martedì 31 agosto 2010

Così, a prima vista...

In attesa di esaminare con calma la delibera con la quale la Giunta comunale ha respinto la petizione del Forum contro la funicolare al castello, procedendo dalle anticipazioni giornalistiche si può immediatamente constatare:
a) che la Giunta ritiene la funicolare "una buona opportunità per il rilancio di Gorizia"; e che di conseguenza si assume ogni responsabilità sulla scelta di "tirare innanzi";
b) che i responsabili all'origine della decisione di realizzare la funicolare (e secondo quello che si legge di collegarla assurdamente in modo inscindibile alla ristrutturazione di piazza Vittoria) sono il sindaco Valenti e la sua Giunta.
c) che non esiste alcuna previsione relativa ai costi di gestione e alcuna proiezione riguardo ai benefici che tale struttura potrà apportare alla città.

lunedì 30 agosto 2010

E i consiglieri regionali?

A qualcuno forse interessa quanto "prende" un consigliere regionale? eccolo accontentato con i dati forniti dal sito ufficiale della Regione:


Prevista dallo Statuto speciale della Regione, l'indennità di presenza dei Consiglieri regionali è disciplinata dall'art. 2 della L.R. 2/1964 e corrisponde attualmente al 70% delle competenze mensili lorde dei componenti della Camera dei Deputati (il 70% di 11000 euro, quindi circa 7700 euro).

Le spese sostenute per l'espletamento del mandato, e previste da specifiche leggi regionali, sono rimborsate secondo i limiti stabiliti dall'Ufficio di Presidenza.

Indennità di presenza
L'indennità corrisposta su base annua (12 mensilità) è pari a euro 53.011,20 al netto delle trattenute e delle ritenute fiscali
.

Per ogni giornata di assenza ingiustificata dalle sedute del Consiglio o delle Commissioni permanenti con presenza obbligatoria, è operata una trattenuta pari ad un trentesimo dell'indennità mensile.

Spese di vitto
Ai Consiglieri regionali è corrisposto un rimborso forfettario per le spese di vitto (art. 4 L.R. 21/1981) pari a € 735,00 mensili.

Spese d'esercizio automezzo
Le spese d'esercizio d'automezzo (art. 4 L.R. 21/1981) sono riconosciute a tutti i Consiglieri regionali, ad eccezione del Presidente del Consiglio, del Presidente della Regione e dei Consiglieri - Assessori che dispongono di un'autovettura di rappresentanza.
L'importo – calcolato a forfait con riferimento alle tabelle ACI relative ai costi per chilometro ed alla distanza della circoscrizione di elezione del Consigliere, variano da € 533,68 (circoscrizione elettorale di Trieste) a € 3.210,27 (circoscrizioni elettorali di Pordenone e Tolmezzo).


Insomma, esclusa la questione dei vitalizi e della buonuscita recentemente confermati da tutti i consiglieri regionali meno tre con la bocciatura della proposta di referendum ad hoc, un consigliere regionale si porta a casa ogni mese - netti netti - come minimo 5686,28 euro... Insomma, più di un'intera seduta partecipata da tutti i 40 consiglieri del Consiglio Comunale di Gorizia!

I conti in tasca: meditate genti meditate...

E' un post più lungo del solito, ma si invitano i lettori a una lettura paziente.

Al sindaco Romoli rispondono i numeri: propone che i consiglieri comunali rinuncino ai gettoni di presenza? Sapete quanto ricevono al netto delle trattenute? Circa 80 euro a seduta (ogni seduta dura mediamente 6 ore, per cui anche chi "scalda il banco" non dedicando alla politica cittadina neppure un minuto in più "prende" circa 13 euro l'ora). E' scandaloso - e bisogna fare in modo che tale manfrina finisca - che l'idennità sia corrisposta anche a chi (purtroppo anche nel centro sinistra) entra in aula saluta e se ne va; ma per chi dedica giornate e nottate ad ascoltare i cittadini e a prepararsi sui temi che interessano la vita della città quegli 80 euro a seduta non possono essere certo considerati uno scandalo...

Al contrario i dati che vengono riportati qui sotto - fonte il sito ufficiale della Camera dei Deputati - non possono passare inosservati e la constatazione che un deputato con cinque anni di contribuzione possa andare in pensione con garantite oltre 2500 euro nette al mese fa rabbrividire. La lotta contro i costi della politica non mira ad abolire "la giusta mercede", bensì lo scandalo degli incredibili privilegi riservati a chi dovrebbe essere invece al servizio dei cittadini.



La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche.

Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare
L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006).

L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).


Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965.
La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.
È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.


Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.

Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.


Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

Soppressione dei rimborsi per i viaggi di studio all'estero
Con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007 il rimborso delle spese sostenute dai deputati per viaggi all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008.

Spese telefoniche
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.


Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio
Il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997.
In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.

L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Il Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.

Modifiche alla disciplina dell'assegno vitalizio
(Deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007)

1) Per i deputati eletti per la prima volta a decorrere dalla XVI legislatura l'importo dell'assegno vitalizio varierà da un minimo del 20 per cento ad un massimo del 60 per cento.
2) A decorrere dalla XVI legislatura è stata soppressa la facoltà per il deputato di riscattare, mediante contribuzione volontaria, gli anni di mandato non esercitati in caso di legislature incomplete. A seguito di tale soppressione i periodi di versamento dei contributi coincidono necessariamente con gli anni effettivi di mandato.
3) La sospensione del pagamento dell'assegno vitalizio è stata estesa al caso in cui il titolare del vitalizio assuma successivamente al 1° gennaio 2008 cariche pubbliche che prevedano una indennità il cui importo sia pari o superiore al 40 per cento dell'indennità parlamentare; alla sospensione non si procede qualora l'interessato opti per l'assegno vitalizio in luogo dell'indennità.


Beh, che ne dite?

domenica 29 agosto 2010

La Chiesa e il federalismo

Qualche giorno fa il presidente della conferenza episcopale italiana parlava delle opportunità e dei pericoli del federalismo. In effetti la Chiesa cattolica dell'argomento è esperta, coesistono in essa espressioni cultuali e culturali molto diversificate, perfino differenti codici di diritto canonico... Il Concilio Vaticano II ha approvato la molteploicità delle lingue nella liturgia, pur riconoscendo ancora al latino il ruolo di lingua ufficiale. La realtà non coincide del tutto con le apparenze. La distinzione liturgica e giuridica ha infatti sempre radici storiche profonde e documentabili, la specificità dei riti nel cattolicesimo "romano" attuale non va invece molto oltre al peraltro importante utilizzo delle lingue locali: per il resto la struttura della celebrazione in Friuli Venezia Giulia è identica a quella del Burkina Faso, del Paraguay o del Portogallo. Ciò che consente alla Chiesa cattolica di essere "forte" in ambiti continentali molto lontani l'uno dall'altro è proprio la forza del suo "centralismo": il vescovo di Roma ha un potere assoluto sull'intera compagine ecclesiale (e secondo una visione ecclesiologica mai smentita anche sul resto del mondo), non "primus inter pares" bensì sovrano assoluto e in alcune circostanze "infallibile" in virtù del suo essere "vicario di Cristo e successore di Pietro". Le Chiese ortodosse "autocefale" privilegiano invece la differenziazione, ma proprio per questo non si trovano rappresentate da un unico centro di potere, con evidente indebolimento della loro incidenza politico culturale e maggior tendenza al ripiegamento sulla sfera del sacro.
Insomma, la riflessione del cardinale Bagnasco sul federalismo apre un interessante capitolo di approfondimento: la storia quasi bimillenaria dell'istituzione ecclesiale dimostra di fatto che l'unità di una compagine sociale non è compatibile con una visione federale, a meno che questa non sia ridotta ad alcuni riconoscimenti di specificità tradizionali o addirittura folkloristiche.
Forse in effetti il Governo attuale (ma anche i futuri) dovrebbe tener conto di tale intrinseca storica contraddizione e pensare che tenere insieme attorno allo stesso tavolo chi propugna la centralità dello Stato e chi propone la sua disgregazione può portare a gravi e pericolose ripercussioni...

sabato 28 agosto 2010

No al Cie!

Nove evasi dal Centro di identificazione e espulsione di Gradisca d'Isonzo, "il più grande d'Italia" come nota l'agenzia dell'Ansa che fa riferimento al secondo episodio del genere nella sola ultima settimana.
Ai tempi della costruzione del Centro di permanenza temporanea (Governo centro sinistra!!!) l'allora ministro dell'Interno parlava di una "specie di albergo"; dopo l'apertura (Governo centro destra) veniva definito "una triste necessità" e veniva chiamato "cpta" (dove la "a" stava per accoglienza).
Ora, cancellata la protesta della società civile e dei movimenti a quei tempi chiamati "no global", è calato il silenzio, non raggiungono quasi mai gli onori della stampa i mille episodi di autolesionismo, le proteste attraverso scioperi della fame prolungati e resi vani dalla coltre fumogena della non-informazione, neppure la sofferenza degli operatori spesso impotenti di fronte a una realtà sempre più drammatica.
Anche il linguaggio ormai si è adeguato: non si parla più di permanenza, meno che meno di accoglienza, bensì di "centro di identificazione e espulsione" (cie); le "sortite non autorizzate" sono tranquillamente definite "evasioni" quando chi una volta pronunciava la parola "carcere" rischiava una denuncia per diffamazione delle istituzioni; gli immigrati non sono più chiamati "ospiti" bensì "detenuti". E tutto sembra così ovvio, così normale, addirittura giusto...

Famiglia Cristiana in croce

Sembrava che qualcosa si muovesse anche nella Chiesa italiana: il settimanale dei "paolini" Famiglia Cristiana ha più volte cercato di far ragionare i propri lettori, sottolineando le difficoltà del momento presente e criticando esplicitamente alcuni aspetti del berlusconismo imperante.
Non sono attacchi da poco, tenuto conto che si tratta di uno dei media più diffusi in Italia, un esempio di ottimo giornalismo capace di coniugare l'esplicita matrice religiosa con una lettura sempre molto documentata dei fatti accompagnati da alquanto autorevoli opinioni. Da sottolineare anche che la linea di FC è condivisa da una parte dell'altra stampa cattolica (alcuni settimanali diocesani e soprattutto quasi tutte le riviste missionarie).
Incredibile e desolante la reazione: i massimi vertici della Conferenza Episcopale immediatamente mettono le mani avanti e affermano che "non è la linea della chiesa italiana"; il cardinale Scola "bacchetta" esplicitamente Famiglia Cristiana e perfino Avvenire (che il siluramento di Boffo dipenda soltanto dalle vergognose bugie di Feltri?) invitando a "smorzare i toni"; la schierata platea del meeting di Rimini applaude a scena aperta chi propone di "espellere Famiglia Cristiana" dalle rivendite nelle parrocchie.
Insomma, tempi duri per chi pretende di ragionare con la propria testa...

Il Meeting dell'amicizia dei politici

Ancora una volta il "luogo" della politica di agosto è il meeting del'amicizia dei popoli di Rimini: ogni anno gli organizzatori si lamentano che "i giornali parlano solo degli interventi politici" dimenticando così gli alti valori culturali e morali sottesi all'ormai quasi trentennale iniziativa; hanno sicuramente ragione perché l'"offerta" è veramente straordinaria, ma perché allora ogni anno invitano il fior fiore del "potere" che sgomita per poter dire la sua davanti a consistenti "numeri" elettorali e affollate platee giornalistiche?
Tiene banco la situazione del Governo e l'impressione è che le previsioni di questo blog siano state azzeccate: per il momento non ci saranno crisi, né nuovi governi antiberlusconiani né elezioni anticipate; a conti fatti i protagonisti della pseudocrisi hanno compreso che in effetti il gioco non vale la candela e tutto sommato a tutti i parlamentari non va male soggiornare ancora un paio d'anni nelle aule della Camera e del Senato...
Se non fosse grottesca sarebbe divertente l'"uscita" di Bersani, autoinvitato al meeting ciellino: le parole con le quali prospetta "una nuova Italia" e un "nuovo Ulivo" sono esattamente le stesse pronunciate in passato da Rutelli, Veltroni, Franceschini e compagnia bella. E i nomi di coloro che secondo Bersani dovranno ricostruire il Paese sono esattamente gli stessi che occupano la molto poco entusiasmante scena politica nazionale da almeno una ventina d'anni. Forse è meglio avvisarlo che si è incantato il disco e che la sua Italia e il suo Ulivo non hanno per il momento alcun connotato "nuovo".
Intanto il cosiddetto "paese reale" va a rotoli e basta varcare i confini per accorgersi che il degrado progressivo non è una triste necessità internazionale ma l'esito di precise italiche scelte che per rispetto della parola non si possono certo definire "politiche".

Una mensilità di vitalizio = una seduta del Consiglio Comunale

E' decisamente singolare l'idea espressa dal sindaco Romoli: la rarefazione delle sedute del Consiglio Comunale è una forma di risparmio che fa bene alle casse del Comune.
Dal momento che parla di "risparmi" e che recentemente ha descritto come atto di responsabilità la rinuncia al 5% dell'idennità di sindaco, perché non offre un buon esempio impegnando la somma corrispondente al vitalizio mensile derivato dagli impegni parlamentari e regionali? Esso corrisponde a qualcosa di più del costo di un'intera seduta del Consiglio Comunale, potrebbe "garantire" almeno 12 sedute ogni anno: Romoli - continuando a godere di molte altre "entrate" - dimostrerebbe di saper rinunciare a uno scandaloso privilegio, abbatterebbe i costi della politica e favorirebbe la democrazia rappresentativa indicando una strada maestra: "tagliare" i privilegi di chi dovrebbe essere al servizio dei cittadini e utilizzare quei fondi pubblici per sostenere l'esercizio del confronto democratico.
E' una provocazione naturalmente, ma non più assurda di quella espressa da chi sostiene che per ridurre le spese basti diminuire (o cancellare) le riunioni del consiglio comunale!

giovedì 26 agosto 2010

Raccomandato!!!

Quanti figlie/i, sorelle, fratelli, amiche/amici e amici degli amici sono entrati nella pubblica amministrazione o nelle "partecipate" grazie all'intermediazione (= raccomandazione) di un personaggio politico?
Tantissimi, e non sembra essere un retaggio di qualche secolo o decennio fa!
Ebbene, occorre prima o poi prendere in mano questa situazione affrontando questo lato "oscuro" della casta e dei costi della politica. E' risaputo che quando tutti i sondaggi davano Illy vincitore "tranquillo" delle ultime elezioni regionali gran parte dei dipendenti della Regione non condividevano la sua azione interna alla struttura: e andò proprio secondo gli umori dei funzionari e dei loro collaboratori...
E' un altro aspetto che allontana la base dalle leve di un potere che rigenera se stesso attraverso lo scambio voti/posti di lavoro appena mascherato da concorsi a volte clamorosamente ad hoc: chi è dentro è dentro, "lavora" vota e fa votare, chi è fuori è fuori e crede sempre meno che gli eletti occupino certe poltrone soltanto per - come si diceva una volta - "servire il popolo" (a 10mila euro al mese, più buonuscite astronomiche e vitalizi minimi di oltre 2000 euro a cranio).
E pure poi si arrabbiano (in termini spesso direttamente proporzionali al numero di "mandati" in Parlamento o in Consiglio Regionale) e tacciano di "qualunquista antipolitico" chiunque esprima dei dubbi sui privilegi pazzeschi e sulla distribuzione degli "scranni" alle neanche troppo ristrette cerchie parentali.
E' chi ha agito così che ha rovinato l'autentica politica e ha ridotto in queste condizioni il Paese: è ora di "mandarli a casa" e di sostenere una nuova classe politica che abbia veramente come unico fine la crescita della società nel bene comune e nella prosperità.

martedì 17 agosto 2010

Gorizia and Nova Gorica

Ma chi diceva che "è ora di finirla con i paragoni", "Nova Gorica non è un esempio da seguire"? Quale Giunta ha un assessore che si rifiuta di partecipare a uno dei (rarissimi) incontri con i Comuni sloveni limitrofi? Quali gruppi politici hanno ridotto in questo stato la nostra città? Chi continua a tacciare di "disfattismo comunista" chiunque evidenzi il degrado culturale, sociale ed economico della città?
Ecco, chi diceva tutto questo viene smentito oggi da un ampio e articolato servizio sul "Piccolo" di una delle "penne" più significative del giornalismo goriziano, che opportunamente evidenzia il divario ormai abissale esistente fra la "stara" e la "nova" Gorizia.
Tale degrado non è imputabile al fallimento delle trattative decennali per il centro commerciale di via Terza Armata o all'assenza di prospettive per l'aeroporto; è dovuta invece alla politica dissennata (nel senso letterale di "senza senno", cioè senza idee) di chi è stato chiamato a governare la città, soprattutto gli ultimi arrivati che in quanto a proposte progettuali sono rimasti a qualche fuoco artificiale da campagna elettorale (come la ridicola pretesa - recentemente riesumata - che "la funicolare per il castello costituirà il volano del turismo cittadino").
Non si tratta dunque di un tracollo "naturale", ma di scelte (o non-scelte) ben precise, opposte a quelle che altri gruppi goriziani - non ultimi quelli che si riconoscono nel Forum per Gorizia - hanno prospettato e continueranno a proporre agli elettori perché finalmente si inverta la rotta e le due città ritrovino insieme il posto prestigioso che ad esse spetta nel cuore dell'Europa.

domenica 15 agosto 2010

Se pòl se pòl!

Corre obbligo - visto che l'assessore Devetag chiama in causa il Forum come uno degli artefici della politica del “no se pol” che caratterizza la sinistra goriziana – rispondere per quanto ci compete.
L'assessore sembra non capire quanto in questi giorni è successo: in poche ore circa 250 cittadini hanno firmato una petizione promossa dal Forum dove chiedono che il sindaco sospenda la gara di assegnazione per l'appalto dell'ascensore, in modo da poter rivedere in modo più serio la questione, che rischia di essere un'opera inutile e dispendiosa. Siamo in attesa della risposta del primo cittadino, che sicuramente ci arriverà entro la fine del mese, come prevede lo Statuto. Non si tratta quindi di sinistra o di destra, ma di goriziani di diverso orientamento che fanno una richiesta al primo cittadino e che si aspettano una risposta.
Se volessimo parlare, come fa l'assessore, di “ricompattamento” e di “lacerazioni” delle forze politiche ci verrebbe in mente proprio lo schieramento azzoppato e rissoso cui appartiene l'assessore. Ma, appunto, non buttiamola in politica.
Come Forum – e l'assessore lo sa benissimo – abbiamo fatto molte proposte per lo sviluppo culturale e turistico della città. Cito solo alcuni “titoli”: valorizzazione di Gorizia città del Novecento e creazione di pacchetti turistici per gli studenti, utilizzo dei valichi come “museo diffuso”, Archivio della memoria, Museo del Novecento, valorizzazione del patrimonio culturale disperso nelle varie case cittadine. Non c'è stata riunione della Commissione cultura, tra l'altro quasi sempre convocata dall'opposizione, dove questi temi non siano stati posti, anche per iscritto. Risultato: zero. Anche per quanto riguarda il Castello non c'è mai stato proposto un piano organico di rilancio, tranne la falconeria e i figuranti, belli ma che evidentemente non bastano a colmare quello sconcertante -17% di perdita del turismo cittadino che non ha l'eguale in nessun altro capoluogo di provincia.
Vogliamo valorizzare il castello? Benissimo. Come? Facendoci che cosa? O pensa l'assessore che l'ascensore di per sé sia uno strumento di attrazione? Il caso di Lubiana dimostra il contrario.
Credo ci possano essere diversi modi di accedere al castello, meno onerosi, meno impattanti, e di più facile gestione e manutenzione. Sarebbe importante discuterne – magari in Consiglio Comunale se esistesse ancora, anzi saremmo grati se qualcuno potesse darci qualche informazione sulla scomparsa da mesi del presidente Roldo che ci tiene in ansia tutti.
L'intervento dell'assessore ha almeno chiarito una cosa. Se l'ascensore al castello non si fa si perdono quei soldi specifici, non bisogna “restituire tutti i denari di Piazza Vittoria” come qualcuno strumentalmente sosteneva, anche nelle fila della Giunta. Ma anche questa eventualità sembra remota visto il filo diretto che il nostro sindaco ha con il presidente della regione: con i pianeti così armonici, volete che non si trovi una soluzione e che quei quattrini possano essere spesi in modo più razionale?
Anan Di Gianantonio

Sogno di Ferragosto

"Guarda mamma, che meravigliosi ristoranti!"; "Sì, sono proprio belli, dopo che la Mc Donatag li ha ricostruiti con materiale plastico: pensa che una volta erano campanili di una chiesa". "Una chiesa? - pensò tra sé Bxrl45 che soltanto di lì a poco sarebbe entrato nel cubicolo informatico (nell'antica lingua "scuola") - cosa sarà poi una chiesa?"

"Stringimi forte, è tutto troppo bello" - disse DJ479OG alla sua straamata DG215OB (o forse era UM123IM o UV897OT?)mentre la cabina rilucente al sole saliva rapidissima l'erta e consentiva alle migliaia di turisti che la riempivano una visione stetoscopica della strabiliante piazza sottostante.

Dall'alto sembrava di contemplare un immenso formicaio (concetto simbolico inoculato durante le sessioni di cubicolo informatico, i fastidiosi insetti sopravvissuti perfino al diluvio universale insieme alle zecche erano infatti stati cancellati dalla storia grazie alla rivoluzione del geneticamente modificato): una folla variopinta e multicolore veniva riversata sulle antiche lastre dai radibonanti (definiti nei dizionari dell'era precedente "specie di corriere con le ali") e tutti si incanalavano allegri verso le migliaia di negozi che si affacciavano sulla piazza e sulle viuzze circostanti.

Il tempo di un sospiro e zac, la funicolare aveva esaurito il suo compito e un altoparlante spiegava a tutti che "l'edificio nel quale state entrando si chiamava una volta castello e ospitava una lupa che allattava due gemelli: dopo una lotta intestina uno dei due aveva sopraffatto l'altro ed era nata la civiltà dei Pidelli. Purtroppo l'edificio era stato irrimediabilmente danneggiato e dopo l'atto di sottomissione sottoscritto dagli ultimi ribelli Piddi Piddi era stato ricostruito grazie all'intervento dei tecnici di Cinecittà. Rovigo Modena e Livorno avevano sostenuto senza alcuna esitazione tali progetti avveniristici datati ormai qualche millennio fa, ai tempi in cui altrove si cominciava appena a lavorare la pietra".

Un vecchio dalla lunga barba bianca che aveva rifiutato di bere l'elisir dell'eterna giovinezza ricordava vagamente di aver sentito parlare sì di gemelli in lotta tra loro e fondatori di una città, ma in tutt'altra situazione; gli sembrava anche di aver sentito (o era soltanto un sogno di quand'era bambino?) da misteriosi personaggi forumcolosi che "la conseguenza di quell'intuizione fu la desertificazione di quell'ambiente e la fine degli umani che avevano assistito impotenti alla cementificazione del colle e alla dilapidazione di tutte le risorse allora disponibili". Secondo loro "alcuni erano morti di fame, altri erano fuggiti nelle campagne circostanti (sembra che dai loro racconti derivino i grandi miti diffusi nella Galassia sull'arrivo degli alieni in misteriosi parallelepipedi di vetro semoventi su rotaie pronte a sfidare il cielo)".

"La ricostruzione della città di cartapesta - continuava a gracchiare l'altoparlante ricordando i generosi contributi di industrie che producevano strane bevande e che di solito riversavano gli utili nella costruzione di armi - aveva preceduto di millenni la nostra nuova civitas e ora Gorizia rivive felice, piena di turisti che per raggiungerla solcano gli spazi occupati dall'Impero Globale, senza pensieri e senza preoccupazioni, sospinti verso l'avvenire dalla voce suadente e dagli esempi mirabolanti del nostro Grande Padrone".

sabato 14 agosto 2010

Scenari di mezza estate

Berlusconi è alle corde, stretto fra il matematico tracollo di quella che fino a qualche mese fa era la più ampia maggioranza parlamentare della storia repubblicana e il diniego di elezioni anticipate espresso esplicitamente dal Colle. Le minoranze cercano di prendere tempo e la proposta di un governo tecnico di transizione sembra trovare un certo consenso, anche perché la prospettiva di "andare clamorosamente a casa" interrompendo a metà la legislatura non aggrada a nessuno, né a destra né a sinistra.
Cosa può accadere?
Primo, scenario possibile. A Governo "battuto" l'opposizione non riesce a compattarsi con i fuoriusciti dal Pdl e si va alle elezioni in autunno, con ovvio vantaggio dell'asse Berlusconi Bossi che possono ancora vantare di un margine di consenso numerico popolare non del tutto eroso dalle conseguenze della crisi economica mondiale.
Secondo, scenario allo stato attuale poco probabile. A Governo battuto l'impresa di un nuovo esecutivo del "resto del mondo" riesce e si dovrà comprendere se alla strategia corrisponderanno significativi contenuti democratici (il livello attuale de protagonisti non induce a troppo ben sperare). In questo caso aleggia una domanda importante e inquietante: che faranno Berlusconi e Bossi, forti del fasullo sillogismo "decidono gli elettori, gli elettori mi hanno votato, quindi io governo"? Soprattutto, che farà l'attuale premier che rischia di trovarsi improvvisamente esposto a un'alluvione di cause giudiziarie di fatto sospese?
Terzo, scenario plausibile. Non accadrà un bel nulla perché il Governo "reggerà" nei momenti decisivi, grazie alle "capacità di convincimento" delle quali il "Capo" sicuramente non fa difetto. Con qualche epurazione, rimescolamento di cariche, assegnazione di incarichi e così via...
A proposito, questa terza prospettiva fa venire in mente Gorizia: c'erano quattro consiglieri al bar che promettevano sfracelli all'interno del PdL cittadino, al punto che qualcuno già prospettava elezioni anticipate concomitanti con le provinciali del 2011...

mercoledì 11 agosto 2010

Ater, nuovi volti vecchie cifre

Davvero efficiente ed efficace l'azione del nuovo, anzi nuovissimo presidente di Ater Gorizia, Pietro Zandegiacomo Riziò, che a poco più di un mese dal suo insediamento ha portato la "lieta novella" di un contributo di oltre 11,6 milioni di euro nelle asfittiche casse dell'ente goriziano. Nella sua prima intervista il neopresidente così dichiara: "Posso annunciare che la Regione ci ha assegnato oltre 11 milioni di euro ...".
Ebbene, la stessa notizia l'aveva annunciata tempo addietro il presidente uscente Roberto Grion e più volte ripresa dal vostro giornale, che aveva evidenziato i fondi a disposizione dell'Ater goriziana utilizzando lo stesso schema riassuntivo riproposto ora. Insomma, gli 11.663.947,38 euro sono sempre gli stessi, ma vengono più volte sbandierati. La storia di fatto rievoca gli aerei o i carroarmati di Mussolini, velocemente spostati di parata in parata, ma alla fine sempre quelli, come sempre quelli sono i milioni in questione.
Peccato, sarebbe stata una buona occasione per sentire una parola rassicurante sul contratto di quartiere della Campagnuzza, che da oltre cinque anni attende di assistere almeno alla posa della prima pietra. Per il completamento, credo si dovrà attendere il prossimo lustro.
Dario Ledri

domenica 8 agosto 2010

Archeologia autostradale

Ce l'abbiamo fatta! Il tratto Venezia Trieste dell'autostrada A4 è il più pericoloso e nei periodi di punta il più intasato d'Italia. Un record straordinario, armonizzato con i "tagli" che penalizzano oltremodo da anni i passeggeri dei treni che dalla Penisola devono oltrepassare la stazione di Mestre. Tutto è sottilmente programmato al punto che non conviene neppure scommettere sul colore dei "bollini" del traffico. Il restringimento da tre a due corsie dopo il passante di Mestre e il "genialissimo" mini-casello del Lisert evitano qualsiasi sforzo di immaginazione: quando i tedeschi, gli austriaci e gli italiani decidono di offrirsi qualche sprazzo di vacanza ci si può godere lo spettacolo di file chilometriche, malori di automobilisti e passeggeri sotto il sole, frizioni messe a dura prova e così via. Quando poi si raggiungono i 21 Km (sic!!!) di coda i responsabili di Autovie Venete deludono tutti con la "trovata" di liberalizzare il Lisert; solo qualche ora peràò, il tempo di ridurre la fila a "soli" 8 chilometri. Forse questo atto di pietas nei confronti di turisti e lavoratori dipende dal cambio ai vertici di Autovie Venete: dopo vari decenni non c'è più Santuz il quale - grazie agli ottimi risultati ottenuti dall'autostrada negli scorsi anni (tremendi incidenti, guard rail, manto stradale e segnaletica orizzontale da archeologia industriale, code fino oltre il casello di Villesse, ecc.) - è stato promosso a responsabile di tutte le strade del Friuli Venezia Giulia!
E poi ci si lamenta delle "vignette" e del fatto che quei cattivoni di nordici non vogliono più essere "ospiti di gente unica" e preferiscono raggiungere le coste dalmate attraverso le direttrici ungheresi e slovene.

sabato 7 agosto 2010

Pace in bici

Sono transitati per Gorizia circa 50 ciclisti partecipanti all'iniziativa "pace in bici" promossa dall'associazione Beati i costruttori di pace. Partiti da Trieste ieri mattina hanno raggiunto la nostra città nel pomeriggio, dopo essere stati ricevuti dalle amministrazioni comunali di Staranzano, Gradisca e Savogna. Alla Transalpina hanno ricevuto il saluto delle autorità della provincia di Gorizia e del Comune di Nova Gorica. Un corteo variopinto ha rallegrato la città, suscitando ovunque attenzione e numerose manifestazioni di simpatia. Purtroppo non è stato possibile realizzare insieme l'"evento" del 6 agosto al parco della Rimembranza a causa della pioggia, tuttavia i ciclisti provenienti da tutta Italia hanno potuto conoscere ed apprezzare la caratteristica della città, in particolare quella storia del Novecento che ne fa senz'altro uno dei più interessanti siti europei. Questa mattina il lungo e folkloristico corteo ha raggiunto il Castello e si è poi incolonnato verso Cormons lungo le belle stradine del Preval. Il vicesindaco di Cormons insieme alla Giunta al completo ha fatto gli onori di casa, sottolineando come la cittadina è una specie di "capitale della pace": ci sono il vino, ormai famoso in tutto il mondo, il concorso letterario, la musica di Jazz and wine and peace, il concorso cinematografico e molto altro. Insomma, ci sono tanti Comuni che lavorano molto per la promozione della cultura della pace. E quello di Gorizia? Beh, per quello bisognerà attendere ancora un paio d'anni...

venerdì 6 agosto 2010

Tutto va bén, madama la marchesa...

Con le trionfalistiche dichiarazioni di ieri Romoli contesta "quelli che dicono che tutto va male". Sembra che la sua visione della città sia identificata con quella proposta dall'ultimo "Qui Gorizia" dove in 28 pagine la sua sorridente immagine viene riprodotta ben 14 volte (in quasi tutte le foto restanti sono immortalati invece i suoi assessori)! In realtà non risulta che nessuno abbia mai contestato la "bontà" del centro storico ristrutturato né affermato che "tutto va male"; è paradossale invece che il primo cittadino - emulo del suo più illustre capo politico e governativo - sembri affermare che "tutto va bene" (naturalmente da quando lui ha preso in mano la vita della città). Spente la luci della festa, basta una breve passeggiata nel vuoto di via Rastello per lasciarsi prendere da una nostalgica malinconia... E per rendersi conto che la città non sarà sistemata dal Superman di "Qui Gorizia" ma dal laborioso impegno di tutti i cittadini resi ben più partecipi del loro futuro destino. Senza quelle promesse e quelle illusioni che hanno consentito tre anni fa a Romoli di superare di qualche manciata di voti il 50% dei consensi elettorali.

giovedì 5 agosto 2010

Opposizione parlamentare (eccetto Idv) pro guerra!

L'articolo è tratto dal sito dell'ottima Lettera 22:
Più denaro e più soldati in Afghanistan. Meno militari e assai meno quattrini in Libano. Qualcosa per le missioni militari di addestramento della polizia in Iraq e briciole per il tutto il resto. Briciole anche, in un trend che sembra ormai inesorabile, per la cooperazione civile, ridotta al lumicino e che dovrà sopravvivere con i residui degli anni precedenti.
Nella conversione in legge “bipartisan” del decreto sulle missioni italiane “di pace” all'estero, la guerra la fa da padrona. E nel consenso generale, salvo qualche distinguo. L'Assemblea del Senato, nel convertire in legge il ddl 2291 (decreto-legge 6 luglio 2010 di proroga degli interventi di cooperazione e a sostegno dei processi di pace, di stabilizzazione e delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia) ha visto i senatori Torri (Lega), Marcenaro (Pd) e Dini (Pdl) dichiarare il voto favorevole dei rispettivi Gruppi. Poche le eccezioni: il senatore Perduca ha annunciato la non partecipazione al voto dei senatori della componente radicale del Gruppo PD mentre il senatore Pedica (Italia dei Valori) ha ribadito il voto contrario (il Pd ha promesso un dibattito sul tema missioni nei prossimi mesi).
Il voto favorevole alle missioni arriva in un momento particolarmente delicato, non solo sul fronte della tenuta del gerno Berlusconi, ma su quello libanese, da cui l'Italia sta ritirando uomini e risorse da destinare all'Afghanistan. Forse ritenuta “missione compiuta”, la missione Unifil in Libano che proprio dall'Italia fu voluta (è a comando Onu ed è stata gestita con grande perizia, durante la guida italiana, dal generale Claudio Graziano, che ha passato il testimone agli spagnoli), viene rifinanziata ma con meno mezzi. Le toccano 118 milioni e 518mila euro per i prossimi sei mesi di proroga della partecipazione del contingente militare italiano e per l’impiego di unità navali nella Unifil Maritime Task Force. Dai 300 milioni dell'anno scorso (il rinnovo delle missioni si vota due volte all'anno, di sei mesi in sei mesi), la spesa si ridimensiona e così il numero dei soldati: sono adesso 1900 ed erano 2400 a gennaio. Ma scenderanno a 1780 nei prossimi mesi. La cosa non imbarazza il ministro la Russa che ieri ha spiegato come non vi fossero “elementi precisi per farci presagire quello che e' accaduto” anche se ha aggiunto, che proprio i fatti di ieri dimostrano che la situazione nel paese “resta precaria”.
Così precaria però che, anche se da parte italiana e del contingente Onu non ci saranno “fughe unilaterali”, il titolare della Difesa ha voluto chiarire che ''non possiamo essere per sempre prigionieri di una situazione del genere”. Cosa esattamente significhi non è chiaro se non che il disimpegno italiano è sempre più palpabile.
Nella legge sulle missioni la parte del leone tocca all'Afghanistan dove, entro la fine dell'anno, il contingente italiano raggiungerà le 4mila unità, come da tempo annuniciato. Dal 1º luglio fino al 31 dicembre 2010, la spesa prevista è di euro 364.692 (ossia oltre 700 milioni di euro l'anno, circa due milioni al giorno) per la partecipazione all'International Security Assistance Force (Isaf) e a Eupol Afghanistan (la missione europea di addestramento alla polizia). Dove andrebbe cambiato passo, il parlamento sceglie dunque di continuare a investire (di più) nella stessa direzione.
Spariscono invece o quasi le attività di cooperazione civile: per iniziative in favore dell’Iraq, Libano, Pakistan, Sudan e Somalia, a integrazione degli stanziamenti esistenti (in passato assai rilevanti per il Paese dei cedri) “volte ad assicurare il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e dei rifugiati nei Paesi limitrofi, nonché il sostegno alla ricostruzione civile” viene autorizzata la stratosferica cifra di 9, 3 milioni di euro. Per iniziative a sostegno dei “processi di pace e di rafforzamento della sicurezza in Africa sub sahariana” 2,4 milioni e 778.500 euro per la lotta alle mutilazioni genitali femminili...

Questo matrimonio s'ha da fare...

Emblematica la vicenda del matrimonio alla Transalpina. Dagli amministratori ci si aspetterebbe ogni sforzo per soddisfare le legittime richieste di una coppia che vorrebbe celebrare le proprie nozze su una piazza "internazionale". Invece i nodi burocratici vengono stretti ancora più fortemente e naturalmente la responsabilità del "niet" viene addossata tutta ai "regolamenti": questi ultimi sembrano calati direttamente dall'Alto, protetti da tabù insormontabili che impediscono a chiunque l'esercizio della creatività e del buon senso. Il sindaco Romoli e gli attuali "padroncini del vapore" sono particolarmente abili in questo giochetto: ben attenti a scaricare sugli altri le responsabilità delle scelte impopolari, pronti a trincerarsi dietro al fatidico motto "altrove è stato deciso così". La prossima volta venga detto alle coppie che chiedono di sposarsi sul piazzale della Transalpina un "sì" o un "no" motivati, non ci si nasconda dietro ai cavilli. Altrimenti si legittima il dubbio che il "problema" sia proprio la tanto vituperata piazza della Transalpina.

mercoledì 4 agosto 2010

Tardivi e demagogici...

Perché la petizione promossa dal Forum contro la funicolare per il castello è “tardiva”? Il sindaco Ettore Romoli ha tuttora tutto il tempo a disposizione per fermare l'assegnazione dell'appalto. Se non lo fa deve assumersi in prima persona la responsabilità di aver deciso di portare avanti un'opera che costa oggi milioni di euro e che – nell'ipotetico caso in cui venga portata a termine – influirà pesantemente sui bilanci delle prossime amministrazioni.
E perché è “demagogico” chiedere un parere che oltre 250 cittadini si sono affrettati a dare in quattro ore di raccolta firme? Demagogico è al contrario far credere che una simile scelta sia “obbligata” da mai precisate “esigenze tecniche” e non invece da accordi politici che dovrebbero essere favoriti e non ostacolati dall'”allineamento dei pianeti” (l'espressione di Romoli indica il colore delle amministrazioni nazionale, regionale e comunale).
I cittadini sono contenti della fine dei lavori in via Garibaldi e via Mazzini, il centro storico progettato dalla precedente amministrazione è veramente bello e nessuno nega a Romoli il merito di aver portato a termine – sia pur con notevoli ritardi – l'impresa. Gli stessi cittadini sembra non voglaino quasi unanimemente la funicolare, soprattutto in un tempo in cui vengono meno gli ammortizzatori sociali e tutti sono chiamati a “tirare la cinghia”. Invece di gettare discredito su chi chiede soltanto che la voce dei cittadini possa trovare ascolto, il sindaco non si nasconda dietro a Brancati, Crocetti, alla burocrazia o quant'altro: indica un referendum consultivo, faccia convocare al desaparecido Roldo un Consiglio Comunale ad hoc, chieda a Tondo di poter usare in modo migliore i soldi destinati alla funicolare e tutti gliene saranno grati...
Anna Di Gianantonio, Marko Marinčič, Andrea Bellavite,Bernardo De Santis

Qui Gorizia

E' arrivato da qualche giorno nelle case di oltre 17.000 goriziani il periodico “Qui Gorizia”. Leggendo gli articoli ci si rende conto che si tratta di un esilarante spot pubblicitario a favore della Giunta Romoli, senza quelle caratteristiche di “senso del limite” che dovrebbero distinguere il politico intelligente. Trascinati dall'entusiasmo per il sindaco, i giornalisti della redazione definiscono le manifestazioni e gli eventi di Gorizia, realizzati dalla giunta nella prima parte del 2010, “infiniti”. C'è un uso martellante della parola “degrado”. Prima Gorizia era in una situazione di degrado, invasa dalle macchine e dalla sporcizia, oggi è un paradiso, basta vedere le foto di prima e dopo la cura. I risultati di Romoli sono incredibili: ha portato in città architettura, l'editoriale FVG, (peccato che le due redazioni siano in pericolo) ha aperto spiragli per la Carraro (metà delle maestranze in meno),ha messo Gorizia “al centro della scena internazionale” (una conferenza al Conference Center cattedrale dello spreco del denaro pubblico, come l'ascensore), ha eliminato gli odori del Corno,sostenuto i bisognosi, consolato i depressi. Ora alcune domande sorgono spontanee. Visto che il simbolo in copertina è quello del Comune di Gorizia, come mai non c'è né un articolo, né uno spazio per l'opposizione che possa dare una lettura diversa delle cose? Perchè la redazione e la proprietà editoriale non è goriziana, ma di Tricesimo? Non si può fare una pubblicazione simile a Gorizia? Gli inserzionisti pagano per intero la pubblicazione o il Comune ci mette qualcosa? Almeno il Cavaliere, quando spediva nelle case l'album della ex famiglia, pagava lui i costi, non vorrei che i cittadini di Gorizia dovessero sborsare in parte per gli “infiniti” successi della nostra giunta. Queste domande avrebbero dovuto essere poste in un consiglio comunale, ma come sappiamo la destra preferisce gli spot e le immagini patinate alla concreta discussione dei problemi della città.
Anna Di Gianantonio
consigliere comunale Forum

domenica 1 agosto 2010

Un uomo solo al comando

Mentre i suoi capi nazionali espellono dal Pdl (già definito dagli stessi partito dell'amore) il cofondatore Fini e i "suoi" promettono battaglia a un Governo ormai di fatto vacillante; mentre in Regione i lunghi coltelli della Lega provocano preoccupazioni a Tondo e lo costringono a continui cambiamenti di assessori e valzer di deleghe; mentre alcuni esponenti della maggioranza goriziana accusano in aula consigliare gli assessori "di scaldare il banco e di aver tradito la fiducia degli elettori" e la presidente Pdl della Commissione lavori pubblici accusa esplicitamente il sindaco di averla tenuta all'oscuro sulle più importanti decisioni in materia... Romoli oggi se la prende con i consiglieri Pd e Forum che "litigano su tutto e si odiano cordialmente". Evidentemente il sindaco è davvero in crisi se sveste i panni stretti del "conciliatore" e si avventura nell'uso di verbi totalmente impropri che certamente tutti gli interessati rinviano senza se e senza ma al mittente. Si tranquillizzi: mai e poi mai il legittimo dibattito tra forze politiche espressione di realtà culturali non omologate ha messo in discussione l'amicizia e la reciproca sincera stima: l'odio e l'astio emergono eccome nell'aula consigliare, ma assolutamente non tra i banchi del centro sinistra.
Nell'ampia intervista a Romoli pubblicata su un quotidiano locale c'è (purtroppo) poco altro da commentare. La sua argomentazione costante è: "gli altri hanno solo chiacchierato, io ho fatto tutto; io sono bravo, gli altri sono falsi e tendenziosi; la mia maggioranza è da sempre coesa, gli altri sono tutti divisi". Sul commercio goriziano, sulla crescente povertà dei cittadini, sulla crisi che investe duro anche il territorio, sull'impoverimento culturale, sulla mancanza di prospettive del Gect, sulla sanità, sulle condizioni delle strade di periferia, sulle piste ciclabili e la difesa del'ambiente, sulla mancanza cronica di luoghi e prospettive per i giovani e sulla loro "fuga" dalla città... Su questi e tanti altri problemi che Gorizia si trascina dietro ben da prima del suo arrivo, il Sindaco (come da oltre tre anni a questa parte) non spende una parola, non prospetta un barlume di progetto che non sia un generico invito a "sperare bene per il futuro".
E, già che ci si è, una domanda (che vale anche per il predecessore): non è che si voglia sempre "vedere l'erba dei vicini", ma come mai la "burocrazia" colpisce in modo così mirato e provoca disagi così pesanti soltanto nella nostra città (almeno per ciò che concerne il Fvg e ancor più il Nord Italia)? A parità di condizioni, davvero la politica non ha alcuna responsabilità?