venerdì 31 luglio 2009

A chi serve un ater così?

La legge regionale che istituisce le ATER attribuisce loro questi compiti:
1. fare politiche ed azioni per abbassare gli affitti. E invece l'Azienda pubblica si comporta come una privata, condivide gli stessi obiettivi e le stesse azioni delle imprese costruttrici. Politiche che hanno determinato negli ultimi anni un aumento degli affitti molto più alto di quello degli stipendi incidendo in percentuale insopportabile sul bilancio mensile di molte famiglie.
2. fare nuove case popolari. E invece l'Azienda pubblica per la casa le compera pronte. Del tipo proposto dalle imprese, agli alti prezzi imposti dal mercato. In tutta Europa invece gli enti pubblici fanno case a costi bassi, indirizzano il mercato, scelgono le tipologie idonee, pianificano il territorio. Per non parlare del Contratto di quartiere 2: dai 54 alloggi previsti sei anni fa ai non si quanti di oggi; da un edificio che dopo sei anni doveva essere bello e finito al non si sa se sia finito nemmeno il progetto. E gli amministratori a dire sempre e comunque “è tutto a posto” ecco che adesso “si è sbloccato l'iter” o ad incolpare quella “maledetta burocrazia...”
3. conservare il proprio patrimonio, farne manutenzione e darlo in affitto a un buon prezzo. E invece oggi mette in vendita un gran numero di alloggi, anche all'asta, a chi non è inquilino, a chi offre di più. Un bene pubblico trasformato in soldi. E il patrimonio costruito con le tasse e i sacrifici di tutti noi viene venduto per fare cassa. E con il ricavato della vendita di 189 alloggi, l'ATER pensa di realizzare 1 milione di euro: i soldi necessari per fare 4 o 5 di nuovi alloggi. Un formidabile affare (189-5) =184 alloggi popolari in affitto in meno e 184 famiglie che dovranno rivolgersi al mercato privato.
Marketing immobiliare e piani strategici dell'amministrazione dell'ATER concordano alla perfezione. Dovrebbero esser “in concorrenza” e invece ente pubblico e privati condividono linguaggi e obiettivi, portano avanti gli stessi interessi. Ma è proprio dalle parole e dalle dichiarazioni fatte ai quotidiani dagli amministratori pubblici che si svela il corto circuito che pone in dubbio il senso stesso dell'ATER. Nel momento in cui ammettono la propria incapacità a costruire a prezzi più bassi di quelli fatti dalle imprese non si rendono conto di andare contro i propri fini istituzionali e di mettere in gioco l'esistenza stessa dell'Ente. A chi serve allora un ATER così?
Perché chi ha bisogno di un alloggio deve transitare all'ATER e fare un passaggio in più?
Perché la Regione non manda direttamente chi ha bisogno di una casa dalle imprese che li costruiscono?
la compagnia dei transalpini

giovedì 30 luglio 2009

Primarie? Se ne può parlare...

Rispondendo a una nervosa serie di accuse mosse dal vicesindaco, il capogruppo del Pd in consiglio comunale propone tra le righe dei quotidiani odierni la riaggregazione del centro sinsitra alle elezioni del 2012: richiama la felice scelta delle primarie del 2002 (quelle da cui emerse il nome del candidato poi vincente Brancati) sostenendo la necessità di un conforonto fra le "ragioni" del Pd e della sinistra. Si è sufficientemente lontani dall'appuntamento per poterne parlare senza troppi patemi: l'idea di Portelli deve essere presa in considerazione, c'è tutto il tempo per approfondirla e arrivare alle scadenze senza la solita acqua alla gola.
Per alimentare il dibattito c'è da dire che le "primarie" sono uno strumento utile là dove c'è un progetto politico comune e si chiamano gli elettori a scegliere l'orientamento (e la persona) ritenuto più adeguato a realizzarlo. Ora, è evidente che il centro sinistra e la sinistra ritengono un valore e un vantaggio presentarsi uniti alle prossime non facili elezioni comunali (e perché no, anche alle più "vicine" provinciali...): tuttavia è necessario essere consapevoli che per raggiungere tale obiettivo occorre confrontarsi in modo molto più approfondito di quanto realizzato finora intorno alla Gorizia Gorica del futuro.
Vincere le elezioni non può essere l'unico motivo del mettersi insieme (come dimostrato da tanti esempi nazionali e locali), ciò che unisce e pone le condizioni per un leale sostegno finalizzato al bene di tutti è la condivisione degli ideali, delle strategie e dei percorsi per la loro realizzazione. Occorre confrontarsi a fondo sul lavoro e l'imprenditoria, sulla cultura e le relazioni internazionali, sul turismo e la promozione dell'immagine del territorio, sulle università e sulle questioni ambientali, sui diversi ambiti del welfare, sull'urbanistica, sulla viabilità. Occorre incontrarsi, discutere e promuovere: non bastano slogan o investimenti sui profeti (o sulle profetesse!) di turno; neppure l'esito di tale impegno per un'eventuale riunificazione può essere considerato scontato...
La sinistra e il centro sinistra sono attesi da anni di duro lavoro, di progressiva trasformazione dei percorsi d'opposizione in programmi e progetti sostenibili per il governo della città e della sua provincia.

mercoledì 29 luglio 2009

Tre domande al Comune sui marciapiedi di via Trento

Gli analisti militari sostengono che chi vince la battaglia dell'informazione vince la guerra.
Le campagne sostenute negli ultimi vent'anni per convincerci che “privato è bello” sono state portate avanti con tutti i mezzi, hanno diffuso un immagine del pubblico come sinonimo di degrado, di spreco e di insicurezza. Gli edifici pubblici sono degradati, è uno spreco far qualcosa di pubblico, le periferie popolari sono luoghi insicuri, ecc.
Imprese immobiliari e Comuni, affiancati da una stampa sempre amica, condividono le politiche e producono i risultati che sono sotto gli occhi e nei cuori di tutti.
Anche gli spazi pubblici della città hanno subito questo trattamento e chi vuole “conquistarli”
non deve nemmeno lottare molto per raggiungere il suo scopo.
Il marciapiedi di via Trento, di via Donizzetti, via Ariosto e via Duca d'Aosta sono tranquillamente occupati da due anni senza che nessuno cittadino “proprietario” muova un dito.
Proviamo a ragionare attorno a queste considerazioni.
La prima impressione che si ricava è che i cittadini a cui sono stati sottratti marciapiedi e posteggi non siano consapevoli di quanto gli è stato portato via.
La seconda è che non hanno nessuna intenzione di far nulla per re-impadronirsi di quei marciapiedi.
La terza è che se anche lo volessero, non hanno a disposizione le forze necessarie all'impresa.
Ancora una considerazione e poi tre domande per il Comune.
Se i marciapiedi avevano bisogno di essere rifatti avrebbero dovuto essere rimessi a posto da una parte e dall'altra della via. E allora non si capisce perché in tutte quattro le vie si è scelto di rifare solamente il lato dove lavora l'impresa. L'impressione è che rifare i marciapiedi della zona non interessasse al Comune (e quindi ai cittadini) ma solamente all'impresa che lavora lì.
Prima domanda: perché il Comune ha deciso di rifare i marciapiedi solamente sul lato dove lavora l'impresa e non anche sull'altro?
Seconda: questi lavori che interessano all'impresa chi li paga?
Terza domanda: perché l'impresa che per due anni non ha lavorato ai marciapiedi, non ha pagato per tutto questo tempo l'occupazione di suolo pubblico?
Non sono dieci e non riguardano affatto la privacy.
I marciapiedi attorno al cratere di via Trento sono spazio pubblico di proprietà dei cittadini di Gorizia. Il Comune a questi proprietari dovrebbe rispondere.
la compagnia dei transalpini

martedì 28 luglio 2009

Viva le critiche costruttive...




Non si sa se siano stati i ripetuti interventi dei consiglieri del gruppo oppure i post su questo blog del Forum per Gorizia Gorica Gurissa: comunque sia non ci si può che rallegrare perché sono ripresi i lavori per la sistemazione del marciapiede di via Duca d'Aosta e per il riempimento di quello che ironicamente avevamo definito "Ground zero".
E, già che ci si è, come non pensare a un collegamento tra la nostra segnalazione dell'altro giorno e il raddrizzamento del semaforo di via XXIV maggio?

domenica 26 luglio 2009

Una città a misura di bambino?

Il rap cantato dagli scolari di via Zara fa venire in mente una ridda di pensieri: i lavori in corso, le strettoie, i segnali di pericolo, le viabilità modificate come pure i sensi vietati che sembrano contraddire le direzioni obbligate non riguardano soltanto le strade del centro cittadino. La città "si farà bella" quando saprà cogliere il disagio crescente nelle più giovani generazioni, quelle che inneggiano, probabilmente scherzosamente e senza pensarci su troppo, alla morte della propria maestra e al sangue "che cola come coca cola", alle mitragliatrici che sparano e così via...
Non si sblocca la questione dei giovani, ha superato ormai l'anno la loro inevasa richiesta di essere ascoltati dal consiglio comunale; le scuole elementari si fanno ora teatro di nuovi interrogativi pressanti, i bambini invocano attenzione e lo fanno affrontando gli unici argomenti ancora tabù nella società postmoderna, la morte e la violenza che non a caso sono anche i fondamenti del "sacro". Chi darà loro risposta?

sabato 25 luglio 2009

Un geniale progetto di cemento armato

Slitta a fine estate la possibilità per le imprese di manifestare interesse alla realizzazione del centro commerciale previsto al mercato coperto di via Boccaccio. Il tempo della gara scadeva il 27 luglio ma il Comune si accorge che è estate, fa caldo e rimanda tutto a fine settembre. Trovata geniale come il nome del progetto: Leonardo.
In che modo il progetto Leonardo sarà utile a Gorizia? Chi ci guadagnerà? I dubbi vengono persino alle imprese che vorrebbero far affari e che per ora non manifestano alcun interesse a partire.
Ma per il momento chi paga? Noi: Regione e Comune hanno pagato il progetto Leonardo che propone una grossa struttura di quattro piani in cemento (per capirci un edificio delle dimensioni di circa 100 alloggi) sul piazzale che ospita oggi il mercato all'ingrosso, che diventerà il “cuore pulsante dello shopping center”. Prevista anche la riqualificazione (viene chiamata sempre così, che riqualifichi oppure no) del mercato coperto di via Boccaccio e la trasformazione delle aree attorno. I numeri sono questi: 7.500 mq di superficie di vendita, 500 parcheggi, 250 nuovi posti lavoro, per una spesa di 30 milioni di euro.
Perché il Comune sceglie di fare una nuova struttura di cemento armato piazzata dentro al centro storico, attaccata all'antico chiostro di Santa Chiara? Non si sa e il Comune non ce lo spiega. I progettisti assicurano che l'edificio sarà bello – più bello del chiostro di Santa Chiara? - e questo da solo basta e assicura “una grande occasione di rilancio” per il centro cittadino. Tutto qua. Ovvio che chi si preoccupa di vendere, progetta solo strutture di vendita ma perché il Comune non vede un po' più in là?
Prima domanda: perché soppiantare il centro storico trasferendo lo shopping in un edificio in cemento armato?
Seconda: i 250 posti di lavoro escono tutti dal nulla? Perché non si chiede quanti saranno gli imprenditori dei piccoli negozi goriziani costretti a chiudere e quanti i posti di lavoro persi? Eppure tutti gli studi dimostrano che un nuovo centro commerciale porta per l'occupazione un saldo sempre negativo. Perché mai il Comune progetta per la città un futuro chiamando un ricco imprenditore da fuori e prevede per i suoi giovani una vita di lavoro modesta e precaria?
Eppure sappiamo che a Gorizia per portare la vita nel centro storico bisogna inventare e organizzare un evento importante, spendere soldi, bloccare il traffico, liberare le strade dalle automobili, vivere gli spazi pubblici della città. Gli esempi ci sono: la Storia e i Gusti di frontiera riescono a cambiare il modo di vivere la città senza costruire un edificio di cemento e 500 parcheggi coperti.
Capire che il progetto Leonardo è inutile e pericoloso è il primo passo che dovremmo fare per comprendere il danno che per la città e i suoi abitanti viene fatto da questa condivisione di politiche e di obiettivi fra marketing immobiliare e amministratori comunali.
Il Comune invece di usare i nostri soldi per un geniale grande progetto e aspettare manifestazioni di interesse di un grosso imprenditore che viene da fuori, potrebbe fare tanti piccoli progetti per attivare le energie, le potenzialità, le idee dei nostri giovani in modo da riconquistare e far rivivere una città che sta morendo.
la compagnia dei transalpini

venerdì 24 luglio 2009

...e il 74% degli italiani gli crede?

Siamo in un paese in cui chi è al potere può dire ciò che vuole, può condividere con i media strategie e politiche, contare sull'inesistenza dell'opposizione e sull'indifferenza dei cittadini.
Su questo blog abbiamo già parlato di piano casa. Nel marzo di quest'anno Berlusconi aveva convocato una dopo l'altra e per diverse settimane una serie di conferenze stampa per annunciare il provvedimento del governo. Il piano casa - secondo noi un delirio, vedi post del 19 marzo - non è mai stato varato anche perché quelle norme non sono di competenza del Governo ma delle Regioni che difatti stanno, ognuna per conto proprio e con esiti diversi, provvedendo in merito.
Ma questa settimana riecco l'annuncio: pronto il piano casa. Lo stesso? No, tutto un altra cosa. Non è riuscito a varare il primo ma se l'era messo in testa e un qualcosa, anche se completamente diverso, che si chiamasse piano casa lo voleva fare.
Interpellata dall'ANSA, l'assessore Seganti dà un giudizio positivo su questo secondo piano casa e spiega che il provvedimento regionale pronto a breve "recepisce gli indirizzi del Piano Casa nazionale e consente ampliamenti sino al 35 per cento dei volumi in periferia (sino a 200 metri cubi nei centri storici) e recuperi dei sottotetti, con la possibilità di alzarlo se fuori dai centri storici". Centra qualcosa col piano casa approvato? No, nulla. Chi ci amministra può raccontare quello che vuole e scriverlo pure sul sito della Regione. Il piano casa varato questa settimana non centra nulla con gli ampliamenti o con il recupero di sottotetti.
Riguarda invece la costruzione di 100.000 alloggi che - viene raccontato e poi ripreso pari pari da tutti i media - saranno costruiti in cinque anni al costo di 500 milioni. E tutti, dai telegiornali ai giornali del giorno dopo a riportare la conferenza di Berlusconi, trattando la questione come un reality, senza fare o almeno porsi una domanda, senza verificare un dato che vada nella sostanza del provvedimento adottato. Nessuno che abbia semplicemente provato a dividere i 500 milioni per i 100.000 alloggi. Il risultato dà i soldi previsti dal Governo per fare un alloggio: 5.000 euro!!!
Fino ad oggi con 5.000 euro a Milano o a Roma si compera un metro quadro di appartamento. A Gorizia forse si riescono a portarne via due. All'Obi di Nova Gorica vendono a questi prezzi quelle casettine in legno da mettere in giardino. Oppure anche stavolta ci ha raccontato una balla: dice di non essere un santo e invece i miracoli li fa!
La compagnia dei transalpini

Erbacce a scuola


Gorizia si fa bella... due immagini della scuola Rismondo in via Svevo (foto Nevio Costanzo)

Pizza connection...

Le piccate esternazioni dei consiglieri comunali Carruba ed Hassek sono assolutamente fuori luogo. I due consiglieri di maggioranza cercano di scaricare la colpa di quanto è successo in consiglio, dove è saltata la seduta per mancanza del numero legale, sull'opposizione. Non è la maggioranza - secondo loro - che deve garantire i numeri, ma la dispettosa opposizione che “approfitta della situazione” per chiedere il numero legale! E' basso e meschino, secondo Carruba ed Hassek, approfittare del calo di zuccheri di due consiglieri per uscire dall'aula. Alle osservazioni dei due colleghi si potrebbe obiettare che i pasti potrebbero essere portati da casa, in modo da seguire con costanza i lavori, già così rari, dell'aula. Forse sarebbe stato interessante anche per loro ascoltare la delibera in discussione, che riguardava l'incarico di direttore artistico e promoter del Teatro Verdi. Dopo una buona mezz'ora di dibattito, l'opposizione si è accorta che la discussione avveniva tra pochi intimi: la maggioranza si mostrava disinteressata alla stagione teatrale, tanto da non essere presente in aula. Non è certo a noi dunque che va rivolta l'accusa di essere irresponsabili!
Ma non è questo il punto più importante che va sottolineato. La questione vera e grave del Consiglio è che le riunioni sono assolutamente insufficienti per esaurire l'ordine del giorno. Con strumentali accenni ai “costi della politica”, che non sono di sicuro quelli dei gettoni dei consiglieri, si accumulano argomenti importanti che non vengono mai esauriti. Molto grave è che non si risponda neppure – nei termini previsti dallo statuto del Comune – alle interrogazioni dei consiglieri, mostrando in questo modo non solo di non avere alcun riguardo per i diritti dell'opposizione, ma di non essere motivati a confrontarsi, a conoscere punti di vista diversi e soluzioni ai problemi della città. Altra cosa gravissima è che il Consiglio comunale non si riunisca fino a settembre! Nell'ordine del giorno - oltre il destino della stagione teatrale con la nomina del direttore artistico in sospeso fino a nuovo ordine - si trascinano da mesi molti importanti punti di dibattito come l'istituzione della Consulta dei Giovani, la rateizzazione del pagamento TIA, l'istituzione della Commissione locale per il paesaggio, senza la quale (doveva essere varata il 30 marzo!) sarà difficile andare avanti con i lavori pubblici. Il vero problema non è dunque solo la pizza dei consiglieri, ma una gestione poco efficace dei lavori del consiglio. Ricordiamo che la maggioranza ha avocato a sé la presidenza di tutte le commissioni consiliari sostenendo che aveva “i numeri per farlo”. Allora se vuole imporre la logica dei numeri, invece che quella della democrazia, non si lamenti poi se qualcuno di noi ogni tanto gliela ricorda.
Forum per Gorizia

giovedì 23 luglio 2009

Strade come biliardi...

Romoli dichiara "abbiamo fatto molto" e in un comunicato racconta tutti gli interventi effettuati in città per coprire buche, sfalciare l'erba e riasfaltare brani di marciapiede. Basta un breve tour in bicicletta nei luoghi indicati per capire: a parte qualche metro di asfalto sparso qua e là si tratta di falle macroscopiche coperte dalla brava squadra del Comune e del taglio di un po' d'erba, neppure quella - assai evidente - che prospera fino a oggi nello scavo paralizzato davanti al Teatro Verdi. Inoltre i quotidiani proclamano che con 1 milione 800mila euro ci sarà una ristrutturazione generale di molte vie della città, con rifacimento e sostituzione della copertura di marciapiedi, asfaltatura di numerose strade importanti, adeguamento del tutto alle necessità dei diversamente abili... Insomma, come afferma il titolo dell'articolo "strade come biliardi con due milioni di euro". Due giorni fa il vicesindaco Gentile dichiarava che per sistemare parte della segnaletica orizzontale occorrono almeno tre milioni di euro: imbiancare un centinaio tra strisce pedonali e segnali di stop - intervento richiesto da un consigliere del Forum segnalando le situazioni a rischio nei pochi punti nevralgici della città - costerebbe un milione di euro in più rispetto alla ristrutturazione generale di intere strade... Mah!

martedì 21 luglio 2009

Ottomila euro da gestire bene...

Durante il Consiglio Comunale di lunedì si è sentito un consigliere bofonchiare sommessamente "ottomila euro buttati via" riferendosi al secondo lui troppo lungo secondo altri molto interessante dibattito sul testamento biologico...
A parte che chi brontolava in questo modo da solo ogni mese raccoglie dai contribuenti lo stesso importo speso per due sedute di un consiglio comunale di quaranta membri, è legittimo chiedersi chi è che fa perdere tempo?
Sì, perché è vero che un Consiglio che in due sedute di sei ore riesce sì e no ad arrivare al terzo dei 15 punti all'ordine del giorno ha qualcosa che non va...
Non va la conduzione di centro destra, incapace di gestire le conflittualità latenti e manifeste, impotente di fronte a lungaggini procedurali ai limiti dell'indisponenza.
Non va l'assai frequente mancanza del numero legale dovuta all'incapacità della maggioranza a garantire la presenza dei suoi membri e la quasi permanente assenza dei consiglieri di centro destra dall'aula consigliare durante le discussioni, dove la maggior parte di essi non ha ancora fatto sentire la propria voce.
Non vanno gli "incidenti di percorso" come quello relativo alla discussione sul regolamento della commissione paesaggio, resa infinita (siamo nell'ordine delle sette ore!!!) dalla cocciutaggine di un assessore del centro destra e poi bocciata dal mancato raggiungimento del quorum causa pizza di alcuni consiglieri di centro destra.
Ecco come va avanti traballando l'attuale consiliatura, mentre in città gli interminabili lavori paralizzano il traffico e costringono gli esercizi alla chiusura, i giovani fuggono a gambe levate e gli amici d'oltreconfine ricordano con le loro realizzazioni che siamo arrivati nel terzo millennio, l'imprenditoria è penalizzata e il commercio non riesce a rialzarsi.

Maggioranza alle corde...

Ancora una volta un consiglio comunale viene bruscamente interrotto dalla mancanza del numero legale. Non su una questione da poco, il ritocco delle quote massime già approvate in marzo per le consulenze esterne del Comune per far spazio allo stipendio per il Direttore Artistico e il Promoter della prossima stagione teatrale. Nonostante una delibera da ultimo momento non vagliata da alcuna commissione e un evidente imbarazzo nelle risposte ai quesiti dovuto anche all'assenza dell'assessore al bilancio si veleggiava verso una tranquilla votazione con probabile benevola astensione di un'opposizione molto partecipe. Astensione motivata dal fatto che la spesa era stata di fatto "dimenticata" dal bilancio preventivo, ma anche dal voler evidenziare l'interesse nei confronti di una stagione teatrale che senza questo "aggiustamento" rischierebbe di non partire. A quel punto è accaduto l'inverosimile: accorgendosi di parlare a un'aula semivuota qualcuno ha chiesto la verifica del numero legale al fine di richiamare i numerosi frequentatori delle macchinette da caffé e... sorpresa! Erano presenti solo 19 esponenti, due in meno del necessario, ben sei in meno di quanto la maggioranza attuale sarebbe in grado di garantire. Conclusione: è almeno la quinta occasione in cui si scende sotto il numero legale - il che, tenendo conto delle rare convocazioni del Consiglio, è veramente tanto! Una maggioranza composta da molti incapaci o da molti dissenzienti? Mah, chi ci rimette è la città che vede allontanarsi sempre più i propri rappresentanti eletti per amministrarla dai problemi urgenti e reali che l'attanagliano.

domenica 19 luglio 2009

Auditorium della cultura friulana Celso Macor

Perché l’auditorium di via Roma è denominato “della cultura friulana”?
Senza per nulla trascurare una componente importante della storia della città, Gorizia difficilmente può riconoscersi in una dimensione così limitativa: è infatti anche giuliana, come pure pugliese, siciliana, veneta, oltre che naturalmente italiana, slovena, in parte tedesca, oggi anche espressione di altre culture e popoli i cui membri hanno deciso di sceglierla come propria dimora.
Per questo motivo, senza entrare in discussioni che porterebbero via tempo e energie, la proposta che verrà discussa nel consiglio comunale di lunedì vuole risolvere una volta per tutte la questione: si tratta di chiedere al Comune di fare in modo che l’auditorium sia dedicato a un uomo in grado di rappresentare la bellezza, la vivacità e la complessità di un universo multiculturale e plurilinguistico come è appunto il territorio goriziano.
La figura di Celso Macor (1925 – 1998) incarna mirabilmente questa dimensione: nato a Versa, morto a Lucinico, ha dedicato la sua intera esistenza alla promozione della cultura della pace, del dialogo, della valorizzazione delle diversità. Lo ha fatto come politico e come tecnico impegnato per tanti anni anche all’interno delle strutture del Comune di Gorizia, lo ha fatto come amante della natura con le sue imprese alpinistiche e con l’impulso dato alla locale sezione del Club Alpino, lo ha fatto come giornalista direttore di molte riviste, per lunghi anni indimenticabile editorialista e vice direttore di Voce Isontina, lo ha fatto come scrittore e poeta nei suoi grandi testi culminati nei volumi fotografici sulle Alpi Giulie e sull’Isonzo.
Apparentemente malinconico nella sua opera letteraria appare sempre proteso alla speranza di un mondo senza reti e senza confini, là dove ciascuno è chiamato a offrire all’altro la ricchezza della propria lingua, cultura, concezione del mondo e religione; là dove la parola identità non è sinonimo di differenza o di steccato bensì di promozione del dialogo e del reciproco arricchimento.
Non si può che auspicare che la mozione trovi favorevole accoglienza, che un cittadino illustre sia ricordato nel modo che merita e che tra breve quello di via Roma possa chiamarsi “Auditorium della cultura friulana Celso Macor”.

Il semaforo pendente

Da molto tempo chi viene da via XXIV maggio e vuole immettersi in Corso Italia trova un semaforo originale che sembra voler corrispondere alle tendenze politiche dell'attuale amministrazione cittadina. In realtà la situazione era la stessa anche prima del 2007; forse qualcuno prima o poi tenterà di raddrizzarlo. Ma potrebbe essere una buona idea anche quella di lasciarlo così: un'attrazione turistica in più, in fondo anche la torre di Pisa...

sabato 18 luglio 2009

Testamento biologico: lunedì il dibattito

Il Consiglio Comunale del 20 luglio dirà la posizione definitiva sulla questione del testamento biologico, ma, per come si è svolto il dibattito nella precedente assemblea, c'è da essere pessimisti. La petizione su cui i Radicali hanno raccolto alcune centinaia di firme richiedeva che l'amministrazione istituisse un registro per i testamenti biologici, in modo che, depositati in Comune, essi potessero essere autenticati e conservati. Il testamento biologico è l'espressione della volontà di essere curati a tutti i costi e con qualunque mezzo o essere lasciati morire con eventuali cure palliative. Si tratta di decisione che viene espressa quando si è consapevoli, ma modificabile nel tempo, per evitare di dover vivere il calvario che abbiamo visto percorrere dalla famiglia Englaro, la cui figlia non aveva preventivamente lasciato esplicite dichiarazioni sulle cure da ricevere o non ricevere.
La legge che si discute in parlamento rischia di essere una cattiva legge che non lascerà l'ultima decisione al paziente ed imporrà probabilmente al malato dei veri e propri interventi terapeutici, spacciandoli per “alimentazione” ed “idratazione” Sarebbe utile dunque che da Gorizia, come è successo in altri comuni d'Italia, compresa Pisa e alcune municipalità di Roma, partisse un segnale inequivocabile da parte dei cittadini, che rivendicano il loro diritto a decidere della loro vita. In consiglio comunale la maggioranza dei consiglieri non ha voluto far parlare un rappresentante dell'associazione radicale che aveva raccolto le firme, motivando che “così si creava un precedente”. Sarebbe stato a mio avviso un precedente virtuoso!Non si capisce infatti perchè i cittadini, in tempi e con procedure regolamentate, non possano intervenire in assemblea, soprattutto quando parlano a nome di gruppi di interesse, come in questo caso. Successivamente la discussione, pur ampia, è proceduta con una serie di argomentazioni che vertevano su alcuni punti discutibili: perché raccogliere i testamenti prima della legge? Come fare con la legge sulla privacy? Perché non raccogliere le dichiarazioni presso l'ASL? Osservazioni che non sono condivisibili, dato che lo scopo della petizione è quello di indirizzare il legislatore, sancire diritti civili e non sanitari da subito. Per quanto riguarda la privacy, basterebbe seguire la buona prassi degli altri comuni italiani che hanno deliberato di raccogliere i testamenti. Quello che mi sembra manchi da parte del centro destra è la decisa volontà di considerare prioritari i diritti dei cittadini che vogliono in autonomia decidere di non proseguire vite in coma vegetativo o in situazioni di dipendenza da macchine. Chi crede che a decidere della vita terrena debba essere un essere supremo, non sarà certo costretto a vedersi “staccare la spina” e potrà continuare a vivere in ogni condizione, ma chi non crede a questo, deve avere il diritto di non essere sottoposto ad accanimento terapeutico. In molti paesi d'Europa queste leggi già ci sono, in Italia sembra che coloro che non si riconoscono nella concezione della vita e della morte di parte della Chiesa, siano cittadini di serie B, con minori diritti degli altri. E' questa categoria che va tutelata: le coppie di fatto, coloro che non sono d'accordo sull'accanimento terapeutico, gli omosessuali sono cittadini che, pagando le tasse come gli altri, devono avere gli stessi diritti dei credenti.
Anna Di Gianantonio, Forum Gorizia

Sì alla Provincia, ma con qualche risparmio...

L'Ente Provincia di Gorizia sopravviverà ai "tagli" proposti da Maroni? Ci si augura di sì, ovviamente, tenuto conto della peculiarità di un territorio multiculturale e plurilingue oltre che di un'importante tradizione storica che secondo alcuni giustificherebbe la rivendicazione di un allargamento all'ex austroungarica Bassa Friulana.
Tuttavia navigando sul rispettivo sito ci si imbatte negli stipendi dei dirigenti, in sei fanno una media di 90mila euro a testa annui, il che nell'insieme corrisponde a 540mila euro, oltre un miliardo delle vecchie lire: per una provincia sui 140mila abitanti è davvero parecchio...
Aggiungendo i circa 720mila annui che spettano ai dirigenti del Comune si arriva a una cifra complessiva di 1.260.000 euro (oltre due miliardi e mezzo di lire): ogni elettore goriziano paga i suoi dirigenti provinciali e comunali con 21 euro, oltre 40mila lire l'anno. Non che il dibattito sulla Casta ha portato a dimenticare i costi della macchina amministrativa? O è un discorso meramente qualunquista constatare che se i dirigenti dei due Enti si trovassero ridotto lo stipendio a una media di "soli" 5mila euro (10 milioni!!!) lordi al mese si realizzerebbe un risparmio di oltre 400.000 mila euro (quasi un miliardo di vecchie lire) da reinvestire in modo più equo?

Ombre su "Insieme per la speranza"

Dalle pagine dei quotidiani locali un padre ringrazia oggi tutti i cittadini che in qualsiasi modo hanno contribuito con la loro gara di solidarietà al miglioramento delle condizioni di salute della figlia che ha potuto essere adeguatamente curata.
Nel suo intervento accusa senza mezzi termini l'associazione onlus "Insieme per la speranza" della quale è anche membro del consiglio direttivo di "mancanza di trasparenza": nonostante le reiterate richieste lo stesso direttivo sarebbe stato riunito una sola volta, rifiuto di pubblicare l'entità delle offerte ricevute sul sito internet, scarsa chiarezza generale sui proventi...
Ha avuto grande coraggio nell"avvisare l'opinione pubblica" delle gravi omissioni che si sarebbero finora verificate; non resta che attendere la risposta dei vertici (o meglio a questo punto del vertice) dell'associazione e soprattutto augurare alla ragazza tanta salute e tanta serenità.

venerdì 17 luglio 2009

Gorizia si fa bella...







... è scritto sui cartelli che ricordano ai cittadini che i negozi sono aperti in piazza Vittoria, in via Garibaldi, in piazza sant'Antonio. Insomma, dove ci sono i cantieri.
Ma per chi entra in città le cose non stanno affatto così. Smantellato il mega catafalco con i manifesti stracciati dedicati ai cavalli che per un mese ha fatto brutta mostra di sé alla fine del ponte VIII agosto, gli accessi da Piedimonte non sono incoraggianti: non è piacevole aspettare l'autobus tra l'erba presso il sottopassaggio Baruzzi, nè riscontrare l'attualità dei manifesti appesi negli spazi comunali o passaggiare nei pressi dell'ex centro sociale di via Ponte del Torrione...
Meglio una breve gita in bicicletta sulle ciclabili sotto Castagnavizza!

Gusti di frontiera durerà tre giorni...

Leggo che "Gusti di frontiera" edizione 2009 si terrà nei giorni di venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre p.v... Dunque, l'importante manifestazione goriziana si articolerà ancora su tre giorni. Ora, nell'oramai lontano ottobre 2007 il sindaco Romoli e l'assessore al Parco culturale Antonio Devetag, dopo il successo della manifestazione lascito della Giunta Brancati, affermavano perentori: "Gusti di frontiera nel 2008 durerà 4 giorni" (Il Piccolo 2.10.2007). Tale entusiasta ed entusiasmante affermazione veniva ribadita un anno dopo, a conclusione della manifestazione 2008 articolata sempre su tre giornate: "Dal prossimo anno Gusti di frontiera durerà 4 giorni". Oggi siamo alla presentazione dell'edizione di quello che era il "prossimo anno" e la durata è sempre di 3 giorni. Questi accorti amministratori promettono e ripromettono e poi, a distanza di solo un anno, si dimenticano, rinnovano la promessa e tornano a dimenticarsene. Sarebbe auspicabile, al termine di questa edizione di "Gusti di frontiera", per loro e anche al fine di evitare ulteriori prese per i fondelli dei cittadini, che si astenessero da ulteriori annunci. Grazie.
Dario Ledri
Forum per Gorizia

giovedì 16 luglio 2009

Sei senza soldi? Paga la multa!

Il Romoli afferma che l'ordinanza antiaccattonaggio sarà applicata in modo soft, prima il dialogo e poi le multe. Ma - la domanda è talmente ovvia da suscitare un amaro sorriso -l'"accattone" (meglio definirlo il "povero") dove troverà i soldi per pagare la multa?
Alcuni vedranno salire di giorno in giorno il conto da pagare alle casse del Comune fino al raggiungimento della quota sufficiente per passare qualche mese "al fresco"; altri convinceranno qualche istituzione assistenziale o persona "tre volte buona" a devolvere al posto loro gli emolumenti previsti aggiungendo un tassello al già complesso mosaico delle tasse e delle imposte.
Infine, già che ci si è, sarebbe interessante capire come si fa a proporre di non accattonare davanti alle chiese senza sentire prima il parere dei parroci e dei consigli parrocchiali...

martedì 14 luglio 2009

Iris: dalla parte dei lavoratori

Persiste una irresponsabile cortina fumogena sul futuro di IRIS, alimentata dalle dichiarazioni contraddittorie di Romoli e resa ancora più fitta dal palleggio di responsabilità che sembra avvenire, tra proprietà e dirigenza, in merito alla salvaguardia dei posti di lavoro. (...)
Il sindaco, con l'ennesima sparata a mezzo stampa, è arrivato ad ipotizzare la volontà di impiegare l'utile straordinario realizzato dalla vendita del ramo energia per il rifacimento di marciapiedi. Ben altri son gli indirizzi che Romoli ha ricevuto dal Consiglio Comunale di Gorizia non più tardi di un mese fa. Sarà quindi il il caso che il sindaco si rilegga bene la mozione, approvata all'unanimità, e si uniformi alla volontà dell'assemblea consiliare, l'unica titolata per legge ad esprimere indirizzi in merito alle società partecipate e all'esercizio di servizi pubblici. Lui stesso, peraltro, ha votato il dispositivo promosso dal centrosinistra e concordato con il suo assessore Pettarin. Un testo che pone precisi paletti nel percorso di un eventuale aggregazione o fusione di della multiutility isontina e sull'ipotesi di cessione del ramo energia.
Primo indirizzo: la salvaguardia degli attuali posti di lavoro, con il passaggio in forma stabile del maggior numero di dipendenti di IRIS alla società acquirente il ramo energia.
Secondo indirizzo: gli utili straordinari della vendita del settore energetico dovranno essere reinvestiti nella società IRIS per rafforzare ed ottimizzare la gestione del settore ambiente. Non solo per i vantaggi fiscali che tale soluzione offre. Ma soprattutto come naturale prospettiva industriale a difesa dell'economia del territorio e per consentire una diminuzione della tariffa a carico dei cittadini (...).
Terzo indirizzo: nella definizione dei futuri piani industriali della nuova realtà nata dall’aggregazione con il ramo energetico di IRIS andrà garantita la permanenza sul territorio comunale di una “società operativa” (in primis per la manutenzione e l’assistenza, ma anche a garanzia dell’accessibilità degli utenti agli sportelli).
Quarto indirizzo: una maggiore trasparenza sulla formazione della tariffa di igiene ambientale (TIA), purtroppo al momento assolutamente deficitaria come dimostrano le difficoltà di accesso ai dati economici sottostanti la tariffa da parte di consiglieri comunali, associazioni dei cittadini e dei consumatori, uffici comunali stessi.
Questi sono gli indirizzi vincolanti votati all'unanimità in aula anche dal PDL. Questi gli obiettivi che Romoli dovrà conseguire, nella qualità di primo socio di IRIS. Amministrare un comune capoluogo richiede senso di responsabilità, soprattutto se gli interessati sono i lavoratori e c'è un'immediata ricaduta sulla qualità dei servizi pubblici erogati ai cittadini e la vendita del
ramo energia, se si farà, non servirà a far cassa per rifare qualche marciapiede in centro. Per l'arredo urbano Romoli vada a batter cassa in Regione.
Soprattutto, l'operazione di vendita non si può fare sulle spalle dei lavoratori. Romoli deve dar seguito alla mozione e far mettere, nero su bianco, la tutela delle posti di lavoro nel bando di gara. (...) L'opposizione consigliare tutta sarà al fianco dei lavoratori e dei sindacati nella loro mobilitazione.
Federico Portelli, capogruppo Ulivo-PD in Consiglio comunale, a nome anche degli altri gruppi di opposizione

Discussione sul testamento biologico

Ieri sera il Consiglio Comunale di Gorizia ha discusso la petizione proposta dall'associazione Trasparenza e Libertà intorno all'istituzione di un registro per il testamento biologico da conservare presso l'anagrafe del Comune. Date le ordinarie lungaggini che caratterizzano questa consiliatura, dovute in gran parte a una conduzione poco precisa dei lavori, non si è arrivati neppure alla fine del dibattito, interrotto a mezzanotte meno cinque con l'auspicio di ritrovarsi il prossimo lunedì intorno a una mozione riassuntiva. Tuttavia una volta tanto il "corpo" del confronto è stato abbastanza interessante, anche se si è riscontrata una certa difficoltà - soprattutto da parte dei rarissimi esponenti della maggioranza che hanno preso la parola - nel saper distinguere i diversi piani (etico, culturale, religioso, politico, sociale, medico scientifico...) della questione. Alla fine quasi tutti gli intervenuti hanno espresso da diversi punti di vista sostanziale accordo nei confronti di una legge parlamentare sul cosiddetto testamento biologico, mentre sul merito della petizione (se istituire o meno il "registro" a Gorizia) si è ritrovata la solita compattezza monoblocco del gruppo Pdl-Udc-Fiamma. Sul "no", ovviamente.
Cosa ne pensate?

domenica 12 luglio 2009

A Orsigna, sulle orme di Tiziano Terzani




A metà strada tra Pistoia e Bologna, poco oltre la sorgente del Reno c'è un paese che ha nome Pracchia. Da lì una stretta strada si inerpica sulle montagne fino a un piccolo borgo che prende il nome dalla valle deliziosa e incontaminata: Orsigna, memoria di un tempo in cui gli orsi contendevano agli umani la supremazia sul territorio selvaggio.
Ancora un chilometro di salita e si arriva alla casa di Tiziano Terzani, il famoso giornalista che ha attraversato in lungo e in largo l'Oriente, abitato per decenni sui rilievi dell'Himalaya e conosciuto dal di dentro tragedie come le guerre del Vietnam, della Cambogia e dell'Afghanistan. Cinque anni fa ha scelto di venire a morire qua, in questo angolo di Tibet sull'Appennino tosco emiliano; qui ha scritto con il figlio Folco e la moglie Angela la sua ultima opera "La mia fine è il mio inizio", qui è stata ripresa l'ultima intervista "Anam, il senza nome". Un minuscolo studio foderato di libri, una stanza tre metri per tre con il letto del trapasso, un albero dalle spesse fronde che nasconde tra le radici una scatola di legno. E anche un panorama meraviglioso sulla valle silenziosa, specchio dell'anima di uno dei più convinti costruttori di pace della seconda metà del XX secolo: come dimenticare il Tiziano Terzani delle "Lettere dalla guerra", dolce convincente polemica con l'intolleranza dell'Oriana Fallaci delle ultime performance antiislamiche?
Salendo ancora si arriva all'"albero con gli occhi", luogo di contemplazione e di intensa spiritualità dove Terzani si inebriava del fiume della vita che sgorga ininterrotto dall'armonia della natura; i suoi appassionati lettori lo hanno trasformato in una specie di misterioso tempio buddhista all'aperto, con cumuli di pietre e bandierine nepalesi contenenti le preghiere da affidare al vento. Insomma, una radura di speranza nel bosco fitto dei problemi che sembrano voler avvolgere e soffocare con i loro tentacoli l'umanità. O forse più semplicemente un altro punto di vista, o "un altro giro di giostra" per dare un significato nuovo e inatteso alla vita...

venerdì 10 luglio 2009

Da piazza Vittoria a via Garibaldi... na scarpa e un zocolo

Dopo piazza Vittoria la storia sembra ripetersi in via Garibaldi. A quasi cinque mesi dall’inizio dei lavori, la centralissima via si presenta come un percorso di guerra. In qualsiasi altra città, amministrata indifferentemente dal centrodestra o dal centro sinistra, un assessore ai lavori pubblici che avesse collezionato in due anni e poco più di mandato tanti e così clamorosi insuccessi sarebbe stato normalmente “dimissionato”. A Gorizia ovviamente ciò è impossibile, perché il sindaco dovrebbe dimettere se stesso. Ora il sindaco rassicura i commercianti di via Garibaldi promettendo che sarà trovata una via d’uscita per accelerare l’iter. Non vorremmo che la via fosse la stessa di Piazza Vittoria dove, accanto alla lastricatura in arenaria silicoclastica, fa bella mostra di sé una orrenda asfaltatura a grana grossa utilizzata per consentire la apertura al traffico della strada antistante alla chiesa di Sant’Ignazio. Circa poi il resto, le transennature dei punti luce restano sotto gli occhi di tutti.
In via Garibaldi, come oramai tutti i goriziani sanno a memoria, è previsto “l’utilizzo di pietra chiara d’Aurisina per il rifacimento dei marciapiedi mentre per l’asse stradale saranno utilizzati cubetti di porfido del Trentino con un intervento teso a rispettare le caratteristiche storiche della strada …. mentre anche l’impianto di illuminazione sarà un ritorno al passato con l’utilizzazione di punti luce molto suggestivi”. Esattamente come era stato previsto per Piazza Vittoria, e poi si è scelto l’asfalto secondo la migliore tradizione di “’na scarpa e un zocolo”.
FORUM per GORIZIA

giovedì 9 luglio 2009

GO8, 9 10: prima serata alla Transalpina


Ieri sera si è tenuto un incontro molto interessante con Pierluigi di Piazza ed Alberto De Nadai sui temi del nuovo decreto sull'immigrazione e sul carcere. Interessante , ma con poche persone.. Richiamo la vostra attenzione sul fatto che i problemi della città sono le buche, la piazza Vittoria, ma anche il clima antidemocratico e razzista che sta permeando la società italiana, dove gli anti corpi sembrano molto ridotti. Oggi ci sarà il dottor Marino Andolina che cura i bambini nei teatri di guerra e che ci parlerà appunto di cosa sta succedendo fuori dal nostro cortile di casa.

mercoledì 8 luglio 2009

Caritas in veritate

Ci vorrebbe molto spazio per commentare la nuova enciclica di Josef Ratzinger, già il titolo pone tante questioni unendo un concetto essenziamente teologico-spirituale (quindi assoluto,infinito, eterno, trascendente come caritas) accanto a un altro di ordine filosofico-esistenziale (quindi relativo, finito, temporaneo, immanente come veritas) ; essenzialmente una nuova edizione della consueta simbiosi tra umano e divino che è alla base di ogni forma di governo teocratico e cesaropapista.
E' difficile pensare che sia una casualità la pubblicazione nel giorno in cui inizia il G8 de L'Aquila: forse una scelta per richiamare popoli e culture sempre più lontane dal cattolicesimo medievale a un'anacronistica obbedienza nei confronti di un'ormai tramontata religione ufficiale?
Per ciò che concerne i contenuti essi fanno rimpiangere la Populorum progressio di Paolo VI che oltre 40 anni fa parlava di "sviluppo come nuovo nome della pace" e delle intollerabili conseguenze del capitalismo mondiale; ma anche la Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II che ha sostanzialmente "inventato" il termine globalizzazione e ha contestato tanto i sistemi liberisti che quelli cosiddetti del socialismo reale.
L'enciclica di Ratzinger ripropone schemi già noti, con affermazioni ormai classiche desunte dal personalismo cristiano i cui esponenti hanno vissuto la loro migliore stagione oltre cinquant'anni fa: un'etica della libertà che si rivela astratta e incapace di offrire una risposta teorica e pratica alla crisi attuale.
Del resto, come prevedibile, tutti sono saltati sul carro del papa affermando - da destra e da sinistra - pieno consenso: salvo poi tirare dritto ciascuno per la propria strada, lasciando a qualche seminarista smunto il compito di scrivere tra qualche decennio una tesi su quest'enciclica dimenticata.
La critica ai fondamenti socio-economici non può limitarsi a generiche e più o meno condivisibili affermazioni: piuttosto che questa inconcludente enunciazione di principi sarebbe meglio scegliere tra un radicalismo profetico di orientamento evangelico e un fondamentalismo ecclesiologico di stampo costantiniano (cioè tra una Chiesa "smarrita" come il Cristo accanto a ogni uomo nel mondo e una Chiesa imperiale in grado di proporre un proprio specifico modello sociale culturale e economico). Altrimenti si resta a un livello superficiale, ci si prende un effimero applauso bi-partizan e non si conclude nulla...
Mentre vengono pubblicate leggi sulla sicurezza oltre i limiti del razzismo, si scatenano gli appetiti dei grandi potentati economici e la democrazia è minata fin nelle sue basi.

martedì 7 luglio 2009

Cronaca di un pomeriggio di mezza estate

video video

L'Ordine regna ai Giardini

E così, è stata smantellata la tenda della signora dei Giardini e il parco è tornato all'ordine e alla normalità. Che dire? Solo un po' di cronaca e qualche immagine. Alle 15 è arrivato il camioncino del Comune, subito ripartito a causa di un acquazzone, momentaneo rinvio dell'intervento. Poi - presente un ampio schieramento di vigili e forze dell'ordine, assessore al welfare e assistenti sociali, giornalisti di tutte le testate locali, politici goriziani tutti appartenenti all'area Forum - è stata notificata l'ordinanza e si è proceduto a una lunga operazione di sgombero. Elsa ha collaborato aprendo la tenda e insaccando mestamente le proprie povere masserizie; i vigili e soprattutto gli operai del Comune si sono prodigati per renderle meno amaro possibile il "trasloco"; l'avvocato accorso al termine del procedimento ha contribuito a una soluzione provvisoria che ha portato la signora "per un mese" in un alloggio d'emergenza gestito dalla Comunità Arcobaleno in attesa di scelte più stabili e definitive. Comunque sia, questa notte Elsa dormirà sotto un tetto e non sarà su una panchina esposta alle intemperie. Con buona pace dei buoni catto-goriziani che abbassavano il finestrino della macchina e gridavano "era ora che il sindaco si svegliasse e che la donna fosse privata della sua orribile tenda"... e che così sentendo i tuoni delle tempeste estive potranno dormire tranquilli.

Arresti molto inquietanti

Non si può rimanere indifferenti di fronte agli arresti dell'altra notte: accusati di aver fomentato disordini in passato sono stati rinchiusi in custodia cautelare 22 esponenti dei centri sociali italiani, alcuni dei quali veneti molto conosciuti e impegnati anche dalle nostre parti. La concomitanza con la vigilia del vertice G8 de L'Aquila è smaccata, non può non venire in mente un simile epidsodio recentemente accaduto a Monfalcone quando alcuni operatori del centro di Via Natisone sono stati tratti in arresto e poi rilasciati proprio in concomitanza con la conferenza governativa sulle droghe (poi è stato messo sotto indagine chi li aveva inquisiti). Non si entra in merito alle accuse rivolte ai giovani, bensì alla tempistica: c'è il rischio di un pericoloso innalzamento della tensione causato da misure preventive che sembrano troppo simili alle intimidazioni e alle provocazioni mediatiche che precedettero il mai dimenticato G8 di Genova. Comunque sia uno Stato democratico che offre l'impressione di tutelare il corretto svolgimento di un vertice internazionale attraverso quelle che sembrano vere e proprie "retate" preventive suscita inquietudine e preoccupazione. Anche più del terremoto che pare intenzionato a far sentire anche lui la propria voce ai cosiddetti Grandi della Terra che si riuniranno nei prossimi giorni in Abruzzo.

domenica 5 luglio 2009

Vietato lordare con pubbliche deiezioni

Seduto a ripararsi dall'afa estiva nel boschetto dei Giardini pubblici un anziano cittadino stava leggendo il suo quotidiano preferito quando improvvisamente sussultò; tornò alla prima pagina per nulla rassicurato dalle notizie relative al prossimo congresso del Pd e alle reazioni di fronte al decreto sicurezza, vide la data e pensò di aver capito: il giornale aveva senz'altro deciso di riproporre un interessante foglio antico, testimonianza su come si viveva a Gorizia forse un centinaio di anni prima.
"Vietato lordare i muri", "vietato espletare i bisogni corporali nei Giardini pubblici", "vietato l'uso improprio delle panchine"... Strano, quel "vietato chiedere la carità davanti alle chiese" non se lo ricordava bene, anche perchè una simile ingiunzione avrebbe a quei tempi suscitato una grandinata di proteste da parte delle agguerrite parrocchie cittadine. Tuttavia quella pagina di giornale che conteneva l'ordinanza l'aveva fatto tornare bambino, ai bei tempi in cui Gorizia era considerata la Nizza d'Austria, non c'era un traffico pazzesco sulle strade, la città era piena di fascino e di cultura, ci si incontrava parlando tutte le lingue della Mitteleuropa a seconda del contesto in cui si era. Non c'era neppure bisogno di quelle leggi statali che poi sarebbero state emanate e che nessuno si sarebbe sognato di far rispettare, bastavano quelle semplici raccomandazioni pubblicate dagli amministratori di allora a salvaguardare il buon costume.
"Quanti ricordi!" pensò il vecchio ripiegando il giornale e pensando ai miliardi di affamati che popolano oggi il Pianeta, alla difficoltà incontrata dai Governi nel regolare l'irrefrenabile escalation dell'immigrazione, ai milioni di residenti in Italia che hanno perso e rischiano di perdere il posto di lavoro le cui famiglie si possono permettere come alloggio un automobile quando non un semplice cartone, ai bambini sfruttati dalle mafie internazionali... ai cantieri cittadini che impediscono per anni il transito delle persone sui marciapiedi pubblici, alle buche e agli incroci male illuminati e mal segnalati che rendono quasi impossibile l'uso delle biciclette, alla fine del dialogo così costruttivo con gli amici dall'altra parte della città... Ovviamente, come tutta la beata senectus, riteneva che quel passato fosse inevitabilmente migliore del presente, d'altra parte quell'antico aulico linguaggio lo riportava soltanto ai ricordi dell'infanzia.
Notò poi che nella stessa pagina si parlava di "ripristino dei controlli di confine" e immaginò che si trattasse di quello sullo Judrio, ne aveva sentito parlare da suo padre che era nativo di Brazzano, lui era troppo piccolo anche solo per conservarne un barlume di memoria.
Incuriosito da questo tuffo nel passato volle andare a leggere la data di quel foglio-revival, era troppo piccola per i suoi occhi stanchi: cercò nel taschino gli occhiali, li inforcò e percepì a malapena 4 luglio 2009. Comprese che ormai la vista era annebbiata o la testa non funzionava più, la sua ultima speranza era una dimenticanza o un refuso giornalistico. Si incamminò tristemente verso casa e non vide gli uomini in divisa scendere precipitosamente dalle loro vetture...

venerdì 3 luglio 2009

In piedi, costruttori di pace!

Come cittadini italiani riteniamo che il provvedimento varato al Senato sia un vero e proprio "atto eversivo" verso la civiltà del diritto espressa nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (la dignità della persona umana), nella Costituzione italiana (articoli 2 e 3), in tanti testi delle Nazioni Unite il cui spirito è presente nella Dottrina Sociale della Chiesa, orientata ad affermare il "bene comune", che è il bene di tutti e di ciascuno, sintesi di libertà e giustizia. Come credenti nel Dio che tutti ama e nel Vangelo di Cristo "nostra pace" pensiamo che per i cristiani nessuno sia straniero e, soprattutto, che nessuno straniero sia di per sé un delinquente. Chi ostenta i valori cristiani conosce le parole di Cristo "Ero straniero e mi avete accolto" (Matteo 25)? Una bestemmia civile e cristiana così grande deve essere respinta da un'insurrezione nonviolenta. Rinnoviamo l'appello al Presidente della Repubblica, cui il 2 giugno scorso abbiamo mandato una lettera da Monte Sole, terra della Resistenza e di Dossetti, ad operare con urgente fermezza per respingere la deriva autoritaria e totalitaria basata sulla logica dello straniero-nemico che nasconde i veri pericoli della criminalità organizzata, della corruzione economica e politica, del degrado etico e che alimenta la paura, eccita gli animi al peggio, diffonde modelli di violenza e prepara mali più grandi. In piedi, costruttori di pace!
Pax Christi

Ritorno al passato

E' veramente triste attraversare in questi giorni le frontiere: i valichi minori sono presidiati da poliziotti che hanno il buon senso di lasciarti passare con un cenno di capo, quelli maggiori rivedono le antiche file e il controllo pedissequo dei documenti. A Sant'Andrea la superstrada è bloccata da orribili ostacoli di plastica bianca e rossa, si arriva tranquillamente dalla Slovenia e un metro dopo il confine si è deviati verso il posto di blocco. Non si capisce come queste misure possano fermare eventuali "facinorosi" in viaggio verso L'Aquila; si intuisce piuttosto che qualcosa sta accadendo, fino al 1992 si usciva dall'Italia con un pizzico di ansia in attesa dell'interrogazione della "milica" jugoslava, oggi si rientra in Italia con il timore di essere squadrati o perquisiti dai poliziotti italiani. Esagerazione?

Prima che sia troppo tardi...

L'incrocio fotografato è quello fra Via Aquileia e via della Barca: come si può vedere le strisce pedonali sono (quasi) invisibili: è uno dei punti nevralgici del traffico cittadino e quasi ogni giorno qualche pedone rischia la vita per attraversare. La medesima situazione si riscontra in quasi tutta la città, il che implica la necessità di intervenire urgentemente per rifare la segnaletica orizzontale. Azione questa regolarmente garantita da sindaco e company come "prioritaria" nella
saga delle promesse che è stata la sua campagna elettorale di oltre due anni fa.

mercoledì 1 luglio 2009

All'Ater si danno i numeri...

Grande rilevanza, sul giornale di ieri (1/7/09) ha avuto la notizia che Ater mette in vendita a Gorizia e provincia ben 189 alloggi. L'incasso previsto per Ater, stando alle aspettative del direttore De Martino è quello di "incassare un milione di euro". Fatti quattro conti in croce significa un appartamento di edilizia popolare alienato per la stratosferica somma di 5291 euro. Nemmeno il costo di una tettoia!
Con il ricavato Ater si propone di poter rispondere ad una domanda che a fronte delle "recenti richieste che a Gorizia e Monfalcone hanno registrato ben 963 domande, ha trovato risposta solo per "il 6,5% di tutte le richieste: una percentuale assolutamente insufficiente". Ora, con tale cifra Ater potrà acquistare sul mercato (come è orami solita fare) 5 o 6 nuovi appartamenti che paiono altrettanto "assolutamente insufficienti" a rispondere alla domanda.
Circa i prezzi di vendita il presidente Grion e il direttore De Martino concordemente affermano: "I prezzi saranno di mercato e terranno conto dello stato di conservazione degli immobili". E ci mancherebbe pure! Resta il fatto che la previsione complessiva dell'entrata - tenuto conto degli alloggi più disastrati, "quelli in cui è necessario intervenire con importanti manutenzioni, alla copertura, all'impianto elettrrico o al riscaldamento" - resta comunque in un milione di euro, cifra che conferma i 5291 medi per appartamento, libero, disastrato o occupato. Davvero una operazione da geni della finanza ultracreativa e - se è consentito - una domanda: quante sono fin d'ora le cordate interessate agli appartamenti "vuoti e liberi" messi all'asta?
Dall'articolo, si apprende inoltre che sono circa un centinaio "gli appartamenti inutilizzati che attendono nuovi inquilini". Ecco, forse sarebbe più giusto dire che sono i nuovi inquilini che attendono gli appartamenti inutilizzati, visto che c'è una crisi dell'offerta e non della domanda, in ragione delle "963 domande inevase".
Infine, solo una annotazione: finalmente l'annosa vicenda degli appartamenti di via Gallina pare felicemente conclusa, solo che la consegna reale dei tanto agognati appartamenti avverrà non tra qualche giorno, più probabilmente "tra poche settimane" (sic), realisticamente dopo l'estate.
Dario Ledri, Forum per Gorizia

Benvenuti in città


Città accogliente e scintillante? A guardare l'assai trascurato cubo di legno che saluta gli ospiti al centro della rotonda non si direbbe... I cavalli se ne sono già andati da dieci giorni e i frammenti delle gigantografie lasciano un'impressione di sciattezza. E qui non è questione di milioni di euro o di vincoli burocratici, ma di semplice attenzione al look.
E, già che ci si è, interessante il cartello segnaletico nella trafficatissima zona della Fiera: il segnale che definisce Casa Rossa "valico di I categoria" con tanto di sbarra è una dimenticanza di ciò che è accaduto quasi due anni fa con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen oppure un avviso tempestivo "in tempo reale" relativo all'attuale momentaneo ripristino dei controlli di frontiera?