venerdì 31 dicembre 2010

Auguri dagli spazi interstellari

Il Voyager 1 sta per lasciare il Sistema Solare, oltrepassando le ultime "folate" dello sciame di particelle proiettate a distanze da capogiro dalla nostra Stella ed entrando nei campi magnetici testimoni dell'esplosione di una gigantesca supernova qualche decina di milioni di anni fa.
Ammesso che non si tratti di una geniale invenzione alla Orson Welles sono quasi trentacinque anni che questo apparecchietto porta un pezzetto di noi attraverso le rotte dei grandi e piccoli pianeti del Sistema, continuando sorprendentemente a inviare alla Terra dati che mettono sempre più tempo per giungere a destinazione. Quando è stato lanciato c'era maggior ottimismo sulla Terra: questa umanità che era stata capace di raggiungere la Luna e di spedire nelle immensità dell'Universo un messaggio di identificazione che forse qualcuno un giorno potrà decodificare sembrava un'umanità in grado di affrontare imprese apparentemente molto più semplici: sconfiggere la fame, trasformare gli arsenali nucleari, investire per rendere migliore la qualità della vita di tutti gli abitanti del Mondo.
Quando, sempre più raramente, arrivano notizie dal piccolo ragnetto proiettato verso l'ignoto, la mente si libera dalle angustie del presente e si lascia sorprendere dallo stupore: fin dove può arrivare l'intelligenza umana! E quanto l'interrogativo sul senso dell'universo e della vita resta senza risposta di fronte all'immensità del cosmo! E - come scrisse il grande Poeta di Recanati - quanto "è dolce naufragare in questo mare".
Un 2011 persuaso, non retorico... Per tutti!

giovedì 30 dicembre 2010

Il compleanno dell'isola pedonale

A Roma negli anni '70 il Colosseo era diventato una gigantesca rotonda per le automobili. Chi veniva dalla periferia ci girava attorno per andare a piazza Venezia o per proseguire verso il Lungo Tevere e San Pietro e anche per imboccare il grande stradone che portava al mare. Sulla rotonda del Colosseo giravamo spesso ma mitica restò la volta in cui nostro zio superò passandola a destra un'auto che ci aveva da poco tagliato la strada e noi bambini sul sedile posteriore saltammo in aria dalla gioia. Il Colosseo ci piaceva un sacco ma quel sorpasso era meglio: restò irripetibile. Anche perché di lì a poco quelle acrobazie al volante non si sarebbero potute più fare. Il 30 dicembre del 1980 Petroselli, il sindaco comunista di Roma, inventò la prima isola pedonale e il divieto di circolazione delle auto attorno al Colosseo.
Il provvedimento fu d'esempio per tutto il Paese e cambiò il volto urbano delle città: lo spazio pubblico diventò un posto per stare assieme. Per l'Italia fu una svolta portata avanti con gran fatica. In quegli anni c'era chi riteneva che tutto il traffico automobilistico si sarebbe bloccato o chi come la lobby dei commercianti temeva di non vender più nulla e di chiudere i negozi.
Invece le isole pedonali nacquero pian piano in tutte le città.
Dire pian piano per Gorizia è qualcosa di più di un eufemismo: trent'anni ci son voluti per trasformare le vie Garibaldi, Mazzini e Rabatta nella prima isola pedonale della città. Sempre in tempo per far credere all'amministrazione comunale di governare una città moderna e all'avanguardia. Sempre tardi per restare al passo con la cultura urbana contemporanea: oggi, nel resto d´Europa, di isole pedonali non si parla nemmeno più. Esistono già grandi quartieri - ma si progettano anche intere città – "carfree": liberi i quartieri e libere le città dalle auto.
Una rivoluzione culturale che - come quella di trent'anni fa – non è nemmeno ipotizzabile per Gorizia, dove ancora oggi nei nuovi progetti delle piazze e in quelli di sistemazione delle strade si risolvono per prima cosa i problemi delle auto e dove si continuano a costruire rotonde senza avere nemmeno un colosseo per girarci attorno.
la compagnia dei transalpini

mercoledì 29 dicembre 2010

Bilancio di fine anno

Bene, cari venticinque lettori, facciamo anche noi insieme il solito bilancio di fine anno: le domande sono quattro e riguardano tutte il 2010 - il momento migliore e il momento peggiore a livello generale; il momento migliore e quello peggiore a livello locale. Si può rispondere a tutte le domande o soltanto a qualcuna, si può motivare la propria risposta oppure no... Vediamo cosa salta fuori!

martedì 28 dicembre 2010

Brussa? Chi è costui?

Dopo le dichiarazioni del consigliere regionale Franco Brussa apparse ieri sulla stampa, pare evidente che nel Pd isontino si è aperta - in vista della prossima scadenza elettorale in Provincia - la guerra per bande, con buona pace di chi voleva mantenere sottotraccia i corposi contrasti che agitano il partito democratico almeno sino alla prossima scadenza del 7 gennaio, data in cui il partito dovrebbe finalmente scegliere il suo candidato o - in alternativa - optare per le primarie. Ora, tralasciando per un momento ogni considerazione di opportunità circa le dichiarazioni del consigliere Brussa, colpisce come a qualche giorno di distanza di una lunga e articolata intervista a Marino De Grassi, in cui l'esponente del centrodestra argomentava - del tutto legittimamente dal suo punto di vista, in qualità di potenziale avversario politico - le deficienze e le insufficienze della giunta Gherghetta (peraltro, lo ha fatto anche ieri in un articolo di mezza pagina sul nuovo piano scolastico), l'influente consigliere monfalconese dichiari la sua predilezione per il sindaco uscente Pizzolitto, avendo cura di specificare che "Gherghetta non sempre è stato all'altezza". Se stessi con il centrodestra direi: "Vedete, elettori isontini, anche nel centrosinistra invitano a non votare per Gherghetta" e, compunto, ringrazierei sentitamente. Ma quello che più mi colpisce dell'indecente pantomima del consigliere Brussa è quando perentorio afferma, dopo aver specificato che - avendo in mente Pizzolitto - "il prossimo presidente della provincia debba essere una persona di un certo spessore politico, in grado di farsi ascoltare e di interpretare al meglio le istanze di questo territorio" (sic), che gli sarebbe piaciuto che "Gherghetta condividesse un percorso di questo genere e invece lui si è sentito messo in discussione. E a me questo dispiace". Insomma, tutto secondo la miglior tradizione dei gesuitici "colli torti", che non so se Brussa ha frequentato in gioventù. Infine il nostro, forse temendo di essersi spinto troppo avanti, riconosce a Gherghetta la possibilità di "toccare con mano il riscontro del partito e della coalizione", se le primarie ci saranno. Con l'intento di evitarle, le primarie, il Pd isontino con il beneplacito del Pd nazionale ha indetto un sondaggio circa il gradimento di quattro possibili candidati: Gherghetta, Pizzolitto, Fabbro e Portelli. Il risultato è stato perentorio: nettamente primo e con largo margine, stando alle notizie di stampa, Enrico Gherghetta. E allora credo proprio che le primarie si faranno. Infine un'ultima considerazione circa l'attivismo di Brussa e compari: sono, guarda caso, una cerchia allargata di coloro che a suo tempo a Gorizia affondarono l'amministrazione Brancati con "fuoco amico". Lo ha affermato anche anche il potenziale candidato del centro destra Marino De Grassi, e ciò credo basti.
Dario Ledri

venerdì 24 dicembre 2010

Ndr

Spiegazioni a margine delle mie posizioni riportate oggi - a specifiche e precise domande - sul Messaggero Veneto.
Voto Sindaco: 4, per il divario che c'è fra le sue potenzialità (conoscenze, esperienza, ecc.) e la mancanza di prospettive e soprattutto di considerazione per i cittadini (la vicenda citata non è dell'"assessore" ma dell'"ascensore"!).
Voto Giunta: 4, indistinto a tutti, per le poche idee ma ben confuse espresse anche nell'ultimo bilancio.
Assessore "migliore": dato per scontato il 4 comune a parità di condizioni ho citato l'assessore Romano non perché più brava o per motivi di carità cristiana, ma perchè è quella che segue il settore più delicato del momento (il "momento delicato" è la crisi, non quello attraversato dalla signora Romano).
Il tutto mi sembrava abbastanza ben riportato e chiaro.
A tutti buone feste.
Andrea Bellavite

giovedì 23 dicembre 2010

Il museo di Devetag

E te pareva! Per l'assessore Antonio Devetag anche questa volta è colpa di Brancati! Dimenticando che il museo dell'Arcidiocesi doveva essere ultimato entro il 29 agosto 1999 - dunque, durante la seconda sindacatura di Gaetano Valenti, con lo stesso Devetag assessore alla cultura (evidentemente a sua insaputa), ora imputa alla giunta Brancati, la responsabilità diretta dell'ultradecennale ritardo nel completatmento dei lavori. In questi ultimi 12 anni, il centrodestra ha governato per 7 anni, e per 7 anni il nostro ha ricoperto la carica di assessore alla cultura - o al parco culturale, come lui gradisce - ma tutta la responsabilità per il biblico ritardo è di Brancati. E' evidente che al nostro resta del tutto sconosciuto il concetto di assunzione di responsabilità correlata al ruolo istituzionale, quale dovere di un amministratore pubblico. Così gli riesce del tutto naturale annunciare a più riprese sulla stampa cittadina l'inaugurazione del museo. In quest'ultimo anno almeno due volte, prima per maggio e poi per settembre. Senza peraltro mai specificare l'anno. Ora si scopre che l'anno buono dovrebbe essere il 2011, come all'unisono ribadiscono anche il sindaco e l'assessore al bilancio Guido Germano Pettarin che con involontaria (?) ironia puntualizza che, poichè i soldi per l'inaugurazione (60.000 euro) sono stati stanziati con l'ultimo bilancio, "per forza di cose dovranno essere spesi entro l'anno". Insomma, par di capire, che saranno spesi comunque, magari come per l'autostrada Palermo-Trapani, inaugurata da Berlusconi e subito chiusa. A tal proposito non a caso l'assessore Devetag mette prudentemente le mani avanti, forse perchè non sa come riempire i 1200 metri quadrati di un contenitore vuoto, e hai voglia di riempirli con il tesoro dell'Arcidiocesi! E così, serio e compunto annuncia: "Stiamo costituendo una commissione scientifica per rimettere in piedi un discorso che si era colpevolmente arrestato". Ma la commissione si sarebbe dovuta costituire da tempo e soprattutto avrebbe dovuto lavorare per tempo nell' individuare contenuti, percorsi tematici, materiali espositivi, iniziative museali capaci di dar senso compiuto ad una struttura così importante. Ma si sa, se alla fine il museo finirà come il Conference Center, la colpa - per il nostro - sarà comunque di Brancati.
Dario Ledri

Noblesse oblige!

Nella più importante seduta del consiglio comunale per due dei tre giorni manca in apertura un numero sufficiente di consiglieri di maggioranza: per due volte la seduta è garantita da alcuni consiglieri di opposizione che non hanno ritenuto forma di lotta politica far perdere tempo e soldi al Comune e soprattutto ai suoi tecnici che hanno lavorato mesi per far approvare il bilancio entro il 31 dicembre.
Di fronte a un così vergognoso segnale di disaffezione ci si attendevano autocritiche e reprimende da parte dei "capi" del Pdl: invece no, i soliti toni trionfalistici del sindaco Romoli, l'(ovvio e poco gradito) ringraziamento a chi ha consentito di far procedere i lavori e addirittura una poco elegante polemica politica a dimostrare "le spaccature del Centro sinistra". L'astuto Romoli, dopo aver fatto melina per ore ieri sera in attesa che le pecorelle smarrite ritrnassero all'ovile (i gestori telefonici ringraziano...), riesce a nascondere gli enormi disagi della sua maggioranza e ad approfittare di un normalissimo disaccordo procedurale per parlare di "divisioni" dell'opposizione. Mah, noblesse oblige.

mercoledì 22 dicembre 2010

Prospettive di liberazione

Interessante questo comunicato stampa delle Comunità Ctristiane di base italiane:
"I primi centocinquanta anni di storia italiana hanno insegnato che quando si è cercato di ‘negare o emarginare’ la fede e la ‘collaborazione tra comunità civile e religiosa’ si sono causati pericolosi squilibri e dolorose fratture nella vita sociale del Paese". Lo ha detto il Papa al nuovo ambasciatore d'Italia Francesco Greco ricevuto per le credenziali.
Vivendo dal basso la vita di fede e la collaborazione tra la comunità civile, soprattutto popolare, e quella religiosa, come accade nell’esperienza delle comunità cristiane di base, dobbiamo rilevare che l’affermazione del papa va riferita anche alle pesanti responsabilità della stessa gerarchia cattolica. La rovinosa frattura storica che si è creata fra mondo operaio/contadino e mondo ecclesiale è stata causata non dalla mancanza di fede dei soggetti umani impegnati nella lotta di classe ma dall’estraneità aspramente contrappositiva che la gerarchia, in aperto contrasto con il messaggio di liberazione del Vangelo, ha opposto alle aspirazioni di giustizia e di liberazione delle classi popolari.
Il superamento di quella immane frattura e l’incontro fra la cultura operaia e quella cristiana di base che si è sviluppato nel secolo scorso e prosegue tutt’ora, aperto al futuro, ha una matrice che viene dall’abbraccio dei secoli ed è radicata nella coscienza profonda delle persone in carne ed ossa, nella loro vita reale, nel profondo dei loro rapporti, nella loro fatica, nel lavoro, nelle mani, nelle lotte e nei sogni e in una fede radicata nel Vangelo. Ne sono testimonianza le esperienze dei preti operai, delle parrocchie aperte, delle comunità di base, nello spirito del Concilio e dei segni dei tempi della Pacem in Terris di papa Giovanni, che sono all’origine di quel processo storico di superamento della frattura dolorosa fra i soggetti della liberazione, operai e contadini, donne e uomini, e la Chiesa gerarchica cattolica.
Avvertiamo la completa assenza di autocritica da parte del papa come un pericoloso segno di ulteriore involuzione e come un ostacolo alla vita di fede dei soggetti umani impegnati nei processi storici attuali della liberazione.

Bilancio alla camomilla

Consumato il rito del bilancio annuale: per il Sindaco e la Giunta il migliore dei mondi possibili, per la maggioranza tutto bene (anche se "salvata" da un umiliante caduta del numero legale grazie a un "distratto" consigliere d'opposizione), per la minoranza consigliare "poche idee ma ben confuse". Effettivamente la "due giorni" - che continuerà stasera con questioni di minor rilievo - è stata davvero poco entusiasmante: se qualcuno leggesse il "libro dei sogni" costituito dalle relazioni programmatiche dei vari settori potrebbe chiedersi quale sarà la Gorizia del futuro e trovare solo una risposta breve, chiara e distinta: boh?!?
Bocciati tutti gli emendamenti - con parere favorevole o sfavorevole da parte degli uffici tecnici - fatti propri dal sindaco tutti gli ordini del giorno tranne quello del Forum per la sospensione dei lavori per la risalita meccanica al Castello. L'unico dato sorprendente è stata l'assunzione dell'ordine del giorno (sempre del Forum) sulla collaborazione con il Museo di Nova Gorica in vista di una comune rilettura del Novecento goriziano: staremo a vedere se tale approvazione da parte di Romoli prelude a un completamente nuovo indirizzo delle politiche culturali, come sotteso dallo stesso odg. E' legittimo il dubbio anche se, indubbiamente, verba volant sed scripta manent.

sabato 18 dicembre 2010

Nevicava a Gorizia...



Primo. Bella la nevicata, non se ne ricordava una così dai tempi del '68! Allegria in città, gioia dei bambini, panorami inusuali. 'ssai bél!
Secondo. Volti affaticati dei membri della Protezione Civile (compreso l'assessore di riferimento Del Sordi), tutta la notte impegnati ad alleviare il disagio dell'"altra città", i più esposti al freddo e gli automobilisti costretti ad usare la vettura per evitare la media di tre quarti d'ora di ritardo accumulato dai treni sulla tratta Venezia Trieste. Pridni, hvala!
Terzo. Poveri ciclisti accusati di essere intralcio alla circolazione, impossibilitati a correre sui controviali del Corso, giustamente impediti dai marciapiedi affollati, minacciati da suv impenitenti e considerati causa dei malanni cittadini. Boh...
Quarto. Strade disastrate, nelle foto di Nevio Costanzo piazza Grande alle 10 e via Lunga a mezzogiorno. I Corsi cittadini sono ancora così adesso (17.30) e le vie non principali fanno tuttora concorrenza a Sella Nevea. Come mai a Nova Gorica le strade centrali sono pulite già da questa mattina? Si può azzardare l'ipotesi che il sale sia stato gettato dopo e non prima della nevicata, nonostante i puntuali pre-avvisi osmer e quant'altro? No buono.

mercoledì 15 dicembre 2010

Italia in agonia

E così l'Italia in crisi deve sorbirsi ancora per mesi l'avanspettacolo: l'accanimento terapeutico continua grazie a personaggi accuratamente scelti dalle segreterie dei partiti e blindate da liste affidate agli inermi cittadini (Calearo lo conoscevano tutti, "caro" Pd! E il tuo gruppo di parlamentari è proprio tutto così attaccato ai "valori","cara" Idv?).
E adesso? Adesso si affacciano all'orizzonte nuvole ancora più oscure. Il dibattito parlamentare di ieri ha dimostrato - ahimé, come se ce ne fosse bisogno - che non esiste in questo momento un'alternativa politica sostenibile: la dissoluzione del Partito dell'Amore non ha costruito un'autentica via liberale al futuro sviluppo dell'Italia; il centro sinistra arranca in una posizione di sempre più inefficace comprimarietà e - fuori dal Parlamento - la Sinistra continua il suo processo di autodisgregazione attestata su un "anticapitalismo" senza contenuti e prospettive.
Del resto, se si leggono i nomi dei protagonisti della "lotta" di ieri, essi si possono dividere in due gruppi, quello dei "numeri" - schiere di sconosciuti che trovano il loro momento di notorietà (e forse la "sistemazione" dei propri affari) - e quello di chi li ha scelti e di chi li conta- i capi partito e i capi fazione: leggendo i loro nomi ci si interroga se per caso non si sta leggendo il giornale di venti o trent'anni fa...
E allora? Allora tutto è possibile e bisogna tenere i nervi saldi; il senso di impotenza crescente, l'isolamento internazionale, l'informazione frammentaria, la dissoluzione dei servizi pubblici, le tentazioni della repressione, la radicale disaffezione alla partecipazione politica, soprattutto la moltiplicazione esponenziale del disagio sociale... tutto ciò è terreno fertile per la crescita dei semi della violenza, del razzismo e della dittatura abbondantemente seminati negli ultimi anni. Occorre scongiurare le guerre tra i poveri e ricostruire spazi di dialogo democratico, di pieno coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che li riguardano, a tutti i livelli, cominciando dal "locale"; purtroppo anche da questo punto di osservazione non giungono segnali incoraggianti, se si pensa alla vicenda kafkiana degli ascensori al castello di Gorizia o al mesto carosello di candidati alla presidenza della provincia messo in piedi negll'ultimo mese dal partito democratico provinciale.

martedì 14 dicembre 2010

Sotto il vestito niente

"Da Bruxelles via Lubiana a Nova Gorica sono arrivati 1,8 milioni di euro per il museo del '900", così titolava il Piccolo di sabato 11 dicembre. E da Bruxelles via Roma a Gorizia non è arrivato assolutamente niente: niente per la benzina di zona franca, niente per le multe, ancora assolutamente niente per il Gect, e tutto questo niente nonostante i continui viaggi a Roma del Sindaco Romoli, prima durante e dopo la sua campagna elettorale. Ora la vicenda del "museo del '900", a nulla sono valse le insistite richieste del Forum per un riutilizzo in chiave museale delle casermette del Rafut e di San Pietro che narrassero la storia di questo confine, inserendo la realtà goriziana in un circuito a cavallo del confine con le contermini realtà del piccolo, ma bellissimo, museo alla Transalpina e del Goriski Muzej di Kromberk. A Nova Gorica lo realizzano, a Gorizia - sotto la sapiente e lungimirante regia dell'Assessore alla Cultura Antonio Devetag, il nulla. Anzi no, proseguono indefinitivamente i lavori per il museo dell'Arcidiocesi che doveva essere pronto a maggio e poi, con giuramento dell'Assessore, entro settembre. Senza, peraltro, specificare l'anno, infatti siamo a metà dicembre e i lavori continuano ... indefinitivamente. Cosa poi ci metteranno per riempirlo, resta tutto da vedere. Ma tant'è, sindaco e assessore incarnano la "giunta del fare".
Dario Ledri

lunedì 13 dicembre 2010

Priden Goriški Muzej!

E così l'idea di realizzare sul confine il Museo del Novecento non solo l'ha avuta l'attivo direttore del Goriški Muzej Andrej Malnic, ma l'ha sostenuta in grande Bruxelles, attribuendo al progetto quasi due milioni di euro. Un museo – come anche noi avevamo proposto - di nuova concezione, articolato a tappe, un “museo diffuso” sul territorio, fatto di valichi utilizzati, di strade, piste ciclabili, targhe su alcuni edifici, che renda conto dell'unico motivo per cui Gorizia e il suo circondario possano aspirare ad essere meta del turismo culturale e scolastico: il fatto che questo territorio è stato attraversato da terribili nazionalismi, da guerre, da deportazioni, come nessuno nel resto d'Italia; che ha subito le guerre mondiali, l'eliminazione della comunità ebraica, la prima battaglia partigiana d'Europa, le foibe, gli esodi: tutti temi che a distanza di anni, devono essere ripensati alla luce delle nove acquisizioni storiche. Intanto una cosa gravissima e più volte denunciata sta accadendo: la costante scomparsa dei protagonisti di quel periodo, che potrebbero lasciare preziose testimonianze, ma di cui nessun ente pubblico si cura.
A Trieste si è acceso un forte dibattito, che ha come fulcro l'amministrazione provinciale, in cui si discute di come preservare e valorizzare il palazzo di via Cologna, sede dell'Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza e si ipotizza la creazione di una Casa della Memoria dove, adoperando criteri archivistici omogenei e confrontabili, i racconti dei sopravvissuti possano essere conservati, guardati, discussi. La Casa della Memoria potrebbe incontrare l'approvazione ed il patrocinio del Presidente della Repubblica e della Comunità Europea: in questa direzione stanno ragionando gli addetti ai lavori triestini nel tentativo di creare un'istituzione originale nel panorama europeo, che valorizzi il patrimonio di memorie di popolazioni diverse che oggi vivono senza confini. A Gorizia si continua a fissare ipnotizzati lo sguardo sulle tre cabine dell'ascensore al castello, sperando che per qualche magico motivo si riempiano di visitatori.
Il Forum ha fatto tutto quello che era nelle sue possibilità per cercare di discutere con l'assessore della nuova concezione museale e delle ricadute economiche sulla città. Si sono prodotti documenti, presentati progetti, addirittura si è discusso di un comitato scientifico che avrebbe dovuto raccogliere le testimonianze, ma poi come al solito, non se n'è fatto nulla. La Commissione cultura non viene convocata mai, non c'è un'idea che guidi questa giunta. La nostra amministrazione non ha la più pallida idea di come riempire il Museo dell'Arcidiocesi, che non sa neppure se e quando aprirà, nonostante i giuramenti del sindaco. Mi pare che la politica del centro destra sia caratterizzata da chiusura mentale e provincialismo: ci facciamo scappare tutte le occasioni che potrebbero servire a rilanciare l'immagine della città ed intanto, a 500 metri da casa nostra, i progetti decollano.
Anna Di Gianantonio

sabato 11 dicembre 2010

Promenade verso piazza Vittoria






Finalmente si può tornare ad attraversare la Galleria Bombi: non è un bel vedere, al di là della rete corrono i camion che scaricano nel tunnel quintali di smog, si passa accanto a incrostazioni di fumo e ossido di carbonio... tuttavia il sindaco di Gorizia ha per una volta mantenuto la promessa e chi - sopraggiungendo da via Giustiniani - riuscirà ad uscire senza ammalarsi dal viottolo di ghiaia (le biciclette, nonostante il cartello all'ingresso, certamente dovranno essere portate a mano) potrà godersi lo spettacolo della sempre più disabitata pista di "ghiaccio" in Piazza Vittoria. Potrà spendere cinque euro per provare il gusto di pattinare sulla plastica, ma consolarsi con uno sguardo alla bella collina del Castello, ancora (per poco) intonsa nella sua originale natura selvaggia così ben accompagnata alla maestosità delle mura. Buon cammino!

venerdì 10 dicembre 2010

Notizie da "Acqua bene comune"

La Corte di Cassazione ha comunicato oggi al Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica, l'avvenuto conteggio delle firme necessarie alla richiesta dei referendum. Un passaggio scontato dopo la straordinaria raccolta firme che ha portato alla Corte, lo scorso luglio, 1 milione e 400 mila sottoscrizioni. Adesso tocca alla Corte Costituzionale dare il via libera ai quesiti entro la metà di febbraio, mentre la data del voto è prevista nella primavera 2011.
Con l'avvicinarsi del voto popolare si fa sempre più pressante la richiesta di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi, almeno fino a quando gli italiani non i saranno espressi. Quello della Cassazione è un altro passo avanti nel percorso referendario e nella battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici. Siamo sempre più vicini alla liberazione del bene comune acqua dalle logiche del mercato
e del profitto.

mercoledì 8 dicembre 2010

Contributi allo sport

Si riceve e volentieri si pubblica:
L'assessore allo sport del comune di Gorizia si ritrova con un taglio di oltre un terzo dei fondi destinati alle Società sportive operanti in città e cosa fa: nulla, tace e subisce la scure della giunta Romoli. Da quì una forte discussione in commissione con la conclusione pilatesca di Cosma: il parere della commissione è solamente consultivo, che detto da uno che ha fatto e si è battuto per i diritti dei consiglieri per anni è una beffa bella e buona. Certamente esistono in città priorità più impellenti, ma la destra che oggi amministra Gorizia dovrebbe almeno essere attenta alle risorse che ha in casa e non dimenticarle in qualche cassetto.
La giunta, della quale mi pare Cosma non sia elemento a se, aveva in pratica messo a disposizione delle Società sportive un importo ben superiore ai tagli effettuati. Con l'ordine del giorno sul recupero dei fondi ICI assimilati alla prima casa presentato dal consigliere del PD Ales Waltritsch e fatto proprio dalla giunta nel gennaio di quest'anno una cifra quasi sicuramente non inferiore ai 15.000 euro andava destinata "alle attività rivolte ai minorenni, agli anziani ed ai senza lavoro delle Associazioni Sportive presenti e operanti in città", quindi a diretto contributo di queste, che avrebbero dovuto essere quindi ancor più sensibilizzate e responsabilizzate. Ma di questi soldi, dai primi dati messi a disposizione del consigliere Waltritsch, sembra che l'amministrazione Romoli ne abbia effettivamente utilizzati neanche il 10%. (sigh)
Di questo, come di tante altre cose, ovviamente, l'assessore allo sport Cosma si sarà "candidamente" dimenticato, depauperando il movimento sportivo e associazionistico cittadino e dimostrando serie lacune e inadeguatezza a svolgere il suo compito.
Aleš Waltritsch

Che baruffe e baruffe...

Eh no, la commissione sport non è andata affatto come descritto dal Piccolo oggi. L'assessore Cosma si è presentato con una proposta, quella di ridurre di euro 600 il contributo alle maggiori realtà sportive che erano state finanziate l'altr'anno; in questo modo le società maggiormente favorite nel 2009 continuavano ad esserlo, sia pur con contributi necessariamente minori. Il consigliere Tabaj proponeva di equilibrare i contributi sulla base delle attività svolte, non ritenendo giusto privilegiare una società calcistica o pallavolistica rispetto a un'altra; Bellavite, vista l'esiguità della somma complessiva, prima proponeva di dividerla in parti uguali tra i richiedenti, poi riconosceva la diversità di incidenza sportiva tentando una proposta di conciliazione basata sull'idea di Tabaj: il maggior contributo al nuoto, poi uguale contributo a tutte le società di calcio e pallavolo (perché mai una dovrebbe ricevere più euro dell'altra?), poi via via agli altri sodalizi goriziani, riconoscendo (perché no?) anche le attività che introducono i giovani all'amore per la natura e allo sforzo di conquistare ambiziose mete. La "baruffa furibonda" di cui parla il quotidiano locale è stata in realtà innescata dal solo Zotti, addirittura pronto a lasciare la seduta "se Lucinico fosse stata penalizzata". Non comprendendo perché le società di Lucinico avrebbero dovuto ricevere più contributi di quelle di sant'Andrea o del centro cittadino, tutti gli altri consiglieri presenti si erano dichiarati del tutto d'accordo, all'apparenza anche lo stesso assessore che si è dimostrato immediatamente disposto a cambiare la sua stessa bozza di lavoro.

martedì 7 dicembre 2010

Ghiaccio di plastica e facce di bronzo

E' antipatica la vicenda della pista di pattinaggio in piazza Vittoria. Ciò non soltanto perché - complice anche il maltempo - non sembra attrarre molti sportivi, ma soprattutto perchè evidenzia la qualità della considerazione che Sindaco e Giunta hanno dei cittadini: cioè zero. Soltanto la denuncia del consigliere Bianchini ha fatto sapere a tutti che la pista non è di ghiaccio, come ampiamente propagandato finora, bensì in teflon, un materiale sintetico che permette performance "pattinatorie" anche su una spiaggia adriatica il giorno di Ferragosto.. Ciò che stupisce non è la scelta del materiale o il suo peraltro non trascurabile costo (sembra intorno ai 25.000 euro): è la presa in giro sistematica degli ingenui goriziani ai quali al posto di una super-declamata pista di ghiaccio viene rifilata una patacca. Non sarebbe stato più corretto dirlo subito?

lunedì 6 dicembre 2010

Pro Gorizia ultimo atto?

C'era una volta una squadra di calcio. Negli anni '70 aveva raggiunto risultati importanti e contendeva alla pallacanestro, all'hockey e più recentemente alla pallavolo la palma di sport più amato dai goriziani. Con la Juventina dava lustro alla storia recente del pallone regionale. Una marea di cittadini - anche non coinvolti dalla passione sportiva - aveva assistito alla "partita del secolo", uno spareggio Pro Gorizia-Pro Cervignano che valeva il passaggio nell'allora già prestigiosa serie D. Erano altri tempi e gli introiti dalla zona franca rendevano possibile ciò che oggi appare incredibile: pian piano l'hockey ha lasciato Gorizia, poi è stata la volta del grande basket e ora anche la Pro Gorizia sta per concludere la sua lunga storia. Lo sport goriziano, che anche recentemente ha regalato all'Italia e all'Europa grandi campioni, viene tenuto in vita per lo più da un encomiabile volontariato e da qualche munifico imprenditore. Una volta esaurite la buona volontà del primo e le risorse finanziarie del secondo cosa ne sarà delle attività sportive cittadine? Si farà avanti qualcuno per salvare la Pro Gorizia dall'ineluttabile declino? Ci sarà almeno su questo versante un soprassalto d'orgoglio e qualche attenzione anche dal mondo amministrativo?

domenica 5 dicembre 2010

Chi è impreciso?

L'altra sera, nel corso del lungo Consiglio Comunale dedicato alla questione degli ascensori al castello, il sindaco Romoli si è stracciato le vesti di fronte all'affermazione della consigliera Di Gianantonio secondo la quale l'operazione avrà un costo che si aggira intorno ai quattro milioni di euro. "Questa è una balla, non saranno neppure due, tutto compreso...".
Ipse dixit. Ma forse non ha letto il comunicato che facilmente può essere trovato sul sito del Comune dove si rende noto che con determinazione dirigenziale n. 1613 del 4 ottobre 2010 sono stati approvati gli esiti della gara a procedura aperta per l’aggiudicazione dell’appalto: i lavori sono stati affidati alla costituenda A.T.I. tra l’impresa Edilramon Costruzioni Generali s.r.l. di San Biagio di Callalta (TV) (capogruppo), e l’impresa Geosistema s.r.l., di Trento (mandante) per l’importo netto contrattuale di € 2.217.934,52, corrispondente al ribasso del 9,08% sull’importo a base di gara, cui vanno sommati € 115.214,72, per oneri sicurezza D.Lgs. 81/2008, non soggetti a ribasso, per un importo complessivo di € 2.333.149,24, IVA 10% esclusa.
Il che significa che inclusa l'IVA si arriva intorno ai 2.600.000 e inclusi gli oneri relativi alle ancora non finanziate cabine si toccano i 3 milioni e mezzo, cifra non molto distante dal "quasi 4 milioni" previsti dai consiglieri del Forum. Se la matematica non è un'opinione...

Romoli ha paura che la gente si svegli!!

Il Forum per Gorizia aderisce alla campagna referendaria promossa dall'associaizone radicale della città. I consiglieri comunali hanno già espresso la loro disponibilità ad autenticare le firme e martedì sera saranno studiati tempi e modi specifici per la realizzazione di banchetti autonomi in città. La difesa della partecipazione democratica è uno degli elementi cardine del programma elettorale. Gli elettori rappresentati dalle forze che sostengono i referendum (Forum, Pd e Idv) sono circa il 40%. Si pubblica volentieri il seguente comunicato dei promotori:

La sortita del Sindaco sui soldi da spendere per tenere i referendum e sull'attivismo del Consiglio per i Radicali denuncia la paura del Sindaco e le sue precise intenzioni politiche: Gorizia è e deve restare un dormitorio, una grande casa di riposo piena di "schiavi" del terzo millennio che non devono fare altro che ubbidire.
"Io", dice Pipi, "ricordo molto bene la prima intervista di Romoli da Sindaco neo-eletto". Diceva che voleva dare la sveglia a Gorizia. Si, la sveglia nel senso materiale del termine: una sveglia da mettere al collo dei cittadini goriziani in modo che lui la possa far suonare in base alle sue necessità.
E' ora di andare in castello, sveglia! Ora tutti a fare il girotondo nelle rotatoie, sveglia! Sveglia ed in fila che arrivano i pasti precotti per i vostri figli! Il sindaco vi offre spettacolo e da bere, sveglia! Domani tutti a votare, sveglia, sveglia, sveglia!!!!
Funzionale alla realizzazione di questo progetto di Gorizia città dormitorio è frustrare continuamente i cittadini nella loro residua voglia di partecipare, dimostrare che contano nulla e che non potendo cambiare nulla è meglio allinearsi. La vicenda del consigliere Zotti è per me esemplare da questo punto di vista.
Ecco spiegata quindi la reazione di Romoli. Lui sa bene che con l'adesione di Forum PD e IdV le 1000 firme si raccolgono; altrimenti questi stessi partiti dimostrerebbero la propria inconsistenza. Idv e Pd rappresentano oltre il 40% degli elettori. Ma se si raccolgono le firme si terrà la prima storica consultazione referendaria di Gorizia e il valore simbolico è inaccettabile per Romoli e l'ancien regime: la gente si potrebbe svegliare e non volere tornare più nell'incubo fin qui vissuto!
Se i goriziani riusciranno a raccogliere con noi le 1000 firme "mi sa", dice Pipi, che "la sveglia gliela daremo noi a Romoli".
da Pietro Pipi

venerdì 3 dicembre 2010

Prima delle primarie...

Un confronto serrato sulla linea politica e non un valzer sulle candidature. Questo è ciò che il tavolo programmatico della Sinistra isontina riunitosi giovedì sera a Gradisca chiede al Partito Democratico provinciale. Gli esponenti dei partiti e movimenti politici, dopo aver avviato già da qualche mese un percorso comune, osservano con preoccupazione l’attivismo mediatico di alcuni autorevoli rappresentanti del centro sinistra e invitano a un urgente momento di dialogo e chiarificazione.
Se il centro sinistra e la sinistra vogliono essere realmente alternativi devono distinguersi dalle destre sia sul merito dei programmi che sul metodo delle decisioni.
Ad esempio non è possibile che si parli di elezioni primarie o addirittura di nomi più o meno illustri prima di comunicare agli elettori un’approfondita valutazione politica dell’operato dell’amministrazione uscente.
Se il Partito Democratico o una parte significativa della coalizione ritiene esaurita l’esperienza della Giunta Gherghetta è necessario chiarire assieme agli altri settori della costituenda coalizione le motivazioni di tale giudizio negativo; soltanto dopo aver dibattuto le evidentemente importanti cause politiche che potrebbero portare a sfiduciare l’amministrazione attuale si dovrebbe affrontare la questione delle candidature sostitutive.
Senza una spiegazione di ordine autenticamente politico, la girandola di nominativi “sparati” finora dalle colonne dei quotidiani locali suscita l’impressione di un mercato delle poltrone piuttosto che della ricerca del miglior modo possibile di servire il bene comune dei cittadini.
Per questo motivo il Tavolo invita i rappresentanti di tutto il CentroSinistra a un incontro da tenersi nei prossimi giorni dove cercare insieme una risposta alla domanda previa a qualsiasi altro passo di un’eventuale coalizione: “Qual è il bilancio politico dell’amministrazione Gherghetta? Il presidente e i suoi assessori hanno corrisposto alle aspettative dei cittadini della Provincia?”
Se questa verifica fosse positiva allora non avrebbe alcun senso l’avventura delle primarie e non ci sarebbe altro da fare che condividere il programma del secondo mandato; se emergesse in quella sede collegiale una questione politica e un giudizio negativo chiaramente motivato, sarebbe a quel punto necessario andare alla ricerca di soluzioni alternative, anch’esse da condividere insieme.
Evitare questo interrogativo significa riproporre il solito teatrino che ha provocato una crescente disaffezione al voto e alle sempre meno considerate regole minime della democrazia partecipata.
Il Tavolo programmatico della Sinistra Isontina: Forum per Gorizia, Sinistra Ecologia Libertà, Federazione della Sinistra (PRC)

Luigi Turel

A tutti mancherà Gigi Turel. E' una persona che ha saputo vivere con intensità la sua esistenza e che ha saputo mettere la sua professionalità per tanti anni al servizio di Gorizia. Attraverso il suo acume di fine giornalista si sono disvelate le pieghe più remote di una città che - nonostante le apparenze - porta con sé tanti problemi, spesso nascosti dalla bellezza austera ma ormai a volte fatiscente dell'urbanistica austro-ungarica. Attento osservatore dei fenomeni umani e dei problemi sociali è stato apprezzato narratore della vicenda recente di un'area geografica molto complessa e interessante, ma soprattutto di quelle piccole storie di ogni giorno che costituiscono il substrato gioioso o sofferente di un tessuto cittadino. Anche dal nostro blog giunga la partecipazione a questo momento di dolore della famiglia, della redazione goriziana del Piccolo e anche di tutti i cittadini che gli sono grati per il suo sapiente e competente servizio.

giovedì 2 dicembre 2010

Cosa pensano i cittadini? E chi se ne frega! (2)

Insomma, in sostanza la situazione è la seguente.
Sono iniziati i lavori per la costruzione degli ascensori, sulla base di progetti che la cittadinanza - tenuta completamente all'oscuro - ha potuto conoscere esclusivamente grazie all'intraprendenza del Forum per Gorizia. Non si sa quanto il tutto costerà, non si sa se si reperiranno i soldi per realizzare le cabine, non si sa quanto graverà ogni anno la gestione (il sindaco ha prodotto come documento scoop un'arciconosciuta informale nota di massima delle spese datata dicembre 2004!!!), non esistono proiezioni ("impossibili", sostiene Devetag) sul beneficio che gli ascensori potranno portare in termini di numero di turisti, non si capisce come un impianto che risale la torretta nord del castello possa portare qualche vantaggio al Borgo Castello ben distante a sud, non esiste un programma di riqualificaszione culturale del maniero, non c'era finora alcun motivo che impedisse l'interruzione dell'iter, non c'è neppure la sicurezza che il tutto si possa realizzare (così si è espresso niente meno che l'impresario il quale - in una conferenza stampa congiunta con il sindaco Romoli - ha quantificato in tre quattro mesi il tempo necessario a comprendere se il progetto può essere realizzato!)...
In queste condizioni, con un consigliere comunale pdl che ha dichiarato le posizioni del sindaco "approfondite e esaustive", la maggior parte dei consiglieri comunali ha respinto la mozione che chiedeva di ascoltare il parere dei cittadini con una consultazione tesa ad evidenziare ciò che è ovvio: c'è un'ampia e trasversale opposizione a un progetto che deturperà in modo grave il colle, che dilapiderà le casse del Comune e che non si sa neppure se potrà essere portato a termine.
Sorprendente tra le altre la dichiarazione del di solito equilibrato assessore Pettarin che afferma che "a fronte di 650 firmatari ci sono altre migliaia che non hanno firmato", facendo finta di non sapere che quelle sottoscrizioni, raccolte in due giorni, erano il triplo di quelle richieste affinché il quesito del referendum consultivo ad hoc fosse esaminata dai famosi "garanti" (due su tre dei quali l'avrebbero poi bocciato).
Davvero è difficile capire le motivazioni di questo accanimento nella realizzazione di un'opera che letteralmente non ha "né capo né coda". Comunque, dopo il voto di ieri - 20 contro la mozione, 11 a favore e 5 astenuti (questi ultimi "ridotti a più miti consigli" dopo le roboanti parole di contrarietà sui quotidiani) - i cittadini sanno e sapranno chi ringraziare.

lunedì 29 novembre 2010

Preoccupazioni dalle carceri

Un decreto legge approvato lo scorso mese offrirà ai detenuti nelle carceri italiane una specie di sconto, "liberandoli" un anno prima della scadenza della pena. Bene! A prima vista sì, si va incontro a chi ha la triste prerogativa di essere ospitato dalle sovraffollate e spesso fatiscenti prigioni italiane; e si consente un (breve) sospiro di sollievo ai responsabili degli istituti di pena ormai non più in grado di sostenere numeri astronomici (buona parte dei quali dovuti a leggi da riformare quanto prima, come la Bossi Fini sull'immigrazione irregolare e la Fini Giovanardi sulle tossicodipendenze).
Bene sì, ma c'è un "ma". Coloro che hanno casa e famiglia usciranno e potranno effettivamente ritrovarsi tra mura domestiche. E tutti gli altri, stranieri e italiani? Tutti gli altri sono oggetto di grande preoccupazione per l'assistenza sociale carceraria, chiamata a uno sforzo immane per "sistemare" migliaia di persone improvvisamente gettate da un momento all'altro sulla strada. Non ci sono che poche comunità di accoglienza e queste sono destinatarie di finanziamenti irrisori non compatibili con simili emergenze, non ci sono strutture pubbliche in grado di rispondere a tali problematiche, per una marea di persone l'unica abitazione possibile sarà il soffitto di qualche ponte o gli alberi di qualche parco.
E' facile immaginare i nuovi scenari metropolitani che si apriranno anche in piccole realtà come la nostra. Questo avviene quando si cerca di risolvere un singolo problema senza tenere conto dell'insieme.

domenica 28 novembre 2010

Timori e tremori

Trema il mondo diplomatico, questa sera... Frattini parla di "11 settembre" delle relazioni internazionali", poi si affretta a dire preventivamente che "nessuno deve approfittarne" per tirare l'acqua al proprio mulino; segno evidente che la politica estera italiana guarda con preoccupazione alle rivelazioni previste per questa notte. Del resto le anticipazioni non rallegrano, se un tempo l'Italia era osservata con attenzione dagli Stati Uniti per gli sviluppi ideologici e per il sistema culturale, oggi sembra che gli 007 americani ridicolizzino il premier e le sue "feste selvagge", che lo accomunino a una lista di "peggiori" della quale fanno parte personaggi del calibro di Ahmadinejad, Karzaj e pochi altri. Certo, con la situazione delicata che vive il mondo, c'è poco da stare allegri: la pubblicazione e la conoscenza dei retroscena degli accordi fra le Nazioni non aiuteranno a risolvere le controversie, ma sono comunque un segno di democrazia e di libertà. Peccato per noi, che ci troveremo svergognati a livello planetario "grazie" alle performance erotiche di Silvio Berlusconi...

Dalla parte di Fazio e Saviano

La recente trasmissione Fazio/Saviano dedicata alle delicate vicende di Piergiorgio Welby e Eluana Englaro è stata seguita dalle vivaci proteste delle associazioni cosiddette “pro-life”.
Premessa: chi scrive ritiene giusto che tutti abbiano accesso ai salotti televisivi e possano presentare il proprio punto di vista su simili temi, a condizione che conoscano l’argomento, siano onesti e abbiano effettivamente qualcosa da dire. Ancor più giusto è che chi sceglie (l’interessato o i suoi familiari) di non interrompere le terapie che lo tengono in vita sia sostenuto da un servizio sanitario all’altezza della situazione; ha ragione la madre coraggio goriziana intervistata oggi da un quotidiano locale che racconta il calvario e le peripezie che ha dovuto affrontare bussando a tutte le porte possibili per ottenere il riconoscimento del diritto di poter mantenere in vita il proprio figlio in stato vegetativo: a lei sono dovuti sostegno, ammirazione e solidarietà.
Non è giusto invece chiedere a Fazio/Saviano di ridurre una questione del genere a uno squallido gioco delle parti: la trasmissione aveva lo scopo di raccontare due vicende alquanto coinvolgenti, portate in primo piano non dal teatrino dei benpensanti ma dalla voce e dallo sguardo tristemente sereni di una moglie e di un padre. C’era da ascoltare e commuoversi, domandarsi come ci si sarebbe trovati al posto loro, eventualmente immaginare risposte diverse, punto e basta; magari raccontando in altri contesti storie di persone che hanno preso – o subito – decisioni differenti, così come del resto accaduto nelle trasmissioni televisive e radiofoniche oltre che su molti quotidiani nei giorni successivi. Invece si è scatenata la solita tempesta, chi invocava la par condicio, chi rispolverava l’avanzata del radical marxismo, chi la virulenza della campagna mediatica contro la Chiesa cattolica, eccetera eccetera.
Ciò che sconcerta davvero è in effetti l’utilizzo fuorviante delle terminologie.
Chi è per il prolungamento a oltranza delle funzioni vitali garantite soltanto da macchinari si autodefinisce “per la vita” proponendosi più o meno esplicitamente come alternativo a chi ritiene invece disumano portare avanti simili cure e che di conseguenza sarebbe “per la morte”. Bastava ascoltare senza ristrettezze mentali Beppino Englaro e Mina Welby per evitare di incorrere in simile crudele equivoco e comprendere l’ovvia possibilità di “essere per la vita” in modi diversi.
E’ poi in atto una venefica confusione intorno alle “tecniche”ed è difficile invocare la buona fede quando a provocarla è un membro del governo come la Roccella: nel caso di Welby non è stata praticata alcuna “eutanasia”, bensì è stata rispettata la sua volontà di cittadino di interrompere un accanimento terapeutico “staccando la spina” del macchinario che lo manteneva in vita; a Eluana Englaro, la volontà preventiva della quale si è potuta con certezza dimostrare, sono state interrotte alimentazione e idratazione rese possibili esclusivamente da complicate attrezzature artificiali che soltanto con molta fantasia potrebbero essere definite “naturali”. Cosa centra tutto questo con l’eutanasia, che è un atto direttamente finalizzato a provocare la morte di una persona consenziente?
Ben vengano dunque trasmissioni come quella dell’altra sera, ben vengano i dibattiti e le differenti esperienze; ma siano garantiti agli spettatori la competenza e la serietà professionale dei “tecnici” insieme alla dignità dei testimoni chiamati in ultima analisi a raccontare storie di dolore e di malinconia.
Andrea Bellavite

sabato 27 novembre 2010

Incredibile!

Il Messaggero Veneto di sabato ci dice due cose interessanti: la prima che il responsabile della ditta che dovrebbe realizzare i lavori dell'ascensore da Piazza Vittoria verso il castello ha bisogno di tre quattro mesi per comprendere se il progetto potrà essere portato a termine; la seconda è che i lavori inizieranno dopo il permesso di disboscare il terreno del colle, permesso che "sarà chiesto" alla Forestale. E se dopo tre quattro mesi la ditta deciderà che non è il luogo più opportuno per costruire la risalita meccanica? E se - come si auspica - la Forestale non darà il permesso di compiere un simile scempio ambientale cosa accadrà? Sembra proprio incredibile: chi ha vinto l'appalto e sottoscritto un contratto plurimilionario non sa ancora se il luogo dove dovrà compiere l'opera è idoneo e se ci saranno i permessi per realizzarla. C'è da non credere ai propri occhi!

Con AcegasAps ambiente zero e bollette più care

Si riceve e volentieri si pubblica:
L’assessore di Gorizia Germano Pettarin ha ammesso che la nuova società di Iris ambiente, che si formerà dopo la cessione del settore energia, potrà trovare nella società giuliano-padovana di AcegasAps il socio operativo privato con una partecipazione non inferiore al 40%.
Finalmente si scoprono le carte di un progetto prevedibile quanto cupo e assolutamente negativo per l’Isontino.
Prevedibile perché ormai da anni si sta lavorando a questo: dalla sanità ai rifiuti, ci stanno impacchettando e legando mani e piedi per poter consegnare l’Isontino sotto il completo controllo di Trieste, con la miope compiacenza di chi vede in ciò un passo essenziale per poter cancellare e smembrare la Provincia di Gorizia.
Si tratta di uno scenario cupo perché la politica della gestione dei rifiuti di AcegasAps ruota attorno all’inceneritore di Trieste, e nell’area padovana attorno alla discarica. AcegasAps a Trieste non ha mai lavorato per incentivare la raccolta differenziata, né il riciclo, perché il suo bisogno fondamentale è nutrire un inceneritore sempre affamato di rifiuti. Più rifiuti bruciati corrispondono a più entrate per la società, entrate sempre assicurate grazie alle bollette a carico dei cittadini. Queste ultime in sistematico aumento.
Dunque se AcegasAps diventasse socio al 40% della nuova società che gestirà i rifiuti nell’Isontino, potremo accantonare per sempre le proposte presentate nei giorni scorsi dal Partito Democratico: la costruzione a Gorizia di un impianto di estrusione simile a quello di Vedelago, capace di trasformare il secco residuo e la plastica non riciclabile in un granulato plastico che serve per avviare nuove ed innovative filiere produttive per molti oggetti di uso comune, tra cui materiali per l’edilizia. La prospettiva darebbe impulso non solo alla greeneconomy, a nuovi posti di lavoro, all’innovazione e ricerca, ma permetterebbe anche di abbassare notevolmente le bollette, perché l’impianto di Vedelago chiede ai Comuni circa 50 euro a tonnellata per ritirare i rifiuti non altrimenti riciclabili, mentre oggi per bruciali all'inceneritore paghiamo quasi 130 euro a tonnellata e per portarli in discarica addirittura 180. Inoltre tra non molto i termovalorizzatori non potranno contare più sugli incentivi statali CIP6, che li assimilano alle fonti di energia rinnovabile, e quindi le bollette saliranno ulteriormente.
Esprimiamo quindi la nostra più totale contrarietà verso l’ingresso di AcegasAps nella nuova società ambiente dell’Isontino, e ci auguriamo che l’eventuale bando per individuare il socio privato non venga confezionato su misura per la società giuliano-triestina. I criteri del bando dovranno invece privilegiare l’abbassamento delle bollette a carico dei cittadini e la tutela ambientale.
Giuseppe Cingolani, Federico Portelli

venerdì 26 novembre 2010

Fuoco amico

Dopo le insistenti voci di "una discesa in campo" nell'agone politico per l'elezione del Presidente della provincia di tale Fabbro, enfant prodige dal nobile pedigree, e successivamente di tale Diego Moretti, ultimo segretario provinciale della Margherita, già affossatore - per altro in buona compagnia - della Giunta Brancati in quel di Gorizia, e della vicepresidente e assessora alla cultura Roberta De Martin, candidata in ticket con Gherghetta nell'ultima tornata elettorale e assolutamente allineata, coperta e muta per un lustro, ora il "rumors" di casa Pd lanciano il nome di Pizzolitto, sindaco di Monfalcone uscente e forse in cerca di occupazione, quale alternativa al prode Enrico che - in tutta onestà - non si merita tale ulteriore sgarbo.
Ma quel che colpisce in questa sciagurata vicenda, che rischia di ripetere a livello provinciale i disastri compiuti con il "fuoco amico" che affondò l'esperienza di Vittorio Brancati (e i nomi e i volti sono quasi sempre gli stessi con l'aggiunta di un nutrito stuolo di cosiddetti "bersaniani" in attesa di regolare vecchi conti in sospeso), è l'assoluta arroganza del partito di maggioranza relativa, il Pd, che ritiene che la presidenza sia di fatto "cosa sua": lui decide candidati ed eventuali primarie (interne al Pd? di coalizione?) e che gli alleati si accodino! Altro che "vocazione maggioritaria" di veltroniana memoria, qui siamo alla realizzazione del motto "la presidenza è mia e la gestisco io"!
In un paese normale, e in una situazione normale, in previsione di nuove elezioni il partito di maggioranza avrebbe da tempo convocato gli alleati o, visto il mutamento in corso d'opera delle forze politiche di riferimento nello schieramento di centrosinistra, gli altri possibili alleati e congiuntamente avrebbe sollecitato una valutazione complessiva dell'operato dell'amministrazione provinciale. In caso di valutazione complessivamente positiva - e credo sia il nostro caso, anche in assenza di particolari spunti di novità o di eccellenza - si dovrebbe confermare il presidente uscente, in caso contrario, invece, si dovrebbe andare a primarie di coalizione come vorrebbe il buonsenso e anche, non ultimo, lo statuto del Pd, che diversamente parrebbe fatto per venire aggirato. A tutt'oggi, però, pare non sia così e l'assemblea plenaria del Pd, riunitasi la settimana scorsa a Selz sotto l'attenta guida e regia di Omar Greco, non ha prodotto risultati se non forse le voci attorno al Pizzolitto.
Attendiamo fiduciosi, anche se il tempo stringe, che il Pd faccia quello che finora non ha fatto. Ma forse dopo la Puglia con Vendola, Firenze con Renzi e recentissimamente Milano con Pisapia, forse le primarie gli risultano indigeste!
Donald Lam

Che pacco, sotto l'albero

Suonino le trombe, rullino i tamburi. Gioite goriziani, ecco il vostro regalo di Natale, infiocchettato dal sindaco in persona. Sotto l'albero (venuto quest'anno dal Sudtirolo, anche per dire basta agli alberi regalati sempre dagli sloveni che poi sembrava che "Gorizia italiana" rimanesse in debito) troveremo la galleria Bombi ciclopedonale. Per carità, niente di tale, giusto un cunicolo di un metro e mezzo e, pare di capire, piuttosto scassato quanto a fondo stradale. Ma almeno riaperta, come in molti chiedevamo da anni.
Quel che non si capisce è, perchè abbiano aspettato tanto. Ormai sono anni che la ditta del disastro di piazza Grande ha levato le tende, lasciando la galleria piena di rottami e calcinacci. Non si sarebbe potuto e dovuto pulirla da subito? Non poteva Romoli, tra tutti i mini-appalti per finire (è finita?) la piazza, farne uno veramente minimo e dare una ripulita anche sotto la galleria?
Certo che poteva. Ma sarebbe stata ordinaria amministrazione, senza clamori di fanfare. Così invece ci vende la galleria come "regalo" e, udite udite, benefica conseguenza del costruendo ascensore. Bel regalo, che costerà fin da subito 250 euro a testa ad ogni contribuente goriziano e poi chissà ancora quanto per tutti gli anni a venire.
Leggiamo poi sul giornale che tale Alessandro Ramon, titolare della ditta che si è aggiudicata il malloppo per i lavori, nel mentre si accinge a sbancare e disboscare il Colle del castello, dall'alto della sua esperienza (davvero? quali altre funicolari ha costruito?) rende edotti i Goriziani che "alla fine avranno nell'impianto di risalita un valore aggiunto".
Thank you, mr. Ramon, ora che lo sappiamo vivremo più felici. Già che c'è, potrebbe per cortesia dirci anche il "valore aggiunto" che si porterà a casa la sua ditta da tutta questa storia?

mercoledì 24 novembre 2010

T- Red: dura lex sed lex. O no?

Questa mattina alla radio il sindaco Romoli ha dichiarato che "chi pagherà le multe entro dieci giorni avrà uno sconto di duecento euro rispetto a chi riceverà le relative cartelle"; su un quotidiano locale proprio oggi il vicesindaco Gentile esorta "a non prendere le cartelle,ultima possibiulità per non pagare le multe". Romoli dice che il Comune è costretto a questa scelta esattoriale "per non incorrere negli strali della Corte dei Conti", il suo "vice" strizza l'occhio ai cittadini invitandoli sostanzialmente a non pagare. Insomma, bisogna seguire il sindaco o il suo "secondo" che propone un atto di "disobbedienza civile"?
C'è di che rabbrividire: Brancati con la storia dei T-Red ci ha lasciato le penne politiche, Romoli ha trovato in essa una buona fetta di consenso elettorale, senz'altro quella che gli ha evitato un ballottaggio dagli esiti assolutamente imprevedibili. Ora la gente - che evidentemente quella volta ha creduto più a lui e alle sue promesse addirittura "di cercare l'approvazione dal Parlamento una legge nazionale" piuttosto che all'impegnativa e competente esperienza di Stefania Atti - si trova costretta a pagare le multe, e anche ben salate: alte quote e sensazione di completo abbandono. Chissà se questa, insieme alla funicolare del Castello, sarà la Caporetto romoliana?

domenica 21 novembre 2010

Nostalgia del "Clandestino"

C'è un aspetto inquietante nella controversia sull'ordinanza antischiamazzi voluta, fortissimamente voluta dalla Giunta che ora si propone come mediatrice fra sostenitori e contrari. Si tratta del collegare sistematicamente la parola "giovane" con "schiamazzi" e nell'eludere in questo modo il vero grande problema che l'attuale amministrazione ha sfiorato oltre due anni fa e mai più preso in considerazione: cosa significa essere giovani a Gorizia? perché un giovane dovrebbe desiderare di restare in città? Quali spazi trova per la sua formazione, maturazione? Quali autentici luoghi di partecipazione alla vita pubblica, di protagonismo culturale e sociale?
Il problema quindi non è se garantire o non garantire il casino entro o oltre certi orari, ma come far sì che le straordinarie potenzialità caratteristiche del mondo giovanile possano diventare opportunità di crescita non soltanto per gli interessati ma per l'intera vita della città. Il "tavolo" di concertazione che il Comune vorrebbe aprire (con due anni di ritardo) dovrebbe accogliere non soltanto gli esercenti e i comitati, ma anche e soprattutto le rappresentanze dei giovani... peraltro difficili da individuare dopo l'insabbiamento della proposta di "Consulta" perduta nei meandri delle commissioni comunali.
E sulla questione di merito c'è da porre una domanda ovvia: perché non controllare i decibel piuttosto che gli orari di chiusura? In tante città estere gli esercizi commerciali dopo una certa ora offrono deliziose performance di ottima musica senza suscitare la protesta di nessuno; si è proprio sicuri che l'unica forma d'arte apprezzata dai giovani è il "bùm bùm" incessante che rende quasi impossibile il colloquio e l'autentico incontro tra esseri umani (oltre che lo studio, il confronto e il sacrosanto riposo dei malcapitati "vicini di casa")? Si potrebbe realizzare uno spazio insonorizzato e periferico per chi preferisce questo tipo di musica, lasciando ai bar del centro la possibilità di offrire altre più soft occasioni di ascolto e - conseguentemente - di piacevole dialogo anche nel cuore della notte.
Comunque sia non si può che ricordare con nostalgia il tempo del centro sociale Clandestino di Ponte del Torrione: c'era chi lo sosteneva chi lo voleva smantellare, ma in ogni caso si parlava di problemi reali, ci si confrontava con provocazioni importanti a livello politico e culturale. Oggi si tratta soltanto degli affari dei caffé e degli hotel goriziani, si misura il giovane per ciò che può "dare" e non certamente per ciò che "è". Mah, che dire? Tempora mala currunt.

sabato 20 novembre 2010

Ascensore: martedì l'assemblea

Nel corso del prossimo consiglio comunale che si terrà il 29 e 30 novembre sarà discussa la mozione proposta dal Forum per Gorizia che impegna il sindaco a fermare l’iter dei lavori finalizzati alla costruzione degli ascensori da piazza Vittoria al Castello di Gorizia: è molto probabile la convergenza sul voto di numerosi esponenti dell’attuale maggioranza con quindi un possibile eclatante risultato a sorpresa.
Nel corso dell’assemblea pubblica che si terrà il prossimo martedì 23 novembre alle ore 17.30 nella sala del Consiglio Comunale sarà inoltre illustrato il documento con il quale due “garanti” hanno negato ai cittadini la possibilità di esprimere il loro parere in un referendum consultivo: lo stesso terzo garante, la Difensore Civico comunale, dopo aver votato in controtendenza ritenendo non sussistere alcun impedimento di legittimità, non ha esitato a definire le motivazioni addotte alquanto discutibili.
Dopo una breve storia dell’ormai ultra annosa vicenda saranno presi in esame argomenti funzionali a ulteriori passi nella lotta contro un inutile e dannoso sperpero di denaro pubblico.
La decisione di utilizzare i soldi del Millennio per la costruzione dell’ascensore contrasta con l’articolo ad hoc della finanziaria regionale 1999 nella quale si parla di “riqualificazione dell’accesso a Borgo Castello”: è evidente che la risalita meccanica non avrà nulla a che fare con il Borgo Castello bensì al massimo esclusivamente con il castello.
Senza una riqualificazione turistica e senza un’adeguata offerta culturale il Borgo e il Castello non saranno certamente una meta attraente: la pluricitata funicolare di Lubiana trasporta ogni anno oltre 250mila persone che possono assistere a 450 eventi culturali nell’area del castello; Gorizia per il momento non prevede più di 20 eventi significativi e l’erigendo ascensore non si prevede trasportare più di 20mila persone, il che significa una media di 50 al giorno, circa 5 all’ora!!!
Il colle del castello ha una configurazione geologica molto particolare ed è già di per sé un gioiello storico e naturale: è indispensabile rilanciare la necessità di un vincolo ambientale a tutela di un paesaggio che risulterebbe gravemente ferito dalla trincea della risalita meccanica. Inoltre sarebbe necessario realizzare delle perizie archeologiche per cercare eventuali reperti in grado di testimoniare una possibile forma di insediamento umano precedente il 1001 e l’edificazione delle costruzioni medievali.
In sintonia con coloro che hanno sostenuto finora l’istituto democratico dei referendum, l’assemblea di martedì affronterà anche le prospettive relative alla difesa del diritto ad esprimersi dei cittadini che vogliono partecipare alla gestione della cosa pubblica.

giovedì 18 novembre 2010

Intervista all'esperto di religioni

Incontriamo in piazza Vittoria il prof. A. Schöneleben, esperto in storia delle religioni antiche. Sembra molto colpito, non tanto dall'antico maniero quanto dalla conformazione del colle. Accetta per la verità non troppo volentieri di rispondere a un paio di nostre domande.
Professore, cosa le sembra il nostro castello?
Il castello non mi dice molto, si vede chiaramente che è stato ricostruito dopo le devastazioni della prima guerra mondiale: ho visto alcune fotografie, se è stato ridotto a un simile ammasso di macerie posso solo immaginare quante bombe inesplose sono ancora presenti nel terreno circostante!
E allora, perché è venuto in piazza Vittoria?
So che per lei sono particolari insignificanti, tuttavia questo colle ha una collocazione del tutto particolare, sostanzialmente isolato al di là del piccolo anfiteatro morenico che chiude la valle del fiume Frigidus... Come si chiama adesso?
Si chiama Vipacco, ma continui, la prego...
Su colline di questo tipo in epoca remota venivano costruiti i santuari celtici: ormai sono innumerevoli gli esempi, alcuni molto significativi anche dalla vostre parti, anche se lei mi sembra poco erudito forse avrà sentito parlare della montagna di Buja a Nord di Udine, del Col de Zuca a Invillino e del recentemente scavato Tonovcov Grad presso Kobarid. Normalmente gli stessi colli sono stati poi cristianizzati e infatti sono state scoperte ovunque chiese fondate tra il IV e il VI secolo, spesso costruite in alto e in luoghi poco accessibili per evitare funeste devastazioni. E altrettanto spesso accanto alle chiese sono stati edificati nel medioevo castelli in grado di offrire rifugio anche dalle malattie tipiche delle troppo umide pianure.
Lei pensa che lo stesso possa essere accaduto per il nostro castello?
Non dico che è così, ma è un'ipotesi plausibile e suggestiva che si potrebbe facilmente dimostrare: del resto la presenza di una chiesa come quella di Santo Spirito - penso che qualcuno abbia pensato di scavare sotto il pavimento marmoreo per vedere se ci sono i resti di edifici preesistenti - sta a dimostrare una mai venuta meno frequentazione socio religiosa del sito. E poi...
E poi?
Poi c'è tutta la parte non coperta dal castello e dal Borgo che è archeologicamente molto promettente: pensi, tutta la zona coperta dal bosco che si eleva sopra l'imbocco di quella triste galleria potrebbe nascondere delle sorprese archeologiche in grado di rivoluzionare la storia della città, e non solo... Non sto dicendo che magari si può riscontrare una mega piramide a gradoni come qualche sedicente archeologo vuole dimostrare esserci a Visoko in Bosnia. Si tratta solo di compiere qualche saggio, carotare la salita e probabilmente scoprire che anche qui i celti avevano una loro importante base religiosa.
Lo sa che proprio lì vogliono costruire un ascensore?
Non credo in simili assurdità e non mi interesso di politica: a parte che il colle mi sembra bello così come è, ma se è vero quello che lei mi dice credo che sia indispensabile una perizia da parte di archeologi competenti; l'eventuale cementificazione potrebbe sottrarre al bene comune dei documenti straordinari che se scoperti comproverebbero l'esistenza di una montagna sacra dove gli dei antichi potrebbero aver vegliato per millenni sulle sorti degli "ur-goriziani". Adesso però sono entrato nel cortile del palazzo arcivescovile: mi lasci camminare in pace su questo splendido sentiero, voglio proprio godermi il silenzio e la solitudine del bosco.
Grazie professore e a presto...

martedì 16 novembre 2010

Kramer contro Kramer

Quadro politico in grande fermento, a tutti i livelli. Incredibile l'"uscita" della vice-presidente della Provincia che si propone alle primarie interne al Pd contro il Presidente uscente: e dire che Gherghetta l'aveva recentemente difesa a spada tratta anche da chi sollevava perplessità sulla conferma del suo ruolo in un'eventuale prossima Giunta! Con un solo lancio ha ottenuto almeno tre risultati (alquanto disastrosi): ha sconfessato se stessa e il ticket con Gherghetta con il quale sorrideva felice dai manifesti quando si era presentata alle precedenti primarie ed elezioni; ha dato man forte ai "detrattori" manifestando di fatto un inatteso e sorprendente giudizio negativo su un'amministrazione nella quale ha svolto un compito di primo piano; soprattutto ha confermato la volontà del Pd provinciale di indire "primarie" interne contro ogni logica di coalizione e contro lo stesso Statuto del partito. Insomma, avanti a tutto vapore verso l'ennesimo ko del centro sinistra, salvo auspicabili ripensamenti da parte dei vertici, coinvolti da una sana inquietudine provocata dai risultati delle Primarie milanesi...

domenica 14 novembre 2010

Due pesi e due misure

Stupisce la reazione del Sindaco davanti all'episodio delle auto blu parcheggiate in Piazza Vittoria, indenni dalle multe, date invece ai ragazzini che facevano la loro assemblea alcune settimane prima. Mi pare preoccupante che il Comando dei Vigili urbani sia stato chiamato a sanzionare le vetture in sosta vietata e non l'abbia fatto, comunicando invece alla stampa di non essere stato avvertito da nessuno. Una affermazione prontamente smentita da un lettore che ha detto non solo di aver chiamato i vigili, ma di essersi sentito rispondere che erano auto di servizio e dunque non andavano multate. Che un pubblico ufficiale affermi il falso è fatto grave e va subito accertato. Mi chiedo inoltre come si possa pensare di educare i ragazzi, quando essi vedono, a livello nazionale e locale,continui abusi di potere e la legge che viene utilizzata punendo solamente chi ha un mezzo di cilindrata inferiore. Il sindaco deve sanare questa ingiustizia, restituendo i soldi ai ragazzi multati. Altrochè parlare di “strumentalizzazioni” o di “spiacevoli episodi” o dire che lui non c'era alla messa di Nassjria. Cosa c'entrano queste affermazioni? Qui si è verificata una palese ingiustizia che deve essere sanata subito, appunto perchè non dovrebbero esistere differenze davanti alla legge tra macchine di grossa cilindrata e vespini.
Anna Di Gianantonio

Obvoz

Mettiamo l'improbabile caso che qualcuno che non conosce la nostra zona abbia letto le recenti entusiastiche dichiarazioni del consigliere regionale Brandolin sulla "collaborazione transfrontaliera". Secondo lui per la prima volta sarebbe stata concordata un'efficace deviazione in Slovenia per gli automobilisti diretti a Gorizia e provenienti dal raccordo interessato a complessi lavori di trasformazione in autostrada.
Ebbene, seguendo le indicazioni effettivamente il nostro conducente sarebbe piacevolmente sorpreso di trovare subito dopo la linea dell'ex confine un bel cartello giallo con l'indicazione della deviazione; sarebbe poi grato (se attento naturalmente) a chi gli ha voluto opportunamente evitare l'obbligo di acquistare la famosa "vignetta" posizionando un altro cartello giallo con scritto Gorizia/Obvoz. A questo punto però non saprebbe più che fare: entrare nell'area di servizio e rischiare di dover rientrare in autostrada o aggirare - come più logico - lo stesso impianto per le benzine? Scelta la seconda ipotesi dopo un centinaio di metri un altro incrocio: in assenza di qualsivoglia indicazione, girare a sinistra o a destra? Scelta per intuito la sinistra dopo una trentina di metri l'incrocio con una grande strada, anche qui senza indicazioni; a questo punto il nostro viandante dovrà andare avanti a caso: se sceglierà la destra potrà godersi i paesi di Bilje o di Miren e lì chiedere qualche informazione ai passanti; se sceglierà la sinistra riterrà improbabile che si debba rientrare verso il raccordo nella direzione opposta e finirà quindi a Šempeter, dove troverà senz'altro qualche buon anima in grado di indicare la strada per il confine e per il rientro a Gorizia.
Tutto ciò per dire che la collaborazione transfrontaliera è iperurgente ma che se essa viene costruita sulla base delle dichiarazioni di Brandolin o sul desaparecido Gect gorizo/novogoricano il labirinto sulla vecchia rotonda di Sant'Andrea e la deviazione/obvoz dopo il confine di Vrtojba diventano un simbolo di quanta strada si debba ancora percorrere!

Stop agli spot

A meno di improbabili ribaltoni le elezioni comunali di Gorizia si terranno nella primavera 2012, in un clima politico completamente diverso dal'attuale: ci saranno state prima le elezioni amministrative provinciali, del Comune di Monfalcone e di altri centri importanti dell'Isontino, soprattutto con ogni probabilità ci sarà un nuovo Parlamento con un nuovo Governo... Si può prevedere un clima culturale e politico totalmente differente dall'attuale.
Per questo affermare - con i fatti e con le parole - che "siamo in campagna elettorale" è sicuramente prematuro: mentre il centro destra sembra lasciarsi prendere dal panico cavalcando la tigre del malcontento dei cittadini che temono di essere privati del Punto nascita di Gorizia il centro sinistra ha tutto il tempo per riflettere senza azzardare mosse imprudenti.
Tutto si può dire del sindaco Romoli tranne che non abbia esperienza da vendere: rischia di uscire rafforzato davanti alla città guidando una ben poco credibile protesta di facciata contro i suoi stessi antichi progetti e i suoi "compagni" di partito a livello regionale e nazionale. Se poi sostituirà il suo assessore al welfare o di propria iniziativa o per voto del consiglio comunale potrà apparire perfino come abile riformatore e se non lo sostituirà si presenterà come un galantuomo: in realtà l'elettorato di centro destra è molto più vicino a lui che ai suoi assessori o ai "contestatori" dell'Altra Gorizia e ai confusi transfughi sostenitori della Lega.
Il centro sinistra e la sinistra hanno l'opportunità di attendere lo sviluppo di eventi che modificheranno sostanzialmente il quadro generale e di prepararsi coscienziosamente alle strategie e alla vera campagna elettorale che si giocheranno - lo si sa bene! - non prima dell'inizio del 2012. Nel frattempo, piuttosto che cercare improbabili sgambetti o nomi illustri da candidare, è bene che ci si domandi cosa si vuole per il futuro della città; soprattutto che lo si domandi ai cittadini, i quali - come dimostrato dallo straordinario risultato della raccolta firme contro l'ascensore al castello - hanno più che mai desiderio di partecipare attivamente alle scelte che li riguardano. C'è un anno di tempo per ascoltare, dialogare e riflettere senza l'assillo di dover chiedere un voto: poi sarà la base a premiare chi si sarà interessato davvero di essa, preferendo agli spot pubblicitari la costruzione di una storia alternativa...
ab

Vice presidente contro presidente?

L'attuale vicepresidente della Provincia di Gorizia dichiara ai quotidiani di voler sfidare il Presidente alle possibili "primarie" Pd; sono lontani i tempi in cui i due sorridevano rassicuranti dai manifesti elettorali affissi un po' ovunque. E sono lontani i tempi in cui i partiti, prima di avventurarsi nelle campagne elettorali, decidevano in modo unitario se indire primarie, con quali candidati e con quali programmi. Nel frattempo ci sono state varie batoste: Gorizia 2007, dove la corazzata Ulivo ha defenestrato il sindaco uscente, ha rifiutato ogni accordo con il resto dello schieramento e ha subito l'umiliazione di essere surclassata alle elezioni oltre che da destra anche da sinistra; Politiche 2008 quando il mancato accordo a livello nazionale ha portato il centro sinistra e la sinistra alla più grande débacle dal dopo guerra; Regionali 2008 con l'imprevista ma nettissima sconfitta dello schieramento pro Illy, decisa anche da accordi interni alle varie segreterie; Europee 2009, triste deja vu rispetto all'anno precedente se non fosse per il volto sorridente della Serracchiani (peraltro poi scomparsa dall'universo mediatico avendo preferito il doppio incarico Europa/segreteria regionale Pd allo sfruttamento dell'inatteso impatto mediatico da "faccia nuova" del mondo politico italiano)...
Nonostante tutto il Pd sembra voler "tirare dritto", quasi come Romoli con il suo ascensore al castello: contro il suo stesso Statuto vuole indire primarie di partito, per imporre "a posteriori" (in tutti i sensi!) le proprie scelte agli eventuali coalizzati. Coloro che hanno sostenuto la Giunta Gherghetta - con tutti i cambiamenti sopravvenuti negli ultimi cinque anni - si stanno incontrando da mesi assiduamente a Gradisca e difficilmente accetteranno il solito diktat; per questo hanno recentemente messo in guardia i responsabili provinciali del Pd invitandoli a un tavolo di trattativa dove decidere insieme se confermare il presidente uscente o se indire primarie di coalizione. Se non sarà così tutto potrebbe accadere e se il centro sinistra andrà disunito alle provinciali non potrà che attribuirne la responsabilità ai suoi inossidabili manovratori del vapore.

sabato 13 novembre 2010

La guerra dei Roses

Coloro che hanno "costruito" la sanità regionale attuale scendono in piazza contro l'attuale sanità regionale: la Giunta Pdl di Gorizia scende in piazza contro la Giunta Pdl del Friuli Venezia Giulia; e l'una e l'altra contestano il Governo Pdl nazionale. Sembra che i palloncini lanciati in aria questa mattina a Gorizia a difesa del Punto nascita siano stati sponsorizzati addirittura dal Comune!
Dunque:
1. se tutti sono costantemente reciprocamente d'accordo e reciprocamente contrari o qualcuno deve andarsene oppure si tratta di un'ignobile manfrina, tanto più dopo vent'anni di tira e molla che hanno condotto la sanità goriziana proprio là dove le Cassandre dicevano che si sarebbe arrivati (vedi articolo nella pagina delle opinioni dell'ultima Voce Isontina, tutto incentrato sulla nostalgia dei grilli parlanti e del classico "l'avevamo detto noi"!).
2. quanto costerà alla sanità goriziana la demagogica difesa a oltranza del Punto nascita senza un'adeguata programmazione generale? Tanto più sapendo che alla fine del 2012 il Punto nascita comunque chiuderà (sempre che nel frattempo non sia finito il mondo) per iniziativa di Tremonti e soci?
3. lunedì forse si parlerà di "sfiducia" all'assessore comunale al welfare: sarà l'occasione in cui l'"Altra Gorizia" romperà la maggioranza costringendo Romoli a una molto pericolosa piroetta oppure sarà il solito fuoco d'artificio delle opposizioni finalizzato a trovare un misero "posto al sole" tra le colonne dei quotidiani locali? Forse sarebbe meglio sfiduciare direttamente Romoli che ha mandato al fronte le sue truppe scelte e che ora sembra pronto anche a sacrificare clamorosamente uno dei personaggi chiave della sua Giunta: eh, no! O Romoli manda via la Romano prima della "sfiducia" in aula, oppure se la maggioranza dei consiglieri comunali la boccia boccia la Giunta su un settore fondamentale e quindi lo stesso Romoli si deve dimettere.
Attenzione dunque, sia a destra che a sinistra: cavalcare le tigri è uno sport entusiasmante, ma anche molto molto pericoloso, il malcontento crescente della gente potrebbe ritorcersi facilmente contro i cavalieri imprudenti che vogliono approfittarne per ampliare i propri bacini elettorali...

San Suu Kyi

Una bella notizia, Aung San Suu Kyi è stata liberata e appena uscita dagli arresti domiciliari ha chiamato il suo popolo alla rivolta morale nonviolenta. Che forza promana da quel corpo così apparentemente fragile, da quel volto minuto dagli occhi buoni e fiammeggianti!
Il Myanmar ritrova la propria eroina e ricomincia a respirare l'aria della libertà, una delle più crudeli dittature è costretta a misurarsi con la più formidabile dei suoi avversari. Ed è significativo che sia una donna a richiamare l'attenzione di tutto il mondo su un'impresa titanica ma possibile, quella di sovvertire un regime non con la violenza delle armi o con le strategie dei cospiratori ma con la convinzione che l'intelligenza e la caparbietà dell'essere umano possono trionfare contro qualsiasi avversità... magari in tempi più lunghi, ma certamente in modo molto più stabile e duraturo, proprio come amava ribadire San Suu Kyi vent'anni fa, all'epoca del suo breve momento di notorietà conferitole da una delle più condivise assegnazioni del premio Nobel per la pace.
Forza Aung San Suu Kyi, una speranza per tutti noi...

Berlusconi "Finito"?

La prossima potrebbe essere l'ultima settimana del governo Berlusconi: la più grande maggioranza parlamentare del dopo guerra, quella che quando era minoranza irrideva alle difficoltà di Prodi "stampellato" dai senatori a vita e stappava lo spumante tagliando il salame il giorno della sua caduta... quella maggioranza è ormai sciolta più che neve al sole e l'unica alternativa che le resta è quella dell'accanimento terapeutico. Il berlusconismo è finito e il suo capo lo sa bene, mentre si prepara a lasciare lo scettro - già in loro possesso da mesi se non da anni - a Tremonti e Bossi. Mentre l'Italia sprofonda in una crisi morale senza precedenti i partiti sembrano tutti concordi nel pronosticare la fine di un'epoca ma nessuno si azzarda a prevedere qualche scenario futuro: il berlusconismo finisce come forma di gestione del potere ma lascia una traccia profonda nell'animo degli italiani che si scoprono tanto diversi rispetto a vent'anni fa. Rassegnati quasi ad accettare tutto, le censure agli insegnanti che parlano di politica a scuola, le leggi ad personam e quelle para razziste, il ridicolo sulla scena internazionale, l'interesse e il profitto dei singoli costantemente anteposto al bene comune. Il berlusconismo ha raggiunto l'obiettivo di demolire l'autentica "Politica" seminando ovunque disagio e devastando la voglia di dibattere, di costruire insieme e di dialogare... E' un processo irreversibile? Ci si rialzerà, prima o poi? La risposta la dovrebbe dare la sinistra, cercando di fare qualcosa di più che stappare il Cartizze alla caduta di Berlusconi: ma i segnali non sono particolarmente incoraggianti, le facce sono sempre le stesse, i discorsi non cambiano di una virgola... A tutti i livelli.

martedì 9 novembre 2010

Decidere in coalizione...

Il candidato alla presidenza della Provincia deve essere scelto dalla coalizione che lo sostiene e non da una sola parte di essa. Questa convinzione è stata espressa lunedì sera a Gradisca d'Isonzo dai componenti del tavolo di lavoro che sta elaborando proposte programmatiche e percorsi politici a Sinistra del PD per la Provincia di Gorizia. La preoccupazione di una congiura di palazzo sembra essere prefigurata dalle notizie apparse sulla stampa, relative a possibili elezioni primarie "interne" al Partito Democratico, fra il presidente uscente Gherghetta e Alessandro Fabbro. I gruppi riuniti a Gradisca sostengono invece che solo le forze che appoggeranno la linea politica del centro sinistra e della sinistra provinciali saranno abilitate a stabilire se il presidente uscente debba essere messo in discussione attraverso elezioni primarie di coalizione o se invece debba essere immediatamente riconfermato senza il passaggio elettorale interno. Gli stessi gruppi hanno altresì riconfermato la volontà di organizzarsi per promuovere un soggetto politico forte e significativo in grado di portare nel cuore del nostro territorio una visione autenticamente innovativa che viene "da sinistra" per il futuro della zona.
Federazione della Sinistra - Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà, Forum per Gorizia

domenica 7 novembre 2010

L'ascensore si è fermato a Rivoli

Un commento di un lettore di questo blog ci ha incuriositi. Anche a Rivoli, un paese in provincia di Torino di circa 40.000 abitanti, l'amministrazione aveva deciso di costruire una risalita meccanizzata alla scarpata, consistente in una scala mobile lunga 30 metri che collegava il centro storico con il museo sul colle. Un'opera molto meno invasiva dei tre ascensori goriziani, ma che si è rivelata ugualmente inutile. Curioso che il sindaco di Rivoli abbia portato a suffragio della sua ferrea determinazione il fatto che l'opera, del costo di due milioni e mezzo di euro, simile cioè ai costi goriziani, oltre che ad aumentare il flusso turistico, avrebbe dovuto essere assolutamente fatta, pena ”la perdita dei contributi che bisognava restituire alla regione e che sarebbero andati per la ristrutturazione di Residenze Sabaude” di altre città piemontesi. I cittadini di Rivoli hanno però potuto svolgere su questo argomento un referendum che ha espresso un giudizio negativo sulla realizzazione della risalita. Tuttavia, essendo il risultato semplicemente consultivo, il sindaco è andato avanti e sul sito del Comune si può ammirare l'opera pubblica realizzata, ma che non ha dato gli esiti sperati: essa è praticamente inutilizzata, l'afflusso turistico e il ritorno economico sono pari a zero. Il lettore di Rivoli ci augurava di avere più successo dei suoi concittadini. La curiosa vicenda non è però isolata: pare che le risalite meccanizzate vadano di moda nel nostro povero paese. Guardare Internet per credere. Come mai tutti i sindaci hanno le stesse idee? Non può essere una questione solo politica di modello di sviluppo, perchè il sindaco di Rivoli è di centro sinistra. Una faccenda davvero misteriosa. Non vorremmo che richiamasse, almeno sotto certi aspetti, quella dei “semafori intelligenti” disseminati sul territorio nazionale che hanno dissanguato in passato le tasche dei goriziani. Auspicabile sarebbe che prima di iniziare l'opera si analizzassero meglio costi e ricavi della stessa.
adg

sabato 6 novembre 2010

Primarie solo Pd? No grazie!

Da che si capisce il Pd ha deciso di rompere gli indugi e avviare una pericolosa stagione di isolamento in vista delle elezioni provinciali della Primavera 2011. Lo statuto prevede - come è ovvio - che le elezioni primarie sono da tenere all'interno del partito solo in assenza di una coalizione; nel caso della sua esistenza il Pd non prevede pre-primarie ma solo lo schieramento fino a due candidati alle primarie di coalizione, affiancandoli a quelli presentati dalle altre forze di centro sinistra e sinistra.
Le dichiarazioni che accreditano una "primaria" interna al Pd finalizzata a scegliere il candidato presidente fra Gherghetta e Fabbro evidenziano quindi la volontà di una parte del partito di ignorare l'esistenza delle altre forze dell'attuale coalizione che sostiene la Giunta provinciale. Le batoste di Gorizia 2007, delle regionali e Politiche 2008 come pure quelle del Piemonte 2010 e tante altre, sembrano non aver insegnato nulla: se il Pd non siede a un tavolo di coalizione ma prende delle decisioni autonome e le impone dall'alto ai "coalizzati" non può accusare chi non accetta la riduzione a "numero" di consegnare le amministrazioni alle destre.
Una nuova politica presuppone senza se e senza ma un ben diverso stile di confronto e dialogo consono all'idea fondamentale di partecipazione democratica.

Tra demagogia e sorestàns

Come volevasi dimostrare. Il documento sulle dichiarazioni dell'assessore Kosic intorno al Punto nascita di Gorizia che Romoli ha cercato di far votare all'unanimità (poi approvato con la risicata maggioranza più uno comprovante la defezione di almeno 5 consiglieri di centro destra!) era - come direbbe lo stesso primo cittadino - demagogico e assai timido.
Demagogico perché voleva accreditare davanti ai cittadini l'immagine di un sindaco e di una classe politica scandalizzati da scelte compiute da "compagni" (si fa per dire) di partito a livello nazionale e regionale: "intanto facciamo la bella figura di far scrivere ai giornali che non ci va quello che ha detto Kosic, poi facciano pure quello che vogliono"; ben altra credibilità avrebbe avuto il testo se accompagnato dalla minaccia di dimissioni della giunta o clamorose iniziative pubbliche in regime di "allineamento di pianeti"!
Timido perché come evidente dalle odierne esternazioni giornalistiche il buon Romoli ha accettato senza sostanziali proteste la più che prevedibile Caporetto imposta da Tremonti e si è attestato sulla ben fragile linea del Piave del rinvio di due anni di ogni decisione (quando probabilmente ci sarà un altro sindaco...).
Qui non si tratta di salvare la "gorizianità" garantendo il diritto di nascere a Gorizia (come dice il documento Romoli) ma di salvaguardare l'elettorato con un'operazione di pura facciata senza nel contempo scontentare quelli che i friulani chiamano i "sorestàns".

venerdì 5 novembre 2010

Valutazioni in progress

Nella giornata di ieri giovedì 4 novembre si sono riuniti i rappresentanti delle organizzazioni promotrici della richiesta di referendum per l’ascensore al Castello, al fine di valutare la decisione del Comitato dei Garanti del referendum che a maggioranza (2 voti ad 1) si è espresso per la non ammissibilità del referendum stesso. In particolare, i promotori delle iniziativa referendaria rilevano come, sulla base delle motivazioni addotte, venga di fatto esclusa l’azione referendaria su ogni provvedimento dell’Amministrazione Comunale che trovi riscontro in una precedente “delibera di bilancio” in cui di norma si sostanzia l’azione amministrativa del Comune, in particolare per i lavori pubblici. Fanno altresì notare come anche formalmente il quesito non chiamasse in causa alcuna delibera di bilancio ma esclusivamente la realizzazione del meccanismo di risalita mediante ascensore da Piazza Vittoria al castello.
Rilevano, poi, come i garanti, a maggioranza, abbiano motivato il loro giudizio di inammissibilità non esclusivamente ed unicamente con motivi di legittimità, come espressamente previsto dalle norme in vigore, ma per ragioni di merito, allorchè testualmente rilevano come “il quesito referendario interviene in una fase del procedimento oramai assai avanzata …”. E ciò in palese contrasto con il testo letterale dell’art. 81, comma 3 dello Statuto comunale.
Circa poi la asserita “efficacia abrogativa del quesito referendario di provvedimenti amministrativi già adottati ed esecutivi e non semplicemente consultiva”, tale argomentazione pare del tutto insussistente poiché il risultato del responso referendario non è in alcun modo vincolante per l’amministrazione ma – appunto – solo di carattere consultivo.
Alla luce di quanto sopra, e nell’esprimere grande apprezzamento per le argomentate motivazioni addotte a favore dell’ammissibilità da parte del Difensore Civico avv. Elena Grossi, i promotori dell’iniziativa referendaria hanno concordemente deciso di valutare, anche sotto il profilo dell’opportunità politica, l’approfondimento di un eventuale ricorso in sede di magistratura civile con professionisti legali, stante anche la recentissima sentenza favorevole al ricorso a suo tempo presentato dai rappresentanti del Partito Radicale goriziano in materia di referendum comunali.
Si è altresì deciso di promuovere, in tempi brevi, una iniziativa pubblica per coinvolgere i tantissimi cittadini goriziani, di destra, centro e sinistra, che hanno voluto sottoscrivere la petizione prima e la richiesta referendaria poi, scegliendo così la via della partecipazione e della responsabilità individuale. A tutti loro va il nostro grande e sentito grazie.
Forum per Gorizia, Movimento 5 stelle, Partito radicale, Rifondazione Comunista

giovedì 4 novembre 2010

Romoli in ritardo di un lustro

Leggo che il sindaco Romoli "svela tutti gli importi che il Comune affronterà per la risalita al maniero". E allora leggiamoli, questi costi: "500 mila euro per la cabina, o giù di lì", mentre per i costi di gestione si cita un documento risalente alla giunta Brancati di quattro o cinque anni fa (già ampiamente citato durante la pubblica assemblea promossa dal Forum sull'argomento - ndr) che quantifica in 100 mila euro i costi di gestione. Insomma con il rigoroso criterio economico del "giù di lì" e con l'utilizzo di stime di anni addietro, il sindaco dimostra l'assoluta compatibilità dell'iniziativa. Peccato che solo due settimane addietro aveva perentoriamente affermato di aver incaricato gli uffici comunali di fornire una stima reale dei costi di gestione e, forse spazientito dalle polemiche, aveva anche minacciato di fare i nomi "degli illustri luminari che avevano curato il progetto". Di questi ultimi se ne è opportunamente dimenticato e circa i costi utilizza oggi i dati di un lustro addietro. In compenso accusa la giunta Brancati di "aver dilapidato" i fondi per la/le cabina/e in altri interventi: a tal proposito sarebbe interessante sentire anche una flebile voce dal centrosinistra. Ma prendiamo pure per buoni e credibili le cifre fornite dal primo cittadino: 100 mila euro i costi di gestione al lordo degli incassi. Ebbene, se facciamo due conti in croce sulla base di questi dati fatti propri dal sindaco risulta che: fatti certi i 40.000 visitatori annui al Castello (dato fornito dall'assessore Devetag per l'anno 2009) e stimato in un generosissimo 50% il numero di coloro che scelgono l'ascensore - anzi gli ascensori - ipotizzato un costo del biglietto a due euro, significa che l'incasso ammonterà a 40000 euro mentre il costo, scaricato sulle tasche di tutti i goriziani, sarà pari a 60.000 euro. Che poi un ascensore di tal fatta possa essere reso operativo per otto ore al giorno senza la presenza di un operatore, se non altro addetto alla sicurezza in caso di temporanei black-out o per far fronte ad eventuali emergenze o intoppi di funzionamento, pare del tutto irrealistico, ma se il sindaco se ne assume la responsabilità ...
Infine, un ultima considerazione: occorre dire che dopo aver ripetuto fino alla nausea che l'iniziatia del Forum era "demagogica e strumentale" perchè in caso di mancata realizzazione si dovevano restituire tutti soldi spesi anche per la piazza Vittoria, ora tale argomentazione non viene più ripresa perchè il sindaco non è in grado di fornire uno straccio di delibera, ingiunzione, determina, o altro atto amministrativo che la comprovi. E allora pare più facile giustificare la spesa con i numeri previsionali di un lustro addietro, magari supportati dal rigoroso criterio di spesa del "giù di lì".
Dario Ledri

martedì 2 novembre 2010

Referendum: ha vinto il "no se pòl"

E' andata come si temeva: due "garanti" su tre hanno bocciato il quesito referendario stoppando così quel momento di democrazia partecipata che in modo straordinario i cittadini desideravano accorrendo numerosissimi a firmare.
In attesa delle motivazioni scritte il Forum e gli altri gruppi si incontreranno giovedì 4 novembre alle 18 per decidere come continuare la mobilitazione contro quelli che vengono ritenuti costissimi e inutili ascensori da piazza Vittoria al Castello.
Il sindaco ha per il momento via libera nel portare avanti un'opera che non ha mai voluto spiegare a nessuno, che non sa se potrà finire perché mancano i finanziamenti per le cabine, che non sa quanto costerà ogni anno ai cittadini perché nessuno ha aggiornato le previsioni di spesa datate oltre cinque anni fa, che non sa che utilità potrà avere perché nessuno ha predisposto una proiezione sui costi e sui benefici: milioni di euro buttati in un pozzo senza fondo senza una minima motivazione razionale che non sia quella di Devetag secondo il quale sarà l'ascensore in sé stesso l'attrattiva turistica che porterà le folle da tutta Europa in città.
I promotori constatano amaramente di aver perso una battaglia, ma l'entusiasmo degli elettori di ogni appartenenza politica, età e situazione sociale sollecitano ad andare avanti: insomma, non finisce qua!

Destra goriziana e mal di mare

Il centro destra goriziano sembra riflettere come in uno specchio i malumori interni al centro destra nazionale. Come Fini e la sua Fli affondano giusti strali (spesso scavalcando a centro sinistra il sempre più smarrito Pd) contro il governo senza mai arrivare al colpo decisivo così Carruba, Hassek e il mite Stasi generano grandi temporali senza giungere mai all'affondo finale.
Questa volta è Stasi a dimettersi dalla commissione welfare in aperta polemica con l'assessore Romano sulle note vicende del documento sul Punto nascita di Gorizia: le sue osservazioni sono condivisibili ma non si capisce come possano andare di pari passo con il ribadito sostegno alla politica della Giunta sulla sanità.
Se veramente "l'altra Gorizia" vuole essere qualcosa di più che un vetusto mormoratoio batta qualche colpo un po' più consistente delle dimissioni da una commissione le cui scelte sono state già più volte annullate dai maggiorenti dei vari gruppi consigliari. Chieda esplicitamente le dimissioni del sindaco o almeno degli assessori più volte additati come inadempienti, voti contro le posizioni dell'amministrazione, porti avanti prospettive nuove...
Altrimenti, lo si ribadisce, le ciàcole non si trasformano in frìtole!

lunedì 1 novembre 2010

Cronaca di un tracollo annunciato

Non passa giorno senza che vengano evidenziati settori produttivi in crisi "per la dura concorrenza slovena" nella Provincia di Gorizia. E' vero che "della scienza del poi sono piene le fosse", tuttavia gli attuali amministratori - la maggior parte dei quali "conta" da almeno tre decenni nelle decisioni cittadine - dovrebbero dare risposta a una domanda ovvia: cosa è stato fatto per evitare tutto ciò?
Si badi bene, non si è trattato di un imprevedibile evento naturale ma di un lungo e complesso processo storico. La Slovenia si è costituita come Stato indipendente nel 1991 entrando subito nell'area di sviluppo centro europeo; già prima del 1995 si sapeva che era iniziato il percorso verso l'ingresso nell'Unione Europea, già si parlava delle grandi opportunità ma anche delle probabili ripercussioni sull'economia del territorio. Dopo almeno un decennio di rapido sviluppo che ha trasformato anche dal punto di vista urbanistico Nova Gorica e dintorni, la Slovenia è effettivamente entrata nell'Unione il 1° maggio 2004, poi nell'area Schengen alla fine di dicembre 2007. Ai vari Valenti (sindaco dal 1992 al 2002, autorevole consigliere regionale dal 2003, capo commissione del Consiglio Regionale dal 2008) e Romoli (assessore regionale e parlamentare prima di essere sindaco dal 2007) va rivolta anzitutto l'indigesta domanda: cosa è stato fatto - in tutto questo tempo - per prepararsi al cambiamento e per gestire insieme ai politici del territorio confinante la creazione di un'area di sviluppo sostenibile e comune?
Piaccia o meno le uniche novità in questo senso sono da riportare ai sindaci Brancati e Brulc che hanno saputo trasformare l'evento internazionale della Transalpina in straordinaria occasione per rilanciare le città nell'orizzonte europeo e per avviare fruttuosi ma ormai interrotti rapporti di fattiva sinergia. E l'attuale assessore al parco culturale - mentre il commercio goriziano viene schiacciato non solo dall'intelligente performance economica dei "vicini", ma anche dalle lungaggini burocratiche che hanno paralizzato per anni la galleria Bombi, piazza Vittoria, via Rastello e dintorni - continua il suo anacronistico ritornello sulla "sudditanza" della sinistra all'"utopia" della collaborazione con la Slovenia!

domenica 31 ottobre 2010

Quota 650

650 firme in due giorni di raccolta: soltanto sabato sono stati altri 280 i cittadini di ogni età e appartenenza politica che hanno voluto sottoscrivere la richiesta di referendum contro la realizzazione degli ascensori da piazza Vittoria al Castello. A qualche giorno dall'atteso pronunciamento dei "garanti" sull'ammissibilità del quesito referendario, si sono formate di nuovo le file ai banchetti nonostante le antidemocratiche dichiarazioni di Romoli ("Se ci fosse il referendum e gli elettori votassero contro, i lavori andrebbero avanti lo stesso", il che tradotto significa "quello che pensano i cittadini non mi riguarda"); e nonostante le goffe trite e ritrite accuse di Devetag alla sinistra "di preferire la Transalpina al Castello".
E' apparso chiaro:
1. che quasi nessun cittadino è informato sul progetto degli ascensori: che siano tre e non uno l'hanno appreso solo coloro che hanno partecipato all'assemblea promossa dal Forum o dal bel video che in breve sta facendo il giro della Rete.
2. che il sindaco, dopo aver promesso da anni di "spiegare tutto" e dopo essere stato assente ingiustificato alla suddetta assemblea, non ha ancora indetto l'attesa conferenza stampa chiarificatrice che secondo le sue parole di oltre 15 giorni fa sarebbe stata convocata "nella settimana successiva".
3. che i soldi per le cabine degli ascensori (7-800 mila euro dato del sindaco) non ci sono e che ben difficilmente la Regione raschierà il barile in tempi di grande magra per regalare a Gorizia dei generi di super lusso. Come dire "intanto mi indebito per comprare la carrozzeria, poi se vincerò al lotto mi comprerò il motore".
4. che il referendum è una necessità imposta dal silenzio assoluto tenuto dalla Giunta sull'argomento e dalla caparbietà di voler "tirare innanzi" senza alcuna garanzia sulla conclusione del progetto, senza previsioni sui costi di gestione, senza un piano organico di riqualificazione materiale e culturale del Castello e del suo Borgo (escluso radicalmente dalla risalita meccanica), senza alcuna proiezione scientifica relativa all'eventuale aumento di visite...
In queste condizioni la realizzazione della consultazione popolare darebbe anche nuova linfa vitale all'istituto referendario previsto dallo Statuto del Comune di Gorizia e minacciato dal "me ne frego" preventivo di Romoli.