lunedì 31 agosto 2009

La maggioranza vota No alla Consulta dei Giovani!


Consiglio particolare quello di ieri sera. All'inizio Zotti e Alberti (sì, proprio lui che "non ne sapeva niente" e definiva invenzioni del giornalista le voci su ciò che poi si è puntualmente verificato) hanno formalizzato il loro passaggio alla maggioranza di Romoli e la Lega Nord - cui i cittadini avevano assegnato il solo seggio della Colombo che poi si era ritirata dal partito - si è trovata all'improvviso con ben due consiglieri comunali oltre a un assessore: mica male per un partito che ha ottenuto alle elezioni il 2,15 % dei voti.
L'assessore è Ceretta protagonista del secondo punto della serata. Erano le 20.45 quando si è iniziato a parlare di giovani, un minuto dopo la situazione era quella descritta dalle foto: l'ala della maggioranza semivuota, l'opposizione quasi tutta presente, solo il Presidente Roldo (oltre a Ceretta e Baresi) nel settore quasi deserto della Giunta.
Rientrati dalla pizzeria sottostante, i consiglieri di maggioranza hanno clamorosamente bocciato la proposta di istituire la Consulta per i Giovani sull'esistenza della quale i pochi che avevano parlato (escluso Lusina) si erano dichiarati concordi: la motivazione era "prima la commissione giovani stabilisca le regole e poi votiamo l'istituzione". Ragionamento strano per dei politici navigati, la bocciatura pone il centro destra nell'antipatico ruolo di aver di fatto affossato la Consulta; se ne sono accorti tardi Romoli e compagni che al termine della serata commentavano molto perplessi l'accaduto.
A proposito, il Consiglio è stato sospeso alle 23.15. Sono stati sviscerati due dei circa 15 punti che restano all'Ordine del Giorno. A questo ritmo ci vorranno settimane per concludere questa seconda convocazione strascicata ormai da almeno due mesi...!

domenica 30 agosto 2009

...ed i balletti russi...

video

E' bello vedere la città che si stringe intorno agli ospiti impegnati nella 39ma parata del Folklore organizzata dalla Pro Loco. Favorita da un tempo ideale la manifestazione ha ottenuto un buon successo di pubblico e ha consentito di godere delle vivaci, interessanti performances dei gruppi provenienti da una decina di Nazioni del mondo. L'impostazione è un po' ripetitiva, in chi ha superato gli "anta" consente un balzo indietro nel tempo e suscita ricordi lontani... Un plauso agli organizzatori di questa festa di popoli che forse Gorizia potrebbe sentire un po' più "propria". Come è accaduto un paio di mesi fa con il grande concorso Seghizzi - sostanzialmente snobbato dall'amministrazione e ignorato dalla stampa nonostante la prima vittoria di un coro goriziano - invece di approfittare per il bene della città, si preferisce far anticipare queste occasioni dal silenzio oppure da un fuoco di fila di polemiche degne dei più miseri teatrini strapaesani...

sabato 29 agosto 2009

Una proposta a favore dei piccoli ciclisti

Tra un po' inizierà la scuola e molti alunni delle medie, nella fattispecie quelli della Ascoli-Favetti di via Mascagni, la raggiungeranno a piedi o in bicicletta. Un breve tratto presenta delle difficoltà di attraversamento, è quello antistante l'ex deposito dei mezzi della Polizia, in fase di demolizione (28/08/09), per realizzare anche un parcheggio.
Sarebbe opportuno, oltre a ripristinare il marciapiede, realizzare una ciclabile nei due sensi di marcia, consentendo il transito contromano ai piccoli ciclisti per raggiungere via dei Faiti, con opportuna segnaletica orizzontale e verticale e di attraversamento degli incroci.
Lo spazio non manca. Per una corsia ciclabile, comprensiva di segnaletica orizzontale, è sufficiente un minimo di m. 1,5 riducibili a m 1,0 per brevi tratti.

Il Giornale dell'Avvenire

Due poteri si scontrano al "vertice" del giornalismo italiano: Feltri - direttore del Giornale della famiglia del suo referente politico Berlusconi - attacca Boffo - direttore del quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Lo fa portando in prima pagina un patteggiamento per molestie sessuali che evidentemente vuole screditare chi, dopo molto prolungato silenzio, ha osato farsi portavoce del malumore dei vescovi intorno alle vicende e agli atteggiamenti pseudosentimentali del Presidente del Consiglio. Fioccano le parole di solidarietà intorno a Boffo, che sostanzialmente finora non smentisce le accuse a lui rivolte ma parla di killeraggio giornalistico.
Tutto ciò è molto inquietante: il giornale di Berlusconi attacca frontalmente un altro giornale sicuramente non nemico nel momento in cui timidamente azzarda qualche critica al premier; Avvenire e i vescovi fanno quadrato intorno al direttore e non dicono se le accuse a lui rivolte sono false; il capo del Governo ne approfitta per sparare una delle sue dichiarando che "in ogni caso la vita privata è intangibile" - quindi anche nel presunto caso in questione dove si parla di un patteggiamento di pena...
Che Berlusconi si crogiuoli negli equivoci dei giochetti di parole lo sanno tutti, che sia dietro a questa penosa vicenda è molto probabile; si spera invece che venga fatta presto chiarezza su troppi imbarazzi e parole non dette, che non fa onore alla Chiesa chi si definisce - a ragione o a torto - custode dell'unica Verità. Se davvero Boffo è stato condannato i casi sono due : o è vero ciò di cui è stato accusato oppure è vittima di un errore giudiziario; se invece Boffo non è stato condannato presenti immediatamente una querela per diffamazione. Ma quanto prima parli...

venerdì 28 agosto 2009

Immigrazione, l'urgenza di una risposta

Il Presidente della Camera Fini denuncia i rischi di leggi "quasi razziste" nei confronti degli immigrati; alcuni autorevoli esponenti della Chiesa cattolica polemizzano per qualche giorno con Bossi e Calderoli sullo stesso tema giungendo fino a un ardito (ma ben presto dimenticato) paragone con i silenzi che hanno accompagnato la Shoah; su facebook suscita entusiasmo il gioco che induce all'espulsione del migrante e prende addirittura forma - con il consenso dei vertici nazionali della Lega Nord - la possibilità della "tortura nei confronti degli immigrati" che minaccerebbero la "nostra" sicurezza; i richiedenti asilo che non vengono rispediti a casa propria sono sempre più lasciati alla deriva nel mare della crisi...
E il centro sinistra che fa? Sostanzialmente tace: le solite baruffe chiozzotte all'interno di un Pd avviato a un'inevitabile secessione interna, gli imbarazzi per una situazione che è stata creata anche dalle politiche dei governi di centro sinistra, l'effimero stracciarsi di qualche veste gufando l'improbabile rottura degli equilibri governativi. Occorre aprire un dibattito molto serio su questo tema: la soluzione non sta certo nei giganteschi ghetti metropolitani (quartieri dai 50 ai 100mila abitanti tutti stranieri dove si va avanti con lingua leggi e istituzioni totalmente autonomi), né nei Cpta, Cie e Cara che hanno aggravato e non certo risolto la situazione, né nella violazione delle convenzioni sui diritti della persona umana. La soluzione - lo sanno tutti - sta nel dare contenuto ai termini integrazione, inclusione, reciprocità: ma al di là delle esperienze virtuose di una Zugliano, della testimonianza di qualche persona più sensibile e delle prese di posizione di isolati uomini di cultura o religiosi sembra che tali contenuti siano ben lontani dall'essere trasformati in autentico progetto politico e culturale. Zero nell'attuale dibattito interno al Pd, zero nell'autoeliminata Sinistra.
In queste condizioni l'agenda estiva della politica italiana trova la sua più alta espressione nel Meeting di Rimini. Il che è tutto dire...

giovedì 27 agosto 2009

Gorizia e le bici

La decennale e più, richiesta di molti cittadini di predisporre anche a Gorizia una rete di piste ciclabili è ancora disattesa. Quanto è stato fatto, dimostra che le giunte che si sono succedute fino ad ora hanno interpretato male tale richiesta. Male, perché una rete ciclabile va fatta per agevolare la mobilità ciclistica e per disincentivare l'uso spropositato dell'auto, non relegarlo in alcuni percorsi fini a se stessi o peggio, ricavati alla meno peggio che, tra l’altro, sono in molti casi poco riconoscibili, con scalini impossibili, con segnaletica ambigua, dissestati, lasciati all'incuria. Le piste ciclabili non devono essere considerate alla stregua di un campo di basket o di calcio ove gli appassionati si ritrovano per praticare uno sport in un determinato periodo, o luoghi per far sgambettare i bambini sulla loro bici come un gioco. Sembra, in altre parole, che chi ha predisposto le ciclabili sia mero esercizio fatto dai “tecnici” a tavolino e non usa la bici! Perché non si fa il “copia e incolla” utilizzando l’esperienza di altre amministrazioni? Purtroppo, per loro, molti goriziani vanno anche fuori città, provincia, regione, stato e vedono come sono realizzate le ciclabili e come le bici sono considerate!Come inizio, perché non si prende in considerazione la possibilità di liberare alle bici i sensi unici, ove, ovviamente, non esista un reale pericolo come ad esempio in Via della Barca – via Bolivia. E' un modo di facilitare l'uso della bici applicato in molte città e paesi italiani ed esteri. I benefici della bici :
• fa bene alla salute: due percorsi di 15 minuti in bicicletta al giorno bastano per avere un cuore sano;
• è ecologica;
• non è pericolosa per gli altri utenti della strada;
• è veloce: per i percorsi urbani fino a 6 Km di distanza la bicicletta è più veloce dell’automobile;
• occupa poco spazio (in un parcheggio per auto si possono collocare su rastrelliere appropriate 10 bici)
• fa risparmiare la realizzazione e la manutenzione di piste ciclabili richiedono costi minimi;
• riduce l’inquinamento acustico;
• riduce la congestione del traffico e quindi dell’emissione dei gas di scarico;
• con essa vengono risparmiate le risorse non rinnovabili: la bicicletta non ha bisogno di carburante. Inoltre, ed è bene sapere, chi viaggia in bici respira meno inquinanti di quanti si trovano all'interno dell'auto!

lunedì 24 agosto 2009

Una notizia buona un'altra meno...

La tradizionale intervista di mezza estate del Sindaco Ettore Romoli contiene due notizie, una buona e l’altra meno buona, nel senso che ben poco risponde alla realtà dei fatti. La prima è che nel 2012 non si ricandiderà per evidenti motivi anagrafici (“Sarei troppo vecchio” ha detto). La seconda, invece, che presuppone il rinnovo della città completato nell’arco di un mandato, non risponde purtroppo alla realtà dei fatti quando si è quasi alla metà del quinquennio. Per quanto riguarda piazza Vittoria ci pare davvero impresa improba portare a termine sistemazione della galleria di via Bombi e impianto di risalita al Castello (come da impegni di programma) entro la primavera del 2012. Certo si potrà organizzare una effimera serata di moda su di una passerella improvvisata davanti alla Prefettura, ma paragonare piazza Vittoria, con le buche in attesa di essere riempite, l’asfalto a grana grossa che così bene lega con la pavimentazione in pietra grigia ed i rustici pali eretti per una sistemazione provvisoria dell’impianto di illuminazione, con piazza di Spagna ci sembra davvero un risibile azzardo. Per via Garibaldi apprendiamo con soddisfazione che i lavori riprenderanno il 31 agosto, ma all’atto dell’interruzione – a fine giugno o primi di luglio – era stato assicurato che gli stessi sarebbero ripresi una settimana prima, il 24 agosto. Per via Rastello, sia pure con grande ritardo rispetto ai numerosi annunci, i lavori sono prossimi al completamento e sono riusciti anche davvero bene. Solo che in quella zona della città parlare di attività commerciali pare un eufemismo: in via Rastello si contano 23 negozi chiusi su un totale di 51. A onor del vero, tutto ciò non può addebitarsi all’amministrazione comunale e grande responsabilità ricade sul quel ceto commerciale goriziano che per decenni “comprava a chilo e vendeva a toco”. Ma ciò che di più stride nella sua intervista estiva è che non c’è più alcun accenno ad alcune idee forza del suo programma di governo e trasformazione della città rispetto a quanto da lui affermato esattamente due anni addietro (Il Piccolo 15 agosto 2007) in un’altra intervista: “Il nostro progetto forte è il parco commerciale urbano nella zona dell’ex mercato”. E ancora: “… sarà compito del Comune rivedere completamente il sistema di illuminazione del centro storico e delle strade periferiche, attualmente inadeguato”. Di tutto ciò non solo v’è traccia ma – pare – nemmeno memoria. Così come non lo è per il piano parcheggi (ricordate: via Manzoni, piazza Battisti) o per quella vocazione “internazionale” della città che avrebbe dovuto porre Gorizia al “centro di una vasta area che va da Venezia a Praga e a Monaco di Baviera, da Vienna a Lubiana” (sempre dall’intervista del 2007). Alzi la mano chi ha visto, non diciamo frotte di turisti, ma almeno - con regolarità e certa frequenza - qualche pullman di turisti cechi, bavaresi o viennesi? Insomma, segni di un turismo organizzato che abbia fatto della città un punto di approdo. Se poi torniamo all’oggi, per l’intervento in Corso Verdi è vero che paiono reperiti parte dei fondi, ma per il resto si è allo stato del progetto. E che lo storico Corso diventi un boulevard pare proprio una boutade, mentre per quanto concerne la sistemazione di Corso Italia è stato lo stesso sindaco ad augurarsi di poter reperire i fondi per un primo intervento entro la fine del suo mandato. Certo, alla fine tutti i lavori pubblici hanno un termine. Ci saranno voluti cinque, sei o sette anni invece dei tre, quattro o cinque preventivati, ma alla fine gli interventi risulteranno completati. Così come completati – alla fine -sono risultati i lavori di lastricatura tra via Roma e via Oberdan (trenta metri) che hanno causato la chiusura delle due importanti vie per 11 mesi! Ma alla fine, con buona pace dei commercianti, sono stati completati. Così saranno completate le rotonde, ora provvisorie e il nuovo ingresso sud della città, i cui lavori dovevano iniziare a maggio e ora sono programmati per l’autunno e finalmente sarà inaugurato il museo dell’Arcidiocesi e anche piazza Sant’Antonio sarà completata (la scadenza su cui il sindaco si era personalmente impegnato è fissata alla fine del 2009. Ma pazienteremo, anche perché la colpa del ritardo non vorremmo fosse addossata ai nostri avi goriziani che hanno avuto la cattiva idea di farsi lì seppellire). Alla fine del suo mandato, però, il sindaco Romoli sarà ricordato non per aver rinnovato la città ma per essere stato il principale responsabile dell’operazione San Giovanni di Dio. Aver, dunque, affossato l’ipotesi della cittadella sanitaria transfrontaliera per regalare ai Goriziani un piccolo gioiello di ospedale. All’amianto.
Forum per Gorizia

domenica 23 agosto 2009

Sotto il vestito (quasi) niente...

Se uno legge l'intervista a Romoli sul Piccolo pensa di aver comprato il giornale di due anni e mezzo fa. In essa si dicono esattamente le stesse cose trite e ritrite, senza alcuna dose di saggezza: "portare a termine il cambiamento della città" significa per il primo cittadino completare opere pubbliche in gran parte già avviate dalla Giunta Brancati (qualcuna anche da Valenti) e realizzarne una "progettata nel 2008" (la piazza sant'Antonio sulla quale non si può che dire "de gustibus..."); "aver impresso una nuova marcia alla città" vuol dire pensare che a metà mandato siano un successo una piazza Vittoria paralizzata, una via Garibaldi in stato pietoso e pericoloso, una città piena di buche, una trafila di negozi che chiudono ogni giorno a causa delle lungaggini dei lavori, una mancanza di attenzione nei confronti dei più deboli denunciata (giustamente!) proprio oggi sull'altro quotidiano locale da Hassek e Punteri, autorevoli esponenti del gruppone Pdl in consiglio comunale... Per il resto le solite promesse: "i tecnici mi hanno assicurato che..., il 31 agosto riprenderanno i lavori in..., da martedì ci saranno gli operai a..." Insomma, Romoli incrocia le dita, riprende lo sport del "lancio delle promesse" incamerando come unico - dall'intervista si desume proprio unico - risultato concreto (indiretto ma indubbiamente importante) la facoltà di architettura a Gorizia. La città sta cambiando più velocemente del previsto: molto in peggio, sempre più marginale negli scenari della nuova Europa nella quale avrebbe potuto essere protagonista. La squallida polemica montata in città contro gli organizzatori del festival del folklore dimostra il volto autarchico, poveramente campanilista, chiuso e conservatore dell'attuale governo cittadino.

sabato 22 agosto 2009

Vero o falso?

Alberti, interpellato ieri in merito, ha dichiarato di non "saper dire nulla" in merito al suo passaggio alla Lega Nord e che "il genio che ha scritto l'articolo...ha fatto tutto lui". Oggi vi.co. rilancia sullo stesso quotidiano dando per certo il "passaggio" di Alberti e più difficoltoso quello di Zotti, entrambi scaricati con un'intervista da Tuzzi quali "rami secchi" della a suo parere molto viva Lista per Gorizia. Non è certo un problema su cui non dormirci la notte, tuttavia questa mancanza di chiarezza inquieta: qualcuno evidentemente non dice la verità, è l'articolista del Messaggero Veneto che si è inventato tutto senza neppure interpellare gli interessati oppure è il giovane consigliere comunale che fa finta di non sapere nulla e si dichiara vittima di un poco divertente giochetto politico giornalistico?

venerdì 21 agosto 2009

La forza della natura in via Ristori


Gorizia si fa bella, recitano i cartelli dell'amministrazione comunale. Sì, ma quanto ci mette, anche per le cose più semplici! Come per esempio gli orribili birilloni provvisori che da mesi cercano di impedire il parcheggio in via Ristori. La foto dimostra che anche la vegetazione non ama questo tipo di plastica colorata: la forza della natura rimuove la barriera e se la ride della Giunta comunale...

In attesa di conferme...

Se risultasse confermata la notizia pubblicata dal Messaggero Veneto di oggi sarebbe sconcertante: due esponenti dell'ex Lista per Gorizia, entrati in Consiglio p dalla parte dell'opposizione per sostituire i misteriosamente dimissionari Tuzzi e Gualdi, poi divisi dalla nascita di un raggruppamento monocellulare "La lista siamo noi", costituirebbero ora insieme il gruppo della Lega in Consiglio Comunale. Lega che è stata tra i partiti sostenitori di Romoli il quale si troverebbe quindi con una maggioranza ancor più schiacciante di quella che già aveva. L'astensione da ogni commento è ovvia fino a eventuali conferme da parte degli interessati... Ma solo il dubbio suscitato dall'articolo odierno la dice lunga su quanto siano tenuti in conto i cittadini elettori, ovvero quelli che dovrebbero essere i riferimenti principali di una democrazia.

mercoledì 19 agosto 2009

Musei ai valichi del Rafut e di San Pietro?

Mi pare giusto quello che afferma l'assessore alle finanze quando dice che non sempre vendere stabili e locali rende economicamente e che bisogna essere prudenti. Si riferiva al programma di dismissioni di immobili del comune previsti nei prossimi anni. Più che vendita sembra una svendita di un patrimonio, che, ricordiamolo, è pubblico, quindi di tutti i goriziani. Qualcuno, certamente, farà dei buoni affari, ma il complesso della città perderà alloggi e appartamenti. In ogni caso l'alienazione sembra l'estrema mossa per fare cassa. Ci rendiamo conto che i tempi sono di crisi - anche se il leader della maggioranza minimizza - ma è proprio in situazioni difficili che è necessario un colpo d'ala. Vendere è la strada meno intellettualmente difficile da perseguire, e forse economicamente la meno redditizia. Mi riferisco in particolare ai due edifici siti presso gli ex valichi del Rafut e di S. Pietro. Perché invece di alienarli non li utilizziamo come un pezzo del Museo del Novecento? Anche se piccoli, sulla falsariga di quanto succede in Slovenia, dove altri locali di ridotte dimensioni vengono utilizzati in questo senso, potremmo adoperare gli edifici per raccogliere dei materiali relativi al periodo del secondo dopoguerra, che induca il visitatore a ripercorrere, in diverse tappe, camminando o con la bicicletta, la storia di Gorizia. Potremmo pensare di far custodire il museo da qualche giovane in Servizio Civile o a qualche disoccupato con contratto di solidarietà. Il punto è comprendere che la vocazione turistica di Gorizia passa per la valorizzazione del suo territorio, dei segni di guerra e di lacerazione che l'hanno attraversata. Quella storia va superata, ma non vanno cancellati i manufatti che la testimoniano, pena la perdita totale dell'identità della nostra città. Mi aspetto, per perfezionare la proposta, sia convocata quanto prima la commissione cultura del Comune per progettare un programma di valorizzazione pubblica degli edifici del Rafut e di S. Pietro.
Anna Di Gianantonio, consigliere comunale Forum

domenica 16 agosto 2009

Come a Gorizia...


Rotonde eleganti nella Germania ex Ddr, con spartitraffico infiorati a misura di pedone e ciclista. Addirittura precedenza ai ciclisti nelle rotonde d'Olanda, dove i progettisti prevedevano la ciclabile accanto alle strade principali trenta e passa anni fa. Proprio come a Gorizia... Semmai a Nova Gorica dove le ottime ciclabili c'erano già ai tempi della Jugoslavia!

sabato 15 agosto 2009

Buon ferragosto!




Buone giornate di serenità, di riposo e di pace... E buon lavoro a chi consente agli altri di andare in ferie...

Gli alberi di Corso Italia

Spiace polemizzare con l'assessore Del Sordi, ma evidentemente la sua piccata risposta alle mie osservazioni sullo stato di salute dei platani di Corso Italia sono frutto di scarsa attenzione a quanto da me espresso. Infatti, non ho mai scritto che "l'Amministrazione comunale nulla fa per la salvaguardia del consistente patrimonio arboreo cittadino, addirittura che i platani di corso Italia sono affetti da un "patogeno" che ne causerà la morte". Quello che Lei scrive, egregio assessore è semplicemnete un falso. Io ho scritto, e lo ribadisco, che "già ora i viali e le aiuole (di Corso Italia) sono ricoperti di foglie giallo oro e numerose piante le hanno già perse del tutto". E ancora, che "nonostante si conosca il precario stato di salute delle piante quest'anno non mi pare sia stato effettuato nessun intervento per contrastare la malattia". Lei, nel Suo intevento, quasi un compendio di fitopatologia, mi ricorda che il "trattamento è stato effettuato in data 13 maggio", ne prendo volentieri atto ma evidentemente si è trattato di un palliativo, quasi un placebo sperimentato sui platani, visti gli scarsi risultati. D'altra parte, se come Lei sostiene - mi par di capire sulla scorta di un autorevole parere tecnico - che l'anomala defogliazione dei platani sia da attribuire ad uno "stress idrico", non si ravvede la necessità di sottoporre "tutti i platani cittadini a trattamenti contro la "Corytuca ciliata", la tingide che provoca decolorazioni e ingiallimenti delle foglie", anche perchè, come Lei scrive "sui platani del Corso non vi è la minima presenza di Corytuca ciliata" (nè io ho mai sostenuto il contrario!). Ecco, Assessore, si metta d'accordo con se stesso: se è "stress idrico" non è corytuca ciliata, e se non è Corytuca ciliata il trattamento che Lei dice essere stato effettuato non serviva. Resta il fatto delle foglie giallo oro e lo spettacolo ottobrino, che poi lo siano anche a Trieste o Verona non risolve il problema. Infine, non ho mai pensato che che i "platani del Corso vivano grazie all'apporto idrico dellimpianto goccia a goccia", ma molto più banalmente che lo stato di "incuria idrica" delle aiulo è sotto gli occhi di tutti, salvo i periodi di provvidenziale pioggia. Ma Lei, secondo lo stile di un Elio Vitro e di un Capezzone qualsiasi, cerca di ribaltare la verità dei fatti, per parte mia confermo quanto ho avuto modo di scrivere qualche giorno addietro e, anche senza essere un consigliere comunale rivendico il dirtto all critica di un semplice cittadino. Questo in Italia, anche nell'Italia di oggi, si chiama democrazia!
Donald Lam

giovedì 13 agosto 2009

Insegnamento della religione cattolica? Non così, grazie!

Hanno anche il coraggio di lamentarsi! Come possono parlare i vescovi italiani di vergogna o come può la Gelmini promettere di impugnare la sentenza che esclude gli insegnanti di religione dalla responsabilità di decidere la promozione o la bocciatura degli studenti?
In primo luogo è sempre stato così dal Concordato del 1984 e dall’intesa applicativa del 1985: dal momento che l’ora ”alternativa” alla religione non era e non è obbligatoria lo studente che si avvale dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc) risulterebbe evidentemente avvantaggiato da una valutazione che si presume almeno ordinariamente positiva.
Ma in secondo e più importante luogo i vescovi e la Gelmini dovranno prima o poi ammettere che l’esistenza dell’Irc è un privilegio inaccettabile in uno Stato laico: non si vuole mettere in discussione in alcun modo la competenza e la professionalità di gran parte dei docenti, tuttavia resta insoluto il nodo giuridico fondamentale.
Come è possibile che un incarico lavorativo pagato dallo Stato possa essere condizionato in modo determinante da un’idoneità dichiarata in modo temporaneo o permanente da un’autorità religiosa? E’ evidente il vantaggio di chi viene nominato rispetto a chi deve passare attraverso l’abilitazione ordinaria come pure la minaccia alla libertà di insegnamento ma anche di scelte esistenziali per chi è tenuto “a eccellere per ortodossia dottrinale, testimonianza coerente di vita cristiana e competenza professionale” (così recita il testo dell’idoneità).
Non il fatto religioso e la sua influenza – fasta e nefasta – sulla storia culturale, bensì l’Irc è istituzione da riformare in senso autenticamente laico, democratico e consono agli ordinamenti di una scuola dagli orizzonti europei.

mercoledì 12 agosto 2009

Gli "ospiti" del Cie in sciopero della fame

Gradisca d'Isonzo. La notizia non sembra sconvolgere nessuno tuttavia decine di immigrati rinchiusi nel centro per immigrati irregolari (da domenica purtroppo si deve utilizzare il termine "clandestini") stanno attuando uno sciopero dela fame a oltranza. Protestano contro l'allungamento a sei mesi del periodo massimo di detenzione prima dell'espulsione e contro le condizioni di grave restringimento dei limiti della loro libertà. Due governi di centro sinistra fa, i sostenitori della legge Turco Napolitano avevano giustificato la pubblicazione di tale normativa sostenendo che gli allora "Centri di permanenza temporanea e accoglienza" erano degli alberghi, peraltro smentiti dalla pesantezza delle sbarre che venivano portate all'interno dell'ex caserma Polonio durante la costruzione. Il successivo "Berlusconer bis" con la Bossi Fini (quest'ultimo sembra essere nel frattempo pentito...) aveva raddoppiato i tempi massimi di "alloggio" e aveva tolto la "a" di accoglienza dalla sigla "cpt". L'ultimo governo Prodi non aveva fatto assolutamente nulla, mantenendo in piedi i cpt e sedando con promesse irrealizzabili le manifestazioni di popolo che avevano caratterizzato il periodo precedente: i numerosi tentativi di fuga richiamavano che forse non si trattava di un grand hotel tuttavia ben pochi sembravano darsene pena. E ora nell'impotenza dei "movimenti", nell'imbarazzo del centro sinistra e nell'ormai esplicito razzismo di alcune forze governative si è costretti a stare nel "centro" fino a sei mesi. Almeno il nome non è più un eufemismo: si chiama "Cie", centro di identificazione e espulsione, lasciate ogni speranza o voi che entrate... magari persone che lavorano o abitano accanto a te da anni, con le quali sei diventato amico; o poveracci che fuggono la guerra e non conoscono le normative sulla richiesta d'asilo (altro capitolo interessante - vedi il Centro san Giuseppe della Caritas che rischia di chiudere da un giorno all'altro perché non riesce a far fronte alle esigenze di chi è in Italia dimenticato dallo Stato anche se tutelato da un diritto costituzionale).
Nessun governo negli ultimi anni ha affrontato con efficacia e umanità la difficile questione dell'immigrazione, si è preferito giocare all'italiana, con promesse mirabolanti del centro sinistra e concessioni disumane del centro destra. Dove andremo a finire?

martedì 11 agosto 2009

A chi si affida la Cultura in Italia...

Qualche spunto su un importante nomina ai vertici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali: il soggetto è Mario Resca, nuovo direttore "dei Musei e della valorizzazione". Prendete nota da dove arriva... Il testo è tratto da un articolo apparso su "The Economist" qualche tempo fa.
Un manager dalla Mc Donald’s prende il controllo del patrimonio culturale italiano.“Sono qui solo per aiutare” dichiara Mario Resca. “Sono qui per servire il Paese”. Il suo problema è che gli è stato chiesto di servire cultura. E, per 12 anni, ha servito panini. Da pochi giorni l’ex capo della Mc Donald’s in Italia ha ricevuto l’incarico di seguire 3.600 tra musei e siti archeologici italiani. Il suo incontro con Sandro Bondi, Ministro della cultura del Governo di Silvio Berlusconi, ha sorpreso e diviso i massimi esponenti della cultura italiana.Alcuni hanno accolto favorevolmente l’idea di un manager esperto in un campo che chiedeva a gran voce una migliore gestione. Il più conosciuto critico d’arte italiano, Vittorio Sgarbi, ha definito la scelta di Resca “molto positiva”. Ma il Consiglio Nazionale dei beni culturali ha preso le distanze dalla riorganizzazione del settore che ha prodotto questa nomina. “Dirigere un’azienda importante o i musei italiani non è la stessa cosa” ammette sdegnato Salvatore Settis, presidente del Consiglio Nazionale.Resca ha ammesso di non essere esperto di arte o archeologia, ma fa notare che anche in altre circostanze ha avuto poche conoscenze iniziali di altri business successivamente seguiti. “Il mio ruolo non è sfidare gli specialisti, ma dare valore aggiunto” ha detto. Ma farlo senza scontrarsi con gli esperti potrebbe già rivelarsi difficile, dato che le esigenze di valorizzazione e conservazione [delle risorse culturali] sono contrastanti.

Rotonda assai pericolosa...

No, 'sta rotonda proprio non va. Non per essere ipercritici, prima di esprimere un parere si è voluto provare e quella che segue è l'impressione ricavata.
Anzitutto è necessario cancellare la segnaletica preesistente per evitare la confusione dei messaggi; poi il diametro è troppo ridotto e non è facile comprendere in tempo reale le precedenze. Il corridoio di entrata dal sottopassaggio ferroviario consente l'allineamento su due corsie con conseguente inattesa strozzatura all'ingresso della rotonda; quelli di uscita - la discesa verso l'ospedale e l'inizio di via Duca d'Aosta - sono invece troppo stretti e accidentati.
Come già sottolineato i più penalizzati sono i pedoni che dovranno attraversare strisce pedonali collocate in luoghi assai pericolosi (immaginiamo il raro automoblista disciplinato che "si ferma" con la colonna che lo segue bloccata sulla rotonda...). Ma soprattutto i ciclisti, chissà perché la categoria di cittadini più odiata da tutte le amministrazioni comunali goriziane: i già citati stretti corridoi d'entrata e di uscita sono pieni di buche (non si potevano riempire prima di "lanciare" la rotonda?) che costringono a scarti improvvisi che possono costare molto caro. Meglio andare sul marciapiede e rischiare sulle strisce pedonali... Naturalmente scendendo dalla bici per non beccarsi la multa e qualche punto in meno sulla patente!

lunedì 10 agosto 2009

Sorrisetto di mezza estate

Sono stati pubblicati i risultati di un recente sondaggio commissionato dalla FAO rivolto ai governi di tutto il mondo. La domanda era: "Dite onestamente qual è la vostra opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo".
- gli europei non hanno capito cosa fosse la "scarsità";
- gli africani non sapevano cosa fossero gli "alimenti";
- gli americani hanno chiesto il significato di "resto del mondo";
- i cinesi hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di "opinione";
- il governo Berlusconi sta ancora discutendo su cosa possa significare l'avverbio "onestamente".

Giro giro tondo...


Tra qualche minuto sarà aperta la rotonda provvisoria davanti san Giusto. Come funzionerà? A prima vista bene per ciò che concerne lo scorrere del traffico; a rischio sembra che possano essere come al solito i pedoni incamminati verso la stazione e i ciclisti per i quali le rotonde goriziane sono un vero e proprio incubo data l'ordinaria considerazione degli automobilisti nei riguardi di chi pedala... Sperìn bén!

domenica 9 agosto 2009

Punto nascita ko?

Sono passati pochi mesi da quando l'ex direttrice sanitaria isontina, Manuela Baccarin, accompagnò i consiglieri comunali della Commissione welfare, guidati dall'assessore Romano e dal presidente Stasi, a fare una visita all'ospedale nuovo. La visita era stata richiesta da tempo dai consiglieri, ma per mesi non era stata concessa, adducendo i più vari motivi. Mentre percorrevamo i corridoi, scoprendo che le porte di alcune terrazze non si aprivano e che i balconi in certi casi erano pericolosamente bassi, una cosa ci rincuorò: il Punto Nascita. La dirigente ci fece vedere una magnifica camera per le puerpere, da condividere con il marito, la bella culla per il neonato, i mobili allegri e colorati, adeguati al felice momento. Era una camera da sogno, che per un attimo fugava tutti gli interrogativi ed i dubbi sul buon funzionamento della nuova struttura. Oggi le parole dell'assessore regionale alla sanità Kosic ci fanno bruscamente risvegliare dal sogno. Il Punto nascita di Gorizia rischia di essere chiuso, data la scarsità di utenti. Viene da chiedersi innanzitutto perché si allestiscono reparti o servizi se poi essi, pochi mesi dopo, non servono più. Secondariamente Kosic indica in quelli di Trieste, Udine e Pordenone gli ospedali di riferimento. Di Gorizia non si dice nulla, evidentemente relegando la nuova e costosissima struttura a rango inferiore. Kosic afferma che per avere un servizio sicuro ed efficiente non è scandaloso “che il cittadino possa fare 50 chilometri”. Osservazione giusta,se non fosse per il fatto che la direzione di marcia è unica, cioè sono solo i goriziani a dovere uscire dalla loro città e quasi nessuno ormai ci entra. La volontà di depauperare sempre di più l'Isontino da servizi e competenze professionali sanitarie e non solo è sotto gli occhi di tutti. Credo che il sindaco e l'assessore al welfare debbano attivarsi da subito per scongiurare che Gorizia perda anche questo fondamentale servizio.
Anna Di Gianantonio, consigliere comunale Forum

Tragedie di guerra, momenti di pace

video

Interessante commemorazione davanti la basa Usaf di Aviano del 64° anniversario della bomba atomica sulla città di Nagasaki. Nel video un breve passaggio dell'iniziativa con una parte del discorso di Pierluigi Di Piazza e la declamazione di una bella poesia di Hikmet. Numerosi partecipanti hanno raggiunto Aviano in bicicletta da Ghedi, quattro giorni di pedalata per la pace con incontri, confronti e dialoghi lungo il percorso. Attraverso la mediazione del comandante della Base è stata inviata una lettera a Obama Barak, contenente l'auspicio che le sue recenti parole di Praga - per un mondo senza armi atomiche - siano il segnale di un vero nuovo modo di affrontare i temi della pace e della giustizia planetarie. Molti sindaci presenti in forma ufficiale e gonfaloni: tra essi quello della Provincia di Gorizia rappresentata dall'Assessore Marko Marincic che ha pronunciato anche a nome degli altri un'apprezzata riflessione. La partecipazione di un centinaio di immigrati ha orientato i discorsi anche sul tema dell'accoglienza e dell'integrazione, nel giorno infausto in cui è entrata in vigore la legge sulla sicurezza, è stato introdotto il "reato" di clandestinità e sono state autorizzate le prime inquietanti "ronde" cittadine. Ahimé così simili alle squadracce degli anni '20...

Super Kapljice Kulture Gocce di cultura


Veramente una bella iniziativa la seconda edizione di "Gocce di cultura", organizzata dal 3 al 7 agosto ai Giardini da Skgz con Provincia e altri enti: decine di cittadini hanno voluto condividere le loro espressioni artistiche, racconti, canti, danze etniche e classiche, video di piccoli e grandi, riflessioni serie e divertenti. Congratulazioni agli organizzatori con la speranza di ritrovarsi per la terza edizione nella prossima estate...

sabato 8 agosto 2009

Il fantasma di Gorizia

Ci risiamo! L'aumento delle tasse sull'immondizia è colpa, tanto per cambiare di Vittorio Brancati! Dopo quanto tempo la giunta al governo da due anni e mezzo assumerà qualche responsabilità in proprio? Con un giro di raccolta dell'umido in meno e un disservizio visibile ad occhio nudo, comunque bisogna pagare di più. Ma tanto c'è sempre l'Uomo Rosso che dovrà presumibilmente rispondere dell'immobilismo della città per i prossimi tre anni, ben rappresentati dal cartello “Gorizia si fa bella” davanti al nulla dei lavori di via Garibaldi.
adg

E aprite quell'assurdo casello!

E' mattina, già si sentono notizie relative ai blocchi autostradali: i "geni" della viabilità attendono il raggiungimento dei 10 km di coda per chiudere il Passante di Mestre mentre da Redipuglia al Lisert si viaggia già alla media di 3 - 5 km/h.
Vada per il Passante e la paralisi del traffico nella zona di Mestre - chi si è messo in viaggio per turismo sapeva a cosa andava incontro e chi viaggia per necessità è abituato alle carenze della rete - ma perché costringere tutti gli automobilisti a un'ulteriore sofferenza quando si potrebbe benissimo aprire i caselli del Lisert senza pretendere il pagamento di una tratta percorsa per oltre 100 chilomentri a passo d'uomo?
Forse Autovie Venete perderebbe l'occasione per rimpinguare le casse? Soltanto risparmiando sulle bottiglie d'acqua copiosamente distribuite dalla Protezione Civile ai malcapitati si raggiungerebbe forse la stessa cifra... Senza contare l'immensa spesa di centinaia di migliaia di motori accesi e soprattutto l'ulteriore ondata di pazzesco inquinamento che si sta riversando sul Carso, intorno all'assurdo casello di Monfalcone Est.
Per favore, aprite le porte del casello, prima che sia troppo tardi...

venerdì 7 agosto 2009

La maggioranza balneare

Nel Consiglio Comunale del 20 luglio Romoli aveva detto che c'erano decisioni urgentissime da prendere, Devetag aveva dichiarato nell'ultimo consiglio che senza l'approvazione della variante al tetto massimo delle consulenze non si poteva "indire la gara" per il direttore artistico della prossima stagione teatrale. Poi la maggioranza si era ritrovata come spesso accade incapace di garantire il numero legale e la seduta era stata aggiornata... Al lunedì successivo, 27 luglio, visto che la seconda convocazione avrebbe richiesto un numero legale di soli 14 membri? No, oltre 10 dei 25 consiglieri di maggioranza erano irreperibili... meglio spostare tutto a settembre.
Con senso di responsabilità i gruppi di minoranza hanno chiesto per giovedì 6 agosto la riunione di una capigruppo urgente finalizzata alla convocazione di un consiglio comunale estivo per approvare almeno i punti più urgenti per la vita della città. Risultato? Assenza totale - senza alcuna giustificazione - della maggioranza, presidente del consiglio Roldo in testa.
Evidentemente le ferie sono più importanti della "gara" per la direzione della prossima stagione teatrale e dei mille anche ben più gravi problemi che stanno soffocando la nostra bella città.

Commissione d'inchiesta sui 68mila euri

Federico Portelli si è fatto portavoce di otto consiglieri comunali tra i quali il capogruppo del Forum e ha inviato alla stampa la seguente comunicazione:
E' stata depositata ieri, sottoscritta da otto consiglieri comunali dell'opposizione, la richiesta di istituire una commissione d'inchiesta sui 68.000 euro che l'amministrazione Romoli ha "dimenticato" di richiedere, entro i termini, alla Camera di Commercio. Entro venti giorni la proposta andrà votata dal consiglio comunale e non ci interessa affatto assecondare lo scaricabarile della giunta Romoli su qualche inconsapevole dipendente. Piuttosto vogliamo far luce per accertare organicamente, come si legge nella proposta di delibera, su tutti i "fatti, atti, provvedimenti e comportamenti tenuti dai componenti degli organi del Comune, dai responsabili degli uffici e dai rappresentanti del comune presso CCIAA" relativamente alla mancata erogazione del contributo finalizzato a realizzare iniziative promozionali a supporto del commercio e del turismo. Per "organi del comune" intendiamo innanzitutto il sindaco e la giunta, nella loro funzione di raccordo istitutuzionale con la Camera di Commercio. In particolar modo per la doppia veste del vice-sindaco, che siede pure nella giunta camerale integrata, ma che invece ha scaricato la responsabilità sul collega Devetag. L'attività d'indagine avrà ad oggetto, oltre che l'accertamento di specifiche responsabilità, la determinazione di ogni conseguenza finanziaria e contabile per il Comune di tale mancata entrata. Inoltre, formulerà proposte operative e procedurali affinché episodi analoghi non abbiano a ripetersi in futuro. E' pacifico, data la funzione di garanzia e di controllo delal commissione, che l'incarico di coordinatore sia attribuito ad un consigliere dell'opposizione, che relazionerà in aula in merito a quanto emerso dall'indagine interna. E' stata anche prsentata una bozza di regolamento, che renda snelli i lavori. La prevista spesa non supererà i 900 euro. E sembra decisamente un buon investimento. Con cui far luce su questo consistente ammanco e facendo in modo che non debba più ripetersi.

giovedì 6 agosto 2009

Sessantottomila euri...

Il sindaco Ettore Romoli afferma di "non voler più intervenire" sulla questione dei 68 mila euro non richiesti alla Camera di Commercio nei tempi prescritti. E fa bene, assolutamente bene, perchè ogni suo ulteriore intervento non fa che aggravare la posizione della amministrazione da lui diretta. A parziale giustificazizone della mancata presentazione delle pezze di appoggio nei tempi prescritti ricorda che ciò è avvenuto anche a Monfalcone e Cormons: ma tre insufficienze burocratico-amministrative non fanno, anche se sommate, una sufficienza per Gorizia! Afferma, poi, che il fatto non ha valenza politica e comunque che "non si può pensare che la giunta possa controllare tutte le singole scadenze". Ora, ragionare sulla "valenza politica del fatto" mi pare francamente fuorviante, si tratta invece di quella che avrebbe dovuto essere una normale buona gestione amministrativa di una normalissima e ordinaria gestione burocratica: la presentazione nei tempi prescritti di un giustificativo di spesa. Circa poi l'affermazione assolutoria dell'operato della Giunta che "non può controllare tutte le singole scadenze", pare francamente del tutto risibile. Sarebbe come dire: l'Ici scade il 16 giugno e il16 o 20 dicembre ma "se pagate in ritardo oppure non pagate e, beh, non possiamo mica controllare tutto!".
Tuttavia, ciò che davvero colpisce in questa vicenda è stata la pronta e irresponsabile giustificazione: "è colpa di un addetto comunale che si è dimenticato di presentare la domanda". Giustificazione ridicola e assurda perchè a questi amministratori non viene nemmeno in mente che se un ufficio non funziona o se la catena di comando presenta delle falle, la responsabilità prima è loro e non di altri!. No, per costoro conta esclusivamento lo "scaricabarile". La richiesta non è stata fatta? E' colpa dell'impiegato. I lavori non proseguono? E' colpa della ditta! I lavori si interrompono per mesi e mesi? Un destino cinico e baro ci perseguita! Manca il numero legale in Consiglio Comunale perchè due consiglierei di maggioranza sono andati a mangiare la pizza (anzi un trancio, come hanno avuto la faccia tosta di precisare!) E' colpa della minoranza rissosa e irresponsabile che ha chiesto la verifica del numero legale. E via enumerando.
E' dunque bene e opportuno che il sindaco ribadisca che "non ha più intenzione di intervenire su questo specifico argomento".
Dario Ledri, Forum per Gorizia

martedì 4 agosto 2009

Via Garibaldi killer

Oggi un'altra persona è caduta e si è infortunata in via Garibaldi; si parla di decine di "vittime" delle assi sconnesse, dei buchi invisibili, delle reti di protezione... In molti casi i malcapitati sono finiti in ospedale, qualcuno di essi ritiene di essersela cavata a buon mercato; tanti altri hanno taciuto portandosi a casa storte, stiramenti e quant'altro.
Il tutto in un cantiere fermo da mesi, in parte coperto da erbacce: ditta fallita, previsione di ripresa con un'altra ditta in settembre, si vedrà...
Il Comune si allena nel consueto gioco dello scaricabarile, mentre Diego Kuzmin accusa l'opposizione di perdersi in queste inutili quisquiglie; intanto i cittadini continuano a farsi male, gli anziani hanno paura di uscire di casa, solo i bambini sembrano divertirsi facendo ammattire gli accompagnatori in questa specie di estemporanea gimkana.
"Gorizia si fa bella, i negozi sono aperti, venite a comprare qui..."
Sì, ma state bene attenti dove mettete i piedi, per non sovraccaricare il già scarso personale del Pronto Soccorso!

Colpi di sole...

Uno dei giochi più inutili dell'estate è quello della gara a chi la spara più grossa. Così il sindaco Romoli oggi rilancia l'idea di una "Gorizialand" rintuzzato da Gherghetta che suggerisce un'"Aquileialand" intitolata addirittura a Giulio Cesare.
Come divertente querelle d'agosto non è male, anche se nell'immaginario collettivo un sindaco e un presidente della provincia dovrebbero essere immersi anche in questo periodo in ben altri problemi.
Perché l'idea è assurda? Prima di tutto perché i costi sarebbero esorbitanti e ben difficilmente si potrebbe trovare uno o più sponsor disposti a sborsare milioni di euro in una zona ben poco frequentata come è la nostra: Gardaland si trova al centro del Nord Italia vicino al Lago di Garda che attira da solo ogni anno centinaia di migliaia di turisti ed è al confine tra le province di Verona e Brescia - che insieme fanno tanti abitanti quanto una volta e mezzo l'intera regione fvg; Mirabilandia si trova tra Ravenna e la riviera di Rimini, dove tra presenze alla ricerca di storia e balneazione si toccano cifre da capogiro; per non parlare di Eurodisneyland presso niente meno che Parigi e così via.
In secondo (e ancor più importante) luogo le nostre terre offrirebbero la possibilità di avviare progetti per un turismo culturale e responsabile, a condizione di saper valorizzare adeguatamente le grandi opportunità finora molto poco sfruttate: dalle immense potenzialità di un parco archeologico all'apero comprendente Aquileia, San Canzian d'Isonzo, il Timavo e Grado a quelle offerte dalle prospettive vitivinicole del Collio; dalla riscoperta di quella sintesi unica e irripetibile del Novecento che è il territorio goriziano alla ricostruzione delle tragedie della prima guerra mondiale in occasione della memoria dei cento anni dall'inizio del conflitto...
Altro che cercare disneyland locali! Insieme ai vicini sloveni occorre prendere in mano un grande progetto storico culturale in grado di funzionare anche come avvio di un'intelligente imprenditoria: prendendo spunto e modello dai parchi archeologici che fanno il "tutto esaurito" in ogni angolo d'Europa. La nostra storia è il nostro vero tesoro nascosto; il resto lasciamolo pure alle battute da solleone...

lunedì 3 agosto 2009

Per essere chiari...

E' già sui quotidiani odierni, ma vale la pena conservarne memoria: tanto più che questa vicenda dimostra che un'opposizione incisiva, unita e costruttiva "si può fare".
Sono tre le considerazioni immediate, quasi scontate, che emergono dalla scandalosa vicenda della mancata presentazione dell'istanza di erogazione del contributo alla camera di commercio da parte della giunta Romoli-Gentile. Soldi, ricordiamo, già assegnati al capoluogo e non richiesti in tempo dall'assessore al commercio o, forse, dall'assessore alla cultura. Soldi per iniziative a sostegno del turismo e del commercio. Risorse a noi destinate per rivitalizzare il centro in particolare in questo periodo di crisi. E di caos cantieri. Altro che cartelloni spot a sostegno del commercio, che suonano ora come un'autentica beffa, come quelli fatti affiggere da Romoli e Gentile. Nel merito rimane da stabilire quale dei due assessori, Gentile o Devetag, debba assumersi la responsabilità del mancato contributo. Fermo restando che, dei due, ad avere la maggiore colpa è di chi siede sia in camera di commercio che in giunta comunale.
Prima questione. Se un assessore dorme, e fa perdere al Comune 68.000 euro, quell'assessore deve dimettersi. Se non ha la dignità di farlo, deve intervenire il sindaco. Su questo, naturalmente, anche l'opposizione assumerà le proprie iniziative presentando, se dovessimo arrivare a tanto, una mozione di sfiducia in consiglio.
Seconda questione. Il danno causato al Comune, per una minore entrata corrispondente al contributo a noi destinato dal Fondo Gorizia ma non riscosso a causa della “dormita” dei due assessori. Gentile restituisca alla comunità lo stipendio percepito, per non far nulla o meglio per far solo danni, in questi due anni passati in giunta. Restituisca al Comune l'intera somma di 68.000 euro. Siccome non lo farà autonomamente, alcuni cittadini stanno già hanno intenzione di promuovere una petizione in tal senso. Essi hanno tutto il nostro sostegno. Serve un'azione civica, un sussulto di dignità da parte dei cittadini contro un giunta che non si è dimostrata all'altezza.
Ma più in generale, tutta la faccenda va fatta oggetto di una commissione d'inchiesta in seno al consiglio comunale a cui, ricordiamo, spetta la funzione di controllo politico-amministrativo. L'importante, oltre che accertare le responsabilità specifiche, è evitare che casi analoghi come questo si possano ripetere in futuro. Faremo le nostre proposte in termini di procedure e controlli interni. Deve esserci più trasparenza nei procedimenti del comune. Così, anche grazie al controllo attivo e propositivo dell'opposizione, si potranno certamente evitare casi analoghi. In questi due anni, purtroppo, le informazioni dagli uffici sono state sempre lacunose.
I capigruppo di opposizione in Consiglio Comunale di Gorizia

domenica 2 agosto 2009

Sempre più lontani...

Impressionanti le code autostradali alla fine del passante di Mestre e al Lisert. Impressionanti e, checché se ne dica - prevedibili da qualunque abituale frequentatore della famigerata A4: con un volume di traffico quattro volte superiore a quello previsto in fase di progettazione negli anni '60 il restringimento dalle tre corsie recentemente inaugurate in pompa magna alle due della Venezia Trieste non poteva che creare enormi disagi. E per fortuna è stato eliminato il casello di Venezia Est, vera buona novità collegata alla creazione del Passante!
Casello che invece non è stato eliminato al Lisert, dove si sono toccati i "soliti" 7 chilometri di coda sotto il sole cocente, incredibile strozzatura nel cuore del Carso vera croce non soltanto per i turisti, ma anche per chi ogni giorno deve andare a lavorare verso Trieste.
Due domande ingenue ingenue agli esimi e ben pagati amministratori di Autovie Venete:
- Come è possibile restare tranquillamente al proprio posto quando si amministrano i destini di un'autostrada sostanzialmente identica a come era quando è stata costruita quarant'anni fa e che ogni anno finisce in prima pagina per le code record e per gli incidenti con più vittime in Italia?
- Come è possibile mantenere ancora il casello al Lisert, rifiutando ogni petizione popolare a favore dell'ovvia liberalizzazione della tratta o costringendo a pagare il biglietto ai poveri automobilisti in giornate che li hanno visti impiegare quattro ore per percorrere 90 chilometri con un caldo tropicale?