, a costo zero per i cittadini.
Appena eletto, il sindaco Romoli ha stoppato il progetto ereditato da Brancati e da allora non se ne sa più nulla. A questo punto è lecito dubitare che, vista la disastrosa politica di questa amministrazione in tema di viabilità e parcheggi, vi sia ancora qualche privato disposto a investire i propri soldi.

Sui test ai consiglieri comunali

La consigliera Gironcoli esprime oggi sui quotidiani il rammarico per il fatto che dalla mozione approvata l'altra sera in Consiglio Comunale siano stati stralciati i controlli antidroga per i consiglieri e assessori della Giunta. Pur apprezzando la parte superstite del documento, quella che esorta la commissione consigliare ad affrontare articolatamente il problema delle dipendenze, la capogruppo Idv sostiene che il rifiuto di sottoporsi al test è un cattivo segnale della politica ai cittadini.
La sua posizione può essere condivisa o meno - si potrebbe obiettare che la democrazia non procede soltanto con controlli improvvisi e spettacolari sulla moralità personale dei suoi "protagonisti" ma soprattutto con l'elaborazione condivisa di leggi e regolamenti efficaci. Suscita qualche perplessità invece il fatto che anche la rappresentante dell'Italia dei Valori scelga nell'occasione di comunicare il proprio pensiero il giorno dopo sui quotidiani e non intervenga invece neppure per dichiarare il proprio voto di astensione nell'aula del Consiglio Comunale: anche questo è un segnale poco incoraggiante sul ruolo della principale assise della democrazia cittadina.

mercoledì 29 settembre 2010

Tra cielo e terra...

Su un quotidiano locale un lettore si lamenta giustamente perché ai disabili motori non è consentito l'accesso al castello ed è precluso lo splendido panorama su Gorizia e dintorni. Con un'ironica ma non molto pertinente allusione a presunte volontà "di inviare la gente in paradiso e di sprofondare (i disabili) negli inferi" il lettore sostiene la realizzazione della funicolare da piazza Vittoria. In realtà chi contrasta tale opera vuole proprio valorizzare l'accesso non soltanto al castello ma anche al bel Borgo (con museo della guerra, chiesa Santo Spirito e annessi) che la funicolare e gli ascensori invece negherebbero. La famosa Legge regionale del 1999 parla infatti esplicitamente di "riqualificazione dell'accesso a Borgo Castello" (senza neppure nominare il maniero); le proposte alternative a favore di disabili o di turisti che non desiderano salire a piedi sono innumerevoli, dal minibus navetta ai risciò elettrici già sperimentati con grande successo altrove, dalla carrozza trainata da cavalli al trenino e a quant'altro. Sono tutte idee che consentirebbero la visita dell'intero Borgo, il godimento di tutti i panorami e naturalmente l'accompagnamento fino all'ingresso interno del Castello; tutte idee a costi immensamente inferiori ai milioni richiesti per costruire la funicolare e alle centinaia di migliaia di euro annui per la gestione. Sempre poi che la funicolare e i due ascensori successivi (da raggiungere attraversando a piedi rampe inclinate) possano funzionare: forse infatti il lettore non sa che il finanziamento riguarda per ora soltanto le strutture e non le cabine che a tutt'oggi non si sa se potranno essere realizzate: c'è il concreto rischio che accanto al danno arrivino anche le beffe, cosicché i disabili presumibilmente continueranno ad avere precluso l'accesso al castello e la bella collina sovrastante la città sarà tagliata da una strana trincea, vero rompicapo per gli archeologi dei tempi futuri...

martedì 28 settembre 2010

High cooking

Grande successo a "Gusti di frontiera": 20 mila salsicce, 400 chili di fasolari, 4500 "robuste plejskavica", 1200 wienerschnitzel e 1800 gnocchi di susine. Senza dimenticare le migliaia di dolcetti belgi e le svariate centinaia porzioni di cassoulet, choucroute, tartiflettes e crepes del padiglione francese. Questi i numeri della grande sagra di città messi in fila dall'edizione 2010 di Gusti di frontiera. Messo di fronte all'ìnoppugnablità dei numeri il sindaco ha pensato bene di non insistere - fino alla nausea - sulla polemica definizione di "sagra di paese", per le edizioni targate Brancati, contrapposte all'"importante e raffinato evento enogastronomico" realizzato dalla sua amministrazione. E i numeri non si pesano, si contano: 20,000 salsicce per una bella e riuscita iniziativa che incontra i gusti di un pubblico di frontiera. Una gustosa, riuscita e partecipata sagra di città, con il profumo di ventimila salsicce, piatto - si sa - da "haute cusine".
Dario Ledri

lunedì 27 settembre 2010

In memoria del numero 51

51. Quello di questa mattina a Belluno è il suicidio in carcere numero 51 dall'inizio dell'anno. Sì, avete letto bene, 51 persone, esseri umani soprattutto giovani, hanno perso la vita all'interno di un sistema carcerario le cui strutture sono ben al di sotto dei limiti della decenza. Sovraffollate, cadenti, spesso senza riscaldamento o caldissime, per lo più senza progetti riabilitativi, con personale ridotto, senza fondi perfino per acquistare saponi o asciugamani (nonostante i costi esorbitanti della reclusione che - forse pochi lo sanno - devono essere restituiti dai reclusi dopo la fine della pena), con carente assistenza psicologica e terapeutica, con accesso difficile da parte di parenti stretti...
Si può dire che il mondo carcerario sta andando a pezzi e chi ne paga le conseguenze sono i ristretti, specialmente quelli che si avvicinano per la prima volta alle sbarre e che non hanno gli strumenti per affrontare quello che ormai può essere definito un vero e proprio inferno. Languono nel frattempo tutti gli antichi progetti previsti dall'illuminata Legge Gozzini riguardanti le pene alternative alla detenzione (fra l'altro di gran lunga meno onerose per la collettività rispetto ai costi del carcere) e la preoccupazione di reintegrare nella società coloro che hanno scontato la pena... C'è chi ha sostenuto che "la situazione delle carceri è il più evidente emblema delle condizioni generali del Paese che le ospita": ahimé, purtroppo sembra che sia evidentemente così!

domenica 26 settembre 2010

Una bella sagra

Nonostante la pioggia di venerdì sera e sabato mattina Gusti di Frontiera sta procedendo molto bene. Giovedì sera i goriziani hanno preso d'assalto le mille bancarelle e i chioschi approfittando di un'offerta varia e internazionale. L'aspetto più simpatico della manifestazione consite nella possibilità di conoscere persone e culture differenti, dialogando in allegria attorno alle specialità dell'uno e dell'altro; ciò non toglie che intorno ai tavoli si possano giocare anche partite più impegnative, favorite dal clima di serenità e dalla possibilità di incontrare in poco tempo e senza spostamenti tante persone. Tutto ciò - tolta l'originaria genesi religiosa che da decenni non è ricordata in nessun paese - è propriamente quello che rientra sotto il bel termine "sagra": Gusti di frontiera è una bella sagra di città, in grado di consentire ai cittadini di riappropriarsi degli spazi che a loro appartengono, di valorizzare il dialogo e l'incontro, di "trattare affari" con il sottofondo di musiche balcaniche, mitteleuropee, francesi, nordiche e così via. Ben vengano le aperture a ovest (Francia, Spagna, Portogallo) e a nord (Belgio, Olanda, ecc.) criticate da un autarchico quartiere cittadino. Anzi, per l'anno prossimo si dovrebbe pensare anche all'apertura verso il sud, con i gusti e gli aromi del Mediterraneo e del Maghreb peraltro sempre più presenti anche nell'ordinarietà delle giornate feriali.
Dunque una bella sagra di città: è bene godersela più possibile, tempo permettendo, senza ingiustificati riduzionismi (buona nell'insieme l'organizzazione anche grazie ai validi tecnici e alle maestranze del Comune) e senza ridicoli trionfalismi ("è inziata la nuova era del turismo e del rilancio di Gorizia su scala internazionale" - sì, una sagra neppure citata nei giorni scorsi dagli udintriestinocentrici gierre regionali!)

Fini al capolinea (e non solo lui)

Il discorso di Fini è stato molto tardivo e poco convincente. Si è ormai troppo abituati al percorso "è un'ignobile falsità - tutto sarà chiarito - ho commesso delle ingenuità ma non dei reati - ecc."! I cittadini non possono non guardare senza alcun sospetto una strana compravendita di una casa a Montecarlo venduta da un partito italiano che ne era proprietario a società fantasma che hanno a che fare con il paradiso fiscale di Santa Lucia. E il nome del cognato di Fini che aleggia su tutta la vicenda mentre il presidente della Camera balbetta un imbarazzato "non ne so nulla, vedremo se è proprio lui e così via".
E' molto probabile che Fini sia vittima di una congiura di palazzo dopo la sua "rottura" con Berlusconi; del resto non è la prima volta che il Gianfranco nazionale si stacca dall'ingombrante collega salvo poi ritornare da lui facendo autocritica nei momenti elettorali. E' vero che la spaccatura è questa volta molto più profonda e che il politico ex msi, ex an e ora ex pdl ha aggiunto alle strategie di potere dei contenuti validi da approfondire, soprattuto in relazione alle conseguenze delle leggi da lui stesso firmate (vedi quelle sull'immigrazione o sulla lotta agli stupefacenti).
Tuttavia questa storia mediocre che si aggiunge alle altre quotidiane storie mediocri evidenzia lo squallore di una classe politica che domina l'Italia da ben oltre vent'anni, intrallazzata più o meno legittimamente con poteri forti occulti e palesi che tengono in ostaggio buona parte dei suoi protagonisti: il Paese va a rotoli, perfino la presidente della Confindustria ha perso la pazienza di fronte alle ottimistiche previsioni sula crisi del tandem berluscon tremontiano.
Ormai le elezioni sono dietro l'angolo, ma non c'è da essere ottimisti: si andrà a votare con la solita legge grazie alla quale le liste dei candidati saranno stilate dalle segreterie dei partiti (nel migliore dei casi, perché per lo più a decidere sarà il capetto di turno) e sembra molto difficle ipotizzare che "cane mangi cane". A meno che il centro sinistra e la sinistra non si risveglino il primo dal lungo letargo la seconda dal "tutti contro tutti" e battano qualche colpo investendo su volti, progetti e orizzonti veramente nuovi.

giovedì 23 settembre 2010

Libro e moschetto...

Notizia da brivido dalla Tavola (nazionale) per la Pace.
La notizia è stata raccolta da FamigliaCristiana.it: è questa la scuola che vogliamo?
Per ora si sa solo che gli studenti saranno organizzati in "pattuglie" come quelle che girano per le strade dell'Afghanistan. Gli verrà insegnato a mirare, sparare e tirare con l'arco. Non gli verrà chiesto di combattere i talebani ma solo di sbaragliare tutti gli avversari. Non sappiamo quale premio verrà riconosciuto ai vincitori. Si sa che vincitori e vinti riceveranno un bel Credito formativo scolastico.
In base al Protocollo d'Intesa, siglato a Milano alla vigilia della Giornata Internazionale della Pace, dal Comando Militare Esercito Lombardo e dal Provveditore Regionale Scolastico della Lombardia, gli studenti delle medie e delle superiori della regione verranno incoraggiati ad "allenarsi per la Vita" partecipando ad un programma di formazione e di educazione teso ad avvicinare i giovani alle forze armate.
Il programma di "addestramento" e di avvicinamento degli studenti alle Forze Armate prevede naturalmente percorsi ginnico-militari, arrampicate, attività di orientamento e di primo soccorso, nuoto e salvamento. Non mancheranno "lezioni teoriche" di propaganda militare che il Comando Militare Lombardo suggerisce di inserire nell'attività scolastica di "Diritto e Costituzione" (N.B.: l'insegnamento a cui si fa riferimento è "Cittadinanza e Costituzione" ma forse in Lombardia la parola "Cittadinanza" ha un significato controverso e si è deciso di ometterla).
Il progetto si propone di "allenare i giovani alla vita" e promuovere "la conoscenza e l'apprendimento della legalità, della Costituzione, delle Istituzioni e dei principi del Diritto Internazionale" sottolineando "l'importanza del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al "bullismo". Da notare il passaggio dal "bullismo" a scuola al "nonnismo" delle caserme.
A questa straordinaria offerta formativa ed educativa delle Forze Armate, ai giovani studenti lombardi si aggiunge un "concorso civico - letterario" che - ci tiene a precisare il Generale Milato a capo del Comando Militare Esercito Lombardo - "a differenza delle precedenti edizioni che contemplavano esclusivamente degli elaborati scritti aventi come tema delle lettere ad amici militari impegnati in Operazioni di Pace, sarà vario e diversificato, basato sul 150° dell'Unità d'Italia". I premi ammontano a 60.000?.
E' questa la scuola che vogliamo per i nostri figli?
Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

mercoledì 22 settembre 2010

Gusti di Frontiera… alla pizzaiola

Geniale la giustificazione del sindaco Romoli per l’ennesimo scivolone nazionalista sui manifesti in simil-sloveno fatti affiggere oltreconfine per propagandare Gusti di Frontiera. “Se avessimo scritto Gorica anziché Gorizia, gli sloveni si sarebbero confusi con Nova Gorica”, ha sentenziato il primo cittadino.
Ve li immaginate? Centinaia, forse migliaia di lubianesi che vagano tra la Kidriceva e il Bevkov Trg a Nova Gorica senza trovare manco l’ombra di uno stand enogastronomico? E’come se in Italia i manifesti dell’Oktoberfest anzichè a München invitassero a Monaco. Andremmo tutti sulle orme di Tulliani nell’omonimo Principato sulla Costa azzurra anziché in Baviera. O no, signor sindaco?
Al sindaco Romoli e all’assessore Devetag, che riconosco strenui e indefessi tutori d’italianità, chiedo a questo punto di fare un’ulteriore sforzo per far capire che i Gusti saranno anche “di frontiera”, ma si svolgono comunque sull’italico suolo. Si depurino quindi i menù della poco consona terminologia alloglotta. Il goulasch sia italianamente “spezzatino” o, se alla magiara, “minestra di carne e verdure”, il kaiserfleisch diventi “maiale affumicato detto anche carne dell’imperatore”, la jota “minestrone di rape e fagioli”, i kipfel potrebbero benissimo essere “polpettine di patate a ferro di cavallo”, i cevapcici magari “salsiccette di carne macinata”.
Mi rendo conto che ci potrà essere qualche problema con gli zlikrofi, ma vivaddio, se in passato si è saputo italianizzare il monte Krn in Monte nero ce la faremo anche con quegli ostici ravioletti d’Idria, no?
Marko Marinčič

Rotonde mon amour

L'altra sera in Consiglio Comunale il pluriconsigliere Valenti sosteneva di "essere entusiasta delle rotonde" e di "essersi innamorato di loro" nel corso di un viaggio in Francia. Giustamente veniva fatto notare che tale gioioso giudizio derivava probabilmente dal non aver mai affrontato in biciletta alcune di quelle di Gorizia; si può aggiungere che probabilmente non ha mai avuto fretta di entrare in città per andare a scuola o a lavorare alle 8 di mattina...
Nel dettaglio:
- abbastanza buona la rotonda di ingresso subito dopo il ponte VIII agosto, bella la soluzione dell'aiuola interna, sufficientemente ampia la carreggiata con un intelligente dosaggio di sensi unici e la presenza di discrete ciclabili; il giudizio non è ampiamente positivo in quanto queste ultime si interrompono con un incredibile gradino che costringe il malcapitato ciclista a passare improvvisamente e con un salto dalla tranquillità al rischio del trafficatissimo ponte (salvo poi ritrovare - se ci arriva! - un pezzettino di ciclabile nel viadotto successivo).
- pessima la rotonda presso la rinnovata palestra di Campagnuzza: in ora di punta il tempo di percorrenza da Sant'Andrea al sottopasso ferroviario (circa un chilometro) è di 15/20 minuti, l'ingresso da via del Carso è legalmente impossibile - ci si riesce solo grazie al buon cuore di qualche automobilista, la segnaletica orizzontale è fuorviante e favorisce pericolosi doppi incolonnamenti "non legali"; per i ciclisti il consiglio è di attraversare sulle strisce pedonali e non tentare la sorte.
- pessima la rotonda presso la stazione, oltremodo penalizzata dalla precedente: molto stretta rende alquanto problematico comprendere le intenzioni dell'automobilista che la affronta, con il rischio (purtroppo già spesso ben dimostrato!) di incidenti. Il tutto è ancor più complicato dal fatto che tutte le strade che confluiscono nella rotonda sono a doppio senso di marcia. Da sconsigliare senza dubbi ai ciclisti.
- pessima la rotondina di via Lungh'Isonzo, assolutamente inutile visto il traffico non insostenibile della zona, forse bastava migliorare la segnaletica e la struttura dell'incrocio.
- così così le rotonde cronicamente provvisorie di piazza Medaglia d'Oro e quella vicina di via Montesanto, hanno comunque permesso di ovviare all'aumento di traffico derivato dall'apertura del valico di via san Gabriele: forse sarebbe meglio una megarotonda naturale comprendente anche via Mighetti, ma c'è il tempo per migliorare la situazione.
- pessima infine la rotonda vicino al cimitero, una roulette russa per i ciclisti e per i pedoni ai quali si spera pensino coloro che la dovranno ristrutturare contestualmente all'allargamento dell'autostrada.

martedì 21 settembre 2010

Straripa il Vipacco...

Straripa il Vipacco e l’assessore comunale all’ambiente Del Sordi da immediatamente fiato alle trombe: “Ci vuole una nuova diga sull’Isonzo”.
Come quei medici che ti sei rotto la gamba destra e ti ingessano la sinistra. Ma il giovin assessore va ben oltre. “In Slovenia fanno ciò che vogliono” tuona dalle colonne del Messaggero Veneto e prosegue imperterrito a raccontare la sua verità. A Salcano avrebbero “improvvisamente aperto la diga” facendo salire repentinamente il livello dell’acqua. “Mi risulta – rileva Del Sordi – che la situazione fosse tenuta sotto costante monitoraggio dalla Protezione civile, ma che nell’arco di circa mezz’ora, di punto in bianco, abbiano riscontrato un repentino peggioramento”.
Allora proviamo a ristabilire alcune verità dei fatti. A differenza dello scorso dicembre, quando le piogge seguirono le prime nevicate in montagna e, cumulando acqua e neve sciolta, l’Isonzo raggiunse 2.197 metri cubi al secondo, stavolta la portata massima a Salcano ha toccato i 1.931 metri cubi (sabato alle 10.30, dati dell’ARSO, l’agenzia per l’ambiente della Slovenia). Sempre tanti, ma l’Isonzo stavolta ha retto.
A differenza del Vipacco, tracimato in molti punti. Nel tratto italiano tra Rupa e Savogna, cito sempre il Messaggero, le prime avvisaglie si avevano alle 14.00 di sabato (a quell’ora la portata dell’Isonzo era già scesa a 1.522 metri cubi!). Era l’ondata di piena partita dall’affluente Hubelj, che ore prima aveva già inondato Ajdussina, dalla Branica e dagli altri affluenti del Vipacco. L’omonima valle ancora domenica era abbondantemente sott’acqua: case, frutteti, ponti, molte strade.
Questi i fatti. Cosa c’entra allora la diga sull’Isonzo? E quale fondamento hanno le accuse di Del Sordi sui presunti rilasci dalla diga di Salcano?
Vediamo i dati dell’ARSO. Alla mezzanotte tra giovedì e venerdì 17 settembre la portata dell’Isonzo era di 29,2 metri cubi. Poi š arrivata la pioggia, molta pioggia e l’acqua ha iniziato a salire: 78,4 metri cubi mezz’ora dopo, 101 dopo altri 30 minuti e via di seguito. Una progressione costante ma graduale, di mezz’ora in mezz’ora. L’unico sbalzo significativo lo si registra tra le 13.00 e le 13.30 di venerdì: da 291 a 596 metri cubi, ma siamo ancora a meno di un terzo della portata di piena.
Si può anche ipotizzare, in quel momento, un parziale scarico da Salcano per prevenire la piena, ampiamente preannunciata dalle previsioni meteo per le ore successive. Infatti nel pomeriggio di venerdì la portata continua a crescere, inesorabile ma dapprima più lentamente (680 m alle 17.00) e poi più veloce ma sempre costante: 932 a mezzanotte, 1.309 alle 3, 1.601 alle 6 per toccare il culmine dei citati 1.931 metri cubi alle 9 di sabato mattina. Più o meno 100 metri cubi di aumento ogni ora. Poi il deflusso: 1.775 m un’ora più tardi e via di seguito su valori tra i 1.200 e i 1.400 metri cubi nella notte di domenica, proprio nelle ore in cui a diversi kilometri di distanza il Vipacco faceva più paura e danni.
Questi i dati e i fatti. Il resto sono strumentalizzazioni a cui Del Sordi non è nuovo. Ricordate quando tempo fa, sempre per “sentito dire”, lanciò a mezzo stampa l’allarme sulle rabbiose orde di cani randagi che calando dalla Slovenia avrebbero terrorizzato abitanti ed escursionisti in Collio? Sembra (“mi risulta”, direbbe lui) che li stiano ancora cercando.
Marko Marinčič

Sagra era e sagra resta

Oggi il sindaco Romoli ha ripetuto su Il Piccolo per l'ennesima volta, e fino alla nausea, la solita argomentazione: Gusti di frontiera con l'Amministrazione Brancati era una sagra di paese, oggi invece è una manifestazione enogastronomica di alto livello, grazie all'azione di sviluppo della sua amministrazione. Certo, in questi anni si sono aggiunte altre presenze e gli stand sono aumentati di numero e di qualità. Ma ciò costituisce quasi un dovere per una amministrazione che aveva ereditato una manifestazione che fin dalla prima edizione aveva ottenuto un vasto successo di pubblico e ben grave sarebbe stato il contrario, in un settore in cui FriuliDoc avrebbe voluto farla da padrone. Bene dunque l'allargamento alla Francia, e ora a Spagna, Repubblica Ceca e Polonia, ma l'aver aumentato la scelta dei menù e le possibilità di confrontare e assaggiare gusti di frontiera, e non solo, diversi, variegati e contrastanti non cambia di una virgola la natura della manifestazione: una grande sagra del gusto. All'inizio di paese, oggi di città. Ma sagra rimane, nonostante che l'uso del termine risulti per il sindaco poco edificante. Meglio indicarla come una raffinata rassegna enogastronomica che, in ogni caso continua ad offrire salsicce, crauti, cevapcici, rasnici, ostriche, fasolari, paella, camembert, jambon, patanegra e sangria. Proprio come una variopinta sagra paesana.

lunedì 20 settembre 2010

Da Gect a Shnaps

Autorevoli esponenti della maggioranza ammettono oggi che il Gect è un contenitore vuoto e che i primi a non credere nella sua realizzazione sono proprio loro. Propongono di sostituirlo con un gemellaggio "come con Klagenfurt" o con la totalmente dimenticata Venlo: veramente una degna deriva, da un organismo sovranazionale di collaborazione transfrontaliera in grado di competere con le più prestigiose istituzioni europee a una ben meno pretenziosa occasione di sporadiche sagre popolari con scambio di convenevoli e repliche circoscritte di "gusti di frontiera".
E' fin troppo facile ricordare che "l'avevamo detto" e che con quell'impostazione il Gect - grande e importante strumento di costruzione delle relazioni internazionali all'interno dell'Unione - avrebbe percorso ben poca strada! Il Forum per Gorizia si propone come interlocutore per la tessitura di una rete di relazioni in grado di garantire la sostenibilità di una nuova edizione riveduta, corretta e soprattutto ampliata come minimo a livello provinciale e regionale.

XX settembre

Sono passati 140 anni dal giorno ricordato come quello della "breccia di porta Pia": entrata dei bersaglieri in Roma, interruzione del Concilio Vaticano I (nel corso del quale era stato proclamato il dogma dell'infallibilità del pontefice quando parla ex cathedra Petri), papa Pio IX autoesiliato in Vaticano e così via. Una serie di eventi molto importanti per l'ormai prossima capitale d'Italia, per l'unità dello Stato e della Nazione, per il mondo cattolico privato di quel potere temporale che l'aveva sempre più distolto dalla sua missione eminentemente spirituale.
Ben oltre un secolo dopo i fermenti leghisti vorrebbero disgregare ciò che si era andato componendo in quel tempo, Roma - città meravigliosa che testimonia lo scorrere della storia da almeno tremila anni - sembra non passare certo il suo periodo migliore e i cattolici non pare che abbiano granché approfittato della grande occasione che la Provvidenza aveva loro offerto. Il concordato del 1929 aggiornato nel 1984 ha riannodato molti degli antichi lacci e ora l'istituzione ecclesiastica gode di favori e privilegi inimmaginabili in qualsiasi Stato non esplicitamente confessionale: il segno più caratteristico della cristianità (tale non dall'inizio ma soltanto dal tardo medioevo in poi) in tutti i luoghi pubblici dello Stato, l'8 per mille diviso sulla base del numero complessivo dei contribuenti e non di coloro che hanno sottoscritto la specifica casella al momento della dichiarazione dei redditi, un fiume di contributi pubblici per strutture della chiesa da parte di Stato e Regioni, l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole - unica forma di lavoro nel pubblico condizionata da una dichiarazione di idoneità da parte di un'autorità religiosa ovvero una vera e propria raccomandazione obbligatoria...
Senza far troppi danni un allargamento del Tevere forse farebbe un gran bene sia alla Chiesa che allo Stato in questi tempi difficili che richiedono con urgenza alla politica l'esercizio di una sana laicità e alla religione il rnnovamento di autentiche spiritualità.

sabato 18 settembre 2010

La nausea

Leggo che le ripetute argomentazioni del Forum hanno causato la nausea al sindaco Romoli, e me ne dispiaccio. Forse, però, è proprio per questo che il sindaco - nonostante dica di aver "già risposto in più occasioni" - di fatto si è ben guardato dal rispondere nel merito. Si è, invece, impegnato a ripetere sempre e solo che in assenza del completamento del progetto con l'impianto di risalita meccanica al Castello, l'amministrazione comunale avrebbe dovuto restituire tutti i fondi percepiti dalla Regione per la riqualificazione anche di piazza Vittoria. Questa sì una "balla spaziale", non suffragata da una sola indicazione di delibera, disposizione, determinazione o provvedimento che puntualmente specifichi tale obblligo. Insomma, una fola ereditata dal centrosinistra e papagallescamente ripetuta nella recente delibera giuntale votata all'unanimità. Leggo anche che il sindaco ora, e solo ora, incaricherà gli uffici comunali di redigere uno studio sui reali costi di gestione dell'ascensore. Notizia incoraggiante, se non fosse per l'ammissione che si intende procedere all'approntamento di un'opera dal costo complessivo di circa 5 milioni di euro, senza uno straccio di previsione - a tutt'oggi - dei reali costi di gestione e senza indicazione alcuna dei previsti ricavi. Insomma, il massimo per il buon amministratore pubblico.
Infine, in sindaco esprime tutta la "sua fiducia in un'opera destinata a rivelarsi strategica per la città", e allora bisogna spiegarla bene ai goriziani: la salità al castello prevede un primo tratto di salita con una cabina della portata di 40 persone, il passaggio in un secondo ascensore con una capienza di 12 e, infine, un ulteriore passaggio ad un terzo ascensore che condurrà i 10 fortunati rimasti in cima al torrione del castello (il Borgo Castello resta estraneo a tutto ciò). Ecco, considerare tutto ciò un'opera strategica destinata a "proporre qualcosa di diverso e di insolito ai visitatori che arriveranno a Gorizia" mi pare - nella migliore delle ipotesi - alquanto surreale. Ma resta una mia opinione, mentre è confermata la volontà del sindaco e della sua amministrazione di proseguire nella realizzazione dei lavori. Alla fine, tra qualche anno, i goriziani sapranno chi ringraziare.
Dario Ledri

venerdì 17 settembre 2010

I cittadini hanno detto: referendum!



Nelle immagini: la funicolare di Lubiana

Ben sintetizzata oggi sui quotidiani l'assemblea dei cittadini contro la realizzazione della funicolare da piazza Vittoria al Castello ha consentito di rimarcare alcuni punti importanti:
1. Anzitutto- e ciò è stato confermato autorevolmente anche dall'ex assessore Crocetti - si è dimostrato documenti alla mano che non esiste alcun vincolo di inscindibilità tra la costruzione della funicolare e i lavori di piazza Vittoria: in altre parole non corrisponde a verità l'affermazione della delibera giuntale secondo la quale lo stralcio comporterebbe la restituzione alla Regione dei fondi giù spesi per la riqulificazione di piazza Vittoria.
2. In secondo luogo si è ribadito che la stragrande parte dei cittadini sembra essere contraria a tale opera; l'unico modo per constatarlo in forma scientifica e inoppugnabile è l'indizione di un referendum che il sindaco avrebbe tutto il vantaggio di promuovere per venire incontro al "sentire" dei goriziani.
3. La presenza di un discreto numero di persone tra le quali alcuni consiglieri comunali e rappresentanti di forze politiche (insieme ovviamente a quelli del Forum erano presenti i consiglieri Tabaj, Stasi e Zotti ma anche esponenti autorevoli di Rifondazione Comunista e dell'Italia dei Valori oltre che appunto l'ex assessore Crocetti) non può far dimenticare l'assenza "pesante" del sindaco Romoli: aveva promesso di esserci se non di persona attraverso un suo delegato, non si è fatto vedere nessuno e così non c'è stato quel pubblico dibattito con gli amministratori che gli organizzatori del Forum avevano auspicato.
4. Comunque sia ancora una volta si è evidenziato che democrazia fa rima con partecipazione e che la maggior parte dei presenti per la prima volta ha potuto vedere il progetto della risalita meccanica al castello: funicolare per 40 persone per superare i primi 50 metri di dilivello, ascensore per 8 persone per risalire ulteriori 12 metri all'interno di un torrione e altro ascensore ancora più piccolo per gli ultimi 5 metri fino al centro del castello. Progetto faraonico che tra l'altro prevede la costruzione delle strutture senza pensare alle cabine: alla fine dei lavori ci sarà una trincea che taglierà il colle del castello, i buchi e i macchinari nei torrioni ma non sarà possibile salire su alcun mezzo di risalita.
5. Non si vede all'orizzonte alcun progetto di riqualificazione culturale della zona del castello, che sola potrebbe giustificare una spesa immane per "portare turisti" sul colle che sovrasta il centro storico di Gorizia. Anzi, la funicolare si rivelerebbe inevitabilmente un boomerang, valorizzando il maniero ma sconsigliando di fatto la passeggiata nell'antico rione sottostante: dove sarebbe la "riqualificazione dell'accesso diretto al Borgo Castello" di cui parla la più volte citata legge regionale (finanziaria 4/1999) che tra l'altro neppure nomina piazza Vittoria?
E' necessario andare avanti sulla strada intrapresa, la funicolare è un evidente "progetto all'italiana" che può ancora essere scongiurato: se il sindaco non vorrà il referendum sarà necessario che lo promuovano i cittadini, accompagnati da un ampio battage informativo in grado di portare il problema sulla prima pagina dei quotidiani e dei notiziari nazionali.
C'è la concreta possibilità di impedire uno sperpero di denaro pubblico per la realizzazione di una "cattedrale nel deserto": perché non provarci?

giovedì 16 settembre 2010

Per sorridere...


Questo cartello si trova sulla porta degli uffici Apt a Gorizia, al primo piano della palazzina della stazione: quattro rampe di scale, una cinquantina di gradini per poter leggere che "non occorre salire le scale". Non sarebbe meglio incollare il cartello sulla porta esterna al piano terra evitando che appunto qualcuno "salga le scale"?

Oggi alle 18 assemblea sulla funicolare

E' il giorno dell'assemblea: oggi alle ore 18 nell'aula del Consiglio Comunale i 245 firmatari della petizione e tutti i cittadini che lo desidereranno potranno confrontarsi con il sindaco e la giunta sulla funicolare che dovrebbe essere costruita da piazza Vittoria al Castello. Un'opera costosa come realizzazione e come gestione, pensata dal centro destra valentiano, messa in cantiere dal centro sinistra brancatiano e ora prossima alla costruzione con il centro dfestra romoliano. Gli amministratori di centro sinistra e centro destra risultano dai documenti singolarmante concordi nel portare avanti un lavoro da essi stessi ritenuto poco utile e molto oneroso. Gran parte dei cittadini si è espressa invece con la classica espressione "con i tempi che corrono ci sono ben altri problemi da affrontare". L'incontro di oggi vuole fare il punto sulla situazione e creare un'occasione di democrazia partecipata, un dialogo fruttuoso tra cittadini e amministratori.

mercoledì 15 settembre 2010

Domani l'assemblea

Domani, giovedì 16 settembre alle ore 18 presso la sala del Consiglio Comunale nel Municipio di Gorizia si terrà l'attesa assemblea pubblica promossa dal Forum per Gorizia contro la costruzione della funicolare da piazza Vittoria al castello.
Sull'argomento il movimento goriziano aveva raccolto in poco più di quattro ore 245 sottoscrizioni della petizione presentata al sindaco e finalizzata all'interruzione dell'assegnazione della gara d'appalto: ai firmatari ha risposto alla fine di agosto una delibera della Giunta Comunale nella quale viene detto che la costruzione del mezzo meccanico è inscindibilmente legata alla riqualificazione di piazza Vittoria per cui "ci sarebbe” il serio rischio di dover restituire tutti i soldi già impegnati alla Regione.
In realtà in nessuno dei documenti citati nella delibera c'è un solo riferimento legislativo o deliberativo che imponga l'inscindibilità della “funicolare” al castello e della risistemazione della piazza grande della città: la scelta di andare avanti con un'opera che costerà ai cittadini milioni di euro subito e altrettanti per la gestione negli anni futuri è solo ed esclusivamente politica.
Per discutere di questo tema il Forum invita tutti i cittadini a partecipare al confronto assembleare al quale anche il sindaco Romoli ha assicurato una partecipazione di persona o attraverso i suoi delegati.

lunedì 13 settembre 2010

Stagione teatrale di Gorizia: chi l'ha vista?

Anche Cormons ha presentato la propria stagione teatrale 2010-2011. Ormai sui muri di Gorizia c'è solo l'imbarazzo dela scelta: "andare a teatro per stare bene" propone Udine, "venite a Monfalcone" rispondono dalle gigantografie le proposte del "Comunale" della città dei cantieri, "o a Trieste" ammiccano il Verdi e il Rossetti mentre replicano da tutti i giornali i pordenonesi...
...ma la "stagione" di Cormons ha una prerogativa particolare, quella di essere firmata dallo stesso direttore artistico di Gorizia, il che dimostra che la responsabilità dell'incredibile ritardo di presentazione da parte dell'assessorato al parco culturale di Gorizia è tutta politica.
Talmente grave è il ritardo che lo stesso Devetag ha pensato bene di offrire qualche anticipazione sui quotidiani, come al solito con le iperboli delle "prime" e delle "anteprime"; del resto per lui non è un problema arrivare così tardi, la gente potrà avere più criteri con i quali scegliere dove soddisfare il proprio desiserio di arte e di cultura.
Un po' come se un panettiere aprisse la propria bottega alle 18 per consentire a tutti gli acquirenti di rendersi prima conto dell'"offerta" degli altri negozianti!

Il manovale della Giunta Brancati

Il sindaco, all'inaugurazione della sede del nuovo movimento politico “Un'altra Gorizia” ha affermato testualmente che non vuole essere definito “il manovale di Brancati”. Si suppone che con queste parole rivendichi a sé non solo un mero ruolo esecutivo, ma progettuale, nel campo dei lavori pubblici. Prendiamo atto come Forum che il sindaco vuole acquisire una nuova indipendenza da chi l'ha preceduto ed imprimere una svolta nella concezione urbanistica della città. Allora, per coerenza, eviti di costruire l'ascensore al Castello, che, come dimostrato in consiglio comunale, non serve, è costoso, sarà di difficilissima gestione dato che i possibili ricavi della risalita non basteranno mai a coprirne i costi. Si orienti verso salite meno impattanti e di cui i goriziani possano godere senza fare bancarotta. Invitiamo pubblicamente il sindaco alla nostra assemblea di giovedì 16, alle 18, presso il consiglio comunale di Gorizia: sarà l'occasione per chiarire insieme una serie di errori . Non è infatti vero come è stato sostenuto dalla maggioranza che il comune debba restituire l'intero importo della ristrutturazione della Piazza Vittoria, né è vero che la legge regionale imponga l'ascensore. Un momento di franca discussione non può che giovare alla trasparenza della gestione politica della città.
Adg

domenica 12 settembre 2010

A chi giova?

In attesa dell'assemblea pubblica di giovedì 16 settembre ieri sono stati distribuiti per la strada i volantini d'invito.
Mediamente la gente è di gran lunga più gentile e simpatica di quanto a volte forse ci si potrebbe aspettare: qualcuno ha educatamente evitato di prendere il foglio, altri lo hanno in-tascato senza leggerlo, la maggior parte ha espresso un commento.
Quale commento? Pressoché all'unanimità "perché buttare via tanti soldi subito e poi ogni anno per la gestione della costruenda funicolare al castello quando la città vive ben altri gravissimi problemi?"
In effetti la richiesta di sospendere i lavori assume un valore simbolico relativo all'utilizzo dei fondi pubblici da parte delle amministrazioni: ci sono state abbastanza cattedrali nel deserto e non è certo il tempo di permettersene ancora.
Di fronte al finora pressoché totale assenso all'iniziativa del Forum "contro" la funicolare non ci si può che domandare "a chi giova?" A chi giova andare fino in fondo in un'operazione rischiosa anche dal punto di vista dell'immagine di quel sindaco Romoli che "non vuole più essere considerato il manovale di Brancati" (il virgolettato è suo) e nel contempo non vuole rifiutarsi di portare avanti un progetto che appariva balzano perfino a coloro che l'avevano approvato a suo tempo (vedi dichiarazioni "non siamo daccordo però lo facciamo" di autorevoli esponenti della Giunta precedente di centro sinistra in occasione del dibattito in Consiglio Comunale sull'argomento).
Perché tanta ostinazione della "casta" contro tutto e contro tutti?

sabato 11 settembre 2010

"Il Cie è come un lager"

Parola di "no global"? No, parola del vescovo di Rovigo, transitato in visita a Gradisca per rendersi conto di persona di cosa attende la sua città dove tra breve dovrebbe sorgere un centro analogo.
Bravo il monsignore, intraprendente nel varcare una soglia per lo più "proibita" e coraggioso nel dire pane al pane e vino al vino...
Il Cie non è una calamità naturale, non è spuntato come un fungo dal terreno: è frutto di una serie di scelte politiche, di leggi nazionali approvate dal centro sinistra (Turco - Napolitano) e dal centro destra (Bossi - Fini). Decisioni una decina d'anni fa contestate dai movimenti di base che avevano organizzato iniziative d'ogni genere per scongiurare prima la costosissima costruzione del "Centro", poi l'apertura e infine la detenzione delle persone irregolarmente presenti sul territorio nazionale.
Forse se quella volta la società civile avesse dimostrato maggior coraggio, se la Caritas non avesse chiuso il proprio centro d'accoglienza un mese prima dell'apertura dell'allora chiamato Cpt, se con i giovani dei movimenti avessero marciato più rappresentanti delle istituzioni culturali e religiose, se qualche "vip" avesse proferito dieci anni prima la parola "lager"...
... forse oggi il centro di identificazione ed espulsione non esisterebbe, forse oggi alcuni dei contestatori non sarebbero sotto processo per i fatti di quei tempi o almeno sarebbero accompagnati "alla sbarra" da ben altro interesse da parte della pubblica opinione.
Ma, si sa, della scienza del poi sono piene le fosse; e adesso ci si deve accontentare della ovviamente anticostituzionale campagna d'autunno dei leghisti locali in nome della cristianità, "contro i minareti in Friuli Venezia Giulia" e della speranza che dalla Chiesa cattolica regionale arrivi un "distinguo" ufficiale, quanto mai urgente e opportuno.

giovedì 9 settembre 2010

A teatro per stare bene

Dall'inizio di settembre la città è tappezzata di manifesti che invitano ad andare a teatro "per stare bene": tre figuranti invitano gentilmente la cittadinanza a partecipare ai bellissimi eventi proposti dal programma del teatro... Giovanni da Udine. La "stagione" di Pordenone campeggia sulle pagine di tutte le testate regionali, anch'essa caratterizzata da grandi iniziative di prosa, poesia e danza. Il cartellone del Rossetti e del Verdi di Trieste sono consultabili ovunque già da prima dell'estate; il "Comunale" di Monfalcone ha già inviato nelle case un'elegante brochure con tutti i programmi 2010 - 2011. Per non parlare dei "vicini" di Nova Gorica che presentano un programma di alto livello culturale e che consentono l'abbonamento alla "stagione" tra il 30 agosto e il 30 settembre.
E Gorizia? Interpellato in merito l'assessore al parco culturale Devetag ha dichiarato che "non vede il problema" (di presentare il cartellone del Verdi in media quasi un mese dopo tutti gli altri teatri della Regione) e che la presentazione sarà il 20 settembre, dopo di che "ci sarà tutto il tempo per prendere atto delle buone proposte nonché per abbonarsi". Sempre naturalmente che gli appassionati non siano accorsi prima a Udine, Trieste, Monfalcone o Nova Gorica per non rischiare di perdere capra e cavoli.

Fine del partito dell'amore

"Governeremo per cinque anni con la più ampia maggioranza dal dopoguerra", "noi siamo il partito dell'amore (non come quelli della sinistra che si odiano)", "è finito il tempo del voto decisivo dei senatori a vita", e così via...
Così dicevano Berlusconi Bossi Fini e company meno di tre anni fa: e ora sembrano tirare la legislatura fino a metà strada per garantire i privilegi ai parlamentari. Litigano con veemenza su tutto mentre il Paese - sotto ci colpi impietosi della crisi - va a rotoli e la corruzione sembra dilagare a tutti i livelli (vedi ad esempio il caso Ballaman, probaile primo di una lunga serie in Regione).
Nel Consiglio Comunale di Gorizia volano accuse contro Fini ("dovevate vedere come sbatteva fuori quelli che non erano d'accordo con lui" - grida uno storico ex An che fino a qualche mese fa dava prova di cieca obbedienza) e si costituisce un movimento politico ("Altra Gorizia", con tanto di sede nella centralissima via IX agosto - c'è chi pòl, chi no pòl e chi stenta...) che si prefigge di "riaprire un dialogo partecipativo con la città": chi lo promuove fa parte e di fatto sconfessa una compagine che fin dalla campagna elettorale aveva affermato "di ritornare a dare voce ai cittadini" e "di stare dalla parte della gente". E mentre "loro" discutono anche Gorizia va a rotoli, constatando la débacle di tutti i suoi settori - ultimo la mesta fine della squadra di pallacanestro.

martedì 7 settembre 2010

Museo fantasma (costoso)

Interessante anche la vicenda del Museo dell'Arcidiocesi.
I lavori di ricostruzione dovevano terminare entro maggio, poi è stato detto (da sindaco & company) che la data su cui giurare era il 30 settembre: ieri sera Devetag ha detto che "non ha idea di quando finiranno i lavori", mentre l'assessore ai lavori pubblici (Romoli) ha affermato che "ci sarà uno slittamento di almeno una quindicina di giorni".
Su quando sarà inaugurato invece il museo entrambi hanno concordato "che non si sa"; anche se appena possibile sarà allestita una mostra temporanea con "il tesoro di Aquileia" (espediente già utilizzato nel 2000 per non perdere i fondi del Giubileo). Sulla gestione e sui costi per essa previsti soltanto un allargamento di braccia e gli occhi al cielo.
E, naturalmente, la stoccata a Brancati: "se siamo in queste condizioni - ha detto Devetag - è colpa del precedente sindaco e della sua Giunta che hanno dilapidato i fondi a disposizione". Su questa (grave) reiterata affermazione una piccola nota: negli ultimi 18 anni l'amministrazione cittadina è stata per 13 anni in mano al centro destra per 5 al centro sinistra; ora, se fosse vero tutto ciò che viene detto contro l'amministrazione Brancati questa sarebbe responsabile di una vera e propria bancarotta rispetto al "bene" accumulato dalle destre. In altre parole questo continuo riversare le colpe su Brancati non sarebbe oggetto di dibattito politico ma materiale da indagine per la Corte dei Conti (ma non risultano fascicoli ad hoc) o viceversa per il tribunale civile (pubblica e sistematica diffamazione).

Funicolare fantasma (costoso)

Poche idee ma ben confuse: questa l'impressione ricavata dalla risposta alle due interrogazioni che i consiglieri del Forum per Gorizia hanno rivolto al sindaco e all'assessore Devetag all'inizio della seduta di ieri del Consiglio Comunale.
Sull'obbligo di collegare inscindibilmente la realizzazione della funicolare al castello con la riqualificazione di piazza Vittoria il sindaco ha citato la legge regionale ad hoc, esibendo con disinvoltura il punto in cui è scritto che è indispensabile "migliorare l'accesso al borgo castello" (non si citano né funicolari né ascensori né scale mobili...). Insomma, a detta del primo cittadino, il pezzo forte della delibera con la quale la Giunta ha respinto la petizione delle 245 firme è giustificato da una frase nella quale si dice che (ovviamente!) sarebbe da migliorare l'attuale accesso al colle sovrastante la città!!! Valenti ha spiegato che anche lui a suo tempo "siccome doveva realizzare dei lavori accessori ha dovuto sobbarcarsi l'impresa di costruire una superstrada alla quale tali opere erano vincolate": in altre parole secondo lui il finanziamento regionale era finalizzato alla costruzione della funicolare (mai citata come tale in alcun documento), mentre la riqualificazione di piazza Vittoria era il lavoro accessorio condizionato dall'impianto di risalita. Mah, se avesse ragione Valenti sarebbe proprio interessante sapere a chi giovava la costruzione di una funicolare se essa era considerata addirittura prioritaria rispetto alla risistemazione della piazza più grande della città!
Insomma, non c'è un solo passaggio che obbliga a realizzare una funicolare, non c'è stato un solo intervento "politico" in Regione finalizzato a ottenere chiarimenti. Un bel po' di materiale per l'attesa conferenza pubblica indetta dal Forum per il prossimo 16 settembre alle ore 18 nell'aula di Consiglio Comunale.

lunedì 6 settembre 2010

In memoria di Angelo Vassallo

Il sindaco di Pollica Angelo Vassallo è stato ucciso. Un uomo che si è distinto per l'affermazione della legalità e per il presidio dell'autentica democrazia in una zona del Paese particolarmente "infestata" dalla crimimnalità organizzata.
Se - come tutto sembra dimostrare - si tratta di un omicidio politico da esso possono essere ricavate alcune constatazioni:
- esistono ancora degli amministratori pronti a compiere il loro dovere fino al sacrificio del sangue pur di poter affermare le ragioni del diritto di tutti i cittadini.
- una politica onesta è molto temuta dalla mafia e dalla camorra.
- occorre un sussulto dell'intera società civile affinché non rimangano soli e isolati coloro che vogliono combattere il degrado civile e morale della Nazione.

domenica 5 settembre 2010

Chiudete l'ingresso di Farra!

Fino a pochi giorni fa l'ingresso nella "Villesse-Gorizia" da Farra era uno dei più pericolosi d'Italia, dal momento che - caso molto raro! - non è mai stata costruita una corsia di accelerazione e ci si immette direttamente nella careggiata.
Adesso la superstrada (si fa per dire) è stata ristretta a un'unica corsia per consentire i lavori per l'adeguamento austostradale; ebbene, l'ingresso di Farra è ancora lì, più pericoloso che mai, dal momento che non c'è neppure la corsia di sorpasso per riparare eventuali possibili distrazioni.
Senza entrare nel dibattito "entrata sì o entrata no" a Farra si propone l'immediata chiusura del pernicioso ingresso almeno fino a quando dureranno i lavori. Sperando che nel frattempo il dibattito non venga sollevato da qualche tragedia...

sabato 4 settembre 2010

Del Cie e di Via Barzellini

Molti "evasi" dal Cie di Gradisca sono stati ripresi. Dove si trovano adesso? Secondo logica dovrebbero essere riportati nel Cie, dal momento che non essendo giuridicamente un carcere la loro fuga non potrebbe essere considerata reato. E' vero che ci sono stati danneggiamenti e che si parla di resistenza a pubblico ufficiale: ciò giustificherebbe il trasferimento diretto in carcere. E così... così la nostra vecchia "Barzellini", gravata da cronici enormi problemi strutturali, di sovraffollmento e di carenza d'organico si trova ad affrontare l'"accoglienza" delle persone che erano state trattenute al Cie. Ci si può solo immaginare la situazione: con un numero sempre più esiguo di agenti è necessario far fronte a proteste originate in tutt'altri contesti, episodi gravi di autolesionismo, richieste impossibili da soddisfare e così via...
Insomma, il Cie "nato" secondo la Bossi Fini (ma generato dalla Turco Napolitano!) anche "per garantire maggiore sicurezza" ai cittadini è diventato al contrario un luogo sempre meno sicuro e una fonte di insicurezza per tutto il territorio. Il carcere, che dovrebbe servire a ricostruire la vita di chi ha sbagliato, è ridotto a un indecoroso "deposito" di poveri costretti a vivere in condizioni disumane dove gli spazi esigui non consentono di realizzare oltre la mera punizione che ben pochi altri progetti riabilitativi. E deve essere mantenuto così, in queste condizioni, perché non ci sono fondi per costruire una struttura migliore o per incrementare l'organizo, ma anche perché se fosse chiuso "potrebbe decretare la fine del Tribunale di Gorizia" (virgolettato da una dichiarazione del sindaco Romoli - che ha contestualmente affermato di "non conoscere la situazione interna" - in Consiglio Comunale).
E' fin troppo facile e altrettanto amaro pensare a un "l'avevamo detto!" che denuncia tutte le politiche sull'immigrazione (e sul carcere) portate avanti negli ultimi dieci anni dai Governi e dalle amministrazioni di destra e di sinistra. Uno dei tanti motivi per incrementare la convinzione secondo la quale una "nuova" politica in Italia presuppone l'allontanamento dalle "poltrone" di gran parte della "classe" che "decide" da venti, trenta, perfino quaranta e cinquanta anni il destino del Paese e dei suoi enti locali.

giovedì 2 settembre 2010

Turismo + 2,3%

Secondo il bollettino statistico di Bankitalia nel primo quadrimetre dell'anno (gennaio-aprile) i turisti italiani a Gorizia e Provincia (Grado esclusa) sono aumentati del 2,3%. Un incremento non esaltante ma che inverte una tendenza al ribasso. La "sensazione degli albergatori", invece, ipotizza un aumento del 5%, anche se qualche operatore sulla base della sua particolare clientela afferma che "di turismo ce n'è pochissimo". In ogni caso ben venga la ripresa del turismo a Gorizia, visto che occorre recuperare quel "meno 17%" dell'anno passato. Per il Sindaco Romoli, che non si perita di definire l'estate goriziana come "estate eccezionale", la "ripresina" è indubbiamente merito dei tanti eventi allorché "indica la strada maestra per gli appuntamenti di domani" e di settembre in particolare. Nel lungo elenco spiccano Gusti di Frontiera, l'Alpe Adria Puppet Festival, il Premio Lipizer, la partenza del giro ciclistico del Friuli, il Gorizia Jazz Workshop e poi ancora Mittelmoda, "gli spettacoli del Mittelfest", ma meglio sarebbe stato dire "lo spettacolo", non poteva mancare il Premio Amidei, il Concorso Seghizzi e il Festival Mondiale del Folklore (credo alla 41° edizione), per finire con la Festa dei Popoli della Mitteleuropa (appena trasmigrato a Gorizia da Giassico), le giornate della falconeria e il Canta Quartieri. Ebbene, se si eccetuano queste tre ultime iniziative, tutte le altre hanno paternità diversa dalla attuale amministrazione comunale. Insomma, se il merito è dei tanti eventi lo è solo in piccolissima parte per l'attuale amministrazione. Forse, appunto, nella misura di quel 2,3% indicato da Banktalia, che ha fatto dire al Sindaco - mirabile lapsus freudiano - "Voglio illudermi (sic) che in questa città qualcosa stia cambiando".
Dario Ledri

mercoledì 1 settembre 2010

Novello Icaro...

Sulla stampa spunta il nome di Ettore Romoli come responsabile di Friulia. Sembra anche che sia disposto ad accettare l'incarico, continuando a fare il sindaco di Gorizia! Due sono le possibilità:
1)E' un bulimico senza remissione. Nella sua vita vuol fare TUTTO; come lo fa, gli interessa poco.
2)Tra le cariche che gli mancavano c'era questa e da buon collezionista non poteva farsela sfuggire.
Può però una persona sola voler essere come Nostro Signore, essere cioè onnipresente: sindaco, assessore ai lavori pubblici, responsabile della Finanziaria regionale, commercialista, ecc. ecc. o non sarà scagliato come Lucifero negli Inferi, dannato per tutta l'eternità, perchè ha voluto imitare l'Onnipotente? In ogni caso, divinità mancata o diavolo è meglio per Gorizia trovarsi un altro sindaco che abbia i piedi per terra.
adg

Una delibera sconcertante...

La delibera con la quale la Giunta Comunale risponde ai 245 firmatari della petizione contro la costruzione della funicolare del Castello è insufficiente, contraddittoria e incosciente.
E' insufficiente perché a fronte della reiterata affermazione secondo la quale i lavori per la riqualificazione di piazza Vittoria sono inscindibili da quelli per la costruzione della funicolare non viene riportato il testo di un solo documento regionale che affermi esplicitamente tale condizione.
E' contraddittoria perché da una parte la delibera sostiene che fin dai primi passi era chiara la necessità di svolgere i lavori “nella loro interezza”, dall'altra si sottolinea come più volte siano state apportate modifiche anche sostanziali ai progetti originari.
E' in-cosciente perché ammette candidamente che non esistono previsioni dei costi di gestione, al punto che viene detto che “si studierà successivamente se sarà necessario introdurre un ticket per la risalita con i mezzi meccanici al castello”; così come non esiste una credibile proiezione sui vantaggi in chiave turistica e di benessere cittadino derivanti da una simile realizzazione.
L'esempio citato della funicolare di Lubiana è infine sconcertante: il castello della capitale slovena – che propone circa 450 eventi - vanta ogni anno circa 500mila presenze, quello di Gorizia meno di 40mila; se come probabile i costi di gestione saranno simili il deficit “goriziano” potrebbe raggiungere cifre astronomiche...