sabato 30 maggio 2009

Peteano, 31 maggio 1972

Il 31 maggio 1972 ci fu la strage di Peteano, drammatico e inquietante episodio che provocò la morte di tre carabinieri e il ferimento di altri due. Con le famiglie colpite da quell'inqualificabile atto terroristico si deve far memoria anche delle vittime indirette, i giovani militanti nei movimenti della sinistra extra parlamentare accusati e trascinati in prigioni e tribunali dall'allora generale dei carabinieri Mingarelli, prima del riconoscimento giudiziario dell'inquietante verità legata alla strategia della tensione neofascista degli anni '70: l'attentato era stato preparato e realizzato da persone anche della nostra Regione che rivestivano ruoli di responsabilità all'interno del Movimento Sociale Italiano, con addirittura una condanna per favoreggiamento aggravato comminata anche all'allora segretario generale Giorgio Almirante (poi amnistiato). Ambienti ben precisi dunque che spiegano come mai quella terribile "500" è stata e continua a essere più possibile dimenticata anche da chi ha raccolto l'eredità politica di quei tempi cupi: chissà se il Comune di Gorizia collocherà domani una sua corona di fiori o invierà un messaggio alla Benemerita di recente insignita della cittadinanza onoraria?

venerdì 29 maggio 2009

In cavalleria...

In merito all’articolo apparso qualche giorno addietro relativo alle troppe mancate riscossioni da parte di Iris di bollette non pagate, riteniamo utile  – viste le osservazioni della Corte dei Conti tese ad individuare eventuali responsabilità di Iris per la mancata riscossione di bollette con termini di incasso ora prescritti -  osservare che:

– i 567 mila euro di mancati incassi sono stati nel frattempo spalmati in modo egualitario tra tutti gli utenti che, di norma, la bolletta la pagano ivi compresi coloro che, incolpevolmente morosi,  hanno poi provveduto a sanare il debito

- che in tal modo si è saputo dare – da parte di Iris spa - caparbiamente conferma al vecchio motto che “alla fine paga sempre Pantalone”, essendo per i più furbi prescritti i termini di riscossione

– che l’ ”anomalia”, se così vogliamo chiamarla, nella riscossione di crediti vantati nei confronti della clientela ordinaria era verificabile fin dal bilancio d’esercizio anno 2006 alla voce B.10.d - Svalutazione dei crediti allorché la specifica voce passava dei 300.000 dell’anno 2005 agli 841.000 per l’anno 2006, con ciò concorrendo in modo significativo a determinare la rilevante perdita per l’anno di esercizio. Cosa che come Forum avevamo a suo tempo sollevato.

- che nella Relazione sulla Gestione del Bilancio d’esercizio  2006, alla voce Rischio di credito si legge che “i crediti della società sono in maggior parte crediti verso l’utenza per l’erogazione dei servizi e sono gestiti con azioni che prevedono il sollecito, la chiusura della fornitura …… il recupero attraverso società di recupero crediti e l’azione legale”, quindi con una gradualità di azioni, tese al recupero del credito, che paiono non essere state esperite

– infine, che una più attenta lettura dei bilanci aziendali da parte dell’azionista di maggioranza relativa, e più generalmente da parte dei sindaci a nome delle comunità da loro amministrate che sono i veri “proprietari “di Iris, forse avrebbe potuto evitare che 567 mila euro “passassero in cavalleria” .E speriamo bene per la prossima vendita di Iris. Se mai si farà. 

FORUM per GORIZIA                                                                                                                                                                                                                                                                  

giovedì 28 maggio 2009

Cavalieri di tutto il mondo...

A cosa servono onoreficenze come quella del "cavalierato della Repubblica"? Probabilmante a riconoscere pubblicamente il ruolo di qualche cittadino nei più svariati campi dell'agire umano. Non è che sempre un "cavaliere" si sia distinto per eccellenza di qualità personali, ma alcune delle scelte di quest'anno riconciliano con tale istituzione; il riconoscimento a Vito Dalò non è legato soltanto a un soggetto, ma anche a tutte le tante persone che quotidianamente lavorano con lui: chi si dedica ogni giorno a chi vive situazioni difficili, gli attori delle sue bellissime performances teatrali, i collaboratori che hanno sempre trovato in lui un cuore e una mente aperti all'amicizia e a una disponibilità illimitata. A livello mondiale, visto i contatti quotidiani con viaggiatori di tutto il mondo che trovano nella sua casa la propria casa.
Si aggiungano la giusta valorizzazione di altri Goriziani meritevoli e di un uomo come Sergio Vittori di Fogliano capace di dimostrare che si può diventare storici competenti e giornalisti incisivi semplicemente a partire dalla passione per la comunicazione... E non resta altro che esprimere gratitudine e stima nei confronti dei "premiati".

mercoledì 27 maggio 2009

La lista dell"opposizione all'opposizione"

I quotidiani locali oggi ci informano che Andrea Alberti delegato dal Sindaco a rappresentare il Comune presso la Comunità montana. Non è un incarico istituzionale come la presidenza del consiglio comunale o di una commissione, né di mera rappresentanza come la presenza all'inaugurazione di un esercizio commerciale o di una strada. E' un incarico politico dove chi è stato delegato deve rappresentare una specifica linea amministrativa: ciò dimostra da che parte sta la "Lista per Gorizia" con il suo unico rappresentante: mentre la popolarità di Romoli scende, i seggi della maggioranza salgono e il rapporto ora è 25 (+ il sindaco) a 15...

martedì 26 maggio 2009

Lunga vita alla Leg

Dopo un evento così ben preparato e così ben realizzato è giusto accodarsi all'unanime coro di lode nei confronti degli organizzatori di E' Storia, tra l'altro quest'anno è mancato anche quel pizzico di polemica sugli "invitati" che consentiva ai quotidiani di mettere in piedi qualche rara querelle...
Tuttavia, come evidenziato da J.L. Ska nel suo bellissimo e poco seguito intervento sul brano biblico riguardante la torre di Babele, parlare tutti la stessa lingua non è sinonimo di armonia ma di omologazione, imperialismo e totalitarismo.... Quindi qualche leggera critica non può che aggiungere sale a una già buona minestra.
La prima domanda è: che cosa accadrebbe se gli Ossola per un motivo o per l'altro rinunciassero a offrire alla città questa kermesse, chi la prenderebbe in mano dal punto di vista dell'impianto organizzativo e soprattutto scientifico? Sono domande poco retoriche, la risposta è in questo momento scontata, "nessuno"! E allora, non sarebbe indispensabile chiarire se si tratta di un'iniziativa privata con finanziamento pubblico oppure di un'iniziativa pubblica con gestione compartecipata anche di privati? La seconda ipotesi andrebbe a verificare la reale consistenza dell'opera, se cioè essa è destinata a diventare per molti anni il punto di riferimento per gli studiosi e gli interessati alla storia di tutta Europa oppure se sarà indissolubilmente legata alla volontà imprenditoriale dell'uno o dell'altro.
Una seconda questione riguarda la molto decantata ricaduta turistica dell'iniziativa. Gli alberghi saranno stati tutti pieni e i ristoranti stracolmi, ma tutta questa ressa in città non si è vista e per di più le presenze erano concentrate nelle giustamente affollatissime tende dove si svolgevano le conversazioni: la spiegazione è semplice, tenendo conto della chiusura domenicale di quasi tutti gli esercizi commerciali cosicché lo "spettacolo" oltre i Giardini era quello di una normale afosa domenica estiva. Dove erano le istituzioni amministrative (a parte sul palco dell'inaugurazione o a sorseggiare un caffè nella zona)? Dove il coordinamento tra amministrazione comunale, protagonisti del festival e associazione dei commercianti?
Infine uno degli aspetti più positivi è stato offerto dagli stand organizzati dalle librerie e da altre associazioni culturali: è emerso a livello visivo un panorama molto ricco della vita culturale goriziana, non ultimo l'ottimo frequentato "punto d'incontro" allestito da Isonzo Soča. E se si partisse proprio dal mettere insieme i rappresentanti della Biblioteca civica, delle librerie, delle riviste di approfondimento e delle tante associazioni culturali per avviare una riflessione condivisa non tanto sulle prossime edizioni di E' Storia (con l'augurio che non diventi "fiera del libro", come vagheggiato da qualche intervista in questi giorni) quanto su come costruire cultura da oggi in poi a Gorizia? In questo senso la proposta del viaggio nel Novecento che ha caratterizzato il "ventennale" di Isonzo Soča potrebbe essere davvero un file rouge che andrebbe a incidere non su un interessante week end di ascolto ma sulla trasformazione quotidiana della città (meglio delle città sul vecchio confine) e dei suoi cittadini.

domenica 24 maggio 2009

Ground Zero a Gorizia








"La città sta ritrovando il suo volto migliore", proclama il Sindaco Romoli dalle pagine di Qui Gorizia, rivista recapitata in questi giorni a tutte le cassette postali della città (così, per inciso, chi paga?): là dove non si è ancora realizzato il nuovo look fervono i lavori, che creano sì qualche disagio, ma già "si può sognare il salotto nobile" da attraversare passeggiando nelle sere di primavera (sperando che per quella volta ci sia ancora qualche negozio superstite!)...
In realtà la situazione dei lavori pubblici, dei quali il primo cittadino è anche assessore, è talmente grave che se non ci fossero queste colate di fasullo ottimismo non si avrebbe il coraggio di dire nulla.
Nelle foto sopra si può vedere un angolo poco romantico, le reti in parte stracciate sono come un pugno nell'occhio per chi arriva da Via Trieste e si immette in via Duca d'Aosta, un pericolo grave per i pedoni che sopraggiungono da via Ariosto...: il terreno scavato due anni fa è rimasto così come tutti lo possono vedere, una voragine di degrado nel cuore della città.
Ma da chi dipende? Non è obbligatorio dare indicazione sullo svolgimento dei lavori? Certo, provate a leggere il cartello illustrativo, io non ci capisco nulla anche se in foto è meglio che in loco; più leggibile (e interessante) la stropicciata autorizzazione all'occupazione del suolo pubblico, che qui potete cercare di leggere senza rischiare di essere investiti in quanto si trova sul lato maggiormente trafficato della recinzione.
Le osservazioni che essa suscita sono tante, tra esse:
- L'autorizzazione è datata agosto 2007, quindi a Giunta Romoli ben insediata, non si riversi quindi la colpa sul solito Brancati...
- E' sottoscritta "visto il pagamento" delle quote prefissate: quanto è stato pagato? fino a quando il tratto cospicuo di suolo pubblico sarà sottratto ai cittadini? se è stata pagata una quota, come mai in Consiglio Comunale l'assessore Baresi ha affermato che la quota sarebbe stata saldata con il ripristino del marciapiede? c'è o non c'è pagamento per l'occupazione del suolo pubblico? e poi, il ripristino del marciapiede ormai totalmente danneggiato non dovrebbe essere a carico comunque di chi l'ha danneggiato? l'autorizzazione è valida "fino al termine dei lavori": cioè fino a quando? c'è un limite di scadenza oppure vale per l'eternità visto che ormai da lungo tempo nessuno sembra mettere più piede nel cantiere?
- la "signora dei Giardini" si è "beccata" un'ingiunzione di andarsene perchè "occupa il suolo pubblico": ha resistito e la sua tenda in questi giorni non passa inosservata tra le tende Apih e Erodoto di E' Storia... Nei confronti di chi sta occupando da anni uno spazio ben più ampio con riflessi ben più pericolosi sulla circolazione e la sicurezza dei cittadini, è stata emessa un'uguale ingiunzione?
Ed è soltanto un particolare, di tanti che si possono rilevare ovunque in città: stupisce che Romoli abbia ancora il coraggio di sfoderare ottimismo, forse non del tutto a torto ha la convinzione che la gente nonostante tutto gli creda...
P.S.: Per leggere bene l'autorizzazione basta cliccare sull'immagine che verrà così automaticamente ingrandita...

sabato 23 maggio 2009

Ed E' Storia...

Le migliaia di persone che accorrono in questi giorni ai Giardini per partecipare ai dibattiti o visitare le mostre fotografiche della V edizione del Festival della Storia dimostrano che la cosiddetta "gente" ha ancora una testa e un cuore.
Complimenti a chi ormai da cinque anni dedica buona parte del proprio tempo e delle proprie energie a realizzare questo evento, alta espressione di quella tradizionale presenza di librerie e case editrici che caratterizza la nostra città; gli incontri di quest'anno sono uno più interessante dell'altro e coinvolgono un arcobaleno di tematiche, posizioni culturali e politiche, linguaggi: una vera Babele, intesa come benedizione della diversità e non come caotica, dispersiva confusione (come sostiene il grande biblista Jean Louis Ska, oggi protagonista di un incontro sull'esegesi del brano biblico riguardante appunto la torre di Babele, che troneggia da tutti i manifesti dell'iniziativa).
Quello che manca dunque non è la "gente", ma la capacità di trasformare la partecipazione a un evento in esperienza capace di interagire con la vita culturale e politica della città: in questo senso - è stato sottolineato anche in passato - E' Storia deve superare l'esame del passaggio dalla proposta privata a quella pubblica (o almeno compartecipata, anche a livello di coordinamento e non soltanto per ciò che concerne i necessariamente cospicui finanziamenti). Altrimenti rimane una lodevole kermesse che accresce il "sapere" dei partecipanti ma non incide sul percorso culturale di una città sempre più ai margini di una Storia che le ha riservato in passato momenti drammatici e momenti gloriosi.
Comunque auguri e grazie ai fratelli Ossola e collaboratori per il grande sforzo che dimostra un affetto ben costruttivo per la nostra città.

giovedì 21 maggio 2009

Dopo l'incontro con Lidia Menapace

Ieri era a Gorizia Lidia Menapace, una colonna del pacifismo - o, come direbbe lei,  del metodo nonviolento per la risoluzione dei conflitti - italiano degli ultimi cinquant'anni... Incontro interessante, nel corso del quale le due parole più ricorrenti sono state "laicità" e "anticapitalismo". L'impressione è che siano concetti svuotati del loro significato, stanchi slogan rassegnati di fronte ai reiterati trionfi del capitalismo e degli integralismi religiosi (di tutti i colori). Infatti alla domanda sull'alternativa alla sacralizzazione della politica e al sistema economico attuale le risposte sono vaghe e incerte: no all'inserimento delle "radici cristiane" nella Costituzione europea, guardare a Obama ma con dei distinguo (quali non si è capito bene), risvegliare la coscienza delle masse (come?) ma puntare con tutte le forze a raggranellare il 4 %... Un po' poco nel momento in cui sembra che quasi il 50 % degli italiani rinforzeranno ulteriormente la compagine di governo che respinge a casa i richiedenti asilo contro il parere dell'Onu, che rifiuta l'iscrizione anagrafica ai figli degli immigrati irregolari, che esalta un premier dichiarato dalla magistratura corruttore, che contrasta la multiculturalità, che fa finta di non vedere la crisi e imbavaglia l'informazione...
Lidia Menapace non ha espresso altro che l'imbarazzo di una Sinistra smarrita e divisa, che rischia di perdere tutto perchè non ha altri obiettivi che una soglia che consenta il raggiungimento di un misero seggio a Strasburgo.  E se si ritirassero tutti, Ferrero Vendola e il resto della compagnia? Lasciando a una nuova classe politica il compito di ricominciare da zero e di analizzare i nodi irrisolti: cos'è stato e cosa continua a essere il fascismo per l'Italia? Cosa può dire Marx alle odierne generazioni dopo il tramonto del socialismo reale? Come camminare verso un nuovo modello socio-economico? Come eventualmente rendere meno iniquo l'attuale?
Eccetera eccetera. Ab

mercoledì 20 maggio 2009

Romoli sa chi sono i black blok?

Il sindaco Brulc ritiene esagerato il ripristino dei controlli sul confine in occasione del G8 in Abruzzo; Romoli risponde che non vede alcun problema, ritenendo la misura necessaria, "un deterrente contro i black blok".
Queste parole inducono a pensare che il primo cittadino di Gorizia sappia chi sono i "black blok", espressione giornalistica coniata otto anni fa intorno al G8 di Genova: era riferita a una mai identificata masnada di persone che "quel venerdì mattina" avevano saltato tutti i controlli possibili e immaginabili seminando in città senza trovare opposizione vandalismi d'ogni tipo; erano così riusciti a innalzare oltre modo il livello della tensione culminata diverse ore dopo. La colpa era stata riversata sulle migliaia di soggetti appartenenti ai gruppi anti globalizzazione e pacifisti riuniti già da qualche giorno in costruttive assemblee permanenti, esasperati e attaccati letteralmente senza pietà dalla polizia nelle manifestazioni pubbliche organizzate in quel triste pomeriggio di prima estate. Chi fossero i black blok e come avessero potuto portare spranghe e altre armi oltre gli innumerevoli posti di blocco non è mai stato chiarito, nonostante i processi degli anni successivi che hanno ricostruito verità molto diverse da quella allora propagnadata come "ufficiale".
Se Romoli sa chi sono i black blok, è bene che lo dica alla magistratura invece di ostentare superficialmente sui quotidiani il proprio accordo con una misura del tutto ingiustificata; tra l'altro nel 2001 la Slovenia non era ancora nell'Unione europea e meno che meno nell'area Schengen. Oggi anch'essa fa parte del sistema di sicurezza continentale che non ha certo bisogno di camper con poliziotti che chiedono la carta d'identità per "controllare" eventuali convogli sospetti!
I dibattiti processuali sul G8 di Genova rivelarono poco alla volta un quadro molto complesso, nel quale hanno trovato posto molti inutili atti di violenza contro inermi da parte di poliziotti coperti da inquietanti silenzi politici, misteriose devastazioni attuate con bastoni di ferro tranquillamente distribuite sotto gli occhi elettronici delle telecamere, perfino la morte "in diretta" di un ragazzo in circostanze ancora molto poco chiare: cosa può centrare il momentaneo ripristino del controllo sul confine goriziano con dei pericoli reali? Nell'era in cui ciascuno di noi è seguito passo passo da qualcosa come sette satelliti artificiali, anche ammesso che qualcuno voglia entrare in Italia armato e con intenzioni facinorose come potrebbe percorrere ulteriori 700 chilometri e raggiungere L'Aquila senza essere mai fermato da nessuno ?
Quindi i controlli sul confine hanno un altro significato e sarebbe interessante sapere quale, a meno che Romoli non sappia davvero chi sono i black blok e non ce lo voglia dire...

lunedì 18 maggio 2009

"E' storia" in una città a pezzi

Gorizia sta per vivere uno dei suoi appuntamenti culturali più significativi: la quinta edizione di quel festival della Storia che quest’anno porta il titolo di “Patrie”. Purtroppo gli auspicabilmente tanti visitatori troveranno una città sottosopra.
Nella scorsa settimana sembra sia stato finalmente (nel senso di “alla fine”) rescisso il contratto che legava il Comune alla ditta incaricata ancora dall’amministrazione Brancati dello svolgimento dei lavori in Piazza Vittoria: questa soluzione dell’annosa questione era stata proposta già quasi due anni fa alla nuova giunta Romoli dal pezzo forte dell’attuale maggioranza, il consigliere regionale Gaetano Valenti, già sindaco per due mandati negli anni ’90. L’attuale primo cittadino non aveva voluto sentir ragioni, sperando evidentemente di poter raddrizzare la situazione ma perdendo di fatto ulteriori anni preziosi che hanno visto il progressivo chiudersi degli esercizi commerciali che si affacciano sul principale spazio pubblico goriziano. Fatto sta che gli ospiti di E’ storia troveranno una piazza incompleta e in parte transennata, tanti negozi definitivamente chiusi e l’incertezza totale sul suo futuro.
Non potranno neppure godersi troppo la camminata verso il centro storico, via Rastello è interessata dai lavori per il rifacimento dei marciapiedi, la limitrofa via delle Monache è chiusa anch’essa per lavori e il tutto va avanti a rilento tra polvere e buche. Forse nel frattempo sarà stata cantierata anche la bella piazza sant’Antonio dove l’inizio della ristrutturazione viaggia con quasi un anno di ritardo, nonostante le insistenze del solito Romoli che in altri tempi aveva dichiarato che sarebbe stata conclusa “nell’estate 2009”. Comunque con ogni probabilità un altro angolo suggestivo di Gorizia precluso ai visitatori.
Anche l’ordinario decoro urbano lascia a desiderare: i marciapiedi sono mal ridotti quasi ovunque e le strade anche del centro non consentono certo di andare in bicicletta a cuor leggero: forse l’unico capoluogo di provincia italiano (se non europeo!) senza un centro storico pedonale non ha acquisito l’abitudine a un’urbanistica a misura dell’uomo e delle sue relazioni. Ci si potrebbe consolare andando a teatro: sì, ma anche la via Garibaldi che ospita l’ingresso del Verdi è chiusa per lavori a tempo indeterminato e l’incrocio con il Corso è certamente più intasato nelle ore di punta a causa del traffico impazzito che della presenza di alcuni fra i pochi luoghi di incontro giovanili superstiti della famosa ordinanza antischiamazzi.
Insomma, l’augurio è che questo sia l’ultimo anno di disagi e che chi visiterà l’edizione di E’ storia del prossimo anno troverà una città gioiellino: ma le voci del bilancio comunale e il sistematico non avverarsi delle attese del Sindaco e dei cittadini giustificano purtroppo un certo pessimismo. Per l’intanto ci si può godere l’intensa kermesse sulla Storia e -comunque vada - riconoscere la giusta lode a chi l’ha organizzata incurante delle difficoltà del momento e convinto che solo la Cultura con la C maiuscola potrà offrire una chance di nuova linfa vitale a questa bellissima ma molto sofferente città.

Ritardi record...

"La giunta municipale ha deciso di disporre l'avvio delle procedure di risoluzione contrattuale. In poche parole, viene dato ufficialmente il benservito alla Luci Costruzioni" (Il Piccolo 17/5/09). Quello che fino a ieri era ufficioso ora pare ufficiale. Dunque, adesso tocca ragionare sui tempi di completamento almeno di piazza Vittoria, con la pavimentazione ancora mancante e con l'impianto di illuminazione. Se va bene, realisticamente, visti tempi e procedure, almeno 8 - 10 mesi. Primavera 2010! E poi c'è l'ascensore con "le stesse caratteristiche di quello installato a Lubiana. Dovrebbe essere persino della stessa marca, per non dire dello stesso modello". Se è permessa una domanda: anche con lo stesso deficit di gestione, pur essendo Lubiana la capitale della Slovenia e non una città di meno di 36000 abitanti? Ma tant'è, l'importante è che si faccia! Quando, è un altro paio di maniche visto che "una volta conclusi i lavori nella piazza, si procederà con la realizzazione della parte muraria relativa alla funivia". Poi ci sarà la seconda fase "che riguarda l'installazione vera e propria del montacarichi". Insomma, visti i precedenti arriveremo alla metà del decenniio 2010/2020. Ma anche in questo caso il sindaco Romoli assicura che ci saranno "tutti i finanziamenti necessari". L'importante è essere ottimisti. E lo dovranno essere soprattutto i commercianti della zona in particolare il "vulcanico" signor Ursic, quello che non vuole "essere strumento di polemica politica", ma che non si tirava certo indietro all'epoca della giunta Brancati. Solo per la precisione.
Dario Ledri Forum per Gorizia

sabato 16 maggio 2009

Viaggio nel Novecento Goriziano


La proposta di Isonzo Soca era quella di ricordare i vent'anni dalla fondazione con un'iniziativa eccezionale: un viaggio nel Novecento Goriziano. Oggi la realizzazione dell'idea è stata superiore alle aspettative: oltre cinquanta persone si sono ritrovate presso il Castello di Gorizia e dall'alto hanno contemplato gli orizzonti orientali e occidentali della città; una breve ma intensa visita al museo provinciale della I guerra mondiale ha permesso a tutti di percepire gli orrori della Grande guerra e delle sue conseguenze. Molto interessante e per la maggior parte dei presenti "una prima volta" la visita al grazioso parco di palazzo Attems. Non poteva mancare la sosta alla Transalpina con visita guidata al museo del confine e alle pensiline della storica stazione. Il centro di Nova Gorica è stato percorso con un'altra preziosa guida che ha rilevato i piani urbanisitici della città e le caratteristiche architettoniche del Municipio. Dopo un attimo di pausa il momento conclusivo: un approfondito passaggio al Goriski Muzej di Kromberk, con sottolineature etnografiche e ancora una volta sulla complessa storia del "nostro" Novecento. Una conferma - se mai ce ne fosse stato bisogno - dell'urgenza di una collaborazione transfrontaliera finalizzata alla riscoperta del valore storico e culturale di un periodo storico caratterizzante in modo inequivocabile questa terra. Ottimi e molto apprezzati gli accompagnatori italiani e sloveni, sotto la direzione del responsabile della rivista Dario Stasi e il presidente dell'associazione Aldo Rupel. Da ripetere!

venerdì 15 maggio 2009

Per i leghisti (e non solo) di casa nostra

"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perchè tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano, quattro, sei, dieci. Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina, spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani chiedono pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perchè poco attraenti e selvatici sia perchè è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo le frontiere ma, sopratutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali."
Il testo sopra riportato è tratto dalla relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani. Ottobre 1912 (da "la Repubblica" 14 maggio 2009)
Ogni commento è superfluo.

mercoledì 13 maggio 2009

I puntini sulle "i"

Il professionista della politica Federico Portelli riversa anche oggi sui pivellini del Forum la dose quotidiana di insulti, continuando - stranamente per un veterano come lui - a non distinguere un'opinione politica da un'inconsulta serie di accuse alle persone e alle loro appartenenze politiche.

A parte il riferimento al "gruppo dei 103" reo - a detta del navigato (ma smemorato) politico - di aver affossato Brancati su cui potranno rispondere gli interessati, non è accettabile la critica odierna contro la commissione giovani che avrebbe affossato la Consulta: in realtà si era prodotto uno straordinario lavoro d'insieme interrotto momentaneamente a causa di ben noti problemi personali dell'assessore... Lavoro - guarda caso - contestato in quel momento dallo stesso capogruppo Ulivo (ma portato avanti con convinzione da altri esponenti del suo stesso gruppo) che in quell'occasione aveva insistentemente richiesto un percorso non condiviso dalla maggioranza dei capigruppo e della specifica commissione.

Insomma, se si fa come impone il navigato esperto politico tutto va bene, se invece lo si critica si è arroganti, ignoranti, aberranti (come scrive oggi), incompetenti, geni all'incontrario, ecc. Strano modo di concepire il dibattito democratico! Meno male che il resto del Pd locale- in tutte le sue differenti componenti - sembra essere ben più disponibile al dialogo e alla costruzione di autentici percorsi comuni.

martedì 12 maggio 2009

LUNEDI' 18 DIGIUNO A ZUGLIANO

In continuità con il documento da noi sottoscritto nel Luglio 2008 “Accoglienza e legalità per tutti: no alle discriminazioni ed al razzismo” sentiamo l’obbligo morale di intervenire pubblicamente come uomini e come preti, anche in sintonia con le persone che incontriamo ogni giorno e di cui condividiamo la fatica e la ricchezza umana del vivere: ammalate, fragili, ai margini, carcerate, straniere.
Esprimiamo con il cuore e la ragione, con tutto noi stessi indignazione e tristezza per la diffusione di atteggiamenti di intolleranza, xenofobia e razzismo e per le decisioni politiche che mettono in atto un razzismo istituzionale nel nostro Paese ed anche nella nostra Regione, culminato in questi giorni con i respingimenti di persone disperate nell’inferno da cui sono venute:la Libia, il deserto, i loro paesi impoveriti e insanguinati da violenze e guerre.
Ci si vanta dei respingimenti come risultato di una politica di contrasto all’arrivo di coloro che impropriamente vengono chiamati “clandestini” e non persone disperate, in fuga da situazioni drammatiche ed in cerca di accoglienza senza operare per la giustizia e la pace nei paesi di provenienza.
Si sta perdendo la capacità di vedere con occhi liberi e lo sguardo amorevole; di partecipare con un cuore umano alle sofferenze dell’umanità; di riflettere con una ragione illuminata per risposte che rispettino ed attuino i diritti umani.
E’ svanita e sta svanendo, in Italia ed in Friuli, la pietà e concretamente si violano i diritti umani fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione, da quella Europea, dalle dichiarazioni dell’ONU.
Il decreto sicurezza mette in atto provvedimenti che invece di dare risposte progressive alle situazioni problematiche aggraverà di molto la condizione della presenza degli stranieri fino alla negazione della presenza di bambini che nasceranno da coppie o madri sole non regolari.
Non si attuano provvedimenti di regolarizzazione per le centinaia di migliaia di lavoratori stranieri irregolari per la fedeltà al principio : “ cattivi con i clandestini”.
Le scelte mirano ad un forte impatto simbolico ed emotivo, non alla soluzione reale dei problemi: le ronde, i volontari della sicurezza e l’attribuzione di un potere salvifico alle telecamere pretendono goffamente di sostituire la necessaria rete di relazioni umane sul territorio, alimentando la percezione di insicurezza e paura mentre i dati reali indicano una inversione di tendenza.
La politica della nostra Regione Friuli Venezia Giulia continua a perseguire un proposito discriminatorio nei confronti degli stranieri condizionando, ad esempio i diritti umani loro, ma
ugualmente dei cittadini italiani, a criteri di tempo di permanenza sul territorio, con gravi conseguenza anche per i minori. E ancora una completa disattenzione a quanto sta avvenendo dentro e fuori del CARA di Gradisca d’Isonzo.
Noi non neghiamo la complessità, le situazioni problematiche, le questioni aperte, le difficoltà della politica; vivendo di fatto in una società multietnica, multiculturale, plurireligiosa intendiamo, con responsabilità, lavorare per una convivenza dignitosa.
Sono migliaia, le esperienze positive in atto; circa 4 milioni di persone immigrate inserite in Italia, quasi centomila nella nostra Regione con lo straordinario contributo di umanità, cultura, spiritualità, ricchezza materiale neanche lontanamente paragonabile a quanto costa materialmente il loro inserimento.
Queste convinzioni, maturate nella laicità della storia, sono radicate nella fiducia esigente e confortante in Dio come Padre di tutte le persone; nei suoi Profeti che continuano a provocarci con parole sferzanti e piene di tenerezza che indicano il vero culto nella disponibilità a condividere il pane con chi è affamato, ad introdurre in casa i miseri ed i senza tetto, italiani e stranieri.
Il riferimento al Vangelo di Gesù di Nazaret ci provoca all’impegno per la giustizia, la pace, l’accoglienza: “Ero forestiero e mi avete ospitato”:
Per noi è ulteriore motivo di sdegno e di tristezza l’utilizzo strumentale del riferimento alle radici cristiane ed alla difesa della identità cristiana per dar forza a mentalità e a decisioni politiche e legislative che negano totalmente il riferimento a cui pretendono di ispirarsi.
Non ci sembrano conciliabili il riferimento a Dio, Padre di tutti, il Vangelo di Gesù di Natzaret, la partecipazione alla celebrazione dell’Eucarestia, l’appartenenza al mondo cattolico con il mettere in atto mentalità, espressioni, legislazioni razziste.
Questo scandalo grave e diffuso ci interroga in profondità.
Si mescola ad una accresciuta mentalità di indifferenza da una parte e dall’altro perfino di ammirazione nei confronti di atteggiamenti furbi, superficiali, banali, di falsità di corruzione, di materialismo esibito , di irrisione per i poveri.
Non possiamo assistere da estranei a questo degrado ed esprimiamo tutto il nostro sdegno etico a partire dalla condivisione delle storie di chi fa fatica e dal riferimento illuminante ad una fede nel Dio di Gesù incarnata nella storia.

Per questo abbiamo deciso di vivere - e di proporre con libertà a chi vorrà parteciparvi – la giornata di lunedì 18 maggio nel Centro Balducci di Zugliano nel silenzio, nella preghiera, nel digiuno.
Nella sala degli incontri “Mons Luigi Petris” dalle ore 10 la giornata sarà scandita dalla lettura di passi della Bibbia riguardanti l’accoglienza, la giustizia, la pace.
Alle ore 20 sarà celebrata l’Eucarestia.

don Pierluigi Di Piazza (Zugliano), don Franco Saccavini ( Udine), don Federico Schiavone ( Udine), don Giacomo Tolot (Pordenone), don Piergiorgio Rigolo (Pordenone), don Alberto De Nadai (Gorizia), Andrea Bellavite (Gorizia), Don Luigi Fontanot (Fiumicello), Don Mario Vatta (Trieste), don Albino Bizzotto (Padova), p. Daniele Zarantonello, Missionari Comboniani, Padova.

Sul Consiglio comunale dello scorso lunedì

Che cosa è accaduto?
Nell'ultima delle sempre più rade sedute del Consiglio comunale si sono verificati tre episodi che hanno suscitato perplessità:
1. il capogruppo Ulivo Federico Portelli ha dato voce agli interrogativi di tutta la città dopo le inquietanti rivelazioni dei quotidiani sugli scambi di mail fra il vicesindaco Gentile e il comandante dei vigili Muzzati. Solo che invece di porre due o tre domande stringenti ne ha enucleate una cinquantina consentendo al sindaco di cavarsela egregiamente con la promessa della fatidica risposta scritta.
2. il consigliere Andrea Alberti ha presentato un ordine del giorno sull'antischiamazzi: ottima occasione per aprire un dibattito, il sindaco l'ha fatta propria, Alberti ha accettato i buoni propositi di Romoli e la discussione in aula è stata stroncata sul nascere.
3. durante la discussione sull'ordine del giorno Portelli intorno a Iris (che "naviga" in aula consigliare dallo scorso mese di ottobre!) il consigliere Zotti chiede la verifica del numero legale, accusando la maggioranza di scarso interesse su un tema importante per la vita della città: la maggioranza in blocco conferma la sua impressione lasciando clamorosamente l'aula e determinando la sospensione della seduta.
Il Forum per Gorizia ha trasmesso alla stampa locale un comunicato politico nel quale si stigmatizzava soltanto il sistematico rifiutarsi al dialogo su qualsiasi argomento del Sindaco, ritenendo che in questa occasione avesse trovato una sponda inattesa nella lunga requisitoria di Portelli; in tale comunicato si aggiungeva una critica al Pd nazionale che sostiene il "sì" referendario: l'analogia consisteva nel fatto che sia l'interrogazione di Portelli che la posizione referendaria del Pd nazionale sembrano favorire da una parte Romoli dall'altra Berlusconi.
A causa di questa critica il Forum e i suoi esponenti si sono sentiti rinfacciare di tutto: "geni" della politica, estensori di stupidaggini, settari, ideologi, incapaci, affossatori di Brancati (sic !!!) fin dai tempi del comitato dei 103, sostenitori di Romoli... per tacere gli epiteti privati ai quali si ritiene meglio rispondere "porgendo l'altra guancia".
Si può discutere tutto, ben venga anche la critica alle opinioni del Forum per Gorizia e dei suoi esponenti come civilmente si verifica in questo blog: ma il rifiuto del dialogo e la trasformazione di un'opinione politica in occasione per denigrare senza entrare nel merito delle questioni sono segnali di un preoccupante scadimento della coscienza democratica. Si ritiene necessaria una presa di distanza del Pd goriziano non dalle più o meno condivisibili strategie, ma dalle esternazioni offensive del suo Capogruppo in consiglio comunale.

sabato 9 maggio 2009

Da non perdere, veramente grave!

Solo il settimanale diocesano Voce Isontina nei suoi due ultimi numeri ha dato risalto a quella che il direttore nell'editoriale ha definito "un mostro giuridico". Di che si tratta?

Se saranno approvate, le nuove norme contenute nel disegno di legge n.2180 in discussione in questi giorni in Parlamento renderanno impossibile la certificazione anagrafica in mancanza di permesso di soggiorno. Come a dire per esempio che nei Comuni un bambino nato in strutture pubbliche potrà essere consegnato in affido a famiglie "regolarizzate" oppure, se come probabile nato in "clandestinità" semplicemente per l'anagrafe "non esisterà", non sarà persona soggetto di diritti e di doveri. Ormai non c'è un limite al peggio: dove vuole arrivare il Governo e l'attuale amministrazione regionale che lo segue e a volte precede dopo la cancellazione del reddito di cittadinanza, della legge sull'immigrazione, del Difensore civico e del tutore pubblico dei minori la nostra Regione?

Si aggiunge analisi specifica di persona competente:
“L'articolo 45 reca numerose modifiche al Testo unico sull'immigrazione. <...>
Le nuove disposizioni prevedono anche l'obbligo di esibire la carta e il permesso di soggiorno in relazione agli atti dello stato civile o relativi all'accesso a pubblici servizi, mentre escludono tale adempimento per quelli inerenti all'accesso alle prestazioni sanitarie per gli stranieri non iscritti al SSN”.Atti di stato civile sono essenzialmente le registrazioni di matrimonio, nascita e morte. Dal che si deduce che gli immigrati privi di permesso di soggiorno non potranno registrare il proprio matrimonio (precedente storico le leggi razziali del 1938), non potranno registrare denunce di morte e non potranno registrare la nascita dei propri figli. Il precedente storico questa volta non é italiano ma argentino: al tempo del regime dei colonnelli le prigioniere incinte venivano fatte partorire e poi ammazzate. I bambini – e le nonne di piazza di maggio stanno ancora cercando i neonati di allora – venivano ‘adottati’ da amici e complici del regime.Ora non conosciamo i decreti attuativi e i regolamenti che renderanno operativa la legge in questione: insieme alla certezza di produrre apolidi, legalmente privi di genitori, possiamo però esprimere il timore che i bambini che non si possono registrare vengano sottratti alla madre già alla nascita.C’é modo di segnalare ai parlamentari che fra due giorni cominceranno a discutere in assemblea l’orrore di una simile, sottaciuta, misura?Chi volesse saperne si più legga le relazioni dell’on Bachelet e Capano nel mio allegato ‘’spedizione Liste) Io continuo a chiedermi perché dai sindaci non sia venuta alcuna reazione preoccupata a fronte della previsione di non aver più l’evidenza della popolazione sul loro territorio.Come saranno classificati i figli di irregolari –se la norma passerà- negli uffici anagrafe dei comuni? Corpi a perdere?

giovedì 7 maggio 2009

Ma il Pd, da che parte sta?

Sulla vicenda dell’ordinanza anti-schiamazzi , della chiusura del Fly e delle notti goriziane ancora una volta i quotidiani locali sostituiscono i luoghi ordinari del dibattito politico: meno male che in questo caso almeno i giornalisti hanno svolto con trasparenza il loro mestiere e hanno rivelato quanto il sindaco e la maggioranza, favoriti da una parte dell’opposizione, si sono astenuti dal comunicare attestandosi sul solito silenzio durante il consiglio comunale dello scorso lunedì.
Tutti potranno vedere nella registrazione integrale di Telemare che andrà in onda sabato alle 13.30 come si sono svolti i lavori: il primo cittadino, come sempre, ha evitato qualsiasi comunicazione in merito nell’aula dove siedono i rappresentanti dei cittadini; il capogruppo dell’Ulivo Portelli ha agevolato il suo compito interrogandolo non con qualche domanda precisa, ma con un’interminabile requisitoria da tribunale alla quale anche un politico meno “navigato” di Romoli avrebbe reagito con onore rinviando la questione alla fatidica “risposta scritta” (cioè a mai!). Un po’ come tirare un calcio di rigore dalla parte sbagliata trasformandolo in uno splendido assist a favore della squadra avversaria: evidente il crescente rilassamento del vice-sindaco Gentile e il sollievo di molti membri della maggioranza mentre scorrevano i minuti dell’intervento fiume dell’ex presidente dell’assise cittadina.
Del resto non c’è da stupirsi troppo se a livello nazionale il Partito Democratico annuncia il proprio suicidio politico proponendo il “sì” a un referendum che – se “passerà” – attribuirà il premio al partito (e non alla coalizione) di maggioranza e non ripristinerà il voto di preferenza: un inatteso regalo assai gradito dal sempre più godurioso presidente del Consiglio

Forum per Gorizia

mercoledì 6 maggio 2009

Berlusconi e il referendum

In questi giorni tutti i riflettori sono puntati sulla vicenda  - tutt’altro che privata - ma invece totalmente pubblica della richiesta di divorzio della moglie di Berlusconi, se non altro per le considerazioni avanzate e rese pubbliche dalla signora Lario e cioè per le frequentazioni di minorenni da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri e perché quest’ultimo “è un uomo che non sta bene” . E’ difficile, in una democrazia che non abbia perso il rispetto per se stessa,  ritenere queste considerazioni, che riguardano non solo un uomo  pubblico ma il Presidente del Consiglio, un fatto privato. Questa vicenda, dunque, rischia di far passare in secondo piano la prossima tornata elettorale sia per le amministrative che per le elezioni europee, sulle quali comunque avrà un’influenza, e non a caso Berlusconi di questo anche si preoccupa. E oltre a ciò, ci sarà poi la tornata referendaria il 21 giugno. Ebbene, il Pd arriva all’appuntamento elettorale più disastrato che mai: per le amministrative siamo alla guerra per bande, che mettono a rischio la tenuta di città come Bologna e Firenze, per le europee ha pensato bene di candidare onorevoli e rispettabili pensionati della politica come Luigi Berlinguer e Sergio Cofferati  (purtroppo), ma è all’appuntamento referendario che il PD dà il meglio di sé, totalmente pervaso da un cupio dissolvi che spinge i suoi leader a scegliere e indicare il voto per il sì.  Un referendum che se raggiunge il quorum e prevalgono i sì regalerà per un altro ventennio, questa volta consecutivo, l’Italia a Berlusconi e al centrodestra. Un referendum in cui – mentre assegna il premio di maggioranza non più alla coalizione ma al partito che abbia raccolto più consensi, e quindi al PdL – non contempla la sola e unica modifica alla legge elettorale veramente democratica, e cioè il ripristino del voto con preferenza unica che consente la libera espressione della volontà dell’elettore. Il PD aveva appoggiato il quesito referendario allorché pensava – con Veltroni – di diventare il primo partito. Ma ora – astuzia della sorte – appoggiarlo diventa un suicidio politico, ma i vertici, dal boy-scaut  Franceschini al “pragmatico”  Bersani, non demordono e si esprimono per il sì. Ma almeno in questa sperduta provincia del profond nord, in nome anche del conclamato federalismo, c’è almeno una voce che si dica contraria e coerentemente inviti gli elettori a disertare l’appuntamento elettorale? 

Donald Lam 

P.S.  In cuor loro quelli de PD sperano – senza dirlo - che il 21 giugno non si raggiunga il quorum. Ma, si sa, il diavolo fa le pentole, ma non sempre i coperchi. 

martedì 5 maggio 2009

In memoria

Una ragazzina di tredici anni ha perso la vita a causa di un "tragico errore" dei soldati italiani in Afghanistan. La notizia è già sparita dalle prime pagine dei giornali e da tutti i notiziari anche se la dinamica dell'"incidente" è ancora tutta da chiarire e le immagini televisive della macchina crivellata di colpi suscitano qualche dubbio relativamente alla ricostruzione "ufficiale".
Quando a rimetterci le penne sono quelli che con orribile espressione vengono definiti "i nostri ragazzi" si assiste allo scorrere di fiumi di retorica con tanto di benedizioni solenni impartite dai cappellani di turno... Questa ragazza innocente la cui vita è stata stroncata da armi italiane usate da soldati italiani è sparita nel volgere di qualche ora dai riflettori mediatici. Da questo blog la vogliamo ricordare con tanta tristezza, un altro essere umano stroncato dalla follia della guerra, del terrorismo e delle armi.

lunedì 4 maggio 2009

Veline e velone

Il pd dice "affari privati", Casini "problemi personali", la consegna è stata finora quella del silenzio. Che un divorzio sia un evento privato è abbastanza ovvio, anche nel caso di una richiesta in questo senso da parte della moglie del presidente del consiglio.
Ma non è più così quando la persona che è stata più vicina a Berlusconi negli ultimi trent'anni lo dipinge come una specie di maniaco - non aiutato in questo senso da nessuno dei collaboratori - che "ama frequentare le minorenni". Se poi queste frequentazioni diventano alla prima occasione addirittura proposta di candidatura alle elezioni europee non si tratta più di discutibile "privato", ma di "pubblico interesse dei cittadini".
Se ciò che dice la signora Lario corrisponde a verità la candidatura e la successiva cancellazione dalle liste per le europee di veline e velone non è questione di moralismo ma di confronto politico e gli alleati di Berlusconi dovrebbero tenerne conto: soprattutto quelli che si riempiono la bocca di "valori cristiani" o che comunque hanno vissuto con molta maggior discrezione e dignità le proprie vicende personali e familiari. 
A meno che non si misuri tutto in termini numerici e questa boccaccesca vicenda non finisca per favorire ulteriormente il voto a Berlusconi grazie ad un irretimento mediatico capace di sedare le frustrazioni reali con la creazione di squallidi eroi immaginari.

venerdì 1 maggio 2009

Primo maggio

1° maggio 2009 Festa del Lavoro. Bandiere, striscioni e gonfaloni dei comuni isontini. Parata di popolo e festa paesana nel Parco di Gradisca.
Spicca l’assenza del gonfalone di Gorizia, per non dire di quella del Sindaco, quasi come quella del Cavaliere alle manifestazione del 25 aprile, per altro appena interrotta per motivi di “interesse elettorale”.
Bandiere bianco verdi della Cisl. Bandiere azzurre della Uil. Bandiere rosse della Cgil. E poi quelle di Rifondazione, di Sinistra e Libertà. Persino una solitaria bandiera di Sinistra Critica.
Ma del Pd nemmeno l’ombra. Non uno straccio di vessillo, non un volantino ma una totale desolante assenza e lontananza dal mondo del lavoro e dai suoi problemi. Non c’è il segretario comunale di Gorizia e nemmeno il capogruppo in Consiglio comunale. Forse hanno puntato tutto su Veronica, a cui Veltroni aveva offerto anche un seggio. Forse è sole segno dei tempi: si preparano al silenzio di regime.
Donald Lam